LEZIONI di TEORIA MUSICALE

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1 LUCIANO ICARONI LEZIONI di TEORIA USICALE FIGURE USICALI e PAUSE PROLUNGAENTO VALORI TEPI SEPLICI TEPI COPOSTI SISTEA TEPERATO ALTERAZIONI SCALA TONO e SEITONO SCALA DIATONICA SCALA CROATICA INTERVALLI TONALITÀ COPYRIGHT Luciano icaroni 2018

2 Prefazione Questo trattato non è un corso completo di Teoria usicale ma contiene una serie di LEZIONI di approfondimento su alcuni concetti teorici musicali essenziali. Esso nasce dalla necessità di fornire ai miei allievi un supporto didattico valido e strutturato in modo progressivo. Resta sottinteso che il sostegno di un valido docente di musica si rende necessario ai fini delle risoluzioni ai possibili dubbi che potrebbero sorgere nelle fasi di approfondimento di concetti estremamente importanti della Teoria musicale. Senza dubbio, un idoneo materiale didattico, diventa prezioso supporto nella fase di approfondimento e assimilazione dei contenuti degli argomenti trattati. Ho evidenziato in grassetto, facendoli iniziare con le maiuscole, i termini musicali specifici in modo che l alunno acquisisca gradualmente la padronanza per l uso di un linguaggio corretto. Colgo l occasione per ringraziare i miei alunni per la dedizione, l operosità e l interesse che dimostrano verso questa materia vivendo con loro entusiasmanti momenti di aggregazione. Questo trattato è scaricabile sul mio sito alla pagina Composizioni. Buon lavoro. Pescara, 20 settembre L autore

3 Le FIGURE USICALI e le PAUSE Lezione 1 L Arte usicale si serve di diverse Figure usicali. ( per la precisione 9 ) Per Figure usicali si intende il modo in cui vengono disegnate le Note. Diverso è il modo in cui le disegniamo diverse saranno le loro Durate: ¼ ¼ ¼ ¼ (nell esempio mancano 3 Figure usicali: la Breve che dura 8/4, la Semibiscroma che dura 1/64 e la Quintupla che dura 1/128. Sono Figure usicali usate raramente dato che hanno delle Durate troppo lunghe o troppo corte.) Ad ogni Figura usicale è associata una Pausa (silenzio) della stessa Durata: ¼ ¼ ¼ ¼

4 PROLUNGAENTO dei VALORI delle FIGURE USICALI Lezione 2 Le Durate delle Figure usicali possono essere prolungate usando dei segni aggiuntivi: la Legatura di Valore, il Punto di Valore e il Punto Coronato. La Legatura di Valore è una linea curva posta sulla testa di una o più Note che hanno lo stesso nome e la stessa posizione sul Pentagramma. La Legatura di Valore somma la durata delle stesse: 2/4 + 1/4 = 3/4 2/4 + 1/4 + 1/8 = 7/8 1/4 + 1/8 = 3/8 1/4 + 1/8 + 1/16 = 7/16 1/8 + 1/16 = 3/16 Il Punto di Valore è un puntino disegnato alla destra della Nota. Esso prolunga il valore della Nota della sua metà: 2/4 + 1/4 = 3/4 1/4 + 1/8 = 3/8 1/8 + 1/16 = 3/16 Il Punto Coronato è un puntino con sopra un semicerchio posizionato sulla testa o sul gambo della Nota. Prolunga il valore della Nota a piacere dell esecutore: (di solito si usa raddoppiare il valore della Nota su cui è posto)

5 Il TEPO Lezione 3 Il Tempo, anche detto Ritmo, è indicato da una frazione posta all inizio del Pentagramma dopo la Chiave usicale. (a volte è rappresentato da un numero con sotto una Figura usicale o dalla lettera C ) Il Tempo di solito è presente solo all inizio del Brano usicale ma a volte, se il Compositore lo ritiene necessario, anche durante lo svolgimento dello stesso: Come si può vedere dai due esempi nel primo Brano usicale il Tempo è unico, cioè 4/4, mentre nel secondo Brano figurano più Tempi all interno dello stesso. ( 4/4 2/4-3/4 ) ATTENZIONE: quando nel secondo Brano avvengono i cambi di Tempo questi ultimi sono preceduti da una doppia Stanghetta di Battuta da non confondere con la Doppia stanghetta di Battuta che indica la fine Brano. I TEPI SEPLICI e i TEPI COPOSTI Lezione 4 In usica vengono usati diversi Tempi e gli stessi si distinguono in Semplici e Composti. Inoltre se sono formati da 2 Pulsazioni (o Battiti) si dicono Binari; se sono formati da 3 Pulsazioni si dicono Ternari; se sono formati da 4 Pulsazioni si dicono Quaternari; se sono formati da 5 Pulsazioni si dicono Quinari; se sono formati da 7 Pulsazioni si dicono Settenari. I Tempi Semplici più usati sono: Binario Ternario Quaternario Quinario Settenario I Tempi Composti derivano dai Tempi Semplici. Basta moltiplicare i Tempi Semplici per 3/2 e ottenere i relativi Tempi Composti. Di conseguenza i Tempi Composti sono: 2/4 x 3/2 3/4 x 3/2 4/4 x 3/2 5/4 x 3/2 7/4 x 3/2 Binario Ternario Quaternario Quinario Settenario

6 ODALITÀ di SCRITTURA dei TEPI SEPLICI e COPOSTI Lezione 5 Sia i Tempi Semplici che i Tempi Composti possono essere indicati in diversi modi. Come abbiamo visto in precedenza con delle frazioni ma anche nei seguenti modi: Il Tempo Semplice 4/4 può essere indicato con una C maiuscola e detto Tempo Ordinario. SIGNIFICATO dei NUERI che FORANO i TEPI SEPLICI Lezione 6 Nei Tempi Semplici il numeratore indica quante Pulsazioni avremo per ogni Battuta mentre il denominatore indica il Valore di ogni Pulsazione. Quindi se al denominatore figura il 4 (o una Semiminima) ogni Pulsazione avrà la Durata di 1/4. 2 Pulsazioni 3 Pulsazioni 4 Pulsazioni 5 Pulsazioni 7 Pulsazioni La Durata di ogni Pulsazione è 1/4 SIGNIFICATO dei NUERI che FORANO i TEPI COPOSTI Lezione 7 Nei Tempi Composti il numeratore indica in quante parti di uguale Durata è divisa l intera Battuta mentre il denominatore (o una Croma) indica la Durata di ogni parte. Quindi se al denominatore figura l 8 (o una Croma) ogni parte avrà la Durata di 1/8. 6 parti 9 parti 12 parti La Durata di ogni parte è 1/8 15 parti 21 parti La Durata di ogni parte è 1/8

7 E il numero delle Pulsazioni di un qualsiasi Tempo Composto dove è indicato? In effetti non figura un numero che indica quante sono le Pulsazioni di ogni Battuta. Per dedurlo devo tenere presente che i Tempi Composti derivano dai Tempi Semplici (come specificato precedentemente) di conseguenza se il Tempo Composto è 6/8 divido il numeratore per 3 e ottengo il numero delle Pulsazioni quindi 2. Esempio riepilogativo: il Tempo Composto 12/8 è diviso in 12 parti uguali della Durata di 1/8 ognuna ed è formato da 4 Pulsazioni (le ottengo dividendo 12 per 3) e ognuna di esse ha un Valore uguale a 3/8 (1/8+1/8+1/8) che si rappresenta con la Semiminima con un Punto di Valore. (1/4+1/8) DIFFERENZA tra i TEPI SEPLICI e i TEPI COPOSTI Lezione 8 Nei Tempi Semplici in ogni Pulsazione (Semiminima) possono essere disegnate tante Figure usicali che sommate tra di loro danno sempre come risultato il Valore della Semiminima (cioè di una Pulsazione): Nei Tempi Composti ogni Pulsazione non è più rappresentata da una Semiminima ma da una Semiminima con un Punto di Valore. Di conseguenza in ogni Pulsazione ( Semiminima con un Punto di Valore) possono essere disegnate tante Figure usicali che sommate tra di loro danno sempre come risultato il Valore della Semiminima con un Punto di Valore (cioè di una Pulsazione):

8 Il SISTEA TEPERATO e le ALTERAZIONI Lezione 9 IL SISTEA TEPERATO L Arte usicale, come ben sappiamo, si serve di 7 Note principali utili, all inizio degli studi musicali, a poter iniziare a Suonare uno Strumento usicale. Naturalmente bisogna imparare, per prima cosa, a saperle individuare sul Pentagramma assegnando ad ognuna di esse il giusto nome a seconda della Chiave usicale indicata. (per iniziare di solito si usa la Chiave di Violino) a, in realtà, le Note usicali sono 12 come descritte più avanti. La successione di queste 12 Note in senso Ascendente e in senso Discendente viene chiamato Sistema Temperato. Tra 5 delle 7 Note principali ci sono altre 5 Note seguite da due segni che le differenziano. Questi 2 segni si chiamano il Diesis (#) e il Bemolle (b). Il # e il b vengono detti Alterazioni Semplici. ATTENZIONE: nella Scrittura usicale i # e i b precedono sempre la Nota interessata.

9 Vediamo come e dove sono posizionate le Note con i # e i b. In senso Ascendente: DO - Do# RE - Re# I FA - Fa# SOL - Sol# LA - La# SI (DO). Come puoi notare tra il i e il Fa e tra il Si e il Do non ci sono Note con i #. In senso Discendente: (DO) SI - Sib LA - Lab SOL - Solb FA I - ib RE - Reb DO. Come puoi notare tra il Do e il Si e tra il Fa e il i non ci sono Note con i b. Esistono altre Alterazioni oltre al Diesis e al Bemolle. (Bequadro, Doppio Diesis e Doppio Bemolle) Tra queste quella che è bene conoscere subito è il Bequadro che annulla l effetto di tutte le Alterazioni: (riporta la Nota precedentemente alterata allo Stato Naturale) La SCALA Lezione 10 La Scala è la successione delle 7 Note principali consecutive più la ripetizione della prima Nota con cui essa inizia in senso Ascendente, Discendente o in ambedue i sensi. Esempio della Scala di DO: 7 Note principali in senso Ascendente + 1 (Do) ASCENDENTE Restanti 7 Note principali in senso Discendente DISCENDENTE

10 I GRADI DELLA SCALA Lezione 11 Le 7 Note principali consecutive usate per formare una Scala, più la ripetizione della prima Nota con cui inizia la sequenza, a seconda di qual è la loro posizione all interno della Scala prendono il nome di Gradi. Quindi la Scala di DO è formata dai seguenti Gradi: Do=I Grado - Re=II i=iii Fa=IV Sol=V LA=VI - Si=VII Do=VIII. Tale successione è anche detta Ottava: I Grado II Grado III Grado IV Grado V Grado VI Grado VII Grado VIII Grado OTTAVA Ecco come cambia la classificazione dei Gradi a seconda della posizione nelle diverse Scale: Gli stessi Gradi, indipendentemente a quale Scala appartengono, vengono ulteriormente distinti in: I grado:tonica II grado: Sopratonica III grado: ediante (odale o Caratteristica) IV grado: Sottodominante V grado: Dominante VI grado: Sopradominante VII grado: Sensibile. (l VIII Grado è da considerarsi Tonica dato che è la ripetizione del I Grado) (ripetizione del I Grado) Sensibile Sopradominante Dominante Sottodominante ediante Sopratonica Tonica ( ) Quindi posso affermare che nella Scala di Re la Nota Sol è il IV Grado Sottodominante.

11 Il TONO e il SEITONO Lezione 12 Le distanze tra le Note, sia Naturali che Alterate (# e b), si contano attraverso due unità di misura: Il Tono ed il Semitono. Il Tono è una distanza formata da 3 Suoni. Vediamo un esempio: tra il Do e il Re in senso Ascendente ci sono 3 Suoni; il Do, il Do# e il Re. Do Do# Re Quindi dirò che c è una distanza di. Il Semitono è una distanza formata da 2 Suoni. Vediamo un esempio: tra il i e il Fa in senso Ascendente ci sono 2 Suoni; il i e il Fa. i Fa Quindi posso dire che c è una distanza di 1 Semitono. Vediamo un esempio più complesso. Tra il Do e il Sol in senso Ascendente quanti Suoni ci sono? Do Do# Re Re# i Fa Fa# Sol _1 Semitono_ Tra il Do e il Re ci sono 3 Suoni: Do, Do# e Re. Quindi ; tra il Re e il i ci sono 3 Suoni: Re, Re# e i. Quindi ; tra il i e il Fa ci sono 2 Suoni: i e Fa. Quindi 1 Semitono; tra il Fa e il Sol ci sono 3 Suoni: Fa, Fa# e Sol. Quindi. TOTALE: 3 Toni e 1 Semitono o anche 3 Toni e mezzo. Quindi contando sia i Gradi contenuti tra le due Note che i Toni e i Semitoni affermo che: Do - Sol in senso Ascendente è un Intervallo di Quinta (perché formato da 5 Gradi) con 3 Toni e mezzo. Posso ulteriormente specificare che se Do e Sol appartengono alla Scala di Do si distinguono, oltre che come I e V Grado, anche come Tonica e Dominante. Diversamente, appartenendo alla Scala di Re, affermerei che il Do e il Sol sarebbero il VII Sensibile ed il IV Sottodominante.

12 La SCALA DIATONICA Lezione 13 Se una successione di Suoni è formata dalle 7 Note principali consecutive più la ripetizione della prima Nota con cui inizia la sequenza (indipendentemente da quale sia la prima Nota con cui inizia la Scala) a distanze alternate di 5 Toni e 2 Semitoni sia in senso Ascendente, Discendente o in ambedue i sensi, viene detta Scala Diatonica: 7 note principali in senso Ascendente + 1 (Do) Restanti 7 note principali in senso Discendente 1 Semitono 1 Semitono 1 Semitono 1 Semitono La SCALA CROATICA Lezione 14 Se una successione di Suoni è formata dalle 7 Note principali consecutive più la ripetizione della prima Nota con cui inizia la sequenza comprese quelle con i Diesis e i Bemolli, (indipendentemente da quale sia la prima Nota con cui inizia la Scala) a distanze alternate di 12 Semitoni sia in senso Ascendente, Discendente o in ambedue i sensi, viene detta Scala Cromatica: 7 Note principali in senso Ascendente, compresi i Diesis + 1 (Do) Restanti 7 Note in senso Discendente compreso i Bemolli DISTANZE ALTERNATE DI 12 SEITONI IN SENSO ASCENDENTE E DISCENDENTE Nell Arte usicale esistono diverse Scale ma quelle più usate sia nella usica Classica che Leggera o Pop sono di tipo Diatoniche e si distinguono in Scale aggiori e Scale inori. Prima di capire come sono strutturate possiamo affermare che la Scala di tipo aggiore, al suo ascolto, dà una sensazione di allegria o di spensieratezza mentre la Scala di tipo inore, al contrario, dà una sensazione di tristezza o di malinconia. La SCALA AGGIORE Lezione 15 La Scala aggiore (sensazione di allegria) è formata da 8 Suoni consecutivi in senso Ascendente e Discendente, indipendentemente dal Suono con cui inizia, e le Note che la formano sono posizionate ad esatte distanze come di seguito indicate: SCALA di DO AGGIORE (sensazione di allegria) 1 Semitono 1 Semitono 1 Semitono 1 Semitono Vediamo come cambiano le Note se la Scala inizia con la nota Fa: SCALA di FA AGGIORE (sensazione di allegria) 1 Semitono 1 Semitono 1 Semitono 1 Semitono Come puoi notare, costretti a rispettare le distanze indicate nella Scala di Do aggiore, si è dovuto alterare la Nota Si in Si Bemolle. (prova a suonarla senza il Si Bemolle e capirai perché ciò avviene)

13 La SCALA INORE ELODICA Lezione 16 La Scala inore elodica (sensazione di tristezza) è formata da 8 Suoni consecutivi in senso Ascendente e Discendente, indipendentemente dal Suono con cui inizia, e le Note che la formano sono posizionate ad esatte distanze come di seguito indicate: SCALA di DO INORE ELODICA (sensazione di tristezza) 1 Semitono 1 Semitono 1 Semitono 1 Semitono SCALA di FA INORE ELODICA (sensazione di tristezza) Come puoi notare, a differenza della Scala aggiore, in quella di tipo inore le distanze sono posizionate diversamente. Vediamo come: SCALA di DO maggiore Senso Gradi SCALA di FA minore elodica ASCENDENTE Distanza Note Gradi DISCENDENTE Distanza Note I e II Do Re I e II Fa Sol II e III Re i II e III 1 Semitono Sol Lab III e IV 1 Semitono i Fa III e IV Lab Sib IV e V Fa Sol IV e V Sib Do V e VI Sol La V e VI Do Re VI e VII La Si VI e VII Re i VII e VIII 1 Semitono Si Do VII e VIII 1 Semitono i Fa VIII e VII 1 Semitono Do Si VIII e VII Fa ib VII e VI Si La VII e VI ib Reb VI e V La Sol VI e V 1 Semitono Reb Do V e IV Sol Fa V e IV Do Sib IV e III 1 Semitono Fa i IV e III Sib Lab III e II i Re III e II 1 Semitono Lab Sol II e I Re Do II e I Sol Fa Come puoi notare la Scala di tipo aggiore conserva le distanze del senso Ascendente nel senso Discendente mentre nella Scala di tipo inore elodica le distanze del senso Ascendente sono differenti da quelle del senso Discendente. Per completare il discorso sulle Scale devi sapere, come detto in precedenza, che l Arte usicale si serve di numerose Scale. Le più usate, sia nella usica Classica che Leggera, sono: Scala aggiore, Scala inore Naturale, Scala inore elodica e Scala inore Armonica. Lascio a te il compito di documentarti, a titolo informativo, sulle altre Scale antiche e moderne.

14 Le DISTANZE tra LE NOTE o INTERVALLI Lezione 17 La distanza tra due Note, disegnate vicine o lontane nel Pentagramma, viene detta Intervallo: Intervallo Intervallo L Intervallo viene classificato a seconda del numero dei Gradi (o delle Note) principali che lo formano. Nel precedente esempio tra il DO e il RE, in senso Ascendente, ci sono 2 Note principali quindi si dice che è un Intervallo di Seconda mentre tra il Re e il Do successivi, in senso Ascendente, ci sono 7 Note principali quindi si dice che è un Intervallo di Settima. Quadro degli Intervalli fino a quello di Quindicesima: (da 2 a 8 Note si dicono Intervalli Semplici; da 9 Note in poi Intervalli Composti) SEPLICI INTERVALLI di: II III IV V VI VII VIII COPOSTI Etc. INTERVALLI di: IX La TONALITÀ X XI XII XIII XIV XV Lezione 18 Il concetto di Tonalità lo si può spiegare dicendo che le sensazioni di allegria e tristezza che si provano ascoltando un Brano usicale, come per le Scale, sono determinate dalle Note che il Compositore decide di usare. C è da puntualizzare comunque su alcuni fattori fondamentali che caratterizzano il contenuto di un Brano usicale. Essi sono legati a regole teoriche ben precise e che i Brani usicali in questione sono detti elodici cioè ascoltabili incondizionatamente da chiunque, anche senza competenze usicali. Il termine Tonalità deriva da Tonale cioè ascoltabile, elodico. Diversamente, quando il Compositore decide di non rispettare le regole teoriche e Compone, la usica risulta non sempre ascoltabile e capibile da tutti e viene classificata come usica Atonale. Si spiega allora, come ancora oggi, si usa Comporre la maggior parte della usica con il sistema Tonale altrimenti il prodotto finale risulterebbe inascoltabile e di conseguenza per pochi addetti ai lavori. Tieni presente che la usica prodotta attualmente spesso è a fini commerciali di conseguenza non potrebbe essere inascoltabile altrimenti non sarebbe vendibile. Ciò non significa che non esiste un ondo usicale dedito alla ricerca, sperimentazione e innovazione, anzi è una certezza e di cospicua consistenza, solo che il prodotto ottenuto spesso risulta fruibile solo da un pubblico con buona cultura usicale e agli addetti ai lavori.

15 Bene ripartiamo dal termine Tonalità. La Tonalità è determinata dal giusto rapporto ed equilibrio dei Suoni che formano un Brano usicale. Come dire le Note messe al posto giusto. Da ciò si deduce che esistono delle regole Teoriche usicali ben precise da rispettare mentre compongo un Brano di usica quindi rispetto le regole dettate dalla Tonalità. Quando decido di scegliere se il Brano dovrà dare una sensazione di allegria o di tristezza dovrò fare riferimento alle Scale cioè dovrò rispettare le regole che determinano la differenza tra una Scala di tipo aggiore ed una di tipo inore. (consiglio di andare a rivedere le regole sulle Scale) Decidiamo di usare la Tonalità di Fa aggiore quindi dobbiamo sapere quali sono le note che formano questa Scala: Fa Sol La Sib Do Re i Fa. Quel Sib NON andrà scritto all interno del Brano ogni volta che disegnerò un Si ma direttamente all inizio di ogni Pentagramma dopo la Chiave. In questo modo sarà sottinteso che ogni volta che incontrerò un Si disegnato nel Pentagramma dovrò Suonarlo Bemolle a meno che non è preceduto dal segno di Bequadro: La Tonalità di questo Brano è Fa aggiore perché le Note usate appartengono alla Scala di FA aggiore. Sib in Chiave Sib sottintesi Si Bequadro Il Bemolle in questo caso se voglio che il Si torni Bemolle lo devo indicare. Si nota che il Brano inizia e finisce con la Nota FA. Questo perché i Gradi più importanti di una qualsiasi Scala, e di conseguenza di una Tonalità, sono il I (Tonica), il III (ediante) e il V (Dominante). In pratica sono i Gradi che ci danno la sensazione di inizio e di conclusione del Brano. A conferma di ciò prova a Suonare o Cantare il Brano d esempio fermandoti sulla penultima Nota e avrai la sensazione che manca qualcosa, che lo stesso è incompleto. L ordine delle Scale e delle Tonalità è vincolato da un sistema detto Circolo delle Quinte cioè partendo dalla Scala di Do aggiore, che è quella che non contiene Alterazioni e muovendosi in senso Ascendente, sempre a distanza di 5 Gradi e 3 Toni e ezzo, si generano tutte le restanti Scale di tipo aggiore che contengono i Diesis: Scala di Do aggiore (nessuna Alterazione) 5 Gradi e 3 Toni e ezzo = Scala di Sol aggiore. La Scala di Sol aggiore contiene al suo interno 1 Diesis ed esattamente il FA#:

16 Quindi se deciderò di comporre un Brano usicale nella Tonalità di Sol aggiore (senso di Allegria) quel Fa# lo disegnerò all inizio di ogni Pentagramma dopo la Chiave usicale: La Tonalità di questo Brano è Sol aggiore perché le Note usate appartengono alla Scala di SOL aggiore. Fa# in Chiave Fa# sottinteso Ultima Nota Sol (Tonica) I Nota Sol (Tonica) Il CIRCOLO delle QUINTE Lezione 19 5 Gradi e 3 Toni e ezzo in senso ascendente 5 Gradi e 3 Toni e ezzo in senso discendente Do aggiore Fa aggiore 1b Sib Sib Re aggiore 2# Do ib e Fa# ib L ab ib b Re S b ol b Do ib L a b La olb Sib b Si S eb Dob aggiore 7b Dob Reb aggiore 5b R ab ib L Sib br eb S olb Sib ib Lab Reb S o# #D ol# Fa# Do# Sol# Re# Fa# Do #S ol# Re #L a# i# a# #L Re l# Si# So i# o# La# e# #D #R Fa Sol Do# Fa# Lab aggiore 4b Fab FA Solb aggiore 6b La aggiore 3# Fa # Sib Sol aggiore 1# # Sib aggiore 2b ib aggiore 3b Nessuna alterazione i aggiore 4# Si aggiore 5# Fa# aggiore 6# Do# aggiore 7# Tonalità poco usate per l alto numero di Alterazioni Come si nota dallo schema alcune Tonalità sono seguite dal # o dal b. Ciò è dato dal fatto che muovendosi con l esatta distanza di 5 gradi e 3 Toni e mezzo da una posizione ad un altra alcune Tonalità necessitano del segno di Alterazione. Esempio: dal Si se ascendo di 5 Gradi e 3 Toni e mezzo ottengo Fa#.

17 Dal Circolo delle Quinte si ottiene l ordine di scrittura delle Alterazioni in Chiave. Per i Diesis: Fa Do Sol Re La I Si Re aggiore Sol aggiore i aggiore La aggiore Fa# aggiore Si aggiore Do# aggiore Per i Bemolli: Si i La Re Sol Do Fa Sib aggiore Fa aggiore Lab aggiore ib aggiore Solb aggiore Reb aggiore Dob aggiore Ciò determina la regola che le Alterazioni vanno disegnate in Chiave rispettando l ordine. Non posso decidere di usare la Tonalità di ib aggiore senza trascrivere i 3b in Chiave. Ogni Tonalità aggiore o Scala aggiore genera una relativa di tipo inore. Le Tonalità inori o le Scale inori (sia quelle Naturali, elodiche che Armoniche) sono posizionate esattamente alla distanza di 3 Gradi e e mezzo in senso Discendente da quelle aggiori. Esse hanno lo stesso numero di Alterazioni delle Tonalità o Scale aggiori da cui derivano. Esempio: la Tonalità o Scala aggiore di Do genera 3 tipi di relative inori dal nome di La poste a un Intervallo (distanza) di 3 Gradi e e mezzo in senso Discendente: DO aggiore 3 Gradi e e mezzo in senso discendente LA inore elodica LA inore Naturale LA inore Armonica Questo criterio determina il quadro completo delle Scale o Tonalità aggiori e inori: Re aggiore Si inore Sol aggiore i inore i aggiore Do# inore La aggiore Fa# inore Sib aggiore Sol inore Fa aggiore Re inore Fa# aggiore Re# inore Si aggiore Sol# inore Lab aggiore Fa inore ib aggiore Do inore Do# aggiore La# inore Solb aggiore ib inore Reb aggiore Sib inore Dob aggiore Lab inore

18 Il CIRCOLO delle QUINTE completo (Tonalità o Scale aggiori e inori) 5 Gradi e 3 Toni e ezzo in senso discendente Lezione 20 5 Gradi e 3 Toni e ezzo in senso ascendente Do aggiore Fa aggiore 1b re Re aggiore 2# or e i i no e Sol aggiore 1# Si in Do in or re ino ib aggiore 3b So l Re Sib aggiore 2b La inore ino re FA Fa inore Sol # ino ore in Sib in Solb aggiore 6b o in La# ib e or re e or in # Re Reb aggiore 5b i aggiore 4# Do# inore Si aggiore 5# Fa# aggiore 6# re Lab in ore Lab aggiore 4b La aggiore 3# re ino # Do# aggiore 7# Dob aggiore 7b Tonalità poco usate per l alto numero di Alterazioni Per concludere analizziamo un Brano di usica Tonale (elodica): Re# è una Nota che non appartiene alla Tonalità di Sol aggiore segno che sta cambiando la Tonalità in i inore Tonalità Sol aggiore 1# in Chiave (Re# è il VII Grado di i inore relativa di Sol aggiore) Tempo 2/4 Da qui inizia la Tonalità di i inore Cambio Tempo Cambio Tonalità si passa in Re aggiore Do# e Re# sono il VI e il VII Grado di i inore Cambio Tonalità si torna in Sol aggiore Cambio Tempo Il Do torna ad essere naturale

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