LO STATO DELLA BIODIVERSITÀ Il 2010 e il 2011 sono stati gli anni per salvaguardare la salute del nostro pianeta; in particolar modo il 2010 è stato dichiarato anno internazionale della biodiversità. Negli anni 70 emerge la consapevolezza che le risorse naturali della terra devono essere tutelate che la natura ha un ruolo fondamentale nell economia; inoltre nel 1972, alla conferenza di Stoccolma, si è stabilito che le risorse naturali devono essere protette per il beneficio delle generazioni future. Nel 2007 l ONU ha sostenuto il bisogno di intensificare e coordinare gli sforzi dello sviluppo per fermare la perdita di biodiversità. Nel 2006 è stato realizzato un piano d azione che prevedeva la salvaguardia degli habitat e delle specie più importanti; inoltre si consigliava di utilizzare le disposizioni della politica agricola per salvaguardare i terreni agricoli e le foreste.
CHE COS È LA PERDITA DELLA BIODIVERSITÀ La perdita della biodiversità consiste nella diminuzione del numero di componenti di una popolazione o di un estinzione di una determinata popolazione. Tutte le specie esistenti sulla Terra sono fondamentali per l equilibrio degli ecosistemi e la scomparsa di anche una solo specie potrebbe portare un alterazione irreversibile
ESEMPI DI RISCHIO DI SPECIE Lo stato di molti uccelli marini si è deteriorato in tutto il mondo e diverse specie e molte popolazioni sono pericolosamente vicine all estinzione. Essi sono quelli più minacciati rispetto alle altre categorie di volatili. Delle 346 specie di uccelli marini, 97 di loro sono minacciate a livello mondiale; inoltre, migliaia di uccelli marini vengono uccisi ogni anno, dopo essere catturati con vari attrezzi da pesca.
Un altra categoria a rischio è quella degli anfibi: circa un quarto delle loro popolazioni è minacciata dall estinzione e più della metà sono in declino. Il 36% sono stabili e solo il 2% sono in aumento. In pericolo sono anche un quinto dei rettili, il 9% delle farfalle, il 20% dei molluschi terrestri e il 44% dei molluschi d acqua dolce.
LA BIODIVERSITÀ IN ITALIA L Italia è uno dei paesi europei più ricchi di biodiversità, sia animale che vegetale. L Italia è lo stato d Europa che conta il maggior numero di specie di piante con semi. L Italia ha un popolamento così diversificato perché ha un eterogeneità ambientale prodotta dalla natura prevalentemente collinare e montuosa del territorio, che ha provocato una diffusione di nicchie ecologiche.
LA PERDITA DI BIODIVERSITÀ IN ITALIA Nel bacino del Mediterraneo la presenza dell uomo ha portato all alterazione degli ecosistemi e degli habitat naturali e questo patrimonio oggi è gravemente minacciato: la metà dei vertebrati è a rischio di estinzione, così come un quarto degli uccelli e oltre il 40% dei pesci dei fiumi dei laghi. Anche in questo caso la situazione più critica è quella degli anfibi. Per quanto riguarda la flora sono in pericolo 1020 specie vegetali.
IL DANNO ECONOMICO DELLA PERDITA Il ritmo insostenibile con cui stiamo consumando la biodiversità comporta delle conseguenze a livello socioeconomico. I soggetti maggiormente a rischio sono le popolazioni povere che spesso dipendono dai beni e dai servizi offerti dall ecosistema. DA COSA È DOVUTO IL DANNO ECONOMICO? Preservare le foreste, dimezzando il tasso di deforestazione entro il 2030, permetterebbe di ridurre i danni derivanti dai cambiamenti climatici stimati intorno ai 3,7 trilioni di dollari. Il sovra sfruttamento di 43 dei 150 stock del Nord Est dell Atlantico comporta una perdita annuale di 3,2 miliardi di euro. Circa il 70% delle barriere coralline mondiali è attualmente minacciata dalla pesca eccessiva, dallo sviluppo non controllato dell edilizia costiera e dall inquinamento con conseguenze per oltre 30 milioni di persone. L impollinazione da parte degli insetti, in netto calo in Europa, ha un valore economico di 15 miliardi di euro l anno.