Testo Unico Bancario. Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. Decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

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1 Testo Unico Bancario Decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia Versione aggiornata al decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 239 gennaio 2011

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3 Testo Unico Bancario Decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia Versione aggiornata al decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 239 Gennaio 2011

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5 SOMMARIO S O M M A R I O DECRETO LEGISLATIVO 1 SETTEMBRE 1993, n. 385 Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia Art. 1 Definizioni TITOLO I AUTORITÀ CREDITIZIE Art. 2 Comitato interministeriale per il credito e il risparmio Art. 3 Ministro dell economia e delle finanze Art. 4 Banca d Italia Art. 5 Finalità e destinatari della vigilanza Art. 6 Rapporti con il diritto comunitario Art. 7 Segreto d'ufficio e collaborazione tra autorità Art. 8 Pubblicazione di provvedimenti e di dati statistici 29 Art. 9 Reclamo al CICR TITOLO II BANCHE Capo I Nozione di attività bancaria e di raccolta del risparmio Art. 10 Attività bancaria Art. 11 Raccolta del risparmio Art. 12 Obbligazioni e titoli di deposito emessi dalle banche Capo II Autorizzazione all'attività bancaria, succursali e libera prestazione di servizi Art. 13 Albo

6 Art. 14 Autorizzazione all'attività bancaria Art. 15 Succursali Art. 16 Libera prestazione di servizi Art. 17 Attività non ammesse al mutuo riconoscimento 37 Art. 18 Società finanziarie ammesse al mutuo riconoscimento Capo III Partecipazioni nelle banche Art. 19 Autorizzazioni Art. 20 Obblighi di comunicazione Art. 21 Richiesta di informazioni Art. 22 Partecipazioni indirette e acquisti di concerto Art. 23 Nozione di controllo Art. 24 Sospensione del diritto di voto e degli altri diritti, obbligo di alienazione Capo IV Requisiti di professionalità e di onorabilità Art. 25 Requisiti di onorabilità dei partecipanti Art. 26 Requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza degli esponenti aziendali Art. 27 Incompatibilità Capo V Banche cooperative Art. 28 Norme applicabili Sezione I Banche popolari Art. 29 Norme generali Art. 30 Soci Art. 31 Trasformazioni e fusioni Art. 32 Utili

7 SOMMARIO Sezione II Banche di credito cooperativo Art. 33 Norme generali Art. 34 Soci Art. 35 Operatività Art. 36 Fusioni Art. 37 Utili Capo VI Norme relative a particolari operazioni di credito Sezione I Credito fondiario e alle opere pubbliche Art. 38 Nozione di credito fondiario Art. 39 Ipoteche Art. 40 Estinzione anticipata e risoluzione del contratto. 53 Art. 40-bis Cancellazione delle ipoteche Art. 41 Procedimento esecutivo Art. 42 Nozione di credito alle opere pubbliche Sezione II Credito agrario e peschereccio Art. 43 Nozione Art. 44 Garanzie Art. 45 Abrogato Sezione III Altre operazioni Art. 46 Finanziamenti alle imprese: costituzione di privilegi Art. 47 Finanziamenti agevolati e gestione di fondi pubblici Art. 48 Credito su pegno

8 Capo VII Assegni circolari e decreto ingiuntivo Art. 49 Assegni circolari Art. 50 Decreto ingiuntivo TITOLO III VIGILANZA Capo I Vigilanza sulle banche Art. 51 Vigilanza informativa Art. 52 Comunicazioni del collegio sindacale e dei soggetti incaricati del controllo dei conti Art. 53 Vigilanza regolamentare Art. 54 Vigilanza ispettiva Art. 55 Controlli sulle succursali in Italia di banche comunitarie Art. 56 Modificazioni statutarie Art. 57 Fusioni e scissioni Art. 58 Cessione di rapporti giuridici Capo II Vigilanza su base consolidata Art. 59 Definizioni Sezione I Gruppo bancario Art. 60 Composizione Art. 61 Capogruppo Art. 62 Requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza Art. 63 Partecipazioni Art. 64 Albo

9 SOMMARIO Sezione II Ambito ed esercizio della vigilanza Art. 65 Soggetti inclusi nell'ambito della vigilanza consolidata Art. 66 Vigilanza informativa Art. 67 Vigilanza regolamentare Art. 68 Vigilanza ispettiva Art. 69 Collaborazione tra autorità e obblighi informativi TITOLO IV DISCIPLINA DELLE CRISI Capo I Banche Sezione I Amministrazione straordinaria Art. 70 Provvedimento Art. 71 Organi della procedura Art. 72 Poteri e funzionamento degli organi straordinari 80 Art. 73 Adempimenti iniziali Art. 74 Sospensione dei pagamenti Art. 75 Adempimenti finali Art. 76 Gestione provvisoria Art. 77 Succursali di banche extracomunitarie Sezione II Provvedimenti straordinari Art. 78 Banche autorizzate in Italia Art. 79 Banche comunitarie Sezione III Liquidazione coatta amministrativa Art. 80 Provvedimento Art. 81 Organi della procedura

10 Art. 82 Accertamento giudiziale dello stato di insolvenza 88 Art. 83 Effetti del provvedimento per la banca, per i creditori e sui rapporti giuridici preesistenti Art. 84 Poteri e funzionamento degli organi liquidatori 89 Art. 85 Adempimenti iniziali Art. 86 Accertamento del passivo Art. 87 Opposizioni allo stato passivo Art. 88 Appello e ricorso per cassazione Art. 89 Insinuazioni tardive Art. 90 Liquidazione dell'attivo Art. 91 Restituzioni e riparti Art. 92 Adempimenti finali Art. 93 Concordato di liquidazione Art. 94 Esecuzione del concordato e chiusura della procedura Art. 95 Succursali di banche extracomunitarie Sezione III-bis Banche operanti in ambito comunitario Art. 95-bis Riconoscimento delle procedure di risanamento e liquidazione Art. 95-ter Deroghe Art. 95-quater Collaborazione tra autorità Art. 95-quinquies Pubblicità e informazione agli aventi diritto Art. 95-sexies Norme di attuazione Art. 95-septies Applicazione Sezione IV Sistemi di garanzia dei depositanti Art. 96 Soggetti aderenti e natura dei sistemi di garanzia 103 Art. 96-bis Interventi Art. 96-ter Poteri della Banca d'italia Art. 96-quater Esclusione Sezione V Liquidazione volontaria Art. 96-quinquies Liquidazione ordinaria

11 SOMMARIO Art. 97 Sostituzione degli organi della liquidazione ordinaria Sezione V-bis Responsabilità per illecito amministrativo dipendente da reato Art. 97-bis Responsabilità per illecito amministrativo dipendente da reato Capo II Gruppo bancario Sezione I Capogruppo Art. 98 Amministrazione straordinaria Art. 99 Liquidazione coatta amministrativa Sezione II Società del gruppo Art. 100 Amministrazione straordinaria Art. 101 Liquidazione coatta amministrativa Art. 102 Procedure proprie delle singole società Sezione III Disposizioni comuni Art. 103 Organi delle procedure Art. 104 Competenze giurisdizionali Art. 105 Gruppi e società non iscritti all'albo TITOLO V SOGGETTI OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO Art. 106 Albo degli intermediari finanziari Art. 107 Autorizzazione Art. 108 Vigilanza Art. 109 Vigilanza consolidata Art. 110 Rinvio Art. 111 Microcredito

12 Art. 112 Altri soggetti operanti nell attività di concessione di finanziamenti Art. 112-bis Organismo per la tenuta dell elenco dei confidi 123 Art. 113 Organismo per la tenuta dell elenco di cui Art. 113-bis all articolo Sospensione degli organi di amministrazione e controllo Art. 113-ter Revoca dell autorizzazione Art. 114 Norme finali TITOLO V-BIS ISTITUTI DI MONETA ELETTRONICA Art. 114-bis Emissione di moneta elettronica Art. 114-ter Autorizzazione all attività e operatività transfrontaliera Art. 114-quater Vigilanza Art. 114-quinquies Deroghe TITOLO V-TER ISTITUTI DI PAGAMENTO Art. 114-sexies Servizi di pagamento Art. 114-septies Albo degli istituti di pagamento Art. 114-octies Attività accessorie esercitabili Art. 114-novies Autorizzazione Art. 114-decies Operatività transfrontaliera Art. 114-undecies Rinvio Art. 114-duodecies Conti di pagamento e forme di tutela Art. 114-terdecies Patrimonio destinato Art. 114-quaterdecies Vigilanza Art. 114-quinquiesdecies Scambio di informazioni Art. 114-sexiesdecies Deroghe

13 SOMMARIO TITOLO VI TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI E DEI RAPPORTI CON I CLIENTI Capo I Operazioni e servizi bancari e finanziari Art. 115 Ambito di applicazione Art. 116 Pubblicità Art. 117 Contratti Art. 118 Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali 143 Art. 119 Comunicazioni periodiche alla clientela Art. 120 Decorrenza delle valute e calcolo degli interessi Art. 120-bis Recesso Art. 120-ter Estinzione anticipata dei mutui immobiliari Art. 120-quater Surrogazione nei contratti di finanziamento. Portabilità Capo II Credito ai consumatori Art. 121 Definizioni Art. 122 Ambito di applicazione Art. 123 Pubblicità Art. 124 Obblighi precontrattuali Art. 124-bis Verifica del merito creditizio Art. 125 Banche dati Art. 125-bis Contratti e comunicazioni Art. 125-ter Recesso del consumatore Art. 125-quater Contratti a tempo indeterminato Art. 125-quinquies Inadempimento del fornitore Art. 125-sexies Rimborso anticipato Art. 125-septies Cessione dei crediti Art. 125-octies Sconfinamento Art. 125-novies Intermediari del credito Art. 126 Riservatezza delle informazioni

14 Capo II-bis Servizi di pagamento Art. 126-bis Disposizioni di carattere generale Art. 126-ter Spese applicabili Art. 126-quater Informazioni relative alle operazioni di pagamento e ai contratti Art. 126-quinquies Contratto quadro Art. 126-sexies Modifica unilaterale delle condizioni Art. 126-septies Recesso Art. 126-octies Denominazione valutaria dei pagamenti Capo III Regole generali e controlli Art. 127 Regole generali Art. 127-bis Spese addebitabili Art. 128 Controlli Art. 128-bis Risoluzione delle controversie Art. 128-ter Misure inibitorie TITOLO VI-BIS AGENTI IN ATTIVITÁ FINANZIARIA E MEDIATORI CREDITIZI Art. 128-quater Agenti in attività finanziaria Art. 128-quinquies Requisiti per l iscrizione nell elenco degli agenti in attività finanziaria Art. 128-sexies Mediatori creditizi Art. 128-septies Requisiti per l iscrizione nell elenco dei mediatori creditizi Art. 128-octies Incompatibilità Art. 128-novies Dipendenti e collaboratori Art. 128-decies Disposizioni di trasparenza e poteri della Banca d Italia Art. 128-undecies Organismo Art. 128-duodecies Disposizioni procedurali Art. 128-terdecies Vigilanza della Banca d Italia sull Organismo Art. 128-quaterdecies Ristrutturazione dei crediti

15 SOMMARIO TITOLO VII ALTRI CONTROLLI Art. 129 Emissione di strumenti finanziari TITOLO VIII SANZIONI Capo I Abusivismo bancario e finanziario Art. 130 Abusiva attività di raccolta del risparmio Art. 131 Abusiva attività bancaria Art. 131-bis Abusiva emissione di moneta elettronica Art. 131-ter Abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento Art. 132 Abusiva attività finanziaria Art. 132-bis Denunzia al pubblico ministero e al tribunale Art. 133 Abuso di denominazione Capo II Attività di vigilanza Art. 134 Abrogato Capo III Banche e gruppi bancari Art. 135 Reati societari Art. 136 Obbligazioni degli esponenti bancari Art. 137 Mendacio e falso interno Art. 138 Abrogato Art. 139 Art. 140 Capo IV Partecipazioni Partecipazioni in banche, in società finanziarie capogruppo e in intermediari finanziari Comunicazioni relative alle partecipazioni in banche, in società appartenenti a un gruppo bancario ed in intermediari finanziari

16 Capo IV-bis Agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi Art. 140-bis Esercizio abusivo dell attività Capo V Altre sanzioni Art. 141 Abrogato Art. 142 Abrogato Art. 143 Emissione di valori mobiliari Art. 144 Altre sanzioni amministrative pecuniarie Capo VI Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative Art. 145 Procedura sanzionatoria Art. 145-bis Procedure contenziose TITOLO IX DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI Art. 146 Sorveglianza sul sistema dei pagamenti Art. 147 Altri poteri delle autorità creditizie Art. 148 Abrogato Art. 149 Banche popolari Art. 150 Banche di credito cooperativo Art. 150-bis Disposizioni in tema di banche cooperative Art. 151 Banche pubbliche residue Art. 152 Casse comunali di credito agrario e Monti di Art. 153 credito su pegno di seconda categoria Disposizioni relative a particolari operazioni di credito Art. 154 Fondo interbancario di garanzia Art. 155 Abrogato Art. 156 Modifica di disposizioni legislative Art. 157 Modifiche al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n Art. 158 Abrogato

17 SOMMARIO Art. 159 Regioni a statuto speciale Art. 160 Abrogato Art. 161 Norme abrogate Art. 162 Entrata in vigore APPENDICE NORME APPLICABILI AI SOGGETTI OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO FINO ALL ATTUAZIONE DELLA RIFORMA DEL TITOLO V, COME SOSTITUITO DAL D.LGS. 13 AGOSTO 2010, N. 141, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI

18 Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 e successive modifiche e integrazioni Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (1) (1) Testo coordinato, per finalità esclusivamente informative, con le modificazioni e integrazioni apportate con: - decreto-legge 4 gennaio 1994, n. 1, convertito, senza modificazioni, dalla legge 17 febbraio 1994, n. 135, recante Misure a garanzia del credito agrario (art. 1); - legge 7 marzo 1996, n. 108, recante Disposizioni in materia di usura» (art. 5); - decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415, di Recepimento della direttiva 93/22/CEE del 10 maggio 1993 relativa ai servizi di investimento del settore dei valori mobiliari e della direttiva 93/6/CEE del 15 marzo 1993 relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi (artt. 63, 64 e 66); - decreto legislativo 4 dicembre 1996, n. 659, di Recepimento della direttiva 94/19/CEE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi (artt. 1, 2 e 3); - decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, recante il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52 (art. 211); - decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, di Adeguamento dell ordinamento nazionale alle disposizioni del trattato istitutivo della Comunità europea in materia di politica monetaria e di Sistema europeo delle banche centrali (art. 6 e 11); - decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, recante Disposizioni per l introduzione dell EURO nell ordinamento nazionale, a norma dell articolo 1, comma 1, della legge 17 dicembre 1997, n. 433 (art. 4); - decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 333, di Attuazione della direttiva n. 95/26/CE in materia di rafforzamento della vigilanza prudenziale nel settore degli enti creditizi ; - decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342, recante Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia ; - legge 1 marzo 2002, n. 39, recante Disposizioni per l adempimento di obblighi derivanti dall appartenenza dell Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2001 ; - decreto legislativo 11 aprile 2002, n. 61, recante Disciplina degli illeciti penali e amministrativi riguardanti le società commerciali, a norma dell articolo 11 della legge 3 ottobre 2001, n. 366 ; - decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, recante Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell andamento dei conti pubblici, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326; - decreto legislativo 6 febbraio 2004, n. 37, recante Modifiche ed integrazioni ai decreti legislativi numeri 5 e 6 del 17 gennaio 2003, recanti la riforma del diritto 16

19 societario, nonché al testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo n. 385 del 1 settembre 1993, e al testo unico dell intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998 ; - decreto legislativo 9 luglio 2004, n. 197, di Attuazione della direttiva 2001/24/CE in materia di risanamento e liquidazione degli enti creditizi ; - decreto legislativo 28 dicembre 2004, n. 310, recante Integrazioni e correzioni alla disciplina del diritto societario ed al testo unico in materia bancaria e creditizia ; - decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, recante Disposizioni per la tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire, a norma della legge 2 agosto 2004, n. 210 ; - decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 142, di Attuazione della direttiva 2002/87/CE relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario, nonché all istituto della consultazione preliminare in tema di assicurazioni ; - decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante il Codice del consumo, a norma dell articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229 ; - legge 28 dicembre 2005, n. 262, recante Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari ; - decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all evasione fiscale, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248; - decreto-legge 27 dicembre 2006, n. 297, recante Disposizioni urgenti per il recepimento delle direttive comunitarie 2006/48/CE e 2006/49/CE e per l adeguamento a decisioni in ambito comunitario relative all assistenza a terra negli aeroporti, all Agenzia nazionale per i giovani e al prelievo venatorio, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2007, n. 15; - decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 303, recante Coordinamento con la legge 28 dicembre 2005, n. 262, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (T.U.B.) e del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (T.U.F.) ; - decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2; - decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, recante Attuazione della direttiva 2007/64/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, e che abroga la direttiva 97/5/CE ; - decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 21, recante Attuazione della direttiva 2007/44/CE, che modifica le direttive 92/49/CEE, 2002/83/CE, 2004/39/CE, 2005/68/CE e 2006/48/CE per quanto riguarda le regole procedurali e i criteri per la valutazione prudenziale di acquisizione e incrementi di partecipazione nel settore finanziario ; - decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, recante Attuazione della direttiva 2006/43/CE, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE, e che abroga la direttiva 84/253/CEE; - decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, recante Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché modifiche del Titolo VI del testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993) in merito alla disciplina dei 17

20 soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi ; - decreto legislativo 14 dicembre 2010, n. 218, recante Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, recante attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché modifiche del titolo IV del testo unico bancario (decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385) in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi ; - decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 239, recante Attuazione della direttiva 2009/111/CE che modifica le direttive 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2007/64/CE per quanto riguarda gli enti creditizi collegati a organismi centrali, taluni elementi dei fondi propri, i grandi fidi, i meccanismi di vigilanza e la gestione delle crisi. 18

21 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l'articolo 25 della legge 19 febbraio 1992, n. 142, concernente l'attuazione della direttiva n. 89/646/CEE del Consiglio del 15 dicembre 1989; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 2 luglio 1993; Acquisito il parere delle competenti commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 agosto 1993; Sulla proposta del Ministro del tesoro, di concerto con i Ministri di grazia e giustizia, delle finanze, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, per il coordinamento delle politiche agricole, alimentari e forestali e per il coordinamento delle politiche comunitarie e gli affari regionali; Emana il seguente decreto legislativo: Articolo 1 (Definizioni) 1. Nel presente decreto legislativo l'espressione: a) «autorità creditizie» indica il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, il Ministro dell'economia e delle finanze (1) e la Banca d'italia; b) «banca» indica l'impresa autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria; c) «CICR» indica il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio; d) «CONSOB» indica la Commissione nazionale per le società e la borsa; d-bis) «COVIP» indica la commissione di vigilanza sui fondi pensione (2); e) «ISVAP» indica l'istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo; (1) Cfr. art. 1, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (2) Lettera inserita dall art. 1, comma 1, D.Lgs. 4 agosto 1999, n

22 f) «UIC» indica l'ufficio italiano dei cambi; g) «Stato comunitario» indica lo Stato membro della Comunità Europea; g-bis) «Stato d'origine» indica lo Stato comunitario in cui la banca è stata autorizzata all'esercizio dell'attività (1); g-ter) «Stato ospitante» indica lo Stato comunitario nel quale la banca ha una succursale o presta servizi (2); h) «Stato extracomunitario» indica lo Stato non membro della Comunità Europea; i) «legge fallimentare» indica il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267; l) «autorità competenti» indica, a seconda dei casi, uno o più fra le autorità di vigilanza sulle banche, sulle imprese di investimento, sugli organismi di investimento collettivo del risparmio, sulle imprese di assicurazione e sui mercati finanziari (3); m) (4) 2. Nel presente decreto legislativo si intendono per: a) «banca italiana»: la banca avente sede legale in Italia; b) «banca comunitaria»: la banca avente sede legale e amministrazione centrale in un medesimo Stato comunitario diverso dall'italia; c) «banca extracomunitaria»: la banca avente sede legale in uno Stato extracomunitario; d) «banche autorizzate in Italia»: le banche italiane e le succursali in Italia di banche extracomunitarie; e) «succursale»: una sede che costituisce parte, sprovvista di personalità giuridica, di una banca e che effettua direttamente, in tutto o in parte, l'attività della banca; (1) Lettera inserita dall art. 1, D.Lgs. 9 luglio 2004, n (2) Lettera inserita dall art. 1, D.Lgs. 9 luglio 2004, n (3) Lettera inserita dall art. 1, comma 2, D.Lgs. 4 agosto 1999, n (4) La lettera m),inserita dall art. 1, comma 3, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 333, così recitava: «Ministro dell economia e delle finanze» indica il Ministro dell economia e delle finanze. Tale previsione, da ritenere superata, è dovuta al fatto che l originaria formulazione della norma conteneva le espressioni «Ministro del tesoro» e «Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica», espressioni che sono state entrambe sostituite dalla medesima espressione «Ministro dell economia e delle finanze» per effetto dell'art. 1, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n

23 f) «attività ammesse al mutuo riconoscimento»: le attività di: 1) raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione; 2) operazioni di prestito (compreso in particolare il credito al consumo, il credito con garanzia ipotecaria, il factoring, le cessioni di credito pro soluto e pro solvendo, il credito commerciale incluso il «forfaiting»); 3) leasing finanziario; 4) servizi di pagamento; 5) emissione e gestione di mezzi di pagamento («travellers cheques», lettere di credito), nella misura in cui quest attività non rientra nel punto 4 (1); 6) rilascio di garanzie e di impegni di firma; 7) operazioni per proprio conto o per conto della clientela in: - strumenti di mercato monetario (assegni, cambiali, certificati di deposito, ecc.); - cambi; - strumenti finanziari a termine e opzioni; - contratti su tassi di cambio e tassi d'interesse; - valori mobiliari; 8) partecipazione alle emissioni di titoli e prestazioni di servizi connessi; 9) consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, di strategia industriale e di questioni connesse, nonché consulenza e servizi nel campo delle concentrazioni e del rilievo di imprese; 10) servizi di intermediazione finanziaria del tipo «money broking»; 11) gestione o consulenza nella gestione di patrimoni; 12) custodia e amministrazione di valori mobiliari; 13) servizi di informazione commerciale; 14) locazione di cassette di sicurezza; 15) altre attività che, in virtù delle misure di adattamento assunte dalle autorità comunitarie, sono aggiunte all'elenco allegato alla seconda direttiva in materia creditizia del Consiglio delle Comunità europee n. 89/646/CEE del 15 dicembre 1989 (2); (1) Numero così sostituito dall art. 35, comma 1, D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11. (2) La Direttiva 89/646/CEE è stata abrogata dall art. 67 della Direttiva 2000/12/CE del 20 marzo 2000, a sua volta abrogata dall art. 158 della Direttiva 2006/48/CE del 14 giugno 2006, nella quale è confluita la disciplina relativa all accesso all attività degli enti creditizi e al suo esercizio. Le attività che beneficiano del mutuo riconoscimento sono attualmente elencate nell allegato I alla Direttiva 2006/48/CE. 21

24 g) «intermediari finanziari»: i soggetti iscritti nell'elenco previsto dall'articolo 106; h) «stretti legami»: i rapporti tra una banca e un soggetto italiano o estero che: 1) controlla la banca; 2) è controllato dalla banca; 3) è controllato dallo stesso soggetto che controlla la banca; 4) partecipa al capitale della banca in misura pari almeno al 20% del capitale con diritto di voto; 5) è partecipato dalla banca in misura pari almeno al 20% del capitale con diritto di voto (1); h-bis) «istituti di moneta elettronica»: le imprese, diverse dalle banche, che emettono moneta elettronica (2); h-ter) «moneta elettronica»: un valore monetario rappresentato da un credito nei confronti dell'emittente che sia memorizzato su un dispositivo elettronico, emesso previa ricezione di fondi di valore non inferiore al valore monetario emesso e accettato come mezzo di pagamento da soggetti diversi dall'emittente (3); h-quater) «partecipazioni»: le azioni, le quote e gli altri strumenti finanziari che attribuiscono diritti amministrativi o comunque i diritti previsti dall'articolo 2351, ultimo comma, del codice civile (4); h-quinquies) (5); h-sexies) «istituti di pagamento»: le imprese, diverse dalle banche e dagli istituti di moneta elettronica, autorizzate a prestare i servizi di (1) Lettera inserita dall art. 1, comma 4, D.Lgs. 4 agosto 1999, n (2) Lettera inserita dall'art. 55, comma 1, lett. a), L. 1 marzo 2002, n. 39 (Legge comunitaria 2001). (3) Lettera inserita dall'art. 55, comma 1, lett. a), L. 1 marzo 2002, n. 39 (Legge comunitaria 2001). (4) Lettera inserita dall'art. 9.1, comma 1, lett. a), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, lett. a), D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (5) Lettera inserita dall'art. 9.1, comma 1, lett. a), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37, e successivamente soppressa dall articolo 1, comma 1, lettera a), D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 21. La lettera soppressa definiva partecipazioni rilevanti le partecipazioni che comportano il controllo della società e le partecipazioni individuate dalla Banca d'italia in conformità alle deliberazioni del CICR, con riguardo alle diverse fattispecie disciplinate, tenendo conto dei diritti di voto e degli altri diritti che consentono di influire sulla società. 22

25 pagamento di cui alla lettera f), n. 4) (1); h-septies) «istituti di pagamento comunitari»: gli istituti di pagamento aventi sede legale e amministrazione centrale in uno stesso Stato comunitario diverso dall Italia (2); h-octies) «succursale di un istituto di pagamento»: una sede che costituisce parte, sprovvista di personalità giuridica, di un istituto di pagamento e che effettua direttamente, in tutto o in parte, l'attività dell istituto di pagamento (3). 3. La Banca d'italia, può ulteriormente qualificare, in conformità delle deliberazioni del CICR, la definizione di stretti legami prevista dal comma 2, lettera h), al fine di evitare situazioni di ostacolo all'effettivo esercizio delle funzioni di vigilanza (4). 3-bis. Se non diversamente disposto, le norme del presente decreto legislativo che fanno riferimento al consiglio di amministrazione, all'organo amministrativo e agli amministratori si applicano anche al consiglio di gestione ed ai suoi componenti (5). 3-ter. Se non diversamente disposto, le norme del presente decreto legislativo che fanno riferimento al collegio sindacale, ai sindaci ed all'organo che svolge la funzione di controllo si applicano anche al consiglio di sorveglianza ed al comitato per il controllo sulla gestione e ai (1) Lettera inserita dall'art. 35, comma 2, D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11. (2) Lettera inserita dall'art. 35, comma 2, D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11. (3) Lettera inserita dall'art. 35, comma 2, D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11. (4) Comma inserito dall art. 1, comma 5, D.Lgs. 4 agosto 1999, n (5) Comma inserito dall'art. 9.1, comma 1, lett. b), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n

26 loro componenti (1). (1) Comma inserito dall'art. 9.1, comma 1, lett. b), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n

27 TITOLO I AUTORITÀ CREDITIZIE TITOLO I AUTORITÀ CREDITIZIE Articolo 2 (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio) 1. Il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio ha l'alta vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio. Esso delibera nelle materie attribuite alla sua competenza dal presente decreto legislativo o da altre leggi. Il CICR è composto dal Ministro dell'economia e delle finanze (1), che lo presiede, dal Ministro del commercio internazionale, dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, dal Ministro dello sviluppo economico, dal Ministro delle infrastrutture, dal Ministro dei trasporti e dal Ministro per le politiche comunitarie. Alle sedute partecipa il Governatore della Banca d'italia (2). 2. Il Presidente può invitare altri Ministri a intervenire a singole riunioni a fini consultivi. Agli stessi fini il Presidente può invitare i Presidenti delle altre Autorità competenti a prendere parte a singole riunioni in cui vengano trattati argomenti, attinenti a materie loro attribuite dalla legge, connessi a profili di stabilità complessiva, trasparenza ed efficienza del sistema finanziario (3). 3. Il CICR è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi membri e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. 4. Il direttore generale del tesoro (4) svolge funzioni di segretario. Il CICR determina le norme concernenti la propria organizzazione e il proprio funzionamento. Per l'esercizio delle proprie funzioni il CICR si avvale della Banca d'italia. (1) Cfr. art. 1, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (2) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 342, e, da ultimo, dall art. 1, comma 1, lett. a), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n (3) Comma così sostituito dall art. 1, comma 1, lett. b), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n (4) Cfr. art. 1 D.Lgs. 6 febbraio 2004, n

28 Articolo 3 (Ministro dell'economia e delle finanze) (1) 1. Il Ministro dell'economia e delle finanze adotta con decreto i provvedimenti di sua competenza previsti dal presente decreto legislativo e ha facoltà di sottoporli preventivamente al CICR. 2. In caso di urgenza il Ministro dell'economia e delle finanze sostituisce il CICR. Dei provvedimenti assunti è data notizia al CICR nella prima riunione successiva, che deve essere convocata entro trenta giorni. Articolo 4 (Banca d'italia) 1. La Banca d'italia, nell'esercizio delle funzioni di vigilanza, formula le proposte per le deliberazioni di competenza del CICR previste nei titoli II e III (2). La Banca d'italia, inoltre, emana regolamenti nei casi previsti dalla legge, impartisce istruzioni e adotta i provvedimenti di carattere particolare di sua competenza. 2. La Banca d'italia determina e rende pubblici previamente i princìpi e i criteri dell'attività di vigilanza. 3. La Banca d'italia, fermi restando i diversi termini fissati da disposizioni di legge, stabilisce i termini per provvedere, individua il responsabile del procedimento, indica i motivi delle decisioni e pubblica i provvedimenti aventi carattere generale. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni della legge 7 agosto 1990, n. 241 (3), intendendosi attribuiti al Governatore della Banca d'italia i poteri per l'adozione degli atti amministrativi generali previsti da dette disposizioni. 4. La Banca d'italia pubblica annualmente una relazione sull'attività di vigilanza. (1) Cfr. art. 1, comma 1, D. Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (2) Periodo così modificato dall art. 1, comma 1, lett. a), D. Lgs. 30 dicembre 2010, n (3) Recante Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi. 26

29 TITOLO I AUTORITÀ CREDITIZIE Articolo 5 (Finalità e destinatari della vigilanza) (1) 1. Le autorità creditizie esercitano i poteri di vigilanza a esse attribuiti dal presente decreto legislativo, avendo riguardo alla sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, alla stabilità complessiva, all'efficienza e alla competitività del sistema finanziario nonché all'osservanza delle disposizioni in materia creditizia. 2. La vigilanza si esercita nei confronti delle banche, dei gruppi bancari, degli intermediari finanziari, degli istituti di moneta elettronica e degli istituti di pagamento (2). 3. Le autorità creditizie esercitano altresì gli altri poteri a esse attribuiti dalla legge. Articolo 6 (Rapporti con il diritto comunitario) 1. Le autorità creditizie esercitano i poteri loro attribuiti in armonia con le disposizioni comunitarie, applicano i regolamenti e le decisioni della Comunità europea e provvedono in merito alle raccomandazioni in materia creditizia e finanziaria. Articolo 7 (Segreto d'ufficio e collaborazione tra autorità) 1. Tutte le notizie, le informazioni e i dati in possesso della Banca d'italia in ragione della sua attività di vigilanza sono coperti da segreto d'ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni, a eccezione del Ministro dell'economia e delle finanze (3), Presidente del CICR. Il segreto non può essere opposto all autorità giudiziaria quando le informazioni richieste siano necessarie per le indagini o i procedimenti relativi a violazioni sanzionate penalmente (4). 2. I dipendenti della Banca d'italia, nell'esercizio delle funzioni di (1) V. anche art. 5, D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, in relazione alla vigilanza esercitata dalla Banca d Italia sugli intermediari del mercato mobiliare. (2) Comma così modificato dall art. 35, comma 3, D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11. (3) Cfr. art. 1, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (4) Comma così sostituito dall art. 2, comma 1, D.Lgs. 4 agosto 1999, n

30 vigilanza, sono pubblici ufficiali e hanno l'obbligo di riferire esclusivamente al Governatore tutte le irregolarità constatate, anche quando assumano la veste di reati. 3. I dipendenti della Banca d'italia sono vincolati dal segreto d'ufficio. 4. Le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici forniscono le informazioni e le altre forme di collaborazione richieste dalla Banca d'italia, in conformità delle leggi disciplinanti i rispettivi ordinamenti. 5. La Banca d Italia, la CONSOB, la COVIP, l ISVAP e l UIC collaborano tra loro, anche mediante scambio di informazioni, al fine di agevolare le rispettive funzioni. Detti organismi non possono reciprocamente opporsi il segreto d ufficio (1). 6. La Banca d Italia collabora, anche mediante scambio di informazioni, con le autorità competenti degli Stati comunitari, al fine di agevolare le rispettive funzioni. Le informazioni ricevute dalla Banca d Italia possono essere trasmesse alle autorità italiane competenti, salvo diniego dell autorità dello Stato comunitario che ha fornito le informazioni (2). 7. Nell'ambito di accordi di cooperazione e di equivalenti obblighi di riservatezza, la Banca d'italia può scambiare informazioni preordinate all esercizio delle funzioni di vigilanza con le autorità competenti degli Stati extracomunitari; le informazioni che la Banca d Italia ha ricevuto da un altro Stato comunitario possono essere comunicate soltanto con l assenso esplicito delle autorità che le hanno fornite (3). 8. La Banca d'italia può scambiare informazioni con autorità amministrative o giudiziarie nell'ambito di procedimenti di liquidazione o di fallimento, in Italia o all'estero, relativi a banche, succursali di banche italiane all'estero o di banche comunitarie o extracomunitarie in Italia, nonché relativi a soggetti inclusi nell'ambito della vigilanza consolidata. Nei rapporti con le autorità extracomunitarie lo scambio di informazioni avviene con le modalità di cui al comma 7 (4). 9. La Banca d'italia può comunicare ai sistemi di garanzia italiani e, a condizione che sia assicurata la riservatezza, a quelli esteri informazioni e (1) Comma così sostituito dall art. 2, comma 2, D.Lgs. 4 agosto 1999, n (2) Comma così sostituito dall art. 2, comma 2, D.Lgs. 4 agosto 1999, n (3) Comma così sostituito dall art. 2, comma 2, D.Lgs. 4 agosto 1999, n (4) Comma così sostituito dall art. 2, comma 2, D.Lgs. 4 agosto 1999, n

31 TITOLO I AUTORITÀ CREDITIZIE dati in suo possesso necessari al funzionamento dei sistemi stessi (1). 9-bis. (abrogato) (2) 10.Nel rispetto delle condizioni previste dalle direttive comunitarie applicabili alle banche, la Banca d Italia scambia informazioni con tutte le altre autorità e soggetti esteri indicati dalle direttive medesime (3). Articolo 8 (Pubblicazione di provvedimenti e di dati statistici) 1. La Banca d'italia pubblica un Bollettino (4) contenente i provvedimenti di carattere generale emanati dalle autorità creditizie nonché altri provvedimenti rilevanti relativi ai soggetti sottoposti a vigilanza. I provvedimenti sono pubblicati entro il secondo mese successivo a quello della loro adozione. 2. Le delibere del CICR e i provvedimenti di carattere generale del Ministro dell'economia e delle finanze (5) emanati ai sensi del presente decreto legislativo sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. I provvedimenti di carattere generale della Banca d'italia sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana quando le disposizioni in essi contenute sono destinate anche a soggetti diversi da quelli sottoposti a vigilanza. 3. La Banca d'italia pubblica elaborazioni e dati statistici relativi ai soggetti sottoposti a vigilanza (6). Articolo 9 (Reclamo al CICR) 1. Contro i provvedimenti adottati dalla Banca d'italia nell'esercizio dei poteri di vigilanza a essa attribuiti dal presente decreto legislativo è (1) Comma così sostituito dall art. 2, comma 2, D.Lgs. 4 agosto 1999, n (2) Comma inserito dall art. 1, D.Lgs. 4 dicembre 1996, n. 659, e soppresso dall art. 2, comma 2, D.Lgs. 4 agosto 1999, n (3) Comma così sostituito prima dall art. 2, comma 2, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 333, e poi dall art. 1, comma 1, lett. a), D.L. 27 dicembre 2006, n. 297, convertito, con modificazioni, dalla L. 23 febbraio 2007, n. 15. (4) Il Bollettino di Vigilanza è pubblicato anche sul sito internet (5) Cfr. art. 1, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (6) Tali pubblicazioni sono reperibili anche sul sito internet 29

32 ammesso reclamo al CICR, da parte di chi vi abbia interesse, nel termine di 30 giorni dalla comunicazione o dalla pubblicazione. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del capo I del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n (1). 2. Il reclamo è deciso dal CICR previa consultazione delle associazioni di categoria dei soggetti sottoposti a vigilanza, nel caso in cui la decisione comporti la risoluzione di questioni di interesse generale per la categoria. 3. Il CICR stabilisce in via generale, con propria deliberazione, le modalità per la consultazione prevista dal comma 2. (1) Il provvedimento concerne la Semplificazione dei procedimenti in materia di ricorsi amministrativi ; il capo I disciplina il Ricorso gerarchico. 30

33 TITOLO II BANCHE TITOLO II BANCHE Capo I Nozione di attività bancaria e di raccolta del risparmio Articolo 10 (Attività bancaria) 1. La raccolta di risparmio tra il pubblico e l'esercizio del credito costituiscono l'attività bancaria. Essa ha carattere d'impresa. 2. L'esercizio dell'attività bancaria è riservato alle banche. 3. Le banche esercitano, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria, secondo la disciplina propria di ciascuna, nonché attività connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attività previste dalla legge. Articolo 11 (Raccolta del risparmio) 1. Ai fini del presente decreto legislativo è raccolta del risparmio l'acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia sotto forma di depositi sia sotto altra forma. 2. La raccolta del risparmio tra il pubblico è vietata ai soggetti diversi dalle banche. 2-bis. Non costituisce raccolta del risparmio tra il pubblico la ricezione di fondi connessa all'emissione di moneta elettronica (1). 2-ter. Non costituisce raccolta del risparmio tra il pubblico la ricezione di fondi da inserire in conti di pagamento utilizzati esclusivamente per la prestazione di servizi di pagamento (2). 3. Il CICR stabilisce limiti e criteri, anche con riguardo all'attività ed alla (1) Comma inserito dall'art. 55, comma 1, lett. b), L. 1 marzo 2002, n. 39 (Legge comunitaria 2001). (2) Comma inserito dall art. 35, comma 4, D.Lgs. 27 gennaio 2010, n

34 forma giuridica del soggetto che acquisisce fondi, in base ai quali non costituisce raccolta del risparmio tra il pubblico quella effettuata presso specifiche categorie individuate in ragione di rapporti societari o di lavoro (1). 4. Il divieto di raccolta del risparmio tra il pubblico non si applica: a) agli Stati comunitari, agli organismi internazionali ai quali aderiscono uno o più Stati comunitari, agli enti pubblici territoriali ai quali la raccolta del risparmio è consentita in base agli ordinamenti nazionali degli Stati comunitari; b) agli Stati extracomunitari ed ai soggetti esteri abilitati da speciali disposizioni del diritto italiano; c) alle società, per la raccolta effettuata ai sensi del codice civile mediante obbligazioni, titoli di debito od altri strumenti finanziari (2); d) alle altre ipotesi di raccolta espressamente consentite dalla legge, nel rispetto del principio di tutela del risparmio (3). 4-bis. Il CICR determina i criteri per l'individuazione degli strumenti finanziari, comunque denominati, la cui emissione costituisce raccolta del risparmio (4). 4-ter. Se non disciplinati dalla legge, il CICR fissa limiti all'emissione e, su proposta formulata dalla Banca d'italia sentita la CONSOB, può determinare durata e taglio degli strumenti finanziari, diversi dalle obbligazioni, utilizzati per la raccolta tra il pubblico (5). 4-quater. Il CICR, a fini di tutela della riserva dell'attività bancaria, stabilisce criteri e limiti, anche in deroga a quanto previsto dal codice civile, per la raccolta effettuata dai soggetti che esercitano nei confronti del pubblico attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma (6). (1) Comma sostituito dall art. 9.2, comma 1, lett. a), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (2) V. anche l art. 58, L. 23 dicembre 1998, n (3) Comma sostituito dall art. 9.2, comma 1, lett. b), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (4) Comma inserito dall art. 64, comma 2, del D.Lgs. 23 luglio 1996, n. 415, modificato dall art. 2 D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 342 e poi sostituito dall art. 9.2, comma 1, lett. c), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (5) Comma inserito dall art. 9.2, comma 1, lett. d), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (6) Comma inserito dall art. 9.2, comma 1, lett. d), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n

35 TITOLO II BANCHE 4-quinquies. A fini di tutela del risparmio, gli investitori professionali, che ai sensi del codice civile rispondono della solvenza della società per le obbligazioni, i titoli di debito e gli altri strumenti finanziari emessi dalla stessa, devono rispettare idonei requisiti patrimoniali stabiliti dalle competenti autorità di vigilanza (1). 5. Nei casi previsti dal comma 4, lettere c) e d), sono comunque precluse la raccolta di fondi a vista ed ogni forma di raccolta collegata all'emissione od alla gestione di mezzi di pagamento a spendibilità generalizzata (2). Articolo 12 (Obbligazioni e titoli di deposito emessi dalle banche) 1. Le banche, in qualunque forma costituite, possono emettere obbligazioni, anche convertibili, nominative o al portatore. 2. Abrogato (3) 3. L'emissione delle obbligazioni non convertibili o convertibili in titoli di altre società è deliberata dall'organo amministrativo; non si applicano gli articoli 2410, 2412, 2413, 2414, primo comma, n. 3, bis, 2415, 2416, 2417, 2418 e 2419 del codice civile (4). 4. Alle obbligazioni convertibili in azioni proprie si applicano le norme del codice civile, eccetto l'articolo 2412 (5). 4-bis. I commi 3 e 4 si applicano anche agli strumenti finanziari assoggettati alla disciplina delle obbligazioni prevista dal codice civile (6). 5. La Banca d'italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, (1) Comma inserito dall art. 9.2, comma 1, lett. d), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (2) Comma sostituito dall art. 64, comma 3, del D.Lgs. 23 luglio 1996, n. 415 e dall art. 2 D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 342 e poi sostituito dall art. 9.2, comma 1, lett. e), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (3) Comma abrogato dall'art. 64, comma 4, lett. a), D.Lgs. 23 luglio 1996, n (4) Comma sostituito dall art. 9.3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (5) Comma così sostituito dall'art. 64, comma 4, lett. b), D.Lgs. 23 luglio 1996, n. 415, e, da ultimo, dall art. 9.3, comma 1, lett. b), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (6) Comma inserito dall art. 9.3, comma 1, lett. c), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n

36 disciplina l'emissione da parte delle banche delle obbligazioni non convertibili o convertibili in titoli di altre società nonché degli strumenti finanziari diversi dalle partecipazioni (1). 6. Le banche possono emettere titoli di deposito nominativi o al portatore. La Banca d'italia, in conformità delle deliberazioni del CICR, può disciplinarne le modalità di emissione. 7. La Banca d'italia disciplina le emissioni da parte delle banche di prestiti subordinati, irredimibili ovvero rimborsabili previa autorizzazione della medesima Banca d'italia. Tali emissioni possono avvenire anche sotto forma di obbligazioni o di titoli di deposito. Capo II Autorizzazione all'attività bancaria, succursali e libera prestazione di servizi Articolo 13 (Albo) 1. La Banca d'italia iscrive in un apposito albo le banche autorizzate in Italia e le succursali delle banche comunitarie stabilite nel territorio della Repubblica. 2. Le banche indicano negli atti e nella corrispondenza l'iscrizione nell'albo. Articolo 14 (Autorizzazione all'attività bancaria) 1. La Banca d'italia autorizza l'attività bancaria quando ricorrano le seguenti condizioni: a) sia adottata la forma di società per azioni o di società cooperativa per azioni a responsabilità limitata; a-bis) la sede legale e la direzione generale siano situate nel territorio della Repubblica (2); (1) Comma così sostituito dall'art. 9.3, comma 1, lett. d), D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, inserito dall'art. 2, comma 1, D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. (2) Lettera inserita dall art. 3, comma 1, D.Lgs. 4 agosto 1999, n

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