NOTIZIARIO N LUGLIO 2012

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1 NOTIZIARIO N LUGLIO 2012 AFFARI GENERALI Decreto Legge n. 83/2012 Misure urgenti per la crescita del Paese. pag. 3 Patto per lo sviluppo della Provincia di Ravenna: intervista al Vice Presidente della Provincia di Ravenna, Gianni Bessi. pag. 20 Regione Emilia-Romagna: Ordinanza n. 3 del 22/06/2012 Semplificazione delle procedure per la delocalizzazione delle attività produttive. pag. 22 Regione Emilia-Romagna: terremoto al via il programma straordinario per le scuole. pag. 30 AMBIENTE E SICUREZZA Circolare ministeriale su modalità di effettuazione delle verifiche periodiche sulle attrezzature. pag. 32 ECONOMICO Contributi a sostegno della proprietà industriale: brevetti, marchi, disegni e modelli. Seminario: Bologna, mercoledì 18 luglio pag. 35 Comune di Faenza Bando di gara in corso di pubblicazione Realizzazione, gestione e manutenzione impianti fotovoltaici. pag. 37 Agenzia Intercent-ER: programmazione iniziative di gara pag. 38 ESTERO Regione Emilia-Romagna approvazione Bando 2012: Intervento a sostegno delle reti di imprese per iniziative aggregate, strutturate, rappresentative di filiera, di promozione, penetrazione commerciale e cooperazione industriale sui mercati internazionali, ai sensi della misura 5.2, azione D. pag. 40 SINDACALE E PREVIDENZIALE Dirigenti industriali: entro il 31 luglio 2012 il versamento del contributo IDI. pag. 97 Comunicazione annuale (entro il 31 gennaio) di ricorso ai contratti di somministrazione: chiarimenti ministeriali. pag. 98 Trattamenti di mobilità in deroga: modificata nuovamente la normativa regionale. pag. 101 CIG posticipata al 31 luglio la prossima riunione della Commissione provinciale. pag. 102

2 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI OGGETTO: DECRETO LEGGE N. 83/2012 MISURE URGENTI PER LA CRESCITA DEL PAESE Nel supplemento ordinario n. 129 della G.U. n. 147 del 26/06/2012, è stato pubblicato il D.L. n. 83 recante Misure urgenti per la crescita. Il provvedimento è entrato in vigore il 26 giugno Il Decreto Legge, approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 15 giugno su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, contiene un pacchetto di misure urgenti e strutturali che vanno a realizzare ulteriormente la cd. Agenda per la Crescita sostenibile. Attraverso questo provvedimento il Governo intende puntare ad attivare molteplici leve necessarie per stimolare il rafforzamento della competitività, la ripresa della domanda, lo stimolo al dinamismo imprenditoriale: - attrazione di capitali privati; - accelerazione e semplificazione delle procedure per recuperare il ritardo infrastrutturale accumulato; - rilancio dei settori dell edilizia e delle costruzioni; - misure per lo sviluppo dei porti; - costituzione del Fondo per la Crescita Sostenibile grazie al riordino e alla semplificazione degli strumenti di incentivazione alle imprese; - credito d imposta per le assunzioni di personale altamente qualificato; - introduzione di nuovi strumenti di finanziamento e accesso al credito per le imprese; - misure volte a facilitare la risoluzione in continuità delle crisi aziendali; - misure per il sostegno all internazionalizzazione; - realizzazione delle infrastrutture energetiche; - provvedimenti per ridurre i tempi della giustizia civile. Il testo, che è suddiviso in Titolo I - Titolo II - Titolo III e Titolo IV, per un totale di 69 articoli, subirà ora il consueto iter parlamentare con la conseguenza di possibili modifiche e/o integrazioni. Nel frattempo proponiamo un primo approfondimento sul provvedimento con il commento di alcuni articoli ritenuti di interesse per l attività di impresa. Ripristino IVA per cessioni e locazioni nuove costruzioni (art. 9) Disposizione La normativa vigente prevede che le cessioni e le locazioni, da parte delle imprese edili, di nuove costruzioni ad uso abitativo, oltre il termine di cinque anni dalla costruzione, siano esenti dalle imposizioni IVA. Tale disciplina impedisce quindi alle imprese di costruzione di portare a compensazione l IVA pagata per la realizzazione dell opera, nel caso in cui questa venga venduta o locata dopo il termine di 5 anni. Commento La norma abolisce il limite temporale dei 5 anni, prevedendo quindi che le cessioni o locazioni di nuove abitazioni effettuate direttamente dai costruttori siano sempre assoggettate ad IVA, consentendo di conseguenza alle imprese di avvalersi della compensazione. 3

3 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI Detrazioni per interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico (art. 11) Disposizione È consentita dal 1 gennaio 2013 al 30 giugno 2013 la detrazione di imposta del 50% per le spese per interventi di riqualificazione energetica (fino al 31 dicembre 2012 resta valida la detrazione del 55%). Commento Viene aumentato il periodo in cui si può effettuare la detrazione IRPEF per i lavori di riqualificazione energetica. In questo modo, anche se l aliquota verrà abbassata di 5 punti percentuali, sarà prolungato il periodo che permette di usufruire di questi contributi, con auspicabili effetti benefici sul settore economico della green energy. Semplificazioni in materia di autorizzazioni e pareri per l esercizio dell attività edilizia (art 13) Disposizione La norma semplifica ulteriormente i meccanismi procedimentali per l ottenimento degli assensi edilizi. In caso di intervento edilizio soggetto a Scia (segnalazione certificata di inizio lavoro, in cui l attività edilizia può partire contestualmente) viene generalizzata la possibilità di sostituire atti e pareri formali con autocertificazioni di tecnici abilitati. In caso di interventi soggetti a Dia (denuncia di inizio attività, in cui l attività edilizia può partire decorso un dato termine) viene introdotta analoga semplificazione. In questo modo vengono semplificate le procedure burocratiche che l imprenditore si trova ad affrontare nel corso dell iter di ottenimento di tutti i titoli autorizzatori di consenso all intervento proposto. Commento In questo caso si ha la possibilità, da parte del proprietario dell immobile, di gestire i lavori sulla propria abitazione in maniera più celere, evitando le lungaggini burocratiche finora previste Misure urgenti per l'agenda digitale e la trasparenza nella pubblica amministrazione Artt Disposizione Per accelerare la realizzazione degli obbiettivi dell Agenda digitale italiana ed europea viene istituita l Agenzia per l Italia Digitale. La nuova Agenzia avrà il compito di coordinare le politiche e le strategie di diffusione delle nuove tecnologie secondo i parametri comunitari. Altro compito sarà la razionalizzazione della spesa pubblica informatica, coordinando la gestione dei dati dell Amministrazione statale, regionale e locale. Il testo normativo risponde all esigenza di razionalizzare le funzioni in materia di innovazione tecnologica e di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione fino ad ora suddivise tra più amministrazioni ed enti, in un unico organismo dotato di autonomia operativa e gestionale. A tal fine viene istituita l Agenzia per l Italia Digitale, sottoposta alla vigilanza del Presidente del Consiglio o di un Ministro da lui delegato, del Ministro dello Sviluppo Economico e del Ministro dell Università e della Ricerca, con il compito di realizzare gli obiettivi di cui all Agenda digitale italiana ed europea. Al nuovo ente sono attribuite sia le funzioni già riconducibili a DigitPA e all Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l innovazione, enti che vengono contestualmente soppressi, nonché quelle facenti capo al Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, 4

4 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI destinato ad essere riorganizzato con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. In particolare l'agenzia: a) contribuisce alla diffusione dell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, allo scopo di favorire l'innovazione e la crescita economica, anche mediante l'accelerazione della diffusione delle Reti di nuova generazione (NGN); b) elabora indirizzi, regole tecniche e linee guida in materia di omogeneità dei linguaggi, delle procedure e degli standard, anche di tipo aperto, per la piena interoperabilità e cooperazione applicativa tra i sistemi informatici della pubblica amministrazione e tra questi e i sistemi dell'unione Europea; c) assicura l'uniformità tecnica dei sistemi informativi pubblici destinati ad erogare servizi ai cittadini ed alle imprese, garantendo livelli omogenei di qualità e fruibilità sul territorio nazionale, nonchè la piena integrazione a livello europeo; d) supporta e diffonde le iniziative in materia di digitalizzazione dei flussi documentali delle amministrazioni, ivi compresa la fase della conservazione sostitutiva, accelerando i processi di informatizzazione dei documenti amministrativi e promuovendo la rimozione degli ostacoli tecnici che si frappongono alla realizzazione dell'amministrazione digitale e alla piena ed effettiva attuazione del diritto all'uso delle tecnologie di cui all'articolo 3 del Codice dell'amministrazione digitale; e) vigila sulla qualità dei servizi e sulla razionalizzazione della spesa in materia informatica, in collaborazione con CONSIP Spa, anche mediante la collaborazione inter-istituzionale nella fase progettuale e di gestione delle procedure di acquisizione dei beni e servizi, al fine di realizzare l'accelerazione dei processi di informatizzazione e risparmi di spesa; f) promuove e diffonde le iniziative di alfabetizzazione informatica rivolte ai cittadini, nonchè di formazione e addestramento professionale destinate ai pubblici dipendenti, anche mediante intese con la Scuola Superiore della pubblica amministrazione e il Formez, e il ricorso a tecnologie didattiche innovative; g) effettua il monitoraggio dell'attuazione dei piani di Information and Communication Technology (ICT) delle pubbliche amministrazioni, redatti in osservanza delle prescrizioni di cui alla lettera b), sotto il profilo dell'efficacia ed economicità proponendo agli organi di governo degli enti e, ove necessario, al Presidente del Consiglio dei Ministri i conseguenti interventi correttivi. L Agenzia esercita, inoltre, specifiche competenze volte, sia a contribuire alla diffusione delle tecnologie dell informazione, che ad assicurare la piena interoperabilità dei sistemi informatici della Pubblica Amministrazione realizzando, al contempo, la razionalizzazione della spesa pubblica informatica ed il pieno coordinamento informatico dei dati dell Amministrazione statale, regionale e locale nel rispetto dell art. 117, secondo comma, lett. r), Cost. La nuova Agenzia opera attraverso il Direttore Generale, da scegliersi tra persone di comprovata qualificazione professionale in materia di innovazione tecnologica ed in possesso di una documentata esperienza di elevato livello nella gestione di processi di innovazione, affiancato da un Comitato di indirizzo, in cui è assicurata la presenza della Presidenza del Consiglio, degli altri Ministeri vigilanti e dei rappresentanti delle Regioni, Province autonome ed Enti locali, affinché le iniziative dell Agenzia siano condivise al più alto livello. E prevista, inoltre, la presenza di un Collegio dei revisori. Al fine di consentire il rapido avvio del nuovo organismo, è stata ridotta al minimo la fase transitoria, disciplinata attraverso una tempistica ristretta, che assicuri la continuazione degli organi preesistenti fino alla nomina, prevista entro 30 giorni dall entrata in vigore del decreto, del Direttore Generale, il quale gestirà la fase transitoria in qualità di Commissario 5

5 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI straordinario fino alla nomina degli altri organi. La piena operatività dell Agenzia si avrà con il Decreto del Presidente del Consiglio da adottarsi entro 45 giorni dalla nomina del Direttore generale, provvedimento attraverso il quale è determinata l effettiva dotazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali necessarie al funzionamento dell Agenzia, sulla base del Piano predisposto dallo stesso Direttore generale dell Agenzia, da conformarsi a principi di ottimizzazione delle risorse e di riduzione della spesa. Il testo normativo contiene, infine, una clausola di invarianza della spesa assicurando che dall istituzione dell Agenzia non derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Fondo per la crescita sostenibile (art. 23) Disposizione Con il presente articolo si prevede che il fondo speciale rotativo di cui all articolo 14 della legge 17 febbraio 1982 n. 46 istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico assume la denominazione di fondo per la crescita sostenibile. Il Fondo è destinato al finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo in ambito nazionale sulla competitività dell apparato produttivo, con particolare riguardo alle seguenti finalità: a) la promozione di progetti di ricerca; b) il rafforzamento della struttura produttiva, in particolare del Mezzogiorno, attraverso il riutilizzo di impianti produttivi ed il rilancio di aree che versano in situazioni di crisi complessa di rilevanza nazionale tramite la sottoscrizione di accordi di programma; c) la promozione della presenza internazionale delle imprese e l attrazione di investimenti dall estero, anche in raccordo con le azioni che saranno attivate dall ICE Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane. L articolo prevede che le modalità operative per la definizione dell erogazione dei finanziamenti verranno regolamentate con successivi decreti di natura non regolamentare del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell Economia e delle Finanze e che le misure verranno attivate con specifici bandi. Commento Tale previsione è stata definita dal Governo al fine di favorire la crescita sostenibile e la creazione di nuova occupazione nel rispetto delle contestuali esigenze di rigore nella finanza pubblica e di equità sociale, in un quadro di sviluppo di nuova imprenditorialità, con particolare riguardo al sostegno alla piccola e media impresa e di progressivo riequilibrio socioeconomico, di genere e fra le diverse aree territoriali del Paese. La ridefinizione del Fondo e delle modalità operative dello stesso saranno realizzate attraverso la Consultazione con le associazioni rappresentative delle imprese, con particolare riferimento alle PMI al fine di determinare misure che siano effettivamente volte alle piccole e medie imprese. Contributo tramite credito di imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati (art. 24) Disposizione Il DL prevede uno stanziamento di 25 e 50 milioni (rispettivamente per il 2012 e dal 2013 in poi) affinché sia riconosciuto un credito d imposta a quelle imprese che assumano a tempo indeterminato, per almeno tre anni e a determinate condizioni, laureati da adibire a lavori sperimentali o teorici aventi quale principale finalità l acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette (comma 3, lettera a) della bozza di articolo 24). 6

6 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI L incentivo, di tipo strutturale, è rivolto a tutte le imprese, a prescindere dalla forma giuridica, dalle dimensioni, dal settore economico di appartenenza, dal regime contabile adottato. Godono dell agevolazione d impresa le assunzioni a tempo indeterminato di personale in possesso di: 1) dottorato di ricerca universitario; 2) laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico. L agevolazione è subordinata all impiego del nuovo personale alle seguenti attività: a) lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette; b) ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessari per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi; c) acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Per accedere al beneficio l impresa dovrà produrre un istanza telematica secondo modalità da stabilire con Decreto. La domanda dovrà essere asseverata da un membro del Collegio Sindacale o, se inesistente tale organo sociale, da un Revisore Contabile iscritto che non abbia tenuto rapporti con l azienda di collaborazione o dipendenza nei 3 anni precedenti. Il credito d imposta è pari al 35% del costo aziendale (lordo) del lavoro di ogni singola assunzione, nel limite di euro per ogni impresa. Su una assunzione il cui costo lordo aziendale è pari a euro annuali, il bonus ammonta a ( x 35%). Commento Il provvedimento originario prevedeva, relativamente al tema occupazione, due misure: a) un bonus occupazione per ultratrentacinquenni con particolare agevolazione per quelle di sesso femminile; b) un credito alla ricerca effettuato mediante l assunzione di personale altamente qualificato. A causa di vincoli nelle risorse, il bonus occupazione è stato limitato ad un ambito più circoscritto. Il Governo nella relazione tecnica stima che il costo di ogni dipendente assunto sia di x euro e sul quel budget ha costruito il provvedimento agevolativo riservandolo ad una particolare figura professionale, numericamente modesta, per esplicare solo lavori di ricerca e teorici. La relazione tecnica dell art. 24 recita: nell ipotesi di un costo complessivo, cioè al lordo di contributi da lavoro Inps e dell Irpef, di euro, si calcola che a fronte del credito d imposta di euro, si genererebbe un maggiore gettito fiscale previdenziale di euro (ripartito in euro di Irpef e euro di contributi Inps). Considerando anche gli effetti indiretti si avrebbe per ogni unità effettivamente addizionale, pertanto, un minore gettito complessivo di 571 euro. Le disposizioni proposte dal presente articolo determinano minori entrate fiscali stimabili in circa 25 milioni di euro nel 2012 e 50 milioni a partire dal Il credito d imposta non è illimitato, bensì: - per il 2012 l importo ammonta a 25 milioni di euro, pensando di agevolare l assunzione di poco più di ricercatori o laureati magistrali tecnici / scientifici (25 milioni / euro = 2.040); 7

7 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI - dal 2013 l importo stanziato ammonta a 50 milioni di euro, che porterebbe ad un numero di circa dipendenti agevolabili (50 milioni / euro = 4.081). Lo Stato, nel concedere il bonus per l assunzione di un dipendente super qualificato, perde euro ma contemporaneamente guadagna euro, pertanto la perdita si riduce a 571 euro ( ). I reali costi dello Stato sono pertanto, per la platea di ricercatori universitari e laureati, neanche euro (per il 2012) ed euro (dal 2013). Inoltre, è una norma autofinanziata (di fatto non servirebbe la cd. copertura ) senza dimenticare che i crediti d imposta sono compensazioni con debiti fiscali e/o contributivi che le imprese generano col loro lavoro. Monitoraggio, controlli, attività ispettiva (art. 25) Disposizione La norma prevede un sistema di monitoraggio e controllo volto a vigilare sul corretto utilizzo delle agevolazioni previste dal DL. Per l attività ispettiva il Ministero dello Sviluppo Economico può avvalersi del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza con modalità e tempi stabiliti in un protocollo d intesa da sottoscrivere a tal fine. L attività ispettiva di analisi e controllo dei programmi di investimento ammessi alle agevolazioni può essere svolta anche d iniziativa dalla Guardia di Finanza. Per l esecuzione di tali attività gli appartenenti al Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie si avvalgono di poteri e facoltà previsti dall articolo 8, comma 4, lettere a) e b) del dlgs. 21 novembre 2007, n. 231 (prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo) quali l accesso ai dati dell'anagrafe tributaria ed inoltre possono accedere, anche per via telematica, alle informazioni detenute nelle banche dati in uso al Ministero dello sviluppo economico, agli Enti previdenziali ed assistenziali, nonché, presso tutti quei soggetti pubblici o privati che svolgono attività istruttorie e di erogazione di fondi pubblici. Per le attività ispettive si dovrà far ricorso alle risorse umane, finanziarie e strumentali attualmente disponibili nel bilancio dello Stato senza ulteriori costi aggiuntivi ed i nuovi o maggiori oneri saranno sostenuti dal Fondo per la Crescita sostenibile (art. 23), entro il limite di euro per anno. Al fine di consentire il monitoraggio sull impatto e l efficacia degli interventi agevolativi, il Ministero della sviluppo economico indica gli obiettivi per ciascun intervento, dandone notizia sul proprio sito istituzionale prima del termine iniziale di presentazione delle domande di agevolazione cui i predetti impatti si riferiscono. Tutto ciò al fine di agevolare l attività di valutazione e controllo sull'efficacia e sul rispetto dei provvedimenti a sostegno dello sviluppo economico, prevista dall'articolo 1, comma 1, della legge 7 agosto 1997, n. 266 (Interventi urgenti per l'economia). Secondo tale norma il Governo, entro il mese di aprile di ogni anno, presenta alle commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati competenti in materia industriale, una relazione illustrativa delle caratteristiche e dell'andamento, nell'anno precedente, dei diversi provvedimenti in materia di sostegno alle attività economiche e produttive, tracciando per ciascuno di essi un quadro articolato territorialmente delle somme impegnate e di quelle erogate, degli investimenti attivati e dell'impatto occupazionale attivato e quant'altro sia ritenuto utile per una valutazione dei provvedimenti in questione. A loro volta i soggetti beneficiari degli interventi ammessi alle agevolazioni dovranno fornire al Ministero dello Sviluppo Economico e ai soggetti dallo stesso incaricati, anche con cadenza 8

8 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI periodica e tramite strumenti informatici, ogni informazione utile al monitoraggio dei programmi agevolati. Con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell'economia e delle Finanze sono individuati i contenuti minimi delle predette informazioni e con circolari saranno individuate le modalità di trasmissione. La non corretta alimentazione del sistema di monitoraggio da parte dei soggetti beneficiari degli interventi comporta per l'impresa inadempiente la sospensione dell'erogazione dei benefici fino al ripristino delle condizioni di corretta alimentazione del predetto sistema ovvero, in caso di reiterazione dell'inadempimento, la revoca del beneficio concesso. Infine, per consentire un'adeguata trasparenza degli interventi agevolativi viene disposta la pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico dell'elenco delle iniziative oggetto di finanziamento. Commento La norma mira a garantire la trasparenza della gestione degli incentivi alle imprese e delle decisioni più importanti che comportano la spesa di denaro pubblico, al fine di ottimizzare le politiche pubbliche economiche e industriali per la crescita produttiva e di contrastarne l uso fraudolento. A tal fine si prevede un sistema di monitoraggio e controllo volto a vigilarne il corretto utilizzo, disciplinando l attività ispettiva che farà capo al Ministero delle Sviluppo Economico e sarà svolta in concerto con il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza, il quale avrà ampi poteri sia d iniziativa che ispettivi. Inoltre, per consentire al sistema della gestione delle agevolazioni adeguata trasparenza, sarà pubblicato sul sito istituzionale del Ministero l elenco delle iniziative finanziate nonché gli obiettivi di ciascun intervento anche al fine di monitorarne l efficacia e l impatto sul sistema economico. Di contro viene previsto un adempimento da parte delle imprese beneficiarie che dovranno a loro volta fornire, al Ministero dello Sviluppo Economico ed ai soggetti da questo incaricati, con cadenza periodica e mediante strumenti informatici, tutte le informazioni relative agli interventi agevolatori. La mancata trasmissione dei dati e delle informazioni comporterà la sospensione delle erogazioni degli importi agevolatori ed in caso di reiterazione dell'inadempimento, la revoca del beneficio concesso. Moratoria delle rate di finanziamento dovute dalle imprese concessionarie di agevolazioni. (art. 26) Disposizione La norma prevista, detta le disposizioni per concedere una moratoria di un anno alle imprese beneficiarie di finanziamenti agevolati concessi dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca. In particolare si fa riferimento rispettivamente ai finanziamenti agevolati a valere sul Fondo di cui all art. 14 della L. n. 46 del 17 febbraio 1982 (Riforma FIT Incentivi per l Innovazione Tecnologica), e sul Fondo per le agevolazioni alla ricerca (FAR) di cui all art. 5 del D. Lgs. n. 297 del 27 luglio Per queste operazioni si potrà sospendere per 12 mesi, per una sola volta, il pagamento della quota capitale delle rate con scadenza non successiva al 31 dicembre 2013 (e la conseguente traslazione del piano di ammortamento per un periodo di 12 mesi). Gli interessi relativi alla rata sospesa sono corrisposti alle scadenze originarie oppure, se le rate siano già scadute alla data di concessione del beneficio, entro 60 giorni dalla predetta data, maggiorati degli interessi di mora. Entro 90 giorni verranno emanati da entrambi i Ministeri, decreti di natura non 9

9 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI regolamentare per stabilire condizioni e criteri per la concessione del beneficio, nonché i termini massimi per la richiesta. Semplificazione dei procedimenti agevolativi di «Industria 2015» (art. 28) Disposizione L art. 6 introduce termini perentori per la definizione dei procedimenti agevolativi di cui all art. 1, comma 842, della L. n. 296/06 ( Industria 2015 ). A tal fine, la norma prevede la revoca delle agevolazioni qualora l impresa non abbia avanzato almeno una richiesta di erogazione per stato d avanzamento entro 18 mesi dalla data della concessione (ovvero entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, in caso di già avvenuta concessione) e la decadenza dalle agevolazioni qualora l impresa non trasmetta la documentazione necessaria per l emanazione del provvedimento di concessione entro 60 giorni dalla richiesta formulata dal soggetto gestore dell intervento. Il comma 3 rinvia a successivi decreti del Ministero dello Sviluppo Economico la disciplina di ulteriori misure di semplificazione e accelerazione delle procedure. Disposizioni relative al Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca - FRI (art. 30) Disposizione L articolo detta disposizioni volte a consentire l utilizzo, per le finalità del Fondo per la crescita sostenibile, delle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), istituito dall art. 1, comma 354 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 presso Cassa Depositi e Prestiti S.p.a. Le risorse del FRI, pari a 6 miliardi di euro, sono destinate alla concessione di finanziamenti agevolati alle imprese, a fronte dei quali il Ministero dell economia e delle finanze corrisponde a Cassa Depositi e Prestiti S.p.a. il differenziale tra il tasso stabilito con proprio decreto ed il tasso agevolato. Circa 2 miliardi delle suddette risorse risultano attualmente non utilizzate. La norma in esame prevede, pertanto, la ricognizione delle suddette risorse non utilizzate e la ripartizione delle stesse a favore degli interventi attuativi del presente riordino, introducendo, altresì, modifiche nelle modalità di utilizzazione del FRI relativamente alle risorse destinate alle Regioni (pari ad ulteriori 2 miliardi di euro). In particolare, il comma 1, novellando l art. 1, comma 855, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, consente alla Regioni di concedere, in alternativa al già previsto finanziamento agevolato, un contributo in conto interessi a valere sulle proprie risorse, a fronte di un finanziamento deliberato da Cassa Depositi e Prestiti S.p.a. al tasso di interesse vigente pro tempore, determinato con il decreto del Ministero dell economia e delle finanze di cui all articolo 1, comma 358 della legge 30 dicembre 2004, n Il comma 2 prevede l utilizzazione del FRI per i programmi e gli interventi destinatari del Fondo per la crescita sostenibile. II comma 3 definisce le risorse inutilizzate del FRI, con riferimento al 31 dicembre 2012 e, successivamente, al 31 dicembre di ciascun anno, prevedendo la possibilità di destinare, fino al 70% delle stesse, alle finalità del Fondo per la crescita sostenibile. Il comma 4 affida ad un decreto interministeriale del Ministro dell'economia e delle Finanze e del Ministro dello Sviluppo Economico la determinazione del meccanismo per la ricognizione e la ripartizione delle risorse del FRI non utilizzate. Il comma 5 opera l abrogazione di alcune norme incompatibili con il sistema ora delineato. Il comma 6, infine, stabilisce l invarianza sui saldi di finanza pubblica. 10

10 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI Apertura al mercato dei capitali per le società non quotate (art. 32) Disposizione La misura è volta a ridurre il credit crunch. Infatti, viene prevista la possibilità per le società di capitali finora escluse, in particolare le imprese non quotate e le PMI (ad esclusione delle microimprese), di far ricorso al mercato del debito, mediante l emissione di strumenti di debito a breve termine (cambiali finanziarie) e a medio lungo termine (obbligazioni e titoli similari, obbligazioni partecipative subordinate) con il supporto di sponsor che assistono gli emittenti e fungono da market maker garantendo la liquidità dei titoli. La norma prevede l allineamento fra trattamenti fiscali delle diverse categorie di emittenti con quello dei principali paesi comunitari, estendendo l esenzione da ritenuta prevista per i grandi emittenti. È inoltre prevista anche la semplificazione/allineamento delle regole fiscali sulla deducibilità degli oneri finanziari, rendendo neutrale per l emittente la scelta tra diversi strumenti finanziari di indebitamento e provvista. Le novità più rilevanti consistono: nella fissazione di un limite quantitativo (30% Ebitda); nella modifica della durata delle cambiali finanziarie, che non potranno essere emesse per un termine inferiore a 1 mese e non superiore a 18 dalla data di emissione; nella possibilità di dematerializzare questi titoli, con l obiettivo di favorirne la circolazione, lo scambio e la liquidabilità tra gli operatori del mercato; con l estensione alle cambiali finanziarie del regime fiscale applicabile alle obbligazioni; introduzione di obbligazioni partecipative: obbligazioni aventi una durata non inferiore a 60 mesi, che prevedano clausole di subordinazione e di partecipazione agli utili di impresa. Tali obbligazioni non possono avere durata inferiore a 60 mesi, e devono prevedere clausole di subordinazione: tale clausola definisce i termini di postergazione del titolo rispetto ai diritti degli altri creditori della società; inoltre, sarà possibile agganciare tali titoli alla partecipazione degli utili di impresa attraverso l assoggettamento di tali strumenti alla disciplina che le assimila a strumenti di patrimonializzazione e potranno prevedere una remunerazione in parte fissa e in parte variabile. Commento La legge prevede la possibilità per le imprese non quotate, di affacciarsi sul mercato dei capitali e di conseguenza negoziare direttamente su questo le proprie esigenze di liquidità, scavalcando il settore bancario e riducendo notevolmente i costi della raccolta. Strumenti per la gestione più efficace delle crisi: revisione della legge sul diritto fallimentare (art. 33) Disposizione La legge è volta a migliorare l efficienza dei procedimenti di composizione delle crisi d impresa disciplinati dalla legge fallimentare, superando le criticità emerse in sede applicativa e promuovendo l emersione anticipata della difficoltà di adempimento dell imprenditore. In linea con i principi ispiratori delle recenti riforme della disciplina fallimentare, l opzione di fondo che orienta l intervento è quella di incentivare l impresa a denunciare per tempo la propria situazione di crisi, piuttosto che quella di assoggettarla a misure di controllo esterno che la rilevino. La misura, prevista nel Decreto Sviluppo, introduce nel nostro paese la procedura che in America viene nominata Chapter 11, ossia la possibilità per le imprese in situazioni di crisi di depositare un ricorso contenente la domanda di concordato preventivo (procedura concorsuale 11

11 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI attraverso la quale l'imprenditore ricerca un accordo con i suoi creditori per non essere dichiarato fallito), senza la necessità di produrre tutta la documentazione ora necessaria. Il debitore potrà così accedere alle protezioni previste dalla legge fallimentare in modo da ottenere come obiettivo principale l emersione anticipata della crisi, ottenendo la possibilità per l azienda di accedere anche a strumenti di finanziamento e la possibilità di partecipare ad appalti pubblici. Commento Le nuove disposizioni puntano a sostenere le aziende colpite dalla crisi che hanno comunque prospettive di ripresa. Inoltre, le imprese non saranno obbligate a dichiarare il fallimento ma potranno ricorrere direttamente al concordato preventivo. Il principale effetto positivo della nuova norma è il ricorso diretto al concordato preventivo che consente la continuità dell attività dell impresa, ivi compreso il mantenimento dei contratti di fornitura con la Pubblica Amministrazione. Srl semplificata (art. 44) Disposizione La S.r.l. con capitale da 1 a euro diventa aperta a tutti e non solo agli under 35 Commento La previsione è da considerarsi senz altro positiva in quanto facilita lo start up di impresa. Razionalizzazione dell organizzazione dell ICE agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane e dell ENIT agenzia nazionale per il turismo all estero (art. 41 ) Disposizione Vengono introdotte ulteriori misure organizzative per l avvio e il potenziamento dell attività dell ICE, l Agenzia per l internazionalizzazione delle imprese istituita dalla Legge 22 dicembre 2011 n. 214, in sostituzione dell Istituto del commercio estero. In particolare è fissata a 450 la dotazione organica dell Agenzia con la conseguente entrata nei ruoli del Mise del rimanente personale dipendente. Viene, inoltre, prevista nella Cabina di regia la presenza del Ministro con delega al turismo, del Ministro delle politiche agricole, del Presidente della Conferenza delle Regioni e del sistema cooperativo. Commento La previsione di razionalizzare e rilanciare la struttura dell ICE può essere considerato in termini positivi, laddove le attività dell Agenzia vengano realizzate nell effettivo interesse delle PMI. Si ritiene che l ampliamento della Cabina di regia, invece, non sia ancora soddisfacente, non prevedendo una rappresentanza esclusiva degli interessi delle PMI. Sostegno all internazionalizzazione delle imprese e consorzi per l internazionalizzazione (art 42) Disposizione La norma riordina e semplifica le procedure relative al Fondo per l internazionalizzazione istituito dalla Legge 394/81 e gestito da SIMEST, istituendo inoltre una riserva pari al 70% delle risorse per le PMI. Sono istituiti, inoltre, i consorzi per l internazionalizzazione, la cui mission sarà indirizzata alle nuove forme di internazionalizzazione, alla formazione, alla promozione del Made in Italy. Sono, inoltre, estesi i settori di appartenenza delle aziende consorziate a quelli dei servizi e del 12

12 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI commercio e dell agroalimentare. La composizione dei nuovi consorzi viene aperta anche alla possibile partecipazione di enti pubblici e privati, di banche e di imprese di grandi dimensioni. Sono confermati i contributi del Ministero dello Sviluppo Economico per sostenere i progetti di internazionalizzazione. Al fine di evitare la dispersione delle risorse in interventi di ridotta entità, i contributi per sostenere i progetti per l internazionalizzazione di vari Enti, Organismi o Associazioni sono ora concentrati solo sui progetti realizzati dai nuovi Consorzi per l internazionalizzazione, dalle Camere di Commercio italiane all estero e dalle Associazioni di categoria. Commento Si ritiene che la questione vada ulteriormente approfondita, anche alla luce di quanto prevedrà il decreto ministeriale da adottare nei 90 giorni successivi all approvazione del decreto. Suscita qualche perplessità, infatti, la previsione concernente la composizione dei Consorzi per l internazionalizzazione laddove sia prevista la presenza di imprese di grandi dimensioni. Potere sanzionatorio a tutela del Made in Italy (art. 43) Disposizione Si affida al sistema delle Camere di commercio il potere sanzionatorio in caso di violazione delle disposizioni previste in materia di Made in Italy imponendo ai soggetti titolari di marchi di accompagnare i prodotti o le merci con indicazioni precise ed evidenti sull'origine o provenienza estera, o che siano comunque sufficienti ad evitare qualsiasi fraintendimento del consumatore sull'effettiva origine del prodotto. L obiettivo è quello di rafforzare l azione di contrasto a quelle condotte illecite di uso del marchio con modalità tali da indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana, in coerenza con la normativa europea sull'origine. Commento Tale previsione, nella misura in cui abbia l obiettivo di rafforzare la lotta al fenomeno della contraffazione, non può che essere accolta con favore. L impatto che il fenomeno della contraffazione ha sulle PMI italiane è indubbiamente rilevante e richiede un azione forte e mirata. A tal proposito, si ritiene al contempo necessario assicurare un effettivo coordinamento con le azioni del CNAC, il Consiglio nazionale per la lotta alla contraffazione. Contratto di Rete (art. 45 ) Disposizione Le nuove disposizioni consentono un ulteriore semplificazione delle modalità di iscrizione al Registro delle Imprese dei contratti di rete, che possono ora essere sottoscritti con firma digitale, a norma dell articolo 24 del Codice dell Amministrazione digitale. Viene allargata alle PMI che sottoscrivono un contratto di rete la possibilità di beneficiare dei contributi assegnati ai consorzi per l internazionalizzazione, indipendentemente dalla loro iscrizione al Consorzio stesso. Commento Si ritiene positiva la previsione di estendere i benefici dei contributi assegnati ai consorzi anche ai contratti di rete, essendo tale forma di aggregazione considerata in termini positivi per lo sviluppo all estero delle PMI. Lodo arbitrale (art. 48) Disposizione Il decreto prevede che il lodo relativo ai lavori pubblici, forniture e servizi, è impugnabile davanti alla Corte di appello, oltre che per motivi di nullità, anche per violazione delle regole di 13

13 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI diritto relative al merito della controversia. La norma si applica anche ai giudizi arbitrali per i quali non sia scaduto il termine per l'impugnazione davanti alla Corte d'appello alla data di entrata in vigore del presente decreto. Commento Nei giudizi relativi a lavori pubblici, servizi e forniture il lodo è impugnabile anche nel merito e non solo per nullità. La regola si applica anche ai lodi parziali e ai lodi definitivi con data di sottoscrizione successiva all'entrata in vigore del decreto. L'impugnazione del lodo è proposta nel termine di 90 giorni dalla notificazione e non è più proponibile dopo il decorso di 180 giorni dalla data del deposito del lodo presso la Camera arbitrale. (art. 241, comma 15-bis, dlgs. 163/06). Cedibilità tax credit digitale (art. 51) Disposizione Con questa disposizione viene facilitata alle PMI che operano nel settore cinematografico la cessione dei crediti fiscali, ammessa solo verso specifici soggetti. In particolare si prevede che il credito di imposta di cui al comma 327, lettera c), n. 1 (vale a dire il 30% delle spese complessivamente sostenute per l introduzione e acquisizione di impianti e apparecchiature destinate alla protezione digitale, con un limite massimo annuo non eccedente, per ciascuno schermo, euro ), dimostrata l effettività del diritto al credito, è cedibile dal beneficiario a intermediari finanziari, bancari e assicurativi, ovvero alla società fornitrice dell impianto di digitalizzazione. Sospensione entrata in operatività del SISTRI (art. 52) Disposizione Con la disposizione introdotta all art. 52 viene sospeso il termine per l entrata in operatività del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) fino al compimento delle ulteriori verifiche amministrative e funzionali del Sistema e comunque non oltre il 30 giugno La sospensione riguarda ogni adempimento informatico relativo al SISTRI da parte dei soggetti di cui all articolo 188-ter del Dlgs. 152/2006, fermo restando, in ogni caso, che essi rimangono comunque tenuti agli adempimenti di cui agli articoli 190 (Registro di carico e scarico) e 193 (Formulario di identificazione dei rifiuti) del Dlgs 3 aprile 2006, n. 152 ed all osservanza della relativa disciplina, anche sanzionatoria, vigente antecedentemente all'entrata in vigore del Dlgs del 3 dicembre 2010, n Il nuovo termine verrà fissato con apposito decreto ministeriale e, sino a tale termine, sono sospesi gli effetti del contratto stipulato tra il Ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare e il concessionario SISTRI (SELEX SE.MA) e sono conseguentemente inesigibili le relative prestazioni; è altresì sospeso il pagamento dei contributi dovuti dagli utenti per l anno Commento La sospensione di un anno sia del sistema SISTRI che del conseguente pagamento dei contributi 2012, si rende necessaria al fine di verificare la funzionalità del sistema, sia amministrativa che operativa: ciò al fine di fornire elementi di chiarezza e certezza che da sempre chiedono le imprese. Appello (art.54) 14

14 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI Disposizione L art. 54 introduce i nuovi artt. 348 bis c.p.c., 348 ter c.p.c., 436 bis c.p.c.. La novella al codice di procedura civile sarà operativa dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione. L art. 348 c.p.c. riguarda i casi in cui l appello viene dichiarato improcedibile dal giudice, anche d ufficio. Viene adesso introdotto l art. 348-bis, rubricato Inammissibilità dell appello. Il nuovo disposto normativo attribuisce al giudice d appello la facoltà di dichiarare inammissibile l impugnazione qualora non abbia una ragionevole possibilità di essere accolta. Tale previsione non si applica nel caso in cui è obbligatorio l intervento del p.m. (art. 70, comma 1 c.p.c.), né in merito all impugnazione dell ordinanza pronunziata all esito del giudizio a cognizione sommaria (art. 702-quater c.p.c.). Viene inoltre inserito l art. 348-ter (rubricato Pronuncia sull inammissibilità dell appello ), in virtù del quale la pronuncia di inammissibilità assume la forma di ordinanza, che deve essere succintamente motivata, anche mediante elementi di fatto riportati in uno o più atti di causa ed il riferimento a precedenti conformi. L ordinanza di inammissibilità può essere impugnata tramite ricorso per Cassazione, nei limiti dei motivi specifici esposti con l atto di appello. Viene modificato il motivo n. 5 di cui al comma 1 dell art. 360 c.p.c. che disciplina i provvedimenti impugnabili tramite ricorso per Cassazione, nonché i motivi dello stesso. Il motivo n. 5, adesso, consisterà nell omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti. Viene previsto che, nel caso in cui la Corte di Cassazione accolga il ricorso relativo all ordinanza di cui al nuovo art. 348-ter, la stessa dovrà disporre il rinvio al giudice che avrebbe dovuto pronunciarsi sull appello. La modifica avviene aggiungendo un comma all art. 383 c.p.c., il quale disciplina i casi in cui la Corte di Cassazione rimette la causa ad un giudice di pari grado, diverso da quello che ha pronunciato la sentenza cassata, in virtù del principio di alterità del giudice di rinvio rispetto a quello che ha emesso la sentenza cassata. Dopo l art. 436 c.p.c., che disciplina le modalità di costituzione dell appellato, nonché quelle di proposizione dell appello incidentale, nell ambito del processo del lavoro, viene inserito l art. 436-bis c.p.c., rubricato Inammissibilità dell appello e pronuncia. La nuova disposizione estende l applicazione dei nuovi artt. 348-bis e 348-ter al processo del lavoro. Peraltro le nuove disposizioni troveranno applicazione anche nelle controversie in materia di locazione, comodato e affitto di cui all art. 447-bis c.p.c. Commento La norma è volta a migliorare l efficienza delle impugnazioni sia di merito che di legittimità. Per ridurre i tempi medi della giustizia civile, scopo di fondo della novella legislativa, si prevede che il giudice debba valutare la fondatezza prima di procedere all esame del merito. La soluzione adottata è quella di introdurre un filtro di inammissibilità incentrato su una prognosi di non ragionevole fondatezza del ricorso. A fare tale prognosi sarà lo stesso giudice dell'appello in via preliminare alla trattazione del ricorso. Il Decreto Sviluppo prevede che l impugnazione della sentenza sia «dichiarata inammissibile dal giudice competente quando non ha una ragionevole probabilità di essere accolta». La dinamica processuale può essere così sintetizzata: in caso di prognosi negativa sulla fondatezza di merito dell impugnazione, il giudice dichiara l inammissibilità con ordinanza spogliandosi del gravame. Diversamente procede alla trattazione, senza adottare alcun provvedimento. In questo modo si selezioneranno le impugnazioni meritevoli di essere trattate in appello, tenendo conto del fatto che attualmente nel 68% dei casi l'appello si conclude nei processi civili con la conferma del giudizio di primo grado. L'impatto atteso sarà una deflazione dei carichi di 15

15 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI lavoro delle corti di appello e una conseguente riduzione dei tempi dei giudizi, con effetti positivi anche per il sistema economico e per le imprese che operano in Italia. Le norme approvate fanno parte di una serie di misure in materia di giustizia che il Governo ha da tempo avviato per porre rimedio agli effetti negativi della lentezza della sull'economia, che Banca d'italia ha stimato nella perdita di un punto di PIL all'anno. Modifiche alla legge 24 marzo 2001, n. 89 Legge Pinto (art.55) Disposizione La norma interviene sulla ragionevole durata del processo, e modifica la precedente normativa sul risarcimento per l eventuale danno subito in caso di giustizia troppo lenta (la legge 24 marzo 2001, n. 89, chiamata legge Pinto dal nome dell estensore, Michele Pinto). La nuova norma del Decreto Sviluppo prevede che il processo civile possa durare al massimo sei anni: tre in primo grado, due in appello, uno in Cassazione. Al di sotto di queste soglie nessuna richiesta verrà passata al vaglio, invece, al di sopra, andrà verificata dalla Corte d appello la consistenza del ritardo: per ogni anno di sforamento, oppure per frazioni di anno superiori a sei mesi, del limite del grado di giudizio il risarcimento potrà essere compreso tra un minimo di 500 euro e un massimo di E possibile determinare un ammontare superiore, purché non superi il valore della causa. In questo passaggio è rilevante tenere in alta considerazione la condotta del giudice e soprattutto quella delle parti. Queste ultime devono tenere un comportamento idoneo, cioè devono astenersi dal tenere qualsiasi comportamento volto ad esempio ad utilizzare poteri processuali legittimi in una funzione meramente dilatoria e di allungamento dei tempi della decisione. In tali casi nessun risarcimento potrà essere concesso. La dinamica processuale si sostanzia in un ricorso per via documentale ad un giudice della Corte di appello, con successiva facoltà di opposizione avverso il decreto. Sono previste sanzioni processuali pecuniarie per i casi di opposizioni dichiarate inammissibili o manifestamente infondate. Commento L obiettivo della norma è non solo di razionalizzare il carico di lavoro che grava sulle Corti di appello, ma anche di contenere gli oneri a carico della finanza pubblica, che nell anno 2011 sono stati di oltre 200 milioni di euro. Le modifiche alla Legge Pinto pongono un freno alle richieste di risarcimento che approdano numerose sul tavolo dei magistrati. Le novità in materia ridefiniscono in pratica tutto l intero procedimento, rendendolo più simile a quello previsto per il decreto ingiuntivo, prevedono sanzioni da irrogare per le richieste più pretestuose, comportano l esclusione delle parti colpevoli di aver assunto condotte dilatorie e infine determinano dei termini rigidi per la presentazione delle domande. Oggi la situazione è invece del tutto diversa: un giudizio che deve decidere sulla fondatezza del ricorso e sulla liquidazione degli importi si svolge davanti alla Corte d appello in composizione collegiale, con instaurazione del contraddittorio nei confronti dell amministrazione responsabile e svolgimento attraverso una pluralità di udienze. Invece, la creazione di un procedimento così come descritto permetterà uno svolgimento diverso che prende avvio con la parte che presenta ricorso al presidente della Corte d appello competente, quest ultimo che designa un giudice competente alla trattazione della causa che, a sua volta, deciderà con decreto sulla base dei documenti presentati dalla parte. Il decreto poi potrà essere oggetto di impugnazione in tempi stretti. 16

16 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI Si salvaguarderebbe in questo modo la possibilità di una tutela giurisdizionale rafforzata, visto che sull impugnazione deciderà, ma solo a quel punto, la Corte d appello in versione collegiale. Misure per l occupazione giovanile nel settore della green economy (art. 57) Disposizione L articolo prevede che a decorrere dalla di entrata in vigore del decreto possono essere concessi finanziamenti a tasso agevolato a soggetti privati che operano nei seguenti settori: a) protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico; b) ricerca, sviluppo e produzione di biocarburanti di seconda e terza generazione ; c) ricerca, sviluppo, produzione e installazione di tecnologie nel solare termico, solare a concentrazione, solare termo-dinamico, solare fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia; d) incremento dell'efficienza negli usi finali dell'energia nei settori civile e terziario, compresi gli interventi di social housing. Come previsto dall articolo in questione, per accedere ai finanziamenti di cui sopra, i progetti di investimento presentati dalle imprese nei settori precedentemente menzionati, devono prevedere occupazione aggiuntiva a tempo indeterminato di giovani con età non superiore a 35 anni alla data di assunzione. Nel caso di assunzioni superiori a 3 unità, almeno un terzo dei posti è riservato a giovani laureati con età non superiore a 28 anni. Per singola impresa richiedente, le nuove assunzioni devono essere aggiuntive rispetto alla media totale degli addetti degli ultimi 12 mesi. I finanziamenti di cui al presente articolo sono erogabili ai progetti di investimento sino a concorrenza della disponibilità del Fondo. A tal fine, sono destinate a tale Fondo le rate di rimborso dei finanziamenti concessi e, in aggiunta, eventuali risorse comunitarie. Inoltre le risorse assegnate con il decreto ministeriale 25 novembre 2008 e non utilizzate alla data di entrata in vigore della presente norma possono essere destinate al finanziamento degli interventi ricadenti nei settori sopra citati le cui domande di finanziamento agevolato e relative modalità di erogazione dei finanziamenti prevedendo procedure semplificate e informatizzate di accesso al beneficio. Sempre lo stesso articolo 57 stabilisce per i progetti di investimento presentati dalle società ESCO, dagli affidatari di contratti di disponibilità nonché dalle società a responsabilità limitata semplificata l applicazione della riduzione del 50% del tasso di interesse di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle Finanze 17 novembre Infine per tali soggetti, a differenza di quanto previsto per i finanziamenti a tasso agevolato dedicati ai settori della green economy che non possono superare i 72 mesi, la durata dei finanziamenti a tasso agevolato sarà limitata a 120 mesi. Commento L articolo mira in modo evidente a creare nuova occupazione e a favorire dinamiche di autoimprenditorialità in un settore in via di sviluppo ed in espansione come quello delle energie rinnovabili e della green economy. Tale orientamento era stato già portato avanti dalla Commissione Europea nell ultimo documento sull occupazione del 18 aprile nel quale gli Stati membri venivano esortati a puntare su questi settori attraverso l introduzione di politiche mirate utili anche a far crescere i salari. Campo di applicazione. Soggetti ammissibili, tipologie e strumenti di intervento (art. 60) Disposizione Stabilisce gli incentivi di competenza del Ministero dell Istruzione per il finanziamento al sostegno delle attività di ricerca, definite secondo le norme UE. I soggetti ammissibili agli 17

17 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI interventi sono le imprese, le università, gli enti e gli organismi di ricerca o qualsiasi altro soggetto giuridico in possesso dei requisiti minimi previsti dai bandi, purché residenti ovvero con stabile organizzazione nel territorio nazionale. Tra le azioni finanziabili sono ammissibili le seguenti tipologie di intervento: - interventi di ricerca fondamentale, diretti a sostenere l'avanzamento della conoscenza; - interventi di ricerca industriale, estesi a eventuali attività non preponderanti di sviluppo sperimentale, orientati a favorire la specializzazione del sistema industriale nazionale; - appalti pre-commerciali di ricerca e sviluppo sperimentale, anche attraverso interventi cofinanziati con pubbliche amministrazioni, in risposta a esigenze di particolare rilevanza sociale (social big challenges); - azioni di innovazione sociale (social innovation); - interventi integrati di ricerca e sviluppo sperimentale, infrastrutturazione, formazione di capitale umano di alto livello qualitativo, di trasferimento tecnologico e spin off di nuova imprenditorialità innovativa, finalizzati in particolare allo sviluppo di grandi aggregazioni (cluster) tecnologiche pubblico-private di scala nazionale; - interventi nazionali di ricerca fondamentale o di ricerca industriale inseriti in accordi e programmi comunitari e internazionali. Le agevolazioni consistono in contributi a fondo perduto, credito agevolato, credito di imposta, prestazioni di garanzie, bonus fiscali. Fondo per gli investimenti in ricerca scientifica e tecnologica (FIRST) art. 61 Disposizione Le agevolazioni per la ricerca sono finanziate dal First, il Fondo per gli investimenti in ricerca scientifica e tecnologica. Disciplinate le erogazioni per anticipazione a favore dei soggetti privati con l applicazione di una trattenuta per ogni intervento di una quota pari al 10% del finanziamento del limite complessivo del 10% della dotazione annuale del First. Modalità di attuazione e procedure di valutazione (art. 62) Disposizione Il Miur definirà gli indirizzi per obiettivi, priorità di intervento e servizi finanziabili. Il Miur definirà inoltre le spese, le caratteristiche delle attività e degli strumenti, le modalità e i tempi di attivazione, le misure delle agevolazioni. Adottabili per i benefici le procedure automatiche, valutative e negoziali di cui al Dlgs 31 marzo 1998, n Con lo stesso provvedimento vengono definite anche le modalità di intervento del First. I finanziamenti sono subordinati al parere degli esperti inseriti in un elenco del ministero e individuati dal comitato nazionale dei garanti della ricerca. Per alcune tipologie di azioni è chiesto il parere di esperti tecnici. Il Miur potrà avvalersi per le connesse attività di monitoraggio, di banche, di società finanziarie, di altri soggetti qualificati, dotati di comprovata competenza, di risorse umane specialistiche e di strumenti tecnici adeguati. Ai fini della semplificazione dei rapporti istruttori e di gestione dei progetti e programmi di ricerca, per ciascun progetto e programma i partecipanti individuano tra di loro un soggetto capofila. Il soggetto capofila assolve i seguenti compiti: a) rappresenta i soggetti proponenti nei rapporti con l'amministrazione che concede le agevolazioni, anche ai fini delle forme di garanzia; b) ai fini dell'accesso alle agevolazioni e del mantenimento delle stesse presenta, in nome proprio e per conto degli altri soggetti partecipanti, la proposta o progetto di ricerca e le eventuali variazioni degli stessi; 18

18 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI c) richiede, in nome proprio e per conto degli altri soggetti partecipanti, le erogazioni per stato di avanzamento; d) effettua il monitoraggio periodico sullo svolgimento del programma. Il Miur iscrive i progetti approvati e i soggetti fruitori degli interventi nell'anagrafe nazionale della ricerca. Disposizioni finali (art. 63) Con l entrata in vigore del DM saranno abrogati il Fondo per gli investimenti per la ricerca di base (Firb) e il Dlgs 297/99 con eliminazione del Far. Il DM sarà sottoposto ad approvazione della Commissione Europea. Viene riformulata inoltre la disciplina per la selezione dei progetti in base alla tecnica di valutazione tra pari in base a quanto stabilito dall art. 20 della legge 240/

19 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI OGGETTO: PATTO PER LO SVILUPPO DELLA PROVINCIA DI RAVENNA INTERVISTA AL VICE PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI RAVENNA GIANNI BESSI Con riferimento al nuovo Patto per lo sviluppo della provincia di Ravenna, il cui testo è riportato su API INDUSTRIA NOTIZIE n 11 del 15/06/2012, pubblichiamo di seguito l intervista rilasciata dal Vice Presidente della Provincia di Ravenna Gianni Bessi. *********** Il 17 maggio sono stati sottoscritti in Provincia, da Istituzioni locali e numerose forze economiche e sociali, due documenti di rilievo: il nuovo Patto per lo sviluppo intelligente, inclusivo e sostenibile e il Patto sul welfare. Al vicepresidente della Provincia Gianni Bessi che, ha coordinato i lavori preparatori dell intesa sullo sviluppo, abbiamo chiesto anzitutto come si è arrivati all accordo. La firma ha rappresentato la positiva conclusione di un lavoro approfondito che ha coinvolto e visto protagonisti attivi e fondamentali, anche in gruppi di lavoro, rappresentanti istituzionali, delle associazioni di categoria, dei sindacati, esperti dei vari settori dell'economia, dell'impresa e della ricerca. Che cosa significa il Patto in questo difficile momento economico? Il Patto esprime la comune determinazione di reagire, di fronte alla pesante crisi che pesa fortemente su imprese, lavoratori e famiglie, rafforzando la coesione e l'impegno concreto per consolidare, riqualificare e rilanciare il nostro sviluppo e l'occupazione. Per questo, nel documento è contenuto un appello unitario al Governo e all'unione Europea di adottare politiche equilibrate in grado di conciliare rigore e ripresa selettiva degli investimenti e dell'occupazione. In questo contesto si chiede con forza la revisione e l'allentamento del patto di stabilità che mortifica il ruolo degli enti locali e frena la loro possibilità di divenire il volano di una nuova fase di sviluppo. Il documento è corposo e articolato. E possibile sintetizzarlo in poche battute? Anzitutto, metterei a fuoco le linee guida. L obiettivo, che è il rilancio del sistema provinciale con politiche di innovazione che portino a costruire un economia aperta, competitiva, basata sulla crescita del sapere e delle conoscenze, ambientalmente e socialmente sostenibile. La partecipazione, perché ogni soggetto sottoscrittore si impegna a mettere a disposizione le proprie proposte, le proprie risorse e le proprie competenze per il raggiungimento dell obiettivo comune. La concretezza - in questo,credo, sta la peculiarità del nostro Patto rispetto ad altri del genere - nel voler andare oltre le affermazioni di principio per delineare le scelte selettive su cui concentrare l'impegno della società ravennate, in un quadro di forti relazioni di Area vasta romagnola. Per quanto riguarda i contenuti, sono state individuate alcune priorità strategiche su cui concentrare l azione di Istituzioni e organizzazioni economiche e sociali: semplificazione e sostegno al sistema d'impresa; lavoro e politiche per l'occupazione; internazionalizzazione e 20

20 API NOTIZIE N. 13 DEL 13/07/2012 AFFARI GENERALI innovazione; rafforzamento del porto e del sistema logistico; sviluppo della green economy; legalità, lotta all'abusivismo, sicurezza del lavoro; welfare, salute e benessere. Ognuno di questi temi è poi declinato in una serie di progetti specifici per i quali sono stabilite le azioni e le responsabilità in capo ad ogni soggetto e la governance che dovrà presiedere alla sua realizzazione. E anche previsto un monitoraggio sull attuazione del patto? Certamente, a novembre il Tavolo dell'economia e dell'occupazione procederà ad una prima verifica. Siamo già al lavoro per definire la griglia e lo stato di avanzamento dei progetti e delle azioni che già con il 2012 sono in campo. Si pensi all'impegno per concretizzare i decisivi investimenti del porto, a partire dai fondali; all'impegno comune per rafforzare il tecnopolo della provincia di Ravenna; agli accordi sottoscritti sul credito; ai significativi investimenti pubblici e privati per la green economy, a cominciare dalle energie rinnovabili; al percorso per attivare i finanziamenti Fas per gli investimenti prioritari volti allo sviluppo; al rafforzamento del terminal crociere; all'avvio dei nuovi collegamenti diretti fra l'aeroporto di Bologna e le aree di maggior interesse turistico della nostra provincia; alle numerose attività avviate in tutta la provincia per la candidatura di Ravenna a capitale europea della cultura Perché non tutte le associazioni imprenditoriali hanno sottoscritto il Patto? Le associazioni del commercio, pur prendendo atto del metodo positivo espresso, hanno confermato i loro punti di dissenso rispetto al piano del commercio vigente e ne hanno fatto conseguire l indisponibilità a giungere, in questa fase, alla sottoscrizione del documento. E stato comunque avviato un percorso positivo, che prevede la sollecitazione di un rapido confronto regionale per definire nuovi strumenti legislativi di pianificazione che assicurino lo sviluppo equilibrato e sostenibile della rete commerciale. Su questa base, il gruppo commercio del Tavolo provinciale dell'economia lavorerà per aggiornare gli strumenti di pianificazione commerciale. 21

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