Scuola dell infanzia: S.Giuseppina De Muro Insegnanti: Maria Caronna Angela Marotta

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1 Scuola dell infanzia: S.Giuseppina De Muro Insegnanti: Maria Caronna Angela Marotta

2 FINALITA -EDUCARE ALLA CITTADINANZA PER SCOPRIRE GLI ALTRI, GESTIRE CONTRASTI, RICONOSCENDO DIRITTI E DOVERI ATTRAVERSO REGOLE CONDIVISE, DEFINITE ATTRAVERSO IL DIALOGO -PROMUOVERE LA COOPERAZIONE PER FAVORIRE IL PASSAGGIO DALLA RESPONSABILITA INDIVIDUALE ALLA CORRESPONSABILITA PER UN FINE COMUNE

3 STRUTTURA COOPERATIVA UTILIZZATA GETTONI Procedimento: Al gruppo viene proposto l argomento da discutere per l attività Ad ogni partecipante vengono distribuiti 4 gettoni. L insegnante( facilitatore) definisce le regole col gruppo: ogni bambino interviene nella discussione, utilizzando un gettone. Obiettivi: -Facilitare la discussione -Incoraggiare l atteggiamento dell ascolto -Regolare la partecipazione -Rendere ciascuno consapevole del valore del proprio contributo

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5 MELISSA: Io uso un altro gettone, quindi me ne rimangono 2. GIULIA: A me ne rimane 1 solo poi non posso più inventare la storia

6 Attività Gioco dell oca Partecipanti: bambini di 5 anni campi di esperienza: - La conoscenza del mondo - Il sé e l altro Obiettivi: -confrontare e valutare quantità, dimostrare consapevolezza e attitudine a problematizzare, a costruire e a collegare conoscenze. -porre domande, confrontarsi e discutere con gli altri bambini per rendersi conto che esistono punti di vista diversi Carte in favola Partecipanti: bambini di 4 e 5 anni campi di esperienza: - I discorsi e le parole - Il sé e l altro Obiettivi: -stimolare i bambini a divenire a loro volta costruttori e narratori di storie -porre domande, confrontarsi e discutere con gli altri bambini per rendersi conto che esistono punti di vista diversi

7 Il GIOCO DELL OCA 1 FASE -stabilire e condividere le regole del gioco dell oca attraverso la struttura cooperativa gettoni 2 FASE l insegnante forma due gruppi di 4 bambini e attribuisce ruoli: 1- responsabile delle regole del gioco 2-custode del materiale( prende e riordina la scatola del gioco) 3-custode del volume della voce 4-custode della parola (rispettare il turno) 3 FASE- GIOCO 4 FASE- REVISIONE (il grande gruppo valuta il proprio modo di giocare)

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10 FRANCESCO - Non deve essere prepotente chi deve giocare per primo, per secondo, per ultimo MICHELLE- ma chi deve giocare? FRANCESCO- io inizio,non ho mai iniziato, oppure lo dice la maestra Ins.- lo decide il gruppo! EDOARDO- Ma lo hai fatto tutti i giorni, noi no! MICHELLE- Nemmeno io! Ins.- Parliamo di come si gioca? Il bambino portavoce enuncia le regole del gioco MASSIMO Chi vince, vince e chi perde, perde Ins.- Come potete iniziare? FRANCESCO- II problema è chi tira per primo! facciamo la conta Ins.- Cosa ne dite? Tutti- Siamo d accordo!

11 Ambarabà cicì cocò tre civette sul comò..

12 CLAUDIA- Siamo pronti, io sono la prima, Edoardo secondo..terzo quarto Il portavoce enuncia le regole: non si litiga quando arrivi all oca torni indietro si comincia con la conta quando vai sui dadi tiri un altra volta

13 NADIR- Torno indietro! Sono sull oca RUBEN- Tocca a me tirare!

14 MICHELLE Fa 4 EDOARDO- OH! Sono sull oca, devo tornare indietro MASSIMO- Non è così! FRANCESCO- Ha ragione, è la regola NADIR- Bravissimo, fa 12, vai molto avanti!

15 E il momento di mettere a posto

16 La discussione nel grande gruppo: Revisione Michelle - Ho rispettato le regole e ho capito che non ho vinto Massimo- sono stato fortunato! Francesco- All inizio lui non ha rispettato le regole, barava nella conta..ma poi l ha rispettato e sono contento Ins.- -E facile giocare insieme? Edoardo- Avevo capito che si poteva litigare, se qualcuno sbagliava ero subito pronto a spiegare come si faceva a giocare Nadir- E stato bello giocare, e vincere e perdere, ha vinto Massimo e nessuno si è arrabbiato Francesco- Nel mio gruppo ho vinto io! all inizio c è stato un problema per fare la conta, c è chi ha barato, ma poi abbiamo giocato bene

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18 LE CARTE IN FAVOLA 1 fase:stabilire e condividere le regole necessarie per la costruzione di una fiaba con l utilizzo delle carte di Propp. 2 fase:l insegnante assegna i ruoli: 1- portavoce del gruppo(illustra e racconta la storia al grande gruppo) 2-custode del materiale( prende e riordina il materiale utilizzato) 3-custode del volume della voce 4-responsabile della conta per la formazione delle coppie 3 fase:costruzione della storia la principessa azzurra 4 fase:rappresentazione grafica in coppia della fiaba 5 fase: Autovalutazione di gruppo del lavoro svolto

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20 LA PRINCIPESSA AZZURRA C era una volta una principessa di nome Azzurra viveva in un castello con il re che era buono e la matrigna cattiva. Un giorno il re mori e la povera principessa era triste perché il re era morto e piangiò. Un giorno poi venne un principe che voleva fare un ballo e inventare tutte le principesse della città,pure Azzurra,ma la matrigna cattiva non la fece andare perché ormai non era più principessa e doveva fare le faccende di casa e poi non aveva più nessun vestito perché li aveva strappati la matrigna. Azzurra era triste ma ad un tratto apparve una fata di nome Violizia La fata trasformò i vestiti brutti in vestiti belli e la lavatrice in carrozza cosi Azzurra andò al ballo. Azzurra arrivò al ballo e ballò tutta la notte con dolcezza con il principe,si innamorarono e ballarono tutta la notte.il principe sposò Azzurra e vissero felici e contenti. La matrigna invece diventò con una magia di Violizia una carota.

21 EMANUEL: Io faccio il sole.. ALESSIO: Io faccio la principessa EMANUEL: Si! Sono d accordo..

22 AUTOVALUTAZIONE DI GRUPPO: Mi è piaciuto lavorare con.. E stato difficile?

23 MATTEO : Per me è stato difficile fare questo lavoro! Ma mi è piaciuto lavorare con giulia e alessio EMANUEL: Per me è stato facile inventare storie ed è bello lavorare con i miei amici

24 L AUTOVALUTAZIONE HA PERMESSO AI BAMBINI DI RIFLETTERE SU DUE ASPETTI: IL PIACERE PROVATO NELLO SVOLGERE L ATTIVITA CON IL COMPAGNO (DIVERTENTE/NOIOSA/FACILE /DIFFICILE) IL RISULTATO CONSEGUITO

25 La nostra valutazione L utilizzo della struttura cooperativa i gettoni e l assegnazione dei ruoli,hanno dato la possibilità ad ogni bambino di rafforzare la fiducia in se stessi e di sviluppare una più ricca competenza sociale.

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