Analisi del rischio di investimento da carrelli in aziende agro alimentari

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1 Analisi del rischio di investimento da carrelli in aziende agro alimentari a cura del Dipartimento di Sanità Pubblica: Staff di Epidemiologia e Comunicazione Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro. INTRODUZIONE In molte aziende i carrelli elevatori sfrecciano in continuazione spostando i prodotti della lavorazione da un posto ad un altro. Purtroppo gli infortuni sul lavoro in cui è coinvolto un carrello non sono rari e quando accadono hanno conseguenze in genere gravi. E molto diffusa la consuetudine di guidare abitualmente in retromarcia con carrelli costruiti per la marcia in avanti, con la motivazione che il carico è ingombrante e non consente la visione nella marcia in avanti. La guida in retromarcia sembra inevitabile e quando un comportamento è così diffuso non può che avere numerose cause. Per poter fare un po di luce sulle varie e ben radicate motivazioni di questo comportamento, abbiamo condotto due focus group con due gruppi di lavoratori dell agroindustria nell ambito di un corso di formazione svoltosi nel Si propone di seguito la trascrizione delle risposte che i lavoratori hanno fornito alle domande del focus group. I testi non sono stati rielaborati e per questo conservano una capacità evocativa di situazioni con molteplici risvolti. Al termine, si propongono alcune conclusioni. Prima della trascrizione dei dialoghi, si riporta l elenco delle domande proposte ai partecipanti: Ti piace essere carrellista, o comunque ritieni che sia meglio di altri lavori in azienda? Dopo quanto tempo d uso del carrello senti il bisogno di una pausa e quali sono i primi disagi fisici che senti quando usi a lungo un carrello? Quali sono le tue principali preoccupazioni quando usi il carrello? Hai mai provocato un infortunio o un quasi infortunio utilizzando il carrello? Come è accaduto? Cosa hai provato? Cosa hai pensato? Cosa hai cambiato nel tuo modo di pensare e di agire? Hai mai provato a dire che non volevi andare in retromarcia? Quanto tempo ci vorrà ancora prima che nelle aziende si smetta di andare regolarmente in retromarcia con i carrelli? Quali cambiamenti nella mentalità dovrebbero esserci per smettere con la consuetudine di andare in retromarcia? Chi è che dovrebbe cambiare mentalità? Hai dei suggerimenti per cambiare riguardo alle macchine? Hai dei suggerimenti per cambiare riguardo ai prodotti da trasportare? Hai dei suggerimenti per cambiare riguardo alla organizzazione della disposizione del materiale? In base alle tue conoscenze, i lavoratori che accettano di guidare abitualmente in retromarcia, si sentono nel giusto o pensano che sono complici di una consuetudine pericolosa? Cosa si dovrebbe fare per evitare la commistione tra pedone e carrello? 1 Le tre edizioni del corso per RLS si sono svolti tra settembre 2009 e maggio 2010 a Faenza, Lugo e Ravenna, nati da un progetto dei sindacali di categoria dell agroalimentare FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL e costruito dal SIRS di Ravenna, organismo frutto della collaborazione tra Provincia di Ravenna, Ausl di Ravenna e sindacati CGIL, CISL e UIL. 1

2 Quanto tempo l azienda ha dedicato allo studio della viabilità? Quali principi si dovrebbero seguire per organizzare la viabilità? TRASCRIZIONE DEI DIALOGHI TI PIACE ESSERE CARRELLISTA, O COMUNQUE RITIENI CHE SIA MEGLIO DI ALTRI LAVORI IN AZIENDA? Io credo sia un lavoro bello perché è vario nel senso che oggi qui, un momento qui, un momento lì, un momento là e il tempo vola. Non mi è mai interessato essere carrellista, no sinceramente no, vedo che hanno o almeno nella fabbrica dove lavoro io, hanno dei ritmi troppo frenetici in confronto a quelli che ho io. Sì, mi piace. Ci sono pregi e difetti è difficile fare paragoni. Lo faccio volentieri è il mio lavoro è quello che mi dà da mangiare, quindi cerco di rispettarlo. No, perché è un lavoro di responsabilità, un lavoro che mi metterebbe ansia. Col carattere che ho. Può darsi che mi piacerebbe, ma non dove lavoro io, perché ci sono troppi carrelli che si incrociano, che sfrecciano, gente che va forte. E io ho paura. Mi sento una grossa responsabilità perché oltretutto adesso i ritmi aumentano sempre e l attenzione comincia a calare. Non è che ce l abbia con loro, ma i meccanici ed elettricisti che son lì sulla linea, lì fermi che ti guardano poi ti ridono e ti ridono dietro e te là, avanti e indietro, avanti e indietro. Non è che invidio chi fa il carrellista forse perché mi son reso conto che arrivi a sera che sei stressato quando lavori in mezzo a colleghi, che sono lì fermi, che devono fare altre operazioni. Diventa molto problematico perché sei teso come una corda di violino perché loro non si rendono conto del pericolo che gli passa vicino. Sei te che devi pensare per loro e fa star male. DOPO QUANTO TEMPO D USO DEL CARRELLO SENTI IL BISOGNO DI UNA PAUSA E QUALI SONO I PRIMI DISAGI FISICI CHE SENTI QUANDO USI A LUNGO UN CARRELLO? Dopo un paio d ore. Mezz ora, 40 minuti, per stendere la schiena e sgranchire le gambe per sentirle un po meglio. Io non mi fermo più, quando parto, parto. C è la linea che non mi permette di abbandonarla. Se lo uso in condizioni normali diciamo che dopo due o tre ore c è, hai bisogno, con i bisogni fisiologici, di scendere. No!? Ogni mezz ora mi fermo due minuti a fare stretching per la schiena, poi risalto su. Se si potesse scendere ogni mezz ora, un ora per il male al collo. Quando faccio la notte, la mia sosta di mezz ora la vado a fare nell orario più critico dalle quattro alle quattro e mezza, mangio prima, ma dormo Mi vado a fare mezz ora di sonno. Dipende anche dalla stagione. Quando arriva l autunno hai bisogno di scaldarti. QUALI SONO LE TUE PRINCIPALI PREOCCUPAZIONI QUANDO USI IL CARRELLO? In mezzo alle file abbiamo due dita e due dita. Se non entriamo proprio centrate, dritte, ecco, arrivi un po spostato o schianti la barriera, o magari a marcia indietro ti tiri dietro quello La mia preoccupazione è solo quella che dovrebbero avere gli altri e che non ce l hanno. La mia preoccupazione è il fatto che mi si sbuchi il pedone, la bicicletta, come succede spesso e volentieri, che te li trovi vicino e loro Ti vedi il pedone all ultimo momento che te lo 2

3 vedi davanti perché non è visibile, perché è lì dove non dovrebbe essere, questa è la cosa che Rovesciare quello che prendo. Puoi anche andare a sbattere da solo: il pavimento scivoloso, freni e vai dritto. Lo so ma ti viene l istinto. Non dire che non ti viene l istinto. Che le donne stiano entro le fila perché io possa passare tranquillamente. Sul terreno, in campagna, il minimo spostamento ti può portare ad urtare qualcuno. Di tirare giù tutto. A volte si passa in spazi veramente stretti. Riuscirei a tirare giù qualsiasi cosa. C è da stare molto attenti. Nel momento in cui si radunano molti camion contemporaneamente, nei momenti in cui si forma il caos organizzato, la mia preoccupazione è la collisione fra muletti, investimento anche di camionisti. Nei momenti in cui è più tranquillo la mia preoccupazione è andare dove non ci sono le buche, dove la parte della corsia è più sana, per le vibrazioni. Nel reparto, investire qualcuno, perché magari ci sono degli angoli un po ciechi. E per come sono stivati i sacconi, chi li ha sistemati: tante volte se non sono stivati bene te ne vengono dietro altri 6 o 7. Se non li abbiamo stivati io e il mio collega, per gli altri abbiamo sempre qualche dubbio. HAI MAI PROVOCATO UN INFORTUNIO O UN QUASI INFORTUNIO UTILIZZANDO IL CARRELLO? COME È ACCADUTO? COSA HAI PROVATO? COSA HAI PENSATO? COSA HAI CAMBIATO NEL TUO MODO DI PENSARE E DI AGIRE? Stavo accatastando dei cassoni e non so perché, vuoti comunque, ma uno è caduto dall alto, non so il perché ed è caduto proprio a 20 cm dalla donna. Che la donna si è voltata ridendo perché non s era accorta di niente e io piangevo dalla paura, adesso poi io ero anche giovane quindi, veramente non l ho neanche sfiorata però l idea di questa cosa che era caduta lì, lei rideva, non si rendono neanche conto del pericolo che corrono. Beh si, sono molto più casinara adesso, urlo o suono o canto, eh si io mi faccio sentire quando arrivo, sbatto le forche per terra insomma, a me mi sentono quando arrivo. Io stavo pesando. Avevo già un box già pesato, appoggiato. Io ho pesato e stavo mettendo il mio box sopra all altro. Una signora che doveva andare in pausa è passata fra me e il box già fatto. Quindi le ho visto le gambe, l avrei stroncata a mezzo. Me la sarei mangiata, infatti l ho urlata, gliene ho dette di ogni, e lei Ma io ti avevo visto! ecco è la risposta che mi ha dato. Nel caso fosse successo, fosse successo qualcosa guarda solo a parlarne adesso mi viene la tigna addosso. Fosse successo qualcosa a parte che l avrei ammazzata non so. Mi pesa un bel po. Un incidente di una persona che venne investita da un carrello. Non c era la segnaletica interna, i carrelli non erano dotati di clacson, c erano i vecchi cicalini. Ci fu un magazziniere che mentre passò dal bagno, e fortuna, andò bene, perché andava proprio ai zero all ora perché l aveva appena acceso, sì solo la forza, gli ha rotto la caviglia. Ah sì sì, dopo righe, tracce, strade, specchi, angoli, tutto quanto. Durante la raccolta dell uva, era piovuto tantissimo e una signora abbastanza robusta, passavo, e col vestito si è attaccata alla melma della ruota del muletto e me la sono trascinata un po. Al momento ho pensato che non era tutta colpa mia, perché andavo piano, l avevo vista quindi mi sono fermata subito. Però ho pensato anche che potevo aver messo sotto una donna. Ci stava benissimo in quel momento. Stavo facendo manovra, avevo le forche alte perché dovevo prendere una cesta che era in seconda fila e stavo controllando un attimo la posizione, e quando mi sono girato ho visto il 3

4 commerciale passare dove non doveva passare, ho schiacciato l emergenza e lui si è messo a ridere, sono passato tanto così dalla faccia, con le forche. Dallo spavento adesso controllo ancora di più, anche se non è sufficiente. Perché ho sempre guardato e quella volta lì era come se il pedone si fosse buttato lui sotto la macchina. Sono più agitato e ci butto un ennesimo occhio. Mi si è rovesciato un pallet di astucci e fortunatamente l operatore non era dove doveva essere. Il pallet era fatto male. Ora, in generale, dico di spostarsi, poi torna a lavorare. HAI MAI PROVATO A DIRE CHE NON VOLEVI ANDARE IN RETROMARCIA? No; Assolutamente no perché, ai nostri tempi quando ci fecero il corso a noi, diciamo di vecchio stampo, è stato insegnato ad andare in retromarcia allora adesso si fa fatica a fare il contrario; Io vado sia in avanti che indietro però, mi rimane più naturale quando son carica, di andare indietro poi dipende; No invece io vado esclusivamente indietro perché i nostri carichi superano, ; No perché come dice lei io, quando ho fatto il corso da carrellista, mi è stato insegnato a guidare il carrello in retromarcia, quindi, per me è più normale andare in retromarcia. Quando la pedana è più bassa e ho visibilità posso andare in avanti però mi rendo conto che i ho i due montanti che mi portano via un sacco di visibilità che io, per stare a vedere avanti, Io vado meglio a guidare indietro; Noi andiamo in avanti perché abbiamo i carrelli bassi; No; No, non mi pongo il problema; Io si il problema me lo pongo, adesso che so che si dovrebbe usare il muletto in avanti. Ho avuto la scuola e il corso dove mi hanno insegnato di guidare all indietro. QUANTO TEMPO CI VORRÀ ANCORA PRIMA CHE NELLE AZIENDE SI SMETTA DI ANDARE REGOLARMENTE IN RETROMARCIA CON I CARRELLI? Parco di carrelli abbastanza nuovo con carrelli delle ultime generazioni, se vuoi, si dovrebbe cambiare tutti i carrelli si parla di sessanta, settanta carrelli. Parco carrelli nuovo quando abbiamo detto che coi carrelli facciamo fatica ad entrare ci han detto non che vedremo ma il freddo costa, perciò non si poteva eliminare una fila per allargarle e perciò si continuerà se vuoi lavorare è così. Il parco carrelli è stato appena cambiato una riorganizzazione del lavoro vorrebbe dire aumento di personale aumento di carrelli e di tutto, aumento delle celle. Quando smetteranno di guidare in quel modo, quando tutti insieme diranno così non vedo più e poi si metteranno al portone dell azienda e diranno non prende nessuno, cambiano i carrelli. QUALI CAMBIAMENTI NELLA MENTALITÀ DOVREBBERO ESSERCI PER SMETTERE CON LA CONSUETUDINE DI ANDARE IN RETROMARCIA? CHI È CHE DOVREBBE CAMBIARE MENTALITÀ? Principalmente il datore di lavoro che è lui che deve decidere di cambiare il parco dei muletti. Prima di tutto noi operatrici, poi anche la gestione aziendale perché deve venirci incontro. Sarà difficile andare avanti quando si è abituati ad andare indietro specialmente da tanto tempo. 4

5 Il parco carrelli è stato rinnovato in luglio ed è stato preso nel reparto carne il carrello grosso appunto perché potesse trasportare due pedane di fusti, due pedane di fusti, io portando due pedane di fusti devo andar per forza indietro. L azienda che ci guadagna è convinta, finché non succede niente di grave, che c è l operatore sul carrello che deve rendere e per rendere bisogna che porti due pedane invece di una, quindi è obbligato ad andare all indietro perché non rende più. Finché tutto va bene e nessuno preme e costringe a cambiare sistema, il nostro sistema continuerà a rimanere questo. HAI DEI SUGGERIMENTI PER CAMBIARE RIGUARDO ALLE MACCHINE? Io all infuori di quello che ci ha presentato l azienda non ho visto. Non ci han fatto vedere niente, ecco. Personalmente conosco delle persone che lavorano in ditte che producono carrelli. Parlando con loro mi hanno sempre detto che con i carrelli si fa di tutto però hanno un costo notevolmente superiore per questo vengono preferiti i muletti tradizionali che non sarebbero più adatti al loro scopo. HAI DEI SUGGERIMENTI PER CAMBIARE RIGUARDO AI PRODOTTI DA TRASPORTARE? Ultimamente in Italia c è molto, tramite la nuova legge per cui non si deve sollevare il peso sopra la propria testa. Infatti per i supermercati vanno delle mezze pedane quindi per quelle i carrelli, almeno dal nostro magazzino, son molto facilitati. Con una mezza pedana molto spesso il carrello si riesce a muovere in avanti. Per l estero no, vogliono le pedane intere. Vanno in una cella automatica dove tutto è stabilito: questa deve esser l altezza perché se è più bassa le fotocellule non te la prendono, deve esser tutto così. Noi abbiamo misure standard. Se c è quel carico che è più alto ci sono i facchini che li smistano, non c è problema. Dalla parte nuova ci sono due o tre robot che fanno il lavoro con le pedane. HAI DEI SUGGERIMENTI PER CAMBIARE RIGUARDO ALLA ORGANIZZAZIONE DELLA DISPOSIZIONE DEL MATERIALE? Tutto molto sparpagliato. La nostra azienda ha tanti anni, è stata fatta un pezzo alla volta perciò, aggiungi un capannone, aggiungi un piazzale, aggiungi un altro capannone, allora la roba va dove c è spazio. Per chi viene da noi ormai ci vuole la mappa. Poi non puoi neanche dire i cartoni vado io so dove sono perché oggi te li mettono qui, domani te li mettono là perché arriva il camion ed è pieno, e lo mettiamo qua. Quando cerchi una cosa è inutile, tocca girarlo tutto Ecco poi perché i carrellisti sono sempre sotto stress arrivi a un punto che fare Milano Roma in autostrada è meno stressante che fare otto ore lì dentro IN BASE ALLE TUE CONOSCENZE, I LAVORATORI CHE ACCETTANO DI GUIDARE ABITUALMENTE IN RETROMARCIA, SI SENTONO NEL GIUSTO O PENSANO CHE SONO COMPLICI DI UNA CONSUETUDINE PERICOLOSA? Si sentono nel giusto; Si sentono nel giusto; Si sentono nel giusto; 5

6 Sono complici di una situazione pericolosa; fino a due anni fa, fino a che non c era stata quella riunione in cui ci hanno detto che era sbagliato andare a marcia indietro, io non ci avevo mai pensato. Pensavo che chi andava a marcia indietro lo facesse perché era giusto farlo e nessuno aveva mai detto più di tanto. Poi ragionandoci sopra, come mi fece ragionare quella signora o signorina della famosa riunione, che disse se compri una macchina, tu vai a marcia avanti o a marcia indietro? ed era a marcia avanti, mi vien da dire che se uno va a guidare un muletto che ha quattro ruote e un volante, hai capito? La normalità sia andare a marcia avanti e andando indietro comunque crei un pericolo, sia ad altri sia a te stesso perché comunque stare girati non è una cosa normale, perché comunque non puoi vedere tutti, non puoi vedere nemmeno il carico che hai davanti. Non è facile, per cui secondo me bisogna essere complici di qualcosa che fai sbagliato. Sono d accordo con il signore. Secondo me chi va a marcia indietro pensa di essere nel giusto. Sicuramente però, c è la legge Il carrello non è per andar indietro quindi Bisogna vedere tante cose. COSA SI DOVREBBE FARE PER EVITARE LA COMMISTIONE TRA PEDONE E CARRELLO? Intanto gli spazi. Molti carrelli non hanno lo spazio giusto per potersi muovere perché anno le linee di lavorazione con le persone molto vicino. In agricoltura non c è niente da fare, i filari sono quelli, non puoi neanche dire di fare i filari più larghi. Mi sono provato una volta a dire di tenere i box più lontano dalle donne ma loro mi hanno detto di portarlo vicino per non dovere fare molti metri con le ceste a mano. L ho fatto per un po poi loro brontolavano e dicevano: Te non preoccuparti che stiamo attente noi. In effetti il motore fa molto rumore e si sente bene. C è solo quello. Formazione anche agli altri operatori perché se uno pensa al codice della strada dice che il mezzo più grosso deve dare la precedenza al pedone. Ma se sei sul lavoro, spesso devi viaggiare è il pedone che in 0,2 si può fermare e ha anche il tempo di guardare meglio certi movimenti quando hai delle linee che si muovono, perché il pedone è piccolino, sbuca all improvviso, te stai viaggiando, vedi che non c è nessuno, vai, sbuca uno, dopo la colpa è del carrellista però bisogna che anche il pedone sia formato e informato di dire qui sta passando un muletto, ma stai in occhio, piuttosto fermati tu e assicurati che non ci sia un muletto che passa. Lì si va veramente a ridurre il rischio perché se si vuole evitare collisioni, fa molto prima il pedone a fermarsi che non viceversa. QUANTO TEMPO L AZIENDA HA DEDICATO ALLO STUDIO DELLA VIABILITÀ? Mezz ora con l ingegnere. Tutto è rimasto come prima. Un giro per vedere se era ancora visibile la segnaletica in terra. Come RLS non sono neanche stata chiamata, quindi credo che proprio nulla. Nel mio stabilimento c è il progetto viabilità e sapendo come si affrontano le cose ci hanno dedicato il tempo necessario. Anche se nel mio reparto non c è un piano viabilità. Ma nel piazzale non c è un rischio collisione. Praticità e sicurezza. Minor tempo per raggiungere A e B nella maniera più sicura. Se fatto in maniera seria non sono in conflitto. Il percorso più pratico è quello che sei sicuro che il lavoratore lo userà perché è il più pratico. Hanno chiamato un consulente, non specificatamente per la viabilità. Hanno chiamato un consulente per velocizzare i tempi di carico, per caricare più camion con il minor numero di persone possibile. La percezione che ho avuto io è che non ha tenuto conto della sicurezza, non ci hanno neanche pensato. Addirittura pensavano di caricare due pallet in una volta 6

7 perché facevi meno viaggi. Il risultato è che a distanza di quasi due anni siamo sempre in quella condizione. L anno scorso abbiamo avuto una certificazione e quindi abbiamo avuto bisogno di planimetrie con la viabilità. Le ho fatte io. Non è che ci siano state riunioni. Mi hanno detto: Prendi la piantina, segna dove passano i camion, se hai dei dubbi chiedi, però molto un segnare l esistente, non c è stata una cosa dietro. Ormai i camion passano di lì, segna che passano di lì. E a parte due uscite di sicurezza che ci siamo accorti che c erano due porte chiuse a chiave e sono state cambiate, hanno fotografato l esistente, non c è stato uno studio. Infatti si è visto che nel reparto confezionamento mentre prima erano su due planimetrie diverse i pedoni e i carrelli mettendo sulla stessa planimetria si è visto che ci sono mille incroci. Infatti il disegno è venuto molto incasinato, ma è la situazione reale. QUALI PRINCIPI SI DOVREBBERO SEGUIRE PER ORGANIZZARE LA VIABILITÀ? Seguire dei codici tipo quello della strada. Evitare quanto più possibile gli incroci. Non pensare che un pedone, perché gli ho fatto la riga, debba fare 3 km per andare da qui a li perché non lo farà mai. Pensare a delle vie ma praticabili. Stare il più lontano possibile dalle persone. Tecnologia per vedere (schermi e telecamera) Logistica e organizzazione. Se lasci al libero arbitrio in Italia è un disastro. La macchinetta del caffè è all ingresso dello stabile vicino allo spogliatoio. Si pensa? (Per organizzare) Se uno cerca la logica non la trova. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Dal contributo dei lavoratori, sembra di poter proporre le seguenti considerazioni: I carrellisti sono consapevoli della pericolosità del loro lavoro, pericoloso sia per sé sia per gli altri. Sono consapevoli anche della molteplicità di ragioni per cui di fatto i rischi sono ancora elevati. Nelle aziende il tempo dedicato allo studio della viabilità interna, studio finalizzato al miglioramento della sicurezza, è molto scarso se non assente e quando si effettua una analisi della organizzazione degli spostamenti delle merci è finalizzata in genere alla ottimizzazione dei tempi e ad una maggiore produttività, arrivando a conclusioni che potrebbero addirittura contrastare con le esigenze di sicurezza (ad esempio si riducono gli spazi o si chiede di aumentare il carico). L obbligo di valutare il rischio per eliminarlo è, per quanto riguarda la viabilità, ancora in parte significativa, disatteso. Durante i corsi di formazione per carrellisti viene data enfasi alla guida in retromarcia e si dà per scontato che si dovrà usare il carrello prevalentemente in retromarcia in quanto il carico sarà ingombrante. A questo proposito i formatori manifestano stupore quando i lavoratori/discenti comunicano che qualcuno dice che non si deve procedere abitualmente in retromarcia. Si ha l impressione che il messaggio complessivo che viene dato da alcuni formatori sia quantomeno fuorviante. Nella scelta dei carrelli e della disposizioni dei materiali vengono considerate prevalentemente le esigenze della produzione e della sicurezza e sono spesso di fatto trascurate quelle di una viabilità 7

8 sicura. Ad esempio si dà per scontato che il cartellista debba raddoppiare i carichi per risparmiare tempo anche se poi, contemporaneamente, si lascia che un organizzazione disordinata o una programmazione inefficace costringa a un notevole spreco di tempo per altri motivi. Nella attuale legislazione, il fatto che non sia presente una frase specifica che vieti espressamente la guida in retromarcia, non può essere argomento utilizzabile per chiedere e insegnare ai lavoratori di attuare questa pratica pericolosa. Una organizzazione centrata sulla produzione e non integrata nella prevenzione fa si che il lavoratore si trovi di fatto indotto a compiere abitualmente una manovra pericolosa per se e per gli altri, con possibili esiti drammatici in termini di infortuni e quasi infortuni e con disagi e disturbi fisici (ad es. per la continua torsione del rachide). L osservazione in un azienda di una abituale guida in retromarcia appare come un ottimo indicatore di carente cultura e volontà di sicurezza e della possibile violazione di norme di sicurezza del lavoro. 8

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