Gli aspetti positivi del solare termico



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Provincia di Firenze P.E.A.P. Piano Energetico Ambientale Provinciale Allegato B 3.3.2. Gli aspetti positivi del solare termico Università degli Studi di Siena

INDICE 1. Premessa...3 2. Analisi della domanda...4 3. Ricadute positive del solare termico...5 3.1 Caso di produzione di acqua calda con caldaia a gas... 6 3.2. Confronto energetico ed ambientale tra i casi esaminati... 6 3.3. Costi... 7 2

1. Premessa Le tipologie di collettori solari termici variano molto in termini di costo e di prestazioni. Inoltre,i collettori solari termici devono essere considerati integrativi rispetto alle tecnologie tradizionali, quindi capaci di fornire direttamente solo parte dell'energia necessaria all'utenza, energia che altrimenti dovrebbe essere prodotta dalla caldaia tradizionale. La percentuale di energia termica prodotta annualmente da un collettore solare termico prende il nome di fattore di copertura del fabbisogno termico annuo. Per un sistema che ottimizzi il rapporto costi/energia prodotta, questo fattore non dovrebbe superare il 65%. Con il crescere delle dimensioni dell'impianto, cresce il fattore di copertura del carico termico, ma la relazione tra il costo dell'energia e l'energia prodotta resta lineare fino al 55% 60%. Superato questo valore, il costo continua ad aumentare linearmente con le dimensioni dell'impianto, mentre l'energia prodotta aumenta meno rapidamente, il che si traduce in un maggiore costo dell'unità di superficie di collettore. È per questo motivo che un collettore solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria dimensionato correttamente viene progettato per soddisfare il 60 65% del fabbisogno termico. In ambito urbano l'acqua calda sanitaria è per la maggior parte dei casi prodotta con scaldabagni elettrici o caldaie a gas. La produzione di acqua calda sanitaria, con l'uso di energia elettrica dissipata dalla resistenza presente nello scaldabagno, risulta un processo costoso dal punto di vista energetico, ambientale ed economico, se confrontato con la produzione di acqua calda con caldaie a gas. L'introduzione aggiuntiva di un collettore solare termico, che sostituisca parte della produzione di calore, comporta benefici ancora maggiori. 3

2. Analisi della domanda La valutazione delle potenzialità del solare termico non può prescindere dall analisi della domanda di energia termica e dall individuazione di quelle che possono definirsi utenze vocate a questa tecnologia. Le principali tipologie di utenze che presentano una vocazione economica ed energetica al solare termico risultano essere le seguenti: utenze private; strutture turistiche, utenze molto diversificate ma in ogni caso con elevati consumi di acqua a temperature medio-basse (30 C-40 C) e concentrati spesso nella stagione e nelle fasce orarie più favorevoli al solare termico, che quindi permettono di dimensionare impianti modesti e poco costosi per la copertura della maggior parte dei fabbisogni; abitazioni unifamiliari, adatte all installazione di piccoli impianti finalizzati soprattutto alla sostituzione dei consumi elettrici, per la copertura parziale dei fabbisogni di acqua calda sanitaria e di allacciamento agli elettrodomestici con fabbisogni termici elettrici; utenze pubbliche; strutture ospedaliere, con elevati fabbisogni igienici; strutture sportive, attrezzati con docce, che presentano fabbisogni di acqua a medie temperature (45 C) a cui un impianto solare può fornire un apporto comunque determinante (una particolare tipologia sportiva è poi rappresentata dalle piscine, in cui i fabbisogni termici sono a temperature non elevate ottenibili anche nelle giornate invernali nuvolose o nebbiose; strutture scolastiche. Ai fabbisogni sopra indicati si aggiunge la domanda di acqua calda, dai 45 C ai 70 C, per alimentare impianti di riscaldamento degli ambienti. Si tratta di un settore in cui il solare, sia passivo che attivo, può fornire un contributo che in termini percentuali può arrivare al 75%. Si comprende quindi come in termini assoluti si tratti di valori di grande rilevanza quantitativa e qualitativa. 4

3. Ricadute positive del solare termico Di seguito vengono analizzati brevemente gli effetti energetici, economici ed ambientali che si possono conseguire mediante la sostituzione/integrazione di tre diverse tipologie di impianti tradizionali per il riscaldamento per acqua sanitaria, con un sistema solare termico attivo: sostituzione dello scaldabagno elettrico con un sistema integrato solare/gas; integrazione del sistema gas preesistente con impianto solare; integrazione del sistema elettrico con impianto solare (per impossibilità di sostituzione con sistema gas). Il primo caso interessa molte utenze domestiche e pubbliche, di piccola taglia, che non hanno ancora affrontato la questione e, di conseguenza, potrebbero essere incentivate ad una sostituzione dello scaldabagno elettrico. Nel secondo caso l'integrazione del sistema gas preesistente con impianto solare, prevede un costo di integrazione ridotto; si tratta di fatto di utenze che hanno già scelto il gas e potrebbero, con sistemi solari termici, risparmiare il 60 % annuo di gas combusto. Il terzo caso è relativo a realtà in cui il sistema di riscaldamento non può che essere elettrico, per ragioni urbanistiche o per la particolarità dell'utente. Per le tre soluzioni impiantistiche verrà eseguito, a scopo indicativo, un bilancio energetico ed ambientale (in termini di emissioni di CO 2 evitate). In media, in Italia si consumano circa 50 litri al giorno di acqua calda sanitaria pro capite, alla temperatura di 45 C. Ipotizzando una temperatura dell'acqua proveniente dall'acquedotto pari a 15 C si può calcolare il quantitativo pro capite Q, di energia termica necessaria che risulta essere pari a circa 1 500 kcal. Caso di produzione di acqua calda con scaldabagno elettrico In questo caso, l'utilizzo di energia termica per produrre acqua sanitaria comprende una doppia trasformazione. In una prima fase occorre produrre energia elettrica (tipicamente, in centrali termoelettriche). L'energia elettrica prodotta, poi, trasportata all'utenza, dovrà a sua volta trasformarsi in energia termica per effetto Joule per essere conferita all'acqua. Per produrre con uno scaldabagno elettrico 1 500 kcal (1.7 kwh 5

termici) sono necessari circa 1.94 kwh elettrici, avendo stimato l'efficienza di conversione dello scaldabagno elettrico pari al 90%. Mediamente, una famiglia di quattro persone utilizza, quindi, 7.74 kwh elettrici al giorno per la produzione di acqua calda sanitaria. Ma è da considerare che, per la produzione di ogni kwh elettrico, vengono consumati dal parco di centrali elettriche italiane, circa 2.54 kwh, sotto forma di energia primaria. Considerando questa doppia trasformazione da energia primaria in energia elettrica e da elettrica a termica, emerge che, per produrre l'acqua calda necessaria giornalmente per soddisfare il fabbisogno pro capite sono necessari 4.93 kwh primari equivalenti a 4 240 kcal. In tal modo solo il 35% dell'energia primaria consumata viene effettivamente utilizzata dall'utente. Nel caso, poi, di una famiglia di quattro persone, si arriva a 16 960 kcal/giorno, pari a 17.72 kwh (termici). 3.1 Caso di produzione di acqua calda con caldaia a gas Una caldaia a gas ha una resa energetica diretta più alta, perché evita la conversione più energivora (e più exergivora). Per questo la resa globale si aggira sull'80 85%. La produzione di calore e il conseguente riscaldamento dell'acqua sanitaria avviene per combustione diretta del metano. Nel caso peggiore di rendimento del 80%, per produrre 1 500 kcal sono quindi necessarie in un giorno 1 875 kcal (ossia 2.18 kwh). Nel caso di una famiglia di quattro persone si arriva a 7 500 kcal/giorno. 3.2. Confronto energetico ed ambientale tra i casi esaminati Nel passaggio dalla soluzione con scaldabagno elettrico a quella con caldaia a gas integrata da collettori solari, il consumo energetico pro capite passa da 4.93 a 0.87 kwh. È il caso più interessante, dunque, che porta ad una riduzione dell'82% del consumo energetico, a parità di servizio reso. Nel confronto tra il sistema basato sull'integrazione di collettore solare con una caldaia a gas e la caldaia stessa, si nota come il consumo passi da 2.18 kwh, per il caso della sola caldaia, a 0.87 kwh, per il sistema integrato. Nel passaggio dal solo scaldabagno elettrico ad uno scaldabagno integrato da collettori solari, il consumo energetico scende da 4.93 a 1.97 kwh. 6

Un altro indicatore di confronto tra le diverse tecnologie a disposizione può essere ritenuta la quantità di anidride carbonica mediamente immessa nell'ambiente per produrre, nelle stesse condizioni, acqua calda sanitaria. Nel corso dell'analisi energetica, si è stimato che il fabbisogno di energia elettrica di un'utenza monofamiliare (4 persone) per produrre acqua calda sanitaria con uno scaldabagno elettrico è pari a 7.74 kwh (elettrici)/giorno. In Italia, per produrre un kwh elettrico, le centrali termoelettriche emettono nell'atmosfera in media 0.58 kg di anidride carbonica. Pertanto, lo scaldabagno in esame è indirettamente responsabile dell'immissione nell'atmosfera di 4.5 kg CO 2 /giorno. Nel caso di una caldaia a metano, nella combustione si formano 0.25 kg CO 2 per ogni kwh termico; una famiglia di 4 persone dà quindi origine ad una produzione giornaliera di anidride carbonica pari a 1.74 kg CO 2 /giorno. Nel caso di impianti ibridi solare-gas, ossia impianti solari posti ad integrazione della caldaia a gas, assicurando lo stesso comfort durante tutto l'arco dell'anno, è possibile risparmiare il 60% del consumo di gas: la stessa famiglia produrrà, allora, giornalmente 0.69 kg CO 2. 3.3. Costi Nel caso dei collettori solari il costo al metro quadro è, in realtà poco indicativo, poiché il vero costo deve essere correlato alla quantità di acqua calda prodotta in un anno. Una famiglia di 4 persone che consuma 50 60 litri di acqua calda a persona ogni giorno, per un totale di 80 100 mila litri annui spende circa 550 per riscaldare l'acqua con energia elettrica e 400 se la scalda con caldaia a metano. Se l'impianto solare integra la caldaia per un 60 70% il risparmio annuo oscilla tra 275 e 375 con un tempo di ritorno non superiore ai 5 anni, senza però considerare finanziamenti, detrazioni o agevolazioni fiscali attualmente in vigore. 7