Un mondo di soluzioni... LIGNUM HYDROMIL! test d invecchiamento accelerato! test di resistenza ai funghi A cura del laboratorio di ricerca e sviluppo di HDG - Edizione Maggio 2007
RESISTENZA ALL'INVECCHIAMENTO ARTIFICIALE DI PITTURE E VERNICI SECONDO NORMA UNI EN ISO 11507 2002 RAPPORTI DI PROVA PER RESISTENZA ALL INVECCHIAMENTO ARTIFICIALE (rif. UNI EN ISO 11507 2002) di provini trattati con LIGNUM HYDROMIL CASTAGNO Guida alla lettura dei Risultati Premessa Al laboratorio di ricerca CERTO (Centro di Ricerche Toscano) sono stati consegnati 6 provini d abete rosso impregnati di Lignum Hydromil Castagno, denominati H1, H2, H3, H4, H5, H6. Il provino H6 è stato usato come riferimento e non sottoposto a cicli d invecchiamento. Controllo del colore Sui provini sono state eseguite misure di colore (per ciascuna tavoletta e per ciascun punto di controllo selezionato) con spettrofotometro, in modo da rilevare, di ciascuno, il punto zero. Dopo ogni ciclo di 168 ore, cui sono stati sottoposti i provini, si sono eseguite misure di colore che, confrontate con il punto 0 (zero) di riferimento, hanno espresso valori denominati delta E. Il delta E quindi indica la misura della variazione di colore rispetto al punto di riferimento. Nei certificati di prova sono riportate le degradazioni visibili: esse specificano il tipo di variazione di colore che lo strumento spettrofotometro rileva. TAVOLETTE DI ABETE ROSSO IMPIEGATE NELLE PROVE: 1. a destra nella foto la tavoletta di riferimento/confronto iniziale, impregnata con LIGNUM HYDROMIL CASTAGNO (0,045 litri/m 2 in una sola mano, pari a 22 m 2 di resa per litro di prodotto) 2. le altre due tavolette (campione H1 al centro e H5 a sinistra, impregnate come il campione di riferimento) dopo 4 cicli d'invecchiamento (672 ore) con evidenziate le aree di controllo strumentale TAVOLETTA H5 DOPO 4 CICLI (672 ore) TAVOLETTA H1 DOPO 4 CICLI (672 ore) TAVOLETTA DI CONFRONTO NON SOTTOPOSTA AI CICLI D'INVECCHIAMENTO
NOTE: Tanto più il valore di delta E è elevato tanto più l alterazione è significativa Le degradazioni visibili non si percepiscono, in quanto tali, ad occhio nudo ma si nota solo un inscurimento rispetto al punto "zero" L abete rosso TAL QUALE sottoposto ad un ciclo di invecchiamento secondo la norma UNI EN ISO 11507 2002 ha un delta E tra 27 e 35 (valore medio 31). Considerando i risultati del 1 ciclo d'invecchiamento secondo la norma suindicata, si evince quanto segue: il risultato medio di delta E tra H1 e H5 è pari a 8,21 quindi l abete rosso trattato con Lignum Hydromil ha un valore medio di delta E inferiore di 22,79 punti, per cui il solo prodotto impregnante LIGNUM HYDROMIL (no-film), applicato in una mano, conferisce al legno una protezione di circa il 74% (da considerare, a titolo puramente comparativo, che i migliori cicli di verniciatura - cioè coating - esistenti sul mercato e a più strati minimo 3 conferiscono, dopo la verifica di un solo ciclo d'invecchiamento, una protezione al legno variabile dal 75% al 90%)! Valutazione finale (aspetto, tatto e "build" - struttura) Dalle osservazioni al miscroscopio, condotte prima e dopo ciascun ciclo e in più punti delle tavolette, non si sono osservati cambiamenti significativi di struttura. Tutti i provini, dopo quattro cicli di invecchiamento, trattati con Lignum Hydromil hanno mantenuto la caratteristica di cerosità al tatto. Il protettivo a contatto con acqua di condensa o umidità non ha subito alcuna reazione di degrado e ha mantenuto lo stesso build (struttura). I comuni prodotti impregnanti non riescono a superare, per quanto a noi noto, due cicli perché già dopo un ciclo sono degradati da reazioni di saponificazione e nel secondo ciclo spariscono completamente dalla superficie lignea. Conclusioni Invecchiamento accelerato e invecchiamento naturale: un confronto effettivo fra queste prove, ai fini di una corretta indicazione di durata dei protettivi superficiali, è quasi impossibile; la stessa norma UNI EN ISO 11507 2002 afferma "...in genere non è possibile presupporre correlazioni valide tra l'invecchiamento naturale e l'esposizione artificiale..."; le differenze aumentano all'aumentare del numero dei cicli o degli anni. Il problema sussiste perché le stagioni non sono mai omogenee: presenza di grandine, sabbia del Sahara (o degli arenili) e acqua salmastra portate dal vento, ecc., nonché i supporti disomogenei (legno e sue varietà) e le variegate tipologie di PV (cosiddetti Prodotti Vernicianti, per estensione) possono influenzare parecchio i test di prova (nonché le realtà applicative). Anche le affermazioni scientifiche (Schmidt, 1993) indicanti che 1500 ore di prove d'invecchiamento corrispondono a 2 anni (effettuate però su Prodotti Vernicianti applicati su metallo e quindi non correlabili agli impregnanti per legno) sono confutabili, alla luce di quanto anzidetto. Men che meno si possono utilizzare normative assai recenti (quali la pren-927-6 - ancora a livello di "progetto" - le quali indicano in 2016 ore la durata necessaria dei test, cioè 12 volte il ciclo di 168 ore già base della norma UNI EN ISO 11507 2002) per indicare dogmi specifici e inconfutabili. Sottoporre a test normativi i propri prodotti, da parte di un'azienda fabbricante, significa fornire al mercato un'utile indicazione per segnalare i comportamenti effettivi che tali prodotti possono assumere nel tempo. A riprova di quanto sopra affermato, segnaliamo che LIGNUM HYDROMIL è prodotto da circa 7 anni ed applicato in molteplici condizioni (quasi mai sotto diretto
controllo della società produttrice): pontili immersi in acqua salmastra, acqua dolce, travi lamellari con testate direttamente esposte a sud-ovest e nord-est senza ulteriore ricopertura, cucce di animali domestici, steccati, gazebo, ecc., in pianura, in collina, in montagna, al mare. Ovunque sia stato applicato non si è mai resa necessaria, per quanto di nostra conoscenza, alcuna opera di straordinaria manutenzione (intendendosi con ciò l'asporto, cioè la "carteggiatura", del vecchio impregnante e la successiva riapplicazione di un nuovo ciclo) bensì un semplice lavaggio della superficie (per rimuovere il sudiciume depositatosi nel tempo) e la riapplicazione di LIGNUM HYDROMIL (magari nella versione "incolore", piuttosto che in quella pigmentata, al fine di evitare ulteriori scurimenti rispetto alla tinta originaria): è tutto ciò che ne fa un prodotto dalle peculiarità uniche! Edizione: maggio 2007
NOTE INFORMATIVE Agenti biologici In condizioni ideali il legno può rimanere in esercizio per secoli senza subire una significativa alterazione biologica. Tuttavia, se le condizioni non sono ideali, molte specie legnose largamente impiegate necessitano di un trattamento preservante per essere protette dagli agenti biologici responsabili del degradamento del legno, soprattutto funghi ed insetti. I trattamenti preservanti sono trattamenti chimici con prodotti specificamente formulati contenenti biocidi (fungicidi e/o insetticidi) che sono introdotti nel legno allo scopo di accrescere la sua durabilità contro gli attacchi biologici. Questi trattamenti preservanti sono di solito applicati al legno prima dell uso, ma in casi estremi possono essere applicati al legno in opera. I due principali agenti biologici responsabili del degradamento del legno sono, come già detto, funghi ed insetti, anche se in particolari situazioni d impiego il legno può essere attaccato da organismi marini. Funghi Si possono distinguere due tipi di funghi: funghi che distruggono il legno funghi che si limitano a macchiarlo. L attacco di questi ultimi non ha di solito un effetto significativo sulla resistenza meccanica del legno e peggiorano soltanto l apparenza estetica del materiale, senza distruggere la parete cellulare: può verificarsi un estensivo degradamento di rivestimenti decorativi dovuto all azione di questi funghi che comprendono muffe e funghi dell azzurramento. I funghi distruttori del legno, che comprendono i funghi Basimiodiceti lignivori, invece riducono la resistenza meccanica attaccando il legno per mezzo di un azione enzimatica che dà luogo a marciume che si divide in: carie bruna e bianca: conferisce al legno attaccato questa colorazione carie molle: forma cavità nella parete cellulare che porta ad un ammorbidimento superficiale del legno ed eventualmente ad una carie in profondità. L attacco da parte dei funghi ha luogo nel legno ad umidità elevata, in generale tra il 20% ed 30%. Per potersi sviluppare i funghi hanno bisogno della presenza d acqua e ossigeno e l umidità ottimale del legno varia secondo la particolare specie fungina. Pertanto, dove possibile, la progettazione di un edificio dovrebbe minimizzare le situazioni in cui il legno strutturale è soggetto ad elevate umidità che favoriscono il degradamento, garantendo condizioni che: 1. prevengono l inumidimento del legname 2. assicurano il rapido drenaggio e la ventilazione del legname dove è impossibile evitare periodi d inumidimento LIGNUM HYDROMIL previene l inumidimento del legno e, seppur privo di principi attivi atti ad esercitare azione biocida (o insetticida) preservante nel legno, quando quest ultimo è comunque sottoposto ad azioni d attacco di tali organismi, l azione enzimatica dei funghi viene particolarmente rallentata (se non, addirittura, inibita) per una delle sue caratteristiche peculiari: l innovativa resistenza agli acidi del formulato stesso, una volta posto in opera. Note di botanica La carie bianca (o fibrosa o alveolare), diffusa in modo paragonabile su latifoglie e conifere, è dovuta a molti Basidiomiceti e, più limitatamente, ad Ascomiceti (Xilariaceae) che rimuovono più o meno selettivamente la lignina. L aspetto dei tessuti danneggiati è chiaro e fibroso. Generi molto diffusi sono Heterobasidion annosum, Armillaria mellea, Fomes fomentarius, Trametes versicolor, Cerrena e Trichaptum. La carie bruna (o cubica) è invece associata in misura preponderante a conifere, sebbene su alcune latifoglie sia particolarmente frequente (es. castagno). Gli agenti causali determinano una colorazione scura dei tessuti, i quali negli ultimi stadi assumono una consistenza molto fragile che ne causa la rottura secondo piani ortogonali. Specie molto diffuse sono Stereum gausapatum, Ganoderma applanatum, Phellinus ignarius, Fomes officinalis. Il riconoscimento tra carie bianca e bruna è particolarmente importante soprattutto nella gestione del verde ornamentale, in quanto i tessuti colpiti da carie bruna, pur mantenendo un aspetto quasi normale, perdono più rapidamente la propria resistenza e si possono fratturare improvvisamente. La carie soffice è causata da numerosi Ascomiceti (Xylaria, Nectria, Endothia, Herpotrichia) e Deuteromiceti (Graphium, Alternaria, Pestalothia, Verticillium), ma anche da batteri e Basidiomiceti (Phellinus), la cui lenta attività si verifica sia su piante vive che su legname in opera soprattutto in condizioni di elevata umidità relativa (serre, imbarcazioni), proibitive per gli agenti di carie bianca e bruna. Si manifesta con l'imbrunimento della superficie legnosa, più ricca di ossigeno, che diviene soffice specialmente nella parte esposta alle piogge e all'umidità. A livello microscopico la degradazione è molto simile a quella presentata per la carie bianca.