STATUTO. Costituzione

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1 STATUTO Costituzione Art. 1. In ottemperanza al decreto conciliare Christus Dominus n.27 e al motu proprio Ecclesiae Sancte n.16, a norma dei canoni C.J.C., è costituito nella diocesi di Agrigento il Consiglio Pastorale Diocesano. Natura e finalità Art. 2. Il Consiglio Pastorale Diocesano è il luogo di incontro e di comunione della comunità diocesana unita attorno al Vescovo; è organo di consultazione e di servizio pastorale per lo studio della situazione e la elaborazione dei programmi pastorali. Esso favorisce nella Chiesa particolare lo spirito di comunione in modo che essa abbia la consapevolezza di essere la famiglia dei figli di Dio e dei fratelli in Cristo. Questi, nell unità dello Spirito, si confrontano con la Parola di Dio e vivono attorno all altare nell esercizio dell unico sacerdozio di Cristo, espresso nel sacerdozio ministeriale del Vescovo e dei presbiteri e nel sacerdozio regale di tutti i battezzati, operando a servizio dei fratelli. Il Consiglio Pastorale Diocesano, inoltre, è attento ai segni dei tempi, si sente coinvolto nelle situazioni di vita del popolo agrigentino e ne condivide le ansie e le attese. Compiti specifici Art. 3. Il Consiglio Pastorale Diocesano: a) fa l analisi ed elabora il progetto di piano pastorale della diocesi da presentare al Consiglio Presbiterale; b) studia e propone soluzioni operative per campi specifici della pastorale; c) effettua la verifica e la valutazione del piano pastorale in vista della sua rielaborazione; d) quale espressione significativa della Chiesa particolare, promuove e condivide le iniziative più adatte per la rinascita spirituale, morale e sociale delle popolazioni agrigentine; e) In tutto questo tiene presenti tutte le forze operative della diocesi per sollecitare il consiglio e il contributo di azione. Composizione

2 Art. 4. Il Consiglio è composto da sacerdoti diocesani, religiosi, religiose e laici, distinti in membri elettivi di diritto e di nomina vescovile, secondo quanto precisato nell apposito regolamento. Presidente Art. 5. Il Consiglio è presieduto dal Vescovo << visibile principio e fondamento di unità della Chiesa locale >> ( LG 23). Il Vescovo può farsi rappresentare dal coordinatore, di cui all art. 8. Direttivo Art. 6. Nel Consiglio è costituito il direttivo. Di esso fanno parte il coordinatore, nominato dal Vescovo ed inoltre: il vice-coordinatore, che sarà un laico, il segretario e quattro consiglieri, tutti eletti dal Consiglio. I quattro consiglieri del direttivo saranno incaricati ciascuno di uno dei seguenti settori: a) evangelizzazione, b) liturgia e spiritualità, c) carità e servizio, d) problemi sociali. Art. 7. Compiti del direttivo sono: a) preparare, in collaborazione con la commissione diocesana di animazione pastorale, i lavori delle sedute plenarie del Consiglio; b) curare l esecuzione delle delibere del Consiglio; c) nei casi urgenti e straordinari sostituire il Consiglio, cui renderà conto nella successiva seduta plenaria. Coordinatore Art. 8. Coordinatore del Consiglio è il vicario episcopale per la pastorale. I suoi compiti sono: a) moderare le sedute del Consiglio con l aiuto del vice-coordinatore; b) d intesa con il Vescovo e in collaborazione con il direttivo programmare i lavori del Consiglio e formulare l ordine del giorno delle sedute; c) diramare gli inviti per le sedute; d) sentito il Consiglio, nominare le commissioni di cui all Art. 14; e) favorire il coordinamento dei lavori delle commissioni. Quando il coordinatore è assente o impedito, questi compiti vengono svolti dal vice-coordinatore.

3 Segretario Art. 9. Il segretario o in sua vece il vice-segretario, svolge i normali compiti di segreteria al servizio del Consiglio. Inoltre provvede ai rapporti e alla comunicazione con il Consiglio Presbiterale Diocesano, con gli uffici della Curia, con gli organismi pastorali parrocchiali, foraniali, diocesani, regionali e nazionali e con la stampa. Commissione diocesana di animazione pastorale Art. 10. La commissione diocesana di animazione pastorale svolge le mansioni di organo tecnico del Consiglio per elaborare, secondo le sue indicazioni, il progetto di piano pastorale diocesano e per preparare i testi e i sussidi per l attività delle commissioni. Sedute del Consiglio Art. 11. Il Consiglio tiene ordinariamente tre sedute plenarie ogni anno: all inizio, a metà e alla fine dell anno pastorale. Può essere convocato in seduta straordinaria dal Vescovo o su richiesta di un terzo dei membri. Le deliberazioni del Consiglio sono valide se approvate dalla metà più uno dei votanti. Durata Art. 12. Il Consiglio Pastorale Diocesano dura in carica tre anni. Si scioglie anche prima con la vacanza della sede vescovile. Decadenza dei membri Art. 13. I membri del Consiglio, dopo tre assenze consecutive non giustificate, vengono dichiarati decaduti e sostituiti con i rispettivi criteri di elezione o nomina. Sono dichiarati decaduti anche quei membri che, a giudizio della maggioranza dei consiglieri, si siano posti in contrasto con la fede cristiana o con la dottrina del Magistero o con precise direttive pastorali della gerarchia. Commissioni Art. 14. Quando se ne presenta la necessità il Consiglio si avvale di commissioni di studio composte anche da persone estranee ad esso, secondo la loro competenza, e nominate a norma dell art. 8.

4 Le commissioni nel loro lavoro tengono in particolare considerazione materiali, proposte e dati provenienti dalla commissione diocesana di animazione pastorale, dai consigli pastorali foraniali e dagli uffici di curia. Esse offrono, nel proprio campo specifico, dati, valutazioni, orientamenti per l elaborazione del piano pastorale. Promuovono quanto possa aiutare le parrocchie e i vicariati foranei nell attuazione del piano diocesano, soprattutto fornendo sussidi adatti. Sollecitano la collaborazione dei diversi gruppi, movimenti e associazioni che lavorano nel campo specifico delle commissioni medesime. Coordinamento dei lavori Art. 15. Il Consiglio coordina i propri lavori con quelli del Consiglio Presbiterale Diocesano, tenendo presente che esso ha compiti di studio ed elaborazione di proposte, mentre quest ultimo ha compiti di discernimento in ordine alle decisioni che il Vescovo è chiamato a prendere per il bene della diocesi. Il Consiglio cura con particolare attenzione che i propri lavori siano coordinati con quelli dei consigli pastorali foraniali e si avvale della collaborazione che possono dargli, nell adempimento dei propri compiti statutari, questi stessi consigli, gli uffici della curia i consigli dei religiosi e delle religiose e la consulta diocesana dell apostolato dei laici. REGOLAMENTO Art. 1. I membri del Consiglio Pastorale Diocesano avranno viva la coscienza di essere rappresentanti delle varie comunità, degli organismi e degli uffici pastorali. Si renderanno perciò responsabili di tale funzione in seno al Consiglio e nella vita diocesana e manterranno rapporti di dialogo con coloro che rappresentano. Membri elettivi Art. 2. Del Consiglio fanno parte i seguenti membri elettivi: a) due laici di ogni vicariato,designati dai consigli pastorali foraniali, se ci sono, o in altro modo indicato dalla comunità presbiterale foraniale; b) un diacono permanente eletto dall assemblea dei diaconi permanenti; c) un religioso e quattro religiose designati dalle rispettive assemblee; d) un laico rappresentante di ogni aggregazione ecclesiale laicale che supera i mille aderenti, scelto secondo le modalità stabilite dal direttivo diocesano della stessa;

5 e) due laici in rappresentanza di tutte le aggregazioni laicali meno numerose presenti nella consulta diocesana per l apostolato dei laici, designati dalla stessa. Per ogni membro elettivo sarà designato un supplente che lo sostituirà in caso di effettivo impedimento nella partecipazione ai lavori del Consiglio. Membri di diritto Art. 3. Oltre al Vescovo sono Membri di diritto del Consiglio, per l ufficio ecclesiale che svolgono: a)il vicario episcopale per la pastorale b) i vicari foranei, che possono essere sostituiti da altri presbiteri degli stessi vicariati, eletti dalle rispettive comunità presbiterali foraniali; c) i responsabili degli uffici della sezione pastorale della Curia; d) i laici responsabili delle consulte diocesane; e) l economo della diocesi; f) i componenti della commissione diocesana per l animazione pastorale. Membri di nomina vescovile Art. 4. Il Vescovo, con proprio decreto, provvede alla eventuale nomina di altri membri. Sostituzione dei membri Art. 5. In caso di impossibilità a partecipare ai lavori del Consiglio, i membri indicati dagli articoli 2 e 3 b) del presente regolamento possono essere sostituiti dai membri supplenti regolarmente designati e tempestivamente segnalati al coordinatore. Prassi operativa Art. 6. I lavori delle sedute plenarie del Consiglio sono preparati dal direttivo che, secondo l opportunità, si avvale della collaborazione della commissione diocesana di animazione pastorale, delle commissioni e dei consigli pastorali foraniali che verranno attivati dai membri del Consiglio in essi presenti. Art. 7. Nelle sedute del Consiglio si svolge l ordine del giorno comunicato, esaurito il quale si possono porre interrogazioni e proposte di lavoro da discutere o nella stessa seduta o in quella successiva, a giudizio della maggioranza dei presenti.

6 Commissioni Art.8. A seconda delle necessità verranno istituite commissioni che operano secondo il mandato ricevuto dal Consiglio, al quale faranno resoconto del lavoro svolto. Norme di diritto comune Art. 9. Per quanto non viene previsto dal presente Regolamento e dallo Statuto, ci si attiene al diritto comune e alla consuetudine.

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