CANTIERE: Via SAN SOTERO, 32 - ROMA 00165

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CANTIERE: Via SAN SOTERO, 32 - ROMA 00165"

Transcript

1 Comune di ROMA Il presente piano è redatto dal Coordinatore per la Progettazione per conto della Committente, con la funzione di analizzare tutti i rischi connessi al cantiere in oggetto, art. 100 D.Lgs. 81/08 PIANO di SICUREZZA e di COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: COMMITTENTE: UNCI Unione Nazionale Cooperative Italiane P.S.C. CANTIERE: Via SAN SOTERO, 32 - ROMA Roma, lì IL COORDINATORE per la SICUREZZA Tecnico della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro Dott. PIETRO D'ACHILLE IL COMMITTENTE (UNCI Unione Nazionale C ooperativ e Italiane) Il cantiere di cui al presente piano è soggetto al T.U.S.L. art. 100 del D.Lgs. 81 del 09 aprile 2008 ex D.Lgs. 494/96 come modificato dal D.Lgs. 528/99 (e dal D.Lgs. 276/2003), in applicazione dell art. 25 del testé richiamato D.Lgs. 528/99. Il presente documento è il Piano di Sicurezza e di C oordinamento di cui all art.4, c. 1, lett. a) e di cui all art. 12 del già richiamato decreto. Il Piano è stato redatto nel rispetto puntuale delle precise indicazioni di cui al Ex D.Lgs. 494/96 nuovo D.Lgs. 81/08 s.m., art. 12, e delle altre norme v igenti, quali l art. 41 del D.P.R. 554/99 (Regolamento Generale di applicazione della legge quadro in materia di lavori pubblici). Il piano esamina puntualmente gli elementi richiamati dall Ex D.Lgs. 494/96 s.m., art. 12, comma 1) dalla lettera a) alla lettera t).condiv idendone i principi e le modalità esposte, il Coordinatore ha sviluppato questo piano in osserv anza degli indirizzi esposti nelle Linee guida per l applicazione del D.P.R. 222/2003, approvate dalla C onferenza delle Regioni e Prov ince autonome nella riunione del 1 marzo Dott. PIETRO D ACHILLE Tecnico della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro Sede Legale : Via GALILEO GALILEI, 6 Sede Operativa : Via E.Baccelli, RIGNANO FLAMINIO (RM) Tel./Fax Mobile Web : Consulenze e Servizi integrati Igiene e Sicurezza sul Lavoro

2 ANAGRAFICA CANTIERE 1.1 Dati generali e individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza Indirizzo del cantiere Via SAN SOTERO, 32 - ROMA Descrizione sintetica dell opera LAVORI PER LA RIMOZIONE DI UNA COPERTURA IN AMIANTO E RIFACIMENTO Committente UNCI Unione Nazionale Cooperative Italiane Tel. /Fax Proprietario UNCI Unione Nazionale Cooperative Italiane Tel. /Fax Responsabile dei Lavori Geom. ALBERTO VENTRESCA Tel. /Fax Cell Direzione dei Lavori Arch. ERMINIO TIQUINO Tel. /Fax Cell Coordinatore Sicurezza per la Progettazione Dott. PIETRO D ACHILLE Tel. /Fax Cell Coordinatore Sicurezza per l Esecuzione Dott. PIETRO D ACHILLE Tel. /Fax Cell Dati generali del cantiere Durata presunta dei lavori 2 MESI 60 gg lavorativi Durata inizio lavori APRILE 2010 Durata presunta fine lavori LUGLIO 2010 Entità presunta del cantiere Uomini/Giorno 119 Numero di Imprese previste Numero di Lavoratori Autonomi Numero Massimo di Lavoratori 4 previste 0 previste 5 previsti Importo presunto lavori ,00 Impresa A ppaltatrice Numeri Utili e Chiamate di Emergenza Numero Tel Comune ROMA Numero Tel Vigili Urbani Numero Tel Vigili del Fuoco 115 ASL di Competenza ASL RM/E Direzione Provinciale del Lavoro CONSORZIO SOCIALE ROLA NDO INNOCENTI Scs Ospedale di Zona OSPEDALE FATEBENEFRATELLI ROMA Piazza FATEBENEFRATELLI, 2 Tel I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 2 di 107

3 I lavori saranno eseguiti Allegati DESCRIZIONE DEL CONTESTO IN CUI È COLLOCATA L'AREA DEL CANTIERE (punto 2.1.2, lettera a, punto 2, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008) CONTESTO AMBIENTALE IN CUI DEVONO ESSERE ESEGUITI I LAVORI 1) Planimetria area interessata ai lavori Potenziali interferenze con il contesto ambientale COMUNE di ROMA Via SAN SOTERO, 32 Via SAN SOTERO, 32 Area in PIENO centro urbano, zona CENTRALE dotata di tutte le urbanizzazioni primarie, con ALTA intensità veicolare e pedonale Presenza di edifici pubblici e/o commerciali nelle immediate vicinanze SI X NO Nelle vicinanze del cantiere si riscontra la presenza di edifici pubblici e commerciali che potrebbero comportare un eccessiva attività veicolare, si prescrive quindi la massima cautela nell ingresso e/o uscita dei mezzi d opera dal cantiere I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 3 di 107

4 DESCRIZIONE SINTETICA DELL'OPERA (punto 2.1.2, lettera a, punto 3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008) Oggetto della presente relazione è il progetto per la rimozione e ricostruzione con modifiche del tetto di copertura di un edificio esistente in amianto. L intervento che si andrà a realizzare consiste nella rimozione del tetto in essere realizzato in amianto con metodi tradizionali, senza intervento di mezzi d opera specifici per demolire, ma bensì si effettueranno rimozioni manuali della copertura e delle relative parti sottostanti con smontaggio di parti di muratura ove necessario con utensili manuali. Scarico su mezzi d opera appositamente autorizzati e relativo smaltimento in discarica dei materiali di risulta che si dovranno rimuovere. Si realizzeranno dei ponteggi metallici fissi lungo tutto il perimetro dell edifico, con altezze massime di circa 11,00 Mt e larghezza dello stesso di circa 1.00 Mt; verosimilmente, in base agli spazi necessari per l accatastamento e stoccaggio del materiale verrà realizzato un castello di carico per consentire alle maestranze di approvvigionarsi del materiale utile ai fini del lavoro direttamente in quota posato con l ausilio di argano o gru con braccio telescopico. La realizzazione della nuova copertura avverrà con posa in opera delle impermeabilizzazioni e tegole il tutto sarà completato con la posa in opera dei discendenti, ed eventuali ritocchi delle facciate esterne dell edificio e tinteggiate prima dello smontaggio del ponteggio metallico fisso realizzato nel caso in cui ci riscontrassero problematiche. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 4 di 107

5 ORGANIZZAZIONE AREA DEL CANTIERE Individuazione, analisi e valutazione dei rischi (punto 2.1.2, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008) Scelte progettuali ed organizzative, procedure, misure preventive e protettive (punto 2.1.2, lettera d, punto 1, 2 Allegato XV del D.Lgs. 81/2008) - CONTESTO AMBIENTALE ED UBICAZIONE DEL CANTIERE Il cantiere risulta collocato in pieno centro urbano, in una zona con presenza di edifici commerciali su di una strada mediamente trafficata Via SAN SOTERO, 32 in prossimità di un Via con alta intensità veicolare e pedonale Via GREGORIO VII ; non ci sono altri cantieri aperti nelle immediate vicinanze, il lotto oggetto dei lavori presenta dei buoni spazi per l accatastamento dei materiali da costruzione e per tutti gli apprestamenti previsti. - VIABILITA ED INTERFERENZE CON IL TRAFFICO VEICOLARE Si raccomanda la massima attenzione durante le manovre di ingresso ed uscita ai mezzi d opera all area di cantiere, l ingresso è collocato in corrispondenza di una strada particolarmente trafficata, non perfettamente scoperta alla visibilità veicolare; divieto assoluto di effettuare manovre sia a pieno carico che scarico, senza moviere da terra a tutti i mezzi d opera del cantiere. - DISLOCAZIONE LOGISTICA DEI BARACCAMENTI ED UFFICI DI CANTIERE L'entità dei servizi varia a seconda dei casi (dimensioni del cantiere, numero degli addetti contemporaneamente impiegati). Inoltre, è in diretta dipendenza al soddisfacimento delle esigenze igieniche ed alla necessità di realizzare quelle condizioni di benessere e dignità personale indispensabili per ogni lavoratore. Poiché l'attività edile rientra pienamente fra quelle che il legislatore considera esposte a materie insudicianti o in ambienti polverosi, qualunque sia il numero degli addetti, i servizi igienico-assistenziali (docce, lavabi, gabinetti, spogliatoi, refettorio, locale di riposo, eventuali dormitori) sono indispensabili. Essi debbono essere ricavati in baracche opportunamente coibentate, illuminate, aerate, riscaldate durante la stagione fredda e comunque previste e costruite per questo uso, vista la possibilità di usufruire degli spazi della struttura, su richiesta scritta ed accettazione della Committente si potranno utilizzare i locali di porprietà dell UNCI se gli stessi autorizzeranno e avranno la possibilità di mettere a disposizione dei lavori in oggetto per la durata del cantiere. Nelle zone di montaggio dei baraccamenti, delle gru, dei silos, degli impianti di betonaggio o di qualsiasi altra struttura importante, è preclusa la possibilità di transito e lavoro a tutti coloro che non siano addetti a tali attività. - PISTE DI CANTIERE, VIE DI TRANSITO, RAMPE E VIOTTOLI Le piste di cantiere non dovrebbero comportare un problema ai fini del lavoro essendo l area oggetto dei lavori in buone condizioni. Le varie zone in cui si articola un cantiere e in modo particolare le zone di lavoro, impianti, depositi, uffici non devono interferire fra loro ed essere collegate mediante itinerari il più possibile lineari. Se nei cantieri piccoli subentra il problema, sempre nemico della sicurezza, degli spazi ristretti, in quelli più grandi, specie per quelli che si sviluppano in estensione, i percorsi lunghi richiedono uno studio apposito in cui sono implicati fattori di economicità, praticità e, per l appunto, sicurezza. Le vie di transito vanno mantenute curate e non devono essere ingombrate da materiali che ostacolano la normale circolazione. Il traffico pesante va incanalato lontano dai margini di scavo, dagli elementi di base di ponteggi e impalcature e, in linea di principio, da tutti i punti pericolosi. Quando necessario bisogna imporre limiti di velocità e creare passaggi separati per i soli pedoni. In questi casi si può ricorrere a sbarramenti, convogliamenti, cartellonistica ben visibile, segnalazioni luminose e acustiche, semafori, indicatori di pericolo. La segnaletica adottata deve essere conforme a quella prevista dalla circolazione stradale. Accessi e percorsi assumono particolare riguardo nelle demolizioni nel corso delle quali sbarramenti, deviazioni e segnalazioni devono sempre mantenersi efficienti e visibili e, quando il caso, sotto la costante sorveglianza di un addetto. Il transito sotto ponti sospesi, ponti a sbalzo, scale aeree e simili deve essere impedito con barriere o protetto con l'adozione di misure o cautele adeguate. - ALLESTIMENTO DELLA RECINZIONE Durante l allestimento della recinzione del cantiere si possono determinare interferenze con i mezzi che iniziano il trasporto di materiali all interno dell area dei lavori. La recinzione viene ultimata prima che avvengano tali trasporti o, in ogni caso, viene completata nelle zone di transito dei mezzi per proseguire solo nelle altre parti non interessate dal loro passaggio. Ad evitare pericoli di contatto con mezzi, attrezzature e materiali, occorre rispettare le zone di transito ultimate. Al fine di identificare nel modo più chiaro l'area dei lavori è necessario recintare il cantiere lungo tutto il suo perimetro. La recinzione impedisce l'accesso agli estranei e segnala in modo inequivocabile la zona dei lavori. Deve essere costituita con delimitazioni robuste e durature corredate da richiami di divieto e pericolo. La necessità della perimetrazione viene richiamata anche dai regolamenti edilizi locali. Quando sia previsto il passaggio o lo stazionamento di terzi in prossimità di zone di lavoro elevate di pertinenza al cantiere, si devono adottare misure per impedire che la caduta accidentale di oggetti e materiali costituisca pericolo. Recinzioni, sbarramenti, protezioni, segnalazioni e avvisi devono essere mantenuti in buone condizioni e resi ben visibili. - RUMOROSITÀ AMBIENTALE In cantiere molte lavorazioni producono una rumorosità elevata che viene valutata affinché l assorbimento quotidiano o settimanale sia contenuto nei limiti previsti dalla normativa vigente, fornendo, se necessario, i mezzi protettivi per l udito. Il problema si pone anche per coloro che, pur non producendo rum ori elevati, si trovano in prossimità di macchine o lavorazioni rumorose. Anche costoro sono tenuti ad indossare opportuni otoprotettori. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 5 di 107

6 Le vie di transito saranno mantenute curate e sgombre da materiali che ostacolano la normale circolazione. Quando necessario verranno imposti limiti di velocità e creati passaggi separati pe r i soli pedoni. In questi casi si potrà ricorrere a sbarramenti, convogliamenti, cartellonistica ben visibile, segnalazioni luminose e acustiche, semafori, indicatori di pericolo. La segnaletica adottata sarà conforme a quella prevista da lla circolazione stradale. RISCHI CHE LE LAVORAZIONI DI CANTIERE COMPORTANO PER L'AREA CIRCOSTANTE FATTORI ESTERNI Sono stati individuati i seguenti fattori esterni che comportano rischi per il cantiere: - Falde; BASSO - fossati; BASSO - alberi; BASSO - manufatti interferenti o sui quali intervenire; MEDIO ALTO - infrastrutture quali strade, MEDIO ALTO - viabilità; ALTO - rumore; MEDIO - polveri; MEDIO - caduta di materiali dall'alto. MEDIO ALTO RISCHI PER L AREA CIRCOSTANTE Sono stati individuati i seguenti aspetti, in merito ai quali il cantiere è o può essere fonte di rischio per l area circostante. - alberi; - infrastrutture quali strade, ferrovie, idrovie, aeroporti; - edifici senza particolare esigenze di tutela : abitazioni; - linee aeree e condutture sotterranee di servizi; - altri cantieri o insediamenti produttivi; - viabilità; - rumore; - polveri; - fibre; - fumi; - vapori; I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 6 di 107

7 SEGNALETICA GENERALE PREVISTA NEL CANTIERE I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 7 di 107

8 LAVORAZIONI e loro INTERFERENZE Individuazione, analisi e valutazione dei rischi (punto 2.1.2, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008) Scelte progettuali ed organizzative, procedure, misure preventive e protettive (punto 2.1.2, lettera d, punto 3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008) La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi: ALLESTIMENTO E SMOBILIZZO DEL CANTIERE Allestimento di cantiere temporaneo su strada Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere Allestimento di servizi sanitari del cantiere Montaggio e smontaggio del ponteggio metallico fisso Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere Realizzazione della viabilità del cantiere Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere Realizzazione di impianto di protezione da scariche atmosferiche del cantiere Realizzazione di impianto elettrico del cantiere Realizzazione di impianto idrico dei servizi igienico-assistenziali e sanitari del cantiere Realizzazione di impianto idrico del cantiere Smobilizzo del cantiere Allestimento di cantiere temporaneo su strada (fase) Allestimento di un cantiere temporaneo lungo una strada carrabile senza interruzione del servizio. Macchine utilizzate: 1) Dumper Lavoratori impegnati: 1) Addetto all'allestimento di cantiere temporaneo su strada; Addetto all'allestimento di un cantiere temporaneo lungo una strada carrabile senza interruzione del servizio. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto all'allestimento di cantiere temporaneo su strada; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a tenuta; d) mascherina antipolvere; e) indumenti ad alta visibilità; f) calzature di sicurezza con suola imperforabile. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Investimento, ribaltamento; b) Rumore per "Operaio polivalente"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; b) Scala semplice; c) Sega circolare; d) Smerigliatrice angolare (flessibile); e) Trapano elettrico; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Scivolamenti, cadute a livello; Ustioni. Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi (fase) Allestimento di depositi per materiali e attrezzature, zone scoperte per lo stoccaggio dei materiali e zone per l'istallazione di impianti fissi di cantiere (betoniera, silos, sebatoi). Macchine utilizzate: 1) Autocarro; 2) Autogrù. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 8 di 107 Lavoratori impegnati: 1) Addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Addetto all'allestimento delle zone del cantiere per lo stocaggio di materiali, di deposito di materiali e delle attrezzatura e per l'istallazione di impianti fissi quali betoniera, silos, banco dei ferraioli, ecc.. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi;

9 Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta di materiale dall'alto o a livello; b) Rumore per "Operaio polivalente"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Andatoie e Passerelle; b) Attrezzi manuali; c) Ponte su cavalletti; d) Ponteggio mobile o trabattello; e) Scala doppia; f) Scala semplice; g) Sega circolare; h) Smerigliatrice angolare (flessibile); i) Trapano elettrico; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Scivolamenti, cadute a livello; Movimentazione manuale dei carichi; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Ustioni. Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere (fase) Allestimento di servizi igienico-sanitari costituiti da locali, direttamente ricavati nell'edificio oggetto dell'intervento, in edifici attigui, o in strutture prefabbricate appositamente approntate, nei quali le maestranze possono usufruire di refettori, dormitori, servizi igienici, locali per riposare, per lavarsi, per il ricambio dei vestiti. Macchine utilizzate: 1) Autocarro; 2) Autogrù. Lavoratori impegnati: 1) Addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Addetto all'allestimento di servizi igienico-sanitari costituiti da locali, direttamente ricavati nell'edificio oggetto dell'intervento, in edifici attigui, o in strutture prefabbricate appositamente approntate, nei quali le maestranze possono usufruire di refettori, dormitori, servizi igienici, locali per riposare, per lavarsi, per il ricambio dei vestiti. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta di materiale dall'alto o a livello; b) Rumore per "Operaio polivalente"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Andatoie e Passerelle; b) Attrezzi manuali; c) Ponte su cavalletti; d) Ponteggio mobile o trabattello; e) Scala doppia; f) Scala semplice; g) Sega circolare; h) Smerigliatrice angolare (flessibile); i) Trapano elettrico; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Scivolamenti, cadute a livello; Movimentazione manuale dei carichi; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Ustioni. Allestimento di servizi sanitari del cantie re (fase) Allestimento di servizi sanitari costituiti dai presidi (cassetta di pronto soccorso, pacchetto di medicazione, camera di medicazione) e dai locali necessari all'attività di pronto soccorso in cantiere indispensabili per prestare le prime immediate cure ai lavoratori feriti o colpiti da malore improvvisio. Macchine utilizzate: 1) Autocarro; 2) Autogrù. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 9 di 107 Lavoratori impegnati: 1) Addetto all'allestimento di servizi sanitari del cantiere; addetto all'allestimento di servizi sanitari costituiti dai presidi (cassetta di pronto soccorso, pacchetto di medicazione, camera di medicazione) e dai locali necessari all'attività di pronto soccorso in cantiere indispensabili per prestare le prime immediate cure ai lavoratori feriti o colpiti da malore improvvisio.

10 Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto all'allestimento di servizi sanitari del cantiere; Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta di materiale dall'alto o a livello; b) Rumore per "Operaio polivalente"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Andatoie e Passerelle; b) Attrezzi manuali; c) Ponte su cavalletti; d) Ponteggio mobile o trabattello; e) Scala doppia; f) Scala semplice; g) Sega circolare; h) Smerigliatrice angolare (flessibile); i) Trapano elettrico; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Scivolamenti, cadute a livello; Movimentazione manuale dei carichi; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Ustioni. Montaggio e smontaggio del ponteggio metallico fisso (fase) Operazioni di montaggio, trasformazione e smontaggio del ponteggio metallico fisso, di tipologia a tubi e giunti, a telai prefabbricati, o a montanti e traversi prefabbricati, in conformità alle istruzioni del libretto di Autorizzazione Ministeriale e secondo le procedure del PiMUS (Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio). Macchine utilizzate: 1) Autocarro. Lavoratori impegnati: 1) Addetto al montaggio e smontaggio del ponteggio metallico fisso; Addetto alle operazioni di montaggio, trasformazione e smontaggio del ponteggio metallico fisso, di tipologia a tubi e giunti, a telai prefabbricati, o a montanti e traversi prefabbricati, in conformità alle istruzioni del libretto di Autorizzazione Ministeriale e secondo le procedure del PiMUS (Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio). Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto al montaggio e smontaggio del ponteggio metallico fisso; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) elmetto (sia per gli addetti al montaggio che per quanti partecipano al lavoro da terra; tali elmetti devono essere corredati da cinghia sottogola, indispensabile soprattutto per chi, lavorando in elevazione, è impossibilitato a recuperare facilmente il casco eventualmente perduto); b) guanti; c) cintura di sicurezza a dissipazione di energia; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Elettrocuzione; b) Movimentazione manuale dei carichi; c) Rumore per "Ponteggiatore"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Argano a bandiera; b) Attrezzi manuali; c) Ponteggio metallico fisso; d) Scala semplice; e) Trapano elettrico; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Caduta di materiale dall'alto o a livello; Elettrocuzione; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Scivolamenti, cadute a livello; Movimentazione manuale dei carichi; Inalazione polveri, fibre; Ustioni. Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere (fase) Realizzazione della recinzione, al fine di impedire l'accesso involontario dei non addetti ai lavori, e degli accessi al cantiere, per mezzi e lavoratori. La recinzione dovrà essere di altezza non minore a quella richiesta dal vigente regolamento edilizio, realizzata con lamiere grecate, reti o altro efficace sistema di confinamento, adeguatamente sostenute da paletti in legno, metallo, o altro infissi nel terreno. Macchine utilizzate: 1) Dumper. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 10 di 107 Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Addetto alla realizzazione della recinzione, al fine di impedire l'accesso involontario dei non addetti ai lavori, e degli accessi al cantiere, per mezzi e lavoratori. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere;

11 Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a tenuta; d) mascherina antipolvere; e) indumenti ad alta visibilità; f) calzature di sicurezza con suola imperforabile. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Rumore per "Operaio polivalente"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Andatoie e Passerelle; b) Attrezzi manuali; c) Scala doppia; d) Scala semplice; e) Sega circolare; f) Smerigliatrice angolare (flessibile); g) Trapano elettrico; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Cesoiamenti, stritolamenti; Movimentazione manuale dei carichi; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Scivolamenti, cadute a livello; Ustioni. Realizzazione della viabilità del cantiere (fase) Realizzazione della viabilità di cantiere destinata a persone e veicoli preferibilmente mediante percorsi separati. A questo scopo, all'interno del cantiere dovranno essere approntate adeguate vie di circolazione carrabile e pedonale, corredate di appropriata segnaletica. Macchine utilizzate: 1) Autocarro; 2) Pala meccanica. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere; Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere destinata a persone e veicoli preferibilmente mediante percorsi separati. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a tenuta; d) mascherina antipolvere; e) indumenti ad alta visibilità; f) calzature di sicurezza con suola imperforabile. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Rumore per "Operaio polivalente"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Andatoie e Passerelle; b) Attrezzi manuali; c) Sega circolare; d) Smerigliatrice angolare (flessibile); e) Trapano elettrico; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Scivolamenti, cadute a livello; Ustioni. Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere (fase) Realizzazione dell'impianto di messa a terra, unico per l'intera area di cantiere e composto, essenzialmente, da elementi di dispersione (puntazze), dai conduttori di terra e dai conduttori di protezione. A questi si aggiungono i conduttori equipotenziali destinati alla messa a terra delle masse e delle eventuali masse estranee. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Elettricista addetto alla realizzazione dell'impianto di messa a terra del cantiere ed all'individuazione e collegamento ad esso di tutte le masse metalliche che ne necessitano. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti dielettrici; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cinture di sicurezza. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Elettrocuzione; b) Rumore per "Elettricista (ciclo completo)"; c) Vibrazioni per "Elettricista (ciclo completo)"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; b) Ponte su cavalletti; c) Ponteggio mobile o trabattello; d) Scala doppia; e) Scala semplice; f) Scanalatrice per muri ed intonaci; g) Trapano elettrico; I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 11 di 107

12 Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Scivolamenti, cadute a livello; Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Movimentazione manuale dei carichi; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; Ustioni. Realizzazione di impianto di protezione da scariche atmosferiche del cantiere (fase) Realizzazione di impianto di protezione da scariche atmosferiche dell masse metalliche, di notevole dimensione, presenti in cantiere, quali ad esempio i ponteggi metallici fissi, le gru e gli impianti di betonaggio, oppure, redazione della dichiarazione di autoprotezione da parte di tecnico abilitato secondo quanto prescritto dalle norme CEI 81-10, CEI Si fa presente che per il collegamento incondizionato delle masse metalliche di grosse dimensioni senza verifica attraverso il calcolo di fulminazione (CEI 81-10) costituisce situazione peggiorativa in quanto aumenta il rischio di accadimento. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione di impianto di protezione da scariche atmosferiche del cantiere; Elettricista addetto per la realizzazione dell'impianto di protezione contro le scariche atmosferichedel cantiere. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione di impianto di protezione da scariche atmosferiche del cantiere; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti dielettrici; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cinture di sicurezza. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Elettrocuzione; b) Rumore per "Elettricista (ciclo completo)"; c) Vibrazioni per "Elettricista (ciclo completo)"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; b) Ponte su cavalletti; c) Ponteggio mobile o trabattello; d) Scala doppia; e) Scala semplice; f) Scanalatrice per muri ed intonaci; g) Trapano elettrico; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Scivolamenti, cadute a livello; Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Movimentazione manuale dei carichi; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; Ustioni. Realizzazione di impianto elettrico del cantie re (fase) Realizzazione dell'impianto elettrico del cantiere, per l'alimentazione di tutte le apparecchiature elettriche, mediante la posa in opera quadri, interruttori di protezione, cavi, prese e spine. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere; Elettricista addetto alla realizzazione dell'impianto elettrico del cantiere, per l'alimentazione di tutte le apparecchiature elettriche, mediante la posa in opera quadri, interruttori di protezione, cavi, prese e spine. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti dielettrici; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cinture di sicurezza. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Elettrocuzione; b) Rumore per "Elettricista (ciclo completo)"; c) Vibrazioni per "Elettricista (ciclo completo)"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; b) Ponte su cavalletti; c) Ponteggio mobile o trabattello; d) Scala doppia; e) Scala semplice; f) Scanalatrice per muri ed intonaci; g) Trapano elettrico; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Scivolamenti, cadute a livello; Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Movimentazione manuale dei carichi; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; Ustioni. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 12 di 107

13 Realizzazione di impianto idrico dei se rvizi igienico-assistenziali e sanitari del cantiere (fase) Realizzazione dell'impianto idrico dei servizi igienico-assistenziali e sanitari del cantiere, mediante la posa in opera di tubazioni (in ferro o p.v.c. o polietilene o rame) con giunti saldati o raccordati meccanicamente e dei relativi accessori. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione di impianto idrico dei servizi igienico-assistenziali e sanitari del cantiere; Idraulico addetto alla realizzazione dell'impianto idrico dei servizi igienico-assistenziali e sanitari del cantiere, mediante la posa in opera di tubazioni (in ferro o p.v.c. o polietilene o rame) con giunti saldati o raccordati meccanicamente e dei relativi accessori. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione di impianto idrico dei servizi igienico-assistenziali e sanitari del cantiere; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) occhiali o visiera di sicurezza; f) otoprotettori. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Rumore per "Idraulico"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; b) Trapano elettrico; c) Scala semplice; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Ustioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi. Realizzazione di impianto idrico del cantiere (fase) Realizzazione dell'impianto idrico del cantiere, mediante la posa in opera di tubazioni (in ferro o p.v.c. o polietilene o rame) con giunti saldati o raccordati meccanicamente e dei relativi accessori. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione di impianto idrico del cantiere; Idraulico addetto alle realizzazione dell'impianto idrico del cantiere, mediante la posa in opera di tubazioni (in ferro o p.v.c. o polietilene o rame) con giunti saldati o raccordati meccanicamente e dei relativi accessori. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione di impianto idrico del cantiere; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) occhiali o visiera di sicurezza; f) otoprotettori. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Rumore per "Idraulico"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; b) Trapano elettrico; c) Scala semplice; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Ustioni; Caduta dall'alto; Movimentazione manuale dei carichi. Smobilizzo del cantiere (fase) Smobilizzo del cantiere realizzato attraverso lo smontaggio delle postazioni di lavoro fisse, di tutti gli impianti di cantiere, delle opere provvisionali e di protezione, della recinzione posta in opera all'insediamento del cantiere stesso ed il caricamento di tutte le attrezzature, macchine e materiali eventualmente presenti, su autocarri per l'allontanamento. Macchine utilizzate: 1) Autocarro; 2) Autogrù; 3) Carrello elevatore. Lavoratori impegnati: 1) Addetto allo smobilizzo del cantiere; Addetto allo smobilizzo del cantiere realizzato attraverso lo smontaggio delle postazioni di lavoro fisse, di tutti gli impianti di cantiere, delle opere provvisionali e di protezione, della recinzione posta in opera all'insediamento del cantiere stesso ed il caricamento di tutte le attrezzature, macchine e materiali eventualmente presenti, su autocarri per l'allontanamento. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto allo smobilizzo del cantiere; Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 13 di 107

14 Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta di materiale dall'alto o a livello; b) Rumore per "Operaio polivalente"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Andatoie e Passerelle; b) Argano a bandiera; c) Attrezzi manuali; d) Ponte su cavalletti; e) Ponteggio metallico fisso; f) Ponteggio mobile o trabattello; g) Scala doppia; h) Scala semplice; i) Trapano elettrico; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Elettrocuzione; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Scivolamenti, cadute a livello; Movimentazione manuale dei carichi; Cesoiamenti, stritolamenti; Inalazione polveri, fibre; Ustioni. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 14 di 107

15 La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi: DISFACIMENTI E RIMOZIONI : Rimozione di manto di copertura in tegole Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali DISFACIMENTI E RIMOZIONI (AMIANTO) : Incapsulamento di coperture in cemento amianto Rimozione di coperture in cemento amianto DISFACIMENTI E RIMOZIONI (fase) DISFACIMENTI E DISMISSIONI Rimozione di manto di copertura in tegole (sottofase) Rimozione di manto di copertura in tegole e piccola orditura di supporto, eseguita mediante l'utilizzo del martello demolitore elettrico e attrezzi manuali. Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto orizzontale e verticale del materiale di risulta, la cernita e l'accatastamento dei materiali eventualmente recuperabili. Macchine utilizzate: 1) Dumper. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla rimozione di manto di copertura in tegole; Addetto alla rimozione di manto di copertura in tegole e piccola orditura di supporto, eseguita mediante l'utilizzo del martello demolitore elettrico e attrezzi manuali. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla rimozione di manto di copertura in tegole; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta di materiale dall'alto o a livello; b) Inalazione polveri, fibre; c) Rumore per "Operaio comune (addetto alle demolizioni)"; d) Vibrazioni per "Operaio comune (addetto alle demolizioni)"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Argano a bandiera; b) Argano a cavalletto; c) Attrezzi manuali; d) Compressore con motore endotermico; e) Martello demolitore elettrico; f) Martello demolitore pneumatico; g) Ponteggio metallico fisso; h) Ponteggio mobile o trabattello; i) Scala semplice; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Caduta di materiale dall'alto o a livello; Elettrocuzione; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Inalazione fumi, gas, vapori; Incendi, esplosioni; Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; Scoppio; Inalazione polveri, fibre; Movimentazione manuale dei carichi; Scivolamenti, cadute a livello; Caduta dall'alto. Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali (sottofase) Rimozione di scossaline, canali di gronda e pluviali eseguita mediante l'utilizzo di attrezzi manuali. Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto orizzontale e verticale del materiale di risulta, la cernita e l'accatastamento dei materiali eventualmente recuperabili. Macchine utilizzate: 1) Dumper. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali; Addetto alla rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali, ecc., eseguita mediante l'utilizzo di attrezzi manuali. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina con filtro antipolvere; e) indumenti protettivi (tute); f) cintura di sicurezza. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 15 di 107

16 Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta dall'alto; b) Rumore per "Lattoniere (tetto)"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Argano a bandiera; b) Argano a cavalletto; c) Attrezzi manuali; d) Ponteggio metallico fisso; e) Scala semplice; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Caduta di materiale dall'alto o a livello; Elettrocuzione; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Scivolamenti, cadute a livello; Movimentazione manuale dei carichi. DISFACIMENTI E RIMOZIONI (AMIANTO) (fase) Incapsulamento di coperture in cemento amianto (sottofase) Intervento di bonifica di coperture realizzate in cemento amianto, eseguito mediante incapsulamento e realizzato attraverso due distinte fasi: un pretrattamento costituito da lavaggio con acqua mediante nebulizzatore o a pioggia e successivo recupero delle acque di lavaggio (in nessun caso si dovrà far uso di getti d'acqua ad alta pressione) e la fase di incapsulamento vera e propria eseguita con cicli di trattamento di spessore complessivo non inferiore a 300 micron, con gli ultimi due strati di colore diversi e contrastanti e comunque con l'ultimo strato di spessore non superiore al penultimo. Lavoratori impegnati: 1) Addetto all'incapsulamento di coperture in cemento amianto; Addetto a interventi di bonifica di coperture realizzate in cemento amianto, eseguito mediante incapsulamento e realizzato attraverso due distinte fasi: un pretrattamento costituito da lavaggio con acqua e la fase di incapsulamento vera e propria. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto all'incapsulamento di coperture in cemento amianto; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) maschera respiratoria a filtri (P3); e) occhiali; f) cintura di sicurezza; g) indumenti protettivi (tuta tipo in tywek microforata). Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Amianto; b) Caduta dall'alto; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Argano a bandiera; b) Ponteggio metallico fisso; c) Scala semplice; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Caduta di materiale dall'alto o a livello; Elettrocuzione; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Scivolamenti, cadute a livello; Movimentazione manuale dei carichi. Rimozione di coperture in cemento amianto (sottofase) Intervento di bonifica di una copertura in cemento amianto eseguito mediante rimozione della stessa e realizzato attraverso le seguenti operazioni: un pretrattamento costituito da lavaggio con acqua mediante nebulizzatore o a pioggia e successivo recupero delle acque di lavaggio (in nessun caso si dovrà far uso di getti d'acqua ad alta pressione), applicazione di un fissativo temporaneo a spruzzo o a pennello, smontaggio delle lastre della copertura (iniziando dal colmo e prestando la massima attenzione durante tali operazioni per evitare il loro danneggiamento) e successivo stoccaggio nel cantiere, ottenuto depositandole su bancali predisposti con fogli di PVC, ulteriore applicazione di fissativo nelle parti non ancora trattate (intradosso, zone di sormonto, ecc.), confezionamento del pacco con apposito nastro a prova di umidità ed applicazione del marchio per segnalare la presenza di amianto. Macchine utilizzate: 1) Dumper. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla rimozione di copertura in cemento amianto; Addetto a interventi di bonifica di coperture in cemento amianto eseguito mediante rimozione della stessa. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla rimozione di copertura in cemento amianto; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) maschera respiratoria a filtri (P3); e) occhiali; f) cintura di sicurezza; g) indumenti protettivi (tuta tipo in tywek microforata). I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 16 di 107 Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Amianto; b) Caduta dall'alto;

17 Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Argano a bandiera; b) Argano a cavalletto; c) Attrezzi manuali; d) Ponteggio metallico fisso; e) Scala semplice; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Caduta di materiale dall'alto o a livello; Elettrocuzione; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Scivolamenti, cadute a livello; Movimentazione manuale dei carichi. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 17 di 107

18 La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi: OPERE IN COPERTURA, BALCONI E LOGGE Applicazione di vernice protettiva su copertura Applicazione esterna di pannelli isolanti su superfici orizzontali e inclinate Formazione di massetto per coperture Impermeabilizzazione di coperture Posa di manto di copertura in tegole Posa di pavimenti su coperture piane Posa di ringhiere e parapetti Realizzazione di camera di ventilazione Realizzazione di opere di lattoneria Applicazione di vernice protettiva su copertura (fase) Verniciatura di una copertura continua, realizzata a pennello, a rullo o a spruzzo, eseguita previo adeguato lavaggio del sottofondo. Le zone arrugginite, o quelle dove la vernice risulti male ancorata o assente, dovranno subire un'accurata spazzolatura e l'applicazione di primer antiruggine. Lavoratori impegnati: 1) Addetto all'applicazione di vernice protettiva su copertura; Addetto alla verniciatura di una copertura continua, realizzata a pennello, a rullo o a spruzzo, eseguita previo adeguato lavaggio del sottofondo. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto all'applicazione di vernice protettiva su copertura; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina con filtro antipolvere; e) indumenti protettivi (tute); f) cintura di sicurezza. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta dall'alto; b) Rumore per "Decoratore"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Argano a bandiera; b) Argano a cavalletto; c) Attrezzi manuali; d) Ponteggio metallico fisso; e) Ponteggio mobile o trabattello; f) Scala doppia; g) Scala semplice; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Caduta di materiale dall'alto o a livello; Elettrocuzione; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Scivolamenti, cadute a livello; Movimentazione manuale dei carichi; Cesoiamenti, stritolamenti. Applicazione este rna di pannelli isolanti su superfici orizzontali e inclinate (fase) Applicazione di pannelli isolanti di qualsiasi tipo su superfici esterne orizzontali, previo pulizia ed eventuale ripristino della planeità, mediante collanti, tasselli o a fiamma. Macchine utilizzate: 1) Gru a torre. Lavoratori impegnati: 1) Addetto all'applicazione esterna di pannelli isolanti su superfici orizzontali e inclinate; Addetto alla applicazione di pannelli isolanti di qualsiasi tipo su superfici esterne orizzontali, previo pulizia ed eventuale ripristino della planeità, mediante collanti o tasselli. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto all'applicazione esterna di pannelli isolanti su superfici orizzontali e inclinate; Devono essere forniti, al lavoratore, adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile e puntale d'acciaio; e) otoprotettori. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta dall'alto; b) Rumore per "Operaio comune (murature)"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; b) Betoniera a bicchiere; c) Ponteggio metallico fisso; d) Ponteggio mobile o trabattello; e) Ponte su cavalletti; f) Scala semplice; g) Taglierina elettrica; I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 18 di 107

19 Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Getti, schizzi; Inalazione polveri, fibre; Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; Movimentazione manuale dei carichi; Caduta dall'alto; Scivolamenti, cadute a livello; Ustioni. Formazione di massetto pe r coperture (fase) Formazione del massetto per le pendenze per coperture comunque eseguito (in calcestruzzo, in calcestruzzo alleggerito con argilla espansa, con vermiculite, con perline di polistirolo espanso, in malta bastarda). Macchine utilizzate: 1) Gru a torre. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla formazione di massetto per coperture; Addetto alla formazione del massetto per le pendenze per coperture comunque eseguito (in calcestruzzo, in calcestruzzo alleggerito con argilla espansa, con vermiculite, con perline di polistirolo espanso, in malta bastarda, ecc.). Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla formazione di massetto per coperture; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta dall'alto; b) Rumore per "Pavimentista preparatore fondo"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; b) Impastatrice; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; Movimentazione manuale dei carichi. Impermeabilizzazione di coperture (fase) Realizzazione di impermeabilizzazione di coperture eseguita con guaina bituminosa posata a caldo. Macchine utilizzate: 1) Gru a torre. Lavoratori impegnati: 1) Addetto all'impermeabilizzazione di coperture; Addetto alla realizzazione di impermeabilizzazione di coperture eseguita con guaina bituminosa posata a caldo. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto all'impermeabilizzazione di coperture; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza a sfilamento rapido con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina con filtro specifico; e) occhiali di protezione; f) indumenti protettivi (tute). Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta dall'alto; b) Rumore per "Impermeabilizzatore"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; b) Cannello a gas; c) Ponteggio metallico fisso; d) Ponteggio mobile o trabattello; e) Scala doppia; f) Scala semplice; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Inalazione fumi, gas, vapori; Incendi, esplosioni; Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; Ustioni; Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Scivolamenti, cadute a livello; Movimentazione manuale dei carichi; Cesoiamenti, stritolamenti. Posa di manto di cope rtura in tegole (fase) Posa di manto di copertura in tegole previo posizionamento di listelli in legno (o di appositi agganci) per il loro fissaggio. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 19 di 107 Macchine utilizzate: 1) Gru su mezzo d opera. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla posa di manto di copertura in tegole; Addetto alla posa di manto di copertura in tegole previo posizionamento di listelli in legno (o di appositi agganci) per il loro fissaggio.

20 Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla posa di manto di copertura in tegole; Devono essere forniti, al lavoratore, adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile e puntale d'acciaio; e) otoprotettori. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta dall'alto; b) Rumore per "Operaio comune (murature)"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; b) Betoniera a bicchiere; c) Scala semplice; d) Taglierina elettrica; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Getti, schizzi; Inalazione polveri, fibre; Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; Movimentazione manuale dei carichi; Caduta dall'alto; Ustioni. Posa di pavimenti su cope rture piane (fase) Posa di pavimentazione per copertura realizzata con piastrelle di gres, cotto, clinker, ceramici in genere. Macchine utilizzate: 1) Gru su mezzo d opera. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla posa di pavimenti su coperture piane; Addetto alla posa di pavimentazione per copertura realizzata con piastrelle di gres, cotto, clinker, ceramici in genere. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla posa di pavimenti su coperture piane; Devono essere forniti, al lavoratore, adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile e puntale d'acciaio; e) otoprotettori. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta dall'alto; b) Rumore per "Posatore pavimenti e rivestimenti"; c) Vibrazioni per "Posatore pavimenti e rivestimenti"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; b) Battipiastrelle elettrico; c) Taglierina elettrica; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Elettrocuzione; Movimentazione manuale dei carichi; Inalazione polveri, fibre; Ustioni. Posa di ringhiere e pa rapetti (fase) Posa di ringhiere e parapetti in ferro. Macchine utilizzate: 1) Gru a torre. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla posa di ringhiere e parapetti; Addetto alla posa di ringhiere e parapetti in ferro. Misure Preventive e Protettive generali, aggiuntive a quelle specifiche riportate ne l successivo capitolo: a) DPI: addetto alla posa di ringhiere e parapetti; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta dall'alto; b) Caduta di materiale dall'alto o a livello; c) Rumore per "Fabbro"; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; b) Ponteggio metallico fisso; c) Saldatrice elettrica; d) Scala semplice; e) Smerigliatrice angolare (flessibile); f) Trapano elettrico; I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 20 di 107

21 Elenco dei rischi: 1) Amianto; 3) Caduta dall'alto; RISCHI individuati nelle Lavorazioni e relative MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE 4) Caduta di materiale dall'alto o a livello; 5) Elettrocuzione; 6) Getti, schizzi; 7) Inalazione polveri, fibre; 8) Incendi, esplosioni; 9) Investimento, ribaltamento; 11) Movimentazione manuale dei carichi; 12) Punture, tagli, abrasioni; 18) Rumore per "Carpentiere (coperture)"; 19) Rumore per "Carpentiere o aiuto carpentiere"; 24) Rumore per "Fabbro"; 25) Rumore per "Ferraiolo o aiuto ferraiolo"; 27) Rumore per "Impermeabilizzatore"; 29) Rumore per "Lattoniere (tetto)"; 31) Rumore per "Operatore pompa per il cls (autopompa)"; 32) Rumore per "Muratore"; 34) Rumore per "Operaio comune (addetto alle demolizioni)"; 35) Rumore per "Operaio comune (murature)"; 36) Rumore per "Operaio comune polivalente (demolizioni)"; 45) Rumore per "Operaio polivalente"; 50) Rumore per "Ponteggiatore"; 51) Rumore per "Posatore pavimenti e rivestimenti"; 52) Rumore per "Responsabile tecnico di cantiere"; 53) Rumore per "Riquadratore (intonaci industrializzati)"; 54) Rumore per "Riquadratore (intonaci tradizionali)"; 56) Scivolamenti, cadute a livello; 58) Ustioni; 61) Vibrazioni per "Carpentiere (coperture)"; 62) Vibrazioni per "Carpentiere o aiuto carpentiere"; 64) Vibrazioni per "Operaio comune (addetto alle demolizioni)"; 66) Vibrazioni per "Operaio comune polivalente"; 69) Vibrazioni per "Posatore pavimenti e rivestimenti"; 70) Vibrazioni per "Riquadratore". I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 26 di 107

22 RISCHIO: "Amianto" Descrizione del R ischio: Danni alla salute dei lavoratori causati da esposizione alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto nelle attività lavorative. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Incapsulamento di coperture in cemento amianto; Rimozione di coperture in cemento amianto; I lavoratori addetti alle opere di manutenzione, rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonchè bonifica, prima di essere adibiti allo svolgimento dei suddetti lavori e periodicamente, almeno una volta ogni tre anni, o con periodicita' fissata dal medico competente, sono sottoposti ad un controllo sanitario volto a verificare la possibilita' di indossare dispositivi di protezione respiratoria durante il lavoro. I lavoratori che durante la loro attività sono stati iscritti anche una sola volta nel registro degli esposti, sono sottoposti ad una visita medica all'atto della cessazione del rapporto di lavoro; in tale occasione il medico competente deve fornire al lavoratore le indicazioni relative alle prescrizioni mediche da osservare ed all'opportunita' di sottoporsi a successivi accertamenti sanitari. Gli accertamenti sanitari devono comprendere almeno l'anam nesi individuale, l'esame clinico generale ed in particolare del torace, nonc he esami della funzione respiratoria. Il medico competente, sulla base dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche e dello stato di salute del lavoratore, valuta l'opportunita' di effettuare altri esami quali la citologia dell'espettorato, l'esame radiografico del torace o la tomodensitometria. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art b) Nelle lavorazioni: Incapsulamento di coperture in cemento amianto; Rimozione di coperture in cemento amianto; Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori, prima che essi siano adibiti ad attività comportanti esposizione ad amianto, ninchè ai loro rappresentanti, informazione su: a) i rischi per la salute dovuti all'esposizione alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto; b) le specifiche norme igieniche da osservare, ivi compresa la necessita' di non fumare; c) le modalità di pulitura e di uso degli indumenti protettivi e dei dispositivi di protezione individuale; d) le misure di precauzione particolari da prendere nel ridurre al minimo l'esposizione; e) l'esistenza del valore limite e la necessita' del monitoraggio ambientale. Il datore di lavoro assicura che tutti i lavoratori esposti o potenzialmente esposti a polveri contenenti amianto ricevano una formazione sufficiente ed adeguata, ad intervalli regolari.il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie in materia di prevenzione e di sicurezza, in particolare per quanto riguarda: a) le proprietà dell'amianto e i suoi effetti sulla salute, incluso l'effetto sinergico del tabagismo; b) i tipi di prodotti o materiali che possono contenere amianto; c) le operazioni che possono comportare un'esposizione all'amianto e l'importanza dei controlli preventivi per ridurre al minimo tale esposizione; d) le procedure di lavoro sicure, i controlli e le attrezzature di protezione; e) la funzione, la scelta, la selezione, i limiti e la corretta utilizzazione dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie; f) le procedure di emergenza; g) le procedure di decontaminazione; h) l'eliminazione dei rifiuti; i) la necessita' della sorveglianza medica. Possono essere addetti alla rimozione e smaltimento dell'amianto e alla bonifica delle aree interessate i lavoratori che abbiano frequentato i corsi di formazione professionale di cui all'articolo 10, comma 2, lettera h), della L. 27/3/1992, n Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art c) Nelle lavorazioni: Incapsulamento di coperture in cemento amianto; Rimozione di coperture in cemento amianto; Amianto: prevenzioni generali. In tutte le attività di cui all'articolo 246 del D.Lgs. 81/2008 (manutenzione, rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti e bonifica delle aree interessate), l'esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto nel luogo di lavoro deve essere ridotta al minimo e, in ogni caso, al di sotto del valore limite di 0,1 fibre per centimetro cubo di aria. Amianto: monitoraggio ambienti di lavoro. Al fine di garantire il rispetto del valore limite fissato dall'art. 254 del D.Lgs. 81/2008 e in funzione dei risultati della valutazione iniziale dei rischi, il datore di lavoro effettua periodicamente la misurazione della concentrazione di fibre di amianto nell'aria del luogo di lavoro. I risultati devono essere riportati nel documento di valutazione dei rischi. Amianto: adozione di metodi di lavoro.il datore di lavoro limita al numero più basso possibile i lavoratori esposti alla polvere proveniente dall'amianto o da materiali contenente amianto e individua i processi lavorativi in modo da evitare di produrre polvere di amianto o, se ciò non è possibile, da evitare emissione di polvere di amianto nell'aria. Amianto: pulizia e manutenzione dei locali e delle attrezzature. Il datore di lavoro predispone che i locali e le attrezzature per il trattamento dell'amianto siano sottoposti a regolare pulizia e manutenzione. Amianto: stoccaggio e raccolta dei rifiuti conteneti amianto. Il datore di lavoro predispone che l'amianto o i materiali che rilasciano polvere di amianto o che contengono amianto debbano essere stoccati e trasportati in appositi imballaggi chiusi su cui sarà apposta una etichettatura indicantene il contenuto, e che tali imballaggi siano raccolti e rimossi dal luogo di lavoro il più presto possibile per essere trattati ai sensi della vigente normativa in materia di rifiuti pericolosi. Amianto: misure igieniche. Il datore di lavoro adotta le misure appropriate affinché: a) i luoghi in c ui si svolgono tali attività siano chiaramente delimitati e contrassegnati da appositi cartelle, accessibili esclusivamente ai lavoratori addetti alle lavorazioni e viga il divieto di fumare; b) siano predisposte aree speciali che consentano ai lavoratori di mangiare e bere senza rischio di contaminazione da polvere di amianto; c) siano messi a disposizione dei lavoratori adeguati indumenti di lavoro o adeguati dispositivi di protezione individuale; d) gli indumenti di lavoro o protettivi non possano uscire al di fuori dell'impresa se non in contenitori chiusi al fine di essere trasportati in lavanderie attrezzate o smaltiti secondo le vigenti normative; e) gli indumenti di lavoro o protettivi siano riposti in un luogo separato da quello destinato agli abiti civili; f) i lavoratori possano disporre di impianti sanitari adeguati, provvisti di docce, in caso di operazioni in ambienti polverosi; g) I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 27 di 107

23 l'equipaggiamento protettivo sia custodito in locali a tale scopo destinati e controllato e pulito dopo ogni utilizzazione e siano prese misure per riparare o sostituire l'equipaggiamento difettoso prima di ogni utilizzazione. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 251; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 252; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 253; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art RISCHIO: "Caduta dall'alto" Descrizione del R ischio: Lesioni a causa di cadute dall'alto per perdita di stabilità dell'equilibrio dei lavoratori, in assenza di adeguate misure di prevenzione, da un piano di lavoro ad un altro posto a quota inferiore. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Montaggio e smontaggio della gru a torre; Il personale addetto al montaggio ed alla manutenzione della gru, dovrà indossare le cinture di sicurezza con bretelle, cosciali e doppia fune di trattenuta, la cui lunghezza non deve superare 1,5 m, nei lavori lungo il traliccio ed il braccio della gru, quando si operi al di fuori delle protezioni fisse. b) Nelle lavorazioni: Demolizione di balconi, cornicioni, aggetti orizzontali; Demolizione di sca le in c.a.; Demolizione di scale in muratura; Demolizione di sola io in c.a.; Demolizione di sola io in legno; Demolizione di tetto a falde con orditura in legno; Demolizione di tompagnature; Rimozione di ringhiere e parapetti; Rimozione di se rramenti esterni; Incapsulamento di cope rture in cemento amianto; Rimozione di coperture in cemento amianto; Formazione di massetto per balconi e logge; Formazione di massetto pe r coperture; Impermeabilizzazione di balconi e logge; Impermeabilizzazione di coperture; Montaggio di copertura in lamiera grecata; Posa di lucernario; Posa di manto di copertura in tegole; Posa di pavimenti su balconi e logge; Posa di pavimenti su coperture piane; Posa di pavimento galleggiante su coperture piane; Posa di ringhiere e parapetti; Realizzazione di camera di ventilazione; Realizzazione di copertura a tetto rovescio; Realizzazione di opere di la ttoneria; Getto in ca lcestruzzo per le strutture in elevazione; Lavorazione e posa ferri di a rmatura per le strutture in e levazione; Lavorazione e posa ferri di armatura per solaio in c.a. o prefabbricato; Getto di calcestruzzo di cordoli in c.a. in elevazione; Lavorazione e posa ferri di a rmatura di cordoli in c.a. in elevazione; Getto di calcestruzzo di cordoli in c.a. per la stabilizzazione di scarpate; Lavorazioni e posa ferri di a rmatura di cordoli in c.a. per la stabilizzazione di scarpate; Le aperture lasciate nei solai o nelle piattaforme di lavoro devono essere circondate da normale parapetto e da tavola fermapiede oppure devono essere coperte con tavolato solidamente fissato e di resistenza non inferiore a quella del piano di calpestio dei ponti di servizio. Qualora le aperture vengano usate per il passaggio di materiali o di persone, un lato del parapetto può essere costituito da una barriera mobile non asportabile, che deve essere aperta soltanto per il tempo necessario al passaggio. Le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano una profondità superiore a m 0,50 devono essere munite di normale parapetto e tavole fermapiede oppure essere convenientemente sbarrate in modo da impedire la caduta di persone. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art c) Nelle lavorazioni: Demolizione di volte in mura tura; Demolizione genera le di murature portanti eseguita con impiego di mezzi meccanici; Demolizioni: divieti. E' vietato fare lavorare gli operai sui muri in demolizione. Demolizioni: altezze minori di m 5. Quando i muri da demolire sono di altezza inferiore a cinque metri è possibile derogare dall'uso dei ponteggi obbligando gli operai ad indossare la cintura di sicurezza per altezze di lavoro comprese tra i due e i cinque metri. Demolizioni: ponti indipendenti. La demolizione dei muri deve essere fatta servendosi di ponti di servizio indipendenti dall'opera in demolizione. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art d) Nelle lavorazioni: Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali; Posa macchina di condizionamento; Realizzazione di impianto radiotelevisivo; Realizzazione di canna fumaria; Realizzazione di comignolo; Applicazione di vernice protettiva su copertura; Applicazione esterna di pannelli isolanti su superfici orizzontali e inclinate; Formazione di massetto per coperture; Impermeabilizzazione di coperture; Montaggio di copertura in lamiera grecata; Realizzazione di opere di lattone ria; Prescrizioni Esecutive: Prima di procedere alla esecuzione di lavori su tetti, lucernari, coperture simili, deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego. Nel caso in cui sia dubbia tale resistenza, devono essere adottati i necessari apprestamenti atti a garantire la incolumità delle persone addette, disponendo a seconda dei casi, tavole sopra le orditure, sottopalchi e facendo uso di cinture di sicurezza. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art e) Nelle lavorazioni: Applicazione esterna di pannelli isolanti su superfici vertica li; Formazione intonaci este rni (industrializzati); Formazione intonaci esterni (tradizionali); Montaggio di chiusure perimetrali con pannelli prefabbricati in c.a.; Montaggio di chiusure perimetrali con panne lli prefabbricati in lamiera zincata; Montaggio di facciata continua in acciaio e vetro; Montaggio di rivestimenti per facciata ventila ta; Posa di rivestimenti esterni; Posa di serramenti esterni; Realizzazione di tompagnature; Struttura di sostegno per facciata ventilata; Tinteggiatura di superfici esterne; Realizzazione di murature esterne; I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 28 di 107

24 Prescrizioni Esecutive: Nelle operazioni di ricezione del carico su ponteggi o castelli, utilizzare bastoni muniti di uncini, evitando accuratamente di sporgersi oltre le protezioni. f) Nelle lavorazioni: Montaggio di strutture orizzontali in acciaio; Montaggio di strutture verticali in accia io; Montaggio di gradinate prefabbricate; Montaggio di strutture prefabbricate in c.a.; Montaggio e tesatura di travi prefabbricate di viadotti; Prima dell'inizio dell'opera deve essere messa a disposizione dei responsabili del lavoro, degli operatori e degli organi di controllo, la seguente documentazione tecnica: a) piano di lavoro sottoscritto dalla o dalle ditte e dai tecnici interessati che descriva chiaramente le modalità di esecuzione delle operazioni di montaggio e la loro successione; b) procedure di sicurezza da adottare nelle varie fasi di lavoro fino al completamento dell'opera; c) nel caso di più ditte operanti nel cantiere, cronologia degli interventi da parte delle diverse ditte interessate. In mancanza di tale documentazione tecnica, della quale dovrà essere fatta esplicita menzione nei documenti di appalto, è fatto divieto di eseguire operazioni di montaggio. Riferimenti Normativi: Circolare Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale n.13/82, Art.22. g) Nelle lavorazioni: Montaggio di strutture orizzontali in acciaio; Montaggio di strutture verticali in accia io; Montaggio di gradinate prefabbricate; Montaggio di strutture prefabbricate in c.a.; Montaggio e tesatura di travi prefabbricate di viadotti; Nelle operazioni di montaggio di strutture prefabbricate, quando esiste pericolo di caduta di persone, deve essere attuata almeno una delle seguenti misure di sicurezza atte ad eliminare il predetto pericolo: a) impiego di impalcatura, ponteggio o analoga opera provvisionale; b) adozione di cinture di sicurezza con bretelle collegate a fune di trattenuta di lunghezza tale da limitare l'eventuale caduta a non oltre 1,5 m; c) adozioni di reti di sicurezza; d) adozione di sistemi o procedure espressamente citati nelle istruzioni scritte fornite dal fornitore o dalla ditta di montaggio. Nella costruzione di edifici, in luogo del punto a), possono essere adottate difese applicate alle strutture prefabbricate a piè d'opera ovvero immediatamente dopo il loro montaggio, costituite da parapetto normale con arresto al piede, ovvero del parapetto normale, arretrato di 30 cm rispetto al filo esterno del struttura alla quale è affiancato, e sottostante mantovana, in corrispondenza dei luoghi di stazionamento e di transito accessibile. h) Nelle lavorazioni: Realizzazione de lla ca rpenteria per le strutture in elevazione; Realizzazione di sola io in c.a. in opera o prefabbricato; Realizzazione della carpenteria di cordoli in c.a. in elevazione; Realizzazione de lla carpenteria di cordoli in c.a. per la stabilizzazione di scarpate; Nella esecuzione di opere a struttura in conglomerato cementizio, quando non si provveda alla costruzione da terra di una normale impalcatura con m ontanti, prima di iniziare la erezione delle casseformi per il getto dei pilastri perimetrali, deve essere sistemato, in corrispondenza al piano raggiunto, un regolare ponte di sicurezza a sbalzo, avente larghezza utile di almeno m 1,20. Le armature di sostegno del cassero per il getto della successiva soletta o della trave perimetrale, non devono essere lasciate sporgere dal filo del fabbricato più di cm 40 per l'affrancamento della sponda esterna del cassero medesimo. Come sotto ponte può servire l'impalcato o ponte a sbalzo costruito in corrispondenza al piano sottostante. In corrispondenza ai luoghi di transito o stazionamento deve essere sistemato, all'altezza del solaio di copertura del piano terreno, un impalcato di sicurezza (mantovana) a protezione contro la caduta di materiali dall'alto. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art i) Nelle lavorazioni: Realizzazione de lla ca rpenteria per le strutture in elevazione; Realizzazione di sola io in c.a. in opera o prefabbricato; Prescrizioni Esecutive: Le aperture lasciate nei solai (vani ascensori, cavedi, ecc.) devono essere protette al momento stesso del disarmo, per evitare cadute di persone attraverso le medesime. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art j) Nelle lavorazioni: Realizzazione de lla ca rpenteria per le strutture in elevazione; Realizzazione di sola io in c.a. in opera o prefabbricato; Prescrizioni Esecutive: Deve provvedersi a proteggere le rampe di scale fin dalla fase della loro armatura; i parapetti dovranno essere rifatti subito dopo il disarmo e mantenuti fino alla posa in opera delle ringhiere definitive. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art k) Nelle lavorazioni: Posizionamento e solidarizzazione di tiranti per il consolidamento di terreni; Qualora le operazioni di posizionamento dei trefoli debbano avvenire da posizione sopraelevata, dovranno utilizzarsi mezzi omologati e collaudati per il sollevamento di persone oppure realizzarsi ponteggi a norma di legge. l) Nelle lavorazioni: Rinterro di scavo; Risezionamento del profilo de l terreno; Scavo a sezione obbligata; Scavo a sezione ristretta; Scavo di sbancamento; Scavo di splateamento; Scavo eseguito a mano; Prescrizioni Esecutive: Il ciglio del fronte di scavo dovrà essere reso inaccessibile mediante barriere mobili, posizionate ad opportuna distanza di sicurezza e spostabili con l'avanzare del fronte dello scavo stesso. Dovrà provvedersi, inoltre, a segnalare la presenza dello scavo con opportuni cartelli. A scavo ultimato, tali barriere mobili provvisorie dovranno essere sostituite da regolari parapetti. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 29 di 107

25 RISCHIO: "Caduta di materia le dall'a lto o a livello" Descrizione del R ischio: Lesioni causate dall'investimento di masse cadute dall'alto, durante le operazioni di trasporto di materiali o per caduta degli stessi da opere provvisionali, o a livello, a seguito di demolizioni mediante esplosivo o a spinta da parte di materiali frantumati proiettati a distanza. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Allestimento di depositi, zone pe r lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Allestimento di servizi sanitari del cantiere ; Smobilizzo del cantiere; Posa della centra le termica per impianto te rmico (centralizzato); Posa della cisterna per combustibile liquido; Posa de lla cisterna per impianto antincendio; Posa macchina di condizionamento; Realizzazione di impianti di gestione delle acque di una piscina; Realizzazione di impianto ascensore; Posa di barriere protettive in c.a.; Posa di pali per pubblica illuminazione; Posa di fossa biologica prefabbricata; Posa di ringhie re e parapetti; Applicazione este rna di pannelli isolanti su superfici verticali; Formazione intonaci esterni (industrializzati); Formazione intonaci esterni (tradizionali); Montaggio di chiusure perimetrali con pannelli prefabbricati in c.a.; Montaggio di chiusure pe rimetrali con pannelli prefabbrica ti in lamiera zincata; Montaggio di facciata continua in acciaio e vetro; Montaggio di rivestimenti per facciata ventila ta; Posa di rivestimenti esterni; Posa di serramenti esterni; Realizzazione di tompagnature; Struttura di sostegno per facciata ventilata; Tinteggiatura di superfici esterne; Realizzazione di murature esterne; Prescrizioni Esecutive: Addetti all'imbracatura: verifica imbraco. Gli addetti, prima di consentire l'inizio della manovra di sollevamento devono verificare che il carico sia stato imbracato correttamente. Addetti all'imbracatura: manovre di sollevamento del carico. Durante il sollevamento del carico, gli addetti devono accompagnarlo fuori dalla zona di interferenza con attrezzature, ostacoli o materiali eventualmente presenti, solo per lo stretto necessario. Addetti all'imbracatura: allontanamento. Gli addetti all'imbracatura ed aggancio del carico, devono allontanarsi al più presto dalla sua traiettoria durante la fase di sollevamento. Addetti all'imbracatura: attesa del carico. E' vietato sostare in attesa sotto la traiettoria del carico. Addetti all'imbracatura: conduzione del carico in arrivo. E' consentito avvicinarsi al carico in arrivo, per pilotarlo fuori dalla zona di interferenza con eventuali ostacoli presenti, solo quando questo è giunto quasi al suo piano di destinazione. Addetti all'imbracatura: sgancio del carico. Prima di sganciare il carico dall'apparecchio di sollevamento, bisognerà accertarsi preventivamente della stabilità del carico stesso. Addetti all'imbracatura: rilascio del gancio. Dopo aver comandato la manovra di richiamo del gancio da parte dell'apparecchio di sollevamento, esso non va semplicemente rilasciato, ma accompagnato fuori dalla zona impegnata da attrezzature o materiali, per evitare agganci accidentali. b) Nelle lavorazioni: Rimozione di cls ammalorato di balconi e logge; R imozione di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti; Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni; Rimozione di manto di copertura in tegole; Rimozione di massetto; Rimozione di pavimenti esterni; Rimozione di pavimenti interni; Rimozione di pavimenti su balconi e logge; Rimozione di pavimenti su cope rtura piana; Svuotamento rinfianchi della volta; Installazione apparecchia ture e macchinari per impianto di depurazione; Il materiale di demolizione non deve essere gettato dall'alto, ma deve essere trasportato oppure convogliato in appositi canali, il cui estremo inferiore non deve risultare ad altezza maggiore di m 2 dal livello del piano di raccolta. I canali suddetti devono essere costruiti in modo c he ogni tronc o imbocchi nel tronco successivo; gli eventuali raccordi devono essere adeguatamente rinforzati. L'imboccatura superiore del canale deve essere sistemata in modo che non possano cadervi accidentalmente persone. Ove sia costituito da elementi pesanti od ingombranti, il materiale di demolizione deve essere calato a terra con mezzi idonei. L'accesso allo sbocco dei canali di scarico per il caricamento ed il trasporto del materiale accumulato deve essere consentito soltanto dopo che sia stato sospeso lo scarico dall'alto. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 153; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art c) Nelle lavorazioni: Posa ferri di armatura per micropali (tipo RADICE); Prescrizioni Esecutive: Micropali: aggancio micropalo-arganello. L'aggancio tra il micropalo e la fune dell'arganello deve essere realizzato mediante l'apposita testina o dispositivo equivalente. Micropali: distanza di sicurezza. Durante il posizionamento del micropalo nel foro, realizzato con l'ausilio di mezzi di sollevamento, il personale addetto deve posizionarsi a distanza di sicurezza. Micropali: utilizzazione a rganello della sonda. Qualora si adoperi l'arganello della sonda perforatrice per sollevare e posizionare i micropali nei fori eseguiti, devono essere ripetutamente controllati gli avvolgimenti della fune sull'argano, per evitare che eventuali preesistenti accavallamenti della stessa possano provocare, al loro svolgimento, la caduta libera, anche se di estensione limitata, del micropalo da posizionare. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 30 di 107

26 RISCHIO: "Elettrocuzione" Descrizione del R ischio: Elettrocuzione per contatto diretto o indiretto con parti dell'impianto elettrico in tensione o folgorazione dovuta a caduta di fulmini in prossimità del lavoratore. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Montaggio e smontaggio del ponteggio metallico fisso; Quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle seguenti precauzioni: a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori; b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l'avvicinamento alle parti attive; c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza. La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art b) Nelle lavorazioni: Realizzazione di impianto di messa a terra del cantie re; Impianto di messa a terra: denuncia. La messa in esercizio degli impianti elettrici di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche non può essere effettuata prima della verifica eseguita dall'installatore che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente. La dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti ad omologazione dell'impianto. Entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell'impianto, il datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità all'ispesl ed all'asl o all'arpa territorialmente competenti. Nei comuni singoli o associati ove e' stato attivato lo sportello unico per le attività produttive la dichiarazione di conformità è presentata allo stesso. Impianto di messa a terra: verifiche periodiche. Gli impianti di messa a terra devono essere verificati periodicamente ad intervalli non superiori a due anni, allo scopo di accertarne lo stato di efficienza, da parte dell'asl competente per territorio. I relativi verbali, rilasciati dai tecnici dell'asl, dovranno essere tenuti sul cantiere a disposizione degli organi di vigilanza. Impianto di messa a terra: inizio lavori. Appena ultimati i lavori di movimento terra, deve iniziarsi la realizzazione dell'impianto di messa a terra per il cantiere. Impianto di messa a terra: generalità. L'impianto di terra deve essere realizzato in modo da garantire la protezione contro i contatti indiretti: a tale scopo la forma di protezione che offre il maggior grado di sicurezza, è il coordinamento fra l'impianto di terra stesso e le protezioni attive (interruttori o dispositivi differenziali). La sicurezza verrà garantita se la resistenza di terra (RT) del dispersore e la corrente nominale (I n) differenziale del dispositivo di protezione saranno coordinate secondo la relazione R T x I n 25 V, nel caso di corrente alternata. Nel caso di corrente continua il valore della tensione di contatto non dovrà essere superiore a 60 V. Impianto di messa a terra: componenti. L'impianto di messa a terra è composto dagli elementi di dispersione, dai conduttori di terra, dai conduttori di protezione e dai conduttori equipotenziali, destinati, questi ultimi, alla messa a terra delle masse e delle eventuali masse estranee. Impianto di messa a te rra: unicità impianto. L'impianto di messa a terra dovrà essere unico per l'intero cantiere e dovrà essere collegato al dispersore delle cariche atmosferiche se esiste. Impianto di messa a terra: realizzazione ad anello. L'impianto di messa a terra dovrà essere realizzato ad anello chiuso, per conservare l'equipotenzialità delle masse, anche in caso di taglio accidentale di un conduttore di terra. Impianto di messa a terra: caratteristiche e dimensioni degli elementi dispersori. Il dispersore per la presa di terra deve essere, per materiale di costruzione, forma, dimensione e collocazione, appropriato alla natura ed alle condizioni del terreno, in modo da garantire, per il complesso delle derivazioni a terra, una resistenza non superiore a 20 Ohm per gli impianti utilizzatori a tensione sino a 1000 Volt. Per tensioni superiori e per le cabine ed officine elettriche il dispersore deve presentare quella minor resistenza di sicurezza adeguata alle caratteristiche e alle particolarità degli impianti. Gli elementi dispersori intenzionali interrati, dovranno essere realizzati con materiale il più possibile resistente alla corrosione (rame o ferro zincato) ed andranno posizionati ad una profondità maggiore di 70 cm, profondità alla quale non risentiranno dei fenomeni di essiccamento o congelamento del terreno. E' vietato utilizzare come dispersore per le prese di terra le tubazioni di gas, di aria compressa e simili. I ferri di armatura del calcestruzzo interrato devono essere considerati ottimi elementi di dispersione, in quanto la loro velocità di corrosione è notevolmente inferiore a quella che si avrebbe sullo stesso materiale se fosse direttamente a contatto con il terreno. Il calcestruzzo, inoltre, grazie alla sua composizione alcalina ed alla sua natura fortemente igroscopica è un buon conduttore di corrente, e tende a drenare ed a trattenere l'umidità del terreno, mantenendo la sua conducibilità anche in zone molto asciutte. Le norme CEI 11-8 forniscono le dimensioni minime dei conduttori utilizzabili come dispersori, in funzione della loro morfologia e del materiale con c ui sono realizzati: a) per la tipologia a piastra, la dimensione minima consentita è di 3 mm, sia se si realizzi in acciaio zincato che in rame; b) per la tipologia a nastro la dimensione e la sezione minima devono essere rispettivamente di 3 mm e 100 mm 2, se realizzato in acciaio zincato, e di 3 mm e 50 mm 2 se in rame; c) se si utilizza un tondino o conduttore massicci, la sezione minima consentita sarà di 50 mm 2, se realizzato in acciaio zincato, o di 35 mm 2 se in rame; d) se si utilizza un conduttore cordato, il diametro dei fili dovrà risultare non minore di 1.8 mm, sia che sia realizzato in acciaio zincato che in rame, ma la sua sezione dovrà essere non inferiore a 50 mm 2 nel primo caso, o a 35 mm 2 nel secondo; e) qualora si adoperi un picchetto a tubo, il suo diametro esterno ed il suo spessore dovrà essere di 40 mm e 2 mm 2, se costituito di acciaio zincato, oppure di 30 mm e 3 mm 2 se costituito in rame; f) se si utilizza un picchetto massiccio, il diametro esterno dovrà essere non inferiore a 20 mm, se realizzato in acciaio zincato, o 15 mm se in rame; g) infine, se si decide di utilizzare un picchetto in profilato, lo spessore ed il diametro trasversale dovranno risultare, rispettivamente, di 5 mm e 50 mm, sia se costituito di I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 31 di 107

27 acciaio zincato che in rame. In tutti i casi suddetti, può utilizzarsi anche acciaio privo di rivestimento protettivo, purché con spessore aumentato del 50 % e con sezione minima 100 mm 2. Impianto di messa a te rra: conduttori. Il nodo principale dell'impianto di messa a terra dovrà essere realizzato mediante un morsetto od una sbarra, cui andranno collegati i conduttori di terra, quelli equipotenziali e quelli di protezione, che uniscono all'impianto di terra le masse dei quadri e degli utilizzatori elettrici. Gli alveoli di terra delle prese, così come le masse dei quadri metallici, andranno collegati al nodo principale per mezzo di un conduttore di protezione di sezione pari a quello del conduttore di fase, con un minimo di 2,5 mm 2 (oppure 4 mm 2 nel caso non fosse prevista alcuna protezione meccanica del conduttore). Le strutture metalliche quali ponteggi, cancellate, travature, canali, ecc. e tutte quelle interessate dal passaggio di cavi elettrici, dovranno essere dotate di messa a terra mediante conduttori equipotenziali di sezione non inferiore a metà di quella del conduttore principale dell'impianto, con un minimo di 6 mm 2 al fine di garantire alla connessione una sufficiente tenuta alle sollecitazioni meccaniche. Se il conduttore equipotenziale è in rame la sua sezione può essere anche inferiore a 25 mm 2. I conduttori elettrici dell'impianto di messa a terra devono rispettare la codifica dei colori (giallo-verde per i conduttori di terra, di protezione e equipotenziali, mentre nel caso che il cavo sia nudo deve portare fascette giallo verdi con il simbolo della terra). I morsetti destinati al collegamento di conduttori di terra, equipotenziali e di protezione, devono essere contraddistinti con lo stesso segno grafico. Le connessioni tra le varie parti dell'impianto e tra queste e i dispersori devono essere realizzate in modo idoneo. I conduttori di protezione e di terra collegati ai picchetti devono esser di sezioni adeguate e comunque non inferiore a quelle di seguito riportate: a) per conduttori di fase dell'impianto di sezione S 16 mm 2, la sezione del conduttore di protezione dovrà essere Sp = S; b) per conduttori di fase dell'impianto di sezione S compresa tra 16 e 35 mm 2, la sezione del conduttore di protezione dovrà essere Sp = 16 mm 2 2 ; c) per conduttori di fase dell'impianto di sezione S 35 mm, la sezione del conduttore di protezione dovrà essere Sp = S/2 mm 2. Impianto di messa a terra: collegamenti a macchine e apparecchiature. Tutte le apparecchiature elettriche di classe I e le grandi masse metalliche devono essere collegate all'impianto di terra: questi collegamenti dovranno essere effettuati in corrispondenza delle masse elettriche, cioè di quelle parti che possono andare in tensione per cedimento dell'isolamento funzionale. Il cavo di protezione delle utenze elettriche deve essere compreso nel cavo di alimentazione: si evita, in questo modo, l'alimentazione di utenze non collegate a terra. Le apparecchiature di classe II non vanno collegate a terra. Riferimenti Normativi: D.I. 15 ottobre 1993 n.519, Art. 3; D.P.R. 22 ottobre 2001 n.462, Art. 2; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 86; CEI 11-1; CEI c) Nelle lavorazioni: Realizzazione di impianto di protezione da scariche atmosferiche del cantiere; Impianto di protezione contro le sca riche atmosferiche: denuncia. La messa in esercizio degli impianti elettrici di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche non può essere effettuata prima della verifica eseguita dall'installatore che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente. La dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti ad omologazione dell'impianto. Entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell'impianto, il datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità all'ispesl ed all'asl o all'arpa territorialmente competenti. Nei comuni singoli o associati ove e' stato attivato lo sportello unico per le attività produttive la dichiarazione di conformità è presentata allo stesso. Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche: interconnessione con l'impianto di te rra. L'impianto deve essere interconnesso con quello generale di terra al fine di garantire un sistema unico equipotenziale. Le connessioni tra le varie parti dell'impianto e tra queste e i dispersori devono essere realizzate in modo idoneo. Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche: conduttori. Dovranno utilizzarsi conduttori di sezione opportuna, adeguata al tipo di materiale impiegato: per conduttori in rame la sezione non dovrà essere inferiore a 35 mm2. Riferimenti Normativi: D.M. 12 settembre 1959, Art.2; D.I. 15 ottobre 1993 n.519; CEI d) Nelle lavorazioni: Realizzazione di impianto elettrico del cantiere; Impianto elettrico: requisiti fondamentali. Tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e posti in opera secondo la regola d'arte. I materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano si considerano costruiti a regola d'arte. Componenti elettrici: marchi e certificazioni. Tutti i componenti elettrici dell'impianto devono essere conformi alle norme CEI ed essere corredati dai seguenti marchi: a) costruttore; b) grado di protezione; c) organismo di certificazione riconosciuto dalla CEE. In caso di assenza del marchio relativo ad un organismo di certificazione riconosciuto dalla CEE, il prodotto dovrà essere corredato di dichiarazione di conformità alle norme redatta dal costruttore, da tenere in cantiere a disposizione degli ispettori. Componenti elettrici: grado di protezione. Il grado di protezione contro la penetrazione di corpi solidi e liquidi di tutte le apparecchiature e componenti elettrici presenti sul cantiere, deve essere: a) non inferiore a IP 44, se l'utilizzazione avviene in ambiente chiuso (CEI 70-1); b) non inferiore a IP 55, ogni qual volta l'utilizzazione avviene all'aperto con la possibilità di investimenti da parte di getti d'acqua. In particolare, tutte le prese a spina presenti sul cantiere dovranno essere conformi alle specifiche CEE Euronorm (CEI 23-12), con il seguente grado di protezione minimo: a) IP 44, contro la penetrazione di corpi solidi e liquidi; b) IP 67, quando vengono utilizzate all'esterno. E' da ricordare che tutte le prese a norma sono dotate di un sistema di ritenuta che eviti il contatto accidentale della spina. Le prese a spina con corrente nominale maggiore di 16 A devono essere di tipo interbloccato, con interblocco perfettamente funzionante. Impianto elettrico: schema unifilare. Nei cantieri alimentati in bassa tensione ed in particolare nei grossi complessi, dove la molteplicità delle linee e dei condotti ne richiede una conoscenza dimensionale e topografica, si consiglia di disporre lo schema elettrico unifilare di distribuzione e quello dei circuiti ausiliari. Illuminazione di sicurezza del cantiere. Tutte le zone del cantiere particolarmente buie (zone destinate a parcheggi sotterranei, zone interne di edifici con notevole estensione planimetrica, ecc.), dovranno essere dotate di adeguata I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 32 di 107

28 illuminazione di sicurezza, sufficiente ad indicare con chiarezza le vie di uscita qualora venga a mancare l'illuminazione ordinaria. Interruttore differenziale. Immediatamente a valle del punto di consegna dell'ente distributore deve essere installato, in un contenitore di materiale isolante con chiusura a c hiave, un interruttore automatico e differenziale di tipo selettivo; ove ciò non risultasse possibile, si dovrà provvedere a realizzare la parte di impianto posta a monte di esso in classe II (doppio isolamento). La corrente nominale (I n ) di detto interruttore, deve essere coordinata con la resistenza di terra (R T ) del dispersore in modo che sia R T x I n 25 V. L'efficienza di tutti gli interruttori differenziali presenti sul cantiere deve essere frequentemente verificata agendo sul tasto di sganciamento manuale presente su ciascun interruttore. Differenti tipi di alimentazione del circuito. Qualora fossero presenti più tipi di alimentazione, il collegamento all'impianto dovrà avvenire mediante dispositivi che ne impediscano l'interconnessione. Fornitura di energia ad altre imprese. Devono essere assolutamente vietati allacci di fortuna per la fornitura di energia elettrica ad eventuali altre imprese. Nel caso che altre imprese utilizzino l'impianto elettrico, si dovrà pretendere che il materiale elettrico utilizzato sia conforme alle norme nonché in perfetto stato di conservazione. Luoghi conduttori ristretti. Sono da considerarsi "luoghi conduttori ristretti" tutti quei luoghi ove il lavoratore possa venire a contatto con superfici in tensione con un'ampia parte del corpo diversa da mani e piedi (ad esempio i serbatoi metallici o le cavità entro strutture non isolanti), i lavori svolti su tralicci e quelli eseguiti in presenza di acqua o fango. Per assicurare adeguata protezione nei confronti dei "contatti diretti", si dovrà realizzare l'impianto con barriere ed involucri, che offrano garanzie di una elevata tenuta, e che presentino un grado di protezione pari almeno a IP XX B, oppure un grado di isolamento, anche degli isolatori, in grado di sopportare una tensione di prova di 500 V per un minuto. Sono tassativamente vietate misure di protezione realizzate tramite ostacoli o distanziatori. Per quanto riguarda i "contatti indiretti", le misure di protezione vanno distinte fra quelle per componenti fissi e mobili dell'impianto. Quattro sono le possibili soluzioni di isolamento per quanto riguarda i componenti fissi: a) alimentazione in bassissima tensione di sicurezza (SELV) max 50 V (25 V nei cantieri) in c.a. e 120 V in c.c.; b) separazione elettrica tramite trasformatore di isolamento; c) impiego di componenti di classe II (compresi i cavi), con utenze protette da un differenziale con corrente di intervento non superiore a 0,05 A e dotate di un adeguat o IP; d) interruzione automatica, mediante un dispositivo differenziale, con corrente di intervento non superiore a 0,05 A ed installazione di un collegamento equipotenziale supplementare fra le masse degli apparecchi fissi e le parti conduttrici (in genere masse estranee) del luogo conduttore ristretto. Le lampade elettriche, ad esempio, vanno in genere alimentate da sistemi a bassissima tensione di sicurezza (SELV). Per quanto riguarda gli utensili elettrici portatili, essi possono essere o alimentati da sistemi a bassissima tensione (SELV), oppure da trasformatori di isolamento se a ciascun avvolgimento secondario venga collegato un solo componente. La soluzione, però, da preferire è quella di utilizzare utensili aventi grado di isolamento di classe II. In ogni caso, se si sceglie di utilizzare sistemi di alimentazione a bassissima tensione o trasformatori di isolamento, le sorgenti di alimentazione e i trasformatori devono essere tenuti all'esterno del luogo conduttore ristretto. Realizzazione di varchi protetti. La realizzazione dei varchi protetti deve avvenire in assenza di energia elettrica nel tratto interessato, che pur se privo di energia, deve essere ugualmente collegato a terra. I varchi protetti in metallo devono essere tassativamente collegati a terra. Verifiche a cura dell'elettricista. Al termine della realizzazione dell'impianto elettrico di cantiere (ed a intervalli di tempo regolari durante il suo esercizio) dovrà essere eseguita da parte di un elettricista abilitato, una verifica visiva generale e le seguenti prove strumentali, i cui esiti andranno obbligatoriamente riportati in un rapporto da tenersi in cantiere, per essere mostrato al personale ispettivo. Prove strumentali: 1) verifica della continuità dei conduttori; 2) prova di polarità; 3) prove di funzionamento; 4) verifica circuiti SELV; 5) prove interruttori differenziali; 6) verifica protezione per separazione elettrica; 7) misura della resistenza di terra di un dispersore; 8) misura della resistività del terreno; 9) misura della resistenza totale (sistema TT); 10) misura dell'impedenza Zg del circuito di guasto (sistema TN); 11) misura della resistenza dell'anello di guasto (TT) senza neutro distribuito; 12) ricerca di masse estranee; 13) misura della resistenza di terra di un picchetto o di un dispersore in fase di installazione; 14) misura della corrente di guasto a terra (TT); 15) misura della corrente di guasto a terra (TN); 16) misura della corrente minima di cortocircuito prevista (TN); 18) misura della corrente minima di cortocircuito prevista (TT). Soggetti abilitati ad eseguire i lavori. I lavori su impianti o apparecchiature elettriche devono essere effettuati solo da imprese singole o associate (elettricisti) abilitate che dovranno rilasciare, prima della messa in esercizio dell'impianto, la "dichiarazione di conformità". Riferimenti Normativi: Legge 1 marzo 1968 n.186, Art.1; Legge 1 marzo 1968 n.186, Art.2; Legge 18 ottobre 1977 n.791; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 81; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 9; CEI 23-12; CEI 70-1; CEI 64-8/7; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 82; D.M. 22 gennaio 2008 n.37. RISCHIO: "Getti, schizzi" Descrizione del R ischio: Lesioni riguardanti qualsiasi parte del corpo durante i lavori, a freddo o a caldo, eseguiti a mano o con utensili, con materiali, sostanze, prodotti, attrezzature che possono dare luogo a getti e/o schizzi pericolosi per la salute o alla proiezione di schegge. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Pe rforazioni pe r micropali (tipo R ADICE); Perforazioni per pa li trivellati; Perforazioni per la realizzazione di tiranti per il consolidamento di terreni; In prossimità del foro di perforazione dovranno essere posizionati schermi protettivi dalle possibili proiezioni di residui di perforazione (terriccio), per salvaguardare il personale addetto. a) Nelle lavorazioni: Posa di pa li prefabbricati (tipo SCAC); Battipa lo: cuffia metallica. Alla testa del palo dovrà applicarsi una cuffia metallica con una guarnizione in resina sintetica armata, oppure legno, piombo, ecc., per limitare la possibilità di rotture con conseguenti eventuali proiezione di schegge. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 33 di 107 RISCHIO: "Inalazione polveri, fibre" Descrizione del R ischio:

29 Lesioni all'apparato respiratorio ed in generale alla salute del lavoratore derivanti dall'esposizione per l'impiego diretto di materiali in grana minuta, in polvere o in fibrosi e/o derivanti da lavorazioni o operazioni che ne comportano l'emissione. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Demolizione di balconi, cornicioni, aggetti orizzontali; Demolizione di pare ti divisorie; Demolizione di scale in c.a.; Demolizione di scale in muratura; Demolizione di solaio in c.a.; Demolizione di solaio in legno; Demolizione di te tto a fa lde con orditura in legno; Demolizione di tompagnature; Demolizione di volte in muratura; Demolizione generale di mura ture portanti eseguita con impiego di mezzi meccanici; Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici; Taglio di muratura a tutto spessore; Taglio di travi, setti e pilastri in c.a.; Taglio parziale dello spessore di muratura; Rimozione di cls ammalorato di ba lconi e logge; Rimozione di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti; Rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni; Rimozione di impianti; Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni; Rimozione di manto di copertura in tegole; Rimozione di massetto; Sverniciatura e pulizia di superfici esterne; Svuotamento rinfianchi de lla volta; Demolizioni: inum idimento materiali. Durante i lavori di demolizione si deve provvedere a ridurre il sollevamento della polvere, irrorando con acqua le murature ed i materiali di risulta. Demolizioni: materiali contenenti amianto. Prima di procedere alla demolizione del manufatto accertarsi che lo stesso non presenti materiali contenenti amianto, ed eventualmente procedere alla loro eliminazione preventiva in conformità a quanto disposto dal D.M. Sanità del Demolizioni: stoccaggio ed evacuazione detriti. Curare che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 96; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art RISCHIO: "Incendi, esplosioni" Descrizione del R ischio: Lesioni provocate da incendi e/o esplosioni a seguito di lavorazioni in presenza o in prossimità di materiali, sostanze o prodotti infiammabili. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Demolizione genera le di strutture in c.a. eseguita con impiego di esplosivi; Brillamento di mine e disgaggio; Scelta degli esplosivi. La scelta degli esplosivi per il loro impiego deve essere fatta tenendo presente la rispondenza del tipo di esplosivo alla natura dei lavori da eseguire. Istruzioni sull'uso degli esplosivi. Il datore di lavoro deve fornire ai lavoratori addetti alla custodia, manipolazione ed uso degli esplosivi, istruzioni scritte sulla loro conservazione e sulle cautele particolari da adottare nell'impiego dei vari tipi usati nel cantiere. Le principali norme devono essere riportate in cartelli affissi alle porte dei depositi ed ai posti di confezionamento delle cariche. Trasporto degli esplosivi nell'inte rno dei cantie ri. Gli esplosivi devono essere trasportati negli involucri originali, in cassette chiuse con chiavistelli o in contenitori idonei, tenendo separati gli esplosivi dalle micce e dalle capsule detonanti. Il trasporto a braccia degli esplosivi ai luoghi di impiego deve essere attuato a mezzo di solide cassette munite di coperchio chiudibile con chiavistello, distinte sia nelle dimensioni che nella dicitura per gli esplosivi e per i detonanti. Il trasporto degli esplosivi e dei detonanti deve avvenire in tempi diversi oppure per mezzo di lavoratori diversi, i quali non possono essere muniti di lampade a fiamma. Gli esplosivi trasportati su veicoli devono essere contenuti in imballaggi idonei, stabilmente collocati. I mezzi di trasporto devono essere costruiti in modo da impedire la caduta di scintille o di elementi brucianti sulle casse o sui recipienti contenenti gli esplosivi. E' vietato l'impiego di mezzi di trasporto che diano luogo a produzione di scintille o fiamme, salvo efficaci protezioni. Disgelamento e asciugamento delle cartucce. Il disgelamento degli esplosivi deve essere effettuato possibilmente di giorno, sotto la direzione di un sorvegliante ed in posti isolati, a conveniente distanza dai luoghi dove si eseguono altri lavori. Il disgelamento degli esplosivi deve essere eseguito esclusivamente in recipienti riscaldati a bagnomaria, evitando il contatto dell'acqua con gli esplosivi. E' vietato operare il disgelamento degli esplosivi esponendoli al fuoco o alle fiamme oppure collocandoli su fornelli accesi o riscaldati o portandoli sulla persona. Le dinamiti congelate non devono essere tagliate, perforate, divise, radunate, compresse, battute o in altro modo sollecitate con corpi duri. Distribuzione degli esplosivi per l'impiego. La consegna degli esplosivi deve essere effettuata dal consegnatario ai lavoratori incaricati del ritiro in misura non eccedente il fabbisogno giornaliero per i lavori in corso. E' vietata la consegna di esplosivi avariati, dei quali non si deve far uso nelle mine. La distribuzione degli esplosivi ritirati deve essere effettuata immediatamente prima del caricamento delle mine ed in misura non eccedente il fabbisogno di ogni singola squadra. E' vietata la consegna di dinamiti congelate. La dinamite e gli altri esplosivi congeneri devono essere consegnati in cartucce, i cui involucri devono essere integri. Gli inneschi devono essere consegnati nel numero strettamente necessario e solamente in appositi contenitori. L'esplosivo non adoperato deve essere in ogni caso restituito dai lavoratori alla persona incaricata prima di abbandonare il lavoro. Micce. Le micce, prima di essere applicate ai detonatori, devono essere accuratamente esaminate per accertare la loro integrità. Esse devono essere tagliate in lunghezza tale che il lavoratore adibito all'accensione abbia il tempo necessario per mettersi al sicuro. Nei luoghi umidi si devono usare micce incatramate, per le mine subacquee o praticate in terreni acquitrinosi devono essere impiegate micce ad involucro impermeabile. Periodicamente devono essere controllate la velocità di combustione della miccia e le caratteristiche del dardo. Detonatori e lettrici. I detonatori elettrici che presentano deformazioni, anomalie o deterioramenti, anche lievi, devono essere scartati e distrutti. Nel trasporto dei detonatori elettrici le cassette devono essere suddivise in scomparti, per tenere distinti i detonatori stessi per numero di ritardo. In una stessa volata non devono essere impiegati detonatori provenienti da fabbriche diverse. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 34 di 107

30 Elenco degli attrezzi: 1) Andatoie e Passerelle; 3) Argano a bandiera; 4) Argano a cavalletto; 5) Attrezzi manuali; 6) Avvitatore elettrico; 9) Cannello a gas; 17) Impastatrice; 21) Martello demolitore elettrico; 26) Ponte su cavalletti; 27) Ponteggio metallico fisso; 28) Ponteggio mobile o trabattello; 30) Saldatrice elettrica; 31) Scala doppia; 32) Scala semplice; 34) Sega circolare; 35) Smerigliatrice angolare (flessibile); 40) Trapano elettrico; ATTREZZATURE utilizzate nelle Lavorazioni I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 56 di 107

31 Andatoie e Passerelle Le andatoie e le passerelle sono delle opere provvisionali che vengono predisposte per consentire il collegamento di posti di lavoro collocati a quote differenti o separati da vuoti, come nel caso di scavi in trincea o ponteggi. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Caduta dall'alto; 2) Caduta di materiale dall'alto o a livello; Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Andatoie e Passerelle: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Modalità d'utilizzo: 1) Controllare la stabilità, solidità e completezza dell'andatoia o passerella, rivolgendo particolare attenzione al tavolato di calpestio ed ai parapetti; 2) Evitare di sovraccaricare l'andatoia o passerella; 3) Ogni anomalia o instabilità dell'andatoia o passerella, andrà tempestivamente segnalata al preposto e/o al datore di lavoro. Principali modalità di posa in opera: 1) Le andatoie o passerelle devono avere larghezza non inferiore a m 0.60 se destinate al solo passaggio dei lavoratori, a m 1.20 se destinate anche al trasporto dei materiali; 2) La pendenza non deve essere superiore al 50%; 3) Per andatoie lunghe, la passarella dovrà esser interrotta da pianerottoli di riposo; 4) Sul calpestio delle andatoie e passarelle, andranno fissati listelli trasversali a distanza non superiore al passo di un uomo carico; 5) I lati delle andatoie e passerelle prospicienti il vuoto, dovranno essere munite di normali parapetti e tavole fermapiede; 6) Qualora le andatoie e passerelle costituiscano un passaggio stabile non provvisorio e sussista la possibilità di caduta di materiali dall'alto, andranno adeguatamente protette a mezzo di un impalcato di sicurezza. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art ) DPI: utilizzatore andatoie e passarelle; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b) guanti; c) indumenti protettivi (tute). Argano a bandiera L'argano è un apparecchio di sollevamento costituito da un motore elevatore e dalla relativa struttura di supporto. L'argano a bandiera utilizza un supporto snodat o, che consente la rotazione dell'elevatore attorno ad un asse verticale, favorendone l'utilizzo in ambienti ristretti, per sollevare carichi di modeste entità. L'elevatore a bandiera viene utilizzato prevalentemente nei cantieri urbani di recupero e piccola ristrutturazione per il sollevamento al piano di lavoro dei materiali e degli attrezzi. I carichi movimentati non devono essere eccessivamente pesanti ed ingombranti. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Caduta di materiale dall'alto o a livello; 2) Elettrocuzione; 3) Punture, tagli, abrasioni; 4) Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Argano a bandiera: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) Accertati che il braccio girevole portante l'argano sia stato fissato, mediante staffe, con bulloni a vite muniti di dado e controdado, a parti stabili quali pilastri in cemento armato, ferro o legno; 2) Qualora l'argano a bandiera debba essere collocato su un ponteggio, accertati che il montante su cui verrà ancorato, sia stato raddoppiato; 3) Verifica che sia stata efficacemente transennata l'area di tiro al piano terra; 4) Verifica che l'intero perimetro del posto di manovra sia dotato di parapetto regolamentare; 5) Accertati che siano rispettate le distanze minime da linee elettriche aeree; 6) Assicurati dell'affidabilità dello snodo di sostegno dell'argano; 7) Accertati che sussista il collegamento con l'impianto di messa a terra; 8) Verifica l'efficienza dell'interruttore di linea presso l'elevatore; 9) Accertati della funzionalità della pulsantiera di comando; 10) Accertati che sul tamburo di avvolgimento del cavo, sussistano almeno 3 spire in corrispondenza dello svolgimento massimo del cavo stesso; 11) Verificare la corretta installazione e la perfetta funzionalità dei dispositivi di sicurezza (dispositivo di fine corsa di salita e discesa del gancio, dispositivo limitatore di carico, arresto automatico in caso di interruzione dell'alimentazione, dispositivo di frenata per il pronto arresto e fermo del carico, dispositivo di sicurezza del gancio). Durante l'uso: 1) Prendi visione della portata della macchina; 2) Accertati della corretta imbracatura ed equilibratura del carico, e della perfetta chiusura della sicura del gancio; 3) Utilizza dispositivi e contenitori idonei allo specifico materiale da movimentare (secchio, cesta, cassone, ecc.); 4) Impedisci a chiunque di sostare sotto il carico; 5) Effettua le operazioni di sollevamento o discesa del carico con gradualità, evitando brusche frenate o partenze, per non assegnare ulteriori sforzi dinamici; 6) Rimuovi le apposite barriere mobili solo dopo aver indossato la cintura di sicurezza; 7) Evita assolutamente di utilizzare la fune dell'argano per imbracare carichi; 8) Sospendi immediatamente le operazioni quando vi sia presenza di persone esposte al pericolo di caduta di carichi dall'alto o in presenza di vento forte. Dopo l'uso: 1) Provvedi a liberare il gancio da eventuali carichi, a riavvolgere la fune portando il gancio sotto il tamburo, a ruotare l'elevatore verso l'interno del piano di lavoro, a interrompere l'alimentazione elettrica e a chiudere l'apertura per il carico con le apposite barriere mobili bloccandole mediante lucchetto o altro sistema equivalente; 2) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina secondo quanto indicato nel libretto d'uso e segnala eventuali anomalie riscontrate al preposto e/o al datore di lavoro. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore argano a bandiera; I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 57 di 107

32 Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti. Argano a cavalletto L'argano è un apparecchio di sollevamento costituito da un motore elevatore e dalla relativa struttura di supporto. L'argano a cavalletto ha una struttura di supporto realizzata con due cavalletti: quello anteriore è attrezzato con due staffoni per agevolare l'operatore durante la ricezione del carico; mentre quello posteriore è solidale con i due cassoni per la zavorra. Il dispositivo di elevazione scorre su una rotaia fissa che collega superiormente i due staffoni e permette lo spostamento del materiale fuori dal piano di sostegno. I carichi movimentati non devono essere eccessivamente pesanti ed ingombranti. È assolutamente vietato adibire l'utilizzo al trasporto di persone. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Caduta di materiale dall'alto o a livello; 2) Elettrocuzione; 3) Punture, tagli, abrasioni; 4) Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Argano a cavalletto: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) Accertati che l'argano a cavalletto sia stato installato su superfici piane e ben livellate; 2) Verifica che sia stata efficacemente transennata l'area di tiro al piano terra; 3) Verifica che l'intero perimetro del posto di manovra sia dotato di parapetto regolamentare; 4) Accertati che siano rispettate le distanze minime da linee elettriche aeree; 5) Assicurati dell'affidabilità strutturale del cavalletto portante l'argano; 6) Assicurati dell'affidabilità strutturale dei cassoni per la zavorra, del loro adeguato riempimento (non possono essere utilizzati liquidi ma solo inerti di peso specifico noto) e dell'integrità del relativo dispositivo di chiusura; 7) Qualora l'argano sia stato ubicato in un piano intermedio del fabbricato, assicurati della funzionalità del puntone di reazione o altro tipo di fissaggio; 8) Accertati che sussista il collegamento con l'impianto di messa a terra; 9) Verifica l'efficienza dell'interruttore di linea presso l'elevatore; 10) Accertati della funzionalità della pulsantiera di comando; 11) Assicurati della presenza, nella parte frontale dell'argano, delle tavole fermapiede da 30 cm e degli staffoni di sicurezza (appoggi alti 1,20 m. dal piano di lavoro e sporgenti 20 cm. aventi la funzione di offrire al lavoratore un valido appiglio durante le fasi di ricezione del carico; 12) Accertati che sul tamburo di avvolgimento del cavo, sussistano almeno 3 spire in corrispondenza dello svolgimento massimo del cavo stesso; 13) Verificare la corretta installazione e la perfetta funzionalità dei dispositivi di sicurezza (dispositivo di fine corsa di salita e discesa del gancio, dispositivo limitatore di carico, arresto automatico in caso di interruzione dell'alimentazione, dispositivo di frenata per il pronto arresto e fermo del carico, dispositivo di fine corsa ad azione ammortizzata per il carrello dell'argano, dispositivo di sicurezza del gancio); 14) Accertati del corretto inserimento del perno per il fermo della prolunga del braccio. Durante l'uso: 1) Prendi visione della portata della macchina: ricordati che la portata varia in funzione delle condizioni d'impiego (come la lunghezza del braccio o la sua inclinazione); 2) Accertati della corretta imbracatura ed equilibratura del carico, e della perfetta chiusura della sicura del gancio; utilizza dispositivi e contenitori idonei allo specifico materiale da movimentare (secchio, cesta, cassone, ecc.); 3) Impedisci a chiunque di sostare sotto il carico; 4) Effettua le operazioni di sollevamento o discesa del carico con gradualità, evitando brusche frenate o partenze, per non assegnare ulteriori sforzi dinamici; 5) Rimuovi gli staffoni solo dopo aver indossato la cintura di sicurezza; 6) Evita assolutamente di utilizzare la fune dell'argano per imbracare carichi; 7) Sospendi immediatamente le operazioni quando vi sia presenza di persone esposte al pericolo di caduta di carichi dall'alto o in presenza di vento forte. Dopo l'uso: 1) Provvedi a liberare il gancio da eventuali carichi, a riavvolgere la fune portando il gancio sotto il tamburo, a bloccare l'argano sul fine corsa interno, a interrompere l'alimentazione elettrica e a chiudere l'apertura per il carico con le apposite barriere mobili bloccandole mediante lucchetto o altro sistema equivalente; 2) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina secondo quanto indicato nel libretto d' uso e segnala eventuali anomalie riscontrate al preposto e/o al datore di lavoro. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore argano a cavalletto; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti. Attrezzi manuali Gli attrezzi manuali (picconi, badili, martelli, tenaglie, cazzuole, frattazzi, chiavi, scalpelli, ecc.), presenti in tutte le fasi lavorative, sono sostanzialmente costituiti da una parte destinata all'impugnatura, in legno o in acciaio, ed un'altra, variamente conformata, alla specifica funzione svolta. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Punture, tagli, abrasioni; 2) Urti, colpi, impatti, compressioni; I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 58 di 107 Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Attrezzi manuali: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) Accertati del buono stato della parte lavorativa dell'utensile; 2) Assicurati del buono stato del manico e del suo efficace fissaggio.

33 Durante l'uso: 1) Utilizza idonei paracolpi quando utilizzi punte e/o scalpelli; 2) Quando si utilizzano attrezzi ad impatto, provvedi ad allontanare adeguatamente terzi presenti; 3) Assumi una posizione stabile e corretta; 4) Evita di abbandonare gli attrezzi nei passaggi (in particolare se sopraelevati), provvedendo a riporli negli appositi contenitori. Dopo l'uso: 1) Riponi correttamente l'utensile, verificandone lo stato di usura. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore attrezzi manuali; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) occhiali; d) guanti. Avvitatore elettrico L'avvitatore elettrico è un utensile elettrico di uso comune nel cantiere edile, commercializzato in tipi alimentati sia in bassa che in bassissima tensione. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Elettrocuzione; 2) Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Avvitatore elettrico: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) Assicurati del buono stato dei pressacavi; accertati che il cavo di alimentazione e la spina non presentino danneggiamenti evitando assolutamente di utilizzare nastri isolanti adesivi per eseguire eventuali riparazioni; 2) Assicurati che l'utensile sia del tipo a doppio isolamento (220V) o alimentato a bassissima tensione di sicurezza (50V), e non collegato elettricamente a terra; accertati del corretto funzionamento dell'interruttore. Durante l'uso: 1) Accertati che il cavo di alimentazione non intralci i passaggi e sia posizionato in modo da evitare che sia soggetto a danneggiamenti; 2) Accertati che i collegamenti volanti a presa e spina, quando indispensabili, siano realizzati con elementi aventi almeno protezione IP 67 e posizionati fuori dai tratti interrati; 3) Utilizza prolunghe realizzate secondo le norme di sicurezza (cavo per posa mobile) per portare l'alimentazione in luoghi ove non sono presenti quadri elettrici, evitando assolutamente di approntare prolunghe artigianalmente; 4) Utilizza l'impugnatura della spina per disconnetterla da una presa, evitando accuratamente di farlo tendendo il cavo; evita di connettere la spina su prese in tensione, accertandoti preventivamente che risultino "aperti" sia l'interruttore dell'apparecchiatura elettrica che quello posto a monte della spina; 5) Non richiudere mai un circuito elettrico disconnesso automaticamente dai dispositivi di protezione, senza prima aver individuato e riparato il guasto; 6) Assicurati di aver interrotto l'alimentazione elettrica durante le pause di lavoro; informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro. Dopo l'uso: 1) Assicurati di aver interrotto l'alimentazione elettrica e riponi l'utensile nell'apposito contenitore; ripulisci con cura i cavi di alimentazione prima di provvedere a riporli. Riferimenti Normativi: D.M. 20 novembre 1968; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6; CEI 23-34; CEI 23-50; CEI 23-57; CEI 64-8; CEI ) DPI: utilizzatore avvitatore elettrico; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b) guanti. Cannello a gas Usato essenzialmente per la posa di membrane bituminose, il cannello a gas funziona utilizzando gas propano. Diverse sono le soluzioni con cui il cannello viene commercialmente proposto, con braccio di diversa lunghezza e con campane intercambiabili di diverso diametro per permettere di raggiungere più livelli di potenza calorica. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Inalazione fumi, gas, vapori; 2) Incendi, esplosioni; 3) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; 4) Urti, colpi, impatti, compressioni; 5) Ustioni; Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Cannello a gas: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) Assicurarsi del buono stato delle tubazioni di adduzione al cannello, evitando di realizzare qualsiasi riparazione di fortuna ma sostituendo le tubazioni se ammalorate; 2) Accertati che le tubazioni siano disposte in curve ampie, lontano dai punti di passaggio e/o proteggendole da calpestio, scintille, fonti di calore e dal contatto con attrezzature o rottami taglienti; 3) Accertati del buono stato delle connessioni (bombole-tubazioni; tubazioni-cannello, ecc.); 4) Accertati della presenza e funzionalità del dispositivo di riduzione della pressione e, a valle di esso, delle valvole contro il ritorno di fiamma; 5) Ricordati di movimentare le bombole con gli appositi carrelli, posizionandole sempre in posizione verticale; 6) Assicurati che nelle vicinanze del posto di lavoro non vi sia presenza di materiali infiammabili; 7) Accertati che la postazione di lavoro sia adeguatamente ventilata. Durante l'uso: 1) Accertati della presenza, in prossimità del luogo di lavoro, di un estintore; evita assolutamente di lasciare fiamme libere incustodite; 2) Proteggi le bombole dall'esposizione solare e/o da fonti di calore; 3) Durante le pause di lavoro, provvedi a spegnere la fiamma e ad interrompere il flusso del gas, chiudendo le apposite valvole; 4) Evita assolutamente di utilizzare la fiamma libera in prossimità del tubo e della bombola del gas; 5) Evita assolutamente di I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 59 di 107

34 piegare le tubazioni per interrompere l'afflusso di gas; 6) Evita di sottoporre a trazione le tubazioni di alimentazione; 7) Provvedi ad accendere il cannello utilizzando gli appositi accenditori, senza mai usare modalità di fortuna, come fiammiferi, torce di carta, ecc.; 8) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro. Dopo l'uso: 1) Provvedi a spegnere la fiamma, c hiudendo le valvole d'afflusso del gas; 2) Provvedi a riporre le apparecchiature in luoghi aerati, lontani dagli agenti atmosferici e da sorgenti di calore; 3) Assicurati che le bombole siano stoccate in posizione verticale, e ricordati che è assolutamente vietato realizzare depositi di combustibili in locali sotterranei. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore cannello a gas; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b) guanti; c) occhiali; d) maschere (se presenti nell'aria polveri o sostanze nocive); e) otoprotettori; f) guanti; g) indumenti protettivi (tute). Impastatrice L'impastatrice è una macchina da cantiere destinata alla preparazione a ciclo continuo di malta. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Caduta di materiale dall'alto o a livello; 2) Elettrocuzione; 3) Inalazione polveri, fibre; 4) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; 5) Movimentazione manuale dei carichi; 6) Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Impastatrice: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) Accertati della presenza e dell'efficienza delle protezioni da contatto accidentale degli ingranaggi, delle pulegge, delle cinghie e degli altri organi di trasmissione del moto; 2) Prendi visione della posizione del comando per l'arresto d'emergenza e verificane l'efficienza; 3) Accertati del buono stato dei collegamenti elettrici e di messa a terra e verifica l'efficienza degli interruttori e dispositivi elettrici di alimentazione e manovra; 4) Controlla la presenza ed il buono stato della protezione sovrastante il posto di manovra (tettoia); 5) Accertati della stabilità della macchina; 6) In particolare se la betoniera è dotata di pneumatici per il traino, assicurati che non siano stati asportati, verifica il loro stato manutentivo e la pressione di gonfiaggio, l'azionamento del freno di stazionamento e/o l'inserimento di cunei in legno; 7) Accertati del buono stato della griglia di protezione e dell'efficienza del dispositivo di interruzione del moto degli organi lavoratori a seguito del suo sollevamento della griglia stessa; 8) Assicurati dell'integrità dei componenti elettrici a vista; 9) Assicurati che gli indumenti che indossi non presentino possibili appigli (lacci, tasche larghe, maniche ampie, ecc.) che potrebbero agganciarsi negli organi in moto. Durante l'uso: 1) Accertati che il cavo di alimentazione non intralci i passaggi e sia posizionato in modo da evitare che sia soggetto a danneggiamenti; 2) Non manomettere il dispositivo automatico di blocco degli organi lavoratori al sollevamento della griglia; 3) Evita assolutamente di asportare o modificare le protezioni degli organi in moto; 4) Evita assolutamente di eseguire qualsiasi operazione di manutenzione (pulizia, lubrificazione, riparazione, ecc.) su organi in movimento. Dopo l'uso: 1) Verifica di aver aperto tutti i circuiti elettrici (interrotto ogni operatività) e l'interruttore generale di alimentazione del quadro; 2) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina secondo quanto indicato nel libretto e sempre dopo esserti accertato che il motore sia spento e non riavviabile da terzi accidentalmente. Riferimenti Normativi: Circolare Ministero del Lavoro n.103/80; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore impastatrice; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) maschere (se presenti nell'aria polveri o sostanze nocive); d) guanti; e) indumenti protettivi (tute). Martello demolitore elettrico Il martello demolitore è un utensile la cui utilizzazione risulta necessaria ogni qualvolta si presenti l'esigenza di un elevato numero di colpi ed una battuta potente. Vengono prodotti tre tipi di martello, in funzione della potenza richiesta: un primo, detto anche scalpellatore o piccolo scrostatore, la cui funzione è la scrostatura di intonaci o la demolizione di pavimenti e rivestimenti, un secondo, detto martello picconatore, il cui utilizzo può essere sostanzialmente ricondotto a quello del primo tipo ma con una potenza e frequenza maggiori che ne permettono l'utilizzazione anc he su materiali sensibilmente più duri, ed infine i martelli demolitori veri e propri, che vengono utilizzati per l'abbattimento delle strutture murarie, opere in calcestruzzo, frantumazione di manti stradali, ecc.. Una ulteriore distinzione deve essere fatta in funzione del differente tipo di alimentazione: elettrico o pneumatico. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Elettrocuzione; 2) Inalazione polveri, fibre; 3) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; 4) Urti, colpi, impatti, compressioni; I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 60 di 107 Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Martello demolitore elettrico: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive:

35 Prima dell'uso: 1) Assicurati che l'utensile sia a doppio isolamento (220V) o alimentato a bassissima tensione di sicurezza (50V), comunque non collegato a terra; 2) Accertati che il cavo di alimentazione e la spina non presentino danneggiamenti evitando assolutamente di utilizzare nastri isolanti adesivi per eseguire eventuali riparazioni; 3) Accertati del corretto funzionamento dei comandi; 4) Assicurati del corretto fissaggio della punta e degli accessori; 5) Assicurati della presenza e dell'efficienza della cuffia antirumore; 6) Provvedi a segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato. Durante l'uso: 1) Accertati che il cavo di alimentazione non intralci i passaggi e sia posizionato in modo da evitare che sia soggetto a danneggiamenti; 2) Procedi impugnando saldamente l'attrezzo con due mani; 3) Provvedi ad interdire al passaggio l'area di lavoro; 4) Assicurati di essere in posizione stabile prima di iniziare le lavorazioni; 5) Assicurati di aver interrotto l'alimentazione elettrica durante le pause di lavoro; 6) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro. Dopo l'uso: 1) Ricordati di scollegare l'alimentazione elettrica dell'utensile; 2) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione dell'attrezzo secondo quanto indicato nel libretto dopo esserti accertato di aver sconnesso l'alimentazione elettrica. Riferimenti Normativi: D.M. 20 novembre 1968; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6; CEI 23-34; CEI 23-50; CEI 23-57; CEI 64-8; CEI ) DPI: utilizzatore martello demolitore elettrico; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) occhiali; d) maschere (se presenti nell'aria polveri o sostanze nocive); e) otoprotettori; f) guanti antivibrazioni; g) indumenti protettivi (tute). Ponte su cavalletti Il ponte su cavalletti è costituito da un impalcato di assi in legno di dimensioni adeguate, sostenuto da cavalletti solitamente metallici, poste a distanze prefissate. La sua utilizzazione riguarda, solitamente, lavori all'interno di edifici, dove a causa delle ridotte altezze e della brevità dei lavori da eseguire, non è consigliabile il montaggio di un ponteggio metallico fisso. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Scivolamenti, cadute a livello; Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Ponte su cavalletti: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Modalità d'utilizzo: 1) Assicurati dell'integrità e corretta posa in opera del tavolato, dell'accostamento delle tavole e delle buone condizioni dei cavalletti; 2) Accertati della planarità del ponte: quando necessario, utilizza zeppe di legno per spessorare il ponte e mai mattoni o blocchi di cemento; 3) Evita assolutamente di realizzare dei ponti su cavalletti su impalcati dei ponteggi esterni o di realizzare ponti su cavalletti uno in sovrapposizione all'altro; 4) Evita di sovraccaricare il ponte con carichi non previsti o eccessivi, ma caricarli con i soli materiali ed attrezzi necessari per la lavorazione in corso. Principali modalità di posa in opera: 1) Possono essere adoperati solo per lavori da effettuarsi all'interno di edifici o, quando all'esterno, se al piano terra; 2) L''altezza massima dei ponti su cavaletti è di m 2; 3) I montanti non devono essere realizzati con mezzi di fortuna, del tipo scale a pioli, pile di mattoni, sacchi di cemento; 4) I piedi dei cavalletti devono poggiare sempre su pavimento solido e compatto; 5) Il ponte dovrà poggiare su tre cavalletti posti a distanza non superiore di m 1.80: qualora vengano utilizzati tavoloni aventi sezione 30 cm x 5 cm x 4 m, potranno adoperarsi solo due cavalletti a distanza non superiore a m 3.60; 6) Le tavole dell'impalcato devono risultare bene accostate fra loro, essere fissate ai cavalletti, non presentare parti a sbalzo superiori a cm 20; 7) La larghezza dell'impalcato non deve essere inferiore a cm 90. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 139; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 18, Punto ) DPI: utilizzatore ponte su cavalletti; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti. Ponteggio metallico fisso Il ponteggio fisso è un opera provvisionale che viene realizzata per eseguire lavori di ingegneria civile, quali nuove costruzioni o ristrutturazioni e manutenzioni, ad altezze superiori ai 2 metri. Essenzialmente si tratta di una struttura reticolare realizzata con elementi metallici. Dal punto di vista morfologico le varie tipologie esistenti in commercio sono sostanzialmente riconducibili a due: quella a tubi e giunti e quella a telai prefabbricati. La prima si compone di tubi (correnti, montanti e diagonali) collegati tra loro mediante appositi giunti, la seconda di telai fissi, cioè di forma e dimensioni predefinite, posti uno sull'altro a costituire la stilata, collegata alla stilata attigua tramite correnti o diagonali. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Caduta dall'alto; 2) Caduta di materiale dall'alto o a livello; 3) Scivolamenti, cadute a livello; I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 61 di 107 Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Ponteggio metallico fisso: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Modalità d'uso: Utilizzare il ponteggio in conformità al Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio (PiMUS) presente in cantiere. In particolare: 1) Accertati che il ponteggio si mantenga in buone condizioni di manutenzione; 2) Evita

36 assolutamente di salire o scendere lungo i montanti del ponteggio, ma utilizza le apposite scale; 3) Evita di correre o saltare sugli intavolati del ponteggio; 4) Evitare di gettare dall'alto materiali di qualsiasi genere o gli stessi elementi metallici del ponteggio; 5) Abbandona il ponteggio nel caso sopraggiunga un forte vento; 6) Utilizza sempre la cintura di sicurezza, durante le operazioni di montaggio e smontaggio del ponteggio, o ogni qualvolta i dispositivi di protezione collettiva non garantiscano da rischio di caduta dall'alto; 7) Utilizza bastoni muniti di uncini, evitando accuratamente di sporgerti oltre le protezioni, nelle operazioni di ricezione del carico su ponteggi o castelli; 8) Evita di sovraccaricare il ponteggio, creando depositi ed attrezzature in quantità eccessive: è possibile realizzare solo piccoli depositi temporanei dei materiali ed attrezzi strettamene necessari ai lavori; 9) Evita di effettuare lavorazioni a distanza minore di 5 m da linee elettriche aeree, se non direttamente autorizzato dal preposto. Principali modalità di posa in opera: Il ponteggio va necessariamente allestito ogni qualvolta si prevedano lavori a quota superiore a m. 2 e il montaggio dovrà avvenire in conformità al Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio (PiMUS) presente in cantiere. In particolare: 1) Accertarsi che il ponteggio metallico sia munito della relativa documentazione ministeriale (libretto di autorizzazione ministeriale) e che sia installato secondo le indicazioni del costruttore; 2) Verificare che tutti gli elementi metallici del ponteggio portino impressi il nome o il marchio del fabbricante; 3) Prima di iniziare il montaggio del ponteggio è necessario verificare la resistenza del piano d'appoggio, che dovrà essere protetto dalle infiltrazioni d'acqua o cedimenti; 4) La ripartizione del carico sul piano di appoggio deve essere realizzata a mezzo di basette; 5) Qualora il terreno non fosse in grado di resistere alle pressioni trasmesse dalla base d'appoggio del ponteggio, andranno interposti elementi resistenti, allo scopo di ripartire i carichi, come tavole di legno di adeguato spessore (4 o 5 cm); 6) Ogni elemento di ripartizione deve interessare almeno due montanti fissando ad essi le basette; 7) Se il terreno risultasse non orizzontale si dovrà procedere o ad un suo livellamento, oppure bisognerà utilizzare basette regolabili, evitando rigorosamente il posizionamento di altri materiali (come pietre, mattoni, ecc.) di resistenza incerta; 8) Gli impalcati del ponteggio devono risultare accostati alla costruzione è consentito un distacco non superiore a 30 cm; 9) Nel caso occorra disporre di distanze maggiori tra ponteggio e costruzione bisogna predisporre un parapetto completo verso la parte interna del ponteggio; 10) Nel caso che l'impalcato del ponteggio sia realizzato con tavole in legno, esse dovranno risultare sempre ben accostate tra loro, al fine di evitare cadute di materiali o attrezzi. In particolare dovranno essere rispettate le seguenti modalità di posa in opera: a) dimensioni delle tavole non inferiori a 4x30cm o 5x20cm; b) sovrapposizione tra tavole successive posta "a cavallo" di un traverso e di lunghezza pari almeno a 40cm; c) ciascuna tavola dovrà essere adeguatamente fissata (in modo da non scivolare sui traversi) e poggiata su almeno tre traversi senza presentare parti a sbalzo; 11) Nel caso che l'impalcato del ponteggio sia realizzato con elementi in metallo, andranno verificati l'efficienza del perno di bloccaggio e il suo effettivo inserimento. 12) Gli impalcati e i ponti di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza, costruito come il ponte, a distanza non s uperiore a m 2,50, la cui funzione è quella di trattenere persone o materiali che possono cadere dal ponte soprastante in caso di rottura di una tavola; 13) I ponteggi devono essere controventati sia in senso longitudinale che trasversale è ammessa deroga alla controventatura trasversale a condizione che i collegamenti realizzino un adeguata rigidezza trasversale; 14) I ponteggi devono essere dotati di appositi parapetti disposti anche sulle testate. Possono essere realizzati nei seguenti modi: a) mediante un corrente posto ad un'altezza minima di 1 m dal piano di calpestio e da una tavola fermapiede aderente al piano di camminamento, di altezza variabile ma tale da non lasciare uno spazio vuoto tra se ed il corrente suddetto maggiore di 60 cm; b) mediante un corrente superiore con le caratteristiche anzidette, una tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento, alta non meno di 20 cm ed un corrente intermedio che non lasci tra se e gli elementi citati, spazi vuoti di altezza maggiore di 60 cm. In ogni caso, i correnti e le tavole fermapiede devono essere poste nella parte interna dei montanti; 15) Per ogni piano di ponte devono essere applicati due correnti di cui uno può fare parte del parapetto; 16) Il ponteggio deve essere ancorato a parti stabili della costruzione (sono da escludersi balconi, inferriate, pluviali, ecc.), evitando di utilizzare fil di ferro e/o altro materiali simili; 17) Il ponteggio deve essere efficacemente ancorato alla costruzione almeno in corrispondenza ad ogni due piani di ponteggio e ad ogni due montanti, con disposizione di ancoraggio a rombo; 18) Le scale per l'accesso agli impalcati, devono essere vincolate, non in prosecuzione una dell'altra, sporgere di almeno un metro dal piano di arrivo, protette se poste verso la parte esterna del ponteggio; 19) Tutte le zone di lavoro e di passaggio poste a ridosso del ponteggio devono essere protette da apposito parasassi (mantovana) esteso per almeno 1,20 m oltre la sagoma del ponteggio stesso; in alternativa si dovrà predisporre la chiusura continua della facciata o la segregazione dell'area sottostante in modo da impedire a chiunque l'accesso; 20) Il primo parasassi deve essere posto a livello del solaio di copertura del piano terreno e poi ogni 12 metri di sviluppo del ponteggio; 21) Sulla facciata esterna e verso l'interno dei montanti del ponteggio, dovrà provvedersi ad applicare teli e/o reti di nylon per contenere la caduta di materiali. Tale misura andrà utilizzata congiuntamente al parasassi e mai in sua sostituzione; 22) E' sempre necessario prevedere un ponte di servizio per lo scarico dei materiali, per il quale dovrà predisporsi un apposito progetto. I relativi parapetti dovranno essere completamente chiusi, al fine di evitare che il materiale scaricato possa cadere dall'alto; 23) Le diagonali di supporto dello sbalzo devono scaricare la loro azione, e quindi i carichi della piazzola, sui nodi e non sui correnti, i quali non sono in grado di assorbire carichi di flessione se non minimi. Per ogni piazzola devono essere eseguiti specifici ancoraggi; 24) Con apposito cartello dovrà essere indicato il carico massimo ammesso dal progetto; 29) Il montaggio del ponteggio non dovrà svilupparsi in anticipo rispetto allo sviluppo della costruzione: giunti alla prima soletta, prima di innalzare le casseforme per i successivi pilastri è necessario costruire il ponteggio al piano raggiunto e così di seguito piano per piano. In ogni caso il dislivello non deve mai superare i 4 metri; 30) L'altezza dei montanti deve superare di almeno m 1 l'ultimo impalcato o il piano di gronda; 31) Il ponteggio metallico deve essere collegato elettricamente "a terra" non oltre 25 metri di sviluppo lineare, secondo il percorso più breve possibile e evitando brusche svolte e strozzature; devono comunque prevedersi non meno di due derivazioni. 32) Il responsabile del cantiere, ad intervalli periodici o dopo violente perturbazioni atmosferiche o prolungata interruzione di lavoro, deve assicurarsi della verticalità dei montanti, del giusto serraggio dei giunti, della efficienza degli ancoraggi e dei controventi, curando l'eventuale sostituzione o il rinforzo di elementi inefficienti. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo IV, Capo II, Sezione IV; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo IV, Capo II, Sezione V; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 18, Punto 2; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 19. 2) DPI: utilizzatore ponteggio metallico fisso; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti; d) attrezzatura anticaduta. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 62 di 107

37 Ponteggio mobile o trabattello Il ponte su ruote o trabattello è una piccola impalcatura che può essere facilmente spostata durante il lavoro consentendo rapidità di intervento. È costituita da una struttura metallica detta castello che può raggiungere anche i 15 metri di altezza. All'interno del castello possono trovare alloggio a quote differenti diversi impalcati. L'accesso al piano di lavoro avviene all'interno del castello tramite scale a mano che collegano i diversi impalcati. Trova impiego principalmente per lavori di finitura e di manutenzione, ma che non comportino grande impegno temporale. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Caduta dall'alto; 2) Caduta di materiale dall'alto o a livello; 3) Movimentazione manuale dei carichi; 4) Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Ponteggio mobile o trabattello: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Modalità d'utilizzo: 1) Assicurati del buono stato di tutti gli elementi del ponteggio (aste, incastri, collegamenti); 2) Accertati che il ponte sia stato montato in tutte le sue parti, con tutte le componenti previste dal produttore; 3) Assicurati della perfetta planarità e verticalità della struttura e, quando necessario, provvedi a ripartire il carico del ponte sul terreno con tavoloni; 4) Accertati dell'efficacia del blocco ruote; evita assolutamente di utilizzare impalcati di fortuna, ma utilizza solo quelli in dotazione o indicati dal produttore; 5) Evita assolutamente di installare sul ponte apparecchi di sollevamento; 6) Prima di effettuare spostamenti del ponteggio, accertati che non vi siano persone sopra di esso; 7) Assicurati che non vi siano linee elettriche aeree a distanza inferiore a m. 5; 8) Assicurati, nel caso di utilizzo all'esterno e di considerevole sviluppo verticale, che il ponte risulti ancorato alla costruzione almeno ogni due piani. Principali modalità di posa in opera: 1) Il trabattello dovrà essere realizzato dell'altezza indicata dal produttore, senza aggiunte di sovrastrutture; 2) La massima altezza consentita è di m. 15, dal piano di appoggio all'ultimo piano di lavoro; 3) La base dovrà essere di dimensioni tali da resistere ai carichi e da offrire garanzie al ribaltamento conseguenti alle oscillazioni cui possono essere sottoposti durante gli spostamenti o per colpi di vento; 4) I ponti la cui altezza superi m. 6, andranno dotati di piedi stabilizzatori; il piano di scorrimento delle ruote deve risultare compatto e livellato; il ponte dovrà essere dotato alla base di dispositivi del controllo dell'orizzontalità; 5) Le ruote del ponte devono essere metalliche, con diametro e larghezza non inferiore rispettivamente a 20 cm e 5 cm, e dotate di meccanismo per il bloccaggio: col ponte in opera, devono risultare sempre bloccate dalle due parti con idonei cunei o con stabilizzatori; 6) Sull'elemento di base deve sempre essere presente una targa riportante i dati e le caratteristiche salienti del ponte, nonc hé le indicazioni di sicurezza e d'uso di cui tenere conto; 7) Il ponte deve essere progettato per carichi non inferiori a quelli di norma indicati per i ponteggi metallici destinati ai lavori di costruzione; 8) Per impedire lo sfilo delle aste, esse devono essere di un sistema di bloccaggio (elementi verticali, correnti, diagonali); 9) L'impalcato deve essere completo e ben fissato sugli appoggi; 10) Il parapetto di protezione che perimetra il piano di lavoro deve essere regolamentare e corredato sui quattro lati di tavola fermapiede alta almeno cm 20; 11) Il piano di lavoro dovrà essere corredato di un regolare sottoponte a non più di m 2,50; 12) L'accesso ai vari piani di lavoro deve avvenire attraverso scale a mano regolamentari: qualora esse presentino un'inclinazione superiore a 75 vanno protette con paraschiena, salvo adottare un dispositivo anticaduta da collegare alla cintura di sicurezza; 13) Per l'accesso ai vari piani di lavoro sono consentite botole di passaggio, purché richiudibili con coperchio praticabile. Riferimenti Normativi: D.M. 22 maggio 1992 n.466; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo IV, Capo II, Sezione VI. 2) DPI: utilizzatore ponteggio mobile o trabattello; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti. Saldatrice elettrica La saldatrice elettrica è un utensile di uso comune alimentato a bassa tensione con isolamento di classe II. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Elettrocuzione; 2) Inalazione fumi, gas, vapori; 3) Incendi, esplosioni; 4) Radiazioni non ionizzanti; 5) Ustioni; Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Saldatrice elettrica: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) Accertati che il cavo di alimentazione e la spina non presentino danneggiamenti, evitando assolutamente di utilizzare nastri isolanti adesivi per eseguire eventuali riparazioni; 2) Evita assolutamente di operare saldature in presenza di gas o vapori infiammabili esplodenti (ad esempio su recipienti o su tubi che abbiano contenuto materiali pericolosi); 3) Accertati dell'integrità della pinza porta elettrodo; 4) Provvedi a delimitare la zona di lavoro, impedendo a chiunque il transito o la sosta. Durante l'uso: 1) Verifica la disposizione dei cavi di alimentazione affinché non intralcino i posti di lavoro e i passaggi, e non siano soggetti a danneggiamenti meccanici da parte del materiale da lavorare e lavorato; 2) Provvedi ad allontanare il personale non addetto alle operazioni di saldatura; 3) Durante le pause di lavoro, ricordati di interrompere l'alimentazione elettrica; 4) Qualora debbano essere effettuate saldature in ambienti chiusi o confinati, assicurati della presenza e dell'efficienza di un adeguato sistema di aspirazione fumi e/o ventilazione; 5) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 63 di 107

38 Dopo l'uso: 1) Assicurati di aver interrotto il collegamento elettrico; 2) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione dell'attrezzo secondo quanto indicato nel libretto dopo esserti accertato di aver sconnesso l'alimentazione elettrica. Riferimenti Normativi: D.M. 20 novembre 1968; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6; CEI 23-34; CEI 23-50; CEI 23-57; CEI 64-8; CEI ) DPI: utilizzatore saldatrice elettrica; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) maschere (se presenti nell'aria polveri o sostanze nocive); d) guanti; e) grembiule da saldatore; f) indumenti protettivi (tute). Scala doppia La scala doppia deriva dall'unione di due scale semplici incernierate tra loro alla sommità e dotate di un limitatore di apertura. Viene adoperata per superare dislivelli o effettuare operazioni di carattere temporaneo a quote non altrimenti raggiungibili: discesa in scavi o pozzi, opere di finitura ed impiantistiche, ecc.. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Caduta dall'alto; 2) Cesoiamenti, stritolamenti; 3) Movimentazione manuale dei carichi; 4) Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Scala doppia: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Modalità d'utilizzo: 1) Evita assolutamente di utilizzare scale metalliche per effettuare interventi su elementi in tensione; 2) Evita assolutamente di utilizzare la scala doppia come supporto per ponti su cavalletto; 3) Evita assolutamente di operare "a cavalcioni" sulla scala o di utilizzarla su qualsiasi opera provvisionale; 4) Puoi accedere sulla eventuale piattaforma, e/o sul gradino sottostante, solo qualora i montanti siano stati prolungati di almeno 60 cm al di sopra di essa; 5) Non effettuare spostamenti laterali della scala se su di essa è presente un lavoratore; 6) Evita di salire sull'ultimo gradino o piolo della scala; 7) Sia nella salita che nella discesa, utilizza la scala sempre rivolgendoti verso di essa; 8) Ricordati che non è consentita la contemporanea presenza di più lavoratori sulla scala. Principali modalità di posa in opera: 1) Le scale devono essere costruite con materiale adatto alle condizioni di impiego, devono essere sufficientemente resistenti nell'insieme e nei singoli elementi e devono avere dimensioni appropriate al loro uso; 2) Le scale doppie non devono superare l'altezza di m 5 e devono essere provviste di catena di adeguata resistenza o di altro dispositivo che impedisca la apertura della scala oltre il limite prestabilito di sicurezza; 3) Le scale posizionate su terreno cedevole vanno appoggiate su un'unica tavola di ripartizione; 4) I pioli devono essere privi di nodi ed ben incastrati nei montanti; 5) Le scale devono possedere dispositivi antisdrucciolevoli alle estremità inferiori dei montanti così come, analogamente, anche i pioli devono essere del tipo antisdrucciolevole; 6) E' vietato l'uso di scale che presentino listelli di legno chiodati sui montanti al posto dei pioli rotti. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art ) DPI: utilizzatore scala doppia; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti. Scala semplice La scala semplice è un'attrezzatura di lavoro costituita da due montanti paralleli, collegati tra loro da una serie di pioli trasversali incastrati e distanziati in egual misura. Viene adoperata per superare dislivelli o effettuare operazioni di carattere temporaneo a quote non altrimenti raggiungibili: discesa in scavi o pozzi, salita su opere provvisionali, opere di finitura ed impiantistiche. Rischi gene rati da ll'uso dell'attrezzo: 1) Caduta dall'alto; 2) Movimentazione manuale dei carichi; 3) Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'attrezzo: 1) Scala semplice: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Modalità d'utilizzo: 1) Se utilizzi una scala non vincolata, essa deve essere trattenuta al piede da altro lavoratore; 2) Nel caso in cui sia possibile agganciare adeguatamente la scala, provvedi ad agganciare la cintura di sicurezza ad un piolo della scala stessa; 3) Non effettuare spostamenti laterali della scala se su di essa è presente un lavoratore; 4) Evita l'uso di scale eccessivamente sporgenti oltre il piano di arrivo; 5) Sia nella salita che nella discesa, utilizza la scala sempre rivolgendoti verso di essa; 6) Ricordati che non è consentita la contemporanea presenza di più lavoratori sulla scala; 7) Se utilizzi scale ad elementi innestabili per effettuare lavori in quota, assicurati che sia presente una persona a terra che effettui una vigilanza continua sulla scala stessa. Principali modalità di posa in opera: 1) La lunghezza della scala in opera non deve superare i m 15; 2) Per lunghezze superiori agli m 8 devono essere munite di rompitratta; 3) La scala deve superare di almeno m 1 il piano di accesso (è possibile far proseguire un solo montante efficacemente fissato); 4) Deve essere curata, inoltre, la corrispondenza del piolo con lo stesso; 5) Le scale usate per l'accesso a piani successivi non devono essere poste una in prosecuzione dell'altra; 6) Le scale poste sul filo esterno di una costruzione od opere provvisionali (ponteggi) devono essere dotate di corrimano e parapetto; 7) La scala deve distare dalla verticale di appoggio di una misura pari ad 1/4 della propria lunghezza; 8) E' I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 64 di 107

39 Elenco delle macchine: 1) Autobetoniera; 2) Autocarro; 3) Autogrù; 4) Autopompa per cls; MACCHINE utilizzate nelle Lavorazioni Autobetonie ra L'autobetoniera è un mezzo d'opera su gomma destinato al trasporto di calcestruzzi dalla centrale di betonaggio fino al luogo della posa in opera. Essa è costituita essenzialmente da una cabina, destinata ad accogliere il conducente ed una tramoggia rotante destinata al trasporto dei calcestruzzi. Rischi gene rati da ll'uso della Macchina: 1) Caduta dall'alto; 2) Caduta di materiale dall'alto o a livello; 3) Cesoiamenti, stritolamenti; 4) Getti, schizzi; 5) Inalazione polveri, fibre; 6) Incendi, esplosioni; 7) Investimento, ribaltamento; 8) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; 9) Rumore per "Operatore autobetoniera"; Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 28 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni). Fascia di appartenenza. Sulla settimana di maggiore esposizione è "Compresa tra 80 e 85 db(a)"; sull attività di tutto il cantiere è "Uguale a 80 db(a)". Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Sorveglianza Sanitaria: Sorveglianza sanita ria per i lavoratori. La sorveglianza sanitaria e' estesa ai lavoratori esposti a livelli superiori ai valori inferiori di azione (Lex > 80 db(a)) e minori o uguali ai valori superiori di azione (Lex <= 85 db(a)), su loro richiesta e qualora il medico competente ne conferma l'opportunità. Informazione e Formazione: Informazione e Formazione de i lavoratori. I lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori di azione sono informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con particolare riferimento: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dal rumore, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilita' per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione al rumore; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso. Misure tecniche e organizzative: Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al minimo le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto cont o del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare l'esposizione al rumore; c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata informazione e formazione sull uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo l'esposizione al rumore; e) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f) opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell intensità dell esposizione e l adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo. Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo. Programma di misure tecniche e organizzative. Elaborazione ed applicazione di un programma di misure tecniche e organizzative volte a ridurre l'esposizione al rumore, considerando in particolare le misure di prevenzione e protezione sopra elencate. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 68 di 107 Dispositivi di protezione individuale: Uso dei Dispositivi di protezione individuale. Durante le seguenti attività e con le rispettive indicazioni in merito alla protezione dell udito i lavoratori sono forniti di specifici DPI dell udito:

40 1) Carico materiale (B27), protezione dell'udito Facoltativa, DPI dell udito Generico (cuffie o inserti) (valore di attenuazione 12 db(a)). Si prevede per i lavoratori adeguato addestramento sull uso dei dispositivi dell udito (art. 77 comma 5 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81). 10) Scivolamenti, cadute a livello; 11) Urti, colpi, impatti, compressioni; 12) Vibrazioni per "Operatore autobetoniera"; Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 28 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) trasporto materiale per 40%. Fascia di appartenenza. Mano-Braccio (HAV): "Non presente"; Corpo Intero (WBV): "Inferiore a 0,5 m/s²". Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Informazione e Formazione: Informazione e formazione dei lavoratori. Nelle attivita' che comportano una esposizione a rischi derivanti da vibrazioni, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ricevano informazioni e una formazione adeguata con particolare riguardo a: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dalle vibrazioni, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilità per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione alle vibrazioni; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso. Misure tecniche e organizzative: Misure gene rali. Il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli non superiori ai valori limite di esposizione. E' obbligo del datore di lavoro verificare che, su periodi brevi, per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio il valore di esposizione sia inferiore a 20 m/s² e per le vibrazioni trasmesse al corpo intero il valore di esposizione sia inferiore a 1,5 m/s². Acquisto di nuove macchine mobili. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuove macchine mobili, quelle che espongono a minori livelli di vibrazioni. Inderogabile per A(8) > 1 m/s². Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina: 1) Autobetoniera: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) Controlla tutti i dispositivi di segnalazione (ac ustici e luminosi) e i gruppi ottici di illuminazione; 2) Controlla tutti i comandi (con particolare riguardo per i comandi del tamburo e i dispositivi di blocco in posizione di riposo) e i dispositivi frenanti; 3) Disponi affinché la visibilità del posto di guida sia ottimale; 4) Verifica che siano correttamente disposte tutte le protezioni da organi in m ovimento (catena di trasmissione, ruote dentate, ecc.); 5) Controlla, proteggendoti adeguatamente, l'integrità delle tubazioni dell'impianto oleodinamico; 6) Controlla la stabilità della scaletta; 7) Controlla i percorsi e le aree di manovra richiedendo, se necessario, la predisposizione di adeguati rafforzamenti; 8) Nel cantiere procedi a velocità moderata, nel rispetto dei limiti ivi stabiliti; 9) In prossimità dei posti di lavoro procedi a passo d'uomo; 10) Durante gli spostamenti del mezzo, aziona il girofaro; 11) Controlla che lungo i percorsi carrabili del cantiere e, in particolare, nella zona di lavoro non vi sia la presenza di sottoservizi (cavi, tubazioni, ecc. per il passaggio di gas, energia elettrica, acqua, fognature, linee telefoniche, ecc.); 12) Se devi effettuare manovre in spazi ristretti o in condizioni di limitata visibilità, richiedi l'intervento di personale a terra; 13) Evita, se non esplicitamente consentito, di transitare o fermarti in prossimità del bordo degli scavi; 14) Accertati che il mezzo sia posizionato in maniera da consentire il passaggio pedonale e, com unque, provvedi a delimitare il raggio d'azione del mezzo; 15) Verifica che non vi siano linee elettriche interferenti l'area di manovra del mezzo. Durante l'uso: 1) Accertati, prima di effettuare spostamenti, che il canale di scarico sia ben ancorato al mezzo; 2) Annuncia l'inizio delle operazioni mediante l'apposito segnalatore ac ustico; 3) Durante le operazioni di scarico, sorveglia costantemente il canale per impedirne oscillazioni e contraccolpi; 4) Se presente la benna di caricamento, mantieniti a distanza di sicurezza durante le manovre di caricamento, impedendo a chiunque di avvicinarsi; 5) Durante i rifornimenti, spegni il motore, evita di fumare ed accertati dell'assenza di fiamme libere in adiacenza del mezzo; 6) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro. Dopo l'uso: 1) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina (ponendo particolare attenzione ai freni ed ai pneumatici) secondo quanto indicato nel libretto del mezzo e sempre dopo esserti accertato che i motori siano spenti e non riavviabili da terzi accidentalmente; 2) In particolare accertati che i motori siano spenti e non riavviabili da terzi accidentalmente prima di procedere alla pulizia del tamburo, della tramoggia e del canale. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6; Circolare Ministero del Lavoro n. 103/80. 2) DPI: operatore aut obetoniera; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) occhiali (se presente il rischio di schizzi); d) otoprotettori; e) guanti; f) indumenti protettivi (tute). Attrezzi utilizzati dall'ope ratore: a) Attrezzi manuali; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 69 di 107

41 Autocarro L'autocarro è una macchina utilizzata per il trasporto di mezzi, materiali da costruzione e/o di risulta da demolizioni o scavi, ecc., costituita essenzialmente da una cabina, destinata ad accogliere il conducente, ed un cassone generalmente ribaltabile, a mezzo di un sistema oleodinamico. Rischi gene rati da ll'uso della Macchina: 1) Caduta di materiale dall'alto o a livello; 2) Cesoiamenti, stritolamenti; 3) Inalazione polveri, fibre; 4) Incendi, esplosioni; 5) Investimento, ribaltamento; 6) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; 7) Movimentazione manuale dei carichi; 8) Rumore per "Operatore autocarro"; Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 24 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni). Fascia di appartenenza. Sulla settimana di maggiore esposizione è "Inferiore a 80 db(a)"; sull attività di tutto il cantiere è "Inferiore a 80 db(a)". Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Misure tecniche e organizzative: Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al minimo le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto cont o del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare l'esposizione al rumore; c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata informazione e formazione sull uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo l'esposizione al rumore; e) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f) opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell intensità dell esposizione e l adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo. Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo. 9) Scivolamenti, cadute a livello; 10) Urti, colpi, impatti, compressioni; 11) Vibrazioni per "Operatore autocarro"; Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 24 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) utilizzo autocarro per 60%. Fascia di appartenenza. Mano-Braccio (HAV): "Non presente"; Corpo Intero (WBV): "Inferiore a 0,5 m/s²". Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Informazione e Formazione: Informazione e formazione dei lavoratori. Nelle attivita' che comportano una esposizione a rischi derivanti da vibrazioni, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ricevano informazioni e una formazione adeguata con particolare riguardo a: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dalle vibrazioni, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilità per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione alle vibrazioni; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso. Misure tecniche e organizzative: Misure gene rali. Il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli non superiori ai valori limite di esposizione. E' obbligo del datore di lavoro verificare che, su periodi brevi, per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio il valore di esposizione sia inferiore a 20 m/s² e per le vibrazioni trasmesse al corpo intero il valore di esposizione sia inferiore a 1,5 m/s². Acquisto di nuove macchine mobili. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuove macchine mobili, quelle che espongono a minori livelli di vibrazioni. Inderogabile per A(8) > 1 m/s². Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina: 1) Autocarro: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) Controlla tutti i dispositivi di segnalazione (ac ustici e luminosi) e i gruppi ottici di illuminazione; 2) Controlla tutti i comandi e i dispositivi frenanti; 3) Disponi affinché la visibilità del posto di guida sia ottimale; 4) Controlla i percorsi e le aree di manovra richiedendo, se necessario, la predisposizione di adeguati rafforzamenti; 5) Nel cantiere procedi a velocità moderata, nel rispetto dei limiti ivi stabiliti; 6) In prossimità dei posti di lavoro procedi a passo d'uomo; 7) Durante gli spostamenti del mezzo, aziona il girofaro; 8) Controlla che lungo i percorsi carrabili del cantiere e, in particolare, nella zona di lavoro non vi sia la presenza di sottoservizi (cavi, tubazioni, ecc. per il passaggio di gas, energia elettrica, acqua, fognature, linee telefoniche, ecc.); 9) Se devi effettuare manovre in spazi ristretti o in condizioni di limitata visibilità, richiedi l'intervento di personale a terra; 10) Evita, se non esplicitamente consentito, di transitare o fermarti in prossimità del bordo degli scavi; 11) Accertati che il mezzo sia posizionato in maniera da consentire il passaggio pedonale e, com unque, provvedi a delimitare il raggio d'azione del mezzo; 12) Verifica che non vi siano linee elettriche interferenti l'area di manovra del mezzo. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 70 di 107

42 Durante l'uso: 1) Annuncia l'inizio dell'azionamento del ribaltabile mediante l'apposito segnalatore acustico; 2) Impedisci a chiunque di farsi trasportare all'interno del cassone; 3) Evita assolutamente di azionare il ribaltabile se il mezzo è in posizione inclinata; 4) Nel caricare il cassone poni attenzione a: disporre i carichi in maniera da non squilibrare il mezzo, vincolarli in modo da impedire spostamenti accidentali durante il trasporto, non superare l'ingom bro ed il carico massimo; 5) Evita sempre di caricare il mezzo oltre le sponde, qualora vengano movimentati materiali sfusi; 6) Accertati sempre, prima del trasporto, che le sponde siano correttamente agganciate; 7) Durante le operazioni di carico e scarico scendi dal mezzo se la cabina di guida non è dotata di roll-bar antischiacciamento; 8) Durante i rifornimenti, spegni il motore, evita di fumare ed accertati dell'assenza di fiamme libere in adiacenza del mezzo; 9) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro. Dopo l'uso: 1) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina (ponendo particolare attenzione ai freni ed ai pneumatici) secondo quanto indicato nel libretto del mezzo e sempre dopo esserti accertato che i motori siano spenti e non riavviabili da terzi accidentalmente. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: operatore aut ocarro; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti; d) indumenti protettivi (tute). Attrezzi utilizzati dall'ope ratore: a) Attrezzi manuali; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni. Autogrù L'autogrù è un mezzo d'opera su gomma, costituito essenzialmente da una cabina, destinata ad accogliere il conducente, ed un apparecchio di sollevamento azionato direttamente dalla suddetta cabina o da apposita postazione. Il suo impiego in cantiere può essere il più disparato, data la versatilità del mezzo e le differenti potenzialità dei tipi in commercio, e può andare dal sollevamento (e posizionamento) dei componenti della gru, a quello di macchine o dei semplici materiali da costruzione, ecc. Rischi gene rati da ll'uso della Macchina: 1) Cesoiamenti, stritolamenti; 2) Elettrocuzione; 3) Inalazione polveri, fibre; 4) Incendi, esplosioni; 5) Investimento, ribaltamento; 6) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; 7) Movimentazione manuale dei carichi; 8) Punture, tagli, abrasioni; 9) Rumore per "Operatore autogrù"; Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 26 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni). Fascia di appartenenza. Sulla settimana di maggiore esposizione è "Uguale a 80 db(a)"; sull attività di tutto il cantiere è "Inferiore a 80 db(a)". Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Informazione e Formazione: Informazione e Formazione de i lavoratori. I lavoratori esposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori di azione sono informati e formati in relazione ai rischi provenienti dall'esposizione al rumore, con particolare riferimento: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dal rumore, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilita' per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione al rumore; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso. Misure tecniche e organizzative: Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al minimo le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto cont o del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare l'esposizione al rumore; c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata informazione e formazione sull uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo l'esposizione al rumore; e) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f) opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell intensità dell esposizione e l adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo. Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo. 10) Scivolamenti, cadute a livello; I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 71 di 107

43 11) Urti, colpi, impatti, compressioni; 12) Vibrazioni per "Operatore autogrù"; Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 26 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) movimentazione carichi per 50%; b) spostamenti per 25%. Fascia di appartenenza. Mano-Braccio (HAV): "Non presente"; Corpo Intero (WBV): "Inferiore a 0,5 m/s²". Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Informazione e Formazione: Informazione e formazione dei lavoratori. Nelle attivita' che comportano una esposizione a rischi derivanti da vibrazioni, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ricevano informazioni e una formazione adeguata con particolare riguardo a: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dalle vibrazioni, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilità per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione alle vibrazioni; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso. Misure tecniche e organizzative: Misure gene rali. Il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli non superiori ai valori limite di esposizione. E' obbligo del datore di lavoro verificare che, su periodi brevi, per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio il valore di esposizione sia inferiore a 20 m/s² e per le vibrazioni trasmesse al corpo intero il valore di esposizione sia inferiore a 1,5 m/s². Acquisto di nuove macchine mobili. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuove macchine mobili, quelle che espongono a minori livelli di vibrazioni. Inderogabile per A(8) > 1 m/s². Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina: 1) Autogrù: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) Controlla tutti i dispositivi di segnalazione (ac ustici e luminosi) e i gruppi ottici di illuminazione; 2) Controlla tutti i comandi e i dispositivi frenanti; 3) Disponi affinché la visibilità del posto di guida sia ottimale; 4) Verifica che siano correttamente disposte tutte le protezioni da organi in movimento; 5) Controlla i percorsi e le aree di manovra richiedendo, se necessario, la predisposizione di adeguati rafforzamenti; 6) Nel cantiere procedi a velocità moderata, nel rispetto dei limiti ivi stabiliti; 7) In prossimità dei posti di lavoro procedi a passo d'uomo; 8) Controlla che lungo i percorsi carrabili del cantiere e, in particolare, nella zona di lavoro non vi sia la presenza di sottoservizi (cavi, tubazioni, ecc. per il passaggio di gas, energia elettrica, acqua, fognature, linee telefoniche, ecc.); 9) Se devi effettuare manovre in spazi ristretti o in condizioni di limitata visibilità, richiedi l'intervento di personale a terra; 10) Durante gli spostamenti del mezzo e durante le manovre di sollevamento, aziona il girofaro; 11) Evita, se non esplicitamente consentito, di transitare o fermarti in prossimità del bordo degli scavi; 12) Accertati che il mezzo sia posizionato in maniera da consentire il passaggio pedonale e, comunque, provvedi a delimitare il raggio d'azione del mezzo; 13) Stabilizza il mezzo utilizzando gli appositi stabilizzatori e, ove necessario, provvedi ad ampliarne l'appoggio con basi dotate adeguata resistenza; 14) Verifica che non vi siano linee elettriche interferenti l'area di manovra del mezzo. Durante l'uso: 1) Annuncia l'inizio delle manovre di sollevamento mediante l'apposito segnalatore acustico; 2) Durante il lavoro notturno utilizza gli appositi dispositivi di illuminazione; 3) Il sollevamento e/o lo scarico deve essere sempre effettuato con le funi in posizione verticale; 4) Attieniti alle indicazioni del personale a terra durante le operazioni di sollevamento e spostamento del carico; 5) Evita di far transitare il carico al di sopra di postazioni di lavoro e/o passaggio; 6) Cura la strumentazione ed i comandi, mantenendoli sempre puliti e privi di grasso, ecc.; 7) Evita assolutamente di effettuare manutenzioni su organi in movimento; 8) Durante i rifornimenti, spegni il motore, evita di fumare ed accertati dell'assenza di fiamme libere in adiacenza del mezzo; 9) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro. Dopo l'uso: 1) Evita di lasciare carichi sospesi; 2) Ritira il braccio telescopico e accertati di aver azionato il freno di stazionamento; 3) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina secondo quanto indicato nel libretto del mezzo e sempre dopo esserti accertato che i motori siano spenti e non riavviabili da terzi accidentalmente. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: operatore aut ogrù; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) otoprotettori; d) guanti; e) indumenti protettivi (tute). Attrezzi utilizzati dall'ope ratore: a) Attrezzi manuali; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni. Autopompa per cls L'autopompa per getti di cls è un automezzo su gomma attrezzato con una pompa per il sollevamento del calcestruzzo, allo stato fluido, per getti in quota. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 72 di 107 Rischi gene rati da ll'uso della Macchina: 1) Caduta dall'alto; 2) Caduta di materiale dall'alto o a livello; 3) Cesoiamenti, stritolamenti; 4) Elettrocuzione; 5) Getti, schizzi; 6) Inalazione polveri, fibre;

44 7) Incendi, esplosioni; 8) Investimento, ribaltamento; 9) Irritazioni cutanee, reazioni allergiche; 10) Movimentazione manuale dei carichi; 11) Rumore per "Operatore pompa per il cls (autopompa)"; Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 29 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni). Fascia di appartenenza. Sulla settimana di maggiore esposizione è "Inferiore a 80 db(a)"; sull attività di tutto il cantiere è "Inferiore a 80 db(a)". Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Misure tecniche e organizzative: Misure di prevenzione e protezione. Al fine di eliminare i rischi dal rumore alla fonte o di ridurli al minimo le misure di prevenzione e protezione riguardano: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto cont o del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare l'esposizione al rumore; c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; d) adeguata informazione e formazione sull uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo l'esposizione al rumore; e) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti e/o adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; f) opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell intensità dell esposizione e l adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo. Locali di riposo. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo messa a disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali e' ridotto a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo. 12) Scivolamenti, cadute a livello; 13) Urti, colpi, impatti, compressioni; 14) Vibrazioni per "Operatore pompa per il cls (autopompa)"; Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 29 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) spostamenti per 20%. Fascia di appartenenza. Mano-Braccio (HAV): "Non presente"; Corpo Intero (WBV): "Inferiore a 0,5 m/s²". Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Informazione e Formazione: Informazione e formazione dei lavoratori. Nelle attivita' che comportano una esposizione a rischi derivanti da vibrazioni, il datore di lavoro provvede a che i lavoratori ricevano informazioni e una formazione adeguata con particolare riguardo a: a) alle misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio derivante dalle vibrazioni, incluse le circostanze in cui si applicano dette misure; b) all'entita' e al significato dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, nonche' ai potenziali rischi associati; c) ai risultati delle valutazioni,misurazioni o calcoli dei livelli di esposizione; d) all'utilità per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute; e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e all'obiettivo della stessa; f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione alle vibrazioni; g) all'uso corretto dei dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazione sanitarie all'uso. Misure tecniche e organizzative: Misure gene rali. Il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli non superiori ai valori limite di esposizione. E' obbligo del datore di lavoro verificare che, su periodi brevi, per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio il valore di esposizione sia inferiore a 20 m/s² e per le vibrazioni trasmesse al corpo intero il valore di esposizione sia inferiore a 1,5 m/s². Acquisto di nuove macchine mobili. Il datore di lavoro privilegia, all'atto dell'acquisto di nuove macchine mobili, quelle che espongono a minori livelli di vibrazioni. Inderogabile per A(8) > 1 m/s². Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina: 1) Autopompa per cls: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) Controlla tutti i dispositivi di segnalazione (ac ustici e luminosi) e i gruppi ottici di illuminazione; 2) Controlla tutti i comandi e i dispositivi frenanti; 3) Controlla la funzionalità della pulsantiera; 4) Disponi affinché la visibilità del posto di guida sia ottimale; 5) Controlla c he tutti gli organi di trasmissione siano protetti da contatti accidentali; 6) Controlla i percorsi e le aree di manovra richiedendo, se necessario, la predisposizione di adeguati rafforzamenti; 7) Durante gli spostamenti del mezzo, aziona il girofaro; 8) Nel cantiere procedi a velocità moderata, nel rispetto dei limiti ivi stabiliti; 9) In prossimità dei posti di lavoro procedi a passo d'uomo; 10) Controlla che lungo i percorsi carrabili del cantiere e, in particolare, nella zona di lavoro non vi sia la presenza di sottoservizi (cavi, tubazioni, ecc. per il passaggio di gas, energia elettrica, acqua, fognature, linee telefoniche, ecc.); 11) Se devi effettuare manovre in spazi ristretti o in condizioni di limitata visibilità, richiedi l'intervento di personale a terra; evita, se non esplicitamente consentito, di transitare o fermarti in prossimità del bordo degli scavi; 12) Accertati che il mezzo sia posizionato in maniera da consentire il passaggio pedonale e, comunque, provvedi a delimitare il raggio d'azione del mezzo e della zona attraversata dalle tubazioni; 13) Stabilizza il mezzo utilizzando gli appositi stabilizzatori e, ove necessario, provvedi ad ampliarne l'appoggio con basi dotate adeguata resistenza; 14) Verifica che non vi siano linee elettriche interferenti l'area di manovra del mezzo. Durante l'uso: 1) Coadiuva il conducente dell'autobetoniera durante le manovre di avvicinamento all'autopompa; 2) Annuncia l'inizio delle manovre di pompaggio mediante l'apposito segnalatore acustico; 3) Evita assolutamente di asportare la griglia di protezione della vasca; 4) Durante le operazioni di pompaggio, sorveglia costantemente l'estremità flessibile del terminale della pompa per impedirne oscillazioni e contraccolpi; 5) Evita assolutamente di utilizzare il braccio d'uso della pompa per il sollevamento e/o la movimentazione di carichi; 6) Durante i rifornimenti, spegni il motore, evita di I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 73 di 107

45 fumare ed accertati dell'assenza di fiamme libere in adiacenza del mezzo; 7) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro. Dopo l'uso: 1) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione della macchina secondo quanto indicato nel libretto del mezzo e sempre dopo esserti accertato che i motori siano spenti e non riavviabili da terzi accidentalmente. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: operatore aut opompa per cls; Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) occhiali (se presente il rischio di schizzi); d) guanti; e) indumenti protettivi (tute). Attrezzi utilizzati dall'ope ratore: a) Attrezzi manuali; Rischi gene rati da ll'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 74 di 107

46 EMISSIONE SONORA ATTREZZATURE E MACCHINE ATTREZZATURA Apparecchiatura idraulica pe r la tesatura di trefoli Argano a bandiera Argano a cavalletto Avvitatore elettrico Cannello a gas (art 103, D.Lgs. 81/2008) Lavorazioni Emissione Sonora db(a) Montaggio e tesatura di travi prefabbricate di viadotti Montaggio e smontaggio del ponteggio metallico fisso; Smobilizzo del cantiere; Demolizione di balconi, cornicioni, aggetti orizzontali; Demolizione di pareti divisorie; Demolizione di scale in c.a.; Demolizione di scale in muratura; Demolizione di solaio in c.a.; Demolizione di solaio in legno; Demolizione di tetto a falde con orditura in legno; Demolizione di tompagnat ure; Demolizione di volte in murat ura; Demolizione generale di murature portanti eseguita con impiego di mezzi meccanici; Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici; Taglio di muratura a tutto spessore; Taglio di travi, setti e pilastri in c.a.; Taglio parziale dello spessore di muratura; Rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni; Rimozione di impianti; Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni; Rimozione di manto di copertura in tegole; Rimozione di massetto; Rimozione di pavimenti interni; Rimozione di pavimenti su balconi e logge; Rimozione di pavimenti su copertura piana; Rimozione di ringhiere e parapetti; Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali; Svuotamento rinfianchi della volta; Incapsulamento di coperture in cemento amianto; Rimozione di c operture in cemento amianto; Applicazione di vernice protettiva su copertura; Applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento murat ure; Applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio; Consolidamento del tavolato di solaio in legno; Consolidamento delle travi in legno mediante placcaggio; Consolidamento di volta in murat ura; Getto in calcestruzzo per consolidamento solaio; Iniezioni di miscele cementizie in strutture murarie; Posa di piastre di ancoraggio per tiranti; Posa di tiranti verticali in acciaio armonico; Posa di tiranti orizzontali in acciaio; Realizzazione di un foro nel solaio; Ripristino di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti; Ripristino di cls di balconi e logge; Ripristino di lesioni in strutture in c.a. con iniezioni di malta; Rinforzo di murature con rete in carbonio; Rinforzo di strutture in c.a. con rete in carbonio. Demolizione di balconi, cornicioni, aggetti orizzontali; Demolizione di pareti divisorie; Demolizione di scale in c.a.; Demolizione di scale in muratura; Demolizione di solaio in c.a.; Demolizione di solaio in legno; Demolizione di tetto a falde con orditura in legno; Demolizione di tompagnature; Demolizione di volte in muratura; Demolizione generale di murature portanti eseguita con impiego di mezzi meccanici; Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici; Taglio di muratura a tutto spessore; Taglio di travi, setti e pilastri in c.a.; Taglio parziale dello spessore di muratura; Rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni; Rimozione di impianti; Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni; Rimozione di manto di copertura in tegole; Rimozione di massetto; Rimozione di pavimenti interni; Rimozione di pavimenti su balconi e logge; Rimozione di pavimenti su copertura piana; Rimozione di ringhiere e parapetti; Rimozione di scossaline, canali di gronda, pluviali; Svuotamento rinfianchi della volta; Rimozione di coperture in cemento amianto; Applicazione di vernice protettiva su copertura; Applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento murature; Applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio; Consolidamento del tavolato di solaio in legno; Consolidamento delle travi in legno mediante placcaggio; Consolidamento di volta in muratura; Getto in calcestruzzo per consolidamento solaio; Iniezioni di miscele cementizie in strutture murarie; Posa di piastre di ancoraggio per tiranti; Posa di tiranti verticali in acciaio armonico; Posa di tiranti orizzontali in acciaio; Realizzazione di un foro nel solaio; Ripristino di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti; Ripristino di cls di balconi e logge; Ripristino di lesioni in strutture in c.a. con iniezioni di malta; Rinforzo di murature con rete in carbonio; Rinforzo di strutture in c.a. con rete in carbonio. Montaggio di strutture orizzontali in acciaio; Montaggio di strutture verticali in acciaio. Impermeabilizzazione di pareti controterra; Impermeabilizzazione di balconi e logge; Im permeabilizzazione di copert ure; Realizzazione di copertura a tetto rovescio. Impastatrice Formazione di fondo per rivestimenti della piscina; Formazione di massetto I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 75 di 107

47 ATTREZZATURA Martello demolitore elettrico Saldatrice elettrica Sega circolare Smerigliatrice angolare (flessibile) Lavorazioni per esterni; Formazione di massetto per balconi e logge; Formazione di massetto per coperture; Formazione intonaci esterni (tradizionali); Formazione di massetto per pavimenti interni; Formazione intonaci interni (tradizionali). Rimozione di cls ammalorato di balconi e logge; Rimozione di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti; Rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni; Rimozione di impianti; Rimozione di intonaci e rivestimenti esterni; Rimozione di manto di copertura in tegole; Rimozione di massetto; Rimozione di pavimenti esterni; Rimozione di pavimenti interni; Rimozione di pavimenti su balconi e logge; Rimozione di pavimenti su copertura piana; Rimozione di ringhiere e parapetti; Svuotamento rinfianchi della volta; Realizzazione di un foro nel solaio. Realizzazione della rete di distribuzione e terminali per impianto termico (centralizzato); Realizzazione di impianti di gestione delle acque di una piscina; Realizzazione di impianto termico (autonomo); Posa di conduttura del gas; Posa di recinzioni e cancellate; Installazione apparecchiature e macchinari per impianto di depurazione; Posa di ringhiere e parapetti; Montaggio di strutture orizzontali in acciaio; Montaggio di strutture verticali in acciaio. Allestimento di cantiere temporaneo su strada; Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Allestimento di servizi sanitari del cantiere ; Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Realizzazione della viabilità del cantiere; Realizzazione della carpenteria per opere d'arte in lavori stradali; Realizzazione della carpenteria per sottoservizi in c.a.; Realizzazione della carpenteria per opere non strutturali; Realizzazione della carpenteria per vasca in c.a.; Posa di lucernario; Realizzazione di camera di ventilazione; Struttura di sostegno per facciata ventilata; Realizzazione della carpenteria per le strutture in elevazione; Realizzazione della carpenteria per le strutture in fondazione; Realizzazione di solaio in c.a. in opera o prefabbricato; Realizzazione della carpenteria di cordoli in c.a. in elevazione; Realizzazione della carpenteria di cordoli in c.a. in fondazione; Realizzazione di murature esterne; Consolidamento del tavolato di solaio in legno; Consolidamento delle travi in legno mediante placcaggio; Realizzazione della carpenteria di cordoli in c.a. per la stabilizzazione di scarpate; Realizzazione della carpenteria per muri di sostegno in c.a.; Assemblaggio della carpenteria del pulvino e suo posizionamento; Assemblaggio della carpenteria rampante e suo posizionamento. Allestimento di cantiere temporaneo su strada; Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Allestimento di servizi sanitari del cantiere ; Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Realizzazione della viabilità del cantiere; Realizzazione della carpenteria per opere d'arte in lavori stradali; Realizzazione della carpenteria per sottoservizi in c.a.; Posa di recinzioni e cancellate; Realizzazione della carpenteria per opere non strutturali; Realizzazione della carpenteria per vasca in c.a.; Posa di ringhiere e parapetti; Montaggio di chiusure perimetrali con pannelli prefabbricati in c.a.; Montaggio di chiusure perimetrali con pannelli prefabbricati in lamiera zincata; Montaggio di strutture orizzontali in acciaio; Montaggio di strutture verticali in acciaio; Realizzazione della carpenteria per le strutture in elevazione; Realizzazione della carpenteria per le strutture in fondazione; Realizzazione di solaio in c.a. in opera o prefabbricato; Realizzazione della carpenteria di cordoli in c.a. in elevazione; Realizzazione della carpenteria di cordoli in c.a. in fondazione; Montaggio di gradinate prefabbricate; Montaggio di strutture prefabbricate in c.a.; Applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento murature; Applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio; Consolidamento di volta in muratura; Inserimento trasversale in murature di isolanti; Posa di piastre di ancoraggio per tiranti; Posa di tiranti verticali in acciaio armonico; Posa di tiranti orizzontali in acciaio; Ripristino di cls ammalorato di pilastri, travi, pareti; Ripristino di cls di balconi e logge; Ripristino di lesioni in strutture in c.a. con iniezioni di malta; Rinforzo di murature con rete in carbonio; Rinforzo di strutture in c.a. con rete in carbonio; Realizzazione della carpenteria di cordoli in c.a. per la stabilizzazione di scarpate; Realizzazione della carpenteria per muri di sostegno in c.a.; Assemblaggio della carpenteria del pulvino e suo posizionamento; Assemblaggio della carpenteria rampante e suo posizionamento; Montaggio e tesatura di travi prefabbricate di viadotti. Emissione Sonora db(a) I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 76 di 107

48 ATTREZZATURA Trapano elettrico Lavorazioni Allestimento di cantiere temporaneo su strada; Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Allestimento di servizi sanitari del cantiere ; Montaggio e smontaggio del ponteggio metallico fisso; Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Realizzazione della viabilità del cantiere; Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Realizzazione di impianto di protezione da scariche atmosferiche del cantiere; Realizzazione di impianto elettrico del cantiere; Realizzazione di impianto idrico dei servizi igienico-assistenziali e sanitari del cantiere; Realizzazione di impianto idrico del cantiere; Smobilizzo del cantiere; Posa della centrale termica per impianto termico (centralizzato); Posa della cisterna per combustibile liquido; Posa della cisterna per impianto antincendio; Posa macchina di condizionamento; Realizzazione della rete di distribuzione e terminali per impianto termico (centralizzato); Realizzazione della rete e dei sistemi di controllo per impianto antincendio; Realizzazione della rete idrica e degli attacchi per impianto antincendio; Realizzazione delle canalizzazioni per aria condizionata; Realizzazione di impianti di gestione delle acque di una piscina; Realizzazione di impianto antintrusione; Realizzazione di impianto ascensore; Realizzazione di impianto elettrico interno; Realizzazione di impianto idrico-sanitario e del gas; Realizzazione di impianto radiotelevisivo; Realizzazione di impianto telefonico e citofonico; Realizzazione di impianto termico (autonomo); Posa di conduttura del gas; Posa di conduttura elettrica; Posa di conduttura idrica; Posa di conduttura telefonica; Posa di speco fognario prefabbricato; Pozzetti di ispezione e opere d'arte; Posa di fossa biologica prefabbricata; Posa di recinzioni e cancellate; Installazione apparecchiature e macchinari per impianto di depurazione; Posa di ringhiere e parapetti; Perforazioni in elementi opachi. Emissione Sonora db(a) 90.6 I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 77 di 107

49 MACCHINA Autobetonie ra Autocarro Autogrù Autopompa per cls Lavorazioni Getto in calcestruzzo per opere d'arte in lavori stradali; Getto in calcestruzzo per sottoservizi in c.a.; Getto in calcestruzzo per vasca in c.a.; Getto in calcestruzzo per le strutture in elevazione; Getto in calcestruzzo per le strutture in fondazione; Realizzazione di solaio in c.a. in opera o prefabbricato; Getto di calcestruzzo per pali trivellati; Getto di calcestruzzo di cordoli in c.a. per la stabilizzazione di scarpate; Getto di calcestruzzo per muri di sostegno in c.a.; Realizzazione di paratia in c.a.; Rivestimento finale; Getto in calcestruzzo per le strutture di viadotti; Realizzazione di impalcato stradale. Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Allestimento di servizi sanitari del cantiere ; Montaggio e smontaggio del ponteggio metallico fisso; Montaggio e smontaggio della gru a torre; Realizzazione della viabilità del cantiere; Smobilizzo del cantiere; Demolizione di balconi, cornicioni, aggetti orizzontali; Demolizione di pareti divisorie; Demolizione di scale in c.a.; Demolizione di scale in muratura; Demolizione di solaio in c.a.; Demolizione di solaio in legno; Demolizione di tetto a falde con orditura in legno; Demolizione di tompagnature; Demolizione di volte in muratura; Demolizione generale di murature portanti eseguita con impiego di mezzi meccanici; Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di esplosivi; Demolizione generale di strutture in c.a. eseguita con impiego di mezzi meccanici; Asportazione di strato di usura e collegamento; Montaggio di guard-rails; Montaggio di pannelli fonoassorbenti; Posa di barriere protettive in c.a.; Posa di pali per pubblica illuminazione; Posa di segnali stradali; Taglio di asfalto di carreggiata stradale; Installazione apparecchiature e macchinari per impianto di depurazione; Montaggio di chiusure perimetrali con pannelli prefabbricati in c.a.; Perforazioni per micropali (tipo RADICE); Perforazioni per pali trivellati; Posa di pali prefabbricati (tipo SCAC); Posa ferri di armatura per micropali (tipo RADICE); Posa ferri di armatura per pali trivellati; Montaggio di gradinate prefabbricate; Montaggio di strutture prefabbricate in c.a.; Perforazioni per la realizzazione di tiranti per il consolidamento di terreni; Posa reti e cavi di acciaio per la stabilizzazione di scarpate; Posa dei ferri di armatura per paratia in c.a.; Risezionamento del profilo del terreno; Scavo a sezione obbligata; Scavo a sezione ristretta; Scavo di sbancamento; Scavo di splateamento; Brillamento di mine e disgaggio; Contenimento dei fuori sagoma; Rivestimento di prima fase; Assemblaggio della carpenteria del pulvino e suo posizionamento; Assemblaggio della carpenteria rampante e suo posizionamento; Montaggio e tesatura di travi prefabbricate di viadotti; Realizzazione di impalcato stradale. Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Allestimento di servizi sanitari del cantiere ; Montaggio e smontaggio della gru a torre; Smobilizzo del cantiere; Lavorazione e posa ferri di armatura per opere d'arte in lavori stradali; Montaggio di guard-rails; Montaggio di pannelli fonoassorbenti; Posa di barriere protettive in c.a.; Lavorazione e posa ferri di armatura per sottoservizi in c.a.; Installazione apparecchiature e macchinari per impianto di depurazione; Montaggio di copertura in lamiera grecata; Montaggio di chiusure perimetrali con pannelli prefabbricati in c.a.; Montaggio di chiusure perimetrali con pannelli prefabbricati in lamiera zincata; Montaggio di strutture orizzontali in acciaio; Montaggio di strutture verticali in acciaio; Posa di pali prefabbricati (tipo SCAC); Posa ferri di armatura per micropali (tipo RADICE); Posa ferri di armatura per pali trivellati; Montaggio di gradinate prefabbricate; Montaggio di strutture prefabbricate in c.a.; Lavorazioni e posa ferri di armatura di cordoli in c.a. per la stabilizzazione di scarpate; Posa reti e cavi di acciaio per la stabilizzazione di scarpate; Lavorazione e posa ferri di armatura per muri di sostegno in c.a.; Posa dei ferri di armatura per paratia in c.a.; Assemblaggio della carpenteria del pulvino e suo posizionamento; Assemblaggio della carpenteria rampante e suo posizionamento; Lavorazione e posa ferri di armatura per le strutture di viadotti; Montaggio e tesatura di travi prefabbricate di viadotti; Realizzazione di impalcato stradale. Getto in calcestruzzo per opere d'arte in lavori stradali; Getto in calcestruzzo per sottoservizi in c.a.; Getto in calcestruzzo per vasca in c.a.; Getto in calcestruzzo per le strutture in elevazione; Getto in calcestruzzo per le strutture in fondazione; Realizzazione di solaio in c.a. in opera o prefabbricato; Getto di calcestruzzo per pali trivellati; Getto di calcestruzzo di cordoli in c.a. per la stabilizzazione di scarpate; Getto di calcestruzzo per Emissione Sonora db(a) I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 78 di 107

50 MACCHINA Lavorazioni muri di sostegno in c.a.; Realizzazione di paratia in c.a.; Rivestimento finale; Getto in calcestruzzo per le strutture di viadotti; Realizzazione di impalcato stradale. Emissione Sonora db(a) I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 79 di 107

51 COORDINAMENTO DELLE LAVORAZIONI E FASI 1) Interferenza lavorativa configurabile in fase di progettazione, studiate le fasi lavorative del porgetto in questione : - Formazione intonaci esterni (tradizionali) - Posa di rivestimenti esterni Le lavorazioni su elencate sono eseguite, rispettivamente, dalle diverse imprese presenti in cantiere, non ancora individuabili vista la fase di progettazione del cantiere. Dette lavorazioni interferiscono fra loro per un periodo non ancora definito. Coordinamento: a) I preposti delle imprese esecutrici devono vigilare e impedire a chiunque di sostare sotto la traiettoria di passaggio dei carichi. Nei giorni di particolare affollamento si devono recintare le zone interessate dalle operazioni di sollevamento e discesa dei carichi. b) I preposti, delle imprese, devono verificare che nell aria delle zone di lavoro vicine all impastatrice non ci siano concentrazioni di polveri emesse durante il s uo utilizzo. In caso si presentino concentrazioni di polveri si deve evitare, in tali zone, la presenza di altri operai a parte quelli interessati alla produzione di malte e calcestruzzi. Se ciò non è attuabile, si deve installare un adeguato sistema per l abbattimento delle polveri e se necessario i lavoratori operanti in queste zone devono essere forniti di appositi dispositivi di protezione individuale contro le polveri. c) Durante le lavorazioni che si svolgono contemporaneamente sulle opere provvisionali e a terra, i preposti delle rispettive imprese esecutrici devono coordinare i lavori in modo da impedire che i lavoratori siano posizionati sulla stessa verticale. Nelle zone dove ciò non è possibile, i preposti devono, prima dell inizio dei lavori, verificare la presenza e l efficacia dei sistemi di protezione per l intercettazioni dei materiali (parasassi, reti, tettoie). Rischi Trasmissibili: Formazione intonaci esterni (tradizionali): a) Caduta di materiale dall'alto o a livello Prob: BASSISSIMA Ent. danno: GRAVE Posa di rivestimenti esterni: a) Caduta di materiale dall'alto o a livello Prob: BASSISSIMA Ent. danno: GRAVE 2) Interferenza lavorativa configurabile in fase di progettazione, studiate le fasi lavorative del porgetto in questione : - Applicazione este rna di pannelli isolanti su coperture - Formazione intonaci esterni e rifiniture su facciate Le lavorazioni su elencate sono eseguite, rispettivamente, dalle diverse imprese presenti in cantiere, non ancora individuabili vista la fase di progettazione del cantiere. Dette lavorazioni interferiscono fra loro per un periodo non ancora definito. Coordinamento: a) I preposti delle imprese esecutrici devono vigilare e impedire a chiunque di sostare sotto la traiettoria di passaggio dei carichi. Nei giorni di particolare affollamento si devono recintare le zone interessate dalle operazioni di sollevamento e discesa dei carichi. b) I preposti, delle imprese, devono verificare che nell aria delle zone di lavoro vicine alla betoniera non ci siano concentrazioni di polveri emesse durante il suo utilizzo. In caso si presentino concentrazioni di polveri si deve evitare, in tali zone, la presenza di altri operai a parte quelli interessati alla produzione di malte e calcestruzzi. Se ciò non è attuabile, si deve installare un adeguato sistema per l abbattimento delle polveri e se necessario i lavoratori operanti in queste zone devono essere forniti di appositi dispositivi di protezione individuale contro le polveri. c) Durante le lavorazioni che si svolgono contemporaneamente sulle opere provvisionali e a terra, i preposti delle rispettive imprese esecutrici devono coordinare i lavori in modo da impedire che i lavoratori siano posizionati sulla stessa verticale. Nelle zone dove ciò non è possibile, i preposti devono, prima dell inizio dei lavori, verificare la presenza e l efficacia dei sistemi di protezione per l intercettazioni dei materiali (parasassi, reti, tettoie). d) I preposti, delle imprese, devono verificare che nell aria delle zone di lavoro vicine all impastatrice non ci siano concentrazioni di polveri emesse durante il s uo utilizzo. In caso si presentino concentrazioni di polveri si deve evitare, in tali zone, la presenza di altri operai a parte quelli interessati alla produzione di malte e calcestruzzi. Se ciò non è attuabile, si deve installare un adeguato sistema per l abbattimento delle polveri e se necessario i lavoratori operanti in queste zone devono essere forniti di appositi dispositivi di protezione individuale contro le polveri. Rischi Trasmissibili: Applicazione este rna di pannelli isolanti su superfici verticali: a) Rumore per "Operaio comune (murature)" Prob: ALTA Ent. danno: GRAVE b) Caduta di materiale dall'alto o a livello Prob: BASSISSIMA Ent. danno: GRAVE Formazione intonaci esterni (tradizionali): a) Caduta di materiale dall'alto o a livello Prob: BASSISSIMA Ent. danno: GRAVE 3) Interferenza lavorativa configurabile in fase di progettazione, studiate le fasi lavorative del porgetto in questione : - Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi - Montaggio e smontaggio del ponteggio metallico fisso Le lavorazioni su elencate sono eseguite, rispettivamente, dalle diverse imprese presenti in cantiere, non ancora individuabili vista la fase di progettazione del cantiere. Dette lavorazioni interferiscono fra loro per un periodo non ancora definito. Coordinamento: a) Le macchine per il trasporto dei materiali devono procedere in prossimità dei posti di lavoro a passo d'uomo. Quando c è un grosso affollamento di operai le operazioni di carico e scarico devono essere coadiuvate da personale a terra che in caso di necessità deve provvedere a interdire le zone di carico e scarico mediante recinzione provvisoria e apposita segnaletica. b) I preposti delle imprese esecutrici devono vigilare e impedire a chiunque di sostare sotto la traiettoria di passaggio dei carichi. Nei giorni di particolare affollamento si devono recintare le zone interessate dalle operazioni di sollevamento e discesa dei carichi. c) Durante le lavorazioni che si svolgono contemporaneamente sulle opere provvisionali e a terra, i preposti delle rispettive imprese esecutrici devono coordinare i lavori in modo da impedire che i lavoratori siano posizionati sulla stessa verticale. Nelle zone dove ciò non è possibile, i preposti devono, prima dell inizio dei lavori, verificare la presenza e l efficacia dei sistemi di protezione per l intercettazioni dei materiali (parasassi, reti, tettoie). I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 80 di 107

52 COORDINAMENTO PER USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA (punto 2.1.2, lettera f, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008) Caratteristiche dei lavori e localizzazione degli impianti E sempre necessaria una disamina tecnica preventiva sulla situazione dell'area rispetto a: attraversamenti di linee elettriche aeree o di cavi sotterranei, fognature, acquedotti (prendendo immediati accordi con le società ed aziende esercenti le reti al fine di mettere in atto le misure di sicurezza necessarie prima di dare inizio ai lavori), aspetti idrologici (sorgenti, acque superficiali), gallerie, presenza di eventuali servitù a favore di altri fondi confinanti, notizie sulla climatologia, vale a dire pericolo di frane, smottamenti, rischi di valanghe, comportamento dei venti dominanti. Delimitazione dell a rea Al fine di identificare nel modo più chiaro l'area dei lavori è necessario recintare il cantiere lungo tutto il suo perimetro. La recinzione impedisce l'accesso agli estranei e segnala in modo inequivocabile la zona dei lavori. Deve essere costituita con delimitazioni robuste e durature corredate da richiami di divieto e pericolo. La necessità della perimetrazione viene richiamata anche dai regolamenti edilizi locali. Quando sia previsto il passaggio o lo stazionamento di terzi in prossimità di zone di lavoro elevate di pertinenza al cantiere, si devono adottare misure per impedire che la caduta accidentale di oggetti e materiali costituisca pericolo. Recinzioni, sbarramenti, protezioni, segnalazioni e avvisi devono essere mantenuti in buone condizioni e resi ben visibili. Tabella informativa L obbligo dell'esibizione del cartello di cantiere è determinato essenzialmente da norma di carattere urbanistico. Deve essere collocato in sito ben visibile e contenere tutte le indicazioni necessarie a qualificare il cantiere. Cartello e sistema di sostegno devono essere realizzati con materiali di adeguata resistenza e aspetto decoroso. Anche nella legge n. 47/85 si richiama la necessità dell'apposizione del cartello di cantiere, facendo obbligo agli istituti di controllo di segnalare le inottemperanze sia riguardo le caratteristiche dell opera che dei soggetti interessati. Emissioni inquinanti Qualunque emissione provenga dal cantiere nei confronti dell'ambiente esterno dovrà essere valutata al fine di limitarne gli effetti negativi. Nei riguardi delle emissioni di rumore si ricorda la necessità del rispetto del D.P.C.M. del 1 marzo 1991, relativo appunto ai limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, con riguardo alle attività cosiddette temporanee quali sono, a pieno diritto, i cantieri edili. Nel caso di riscontrato o prevedibile superamento dei valori diurni e notturni massimi ammissibili, è fatta concessione di richiedere deroga al Sindaco. Questi, sentito l'organo tecnico competente della USL, concede tale deroga, assodato che tutto quanto necessario all'abbattimento delle emissioni sia stato messo in opera (rispetto al D.Lgs. 81/08) e, se il caso, condizionando le attività disturbanti in momenti ed orari prestabiliti. Accessi al cantiere Le vie di accesso al cantiere richiedono un indagine preliminare che permetta la giusta scelta dei mezzi da usare per il trasporto dei materiali necessari alla costruzione o di quelli di risulta. Quando sono previsti notevoli movimenti di terra diviene importante anche la scelta delle zone di scarico. Non da trascurare, quando è il caso, il problema delle modalità di trasporto delle maestranze locali dai centri abitati e il trasferimento degli operai all interno dei grandi ed estesi cantieri. La dislocazione degli accessi al cantiere è per forza di cose vincolata alla viabilità esterna ed alla percorribilità interna. Sovente comporta esigenze, oltre che di recinzione, di personale addetto al controllo ed alla vigilanza. Le vie di accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne e notturne. Percorsi interni, rampe e viottoli Le varie zone in cui si articola un cantiere e in modo particolare le zone di lavoro, impianti, depositi, uffici non devono interferire fra loro ed essere collegate mediante itinerari il più possibile lineari. Se nei cantieri piccoli subentra il problema, sempre nemico della sicurezza, degli spazi ristretti, in quelli più grandi, specie per quelli che si sviluppano in estensione, i percorsi lunghi richiedono uno studio apposito in cui sono implicati fattori di economicità, praticità e, per l appunto, sicurezza. Le vie di transito vanno mantenute c urate e non devono essere ingombrate da materiali che ostacolano la normale circolazione. Il traffico pesante va incanalato lontano dai margini di scavo, dagli elementi di base di ponteggi e impalcature e, in linea di principio, da tutti i punti pericolosi. Quando necessario bisogna imporre limiti di velocità e creare passaggi separati per i soli pedoni. In questi casi si può ricorrere a sbarramenti, convogliamenti, cartellonistica ben visibile, segnalazioni luminose e acustiche, semafori, indicatori di pericolo. La segnaletica adottata deve essere conforme a quella prevista dalla circolazione stradale. Parcheggi Un attenta organizzazione prevede, ove tecnicamente possibile, anc he la soluzione del problema dei parc heggi degli automezzi e dei mezzi di trasporto personali quali biciclette, motociclette, automobili di addetti o visitatori autorizzati. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 85 di 107 Uffici Vanno ubicati in modo opportuno, con una sistemazione razionale per il normale accesso del personale e del pubblico. E' buona norma, per questo motivo, tenerli lontani dalle zone operative più intense.

53 Depositi di materiali La individuazione dei depositi è subordinata ai percorsi, alla eventuale pericolosità dei materiali (combustibili, gas compressi, vernici...), ai problemi di stabilità (non predisporre, ad esempio, depositi di materiali sul ciglio degli scavi ed accatastamenti eccessivi in altezza). Il deposito di materiale in cataste, pile, mucchi va sempre effettuato in modo razionale e tale da evitare crolli o cedimenti pericolosi. E opportuno allestire i depositi di materiali - così come le eventuali lavorazioni - che possono costituire pericolo in zone appartate del cantiere e delimitate in modo conveniente. Servizi igienico assistenzia li L'entità dei servizi varia a seconda dei casi (dimensioni del cantiere, numero degli addetti contemporaneamente impiegati). Inoltre, è in diretta dipendenza al soddisfacimento delle esigenze igieniche ed alla necessità di realizzare quelle condizioni di benessere e dignità personale indispensabili per ogni lavoratore. Poiché l'attività edile rientra pienamente fra quelle che il legislatore considera esposte a materie insudicianti o in ambienti polverosi, qualunque sia il numero degli addetti, i servizi igienico-assistenziali (docce, lavabi, gabinetti, spogliatoi, refettorio, locale di riposo, eventuali dormitori) sono indispensabili. Essi debbono essere ricavati in baracche opportunamente coibentate, illuminate, aerate, riscaldate durante la stagione fredda e comunque previste e costruite per questo uso. Acqua Deve essere messa a disposizione dei lavoratori in quantità sufficiente, tanto per uso potabile che per lavarsi. Per la provvista, la conservazione, la distribuzione ed il consumo devono osservarsi le norme igieniche atte ad evitarne l'inquinamento e ad impedire la diffusione delle malattie. L acqua da bere, quindi, deve essere distribuita in recipienti chiusi o bicchieri di carta onde evitare che qualcuno accosti la bocca se la distribuzione dovesse avvenire tramite tubazioni o rubinetti. Docce e lavabi Docce sufficienti ed appropriate devono essere messe a disposizione dei lavoratori per potersi lavare appena terminato l'orario di lavoro. Docce, lavabi e spogliatoi devono comunque c omunicare facilmente fra loro. I locali devono avere dimensioni sufficienti per permettere a ciascun lavoratore di rivestirsi senza impacci e in condizioni appropriate di igiene. Docce e lavabi vanno dotati di acqua corrente calda e fredda, di mezzi detergenti e per asciugarsi. Le prime devono essere individuali e riscaldate nella stagione fredda. Per quanto riguarda il numero dei lavabi, un criterio orientativo è di 1 ogni 5 dipendenti occupati per turno. Gabinetti I lavoratori devono disporre in prossimità dei posti di lavoro, dei locali di riposo, di locali speciali dotati di un numero sufficiente di gabinetti e di lavabi, con acqua corrente, calda se necessario, dotati di mezzi detergenti e per asciugarsi. Almeno una latrina è sempre d'obbligo. In linea di massima, attenendosi alle indicazioni della ingegneria sanitaria, ne va predisposta una ogni 30 persone occupate per turno. Spogliatoio Locali appositamente destinati a spogliatoi devono essere messi a disposizione dei lavoratori. Devono essere convenientemente arredati, avere una capacità sufficiente, essere possibilmente vicini al luogo di lavoro, aerati, illuminati, ben difesi dalle intemperie, riscaldati durante la stagione fredda e muniti di sedili. Devono, inoltre, essere attrezzati con armadietti a due settori interni chiudibili a chiave: una parte destinata agli indumenti da lavoro, l altra per quelli privati. Refettorio e locale ricovero Deve essere predisposto un refettorio, composto da uno o più ambienti a seconda delle necessità, arredato con sedili e tavoli. Andrà illuminato, aerato e riscaldato nella stagione fredda. Il pavimento non deve essere polveroso e le pareti imbiancate. Deve essere previsto il mezzo per conservare in adatti posti fissi le vivande dei lavoratori, per riscaldarle e per lavare recipienti e stoviglie. E vietato l uso di vino, birra ed altre bevande alcoliche salvo l assunzione di modiche quantità di vino e birra in refettorio durante l orario dei pasti. Il locale refettorio può anc he svolgere la funzione di luogo di ricovero e riposo, dove gli addetti possono trovare rifugio durante le intemperie o nei momenti di riposo. Se il locale ricovero è distinto dal refettorio deve essere illuminato, aerato, ammobiliato con tavolo e sedili con schienale e riscaldato nella stagione fredda. Nei locali di riposo si devono adottare misure adeguate per la protezione dei non fumatori contro gli inconvenienti del fumo. Dormitori Quando necessario, devono essere predisposti dormitori, capaci di ospitare e proteggere efficacemente i lavoratori contro gli agenti atmosferici. I dormitori si distinguono in: stabili, di fortuna e temporanei: stabili: devono possedere tutti i requisiti di abitabilità prescritti per le case di abitazione ed avere l'arredamento necessario rispondente alle esigenze dell'igiene (come nel caso di impianti fissi di betonaggio, cave e impianti di estrazione, magazzini, ecc.). di fortuna: nel caso di lavori di breve durata (15 giorni di stagione fredda o 30 nelle altre) il dormitorio può anche essere ottenuto con costruzioni di fortuna (baracche di legno o altro) a condizione che siano ben difese dall umidità del suolo e dagli agenti atmosferici. temporanei: per lavori superiori nel tempo a quanto indicato a proposito dei dormitori di fortuna, gli apprestamenti devono essere realizzati in modo congruo e rispondere alle seguenti condizioni: distacco dal suolo, onde evitare fenomeni di umidità; costruzione eseguita a regola d arte; protezione dagli agenti esterni (coibentazione); riscaldamento durante la stagione fredda: aperture munite di una buona chiusura e sufficienti per ottenere una valida ventilazione; lampade per l illuminazione notturna; difesa delle aperture contro la penetrazione di insetti alati nelle zone acquitrinose. A ciascun lavoratore spetta un letto o una branda corredati con materasso o saccone, cuscino, lenzuola, federe e coperte sufficienti e inoltre un sedile, un attaccapanni ed una mensolina. Lo spazio pro capite a disposizione non deve essere inferiore a mq. 3,50. Non sono consentiti letti sovrapposti (del tipo a castello). I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 86 di 107

54 In stretta vicinanza del dormitorio, se non addirittura facenti corpo unico con esso, devono installarsi convenienti locali ad uso di cucina e refettorio, gabinetti, docce e tutto quanto necessario a livello di servizio al fine della pulizia e dell'igiene personale. Impianto elettrico Il progetto degli impianti elettrici di cantiere non è obbligatorio, così come riportato dall'art. 12 L.46/90; tuttavia è consigliabile far eseguire la progettazione dell'impianto per definire la sezione dei cavi, il posizionamento delle attrezzature, l'installazione dei quadri. L'installatore a completamento dell'impianto elettrico, deve rilasciare la "Dichiarazione di Conformità" ai sensi della L. 46/90 art. 9. Gli impianti elettrici, in tutte le loro parti costitutive, devono essere costruiti, installati e mantenuti in modo da prevenire i pericoli derivanti da contatti accidentali con gli elementi sotto tensione ed i rischi di incendio e di scoppio derivanti da eventuali anormalità che si verifichino nel loro esercizio. Un impianto elettrico è ritenuto a bassa tensione quando la tensione del sistema è uguale o minore a 400 Volts efficaci per corrente alternata e a 600 Volts per corrente continua. Quando tali limiti sono superati, l'impianto elettrico è ritenuto ad alta tensione. Le macchine e gli apparecchi elettrici devono portare l'indicazione della tensione, dell'intensità e del tipo di corrente e delle altre eventuali caratteristiche costruttive necessarie per l'uso. In ogni impianto elettrico i conduttori devono presentare, tanto fra di loro quanto verso terra, un isolamento adeguato alla tensione dell'impianto. Presidi sanitari Se il cantiere è lontano dai posti pubblici permanenti di pronto soccorso va prevista una camera di medicazione. Essa risulta obbligatoria qualora le attività presentino rischi di scoppio, asfissia, infezione o avvelenament o e quando l'impresa occupi più di 50 addetti soggetti all'obbligo delle visite mediche preventive e periodiche. Negli altri casi è sufficiente tenere la cassetta del pronto soccorso se nel cantiere sono occupati più di 50 addetti; in quelli di modesta entità basta il pacchetto di meditazione. Cassetta e pacchetto di medicazione devono contenere quanto indicato e previsto dalla norma. Pulizia Le installazioni e gli arredi destinati ai refettori, agli spogliatoi, ai bagni, alle latrine, ai dormitori ed in genere ai servizi di igiene e di benessere per i lavoratori devono essere mantenuti in stato di scrupolosa manutenzione e pulizia a cura del datore di lavoro. A loro volta, i lavoratori devono usare con cura e proprietà i locali, le installazioni, gli impianti e gli arredi destinati ai servizi. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 87 di 107

55 Ponteggi Metallici MISURE GENERALI PER LE OPERE PROVVISIONALI RIFERIMENTI NORMATIVI D.Lgs. 81/08 Sezione V e Allegato XIX Circolare Ministero del Lavoro 13/82 Circolare Ministero del Lavoro 149/85 RISCHI DURANTE IL MONTAGGIO E L USO Caduta di persone dall alto, punture, tagli, abrasioni, scivolamenti, cadute a livello, caduta di materiale dall alto, movimentazione manuale dei carichi. CARATTERISTICHE TECNICHE E DI SICUREZZA I ponteggi metallici, a tubi e giunti o ad elementi prefabbricati, devono essere allestiti a regola d arte, secondo le indicazioni del costruttore e devono essere conservati in efficienza per l intera durata dei lavori. Tutti gli elementi metallici del ponteggio devono portare impresso, a rilievo o ad incisione, il nome o il marchio del fabbricante. Possono essere impiegati, se hanno ottenuto l autorizzazione ministeriale, in base solo ad un disegno esecutivo, sempre obbligatorio, firmato dal responsabile del cantiere, per le strutture: alte fino a m 20 dal piano d appoggio delle piastre di base all estradosso del piano di lavoro più alto; conformi agli schemi-tipo riportati nell autorizzazione; comprendenti un numero complessivo d impalcati non superiore a quello previsto dagli schemi-tipo; con gli ancoraggi conformi a quelli previsti nell autorizzazione e in ragione d almeno uno ogni 22 m 2 ; con sovraccarico complessivo non superiore a quello considerato nella verifica di stabilità; con i collegamenti bloccati mediante l attivazione dei dispositivi di sicurezza. I ponteggi che non rispondono anche ad una soltanto delle precedenti condizioni, non garantiscono il livello di sicurezza presupposto nell autorizzazione ministeriale e possono, pertanto, essere allestiti in conformità ad una relazione di calcolo e disegno esecutivo redatti da un ingegnere o architetto iscritto all albo professionale. Nel caso di ponteggio allestito con elementi misti sovrapposti è necessaria, oltre alla documentazione di calcolo aggiuntiva, quella dei diversi fabbricanti. L installazione sul ponteggio di tabelloni pubblicitari, teloni, reti o altri elementi che offrano resistenza al vento, richiede pure la documentazione di calcolo aggiuntiva. Le eventuali modifiche al ponteggio devono essere riportate nella prevista documentazione. MISURE DI PREVENZIONE Il ponteggio, ed ogni altra misura necessaria ad eliminare i pericoli di caduta di persone e cose, è obbligatorio per i lavori eseguiti ad un altezza superiore ai due metri. Il montaggio e lo smontaggio del ponteggio devono essere eseguiti da personale pratico ed idoneo, dotato di dispositivi personali di protezione, rispettando quanto indicato nell autorizzazione ministeriale e sotto la diretta sorveglianza di un preposto ai lavori. Il ponteggio deve avere un piano di appoggio solido e di adeguata resistenza, mezzi di collegamento efficaci, ancoraggi sufficienti e robusti e deve possedere una sicura stabilità. Gli impalcati, realizzati con tavole di legno o con tavole metalliche, devono essere messi in opera secondo quanto indicato nell autorizzazione ministeriale o secondo progetto. Sui ponti di servizio è vietato qualsiasi deposito, salvo quello temporaneo dei materiali e degli attrezzi in uso, la cui presenza non deve intralciare i movimenti e le manovre necessarie per l andamento del lavoro ed il cui peso deve essere sempre inferiore a quello previsto dal grado di resistenza dell impalcato. Gli impalcati di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza, costruito come il ponte, a distanza non superiore a m 2,50 con la funzione di trattenere persone o materiali che possono cadere dal ponte soprastante in caso di rottura di una tavola. Alla base di ogni ponteggio è opportuno esporre il cartello che ne indichi le caratteristiche (per costruzione o per manutenzione, numero degli impalcati previsti dall autorizzazione o dal progetto, carichi massimi ammissibili sugli impalcati stessi). Teli o reti non esonerano dall obbligo di applicare i parasassi in corrispondenza dei luoghi di transito o di stazionamento all altezza del solaio di copertura del piano terreno ed event ualmente, per ponteggi molt o alti, da ripetersi, c on l avanzare dei lavori, ogni dodici metri (ogni sei piani di ponteggio). Reti o teli devono essere contenuti all interno dei correnti o, in ogni caso, devono essere fissati molto saldamente. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 88 di 107

56 DURANTE I LAVORI Verificare che il ponteggio sia realizzato dove necessario. Verificare che sia in buone condizioni di manutenzione, che il marchio del costruttore si mantenga rintracciabile e decifrabile. Verificarne ad intervalli periodici la stabilità e l integrità specialmente dopo violente perturbazioni atmosferiche o prolungata interruzione delle attività. Accedere ai vari piani del ponteggio in modo comodo e sicuro. Le scale a pioli di collegamento fra i diversi piani devono essere sicure e vincolate, possibilmente non devono essere in prosecuzione una dell altra e, se poste verso la parte esterna del ponteggio, devono essere dotate di una laterale protezione. Non salire o scendere lungo gli elementi del ponteggio. Non correre o saltare sugli intavolati del ponteggio. Non gettare dall alto materiale di qualsiasi genere. Abbandonare il ponteggio in presenza di un forte vento. Controllare che in cantiere siano conservate tutte le documentazioni tecniche. Verificare che gli elementi del ponteggio, ritenuti idonei al reimpiego, siano conservati separati dal materiale non più utilizzabile. Segnalare al responsabile del cantiere qualsiasi anomalia. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Castelli di Carico e Scarico Materiali Casco, guanti, calzature di sicurezza, cintura di sicurezza. RIFERIMENTI NORMATIVI D.Lgs. 81/08 Allegato XVIII. RISCHI DURANTE IL MONTAGGIO E L USO Caduta di persone dall alto, punture, tagli, abrasioni, scivolamenti, cadute a livello, movimentazione manuale dei carichi. CARATTERISTICHE TECNICHE E DI SICUREZZA La loro costruzione deve rispondere a rigorosi criteri tecnici che ne garantiscano solidità e stabilità. I castelli devono essere anc orati alla costruzione ad ogni piano di pon-teggio. I montanti devono essere controventati per ogni due piani di ponteggio. Gli impalcati devono risultare ampi per quanto necessario e robusti. Gli intavolati devono essere formati con tavole di spessore non inferiore a cm 5, poggianti su traversi aventi sezione ed interasse dimensionati in relazione al carico massimo previsto per ciascun piano. Su tutti i lati verso il vuoto deve essere installato un parapetto normale, con tavola fermapiede. Tutte le citate caratteristiche sono comunque contemplate nella relazione di calcolo e nel disegno redatto da ingegnere o architetto abilitato. Per queste strutture il progetto è sempre obbligatorio. MISURE DI PREVENZIONE Per il passaggio del carico si può lasciare un varco con un parapetto mobile, non asportabile, apribile solo verso l interno, delimitato da robusti e rigidi sostegni laterali e con tavola fermapiede alta non meno di cm 30. Il parapetto può anche essere vantaggiosamente realizzato con un cancelletto che si chiuda automaticamente abbandonandone l azione d apertura. Dal lato interno dei sostegni laterali si devono applicare due staffoni in ferro, sporgenti almeno cm 20, ai quali l addetto possa afferrarsi. Mettere a disposizione dell operatore la cintura di sicurezza. Su ogni piano del castello deve essere esposto il cartello con l indicazione della sua portata massima. DURANTE I LAVORI Verificare gli ancoraggi e le condizioni delle tavole da ponte. Controllare che le protezioni perimetrali del castello siano complete e che il cartello di portata massima permanga visibile. Verificare che l eventuale posto di carico e scarico a terra sia segnalato e protetto, o delimitato con barriere, per impedire la permanenza ed il transito sotto i carichi. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Casco, guanti, cinture di sicurezza. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 89 di 107

57 USO SMONTAGGIO ANCORAGGIO MONTAGGIO TRASFORMAZIONE I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 90 di 107

58 RIFERIMENTI NORMATIVI Balconcini di Carico e Scarico Ma teriali D.Lgs. 81/08 Allegato XVIII. RISCHI DURANTE IL MONTAGGIO E L USO Cadute di persone dall alto, punture, tagli, abrasioni, scivolamenti, cadute a livello, movimentazione manuale dei carichi. CARATTERISTICHE TECNICHE E DI SICUREZZA I balconcini, o piazzole di carico, vanno realizzati a regola d arte, dimensionati e idonei allo scopo ed essere conservati in efficienza per l intera durata del lavoro. L intavolato dei balconcini di carico deve essere costituito da tavole di spessore non inferiore a cm 5, poggianti su traversi con sezione ed interasse dimensionati al carico massimo previsto. Gli impalcati devono essere sufficientemente ampi e muniti sui lati verso il vuoto di parapetti completamente chiusi, per evitare la possibilità che il materiale scaricato cada dall alto. I balconcini di carico devono essere realizzati conformemente a quanto previsto dall autorizzazione ministeriale, con particolare riguardo alle dimensioni di larghezza e profondità. In caso contrario è necessario elaborare la documentazione di calcolo aggiuntiva. MISURE DI PREVENZIONE I balconcini o piazzole di carico sono predisposti per ricevere dagli apparecchi di sollevamento i materiali nei limiti della loro portata massima, che deve essere chiaramente indicata su ogni piazzola. Ai fini della stabilità del ponteggio, sulla stessa verticale non possono insistere più balconcini di carico. DURANTE I LAVORI Verificare la stabilità e le condizioni degli impalcati e dei parapetti. Accedere al balconcino di carico in modo sicuro. Non rimuovere le protezioni. Accertare che l operatore abbia una completa visione della movimentazione del carico effettuata con l apparecchio di sollevamento. Concordare le segnalazioni operative con l operatore addetto all imbracatura del carico e della manovra dell apparecchio di sollevamento. Segnalare al responsabile del cantiere qualsiasi anomalia. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Casco, guanti, cinture di sicurezza. RIFERIMENTI NORMATIVI Ponti su Cavalletti D.Lgs. 81/08 art RISCHI DURANTE IL MONTAGGIO E L USO Cadute dall alto. CARATTERISTICHE TECNICHE E DI SICUREZZA Devono essere allestiti a regola d arte ed essere conservati in efficienza per l intera durata del lavoro. Possono essere usati solo per lavori da eseguirsi al suolo o all interno degli edifici. Non devono avere altezza superiore a m 2. Non devono essere montati sugli impalcati dei ponteggi esterni. Non possono essere usati uno in sovrapposizione all altro. Come appoggi non possono essere usati mezzi di fortuna come scale a pioli, pile di mattoni, sacchi di cemento e simili. MISURE DI PREVENZIONE I cavalletti devono appoggiare su pavimento solido e piano, la distanza massima fra due cavalletti è di m 1,80 con le normali tavole da ponte da cm 20 x 5, può essere di m 3,60 con tavole da cm 30 x 5 cm. La larghezza dell impalcato non deve essere inferiore a cm 90 e le tavole dell impalcato devono essere accostate fra loro, fissate ai cavalletti e non presentare alle estremità parti a sbalzo superiori a cm 20. Quando l altezza di possibile caduta è superiore a m 2 per la vicinanza di aperture, sulle stesse si devono applicare parapetti o sbarramenti o, se attuabile, si deve applicare il parapetto sull intavolato del ponte su cavalletti. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 91 di 107 DURANTE I LAVORI Verificare le condizioni generali della struttura, con particolare riguardo all orizzontalità dell impalcato, all integrità dei cavalletti e delle tavole. Non modificare la corretta composizione del ponte rimuovendo cavalletti o tavole. Non sovraccaricare il ponte con materiali eccedenti quelli necessari per la lavorazione in corso. Segnalare al responsabile del cantiere eventuali anomalie.

59 I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 92 di 107

60 Andatoie e Passerelle RIFERIMENTI NORMATIVI D.Lgs. 81/08 art. 130 Circolare Ministero del Lavoro 15/80 RISCHI DURANTE IL MONTAGGIO E L USO Caduta di persone dall alto, scivolamenti, cadute a livello, caduta di materiale dall alto, movimentazione manuale dei carichi. CARATTERISTICHE TECNICHE E DI SICUREZZA Devono essere allestite a regola d arte e conservate in efficienza per l intera durata del lavoro. Devono avere larghezza non inferiore a cm 60 se destinate al passaggio solo di persone e cm 120 se destinate al trasporto di materiali. La pendenza non deve superare il 50%. Le andatoie inclinate con lunghezza superiore a m 6 è opportuno che siano interrotte da pianerottoli di riposo. Scale a Mano MISURE DI PREVENZIONE Le passerelle e le andatoie devono essere munite di parapetti normali e tavole fermapiede. Sulle tavole c he compongono il piano di calpestio inclinato devono essere fissati listelli trasversali a distanza di circa 40 cm, corrispondenti al passo di un uomo carico. Qualora vi sia il pericolo di caduta di materiale dall alto, devono essere difese con un impalcato sovrastante. DURANTE I LAVORI Verificarne la stabilità e la regolarità con particolare riguardo alle tavole che compongono il piano di calpestio. Verificare la robustezza dei parapetti. Verificare che non siano sovraccaricate. Segnalare al responsabile del cantiere eventuali anomalie. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Casco, calzature di sicurezza, guanti RIFERIMENTI NORMATIVI D.Lgs. 81/08 Allegato V Parte II e Allegato XX RISCHI DURANTE L USO Caduta di persone dall alto, scivolamenti. CARATTERISTICHE TECNICHE E DI SICUREZZA Le scale a mano, se in legno, devono avere i pioli incastrati nei montanti e devono essere provviste di tiranti sotto i due pioli estremi. È vietato utilizzare scale a mano improvvisate in cantiere, con tavole chiodate sui montanti. Le scale che presentano pioli rotti od altre anomalie devono essere subito scartate. Le scale a mano devono essere integre e provviste di dispositivi anti-sdrucciolevoli. Le scale a mano, durante l uso, devono essere fissate in modo da evitare pericolosi sbandamenti o oscillazioni accentuate, oppure essere tenute al piede da altra persona. Segnalare subito al responsabile del cantiere eventuali difetti. PRIMA DEI LAVORI I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 93 di 107 La scala deve superare di almeno un metro il piano di accesso, curando la corrispondenza del piolo con il piano medesimo. Le scale usate per l accesso a piani successivi non devono essere poste una in prosecuzione dell altra. Le scale poste sul filo esterno di una costruzione od opere provvisionali devono essere dotate di corrimano e parapetto. La scala deve distare dalla verticale di appoggio per circa 1/4 della sua lunghezza. È vietata la riparazione dei pioli rotti con listelli di legno chiodati sui montanti.

61 Le scale posizionate su terreno cedevole vanno appoggiate su un unica tavola di ripartizione. Il luogo dove viene installata la scala deve essere sgombro di materiali. DURANTE I LAVORI Le scale non vincolate devono essere trattenute al piede da altra persona. Durante gli spostamenti laterali nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala. Evitare l uso di scale eccessivamente sporgenti oltre il piano di arrivo. La scala deve essere utilizzata da una sola persona per volta limitando il peso dei carichi da trasportare. Quando si eseguono lavori in posizione elevata, utilizzando scale ad elementi innestati, una persona deve esercitare da terra una continua vigilanza sulla scala. La salita e la discesa devono essere effettuate con il viso rivolto verso la scala. DOPO I LAVORI Protezioni Delle Ape rture Prospicienti Il Vuoto Controllare periodicamente lo stato di conservazione provvedendo alla manutenzione necessaria. Le scale non utilizzate devono essere conservate in luogo riparato dalle intemperie e, possibilmente, sospese ad appositi ganci. Segnalare immediatamente eventuali anomalie riscontrate, in particolare: pioli rotti, gioco fra gli incastri, fessurazioni, mancanza dei dispositivi antisdrucciolevoli. RIFERIMENTI NORMATIVI D.Lgs. 81/08 Allegato XVIII Circolare Ministero del Lavoro 15/80 Circolare Ministero del Lavoro 13/82 RISCHI DURANTE IL MONTAGGIO E L USO Caduta di persone dall alto, caduta di materiale dall alto. CARATTERISTICHE TECNICHE E DI SICUREZZA Le protezioni devono essere allestite a regola d arte, idonee allo scopo ed essere conservate in efficienza per l intera durata del lavoro. Le aperture nei muri prospicienti il vuoto, o vani che abbiano una profondità superiore a m 0,50, devono essere munite di normale parapetto con tavola fermapiede oppure essere convenientemente sbarrate o, se a pavimento, coperte con tavole da ponte fissate contro il pericolo di loro spostamento. MISURE DI PREVENZIONE Le opere protettive devono essere allestite in modo robusto e atto ad evitare la caduta di persone e materiali nel vuoto. Vanno applicate su ogni apertura non protetta dal ponteggio esterno, su balconi, pianerottoli, scale, vani degli ascensori, aperture a pavimento e casi simili. Le protezioni provvisorie devono essere mantenute in opera, fissate rigidamente a strutture resistenti, fino all installazione delle protezioni definitive. DURANTE I LAVORI Verificare la corretta installazione delle protezioni su ogni apertura prospiciente il vuoto. Non rimuovere le protezioni senza una specifica autorizzazione. Segnalare al responsabile di cantiere qualsiasi mancanza protettiva. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Casco, guanti, calzature di sicurezza, cinture di sicurezza. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 94 di 107

62 I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 95 di 107

63 MODALITA' ORGANIZZATIVE DELLA COOPERAZIONE E DELLA RECIPROCA INFORMAZIONE TRA LE IMPRESE/LAVORATORI AUTONOMI Disposizioni tecniche generali Interferenze - Accesso al cantiere di terzi (punto 2.1.2, lettera g, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008) L'Appaltatore deve porre in atto tutte le misure atte ad evitare interferenza di terzi nelle attività di cantiere. In particolare devono essere resi inaccessibili agli stessi macchine e at trezzature nonché i luoghi ove sono depositati anche provvisoriamente materiali che possono essere fonte di rischio. Devono essere inaccessibili a terzi gli eventuali ponteggi ed opportunamente segnalate e delimitate le aree interessate alla caduta di cose. Devono essere inaccessibili tutti gli scavi aperti che comportino rischio di caduta o altro rischio. Tutti i soggetti che accedono al cantiere devono attenersi alle indicazioni del Direttore di Cantiere (o in sua assenza del preposto in carica) ed utilizzare i DPI obbligatori. In generale deve essere vietato l'accesso al cantiere a chiunque sia privo di protezione del capo (casco) e di scarpe antinfortunistiche (condizione minimale e non necessariamente sufficiente; compete al Direttore di Cantiere imporre l'uso dei DPI necessari). Tale obbligo deve essere osservato anche dal Direttore dei Lavori, dal Committente o chi lo rappresenta, dagli ispettori dell'organo di controllo competente. Per i predetti motivi si prescrive che in cantiere sia sempre disponibile una dotazione ac cessoria di DPI. Il Direttore di Cantiere (o in sua assenza il preposto in carica) vieta o quantomeno rinvia l'accesso al cantiere a chiunque in caso di mancata applicazione di quanto previsto o comunque in caso di mancata sussistenza delle necessarie condizioni di sicurezza. Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze e costi della sicurezza relativi alle possibili interferenze da inserire nei contratti di appalto e subappalto D.U.V.RI. L impresa esecutrice, avvalendosi di subappaltatori e di lavoratori autonomi, ottempera a quanto prescritto dalla legge n. 123/2007 in merito al Documento Unico di Valutazione dei Rischi per le Interferenze (D.U.V.RI.), facendo riferimento ai contenuti del Piano di Sicurezza e di Coordinament o (P.S.C.) trasmessole dal committente e che l impresa stessa trasmette in copia, per quanto di loro interesse, ai subappaltatori ed ai lavoratori autonomi. Il Piano di Sicurezza e di Coordinamento, infatti, contiene le caratteristiche proprie del D.U.V.RI., analisi e valutazione dei rischi derivanti dalle interferenze tra le diverse attività che si svolgono all'interno del cantiere, indicazione delle misure adottate per la gestione delle interferenze, CRONOPROGRAMMA dei lavori. Allo scopo di evidenziare i rischi dovuti alle possibili interferenze fra imprese diverse, lavoratori autonomi e ditte fornitrici, si sottolinea quanto già contenuto nel PSC e lo si allega al contratto di affidamento dei lavori alle imprese appaltatrici e ai lavoratori autonomi. Tutte le opere esecutive che si svolgono nel cantiere devono essere fra loro coordinate affinché non avvengano contemporaneamente e nel medesimo luogo, qualora tutto ciò possa essere fonte di pericolose interferenze. Per ridurre tali rischi, oltre a dover rispettare il piano di sicurezza e le norme tecniche relative alla prevenzione degli infortuni, si rende indispensabile coordinare le diverse attività e impedirne il loro contemporaneo svolgimento in ambienti comuni o in zone verticalmente od orizzontalmente limitrofe, se tale situazione può produrre possibili conseguenze d infortunio o di malattia professionale. Nel caso di lavorazioni interferenti, le linee guida per il coordinamento possono essere le seguenti. Lo sfasamento temporale o spaziale degli interventi in base alle priorità esecutive, alla disponibilità di uomini e mezzi costituisce metodo operativo più sicuro. Nei casi in cui lo sfasamento temporale o spaziale non sia attuabile o lo sia solo parzialmente, le attività devono essere condotte con misure protettive che eliminino o riducano considerevolmente i rischi delle interferenze, mediante l allestimento di schermature, segregazioni, protezioni e percorsi che consentano le attività e gli spostamenti degli operatori in condizioni di sicurezza. Qualora sia del tutto impossibile attuare alcuno dei metodi suddetti, il coordinatore per l esecuzione deve indicare le misure di sicurezza più idonee. Pertanto le linee guida di coordinamento, fornite in fase progettuale, sono una essenziale integrazione al piano operativo di sicurezza e riguardano aspetti importanti del processo produttivo. Per l esecuzione dei lavori di cui trattasi è prevista la presenza di Ditte o lavoratori autonomi di supporto alla Ditta esecutrice rispettivamente per l utilizzo di autogrù o cestelli elevatori telescopici e di facchinaggio. Di seguito si riportano tutte le prescrizioni che saranno adottate nel caso si renda necessario l apporto di Ditte o Lavoratori autonomi di supporto alla Ditta esecutrice. Tutte le Ditte che dovessero eventualmente contribuire alla realizzazione dei lavori di cui trattasi dovranno preventivamente accettare il presente Documento redatto dalla Ditta Affidataria, sottoscrivendolo prima dell inizio dei lavori. Per quanto riguarda le loro fasi di lavoro, ogni altra Ditta dovrà integrare il presente Documento con un proprio Piano particolare 1 che però non può essere in contrasto con il presente. La Ditta Affidataria, che gestisce il lavoro, avrà il compito e la responsabilità di informare chiunque graviti nell area del Cantiere dell obbligo di prendere visione e rispettare i contenuti del presente Documento e delle eventuali successive integrazioni; con lo scopo preminente di tutelare la sicurezza dei luoghi di lavoro da interferenze che potrebbero rivelarsi pericolose. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 96 di 107 Per una migliore Formazione ed Informazione di quanti, anche saltuariamente, saranno coinvolti nella vita del Cantiere, la Ditta Affidataria, che gestisce il Cantiere, provvederà anche con la distribuzione di opuscoli che contengono le informazioni necessarie sui rischi esistenti in Cantiere, con particolari riferimenti ai conseguenti obblighi e divieti da rispettare.

64 PRECISAZIONI PER LE DITTE CHE EVENTUALMENTE INTERVERRANNO NEL CORSO DEI LAVORI La Ditta Affidataria coordinerà gli interventi di protezione e prevenzione in Cantiere, ma tutti i datori di lavoro delle altre Ditte che saranno presenti durante l esecuzione dell opera, saranno tenuti ad osservare le misure generali di tutela e cureranno, ciascuno per la parte di competenza, in particolare: a) il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità; b) la scelta dell'ubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione; c) le condizioni di movimentazione dei vari materiali; d) la manutenzione, il controllo prima dell'entrata in servizio e il controllo periodico degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori; e) la delimitazione e l'allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali, in particolare quando si tratta di materie e di sostanze pericolose; f) l'adeguamento, in funzione dell'evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro; g) la cooperazione tra datori di lavoro e lavoratori autonomi; h) le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all'interno o in prossimità del cantiere. Sarà invece compito della Ditta Affidataria, in sostituzione del Coordinatore per l esecuzione dei lavori per i lavori soggetti al D.Lgs. 81/08, art. 92: verificare l applicazione, da parte delle Imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, del Piano di sicurezza e di Coordinamento (PSC) (comma 1, lettera a); verificare l idoneità del POS redatto dalle Imprese (comma 1, lettera b); organizzare il coordinamento delle attività tra le Imprese ed i lavoratori autonomi (comma 1, lettera c); verificare l attuazione di quanto previsto in relazione agli accordi tra le parti sociali e coordinare i rappresentanti per la sicurezza (comma 1, lettera d); segnalare alle Imprese ed al committente le inosservanze delle leggi sulla sicurezza, del PSC e del POS (comma 1, lettera e); sospendere le fasi lavorative che ritiene siano interessate da pericolo grave ed imminente (comma 1, lettera f); 2 In ogni caso, tutte le Ditte e/o lavoratori autonomi che interverranno nel corso dei lavori sono obbligati a partecipare alle riunioni di coordinamento promosse dalla Ditta Affidataria per illustrare quali saranno le prescrizioni e gli obblighi in materia di sicurezza che dovranno rispettare nel corso dei lavori. L informazione nei confronti della cittadinanza potrà avvenire oltre che con la segnaletica regolamentare anche a mezzo di eventuale affissione di manifesti, per divulgare e segnalare i potenziali pericoli e le regole comportamentali per evitarli. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 97 di Vedere quant o dettagliat amente riport ato nel Piano di sic urezza e di Coordinamento.

65 ORGANIZZAZIONE SERVIZIO DI PRIMO SOCCORSO, ANTINCENDIO ED EVACUAZIONE DEI LAVORATORI (punto 2.1.2, lettera h, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008) L EMERGENZA L emergenza rappresenta una situazione di pericolo, un fatto o una circostanza imprevista. Essa costringe quanti la osservano e quanti eventualmente la subiscono, a mettere in atto misure di reazione a quanto accade, dirette alla riduzione dei danni possibili e alla salvaguardia delle persone. L emergenza impone a lavoratori o ospiti di essere attenti e consapevoli che i limiti della sicurezza propria, altrui, e/o delle cose, stanno per essere superati e che occorre agire per impedire il diffondersi del danno. Poiché l emergenza è un fatto imprevisto, per sua stessa natura, coglie di sorpresa tutti i presenti; l azione più istintiva è sempre la fuga anche se questa potrebbe rivelarsi la scelta peggiore. L esistenza di un Piano consente di agire secondo procedure che il soggetto o i soggetti consapevoli dell emergenza in atto potranno attuare rapidamente, per promuovere contromisure adeguate alla risoluzione degli imprevisti con il minimo danno per sé e per gli altri. Le cause dell emergenza possono essere interne all area dell edificio o esterne. In linea di principio fra le possibili cause interne si possono ipotizzare : INCENDIO Il rischio incendio è stato individuato principalmente nei locali adibiti a deposito, ed in prossimità dei quadri elettrici. FUGA DI METANO O ESPLOSIONE IN LOCALI DI LAVORO Tale evento è probabile in quanto esiste una rete di distribuzione del gas metano che alimenta la centrale termica CROLLO Per quanto la probabilità di tale evento possa ritenersi bassa, il rischio di crollo è stato considerato nella pianificazione delle emergenze Altre condizioni di pericolosità derivanti da fa tti e situazioni accidentali e non prevedibili. Fra le possibili cause esterne si possono ipotizzare : a) Fatti del tipo indicato per le cause interne, ma dovuti a cause esterne quali ad esempio automezzi in transito b) Fatti naturali (terremoti, trombe d'aria, ecc.) c) Annuncio di ordigni esplosivi TIPI D EMERGENZA In considerazione della gravità, i tipi di emergenza che si possono presentare sono le seguenti: EMERGENZA CONTENUTA La situazione di emergenza contenuta può essere dovuta a : eventi localizzati (incendio di un cestino dei rifiuti, incendio fotocopiatrice o personal computer ecc.) immediatamente risolti, al loro manifestarsi, con l intervento del personale presente sul posto e con i mezzi a disposizione ; infortunio o malore di una persona che richiede un pronto intervent o di tipo specificatamente sanitario L emergenza contenuta non richiede l attivazione del segnale di allarme, ma la messa in atto delle azioni di volta in volta necessarie. EMERGENZA GENERALE CON EVACUAZIONE Questo tipo d emergenza è dovuta ad un fatto di grandi proporzioni (incendi che si sviluppano nell edificio o nelle vicinanze dello stesso, terremoti, inondazione, alluvione, crolli dovuti a cedimenti strutturali, avvisi o sospetti della presenza di ordigni esplosivi, inquinamenti dovuti a cause esterne o ogni altra causa che venga ritenuta pericolosa) e può coinvolgere più zone o tutta l area dell edificio nel suo complesso. In caso d emergenza generale viene dato l allarme (a seguito dell azionamento del pulsante locale o generale installato nel plesso) e l ordine di evacuazione se i fatti che hanno provocato la situazione di emergenza mettono a repentaglio l incolumità delle persone presenti nell area. IL COMPORTAMENTO DELL UOMO IN EMERGENZA I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 98 di 107 Nel crearsi e nell evolvere di una situazione di emergenza qualsiasi, l azione dell uomo è sempre di notevole importanza e spesso determina l esito della situazione con un intervento immediato ed un comportamento razionale, invece che con un errore umano e con il panico. In luoghi caratterizzati da concentrazione di persone, durante l evoluzione di un emergenza, si possono alterare i rapporti e i modi di comportamento tra le persone presenti, in modo tale da rendere difficile le operazioni di soccorso e dell esodo verso un luogo sicuro.

66 Questi comportamenti anomali e irrazionali, in ambito collettivo, sono conosciuti col termine di Panico e si manifestano con una diversa tipologia di reazioni emotive: Il naturale istinto all autodifesa viene esercitato in modo violento con urla, spinte, corse verso la salvezza per sé stessi, con esclusione ed a danno degli altri. Il coinvolgimento di tutto il gruppo nell ansia generale si manifesta rumorosamente con grida di aiuto, atti temerari e manifestazioni isteriche di disperazione. L organismo umano reagisce in modo anomalo con respirazione affannosa, tremori, vertigini, accelerazione del battito cardiaco, aumento o caduta della pressione arteriosa. Allo stesso tempo possono venire compromesse alcune funzioni comportamentali quali l attenzione, il controllo dei movimenti, la facoltà di ragionamento. Tutte queste reazioni costituiscono elementi di grave turbativa e pericolo. I comportamenti di cui abbiamo parlato possono essere modificati e ricondotti alla normalità se il sistema in cui si evolvono è preparato e organizzato per far fronte ai pericoli che lo insidiano. Queste prime indicazioni, con il percorso conoscitivo necessario per la sua realizzazione, può dare un contributo fondamentale in questa direzione consentendo di: Essere preparati alle situazioni di pericolo. Stimolare la fiducia in se stessi. Indurre un sufficiente autocontrollo per attuare comportamenti razionali e corretti. Controllare la propria emozione e sapere reagire all'eccitazione collettiva. In altre parole ridurre i rischi indotti da una condizione di emergenza e facilitare le operazioni di allontanamento da luoghi pericolosi. GESTIONE della SICUREZZA SEGNALETICA, ILLUMINAZIONE, PIANO ANTINCENDIO GENERALITA Il responsabile ed amministratore dell'attività, o persona da lui delegata per iscritto, provvederà affinché nel corso dell'esercizio non siano alterate le condizioni di sicurezza e sia applicato il piano di sicurezza, di emergenza e di evacuazione. In particolare: i sistemi di vie di uscita e di circolazione interne saranno tenuti costantemente sgombri da qualsiasi materiale che possa ostacolare l'esodo delle persone e costituire pericolo per la propagazione di un incendio; prima dell'inizio di qualsiasi attività all interno dell azienda verrà controllata la funzionalità del sistema di vie di uscita e il corretto funzionamento degli impianti e delle attrezzature di sicurezza; saranno mantenuti efficienti gli impianti elettrici, in conformità a quanto previsto dalle normative vigenti; saranno presi opportuni provvedimenti di sicurezza in occasione di situazioni particolari, quali manutenzioni e sistemazioni aziendali; sarà fatto osservare il divieto di fumare negli ambienti e nei posti ove tale divieto è previsto per motivi di sicurezza. SEGNALETICA DI SICUREZZA Si applicano le vigenti disposizioni sulla segnaletica di sicurezza, espressamente finalizzate alla sicurezza antincendio, di cui al Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 nonché le prescrizioni di cui al D.M. 10 marzo In particolare la cartellonistica indicherà: le uscite di sicurezza; i percorsi per il raggiungimento delle uscite di sicurezza; l'ubicazione dei mezzi di estinzione incendi le aree sicure ed adibite al raduno in caso di emergenza, di pronto intervento e di coordinamento delle fasi operative. Inoltre, negli ambienti ritenuti strategici, saranno affissi cartelli contenenti la Planimetria Generale delle aree interessate e le indicazioni relative al comportamento del personale e di eventuali esterni in caso d'incendio o di altro pericolo e con l informazione per le squadre di soccorso sulla posizione di: accessi e vie di esodo (in relazione alla viabilità principale di zona); mezzi di estinzione disponibili; posizione quadri elettrici principali; caratteristiche delle aree e lay-out macchinari del ciclo produttivo. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 99 di 107 In particolare la segnaletica distribuita nell edificio, comprendente:

67 Segnali di divieto vietano un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo (divieto di accesso alle persone estranee o a luoghi dove ci vuole una determinata competenza, divieto di fumare, divieto di usare fiamme libere, divieto di usare acqua sul fuoco o su componenti elettrici in esercizio, divieto di formare depositi di sostanze infiammabili o di materiali sparsi); Segnali di avvertimento avvertono del rischio o pericolo (avvertimento di presenza tensione elettrica, avvertimento di alte temperature, avvertimento della presenza di sostanze particolari per i ciclo frigo, presenza del Gas Metano, presenza del NAF III, presenza di acidi e di altre sostanze pericolose); Segnali di prescrizione prescrivono un determinato comportamento (prescrizione dell uso dei mezzi di protezione quali guanti, occhiali, ecc, prescrizione di non manomettere i dispositivi di sicurezza attivi, prescrizione di non intervenire su macchine in movimento o con presenza di tensione elettrica); Segnali di salvataggio o di soccorso forniscono indicazioni relative alle uscite di sicurezza o dei mezzi di soccorso o di salvataggio (indicazioni delle uscite di sicurezza, indicazione dei percorsi dell esodo per l evacuazione, indicazione della cassetta per il pronto soccorso e della postazione per il ricovero degli infortunati, indicazione del posto telefonico per attivare la procedura della chiamata ai soccorsi esterni, indicazione del raduno o posto sicuro esterno); Segnali di informazione forniscono informazioni generiche o specifiche (informazioni generali sulla sicurezza D.Lgs. 81/08-, informazioni sul primo soccorso, informazioni sulla scelta dell estintore più idoneo, informazione sulle norme comportamentali in caso di emergenza, informazioni sull uso corretto dei Dispositivi di Protezione Individuali, informazioni sul coordinamento in caso di aggressione di un eventuale fuoco, informazione in merito alla posizione dei dispositivi generali di comando). Particolare attenzione si è posta per il riconoscimento delle vie di esodo anche da parte di persone c he non hanno dimestichezza con l edificio al fine di consentire uno svolgimento rapido ed ordinato del processo di evacuazione in caso di emergenza. A tal fine, si è provveduto al riconoscimento delle vie di uscita mediante posizionamento di una precisa segnaletica standardizzata ed inoltre per l identificazione permanente delle stesse si è previsto un sistema di segnaletica luminosa alimentato da fonte energetica autonoma che consente, per capacità di illuminamento, la visibilità della segnaletica anche in atmosfera contaminata da fumo. Tutti i segnali hanno dimensioni, configurazione, simbologia e caratteristiche cromatiche-colorimetriche conformi a quanto prescritto dalle norme ISO, UNI e direttive CEE. In particolare, per le dimensioni dei segnali ci si è attenuti alle raccomandazioni ISO di osservare la seguente formula: A = L 2 /2000 dove: A è la superficie del segnale espressa in mq ed L è la distanza misurata in metri, alla quale il segnale deve essere ancora riconoscibile. CHIAMATA DEI SERVIZI DI SOCCORSO I servizi di soccorso saranno avvertiti in caso di necessità tramite telefonia fissa o mobile da un responsabile aziendale all uopo preposto e nominato per iscritto. La procedura di chiamata è chiaramente indicata nella sezione relativa. INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEGLI ADDETTI Gli addetti al servizio antincendio saranno adeguatamente informati sui rischi prevedibili, sulle misure da osservare per prevenire gli incendi e sul comportamento da adottare in caso di pericolo. In particolare, i responsabili e gli addetti al servizio di pronto intervento aziendale saranno in grado di portare il più pronto ed efficace ausilio alle squadre di soccorso esterno in caso di incendio o altro pericolo, proprio perché coinvolti in prima persona nella gestione dei luoghi, dei mezzi e delle emergenze. ISTRUZIONI DI SICUREZZA Nei punti strategici sarà collocata, in vista e ben illuminata, anche in caso di assenza di energia elettrica pubblica, una planimetria generale dell intera azienda, recante la disposizione dei presidi antincendio e le indicazioni dei percorsi da seguire per raggiungere le uscite. In particolare essa riporterà l ubicazione: delle vie di uscita; dei mezzi e degli impianti di estinzione; dei dispositivi di arresto degli impianti elettrici; dei vari ambienti di pertinenza con indicazione delle relative destinazioni d'uso; le istruzioni fondamentali di Sicurezza valide sia per i lavoratori che per gli eventuali esterni presenti nell edificio. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 100 di 107 Su ogni planimetria verrà indicato un simbolo specifico che indichi Voi siete qui e la planimetria sarà stampata con l orientamento giusto riferito all orientamento dell osservatore.

68 PIANO DI SICUREZZA ANTINCENDIO, di EMERGENZA e di EVACUAZIONE Tutti gli adempimenti necessari per una corretta gestione della sicurezza antincendio sono pianificati nella sezione relativa; dove vengono riportati in particolare: i controlli; gli accorgimenti per prevenire gli incendi; gli interventi manutentivi; l'informazione e l'addestramento al personale del servizio d ordine e agli addetti; le istruzioni per gli eventuali esterni presenti nell edificio; le procedure da attuare in caso di incendio o pericolo. Il tutto nel chiaro intento di attuare e pianificare le misure di prevenzione e di protezione antincendio per ridurre l insorgenza di un incendio e di limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi. REGISTRO DI SICUREZZA ANTINCENDIO Nel caso specifico è richiesto tale adempimento: esso è stato coordinato con le attuali manutenzioni periodiche; le specifiche contenute sono riportate nella sezione relativa. FORMAZIONE ED INFORMAZIONE DEL PERSONALE Buona parte delle specifiche competenze da destinare ai preposti alla sicurezza e al pronto intervento sono contenute nel presente documento. Le varie sezioni che compongono la presente documentazione sono state organizzate perché esse siano divulgate a tutti i livelli aziendali e siano oggetto di incontri periodici specifici. In tale ottica, il personale dipendente tutto sarà adeguatamente informato sui rischi prevedibili, sulle misure da osservare per prevenire gli incendi e sul comportamento da adottare in caso di incendio. Nel corso dell anno verrà tenuta almeno una opportuna esercitazione antincendio e di gestione di una eventuale emergenza: il tutto verrà annotato nel registro antincendio aziendale. Saranno opportunamente definiti i compiti e coordinate le varie mansioni (chiamata dei soccorsi esterni, controllo dell evacuazione, gestione dei presidi antincendio, affiancamento delle squadre di soccorso esterne, etc.). NORME ESSENZIALI IN CASO D EMERGENZA Le indicazioni sui provvedimenti ed i comportamenti che, in caso di emergenza, dovranno mantenere sia i dipendenti che tutte le eventuali persone presenti, saranno esposti in modo ben evidente su cartelli conformi al D.Lgs. 81/08. L utilizzazione delle attrezzature di estinzione incendi sarà sempre assicurata durante le ore di attività da personale in grado di effettuare le operazioni di primo intervento in caso di necessità (ed all uopo formate come previsto dal D.Lgs. 81/08). In particolare le norme di sicurezza antincendio per i lavoratori possono riassumersi nei paragrafi seguenti. DIVIETI E LIMITAZIONI Nei locali è vietato l uso di fiamme libere, di fornelli a gas od elettrici, di stufe elettriche con resistenza a vista, di stufe a cherosene e di ogni apparecchio portatile di riscaldamento o cottura. È inoltre vietato costituire depositi di sostanze infiammabili o di sostanze che possono per la vicinanza reagire tra loro provocando incendi e/o esplosioni. È, infine, vietato lo spegnimento dell illuminazione nei locali e nelle aree di pertinenza dove transitano le persone, prima che tutte siano uscite all aperto o si siano state portate in luogo sicuro. SQUADRA ANTINCENDIO Verrà istituita una opportuna squadra antincendio e ciò in relazione alle dimensioni dell azienda, al numero degli occupanti e al livello di rischio incendio individuato ( MEDIO nel caso in esame ). Se non si è già provveduto, in futuro dovranno essere formati almeno due addetti secondo le indicazioni del D.M.10 marzo 1998 attraverso un corso riconosciuto della durata minima di ore 4, dai contenuti previsti dall allegato IX del Decreto citato in funzione della entità del Rischio Incendio. PIANO DI SICUREZZA ANTINCENDIO Tutti devono conoscere i contenuti e la strutturazione del presente Piano di Sicurezza Antincendio e la sua attuazione, in particolare in merito a: i controlli; gli accorgimenti per prevenire gli incendi; gli interventi manutentivi; l'informazione e l'addestramento al personale; le istruzioni per gli estranei (clienti e rappresentanti); le procedure da attuare in caso di incendio; le norme comportamentali da tenere da parte di ciascuno. I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 101 di 107

69 CONCLUSIONI GENERALI CONSEGNA, PRESA VISIONE e ACCETTAZIONE dei contenuti del P.S.C. Il presente documento è stato sottoposto all attenzione dei soggetti firmatari, illustrato e commentato in ogni suo punto, in relazione ai lavori oggetto dell appalto e per le competenze e responsabilità che ogni figura ricopre nell ambito del cantiere in oggetto. Gli stessi consapevoli delle proprie responsabilità civile e penali, sottopongono la firma in calce allo stesso, quale accettazione e presa visione di tutte le prescrizioni e misure impartite, comprensive di obblighi ed oneri rispondenti a proprio carico. FIGURE NOMINATIVO FIRMA Responsabile dei Lavori R.L. Committente UNCI Unione Nazionale Cooperative Italiane Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione - C.S.P. Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione - C.S.E. Direttore dei Lavori D.L. Dott. PIETRO D'ACHILLE Dott. PIETRO D'ACHILLE Arch. ERMINIO TIQUINO Roma, IL COORDINATORE per la SICUREZZA Tecnico della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro Dott. PIETRO D'ACHILLE I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 102 di 107 N.B. : Le integrazioni al Piano di Sicurezza e Coordinamento avverranno per iscritto, durante i sopralluoghi di verifica in cantiere da parte del Coordinatore per Sicurezza in fase di Esecuzione, che redigerà i relativi verbali di controllo, con le relative indicazione e prescrizioni impartite per ogni singola attività lavorativa; i pericoli gravi ed imminenti saranno motivo imprescindibile di sospensione dei lavori.

70 ALLEGATI In particolare, ai sensi del Capo I e dell'allegato XV del D.Lgs. 81/2008, il PSC si allegano anche i seguenti documenti: Stima dei costi della sicurezza - [Allegato XV, punto 4, D.Lgs. 81/2008]; - redatte dal Coordinatore per la Sicurezza Planimetrie del cantiere - [Allegato XV, punto 2.1.4, D.Lgs. 81/2008]; - redatte dal Progettista Cronoprogramma (diagramma di Gantt) - [Allegato XV, punto 2.1.2, lett. i) D.Lgs. 81/2008]; - redatte dal Progettista e/o Coordinatore per la Sicurezza Analisi e valutazione dei rischi - [Allegato XV, punto 2.1.2, lett. c) D.Lgs. 81/2008]; - redatte dal Coordinatore per la Sicurezza Fascicolo con le caratteristiche dell'opera - [Art. 91 comma 1, lett. b) e Allegato XVI, D.Lgs. 81/2008]. - redatte dal Coordinatore per la Sicurezza I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 103 di 107

71 STIMA dei COSTI della SICUREZZA Codice Descrizione U.M. Prezzo Quantità Costo 26 ONERI SICUREZZA NEI CANTIERI TEMPOR ANEI E MOBILI Organizzazione del cantie re Predisposizione de ll'area di cantiere. Avvertenze: le recinzioni e le delimitazioni di cantiere sono normalmente incluse nei prezzi unitari delle lavorazioni. Tuttavia circostanze specifiche possono richiedere integrazioni rispetto a quello che avviene ordinariamente. In questi casi si dovranno valutare le maggiorazioni al sistema di recinzione del cantiere motivandole. Recinzione prefabbricata da cantiere costituita da pannelli metallici di rete elettrosaldata (dimensioni circa m 3,5x1,95 h) e basi in cemento. Compreso il trasporto, il montaggio e lo smontaggio. Costo d'uso mensile (minimo tre mesi) Accesso di cantiere ad uno o due battenti, realizzato con telaio di legno controventato e chiusura con rete di plastica stampata. Esecuzione di accesso di cantiere a 1 o 2 battenti, realizzato con telaio di legno d'abete controvetato e chiusura totale con rete di plastica stampata. Compreso il fissaggio delle tavole al telaio e lo smontaggio. Costo d'uso per tutta la durata dei lavori Viabilità di cantiere Protezione di percorso pedonale prospiciente gli scavi o di scale ricavate nel terreno sui fianchi degli scavi, costituito da parapetto regolamentare realizzato con montati di legno infissi nel terreno, due tavole di legno come correnti orizzontali e tavola fermapiede. Costo d'uso per tutta la durata dei lavori Impianto contro le scariche atmosferiche Avvertenze: gli impianti per la fornitura energia al cantiere non sono considerati oneri della sicurezza. L'impianto di terra contro i contatti indiretti è ritenuto un onere incluso nei prezzi unitari delle lavorazioni. L'impianto contro le scariche atmosferiche è ritenuto un onere speciale poichè la sua realizzazione non può essere generalizzata, e quindi considerato nei prezzi unitari delle lavorazioni, ma dipende da circostanze specifiche del cantiere. Pozzetto in cemento. Pozzetto in cemento completo di coperchio carrabile, fornito e posto in opera completo di cartello identificativo in alluminio serigrafato. E' compreso quanto altro occorre per dare l'opera finita. 28 m 9, ,62 mq 11, ,85 m 12, ,00 I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 104 di Dimensioni mm 300 x mm 300 cad 43, , Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche per gru, ponteggio o altra massa metallica. Realizzazione di protezione contro le cad 191, ,16

72 Codice Descrizione U.M. Prezzo Quantità Costo scariche atmosferiche per gru, ponteggio o altra massa metallica, realizzato con quattro calate, uno per ogni esterno di binario, eseguito con corda nuda di rame da 35 mmq, collegate a dispersore in acciaio zincato di lunghezza 2,5 m infissi nel terreno, compresi gli accessori per i collegamenti. Per ogni calata Dispositivi di Protezione Collettiva (D.P.C.) Protezione contro la caduta di materiali dall'alto Mantovana parasassi a tubi e giunti o prefabbricata e tavole da cm 4. Costo d'uso per ogni mese o frazione di mese Di sporgenza m 1,20 dal ponteggio m 0, , Realizzazione di tettoia di protezione di zone interessate da possibile caduta di materiali dall'alto costituita da struttura metallica a tubi e giunti e tavolato di legno Costo d'uso per il primo mese mq 19, , Costo d'uso per ogni mese o frazione di mese successivo al primo mq 1,69 1 1, Protezione contro la caduta dall'alto Avvertenze: gli apprestamenti, quali le opere provvisionali, sono da considerarsi costi della sicurezza (speciali) solo quando "necessari" ai fini della sicurezza. Parapetto di protezione di aperture verso il vuoto completamente in legno con tavole da 2 e 5 cm di spessore, corrimano posto ad un metro dal piano di calpestio, tavola fermapiede alta 20 cm e corrente intermedio analogo al corrimano, chiodature verso l'interno. Costo mensile Smontaggio di ponteggi in castelli prefabbricati, compreso piani di lavoro in tavoloni e/o lamiera zincata, ponte e sottoponte in quota, parapetti, scarpe protettive in tavole, scale di servizio con relativi parapetti, piani di riposo e botole di sicurezza, gli spinotti le basette etc. e il trasporto. cad 7, , Per H fino a 10,0 m dal piano di campagna mq 2, , Andatoie o passerelle costituite da tavole accostate, larghezza totale cm 60, unite da listelli trasversali chiodati, da disporre sulle coperture quando si temono rotture localizzate. Costo mensile Protezioni nelle bonifiche da ll'amianto m 5, , Prefiltro con cornice metallica per estrattori. Monouso cad 5, ,00 I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 105 di Cabina aggiuntiva all'u.d.p. a 3 stadi. Dimensioni indicative di cm 100x102x220. Struttura in metallo. Costo d'uso mensile. cad 22, , Estrattore con motore singolo da 240 Watt, portata 500 mc/h. Completo di regolazione di portata e manometro. Per confinamento dinamico fino a mc 125 ca. Completo di prefiltro e filtro assoluto. Costo cad 36, ,43

73 Codice Descrizione U.M. Prezzo Quantità Costo d'uso mensile Rotoli di polietilene per la protezione da polveri. Monouso Kg 1,93 1 1, Tuta in Tyvek con cappuccio, elastico ai polsi e alle caviglie, conforme alle direttive CEE. DPI di III categoria. Monouso Speciali copriscarpe con gambale, elastico e lacci di chiusura, da utilizzare in caso di interventi in zone confinate. Monouso Guanti antistatici in Tyvek con elastico ai polsi, per lavori in aree confinate. Monouso Esecuzione di analisi per l identificazione qualitativa di fibre di amianto in campioni in massa mediante la tecnica della dispersione cromatica in microscopia ottica a luce polarizzata (MOLP) effettuata da personale qualificato; la prestazione comprende il prelievo del campione, l effettuazione dell analisi con tecnica MOLP da parte di laboratori autorizzati, la relazione di prova. Il prezzo comprende l onere di impegno del personale qualificato per il prelievo e l assistenza da parte dell impresa appaltatrice calcolato per la prima ora necessaria per il prelievo. cad 0, ,00 paia 0, paia 0, Analisi cad 202, , Per ogni ora di prelievo successiva alla prima ora 61, , Determinazione della concentrazione delle fibre aerodisperse di amianto con tecnica della microscopia ottica a contrasto di fase mediante in ambiente indoor con tecnica MOCF; la prestazione comprende il prelievo del campione da parte di personale qualificato mediante pompa automatica portatile, l'effettuazione dell'analisi con tecnica MOCF, da parte di laboratori autorizzati, la relazione di prova. Il prezzo comprende l onere di impegno del personale qualificato per il prelievo e l assistenza da parte dell impresa appaltatrice calcolato per la prima ora necessaria per il prelievo Analisi cad 225, , Per ogni ora di prelievo successiva alla prima ora 61, , Accertamenti sanitari obbligatori Accertamenti sanitari obbligatori comprensivi di visita ed esami Per i lavoratori addetti alla bonifica dell'amianto cad 40, Per i lavoratori che utilizzano solventi cad 80, Per i lavoratori che utilizzano olii, catrami e bitumi cad 80, I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 106 di Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) Protezioni del capo Elmetto di protezione in polietilene HD (UNI EN 397) con bordat ura regolabile e fascia antisudore.

74 Codice Descrizione U.M. Prezzo Quantità Costo Completo di alloggi per cuffie e areazione. Costo d'uso mensile cad 0, Cappuccio in polipropilene specifico per saldatura. D.P.I. di I categoria. Monouso. Schermo di protezione del viso completo di adattatore per casco. Costo d'uso mensile Protezioni dell'udito Inserto auricolare antirumore preformato. Riutilizzabile Cuffia antirumore attiva. Conforme alle norme Uni-En 351-1, Uni-En e Uni-En Costo d'uso mensile Protezioni degli occhi e del viso Occhiali di protezione per saldatura a coppe in alluminio con bordo in materiale plastico imbottito. Lenti piane DIN 5. Conforme alle norme EN 175, EN 166 ed EN 169. Costo d'uso mensile Visiera di protezione in policarbonato incolore trasparente 200 mm; conforme alla norma EN 166. Costo d'uso mensile Protezioni delle vie respiratorie Facciale filtrante Indumenti prote ttivi Tuta in polipropilene con cappuccio, per protezione contro le polveri. D.P.I. di III cat. tipo 5/6. Costo d'uso mensile Dispositivi anticaduta Compenso per uso di imbracatura anticaduta costituita da bretelle, cosciali, cintura di posizionamento, con attacco dorsale o sternale, completa di moschettone di aggancio. Costo d'uso mensile SOMMANO COSTI DELLA SICUREZZA cad 1, cad 1, cad 4, cad 1, cad 1, cad 1, cad 1, (oneri per da re attuazione agli elementi del P.S.C.) TOTALE 3.933,01 IL COORDINATORE per la SICUREZZA Tecnico della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro Dott. PIETRO D'ACHILLE I DIRITTI SONO RISERVATI alla 626 Advice Srl E VIETATA LA COPIA E LA RIPRODUZIONE DEI DOCUMENTI IN QUALSIASI FORMA Pagina 107 di 107

LAVORAZIONI e loro INTERFERENZE Individuazione, analisi e valutazione dei rischi

LAVORAZIONI e loro INTERFERENZE Individuazione, analisi e valutazione dei rischi Descrizione delle lavorazioni e delle fasi Pagina 1 di 15 LAVORAZIONI e loro INTERFERENZE Individuazione, analisi e valutazione dei rischi (punto 2.1.2, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008) Scelte

Dettagli

LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA:

LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: PON - ambiente per apprendimento - triennio 2010-2013 - FESR 2007-2013 - 2007 IT 16 1 PO 004 - asse II - "qualità degli ambienti scolastici"

Dettagli

PROGETTO ESECUTIVO COMUNE DI LOIRI PORTO SAN PAOLO. Provincia di Olbia Tempio ELABORATO: PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO ED ALLEGATI ALLEGATO

PROGETTO ESECUTIVO COMUNE DI LOIRI PORTO SAN PAOLO. Provincia di Olbia Tempio ELABORATO: PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO ED ALLEGATI ALLEGATO COMUNE DI LOIRI PORTO SAN PAOLO Provincia di Olbia Tempio OGGETTO: Realizzazione intersezione a rotatoria al km 300,134 della S.S. 125 ELABORATO: PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO ED ALLEGATI ALLEGATO

Dettagli

LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: Sostituzione infissi Tubazioni per impianto di riscaldamento.

LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: Sostituzione infissi Tubazioni per impianto di riscaldamento. Comune di Lamezia Terme P.S.C. (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: Completamento scuola elementare e materna Borrello. COMMITTENTE: Comune di Lamezia Terme CANTIERE: Località Piazza

Dettagli

LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: OGGETTO:

LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: OGGETTO: LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: OGGETTO: Importo presunto dei Lavori: Numero imprese in cantiere: Numero massimo di lavoratori: Entità presunta del lavoro: Opera Edile Ampliamento,

Dettagli

Comuni di Volla e Casalnuovo di Napoli Provincia di Napoli

Comuni di Volla e Casalnuovo di Napoli Provincia di Napoli ALLEGATO B Comuni di Volla e Casalnuovo di Napoli Provincia di Napoli ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ed entità del danno, valutazione dell'esposizione al rumore e alle vibrazioni (D.Lgs 9 aprile 2008

Dettagli

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ESITO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ESITO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI Individuazione dei criteri seguiti per la valutazione Per ogni lavoratore vengono individuati i relativi pericoli connessi con le lavorazioni stesse, le attrezzature impiegate

Dettagli

!! " !! " # $ % % & ' ()$

!!  !!  # $ % % & ' ()$ !! "!! " # $ % % & ' ()$ Natura dell'opera: OGGETTO: Importo presunto dei Lavori:!"#$%&'( Entità presunta del lavoro: (!%$ )*+ Durata in giorni (presunta): #, Dati del CANTIERE: - &$ Indirizzo Città: .///

Dettagli

LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: OGGETTO:

LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: OGGETTO: LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: OGGETTO: Importo presunto dei Lavori: Numero imprese in cantiere: Numero massimo di lavoratori: Entità presunta del lavoro: Opera Edile EFFICIENTAMENTO

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV)

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) $Empty_LAV_03.50x02.60$ Comune di CASTIGLIONE M.M. Provincia di CH PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: PROGETTO DEFINITIVO/ESECUTIVO DI VARIANTE

Dettagli

PSC AZIENDA OSPEDALIERA G. BROTZU BROTZU S.M.H. AZIENDA OSPEDALIERA G. BROTZU

PSC AZIENDA OSPEDALIERA G. BROTZU BROTZU S.M.H. AZIENDA OSPEDALIERA G. BROTZU H AZIENDA OSPEDALIERA G. BROTZU BROTZU S.M.H. Oggetto: Lavori di ristrutturazione dell'impianto di refrigerazione centralizzato dell'ospedale Brotzu Il Committente: AZIENDA OSPEDALIERA G. BROTZU Il Responsabile

Dettagli

CANTIERE: Strada Provinciale n. 130, Trani-Andria (Bari)

CANTIERE: Strada Provinciale n. 130, Trani-Andria (Bari) ALLEGATO B ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ed entità del danno, valutazione dell' al rumore e alle vibrazioni (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: Lavori di ammodernamento ed allargamento

Dettagli

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI La valutazione dei rischi è stata effettuata in conformità alla normativa italiana vigente: - D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, "Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto

Dettagli

LICEO SCIENTIFICO STATALE G. GALILET. l IL DIRIGENTE SCÓLASTICO- RUP prof.ssa Concatta De luliis NAPOLI. PON FESR "Ambienti per I'apprendimento"

LICEO SCIENTIFICO STATALE G. GALILET. l IL DIRIGENTE SCÓLASTICO- RUP prof.ssa Concatta De luliis NAPOLI. PON FESR Ambienti per I'apprendimento R I _**À,, 1 &.t:....b\. -lei I I '.')t,7 ).:' i : - - - l I I Con! Eurapa rnvesttamo nel!9,r4!tr4 PON FESR "Ambienti per I'apprendimento" - I i Programmazione 2007-2013 - Fondo Europeo di Svituppo Regionate

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO Comune di PAVIA Provincia di PV PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: Rifacimento della copertura COMMITTENTE: ISTITUTO ZOOPROFILATICO SPERIMENTALE

Dettagli

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ALLEGATO "B" Comune di Firenze Provincia di FI ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: Lavori di restauro

Dettagli

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ALLEGATO "B" Comune di LENOLA Provincia di LT ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: PROGETTO PER L'INNALZAMENTO

Dettagli

L.S. Darwin - I.T.C. Romero Viale Papa Giovanni XXIII, 25 - Rivoli (TO)

L.S. Darwin - I.T.C. Romero Viale Papa Giovanni XXIII, 25 - Rivoli (TO) AREA EDILIZIA SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI DI EDILIZIA SCOLASTICA L.S. Darwin - I.T.C. Romero Viale Papa Giovanni III, 25 - Rivoli (TO) INTERVENTI DI COMPLETAMENTO DI ADEGUAMENTO NORMATIVO

Dettagli

LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA E ADEGUAMENTO NORMATIVO IN MATERIA DI SICUREZZA DEL PLESSO SCOLASTICO VIA QUASIMODO / VIALE LONGARONE - Pag.

LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA E ADEGUAMENTO NORMATIVO IN MATERIA DI SICUREZZA DEL PLESSO SCOLASTICO VIA QUASIMODO / VIALE LONGARONE - Pag. - Pag. 1 LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: OGGETTO: Opera Edile LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA E ADEGUAMENTO NORMATIVO IN MATERIA Importo presunto dei Lavori: 45 000,00

Dettagli

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106)

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) ALLEGATO "B" Comune di Ortona Provincia di Chieti ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: Completamento

Dettagli

ALLEGATO E SCHEDE DI SICUREZZA RELATIVE ALLE LAVORAZIONI, ALLE MACCHINE ED ATTREZZATURE

ALLEGATO E SCHEDE DI SICUREZZA RELATIVE ALLE LAVORAZIONI, ALLE MACCHINE ED ATTREZZATURE ALLEGATO E SCHEDE DI SICUREZZA RELATIVE ALLE LAVORAZIONI, ALLE MACCHINE ED ATTREZZATURE C.1. Premessa...2 C.2. Elenco delle fasi lavorative...3 C.3. Analisi delle fasi lavorative...5 C.4. Schede macchine...41

Dettagli

LAVORO. (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)

LAVORO. (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) LAVORO (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: OGGETTO: Importo presunto dei Lavori: Numero imprese in cantiere:

Dettagli

3) descrizione sintetica dell opera, con particolare riferimento alle scelte progettuali, architettoniche, strutturali e tecnologiche; - - - - -

3) descrizione sintetica dell opera, con particolare riferimento alle scelte progettuali, architettoniche, strutturali e tecnologiche; - - - - - Collegio Geometri della Provincia di Brescia Commissione 494 Sicurezza dei Cantieri P.S.C. P.S.C. (o Piano di Sicurezza e di Coordinamento): specificato per ogni singolo cantiere temporaneo o mobile e

Dettagli

COMUNE DI MURAVERA Provincia di Cagliari

COMUNE DI MURAVERA Provincia di Cagliari COMUNE DI MURAVERA Provincia di Cagliari "PIA CA 13-5C EST - SERPEDDI' - REALIZZAZIONE DI UN TEATRO IN LOCALITA' SANTA LUCIA" PROGETTO ESECUTIVO Tavola : F COMUNE DI MURAVERA Prot. n. del Data: Gennaio

Dettagli

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ALLEGATO B Comune di Stazzano Provincia di AL ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI Probabilità ed entità del danno, valutazione dell'esposizione al rumore e alle vibrazioni (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art.

Dettagli

OGGETTO: OPERE DI SALVAGUARDIA IDRAULICA NELL'AREA URBANA DEL TERRITORIO DI TRIGGIANO - DEVIATORE COMMITTENTE: Comune di Triggiano

OGGETTO: OPERE DI SALVAGUARDIA IDRAULICA NELL'AREA URBANA DEL TERRITORIO DI TRIGGIANO - DEVIATORE COMMITTENTE: Comune di Triggiano ALLEGATO B Comune di Triggiano Provincia di Ba ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI Probabilità ed entità del danno, valutazione dell' al rumore e alle vibrazioni (D.Lgs aprile n., Art. e Allegato XV) - (D.Lgs

Dettagli

Smobilizzo del cantiere DEMOLIZIONI E TAGLI DISFACIMENTI E RIMOZIONI. Rimozione di impianti. Posa di recinzioni e cancellate

Smobilizzo del cantiere DEMOLIZIONI E TAGLI DISFACIMENTI E RIMOZIONI. Rimozione di impianti. Posa di recinzioni e cancellate Fasi 1. ALLESTIMENTO E SMOBILIZZO DEL CANTIERE Sottofasi Allestimento di cantiere temporaneo su strada Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi Montaggio

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO Comune di vari Provincia di RM PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: COMMITTENTE: CANTIERE: APPALTO

Dettagli

SOMMARIO 1. DESCRIZIONE SINTETICA DELL OPERA 4 2. SEGNALETICA DI SICUREZZA 8 3. ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE 15 4. IMPIANTI DI CANTIERE 16

SOMMARIO 1. DESCRIZIONE SINTETICA DELL OPERA 4 2. SEGNALETICA DI SICUREZZA 8 3. ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE 15 4. IMPIANTI DI CANTIERE 16 SOMMARIO 1. DESCRIZIONE SINTETICA DELL OPERA 4 2. SEGNALETICA DI SICUREZZA 8 3. ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE 15 4. IMPIANTI DI CANTIERE 16 4.1. Fornitura di energia elettrica 16 4.2. Impianto di messa a

Dettagli

12 - PIANO DI SICUREZZA E. ALLOGGI E.R.P. SOVV.TA IN LEVERANO Legge 457/78 3 B. IL TECNICO Ing. Salvatore Candido. IL R.U.P. Ing.

12 - PIANO DI SICUREZZA E. ALLOGGI E.R.P. SOVV.TA IN LEVERANO Legge 457/78 3 B. IL TECNICO Ing. Salvatore Candido. IL R.U.P. Ing. PROVINCIA DI LECCE ISTITUTO AUTONOMO CASE POPOLARI PROGETTO PER ADEGUAMENTO E RIPRISTINO DELL'INTERVENTO COSTRUTTIVO DI n. 18 ALLOGGI E.R.P. SOVV.TA IN LEVERANO Legge 457/78 3 B. ALL. 12 - PIANO DI SICUREZZA

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO Comune di Pisticci Provincia di Matera PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO Decreto Legislativo 494/96-528/99 e D.P.R. 222/2003 OGGETTO: Sistemazione delle facciate degli immobili di Piazza Elettra a Marconia

Dettagli

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI. (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106)

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI. (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) ALLEGATO B Comune di Marineo Provincia di PA ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: PROGETTO DEI LAVORI

Dettagli

PROVINCIA DI PISA RIPRISTINO CATERATTA SEREZZA NEL SETTORE OPERATIVO ARNO OVEST INDICE

PROVINCIA DI PISA RIPRISTINO CATERATTA SEREZZA NEL SETTORE OPERATIVO ARNO OVEST INDICE INDICE Sezione 1 - Anagrafica di cantiere e coordinate generali dell'intervento 1.1 Dati generali e individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza 1.2 Soggetti con compiti di sicurezza 1.3 Imprese

Dettagli

PIANO di SICUREZZA e di COORDINAMENTO

PIANO di SICUREZZA e di COORDINAMENTO PIANO di SICUREZZA e di COORDINAMENTO conforme ai contenuti minimi previsti dall allegato XV del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. COORDINATORE in fase di: O PROGETTAZIONE O ESECUZIONE INDIRIZZO CANTIERE NATURA DELL

Dettagli

PROGETTO PRELIMINARE - VARIANTE - Il R.U.P.: ing. Francesco Cicala. Il Progettista: ing. Francesco Cicala

PROGETTO PRELIMINARE - VARIANTE - Il R.U.P.: ing. Francesco Cicala. Il Progettista: ing. Francesco Cicala Comune di Villaricca Provincia di Napoli Progetto per la realizzazione di un'area parcheggio pubblico e completamento impianto sportivo al Corso Italia con struttura polifunzionale PROGETTO PRELIMINARE

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (ai sensi dell art. 100 del D. Lgs. n. 81, del 09 aprile 2008) Indirizzo del Cantiere: PIAZZA ROCCA n 4 29012 CAORSO (PC) Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione:

Dettagli

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI La valutazione dei rischi è stata effettuata ai sensi della normativa italiana vigente: D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, "Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007,

Dettagli

TITOLO IV D.LGS. 81/08 I CONTENUTI DEL PSC

TITOLO IV D.LGS. 81/08 I CONTENUTI DEL PSC TITOLO IV D.LGS. 81/08 I CONTENUTI DEL PSC L allegato XV al D. Lgs. n 81/2008 CONTENUTI DEL PSC (già DPR n 222/2003 - Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza) Il PSC è specifico per ogni

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO $Empty_LAV_03.50x02.60$ Comune di Napoli Provincia di Napoli PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: lavori di manutenzione facciata interna ITG

Dettagli

LAVORO (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)

LAVORO (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) ANAGRAFICA Pag. 1 LAVORO (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: OGGETTO: Permesso di costruire/dia: Importo presunto

Dettagli

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ALLEGATO "A" Comune di Marzeno di Brisighella Provincia di RA ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI (Art. 24, comma 2, lettera n) del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 e s.m.i.) (Allegato XV del D.Lgs. 9 aprile

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO Comune di Taranto Provincia di TA PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: Completamento e realizzazione di attrezzature sportive all'interno della

Dettagli

LAVORO (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)

LAVORO (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) LAVORO (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: OGGETTO: FIUMICINO Lavori di manutenzione straordinaria dei fabbricati demaniali situati

Dettagli

PROVINCIA DI NAPOLI Area Edilizia Scolastica Ufficio Specialistico Tecnico Edilizia Scolastica 1

PROVINCIA DI NAPOLI Area Edilizia Scolastica Ufficio Specialistico Tecnico Edilizia Scolastica 1 PROVINCIA DI NAPOLI Area Edilizia Scolastica Ufficio Specialistico Tecnico Edilizia Scolastica 1 ALLEGATO B ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI Probabilità ed entità del danno, valutazione dell'esposizione

Dettagli

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI Comune di Laerru Provincia di SS ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI Probabilità ed entità del danno, valutazione dell' al rumore e alle vibrazioni (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO:

Dettagli

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ALLEGATO "B" Comune di ROCCABRUNA Provincia di CN ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO Comune di GIOIA SANNITICA Provincia di Caserta PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: LAVORI DI COMPLETAMENTO

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO Comune di Villa San Pietro Provincia di CA PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: COMMITTENTE: CANTIERE:

Dettagli

Committente: COMUNE DI PORTICI

Committente: COMUNE DI PORTICI Data: DUVRI LAVORI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA PER GLI IMMOBILI DESTINATI AD EDILIZIA PUBBLICA ABITATIVA, EDILIZIA PUBBLICA ISTITUZIONALE E IMPIANTI SPORTIVI Città: P O R T I C I Committente:

Dettagli

COMUNE DI CARPI Sett. A3 Lavori Pubblici Infrastrutture Patrimonio Unità Operativa Nuove Opere e Manutenzione Straordinaria e Bioedilizia

COMUNE DI CARPI Sett. A3 Lavori Pubblici Infrastrutture Patrimonio Unità Operativa Nuove Opere e Manutenzione Straordinaria e Bioedilizia APPROVATO CON DELIBERAZIONE Prog. n. 3/14 COMUNE DI CARPI Sett. A3 Lavori Pubblici Infrastrutture Patrimonio Unità Operativa Nuove Opere e Manutenzione Straordinaria e Bioedilizia RIPARAZIONE CON RAFFORZAMENTO

Dettagli

LAVORO. Opera Edile COMPLETAMENTO DEI LAVORI DI MIGLIORAMENTO DELLA FUNZIONALITA' DEL PARCO DI VILLA BOLDETTI COMMITTENTI RESPONSABILI

LAVORO. Opera Edile COMPLETAMENTO DEI LAVORI DI MIGLIORAMENTO DELLA FUNZIONALITA' DEL PARCO DI VILLA BOLDETTI COMMITTENTI RESPONSABILI LAVORO CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'opera: OGGETTO: Importo presunto dei Lavori: Numero massimo di lavoratori: Entità presunta del lavoro: Opera Edile COMPLETAMENTO DEI LAVORI DI MIGLIORAMENTO

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO REGIONE AUTÒNOMA DE SARDIGNA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA ENTE FORESTAS DE SARDIGNA ENTE FORESTE DELLA SARDEGNA Direzione Generale Servizio antincendio, Protezione civile e Infrastrutture PIANO DI SICUREZZA

Dettagli

ALLEGATO B. Comune di PAVIA Provincia di PV. OGGETTO: Rifacimento della copertura

ALLEGATO B. Comune di PAVIA Provincia di PV. OGGETTO: Rifacimento della copertura ALLEGATO B Comune di PAVIA Provincia di PV ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ed entità del danno, valutazione dell'esposizione al rumore e alle vibrazioni (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO Comune di TAORMINA Provincia di ME PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: COMMITTENTE: CANTIERE: Intervento

Dettagli

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ALLEGATO "B" Comune di Costermano Provincia di VR ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: Costruzione

Dettagli

SCALA - PROVINCIA BELLUNO

SCALA - PROVINCIA BELLUNO TITOLO ELABORATO SISTEMAZIONE DELL AREA PARCHEGGIO E REALIZZAZIONE DI UN AREA ATTREZZATA PER LA SOSTA BREVE DI CAMPER IN LOCALITÀ CANDÀTEN - COMUNE DI SEDICO (BL) FASE PROGETTO ESECUTIVO ELABORATO PIANO

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO Comune di Siena Provincia di SI PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: COMMITTENTE: CANTIERE: lavori

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV)

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) Comune di L'Aquila Provincia dell Aquila PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: EMERGENZA SISMA ABRUZZO 2009 -IPSIASAR LEONARDO DA VINCI DI L'AQUILA

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO Comune di Milano Provincia di MI PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: COMMITTENTE: CANTIERE: Milano

Dettagli

DOCUMENTO PER L'INFORMAZIONE, LA FORMAZIONE E L'ADDESTRAMENTO DEI LAVORATORI (POS_FORMAZIONE)

DOCUMENTO PER L'INFORMAZIONE, LA FORMAZIONE E L'ADDESTRAMENTO DEI LAVORATORI (POS_FORMAZIONE) Comune di Bologna Provincia di BO DOCUMENTO PER L'INFORMAZIONE, LA FORMAZIONE E L'ADDESTRAMENTO DEI LAVORATORI (POS_FORMAZIONE) OGGETTO: Realizzazione di una rete Locale presso l'accademia delle Belle

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV)

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) Comune di Pesaro Provincia di Pesaro e Urbino PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: Realizzazione di un impianto fotovoltaico di potenza nominale

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (Decreto Legislativo n. 494/1996, D.P.R. n. 222/2003 Decreto Legislativo n. 81/2008)

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (Decreto Legislativo n. 494/1996, D.P.R. n. 222/2003 Decreto Legislativo n. 81/2008) Comune di Cinisello Balsamo Provincia di Milano PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (Decreto Legislativo n. 494/1996, D.P.R. n. 222/2003 Decreto Legislativo n. 81/2008) OGGETTO: Sistema degli arredi

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO Comune di Bologna Provincia di BO PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: COMMITTENTE: CANTIERE: DEMOLIZIONE

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n.

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. Comune di Cavarzere Provincia di VE PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: Manutenzione Straordinaria

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n.

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. Comune di Valeggio sul Mincio Provincia di Verona PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: Lavori di

Dettagli

APPALTO DI MANUTENZIONE RETI E SERVIZI DEL CICLO IDRICO INTEGRATO. SCHEDE DI SUPPORTO Pagina 1 di 4

APPALTO DI MANUTENZIONE RETI E SERVIZI DEL CICLO IDRICO INTEGRATO. SCHEDE DI SUPPORTO Pagina 1 di 4 SCHEDE DI SUPPORTO Pagina 1 di 4 Schede di supporto A Sicurezza generale B Sicurezza di fase A4 Installazione e smantellamento cantiere A7 Moti del terreno A8 Cadute di masse di terreno A10 Vento A11 Reti

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO Comune di LECCO Provincia di LC PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO OGGETTO: COSTRUZIONE DI UN EDIFICIO DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA PER COMPLESSIVI 12 ALLOGGI IN COMUNE DI LECCO, VIA GORIZIA 1

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV)

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) Comune di Pesaro Provincia di Pesaro e Urbino PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: Realizzazione di un impianto fotovoltaico di potenza nominale

Dettagli

CSP b A01 Analisi dei rischi

CSP b A01 Analisi dei rischi Anno CODIFICA COMMESSA 2013 Committente B 007 O.M.S.I. Trasmissioni S.p.A. Commessa 010b Via S. Pietro, 60 Roè Volciano (BS) Variante a Piano Attuativo convenzionato Via Monte Covolo OPERE DI URBANIZZAZIONE

Dettagli

PIANO DELLE MISURE PER LA SICUREZZA FISICA DEI LAVORATORI

PIANO DELLE MISURE PER LA SICUREZZA FISICA DEI LAVORATORI Valutazione del rischio R = 2 x 2 = 4 S. 01 CATEGORIA: INSTALLAZIONE DEL CANTIERE OPERAZIONE: Installazione di impianto di terra e contro le scariche atmosferiche per il ponteggio ATTREZZATURE: Compressore,

Dettagli

UNIONE DI COMUNI LOMBARDA PRIMA COLLINA Canneto Pavese Castana Montescano Provincia di Pavia

UNIONE DI COMUNI LOMBARDA PRIMA COLLINA Canneto Pavese Castana Montescano Provincia di Pavia UNIONE DI COMUNI LOMBARDA PRIMA COLLINA Canneto Pavese Castana Montescano Provincia di Pavia INTERVENTO: RECUPERO DELLE INFRASTRUTTURE STRADALI DANNEGGIATE DA EVENTI ATMOSFERICI E DISSESTI IDROGEOLOGICI

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n.

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. Comune di Porto Cesareo Provincia di LE PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: COMMITTENTE: CANTIERE:

Dettagli

Confronto tra il DPR 222/2003 e l All. 15 del DLgs n. 81/2008

Confronto tra il DPR 222/2003 e l All. 15 del DLgs n. 81/2008 Confronto 6/08 17-06-2008 17:21 Pagina 28 Il nuovo PSC articolo per articolo, fase per fase Massimo Caroli* Confronto tra il DPR 222/2003 e l All. 15 del DLgs n. 81/2008 Prosegue la disamina delle principali

Dettagli

PIANO GENERALE E PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

PIANO GENERALE E PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO PIANO GENERALE E PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (Art. 100 Decreto Legislativo 81/08) ACCORDO QUADRO PER IL RIFACIMENTO DELL IMPERMEABILIZZAZIONE DEGLI EDIFICI DELL UNIVERSITÀ LA SAPIENZA DI ROMA Roma,

Dettagli

LAVORO (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.)

LAVORO (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) LAVORO (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: OGGETTO: Lavori di costruzione di un sottobanchina per attracco natanti della Guardia

Dettagli

1 LAVORAZIONI - FASI 2. 1.0 Allestimento del cantiere 2

1 LAVORAZIONI - FASI 2. 1.0 Allestimento del cantiere 2 INDICE 1 LAVORAZIONI - FASI 2 1.0 Allestimento del cantiere 2 1.0.1 Installazione di cantiere temporaneo su strada (fase) 2 1.0.2 Installazione nel cantiere di presidi igienico-sanitari (fase) 2 1.0.3

Dettagli

REGIONE PIEMONTE ASLAL CASALE MONFERRATO VIALE GIOLITTI 2

REGIONE PIEMONTE ASLAL CASALE MONFERRATO VIALE GIOLITTI 2 REGIONE PIEMONTE ASLAL CASALE MONFERRATO VIALE GIOLITTI 2 PROGETTO: LAVORI DI ADEGUAMENTO STRUTTURALE- IMPIANTISTICO NECESSARI PER LA RICOLLOCAZIONE LABORATORIO PREPARAZIONE FARMACI CHEMIOTERAPICI E GALENICI

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (ART. 100 e Allegato XV D.Lgs 81/2008)

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (ART. 100 e Allegato XV D.Lgs 81/2008) PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (ART. 100 e Allegato XV D.Lgs 81/2008) Molteplici innovazioni sui Piani di sicurezza e coordinamento apportati dal D. Lgs. 81/2008, nella versione originaria, rispetto

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV)

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) Comune di Lamezia Terme Provincia di Catanzaro PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: Scavo, restauro e valorizzazione del parco archeologico

Dettagli

Allegato B - Lavorazioni e sorgenti di rischio Plesso scolastico "U. Foscolo"

Allegato B - Lavorazioni e sorgenti di rischio Plesso scolastico U. Foscolo ALLESTIMENTO E ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE Realizzazione della recinzione di cantiere e relativi accessi; utilizzo di reti e/o pannelli in metallo e/o tavole in legno Uso della mazza Uso di rete, pannelli

Dettagli

SCHEDE INTEGRATIVE PER LE ATTIVITÀ DI CANTIERE

SCHEDE INTEGRATIVE PER LE ATTIVITÀ DI CANTIERE SCHEDE INTEGRATIVE PER LE ATTIVITÀ DI CANTIERE LUOGHI, LOCALI E POSTI DI LAVORO (riferiti alle attività prevalenti svolte dall'impresa) 1-ATTIVITÀ DI CANTIERE N. SCHEDA Scavi e movimento terra 1.1.1 X

Dettagli

CHECK LIST PER LA SICUREZZA NEL CANTIERE EDILE

CHECK LIST PER LA SICUREZZA NEL CANTIERE EDILE IMPRESA: CHECK LIST PER LA CUREZZA NEL CANTIERE EDILE Visita al cantiere sito in. Via. Committente:.. Coordinatore per la sicurezza: Responsabile di cantiere: DATA VERIFICA: / / Soggetto verificatore:..

Dettagli

INDICE. Realizzazione strada di circuitazione in Porto Fuori per il collegamento di Via Bonifica alla S.S. n.67 Classicana - Pag.

INDICE. Realizzazione strada di circuitazione in Porto Fuori per il collegamento di Via Bonifica alla S.S. n.67 Classicana - Pag. INDICE Lavoro...pag. 2 Committenti...pag. 2 Responsabili...pag. 2 Imprese...pag. 2 Documentazione...pag. 3 Descrizione del contesto in cui si trova l'area del cantiere...pag. 4 Descrizione sintetica dell'opera...pag.

Dettagli

COMUNE DI DONATO SITO CIMITERIALE COMUNALE PROGETTO ESECUTIVO. TITOLO DELL ELABORATO: PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO. ALLEGATO ALLA DELIBERA n DEL

COMUNE DI DONATO SITO CIMITERIALE COMUNALE PROGETTO ESECUTIVO. TITOLO DELL ELABORATO: PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO. ALLEGATO ALLA DELIBERA n DEL REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI BIELLA COMUNE DI DONATO SITO CIMITERIALE COMUNALE Nuovo Loculario cellette ossario sito cimiteriale del Capoluogo PROGETTO ESECUTIVO ELABORATO E 1 TITOLO DELL ELABORATO: PIANO

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO Comune di MILANO Provincia di MI PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: COMMITTENTE: CANTIERE: ADEGUAMENTO

Dettagli

Il calcolo degli oneri della sicurezza

Il calcolo degli oneri della sicurezza Il calcolo degli oneri della sicurezza Pier Luigi GHISI 1/7 Le metodologie di calcolo errate Oggi resta ancora diffusa l abitudine dei progettisti e/o dei coordinatori, di stimare gli oneri della sicurezza

Dettagli

Schede delle fasi lavorative ALLESTIMENTO DELL AREA DI CANTIERE. Realizzazione della recinzione e degli accessi del cantiere F1.1

Schede delle fasi lavorative ALLESTIMENTO DELL AREA DI CANTIERE. Realizzazione della recinzione e degli accessi del cantiere F1.1 Schede delle fasi lavorative ALLESTIMENTO DELL AREA DI CANTIERE Realizzazione della recinzione e degli accessi del cantiere F1.1 Si allestirà l area di cantiere utilizzando parte della zona a verde attestante

Dettagli

nome file: Seminario Reggio Emilia 07.06.2010 Copyright by Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. Pagina 1

nome file: Seminario Reggio Emilia 07.06.2010 Copyright by Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. Pagina 1 SICUREZZA IN CANTIERE: TESTO UNICO PER LA SICUREZZA E CORRETTIVO D.LGS. 106/09 POS E PIMUS MIGLIORARE LA LORO EFFICACIA IN CANTIERE RELATORE E. Massaroli Pagina 1 Perché funzionano poco o male? Pianificare

Dettagli

CANTIERE: Via Don Bobbio 25, LAVAGNA (GE)

CANTIERE: Via Don Bobbio 25, LAVAGNA (GE) ALLEGATO B Comune di LAVAGNA Provincia di GE ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI Probabilità ed entità del danno, valutazione dell' al rumore e alle vibrazioni (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato

Dettagli

13 Sezione 13 - Stima dei costi per la sicurezza (Elementi di cui al D.Lgs. 81/2008 s.m., Allegato XV, punto 2.1.2 lett. l)

13 Sezione 13 - Stima dei costi per la sicurezza (Elementi di cui al D.Lgs. 81/2008 s.m., Allegato XV, punto 2.1.2 lett. l) 13 Sezione 13 - Stima dei costi per la sicurezza (Elementi di cui al D.Lgs. 81/2008 s.m., Allegato XV, punto 2.1.2 lett. l) La valutazione delle spese di seguito esposta è finalizzata esclusivamente alla

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO LOTTO B (pag.1) PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: ACCORDO QUADRO PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE FINALIZZATI A MIGLIORARE LA

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO Comune di Messina Provincia di ME PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: LAVORI PER IL RIATTAMENTO

Dettagli

Linee guida per la stesura del PIMUS (Piano di montaggio, uso e smontaggio) dei ponteggi metallici fissi ai sensi del D. Lgs.

Linee guida per la stesura del PIMUS (Piano di montaggio, uso e smontaggio) dei ponteggi metallici fissi ai sensi del D. Lgs. Linee guida per la stesura del PIMUS (Piano di montaggio, uso e smontaggio) dei ponteggi metallici fissi ai sensi del D. Lgs. 235/2003 A) PARTE GENERALE (Anagrafica) Premesso che il PIMUS deve essere specifico

Dettagli

COSTI PER LA SICUREZZA

COSTI PER LA SICUREZZA COSTI PER LA SICUREZZA All. XV 4.1-D.Lgs 81/2008 DALL USCITA DELLA 494/96 ESISTE L OBBLIGO DI REDIGERE UN COMPUTO PER LA SICUREZZA CIOE EFFETTUARE UNA VALUTAZIONE DEGLI ONERI PER LA SICUREZZA TALE VALUTAZIONE

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO Comune di Civitavecchia Provincia di Roma PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.) (D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: Adeguamento e ristrutturazione

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO Comune di Castilenti Provincia di TE PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: Lavori di manutenzione

Dettagli

ALLEGATO XV. Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1. DISPOSIZIONI GENERALI

ALLEGATO XV. Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1. DISPOSIZIONI GENERALI ALLEGATO XV Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1.1. - Definizioni e termini di efficacia 1. DISPOSIZIONI GENERALI 1.1.1. Ai fini del presente allegato si intendono

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO ai sensi del D.Lgs. 81 del 09/04/2008

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO ai sensi del D.Lgs. 81 del 09/04/2008 ISTITUTO AUTONOMO CASE POPOLARI della provincia di Brindisi LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA E RISANAMENTO ALLOGGI DI E.R.P. NEGLI EDIFICI I.A.C.P. IN BRINDISI COMPLESSO EX UNRRA CASA DI VIALE ALDO

Dettagli

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO

PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO Comune di Cellino San Marco Provincia di BR PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (D.Lgs 9 aprile 2008 n. 81, Art. 100 e Allegato XV) OGGETTO: Adeguamento di alcuni locali siti nell'ex sede municipale

Dettagli