Anno II - Numero Domenica 7 luglio 2013 Direttore: Francesco Storace Roma, via Filippo Corridoni n. 23

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1 Anno II - Numero Domenica 7 luglio 2013 Direttore: Francesco Storace Roma, via Filippo Corridoni n. 23 di Federico Campoli N A S C O N O I P R I M I G R U P P I A R M A T I P R O - M O R S I EGITTO: E GUERRA CIVILE La repressione dell esercito nei confronti dei Fratelli Musulmani non ha dato buon esito. Salafiti scatenati nel Sinai: gli estremisti uccidono un prete copto Ben 37 morti nelle ultime 36 ore. Dopo le prime manifestazioni dei Fratelli Musulmani, scaturite in violenze e scontri con l esercito, la situazione è andata degenerando. Solo nel primo giorno sono state quattro le morti. Durante la notte, le vittime tra i manifestanti sono arrivate a superare quota trenta. Un bilancio che è inesorabilmente aumentato nel corso della giornata. A fianco ai tentativi dell esercito di reprimere le manifestazioni dei Fratelli Musulmani, anche gli oppositori di Morsi sono scesi in piazza per dare battaglia agli islamisti. Nel frattempo, il numero due della Fratellanza Musulmana è stato arrestato. Si tratta di Khairat El- Shater, che secondo le autorità (cioè i militari) avrebbe incitato alla violenza. Che sia vero o no, la situazione non si tranquillizza, anzi. Il golpe soft, che è già costato decine di vite nel giro di soli tre giorni, ha scatenato la dura reazione dei sunno-salafiti. Nella città di El-Arish, nel Sinai settentrionale, è stato ucciso un prete copto-ortodosso. La vittima era padre Mina ed è stato colpito in un agguato mentre si trovava in macchina con la moglie. La paternità dell omicidio è facilmente C A N A D A Deraglia treno merci Inferno in Quebec Una tragedia del tutto simile a quella avvenuta a Viareggio, il 29 giugno del E un bilancio che potrebbe anche essere peggiore. Circa sessanta persone risultano infatti disperse nella città canadese di Lac Megantic, a 250 km a est di Montreal, a causa di un treno merci che trasportava petrolio greggio ed è deragliato nella notte. L'esplosione dei vagonicisterna pieni di petrolio ha liberato un grande fungo di fuoco, seguito da un incendio che si è rapidamente propagato agli edifici vicini. Il treno merci, deragliato mentre attraversava il centro della cittadina del Quebec, l area francofona del Canada, era in fase di stazionamento al momento dell'incidente e il conducente non era a bordo. Il bilancio è di circa trenta costruzioni rase al suolo dalle fiamme e mille evacuati. riconducibile ai salafiti che, in un comunicato rilasciato ieri, hanno identificato i cristiani copti come traditori. In questo clima di estrema instabilità, alcuni gruppi più estremisti hanno dato vita alle prime fazioni armate pro-morsi. Una di queste si chiama Ansar al-sharia (Sostenitori della Sharia). I miliziani islamici hanno annunciato che la deposizione del presidente Morsi equivale ad una dichiarazione di guerra alla religione. La neo-formazione ha concluso il suo messaggio dicendo che avrebbe iniziato ad armare dei ribelli e a costituire dei campi di addestramento. Nel frattempo, il resto delle componenti della Fratellanza Musulmana ha invitato i di Paolo Signorelli In fuga per la vittoria. Con un biglietto vincente da 5 milioni di euro. È successo a Testaccio, nel cuore di Roma, dove un cliente della storica lotteria di via Branca ha vinto il super premio giocando al Gratta e Vinci. Il fortunatissimo aveva comprato il primo tagliando vincendo 20 euro. Mai così pochi soldi vennero investiti meglio. Alla seconda grattata, infatti, è arrivato il premio decisamente superiore. Alla faccia del proverbio il gioco non vale la candela. Manco un caffè mi ha offerto-ha dichiarato un po scocciato il titolare- è scappato appena si è reso conto di essere diventato miliardario. Il fortunatissimo sembra essere un cliente abituale del botteghino di Testaccio. Viene spesso a giocare, credo che abbia intorno ai sessant anni. Quel numero 21 (il numero vincente) gli ha cambiato la vita. Soltanto tre giorni fa la stessa sorte era toccata ad una coppia di sudamericani che, in una tabaccheria di Ostia, si era portata a casa altri 5 milioni con un biglietto dorato della serie Miliardario. Adesso, verosimilmente, tutti si faranno ingolosire da queste due vincite ravvicinate. E scatterà la corsa sfrenata al Gratta e Vinci sperando di riuscire nella stessa impresa. Il gioco è una malattia, si sa. Crea dipendenza, alla pari di chi fa uso di droghe. Una dipendenza Anniversari Carlo Falvella, vittima dimenticata Micol Paglia a pag. 4 L ex terrorista La via di Ciavardini ad una vita nuova a pag. 5 propri militanti a protestare ad oltranza. Il partito resterà al fianco dei suoi membri e dei suoi simpatizzanti sulle piazze egiziane fin quando il presidente non sarà riabilitato alle sue funzioni si legge in un comunicato stampa del partito Libertà e Giustizia, facente parte della Fratellanza. Il partito saluta i milioni di egiziani che si sono ritrovati in mobilitati in tutte le province d Egitto per enormi manifestazioni pacifiche, per esprimere il loro rifiuto del brutale colpo di Stato militare e per il ritorno del presidente Morsi conclude il messaggio. Intanto, cresce la preoccupazione internazionale. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, e il ministro degli Esteri, Emma Bonino, si sono incontrati ieri in un vertice d urgenza. Alla fine del colloquio, i due hanno espresso profonda preoccupazione per quanto sta accadendo nel paese, invitando ad un rapido e pacifico processo di transizione. Un appello a cui si unisce anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon. Oltre questo, nulla. Insomma, militari schierati nelle strade, manifestanti inferociti, decine di morti, migliaia di feriti, bande armate e immobilismo internazionale. Gli ingredienti per un conflitto civile ci sono tutti. di Roberto Buonasorte Giungeranno da ogni provincia d'italia, i componenti del Comitato Centrale de La Destra che sabato e domenica prossimi ad Orvieto parteciperanno alla sessione forse piú delicata degli ultimi anni. Il luogo è sempre lo stesso: Palazzo del Capitano del Popolo, lo splendido edificio risalente al XIII secolo, che per molti anni ha ospitato la kermesse della della "Destra sociale" di Alleanza nazionale. Alle 10,30 del mattino di sabato ci sarà l'intervento del Segretario del partito Francesco Storace, a seguire i saluti dei molti ospiti che hanno già dato la loro adesione: da Alemanno a Malgieri, dalla Poli Bortone a Menia, da Nania a Viespoli ed ancora Romagnoli, Saltamartini, Moffa, Tofani, Vattani, Landolfi, Buonfiglio... Mentre alle ore 16.00, dopo la pausa pranzo, inizierà il nostro dibattito che si concluderà domenica sera quando saremo chiamati a votare il documento conclusivo, la cui bozza, che è la proposta unanime dell'ufficio Politico, troverete nelle pagine interne del Giornale. Gratta e Vinci, ma sognare non è gratis Il secondo colpo milionario in tre giorni alimenta le speranze di un Italia in crisi. E lo Stato incassa senza sostante, la chiamano gli esperti. Casalinghe, pensionati, studenti: sono sempre di più le persone attirate dal gioco d'azzardo che cercano di cambiare miracolosamente le proprie condizioni di vita. Frutto della continua diffusione di slot machine, dei video poker, delle sale scommesse. Per tentare la fortuna, adesso, non serve più andare nei casinò. Ci si può accontentare di tabaccai e bar. E quando si perde non ci si ferma. Si continua a giocare. E a perdere ancora. Fino a sperperare tutto. La gente spesso si è rovinata. E, nel peggiore dei casi si è anche suicidata. Come il giovane diciannovenne che si è tolto la vita qualche giorno fa ad Ischia, gettandosi dalla scogliera. Mamma ho perso tutto al poker on line, scusami. Il biglietto trovato nelle tasche dei jeans del ragazzo. L emergenza, ormai da parecchio tempo, è totale. Lo Stato lo sa bene e cerca di combattere la ludopatia con continue campagne contro il gioco d azzardo, scommesse, poker etc. Ma avendone il monopolio lo stesso Stato ha interesse a guadagnare. Una contraddizione. Così come le sigarette. Non basta una frase buttata lì e rivolta ai consumatori: il fumo crea dipendenza. Come il gioco. Perché giocare d azzardo, non vuol dire solo tentare la fortuna. Ogni tanto, può uccidere. Proprio come fumare. Nigeria Assalto alla scuola: altro bagno di sangue a pag. 6 L'EDITORIALE DELLA DOMENICA AD ORVIETO UOMINI E DONNE DI BUONA VOLONTÁ Cronache omosex Nozze e buono casa : i gay vogliono tutto Fruch e Parisi alle pagg. 8 e 9 Nel documento si prende atto del risultato ottenuto alle recenti elezioni politiche e si contesta la nascita del governo PDL - PD, considerato il peggior modo per dare risposte in tema di autonomia e sovranità al popolo italiano. Si toccano i temi dell'imu, IVA ed Equitalia. Dovremo dibattere intorno alle prospettive della destra anche in base alle diverse leggi elettorali che regolano le tante consultazioni, a partire da quelle più vicine: le europee della primavera prossima. Altra questione da affrontare è quella del riposizionamento della destra politica italiana all'indomani del fallimento del PDL non solo come forma partito ma peggio ancora come contenitore dove non si è riusciti a far vivere le idee della destra; ma si sa, quando si è ministri conta più il potere che i contenuti. Fino a qualche settimana fa eravamo i soli a dirlo e gli unici ad invocare la ricostruzione del mondo diffuso e disperso che proviene dal Msi e da Alleanza Nazionale. Oggi, per fortuna, siamo molti. Il moltiplicarsi di iniziative in tal senso, che per la prima volta non nascono con operazioni verticistiche, ma dalla base e dai territori, porterà inevitabilmente alla rinascita di quella che ormai viene chiamata "next an". Dovrà essere un progetto inclusivo e partecipato, senza prime donne ma con il contributo e l'entusiasmo di tutti; un progetto ove i dati anagrafici non siano l'unico elemento di valutazione e l'aver fatto il parlamentare del PDL o il ministro di Berlusconi non sia un discrimine, anche perché se così fosse ci sarebbero troppi penalizzati, compresa qualche giovane promessa. Insomma ce ne sarà, di carne al fuoco, ad Orvieto. Una tappa fondamentale per tutto un mondo che sarà vissuta intensamente. Per chi non potrà esserci, stiamo mettendo a punto anche la diretta streaming: da ogni angolo d'italia basterà dotarsi di un computer, e con un clic ci sará la Destra in diretta. Basta solo un po' di buona volontà, i nostri uomini e le nostre donne ne hanno tantissima. Ecco il documento per rilanciare l intera area politica a pag. 3

2 2 Attualità Il Paese affonda e le nostre aziende delocalizzano Ecco dov è finita la produzione: italiano il 10% del Pil romeno Bucarest lancia inviti alle imprese tricolori: venite ad investire, il momento è quello giusto Ior: si aggrava la posizione di Paolo Cipriani e Massimo Tulli L unico a salvarsi è Gotti Tedeschi ritenuto estraneo ai fatti di Robert Vignola Cartelle di Equitalia? Maxi Imu sul capannone? Investitori italiani, non pensateci due volte: investite in Romania! Ad avanzare l invito è il ministro con delega alle Pmi e al Turismo rumeno, Maria Grapini. Un invito sul quale riflettere, giacché la delocalizzazione del settore produttivo è sia una via d uscita dalla crisi che un suo fattore di peggioramento, come fin troppo spesso le cronache del nostro Paese dimostrano. E la Romania ne è forse uno dei casi-limite. Nella nazione affacciata sul Mar Nero operano ormai oltre 35mila aziende italiane. Ci sono i gioielli di famiglia come Finmeccanica e Ansaldo Nucleare, Pirelli, ma anche diverse banche, assicurazioni, nonché aziende operanti nei settori tessile, agroalimentare, energetico e delle infrastrutture. Complessivamente ha dichiarato il ministro all Ansa il business italiano rappresenta il 10% del nostro Pil, ma solo lo scorso anno l'interscambio tra i nostri due Paesi ha raggiunto gli 11,5 miliardi di euro. Per questo, come ha spiegato la responsabile delle Pmi e del Turismo, dal prossimo anno la nuova frontiera per gli investitori italiani potrebbe essere l'agricoltura biologica. Dal 2014, infatti, anche gli investitori stranieri avranno la possibilità di acquistare terreni in vendita. Senza nulla togliere alla ministra romena, che sta facendo soltanto il suo mestiere, per l Italia in ginocchio, dove gli imprenditori sono costretti a chiedere mezz ora di lavoro non retribuita ai loro operai per non chiudere, e si ritrovano pure contro la Fiom, tutto ciò suona come uno schiaffo. Unica consolazione, anche se ciò non sarà invece un bene per quel lembo di Europa, la Romania dall anno prossimo entrerà nell euro. E il sospetto, fortissimo, è che a quel punto le aziende cominceranno a delocalizzare un po più in là di Paolo Signorelli La banca vaticana era un canale per riciclare denaro. Accuse pesanti quelle dei magistrati Giuseppe Pignatone e Nello Rossi, che hanno chiuso trenta mesi di indagini relative ai movimenti sospetti di 23 milioni di euro sui conti della banca vaticana Ior. E la cosa certa è che qualcuno ha utilizzato il forziere vaticano come canale di riciclaggio. Sembra essere tornati ai tempi della Banda della Magliana La Procura di Roma ha deciso di archiviare la posizione dell'allora presidente Gotti Tedeschi che il 24 maggio del 2012 si dimise dalla presidenza dell Istituto. È accertata la sua assoluta estraneità dei fatti, scrivono i pm. Restano, invece, in piedi le accuse per i dimessi direttore e vice direttore dell'istituto vaticano, Paolo Cipriani e Massimo Tulli, che avrebbero autorizzato operazioni finanziarie illecite. Quei 23 milioni di euro sono riconducibili a loro. Adesso il gip dovrà decidere se procedere con il rinvio a giudizio. La vicenda in questione oggi riguarda operazioni bancarie, un giro di assegni e conti correnti che hanno coinvolto anche banche italiane. Più precisamente, i magistrati si riferiscono ad un conto aperto presso la sede di Roma del Credito Artigiano. In questo conto-scrivono i pubblici ministeri- confluiscono, per rilevantissimi importi, operazioni riconducibili esclusivamente ai clienti Ior, o a coloro che con essi hanno rapporti. Si legge ancora: a ciò va aggiunta la circostanza rilevante che i clienti Ior, beneficiari dei bonifici e degli assegni, non sono identificabile nel Credito Artigiano, ma possono essere individuati solo una richiesta inoltrata alla Ior dalla banca italiana. Poi è emerso anche il problema dei conti cosiddetti laici, finora sempre negata ufficialmente. Gotti Tedeschi ne aveva rivelato l esistenza ai magistrati qualche mese fa. Adesso sono gli stessi pm a confermare come lo Ior raccoglie e amministra prevalentemente fondi altrui, riconducibili a una variegata pluralità di soggetti. Non solo, l affondo del Pg è durissimo: lo Ior ha operato come un sistema off-shore nel cuore dell Italia e soprattutto nella sua capitale, protetto dal segreto vaticano. Cipriani e Tulli si sono dimessi lunedì scorso, a pochi giorni dall'arresto per corruzione di monsignor Nunzio Scarano, che fino a poco tempo fa era capo contabile dell'apsa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolica), istituto che ha il compito di gestire i beni degli ecclesiastici. La cosa certa è che, in Vaticano, non sono tutti Santi. FINI E BOCCHINO HANNO UNA SOCIETÀ INSIEME A TOKYO Io con Italo ci sto stretto, stretto, stretto Le intercettazioni dell imprenditore Traietta, indagato per riciclaggio, che si vanta dei suoi rapporti con l ex numero due di Futuro e Libertà di Micol Paglia Dall oblio politico nel quale gli elettori hanno (fortunatamente) spedito Gianfranco Fini e Italo Bocchino, i nomi dei leaderuncoli non sono stati del tutto dimenticati. Non dalla procura di Potenza almeno. Spieghiamoci meglio, non sia mai che volino querele. Capita che in Basilicata, così come a Roma, vengano portate avanti un paio di inchieste per riciclaggio che coinvolgono Carlantonio Traietta. Il soggetto in questione, imprenditore di professione, viene dalle retrovie di An. Il tipico elemento che si dedica alla politica per purissima passione, non davvero per interesse... E questo emerge chiaramente dalle intercettazioni in mano alla squadra mobile di Potenza. Traietta parla con Giuseppe Capocchi di Bocchino e di come i rapporti fra i due siano stretti, stretti, stretti. Nel senso, sono arrivati adesso a dirmi che io prima dice non ci voglio stare No, rispondo, se è questo quello che pensi non c è problema, mi metto io in mezzo per te. In mezzo a cosa però? La risposta sembrerebbe arrivare poco dopo, sempre nella stessa conversazione: da quel giorno (Bocchino, ndr) mi chiama tutti i giorni. Allora io quando ci vediamo che lui è tornato l 11. Il 10 sera è rientrato da New York Ma anche a New York che ca*** di business combina con New York, Tokyo! Lui e Fini hanno una società a Tokyo. Ora, le conversazioni al telefono vanno sempre prese con il beneficio di inventario. Spesso non sono più che parole al vento. Eppure l imprenditore è molto sicuro dell esistenza di questa società asiatica dei suoi due superiori: è grossa! Allora mi vogliono far entrare dappertutto. Pasquale (Di Lorenzo, indagato per falsi rimborsi elettorali in Basilicata, ndr) adesso avrà le redini di tutto. Allora, il segretario di Fini è anziano e l ultima volta ha già detto che lascia tutte le redini a Pasquale Di Lorenzo. L interlocutore sembra stupito. E Traietta spiega meglio: Adesso che An si è fusa con però è rimasta Alleanza Nazionale. E hanno fatto un associazione (per l esattezza si tratta di una Fondazione che gestisce l enorme patrimonio del partito, ndr) dove tutti i beni valevano perché, ti dico, hanno una sede a Bari di 700 metri quadri in centro. La sede è a Roma, in via della Scrofa, è una cosa enorme e vale miliardi. Il segretario di Fini, Donato Lamorte, lascerà tutto a Pasquale. Quindi diventeremo cioè siamo il braccio. Si fidano di noi ( ) possiamo entrare dappertutto. Quindi, cerchiamo di ricapitolare tutte le farneticanti affermazioni intercettate. Dando per buono (ma prendendo tutto con le molle) quanto raccontato da Traietta, Fini e Bocchino gestirebbero una società a Tokyo. Interessante Per fare che? Attività immobiliare, come a Montecarlo? Chissà. Detto ciò, emerge anche che questo illustre signor nessuno teneva in pugno un po tutti in Alleanza Nazionale, dai leader maximi fino a Pasquale Di Lorenzo, successore di Donato Lamorte. Quanto ci sia di vero, lo potrà stabilire solo la magistratura. Di certo c è solamente che sia Bocchino che Fini non escono illuminati da una bella luce. Come avessero bisogno di una spintarella verso il basso L O S C H I A N T O D E L L A J O L LY N E R O A L P O R T O D I G E N O VA Bastavano euro per evitare la strage Il Gip ha sospeso dal servizio il comandante, il primo ufficiale e il pilota del rimorchiatore. La manovra poteva avvenire in maniera più sicura di Barbara Fruch Nove bare non sarebbero uscite dal Porto di Genova se fosse stato ordinato ai rimorchiatori di effettuare una manovra più prudente che sarebbe costata solo 1200 euro e qualche minuto in più. L incidente della Jolly Nero che lo scorso 7 maggio ha provocato 9 morti forse poteva essere evitato. È uno scenario inquietante quello che fa emergere il giudice per le indagini preliminari nell ordinanza con cui ha sospeso dal servizio per due mesi il comandante della nave portacontainer finita sulla banchina, Roberto Paoloni, il primo ufficiale, Lorenzo Repetto e il pilota del rimorchiatore, Antonio Anfossi. Secondo il Gip che sta conducendo le indagini, infatti, lo schianto contro il Molo di Giano avrebbe potuto essere evitato con una manovra più prudente. Sarebbe bastato effettuare l evoluzione partendo da abbrivio zero, con il contratto di rimorchiomanovra cosiddetto a macchina spenta, dicono gli esperti. La manovra sarebbe costata euro e qualche minuto di tempo in più. Se la tesi accusatoria fosse provata si aprirebbe una voragine: la sicurezza e la vita umana infatti varrebbero meno degli affari. Per il Gip Ferdinando Baldini, infatti, il comandante della nave era sicuramente conscio dei pericoli nel muoversi a motori spenti e affidandosi solo ai rimorchiatori in uno spazio angusto come quello del porto di Genova. Uno scenario che sarebbe confermato dalle registrazioni della scatola nera. Ogni volta che si parte da Genova dice Paoloni al primo ufficiale Repetto circa due ore prima dell incidente bisogna farsi il segno della croce. Subito dopo lo schianto contro la torre di controllo afferma: Abbiamo buttato giù la torre dei piloti. Saranno tutti morti. Pochi secondi dopo Anfossi avverte il capo dei piloti del porto, Giovanni Lettich, dicendo: Sì Giovanni, ho buttato giù la torre dei piloti. È successo un disastro.

3 3 Attualità In anteprima il documento che sarà portato all attenzione del Comitato Centrale del partito il 13 e 14 luglio La strada per Orvieto porta alla Costituente Il governo Pd-Pdl è il peggiore dei modi per dare risposte agli italiani Pieno mandato al segretario per restituire una casa comune agli eredi del Msi Ecco la proposta che sarà portata all'attenzione del Comitato Centrale del Movimento politico La Destra, riunito ad Orvieto nei giorni 13 e 14 luglio 2013: PREMESSO che alla luce dei risultati ottenuti alle ultime elezioni politiche, appare evidente la difficoltà di essere percepiti dal corpo elettorale come una grande offerta politica di Destra da proporre agli italiani; che il frammentarsi di sigle riferibili all'area di destra, ha contribuito non poco a far scegliere all'elettore principalmente i grandi partiti; che la conseguenza del voto di febbraio, che non ha dato una maggioranza certa e chiara in entrambi i rami del Parlamento, è stata la nascita del governo cosiddetto di larghe intese; che La Destra ritiene la nascita del governo Pd - Pdl il peggiore dei modi per dare risposte a quella che è la sua visione della politica e dell'economia cioè: maggiore autonomia dell'italia nelle scelte economiche, rifiuto del fiscal compact, sovranità rispetto alle politiche della Cancelliera Angela Merkel, rinegoziazione del debito, eliminazione di Equitalia, cancellazione dell'imu, no all'aumento dell'iva. RITENUTO che la prossima scadenza elettorale di rilievo è quella delle elezioni europee del prossimo anno; che il sistema elettorale per le europee, pur trattandosi di un proporzionale puro, prevede la soglia d'accesso con sbarramento nazionale al 4%; che appare quindi del tutto evidente che chiedere al nostro popolo un ulteriore sacrificio nel presentarsi direttamente a tale competizione come La Destra rischierebbe di essere vano, analogamente a quanto potrebbe accadere alle destre divise ed attualmente esistenti; PRESO ATTO che da più parti gli esponenti politici provenienti per lo più dall'esperienza di Alleanza Nazionale e che attualmente militano in partiti diversi, esprimono pubblicamente e anche con la promozione di convegni ad hoc in tutta Italia, la necessità di riunire quell'area politica in un nuovo e ancor più affascinante contenitore, anche alla luce della annunciata ricostituzione del partito di Forza Italia e quindi della scomposizione del PDL. TUTTO CIO' PREMESSO Il Comitato Centrale ritiene che il Movimento politico La Destra non debba cessare la sua esistenza, soprattutto come contenitore di idee, ma anzi alla luce di un mutato quadro politico e di una probabilissima nuova legge elettorale dovrà, nelle formule ritenute più idonee, garantire la sua evoluzione insieme a quanti attualmente collocati su posizioni diverse, per continuare a far vivere le sue idee nelle istituzioni; DA' MANDATO Al segretario nazionale di verificare ed eventualmente stipulare nei tempi più brevi intese affinché, insieme ad altro/i soggetti politici e nelle formule ritenute più efficaci, si dia avvio ad un percorso costituente finalizzato a ridare una casa comune a tutta la destra di governo oggi articolata e diffusa nel modo frammentato che tutti conoscono, ricominciando da quanti percorsero una storia comune che ci vide protagonisti nel MSI e poi in An assieme a quanti, non proveniendo da quelle esperienze, vorranno unirsi per la battaglia per sovranità e tradizione, presidenzialismo e legalità, lotta senza tregua alla criminalità organizzata, da suggellare in una grande manifestazione popolare e costituente alla fine del prossimo mese di settembre. Il Sindaco di Sabaudia spiega al Giornale d Italia il successo elettorale alle scorse comunali Ricostruire una grande forza di destra Maurizio Lucci plaude l iniziativa sulla Next An : Il Pdl non mai è stato la nostra vera casa di Giuseppe Sarra Dopo essersi dimesso dalla carica di primo cittadino per i contrasti con alcuni esponenti del Pdl locale, Maurizio Lucci (sostenuto da Fdi e una lista civica) è stato riconfermato al comando del governo della città, superando al ballottaggio il candidato del partito di Berlusconi. Sabaudia, storica roccaforte della destra pontina, l ha riconfermata alla guida del Comune. Se lo aspettava? Non sono un presuntuoso ma ero sicuro che mi avrebbero ancora dato fiducia. Perché in questi anni ho governato seppur tra le mille difficoltà con onestà e nel solo interesse dei cittadini. E questo, anche se mi sono dovuto confrontare con una maggioranza squilibrata. Lo strappo con il Pdl rispetto al primo mandato non ha influito sull esito delle elezioni. Quindi, il lavoro svolto sul territorio ha avuto i suoi frutti? Certo. Non contano più le bandiere ma le donne e gli uomini. La politica non deve commettere l errore di perdere il contatto diretto con la gente. Quali sono i primi provvedimenti che intende portare avanti? In vista della approvazione del bilancio di previsione, la riduzione della pressione fiscale sui cittadini è il primo obiettivo che ci poniamo. Inoltre, razionalizzeremo i costi della spesa pubblica e della macchina amministrativa senza influire sulle condizioni economiche della cittadinanza, di per sé già in difficoltà, e sui servizi. Tematiche di destra come il contrasto ad Equitalia e la tutela delle fasce più deboli, avranno spazio nella sua azione amministrativa? Sicuramente contrasteremo i termini sanguisuga di Equitalia, a tutela delle piccole e medie imprese e dei tantissimi cittadini colpiti dalla profonda crisi economica. Entro la fine dell anno, abbiamo intenzione di bandire o passare alla riscossione diretta dei tributi venendo incontro agli imprenditori e a tutte quelle persone in crisi. Per quanto riguarda il sociale, non faremo mancare nessuna risorsa economica sia per i servizi, sia per l assistenza domiciliare. Poi, rifinanzieremo il fondo per chi ha difficoltà a pagare l affitto, combattendo con maggiore forza il disagio sociale presente in città. Ad oggi, il Comune si fa garante del canone a seconda dei casi, ovviamente per chi ha un contratto regolare dal 30 al 50 percento per tante persone che non ce la fanno ad arrivare alla fine mese. Da esponente di spicco della destra pontina, quale sarà il futuro della Comunità del Msi prima e poi di An? C è spazio per una costituente di area? Vengo dal Msi e sto male nel vedere che la destra si sia frantumata in tanti rivoli. Credo fortemente che si possa ancora ricostruire una grande forza di destra, ci sono donne e uomini che non hanno mai tradito i valori della nostra storia gloriosa. Lo dobbiamo ai nostri elettori e a chi non c è più. Cosa ne pensa della Next An portata avanti da Storace, Alemanno e tanti altri ex dirigenti della destra? Si tratta di un iniziativa positiva. Ora dobbiamo ricostruire una grande forza politica di destra. Il Pdl non è mai stato la nostra vera casa. GLI INEQUIVOCABILI DATI DEL SONDAGGIO Datamonitor conferma: è tempo di tornare a An di Micol Paglia Esperimento fallito. Il Pdl ha fatto il suo tempo. E questa non è soltanto un analisi politica, ma anche il risultato di uno studio della Dataomnitor, che ha così sdoganato ciò che pensa l elettorato di centro-destra. Cioè che, se si dovesse andare alle elezioni domani, l unica soluzione sarebbe presentare due partiti divisi. Uno più centrista, che si chiami Forza Italia o meno non sembra essere importante ed un altro che raccolga l eredità di AN. Si può dire che, nonostante la sua imponente opera di demolizione, Gianfranco Fini non sia riuscito a distruggere tutto il buono che c era in Alleanza Nazionale. Stando ai risultati di Datamonitor se forzisti e aennini si presentassero ognun per sé (anche se alleati) circa 7 milioni e 800 mila italiani darebbero il loro voto a FI e 2 milioni 500 mila sceglierebbero An. Il risultato è sostanzialmente clamoroso. Si tratterebbe di una crescita di oltre 3 milioni di elettori, rispetto a quanti preferirebbero rimanere uniti nel Pdl. Insomma checché ne dica Maurizio Gasparri (ex An che nel Pdl ha fatto sicuramente carriera) il quale sostiene che non è tempo di nostalgie, dobbiamo rilanciare il centro-destra, gli elettori sembrano molto più orientati a tornare ad un partito, forte, di destra, identitario e che si scrolli di dosso la patina moderata e liberale tipica dell area berlusconiana. In mezzo a tutti questi numeri e percentuali emerge un unica, eclatante, certezza. La scomparsa definitiva dalla scena politica di Gianfranco Fini. Il che è sicuramente rincuorante.

4 4 Anniversari Salerno, 7 luglio del 72, sul lungomare scoppia una rissa. A restare a terra è un ragazzo di nemmeno vent anni, accoltellato da un anarchico Tutti i fascisti come Falvella, con un coltello nelle budella La storia dimenticata di Carlo, il missino buono ammazzato da Giovanni Marini, il poeta dei folli e dei giusti A difendere l immagine dell assassino ci pensò il Soccorso Rosso di Franca Rame e Dario Fo di Micol Paglia Non c è una canzone che ricordi la storia di Carlo Falvella. Non ci sono i versi di Massimo Morsello, non ci sono le note rabbiose dei 270bis a raccontare la morte insensata di un ragazzo senza colpe. Caduto, da martire, senza aver compiuto neppure vent anni. Si dedicano rime al suo assassino, in compenso. Un motivo in più per riportare alla memoria cosa accadde il 7 luglio di 41 anni fa. Salerno, La cappa di piombo che pesa sull Italia di quegli anni, è scesa da poco. In quella calda estate non si è avuto che l assaggio di ciò che avverrà nel decennio successivo. I disordini all università di Roma (e non solo), la bomba a Piazza Fontana, la tragica morte dell anarchico Pinelli caduto giù dalla finestra della Questura di Milano, l omicidio di Ugo Venturini a Genova. Ed è solo l inizio. Il 17 maggio di quell anno, Lotta Continua uccide a colpi di pistola, sotto la sua abitazione, il commissario Luigi Calabresi. È un esecuzione in piena regola. Ad ordinarla è stato Adriano Sofri, dirigente di L.C. e direttore del quotidiano che porta lo stesso nome dell organizzazione terroristica. Sembra così lontana Milano per chi vive in una bella e soleggiata città della Campania. Quell anno, ad un disco per l estate trionfa Gianni Nazzaro con Quanto è bella lei. Ma, da nord a sud, l unica canzone che spopola è Io vagabondo (che non sono altro), dei Nomadi. Forse la canticchia anche Carlo, mentre passeggia sul lungomare di Salerno. Vive lì, con la sua famiglia. I Falvella hanno 6 figli: 5 maschi e una femmina. Papà Michele è un uomo colto e tranquillo. Profondamente cattolico, liberale e fortemente conservatore. Fa l insegnante alle superiori. Appassionatissimo di enigmistica, così come di letteratura classica. Quando può rilassarsi un po prende la sua copia dell Eneide e si diletta a tradurla. È un uomo riservato Michele. Non parla molto, ma ai suoi figli insegna a crescere con sani principi e pochi grilli per la testa. Tiene che i suoi ragazzi si facciano una cultura e Carlo non lo delude. In quell estate del 72 ha da poco finito il primo anno all Università. Studia Filosofia. La scelta non è stata casuale. Il ragazzo è affetto da una gravissima forma di miopia, rischia di rimanere cieco prima dei trent anni. Gli mancano 13 diottrie all occhio destro. Per tre volte è stato operato di cataratta. Carlo è consapevole che, eccezion fatta per un miracolo, il suo destino è segnato. Tanto da confidarsi con suo padre, dicendo: ho scelto Filosofia perché potrei comunque continuare ad insegnarla senza dover scrivere. Ma devo far presto a laurearmi. Devo assolutamente riuscirci prima di diventare cieco. Le sue parole, queste speranze per il futuro, lette con il senno di poi, fanno venire i brividi. Il suo problema non gli impedisce di fare politica. È vicepresidente del Fronte Universitario d Azione Nazionale, il Fuan, l organizzazione degli studenti del Msi. Non è né un violento, né un attaccabrighe. Carlo è un bravo ragazzo, che milita solo perché ha una grande passione che gli gonfia il cuore. Gliel ha trasmessa sua madre. Lei è di destra, come se non più di suo figlio. Va in giro per Salerno con i manifesti del Msi attaccati al cofano e agli sportelli della sua macchina. Questo suo credo non lo trasmette solo a Carlo, ma anche ad un altro dei suoi figli, Filippo (che diventerà anche consigliere del Movimento Sociale, a Salerno, per due consiliature). Quando i due ragazzi comunicano a papà Michele che si vogliono iscrivere al Fuan la reazione non è proprio delle più entusiaste: io non ho nulla in contrario. Ma sappiate che la politica è una statua di fango, e voi vi ci dovrete sporcare le mani. È vero ciò che dice il saggio signor Falvella. A fare politica, in quegli anni, si rischia di sporcarsi le mani. Non di fango, ma di sangue. Il sangue di Carlo. È una giornata calda il 7 luglio del 72. Sono le 19, minuto più minuto meno. Falvella sta passeggiando in via Velia, a due passi dal lungomare. È insieme ad un suo amico, si chiama Giovanni Alfinito. Sarà lui a raccontare come sono Carlo Falvella andate le cose: stavamo per rincasare. Ma all altezza di uno spiazzo che si trova sulla destra abbiamo notato il gruppo avversario al quale si era aggiunto anche un terzo che conoscevamo già di vista, di tendenza anarchica o di estrema sinistra. Si chiama Giovanni Marini ed è, effettivamente, un anarchico. Nell incrociarci prosegue Alfinito- c è stato uno scambio di sguardi insistente ( ). Eravamo distanti dieci-quindici metri quando il terzo, il più alto dei tre, il capellone, il terzo dei feriti che voi dite chiamarsi Mastrogiovanni, si è portato verso di noi. A quel punto scoppia una rissa. Così, senza nessun buon motivo. Marini si allontana, poi torna indietro. Nella mano destra ha un coltello. Dice una frase che suona un po come adesso mi sono scocciato. E affonda la lama. Giovanni riesce a schivarla. In parte, almeno. È stato colpito all addome, ma non è grave. Carlo a quel punto si avventa su Marini per difendere l amico ferito. L anarchico non ha alcuna pietà. Affonda una coltellata dopo l altra. Falvella, però, è un ragazzo coraggioso. Continua a lottare e riesce a disarmare il suo assassino. Marini è nel panico, nella rissa ha perfino accoltellato uno dei suoi Giovanni Marini (a sinistra) con il suo avvocato (sulla destra), al processo per l aggressione a Falvella Il monumento a Falvella imbrattato da scritte inneggianti all assassino amici. Proprio sotto al ginocchio. Mentre Alfinito urla aiuto! Polizia! Aiutateci!, gli aggressori se la danno a gambe. Il ragazzo è solo e non si accorge che l amico è a terra, in un lago di sangue. Carlo con un filo di voce riesce a dire soltanto 4 parole: Giovanni, mi hanno ferito Falvella è stato colpito all aorta. L emorragia è impossibile da arrestare. Ha solo il tempo di incrociare lo sguardo di Vincenzo Fasano, suo carissimo amico mentre è sulla barella e dirgli: Stai tranquillo, è tutto a posto. Non è nulla di grave. Sono le sue ultime parole. Carlo muore dissanguato poco dopo il suo arrivo in ospedale. La tragica perdita di un figlio non basta a togliere la dignità a mamma Falvella: hanno ucciso lui, non hanno ucciso la sua idea dirà la donna il giorno dei funerali. Lei che sta seppellendo la carne della sua carne, dà la forza agli amici di Carlo, schiantati dal dolore. Alle esequie non parteciperà nessun esponente politico, eccezion fatta per gli iscritti al Msi. Un partito che resta solo, ad assistere alla morte ingiustificata e senza senso di uno dei suoi. Ma per il dolore, negli anni di piombo, non sembra esserci spazio. Le lacrime devono lasciare sempre il posto alla rabbia. Sì, perché come accadrà per il rogo di Primavalle, la sinistra extraparlamentare mette in piedi la macchina del fango che deve travolgere la memoria di chi è caduto. Per difendere chi ha ucciso, si distorce la verità. Il compito di proteggere l immagine di Giovanni Marini, che nel frattempo è stato arrestato ed è in attesa di giudizio, è affidato al Soccorso Rosso militante e a Lotta Continua. Ma non solo. Franca Rame si preoccupa addirittura di scrivere una lettera a Giovanni Leone, allora presidente della Repubblica. Fanno uscire i fascisti, quelli sì, e li fanno rientrare nel paese anche se hanno organizzato un colpo di Stato. Se sono rossi no. Ecco un esempio: Giovanni Marini. Detenuto da diciotto mesi per essersi difeso da un aggressione fascista, e aver colpito per non essere ammazzato. Si erige a giudice e giuria, la signora Fo. E si preoccupa di umanizzare il carnefice : è una persona generosa, lo dicono tutti. Tra l altro è molto colto, e non di una cultura libresca o di erudito. Ma è un assassino. Prima di ogni altra cosa. Mentre la sinistra extraparlamentare conia un nuovo slogan, tutti i fascisti come Falvella, con un coltello nelle budella, Giovanni Marini viene condannato a 9 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale aggravato e concorso in rissa. Mentre è in galera, si mette a scrivere poesie. Vince addirittura il premio Viareggio. Comincia ad essere soprannominato il poeta dei folli e dei giusti (sic!). Riceve complimenti perfino da Alberto Moravia. Di Carlo Falvella sembrano essersi dimenticati tutti. Tutti, ad eccezion fatta dei suoi amici, che continuano a cantare oggi è morto un camerata, ne rinascono altri cento. È emblematica la storia del missino di Salerno. Perché è lo specchio dell Italia degli anni di piombo. Più interessata a riabilitare l assassino di un ragazzo di nemmeno vent anni, che a lasciarlo marcire nella fogna in cui lui stesso si è cacciato. È lo specchio di un Italia che dimentica i suoi figli, morti ammazzati da innocenti e senza una ragione, per salvare chi ha le mani sporche del loro sangue.

5 5 L intervista L esempio di come una vita in prigione possa significare dedicarsi al prossimo Aiutare gli altri, per aiutare se stessi Parla Luigi Ciavardini, ex Nar, condannato in via definitiva senza prove per la strage di Bologna e reo confesso dell omicidio Evangelista, oggi responsabile e fondatore di Gruppo Idee di Paolo Signorelli Luigi Ciavardini, una vita passata in carcere. 27 anni per l esattezza. I suoi occhi azzurri nascondono tanta amarezza. La galera lo ha segnato. Amarezza verso un sistema che lo ha condannato, non solo per quello che ha fatto (e confessato), ma anche quando non lo meritava. Non si è dato per vinto però, Luigi. Ha continuato a credere, a vivere con dignità nel momento in cui sembrava finita per lui. Quel momento in cui la Cassazione gli ha confermato l ergastolo per la strage di Bologna. È generoso Luigi, è uno di quelli cui non si può neanche offrire un caffè. Ci penso io, risponde a chi prova anche solo a fare il gesto. Nonostante i tanti anni di detenzione è riuscito a costruirsi una bella famiglia. Sua moglie Germana è la sorella di Nanni De Angelis, morto tragicamente in carcere dopo essere stato arrestato. Chiunque lo conosceva è sicuro che lo abbiano suicidato. Sorella anche di Marcello De Angelis, ex militante di Terza Posizione, poi parlamentare di An e del Pdl, e attuale direttore del Secolo. Con le sue mani, in campagna, si è costruito una casa dove sogna di andare a vivere. Un giorno. Per dedicarsi all allevamento dei cavalli, sua grande passione. Non rinnega il suo passato. Di errori, anche molto gravi, come la partecipazione all omicidio del poliziotto Franco Evangelista detto Serpico, ne ha commessi. E per quelli ha pagato. Ma la strage di Bologna no. Non è opera sua. Non rinnego il mio passato, anche perché alle orecchie dei parenti di chi ha sofferto per quello che abbiamo fatto, penso sia ancora più fastidioso sentire parole di pentimento. Ma per la strage di Bologna urlerò sempre al mondo la mia innocenza. Proprio come Giusva Fioravanti e Francesca Mambro. Nessun testimone, nessun riscontro ufficiale. Eppure, per la magistratura, Luigi è colpevole. Luigi Vuole però raccontare di come abbia trovato un senso anche ad un intera esistenza trascorsa in prigione. Aiutare gli altri per aiutare se stessi. È questo il motto dell associazione Gruppo Idee fondata da Luigi Ciavardini per il recupero ed il reinserimento dei detenuti all interno della società. La tua militanza con i Nar, gli anni di piombo. Cosa significava realmente vivere quel periodo? Eravamo in guerra con il sistema. Abbiamo messo in discussione moltissime contraddizioni che c erano in politica e nello Stato. Io ho fatto sicuramente i miei sbagli. Sono arrivato fino all annientamento fisico di una persona (l agente Evangelista il 28 maggio del 1980 n.d.r.). E questo non può essere certo un atto di lode. Né può essere giustificato, ma va analizzato, questo sì. Se non lo si analizza sembra solo un atto di pazzia immotivato. Va analizzato tutto quel periodo. Ho pagato i miei errori. Anche quelli non miei. Purtroppo quell etichetta non te la togli. Sei catalogato, considerato nocivo a priori per la società. Non c è niente da fare. Se dici una cosa scontata, come ad esempio che per fare la pasta l acqua deve bollire, qualcuno controbatterà anche questo. Funziona così. E non c è nulla da fare. Rifaresti tutto? Non lo so. Non credo. Il tempo della lotta è finito ormai. La cosa certa è una: non sono uno stragista. Ma tanto non danno valore né a quello che pensi, né a quello che dici riguardo questa storia. La cosa certa è che, da un certo tipo di vita, puoi fare un'altra vita opposta, cercando di mantenere legame e coerenza col tempo passato. 27 anni di carcere scontati. Ogni sera, a dormire, devi tornare a Rebibbia. Qui sopra, Francesco Evangelista detto Serpico Sono in semilibertà. Il giorno lavoro. La sera alle torno in carcere. Sto iniziando a fare i conti con quella che è stata la mia vita. Quando sei giovane ti senti invincibile. Poi la storia passa, così come il tempo, e vedi amici che iniziano a morire. Qui inizi a renderti conto che quello che un tempo esaltavi perché era la conclusione di qualcosa in cui credevi, ti inizia a pesare. E la tristezza ti assale. Non sono così lontano dall essere normale. Come nasce l associazione Gruppo idee? Oggi c'è bisogno di solidarietà nei confronti dei carcerati. Gruppo Idee si prefigge come obbiettivo la soluzione della problematica sociale riguardante il recupero ed il reinserimento dei detenuti. Aiutare gli altri per aiutare noi stessi, questo, in parole povere riassume l'intento dell associazione: essere utili per non sentirsi inutili. Cosa intendi più precisamente? La consapevolezza e la voglia di costruire un futuro diverso e migliore, rispetto alla precedente esistenza vissuta oltrepassando i limiti imposti dalla legge umana (e a volte anche da quella divina), imponeva un cambiamento di rotta, qualcosa che ci rendesse fieri ed orgogliosi di essere uomini. Il progetto consiste nella ricerca di alternative ad una vita impostata sulla negazione dei diritti e dei doveri nei confronti degli altri, dove il mancato rispetto delle leggi, non è un'eccezione ma una regola. E quindi, aiutare chi, dopo un reato commesso e di conseguenza una pena espiata, ha voglia di rimettersi in gioco. Questo può accadere solo con l'aiuto e il supporto di persone che credono possibile il reinserimento di chi ha pagato il suo debito con la collettività. Il Gruppo Idee crede che tutto ciò sia possibile. Serve concretezza. Accedere al carcere, per esempio, per far sentire la propria presenza. Quali sono le ultime iniziative dell associazione Gruppo Idee? Qualche giorno fa abbiamo organizzato nel carcere femminile di Rebibbia un corso di sartoria per le detenute, intitolato Ricuciamo, con l'apertura di un laboratorio all interno dell istituto per dare la possibilità a queste donne di realizzare una linea di vestiario. A rendere omaggio a questa iniziativa è venuta una consigliera comunale del Pd, Erica Battaglia, mandata dal sindaco Marino. Ha fatto un discorso toccante. Siamo rimasti tutti commossi perché una persona così giovane è riuscita a capire quello che noi proviamo. Di come una donna e un uomo devono mantenere una propria dignità, ma poi Ma poi? Al momento dei ringraziamenti e dei saluti ha glissato sul nome della nostra associazione. Non l ha volutamente menzionata perché dietro ci sono persone (come me) scomode. Ecco, già facendo così precludi qualcosa, perdi credibilità verso il gesto che hai fatto. Altre iniziative di Gruppo Idee? Sport, teatro ed anche parchi esterni al carcere, dando così la possibilità ai detenuti di respirare un po di libertà. E siamo attivi anche per aiutare i disabili. A febbraio, nel carcere di massima sicurezza di Frosinone abbiamo organizzato una bellissima partita di rugby tra un team di galeotti e la squadra dilettantistica dei Celtic Irish Rugby. Luigi Ciavardini nasce a L Aquila il 29 settembre del A soli 16 anni comincia a fare politica. Giovanissimo entra nei Nar (i Nuclei Armati Rivoluzionari). Con lui, fra gli altri, ne fanno parte i terroristi dell estrema destra extraparlamentare Valerio Giusva Fioravanti e Francesca Mambro. Il 28 maggio del 1980, a Roma, viene ucciso il Francesco Evangelista, detto Serpico. È un poliziotto. Del commando che ammazza l agente fa parte anche Ciavardini. Il quale, reo confesso dell omicidio, viene condannato a 13 anni di reclusione. Il 23 giugno del 1983 viene assassinato il giudice Mario Amato. Per aver partecipato anche a questo agguato Ciavardini, dichiaratosi sempre innocente, Una sfida dal profondo significato sociale per garantire un percorso educativo ed un graduale reinserimento nella società. Devo ringraziare l Asi (alleanza sportiva italiana)che mi ha dato l opportunità di creare un attività all interno del carcere. I politici hanno sempre speso belle parole per i detenuti. Ma non è mai stato affrontato il problema con forza e coraggio. Le attività che facciamo sono documentate, vere Ventisette anni di carcere e ancora hai così tanta voglia di fare? Hanno provato ad annientarmi più volte. In maniera definitiva, ma ho le spalle larghe. Metto a disposizione di questa gente la mia energia. Quella stessa energia che un tempo ho investito in maniera sbagliata. C H I E Qui mi vorrei soffermare un attimo. Non era sbagliata l energia che mettevo, ma era errata la metodologia con cui la usavamo per affermarci. L antisociale non cambia, non è cambiato col tempo. Fortunatamente si differenzia perché la gente non controbatte più come prima. Le azioni sono meno bellicose. La tua vita passata in carcere ti ha cambiato? La galera ti cambia, non c è dubbio. Io ne ho fatta tanta, ma grazie all affetto della mia famiglia, dei miei figli e di chi ancora mi vuole bene sono quasi arrivato alla fine di questo tunnel. Devo anche ringraziare i vari gruppi politici e associazioni che mi sono stati vicini ed hanno espresso solidarietà verso viene condannato a 10 anni di reclusione. Sabato 2 agosto 1980 una bomba piazzata alla stazione di Bologna causa una vera e propria strage. Muoiono 85 persone. Per questo attentato, Luigi Ciavardini viene assolto nel dal Tribunale minorile di Roma e poi condannato dalla Corte d Appello di Bologna nel La Cassazione annulla la sentenza. Si deve rifare il processo di secondo grado. Nel 2004 viene ribadita la colpevolezza di Ciavardini. Nel 2007 arriva la conferma della Suprema Corte. La condanna definitiva è a 30 anni di reclusione. Tutte le condanne di Luigi Ciavardini sono state diminuite di un terzo perché minorenne all epoca dei fatti. una sentenza vergognosa. Quella che mi vede come esecutore della strage di Bologna. Grazie ai gruppi giovanili, grazie a chi è diventato poi parlamentare in An, a Casapound, a Forza Nuova e al Trifoglio. Giovani e vecchi. Un grazie anche a chi non condivideva le mie stesse idee, ma mi ha mostrato sempre affetto e disponibilità. È merito anche loro se sono maturato. Hanno trovato il coraggio di parlare in pubblico del mio processo che purtroppo è finito così. Perché avevano il forte dubbio che tutto fosse sbagliato.. Ma nonostante questo lavoro per dimostrare che c è qualcosa di buono in quello che faccio. Cerco di essere un esempio positivo per me e i miei figli. E per gli altri. Nella foto un momento della partita di rugby svoltasi all interno del carcere di massima sicurezza di Frosinone

6 6 Esteri Africa senza pace: gli estremisti islamici della setta Boko Haram si sono nuovamente distinti per la loro bestialità Nigeria, strage in una scuola: 42 morti I fondamentalisti hanno fatto irruzione nell edificio all alba, appiccando un incendio e sparando sugli studenti che dormivano all interno della struttura. L esercito, ancora una volta, rimane a guardare di Federico Campoli Ennesimo giorno di sangue in Nigeria. Ancora una volta, i responsabili dei massacri sono gli estremisti della setta islamica Boko Haram ( L educazione occidentale è peccato). Un commando di fondamentalisti ha dato, ieri, l assalto ad un collegio a Mamudo, nello stato di Yobe, nel nord est del Paese. L attacco è stato sferrato all alba, mentre i ragazzi all interno dell istituto ancora dormivano. 42 le vittime del brutale assalto, tra cui 29 alunni e un professore. Secondo alcune testimonianze, i terroristi prima hanno incendiato l edificio, poi hanno aperto il fuoco sugli studenti. Sembra incredibile anche solo pensare di commettere una simile bestialità. I sopravvissuti a questo terribile attentato sono stati curati per ferite di arma da fuoco e ustioni. Tanti i corpi carbonizzati. Alcuni cadaveri erano martoriati a tal punto da non poterli identificare. Un ragazzino racconta la tremenda esperienza. E stato sorpreso nel sonno, quando i fondamentalisti sono entrati nella struttura. Nel momento in cui hanno aperto il fuoco, la povera vittima ha tentato di proteggersi, coprendosi il volto con il braccio. Ha perso quattro dita della mano destra. E pensare che a lui è andata bene. Malam Abdullahi è un padre che in una sola volta ha perso due dei suoi cinque figli. Alla Associated Press racconta di voler togliere i suoi ragazzi dalla scuola. Non c è alcuna sicurezza, nonostante i soldati dice disperato. I militari, infatti, verso la metà di maggio, hanno sferrato un imponente offensiva contro i terroristi islamici, per riportare ordine e per permettere alle aziende petrolifere di continuare ad investire nel paese. Nonostante, per circa un mese do Boko Haram non sono giunte notizie, adesso i suoi bestiali miliziani sono tornati a farsi sentire. E nel peggiore dei modi, come sempre. L esercito, ancora una 09:07volta, appare impotente. E per questo, i genitori protestano. Lamentano la mancanza di personale a difesa delle strutture scolastiche, in un paese non nuovo a episodi del genere. Nello Stato di Yole, in particolare, gli estremisti sembra che abbiano preso di mira proprio le scuole. 209 edifici, infatti, sono stati oggetto di pesanti attacchi da parte dei miliziani fondamentalisti, negli ultimi tre anni. Una cifra impressionante a cui, però, non sembra ci sia una vera e propria soluzione, visto che l esercito non riesce a difendere le strutture. E questo nonostante l attacco sferrato contro la setta. Ma la lunga scia di sangue non si conclude con questo brutale attentato. Per una volta, sembra che Boko Haram sia rimasto al di fuori della dinamica omicida. Nello Stato del Benue, nella parte centrale della Nigeria, alcuni gruppi di pastori di etnia Fulani hanno aggredito alcune comunità di contadini di religione cristiana del gruppo dei Tiv. Non è ancora chiaro se alla base della violenza ci siano questioni religiose o etniche. Fatto sta, che il bilancio di questi scontri è di 20 morti tra gli agricoltori. Alcuni parlano della possibilità di un conflitto motivato dai diritti di pascolo, che spesso si sovrappone anche alla rivalità religiosa.. COLOMBIA- BOGOTÀ Preso il Pablo Escobar italiano di Carola Parisi Roberto Pannunzi, definito dal ministro della Difesa colombiano il 'Pablo Escobar' italiano. Boss e narcotrafficante internazionale, l'anello di congiunzione tra la 'ndrangheta e in cartello di Medellin, l'uomo in grado di esportare fino a due tonnellate di cocaina al mese dal Sudamerica verso l'europa. È stato arrestato giovedì nel centro commerciale Santa Fe di Bogotà in Colombia. Al momento del fermo il boss ha esibito un documento di identità venezuelano che riportava il nome di Silvano Martino. Su di lui pendeva un ordine di cattura dell'interpol e della magistratura italiana. Dopo aver appreso dell'arresto, il ministro della Difesa Juan Carlos Pinzon, si è congratulato con le unità speciali dell'esercito che hanno arrestato Pannunzi, che, oltre al traffico di droga, avrebbe legami anche con la mafia turca. Legato ai Macrì di Siderno, Pannunzi è ritenuto uno degli esponenti di rilievo della 'ndrangheta, che tiene i contatti con Cosa Nostra e Cosa Nostra americana e che contratta alla pari con il cartello di Medellin, tanto che avrebbe fatto sposare suo figlio con un esponente del cartello per rafforzarne i legami. Proprio a Medellin, nella zona di El Poblado, il boss era stato catturato nel Estradato in Italia, evase nel 1999 dalla clinica privata dove era stato ricoverato per motivi di salute. Arrestato di nuovo a Madrid insieme al figlio Alessandro nel 2004, Pannunzi riuscì a evadere una seconda volta sempre nello stesso modo: l'8 aprile 2010 si rese latitante mentre era ricoverato in una clinica romana per motivi di salute. Nel corso di quest'anno la polizia colombiana ha arrestato altri tre boss italiani. Il primo, a febbraio, è stato Tommaso Iacomino, esponente di spicco di Cosa Nostra, ex braccio destro di Bernardo Provenzano. Poi, il 24 aprile, è stata la volta dell'italo-argentino Domenico Trimboli, legato alla 'ndrangheta, catturato nel corso di un'operazione congiunta con la polizia italiana. Infine, il 28 aprile, a finire in manette è stato un altro trafficante di droga esponente della 'ndrangheta calabrese, Santo Scipione. Tutti e tre estradati in Italia.

7 7 Italia DA ROMA E DAL LAZIO Mentre la stampa di regime omaggia gli artisti che vogliono la pedonalizzazione Fori Imperiali, i comitati ora minacciano il blocco Cresce il risentimento contro la chiusura del traffico programmata per agosto dal sindaco Marino: Il Comune pensi a combattere gli abusivi Sarà estremamente difficile, a questo punto, per Ignazio Marino,mantenere la sua prima roboante promessa. Nonostante lo scudo protettivo innalzatogli dai sempre più accondiscendenti organi di stampa, il neo sindaco dovrà da adesso in poi necessariamente fare i conti con le proteste dei residenti e dei comitati del centro storico preoccupati, per non dire atterriti, dalla prossima chiusura al traffico di via dei Fori Imperiali. Non è andato come egli sperava, l incontro di venerdì pomeriggio con i cittadini. Dopo le pacche sulle spalle con il ministro Bray, il primo cittadino dovrà fare i conti con il malcontento popolare che lo ha costretto a rimandare, seppur di poco, la fase sperimentale che prenderà il via tra la fine di luglio e l inizio di agosto. Ben poca cosa per i comitati che continuano a chiedere un approccio più analitico alla questione e un potenziamento del trasporto pubblico, da attuare contemporaneamente alla pedonalizzazione e non in un secondo momento. A Largo Corrado Ricci è infatti andata in scena la protesta delle associazioni dei rioni Monti, Esquilino e Celio, per la prima volta riunitesi per dire la loro sul progetto del sindaco in biciletta. Non convince il nuovo piano sulla mobilità, la mancanza di contromisure di supporto alla chiusura di un quadrante nevralgico per il traffico della zona e la fretta con cui si sta conducendo l operazione. Le preoccupazioni maggiori vengono dall associazione Via Merulana, la via che maggiormente rischia di pagare lo scotto dell incauto provvedimento. E dai toni della presidente Luciana Gasparino, non si intravede una soluzione conciliante: invaderemo la strada e ci sdraieremo per terra per bloccare le macchine, perché quello che hanno fatto non era la priorità per Roma. La Gasparino non ha dubbi circa i negativi effetti che produrrà questo tipo di intervento: una rivoluzione simile, ricadrà tutta su via Merulana che già scoppia. Anche Viviana Di Capua dell associazione Abitanti centro storico, parla di priorità: la direttiva di Ornaghi (ex ministro ai Beni Culturali ndr), parlava di liberare l area dai commercianti abusivi, sicuramente di maggior priorità rispetto alla pedonalizzazione. Eppure la lotta all abusivismo, vera piaga del decoro urbano capitolino, sembra passare in secondo piano negli interessi del sindaco, sempre più dedito al sensazionalismo che non ai provvedimenti concreti. Il milione e passa al mese stanziato per il piantonamento perenne nelle piazze storiche della città, come da previsione, si sta rivelando una spesa inutile e dannosa. Quando ci si renderà conto della sproporzionalità della spesa e si deciderà di stanziare tali fondi in settori con maggiori urgenze, assisteremo al ritorno in massa dei venditori ambulanti, i quali senza un azione decisa e congiunta del Comune e del Governo, non incontreranno ostacoli nel loro cammino. Ugo Cataluddi TRUFFA AL MINISTERO E DEI TRASPORTI Furbetti dell autoricarica alla Capitaneria di porto Telefonate di ore e ore dall ufficio al proprio cellulare per acquisire credito Una truffa singolare scoperta dalla Guardia di Finanza di Roma. Trentotto dipendenti del comando generale del Corpo delle capitanerie di porto avevano escogitato un modo facile e veloce per arrotondare (e non di poco tra i 2 ed i 3 mila euro) i loro stipendi. Il gioco era semplice e redditizio. Tutto avveniva dalle comode scrivanie del comando nazionale dell Eur, da dove i furbetti chiamavano, dal telefono fisso dell ufficio, i propri telefonini facendo passare minuti ed intere ore che gli permettevano di accumulare, sfruttando le offerte telefoniche, crediti di auto-ricarica sulle proprie utenze a danno delle casse del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ora, però, in 38, tra ufficiali e impiegati, rischiano il rinvio a giudizio con l accusa di peculato. Il pm Giuseppe Deodato ha appena firmato per gli indagati l avviso di chiusura indagine. Le cornetta del telefono veniva lasciata sulla scrivania anche per un ora e mezza, e spesso, chiamavano lo stesso numero da due apparecchi telefonici, doppia chiamata, doppia ricarica. Ma la truffa è stata smascherata quando, due anni fa, una bolletta esagerata era stata recapitata nella sede di via dell Arte. L amministrazione insospettita dalla folle cifra, ha potuto verificare le auto chiamate, in orario di lavoro, di ufficiali ed impiegati. Una storia di sperpero di denaro pubblico. E non è la prima volta che il comando generale del Corpo delle capitanerie di porto finisce sotto i riflettori. Una decina di dipendenti del comando generale delle Capitanerie di Porto sono già finiti a giudizio per lo scandalo del salto del tornello, uno degli stratagemmi utilizzati dai dipendenti per non lasciare traccia delle uscite fuori orario dopo aver timbrato il cartellino. In quel caso erano state le telecamere piazzate all ingresso a incastrare i ministeriali infedeli, facendo scattare l accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. Carola Parisi San Felice Circeo Arriva Agricoltour, test in campo aperto riuscirà a sfamare tutti? È la domanda che si pongo- L agricoltura no molti operatori del settore davanti alla certezza, dettata come tale dalle statistiche, che nel 2050 la popolazione sarà cresciuta di tre miliardi di persone. E quindi: basarsi sugli ogm, con tutto quel che ne consegue (tipo il monopolio sulle sementi da parte di chi le ha brevettate)? Oppure cercare di perfezionare la produzione, senza mortificare le peculiarità? Quest ultima, ovviamente, dovrebbe essere la vera sfida. E un momento di confronto su questi temi sarà martedì 9 luglio alle ore 10. A fornirla Agricoltour, una manifestazione che sta facendo il giro d Italia e che nell occasione farà tappa a Borgo Montenero, località agreste di San Felice Circeo, presso l azienda agricola Giulivo Marco e Sandro. A proporla è la Basf, grazie azienda internazionale del settore chimico che ha una sua branca dedicata proprio all agricoltura. L incontro di San Felice è definito alla stessa Basf un occasione unica per scoprire le attuali e future proposte tecniche dedicate alla coltivazione del pomodoro. Innovazioni atte a migliorare la qualità del prodotto, la resa e il lavoro degli agricoltori. I risultati ottenuti nei campi che circondano l azienda agricola Giulivo Marco & Sandro costituiscono uno dei numerosi esempi di quanto Basf sia in grado di sviluppare soluzioni e tecnologie intelligenti che superano la tradizionale soglia della protezione delle colture. Sul posto arriverà un camper che farà da quartier generale per prove dimostrative e testimonianze, alla presenza del giornalista e presentatore Franco Bobbiese.

8 8 Italia DA ROMA E DAL LAZIO Il matrimonio è una semplice scrittura privata, senza valore legale Nozze omosex? Sotto sotto c è solo il diritto a separarsi Nicola ed Harris non si sono sposati: hanno semplicemente stabilito a chi andranno i mobili e il cane in caso di divorzio Cronache dal Gay Village Grancassa mediatica a pieno regime dopo che è stato officiato il primo Atto d amore durante la manifestazione romana Al grido di Libero amore in libero stato, Nicola ed Harris si sono sposati. Alla presenza di amici e parenti, in una piccola oasi dei diritti del territorio italiano. Sullo sfondo, non troppo lontano, il Cupolone del Vaticano. Due giovani uomini che, con un rito civile (che ha solo un valore simbolico), si sono scambiati promesse e fedi, legando per sempre le loro vite. Vestiti di tutto punto, commossi ed emozionati come tutti gli sposi il giorno del loro matrimonio, davanti alla consigliera comunale Imma Battaglia, sindaco del Libero Stato del Gay Village. Madrina della loro unione è stata Vladimir Luxuria e presente alla celebrazione anche Ileana Piazzoni, deputata Sel. Siamo stati costretti ad autoproclamarci stato libero ha dichiarato Luxuria - per poter esercitare la libertà di celebrare la democrazia del matrimonio, dato che in Italia non è possibile pronunciare la frase vuoi sposarmi? ma è necessario ancora chiedere puoi sposarmi?. Abbiamo fatto qualcosa che non è legale, ma vogliamo dare un segnale forte a favore del riconoscimento delle unioni civili - ha dichiarato Imma Battaglia. Illegale, può dirlo forte. Sì, perché la cerimonia che è stata celebrata al Gay Village giovedì sera in Italia non ha valore. Nicola e Harris possono dirsi marito e marito solo tramite una scrittura privata preparata dagli avvocati dell'associazione Di'Gay Project. L Atto d Amore, un vero e proprio contratto di convivenza che mette a disposizione di tutti coloro che intendono regolare il proprio rapporto, utilizzando le possibilità che offre la legge italiana. Quest anno abbiamo deciso di rendere il Gay Village uno stato libero dove poter celebrare riti propiziatori di libertà e uguaglianza- ha detto Imma Battaglia. L Atto dell Amore. Già dal nome risulta poco credibile. Viene usata l unica formula giuridica possibile: la scrittura privata. Dalle prime righe del documento (scaricabile on line dal sito dell associazione) la dichiarazione è chiara: alcune clausole costituiscono una voluta forzatura delle norme previste dall ordinamento giuridico italiano. Quindi, qualsiasi cosa venga firmata e sottoscritta di questo Atto d Amore, non ha nessuna validità. La volontà è, forse, quella di riempire un vuoto giuridico che però non esiste, poiché in Italia non c è una legge che regola le coppie di fatto. Figuriamoci le unioni tra due uomini o due donne. Un fac-simile di un accordo privato tra due persone che chiedono di poter avere diritti e doveri non previsti dalla legge. Come parlare del nulla. Singolari, invece, sono le condizioni contenute alla voce: Cessazione della convivenza. La separazione dovrà avvenire a mezzo raccomandata, fax o , un po come quando si disdicono le utenze della tv satellitare, della luce, del gas. Una bella raccomandata con ricevuta di ritorno ed è fatta, amore finito. Ma come ogni scopiazzatura di matrimonio che si rispetti, non finisce qui. Gli alimenti? Previsti anche quelli: d) la Sig.ra / il Sig. corrisponderà all altra Parte l importo mensile di Euro per n. 6 mesi ovvero l importo una tantum di Euro, in considerazione dell apporto conferito durante la convivenza e del lavoro svolto anche nell ambito domestico. Una sorta di buona uscita per l amore che fu. E ancora, a chi spetta il cane o il gatto preso di comune accordo quando si conviveva? L Atto dell Amore recita così: Lutto nella politica Si è spento Santini, ex sindaco Dc di Roma Èmorto a 98 anni Rinaldo Santini, sindaco di Roma dal 1967 al 1969 e presidente della Regione Lazio dal 1973 al Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia. Per anni consigliere comunale ed assessore, Santini, democristiano, nel 1967 successe come primo cittadino ad Amerigo Petrucci. Rivestì anche il ruolo di presidente del Lazio, senza mai trascurare la sua veste di magistrato della Corte dei Conti dove concluse la carriera come presidente onorario. Figlio del poeta romanesco Giulio Cesare, Santini fu anche studioso, cultore della romanità, dal 1966 membro del Gruppo dei Romanisti ed autore di moltissimi articoli su Roma, pubblicati sulla Strenna dei Romanisti e su varie altre riviste. I funerali si svolgeranno domani, lunedì 8 luglio alle ore 10 nella Parrocchia del Sacro Cuore Immacolato di Maria a Piazza Euclide. B.R. e) il cane / gatto, un di nome, sarà affidato congiuntamente ad entrambe le Parti con collocazione presso l abitazione di Via e facoltà di visita per la Sig.ra / il Sig. da esercitare come segue: due giorni a settimana, fine settimana alterni ed al 50% per le festività natalizie, pasquali e per il periodo estivo. L animale domestico diventa fondamentalmente il surrogato del bambino che una coppia omosex non potrà mai Per riuscire a scongiurare l ipotesi di una doppia discarica in sostituzione di Malagrotta che dal 1 ottobre chiuderà i battenti, occorrerà lavorare duramente. Non basterà infatti far funzionare a pieno regime gli impianti tmb romani, fermi attualmente al 60%.Il vero ostacolo è rappresentato dalla raccolta differenziata, da portare al 65%, come previsto dalle normative europee, dall attuale 30% scarso. Che tale obiettivo possa esser raggiunto nel giro di pochi mesi, è un ipotesi ampiamente ottimistica, nonostante gli innesti di liquidità dalla Regione (si parla di 70 milioni) e l avvio della differenziata in tre municipi (Tor Bella Monaca, Eur e Prati). A complicare ulteriormente le cose ci ha pensato nuovamente il Tar del Lazio che ha bocciato definitivamente il decreto Clini. I rifiuti romani non potranno più esser conferiti negli impianti di trattamento del Lazio. Accolto quindi il ricorso sottoscritto dai comuni di Albano, Colfelice e Viterbo. Il ministero ha già annunciato che procederà con un nuovo ricorso al Consiglio di Stato, ma il dato certo che per il momento un migliaio avere (adozioni escluse, s intende) e quindi anche l accordo da seguire ricalca quello previsto dalla legge per l affidamento congiunto di un minore. Come in ogni matrimonio si pronuncia la frase: in salute ed in malattia, la scrittura privata prevede anche questo: In caso di malattia anche grave, ed anche in caso di incapacità di intendere e di volere, ciascuna Parte riconosce sin da ora all altra il diritto di chiedere ed acquisire informazioni alle competenti strutture medico sanitarie e di conoscere qualunque dato anche sensibile relativo alla salute dell altra riconoscendo altresì il diritto di visita, di assistenza e di essere consultata e coinvolta per qualsiasi decisione. A tal fine ciascuna Parte nomina l altra come suo rappresentante.. Un accordo, questo, non contemplato dalla legge italiana che prevede questo diritti solo per ALTRA VITTORIA PER I COMUNI SEDE DI IMPIANTI TMB Rifiuti: tra corsi e ricorsi l emergenza è arrivata La raccolta differenziata non decolla: presto l unica via d uscita sarà portare, a caro prezzo, l immondizia in Toscana e in Abruzzo di tonnellate circa di pattume, non potrà esser smaltito fuori dal comune di Roma. Di supporto, a questo, punto restano solo gli impianti (malfunzionanti ) romani e quelli abruzzesi e toscani. Poca cosa. Per tale ragione è necessario che il commissario Goffredo Sottile, di concerto con i tecnici del Comune, della Regione e della Provincia, individui quanto prima il sito ove far sorgere la discarica. La data oltre la quale non può spingersi è il 31 luglio. Sarebbero 10 i siti attualmente al vaglio delle istituzioni, e si tratterebbe di tutte cave, già utilizzate per diversi smaltimenti, sulle quali bisognerebbe estendere i permessi. Due le ipotesi maggiormente accreditate: la prima è una cava in via della Selvotta, una traversa di via Laurentina. La seconda è collocata tra Fonte Laurentina e Trigoria. Leggermente più staccata la terza ipotesi, una cava situata in via Canestrini, zona Porta Medaglia, dove a vengono smaltite le terre di scavo della Metro C. Tutte e tre le strutture sono di proprietà del gruppo Seipa. Ugo Cataluddi i parenti più stretti del malato. C è da chiedersi quale sia l utilità di firmare, anche davanti ad un notaio, un Atto dell Amore. Anche perché, nonostante l altisonante nome, della parola amore nell atto non c è traccia alcuna. E così finisce che, delle altisonanti nozze, in questo documento resta soltanto la parte peggiore: quella della separazione e dei beni, mobili, immobili ed animali, anch essi da separare Carola Parisi Roma, via Filippo Corridoni n.23 Tel Fax Direttore responsabile Francesco Storace Direttore editoriale Guido Paglia Società editrice Amici del Giornale d Italia Amministratore Roberto Buonasorte Direttore Generale Niccolò Accame Progetto grafico e impaginazione Raffaele Di Cintio Nicola Stefani Sito web Per la pubblicità su Il Giornale d Italia rivolgersi al Responsabile Marketing Daniele Belli, tel mail:

9 9 Italia DAL NORD Mentre le famiglie affondano i sindaci rossi pensano ai gay Nuovo colpo alla coppia naturale: a Castenaso il bando per la prima casa è aperto anche agli omosessuali Aiuti economici anche agli omosessuali. È la trovata del sindaco di Castenaso, Stefano Sermenghi, avvocato renziano che sta portando avanti una battaglia in favore dei diritti Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender). Nelle settimane scorse infatti il primo cittadino del piccolo Comune della cintura bolognese ha deliberato un bando pubblico per aiutare le coppie under 40 ad aprire mutui per la prima casa. E fin qui non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che questo è un bando che permetterà non solo alle coppie sposate e conviventi di partecipare spiega lo stesso Sermenghi ma anche alle coppie omosex. Insomma, basterà dimostrare di essere legati da un affetto sincero per ottenere dal Comune un aiuto economico di quasi 5mila euro per aprire un mutuo. E come verrà dimostrato il sentimento? Si spera non attraverso effusioni amorose in luogo pubblico: d altronde una trovata simile volevano già farla digerire al popolo italiano lo scorso mese a Padova (dove nella performance artistica Hedonistic Corruption due modelli gay, completamente nudi, dovevano consumare un rapporto sessuale in pubblico, sul balcone di un palazzo storico del centro), ma l evento è poi stato annullato). In realtà, fanno sapere dal comune, basta un autocertificazione. Ed è necessario che il Comune avvii un accordo diretto con gli istituti bancari del Comune. Ma non è finita. Per accedere al contributo comunale si legge nel bando pubblicato sul sito di Castenaso i componenti della coppia dovranno possedere i seguenti requisiti: essere legati da vincoli affettivi ed economici, da dichiarare in forma di atto sostitutivo di notorietà al momento della domanda, oppure essere legati dall istituto giuridico del matrimonio, civile o religioso. Fatto sta che mentre le coppie eterosessuali faticano sempre di più a trovare una casa dove poi vivranno e cresceranno i loro figli, il problema dei sindaci rossi è dare una mano ai gay. Persone che, se da una parte hanno il diritto di vivere la loro vita come credono, non sono di certo in grado di garantire un futuro alla nazione e all umanità più in generale. Futuro che invece può arrivare dalla famiglia, quella formata da madre e padre, i cui sforzi sono improntati a lasciare qualcosa di concreto ai loro pargoli. Ora il caso di Castenaso è stato preso addirittura come esempio proprio dal comune di Bologna. Mi pare che questo sia un caso unico in provincia commenta il consigliere comunale di Palazzo d Accursio Benedetto Zacchiroli Se è possibile a Castenaso sarebbe possibile anche a Bologna. Finirà quindi così: arriveranno aiuti economici a chi non ha figli il che, ovviamente, significa meno risposte sociali dirette a chi figli ne ha. E magari ha difficoltà a trovare lavoro, quando ne ha la necessità. Percorso ostico per una madre che, se trova un occupazione, magari è costretta a lasciare i figli con la baby-sitter, pagandola e non riuscendo a crescere il frutto del suo amore. E la famiglia affonda, nel silenzio di chi dovrebbe difenderla e tra gli applausi inebetiti di tutti gli altri. Barbara Fruch LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI VOGHERA Equitalia: giù le mani dalla pensione sociale Per un vecchio debito l agenzia ha bloccato i versamenti ad un 74enne, ora il giudice gli ragione: riavrà l assegno Ha vinto la sua lotta contro lo stato, il settantaquattrenne che lo scorso mese si era recato in posta per ritirare la pensione sentendosi rispondere che non poteva prelevare neppure un centesimo: tutto pignorato, conto corrente compreso, da Equitalia. Quei 600 euro mensili e i risparmi di una vita, circa 3.00 euro erano stati confiscati dall odiata agenzia per un debito arretrato da pagare al fisco di 40mila euro: una somma che il vogherese G.S., ex commerciante, non potrà mai saldare se non vivendo sotto a un ponte. Una vera e propria ingiustizia che è stata riconosciuta, venerdì, dal tribunale di Voghera, giudice Montanaro, che ha stabilito come la pensione sociale è impignorabile, in quanto assistenziale, accogliendo l opposizione presentata dal legale della vittima, l avvocato Maurizio Chiesa di Voghera. La stessa Equitalia Nord ha subito depositato il recesso dal pignoramento. Equitalia - spiega Chiesa a La Provincia Pavese - ha di fatto accolto le nostre argomentazioni poste alla base dell opposizione. Quindi, da oggi in avanti sarà nuovamente accreditata la pensione sociale e saranno anche restituite le somme già pignorate. Una vittoria su tutti i fronti, che ha sancito un principio direi non solo giuridico ma anche di civiltà, ossia la impignorabilità della pensione sociale, perché posta dallo Stato appunto per il sostentamento del soggetto che viene riconosciuto in status di necessità. Ora Equitalia fa un passo indietro, ma di sicuro si era mossa senza particolari scrupoli. All ex commerciante vogherese, non aveva pignorato solo la pensione sociale, ma anche i risparmi accumulati sul conto corrente postale, poco più di tremila euro. Al momento dell azione giudiziaria, il pensionato si era trovato senza alcuna forma di sostentamento, tanto che era stato costretto a richiedere l aiuto delle sorelle. Insomma, se fosse stato per lo Stato sarebbe morto anche di fame. Un paradosso - aggiunge l avvocato Chiesa - poiché da una parte lo Stato riconosce la necessità del mio assistito, dall altro la nega bloccandogli la pensione.... Ora il 74enne potrà tornare alla sua vita normale, fatta di sacrifici e rinunce, ma dignitosa. B.F. Trieste Per non dimenticare la foiba di Basovizza Eurosky Tower. Entrare in casa e uscire dal solito. Una storia troppo spesso dimenticata o, ancora peggio, nascosta. Fortunatamente però, non è sempre così, c è qualcuno che ha voglia conoscere quella parte di Storia: quella che parla di diecimila persone torturate e uccise, negli anni drammatici a cavallo del 1945, a Trieste e nell'istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito. Persone che vennero gettate (molte ancora vive) dentro le voragini naturali disseminate sull'altipiano del Carso triestino ed in Istria, le "foibe". Una storia che va ricordata: per questo è importante il risultato raggiunto dal Centro di Documentazione, annesso alla Foiba di Basovizza, che dall'inaugurazione del Sacrario, il 10 febbraio 2008, al 30 giugno 2013 ha ospitato oltre mezzo milione (per l'esattezza ) di visitatori. Di questi, , quasi il 50%, risulta costituito da gruppi di studenti. Nel rendere noti questi dati, Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale che gestisce il Sacrario in collaborazione con il Comune di Trieste, ha espresso la più viva soddisfazione per l'importante risultato raggiunto, che supera ogni più ottimistica previsione. La significativa presenza di giovani costituisce sicura garanzia perché venga finalmente colmato quel vuoto di memoria ha aggiunto Paolo Sardos Albertini che per troppi decenni ha caratterizzato la tragedia delle Foibe e dell'esodo, vuoto di memoria su cui il Parlamento italiano ha voluto opportunamente intervenire con la legge istitutiva della Giornata del Ricordo. B.F. Il quotidiano è sempre straordinario. Eurosky Tower è il grattacielo residenziale di 28 piani che sta sorgendo a Roma, nel prestigioso quartiere dell EUR. Un progetto modernissimo e rivoluzionario che coniuga esclusività e tecnologia, ecosostenibilità ed eleganza. Eurosky Tower è destinato a diventare un simbolo di Roma e soprattutto un grande investimento che si rivaluterà nel tempo. Le residenze sono state progettate per offrire spazi comodi, ma al tempo stesso funzionali, perfettamente rifiniti in ogni dettaglio e con tagli che vanno dai 50 mq fino agli oltre 300 mq. La combinazione dell'esclusività del progetto, del prestigio della vista e della qualità progettuale offre un'opportunità unica per chi ricerca una residenza abitativa di primissimo livello nella Capitale. Al 19 piano, ad oltre 70 metri di altezza, sono state realizzate le prime tre residenze campione, altamente rifinite in ogni singolo dettaglio. Per prenotare la tua visita contatta i nostri consulenti al numero RE AWARDS Premio Speciale Smart Green Building UFFICIO VENDITE Roma EUR Viale Oceano Pacifico (ang. viale Avignone) Numero Verde

10 10 Italia DAL CENTRO E DAL SUD Ancona Coach di basket accusato di pedofilia Violenza su minori: arrestato allenatore In manette subito prima di una trasferta, ora il 44enne si trova in cella di isolamento Accuse che vanno dalla violenza sessuale aggravata e continuata, alla pedofilia, alla detenzione di materiale pedopornografico. Per questo si trova in regime di isolamento nel carcere di Ancona, un ex insegnante di ginnastica di una scuola elementare. A. M., 44 anni, allenatore di basket residente ad Ancona, spesso avrebbe ospitato nella sua dimora dei ragazzini. Dalle indagini pare che l uomo avesse installato delle microtelecamere nascoste nel bagno, così da poter filmare di nascosto i ragazzini mentre facevano la doccia. L allenatore, che si occupa di squadre amatoriali giovanili, è stato fermato alla vigilia di una trasferta al porto di Ancona: si stava per imbarcare con la squadra di ragazzini di Falconara per la Croazia. Gli uomini della Squadra Mobile, diretti dal dottor Giorgio Di Munno, sono entrati in azione poco prima della partenza, proprio per evitare che durante la trasferta, che sarebbe durata 20 giorni, l allenatore potesse commettere altri reati. Il 44enne, scattate le manette, ha detto di sentirsi sollevato dall arrivo degli agenti, di avere un peso sulla coscienza di cui sperava di liberarsi. Poi avrebbe ammesso di aver piazzato webcam nelle docce degli spogliatoi e nel bagno delle sue case di Ancona e Porto Recanati, dove ospitava i ragazzini, di aver fotografato i suoi allievi mentre dormivano e di aver commesso atti sessuali sui minori. Ha invece negato di aver diffuso il materiale pedopornografico, un affermazione che dovrà essere accertata dagli inquirenti. Gli agenti della Squadra Mobile, supportati da quelli della Polizia postale, hanno perquisito le abitazioni del 44enne e sequestrato cd e pendrive contenenti il materiale pedopornografico, che lui ha detto di aver girato per esclusiva fruizione personale e non per scambi on-line. La Polposta ora dovrà esaminare il materiale per risalire all identità delle vittime. Ad incastrare l uomo è stata la segnalazione, dalla quale poi sono partite le indagini, di uno dei genitori dei ragazzi che avrebbe subito abusi. Attualmente sono state accertate 5 vittime, ragazzini tra i 13 e i 16 anni, ma agli investigatori non appare ancora il quadro complessivo della vicenda. Carlotta Bravo Università di Messina: esami pilotati da Ndrangheta, docenti e politici Coinvolto anche un ex consigliere provinciale e candidato alle scorse regionali nelle file di Grande Sud Se tu ti vuoi prendere gli esami senza fare un cazzo.. e.. senza problemi, allora bisogna andare praticamente a minacciare... non c'è niente da fare è così... è questo il sistema... quello si caca di sotto è tutto la il discorso...bisogna andare a minacciare...bisogna andare a minacciare e saperlo fare... perché se no, sei fottuto''. Così Antonio Montagnese uno degli arrestati, già indagato nell'inchiesta Panta Rei, insieme ad un ex consigliere provinciale e candidato alle scorse regionali siciliane nelle file di Grande Sud, Salvatore Galati Rando, e un docente universitario di Statistica e Matematica, Marcello Caratozzolo in una delle tante telefonate intercettate dalla Dia (Direzione Investigativa Antimafia) nella maxi-operazione, denominata Campus, sugli esami facili a Messina. Gli arrestati dovranno rispondere dei reati a vari titolo di associazione per delinquere, corruzione, millantato credito e voto di scambio. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore capo di Messina, Guido Lo Forte, dall'aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto della Dda Liliana Todaro, hanno portato alla luce una vera e propria organizzazione criminale con forti legami tra il mondo politico e i cosiddetti baroni universitari, dove si erano consolidati un ''reciproco scambio di favori hanno osservato gli investigatori - tra sodali, culminato, anche col riferimento al voto di scambio, nel sostegno politico offerto a Galati Rando'' alle elezioni regionali del 28 ottobre scorso. Secondo l'accusa, infatti, sarebbero state barattate preferenze elettorali con idoneità scolastiche garantite anche attraverso scuole private. L indagine però, hanno assicurato gli investigatori non coinvolge solo gli arrestati di ieri: un associazione per delinquere, quindi, curata nei minimi dettagli dove sono coinvolte più persone. Infatti, ha spiegato il capo della Dia di Catania Angelo Bellomo c è ''un secondo filone che riguarda tutte le facoltà dell'ateneo Peloritano''. A capo dell organizzazione Montagnese che aveva istaurato anche fitti rapporti con il clan Fabrizia nel Vibonese che, a loro volta, utilizzava questo collegamento per l'inserimento con metodo mafioso gli studenti calabresi soprattutto nella facoltà di Medicina. L indagine è iniziata nel 2012, quando prima dei test di ammissione in diverse facoltà siciliane, gli inquirenti hanno avuto la conferma dei sospetti che - soprattutto nell'ambiente universitario di Messina - gli esami erano condizionati da fattori e soggetti esterni. Da una lato il metodo mafioso, dall'altro quello politico-universitario. Un altro scandalo che conferma quanto sia profondo e pervasivo il fenomeno della corruzione nella società italiana. Marco Compagnoni

11 11 Teatro Grande programma per il decennale del Silvano Toti Globe Theatre. Si parte il 10 luglio con il Romeo e Giulietta Shakespeare rivive a Villa Borghese Cinque allestimenti delle opere del grande drammaturgo inglese per sessanta serate: in scena anche il Sogno di Una Notte di Mezza Estate, Riccardo III e Re Lear, uno studio di Emma Moriconi Torna il grande teatro classico al Globe romano con cinque allestimenti delle opere di William Shakespeare. La prima è firmata Gigi Proietti, direttore artistico della struttura, che ripropone il Romeo e Giulietta. La tragedia degli sventurati amanti di Verona andrà in scena dal 10 al 28 luglio e da 6 all 11 agosto. Sono ancora i giovani innamorati i protagonisti del balletto la cui coreografia porta la firma di Massimo Moricone. La musica è quella, travolgente e suggestiva, di Sergej Prokofiev. Sarà in scena dal 31 luglio al 3 agosto. Dal 13 al 25, invece, è la volta del magico Sogno di una Notte di Mezza Estate, con la regia di Riccardo Cavallo, mentre dal 29 agosto all 8 settembre sul palco si alterneranno gli attori del Riccardo III, regia di Marco Carniti, che ha curato anche la traduzione dall originale e l adattamento. Re Lear. Uno studio va in scena dal 12 al 22 settembre, con la regia di Daniele Salvo. Era il 2003, Villa Borghese celebrava i suoi cento anni, e nel settembre il Globe capitolino vedeva la luce. Affascinante, evocativa, coinvolgente, la struttura circolare consente, così come l originale londinese, un rapporto viscerale ed autentico tra gli attori e il pubblico. Il massello di rovere francese con cui è stato interamente costruito lo rende estremamente caldo e gradevole; il pavimento, realizzato con blocchetti di tufo posati a secco, rende l idea di un terreno battuto. I palchetti, il proscenio in evidenza è un vero e proprio tuffo nell epoca elisabettiana. Un periodo che viene ricordato dai libri di storia, tra le altre cose, per la dilagante cultura letteraria di cui si è reso protagonista. Il grande talento di William Shakespeare ne fu il campione assoluto: la sua incredibile capacità di intrecciare gli eventi, il suo stile inconfondibile, la magia di cui sapeva circondare ogni pensiero, ogni battuta, ogni personaggio. Era l epoca dei puritani, gli attori erano considerati come una categoria di poco superiore ai saltimbanchi e trattati con dispregio. E in questo ambiente che il giovane William si è fatto le ossa: un teatro di carattere popolare, un po rozzo, ma sicuramente vitale, appassionato, unico. Un teatro essenziale, minimalista in termini scenici, per cui bisognava che tutto fosse affidato alle parole. Erano esse a trascinare in determinati luoghi, a comunicare al pubblico l avvicendarsi del giorno e della notte, a trasportare lo spettatore nell intimità di una storia d amore o a comprenderne l ira, la delusione, il dolore, l ardore, il coraggio, le passioni. Il genio di Shakespeare riuscì a permeare l Inghilterra elisabettiana perché fu la massima espressione di questa incommensurabile capacità. Ecco perché, oltre cinquecento anni dopo, i teatri di tutto il mondo pullulano di compagnie che rappresentano le sue intramontabili opere, che ancora forniscono l ispirazione per produzioni musicali, cinematografiche, televisive. Shakespeare è sempre attuale: sono attuali le vicende che narra, i personaggi che racconta, le loro pulsioni. Nell era della tecnologia, ancora impressiona il fantasma di Banquo, o le tre streghe del Macbeth, o la figura di Prospero ne La Tempesta. Sono attuali i sentimenti: la gelosia di Otello, l amore di Giulietta, la brama di potere di Lady Macbeth, la teatralità di Rosalinda, la vana follia di Ofelia. Li viviamo, quindi li comprendiamo. E la stagione del Globe offre l opportunità di rivivere tutto questo e molto di più: sarà possibile assaporare, per esempio, la metaforicità del Romeo e Giulietta, ripercorrere la dicotomia eros-thanatos, o ancora riassaporare la pastoralità, elemento frequente e molto spesso posto in contrasto rispetto a situazioni molto concrete. Basti pensare al Sogno: la realtà di Atene si contrappone alla favolistica situazione del bosco. La concretezza dei personaggi della città si contrappone alla magia di Titania, di Oberon, delle fate, di Puck. Assistere ad una commedia, o ad una tragedia, di Shakespeare, significa anche avere un occasione per riflettere sull animo dell uomo: le sue passioni, le sue stravaganze, il suo bisogno di potere. Ecco, nel Re Lear l ambizione, l astuzia, l impietosità e l ingratitudine delle figlie privano il vecchio di ogni potere. E storia dell uomo. La più abominevole, ma vera. Romeo e Giulietta in prosa Il Romeo e Giulietta torna dunque, come dieci anni fa, diretto dal mattatore Gigi Proietti. Un grande nome, quello del suo direttore artistico, dà il via ad un altra bella stagione del Globe romano. Proietti porta sul palco non solo la storia dei due innamorati, le passioni che li coinvolgono e li sconvolgono, le infarciture a sfondo erotico di cui è zeppo il testo, il rifiuto delle convenzioni, l estrema intensità di ogni sentimento (amore, rabbia, odio, pietà, ardore), i sospiri, i versi, ma anche la sua immensa e varia esperienza artistica, la sua immortale freschezza, la sua versatilità. Romeo e Giulietta, il balletto La storia d amore più famosa del mondo, al Globe sarà anche un balletto sulla musica meravigliosamente evocativa di Sergej Prokofiev. Fu rappresentato per la prima volta al Mahen Theatre di Brno il 30 dicembre 1938 e rimane forse la migliore trasposizione musicale della celeberrima tragedia shakespeariana. Prokofiev più di altri, infatti, ha saputo raccontare con le note la mutevolezza delle situazioni che si avvicendano nell opera, con poderosa energia alternata a languidezza struggente. Le atmosfere espressive del musicista russo sono estremamente coinvolgenti e non mancheranno di suggestionare anche il pubblico romano. Il Sogno di una Notte di Mezza Estate Il favolistico ed onirico Sogno di una notte di Mezza Estate non poteva mancare all estate del Globe: il regista, Riccardo Cavallo, non è nuovo alla regia shakesperiana. Diresse, nel 2006, quella commedia degli intrecci, forse quanto a orditura seconda solo a Come Vi Piace, dal titolo La Dodicesima Notte. Le dimensioni del Sogno sono in realtà tre: quella magica, quella onirica e quella reale. Tutte magistralmente raccontate dal grande commediografo inglese, infarcite di suggestione che contrasta continuamente ma armoniosamente con spaccati di realtà. Nel Sogno si assiste, come in ogni altra opera di Shakespeare, ad un lavoro importante sul tempo e sullo spazio, messi al servizio della sua fantasia. Non importa che le vicende raccontate si svolgano tra la città ed il bosco. Non disturba affatto che personaggi veri, concreti, si possano fondere con soggetti fantastici, quasi evanescenti. E l arte di William, a mettere insieme tutto e il contrario di tutto e a farlo risultare compenetrato e piacevole. Tutto è fluido e credibile, persino un bosco zeppo di fate e folletti che volteggiano cantando la ninna nanna alla principessa Titania. E credibile Puck, il giullare di Oberon, come lo è la fatina Fiordipisello. E lo sono non meno di Ermia o di Teseo. E anche nel Sogno c è un pullulare di erotismo, di linguaggi sottesi, e di filosofia della vita. E ancora l intreccio delle storie, di mondi diversi che si incontrano senza scontrarsi, che si fondono anzi. Al punto che al risveglio nessuno sa dire se avesse sognato o se la strana vicenda vissuta fosse realtà. Il Riccardo III E poi il Riccardo III, l'ultima delle quattro opere teatrali della tetralogia minore del Bardo dell Avon sulla storia inglese. Anche qui il Globe offre l opportunità di indagare l animo umano e di riflettere sulle pulsioni più intime di esso. Invidia, ambizione, odio, cospirazione. Ma anche, di nuovo, la dimensione onirica: dispera e muori dicono a Riccardo i fantasmi delle sue vittime. E dunque il monito: c è sempre, in ogni opera. Se in Romeo e Giulietta è cessare le ostilità, nel Riccardo III (come pure nel Macbeth, solo per fare un esempio) è che la giustizia, ala fine, si prende sempre la sua rivincita, e lo fa nel modo più drastico, e senza appello. Re Lear. Uno studio Chiude il programma il Re Lear. Uno studio, in scena fino al 22 settembre. Sul palco attori giovanissimi, diretti da Daniele Salvo. Si tratta di una sfida: - scrive sul sito del Teatro - tramite un lungo laboratorio di ricerca interpretativa tentare di accedere a situazioni ed emozioni molto complesse con i mezzi del teatro, cercando di arrivare quanto più possibile vicini ad una verità propria di altre età, lontana dagli stili e dalle mode recitative attuali. Scenografia essenziale ed elementi naturali sono gli ingredienti di questa versione della tragedia. Una stagione, insomma, da non perdere, perché la vita è un palcoscenico, e noi siamo gli attori : William Shakespeare, As You Like It.

12 12 Tecnologia L istruzione e la rincorsa alla digitalizzazione: più facile a dirsi che a farsi Scuola 2.0, il campanello suona in ritardo L Ocse ci richiama affinchè si favorisca l evoluzione interattiva anche tra i banchi di Francesca Ceccarelli Addio alle maestrine, alle lavagne polverose, ai libri pesanti come piombo: la scuola di oggi è fatta da lezioni interattive, strumenti multimediali e materiali sempre più a misura di studenti nativi digitali. O almeno così dovrebbe essere. Negli ultimi cinque anni infatti, l Italia sta cercando di modernizzare programmi e la relativa didattica con un enorme sforzo vista la presenza di risorse finanziarie scarse e strumenti non adeguati. A descrivere questa situazione un recente studio Ocse(organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sul piano nazionale per la scuola digitale, dove si sottolinea infatti il ritardo dell Italia per quanto riguarda le dotazioni multimediali e l uso delle tecnologie dell informazione e della comunicazione. Nonostante esista un piano ben preciso lanciato nel 2007 ancora non si vede l entrata in vigore a tutti gli effetti. Un gap tecnologico evidente, messo al confronto con gli altri paesi. L anno scolastico 2013/2014 si prevede quindi ricco di novità: arriva tra gli altri il progetto internazionale Smart Future di Samsung, nato per favorire la digitalizzazione dell istruzione con un processo di formazione indirizzato agli insegnanti, agli studenti e alle loro famiglie. Il progetto coinvolge 300 scuole italiane, con la realizzazione di classi digitali nel triennio (le prime 50 già entro la fine dell anno) fornendole di tecnologie digitali interattive e corsi di formazione rivolti ai docenti. Un iniziativa indipendente, che si avvale del supporto di esperti provenienti da diversi ambiti inerenti sempre il mondo dell educazione. Ci sarà inoltre un monitoraggio continuo a garantire e certificare la rigorosità del progetto. C è poi la ferma volontà di favorire il dialogo con il territorio attraverso Roadshow un progetto didattico/tecnologico che partirà a settembre e coinvolgerà in partenza 7 regioni entro la fine dell anno. Incontri nelle scuole per mostrare a studenti, insegnanti, genitori ed educatori che una scuola differente è possibile. Dare una svolta digitale per riuscire a usufruire dei contenuti anche attraverso piattaforme tecnologiche che creano un network tra studenti, ocenti e web. Gli obiettivi sono stati illustrati da Carlo Barlocco, senior vice president Samsung Italia: Ci stiamo impegnando sempre di più in iniziative per contribuire allo sviluppo sociale ed economico dei territori nei quali siamo presenti. Smart Future rientra all interno dei questa strategia: quella di creare valore attraverso l innovazione per migliorare la società e la qualità di vita degli individui. Un grande impulso verso la digitalizzazione viene anche dal Cremit (Centro di ricerca sull educazione ai media, all informazione e alla tecnologia) della Cattolica dove sarà costituito un Osservatorio sui media digitali a scuola, diretto dal professor Rivoltella con il coordinamento scientifico del professor Pierpaolo Limone, che lavorerà a un indagine a tutto tondo per descrivere al meglio la realtà vissuta dai nuovi studenti digitali. Nuove invenzioni originali che aprono le porte al futuro della comunicazione Italiani cervelloni d eccezione A cinque ragazzi in particolare il merito di aver dato vita a idee creative e funzionali Si chiamano Sms vocali e sicuramente saranno l'innovazione del futuro. Questo nuovo tassello nella comunicazione digitale è stato messo da un giovane italiano premiato nell'edizione 2013 del Working Capital di Telecom Italia come miglior startuppers. Così dall idea di Giacco arrivano gli sms vocali: dopo gli mms e what's up da oggi un nuovo modo di comunicare. Più precisamente si parla di vms, brevi messaggi vocali che possono esser inoltrati anche ai numeri di telefono non connessi ad internet e ai numeri di rete fissa. Grazie a questa idea il giovane inventore italiano ha guadagnato un finanziamento del valore di euro ciascuno e l accesso al percorso di sviluppo presso l acceleratore d impresa Working Capital di Roma. Con questo premio gli sviluppatori dei 5 progetti innovativi selezionati quest'anno avranno l opportunità di sviluppare la propria idea imprenditoriale sotto la guida di tutor che li accompagneranno per tutto il percorso, della durata di 3 mesi. Oltre ai VMS è stato premiato anche Edo, un servizio che garantisce la miglior user experience nell organizzazione, condivisione e gestione di qualsiasi contenuto digitale: ideato dal molisano Eduardo Festa riunisce sotto una stessa veste grafica , messaggistica istantanea e documenti digitali. Menzione particolare anche per Pedius, un sistema di comunicazione, sviluppato dal napoletano Lorenzo Di Ciaccio, che permette a persone non udenti di effettuare normali telefonate, usando tecnologie di riconoscimento e sintesi vocale. C è poi Alberto Gangarossa, originario di Milano ma romano d adozione, ideatore di Pathflow, un sistema basato su telecamere, che studia come i clienti si muovono e agiscono all interno di un luogo, confrontando queste analisi con i dati di marketing e di vendita. Infine il frusinate Lorenzo Setale, ideatore di Bancha, un marketplace online, integrato con i social network, che, tramite tag e parole chiave, aiuta gli utenti a identificare chi ospitare, o da chi essere ospitati, sulla base di interessi comuni. Una grande occasione quella messa in campo da Telecom per i giovani ricercatori italiani: Uno strumento nato nel 2009 come ricorda Salvo Mizzi, responsabile del progetto di Telecom Italia - Working Capital si è arricchito quest anno di tre nuovi acceleratori con Roma, Milano e Catania. Prevediamo inoltre di aprirne altri due a Napoli e Bologna entro fine anno. L obiettivo è sostenere sogni d impresa e talenti innovativi. F.Ce. Lutto nel mondo della tecnologia: pochi giorni fa è scomparso l inventore del mouse C era una volta un topolino digitale Doug Engelbart, nonostante la straordinaria diffusione della sua creatura, non ottenne mai grandi guadagni È morto a 88 anni Doug Engelbart. Un nome che forse non dirà nulla ai più, ma che in realtà è da ricollegare a qualcosa di immancabile ormai nelle case di ognuno. Si tratta del grande inventore del mouse,che, negli anni Sessanta costruì il primo modello di legno e metallo. Nonostante l importanza dello strumento Engelbart non si arricchì mai, poiché il brevetto scadde prima della diffusione mondiale dell'oggetto.l ingegnere americano, nato a Portland nell Oregon nel 1925, era un addetto ai radar durante la Seconda Guerra Mondiale. Con le sue intuizioni ha avuto un grande impatto sull'evoluzione della scienza informatica e in particolare sull'interazione uomo-macchina: i suoi lavori sono infatti alla base di concetti come le interfacce grafiche, l'ipertesto, le reti di computer. Idee rivoluzionarie che oggi fanno parte dell Abc dell informatica. Negli anni Novanta ha anche fondato il Bootstrap Institute ( Gruppo Europeo di interesse economico). Il primo prototipo di mouse risale al 1964, subito dopo il brevetto. All inizio si presentava come una piccola scatola di legno con due ruote di metallo e veniva indicato come indicatore di posizione X-Y per display. Il nome mouse,arrivò successivamente ad opera dello stesso Engelbart al quale, osservando il filo, venne il nome di topolino. Il 21 giugno 1967 la data cruciale: Engelbart ottenne il brevetto.era il 1968 quando durante la Joint Computer Conference al Convention Center di San Francisco, mostrò pubblicamente il progetto. Poco dopo la Xerox produsse lo Star, il primo computer dotato di mouse: idea captata da Steve Jobs e prontamente perfezionata. Così videro la luce l'apple Lisa e il Macintosh, primo personal computer con interfaccia grafica e mouse che riscossero subito un grande successo commerciale. A Englebart si devono anche le prime forme di posta elettronica, di processori e di videoconferenze. F.Ce.

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