ATTORI DELLA SICUREZZA



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Il titolo I del D. Lgs. 81/08 altri materiali 1 ATTORI DELLA SICUREZZA DATORE DI LAVORO DIRIGENTI PREPOSTI LAVORATORI RSPP e ASPP MEDICO COMPETENTE RLS ADDETTI ANTINCENDIO E PRIMO SOCCORSO 2 1

IL NOSTRO ORDINAMENTO DIVIDE I SOGGETTI IN: CREDITORI DI SICUREZZA: DEBITORI DI SICUREZZA: LAVORATORI DATORE DI LAVORO DIRIGENTI PREPOSTI 3 DATORE DI LAVORO Soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l assetto dell organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell organizzazione stessa o dell unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. 2

LAVORATORE Persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Definizioni - (Art. 2) Sono equiparati a lavoratori,tra gli altri: il soggetto che frequenta tirocini formativi e di orientamento l allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali, agenti chimici, fisici e biologici, limitatamente ai periodi in cui l allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione il volontario (L.266/91) il volontario che effettua il servizio civile il socio lavoratore di cooperativa o di societa', anche di fatto 6 3

CAMPO DI APPLICAZIONE (Capo I) A) Sotto il profilo oggettivo Tutti i settori di attività, privati e pubblici Tutte le tipologie di rischio (art. 3, comma 1) B) Sotto il profilo soggettivo Tutti i lavoratori e le lavoratrici, subordinati e autonomi, ed i soggetti equiparati (art. 3, comma 4) Lavoratore (art. 2, comma 1, lett. a): persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione Soggetti equiparati: soci lavoratori di cooperative o società, anche di fatto; associati in partecipazione; soggetti in tirocinio formativo; partecipanti a corsi di formazione professionale; volontari 7 N.B. - Nel campo di applicazione sono inclusi anche: soggetti in precedenza tutelati da fonti normative non speciali (lavoratori somministrati, a progetto, occasionali, telelavoratori) soggetti in precedenza esclusi da tutela specifica (lavoratori autonomi, lavoratori distaccati) Lavoratori somministrati tutti gli obblighi di prevenzione sono a carico dell utilizzatore (rimane in capo al somministratore l obbligo di informare i lavoratori sui rischi connessi alle attività produttive in generale e di formarli/addestrarli all'uso delle attrezzature di lavoro necessarie all attività lavorativa per la quale essi sono assunti) (art. 3, comma 5) Lavoratori in distacco gli obblighi di prevenzione e protezione sono a carico del distaccatario, fatto salvo quello, a carico del distaccante, di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi alle mansioni per le quali egli viene distaccato (art. 3, comma 6) Lavoratori a progetto si applicano le disposizioni del TU quando la prestazione si svolga presso il committente (art. 3, comma 7) 8 4

Comunicazione all INAIL degli infortuni sul lavoro E previsto (art. 18, comma 1, lett. r) l obbligo di comunicare all'inail: a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni che comportino un'assenza dal lavoro di almeno 1 giorno, escluso quello dell'evento a fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro superiore a 3 giorni L obbligo di tenuta del registro infortuni verrà eliminato a decorrere dal settimo mese successivo all adozione del decreto interministeriale recante le regole tecniche del SINP (art. 53, comma 6) Sanzioni amministrative applicabili (art. 55, comma 4, lett. i, l): a) da 1.000 a 3.000 euro con riferimento alla comunicazione degli infortuni superiori a 1 giorno b) da 2.500 a 7.500 euro con riferimento agli infortuni superiori ai tre giorni N.B. - L'applicazione della sanzione sub b) esclude quella delle sanzioni conseguenti alla violazione dell'articolo 53 del T.U. Infortuni 9 La valutazione dei rischi La valutazione dei rischi, anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, è un obbligo del datore di lavoro non delegabile e deve riguardare TUTTI I RISCHI per la sicurezza e la salute dei lavoratori (art. 28, comma 1), ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli: collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell Accordo europeo dell 8 ottobre 2004 riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza connessi alle differenze di genere, all età, alla provenienza da altri Paesi Le disposizioni in tema di valutazione dei rischi entrano in vigore decorsi 90 giorni dalla pubblicazione del Testo Unico nella Gazzetta Ufficiale* (art. 306, comma 2) 10 5

Contenuti del documento di valutazione rischi (DVR) (art. 28, comma 2)): a) relazione sulla valutazione di tutti i rischi, con specifica dei criteri adottati b) indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei DPI c) programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza d) individuazione delle procedure per l attuazione delle misure e dei ruoli dell organizzazione aziendale che vi debbono provvedere (è richiesto il possesso di adeguate competenze e poteri) e) indicazione del RSPP, del RLS o RLST e del medico competente f) individuazione delle mansioni con eventuale esposizione a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento + altre indicazioni previste da specifiche norme sulla valutazione rischi contenute nei successivi Titoli del Testo Unico 11 Modalità di effettuazione della valutazione rischi (art. 29) Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il DVR: in collaborazione con il RSPP e il medico competente previa consultazione del RLS Rielaborazione la valutazione rischi e il DVR debbono essere rielaborati (e le relative misure aggiornate). se modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza in relazione al grado di evoluzione della tecnica a seguito di infortuni significativi; se i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenziano la necessità 12 6

Procedure standardizzate ed autocertificazioni (art. 29, commi 5 e 6) I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettueranno la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate che saranno elaborate dalla Commissione consultiva permanente Nelle more del relativo decreto - e comunque non oltre il 30 giugno 2012 - gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l effettuazione della valutazione dei rischi (fanno eccezione alcune tipologie di aziende a forte rischio, fra le quali quelle a rischio di incidente rilevante) Potranno effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate anche i datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori (fatta eccezione per le aziende a forte rischio: rischio di incidente rilevante, centrali termoelettriche, rischi da radiazioni ionizzanti, fabbricazione e deposito di esplosivi e munizioni, strutture di ricovero e cura) 13 Il Servizio di Prevenzione e Protezione Salva l ipotesi dello svolgimento diretto, il datore di lavoro organizza il Servizio di Prevenzione e Protezione all interno della azienda o unità produttiva, o incarica persone o servizi esterni, costituiti anche presso le associazioni dei datori di lavoro o gli organismi paritetici (art. 31, comma 1) N.B. - La figura del RSPP: la sua designazione è un obbligo indelegabile del datore di lavoro (art. 17), previa consultazione del RLS (art. 50, comma 1, lett. c) il RSPP coordina il Servizio e risponde al datore di lavoro (art. 2, comma 1, lett. f) non più previsto l obbligo di comunicare nome e curriculum del RSPP alla ASL ed alla DPL competenti per territorio 14 7

❶ SPP interno rimane obbligatorio nei casi già previsti dal DLgs.626/94 in particolare, nelle aziende a rischio di incidente rilevante e nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori è specificato che, in questi casi, il RSPP deve essere interno (art. 31, commi 6 e7) N.B. - Nei casi di aziende con più unità produttive e nei casi di gruppi di imprese, può essere istituito un unico SPP (art. 31, comma 8) ❷ Ricorso a persone o servizi esterni rimane obbligatorio in assenza di dipendenti in possesso dei requisiti di legge il ricorso a servizi esterni continua a non esonerare il datore di lavoro dalla propria responsabilità (art. 31, commi 5 e 6) ❸ Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro possibilità confermata per le aziende industriali fino a 30 addetti o altre aziende fino a 200 addetti prevista una formazione da 16 a 48 ore + aggiornamento (art. 34) 15 Requisiti R-SPP (art. 32) Sostanzialmente confermate le previsioni del DLgs.626/94: 1) Titolo di studio (almeno scuola secondaria superiore) 2) Formazione specifica: richiamo alle durate e contenuti definiti dalla Conferenza Stato/Regioni (Accordo 26/01/2006) organizzata da Regioni, ISPESL, INAIL, Organismi bilaterali, ecc. formazione integrativa per R-SPP (prevede anche il rischio da stress lavoro-correlato) N.B. Sono previsti esoneri parziali per alcune categorie di Lauree 3) Aggiornamento formativo almeno quinquennale N.B. E fatta salva l abilitazione dei soggetti che, pur privi del titolo di studio richiesto, dimostrino di aver svolto le funzioni di R-SPP/A-SPP almeno da 6 mesi al 13 agosto 2003 (previa frequenza di uno dei corsi previsti dall Accordo Stato-Regioni) 16 8

Numero, modalità di elezione/designazione, tempo di lavoro retribuito e strumenti per l espletamento delle funzioni del RLS sono stabilite dalla contrattazione collettiva. E comunque stabilito un numero minimo: aziende/unità produttive fino a 200 lavoratori 1 RLS aziende/unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori 3 RLS aziende/unità produttive oltre 1.000 lavoratori 6 RLS in tali aziende il numero minimo è aumentato nella misura individuata dalla contrattazione collettiva (art. 47, co. 5 e 7) Il Testo Unico fa rinvio alla contrattazione collettiva anche per : le modalità di elezione/designazione del RLS-T (in mancanza di accordi, le modalità sono individuate con decreto ministeriale) (art. 48, comma 2) le modalità di individuazione e di esercizio delle funzioni del RLS-S (art. 49, comma 3) 17 MISURE GENERALI di TUTELA - (Art. 15) Valutare tutti i rischi; Programmare la prevenzione; Eliminare i rischi, o ove non sia possibile, ridurli al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico; Rispetto dei principi ergonomici; Riduzione dei rischi alla fonte; Sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso; Limitazione al minimo del numero dei lavoratori esposti ad un rischio. Utilizzo limitato di agenti chimici, fisici e biologici; 18 9

MISURE GENERALI di TUTELA - (Art. 15) Priorità delle misure di protezione collettive rispetto a quelle individuali; Controllo sanitario dei lavoratori; Allontanamento dei lavoratori esposti a rischio per motivi sanitari e destinazione ad altra mansione Informazione, formazione, istruzione dei lavoratori e RLS, Consultazione e partecipazione dei lavoratori e RLS; Informazione, formazione per i dirigenti e preposti Programmazione delle misure per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; Misure di emergenza (p.s., antincendio); Segnali di avvertimento e sicurezza; Regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti. 19 10