Scuola Secondaria di 1 Grado Via MAFFUCCI-PAVONI Via Maffucci 60 Milano PROGETTO STRANIERI STORIA 11 IL RISORGIMENTO A cura di Maurizio Cesca
Il congresso di Vienna... 1 Le idee liberali... 2 Le società segrete... 3 Il 1848... 4 La Prima Guerra d Indipendenza... 5 La Seconda Guerra d Indipendenza... 6 La spedizione dei mille... 7 I problemi della nuova Italia... 9 La terza Guerra d Indipendenza... 9
Il congresso di Vienna Per sistemare i territori liberati dal dominio di Napoleone, si tenne il congresso di Vienna, che iniziò nel 1814 e finì il giugno 1815. I confini degli stati italiani furono decisi tenendo conto solo degli interessi delle grandi potenze. La Russia e l Inghilterra allargarono molto i loro territori; Prussia e Austria ne cedettero alcuni per averne altri. L Italia si trovò divisa in tanti stati che furono restituiti alle stesse dinastie che ne avevano il controllo prima del periodo napoleonico: Il Regno Lombardo- Veneto, dominato dall Austria Il Regno di Sardegna, sotto Vittorio Emanuele I di Savoia Il ducato di Parma, sotto Maria Luisa d Austria Il Ducato di Modena, sotto Francesco IV di Asburgo-Este (casa austriaca) Il granducato di Toscana, sotto Ferdinando III di Asburgo-Lorena (casa austriaca) Lo Stato Pontificio, sotto papa Pio VII Il Regno delle due Sicilie, sotto Ferdinando IV di Borbone Scomparvero le repubbliche di Venezia e Genova PROGETTO STRANIERI SMS Maffucci-Pavoni Milano pag. 1
Anche la Germania rimase divisa in molti stati; i più potenti erano l Austria e la Prussia. Il Belgio fu unito all Olanda. La Svizzera divenne una confederazione neutrale composta da 22 cantoni. In Spagna e Portogallo tornarono gli antichi sovrani. Le idee liberali I sovrani instaurarono un potere assoluto, togliendo tutti i diritti ai cittadini. Lo zar Alessandro I fondò la Santa Alleanza, con Austria e Prussia, con lo scopo, ufficialmente, di difendere la pace e il benessere dei cittadini, in realtà l alleanza era volta a evitare nuovi spiriti rivoluzionari. Questo creò malcontento nella popolazione e le idee nazionaliste e liberali si diffusero rapidamente. I liberali volevano l uguaglianza dei cittadini, la libertà individuale e di stampa. Scoppiarono così insurrezioni e rivolte. Anche in Italia tornò al potere la vecchia classe dirigente, la nobiltà riprese il suo posto e la borghesia e gli intellettuali furono guardati con sospetto. Su tutta l Italia si estendeva, inoltre, il predominio austriaco, soprattutto nel Lombardo-Veneto. I sovrani, col ritorno all assolutismo, tentarono di cancellare tutto quello che la Rivoluzione Francese e il periodo napoleonico avevano portato. Ma le grandi idee di libertà non potevano più essere cancellate. Pag. 2 PROGETTO STRANIERI SMS Maffucci-Pavoni Milano
Le società segrete Dato che i governi processavano e condannavano ogni forma di opposizione, i liberali si organizzarono in società segrete. Esse ebbero come modello una famosa società segreta del 700: la Massoneria. Tra le società segrete italiane la più famosa fu la Carboneria, così chiamata perché i suoi affiliati usavano il linguaggio dei carbonari. La prima rivolta carbonara avvenne nel 1820, nel Regno di Napoli, seguita, nel 1821, da quella piemontese. Entrambe fallirono perché i rivoltosi erano poco organizzati. In Francia i Borboni, tornati al governo, concessero una costituzione molto limitata e nel 1830 a Parigi scoppiò la rivoluzione e il re venne cacciato. La rivoluzione in Francia del 1830 diede nuove speranze alla carboneria italiana che tentò dei moti insurrezionali che, però, fallirono per l intervento dell Austria ma anche perché c era scarsa divulgazione delle idee rivoluzionarie e poca unità tra i vari gruppi di patrioti. Alcuni moderati, tra cui Vincenzo Gioberti, dicevano che re e principi d Italia dovevano accordarsi e formare una confederazione sotto l autorità del papa. Cesare Balbo (1789-1853) la criticò, e affermò che bisognava convincere gli austriaci ad abbandonare il LombardoVeneto. Per fare questo bisognava avere un potente esercito e, al momento, l unico esercito solido era quello piemontese; bisognava perciò guardare al Piemonte come lo stato guida. I democratici invece pensavano che solo una rivoluzione popolare poteva portare all unità d Italia. PROGETTO STRANIERI SMS Maffucci-Pavoni Milano pag. 3
Tra questi ultimi vi era Giuseppe Mazzini; egli sosteneva che solo un insurrezione generale di tutto il popolo avrebbe potuto far raggiungere lo scopo dei rivoltosi. Bisognava, perciò, risvegliare la coscienza nazionale tra le grandi masse. A questo scopo fondò l associazione patriottica Giovine Italia. Essa aveva come obiettivo il far conoscere i propri scopi, di indipendenza, libertà e repubblica, attraverso giornali, lettere ecc. Dal 1831 al 1848 le idee nazionali e liberali progredirono rapidamente non solo in Italia. Il 1848 In Francia, tra il 1845 e il 1848, aumentò il malcontento verso il governo e, nel 1848, a Parigi, scoppiò una rivoluzione, grazie alla quale la Francia, il 24 febbraio 1848, diventò una Repubblica. Questa rivoluzione portò alla rivolta anche Vienna, le regioni dell impero austriaco e la Germania. Alla notizia dell insurrezione di Vienna il Lombardo-Veneto si ribellò all Austria. Venezia insorse e scacciò gli austriaci dalla città (23 marzo 1848). Pag. 4 PROGETTO STRANIERI SMS Maffucci-Pavoni Milano
Anche Milano insorse e, dopo cinque giorni di lotta (le Cinque giornate di Milano,18-22 marzo 1848), il popolo scacciò gli austriaci, comandati dal maresciallo Radetzky, che si ritirarono nelle fortezze, dette il Quadrilatero (Mantova, Verona, Peschiera e Legnago). La Prima Guerra d Indipendenza I patrioti piemontesi e lombardi invitarono il re di Sardegna, Carlo Alberto, ad entrare in guerra con l Austria. Alla notizia della liberazione di Milano, il re dichiarò guerra e occupò la Lombardia, con l aiuto degli altri sovrani italiani (prima guerra d indipendenza). Quando fu chiaro che l intervento di Carlo Alberto era dovuto al desiderio di unire al suo regno la Lombardia, gli altri sovrani si ritirarono e l esercito piemontese venne sconfitto. Scoppiarono allora altre rivolte. La più importante fu quella di Roma dove fu proclamata la repubblica. Un secondo tentativo di Carlo Alberto di attaccare l Austria, nel marzo 1849, fallì. Carlo Alberto abdicò a favore del figlio, Vittorio Emanuele II, e gli austriaci rioccuparono le città insorte: Roma fu restituita al controllo del papa e Venezia fu riconquistata dagli austriaci. PROGETTO STRANIERI SMS Maffucci-Pavoni Milano pag. 5
Dopo il fallimento dei moti rivoluzionari i sovrani ritirarono le costituzioni liberali e la repressione fu molto dura. La Seconda Guerra d Indipendenza Solo nel regno di Sardegna Vittorio Emanuele II mantenne lo Statuto Albertino. Egli capì che per attaccare l Austria doveva trovarsi degli alleati e sviluppare l economia. Questi furono i principali obiettivi del conte Camillo Benso di Cavour (1810-1861), che prese la guida del governo succedendo a Massimo D Azeglio. Egli riunì in un unico partito di centro i moderati di destra e di sinistra; migliorò l economia, le vie di comunicazione e l industria; si alleò con Francia e Inghilterra nella guerra contro la Russia (1854-1855), alla fine della quale accusò l Austria di provocare tensioni in Italia. Cavour si accordò con Napoleone III per appoggiarlo militarmente contro l Austria (in cambio della cessione della Savoia e Nizza), nel caso d attacco da parte di quest ultima. Cavour provocò l Austria in molti modi: aumentò il numero di soldati e gli armamenti, diede a Garibaldi il comando di un gruppo di volontari, i Cacciatori delle Alpi, che svolgevano manovre sul confine del Ticino. Gli austriaci protestarono per queste provocazioni e inviarono un ultimatum a Torino, chiedendo il disarmo. Cavour lo respinse e l Austria dichiarò guerra. L esercito austriaco attaccò e la Francia scese in guerra a fianco del Regno di Sardegna (seconda guerra d indipendenza - maggio-luglio 1859). Pag. 6 PROGETTO STRANIERI SMS Maffucci-Pavoni Milano
Gli eserciti italiani e francesi vinsero rapidamente. A loro si unirono le popolazioni di Toscana ed Emilia Romagna insorte, che cacciarono i sovrani. Le insurrezioni in Toscana ed Emilia Romagna però preoccuparono Napoleone III, che non voleva la nascita di un forte stato italiano. Egli allora firmò un armistizio (Villafranca 11-7-1859) con l Austria che prevedeva la rinuncia della Lombardia da parte dell Austria e il ritorno dei sovrani in Toscana ed Emilia Romagna. Questo provocò l opposizione del popolo che votò l annessione al Regno di Sardegna. Nell Italia settentrionale si formò il Partito d Azione che accettava la monarchia, ma voleva raggiungere l unità d Italia rapidamente, per mezzo di spedizioni rivoluzionarie che eliminassero il governo borbonico e pontificio. La spedizione dei mille Giuseppe Garibaldi (1807-1882), col suo luogotenente Nino Bixio, organizzò una spedizione di un migliaio di uomini in Sicilia per provocare una rivolta dopo che altri interventi simili erano falliti (fratelli Bandiera 1844 e Carlo Pisacane 1857). La spedizione dei mille partì dalla Liguria (6 maggio 1860) e sbarcò in Sicilia a Marsala. I garibaldini passarono di vittoria in vittoria, grazie anche all appoggio del popolo. Conquistarono la Sicilia arrivando poi fino a Napoli, sconfiggendo così definitivamente l esercito borbonico. PROGETTO STRANIERI SMS Maffucci-Pavoni Milano pag. 7
Temendo che Garibaldi volesse attaccare lo stato pontificio, provocando così l intervento delle grandi potenze, Cavour inviò l esercito piemontese a raggiungere quello garibaldino togliendo Marche e Umbria allo stato pontificio e assicurandosi il controllo dell Italia meridionale. Il 26 ottobre 1860 Garibaldi e Vittorio Emanuele si incontrarono vicino a Teano e nel febbraio 1861 fu proclamato il nuovo Regno d Italia. Pag. 8 PROGETTO STRANIERI SMS Maffucci-Pavoni Milano
I problemi della nuova Italia L unificazione del regno portò gravi problemi legati alle grandi differenze esistenti tra i vari stati uniti (economiche, legislative ecc.). Gravi erano i problemi economici, dei trasporti e delle comunicazioni, così come quelli della salute e della pubblica istruzione. Ma il problema più importante era quello sociale; l unificazione era stata voluta dalla borghesia, che si preparava a governare il nuovo stato, mentre le masse popolari non ebbero nessun vantaggio. Nel mezzogiorno questa situazione diede origine al brigantaggio. Nel nuovo parlamento italiano vi erano due schieramenti: la destra e la sinistra. Quest ultima voleva maggiormente completare l unità d Italia, liberando Roma e Venezia. La terza Guerra d Indipendenza Venne organizzata da Garibaldi una spedizione che, partendo da Palermo al grido di Roma o morte, iniziò a risalire la penisola. Napoleone III, che difendeva lo Stato Pontificio, protestò, costringendo il governo italiano ad arrestare la marcia dei garibaldini. Per risolvere il problema del Veneto, nel 1866 il primo ministro Alfonso Lamarmora strinse un alleanza con la Prussia, che si preparava alla guerra con l Austria. Ebbe così iniziò la Terza guerra d Indipendenza. Per gli italiani non fu molto favorevole, ma la vittoria prussiana costrinse gli austriaci all armistizio e cedettero il Veneto all Italia. Garibaldi organizzò allora, nel 1867, una nuova spedizione per invadere lo Stato Pontificio, ma fu sconfitto dai francesi inviati da Napoleone III. PROGETTO STRANIERI SMS Maffucci-Pavoni Milano pag. 9
Quando, nel 1870, scoppiò la guerra tra Francia e Prussia, Napoleone III ritirò le sue truppe da Roma. Alla caduta dell impero francese, il governo italiano si ritenne libero da ogni impegno verso la Francia e inviò il generale Luigi Cadorna, di avanzare su Roma. Il 20 settembre 1870 le truppe italiane entrarono in Roma, attraverso la breccia di Porta Pia, aperta a cannonate. Aveva così termine, dopo molti secoli, il potere temporale dei papi. La legge delle guarentigie (garanzie) assicurava al papa l indipendenza dallo stato italiano, la libertà di esercitare il suo ministero spirituale, una forte somma annua, la proprietà dei palazzi del vaticano, Laterano e di Castelgandolfo. Pio IX non accettò, ma la legge entrò in vigore e fu applicata fino al 1929. Pag. 10 PROGETTO STRANIERI SMS Maffucci-Pavoni Milano