Il Divulgatore n 9-10/2011 PARASSITI DELLE PIANTE ORNAMENTALI INSETTI CHE SUCCHIANO LA LINFA Tra gli insetti che danneggiano le piante ornamentali, quelli con apparato boccale perforante succhiatore sono senza dubbio i più diffusi e conosciuti. Afidi, cocciniglie, psille, tingidi, metcalfa si presentano ogni primavera su siepi, cespugli, alberi e aiuole fiorite, pur con delle variazioni a seconda dell andamento stagionale. In genere queste infestazioni non costituiscono un problema irreparabile per le piante; fatta eccezione per alcune specie di cocciniglie, i danni arrecati sono per lo più di tipo estetico. Si tratta tuttavia di insetti in genere mal tollerati dalle persone per gli effetti secondari che di solito accompagnano la loro presenza. In particolare è la melata, prodotta in abbondanza dalla maggior parte delle specie, il problema principale correlato alle infestazioni di questi organismi nocivi. Per chi si occupa di gestione e manutenzione del verde è indispensabile riconoscere questi insetti, così da poter attuare tempestivamente le misure necessarie al loro contenimento. NOXIOUS INSECTS Sucking insects The sucking insects are surely the most widespread and known insects, as every year, in early or late spring, according to the seasonal pattern, they appear on bushes, hedges and flowerbeds. usually, these insect infestations do not cause irrecoverable damages to plants, except for some scale species, but they are dreaded for the aesthetic losses and slight inconveniences they might provoke, mainly due to secondary effects like dew production. AFIDI Gli afidi sono insetti di piccole dimensioni, appartenenti all ordine dei rincoti; hanno il corpo piriforme, spesso protetto da cera. Con il loro apparato boccale perforano la cuticola delle piante succhiandone la linfa e, contemporaneamente, immettendovi la loro saliva. In corrispondenza delle punture di suzione si notano decolorazioni, deformazioni e bollosità. Possono compiere il loro ciclo a spese di un unico ospite (ciclo monoico) oppure su ospiti diversi (ciclo eteroico); si caratterizzano per avere una capacità riproduttiva elevatissima, il che determina spesso infestazioni massicce, costituite da un elevato numero di individui. Un ulteriore loro caratteristica consiste nell abbondante produzione di melata, sostanza zuccherina che imbratta tutte le parti della pianta infestate da questi insetti. Gli afidi si insediano di norma sugli organi verdi della pianta: foglie (soprattutto in corrispondenza della pagina inferiore, lungo le nervature), germogli, bottoni fiorali, di solito in colonie formate da numerosi individui tra loro vicini. Raramente gli afidi determinano la morte delle piante colpite, tuttavia le indeboliscono, rendendole più suscettibili agli attacchi di altri parassiti. possono tuttavia essere vettori di virus fitopatogeni. Assume inoltre una certa rilevanza il danno estetico prodotto da questi insetti, dovuto soprattutto alla presenza della melata la quale può sporcare non solo le piante, ma anche eventuali manufatti (panchine, tavoli, ecc.) posti in prossimità dei punti di infestazione. Sulla melata si possono poi sviluppare funghi agenti di fumaggine, contribuendo ulteriormente a peggiorare il valore ornamentale delle piante colpite e ad ostacolare il regolare svolgimento degli scambi gassosi e fotosintetici. Come si combattono negli ambienti naturali gli afidi sono controllati da numerosi predatori e parassito idi (coccinelle, crisope, ditteri sirfidi, ecc.). In città, soprattutto nelle aree molto urbanizzate, l azione di tali nemici naturali in molti casi non è sufficiente a contenere le infestazioni per cui occorre intervenire per limitarne l azione dannosa; è tuttavia possibile impostare delle strategie di difesa che comunque rispettino gli insetti utili, i cittadini e l ambiente in genere. È auspicabile un approccio di tipo integrato o biologico, che preveda i seguenti passaggi: monitoraggio delle specie ospiti più suscettibili (per esempio rose, Prunus, tigli, ecc.); i rilievi vanno eseguiti sulla parti verdi da maggio in avanti e sono finalizzati all individuazione delle prime colonie;
in presenza di melata, e ove tecnicamente possibile, effettuare lavaggi sulla vegetazione con acqua e sali di potassio alle dosi in etichetta; i lavaggi vanno eseguiti tempestivamente, per prevenire la formazione di fumaggini, più difficili da asportare della semplice melata; in concomitanza di forti infestazioni e dove risulta insufficiente l azione di contenimento esercitata dagli antagonisti naturali, è spesso necessario effettuare uno o più trattamenti con prodotti ammessi in lotta biologica (per esempio piretro naturale). AFIDI DEL CEDRO (Cinara cedri, Cedrobium laportei) Ospite Cedri Come si manifesta Afidi corticicoli, vivono in colonie sui rami più sottili. Provocano arrossamento e caduta degli aghi. note Le specie sono spesso associate sulle piante. Producono abbondante melata. AFIDE DEL CIPRESSO (Cinara cupressi) Ospite Cipressi Come si manifesta Le infestazioni si susseguono dalla primavera all autunno e provocano un progressivo ingiallimento della chioma. Seguono l arrossamento e il disseccamento di interi rami. note Soprattutto Cupressuss arizonica risulta indebolito dagli attacchi di questo afide. AFIDI DEL PINO (Pineus pini, Eulachnus rileyi) Ospite Pini Come si manifesta Colonizzano, dalla primavera all autunno, gli aghi i germogli e la corteccia dei rami, provocando ingiallimento della chioma e filloptosi. note Eulachnus rileyi produce abbondante melata. AFIDI DELL ACERO (Periphillus testudinaceus, Drepanosiphum platanoidis) Ospite Aceri Come si manifesta Gli afidi si insediano sulla pagina inferiore delle foglie. note Non provocano danni di particolare gravità. AFIDE DEL TIGLIO (Eucallipterus tiliae) Ospite Tiglio Come si manifesta Colonizza la pagina inferiore delle foglie provocando decolorazioni e disseccamenti fogliari. Forti attacchi possono causare una precoce caduta delle foglie. note La specie produce abbondante melata sulla quale si insediano funghi agenti di fumaggine. AFIDE NERO DEL VIBURNO (Aphis viburni) Ospite Viburno Come si manifesta All inizio della primavera dense colonie nere si insediano su foglie e germogli. note Specie monoica. Svolge l intero ciclo sul viburno.
AFIDE NERO DEL CILIEGIO (Myzus cerasi) Ospite Prunus, Ciliegio Come si manifesta Provoca accartocciamento di foglie e germogli, ben visibili da metà aprile fino all iniziodell estate. note Questo afide può trasmettere diverse virosi. CHERME DELL ABETE ROSSO (Sacchiphantes abietis) Ospite Abete rosso Come si manifesta L infestazione è evidenziata dalla presenza di minuscoli batuffoli cerosi bianchi sugli aghi, che appaiono ripiegati e ingialliti. note Determina in genere caduta degli aghi alla fine dell estate. FILLOSSERA DEL LECCIO E DELLA QUERCIA (Phylloxera quercus) Ospite Leccio, Querce Come si manifesta Alla ripresa vegetativa gli attacchi primari delle neofondatrici provocano l accartocciamento delle foglie. Successivamente le neanidi causano la formazione di aree dapprima clorotiche poi seccaginose. note L afide sverna allo stadio di uovo sui rami del leccio. Può essere dannoso soprattutto sulle giovani piante. AFIDE DELLA ROSA (Macrosiphum rosae) Ospite Rosa Come si manifesta Le colonie invadono i germogli e i boccioli fiorali. Le infestazioni maggiori si verificano alla comparsa dei bottoni fiorali. note Nella tarda primavera l afide migra su ospiti erbacei secondari. Torna sulle rose in autunno per deporre le uova. AFIDI DEL PIOPPO (Chaitophorus populialbe, Phloeomyzus passerinii, Pemphigus spirothecae) Ospite Pioppi Come si manifesta Le tre specie hanno comportamento diverso. La prima colonizza le foglie, la seconda è un afide corticicolo (afide lanigero), la terza specie è galligena (forma una galla a spirale sul picciolo fogliare). note Questi afidi non provocano danni di particolare gravità. Solo l afide lanigero può essere dannoso nei pioppeti specializzati. DIAMO UNA MANO ALLA NATURA... Diversi predatori e parassitoidi specifici possono contribuire a tenere sotto controllo le popolazioni di afidi. I più noti sono certamente le coccinelle: Adalia 2-punctata, Adonia variegata, Coccinella septempunctata, Propylaea 14-punctata, ecc. Attive sia come larve sia come adulti, sono in grado di divorare centinaia di afidi nel corso della loro vita. Predatori specifici sono anche le larve di molte specie di ditteri sirfidi e di ditteri cecidomidi. Le crisope, pur essendo predatori polifagi, hanno un attività predatrice nei confronti degli afidi molto simile a quella dei predatori specifici Tra i parassitoidi, le più importanti specie appartengono all ordine degli imenotteri, in particolare alle famiglie Aphididae e Aphelinidae. Per il controllo degli afidi nei piccoli giardini o nei cortili delle scuole, si possono effettuare introduzioni localizzate di ausiliari (adulti o larve di coccinella, larve di crisopa, imenotteri parassitoidi). I lanci delle coccinelle (es. Adalia 2-punctata) vanno eseguiti in presenza di infestazioni di afidi. In commercio sono disponibili confezioni contenenti 80 o 250 larve. Il numero di individui da liberare va valutato in base alle situazioni: in assenza di predatori naturali si possono rilasciare 2-3 larve per rametto infestato. Gli adulti di coccinella (commercializzati in confezioni da 16 oppure da 100 esemplari) sono più mobili e meno delicati delle larve, ma tendono ad abbandonare il punto di lancio e a disperdersi nell ambiente. insetti fastidiosi
Era una specie utile ora è invasiva Harmonia axyridis, è una coccinella originaria dell Asia, importata in Italia e in altri paesi europei per le sue notevoli qualità come predatrice di afidi. Oltre agli afidi, si può nutrire a spese di acari, cocciniglie, larve di insetti utili, uova e larve di lepidotteri, e se vi si imbatte, anche delle più piccole coccinelle nostrane. Questa coccinella asiatica presenta una gamma di colorazioni molto diverse tra loro. Si va dal giallo all arancione, che può tendere al marrone, fino al rosso. I punti sono in qualche caso ben definiti, in altri appaiono evanescenti. Ci sono anche esemplari neri con macchie rosse. La colorazione è così variabile che gli americani la chiamano coccinella arlecchino. La larva presenta dei tipici processi spinosi che la rendono facilmente riconoscibile dalle altre specie di coccinella. Harmonia axyridis è considerata la specie di coccinella che si diffonde più rapidamente al mondo. D inverno, come le nostre coccinella, si raggruppa in gran numero, per svernare in posti riparati, penetrando nelle abitazioni. Per ritrovarsi con gli altri individui emette sostanze con odori particolari. In primavera le sostanze emesse come richiamo lasciano un indelebile impronta colorata nel luogo di svernamento. Inoltre, e in misura maggiore delle altre, queste coccinelle rilasciano, se minacciate, un liquido giallo di pessimo odore che, in rari casi, può arrivare a macchiare gli arredamenti. Questo coleottero, dopo pochi anni dalla sua introduzione, risulta una minaccia per le specie autoctone di coccinelle e più in generale per la biodiversità, inoltre è temuto dai viticoltori per la sua capacità di rifugiarsi nei grappoli poco prima della raccolta peggiorando la qualità dei mosti. Per limitare i disagi provocati dall insetto si può attuare la rimozione degli aggregati di coleotteri e utilizzare delle barriere per impedirne l ingresso negli edifici. COCCINIGLIE I coccidi o cocciniglie, sono insetti poco vistosi, tanto che le loro infestazioni possono passare inosservate pur raggiungendo in alcuni casi elevati livelli di gravità. Hanno apparato boccale perforante succhiatore, per cui sottraggono linfa alle piante per mezzo degli stiletti boccali conficcati nei tessuti. Come afidi e psille, anche le cocciniglie sono estremamente prolifiche e producono abbondante melata, che costituisce il substrato ideale per lo sviluppo di fumaggini. A sviluppo ultimato molte specie presentano un doppio rivestimento rigido (scudetto o follicolo), che le protegge dai trattamenti chimici. Come si combattono Come gli afidi, anche le cocciniglie sono in natura controllate da numerosi nemici naturali. Spesso, però, negli ambienti urbani la presenza di predatori e parassitoidi non è a livelli tali da esercitare un sufficiente controllo di questi insetti. occorre perciò attuare una pluralità di interventi. Innanzitutto è importante asportare le parti di pianta fortemente infestate; su tronco e branche principali è possibile eseguire vere e proprie spazzolature, per eliminare le incrostazioni. Contro le cocciniglie che infestano piante arboree si può intervenire con una potatura di risanamento, finalizzata a eliminare le parti secche e quelle più infestate. Questa pratica è particolarmente utile per contrastare le infestazioni di chermococco del leccio, il quale diventa particolarmente aggressivo quando la chioma è fitta e poco arieggiata. riguardo a specifici trattamenti, questi devono essere indirizzati contro gli stadi giovanili (neanidi) e ai primi sintomi di danno, utilizzando gli oli minerali. se questi trattamenti sono eseguiti in estate, bisogna utilizzare oli minerali autorizzati per l impiego in vegetazione. In presenza di melata è utile procedere a lavaggi della vegetazione con acqua e tensioattivi autorizzati. I lavaggi devono essere eseguiti tempestivamente, prima che si formi la fumaggine. COCCINIGLIA BIANCA DELL EVONIMO (Unaspis euonymi) Ospite Evonimo Come si manifesta Le femmine, da maggio a settembre, colonizzano fusto e rami (raramente le foglie), mentre i follicoli maschili si localizzano sulla pagina inferiore delle foglie. Provocano ingiallimenti e defogliazioni. Note Ripetute infestazioni possono portare a morte le piante. COCCINIGLIA BIANCA DEL GELSO (Pseudolacaspis pentagona ) Ospite Gelso, Ligustro, Noce Come si manifesta I follicoli femminili sono biancogiallastri, quelli maschili bianco candidi, di forma allungata. Da maggio a settembre colonizza le cortecce dove forma spesse incrostazioni. Note Può determinare la morte delle piante.
COCCINIGLIA BIANCA DEL PINO (Leucaspis loewi, L. pini, L. pusilla) Ospite Pini Come si manifesta Queste cocciniglie si fissano in maggio sulla pagina superiore delle foglie, dove possono formare dense incrostazioni. Gli aghi ingialliscono e cadono prematuramente. Note Le tre specie di cocciniglie determinano i danni più gravi su pini in condizioni di sofferenza ambientale. ICERIA (Icerya purchasi) Ospite Acacia, Robinia, Pittosporo, Citrus Come si manifesta Le femmine, di forma ovoidale, producono all inizio della primavera un caratteristico ovisacco carenato di colore bianco contenente fino a 800 uova. Colonizza i rami e la pagina inferiore delle foglie causando deperimenti vegetativi e il disseccamento delle foglie. Note Negli ambienti meridionali e in quelli ove le piante vegetano in zone riparate, la cocciniglia è controllata dal suo predatore naturale, il coleottero coccinellide Rodolia cardinalis. COCCINIGLIA DELL ORTENSIA (Eupulvinaria hydrangeae) Ospite Tigli, Ortensia Come si manifesta A partire dal mese di maggio le femmine sono visibili sulla pagina inferiore delle foglie e sui rametti, provocando disseccamenti e caduta anticipata delle foglie. Anche le femmine di questa specie sono provviste di un caratteristico ovisacco bianco. Note Le infestazioni sono vistose, ma i danni in genere sono di modesta entità. COCCINIGLIA FIOCCOSA (Chloropulvinaria floccifera) Ospite Pittosporo, Camelia, Tasso Come si manifesta Infesta la pagina inferiore delle foglie, sulla quale è facilmente individuabile quando le femmine hanno formato il loro ovisacco ceroso di colore bianco. La vegetazione infestata ingiallisce, dissecca e cade. Note Gli attacchi sono particolarmente frequenti sulle piante di pittosporo poste nelle zone costiere. COCCINIGLIA DEL FICO (Ceroplastes rusci) Ospite Fico, Pittosporo, Agrifoglio Come si manifesta Ha follicolo globoso bianco. In maggio colonizza foglie e rami determinando il deperimento della vegetazione. Note L abbondante produzione di melata favorisce la presenza di fumaggini.
CEROPLASTE (Ceroplastes japonicus) Ospite Alloro, Agrifoglio, Edera, altri arbusti Come si manifesta Presenta follicolo globoso bianco. Le femmine depongono le uova in maggio-giugno; le neanidi si manifestano dalla fine di giugno. Provoca ingiallimenti e deperimenti della vegetazione. Note Alloro e agrifoglio sono le piante più suscettibili a questa cocciniglia. Produce abbondante melata. CEROPLASTE DELLE PIANTE ORNAMENTALI (Ceroplastes ceriferus) Ospite Molte ornamentali arbustive, Fruttiferi Come si manifesta Presenta follicolo globoso bianco. Caratteristica distintiva di questa cocciniglia è una tipica conformazione della cera che ricopre il follicolo, che assume la forma di un cornetto proiettato in avanti. Determina deperimenti e disseccamenti della vegetazione. Note Segnalato per la prima volta in Italia nel 2001, oggi l insetto è presente in tutte le regioni centro settentrionali. COCCINIGLIA DELLE CONIFERE (Carulaspis carueli, C. juniperi) Ospite Cipressi, Tuia, Ginepro Come si manifesta Le cocciniglie (con follicolo rotondeggiante biancastro) sono presenti sulle piante da maggio a settembre. Infestano le foglie e, nei cipressi, le galbule, causando progressivi ingiallimenti. Note Forti infestazioni possono provocare disseccamenti della chioma. Questa cocciniglia è in genere efficacemente controllata da diversi predatori e parassitoidi. PSEUDOCOCCO (Pseudococcus longispinus) Ospite Fico, Lauroceraso, Oleandro, Pittosporo, Viburno Come si manifesta Ha corpo allungato ricoperto da una polvere cerosa bianca. In primavera-estate colonizza la chioma delle piante determinando disseccamenti e caduta anticipata delle foglie. Note L abbondante produzione di melata provoca l insediamento di fumaggini. COCCINIGLIA FARINOSA (Planococcus citri) Ospite Fico, Lauroceraso, Oleandro, Pittosporo, Viburno Come si manifesta Morfologicamente simile allo pseudococco. Invade le foglie, preferibilmente la pagina inferiore, causando deperimenti e ingiallimenti. Nei casi più gravi può portare a morte le piante. Note Produce abbondante melata, su cui si insediano le fumaggini. CHERMOCOCCO DEL LECCIO (Kermes vermilio) Ospite Leccio Come si manifesta Queste cocciniglie, di forma globosa e colore rosso mattone, sono ricoperte da una polvere cerosa bianco-grigiastra. Si insediano sulle parti lignificate, provocando generali disseccamenti. Note Risulta particolarmente dannosa su piante già indebolite da abbassamenti termici.
INSETTI FASTIDIOSI Odiose cimici Con i primi caldi estivi spesso le cimici fanno il loro ingresso nelle abitazioni. Questo fenomeno è aumentato negli ultimi anni tanto da diventare un problema per i tecnici che gestiscono il verde pubblico. Le cimici infatti sono mal tollerate dalle persone anche perché si caratterizzano per un enorme capacità invasiva. Non bisogna però generalizzare. Sono diverse le specie e diverso è il loro comportamento. Impariamo a riconoscere le più comuni. Cimice dell olmo (Arocatus melanocephalus) Questa cimice compie una sola generazione l anno e sverna come adulto, trovando rifugio in anfratti presenti nelle cortecce di svariate latifoglie oppure negli edifici, nei manufatti e negli ammassi di materiali (inerti, legna, ecc.). A fine marzo, in corrispondenza del periodo di fruttificazione degli olmi, gli adulti escono dai loro ricoveri e riprendono l attività nutrendosi sulle samare. Gli accoppiamenti avvengono durante questo stesso periodo e le femmine depongono le uova singolarmente o a piccoli gruppi nei calici fiorali degli olmi. Alla schiusa fa seguito la comparsa delle forme giovanili (neanidi e ninfe), in genere a partire dalla prima metà di maggio. I nuovi adulti iniziano a comparire dalla fine di maggio. A partire dall inizio di giugno avvengono i primi voli verso gli edifici, posti non troppo lontano dai siti di sviluppo, e la colonizzazione di altre specie botaniche (in particolare platano, tiglio e conifere) nelle quali tendono ad aggregarsi per una sorta di estivazione. Queste piante non sono ospiti dell insetto ma un ricovero temporaneo per ulteriori invasioni estive delle abitazioni. Una parte minoritaria della popolazione trascorre i mesi estivi allo stadio di ninfa sull olmo per divenire adulta tra agosto e settembre. Cimice verdastra (Nezara viridula) In città e soprattutto in campagna è facile imbattersi in adulti di Nezara viridula quando entrano nelle case con un volo pesante e irregolare che le porta a sbattere contro le pareti dei locali e contro le lampade accese. La cimice verdastra è forse la più comune e nota delle cimici perché ubiquitaria e capace di danneggiare con le sue punture un gran numero di piante fra le quali spicca il pomodoro. Si tratta di una grossa cimice di colore verde intenso con tre piccole macchie chiare alla base dello scutello. Tradizionalmente è la cimice che siamo abituati a intercettare mentre entra nelle nostre abitazioni ed è un entrata che difficilmente passa inosservata per quel ronzio utilizzato anche come strumento per colloquiare con altri individui della specie. Nezara viridula, inoltre, è ben conosciuta per l odore sgradevole che emana se disturbata o se inavvertitamente schiacciata. Cimicione delle conifere (Leptoglossus occidentalis) È un grosso Emittero originario del continente americano, rinvenuto per la prima volta in Europa nel 1999 in provincia di Vicenza. Successivamente la specie si è diffusa in tutto il Nord Italia e in altri stati europei limitrofi (Svizzera e Slovenia). Leptoglossus occidentalis si sviluppa su varie specie di conifere, tra cui Pinus sylvestris, Pinus nigra, Pinus pinea e Pinus pinaster e utilizza gli stiletti del suo apparato boccale per perforare le squame delle pigne e succhiarne i semi. Le punture causano l aborto delle parti colpite durante la fioritura oppure l avvizzimento dei tessuti danneggiati. La veloce naturalizzazione e diffusione del cimicione crea soprattutto fastidi alle persone per la propensione a invadere giardini e alberi ornamentali, anche vicini alle abitazioni. Inoltre, in autunno, la cimice ha la tendenza a costituire gruppi numerosi che cercano rifugi vari per lo svernamento, privilegiando le abitazioni in prossimità delle pinete. Gli adulti, in genere, sono attratti dalle pareti rivolte a sud dove rimangono esposti agli ultimi raggi del sole prima di cercare un ricovero in crepe e fessure ed entrare nelle abitazioni. SEMPLICI ACCORGIMENTI PER... RESISTERE! specie descrizione Quando si manifesta Cosa fare Cimice dell olmo Arocatus melanocephalus Piccola cimice nera e rossa lunga 6-7 mm. Inizio estate (da metà giugno in poi) Gestire gli incolti. Impedire l entrata degli insetti nelle abitazioni (chiusura di fessure, schermatura di finestre, camini e sottotetti, zanzariere). Utilizzare l aspirapolvere sugli adulti. Cimice della malva Oxycarenus lavaterae Piccola cimice nera con emielitre parzialmente rossastre. Fine estate - autunno Controllare le infestanti presenti nella zona (malva). Cimice verdastra Nezara viridula Singoli esemplari di adulti di una grossa cimice di colore verde. Fine estate - autunno Allontanare gli adulti manualmente.
Cimicione delle conifere Leptoglossus occidentalis Grosse cimici allungate di Fine estate - autunno colore bruno rossiccio con un evidente motivo a zig zag sulle ali anteriori. Le tibie posteriori hanno delle caratteristiche espansioni forma di foglia. Pirocoride Pyrrhocoris apterus Presenza sui tronchi Autunno delle piantesui muri di aggregazioni di cimici dalla caratteristica livrea nera e rosso corallina. Impedire l entrata degli insetti. Non sono necessari interventi di controllo, questa cimice non è fastidiosa. PSILLE, TINGIDI, TRIPIDI Anche questi insetti, con le loro punture di nutrizione, sottraggono linfa alle piante. Le infestazioni di psille, tingidi e tripidi si manifestano con ingiallimenti e disseccamenti. Molte specie producono abbondante melata, sulla quale si insediano funghi saprofiti che provocano lo sviluppo di fumaggini. Come si combattono la stragrande maggioranza di psille, tingidi e tripidi determinano danni prevalentemente di tipo estetico. per eliminare il disagio provocato dalla melata è consigliabile intervenire con lavaggi della vegetazione, secondo le modalità descritte per gli afidi. In presenza di forti infestazioni di psille e in assenza di nemici naturali (antocoridi in particolare), è possibile intervenire con formulati a base di piretro naturale. Questo prodotto non è selettivo ed è caratterizzato da una bassissima persistenza nell ambiente. Il suo impiego, quindi, deve essere limitato all avvio della stagione, quando le popolazioni degli ausiliari sono ancora disperse nell ambiente e possono colonizzare nuovamente le piante trattate qualche giorno dopo la distribuzione del formulato. L unico tingide che può giustificare interventi mirati è Corythucha ciliata, un insetto che si sviluppa in colonie numerosissime sulla pagina inferiore delle foglie di platano. più che per il danno diretto agli alberi, questo insetto è fastidioso per chi staziona sotto le piante infestate, creando problemi quando le alberate di platano sono vicine ad abitazioni, esercizi commerciali, giardini scolastici, ecc. Solo in questi casi sono giustificati trattamenti effettuati tramite la tecnica dell endoterapia, che si basa sull iniettare all interno dei vasi linfatici un insetticida sistemico in grado di raggiungere la chioma. le tecniche di iniezione si sono in questi anni specializzate e sono divenute sempre più rapide e meno invasive per le piante. È fondamentale che vengano eseguite da personale specializzato, con formulati autorizzati per questo specifico impiego. PSILLA DEL LAURO (Trioza alacris) Ospite Alloro Come si manifesta Da marzo a settembre provoca arrotolamenti di porzioni del lembo fogliare verso la pagina inferiore. A tale deformazione seguono ingiallimenti e disseccamenti. I germogli colpiti si deformano e arrestano il loro sviluppo. Note Il danno determinato da questa psilla è prevalentemente di tipo estetico. PSILLA DEL BOSSO (Psylla buxi) Ospite Bosso Come si manifesta Colpisce le giovani foglie sulle quali provoca una deformazione a cucchiaio del lembo. Note Le parti infestate si presentano coperte da secrezioni cerose bianche e vischiose.
PSILLA DELL ALBERO DI GIUDA (Psylla pulchella) Ospite Albero di Giuda Come si manifesta Durante il mese di maggio attacca le foglie. Note Produce abbondanti quantità di melata. PSILLA DELL ALBIZIA (Acizzia jamatonica) Ospite Albizia Come si manifesta Oltre alla sottrazione di linfa produce abbondante melata. Forti infestazioni possono provocare disseccamenti della chioma. Note Di recente introduzione nei nostri ambienti. TINGIDE DEL PLATANO (Corythucha ciliata) Ospite Platano Come si manifesta Compie tre generazioni sul platano, da maggio a ottobre. Determina decolorazioni delle chioma e precoce caduta delle foglie. Note L insetto risulta debolmente urticante per le persone. TINGIDE AMERICANA della quercia (Corythucha arcuata) Ospite Querce Come si manifesta I danni sono provocati dalle punture di alimentazione effettuate sulle pagine inferiori delle foglie sia dagli adulti sia dagli stadi preimmaginali; l asportazione dei liquidi cellulari provoca caratteristiche decolorazioni. Note L insetto, di origine americana, è stato introdotto in Italia nel 2000. TINGIDE DEL PERO (Stephanitis pyri) Ospite Peri e Meli ornamentali, Cotoneaster, Rosa, Biancospino Come si manifesta Da maggio a ottobre colonizza la pagina inferiore delle foglie, dove provoca ingiallimenti e necrosi puntiformi. Note Specie solo occasionalmente dannosa.. TRIPIDE (Heliothrips aemmorrhoidalis) Ospite Gerbera, Azalea, Fucsia, Viburno, Rododendro, Ficus Come si manifesta Entrambe le specie infestano la pagina inferiore delle foglie. Con le loro punture causano depigmentazioni dei tessuti. Note Su viburno la vegetazione fortemente infestata emana un odore nauseabondo.
INSETTI FASTIDIOSI Metcalfa imbratutto Metcalfa pruinosa è un Rincote appartenente alla famiglia dei Flatidi. Compie una sola generazione all anno, svernando allo stato di uovo nascosto tra le fessure della corteccia di un ampia gamma di piante arboree e arbustive. Il passaggio dallo stato di uovo a quello di adulto avviene attraverso diversi stadi giovanili, denominati neanidi e ninfe. Le neanidi sono poco mobili per cui, una volta cadute dalle piante infestate, difficilmente riescono a risalirvi. Al contrario le ninfe sono in grado di spiccare vistosi salti, spostandosi da una pianta all altra e riuscendo a ricolonizzare, se cadono a terra, le piante precedentemente occupate. Gli adulti, infine, possono saltare e volare pertanto riescono ad allontanarsi dal luogo di origine anche di alcune decine di metri. Questo aspetto va attentamente considerato quando si deve intervenire contro l insetto per diminuire il livello di infestazione. La metcalfa si caratterizza per un elevatissima polifagia, riuscendo a infestare piante arboree (gelso, olmo, acacia, pioppo, ippocastano, betulla), arbustive (ibisco, ligustro, piracanta, oleandro, sambuco, biancospino, ortensia, rovo, alloro, evonimo, lagerstroemia) ed erbacee (viola, ortica e molte altre). Gli stadi giovanili compaiono verso fine di maggio - inizio di giugno, mentre gli adulti si possono ritrovare sulle piante a partire da luglio fino a ottobre. Le neanidi e le ninfe vivono sulla pagina inferiore delle foglie e la loro presenza è resa evidente da un abbondante secrezione di cera bianca e dalla melata, sulla quale, in seguito, può svilupparsi la fumaggine. La vegetazione infestata si presenta quindi imbrattata, i fiori possono essere deturpati e in generale, a causa della sottrazione di linfa da parte di tutti gli stadi dell insetto, si può verificare un rallentamento dello sviluppo vegetativo. Lavaggi nelle ore serali Per limitare i problemi determinati dalla metcalfa è indispensabile asportare la melata. Ciò può essere realizzato tramite lavaggi della vegetazione, i quali vanno eseguiti tempestivamente a partire dalla fine di maggio, non appena le forme giovanili dell insetto (neanidi) compaiono sulla pagina inferiore delle foglie e sono poco mobili. I lavaggi rimuovono più efficacemente la melata se all acqua si aggiunge un bagnante (es. sali di potassio alla dose di 400 g per ogni 100 litri d acqua), pertanto andrebbero effettuati con un atomizzatore. Tuttavia, in mancanza di questa attrezzatura, si può ricorrere a un abbondante distribuzione di acqua mediante tubo per irrigazione