L evoluzione della formazione delle professioni sanitarie in Italia

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1 Corso di Alta Formazione per tutor clinici Università degli Studi di Bologna 28 maggio 2009 Docente: R. Pesci LA FORMAZIONE DI BASE E POST-BASE NELLE PROFESSIONI SANITARIE CARATTERISTICHE E RUOLI NEI PERCORSI UNIVERSITARI La funzione tutoriale L evoluzione della formazione delle professioni sanitarie in Italia - I precedenti percorsi formativi delle professioni sanitarie in Italia - Dall addestramento/ accompagnamento all apprendimento sul campo nella formazione precedente verso l attuale concezione della funzione tutoriale - Formazione in università e la funzione tutoriale 1

2 La normativa in materia di formazione universitaria per le professioni sanitarie - Dlgs.n. 502/92 art.6 comma Rapporti tra le S.S.N. ed Università :. le Regioni e le Università attivano appositi protocolli di intesa per l espletamento dei corsi..i rapporti di attuazione..sono regolati con appositi accordi tra le università, le aziende ospedaliere e le ausl.inoltre i precedenti corsi di studio sono soppressi entro due anni a decorrere dal 1 gennaio D.M. n.168/96 Approvazione della tabella XVIII-ter recante gli ordinamenti didattici universitari dei corsi di diploma universitario dell area sanitaria Titolo I/Art. 1 Finalità, organizzazione e requisiti di accessoaspetti generali per tutti i D.U. di area sanitaria Titolo II/Art.1 Aspetti del Corso di D. U. ( vedi specifico percorso) contenente l ordinamento didattico Articolazione in Poli Didattici e Sedi Formative - Il protocollo di intesa tra la Regione E. Romagna e le quattro Università e le convenzioni per l istituzione delle sedi formative - Le figure che garantiscono la formazione professionalizzante nelle sedi formative e nei servizi sanitari 2

3 Ulteriori cambiamenti legislativi - D.M. 509/99 Riforma didattica degli atenei Riconosce autonomie e libertà agli atenei anche in merito agli ordinamenti dei corsi di studio che si articolano con modalità più flessibili. I vari livelli dei corsi di formazione universitaria vanno dalla laurea di primo livello al dottorato di ricerca. - D.M. 136/2001 Determinazione delle classi di laurea universitarie delle professioni sanitarie e determinazione delle classi delle lauree specialistiche universitarie delle professioni sanitarie Definisce classi di laurea con professioni che sono simili anche nei percorsi formativi. Rivede gli ordinamenti dei percorsi di queste lauree Il D.M. 270/2004: il nuovo orientamento per i percorsi di laurea Cambiano alcune denominazioni (laurea specialistica/ laurea magistrale, il titolo di dottore per le lauree di primo livello ) I due percorsi: professionalizzante e pedagogico-formativo (modello a Y) I problemi di attuazione ed i decreti attuativi 3

4 Il DM 270/04 Percorso professionalizzante: - laurea triennale (1+2) di cui il primo anno comune con il percorso metodologicoformativo, si mantengono i 180 CFU Si acquisiscono conoscenze professionali orientate al mondo del lavoro,più veloce accesso sul mercato Il percorso metodologico-formativo: la scelta per due anni dopo il primo consolidando conoscenze metodologiche nel biennio successivo ulteriore specializzazione con la laurea magistrale ( totale 300 CFU in un ciclo quinquennale) Il passaggio da triennio a successivo biennio è più flessibile,previa valutazione dell università di passaggi che si definiranno L applicazione necessita dei decreti attuativi 4

5 Gli organi dell Università Rettore, Senato accademico, Consiglio di amministrazione Nella Facoltà: - Preside della Facoltà - Consiglio di Facoltà - Commissione didattica di Facoltà - Consiglio di laurea ( coordinare l attività, esaminare ed approvare i piani di studio, adottare nuove modalità didattiche ) con funzione di indirizzo e propositiva Situazione attuale delle lauree sanitarie,lauree specialistiche e Master - Numero di corsi di laurea attivati e di sedi ( fabbisogno attivazione corsi) - Struttura interna alle sedi formative,ruoli e responsabilità. - Attività di tirocinio e rapporti con le sedi di tirocinio - Lo sviluppo della funzione tutoriale e delle diverse tipologie di tutorship - La docenza dei professionisti nei percorsi universitari - Il mercato del lavoro e le professioni sanitarie, l orientamento in entrata, l offerta formativa dell università 5

6 La funzione tutoriale nelle sedi formative e nei servizi sedi di tirocinio - Il coordinatore didattico o tutore/ tutor pedagogico - Il tutor clinico o guida di tirocinio - Differenze e aspetti di integrazione e livelli di responsabilità - Metodi e strumenti didattici per favorire l apprendimento professionale L attività del tutor didattico/coordinatore didattico/tutor pedagogico Diversi modelli all interno delle sedi formative La funzione pianificazione e gestione organizzativa del percorso La funzione didattica ( teoria, laboratorio, attività tutoriale ed integrativa) La pianificazione e gestione dei tirocini degli studenti,i rapporti con le sedi di tirocinio La funzione tutoriale verso il singolo studente 6

7 La funzione tutoriale nell ambito clinico - La realtà precedente alla formazione universitaria - Il ruolo del S.S.N. e delle Regioni - I modelli di tutorship ed i riferimenti concettuali e la cultura aziendale - Gli elementi innovativi e lo sviluppo attuale - La funzione tutoriale nella formazione di base, post- base specialistica e continua. Funzione tutoriale dei tutor clinici - Diffusa o formalizzata - Consapevole o inconsapevole - Competente o priva di formazione specifica - Riconosciuta o misconosciuta - Coinvolta o non condivisa - Corresponsabile o di altri 7

8 Caratteristiche comuni e collegamento con lo sviluppo delle professioni ed i cambiamenti normativi dell esercizio professionale - le esigenze dei cittadini e del sistema sanitario - le professioni sanitarie - l approccio multidisciplinare - la presenza di nuove figure sanitarie - la presenza di nuove figure di supporto alle attività socio-assistenziali - l appartenenza ad un contesto europeo Per sostenere ed orientare l esperienza di tirocinio - A tutti i livelli e con diverse specificità è necessario che il periodo di tirocinio presso un servizio si collochi in un momento del percorso di tirocinio che fa parte della costruzione articolata, intenzionale dell apprendimento. Deve essere chiaro quali sono le competenze da acquisire e quindi l esito finale dell intero percorso e dello specifico periodo di tirocinio Deve essere orientato dagli obiettivi da raggiungere,tenere conto del contesto Utilizzare metodi adatti all apprendimento dalla realtà Adottare strumenti adeguati ( schede curricolari, schede di autoapprendimento, schede di valutazione ) 8

9 Deve presuporre un buon rapporto di collaborazione e chiarezza dei ruoli e responsabilità sull apprendimento degli studenti Deve basarsi su una relazione positiva e che favorisca l apprendimento Non può prescindere dai professionisti che insegnano ad agire la loro professione, quindi la svolgono con scienza e coscienza Bibliografia di riferimento - Fonti normative citate - Legislazione universitaria Edizioni giuridiche Simone ed Il tutor nelle professioni sanitarie L.Sasso, A.Lotti, L. Gamberoni Ed. Carrocci Faber Il tutorato modelli ed esperienze nella didattica universitaria P. Binetti,I. Pontalti, D. Santini Ed.Società Editrice Universo

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