Variante al PRG parte strutturale
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- Isabella Linda Randazzo
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1 Settore Governo e Sviluppo del Territorio e dell Economia Settore Servizi Sociali, Culturali e Sportivi alla Persona U.O Urbanistica - U.O Ambiente e protezione civile - U.O Servizi Sportivi e Aree Verdi Variante al PRG parte strutturale ASPETTI GEOLOGICI, SISMICI ED IDRAULICI Perugia, gennaio 2013 Geologo Dott. ssa Guendalina Antonini
2 INDICE PREMESSA... 3 PIANO REGOLATORE GENERALE E VINCOLI... 3 STUDI GEOLOGICI E PIANO REGOLATORE GENERALE VIGENTE... 4 CARATTERISTICHE GEOMORFOLOGICHE ASPETTI IDRAULICI CARATTERISTICHE GEOLOGICO STRATIGRAFICHE CARATTERISTICHE IDROGEOLOGICHE CARATTERISTICHE GEOTECNICHE CARATTERISTICHE SISMICHE CARTA DI MICROZONAZIONE SISMICA DI LIVELLO CONCLUSIONI
3 Premessa F La presente relazione è stata prodotta al fine di verificare la fattibilità geologica di un progetto ristrutturazione di una struttura che comporta una variante al PRG attraverso il cambio di destinazione d uso di un fabbricato rurale sito in un contesto agricolo adibito già in parte a a clinica veterinaria di pertinenza del canile municipale di Collestrada. La definizione della fattibilità geologica del progetto in variante al PRG, articolata nell esame delle caratteristiche morfologiche, litostratigrafiche ed idrogeologiche della zona, fa riferimento agli studi e delle indagini pregresse condotte nella medesima area a breve distanza dal sito oggetto di variante. In particolare, le informazioni di carattere geologico sono state estrapolate da indagini effettuate in passato per l ampliamento del cimitero di Collestrada e dagli studi di microzonazione sismica di livello 1, redatti dalla Regione dell Umbria per l intero territorio comunale. Tale studio consente di attribuire al sito specifico la suscettibilità sismica locale. La variante, che regolarizza di fatto l utilizzo veterinario già in atto di uno dei fabbricati, riguarda una porzione di territorio comprendente la particella 27 del foglio n 293, di proprietà del Comune di Perugia. Il progetto di miglioramento e riqualificazione del luogo E adibito a Sezione Sanitaria a servizio del B canile pubblico di Collestrada, non prevede particolari stravolgimenti sull esistente; E A in particolare, TB E A viene proposta la ristrutturazione dell annesso per una diversa distribuzione interna del fabbricato Ba al fine di consentire agli animali malati le necessarie cure veterinarie Ba e l inserimento di recinzioni all aperto per l alloggiamento di cani. Ba E A R Ba Piano Regolatore Generale e Vincoli La variante al PRG prevede un cambio di destinazione d uso da fabbricato posto in B E B ambito di agricolo di pregio E A a R Sg* zone B E B per servizi generali con la relativa R norma di riferimento che fa capo all art. 103 del TUNA. E A Dal punto di vista paesaggistico, il sito si Ba localizza Ponteall interno della Unità di Paesaggio E A R #(UdP) S. 8S, Giovanni così come definito dall art. 4 del TUNA del vigente Piano Regolatore Generale. In particolare, per la UdP 8S Colline in sinistra del fiume Tevere la relazione generale di PRG riporta quanto segue: F # F F E la più piccola Udp del contesto Sud del R territorio comunale ed è caratterizzata da rilievi collinari arrotondati e con versanti dolci, condizioni queste E che favoriscono l utilizzo agricolo dei terreni. A E A Le valli trasversali, ad andamento stretto e sinuoso, disegnano un paesaggio di elevata qualità formale. Nell insieme l area si presenta omogenea e rappresenta uno dei migliori esempi di bel paesaggio collinare, in ciò rafforzato dalla presenza di filari e macchie di querce utilizzate quali segni di architettura del paesaggio e dalla varietà di situazioni paesaggistiche. La forma di coltivazione dominante, che struttura l immagine paesaggistica, è data dai seminativi, che, con 582 ettari, rappresentano ben il 65% della superficie totale. F Ba - Fd F E A R - Fd AIPAS Sg* E A SV.149 E A 3 E A SV.150 R Colles
4 Di rara bellezza appaiono la vegetazione lungo il corso del Rio del Bosco e le macchie di campo. La definizione di tale ambito paesaggistico include anche il versante a margine della zona sud-est della valle del Tevere, ove la predominanza del seminativo semplice e dell immagine di agricoltura industriale è sicuramente più forte. La collina di Montescosso, che ha versanti maggiormente acclivi, in ragione della natura del substrato geologico, presenta un immagine segnata dalla presenza di oliveti e di terreni incolti e dall essere a ridosso di un vasto contesto urbano. Tale ultima caratteristica ha anche prodotto una maggiore presenza di abitazioni. La Btc media (2,08 Mcal/m2/anno) è tra le più alte del contesto Sud a riprova di un sistema ambientale che, per quanto fortemente interessato dalla presenza dell uomo (l Hu è uguale al 78%), possiede ancora una buona riserva di energia semi naturale. Il valore dell habitat standard, calcolato in 245 m2 per abitante, conferma che l apparato protettivo è sufficiente e non necessita di interventi specifici di miglioramento. Gli altri indicatori ambientali non mettono in risalto particolari situazioni di degrado: resta ancora parzialmente irrisolto il problema della raccolta e della depurazione dei reflui civili. Stralcio carta delle unità di paesaggio 4
5 STUDI GEOLOGICI E PIANO REGOLATORE GENERALE VIGENTE Gli studi, a carattere geologico relativi allo strumento urbanistico generale (PRG), approvato con D.C.C n 83 del 24/06/2002, sono stati svolti negli anni 90 attraverso analisi specialistiche finalizzate alla valutazione delle diverse componenti ambientali. Sulla base di quanto stabilito dalla normativa in materia di pianificazione territoriale, i risultati degli studi geologici hanno definito i limiti di compatibilità e di sviluppo in funzione delle caratteristiche geomorfologiche, idrogeologiche ed idrauliche, disciplinando l uso del territorio attraverso delle norme. In occasione della redazione del PRG2002 sono state redatte una serie di cartografie tematiche: geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche e geotecniche, che hanno condotto alla stesura di una carta finale denominata carta dello zoning geologico tecnico; le cartografie tematiche sono state realizzate in tempi diversi ed a scala diversa (1:25:000 e 1:10.000). Lo zoning rappresenta l elaborato di sintesi che ha consentito di suddividere il territorio in classi di potenziale d uso. Gli elaborati cartografici allegati al Piano sono il frutto di una serie di studi che si sono via via approfonditi negli anni consentendo continui aggiornamenti sugli aspetti geologici e geomorfologici del territorio anche a seguito della pubblicazione della carta inventario dei movimenti franosi dell Umbria, realizzata dal CNR-IRPI di Perugia. Cartografia geologica di regolatore generale Al fine di comprendere lo stato delle conoscenze sugli aspetti geologici del territorio comunale, di seguito viene presentata la legenda della cartografia tematica realizzata in occasione della redazione del PRG2002. La cartografia tematica, allegata al Piano è stata estrapolata da un precedente studio in scala 1:25 000, che copriva l intero territorio comunale; successivamente ad una scala di maggior dettaglio, (1:10 000) sono stati prodotti i seguenti tematismi per le aree oggetto di nuove previsioni urbaniste: - Geologia e litologia - Geomorfologia - Idrogeologia e idrologia - Comportamento fisico-meccanico - Microzonazione sismica Cartografia in scala 1: Gli elaborati cartografici in scala 1: allegati al PRG, sono stati redatti in occasione del Piano Urbanistico Comprensoriale nel 1988 e la cartografia a suo tempo elaborata rappresenta una prima valutazione degli aspetti territoriali del Comune di Perugia. Gli studi di carattere geologico, condotti secondo gli standard tecnico - scientifici ufficiali, sono stati realizzati attraverso approfondimenti della cartografia geologica ufficiale in scala 1: (Servizio Geologico D Italia) ed integrati con analisi fotointerpretative coadiuvate da un rilevamento 5
6 geologico di campagna. Il rapporto illustrativo comprende anche un analisi sulla geologia ambientale (cave, discariche, pozzi). Cartografia in scala 1: Le carte realizzate in scala 1: sono il risultato di indagini di dettaglio; rappresentano il frutto dell elaborazione della cartografia a scala 1: approfondita sulla base di studi e pubblicazioni ufficiali più recenti. I dati relativi a ciascun tematismo, sono stati trasferiti sul supporto cartaceo rappresentato dall ortofotocarta, in quanto l unica disponibile al momento degli studi di PRG e la sola esistente in grado di coprire l intero territorio Comunale. Carta geologica La carta riporta i principali litotipi presenti in affioramento, la loro giacitura e le principali strutture tettoniche; in particolare, le varie formazioni affioranti vengono classificate sulla base della caratterizzazione litologica in 10 classi che ragionevolmente rappresentano e caratterizzano il territorio dal punto di vista geologico. Nella cartografia geologica sono stati anche riportati alcuni elementi di idrogeologia per la definizione della permeabilità derivata; solo per la pianura del fiume Tevere sono riportate le informazioni relative ai pozzi e l andamento della falda freatica, attraverso la rappresentazione delle isofreatiche. La carta, così strutturata, rappresenta un primo studio di sintesi tra due tematismi che definiscono, al tempo stesso, le condizioni litologiche ed il comportamento idrogeologico del sottosuolo. Carta idrogeologica La realizzazione della carta idrogeologica, sulla base di indagini puntuali, ha permesso di acquisire importanti informazioni sulle modalità di accumulo e di circolazione idrica sia superficiale che sotterranea nonché di approfondire le conoscenze sul grado di permeabilità dei diversi litotipi. Gli studi hanno anche riguardato la rilevazione dei punti di prelievo delle falde sotterranee (pozzi pubblici e privati) e l individuazione delle aree di ricarica delle principali risorse idriche destinate al consumo umano. Carta geomorfologica La carta illustra le forme ed i processi morfologici operati dalle acque sia diffuse che incanalate, i processi gravitativi, quelli di origine carsica e le forme del modellato superficiale legate ai processi antropici. I dati riportati in cartografia si riferiscono non solo alla bibliografia, all analisi fotointerpretativa, ma anche alle informazioni reperite direttamente dai sopralluoghi ed a seguito di segnalazioni di pronto intervento pervenute negli anni. Per meglio comprendere la genesi e le cause dei processi morfologici individuati, i dati relativi alla carta geomorfologica sono stati sovrapposti a quella litologica; come nel caso della cartografia precedente, si tratta di una prima sintesi utile alla definizione ed alla redazione della carta dello zoning. 6
7 Carta del comportamento geomeccanico Si tratta di un elaborato di fondamentale importanza per la definizione dei caratteri geotecnici dei terreni e, unitamente alle precedenti cartografie (geologica- idrogeologica e litologica - morfologica), rappresenta uno strumento di base per la redazione della carta di sintesi (zoning). La carta del comportamento fisico - meccanico dei terreni è stata realizzata attraverso l incrocio dei parametri fisico meccanici delle varie unità litostratigrafiche; la procedura utilizzata è rappresentata da una matrice di base, alla quale si associano alcuni elementi di microzonazione sismica. Per la sua definizione, sono state valutate: - le caratteristiche geotecniche dei diversi complessi clastici e delle formazioni rocciose; - i parametri indici e fisici come il contenuto d acqua, lo stato di consistenza e compattezza dei terreni, cementazione, grado di fratturazione ed alterazione ecc... Non mancano dati relativi agli indici di resistenza al taglio e misure di resistenza estrapolate da prove penetrometriche realizzate in sito. Cartografia di sintesi Carta dello zoning geologico-tecnico Si tratta di uno strumento di estrema importanza ai fini delle scelte di pianificazione territoriale; consente di dare informazioni sintetiche sulle caratteristiche litologiche, morfologiche, geotecniche e di risposta sismica attraverso la suddivisione del territorio in classi di potenziale d uso. Nel contesto del territorio comunale sono state identificate numerose situazioni che, per le specifiche condizioni geologiche, possono dare luogo a significativi incrementi della fase sismica e dare origine a fenomeni di instabilità locale. La carta dello zoning del PRG 2002 fa riferimento infatti alla presenza di terreni liquefacibili, a morfologie particolari, a coltri di terreni rimaneggiati (colluvioni e riporti) a terreni direttamente interessati dalla falda ecc. Una prima suddivisione è stata fondata sulla natura e costituzione dei litotipi affioranti; sono state infatti distinte le rocce litiche, dai terreni clastici. Le rocce litiche sono state a sua volta suddivise in gruppi in funzione dell acclività, della giacitura degli strati del grado di fratturazione e dell eventuale presenza di faglie. Quelle clastiche, affioranti soprattutto nelle aree collinari, sono state suddivise sulla base della pendenza, sulla presenza o meno di fenomeni di dissesto ecc La carta, così redatta, evidenzia ambiti omogenei per caratteristiche e problemi di carattere geologico tecnico; sulla base di tale zonazione il territorio viene classificato in 9 classi principali identificando prioritariamente: Aree stabili rappresentate dalle zone in cui la pendenza è inferiore a 20 ed il substrato roccioso è affiorante o dove le coperture, rappresentate dal fluvio lacustre o/e dall eluvio colluviale, non presentano segni di instabilità. 7
8 Aree potenzialmente stabili con possibili incrementi della fase sismica rappresentate da rocce affioranti modesta copertura detritica, terreni a comportamento geomeccanico differenziato e presenza di una falda idrica superficiale. Aree instabili, ad alto rischio geologico. In questa classe si rinvengono fenomeni di dissesto accertati o presunti e fenomeni legati a dissoluzione chimica. I rischi che vengono presi in considerazione sono principalmente legati al fenomeno dei dissesti idrogeologici e all alluvionamento per esondazione da parte di corsi d acqua. Per quanto riguarda la normativa di riferimento in materia di costruzioni in zone sismiche, si ricorda che al momento della redazione del PRG vigeva il D.M 11/03/88; attualmente vanno applicate le nuove norme tecniche NTC08 concernenti i criteri per le indagini geognostiche e geofisiche (D.M 14/01/08). La fase sismica che, a partire dal settembre del 1997, ha interessato il territorio dell Umbria e delle Marche ha riproposto l esigenza di sviluppare una corretta attività di studio tesa alla identificazione delle aree a pericolosità e suscettibilità sismica. Con la D.G.R 852/03 (Approvazione classificazione sismica del territorio regionale dell Umbria), il Comune di Perugia è stato dichiarato zona 2. Come previsto dalla normativa regionale (D.G.R. 377/2010) in materia di criteri di microzonazione sismica, si è provveduto alla valutazione delle possibili amplificazioni o instabilità dinamica locale in funzione della specificità delle situazioni geologiche e geomorfologiche locali. Nel contesto del territorio comunale, il PRG identifica numerose situazioni che, per le specifiche condizioni geologiche, possono dar luogo a significativi incrementi della fase sismica e/o dare origine a possibili fenomeni di instabilità locale. Tali situazioni si verificano in presenza di terreni liquefacibili, in condizioni di morfologie particolari, in presenza di coltri rimaneggiate dotate di scarsa capacità di resistenza al taglio o interessati direttamente da una falda idrica superficiale RECENTI STUDI GEOLOGICI IN CORSO DI ADEGUAMENTO AL PTCP A distanza di anni, a seguito delle nuove normative in tema geologico-ambientale, si è proceduto ad aggiornare la cartografia dei vincoli, in tema geologico, del PRG vigente. Per la presente variante, sono state, infatti, consultate le recenti cartografie del PAI, dall IFFI, le norme ambientali (D.Lgs 152/06 e s.m.i) e le nuove indagini ed elaborazioni di microzonazione sismica redatte dalla Regione Umbra. Quest ultima cartografia è finalizzata alla valutazione della suscettibilità dei terreni di amplificare a seguito di un evento sismico. La cartografia dello zoning geologico, idrogeologico ed idraulico indispensabile per la definizione della fattibilità geologica rappresenta, infatti, la carta di sintesi derivata dai vari tematismi di base; 8
9 attraverso la sovrapposizione dei diversi temi è stato, infatti, possibile suddividere il territorio in zone ad alta, media e bassa pericolosità geologica e quindi a diverso grado di edificabilità. Le cartografie tematiche di base sono state realizzate in GIS in scala 1:10.000; da queste è stata prodotta la seguente cartografia dello zoning geologico tecnico: - carta geologica - carta di microzonazione sismica di livello 1, - carta geomorfologica dell inventario dei movimenti franosi, - carta della propensione al dissesto, - carta della pericolosità e del rischio idraulico, - carta di vulnerabilità degli acquiferi all inquinamento. In sintesi la cartografia dello zoning identifica 3 principali aree a diverso grado di pericolosità e conseguentemente di rischio in caso di presenta di elementi antropici: - aree ad elevata pericolosità geologica per la quale l edificabilità è fortemente condizionata - aree a media pericolosità geologica per la quale l edificabilità è condizionata. - aree a bassa pericolosità geologica per la quale l edificabilità limitatamente condizionata a) Nelle aree ad elevata pericolosità, con edificabilità fortemente condizionata, fanno parte le zone individuate dal P.A.I, dell Autorità di Bacino del Tevere, come le frane attive e quiescenti, le frane dell evento neve del Sono stati anche inseriti i dissesti della carta dello zoning del PRG 2002 (zone 8) e le frane indicate nel Progetto I.F.F.I. (Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia). Dalla carta geologica regionale sono state estrapolate le frane attive e quiescenti. Sempre in tema di dissesto idrogeologico legato ai movimenti franosi, questa classe comprende anche le aree ammesse a consolidamento normate dall art. 61 del D.P.R. 380/01 ex art. 2 delle L.64/74 (Monteluce, S.Francesco al Prato e Fontivegge) e le aree a rischio di frana R3 del PAI (Valcastagno, S.Proto e Monteverde). Rientrano in questa classe le aree con vulnerabilità all inquinamento degli acquiferi da estremamente elevata ad elevata (art. 15.5a del PTCP), le aree esondabili ricadenti in fascia A e/o in area a rischio R4 del reticolo principale (fiume Tevere), di quello secondario e marginale. Rientrano in questa classe anche i movimenti franosi attivi e quiescenti delle microzone 1 e 2 della carta di livello 1 di microzonazione sismica e le aree in cui terreni sono ritenuti particolarmente scadenti dal punto di vista geotecnico; tale categoria è stata estrapolata dalla carta di microzonazione sismica e rappresenta la microzona 4. b) Nelle aree a media pericolosità, con edificabilità condizionata, ricadono le zone classificate dall IFFI e dal PAI dell Autorità di Bacino del Fiume Tevere come le frane incerte, le zone a rischio idraulico R3, le aree esondabili ricadenti in fascia B del reticolo principale e secondario, nonché le fasce a moderato rischio di alluvionamento definite durante gli studi del PRG Per il moderato rischio di alluvionamento, le norme del TUNA già rende obbligatorie le verifiche idrauliche per portate al colmo con TR 200 anni, come riportato dalle norme del PAI. 9
10 Rientrano anche le fasce B degli studi idraulici del reticolo minore e marginale, eseguito appositamente dal Comune di Perugia, e le zone a rischio idraulico di alcuni laghetti collinari. Per questi la mappatura delle aree a pericolosità idraulica è stata eseguita solo per i bacini più grandi. Per quanto riguarda le aree con vulnerabilità all inquinamento degli acquiferi, sono riportate in questa classe le aree non classificate dal PTCP, per le quali un apposito studio ha caratterizzato una vulnerabilità da alta a media. Tali ambiti sono regolamentati dall art b del PTCP. Infine, sono state anche inserite le aree potenzialmente franose o esposte a rischio di frana relative alle microzone 3, della carta di livello 1 di microzonazione sismica. c) Nelle aree a bassa pericolosità, con edificabilità limitatamente condizionata rientrano le frane relitte della carta inventario dei movimenti franosi e tutte le aree esondabili, ricadenti in fascia C e a rischio idraulico R2, del reticolo principale e secondario del PAI dell Autorità di Bacino del Fiume Tevere. Per quanto riguarda la vulnerabilità degli acquiferi, sono riportate le aree aree caratterizzate da bassa permeabilità e con vulnerabilità all inquinamento bassa e molto bassa. Per gli aspetti paesaggistico ambientali, con D.C.C n 10 del 30/01/12 sono state adottate, in adeguamento al PTCP, le seguenti cartografie di vincolo 1. vincoli paesaggistici 10
11 2. vincoli Ambientali 3. vincoli Naturalistico-Ambientali 11
12 Infine, sono in via di istruttoria tecnica da parte della Provincia di Perugia, tutti gli elaborati di carattere geologico relativi all adeguamento all art. 15 del PTCP comprensivi della cartografia di sintesi. Di seguito si riporta uno stralcio della cartografia di sintesi dello zoning geologico tecnico. Dalla cartografia si evince che la zona ricade esclusivamente in un area non classificata dal punto di vista della Vulnerabilità degli acquiferi all inquinamento. Sulla base la situazione litostratigrafica e idrogeologica locale, nonché dagli studi effettuati, si è attribuita una vulnerabilità da alta a media per la quale valgono le prescrizioni previste all art. 15.5b del PTCP. 12
13 CARATTERISTICHE GEOMORFOLOGICHE La zona oggetto d indagine è situata nella parte più occidentale del Comune di Perugia, in prossimità di un crinale collinare a Ovest Sud Ovest del nucleo storico di Collestrada, alla quota di 220 metri s.l.m. La variante in oggetto non prevede alcuna modifica morfologica del sito; infatti, non sono previsti movimenti terra né alterazioni sull attuale topografia locale. L attuale area in cui insiste la struttura si trova lungo la strada Comunale di Collestrada su di un pendio esposto a Nord Ovest caratterizzato da pendenze medie del versante attorno ai 18-20%. La conformazione topografica locale unitamente alla costituzione geologica ed idrogeologica dei terreni affioranti, conferiscono al versante una generale stabilità segnata però da alcuni locali dissesti ( movimenti franosi) superficiali di tipo stagionale. Tali dissesti sono legati alla presenza in superficie di una coltre clastica eluvio colluviale alterata che, in occasione di piogge intense, è soggetta a lento movimento lungo il pendio a causa della saturazione dei coltre superficiale. I movimenti franosi presenti si verificano anche a causa non solo delle mediocri caratteristiche geomeccaniche proprie dei terreni affioranti, ma anche dalla scarsa corretta regimazione superficiale delle acque lungo il pendio. movimento franoso attivo movimento franoso quiescente movimento franoso incerto traccia reticolo idrografico locale La cartografia del PAI e dell IFFI (carta inventario dei movimenti franosi) relativa alla pericolosità di frana, riporta lungo il versante Nord Ovest alcune forme di dissesto a diverso stato di attività (attive, quiescenti ed incerte); tali dissesti non interessano comunque il sito oggetto di variante. Da un sopralluogo effettuato nell area in oggetto non sono stati comunque riscontrati segni di fenomeni gravitativi in atto né presunti. 13
14 ASPETTI IDRAULICI Il deflusso delle acque meteoriche è garantito dal sistema drenate superficiale rappresentato da un reticolo idrografico poco sviluppato e dalle sistemazioni agrarie locali nonché dalle canalizzazioni antropiche presenti soprattutto lungo la viabilità principale presente sul basso versante. In particolare, immediatamente ad Ovest del canile, è presente un fosso che drena le acque superficiali in direzione della sottostante area industriale e commerciale. Al fine di non generare squilibri nella circolazione superficiale delle acque sia in corrispondenza della struttura, sia a valle, lo smaltimento di quelle bianche sarà garantito dal sistema drenate rappresentato dal reticolo idrografico superficiale e dalle sistemazioni agrarie locali e canalizzazioni antropiche. Le acque bianche verranno opportunamente regimate ed allontanate in corrispondenza del fossetto naturale (reticolo idrografico locale) posto a lato del sito oggetto di variante. Data la posizione morfologica dell area, si escludono fenomeni di alluvionamento ad opera di corsi d acqua primari e secondari; le carte di pericolosità idraulica del PAI (fasce di pericolosità idraulica) non identificano alcuna condizione di rischio idraulico. Il fossetto marginale presente ad Ovest della struttura opera una azione prevalente di lieve erosione e non da luogo a fenomeni di alluvionamento. CARATTERISTICHE GEOLOGICO STRATIGRAFICHE Al fine di valutare la fattibilità geologica del progetto in variante al PRG ed in particolare la situazione idrogeologica e sismica del sito in oggetto, è stata raccolta tutta la documentazione pregressa sulle caratteristiche geomorfologiche, idrogeologiche e geologiche locali mediante il censimento dei dati a disposizione dell Amministrazione ed un attento rilevamento in campagna. Per il cambio di destinazione d uso del area di proprietà comunale, adibita già allo stato attuale come ricovero veterinario del canile municipale, sono stati recuperati i dati relativi ad indagini realizzate in passato per l ampliamento del vicino cimitero i Collestrada. In particolare sono disponibili n 3 sondaggi a carotaggio continuo profondi 15 metri con prelievo di campioni di terreno indisturbato e tre prove di taglio diretto per la valutazione dei parametri meccanici del terreno stesso; sono disponibili inoltre un archivio pozzi ad uso domestico e tutte le indagini e le cartografie di microzonazione sismica di livello 1. Il rilevamento di campagna e l analisi delle stratigrafie relative ai sondaggi hanno confermato la presenza in affioramento dei sedimenti alluvionali fluvio lacustri, appartenenti al Sintema di Solgagnano litofacies di S.Egidio ascrivibili al Pleistocene Inferiore. 14
15 Carta geologica I terreni affioranti sono costituiti da alternanze di limi sabbiosi e sabbie, a luoghi cementate ricoperti localmente, in discordanza, dal Sintema di Collestrada di estensione limitata a prevalente composizione conglomeratica: il complesso risulta nell insieme molto addensato e talvolta cementato. I clasti derivano dall erosione dei termini rocciosi della Serie Umbro Marchigiana e sono di composizione arenacea e marnosa con rari ciottoli calcarei. L assetto giaciturale del complesso è localmente a reggipoggio e la giacitura misurata, presenta una generale immersione a Sud e una debole inclinazione (circa 5-8 ) A volte, come evidenziato dalle stratigrafie dei sondaggi allegati, si rinvengono lenti argillose o limo argillose fortemente consolidate. Al di sotto dei sedimenti fluviali e lacustri affioranti su tutta la collina di Collestrada, si ritrova la formazione Miocenica della Marnoso Arenacea, costituita da marne ed argilliti marroni e grigiastre alternate a bancate arenacee e calcaree e quarzoso- micacee. Tale formazione non è stata però raggiunta dai sondaggi, spinti fino alla profondità di 15 metri, effettuati in prossimità dell area cimiteriale. Il rilevamento geologico di campagna non ha evidenziato la presenza di linee tettoniche disgiuntive attive. 15
16 CARATTERISTICHE IDROGEOLOGICHE Le caratteristiche di permeabilità dei sedimenti sono condizionate dalla costituzione litologica dei depositi e pertanto dipendenti dalla porosità degli stessi; i livelli ghiaioso - sabbiosi hanno una permeabilità medio alta valutabile attorno a 10-4 cm/sec, mentre i livelli sabbioso limosi più impermeabili sono contraddistinti da una permeabilità media attorno a 10 5 cm/sec. Le buone caratteristiche di permeabilità dei terreni presenti ed il loro spessore favoriscono l infiltrazione e l accumulo di acqua; la presenza di una falda idrica è d altra parte testimoniata da un antico fontanile situato in testata dell impluvio appena sotto la strada di Collestrada. Dalle informazioni raccolte si evince che la portata del fontanile, nei periodi di scarso afflusso meteorico, risulta limitata e/o nulla. Dalle letture dei livelli piezometrici effettuate nel tempo nella zona dell area cimiteriale, dove è stato appositamente installato un piezometro a tubo aperto in un foro di sondaggio, si è constatato che la falda superficiale si attesta in condizioni di morbida attorno ai 3-4 metri circa dal piano di campagna. Ubicazione fontanile TIBERINA SUD Data la situazione geologica riscontrata, si ritiene che gli afflussi che alimentano la falda siano unicamente da porre in relazione con le precipitazioni meteoriche, il che condiziona fortemente il livello della falda stessa e la sua potenzialità. I dati idrogeologici relativi ai pozzi sono stati estrapolati da un archivio georteferenziato nel SIT comunale, dove sono mappati i pozzi ad uso domestico; per la raccolta dei dati pregressi è stato consultato l archivio cartaceo di tutte le relazioni geologiche ed idrogeologiche relative alle richieste di autorizzazione alla perforazione e all emungimento. Le informazioni raccolte riguardano tutte le autorizzazioni rilasciate dal 1994 ad oggi. Sono esclusi da questo inventario i dati dei censimenti svolti nel 1979 e nel in quanto non sufficientemente esaustivi per le informazioni richieste che si limitavano, attraverso la compilazione di una scheda, alla proprietà, alla localizzazione ed alla profondità stimata del pozzo. 16
17 Dall archivio geotererenziato, sono stati estrapolati due pozzi ad uso domestico realizzati nelle immediate vicinanze dellas truttura, le cui stratigrafie sono riportate di seguito: Mappatura pozzi nella zona di Collestrada pozzo ubicato sul crinale pozzo ubicato sul versante 17
18 CARATTERISTICHE GEOTECNICHE Le informazioni geotecniche, seppur non necessarie in questa fase di pianificazione, posso essere cautelativamente estrapolate dalle indagini geognostiche eseguite nello stesso contesto geologico, effettuate in occasione del progetto di ampliamento del vicino cimitero di Collestrada come evidenziato nella cartografia IGM allegata. Come riferito precedentemente, sono stati eseguiti tre sondaggi a carotaggio continuo, le cui stratigrafie sono riportate in allegato. La perforazione 1 ha messo in evidenza, al di sotto dei limi argillosi giallastri, un consistente spessore ( da 3,50 a 8,20 metri) di ghiaia poligenica eterometrica in matrice sabbiosa, la cui presenza è confermata anche dagli altri due sondaggi. Durante la perforazione dei sondaggi sono Sondaggi geognostici stati raccolti alcuni campioni indisturbati e Canile municipale sono state eseguite alcune prove di taglio diretto. In particolare, il campione 1 prelevato a 3 metri dal p.c nel foro del sondaggio n 3 è rappresentato dalle sabbie limose giallastre, laminate e ben addensate; dalla prova di taglio si sono ottenuti i seguenti valori geomeccanici: = 1,8 t / m 3 Peso di volume C = 0,15 kg/cmq Coesione efficace = 20,3 Angolo di attrito interno 18
19 CARATTERISTICHE SISMICHE Le azioni sismiche di progetto si definiscono, sulla base del D.M 14/01/08 a partire dalla pericolosità di base del sito oggetto di intervento. La pericolosità sismica di base è definita in termini di accelerazione massima attesa (ag) in condizioni di campo libero su sito di riferimento rigido (tipo A) con superficie topografica orizzontale, nonché in funzione dello spettro di risposta elastico in accelerazione ad esso corrispondente Se (T) con riferimento a prefissate probabilità di eccedenza (Pvr), nel periodo di riferimento (Vr). Il quadro della pericolosità sismica di base assegna alla città di Perugia un valore di accelerazione massima al suolo, con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni (periodo di ritorno di 475 anni), compreso tra 0,200 g e 0,225g. Le informazioni sulla pericolosità sismica sono state estrapolate più specificatamente dagli studi di microzonazione sismica di livello 1 eseguiti dalla Regione dell Umbria. Le indagini sulla suscettibilità sismica (livello 1 di microzonazione) sono state eseguite secondo le direttive ed i criteri dettati dal Dipartimento di Protezione Civile e, sulla base degli studi ed indagini svolte, è stata redatta una cartografia di sintesi che identifica microzone omogenee in prospettiva sismica. Dalla suddetta cartografia si rileva che il sito in oggetto ricade in una zona caratterizzata dalla presenza di depositi delle Unità Sintemiche, nei quali possono verificarsi deformazioni ed amplificazioni del moto sismico in quanto i suddetti sedimenti costituiscono la copertura clastica allentata sovrastante un substrato roccioso. 19
20 Carta di microzonazione sismica di livello1 Stralcio della carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica Sulla base della successione stratigrafica e del comportamento litotecnico dei terreni affioranti, secondo la classificazione della D.M 14/01/08, si attribuisce in linea di massima una tipologia di sottosuolo di tipo C; la velocità delle Vs 30 per il sintema di Solfagnano risulta generalmente compresa tra 180 m/s e 360 m/s. Le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni D.M 14/01/08 suddividono i terreni in n. 5 categorie di suolo di fondazione (A,B,C,D,E) e n.2 categorie speciali (S1-S2), ai fini dell azione sismica di progetto: A: Formazioni litoidi o suoli omogenei molto rigidi caratterizzati da valori di Vs30 superiori a 800 m/s, comprendenti eventuali strati di alterazione superficiale si spessore max 5m; B: Depositi di sabbie e ghiaie molto addensate o argille molto consistenti con spessori d diverse decine di metri, caratterizzati da un graduale miglioramento delle proprietà meccaniche con la profondità, e da valori di Vs30 compresi tra 360 m/s e 800 m/s (ovvero resistenza penetrometrica NSPT>50, o coesione non drenata cu>250 kpa); C: Depositi di sabbie e ghiaie mediamente addensate o di argille di media consistenza con spessori variabili da diverse decine fino a centinaia di metri, caratterizzati da valori di Vs30 compresi tra 180 m/s e 360 m/s ( 15<NSPT<50, 70<cu<250 kpa); D: Depositi di terreni granulari da sciolti a poco addensati oppure coesivi da poco a mediamente consistenti, caratterizzati da valori di Vs30<180 m/s (NSPT<15, cu<70 kpa); E: Profili di terreno costituiti da strati superficiali alluvionali, con valori di Vs30 simili quelli dei tipi C o D e spessore compreso tra 5 e 20 m, giacenti su di un substrato di materiale più rigido con Vs30>800 m/s. 20
21 S1-S2: relative ad argille/limi di bassa consistenza e terreni soggetti a liquefazione per le quali si richiedono studi speciali per la definizione della azione sismica di progetto. La norma suggerisce di utilizzare lo spettro Tipo 2, in funzione della magnitudo delle onde superficiali dei terremoti attesi; in particolare, per magnitudo Ms 5.5, lo spettro di norma riferibile ad un terreno di categoria C è quello indicato con il colore blu In fase di progettazione di eventuali interventi strutturali sui fabbricati, sarà necessario effettuare indagini geofisiche (sismiche) e geognostiche specifiche al fine di caratterizzare al meglio i terreni fondali. Tutte le stratigrafie dei sondaggi e le relative prove di laboratorio effettuate per l ampliamento del del vicino cimitero sono riportate in allegato. 21
22 CONCLUSIONI Dall analisi svolta non emergono condizioni di pericolosità legata alla presenza di movimenti franosi né situazioni di rischio idraulico; Il progetto di variante strutturale, finalizzato alla modifica della destinazione d uso del terreno su cui insiste la struttura veterinaria del Canile pubblico, risulta fattibile dal punto di vista geologico. La variante al PRG consiste nel cambio di destinazione d uso dell appezzamento di terreno attualmente classificato come Ea zona agricola di pregio a Sg* zone per servizi generali ; in questa area potranno essere realizzati alcuni interventi finalizzati a creare una Sezione Sanitaria a servizio del canile pubblico; verrà effettuata una ristrutturazione dei fabbricati ed un diverso utilizzo dell area esterna di pertinenza. Tutti gli interventi non altereranno in alcun modo le condizioni attuali di stabilità geomorfologica del sito in quanto non sono previste modificazioni del suolo legate a movimenti terra e le acque verranno opportunamente regimate ed allontanate al vicino fosso. Le informazioni di carattere geologico raccolte hanno permesso di definire con sufficiente dettaglio il modello geologico locale e, attraverso la raccolta dei dati geognostici pregressi è stato possibile definire con dettaglio le caratteristiche stratigrafiche e geotecniche. Sulla base delle indicazioni fornite dalla cartografia di microzonazione sismica di livello 1, è stata inoltre definita una pericolosità sismica locale in linea con quanto richiesto dalla D.G.R 377/10. In applicazione della vigente normativa in materia di costruzioni in zona sismica D.M.14/01/2008, ed in riferimento agli studi di microzonazione sismica della città di Perugia, è stato possibile attribuire una categoria di sottosuolo C ed una categoria topografica T1 ( Pendii con inclinazione media < 15 ). Infine, si ritiene necessario che in fase di progettazione esecutiva delle opere, occorrerà constatare puntualmente le condizioni fisico-meccaniche dei terreni fondali e di risposta sismica locale attraverso specifiche indagini geognostiche e geofisiche opportunamente dimensionate e finalizzate alla definizione delle VS 30 e dello spessore della copertura clastica superficiale. Perugia, gennaio
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