RESTAURARE è FACILE IL TRATTAMENTO ANTITARLO Una delle prime valutazioni in merito ad un mobile da restaurare è la presenza o meno di tarlo al suo interno. Questo si può stabilire dalla presenza, sul legno, dei caratteristici fori di uscita dell insetto adulto. Impara a distinguere le caratteristiche dei nuovi fori, chiari, perfettamente circolari e con fuoriuscita del materiale ligneo in polvere, il cosiddetto rosume. I vecchi fori, in genere, sono più scuri e dai bordi meno definiti e non indicano necessariamente la presenza di larve. Tratta il mobile con antitarlo anche se non ci sono fori nuovi in quanto i vecchi potrebbero essere il ricettacolo di uova deposte dalla femmina dell insetto dopo lo sfarfallamento e l accoppiamento. Io eseguo di prassi un trattamento antitarlo ad ogni mobile che restauro. E veramente difficile, se non impossibile, valutare correttamente la presenza di questo insetto all interno del legno quindi nel mio laboratorio è una fase standard, dopo la sverniciatura, eseguire un trattamento antitarlo a base di permetrina. Ti consiglio di adottare questo standard e di offrirlo ai tuoi clienti come servizio, migliora la tua immagine professionale e ti mette al riparo da futuri problemi. 1
E doveroso, da parte mia, precisare che non è possibile eseguire trattamenti antitarlo veramente efficaci su determinati mobili, soprattutto quelli in legno massello di grande spessore. Il liquido usato è un solvente inodore e incolore che veicola un insetticida, la permetrina, questo liquido penetra nel legno per la legge della capillarità e anche se studiato per penetrare molto in profondità, non sempre raggiunge la parte più interna di alcune zone dei mobili, quali gambe o ripiani in massello di particolare spessore. Attento quindi a non rilasciare certificati di garanzia di avvenuto trattamento antitarlo, in quanto non avrai mai la certezza di aver disinfestato veramente a fondo il mobile in ogni sua parte. Devo dire che, negli ultimi anni, non ho mai avuto problemi di infestamento di tarlo su mobili trattati in maniera adeguata. Il tarlo Molti sono gli animali xilofagi (che si nutrono di legno) che possono infestare i nostri mobili, il più diffuso è senz altro l Anobium punctatum. Appartenente alla famiglia degli Anobidi, é un insetto di colore scuro, lungo 3-5 mm, con il capo indistinto ed infossato nel torace, noto più comunemente come tarlo del legno o dei mobili è estremamente dannoso per tutto il legname sia esso lavorato o in travi. Non di rado è possibile osservare, nelle abitazioni infestate, qualche esemplare durante i mesi primaverili ed estivi quando, dopo gli sfarfallamenti, avvengono gli accoppiamenti. 2
Le femmine di questa specie depongono le uova nelle fessure di ogni tipo di legname sia di conifere che di latifoglie. Viene attaccato anche il legno molto vecchio e povero di amido e proteine, in quanto le larve sono in grado di utilizzare, meglio di qualsiasi altro coleottero xilofago, la lignina e la cellulosa. Le gallerie scavate dalle larve sono spesso tortuose e si intersecano fra loro fino a togliere, in caso di forte attacco, ogni resistenza meccanica al legno. La presenza di questa specie si manifesta con la comparsa, sulla superficie del legno, dei caratteristici fori circolari di farfallamento, larghi da 1 a 2 mm, accompagnati dalla fuoriuscita di rosume accumulata dalle larve all interno delle gallerie. La durata del ciclo può variare da 1 a 3 anni secondo la temperatura presente nell ambiente di sviluppo. La permetrina: Molte sono le leggende metropolitane che circolano intorno al tarlo ed alla sua eliminazione. Dal petrolio alla canfora, passando per le foglie di alloro nei cassetti, ne ho sentite veramente di tutti i colori. Evita assolutamente qualsiasi sostanza unta, tipo petrolio, questi prodotti macchiano la superficie del mobile in modo spesso irreversibile. Io mi affido, ormai da anni, ad un insetticida, la permetrina, che è stato testato negli anni ed è risultato il più efficace. Inoltre essendo veicolato in un solvente inodore ed incolore che non macchia e non rovina carte e tessuti, puoi utilizzarlo senza problemi anche su mobili foderati o tappezzati. La permetrina (C21H20Cl2O3) è una sostanza attiva antiparassitaria 3
utilizzata per i presidi medico-chirurgici e come insetticida. Appartiene alla famiglia dei piretroidi ed agisce come neurotossina, danneggiando la membrana cellulare dei neuroni. E principalmente usata in agricoltura per le disinfestazione di colture ed allevamenti. Si utilizza per eliminare parassiti umani come il pidocchio e la scabbia e per tenere sotto controllo scarafaggi, termiti, tarli, formiche sia in ambito domestico che industriale. La permetrina elimina acari e zecche al semplice contatto con tessuti trattati. Secondo gli studi del Connecticut Department of Public Health ha una bassa tossicità per i mammiferi, l'assorbimento attraverso la pelle è limitato e le reazioni allergiche sono rare. La permetrina non è tollerata dai gatti ai quali può provocare convulsioni e anche la morte pur con dosi minime ma solo se avviene un contatto diretto tra animale e permetrina. Il trattamento antitarlo: Cosa occorre: Guanti, pennello, un antitarlo a base di permetrina, un telo di polietilene. Dopo aver posto il piano da trattare in posizione orizzontale, spennella abbondantemente con il prodotto antitarlo la superficie facendo penetrare il liquido in ogni sua parte in maniera uniforme. Tratta così tutto il mobile sia all esterno che all interno, passa tutte le superfici da ambo i lati, tenendole orizzontali per consentire al liquido di penetrare in profondità e di non scivolare via. Passa i 4
fondi dei cassetti, le schiene e le parti meno raggiungibili, sono le zone dove gli insetti adulti depongono le uova. Dopo aver effettuato la spennellatura ricopri il mobile con un telo in polietilene, questo non tanto per uccidere i tarli con i vapori dell insetticida come si sente dire ma per impedire una veloce evaporazione del solvente ed una più profonda penetrazione dell insetticida nel legno. Lascia il mobile avvolto nel telo per tre settimane e se necessario ripeti l operazione. Dopo un trattamento così effettuato non ho mai avuto grossi problemi di tarlo, ti consiglio però di avvertire l eventuale cliente che la primavera successiva potrebbe verificarsi qualche sfarfallamento, basterà allora intervenire localmente nella zona interessata per risolvere definitivamente il problema. Chiarire in anticipo questa eventualità ti metterà al riparo da successive contestazioni. Esistono altre forme di trattamento antitarlo quali l azoto in ambiente controllato e le microonde. Sono trattamenti che richiedono attrezzature particolarmente complesse e costose. E possibile effettuare disinfestazioni, utilizzando questi metodi, presso centri attrezzati e con personale specializzato. 5