CONSERVATORIO di MUSICA G. VERDI - COMO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CONSERVATORIO di MUSICA G. VERDI - COMO"

Transcript

1 CONSERVATORIO di MUSICA G. VERDI - COMO Corso di diploma accademico di primo livello in discipline musicali Musica elettronica e tecnologie del suono SINESTESIA ALGORITMICO-GENERATIVA Relatore: Maestro Andrea VIGANI Tesi finale di: Samuele RONCHETTI Matr Anno accademico

2 INDICE Introduzione... 5 Capitolo primo. Il suono Il suono, generalità L'orecchio e l'apparato uditivo I parametri fondamentali del suono Capitolo secondo. Il colore Il colore, generalità L'occhio e l'apparato visivo I parametri fondamentali del colore Capitolo terzo. Il rapporto suono-colore Approcci fisico-matematici, da Newton a veronesi Approcci percettivo-sinestetici, Kandinsky Approcci multimediali, alcuni esempi da Castel ad oggi Capitolo quarto. Dal colore alla gestione del suono Verso un approccio algoritmico generativo Realizzazione del progetto nel dettaglio Conclusioni Appendice Bibliografia Sitografia... 83

3 Cercare adagio, umilmente, costantemente di esprimere, di tornare a spremere dalla terra grezza o da ciò che essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima, un'immagine di quella bellezza che siamo giunti a comprendere: questo è l'arte. James Joyce

4 INTRODUZIONE Il seguente elaborato di tesi nasce da un personale e fervido interesse nei confronti dell'associazione suono-colore. Durante il mio percorso di studi mi sono stati proposti molteplici spunti, soprattutto nell'ambito interattivo e multimediale, mediante lo studio del software Max/MSP. Questa esperienza mi ha portato a sviluppare una poetica a partire dal connubio fra il concetto di unione tra le arti e il rapporto simbiotico fra autore, fruitore e opera d'arte, venutosi a consolidare soprattutto nell'ultimo secolo. Il periodo a noi contemporaneo partorisce infatti opere d'arte che coinvolgono più sensi e sviluppano un legame intimo, bilaterale e interattivo con lo spettatore, in modo tale che quest'ultimo si possa sentire coautore dell'opera se non addirittura parte di essa. Documentandomi sul citato fenomeno sinestetico ho constatato l'esistenza di un forte interesse verso di esso da parte dell'uomo fin dai tempi più remoti. Innumerevoli sono gli esempi in cui vengono accostati elementi provenienti da sfere sensoriali differenti col fine di trarne un reciproco potenziamento. Queste associazioni tuttavia diventano oggetto di studio consapevole solamente a partire dal 1600: La questione della sinestesia, come problema consapevole, nasce nel Seicento con una famosa interrogazione del Molyneux in Dioptrica Nova: un cieco nato, restituito alla luce, sarebbe in grado di riconoscere con la sola vista e senza il soccorso del tatto quegli oggetti [ ] che prima identificava e distingueva toccandoli? A fine Seicento, [ ] Locke già negava decisamente ogni sinestesia e affermava che solo l'abitudine porta ad associare idee di campi sensoriali diversi [ ]. Ma già con Burke, ancora nel 1757, alla sinestesia viene riconosciuta una piena e reale consistenza «Vi è un legame in tutte le nostre sensazioni [ ] i sensi si portano testimonianza reciproca» 1. Negli ultimi secoli l'interesse verso la sinestesia si diffonde e si estende a tutti gli ambiti: dall'arte alla scienza, dalla poesia alla filosofia, dalla musica alla pittura e alla 1 M. COSTA, L'estetica dei media: avanguardie e tecnologia, Castelvecchi, Roma 1999, p

5 psicologia; la sinestesia diventa materia di studio per poeti, scienziati, artisti e musicisti e talvolta ne diviene il principio stesso secondo il quale osservare la realtà. A partire da essa vengono sviluppate opinioni divergenti, elaborate diverse teorie e addirittura realizzate vere e proprie opere sinestetiche e strumenti multimediali. Ho deciso pertanto di approfondire il mio interesse attraverso una ricerca a tutto campo, che in seguito mi ha portato alla realizzazione del progetto pratico allegato. Esso risulta una sintesi e una risposta personale alla questione della sinestesia suonocolore. Innanzitutto ho ritenuto necessario analizzare il binomio suono-colore. Nel primo capitolo ho studiato il fenomeno sonoro ponendo in particolar modo l'attenzione alle sue caratteristiche fisiche e percettive, nonché alle modalità secondo cui il nostro organismo, mediante l'orecchio, lo percepisce. Nel secondo capitolo ho trattato in modo analogo il colore, proseguendo con la descrizione delle sue proprietà principali senza dimenticare di esaminare anche in questo caso le variabili fisiche, le variabili percettive e le sensazioni percepite. Parallelamente al primo capitolo ho concluso con la spiegazione dell'organo di senso adibito alla visione, cioè l'occhio. Nel terzo capitolo ho trattato la sinestesia suono-colore e le correnti di pensiero che, in riferimento ad essa, si sono susseguite nel corso della storia; per cominciare ho presentato le diverse connotazioni del termine sinestesia, dal suo significato allegorico-simbolico fino alla sua recente legittimazione da parte della neuroscienza. Successivamente ho fornito diversi esempi del fenomeno, ognuno con una propria impronta caratteristica, secondo tre approcci differenti: gli approcci fisicomatematici, come il modello di Newton e la proposta dell'artista Luigi Veronesi; gli approcci percettivo-sinestetici, in particolare riferendomi all'esemplare ricerca di Kandinsky, e infine gli approcci multimediali, considerabili come una concretizzazione delle indagini precedenti attraverso la creazione di opere d'arte e strumenti che si rivolgono alla molteplicità dei sensi. A tal riguardo ho fornito alcuni esempi, a cominciare da Castel fino a giungere ai recenti software che si stanno affermando sempre più nel campo dell'arte multimediale. L'ultimo capitolo riguarda nello specifico la mia interpretazione personale del fenomeno analizzato. 6

6 Capitolo primo IL SUONO In principio, è lecito supporre, era il silenzio. Era silenzio perché non c'era moto alcuno e di conseguenza nessuna vibrazione poteva mettere l'aria in movimento, fenomeno questo di importanza fondamentale per la produzione del suono. La creazione del mondo, in qualunque modo sia avvenuta, deve essere stata accompagnata dal moto e pertanto dal suono. Forse è questa la ragione per cui la musica, presso i popoli primitivi, ha tale magica importanza da essere spesso connessa a significati di vita e di morte. Proprio la sua storia, in ogni varia forma, insegna che la musica ha serbato il suo significato trascendentale Il suono, generalità Con il termine suono si indica un fenomeno fisico-acustico-percettivo che consiste in una variazione di pressione che si propaga in un mezzo elastico, come ad esempio l'aria. Questa variazione è data da una successione di compressioni e rarefazioni tra le molecole che compongono il mezzo elastico, le quali vengono temporaneamente spostate dalla loro posizione di equilibrio. Ne consegue un effetto sensoriale prodotto dalla sollecitazione dell'apparato uditivo. Variazione di pressione nel tempo. 2 O. KAROLYI, La grammatica della musica. La teoria, le forme e gli strumenti musicali, Einaudi, Torino 2000, p

7 È possibile descrivere l'evento sonoro attraverso tre fasi: la sua produzione, ad opera di una sorgente o corpo vibrante3; la sua propagazione mediante un mezzo elastico; la sua trasduzione ed elaborazione attraverso l'orecchio e il cervello. Queste tre fasi vengono rispettivamente definite: fenomeno vibratorio, fenomeno ondulatorio e fenomeno percettivo. Rappresentazione schematica dell'evento sonoro scomposto nelle sue tre fasi. 1.2 L'orecchio e l'apparato uditivo L'orecchio è l'organo fondamentale del sistema uditivo. Esso è formato da una serie di elementi che permettono di ricevere e di trasformare un'onda sonora in un impulso elettrico nervoso capace di generare, a livello cerebrale, la sensazione uditiva. É possibile suddividere l'orecchio in tre sezioni: orecchio esterno, orecchio medio, orecchio interno. L'orecchio esterno consiste in un insieme di muscoli e cartilagine ed è costituito dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo o meato. La conformazione del padiglione e la distanza tra le due orecchie svolgono un ruolo fondamentale nella localizzazione del suono nello spazio: in base alla posizione della sorgente rispetto all'ascoltatore, per ovvi motivi, lo stesso suono viene percepito dalle due orecchie in modo differente4. Sono queste differenze che permettono di poter localizzare la 3 Tutti gli strumenti musicali sono considerabili sorgenti sonore il cui corpo vibrante può essere, a seconda dei casi, una corda, una membrana, una barra metallica, un piatto, una colonna d'aria, ecc. Rientrano nella categoria, oltre agli strumenti musicali, tutti i corpi che messi in vibrazione provocano una variazione di pressione che si propaga nel mezzo elastico. 4 Le differenze riguardano i seguenti parametri: tempo, ampiezza e spettro. 8

8 direzione di provenienza del suono. Attraverso il padiglione auricolare le onde sonore vengono indirizzate nel condotto uditivo e all'orecchio medio. L'orecchio medio è la zona compresa tra il timpano e la finestra ovale; è formato dalla membrana timpanica, dalla tromba di Eustachio 5, da tre ossicini chiamati rispettivamente martello, incudine, staffa e dalla finestra ovale, una membrana molto più piccola del timpano che comunica con l'orecchio interno. La catena degli ossicini ha lo scopo di trasferire la vibrazione provocata dall'aria della membrana timpanica alla finestra ovale, determinando un processo di amplificazione meccanica della vibrazione. Si può dire che l'orecchio medio svolga una funzione di adattamento tra la variazione di pressione dell'aria e quella del fluido contenuto nell'orecchio interno6. L'orecchio interno comprende due piccole strutture: un apparato di canali semicircolari sede del senso dell'equilibrio e la coclea 7, fulcro dell'orecchio e centro principale del processo uditivo. La coclea, canale spirale scavato nell'osso temporale, è l'elemento più importante dell'apparato uditivo; in essa sono contenuti i principali organi adibiti alla decodifica del suono e può essere definita come il punto in cui avviene la traduzione delle vibrazioni meccaniche in impulsi nervosi. Osservando la coclea in sezione trasversale si possono distinguere, dall'alto verso il basso, tre canali ripieni di liquido: la rampa vestibolare, il dotto cocleare e la rampa timpanica. Le due rampe comunicano tra loro nella parte finale grazie ad un'apertura chiamata elicotrema8. Il dotto cocleare invece è indipendente, esso è separato dalla rampa vestibolare e dalla rampa timpanica mediante due membrane denominate 5 La tromba (o tuba) di Eustachio è un condotto che collega l'orecchio medio alla cavità orale e ha il compito di regolare gli sbalzi tra la pressione interna e quella esterna. 6 L'orecchio medio ha anche una funzione di difesa: se il suono in arrivo ha un'intensità molto elevata il muscolo timpanico si irrigidisce e la staffa viene allontanata dalla finestra ovale riducendo il trasferimento di vibrazione. Questo effetto si chiama riflesso acustico e, richiedendo qualche istante per entrare in funzione, risulta una difesa poco efficace per suoni violenti improvvisi. 7 La coclea deve il nome alla sua forma caratteristica che ricorda il guscio di una lumaca. 8 Questa apertura si viene a creare perché la membrana basilare si arresta poco prima di raggiungere l'estremità finale della coclea. 9

9 rispettivamente membrana di Reissner e membrana basilare. La rampa vestibolare comunica direttamente con l'orecchio medio attraverso la finestra ovale: quando quest'ultima viene perturbata dalla staffa genera delle onde che si propagano nel fluido cocleare; la perturbazione giunge poi, passando per l'elicotrema, nella rampa timpanica. All'estremità della rampa timpanica è presente un'apertura ricoperta da una membrana elastica chiamata finestra rotonda che permette di assorbire la variazione di pressione del liquido incomprimibile. I movimenti del liquido si ripercuotono sulla membrana basilare. L'energia meccanica dei movimenti viene poi convertita in impulsi nervosi che vengono inviati al cervello. L'organo che assolve a questa funzione, posizionato lungo la membrana basilare, è il cosiddetto organo del Corti, una massa gelatinosa munita di migliaia di cellule cigliate disposte su più file. Le ciglia, comunicanti all'estremo superiore con la membrana tectoria, si flettono quando vengono raggiunte dalla vibrazione meccanica del liquido. È proprio questo movimento che spinge le cellule cigliate a produrre i segnali elettrici che vengono raccolti dal nervo uditivo e convogliati nel cervello. Le ricerche rivelano che i suoni di determinate frequenze interessano parti specifiche della membrana basilare: al variare della velocità delle sollecitazioni le onde che viaggiano nel liquido raggiungono l'ampiezza massima in zone differenti della membrana rispetto alla finestra ovale. Le onde corte, a frequenza elevata, raggiungono il massimo dell'ampiezza vicino alla finestra ovale; contrariamente le onde lunghe, a bassa frequenza, la raggiungono in punti più distanti. Bisogna specificare però che parte del processo di percezione dell'altezza è condizionato anche dal comportamento del sistema nervoso centrale; esso non si affida solamente alla posizione delle fibre nervose da cui giungono gli impulsi ma giudica anche in base alla loro periodicità, ovvero la frequenza con cui ogni fibra invia un segnale. Più precisamente il cervello non calcola semplicemente il numero di impulsi ricevuti nell'unità di tempo ma elabora i segnali provenienti da un ampio numero di fibre nervose ricavando una configurazione pattern di impulsi pseudo-periodici. Attraverso le informazioni captate da ciascun orecchio prende poi forma la sensazione uditiva. 10

10 Com'è stato mostrato da von Békésy, man mano che si allontana dalla finestra ovale, l'onda aumenta di ampiezza fino a quando, raggiunta una certa posizione sulla membrana basilare, decade rapidamente a 0 [ ]. Ciò che si rivela di grande importanza è che la posizione del massimo dell'inviluppo cambia col variare della frequenza dell'onda: esso si presenta vicino alla finestra ovale se la frequenza sonora è elevata, all'estremo opposto nel caso di suoni profondi. La membrana basilare è perciò la sede dove ha inizio il meccanismo della discriminazione dell'altezza dei suoni [ ]. È interessante notare che, poiché la risposta della membrana basilare alle sollecitazioni meccaniche dipende dalle dimensioni della stessa, la gamma delle frequenze udite dai diversi esseri viventi può differire di molto. Così se gli umani coprono al meglio l'intervallo Hz e il cane li supera solo di un poco sul lato degli ultrasuoni, i pipistrelli partono tipicamente da 1000 Hz par arrivare oltre i Hz, mentre i delfini, pur capaci di scendere fino a 200 Hz, raggiungono nei registri alti addirittura i Hz! [ ] Tramite l'impiego di microscopici elettrodi collegati a singole terminazioni del nervo uditivo in animali, sono stati fatti esperimenti per analizzare il carattere dei segnali elettrici diretti al cervello. Il segnale è costituito da una sequenza di impulsi, ciascuno associato alla stimolazione di una delle cellule ciliate nell'organo di Corti [ ]. Alle diverse frequenze rispondono terminazioni nervose differenti, nel senso che ognuna di esse ha una propria frequenza caratteristica di massima risposta. A una data frequenza di eccitazione, la separazione tra impulsi che vengono avviati lungo una terminazione nervosa non riproduce che in modo grossolano il periodo dell'onda, ossia l'intervallo tra due massimi di vibrazione tanto che occasionalmente la fibra nervosa non appare nemmeno stimolata. [ ] gli impulsi elettrici sono presenti soltanto in prossimità delle ampiezze massime di vibrazione. Il cervello dunque, nella sua elaborazione percettiva, non si affida soltanto alla posizione della fibra nervosa da cui trae origine il segnale, ma tiene sotto controllo un numero più ampio di terminazioni, giudicando l'altezza del suono anche dalla frequenza con cui gli pervengono i pacchetti di impulsi. La questione di quanto la discriminazione dell'altezza dipenda dalla posizione delle terminazioni eccitate e quanto dalla periodicità dei segnali che corrono lungo il nervo uditivo, è tuttora alquanto controversa 9. 9 A. FROVA, Fisica nella musica, Zanichelli, Bologna 1999, pp

11 Struttura dell'orecchio umano. L'orecchio esterno, e in particolare il padiglione auricolare, convoglia il suono nel meato uditivo. Alla sua estremità le variazioni di pressione, che costituiscono le onde sonore, determinano la vibrazione della membrana timpanica. Queste ultime vengono trasmesse attraverso l'orecchio medio tramite il movimento di tre ossicini collegati tra loro: il martello, l'incudine e la staffa. Il movimento oscillatorio del piede della staffa fa si che venga stimolata la coclea, la porzione uditiva dell'orecchio interno10. Nella sezione trasversale della coclea si può osservare come essa sia divisa in tre concamerazioni. La scala [rampa] vestibolare costituisce la cavità superiore che è in comunicazione diretta con la staffa a livello della finestra ovale. Essa e separata dalla membrana di Reissner dalla scala media [dotto cocleare], che è il dotto in cui alloggia l'organo del Corti, responsabile della trasduzione degli stimoli sonori. Le cellule ciliate che compongono l'organo del Corti poggiano sulla membrana basilare, che separa la scala media dalla sottostante scala timpanica Ibidem. 12

12 1.3 I parametri fondamentali del suono Il suono possiede una serie di caratteristiche fisiche oggettive, ognuna delle quali influenza nell'ascoltatore la percezione sonora. Le principali variabili fisiche del suono sono la frequenza, l'ampiezza, e lo spettro o forma d'onda; altre variabili utili nello studio delle onde sonore, strettamente legate alla frequenza, sono la velocità di propagazione nel mezzo elastico, la lunghezza d'onda, il periodo e la fase. Onda sonora, parametri fisici. Alle variabili fisiche oggettive corrispondono le variabili percettive soggettive ovvero l'altezza o pitch, l'intensità soggettiva o loudness e il timbro o sound quality. É possibile affermare che non esiste il concetto semplice di unità e linearità tra i fenomeni fisici e la loro percezione: essa non varia in modo proporzionale al variare delle grandezze fisiche dei fenomeni che la originano e di conseguenza può essere definita come un processo dinamico. Variabili fisiche Variabili percettive Sensazioni percepite frequenza altezza (pitch) grave acuto ampiezza intensità (loudness) piano forte forma d'onda (spettro) timbro armonico inarmonico (scuro brillante ecc.) Tabella delle corrispondenze tra variabili fisiche, variabili percettive e sensazioni percepite del suono. 13

13 La frequenza è la caratteristica fisica che determina l'altezza di un suono ed è ciò che ci permette di discriminare un suono grave da uno acuto; si misura in Hertz ed è definibile come il numero delle oscillazioni che un'onda compie in un secondo. Più precisamente la frequenza esprime il numero delle compressioni e rarefazioni del mezzo elastico rispetto al punto di equilibrio che si verificano nell'unità di tempo in seguito ad una perturbazione. È possibile sintetizzare affermando che alle maggiori frequenze corrispondono i suoni acuti, contrariamente alle minori frequenze corrispondono i suoni gravi. Non è semplice tuttavia stabilire una soglia assoluta di udibilità in relazione alla frequenza perché molti sono i fattori variabili; tra i più incisivi si pongono: l'età, i rumori fisiologici e i tipi di strumenti utilizzati per la riproduzione dei suoni. Dai vari esperimenti si può comunque asserire che il range udibile umano si estende dai 20 ai Hertz, con una maggiore sensibilità alle variazioni tra i 600 e i 5000 Hertz. Due suoni di frequenza diversa: 100 Hz il primo, 200 Hz il secondo. Quando l'aria viene perturbata, il valore di pressione non è più costante, ma varia da punto a punto: aumenta dove le molecole sono compresse, diminuisce dove le molecole sono espanse. Il fenomeno può essere studiato sia dal punto di vista dello spazio (osservando il valore della pressione nei vari punti in un determinato istante) sia dal punto di vista del tempo (misurando il valore della pressione in uno stesso punto in funzione del tempo). [ ] se immaginiamo di trovarci in un determinato punto, assisteremo a una successione di compressioni ed espansioni dell'aria ovvero, prima dell'istante t-0 la pressione dell'aria è al suo valore normale, dato che la perturbazione non è ancora giunta al nostro punto di osservazione. All'istante t 0 la perturbazione giunge al nostro punto di osservazione, la pressione inizia a crescere, giunge al massimo all'istante 14

14 t1, poi decresce fino a tornare al valore normale all'istante t2, continua a decrescere e giunge al minimo all'istante t3, per poi risalire fino al valore normale all'istante t 4, e così via. Si è fin qui descritto un ciclo del fenomeno. Se questo si ripete sempre allo stesso modo il fenomeno si dice periodico. Il tempo necessario al completamento di un ciclo si dice periodo, si indica con il simbolo T e si misura in secondi (s) o in millisecondi (ms). L'inverso del periodo, cioè il numero di cicli che vengono completati in un secondo, si dice frequenza, e si misura in Hertz (Hz) o cicli per secondo (cps). Se per esempio un'onda sonora ha periodo T=0.01 s (cioè 1/100 di secondo) la sua frequenza sarà di: 1/T = 1/0.01 = 100 Hz (o 100 cicli al secondo) [ ]. Dal momento che si propaga nello spazio, un'onda ha una lunghezza che è inversamente proporzionale alla sua frequenza. [ ] la velocità del suono nell'aria [ ] è di circa 344 metri al secondo. Questo significa che un'ipotetica onda di 1 Hz avrebbe una lunghezza di circa 344 metri, perché quando ha completato un ciclo è passato un secondo e in questo tempo si è dispiegata nello spazio per una lunghezza di 344 metri. Un'onda di 10 Hz, invece, in un secondo compie 10 cicli, che si dispongono nello spazio di 344 metri occupando ciascuno 34.4 metri, cioè un decimo dello spazio totale12. L'ampiezza è il parametro del suono che permette di distinguere un suono debole da un suono di forte intensità consentendo l'organizzazione dei suoni in una scala che va dal piano al forte. Si stima che, l'intervallo che si estende dalla soglia di minima di udibilità a quella del dolore, è circa mille miliardi a uno. Il valore minimo di variazione di pressione udibile corrisponde ad una variazione di 20 μpa rispetto alla pressione atmosferica in assenza di suono. Due suoni di ampiezza diversa: il primo suono ha un'ampiezza doppia rispetto al secondo. 12 A. CIPRIANI, M. GIRI, Musica elettronica e sound design. Teoria e pratica con Max/MSP volume 1, ConTempoNet, Roma 2009, pp

15 Si definisce soglia di udibilità la minima intensità sonora che l'orecchio umano è in grado di percepire. L'esperienza mostra che tale soglia varia da individuo a individuo (per esempio si innalza all'aumentare dell'età del soggetto), e soprattutto che, anche per un singolo individuo, essa dipende dalla frequenza del suono ascoltato. In genere si usa riferirsi ad un valore convenzionale, ottenuto mediando la soglia di udibilità di molti individui per un suono puro di frequenza di 1000 Hz. Il valore di tale soglia è estremamente piccolo [ ]. [Esso] corrisponde ad una variazione di pressione rispetto alla pressione atmosferica in assenza di suono di soli 20 μpa (pari a circa 0,2 miliardesimi della pressione atmosferica). All'altro estremo del campo di intensità udibili si trova la soglia del dolore, cioè la massima intensità sonora che l'orecchio umano è in grado di percepire e oltre la quale il suono viene sostituito da una sensazione di dolore (si osservi però che il suono può nuocere in modo permanente all'udito anche ad intensità inferiori dipendentemente dalle condizioni di esposizione). Questo valore è mille miliardi di volte più grande della soglia di udibilità. [ ] Il campo di variazione delle intensità sonora è estremamente ampio: occupa circa 12 ordini di grandezza. Rapportato ad una scala delle lunghezze sarebbe come spaziare dalle dimensioni di un'ameba (circa 600 millesimi di mm) al diametro dell'orbita lunare (circa 600 mila km). Questa grande variabilità, assieme al fatto che l'orecchio è sensibile alle variazioni di pressione, e non al valore assoluto della pressione stessa, determina la scelta di esprimere la misura dell'intensità del suono mediante una scala logaritmica [ ]. Il livello di intensità sonora è un numero puro (quantità adimensionale) al quale si attribuisce però, per convenzione, un'unità di misura: il decibel (da A.G. Bell, scienziato 13 statunitense) il cui simbolo è db. Si può dire che la percezione dell'ampiezza aumenta in modo logaritmico all'aumentare dello stimolo. Va precisato che questa proporzionalità varia in base alla frequenza del suono: l'orecchio è molto sensibile alle frequenze medie 14, meno sensibile alle frequenze alte e molto meno sensibile alle frequenze basse. Di conseguenza man mano che ci si sposta dalle frequenze medie lungo il range delle frequenze udibili, i suoni a frequenze basse e a frequenze alte hanno bisogno di L'orecchio è maggiormente sensibile alle frequenze tra i 600 e i 5000 Hz, con un massimo di sensibilità intorno ai 3800Hz, frequenza di risonanza del condotto uditivo. È interessante constatare che questa zona di maggior sensibilità corrisponde al range delle frequenze del linguaggio parlato. 16

16 un'ampiezza fisica maggiore rispetto a quelli di frequenza media per essere percepiti di ugual intensità. In conclusione è possibile affermare che l'intensità percepita non corrisponde oggettivamente all'ampiezza fisica. Questo fenomeno viene rappresentato graficamente attraverso il diagramma delle curve isofoniche o diagramma di uguale intensità sonora. Il diagramma, elaborato da Fletcher e Munson, mostra l'intensità sonora percepita15 rispetto ai db alle varie frequenze. Le curve isofoniche sono state costruite confrontando l'intensità percepita di un suono sinusoidale di riferimento a 1000 Hz con quella di suoni di frequenza (f). In questo modo è stato ottenuto un grafico non lineare perché, come precedentemente accennato, la percezione dell'intensità varia al variare della frequenza; se così non fosse, al posto delle curve, sarebbero state ricavate delle linee perfettamente orizzontali. Diagramma delle curve isofoniche (ISO 226:2003). 15 L'intensità sonora percepita si misura in phon. Il suo valore coincide a 1000Hz con i db SPL. Se si segue ad esempio la curva isofonica a 40Phon, un suono di 1000Hz avrà ampiezza fisica di 40dB e sarà percepito intenso come un suono di 100Hz a circa 65dB. 17

17 La terza caratteristica fondamentale del suono è la forma d'onda; da essa dipende il timbro, la qualità che ci permette di distinguere suoni che vengono generati da sorgenti differenti pur avendo la stessa frequenza, la stessa intensità, e la stessa durata. Questa definizione tuttavia non è esaustiva perché non tiene conto della nozione di invarianza timbrica: le sorgenti possono essere riconosciute anche indipendentemente dalla frequenza e dell'ampiezza dei suoni originati. I diversi studi hanno dimostrato che il timbro dipende in prevalenza dal contenuto spettrale di un suono, ovvero dalle sue varie armoniche (e parziali) e relativi inviluppi d'ampiezza16. In base alle caratteristiche fisico-morfologiche delle sorgenti tutti i suoni da esse generati sono soggetti ad interferenze costruttive e distruttive sempre uguali. In altre parole il suono provocato dall'elemento vibrante viene rimodellato dall'elemento risonante, corpo stesso della sorgente, che agisce come filtro. Essendo fisse le zone risonanti, le formanti che si creano sono sempre le stesse, indipendentemente dalle altezze fondamentali. Il cervello registra i vari pattern di eccitamento della membrana basilare e li associa alle sorgenti permettendo in un secondo momento il loro riconoscimento. Due suoni con diversa forma d'onda aventi stessa frequenza e stessa ampiezza. Dal punto di vista dell'impressione soggettiva, si tende a classificare il timbro in vari modi, definendolo attraverso estremi che possono andare da opaco a brillante, da freddo a caldo, da puro a ricco, da compatto a diffuso, da vuoto a pieno, da neutro a colorito. L'idea che l'elemento precipuo che porta alla definizione di timbro sia lo spettro delle 16 Ogni suono complesso può essere visto come una somma di toni sinusoidali semplici detti armonici (o parziali) aventi frequenze, ampiezze e inviluppi differenti. 18

18 armoniche del suono è dovuta al solito, geniale Hermann von Helmholtz: molte delle sue osservazioni hanno tuttora validità. Esse si possono riassumere nelle seguenti ricette: Suoni con un limitato numero di armoniche diciamo dalla prima alla sesta o settima sono più ricchi e pastosi di quelli puri, come il diapason, ma ne conservano in pieno, anzi ne accentuano, il carattere dolce e melodico. Se si hanno armoniche più elevate, soprattutto se intense, il suono tende ad acquistare un carattere più aspro e frizzante, tipicamente di violino. I suoni mancanti delle armoniche pari, come avviene negli strumenti a canna chiusi a un estremo clarinetto o canne d'organo tappate hanno un carattere vuoto e nasale. L'intensità della prima armonica gioca un ruolo determinante nel dare stoffa al suono: se essa è debole la pienezza del suono risulta impoverita. Circa le altre armoniche, in generale la seconda conferisce al suono limpidezza, la sesta e l'ottava lo rendono chiaro e squillante, la settima e la nona lo inaspriscono, la decima ne aumenta la chiarezza e introduce un sentore metallico. Il timbro non sembra dipendere dalle differenze di fase tra le varie armoniche costituenti il suono. Fatto che, anche se oggi non risulta esattamente verificato, è di certo un'eccellente approssimazione delle cose A. FROVA, op. cit., pp

19 Capitolo secondo IL COLORE Senza la luce solare, il mondo, ridotto a un luogo monocromatico, sarebbe ispido e fonte di minore ispirazione. Sepolte sotto strati di risposte apprese, troviamo, latenti, le nostre reazioni innate al colore. A volte, nei momenti di terrore o di meraviglia, esse riemergono, non richieste, dal repertorio che un tempo ci univa a questo straordinario ambiente di aria e cielo, di foglie e acque lucenti, immerso nella luce di una stella che chiamiamo Sole Il colore, generalità Il colore è una sensazione psicofisica che si genera a livello cerebrale quando le diverse radiazioni elettromagnetiche che compongono la luce entrano a contatto col sistema visivo di un osservatore. A seconda della composizione spettrale della luce, che giunge all'occhio, corrisponde un colore definito. Per capire il colore si può fare un paragone con il mondo dei suoni, assai più familiare; un tamburo emette note meno acute di un violino, perché la frequenza delle vibrazioni sonore del tamburo è inferiore a quella del violino. Anche nel caso della luce si parla di frequenza o, più comunemente, di lunghezza d'onda, al variare della quale cambiano i colori risultanti. La luce bianca è il risultato della mescolanza di tutte le tonalità di colore, presenti in proporzioni uguali. Per tanto si parla di spettro di colori, ossia dell'insieme di tutti i colori possibili; esempi di spettri colorati sono costituiti dall'arcobaleno o dal fascio di luce scomposta da un prisma trasparente19. Il colore dei corpi dipende quindi dalla loro capacità di assorbire le radiazioni elettromagnetiche: quando vengono colpiti dalla luce, le radiazioni non assorbite vengono riflesse fornendo così una tinta caratteristica. Nei casi limite una superficie risulta bianca se tutte le radiazioni elettromagnetiche che la colpiscono vengono 18 J.D. BARROW, L'Universo come opera d'arte. La fonte cosmica della creatività umana, Rizzoli, Milano 1997, p AA.VV., Fisiologia medica, Edi.Ermes, Milano 2010, p

20 riflesse, al contrario risulta nera quando tutte vengono assorbite. Secondo questo principio di sintesi sottrattiva dei colori è possibile riassumere affermando che i corpi, quando vengono colpiti dalla luce, sottraggono ad essa alcune componenti e ne riflettono tutte le altre. Riguardo i corpi trasparenti, la luce non viene assorbita ma passa semplicemente attraverso ai corpi stessi propagandosi per trasmissione20. Ma cos'è dunque la luce? La sua natura ha suscitato interesse fin dalle epoche più lontane e su di essa sono state formulate diverse teorie. Le prime concezioni cercano di interpretare e descrivere l'esperienza sensibile. Secondo Pitagora l'occhio emanava dei raggi rettilinei che toccando i corpi generavano la sensazione visiva. Platone ipotizzava che la sensazione visiva fossa data dall'incontro di raggi emessi non solo dall'occhio ma anche dai corpi. Altre teorie contrastanti supponevano che dai corpi si irradiassero atomi costituenti l'immagine degli stessi che, una volta raggiunto l'occhio, generavano la sensazione visiva. Secondo Aristotele, la luce e il colore erano dati dall'eccitazione da parte dei corpi di un mezzo ovunque presente detto diafano. Solamente a partire dal XVII secolo vennero formulate delle teorie derivanti da studi sperimentali: la teoria crepuscolare di Newton e la teoria ondulatoria di Huygens, quest'ultima ripresa e approfondita due secoli più tardi dagli scienziati Young e Fresnel. Newton descriveva la luce come un insieme di corpuscoli di diversa specie, ognuno dei quali corrispondente ad un colore specifico, proiettati con velocità costante dai corpi luminosi. Al contrario Huygens affermava che la luce, come il suono, consisteva in una vibrazione meccanica di un mezzo onnipresente, detto etere cosmico; si iniziò così a studiare e descrivere la luce applicando le nozioni fisiche legate al moto armonico e alla propagazione delle onde. Queste teorie tuttavia presentavano ancora delle incongruenze. Grandi progressi si verificarono verso la fine del XIX secolo grazie al matematico scozzese Maxwell che propose la teoria 20 I colori possono essere ottenuti anche per scomposizione della luce bianca. Quando la luce attraversa corpi trasparenti, a seconda della forma e della composizione di questi ultimi, viene rifratta. I vari raggi costituenti la luce vengono deviati con angoli diversi in base alla loro lunghezza d'onda. Minore è la lunghezza d'onda e più la luce viene deviata. Ad esempio la luce violetta è deviata maggiormente rispetto alla luce rossa. 21

Esercitazione teorico pratica

Esercitazione teorico pratica Esercitazione teorico pratica AUDIOMETRIA TONALE LIMINARE E OTOSCOPIA Cattedra di Medicina del Lavoro Università Cattolica del Sacro Cuore Direttore: Prof. Antonio Bergamaschi D.ssa G. Somma RUMORE Rumore

Dettagli

Matematica e teoria musicale 1

Matematica e teoria musicale 1 Matematica e teoria musicale 1 Stefano Isola Università di Camerino stefano.isola@unicam.it Il suono Il fine della musica è dilettare e muovere in noi diversi sentimenti, il mezzo per raggiungere tale

Dettagli

Capitolo II. La Luce

Capitolo II. La Luce Capitolo II La Luce Che cos è la luce. Dato che la parole fotografia deriva dal greco photo grafia che significa disegnare con la luce, analizziamo innanzi tutto che cos è la luce. La luce è una forma

Dettagli

a.a. 2005/2006 Laurea Specialistica in Fisica Corso di Fisica Medica 1 La vista 28/3/2006

a.a. 2005/2006 Laurea Specialistica in Fisica Corso di Fisica Medica 1 La vista 28/3/2006 a.a. 2005/2006 Laurea Specialistica in Fisica Corso di Fisica Medica 1 La vista 28/3/2006 Visione della luce La luce è una forma di energia elettromagnetica siamo soliti definire "luce visibile" una radiazione

Dettagli

Indice: Introduzione 2. L'onda (La sinusoide del nostro segnale) 3. Adsr 4. I cavi 6. Tipo di connettori 7. Gli alimentatori 9. L'amplificatore 11

Indice: Introduzione 2. L'onda (La sinusoide del nostro segnale) 3. Adsr 4. I cavi 6. Tipo di connettori 7. Gli alimentatori 9. L'amplificatore 11 Indice: Introduzione 2 L'onda (La sinusoide del nostro segnale) 3 Adsr 4 I cavi 6 Tipo di connettori 7 Gli alimentatori 9 L'amplificatore 11 Le valvole 15 I trasduttori elettroacustici 16 Il compressore

Dettagli

NOTA INFORMATIVA SUL RUMORE

NOTA INFORMATIVA SUL RUMORE NOTA INFORMATIVA SUL RUMORE VACCARI Via Alboino, 7 27100 Pavia Pagina 1 NOZIONI FONDAMENTALI Si ritiene opportuno riportare alcune nozioni fondamentali di acustica, onde permettere una più agevole interpretazione

Dettagli

Indice. 1 Il funzionamento del sistema uditivo --------------------------------------------------------------------------------------- 3

Indice. 1 Il funzionamento del sistema uditivo --------------------------------------------------------------------------------------- 3 LEZIONE: IL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA UDITIVO PROF. EDORDO ARSLAN Indice 1 Il funzionamento del sistema uditivo --------------------------------------------------------------------------------------- 3

Dettagli

tanhαl + i tan(ωl/v) 1 + i tanh αl tan(ωl/v). (10.1)

tanhαl + i tan(ωl/v) 1 + i tanh αl tan(ωl/v). (10.1) 10 - La voce umana Lo strumento a fiato senz altro più importante è la voce, ma è anche il più difficile da trattare in modo esauriente in queste brevi note, a causa della sua complessità. Vediamo innanzitutto

Dettagli

Caratteristiche del suono

Caratteristiche del suono Suono È dovuto all'interazione tra onde e corpo umano (orecchio) Le onde sono longitudinali e provocano spostamento delle molecole e variazione della pressione Si propagano nell'aria, nell'acqua e in molti

Dettagli

Teoria dell immagine

Teoria dell immagine Archivi fotografici: gestione e conservazione Teoria dell immagine Elementi di base: la luce, l interazione tra luce e materia, il colore Mauro Missori Cos è la fotografia? La fotografia classica è un

Dettagli

GRANDEZZE E UNITÀ DI MISURA

GRANDEZZE E UNITÀ DI MISURA GRANDEZZE E UNITÀ DI MISURA Il suono si propaga attraverso onde elastiche longitudinali, per la cui descrizione fisica le grandezze di base sono, come per tutti i fenomeni ondulatori, frequenza, ampiezza

Dettagli

Musica e computer. Audio digitale e tecnologie MIDI. Prima parte: Dal suono all elettricità La conversione analogico/digitale

Musica e computer. Audio digitale e tecnologie MIDI. Prima parte: Dal suono all elettricità La conversione analogico/digitale Musica e computer: Audio digitale e tecnologie MIDI prima parte Musica e computer Audio digitale e tecnologie MIDI Prima parte: Dal suono all elettricità La conversione analogico/digitale Obiettivi del

Dettagli

La psicologia dell udito. onde sonore percezione uditiva cognizione

La psicologia dell udito. onde sonore percezione uditiva cognizione La psicologia dell udito onde sonore percezione uditiva cognizione Fisica-percezione-cognizione Aria Orecchio Mente Suono Sensazione Musica/Parole Ampiezza Intensità Dinamica Frequenza Altezza Classe di

Dettagli

lunghezza d'onda = velocità del suono (m/s) frequenza (Hz)

lunghezza d'onda = velocità del suono (m/s) frequenza (Hz) 5. IL SUONO Le onde che si propagano in mezzi deformabili o elastici sono chiamate onde meccaniche. Esse hanno origine dallo spostamento di una porzione di un mezzo elastico dalla sua posizione normale,

Dettagli

Capitolo 6 ELABORAZIONE DI IMMAGINI A COLORI

Capitolo 6 ELABORAZIONE DI IMMAGINI A COLORI Capitolo 6 ELABORAZIONE DI IMMAGINI A COLORI Il colore viene utilizzato nelle immagini digitali per due motivi principali: è un descrittore che semplifica l identificazione di un oggetto e la sua estrazione

Dettagli

Noi vediamo gli oggetti, perché la luce emessa dalla sorgente arriva all oggetto e si diffonde in tutte le direzioni poi la luce che l oggetto

Noi vediamo gli oggetti, perché la luce emessa dalla sorgente arriva all oggetto e si diffonde in tutte le direzioni poi la luce che l oggetto Noi vediamo gli oggetti, perché la luce emessa dalla sorgente arriva all oggetto e si diffonde in tutte le direzioni poi la luce che l oggetto rimanda indietro arriva ai nostri occhi. Dipende da: SI PROPAGA

Dettagli

TRASMISSIONE DEL CALORE PER IRRAGGIAMENTO

TRASMISSIONE DEL CALORE PER IRRAGGIAMENTO TRASMISSIONE DEL CALORE PER IRRAGGIAMENTO Scambio termico per irraggiamento L irraggiamento, dopo la conduzione e la convezione, è il terzo modo in cui i corpi possono scambiare calore. Tale fenomeno non

Dettagli

Corso di Acustica prof. ing. Gino Iannace

Corso di Acustica prof. ing. Gino Iannace Corso di Acustica prof. ing. Gino Iannace e-mail: gino.iannace@unina2.it prof. ing. Gino IANNACE 1 Il suono è un "rumore sgradevole", "un suono fastidioso, non desiderato". Dal punto di vista fisico, il

Dettagli

Suggerimenti didattici per la Scuola Primaria

Suggerimenti didattici per la Scuola Primaria tradizione e rivoluzione nell insegnamento delle scienze Immagini nell occhio dal progetto Reinventore per la diffusione della cultura scientifica Suggerimenti didattici per la Scuola Primaria * * * -

Dettagli

Unità Didattica 1. La radiazione di Corpo Nero

Unità Didattica 1. La radiazione di Corpo Nero Diapositiva 1 Unità Didattica 1 La radiazione di Corpo Nero Questa unità contiene informazioni sulle proprietà del corpo nero, fondamentali per la comprensione dei meccanismi di emissione delle sorgenti

Dettagli

CHE COS È IL COLORE? Colore - X 10 Y 8 Z 35

CHE COS È IL COLORE? Colore - X 10 Y 8 Z 35 CHE COS È IL COLORE? Il colore nasce dalla luce. La luce che colpisce un oggetto viene parzialmente assorbita a seconda del colore. La parte non assorbita viene riflessa e trasmessa ai recettori cromatici

Dettagli

LA TEORIA DEL COLORE. Colori Primari. Colori Secondari. Colori Terziari

LA TEORIA DEL COLORE. Colori Primari. Colori Secondari. Colori Terziari LA TEORIA DEL COLORE Alcune nozioni di teoria del colore sono necessarie per chi si dedica al lavoro creativo del Patchwork. Esse servono per acquisire sempre maggior sicurezza nel decidere l effetto che

Dettagli

LA MATERIA MATERIA. COMPOSIZIONE (struttura) Atomi che la compongono

LA MATERIA MATERIA. COMPOSIZIONE (struttura) Atomi che la compongono LA MATERIA 1 MATERIA PROPRIETÀ (caratteristiche) COMPOSIZIONE (struttura) FENOMENI (trasformazioni) Stati di aggregazione Solido Liquido Aeriforme Atomi che la compongono CHIMICI Dopo la trasformazione

Dettagli

Salute e Sicurezza sul luogo di lavoro Valori limite di Rumore e Vibrazioni

Salute e Sicurezza sul luogo di lavoro Valori limite di Rumore e Vibrazioni Valori limite di Rumore e Vibrazioni Le Norme UE Protezione sul Lavoro entrano nel diritto tedesco Crescita del livello di Sicurezza e di tutela della Salute sul luogo di lavoro Le Norme relative alla

Dettagli

IL COLORE Principi tecnici

IL COLORE Principi tecnici IL COLORE Principi tecnici ECSA Emanuele Centonze SA - Via Luigi Favre 16-6828 Balerna T. 091.695 88 00 - F. 091.695 88 02 - www.ecsa.ch - shop.ecsa.ch Cos'è il colore? Il colore nasce dalla luce: la luce

Dettagli

ARTE del COLORE Data: Venerdì, 15 febbraio @ 10:21:19 CET Argomento: Educazione alle Tecniche della Luce

ARTE del COLORE Data: Venerdì, 15 febbraio @ 10:21:19 CET Argomento: Educazione alle Tecniche della Luce ARTE del COLORE Data: Venerdì, 15 febbraio @ 10:21:19 CET Argomento: Educazione alle Tecniche della Luce I colori primari Il disco di Newton L'armonia I colori complementari I colori secondari I colori

Dettagli

Sistemi Web per il turismo - lezione 2 -

Sistemi Web per il turismo - lezione 2 - Sistemi Web per il turismo - lezione 2 - 8 Considerare il computer coma una calcolatrice sembra un po limitativo rispetto a quello che solitamente vediamo succedere sui computer intorno a noi come ad esempio

Dettagli

FONDAMENTI DI ACUSTICA IN EDILIZIA

FONDAMENTI DI ACUSTICA IN EDILIZIA FONDAMENTI DI ACUSTICA IN EDILIZIA Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale Università degli Studi di Brescia Ing. Edoardo Piana Sorgente Mezzo Ricevitore Meccanismo di eccitazione Elemento oscillante

Dettagli

Fonica: Scheda 2. Il suono. Il rumore. (a cura di Pietro Di Mascolo)

Fonica: Scheda 2. Il suono. Il rumore. (a cura di Pietro Di Mascolo) Fonica: Scheda 2 (a cura di Pietro Di Mascolo) Il suono Possiamo definire il suono come una particolare sensazione percepita dall organo dell udito eccitato da un agente esterno. Esso ha origine dal movimento

Dettagli

Luce e acqua La fotografia subacquea Il colore e l acqua assorbimento selettivo

Luce e acqua La fotografia subacquea Il colore e l acqua assorbimento selettivo Luce e acqua La fotografia subacquea Ora cercheremo di comprendere come la luce, elemento fondamentale per la fotografia, si comporta in ambiente acquoso e quali sono le sue differenze con il comportamento

Dettagli

Elaborazione di Immagini e Suoni / Riconoscimento e Visioni Artificiali 12 c.f.u. I suoni parametri fisici (cenni)

Elaborazione di Immagini e Suoni / Riconoscimento e Visioni Artificiali 12 c.f.u. I suoni parametri fisici (cenni) Università degli Studi di Palermo Dipartimento di Ingegneria Informatica Elaborazione di Immagini e Suoni / Riconoscimento e Visioni Artificiali 12 c.f.u. Anno Accademico 2008/2009 Docente: ing. Salvatore

Dettagli

Che cos è la luce? (Luce, colori, visioni.quale sarà mai il loro segreto?) Prof. Gianluca Todisco

Che cos è la luce? (Luce, colori, visioni.quale sarà mai il loro segreto?) Prof. Gianluca Todisco Che cos è la luce? (Luce, colori, visioni.quale sarà mai il loro segreto?) 1 LA LUCE NELLA STORIA Nell antica Grecia c era chi (i pitagorici) pensavano che ci fossero dei fili sottili che partono dagli

Dettagli

Onde elettromagnetiche

Onde elettromagnetiche Onde elettromagnetiche Alla metà del XIX secolo Maxwell prevede teoricamente le onde e.m. Sono scoperte sperimentalmente da Hertz Danno la possibilità di comunicare a distanza (radio, televisione, telecomandi

Dettagli

All interno dei colori primari e secondari, abbiamo tre coppie di colori detti COMPLEMENTARI.

All interno dei colori primari e secondari, abbiamo tre coppie di colori detti COMPLEMENTARI. Teoria del colore La teoria dei colori Gli oggetti e gli ambienti che ci circondano sono in gran parte colorati. Ciò dipende dal fatto che la luce si diffonde attraverso onde di diversa lunghezza: ad ogni

Dettagli

Colori e Arcobaleno. La composizione della luce

Colori e Arcobaleno. La composizione della luce Colori e Arcobaleno Noi vediamo grazie alla luce, ma che cosa sono tutti i colori che ci circondano? La luce del Sole è proprio bianca come la vediamo? Come si forma l arcobaleno? Perché il cielo è azzurro?

Dettagli

RICCARDO SANTOBONI ANNA RITA TICARI. Fondamenti di Acustica e Psicoacustica

RICCARDO SANTOBONI ANNA RITA TICARI. Fondamenti di Acustica e Psicoacustica RICCARDO SANTOBONI ANNA RITA TICARI Fondamenti di Acustica e Psicoacustica 1 2 Riccardo Santoboni Anna Rita Ticari Fondamenti di Acustica e Psicoacustica 3 Terza edizione (2008) 4 Sommario 5 6 Sommario

Dettagli

FENOMENI ONDULATORI acustica. FENOMENI ONDULATORI acustica

FENOMENI ONDULATORI acustica. FENOMENI ONDULATORI acustica classe lauree di INFERMIERISTICA e OSTETRICIA dip. fisica nucleare e teorica università di pavia corso integrato FISICA, STATISTICA e INFORMATICA disciplina: FISICA MEDICA e RADIOPROTEZIONE - onde sonore

Dettagli

SUONO E RUMORE SUONO. www.ambientediritto.it

SUONO E RUMORE SUONO. www.ambientediritto.it SUONO E RUMORE SUONO E una perturbazione meccanica che si propaga in un corpo elastico (gas, liquido, solido). Il corpo elastico (cioè la sorgente di suono), messo in vibrazione, crea una serie di compressioni

Dettagli

Dott. Leo Di Bartolo Marsala Cantine Donnafugata 28/06/2014 Ipoacusia e sordità: 18268 Malattia Professionale INAIL 2014: elenco liste malattie riconosciute Il D.M. del 27 Aprile 2004, che ha sostituito

Dettagli

Radiazione elettromagnetica

Radiazione elettromagnetica Radiazione elettromagnetica Un onda e.m. e un onda trasversa cioe si propaga in direzione ortogonale alle perturbazioni ( campo elettrico e magnetico) che l hanno generata. Nel vuoto la velocita di propagazione

Dettagli

Corso di Fotografia Centro Iniziative Sociali Roberto Borgheresi

Corso di Fotografia Centro Iniziative Sociali Roberto Borgheresi Corso di Fotografia Centro Iniziative Sociali Roberto Borgheresi 2 Principi Generali della Fotografia LE MISURAZIONI DELLA LUCE 3 LA LUCE QUALE ENERGIA MISURABILE Abbiamo visto che la luce è una forma

Dettagli

Esecuzione: Ho indossato gli occhiali ( che funzionano come un prisma di vetro), quindi ho osservato una fonte di luce

Esecuzione: Ho indossato gli occhiali ( che funzionano come un prisma di vetro), quindi ho osservato una fonte di luce Esperimento 1: Dispersione della luce Materiali e strumenti: Occhiali speciali, luce Esecuzione: Ho indossato gli occhiali ( che funzionano come un prisma di vetro), quindi ho osservato una fonte di luce

Dettagli

Elaborazione digitale delle immagini

Elaborazione digitale delle immagini Elaborazione digitale delle immagini Dal Dizionario: rappresentazione, imitazione di un oggetto o di una cosa; descrizione grafica o visiva di oggetti o cose; qualcosa introdotto o rappresentare qualcos

Dettagli

Corso di Visione Artificiale. Radiometria. Samuel Rota Bulò

Corso di Visione Artificiale. Radiometria. Samuel Rota Bulò Corso di Visione Artificiale Radiometria Samuel Rota Bulò Come vediamo? Teorie della visione Teoria emissionista Teoria emissionista (o visione tattile ): l'occhio emette un fascio di raggi che, viaggiando

Dettagli

Oggetto SEZIONE O «ONDE. Muscoli. ciliare. Cornea. Retina. Nervo ottico. Umore acqueo. A Figura 1. Gli elementi fondamentali dell'occhio

Oggetto SEZIONE O «ONDE. Muscoli. ciliare. Cornea. Retina. Nervo ottico. Umore acqueo. A Figura 1. Gli elementi fondamentali dell'occhio SEZIONE O «ONDE Cornea Umore acqueo Muscolo ciliare Retina Nervo ottico A Figura 1. Gli elementi fondamentali dell'occhio umano. La luce entra nell'occhio attraverso la cornea e il cristallino. Viene fecalizzata

Dettagli

INFORMATICA E GRAFICA PER IL WEB

INFORMATICA E GRAFICA PER IL WEB INFORMATICA E GRAFICA PER IL WEB Psicologia e comunicazione A.A. 2013/2014 Università degli studi Milano-Bicocca docente: Diana Quarti INFORMATICA E GRAFICA PER IL WEB A.A. 2013/2014 docente: Diana Quarti

Dettagli

Come ha detto? Pacchetto didattico sul rumore e sulle lesioni uditive. Esercizi di approfondimento 60 minuti semplici 2009-0303

Come ha detto? Pacchetto didattico sul rumore e sulle lesioni uditive. Esercizi di approfondimento 60 minuti semplici 2009-0303 Come ha detto? Pacchetto didattico sul rumore e sulle lesioni uditive Esercizi di approfondimento 60 minuti semplici Obiettivo Gli studenti sono in grado di approfondire in maniera corretta informazioni

Dettagli

elettrosmog radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti frequenze.

elettrosmog radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti frequenze. Con il termine elettrosmog si intende l'inquinamento elettromagnetico derivante da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti quali quelle prodotte dalle infrastrutture di telecomunicazioni come la radiodiffusione

Dettagli

Lezione 8: Suono (1) Sommario. Informatica Multimediale. Docente: Umberto Castellani

Lezione 8: Suono (1) Sommario. Informatica Multimediale. Docente: Umberto Castellani Lezione 8: Suono (1) Informatica Multimediale Docente: Umberto Castellani Sommario Introduzione al suono Rappresentazione del suono Elaborazione digitale Standard MIDI Sintesi del suono Parlato (Speech)

Dettagli

ENERGIA SOLARE: Centrali fotovoltaiche e termosolari. Istituto Paritario Scuole Pie Napoletane - Anno Scolastico 2012-13 -

ENERGIA SOLARE: Centrali fotovoltaiche e termosolari. Istituto Paritario Scuole Pie Napoletane - Anno Scolastico 2012-13 - ENERGIA SOLARE: Centrali fotovoltaiche e termosolari L A V E R A N A T U R A D E L L A L U C E La luce, sia naturale sia artificiale, è una forma di energia fondamentale per la nostra esistenza e per quella

Dettagli

Il campionamento. La digitalizzazione. Teoria e pratica. La rappresentazione digitale delle immagini. La rappresentazione digitale delle immagini

Il campionamento. La digitalizzazione. Teoria e pratica. La rappresentazione digitale delle immagini. La rappresentazione digitale delle immagini ACQUISIZIONE ED ELABORAZIONE DELLE IMMAGINI Teoria e pratica La digitalizzazione La digitalizzazione di oggetti legati a fenomeni di tipo analogico, avviene attraverso due parametri fondamentali: Il numero

Dettagli

ESPERIMENTI SUL. s.m.s. Majno III H a.s. 2013/14

ESPERIMENTI SUL. s.m.s. Majno III H a.s. 2013/14 ESPERIMENTI SUL s.m.s. Majno III H a.s. 2013/14 Esperimento 1: diapason Materiali e strumenti: diapason, cassa di risonanza, pallina da ping pong PRIMA PARTE Esecuzione:Ho colpito uno dei rebbi del diapason

Dettagli

Udito: come avviene. Orecchio medio Orecchio interno. ing. Domenico Brioschi - brioschi@gpseurope.com

Udito: come avviene. Orecchio medio Orecchio interno. ing. Domenico Brioschi - brioschi@gpseurope.com Udito: come avviene Organi dell udito Orecchio esterno Orecchio medio Orecchio interno 1 Orecchio 2 Orecchio esterno Padiglione auricolare Localizza nello spazio Rinforzo del suono: concentrazione energia

Dettagli

LE 10 EQUIVALENZE PSICO-FISICHE

LE 10 EQUIVALENZE PSICO-FISICHE LE 10 EQUIVALENZE PSICO-FISICHE LA DINAMICA ENTITA DINAMICHE IRREALIZZABILI LA QUANTITA DI MOTO UNICA ENTITA REALIZZABILE UNA SCOPERTA RIVOLUZIONARIA: LE FORZE NON ESISTONO NEL MONDO FISICO, MA SOLAMENTE

Dettagli

Elementi di acustica. Massimiliano Salfi. salfi@dmi.unict.it

Elementi di acustica. Massimiliano Salfi. salfi@dmi.unict.it Elementi di acustica Massimiliano Salfi salfi@dmi.unict.it Cos è il suono Col termine "suono" viene di solito indicato l'insieme di due fenomeni: Propagazione in un mezzo elastico di onde prodotte da una

Dettagli

L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL/LA ALUNNO/A AUDIOLESO/A 22.10.2009

L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL/LA ALUNNO/A AUDIOLESO/A 22.10.2009 L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL/LA ALUNNO/A AUDIOLESO/A 22.10.2009 Psicologa: Dr.ssa Bibiana Bonapace L organo dell udito L orecchio é suddiviso in tre parti: orecchio esterno orecchio medio orecchio interno

Dettagli

Circuiti e Algoritmi per la Elaborazione delle Immagini

Circuiti e Algoritmi per la Elaborazione delle Immagini G. Capizzi Circuiti e Algoritmi per la Elaborazione delle Immagini DIEES Dipartimento di Ingegneria Elettrica Elettronica e dei Sistemi Università di Catania Indice 1 Percezione delle Immagini................................

Dettagli

I modelli atomici da Dalton a Bohr

I modelli atomici da Dalton a Bohr 1 Espansione 2.1 I modelli atomici da Dalton a Bohr Modello atomico di Dalton: l atomo è una particella indivisibile. Modello atomico di Dalton Nel 1808 John Dalton (Eaglesfield, 1766 Manchester, 1844)

Dettagli

La scienza delle immagini a colori e dei CCD

La scienza delle immagini a colori e dei CCD INTRODUZIONE SULLE IMMAGINI A COLORI IMMAGINI A COLORI La scienza delle immagini a colori e dei CCD autore: Daniel Duggan traduzione e adattamento Alessandra Zanazzi Pag 1 di 6 Questo progetto è stato

Dettagli

Hermann von Helmholtz e la nascita della colorimetria psicofisica

Hermann von Helmholtz e la nascita della colorimetria psicofisica Hermann von Helmholtz e la nascita della colorimetria psicofisica 1821-1894 Medico e fisiologo tedesco dell Ottocento Scienza della visione del colore Fisica Geometria Idrodinamica Elettrodinamica Lavori

Dettagli

MICROSCOPIA OTTICA: INGRANDIMENTO E MICROSCOPIO OTTICO

MICROSCOPIA OTTICA: INGRANDIMENTO E MICROSCOPIO OTTICO MICROSCOPIA OTTICA: INGRANDIMENTO E MICROSCOPIO OTTICO La microscopia ottica è una tecnica di osservazione capace di produrre immagini ingrandite di oggetti o di particolari di essi, troppo piccoli per

Dettagli

I fotoni sono le particelle di luce che possiedono un energia E che dipende dalla frequenza ν in base alla relazione di Plank: E = hν

I fotoni sono le particelle di luce che possiedono un energia E che dipende dalla frequenza ν in base alla relazione di Plank: E = hν 3. Natura quantistica di fotoni e particelle materiali Le particelle utilizzate per studiare i mezzi materiali obbediscono alle regole della meccanica quantistica. La loro natura perciò è duale, nel senso

Dettagli

ACUSTICA AMBIENTALE. Considerazioni introduttive

ACUSTICA AMBIENTALE. Considerazioni introduttive ACUSTICA AMBIENTALE 1 ACUSTICA AMBIENTALE Considerazioni introduttive Sorgente sonora può essere rappresentata da un corpo vibrante posto in un messo elastico che produce una successione di compressioni

Dettagli

OFTALMOLOGIA. Dott. Francesco Laurelli (laurelli@tin.it - www.ofta.it) L'occhio: una macchina fotografica

OFTALMOLOGIA. Dott. Francesco Laurelli (laurelli@tin.it - www.ofta.it) L'occhio: una macchina fotografica OFTALMOLOGIA Dott. Francesco Laurelli (laurelli@tin.it - www.ofta.it) a cura di L'occhio: una macchina fotografica L'occhio funziona come una macchina fotografica; possiede lenti, diaframma e pellicola.

Dettagli

Alessandro Farini: Dispense di Illuminotecnica per le scienze della visione

Alessandro Farini: Dispense di Illuminotecnica per le scienze della visione Capitolo 1 Radiazione elettromagnetica e occhio In questo capitolo prendiamo in considerazione alcune grandezze fondamentali riguardanti l illuminazione e alcuni concetti legati alla visione umana che

Dettagli

Il Colore. Capitolo 3. 3.1 Introduzione

Il Colore. Capitolo 3. 3.1 Introduzione Capitolo 3 Il Colore 3.1 Introduzione Il sole e le sorgenti artificiali emettono luce ossia radiazioni elettromagnetiche che delimitano una zona ristretta (λ=384 769nm chiamata anche zona del visibile)

Dettagli

cap 2: La produzione e la percezione del suono

cap 2: La produzione e la percezione del suono cap 2: La produzione e la percezione del suono campo di udibilità e misura della sensazione uditiva generalità sulle vibrazioni delle sorgenti sonore le vibrazioni delle corde: onde stazionarie vibrazioni

Dettagli

CORSO DI FISICA TECNICA 2 AA 2013/14 ACUSTICA. Lezione n 7: Caratteristiche acustiche dei materiali: Assorbimento acustico e materiali fonoassorbenti

CORSO DI FISICA TECNICA 2 AA 2013/14 ACUSTICA. Lezione n 7: Caratteristiche acustiche dei materiali: Assorbimento acustico e materiali fonoassorbenti CORSO DI FISICA TECNICA 2 AA 2013/14 ACUSTICA Lezione n 7: Caratteristiche acustiche dei materiali: Assorbimento acustico e materiali fonoassorbenti Ing. Oreste Boccia 1 Interazione del suono con la materia

Dettagli

L A B O R A T O R I O D I I N F O R M A T I C A M U S I C A L E

L A B O R A T O R I O D I I N F O R M A T I C A M U S I C A L E L A B O R A T O R I O D I I N F O R M A T I C A M U S I C A L E MODULO 1: MANIPOLAZI ONE DEL SEGNALE AUDI O G.PRESTI - 12/03/2015 - LE ZI ON E 2 1. CONVERSIONE DA ANALOGICO A DIGITALE Convertire un segnale

Dettagli

Suono: aspetti fisici. Tutorial a cura di Aldo Torrebruno

Suono: aspetti fisici. Tutorial a cura di Aldo Torrebruno Suono: aspetti fisici Tutorial a cura di Aldo Torrebruno 1. Cos è il suono Il suono è generalmente prodotto dalla vibrazione di corpi elastici sottoposti ad urti o sollecitazioni (corde vocali, corde di

Dettagli

LA RADIAZIONE IN ATMOSFERA

LA RADIAZIONE IN ATMOSFERA LA RADIAZIONE IN ATMOSFERA A cura di Cristian Rendina 1) Introduzione I fattori che determinano i moti atmosferici possono riguardare gli aspetti più vari della dinamica: tra questi riveste enorme importanza

Dettagli

Onde e suono. Roberto Cirio. Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche Anno accademico 2007 2008 Corso di Fisica

Onde e suono. Roberto Cirio. Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche Anno accademico 2007 2008 Corso di Fisica Onde e suono Roberto Cirio Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche Anno accademico 2007 2008 Corso di Fisica La lezione di oggi Oscillazioni e onde Sovrapposizione di onde L orecchio Fisica

Dettagli

Lo schema a blocchi di uno spettrofotometro

Lo schema a blocchi di uno spettrofotometro Prof.ssa Grazia Maria La Torre è il seguente: Lo schema a blocchi di uno spettrofotometro SORGENTE SISTEMA DISPERSIVO CELLA PORTACAMPIONI RIVELATORE REGISTRATORE LA SORGENTE delle radiazioni elettromagnetiche

Dettagli

Suggerimenti didattici per la Scuola Secondaria di 1 grado

Suggerimenti didattici per la Scuola Secondaria di 1 grado tradizione e rivoluzione nell insegnamento delle scienze Suoni nell orecchio dal progetto Reinventore per la diffusione della cultura scientifica Suggerimenti didattici per la Scuola Secondaria di 1 grado

Dettagli

Arte e immagine: il colore.

Arte e immagine: il colore. Ultimo ambito della trattazione programmata è il colore. La vastità del contenuto e la necessità di fornire agli alunni materiale visivo a colori rende onerosa la produzione di schede didattiche, che per

Dettagli

Definizione di Suono

Definizione di Suono Definizione di Suono Il suono è una variazione di pressione che si propaga in un mezzo fisico quale aria, acqua o materiali solidi che l orecchio umano riesce a rilevare. I fenomeni acustici Il suono si

Dettagli

La volta celeste. SMS di Piancavallo 1

La volta celeste. SMS di Piancavallo 1 La volta celeste L Astronomia è la scienza che studia l Universo e le sue origini. Le origini dello studio della volta celeste si perdono nella notte dei tempi, perché l uomo è sempre stato attratto ed

Dettagli

Le immagini digitali: introduzione

Le immagini digitali: introduzione Le immagini digitali: introduzione 1 L immagine digitale Un immagine pittorica è compsta da milioni di pigmenti colorati molto piccoli che, messi vicino l uno all altro, danno l impressione dei vari oggetti.

Dettagli

Analisi di un segnale sonoro

Analisi di un segnale sonoro Analisi di un segnale sonoro 1. Introduzione Lo scopo di questa esperienza è quello di scoprire com è fatto un suono, riconoscere le differenze fra i timbri, imparare a fare un analisi in frequenza e vedere

Dettagli

LASER è l acronimo di

LASER è l acronimo di LASER è l acronimo di ovvero: amplificazione luminosa per mezzo di emissione stimolata di radiazioni. LASER Il fenomeno fisico sul quale si base il suo funzionamento è quello dell'emissione stimolata,

Dettagli

Per dare una risposta al quesito che abbiamo posto, consideriamo il sistema schematizzato in figura.

Per dare una risposta al quesito che abbiamo posto, consideriamo il sistema schematizzato in figura. Verifica dei postulati di Einstein sulla velocità della luce, osservazioni sull esperimento di Michelson e Morley Abbiamo visto che la necessità di introdurre un mezzo come l etere nasceva dalle evidenze

Dettagli

La spettroscopia stellare

La spettroscopia stellare La spettroscopia stellare Noi studiamo i corpi celesti, e quindi anche le galassie, misurando le radiazioni che ci mandano e che riusciamo a rilevare con i nostri strumenti. La luce che i nostri occhi

Dettagli

ACUSTICA E INQUINAMENTO DA RUMORE

ACUSTICA E INQUINAMENTO DA RUMORE ACUSTICA E INQUINAMENTO DA RUMORE IL SUONO Propagarsi di onde meccaniche in un mezzo. Le onde fanno vibrare la membrana del timpano dando la sensazione sonora. La frequenza del suono è data dal numero

Dettagli

1.Visione_01 Ottica geometrica. Prof. Carlo Capelli Fisiologia Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive Università di Verona

1.Visione_01 Ottica geometrica. Prof. Carlo Capelli Fisiologia Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive Università di Verona 1.Visione_01 Ottica geometrica Prof. Carlo Capelli Fisiologia Corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive Università di Verona Obiettivi Principi di refrazione delle lenti, indice di refrazione

Dettagli

Il decibel. Massimiliano Salfi. salfi@dmi.unict.it

Il decibel. Massimiliano Salfi. salfi@dmi.unict.it Il decibel Massimiliano Salfi salfi@dmi.unict.it Il concetto di decibel Il concetto di decibel entra in gioco ogni volta che ci troviamo a misurare una grandezza legata alla teoria del suono. L'orecchio

Dettagli

COMPETENZE Comprendere la forma e il significato di messaggi musicali espressi in varie forme e opere

COMPETENZE Comprendere la forma e il significato di messaggi musicali espressi in varie forme e opere 1 ISTITUTO COMPRENSIVO F. de Sanctis Curricolo verticale A.S. 2014/2015 2 MUSICA L educazione musicale, al pari delle altre discipline, ha l obiettivo di educare alla cittadinanza, in linea con le nuove

Dettagli

Spettrofotometria. Le onde luminose consistono in campi magnetici e campi elettrici oscillanti, fra loro perpendicolari.

Spettrofotometria. Le onde luminose consistono in campi magnetici e campi elettrici oscillanti, fra loro perpendicolari. Spettrofotometria. Con questo termine si intende l utilizzo della luce nella misura delle concentrazioni chimiche. Per affrontare questo argomento dovremo conoscere: Natura e proprietà della luce. Cosa

Dettagli

CAMPI ELETTROMAGNETICI: MISURE ED ESPERIMENTI COSA SONO I CAMPI ELETTROMAGNETICI (CEM): UNA BREVISSIMA INTRODUZIONE.

CAMPI ELETTROMAGNETICI: MISURE ED ESPERIMENTI COSA SONO I CAMPI ELETTROMAGNETICI (CEM): UNA BREVISSIMA INTRODUZIONE. CAMPI ELETTROMAGNETICI: MISURE ED ESPERIMENTI F. Bersani, P. Mesirca, D. Platano (mesirca@df.unibo.it; 051 2095304) COSA SONO I CAMPI ELETTROMAGNETICI (CEM): UNA BREVISSIMA INTRODUZIONE. Da sempre esistono

Dettagli

La stampa, le stampanti, i colori: quale resa grafica?

La stampa, le stampanti, i colori: quale resa grafica? La stampa, le stampanti, i colori: quale resa grafica? I colori ottenuti con le stampanti Fatta eccezione per i plotter a penna, le stampanti per la grafica computerizzata sono dispositivi raster che producono

Dettagli

1. Come si distinguono i tre modi di analisi del suono in fonetica?

1. Come si distinguono i tre modi di analisi del suono in fonetica? RISPOSTE ALLE DOMANDE DEL CAPITOLO 3 1. Come si distinguono i tre modi di analisi del suono in fonetica? I modi di analisi del suono sono tre: il percettivo, l'acustico e l'articolatorio. Possiamo ricondurre

Dettagli

Telecamere analogiche e/o digitali, dai sensori ai pixel, le nozioni fondamentali

Telecamere analogiche e/o digitali, dai sensori ai pixel, le nozioni fondamentali Telecamere analogiche e/o digitali, dai sensori ai pixel, le nozioni fondamentali Mini-guida ai principi fondamentali di funzionamento delle telecamere, utili per chi deve valutare i prodotti e fare la

Dettagli

La compensazione PREMESSA

La compensazione PREMESSA La compensazione PREMESSA Chiaro è il ricordo di quando, in età adolescenziale, mi dilettavo nella pratica della pesca subacquea in apnea e sovente dovevo rinunciare all ambita preda a causa di quel dolore

Dettagli

SiStemi musicali Origine delle note Divisione dell ottava

SiStemi musicali Origine delle note Divisione dell ottava Scale Chi ha stabilito i rapporti d altezza fra le note musicali? Chi ha stabilito che le note sono sette e i semitoni dodici? Se il è uguale al Re perché hanno lo stesso nome? Se sono diversi qual è più

Dettagli

Tecnica fotografica: Il bilanciamento del bianco

Tecnica fotografica: Il bilanciamento del bianco Tecnica fotografica: Il bilanciamento del bianco Capita a tutti di ritrovarci con una foto dai colori irreali. Cosa è andato storto? Semplice, ci siamo dimenticati di impostare il corretto bilanciamento

Dettagli

Modelli di colore. Un tocco di blu non guasta

Modelli di colore. Un tocco di blu non guasta Modelli di colore Un tocco di blu non guasta Obiettivi Come faccio a rappresentare i colori in una immagine? Per formati immagine raster e vettoriali Come specificare che il mare della mia foto è di colore

Dettagli

I.I.S. N. BOBBIO DI CARIGNANO - PROGRAMMAZIONE PER L A. S. 2014-15

I.I.S. N. BOBBIO DI CARIGNANO - PROGRAMMAZIONE PER L A. S. 2014-15 I.I.S. N. BOBBIO DI CARIGNANO - PROGRAMMAZIONE PER L A. S. 2014-15 DISCIPLINA: FISICA (Indirizzi scientifico e scientifico sportivo) CLASSE: QUARTA (tutte le sezioni) COMPETENZE DISCIPLINARI ABILITA CONTENUTI

Dettagli

COMUNE DI VILLARICCA (PROVINCIA DI NAPOLI)

COMUNE DI VILLARICCA (PROVINCIA DI NAPOLI) Modellazione sismica di sito COMUNE DI ILLARICCA (PROINCIA DI NAPOLI) RELAZIONE SULLA MODELLAZIONE SISMICA DI SITO ARIANTE URBANISTICA PER LA REALIZZAZIONE DI UN AREA PARCHEGGIO PUBBLICO E COMPLETAMENTO

Dettagli

gestione e modifica di immagini fotografiche digitali

gestione e modifica di immagini fotografiche digitali gestione e modifica di immagini fotografiche digitali il colore e le immagini la gestione delle immagini Il computer è in grado di gestire le immagini in formato digitale. Gestire vuol dire acquisirle,

Dettagli

La legge di Lambert-Beer

La legge di Lambert-Beer La legge di Lambert-Beer In questa esperienza determinerete la concentrazione di una soluzione incognita di permanganato di potassio per via spettrofotometrica. Generalita La spettroscopia si occupa dell

Dettagli

1. APPLICAZIONI MEDICHE

1. APPLICAZIONI MEDICHE ULTRASUONI L'apparato uditivo umano è in grado di percepire suoni di frequenza inferiore a circa a 20 khz; suoni di frequenza superiore vengono definiti ultrasuoni. Gli ultrasuoni possono invece essere

Dettagli