IL RISORGIMENTO ITALIANO Nel 1815, dopo il congresso di Vienna (vedi pg. 269), l'italia era un paese frammentato, diviso in tanti regni diversi. Mentre infatti fin dal Medioevo in Francia, Spagna, Inghilterra e Portogallo si erano andate consolidando monarchie forti e unitarie, l'italia era rimasta divisa in piccoli ducati e regni in lotta tra loro, facile preda dei più forti conquistatori europei. Ma all'inizio dell'ottocento nuove esigenze si fecero sentire in Italia: l'illuminismo aveva diffuso idee di libertà e diritti, Napoleone, tra il 1805 e il 1815, aveva regnato sull'italia in modo unitario (come re d'italia), mentre il Romanticismo difendeva le idee di nazione e di patria. Gli intellettuali liberali e democratici italiani cominciarono a desiderare un governo UNITARIO e libero dal CONTROLLO STRANIERO. Il periodo storico che portò l'italia a diventare un regno unito e libero dal governo straniero (austriaci a nord, Borboni a sud) si chiama RISORGIMENTO. Le tappe che portarono all'unificazione italiana furono tante, e spesso costarono la vita a patrioti e rivoluzionari. I moti liberali del 1820-21 e del 1830-31 erano falliti. Nel 1831 un intellettuale italiano, Giuseppe Mazzini, fondò un'associazione, la Giovine Italia, che mirava a costruire un'italia repubblicana, unita e indipendente con l'appoggio del popolo; un altro intellettuale, V. Gioberti, proponeva invece una confederazione di stati uniti d'italia, guidata dal papa Pio IX, che aveva concesso nello stato della Chiesa una Costituzione. Ma anche i moti mazziniani del 1833-34 fallirono. Nel 1848 scoppiarono insurrezioni in tutta Europa: insorsero anche Venezia e Milano contro gli austriaci. Venezia proclamò la repubblica; Milano in 5 giornate di barricate dichiarò guerra alle truppe austriache, sostenuta dall'esercito piemontese: fu la PRIMA GUERRA DI INDIPENDENZA, che si concluse però con una dura sconfitta. In tutta Europa le rivolte furono domate, sul trono di Francia tornò addirittura l'imperatore Napoleone III, nipote del celebre Bonaparte. La Costituzione e il parlamento rimasero in vigore solo nel regno di Sardegna guidato dai Savoia (Piemonte e Sardegna) che divenne il punto di riferimento dei patrioti italiani. CAVOUR, il primo ministro piemontese, con un'abile mossa diplomatica (partecipò con truppe italiane ad una guerra in Crimea) ottenne ascolto e allenza dai francesi di Napoleone III, il quale gli promise aiuto in caso gli austriaci avessero dichiarato guerra ai Savoia. Cavour a questo punto, con un celebre discorso, fece capire ai patrioti italiani di essere disposto a difendere la loro causa e concentrò le truppe lungo il confine austriaco. L'Austria dichiarò guerra al Piemonte nel 1859: iniziò la SECONDA GUERRA DI INDIPENDENZA che portò alla conquista della Lombardia (ma non del Veneto). Toscana, Emilia e Romagna, e più tardi Marche e Umbria, votarono con un plebiscito l'annessione al regno di Sardegna. L'annessione del sud d'italia (tentativo già fallito nel 1857 da alcuni patrioti morti nell'impresa), riuscì a GIUSEPPE GARIBALDI con la famosa SPEDIZIONE DEI MILLE: nel 1860, partito con mille volontari dalla Liguria, Garibaldi con vittorie travolgenti sconfisse i Borboni e risalì verso nord per consegnare il regno delle due sicilie a Vittorio Emanuele II, proclamato nel 1861 re d'italia.
FONTI STORICHE FONTE 1: PROGRAMMA POLITICO DI GIUSEPPE MAZZINI, 1831 La Giovine Italia è repubblicana e unitaria. Repubblicana: perché, teoricamente, tutti gli uomini d'una nazione sono chiamati, per la legge di Dio e dell'umanità, ad esser liberi, eguali e fratelli, e l'istituzione repubblicana è la sola che assicuri questo avvenire. La Giovine Italia è unitaria: perché senza unità non v'è veramente nazione -perché senza unità non v'è forza, e l'italia, circondata da nazioni unitarie, potenti e gelose, ha bisogno anzi tutto d'essere forte - perché il federalismo la porrebbe sotto l'influenza necessaria d'una o d'altra delle nazioni vicine - perché il federalismo, ridando vita alle rivalità locali oggimai spente, spingerebbe l'italia a retrocedere verso il Medio-evo. FONTE 2: CAMILLO BENSO CONTE DI CAVOUR, articolo apparso sul quotidiano Il Risorgimento il 23 marzo del 1848 L'ora suprema per la monarchia sarda è suonata. In cospetto agli avvenimenti di Lombardia e Vienna, l'esitazione, il dubbio, gli indugi non sono più possibili: una sola via è aperta per la nazione, per il governo, per il re. La guerra! La guerra immediata, senza indugi! Forse vi sarà ancora chi dirà non esser noi preparati, e che col dichiarare guerra ci assumeremmo una terribile responsabilità, che la Russia e l'inghilterra potrebbero in tal caso decidersi ad unirsi all'austria a danno dell'italia. A quaste obbiezioni opporremo vittoriose risposte dettate dalla ragione. Se la Lombardia fosse tranquilla, sarebbe follia ffrettare i tempi e cominciare le ostilità prima di aver radunato un esercito e preparato mezzi di offesa proporzionati alle forze dei nostri nemici. Ma la Lombardia è in fuoco; Milano è assediata, ad ogni costo bisogna andare a soccorrerla.
FONTE 3: VITTORIO EMANUELE II nel Subalpino, 10 gennaio 1859 Discorso della Corona al Parlamento Il nostro Paese, piccolo per territorio, acquistò credito nei Consigli dell'europa perché grande per le idee che rappresenta, per le simpatie che esso ispira. Questa condizione non è scevra di pericoli, giacché, nel mentre rispettiamo i trattati, non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'italia si leva verso di noi. FONTE 4: fotografia: I reduci garibaldini bresciani dei Mille, 1860.
PRIMA ATTIVITÀ' LEGGETE IL TESTO INTRODUTTIVO SUL RISORGIMENTO E RISPONDETE ALLE DOMANDE SUI QUADERNI: 1. Perchè fin dal Medioevo l'italia fu sempre facile preda dei sovrani Europei? 2. Quali nuove esigenze si fecero sentire nei cuori dei patrioti italiani agli inizi dell'ottocento? Perchè? 3. Come si chiama il periodo storico in cui l'italia lottò per conquistare indipendenza e unità? 4. Quando fu la prima guerra di indipendenza e cosa accadde? 5. Quando fu la seconda guerra di indipendenza e cosa accadde? 6. Chi riuscì a liberare il Meridione dai Borboni e in che modo? SECONDA ATTIVITÀ: ANALISI DELLE FONTI FONTE 1 SOTTOLINEATE SULLA FONTE IN GIALLO la frase in cui si dice che gli uomini sono chiamati ad essere liberi, uguali e fratelli e individuate, sottolineandolo, in base a quali leggi. SOTTOLINEATE SULLA FONTE IN ROSSO perché per Mazzini l'italia deve essere repubblicana. SOTTOLINEATE SULLA FONTE IN BLU perché Mazzini l'italia rifiuta l'idea di federalismo. FONTE 2 RISPONDETE: Nella fonte si parla di guerra: si tratta della prima o della seconda guerra di Indipendenza? Cavour parla di assedio di Milano. Chi la stava assediando? Perchè Cavour è convinto che il Piemonte debba intervenire? Venne ascoltato dal re? Come si concluse la guerra? FONTE 3 In questo discorso del re del Piemonte emergono due importanti premesse alla riuscita dell'impresa di unificare l'italia: quali? Rispondi negli spazi appositi: Di chi ha l'appoggio il regno di Sardegna e Piemonte? E quale grido di dolore esso sta ascoltando? Quale guerra scoppiò nell'aprile dello stesso anno in cui il re fece questo discorso? Come si concluse quasta guerra?
FONTE 4 OSSERVATE LA FOTOGRAFIA E RISPONDETE: 1. Si tratta di una fonte fotografica (come quella del re nella fonte 3): fino ad ora hai trovato sul libro fonti fotografiche? Perchè? 2. Osserva la foto: quali particolari ti colpiscono? 3. Quale fu l'impresa a cui questi uomini parteciparono? A cosa portò?