Lavoratrici madri e lavoratori padri. Profili di competenza della Direzione Territoriale del Lavoro in ordine alla convalida delle dimissioni.

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1 SEMINARIO DALLA CONCILIAZIONE AL WELFARE AZIENDALE Lavoratrici madri e lavoratori padri. Profili di competenza della Direzione Territoriale del Lavoro in ordine alla convalida delle dimissioni. Il mio contributo rappresenta l impegno dell Amministrazione che dirigo, che è investita delle competenze in materia, a svolgere un azione sempre più incisiva e mirata per garantire il puntuale rispetto di tutto l impianto normativo posto a tutela della genitorialità. La riforma del mercato del lavoro, intervenuta con la legge 92 del 2012, ha, nello spirito e nella sostanza, confermato l attenzione al tema con un ampliamento e un rafforzamento degli ambiti di tutela. In quest ottica, ogni iniziativa come quella odierna che metta a confronto i diversi attori del mercato del lavoro può considerarsi utile a favorire la piena applicazione della normativa in materia di pari opportunità tra uomo e donna al fine di prevenire ogni forma di discriminazione fondata sul sesso. Per inquadrare correttamente l istituto della convalida e coglierne appieno la funzione è doveroso partire dai principi costituzionali posti a fondamento della tutela della genitorialità. La tutela della lavoratrice madre trova fondamento in primis nella Carta Costituzionale, in via generale nell art. 3 della Costituzione che sancisce il principio dell uguaglianza formale e sostanziale e, in particolare, nell art. 37, comma 1, che riconosce alla donna lavoratrice gli stessi diritti del lavoratore e a parità di lavoro le stesse retribuzioni, prescrive la necessità che le condizioni di lavoro consentano l adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurino alla madre e al bambino una speciale e adeguata protezione. Tutto l apparato di tutele giuridiche ed economiche in favore del lavoratore trova la sua giustificazione nella necessità di riequilibrare la diversa posizione del lavoratore soggetto in posizione di debolezza socio economica - rispetto a quella del datore di lavoro. Questa esigenza di riequilibrare la posizione con una tutela rafforzata è maggiormente sentita rispetto a una lavoratrice madre o a un lavoratore padre in un determinato periodo individuato dalla legge. In ottemperanza a questo principio sono state emanate le leggi che costituiscono l impianto normativo che nel 2001 è stato ricondotto ad unitarietà nel decreto legislativo n. 151, principale fonte regolatrice della materia. La convalida delle dimissioni era già regolata dall art. 55 del T.U. 151/2001 che al comma 4 prevedeva espressamente La richiesta di dimissioni presentata dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante il primo anno di vita del bambino o nel primo anno di accoglienza del minore adottato o in affidamento, deve essere convalidata dal servizio ispettivo del Ministero del Lavoro, competente per territorio. A detta convalida è condizionata la risoluzione del rapporto di lavoro. 1

2 Va subito detto che alla libertà del lavoratore di sciogliere il rapporto contrattuale si è tradizionalmente accompagnata la libertà di forma. Poteva così accadere che le dimissioni, come una risoluzione consensuale, potessero mascherare un licenziamento orale. Ecco perché il legislatore riconoscendone importanza e delicatezza è intervenuto con la previsione di prescritte procedure di convalida per rafforzare la tutela del lavoratore e garantire la libera determinazione della lavoratrice e del lavoratore nonché la spontaneità delle dimissioni. La tutela della lavoratrice madre o lavoratore padre nel periodo protetto si basa, secondo l interpretazione giurisprudenziale, sulla presunzione di non spontaneità delle dimissioni. In un ottica protezionistica e perseguendo una finalità antielusiva, il bene giuridico tutelato da questa disposizione è l interesse alla conservazione del posto di lavoro nel periodo coperto da divieto di licenziamento. La necessità recepita dalla legge è quella di non vanificare il divieto di licenziamento in quanto tra i possibili fenomeni distorsivi è considerato meritevole di particolare attenzione quello di un datore di lavoro che non potendo licenziare una lavoratrice madre (o un lavoratore padre) nel periodo protetto, in quanto incorrerebbe in un divieto assoluto di legge, possa esercitare sulla lavoratrice in questione pressioni tali da indurre la stessa a dimettersi. Ecco perchè la legislazione è intervenuta con una tutela protezionistica in questo delicato momento della vita lavorativa di un genitore affidando alle strutture del Ministero del Lavoro questa competenza a garanzia dell effettività delle dimissioni. Le novità introdotte dalla riforma del mercato del lavoro Legge 92 del La riforma del mercato del lavoro introdotta con la legge n. 92 del 28 giugno 2012 entrata in vigore il 18 luglio 2012 ha operato una riscrittura normativa dell art. 55 del TU. Art. 55 comma 4 T.U. 151/2001 riscritto dall art. 4 comma 16 della legge 92 del 2012: La risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino o nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, o, in caso di adozione internazionale, nei primi tre anni decorrenti dalle comunicazioni di cui all art. 54, comma 9, devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali competente per territorio. A detta convalida è sospensivamente condizionata l efficacia della risoluzione del rapporto di lavoro. In un ottica di estensione della tutela e di dichiarato intento di contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco, la riforma ha esteso la convalida delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali alla generalità delle lavoratrici e dei lavoratori, ma con una procedura che prevede anche altri soggetti oltre le DTL. 2

3 La Direzione Territoriale del Lavoro ha competenza esclusiva nella convalida delle dimissioni previste a tutela della genitorialità vale a dire per le dimissioni e le risoluzioni consensuali dei rapporti che intervengono nei primi tre anni di vita del bambino. Le novità intervenute con la legge 92 del 2012 sono le seguenti: - Estensione da uno a tre anni di vita del bambino il periodo in cui opera l obbligo di convalida delle dimissioni volontarie. Ciò vale anche nel caso di accoglienza del minore adottato o in affidamento. - Estensione dell obbligo di convalida anche ai casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro; - Rafforzamento della tutela con la previsione espressa che la convalida costituisce condizione sospensiva dell efficacia della risoluzione del rapporto di lavoro, mentre la normativa previgente riconosceva alla convalida il carattere di condizione senza tuttavia specificarne la natura sospensiva. La procedura amministrativa della convalida. Passando da un piano squisitamente normativo a un piano pratico, l art. 55 del d.lgs. 151 del 2001 come riscritto dalla legge 92 del 2012 disciplina la procedura amministrativa per la convalida delle dimissioni. L intervento della Direzione Territoriale del Lavoro è diretto alla verifica sulla genuina manifestazione di volontà della lavoratrice (o lavoratore) a cessare il rapporto di lavoro e la procedura è volta ad asseverare il carattere volontario delle dimissioni. Il Ministero del Lavoro con circolare prot. 25/I/7001 del 04 giugno 2007, nell ottica di assicurare uniformità nei comportamenti operativi delle strutture territoriali, ha evidenziato la necessità da parte degli uffici preposti alla convalida di effettuare un attenta valutazione della effettiva volontà del soggetto. La spontaneità di questo atto deve necessariamente emergere da un colloquio diretto tra il funzionario e la lavoratrice o il lavoratore interessati. L indagine deve essere concretamente rivolta al riscontro di una manifesta volontà da parte del lavoratore di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro ed alla verifica che il lavoratore/lavoratrice non siano stati indotti a ciò, direttamente o indirettamente, dal datore di lavoro. Il Ministero del Lavoro ha ritenuto quindi necessaria la convocazione personale della lavoratrice/lavoratore al fine di verificare l effettiva e consapevole volontà di rassegnare le dimissioni. Con circolare prot. 25/II/2840 del 26 febbraio 2009, il Ministero del Lavoro con l intento di dare maggiore efficacia al procedimento di accertamento dell autenticità della volontà della lavoratrice o del lavoratore dimissionari, ha elaborato nell ambito del Tavolo tecnico di studio costituito da rappresentanti del Ministero del Lavoro e dell ufficio delle Consigliere di parità - un modello di dichiarazione da adottare. 3

4 Importante evidenziare che il funzionario della Direzione Territoriale del Lavoro preposto alla convalida informa la lavoratrice dei principali diritti riconosciuti dalla normativa e della possibilità di rivolgersi alla Consigliera Provinciale di parità. Rapporto annuale sulle convalide delle dimissioni delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri anno Illustrazione e commento dati. La Direzione Generale per l Attività Ispettiva effettua ogni anno il monitoraggio delle dimissioni convalidate dagli Uffici Territoriali ed ha pubblicato la relazione annuale sulle convalide delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri per l anno 2012 con un report che evidenzia lo stato delle dimissioni in relazione alle fasce d età, all anzianità di servizio, al numero dei figli, all ampiezza aziendale, al settore produttivo e alla motivazione delle dimissioni. Dato nazionale anno Dimissioni convalidate n di cui di lavoratrici madri e 733 di lavoratori padri. A livello nazionale nel 2012 si è registrato un incremento pari al 45% rispetto all anno precedente relativamente alle dimissioni dei lavoratori padri, probabilmente per effetto della modifica normativa che ha ampliato la platea dei destinatari. Le dimissioni convalidate riguardano per la maggior parte lavoratrici/lavoratori con un anzianità di servizio medio bassa (fino a 3 anni). Il maggior numero di dimissioni ha interessato la fascia d età compresa tra i 26 e i 35 anni. Dato questo che si concilia con quello concernente il numero di figli, infatti le lavoratrici/lavoratori che abbandonano il lavoro con un solo figlio sono pari a n , dato sintomatico della difficoltà di conciliare i tempi di lavoro con i tempi di cura della prole. Tra le motivazioni più frequenti si può annoverare la difficoltà di conciliare i tempi di lavoro con l assistenza al neonato per mancato accoglimento al nido o per l assenza di parenti di supporto. Un incremento tra le motivazioni pari al 47% rispetto al 2011 ha riguardato l elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato. Relativamente ai settori produttivi maggiormente interessati al fenomeno delle dimissioni risulta confermata la prevalenza del settore dei servizi, del commercio e dell industria, atteso l alto tasso di presenza femminile in tale ambito. Con riferimento all ampiezza aziendale, le dimissioni hanno riguardato soprattutto le piccole imprese (fino a 15 dipendenti) con un dato complessivo pari a n , a seguire le medie imprese (da 16 a 50 dipendenti) con n (con un aumento del 40% rispetto all anno precedente) e infine quelle con oltre 200 dipendenti per un totale pari a n dimissioni (con un aumento del 17% rispetto al dato dell anno precedente). Infine nel 2012 si è confermato il dato relativo al forte divario tra Nord, Centro e Sud del Paese che presumibilmente deve essere messo in relazione con il diverso tasso di occupazione: provvedimenti di convalida n al nord, n al centro e n al sud. 4

5 La Lombardia è la Regione con il maggior numero di convalide: n Lavoratori padri. Un dato significativo è che il 66% delle convalide vi è stato al nord, il 32% al centro e una percentuale del tutto marginale pari al 2% al sud. Mancate convalide. Nel 2012 sono state n. 52 su tutto il territorio nazionale con un incremento del 24% rispetto all anno precedente. Dati sulle convalide relativi a VARESE - anno Sono state convalidate n. 328 dimissioni relative a lavoratrici/lavoratori nel periodo protetto. Sino al 17 luglio, periodo in cui le dimissioni erano limitate al primo anno di vita del bambino, le dimissioni convalidate sono state n. 150 di cui 149 relativi a donne e n. 1 relativa a un uomo. Dal 18 luglio data di entrata in vigore della riforma del mercato del lavoro - e fino al 31 dicembre le dimissioni sono state n. 178 di cui 165 donne e 13 uomini. Di queste 178 dimissioni, 51 dimissioni sono state convalidate in favore di genitori con figli di età compresa tra 1 e 3 anni. Il 64% delle convalide ha riguardato persone di età compresa tra i 26 e i 35 anni. Il 29% persone tra i 36 e i 45 anni e il 7% persone tra i 19 e i 25 anni. Motivazioni: 30% per passaggio ad altra azienda 28% incompatibilità tra l occupazione lavorativa e l assistenza al neonato a causa di assenza di parenti di supporto o per l elevata incidenza dei costi dell asilo nido 26% per il desiderio di dedicarsi alla cura della prole in maniera esclusiva 11% per cambio di residenza 5% per mancata concessione del part time o di un orario più flessibile. Francesca Mondelli 5

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