Endocitosi & Esocitosi
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- Beatrice Martelli
- 10 anni fa
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1 ESOCITOSI & ENDOCITOSI Endocitosi & Esocitosi Biotecnologie_2011 Nella diffusione (semplice o facilitata) e nel trasporto mediato da carrier, le molecole e gli ioni attraversano la membrana plasmatica. Materiali di maggiori dimensioni, come particelle di cibo, proteine carrier del ferro, lipoproteine, vitamine, o persino cellule intere, debbono poter entrare o uscire dalle cellule. Tale lavoro cellulare richiede un dispendio di energia diretto, come il trasporto attivo. Adattato da: Solomon, Berg and Martin: La Cellula, EdiSES,1999 ESOCITOSI Le cellule espellono prodotti di scarto o particolari prodotti di secrezione mediante la fusione di vescicole con la membrana plasmatica. L esocitosi determina l incorporazione della membrana della vescicola secretoria nella membrana plasmatica. Questo costituisce un meccanismo primario di accrescimento della membrana plasmatica. ENDOCITOSI Nell endocitosi il materiale viene introdotto nella cellula; esistono diversi tipi di endocitosi: Fagocitosi Pinocitosi Endocitosi mediata da recettori 1
2 Endocitosi & Esocitosi ENDOCITOSI PINOCITOSI PINOCITOSI Pinocitosi, TEM (2) 2
3 Pinocitosi, TEM (1) Pinocitosi, STEM Endocitosi FAGOCITOSI Endocitosi & Esocitosi ENDOCITOSI FAGOCITOSI Nella fagocitosi le cellule ingeriscono grandi particelle solide, come batteri o cibo. Questo processo viene utilizzato dai protozoi, dai globuli bianchi e dai macrofagi per ingerire particelle, alcune delle quali hanno le dimensioni di un batterio o sono addirittura cellule intere o frammenti cellulari. Durante l ingestione, si ha il ripiegamento della membrana plasmatica per includere la particella che é venuta a contatto con la superficie cellulare e si forma cosi intorno ad essa un grande sacco membranoso o vacuolo. Quando la membrana ha circondato completamente la particella, questa si fonde nel punto di contatto. Il vacuolo si fonde successivamente con i lisosomi e il materiale ingerito viene così degradato. 3
4 Endocitosi PINOCITOSI Mediante la pinocitosi, la cellula introduce materiale liquido; minuscole gocce di liquido vengono prima intrappolate e poi circondate dalla membrana plasmatica che si stacca nel citoplasma sotto forma di minuscole vescicole. I liquidi contenuti in queste vescicole vengono poi trasferiti lentamente nel citosol. Le vescicole diventano sempre più piccole fino a scomparire. FAGOCITOSI (1) La fagocitosi é una forma specializzata di endocitosi in cui grosse particelle come microrganismi e cellule morte sono ingerite tramite grosse vescicole endocitiche, chiamate fagosomi. Protozoi: forma di nutrizione: grosse particelle assunte nei fagosomi finiscono nei lisosomi e i prodotti dei successivi processi digestivi passano nel citosol per essere utilizzati come cibo. Tuttavia, poche cellule degli organismi multicellulari sono capaci di ingerire in modo efficiente particelle così grandi. Nell intestino degli animali, ad esempio, le particelle di cibo sono demolite fuori dalle cellule e i loro prodotti di idrolisi sono importati nelle cellule. FAGOCITOSI (2) La fagocitosi é importante nella maggior parte degli animali per scopi diversi dalla nutrizione ed é attuata principalmente da cellule specializzate i cosiddetti fagociti professionisti. Nei mammiferi, tre classi di globuli bianchi agiscono da fagociti professionisti macrofagi, neutrofili e cellule dendritiche. Questi cellule si sviluppano tutte da cellule staminali emopoietiche e ci difendono dalle infezioni ingerendo i microorganismi invasori. Imacrofagi hanno anche un ruolo importante nella rimozione di cellule senescenti e di cellule che sono morte per apoptosi. In termini quantitativi, quest ultima funzione è di gran lunga la più importante: per esempio i macrofagi umani fagocitano più di 1011 globuli rossi senescenti ogni giorno. FAGOCITOSI (3) Mentre le vescicole endocitiche coinvolte nella pinocitosi sono piccole e uniformi, i fagosomi hanno diametri che sono determinati dalle dimensioni della particella ingerita e possono essere grandi quasi quanto la stessa cellula fagocitica. I fagosomi si fondono con i lisosomi dentro la cellula e il materiale ingerito viene quindi degradato. Tutte le sostanze indigeribili rimarranno nei lisosomi, formando i corpi residui. 4
5 FAGOCITOSI (4) Per essere fagocitate, le particelle devono prima legarsi alla superficie del fagocita. Tuttavia, non tutte le particelle che si legano verranno ingerite. I fagociti hanno una varietà di recettori specializzati di superficie che sono uniti covalentemente al macchinario fagocitico della cellula. A differenza della pinocitosi, che é un processo costitutivo che avviene continuamente, la fagocitosi é un processo che viene attivato da recettori che trasmettono segnali all interno della cellula e iniziano la risposta. I segnali di attivazione meglio caratterizzati sono gli anticorpi, che ci proteggono legandosi alla superficie di microrganismi infettivi formando un rivestimento in cui la regione di coda di ciascuna molecola anticorpale, chiamata regione Fc, è esposta all esterno. Questo rivestimento di anticorpi è riconosciuto da ricettori dell Fc specifici sulla superficie dei macrofagi e dei neutrofili, il cui attacco induce la cellula fagocitica ad estendere pseudopodi che avvolgono la particella e si fondono alle loro estremità per formare uun fagosoma. FAGOCITOSI (5) Sono state caratterizzate parecchie classi di recettori che promuovono la fagocitosi. Alcuni riconoscono componenti del complemento, che collaborano con gli anticorpi nell etichettare i microbi per la distruzione. Altri riconoscono direttamente oligosaccaridi sulla superficie di certi microrganismi. Altri ancora riconoscono cellule che sono morte per apoptosi. Le cellule apoptotiche perdono la distribuzione asimmetrica dei fosfolipidi nella loro membrana plasmatica. Come conseguenza, la fosfatidilserina carica negativamente, che è normalmente confinata al foglietto citosolico del doppio strato lipidico, è ora esposta all esterno della cellula, dove scatena la fagocitosi della cellula morta. FAGOCITOSI (6) E notevole che i macrofagi in grado di fagocitare una varietà di particelle inanimate come vetro, granuli di latex o fibre di amianto non fagocitino cellule animali vive. Sembra che le cellule animali vive mostrino dei segnali non mangiarmi sotto forma di proteine di superficie che si legano a recettori inibitori sulla superficie dei macrofagi. I ricettori inibitori reclutano tirosina fosfatasi che antagonizzano gli eventi di segnalazione intracellulare necessari per iniziare la fagocitosi, inibendo così localmente il processo fagocitico. Così la fagocitosi, come molti altri processi cellulari, dipende da un equilibrio fra segnali positivi che attivano il processo e segnali negativi che lo inibiscono. Macrofago fagocitando. Fotografia al microscopio elettronico di un macrofago di topo che sta fagocitando due globuli rossi alterati chimicamente. Le frecce rosse indicano i bordi di sottili prolungamenti della membrana cellulare (pseudopodi) del macrofago che si estendono come colletti per inghiottire i globuli rossi. Esempi di cellule fagocitiche: (A) Un ameba che sta inghiottendo un altro protista. (B) Macrofagi ingerendo globuli rossi (colorati con falsi colori). 5
6 Fagocitosi attivata da anticorpi. (A) Un batterio rivestito da anticorpi IgG viene fagocitato efficacemente da un macrofago o da un neutrofilo, che ha sulla superficie cellulare recettori che si legano alla regione della coda (Fc) delle molecole di IgG. Il legame del batterio rivestito da anticorpi a questi recettori per l Fc attiva il processo di fagocitosi. La coda di una molecola di anticorpo é chiamata regione Fc perchè, quando gli anticorpi sono scissi con l enzima proteolitico papaina, i frammenti che contengono la regione della coda cristalizzano rapidamente. Stadi finali dell apoptosi Quando una cellula muore per apoptosi, i macrofagi, un tipo di leucociti, consumano i frammenti cellulari. Endocitosi & Esocitosi ENDOCITOSI MEDIATA DA RECETTORI 4B3 6
7 Tipi di recettori (1) Recettori «housekeeping», di mantenimento: Responsabili dell assunzione di materiali che saranno utilizzati dalla cellula. Esempi più studiati: recettori per la trasferrina (media trasporto del ferro) e per le «low Density Lipoproteins», LDL (mediano il trasporto del colesterolo) Tipi di recettori (2) Recettori di segnale: Responsabili del legame di ligandi extracellulari che portano messaggi che cambiano l attività della cellula. Es di ligandi: Ormoni (es. insulina, glucagone, adrenalina, ecc.) Fattori di crescita o differenziamento (es. EGF, FGF, HGF, VEGF, TGF, ecc). Tipi di recettori (3) L endocitosi dei recettori «housekeeping» è seguita dal trasporto del materiale legato (es. ferro, colesterolo) alla cellula e dal ritorno del recettore sulla superficie cellulare per un ulteriore ciclo di assunzione. L endocitosi dei recettori di segnale è spesso seguita da distruzione del recettore regolazione negativa dei recettori che ha l effetto di ridurre la sensibilità della cellula ad ulteriori stimolazione da parte dell ormone o del fattore di crescita. ENDOCITOSI MEDIATA DA RECETTORI (1) In questo caso, molecole specifiche si combinano con le proteine recettoriali inglobate nella membrana plasmatica della cellula. Una molecola detta ligando si lega in modo specifico ad un recettore. I recettori sono concentrati in fossette rivestite, depressioni della superficie della membrana plasmatica. Ciascuna fossetta è ricoperta da uno strato di proteine, le clatrine, che si trovano appena sotto la membrana plasmatica. Dopo che il ligando si é legato al recettore, la fossetta dà origine per endocitosi ad una vescicola ricoperta. 7
8 ENDOCITOSI MEDIATA DA RECETTORI (2) Il colesterolo ematico viene assorbito dalle cellule animali per endocitosi mediata da recettori. Le lipoproteine a bassa densità ( Low Density Lipoproteins, LDL) costituiscono uno dei carrier primari per il trasporto di colesterolo nel sangue. ENDOCITOSI MEDIATA DA RECETTORI (3) Nelle cellule che sono sempre impegnate nella secrezione, per ciascuna vescicola che si fonde con la membrana plasmatica un quantitativo equivalente di membrana deve ritornare verso l interno della cellula; se ciò non avvenisse, la superficie cellulare continuerebbe ad espandersi, anche se ad un certo punto la crescita della cellula si fermerebbe comunque. Una situazione simile esiste per quelle cellule che utilizzano l endocitosi. Un macrofago, ad esempio, è in grado di ingerire l equivalente di tutta la sua superficie di membrana in 30 minuti, pertanto è necessario sintetizzare un quantitativo equivalente di membrana nuova o riciclata all scopo di mantenere l area superficiale costante. Modello schematico di una lipoproteina a bassa densità ( Low Density Lipoprotein, LDL). La particella di LDL ha un diametro di circa 22 nm (220 Å). 8
9 Trasporto di colesterolo e trigliceridi Il colesterolo e i trigliceridi sono trasportati dai fluidi corporei sotto forma di particelle di lipoproteine. Ogni particella consiste in un core di lipidi idrofobici circondato da un rivestimento di particelle di lipidi più polari e di apoproteine. Le componenti proteiche di questi aggregati macromolecolari svolgono due ruoli: solubilizzano i lipidi idrofobici e contengono segnali di indirizzamento cellulare. Le particelle di lipoproteine sono classificate in ordine crescente di densità: ad esempio chilomicroni, lipoproteine a densità molto bassa ( very low density lipoproteins, VLDL), lipoproteine a bassa densità low density lipoproteins, LDL), lipoproteine ad alta densità ( high density lipoproteins, HDL). Lipoproteine e la via sistemica dei lipidi (1) types of lipoproteins present in the body/ Lipoproteine e la via sistemica dei lipidi (2) Lipoproteine e la via sistemica dei lipidi (3) Chilomicroni: le lipoproteine di maggiori dimensioni (1000 nm) ma di minore densità. Contengono soltanto 1 2% proteina, 85 88% trigliceridi, ~8% fosfolipid, ~3% esteri di colesterolo e ~1% colesterolo. I chilomicroni contengono diversi tipi di apolipoproteine incluso apo AI,II & IV, apo B48, apo CI, II & III, apo E e apo H. Very low density lipoproteins (VLDL): Very low density lipoproteins are the next step down from chylomicrons in terms of size and lipid content. They are approximately nm in size (MW 6 27 million), with a density of ~0.98. They contain 5 12% protein, 50 55% triglycerides, 18 20% phospholipids, 12 15% cholesteryl esters and 8 10% cholesterol. VLDL also contains several types of apolipoproteins including apo B100, apo CI, II & III and apo E. VLDL also obtains apo CII and apo E from plasma HDL. VLDL assembly in the liver involves the early association of lipids with apo B100 mediated by microsomal triglyceride transfer protein while apo B100 is translocated to the lumen of the ER. Lipoprotein lipase also removes triglycerides from VLDL in the same way as from chylomicrons. Intermediate Density Lipoproteins (IDL) Intermediate density lipoproteins are smaller than VLDL (40 nm) and more dense (~1.0). They contain the same apolipoproteins as VLDL. They are composed of 10 12% protein, 24 30% triglycerides, 25 27% phospholipids, 32 35% cholesteryl esters and 8 10% cholesterol. IDLs are derived from triglyceride depletion of VLDL. IDLs can be taken up by the liver for reprocessing, or upon further triglyceride depletion, become LDL. types of lipoproteins present in the body/ science/metabolomics/enzyme explorer/learning center/plasma blood protein/lipoproteinfunction.html 9
10 Lipoproteine e la via sistemica dei lipidi (4) Lipoproteine e la via sistemica dei lipidi (5) Low Density Lipoproteins (LDL) and Lipoprotein(a) Low density lipoproteins are smaller than IDL (26 nm) (MW approximately 3.5 million) and more dense (~1.04). They contain the apolipoprotein apo B100. LDL contains 20 22% protein, 10 15% triglycerides, 20 28% phospholipids, 37 48% cholesteryl esters and 8 10% cholesterol. Lipoprotein(a) is similar in structure to LDL. However, it contains a additional protein, apolipoprotein(a) (apo (a)), covalently bound to apo B. Apo (a) has been found to have a high sequence homology with plasminogen. It contains variable amounts of repeating kringle regions and more than 40 isoforms with a MW range of kd. Its function is thought to be related to triglyceride metabolism and possibly thrombotic and atherogenic pathways. LDL and HDL transport both dietary and endogenous cholesterol in the plasma. LDL is the main transporter of cholesterol and cholesteryl esters and makes up more than half of the total lipoprotein in plasma. LDL is absorbed by the liver and other tissues via receptor mediated endocytosis. The cytoplasmic domain of the LDL receptor facilitates the formation of coated pits; receptor rich regions of the membrane. The ligand binding domain of the receptor recognizes apo B100 on LDL, resulting in the formation of a clathrin coated vesicle. ATP dependent proton pumps lower the ph inside the vesicle resulting dissociation of LDL from its receptor. After loss of the clathrin coat the vesicles fuse with lysozomes, resulting in peptide and cholesteryl ester enzymatic hydrolysis. The LDL receptor can be recycled to the cell membrane. Insulin, tri iodothyronine and dexamethasome have shown to be involved with the regulation of LDL receptor mediated uptake. Lipoproteine e la via sistemica dei lipidi (6) High Density Lipoproteins High density lipoproteins are the smallest of the lipoproteins ( nm) (MW KD) and most dense (~1.12). HDL contains several types of apolipoproteins including apo AI,II & IV, apo CI, II & III, apo D and apo E. HDL contains approximately 55% protein, 3 15% triglycerides, 26 46% phospholipids, 15 30% cholesteryl esters and 2 10% cholesterol. HDL is produced as a protein rich particle in the liver and intestine, and serves as a circulating source of Apo CI & II and Apo E proteins. The HDL protein particle accumulates cholesteryl esters by the esterification of cholesterol by lecithincholesterol acyl transferase (LCAT). LCAT is activated by apo AI on HDL. HDL can acquire cholesterol from cell membranes and can transfer cholesteryl esters to VLDL and LDL via transferase activity in apo D. HDL can return to the liver where cholesterol is removed by reverse cholesterol transport, thus serving as a scavenger to free cholesterol. The liver can then excrete excess cholesterol in the form of bile acids. In a normal fasting individual, HDL concentrations range from g/l. 10
11 Assorbimento delle LDL (1) Chilomicroni, LDL, HDL, VLDL TG: trigliceridi CE: esteri del colesterolo Pochi secondi dopo le vescicole si muovono nel citoplasma, il rivestimento si stacca lasciando libere nel citoplasma delle vescicole non ricoperte dette endosomi. L endosoma di solito forma due vescicole, una contenente i recettori e l altra le particelle LDL. I recettori sono riportati sulla membrana plasmatica dove vengono riciclati. Le altre vescicole si fondono con i lisosomi e il loro contenuto, una volta digerito, viene rilasciato nel citosol. Il riciclaggio dei recettori per le LDL sulla membrana plasmatica mediante vescicole costituisce un problema comune a tutte le cellule che utilizzano meccanismi di endoed esocitosi. Metabolismo del colesterolo (1) Metabolismo del colesterolo (2) Il colesterolo é una molecola idrofobica che non può essere trasportata nel ciclo ematico come molecola libera. Invece é trasportato come un complesso gigantesco detto lipoproteina a bassa densità (Low Density Lipoprotein, LDL). Questa particella contiene una parte centrale di circa molecoled i colesterolo esterificate ad acidi grassi a lunga catena. La parte centrale è circondata da uno strato di fosfolipidi e proteine associate. Il numero di recettori LDL presenti in una data cellula è modulato dalle necessità metaboliche della cellula. Se una cellula sta crescendo attivamente e sintetizza una grande quantità di membrane o produce ormoni steroidei, il numero di recettori aumenta e più particelle LDL sono assunte dal mezzo circostante. Il livello di LDL (o del colesterolo contenuto) nel sangue é strettamente correlato al manifestarsi dell arteriosclerosi, una condizione caratterizzata dal restringimento delle arterie. L occlusione arteriosa é determinata da un processo complesso e poco noto che comprende la formazione di placche che contengono LDL nella parete interna dei vasi. In aggiunta alla riduzione del flusso sanguigno le placche arteriosclerotiche sono punti di formazione di coaguli che possono bloccare completamente il flusso di sangue attraverso il vaso. I coaguli formati nelle arterie coronarie sono la causa principla e dell infarto miocardico. 11
12 Metabolismo del colesterolo (3) Le LDL non sono gli unici agenti trasportatori di colesterolo nel sangue. Le HDL (High Density Lipoproteins) sono fatte in modo simile ma contengono proteine diverse e svolgono un differente ruolo fisiologico nell organismo. Mentre le LDL servono soprattutto a trasportare le molecole di colesterolo dal fegato (organo in cui sono assemblate) alle cellule dell organismo attraverso il circolo sanguigno, le HDL portano il colesterolo nella direzione opposta, dalle cellule dell organismo al fegato, dove sono assunte per endocitosi e secrete come parte della bile. Così come alti livelli di LDL sono associati con un aumentato rischio di malattie cardiache, alti livelli ematici di HDL sono associati con una diminuzione del rischio. L HDL ha questo effetto perché facilita la rimozione del colesterolo, da parte del fegato, dal sangue. Esocitosi & Endocitosi ESOCITOSI Vie regolata e costitutiva di secrezione (1) 12
13 Vie regolata e costitutiva di secrezione (2) Le due vie divergono nella rete trans del Golgi. Molte proteine solubili sono costantemente secrete dalla cellula mediante la via secretoria costitutiva (chiamata anche la via "default, ossia quella che avviene a meno che non vi sia un ordine in contrario). Questa via fornisce inoltre alla membrana plasmatica lipidi e proteine di nuova sintesi. Le cellule secretorie specializzate hanno inoltre una via di secrezione regolata, mediante la quale proteine selezionate nella rete trans del Golgi sono deviate verso vescicole di secrezione, dove le proteine sono concentrate ed immagazzinate finché un segnale extracellulare esterno stimola la loro secrezione. CLASSI DI PROTEINE SECRETORIE DEI VERTEBRATI (1) Tipo di proteina Esempio Sito di sintesi Proteine a secrezione costitutiva Proteine plasmatiche Albumina Fegato (epatociti) Transferrina (trasportatore Fegato dlipoproteine l F ) Fegato, intestino Immunoglobuline Linfociti Proteine della matrice t ll l Collagene Fibronectina Proteoglicani Fibroblasti, altri siti Fibroblasti, fegato Fibroblasti, altri siti CLASSI DI PROTEINE SECRETORIE DEI VERTEBRATI (2) Tipo di proteina Esempio Sito di sintesi Proteine a secrezione regolata Ormoni peptidici Insulina Cellule pancreatiche Glucagone Cellule pancreatiche Endorfine Cellule neurosecretorie Encefaline Cellule neurosecretorie ACTH ( Ad ti t i Lobo anteriore d ll i fi i Enzimi digestivi Tripsina Acini pancreatici Chimotripsina Acini pancreatici Amilasi Acini pancreatici, Ribonucleasi Acini hi pancreatici d l li i Desossiribonucleasi Acini pancreatici Proteine del latte Caseina Ghiandola mammaria Lattalbumina Ghiandola mammaria 13
14 Vie regolata e costitutiva di secrezione (3) Esocitosi SECREZIONE DI MUCO O DI ENZIMI La secrezione regolata di piccole molecole, come ad esempio l istamina, avviene mediante una via simile: Queste molecole sono trasportate attivamente dal citosol verso vescicole preformate. In queste sono spesso ulteriormente complessate a macromolecole specifiche (proteoglicani nel caso dell istamina), in modo tale che possono essere concentrate in concentrazione elevate senza generare una pressone osmotica eccessivamente elevata. Lisosomi con ruoli nella secrezione Linfociti T citotossici (1) In certe cellule, i lisosomi svolgono una funzione secretoria rilasciando i loro contenuti mediante esocitosi: Le cellule T citotossiche (CTL; linfociti) secernono perforina dai lisosomi. Le mast cells (mastociti) secernono alcuni dei diversi mediatori dell infiammazione da lisosomi modificati. I melanociti secernono melanina da lisosomi modificati. L esocitosi di lisosomi fornisce la membrana aggiuntiva necessaria per sigilare rapidamente danni alla membrana plasmatica. 14
15 Linfociti T citotossici (2) Mast cells Figure 24 45Effector cytotoxic T cells killing target cells in culture (A) Electron micrograph showing an effector cytotoxic T cell binding to the target cell. The cytotoxic T cells were obtained from mice immunized with the target cells, which are foreign tumor cells. (B) Electron micrograph showing a cytotoxic T cell and a tumor cell that the T cell has killed. In an animal, as opposed to in a tissue culture dish, the killed target cell would be phagocytosed by neighboring cells long before it disintegrated in the way that it has here. (C) Immunofluorescence micrograph of a T cell and tumor cell after staining with anti tubulin antibodies. Note that the centrosome in the T cell and the microtubules radiating from it are oriented toward the point of cell cell contact with the target cell. Melanociti
16 Sinapsi chimica Esocitosi ciclo delle vescicole sinaptiche (1) Una sottile regione la fessura sinaptica separa la membrana plasmatica delle cellule pre- e post-sinaptiche. La trasmissione degli impulsi nervosi richiede il rilascio di un neurotrasmettitore (cerchi rossi) dalla cellula presinaptica, la sua diffusione attraverso la ferssura sinaptica, e il suo legame da parte di recettori specializzati presenti sulla membrana plasmatica della cellula post-sinaptica (un altra cellula nervosa oppure una cellula muscolare) Esocitosi ciclo delle vescicole sinaptiche (2) 1. La via delle vescicole sinaptiche nel terminale nervoso è suddiviso in 9 stadi: 2. Le vescicole sinaptiche vuote catturano i neurotrasmettitori mediante trasporto attivo verso il loro lume usando un gradiente elettrochimico che è stabilito mediante lattività di una pompa. 3. Le vescicole sinaptiche piene sono traslocate verso la zona attiva, il bottone sinaptico dell assone (lungo rotaie costituite principalmente da microtubuli). 4. Le vescicole sinaptiche si collegano soltanto alla zona attiva della membrana plasmatica della cellula pre sinaptica, e a nessun altra zona della membrana,in una reazione di indirizzamento ( targetting ): docking (ancoraggio). 5. Le vescicole sinaptiche sono predisposte alla fusione ( primed ) in modo tale da potere rispondere rapidamente ad un segnale di Ca 2+ in un secondo momento. Probabilmente il priming è una reazione complessa, con diversi componenti, che può essere ulteriormente suddivisa in passi molttipli. 6. L influsso di Ca2+ mediante canali a controllo di voltaggio scatena il rilascio del neurotrasmettitore in meno di 1 msec. Il Ca2+ stimola il completamento di una reazione di parziale fusione iniziata nel periodo di priming. 7. Le vescole sinaptiche vuote sono rivestite di clatrina e proteine associate in preparazione per l endocitosi. Il Ca2+ può essere coinvolto in questo processo. 8. Le vescicole sinptiche vuote perdono il loro rivestimento di clatrina, si acidificano mediante l attività di una pompa protonica e ritraslocano verso la parte posteriore del bottone sinaptico. 9. Le vescicole sinaptiche si fondono con degli endosomi precoci come parte di un compartimento di smistamento per eliminare proteine invecchiate o male smistate. 10. Delle vescicole sinaptiche sono generate ex novo dalla gemmazione degli endosomi. Nonostante alcune vescicole sinaptiche possano essere riciclate mediante endosomi (passi 8 e 9), è probabile che l intermediario endosomiale non sia obbligatorio per il riciclaggio e che le vesciole sinptiche possano andare direttamente dal passo 7 al passo 1. 16
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