LE SPECIE SECONDA PARTE. Abete bianco. Nome scientifico: Abies alba Nomi dialettali: avez, vez.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LE SPECIE SECONDA PARTE. Abete bianco. Nome scientifico: Abies alba Nomi dialettali: avez, vez."

Transcript

1 Abete bianco SECONDA PARTE LE SPECIE Famiglia: Pinacee Nome scientifico: Abies alba Nomi dialettali: avez, vez. Caratteri botanici L Abete bianco è una conifera sempreverde che può superare i 40 m di altezza e i 300 anni di età. Il fusto è diritto e cilindrico, e la corteccia è grigia e liscia nelle piante giovani, con delle caratteristiche bolle piene di resina, mentre diventa screpolata nelle piante mature. Gli aghi sono di forma appiattita, verdi lucenti nella pagina superiore, e con due linee bianche nella pagina inferiore. Le pigne sono portate erette, e quando i semi sono maturi si sfaldano sulla pianta: cadono le squame ed i semi, mentre il rachide rimane solitario sui rametti (ecco perché non si trovano pigne ai piedi della pianta). Le piante adulte hanno un caratteristico portamento detto a nido di cicogna, dovuto alla progressiva diminuzione della crescita del getto apicale, che provoca un addensamento dei rami sulla cima, come se vi fosse costruito appunto un grosso nido. Caratteri ecologici e note selvicolturali L Abete bianco è una specie che necessita di una buona umidità del terreno e dell aria, e pertanto si trova bene sui versanti ombrosi con clima molto piovoso, dove si mescola all Abete rosso e al Faggio. Soprattutto in gioventù sopporta molto bene l ombra, riuscendo a vivere anche sotto la copertura delle piante adulte. Si rinnova esclusivamente tramite i semi, che vengono dispersi dal vento grazie all ala di cui sono forniti. Nell orizzonte montano l Abete bianco può formare boschi puri, o consociarsi in genere con l Abete rosso. Il taglio delle piante mature fatto su piccole superfici (3-4 piante vicine) crea delle piccole radure dove sono favorite la nascita e lo sviluppo delle piantine di Abete bianco. Si possono formare gruppi di novellame molto densi che, sebbene sopportino a lungo la concorrenza reciproca, devono essere sfoltiti selezionando i soggetti migliori, fino a lasciare solo un leggero contatto tra le chiome, che permette un regolare accrescimento. Le giovani piantine sono appetite dai mammiferi erbivori (capre e caprioli) che si cibano volentieri dei germogli, rallentandone o compromettendone lo sviluppo. L Abete bianco è pure soggetto agli attacchi da parte di un fungo che ne causa il cancro, il quale 27

2 si manifesta sul fusto con degli ingrossamenti caratteristici; in corrispondenza dell ingrossamento i fusti vengono spesso spezzati dal vento. Coi diradamenti successivi agli sfolli si elimineranno le piante rimaste soffocate, eccessivamente esili ed allungate, o colpite dal cancro. In genere è opportuno favorire la mescolanza di specie, che nel caso dell Abete bianco si attua volentieri con l Abete rosso e il Faggio. Le produzioni del bosco di Abete bianco non differiscono sensibilmente dal bosco di Abete rosso. Il legno Massa volumica: 4,6 q/m 3 Legno biancastro con alburno e durame indifferenziati. Gli anelli di accrescimento sono ben marcati; i nodi sono scuri e molto duri. Il legno è privo di resina, che invece è presente nella corteccia. Solitamente il legname viene commerciato assieme a quello dell Abete rosso, anche se rispetto a questo è leggermente meno pregiato a causa dei nodi difficilmente lavorabili e delle deformazioni cui è soggetto durante la stagionatura. Il legno si usa in falegnameria ma non è considerato pregiato. E ancora utilizzato nelle alberature delle barche in legno. I tronchi da sega si allestiscono generalmente di 4 m o più di lunghezza e di almeno 20 cm di diametro minimo, mentre i tronchi per travatura si allestiscono secondo le esigenze. La legna da ardere non costituisce l assortimento principale. Si destinano a questo impiego i rami, con alto potere calorifico. Corteccia Portamento delle pigne 28

3 Fronda durante la fioritura Pigna, squama e semi Foglie 29

4 Abete rosso Famiglia: Pinacee Nome scientifico: Picea abies Nomi dialettali: pesc, pescia Caratteri botanici L Abete rosso è una conifera sempreverde che può superare i 40 m di altezza e i 400 anni di età. Il fusto è slanciato e diritto, con corteccia grigio-rossastra ruvida, che si sfalda in piccole placche nelle piante più vecchie. Le foglie sono aghiformi, sottili, appuntite e a sezione romboidale, verdi scure. Le pigne sono portate pendule sui rametti; a maturità disperdono i semi, ed in seguito cadono intere. L apparato radicale ha uno sviluppo tipicamente superficiale, e per questo spesso le piante adulte sono sradicate dal vento. Caratteri ecologici e note selvicolturali Tra le conifere nostrane è sicuramente la più diffusa, anche se genericamente ed erroneamente indicata col nome di pino. Si trova sui versanti, dalla zona del Castagno fino oltre i 2000 m. Predilige i terreni freschi, ed è meno esigente di umidità rispetto all Abete bianco; è resistentissima al freddo, ma tollera anche il caldo; nei riguardi della luce, rifugge le esposizioni troppo luminose come pure quelle eccessivamente ombreggiate. Forma estesi boschi puri, ma si trova anche mista alle latifoglie, o ad altre conifere come Abete bianco, Larice e Pino silvestre. Il legname migliore si ricava dai boschi dell orizzonte montano o subalpino, e a questi pertanto conviene indirizzare gli sforzi, piuttosto che sui soggetti che si trovano a quote inferiori. Questi ultimi crescono molto velocemente e sono assai ramosi, a discapito della qualità tecnologica del legname. I giovani popolamenti densi necessitano di sfolli e diradi per eliminare i soggetti più stentati, riconoscibili dal getto apicale molto ridotto. La potatura dei rami verdi praticata sulle giovani piante, con l intento di ottenere fusti slanciati e con pochi nodi, in genere risulta dannosa. La regolazione della densità del bosco dosa la quantità di luce che colpisce le chiome. Poca luce porta alla formazione di fusti con buone caratteristiche, cioè molto allungati e con pochi nodi, ma poco resistenti al vento; molta luce porta alla formazione di piante tozze, con rami anche nella parte bassa del fusto e quindi molti nodi nel legno, ma più resistenti alle intemperie. Nei boschi puri dell orizzonte montano, con molte piante mature, conviene impostare i tagli a gruppi di 4-5 piante, distanziati tra loro, per non scoprire eccessivamente il terreno e stimolare l invasione delle infestanti. Nell orizzonte subalpino i boschi sono più radi, e le piante mature verranno tagliate a gruppi più piccoli, di 2-3 piante ciascuno. Il bosco di Abete rosso è tra i più produttivi tra quelli del nostro ambiente. Un ettaro di pecceta matura in condizioni medie può produrre, e anche superare, 400 m 3 di legname. Una pianta di 40 cm di diametro misurati a 1,30 m da terra, di bell aspetto, ha un volume del fusto di circa 1 m 3. Il legno Massa volumica: 4,4 q/m 3 Il legno, di colore chiaro, non presenta differenziazione tra alburno e durame, e gli anelli di accrescimento sono ben visibili. La tessitura fine, la fibratura diritta lo rendono ben lavorabile. E molto usato in falegnameria nella costruzione di mobili ed infissi, ed in carpenteria nella realizzazione di travi e coperture per tetti. All aria aperta deperisce rapidamente. Il legno di buona qualità dovrebbe avere non meno di 3-4 anelli di accrescimento per ogni cm di spessore. I tronchi da sega si allestiscono normalmente di 4 m di lunghezza, mentre quelli per travi secondo le esigenze. I rami forniscono un ottimo combustibile, ad alto potere calorifico. Pigna, squama e semi 30

5 Fronde durante la fioritura Corteccia Portamento delle pigne 31

6 Aceri Famiglia: Aceracee Sul nostro territorio sono presenti allo stato spontaneo tre specie di aceri, e precisamente Acero di monte, Acero riccio e Acero campestre. Nome scientifico: Acero di monte: Acer pseudoplatanus; Acero riccio: Acer platanoides; Acero campestre: Acer campestre Nomi dialettali: aser Caratteri botanici L Acero di monte e l Acero riccio sono grandi alberi che possono raggiungere 40 m di altezza, con fusto diritto, cilindrico e chioma ampia, molto longevi. La corteccia è grigia e ruvida, e nelle piante mature si distacca in grandi placche caratteristiche. La fioritura è poco appariscente; l Acero di monte ha i fiori pendenti, che compaiono dopo l emissione delle foglie, mentre l Acero riccio ha i fiori eretti e compaiono prima dell emissione delle foglie. L Acero campestre è un piccolo albero con tronco spesso contorto e chioma globosa, a crescita lenta. La corteccia è da grigia a marrone, ruvida e screpolata con creste lunghe qualche centimetro. I frutti sono delle samare doppie, facilmente trasportabili dal vento grazie alle ali che li accompagnano. Caratteri ecologici e note selvicolturali L Acero di monte si trova dall orizzonte submontano all orizzonte montano nelle localizzazioni piuttosto umide e non eccessivamente esposte al sole. Sopporta bene l ombra soprattutto da giovane, e per questo riesce a rinnovarsi anche nei castagneti da frutto non più coltivati, all ombra delle vecchie piante. Grazie alla sua elevata traspirazione, contribuisce al prosciugamento dei terreni umidi. L Acero riccio ha esigenze simili all Acero di monte, ma risulta molto meno diffuso. L Acero campestre è diffuso, ma non molto frequente, nei piani submontano e submontano; esige localizzazioni calde e più luminose rispetto agli altri due aceri. Gli aceri si riproducono normalmente da seme, ma rigettano bene anche dalle ceppaie, e possono per questo essere trattai anche a ceduo. Raramente gli aceri formano boschi puri; più di frequente si trovano misti al altre latifoglie. L Acero di monte e l Acero riccio si governano convenientemente a fustaia, poiché in tal modo è possibile la produzione di fusti da lavoro. Si individuano i Samare di Acero di monte (sopra) e di Acero campestre (sotto) migliori soggetti, (fusto diritto e chioma raccolta in alto) che a anni di età potranno essere pronti al taglio, potendo comunque vivere molto più a lungo senza che intervengano deprezzamenti del legno. Per ottenere fusti con pochi nodi, è necessario mantenere un certo grado di copertura che stimoli l accrescimento in altezza e il raccoglimento della chioma in alto. E necessario inoltre evitare con cura di danneggiare la corteccia delle piante che devono rimanere in piedi, poiché il legno è facilmente attaccabile, a partire dalle ferite, dai funghi che provocano la carie. Il legno Acero di monte e Acero riccio Massa volumica: 6,6 q/ m 3. Il legno è di colore bianco, senza differenziazione tra alburno e durame; la tessitura è fine e la fibratura diritta. Il legno è molto apprezzato per la sua buona lavorabilità e per le ottime caratteristiche meccaniche. Le tavole radiali presentano caratteristici effetti sericei grazie alla presenza dei raggi, piccoli ma visibili. Particolari effetti cromatici possono derivare dalla porzione basale del fusto delle piante mature (tigratura, occhio di pernice). Il legno viene utilizzato nella costruzione di mobili, strumenti musicali e in lavori di torneria. Un tempo era assai impiegato nella fabbricazione delle stoviglie da cucina. L assortimento principale e più ricercato è il tronco da trancia o da sfogliatura, soprattutto se marezzato; molto apprezzato è anche il tronco da sega, che può essere assorbito anche dall industria locale. 32

7 Fioritura di Acero campestre Legno a venatura fiammata (a sinistra) e a rigatino (a destra) Acero di monte Foglie e samare di Acero di monte 33

8 Bagolaro Famiglia: Nome scientifico: Nomi dialettali: Ulmacee Celtis australis fucarten, biscugin Caratteri botanici E una pianta che raggiunge m di altezza, e può vivere qualche secolo. Il fusto in genere è diritto, e la corteccia è di colore grigio cenere e liscia. La chioma è molto ampia e rotonda, con foglie seghettate e appuntite, leggermente più scure nella pagina superiore. I fiori sono poco evidenti, piccoli e gialli. Il frutto è una piccola drupa quasi nera, portata da un lungo picciolo, che matura in autunno, ed è appetita dagli uccelli. Caratteri ecologici e note selvicolturali Il Bagolaro è originario dei paesi mediterranei, e grazie alla sua coltivazione si è diffuso anche da noi. Preferisce le posizioni soleggiate e calde, e si adatta molto bene ai terreni poveri. Si rinviene frequentemente sulle zone rocciose che affiorano tra i vigneti; le sue radici penetrano con forza tra le fenditure, provocando non di rado il crollo di qualche blocco roccioso. Per questo motivo sulle zone terrazzate non è una pianta gradita. Il Bagolaro si trova spesso nelle alberature cittadine, dove si adatta molto bene agli spazi ristretti e sopporta altrettanto bene l inquinamento atmosferico. E facilmente attaccabile dalla carie nel fusto e nelle grosse branche, e pertanto la potatura deve essere accuratamente eseguita in modo da ridurre al minimo la possibilità di infezioni. Il legno Massa volumica: 7,2 q/m 3 Il legno è di colore chiaro, duro e molto resistente. Viene impiegato nella fabbricazione di manici e oggetti torniti; talora viene pure segato ed impiegato in falegnameria. Grazie alla sua elasticità veniva impiegato per la costruzione di ruote e stanghe per carri. Fusto Foglie e fiori 34

9 Foglie e frutti Albero 35

10 Betulla Famiglia: Nome scientifico: Nomi dialettali: Caratteri botanici 36 Betulacee Betula pendula bedula, bedoi. La Betulla può raggiungere i 30 m di altezza e i 70 cm di diametro. Si caratterizza per la corteccia bianca e liscia, che rimane tale per lungo tempo; negli alberi più vecchi si ispessisce, diventa ruvida, fessurata e di colore scuro. I giovani rametti sono di colore bruno-rossiccio, spesso lunghi e pendenti. I fiori maschili sono separati da quelli femminili: i primi compaiono già dall autunno, in forma di amenti penduli, e liberano il polline giallastro a primavera, quando compaiono i fiori femminili, in forma di amenti eretti. I fiori femminili formano l infruttescenza allungata, che contiene e libera a maturità i piccoli semi, dotati di ala, che vengono dispersi dal vento. La chioma è molto leggera e verde chiaro. Caratteri ecologici e note selvicolturali La Betulla è molto amante della luce, ed ha carattere pioniere; per questo si insedia facilmente lungo le scarpate stradali e in genere sul terreno smosso, sui coltivi abbandonati, nei boschi distrutti dal fuoco, dall orizzonte submontano all orizzonte montano, sempre in localizzazioni ben illuminate. E molto resistente al freddo, e cresce bene anche sui terreni poveri e ghiaiosi. La Betulla può formare boschi puri, che tuttavia non sono destinati a durare a lungo. Infatti attraverso la chioma delle betulle filtra sempre una certa quantità di luce che giunge al suolo, e che permette la crescita di alberi ed arbusti diversi, che si avvantaggiano della leggera ombra fornita dalle betulle. Per questo si dice che la Betulla è una importante specie preparatoria. In genere la Betulla risulta meno gradita delle specie a cui spesso si accompagna, come il Frassino maggiore, le querce o le conifere, e quindi generalmente la gestione del betuleto non mira alla sua conservazione, ma a favorire la sostituzione con le specie più gradite. La rinnovazione del betuleto si può ottenere esclusivamente col taglio raso, che permette una buona illuminazione del suolo, accompagnato da una lavorazione superficiale del terreno, che si attua involontariamente durante i lavori di esbosco del legname. Si ricorda tuttavia che il taglio raso è vietato dalla vigente normativa forestale, se non preventivamente autorizzato. Un betuleto maturo può contenere una massa di m 3 /ha. Il legno Massa volumica: 6,5 q/m 3 Il legno è di colore bianco, con alburno e durame indifferenziati; la tessitura fine e la fibratura diritta lo rendono di facile lavorazione, adatto alla costruzione di mobili, di oggetti intagliati e torniti, e si presta anche alla sfogliatura. Il legno stagionato è piuttosto duro e poco propenso a fendersi. Il legno fresco è facilmente attaccato da funghi e insetti se viene lasciato all aperto. La corteccia è facilmente infiammabile, e da secca può essere impiegata come esca per il fuoco, e anche il legno è un buon combustibile. Corteccia

11 Amenti maschili Legno Fronde e infruttescenze 37

12 Carpino nero Famiglia: Nome scientifico: Nomi dialettali: Corilacee Ostrya carpinifolia carpen Caratteri botanici Il Carpino nero è un piccolo albero, con fusto spesso dritto e regolare, e corteccia bruno-rossastra che si screpola in lunghe scaglie. Le foglie sono simili a quelle dell Olmo campestre, ma a differenza di queste, sono simmetriche, rispetto alla venatura centrale, fino alla base. I fiori maschili sono amenti penduli e cilindrici lunghi fino a 8 cm, che compaiono in autunno, mentre i femminili sono amenti più corti e tozzi, simili a quelli del luppolo, che compaiono in primavera. Il Carpino nero ha una notevole capacità pollonifera, ed è molto indicato nella costituzione di boschi cedui. Caratteri ecologici e note selvicolturali Il Carpino nero è una pianta amante del caldo, che in Valtellina e Valchiavenna non è molto diffusa; si trova nelle localizzazioni con temperatura mite, dove può formare anche boschi puri, preferibilmente sui versanti ombrosi. Si trova generalmente nei boschi cedui dell orizzonte montano inferiore. Il legno Il legno del Carpino nero ha durame ed alburno indifferenziati, è di colore rosso-bruno, ed è molto duro; non si presta nelle costruzioni, a causa delle ridotte dimensioni dei fusti, delle deformazioni che subisce durante la stagionatura e della scarsa durabilità all aperto. Per la sua durezza e la fibratura contorta risulta di difficili segagione e piallatura. Viene impiegato nella fabbricazione di piccoli oggetti, e in passato, in parti meccaniche, come ruote dentate e navette da telai. L uso principale del legno è come combustibile, per cui viene molto apprezzato. Infruttescenza 38

13 Legno Foglie Infruttescenze 39

14 Castagno Famiglia: Nome scientifico: Nomi dialettali: Caratteri botanici Fagacee Castanea sativa castan, arbul Albero maestoso e molto longevo, può superare i 500 anni di vita. E stato largamente diffuso nei secoli passati, grazie ai frutti commestibili e al legname, che si presta a svariati impieghi. Come per tutte le specie che si riproducono anche per via vegetativa, l aspetto dei polloni è in genere diverso da quello delle piante nate dai semi. Gli alberi di maggiori dimensioni sono quelli nati da seme, che spesso venivano innestati, che si trovano nelle selve, mentre i polloni hanno generalmente una forma più slanciata e meno ramificata, dovuta anche alla maggior densità dei boschi cedui rispetto alle selve da frutto. La facoltà pollonifera è elevatissima. Il Castagno ha i fiori maschili separati da quelli femminili, ed entrambi sono portati da infiorescenze. Le infiorescenze sono di due tipi: alla base del rametto di un anno si formano le infiorescenze che portano solo fiori maschili, in forme di lunghi amenti bianco-giallastri, mentre all apice del rametto si formano le infiorescenze miste, che portano cioè sia fiori maschili, sia fiori femminili. I fiori femminili sono portati in gruppi di tre, verso la base delle infiorescenze miste. Dopo la fecondazione, il fiore femminile si trasforma nel riccio. Il seme, e non l intero frutto, è la castagna. Il Castagno è tra le principali piante mellifere della nostra provincia. e necessita di terreni freschi per poter crescere bene. I fiori sono sensibili alle gelate tardive. Le castagne sono molto nutrienti, e sono appetite non solo dall uomo, ma anche da mammiferi, uccelli e insetti che in autunno frequentano i castagneti. Il seme ha buona capacità germinativa, e le giovani piantine necessitano di una leggera illuminazione per potere accrescersi bene. Nell ambito della specie esistono numerose razze e varietà che si differenziano per la forma del frutto, l epoca di maturazione, il colore della corteccia, la qualità del legno, la forma delle foglie ecc.. I castagni coltivati si raggruppano comunemente in marroni, con 1-2 castagne per ogni riccio, con pellicola sottile non penetrante nel seme, e castagne, con 2-4 castagne per riccio, con pellicola che penetra ripetutamente nel seme. Nelle selve destinate alla produzione di castagne la Caratteri ecologici e note selvicolturali Il Castagno occupa i versanti sia ombrosi che assolati, fino verso 1000 m di quota, dove è stato coltivato da lungo tempo. E moderatamente termofilo, 40 Infiorescenza maschile (in alto) e infiorescenza mista (in basso) Castagneto da frutto

15 Fioritura densità degli alberi deve essere mantenuta bassa, con non più di 100 piante per ha, per consentire una buona illuminazione delle chiome e una abbondante fruttificazione. Per la piantagione si ricorre generalmente a trapianti già innestati con la varietà desiderata; successivamente con la potatura si devono eliminare le branche secche, quelle più vecchie e ombreggiate. Le selve devono inoltre essere tenute libere dagli altri alberi e arbusti, per non ombreggiare i castagni e per facilitare la raccolta delle castagne. I castagneti destinati alla produzione di legno sono Paleria segata Legno Innesto a doppio spacco Fronde e frutti 41

16 generalmente cedui, e sono molto più densi delle selve, per poter ottenere fusti slanciati e con pochi rami. La rinnovazione avviene prontamente dopo il taglio, col riscoppio di numerosi polloni. E importante regolarizzare la densità dei polloni sulle ceppaie, per eliminare quelli male inseriti e mal conformati. Attualmente i turni adottati sono piuttosto elevati, tra 20 e 30 anni, e permettono di ottenere fusti di diametro a 1,30 m da terra superiore a 30 cm. E consigliabile intervenire con un primo interventi di sfollo dei polloni sulle ceppaie entro 5-6 anni dopo il taglio, seguito da un diradamento verso i 15 anni. Da una pianta matura di Castagno destinato alla produzione dei frutti si raccolgono da 6 a 20 kg di castagne. Un ettaro ceduo di 30 anni correttamente gestito può contenere, nelle situazioni migliori, fino a 200 m 3 di legname. Il legno Massa volumica 5,7 q/m 3 Alburno bianco-giallastro, molto ristretto, e durame da marrone chiaro a bruno. La tessitura è grossolana, e la fibratura è generalmente diritta, e permette una buona lavorabilità e finitura. Dai fusti tagliati si ricava un gran numero di assortimenti: tra quelli ancora impiegati si ricordano la paleria agricola o per recinzioni, travi per tetti, tondame per paravalanghe o per difesa dei versanti, tronchi da sega. Di recente è stata condotta con successo la sperimentazione delle scandole di Castagno per la copertura dei tetti. La paleria può essere tonda, o lavorata a spacco a partire da tronchi di dimensioni superiori. Nella produzione di assortimenti da impiegare all aperto, il Castagno tra le specie nostrane si rivela estremamente adatto grazie alla notevole durabilità del legno, soprattutto del durame. I tronchi da sega costituiscono l assortimento più pregiato ottenibile; è necessario che siano sufficientemente diritti e con cipollatura contenuta entro limiti accettabili. Dai segati si ottiene legname per mobili, infissi e doghe per botti; i tronchi migliori possono altresì essere tranciati. La legna da ardere è poco apprezzata a causa dell elevato contenuto in tannino, che ostacola la combustione e forma depositi lungo i condotti dei fumi; la fascina, tuttavia, per il fatto di essere formata da giovani rami, con basso contenuto di tannino, fornisce una fiamma vivace. La combinazione dei tannini con certi metalli forma composti di colore scuro che si possono diffondere lungo le fibre del legno; tale fatto deve essere tenuto in considerazione nel fissaggio del legname da lavoro con viti e chiodi. Cembro Famiglia: Nome scientifico: Nome dialettale: Caratteri botanici Pinacee Pinus cembra gembro E un albero molto longevo e di lento accrescimento. La chioma è sempreverde e globosa, e il fusto generalmente diritto. La corteccia è di colore grigio, liscia e con bolle di resina nelle piante giovani, screpolata in squame nelle piante adulte. Le foglie sono aghiformi, riunite a fascetti di cinque aghi ognuno. I fiori compaiono a primavera; sia i maschili che i femminili sono piccoli amenti rossastri. I femminili si trasformano, dopo la fecondazione, nelle pigne, che durano sulla pianta fino alla primavera del terzo anno. I semi contenuti sono avvolti da un tegumento legnoso, e sono commestibili. Caratteri ecologici e note selvicolturali E una pianta tipicamente alpina, molto resistente al freddo e poco sensibile alle esposizioni, anche se gradisce una leggera copertura in gioventù. Cresce bene su terreni freschi, ma non vuole ristagni idrici. Il seme è molto appetito da mammiferi e uccelli che frequentano le cembrete; gli scoiattoli e la nocciolaia sono veri specialisti nel cibarsi dei semi estraendoli dalle pigne ancora chiuse. Alla loro innata attitudine a creare scorte di cibo, si deve il fatto che piccoli depositi di semi posti nel terreno, e non utilizzati, germoglino, formando gruppetti di piantine. Si diffonde spontaneamente sui pascoli abbandonati, tuttavia a causa della pesantezza del seme la rinnovazione è sempre concentrata attorno alle piante madri. Il legno Massa volumica 4,5 q/m 3 Il legno di cirmolo gode di una fama consolidata, al pari di quella del Noce tra le latifoglie, a motivo della tessitura fine e della fibratura diritta, che lo rendono ben lavorabile. Il durame ha un bel colore rosso salmone, mentre l alburno è chiaro; le cerchie di accrescimento sono generalmente molto ristrette e regolari. I tronchi sono adatti ad essere scolpiti e lavorati al tornio, mentre con i segati si realizzano mobili e rivestimenti interni. Il legno, leggero, ha un caratteristico e gradevole profumo dovuto alla resina. 42

17 Pigna, squama e seme Corteccia Albero Fronde e fiori 43

18 Ciliegio Famiglia: Sottofamiglia: Nome scientifico: Nomi dialettali: Rosacee Prunoidee Prunus avium sciaresa, sceresa, sciaresera, sceresera. Caratteri botanici Il Ciliegio selvatico è un albero che raggiunge e spesso supera i venti metri di altezza; ha un fusto diritto ricoperto da una corteccia grigio chiara con lenticelle ben visibili, disposte orizzontalmente. Nelle piante adulte gli strati più esterni della corteccia spesso si lacerano in striscioline orizzontali. La chioma è espansa e globosa, con rami disposti in palchi regolari. La fioritura, di colore bianco, è caratteristica e particolarmente vistosa, ed avviene prima dell emissione delle foglie. Il frutto è una drupa sferica di colore rosso scuro, liscia, con polpa commestibile. Il seme, comunemente chiamato nocciolo, è di consistenza ossea e liscio. Frutto e seme costituiscono un importante fonte alimentare per gli animali selvatici. Gli uccelli si cibano volentieri dei frutti, contribuendo alla disseminazione e diffusione della specie. Caratteri ecologici e note selvicolturali Il Ciliegio selvatico si trova dall orizzonte submontano fino a m di altitudine; la sua distribuzione è facilmente individuabile durante la fioritura. Si nota nei boschi di latifoglie formatisi sui coltivi abbandonati e nei castagneti, sia sui versanti soleggiati che su quelli ombrosi. La rinnovazione avviene prevalentemente da seme, grazie soprattutto alla disseminazione operata dagli uccelli; le plantule si sviluppano preferibilmente nelle localizzazioni ben illuminate o sotto una leggera copertura. Il Ciliegio si riproduce anche per polloni radicali, formando piccoli boschetti molto densi. E molto resistente al freddo, ma la fruttificazione viene spesso compromessa dalle gelate durante il periodo della fioritura. Non è un albero molto socievole, e perciò non forma boschi puri, al contrario si trova volentieri frammisto ai boschi dell orizzonte submontano e dell orizzonte montano inferiore. Il Ciliegio si trova sia in aperta campagna, come albero isolato, generalmente piantato e non di rado innestato per la produzione dei frutti, sia spontaneo in bosco. Per la produzione di legno l interesse si concentra sulle piante in bosco, o comunque sui soggetti selvatici. Le giovani piantine di Ciliegio necessitano di una buona quantità di luce per potersi sviluppare in modo ottimale; le cure colturali devono essere indirizzate esclusivamente alle piante nate da seme e non ai polloni radicali. Questi ultimi si riconoscono per la loro disposizione a gruppi coetanei e densi, e non sono in grado di fornire assortimenti con buone qualità tecnologiche. Le prime cure colturali devono eliminare la concorrenza degli arbusti, che possono soffocare le piantine togliendo loro la luce necessaria. Quando le piante hanno superato l altezza degli arbusti, si individuano quelle con buon portamento (fusto diritto, non biforcato), e vengono allevate fino a maturità, mantenendo sempre la chioma in sufficiente illuminazione. L industria della trasformazione predilige i tronchi dritti e senza nodi da destinare alla tranciatura e alla sfogliatura, è pertanto conveniente praticare la potatura del terzo inferiore del fusto, eliminando i rametti quando non superano i 3 cm di diametro, per evitare di lasciare cicatrici troppo ampie sul fusto, che deprezzano il valore degli assortimenti ritraibili. La potatura va eseguita a fin inverno, poco prima della ripresa vegetativa, in modo che la ferita venga rimarginata entro l anno. Il Ciliegio è considerato una specie a legname pregiato, ed è indicato nella formazione di impianti con finalità produttive. E indispensabile impiegare materiale vivaistico di buona qualità, con la specifica attitudine alla produzione da legno. Il legno Massa volumica. 6,2 q/m 3 Il legno presenta una tipica differenziazione tra alburno, di colore chiaro, e durame, rosso-bruno; i raggi sono piccoli ma ben visibili, gli anelli di accrescimento sono ben marcati e conferiscono una venatura particolare alle tavole, la tessitura è fine e compatta. Il legno è pregiato soprattutto per il colore e per la buona lavorabilità e la possibilità di essere ben rifinito, si utilizza esclusivamente il durame. Stagiona senza difficoltà e si usa prevalentemente al coperto; all aria aperta è facilmente deperibile. Viene impiegato nella fabbricazione di mobili, strumenti musicali, liste per pavimento, lavori di ebanisteria e di tornitura. Talora viene impiegato nella fabbricazione delle botti, impiegate nella preparazione dell aceto balsamico, nell affinamento della grappa ecc. Viene inoltre tranciato e sfogliato. La legna da ardere non costituisce l assortimento principale, anche se il legno di Ciliegio ha un ele- 44

19 vato potere calorifico. Si destinano a questo impiego le ramaglie e gli scarti della segagione. I tronchi di dimensioni commerciali devono avere diametro minimo di 30 cm e lunghezza di almeno 2 m. La maturità giunge a anni di età, ed in seguito la pianta invecchia rapidamente. In condizioni ottimali di illuminazione e sui terreni fertili l accrescimento è rapido, mentre declina col diminuire della luce a disposizione della chioma. L assortimento più remunerativo è costituito dal tronco per tranciatura o sfogliatura. Sono pure ricercati i tronchi da sega, che vengono assorbiti anche dal mercato locale. Non è una specie che cresce in purezza su superfici estese, e quindi la produzione/ettaro è variabile con la densità dei soggetti. Le piante mature superano generalmente 1 m 3 di volume. Corteccia Fusto Foglie Fiori Legno 45

20 Faggio Famiglia: Nome scientifico: Nomi dialettali: Caratteri botanici Fagacee Fagus sylvatica fo, fagiöla Il Faggio è una latifoglia maestosa che può vivere fino a 300 anni, e raggiungere diametri superiori al metro. La corteccia è caratteristica, grigia e sottile, spesso macchiata di bianco per la presenza di licheni. Le foglie sono a margine intero e ondulato. I fiori maschili sono raggruppati in corti capolini penduli, mentre i femminili sono riuniti due a due e racchiusi in un involucro, detto cupola, coperto di aculei. A maturità la cupola si apre in quattro valve, e lascia cadere i due semi, detti Faggiole. La fruttificazione avviene ogni anno, ma solo ogni 4-5 anni è particolarmente abbondante. Il Faggio ha una discreta capacità di riproduzione per polloni emessi dal fusto, cosicché può essere governato anche a ceduo. Caratteri ecologici e note selvicolturali Il Faggio è diffuso in Valtellina e Valchiavenna in modo discontinuo, e non forma boschi puri molto estesi. Al contrario, sulle Alpi orientali e sull Appennino è una tra le specie forestali maggiormente diffuse. Il Faggio è una specie che ama l umidità, soprattutto dell aria, che lo protegge dalle gelate tardive, verso cui le gemme sono molto sensibili, e predilige le esposizioni ombrose. Sembra che l insufficiente umidità atmosferica sia il principale fattore che ne limiti la diffusione in Provincia. Sul nostro territorio prevale nettamente la forma di governo a ceduo, puro o misto alle querce. Si trova pure misto all Abete bianco e all Abete rosso, in posizione sottoposta. La scarsa vitalità delle ceppaie e il lento accrescimento, se paragonato a quello di altre latifoglie, impongono una buona pratica nella gestione dei cedui. Durante il taglio è opportuno rilasciare alcuni polloni con funzione di tirasucchio, per mantenere alta la vitalità delle ceppaie. Inoltre il Faggio deve essere sempre tagliato sul nuovo, cioè il taglio non deve interessare la parte di ceppaia preesistente alla formazione dei polloni, pena la loro mancata o ridotta emissione. Questo fatto porta nel tempo all innalzamento delle ceppaie. Una particolare forma di ceduazione, praticata in passato, prevedeva il taglio a più di un metro da terra, per evitare il morso delle capre a danno dei giovani polloni. E importante curare la sostituzione delle ceppaie vecchie o esauste mediante la rinnovazione naturale: le giovani piantine si instaurano successivamente alle annate in cui la produzione di seme è cospicua. Il turno comunemente adottato va da 20 a 25 anni, e la massa a maturità oscilla da 80 a 100 m 3 all ettaro. Il legno proveniente dai cedui è utilizzato come legna da ardere. Le fustaie di Faggio da noi sono piuttosto rare, tuttavia è sempre possibile trovare individui nati da seme, isolati o misti ad altre specie. Il legno Massa volumica 7,3 q/m 3 Il legno non presenta differenziazione tra alburno e durame, ed è di colore bianco. La tessitura è fine e la fibratura diritta; sono ben visibili i raggi, che conferiscono aspetti particolari alle tavole. Il legno di Faggio è facilmente deperibile all aperto; il processo di vaporizzazione è in grado di renderlo più durevole poiché asporta le sostanze più facilmente appetibili dagli agenti del degrado, e gli conferisce un elevata durezza e un colore rossiccio. Dai tronchi regolari provenienti dalle fustaie si ricava legname da lavoro, destinato alla produzione di mobili e oggetti vari; è pure adatto ad essere tornito e sfogliato. È di facile lavorazione e può essere portato ad un buon grado di finitura, e inoltre si presta ad essere piegato a vapore. Il legno proveniente dai cedui fornisce un ottima legna da ardere, con elevato potere calorico, superiore a quello fornito dal legno di fustaia, perché più denso. Il fuoco prodotto dal Faggio fa poco fumo e non scoppietta, e lo rende adatto ai forni per pizza. Cupola e faggiole 46

Giorni ideali per il taglio del legname nell anno 2015.

Giorni ideali per il taglio del legname nell anno 2015. Giorni ideali per il taglio del legname nell anno 2015. Giorni favorevoli per il taglio di legname da costruzione e uso falegnameria. Gli alberi dai quali si ricava legname da costruzione e per la fabbricazione

Dettagli

Verifica - Conoscere le piante

Verifica - Conoscere le piante Collega con una linea nome, descrizione e disegno Verifica - Conoscere le piante Erbe Hanno il fusto legnoso che si ramifica vicino al terreno. Alberi Hanno il fusto legnoso e resistente che può raggiungere

Dettagli

Effetti dell incendio sull ambiente

Effetti dell incendio sull ambiente Effetti dell incendio sull ambiente Dott. For. Antonio Brunori Effetti del fuoco Il fuoco danneggia e spesso distrugge il bosco, per valutare le effettive conseguenze di un incendio su un ecosistema forestale

Dettagli

Struttura della foglia

Struttura della foglia Struttura della foglia La struttura delle foglie varia per grandezza e forma apice nervatura lamina fogliare base stipole picciolo Forma della lamina fogliare a squama ad ago lineare ellittica ovale lanceolata

Dettagli

Le piante. Piante senza fiori Piante con fiori. La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi

Le piante. Piante senza fiori Piante con fiori. La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi Le piante Le piante Piante senza fiori Piante con fiori La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi Piante senza fiori Milioni di anni fa esistevano sulla Terra soltanto piante senza fiori

Dettagli

IL MONDO DELLE PIANTE

IL MONDO DELLE PIANTE PROVINCIA DI BERGAMO Settore Politiche Sociali e Salute IL MONDO DELLE PIANTE 2010 Realizzato dall Istruttore Educativo: Colella Anna 1 INDICE Classificazione delle piante pag. 3 Le parti della pianta

Dettagli

A COSA SERVONO SEMI E FRUTTI?

A COSA SERVONO SEMI E FRUTTI? A COSA SERVONO SEMI E FRUTTI? Dopo la fecondazione il fiore appassisce e i petali cadono. L ovulo fecondato si trasforma in SEME, mentre l ovario si ingrossa e si trasforma in FRUTTO. Il SEME ha il compito

Dettagli

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA?

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA? Cos è la Produzione Integrata (PI). Con questo scritto desidero fare una cronistoria sulla produzione integrata, un sistema di lotta iniziato negli anni 80, dove un ticinese nella persona del Dott. Mario

Dettagli

IL CINIPIDE GALLIGENO DEL CASTAGNO

IL CINIPIDE GALLIGENO DEL CASTAGNO IL CINIPIDE GALLIGENO DEL CASTAGNO ifesa delle oreste Dryocosmus kuriphilus Yat su matsu Hymenoptera Cynipidae Cos è il Cinipide galligeno del castagno? L imenottero cinipide Dryocosmus kuriphilus Yatsumatsu

Dettagli

A COSA SERVONO LE FOGLIE?

A COSA SERVONO LE FOGLIE? A COSA SERVONO LE FOGLIE? Le foglie fabbricano il cibo della pianta, trasformando aria e acqua in glucosio (zucchero). Una foglia è formata da: Di solito la foglia è formata LAMINA da una parte appiattita

Dettagli

APPROCCI INNOVATIVI NELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI ALBICOCCO

APPROCCI INNOVATIVI NELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI ALBICOCCO SEMINARIO TECNICO ALBICOCCHE DI QUALITA :tecniche agronomiche, innovazione varietale e strategie di mercato APPROCCI INNOVATIVI NELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI ALBICOCCO Sala Consiliare Comune di Scanzano

Dettagli

COME NASCONO I TAPPI DI SUGHERO

COME NASCONO I TAPPI DI SUGHERO IL SUGHERO CHE COS È Il sughero è un prodotto naturale che si ricava dall estrazione della corteccia della Quercus suber L, la quercia da sughero. Questa pianta è una sempreverde, longeva, che cresce nelle

Dettagli

La prima cosa che dovremmo ricordarci pensando ad un

La prima cosa che dovremmo ricordarci pensando ad un COME FUNZIONA UN ALBERO di Mario Carminati e Massimo Ranghetti La prima cosa che dovremmo ricordarci pensando ad un albero è che si tratta di un essere vivente, proprio come noi. È un fatto scontato, certo,

Dettagli

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi 5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi Riferimenti normativi Codice di Misura Articolo 36 (a) (vi) e 41 del Reg. (CE) N 1698/2005 e punto 5.3.2.1.6. dell Allegato II del Reg. (CE) 1974/06

Dettagli

Innesti e Tecniche di Riproduzione

Innesti e Tecniche di Riproduzione Data inizio: 7-11-2011 Alberi da frutto Innesti e Tecniche di Riproduzione Sommario Perché innestiamo? 1 Innesto a Spacco 2 Innesto a Corona 3 Innesto a Triangolo 4 Innesti a Occhio 5 Innesto a Spacco

Dettagli

GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO

GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO Comune di CORI (Lt) Assessorato all RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO pagina 1 SOMMARIO Premessa... 3 1 Principi generali: Cos è il Compostaggio... 4 2 Cosa mettere nella

Dettagli

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Francesco Comiti, Daniela Campana Libera Università di Bolzano Sustainable use of biomass in South

Dettagli

PRODUTTIVITÁ DELLE SRC NELL APPENNINO CALABRESE. Sara Bergante Gianni Facciotto, Laura Rosso, Giuseppe Nervo, Enrico Allasia, Franco Fazio

PRODUTTIVITÁ DELLE SRC NELL APPENNINO CALABRESE. Sara Bergante Gianni Facciotto, Laura Rosso, Giuseppe Nervo, Enrico Allasia, Franco Fazio PRODUTTIVITÁ DELLE SRC NELL APPENNINO CALABRESE Sara Bergante Gianni Facciotto, Laura Rosso, Giuseppe Nervo, Enrico Allasia, Franco Fazio 1 Ambito della ricerca Nella primavera 2009 l Unità di Ricerca

Dettagli

Tu ci metti i rifiuti La natura farà il resto CAMPAGNA DI PROMOZIONE DEL COMPOSTAGGIO DOMESTICO

Tu ci metti i rifiuti La natura farà il resto CAMPAGNA DI PROMOZIONE DEL COMPOSTAGGIO DOMESTICO Tu ci metti i rifiuti La natura farà il resto CAMPAGNA DI PROMOZIONE DEL COMPOSTAGGIO DOMESTICO ndice 1 Fai come fa la Natura 2 Cosa ci metti per fare la terra? 3 Come funziona il Compostaggio 4 Le cose

Dettagli

IL CLASSICO NEL PENSIERO E NELLE FORME

IL CLASSICO NEL PENSIERO E NELLE FORME - CEREA, VERONA IL CLASSICO NEL PENSIERO E NELLE FORME DALL AGNELLO F.LLI & C. s.n.c. di Dall Agnello Luigi Via Muselle, 377-37050 ISOLA RIZZA (VR) Tel. +39 045 6970644 - +39 045 7135697 - Fax +39 045

Dettagli

Problemi Scarsa areazione, difficoltà di rivoltamento

Problemi Scarsa areazione, difficoltà di rivoltamento Che cos è il compost Il compost è il terriccio (humus) che si forma dai rifiuti organici (erba, foglie, avanzi di frutta e verdura, ecc) grazie all azione del sole, dell aria e dei microrganismi presenti

Dettagli

Informambiente. via Vlacovich, 4 35126 Padova. Tel. 049 8022488. Fax. 049 8022492 IL PARCO CHE VORREI

Informambiente. via Vlacovich, 4 35126 Padova. Tel. 049 8022488. Fax. 049 8022492 IL PARCO CHE VORREI Informambiente via Vlacovich, 4 35126 Padova Tel. 049 8022488 Fax. 049 8022492 IL PARCO CHE VORREI progetto di coinvolgimento attivo dei bambini nella riqualificazione del verde urbano SCHEDE DEGLI ALBERI

Dettagli

INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA

INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA OPERE PROVVISIONALI CRITERI GENERALI Le opere di pronto intervento hanno lo scopo di garantire condizioni di sicurezza nelle strutture oggetto

Dettagli

Concimare senza sprechi, con la massima efficacia, salvaguardando la natura. melo, pero, kiwi. schede colturali - volume 4

Concimare senza sprechi, con la massima efficacia, salvaguardando la natura. melo, pero, kiwi. schede colturali - volume 4 Concimare senza sprechi, con la massima efficacia, salvaguardando la natura melo, pero, kiwi schede colturali - volume 4 I prodotti che AGM fabbrica con destinazione speciale per frutteti, sono stati testati

Dettagli

Miscele da Sovescio Agri.Bio

Miscele da Sovescio Agri.Bio Miscele da Sovescio Agri.Bio Il sovescio è una pratica agronomica consistente nell'interramento di apposite colture allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno. I risultati che si possono

Dettagli

CHE COS È IL CLIMA? Gli elementi del clima. Scopro le parole. 1 Voyager 4, pagina 159

CHE COS È IL CLIMA? Gli elementi del clima. Scopro le parole. 1 Voyager 4, pagina 159 CHE COS È IL CLIMA? L atmosfera: è l aria che circonda la Terra. Ti è capitato di vedere in televisione o su un giornale le previsioni del tempo? La persona che parla spiega che cosa succede nell aria

Dettagli

Bambini vecchiette signori e signore venite a giocare con tutti i colori (2 volte)

Bambini vecchiette signori e signore venite a giocare con tutti i colori (2 volte) La canzone dei colori Rosso rosso il cane che salta il fosso giallo giallo il gallo che va a cavallo blu blu la barca che va su e giù blu blu la barca che va su e giù Arancio arancio il grosso cappello

Dettagli

Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali -

Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali - Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali - (tratto dalla relazione di Martino Buzzi del 17.09.06) Lo stagno: un angolo di natura Avere uno stagno nel proprio

Dettagli

LUPI DIETRO GLI ALBERI

LUPI DIETRO GLI ALBERI dai 7 anni LUPI DIETRO GLI ALBERI Roberta Grazzani Illustrazioni di Franca Trabacchi Serie Azzurra n 133 Pagine: 176 Codice: 978-88-566-2952-1 Anno di pubblicazione: 2014 L Autrice Scrittrice milanese

Dettagli

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante.

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante. Ozono (O 3 ) Che cos è Danni causati Evoluzione Metodo di misura Che cos è L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere

Dettagli

COMUNE DI TRAREGO VIGGIONA via Passo della Piazza,1 TRAREGO VIGGIONA

COMUNE DI TRAREGO VIGGIONA via Passo della Piazza,1 TRAREGO VIGGIONA COMUNE DI TRAREGO VIGGIONA via Passo della Piazza,1 TRAREGO VIGGIONA INCENTIVI PREVISTI DAL P.S.R. 2007-2013 REGIONE PIEMONTE REALIZZAZIONE DI INVESTIMENTI VOLTI AL MIGLIORAMENTO DELL AMBIENTE E DELLA

Dettagli

frutto rosso Asia minore, frutto nero America del nord, mora giapponese Cina

frutto rosso Asia minore, frutto nero America del nord, mora giapponese Cina PICCOLI FRUTTI Piccoli frutti è di derivazione inglese small fruits, che sta a indicare non tanto la minore importanza di queste coltivazioni, quanto semplicemente la piccola pezzatura dei frutti stessi.

Dettagli

Alle nostre latitudini la domanda di

Alle nostre latitudini la domanda di minergie Protezioni solari con lamelle, in parte fisse, e gronde Benessere ter edifici ed effi Nella società contemporanea trascorriamo la maggior parte del nostro tempo in spazi confinati, in particolare

Dettagli

Extatosoma tiaratum. Generalità

Extatosoma tiaratum. Generalità Extatosoma tiaratum Tassonomia Dominio: Eukaryota Regno: Animalia Sottoregno: Eumetazoa Ramo: Bilateria Phylum: Arthropoda Subphylum: Tracheata Superclasse: Hexapoda Classe: Insecta Sottoclasse: Pterygota

Dettagli

Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento

Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento Cuscinetti a strisciamento e a rotolamento La funzione dei cuscinetti a strisciamento e a rotolamento è quella di interporsi tra organi di macchina in rotazione reciproca. Questi elementi possono essere

Dettagli

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Le correnti marine sono masse d acqua che si spostano in superficie o in profondità negli oceani: sono paragonabili a enormi fiumi che scorrono lentamente (in media

Dettagli

Allegato I tipi forestali. Allegato I TIPI FORESTALI NEL TERRITORIO DELLA COMUNITA MONTANA VALTELLINA DI MORBEGNO

Allegato I tipi forestali. Allegato I TIPI FORESTALI NEL TERRITORIO DELLA COMUNITA MONTANA VALTELLINA DI MORBEGNO Allegato I TIPI FORESTALI NEL TERRITORIO DELLA COMUNITA MONTANA VALTELLINA DI MORBEGNO 2 INDICE QUERCETI... 4 CASTAGNETI SU SUBSTRATI SCIOLTI... 6 CASTAGNETI SU SUBSTRATI SILICATICI... 8 ACERI-FRASSINETI

Dettagli

C.R.A - Istituto Sperimentale per la Zootecnia

C.R.A - Istituto Sperimentale per la Zootecnia VINCENZO FEDELE E GIOVANNI ANNICCHIARICO C.R.A - Istituto Sperimentale per la Zootecnia Stalla Pascolo DECIDE L ALLEVATORE DECIDE L ANIMALE Scelta alimenti Scelta alimenti (Vegetazione) Quantità (limitata)

Dettagli

Le specie di funghi commestibili più comuni

Le specie di funghi commestibili più comuni Le specie di funghi commestibili più comuni Macrolepiota procera Mazza di tamburo Cappello: da 10 a 25 cm di diametro, dapprima ovoidale, quasi sferico, poi piano umbonato al centro, con margine sfrangiato;

Dettagli

Endivie 2013-2014. Qualità e innovazione Tante novità, da condividere

Endivie 2013-2014. Qualità e innovazione Tante novità, da condividere Endivie 2013-2014 Qualità e innovazione Tante novità, da condividere Tutto il meglio dell endivia Negli ultimi anni Rijk Zwaan ha realizzato un importante programma di ricerca dedicato all endivia. Si

Dettagli

Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014

Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014 Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014 Gli interventi di ripristino vegetazionale rappresentano la fase conclusiva dei lavori

Dettagli

1. Quando si devono potare le rose? 2. Come disporre i rami delle rose rampicanti? 3. Qual è il periodo migliore per piantare una rosa?

1. Quando si devono potare le rose? 2. Come disporre i rami delle rose rampicanti? 3. Qual è il periodo migliore per piantare una rosa? 1. Quando si devono potare le rose? a) I Rosai rampicanti e arbustivi: non si potano in quanto fioriscono sui rami (sarmenti) dell anno precedente; se potiamo, la produzione di fiori viene ridotta a circa

Dettagli

LE VARIETA VANNO PRENOT ATE AL PROPRIO FORNITORE

LE VARIETA VANNO PRENOT ATE AL PROPRIO FORNITORE Ernst Benary Samenzucht GmbH Postfach 11 27-34331 Hann. Münden - Germania Tel: +49 5541 70090, Fax: +49 5541 700920 info@benary.de - www.benary.de - www.benary.com L azienda Fondata a Erfurt nel 1843,

Dettagli

IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo

IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo Le forze inorganiche creano sempre solo l inorganico. Mediante una forza superiore che agisce nel corpo vivente, al cui servizio sono le forze

Dettagli

CARATTERISTIC HE-ALIMENTARI. buono da mensa ottimo per salse fragranza intensa

CARATTERISTIC HE-ALIMENTARI. buono da mensa ottimo per salse fragranza intensa CARATTRISTICH- CARATTRISTIC H-ALIMNTARI DV pomodoro ovale di daniele semina: febbraio trapianto: aprile-maggio raccolta: luglio-novembre buccia chiara, arancione se maturo, polpa compatta, pochi semi,

Dettagli

Disciplinare di produzione del Formaggio Castelmagno Denominazione di Origine Protetta (DOP)

Disciplinare di produzione del Formaggio Castelmagno Denominazione di Origine Protetta (DOP) Disciplinare di produzione del Formaggio Castelmagno Denominazione di Origine Protetta (DOP) Art. 1 La Denominazione di Origine Protetta Castelmagno è riservata esclusivamente al formaggio che risponde

Dettagli

Sintesi dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione

Sintesi dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione Sintesi dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione Linea 1 Nella linea 1 sono state impiantate due prove di confronto parcellare nei due siti sperimentali di Antria e Marciano. Il materiale

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

Danni insoliti da tripidi sul frutto melo

Danni insoliti da tripidi sul frutto melo Danni insoliti da tripidi sul frutto melo L osservazione e lo studio di sintomi su piante o frutti fa parte delle attività della Sezione Difesa delle Piante presso il Centro per la Sperimentazione Agraria

Dettagli

Focolari ad alto livello

Focolari ad alto livello 34 & 35 1 Focolari ad alto livello Contura 34T e 35T sono due innovativi modelli di stufa in pietra ollare, caratterizzati da un desig n più moderno e slanciato, una migliore visibilità del fuoco e l usuale

Dettagli

Controllo Integrato delle infestanti dell'actinidia. INFESTANTI CRITERI DI INTERVENTO SOSTANZE ATTIVE % S.a. DOSE l/ha ANNO Indipendentemente dal

Controllo Integrato delle infestanti dell'actinidia. INFESTANTI CRITERI DI INTERVENTO SOSTANZE ATTIVE % S.a. DOSE l/ha ANNO Indipendentemente dal INFESTANTI CRITERI DI INTERVENTO SOSTANZE ATTIVE % S.a. DOSE l/ha ANNO Graminacee e Interventi chimici: Glifosate 30.40 9 l/ha Consigliabili le applicazioni nel periodo autunnale. L'uso di diserbanti può

Dettagli

alluvioni e frane Si salvi chi può!

alluvioni e frane Si salvi chi può! alluvioni e frane Che cos è l alluvione? L alluvione è l allagamento, causato dalla fuoriuscita di un corso d acqua dai suoi argini naturali o artificiali, dopo abbondanti piogge, nevicate o grandinate,

Dettagli

Densità di impianto: distanza tra le piante sul filare e tra i filari (da Fregoni 1984 e Calò 1987)

Densità di impianto: distanza tra le piante sul filare e tra i filari (da Fregoni 1984 e Calò 1987) Densità di impianto: distanza tra le piante sul filare e tra i filari (da Fregoni 1984 e Calò 1987) Prima regola: oltre un certo carico produttivo per ceppo la qualità diminuisce ( ) Fittezza in relazione

Dettagli

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE. Art. 1 Denominazione

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE. Art. 1 Denominazione DISCIPLINARE DI PRODUZIONE Art. 1 Denominazione La Denominazione d'origine Protetta D.O.P. "CARTOCETO", è riservata al'olio Extravergine d'oliva rispondente alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel

Dettagli

Facciamoci due conti

Facciamoci due conti Facciamoci due conti Ma alla fine quanto si guadagna a coltivare canapa? la domanda sorge spontanea ed è più che legittima, specie considerando il panorama deprimente dell agricoltura in Italia ai giorni

Dettagli

Il fenomeno degli incendi ha assunto ormai da

Il fenomeno degli incendi ha assunto ormai da CAPITOLO 20 Il recupero delle aree percorse dal fuoco con tecniche di Ingegneria Naturalistica U. Bruschini, P. Cornelini 20.1 Introduzione Il fenomeno degli incendi ha assunto ormai da tempo una drammatica

Dettagli

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la

EFFETTO ANTIGHIACCIO: La potenza occorrente al metro quadro per prevenire la Sistema scaldante resistivo per la protezione antighiaccio ed antineve di superfici esterne Il sistema scaldante ha lo scopo di evitare la formazione di ghiaccio e l accumulo di neve su superfici esterne

Dettagli

IASMA Notizie DIFESA ESTIVA DELL OLIVO

IASMA Notizie DIFESA ESTIVA DELL OLIVO IASMA Notizie OLIVICOLTURA Notiziario tecnico del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di S. Michele all Adige 24 giugno 2011 n. 2 IASMA Notizie n. 28 - Anno

Dettagli

Schede tecniche LA SOURCE

Schede tecniche LA SOURCE Schede tecniche LA SOURCE s.a.s di Celi Stefano & C. Società Agricola - C.F. e P. IVA 01054500077 Loc. Bussan Dessous, 1-11010 Saint-Pierre (AO) - Cell: 335.6613179 - info@lasource.it Documento scaricato

Dettagli

1. COMPRENSIONE COMPLESSIVA TRAMA

1. COMPRENSIONE COMPLESSIVA TRAMA 1. COMPRENSIONE COMPLESSIVA TRAMA Questo romanzo, ambientato nella seconda metà del Settecento, ha come protagonista il barone Cosimo Piovasco di Rondò, primogenito di una nobile famiglia ligure dell immaginario

Dettagli

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni.

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. 8 regioni settentrionali: il Piemonte (Torino), la Val d Aosta (Aosta),

Dettagli

La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio.

La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio. Che cos è la Degenerazione Maculare correlata all Età (DME)? La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio. Essa porta a una limitazione o alla perdita

Dettagli

Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura

Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura Obiettivi: - evitare o ridurre il fenomeno della sciamatura - conservare le api nell alveare o nell apiario (sciamatura temporanea) I metodi sono diversi

Dettagli

Manuale sull illuminazione UV www.dohse-terraristik.com

Manuale sull illuminazione UV www.dohse-terraristik.com Manuale sull illuminazione UV La corretta illuminazione dei terrari è importante per il benessere degli animali da terrario e per il successo dell allevamento. In ciò rivestono particolare importanza determinate

Dettagli

DECORAZIONE 03. Posare la carta da parati

DECORAZIONE 03. Posare la carta da parati DECORAZIONE 03 Posare la carta da parati 1 Scegliere la carta da parati Oltre ai criteri estetici, una carta da parati può essere scelta in funzione del luogo e dello stato dei muri. TIPO DI VANO CARTA

Dettagli

Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Vivarelli Azienda Agraria Didattica VALUTAZIONE TECNICO AGRONOMICA DELLA SEMINA SU SODO DI GRANO DURO

Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Vivarelli Azienda Agraria Didattica VALUTAZIONE TECNICO AGRONOMICA DELLA SEMINA SU SODO DI GRANO DURO Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Vivarelli Azienda Agraria Didattica VALUTAZIONE TECNICO AGRONOMICA DELLA SEMINA SU SODO DI GRANO DURO FABRIANO 06 MAGGIO 2014 1 Fig 1 Intervento di semina su sodo con

Dettagli

www.sipcamitalia.it Questo contenuto ti è offerto da: Articolo tratto da: Edizioni L Informatore Agrario

www.sipcamitalia.it Questo contenuto ti è offerto da: Articolo tratto da: Edizioni L Informatore Agrario Questo contenuto ti è offerto da: www.sipcamitalia.it Articolo tratto da: Edizioni L Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d Autore e le sue successive modificazioni.

Dettagli

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini

S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini CADUTE DALL ALTO CADUTE DALL ALTO DA STRUTTURE EDILI CADUTE DALL ALTO DA OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO PER APERTURE NEL VUOTO CADUTE DALL ALTO PER CEDIMENTI O CROLLI DEL TAVOLATO CADUTE DALL ALTO

Dettagli

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI N. VOCE DESCRIZIONE LAVORAZIONE QUANTITA' PREZZO UNIT. TOTALE

Dettagli

Non è la specie più forte che sopravvive né la più intelligente ma quella più ricettiva ai cambiamenti. Charles Darwin (1809-1882)

Non è la specie più forte che sopravvive né la più intelligente ma quella più ricettiva ai cambiamenti. Charles Darwin (1809-1882) Non è la specie più forte che sopravvive né la più intelligente ma quella più ricettiva ai cambiamenti Charles Darwin (1809-1882) L evoluzione secondo LAMARCK (1744-1829) 1. Gli antenati delle giraffe

Dettagli

Ecco come funziona un sistema di recinzione!

Ecco come funziona un sistema di recinzione! Ecco come funziona un sistema di recinzione! A) Recinto elettrico B) Fili elettrici C) Isolatori D) Paletti E) Paletti messa a terra 3 m 3 m 1 m Assicurarsi che ci siano almeno 2500V in tutta la linea

Dettagli

Tecnici coinvolti: Michele Baudino*; Alessandro Costanzo **; Diego Scarpa **

Tecnici coinvolti: Michele Baudino*; Alessandro Costanzo **; Diego Scarpa ** MELONE Tecnici coinvolti: Michele Baudino*; Alessandro Costanzo **; Diego Scarpa ** * Tecnico CReSO ; Tecnici SATA / Cadir Lab. Elenco delle cultivar poste a confronto Varietà Ditta Tip. Agustino Rijk

Dettagli

Ne forniamo alcuni esempi.

Ne forniamo alcuni esempi. Con il termine coordinamento oculo-manuale si intende la capacità di far funzionare insieme la percezione visiva e l azione delle mani per eseguire compiti di diversa complessità. Per sviluppare questa

Dettagli

DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014

DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014 DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014 Presidente ROBERTO MARONI Assessori regionali MARIO MANTOVANI Vice Presidente VALENTINA APREA VIVIANA BECCALOSSI SIMONA BORDONALI PAOLA BULBARELLI MARIA CRISTINA

Dettagli

PERSIANE FINSTRAL. Estetica e funzionalità nel rispetto della tradizione

PERSIANE FINSTRAL. Estetica e funzionalità nel rispetto della tradizione PERSIANE FINSTRAL Estetica e funzionalità nel rispetto della tradizione PERSIANE 2 Oscuramento e protezione visiva nel rispetto della tradizione Le persiane, oltre al loro ruolo principale di elemento

Dettagli

Aquaflex Roof. Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista

Aquaflex Roof. Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista CAMPI DI APPLICAZIONE Impermeabilizzazione di: coperture piane; balconi e terrazzi;

Dettagli

Se dico la parola TEMPO che cosa ti viene in mente?

Se dico la parola TEMPO che cosa ti viene in mente? Se dico la parola TEMPO che cosa ti viene in mente? Ognuno di noi ha espresso le proprie opinioni, poi la maestra le ha lette ad alta voce. Eravamo proprio curiosi di conoscere le idee ti tutti! Ecco tutti

Dettagli

Gestione delle avversità in agricoltura biologica

Gestione delle avversità in agricoltura biologica Gestione delle avversità in agricoltura biologica Anna La Torre Consiglio per la ricerca in agricoltura e l analisi dell economia agraria Centro di ricerca per la patologia vegetale «Noi ereditiamo la

Dettagli

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi?

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi? Che cos'è il radon? Il Radon è un gas inodore e incolore presente in natura. Il suo isotopo (atomo di uno stesso elemento chimico con numero di protoni fisso e numero di neutroni variabile) 222Rn è radioattivo

Dettagli

Meteo Varese Moti verticali dell aria

Meteo Varese Moti verticali dell aria Movimento verticale dell aria Le masse d aria si spostano prevalentemente lungo direzioni orizzontali a seguito delle variazioni della pressione atmosferica. I movimenti più importanti sono però quelli

Dettagli

POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2014

POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2014 C.E.C.A.T. Castelfranco V.to COMUNICATO TECNICO n 1/2014 (9-01-2014) PROGETTO VITE POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2014 Per ottenere dal vigneto il risultato migliore intermini di qualità

Dettagli

Originali Bosch! La prima livella laser

Originali Bosch! La prima livella laser Originali Bosch! La prima livella laser per superfici al mondo NOVITÀ! La livella laser per superfici GSL 2 Professional Finalmente è possibile rilevare con grande facilità le irregolarità su fondi in

Dettagli

Impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile

Impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile Impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile Come ottenere energia rinnovabile e compost dai rifiuti organici Un percorso di educazione ambientale alla scoperta dell impianto di compostaggio

Dettagli

Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC?

Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC? La PAC che verrà: Smart change or business as usual? La posizione ufficiale IFOAM EU sulla prossima riforma PAC 2014 2020 Alessandro Triantafyllidis, IFOAM EU Group Siamo a metà dell attuale periodo di

Dettagli

Pietra dei solstizi di Montevila Perca (Alto Adige)

Pietra dei solstizi di Montevila Perca (Alto Adige) Dott. Huber Josef Pietra dei solstizi di Montevila Perca (Alto Adige) La pietra dei solstizi di Montevila é un blocco di granito con un volume di ca. 1,3 m³. Ha cinque fori con un diametro di ca. 3 cm

Dettagli

Num.Ord. TARIFFA E L E M E N T I unitario TOTALE ANALISI DEI PREZZI

Num.Ord. TARIFFA E L E M E N T I unitario TOTALE ANALISI DEI PREZZI pag. 2 Nr. 1 CHIUSURA MASSICCIATA STRADALE eseguita con fornitura e messa in opera di materiale D.0001.3 di saturazione formato esclusivamente con pietrisco minuto di cava dello spessore di mm 0-2, rispondente

Dettagli

Pannelli Solari Termici. Parete esterna verticale. Tipologia di. inserimento. I pannelli solari termici sono inseriti sulla parete esterna verticale

Pannelli Solari Termici. Parete esterna verticale. Tipologia di. inserimento. I pannelli solari termici sono inseriti sulla parete esterna verticale Pannelli Solari Termici Parete esterna verticale I pannelli solari termici sono inseriti sulla parete esterna verticale dell edificio. Pannelli Solari Termici Parete esterna verticale e parapetti Legenda

Dettagli

4. Conoscere il proprio corpo

4. Conoscere il proprio corpo 4. Conoscere il proprio corpo Gli esseri viventi sono fatti di parti che funzionano assieme in modo diverso. Hanno parti diverse che fanno cose diverse. Il tuo corpo è fatto di molte parti diverse. Alcune

Dettagli

Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche

Nel cemento armato si valorizzano le qualità dei due materiali: calcestruzzo e acciaio, che presentano le seguenti caratteristiche CEMENTO ARMATO METODO AGLI STATI LIMITE Il calcestruzzo cementizio, o cemento armato come normalmente viene definito in modo improprio, è un materiale artificiale eterogeneo costituito da conglomerato

Dettagli

L influenza del suolo sulla performance viticola: DALL APPARATO RADICALE ALLA QUALITÀ DEL VINO

L influenza del suolo sulla performance viticola: DALL APPARATO RADICALE ALLA QUALITÀ DEL VINO L influenza del suolo sulla performance viticola: DALL APPARATO RADICALE ALLA QUALITÀ DEL VINO Fabrizio Battista, Federica Gaiotti, Davide Mosetti, Gilberto Bragato, Diego Tomasi CRA-VIT CENTRO DI RICERCA

Dettagli

TELLUS L amore per il proprio raccolto inizia da radici sane

TELLUS L amore per il proprio raccolto inizia da radici sane Agrofarmaco biologico per la prevenzione delle malattie fungine del terreno TELLUS L amore per il proprio raccolto inizia da radici sane NOVITà TELLUS: la nuova risorsa per una crescita vigorosa TELLUS

Dettagli

Lotta biologica per la difesa fitosanitaria del castagneto

Lotta biologica per la difesa fitosanitaria del castagneto GAL L ALTRA ROMAGNA S. CONS. A R.L. Via Roma, 24 47027 Sarsina (FC) Tel. 0547.698301 Fax 0547.698345 altrarom@tin.it COD. FISC. e P. IVA 02223700408 www.altraromagna.it PSR ASSE 4 Leader MISURA 412 Azione

Dettagli

SOLARE AEROVOLTAICO. R-Volt. L energia fronte-retro. www.systovi.com FABBRICATO IN FRANCIA

SOLARE AEROVOLTAICO. R-Volt. L energia fronte-retro. www.systovi.com FABBRICATO IN FRANCIA SOLARE AEROVOLTAICO L energia fronte-retro www.systovi.com FABBRICATO IN FRANCIA SISTEMA BREVETTATO IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER IL RISPARMIO ENERGETICO E IL COMFORT TERMICO Effetto fronte-retro Recupero

Dettagli

La natura restituisce...cio che il tempo sottrae

La natura restituisce...cio che il tempo sottrae Benessere olistico del viso 100% natura sulla pelle 100% trattamento olistico 100% benessere del viso La natura restituisce......cio che il tempo sottrae BiO-REVITAL il Benessere Olistico del Viso La Natura

Dettagli

GLI SPAZI APERTI SPAZI APERTI E PROGETTI DI AREA VASTA

GLI SPAZI APERTI SPAZI APERTI E PROGETTI DI AREA VASTA GLI SPAZI APERTI SPAZI APERTI E PROGETTI DI AREA VASTA 0147 Gli Spazi Aperti Spazi aperti e progetti di area vasta Spazi aperti e progetti di area vasta Gli spazi aperti sono qui identificati con quelle

Dettagli

allargarsi, andare da a Si dice anche: la pianura si estende; i confini si estendono... Scrivi tu una frase con il verbo estendersi...

allargarsi, andare da a Si dice anche: la pianura si estende; i confini si estendono... Scrivi tu una frase con il verbo estendersi... GLI APPENNINI Gli Appennini sono una catena montuosa che si estende da Nord a Sud per circa 1400 chilometri lungo la penisola italiana. Le montagne degli Appennini sono montagne meno alte di quelle delle

Dettagli

Elettrificatori per recinti

Elettrificatori per recinti Elettrificatori per recinti 721 Cod. R315527 Elettri catore multifunzione PASTORELLO SUPER PRO 10.000 Articolo professionale, dotato di rotoregolatore a 3 posizioni per 3 diverse elettroscariche. Può funzionare

Dettagli

IL TEMPO METEOROLOGICO

IL TEMPO METEOROLOGICO VOLUME 1 CAPITOLO 4 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE IL TEMPO METEOROLOGICO 1. Parole per capire A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: tempo... Sole... luce... caldo...

Dettagli

Costruzioni in legno: nuove prospettive

Costruzioni in legno: nuove prospettive Costruzioni in legno: nuove prospettive STRUZION Il legno come materiale da costruzione: origini e declino Il legno, grazie alla sua diffusione e alle sue proprietà, ha rappresentato per millenni il materiale

Dettagli