Una difesa a basso impatto ambientale
|
|
|
- Luciano Parodi
- 10 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Il Divulgatore n 4/2005 Pomodoro per il consumo fr esco Pagg Una difesa a basso impatto ambientale Una corretta gestione agronomica della coltura è premessa indispensabile di qualsiasi strategia di difesa sia in pieno campo che in tunnel. In coltura protetta è possibile praticare la lotta biologica diretta mediante il lancio di organismi utili per il controllo di afidi, aleurodidi e ragnetto rosso. Sergio Gengotti Catev, Faenza (RA) Referente Crpv di Cesena (FC) per il settore Difesa orticole CROP PROTECTION MEASURES WITH LOW ENVIRONMENTAL IMPACT Some parasites, such as bacteria and phytopathogenic viruses, might become a serious problem both for glasshouse and open field cultivations whereas some others, such as the grey mould and the downy mildew occur more frequently in particular situations. In any case, crop protection is primarily based on agronomic strategies. Indeed, plant health is extremely affected by many agricultural techniques such as crop rotation, use of resistant-tolerant cultivars, fertilization, irrigation, drainage, health status of propagation material, planting time, stocking rate, roguing, etc. In specific environmental situations, other crop protection measures might become important. For example, biological control measures are efficient and used in glasshouse tomato cultivations but not in the open field ones, because of technical and economical reasons. In general, it is worthwhile to stress that specific chemical treatments might be done only when they are extremely necessary that is when the whole harvest is supposed to be not economically convenient. Il crescente interesse nei confronti dei metodi di produzione eco-compatibili e la richiesta da parte dei consumatori di derrate alimentari prive di residui comporta l esigenza da parte dei produttori agricoli di adottare strategie di difesa a basso impatto ambientale. In realtà, un soddisfacente livello di protezione del pomodoro nel rispetto dell ambiente e della salute umana può essere conseguito stabilmente solo attraverso l integrazione di tutti i mezzi di difesa disponibili e la gestione dell agroecosistema nel suo complesso. I parassiti che interessano il pomodoro sono i medesimi sia in pieno campo che in coltura protetta. In effetti, alcuni parassiti come i batteri e i virus fitopatogeni possono rappresentare un pericolo altrettanto grave sia in serra che in campo; altri, come la muffa grigia o la peronospora, si riscontrano, invece, con maggiore frequenza in un ambiente di coltivazione piuttosto che nell altro. Per tale motivo, e per esigenze di semplificazione, si sono convenzionalmente distinte, da un lato le avversità che colpiscono il pomodoro in coltura protetta e, dall altro, quelle che interessano la stessa coltura in pieno campo. Tra le malattie e i parassiti che destano le maggiori preoccupazioni per il pomodoro da mensa in coltura protetta ricordiamo le tracheomicosi (Fusarium oxysporum e Verticillium dahliae), la cladosporiosi (Cladosporium fulvum), la muffa grigia (Botrytis cinerea), le batteriosi (Pseudomonas syringae e Xanthomonas campestris), gli aleurodidi (Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci), gli afidi (Aphis gossypii, Myzus persicae, Macrosiphum euphorbiae) e il ragnetto rosso (Tetranychus urticae). In pieno campo le fitopatie e i parassiti più frequenti sono la peronospora (Phytophtora infestans), l alternariosi (Alternaria porri f.sp. solani e A. alternata), le virosi (CMV, PVY), gli elateridi (Agriotes spp.) e la nottua gialla (Helicoverpa armigera). In linea generale, nella prevenzione delle avversità assumono assumono un importanza strategica i metodi agronomici. Lo stato sanitario delle colture è fortemente influenzato da numerose pratiche quali: rotazione, impiego di varietà resistenti o tolleranti, fertilizzazione, irrigazione, drenaggio, sanità del materiale di propagazione impiegato, epoca e densità d impianto, eliminazione delle piante malate e dei residui colturali infetti, ecc. Altri metodi di difesa assumono livelli di importanza variabili a seconda dell ambiente di coltivazione. Nella difesa del pomodoro il controllo biologico dei parassiti, ad esempio, rappresenta una realtà concreta in coltura protetta mentre, per motivi tecnici ed economici, non è diffuso sulle colture in pieno campo. In generale si sottolinea l importanza di ricorrere all impiego di specifici trattamenti chimici solo in caso di reale necessità ossia al superamento delle soglie economiche d intervento. Vengono di seguito riportate alcune strategie di difesa del pomodoro in serra e in pieno campo adottabili in agricoltura integrata facendo riferimento, per i mezzi di difesa consigliati, ai Disciplinari di produzione integrata della Regione Emilia-Romagna, nell edizione dell anno Limitazioni e vincoli sono riportati nelle tabelle 1 e 2. In coltura protetta TRACHEOMICOSI Fusarium oxysporum f. sp. lycopersici,verticillium dahliae Le malattie vascolari causate dai funghi del terreno Fusarium e Verticillium sono tra le più gravi del pomodoro in coltura protetta a causa della polifagia dei patogeni e delle strettissime rotazioni cui la coltura è sottoposta. In entrambi i casi, i sintomi sono costituiti da un ingiallimento e un avvizzimento più o meno rapido delle foglie o anche dell intera pianta. Sezionando una pianta colpita nella zona del colletto, si osserva un imbrunimento dei fasci vascolari che nella fusariosi interessa tutta la circonferenza del fusto mentre nella verticilliosi è confinato solo ad una porzione di questo. Entrambi i patogeni si conservano a lungo nel terreno e si manifestano nei periodi inverno-primaverili (V. dahliae) o estivi (F. oxysporum). Alla luce delle limitate possibilità di intervento chimico assumono notevole importanza tutte le pratiche preventive di carattere agronomico tra le quali: ampi avvicendamenti colturali (almeno 4-5 anni); impiego di seme sano; disinfezione del terreno con vapore umido;
2 solarizzazione nel periodo estivo; ammendamento del terreno con sostanza organica ricca di microrganismi antagonisti; concimazioni azotate equilibrate; innesto erbaceo su "piede" resistente; impiego di varietà resistenti; raccolta e distruzione delle piante infette. Qualora non sia possibile il rispetto di adeguate misure preventive, può rendersi necessaria la disinfezione del terreno mediante l impiego di mezzi chimici quali metamsodio e dazomet. In agricoltura integrata non è ammessa la disinfezione del terreno con i fumiganti normalmente impiegati in agricoltura convenzionale né sono note sostanze attive di origine naturale efficaci nei confronti dei patogeni del terreno. Al fine di una razionale gestione della coltura, è indispensabile fare affidamento sulle pratiche agronomiche sopra menzionate, prime fra tutte le ampie rotazioni e la scelta di cultivar resistenti a Fusarium e Verticillium. Quest ultimo rappresenta senza dubbio il metodo di difesa più efficace ed economico anche in agricoltura integrata. CLADOSPORIOSI Cladosporium fulvum Isintomi interessano principalmente le foglie, dove si osservano macchie giallastre più o meno ampie e a contorno non ben definito, con presenza di muffa olivastra sulla pagina inferiore. Nei casi più gravi si ha l accartocciamento e il disseccamento delle foglie colpite con conseguente calo di produttività delle piante. La malattia si manifesta soprattutto in ambienti con ristagno d aria e, conseguentemente, elevati tassi di umidità atmosferica. Di primaria importanza per la prevenzione della cladosporiosi sono tutte le pratiche agronomiche che contribuiscono a tenere basso il livello dell umidità atmosferica nella serra quali: adeguata aerazione delle serre; densità d impianto non eccessive; irrigazioni moderate; concimazioni azotate equilibrate; riscaldamento notturno delle serre nei periodi più freddi e umidi. Altre importanti misure profilattiche sono: impiego di seme sano o conciato; disinfezione delle strutture in legno delle serre; impiego di varietà resistenti (sono disponibili cultivar resistenti a diverse razze di Cladosporium fulvum ma a causa dell elevata variabilità genetica del patogeno tale carattere non risulta costante). Nei confronti della cladosporiosi i Disciplinari di produzione integrata non ammettono interventi specifici. Le sostanze attive indicate per la lotta al mal bianco, come l esaconazolo, sono efficaci anche verso Cladosporium fulvum. Malgrado la possibilità d impiegare sostanze attive di sintesi, rimane estremamente importante l adozione di varietà tolleranti e di pratiche agronomiche di carattere preventivo. MUFFA GRIGIA Botrytis cinerea Sono suscettibili alla malattia tutti gli organi aerei (foglie, fusti, fiori e frutti) che, in condizioni di elevata umidità, si ricoprono della caratteristica muffa grigia. In particolare, i frutti colpiti vanno soggetti ad un marciume molle oppure, se ancora verdi, possono presentare delle macchie decolorate dette "macchie fantasma". L infezione spesso prende avvio a partire dai residui fiorali, ma l insediamento del patogeno è favorito anche dalle ferite che le piante possono subire durante la coltivazione. L adozione dell impollinazione naturale della coltura per mezzo dei bombi limita notevolmente lo sviluppo della botrite rispetto alla pratica dell ormonatura. Come per la cladosporiosi, è fondamentale limitare il livello d umidità attraverso pratiche colturali quali: adeguato arieggiamento delle serre; ampi sesti d impianto; irrigazioni moderate; fertilizzazioni azotate equilibrate. Altre pratiche agronomiche che contribuiscono al contenimento della malattia sono: evitare di causare lesioni nell effettuazione di scacchiatura, defogliazione e altre operazioni colturali; eliminare i frutti infetti. Non esistono cultivar resistenti alla botrite sebbene, come norma generale, quelle più rigogliose siano maggiormente soggette agli attacchi di muffa grigia. Malgrado l adozione di pratiche volte a incrementare la ventilazione della serra, in caso di condizioni predisponenti la malattia (elevata umidità) può rendersi necessario il ricorso a specifici antibotritici quali pirimetanil o fenexamid. Generalmente un intervento preventivo può risultare sufficiente; qualora dovesse rendersi necessario effettuare due trattamenti, è bene ricordare che l alternanza di sostanze attive con meccanismo d azione differente rappresenta un importante precauzione per evitare l insorgenza di ceppi di B. cinerea resistenti ai fungicidi. Per quanto riguarda la disponibilità di sostanze attive naturali, purtroppo i sali di rame presentano solo una limitata azione collaterale nei confronti della muffa grigia. Anche l impiego di bicarbonato di sodio o di formulati a base di microrganismi antagonisti (Trichoderma harzianum) non offrono garanzie di una protezione soddisfacente nei confronti di Botrytis cinerea. Si confermano quindi, insostituibili gli interventi agronomici preventivi sopra riportati. BATTERIOSI Pseudomonas syringae pv. tomato, Xanthomonas campestris pv. vesicatoria, Clavibacter michiganensis subsp. Michiganensis Sulle foglie si osserva la comparsa di macchie dapprima idropiche (verde scuro) e successivamente necrotiche, talvolta circondate da un alone clorotico. Tipiche tacche necrotiche possono interessare anche i frutti causando un deprezzamento del
3 pomodoro da mensa. La malattia è favorita dall impiego di varietà sensibili e da condizioni di elevata umidità. Tra le pratiche colturali di carattere preventivo si ricordano: ampie rotazioni colturali (almeno 4 anni); impiego di semi e piantine sani e certificati; densità d impianto non eccessive; irrigazioni moderate; irrigazione con acque pulite (provenienti da canali o bacini di raccolta i cui fondali vengano periodicamente ripuliti da residui organici); concimazioni azotate e potassiche equilibrate; adeguata aerazione delle serre; riscaldamento notturno delle serre in primavera; eliminazione delle piante infette; eliminazione dei residui colturali infetti che non vanno comunque interrati; impiego di varietà tolleranti. Nei periodi caratterizzati dalle condizioni predisponenti (elevata umidità dell aria) e, in particolare, sulle varietà sensibili sono necessari trattamenti preventivi con pro- dotti a base di sali di rame (idrossido, ossicloruro o poltiglia bordolese), consentiti sia in agricoltura biologica che integrata. L applicazione preventiva di prodotti rameici, gli unici efficaci contro le batteriosi, non è risolutiva, pur permettendo un certo contenimento dei danni. In considerazione dell efficacia non assoluta di questa sostanza attiva di origine naturale, una soddisfacente difesa del pomodoro da mensa è difficilmente ottenibile senza l ausilio di una corretta gestione agronomica della coltura. I trattamenti sono consigliabili, in particolare, dopo operazioni manuali o meccaniche che possono causare ferite sulle piante. Oltre ai formulati a base di rame, si possono impiegare induttori di resistenza come acibenzolar-s-metile. AFIDI Aphis gossypii, Myzus persicae, Macrosiphum euphorbiae Diverse specie di afidi infestano germogli, peduncoli fiorali e frutticini, provocando il deperimento della vegetazione e la cascola dei frutticini. Inoltre l attività alimentare di questi fitomizi comporta l emissione di melata sulla quale si sviluppano le fumaggini che rendono i pomodori inadatti alla commercializzazione. Gli afidi sono anche vettori di pericolose virosi quali CMV e PVY. Le infestazioni afidiche possono essere parzialmente prevenute attraverso una nutrizione azotata equilibrata ma soprattutto grazie alla predisposizione di aree rifugio (siepi, fasce di terreno inerbito, ecc.) per incrementare la popolazione di predatori e parassitoidi quali coccinelle, sirfidi, crisope e altri insetti utili. Su pomodoro in coltura protetta è possibile fare ricorso anche a metodi di lotta biologica diretta. Infatti alcuni ausiliari, presenti spontaneamente anche in natura, hanno dimostrato di essere efficaci per il controllo specifico degli afidi sulla coltura: Aphelinus abdominalis contro Macrosiphum euphorbiae, Aphidius colemani contro Aphis gossypii e Myzus persicae,macrolophus caliginosus nei confronti di diverse specie di afidi. Qualora si rendesse necessario un intervento contro gli afidi, esso va distanziato di almeno 7-10 giorni dall eventuale lancio di fitoseidi (predatori del ragnetto rosso). Generalmente, in aziende sufficientemente ricche di biodiversità e di antagonisti naturali, non è necessario effettuare trattamenti specifici; tuttavia, in condizioni di elevata infestazione e assenza di insetti utili, è consigliabile trattare in maniera localizzata su piante giovani soprattutto se si impiegano insetticidi di contatto. A tal proposito i Disciplinari di produzione integrata consentono l impiego del piretro naturale ma non dei piretroidi di sintesi (deltametrina, ciflutrin, bifentrin e zetacipermetrina) che, tuttavia, sono previsti per la lotta nei confronti di eventuali infestazioni di nottue fogliari. Sulla coltura è permesso al massimo un intervento di piretroidi a causa della loro totale mancanza di selettività verso gli insetti utili e del rischio di favorire le infestazioni di ragnetto rosso. In caso di grave infestazione di afidi è possibile fare ricorso ad aficidi sistemici quali pirimicarb, interessante per la sua selettività nei confronti dei sirfidi, imidacloprid, thiamethoxam e acetamiprid. Altri insetticidi disponibili per la lotta agli afidi, ammessi anche in biologico in quanto di origine naturale, sono quelli a base di azadiractina. ALEURODIDI Trialeurodes vaporariorum, Bemisia tabaci Entrambe le specie di aleurodidi, detti anche "moscerini o farfalline bianche", sono estremamente polifaghe e infestano molte piante coltivate e spontanee, oltre al pomodoro. Adulti e forme giovanili dell insetto, che colonizza la pagina inferiore delle foglie, causano ingiallimenti fogliari e deperimenti vegetativi in seguito alla sottrazione della linfa. Altri danni consistono nell emissione della melata, sulla quale possono svilupparsi fumaggini, con conseguente deprezzamento dei frutti destinati al consumo fresco. Bemisia tabaci è particolarmente temibile anche per la sua capacità di trasmettere gravi virosi quali TYLCV, il virus dell accartocciamento fogliare giallo del pomodoro. Alcune pratiche agronomiche permettono di ridurre il rischio di infestazione: impiego di reti antinsetto; eliminazione delle piante infestanti all interno e nei pressi della serra; trapianto di piantine di pomodoro non infestate. Nei confronti degli aleurodidi del pomodoro si sono dimostrate efficaci anche alcune strategie di lotta biologica: impiego di formulati microbiologici a base di Beauveria bassiana; introduzione di insetti utili (Encarsia formosa, Eretmocerus mundus, Macrolophus caliginosus). L imenottero parassitoide E. formosa deve essere impiegato attraverso 4-6 lanci di 4-6 pupari per metro quadrato ogni 14 giorni nel periodo primaverile, settimanalmente in quello estivo. Il lancio del miride predatore M. caliginosus, impiegabile anche in combinazione con E. formosa va eseguito per mezzo di 2-3 interventi di 1-2 individui per metro quadrato. Occorre ricordare che l adozione di metodi di lotta biologica non è compatibile con l impiego di insetticidi ad ampio spettro d azione sia naturali che di sintesi. I trattamenti chimici diretti alla coltura risultano spesso poco efficaci per la loro breve durata d azione e a causa delle caratteristiche biologiche dell insetto, capace di compiere un elevato numero di generazioni all anno e di sviluppare popolazioni
4 resistenti a numerosi insetticidi. La lotta diretta è resa particolarmente difficile dal fatto che sulla coltura sono spesso presenti contemporaneamente individui di differenti stadi di sviluppo. I piretroidi impiegati nei confronti delle nottue fogliari (es. deltametrina, zetacipermetrina, ecc.) presentano una certa efficacia anche nei confronti degli adulti degli aleurodidi. Interventi con prodotti di contatto sarebbero in ogni caso da effettuarsi alla comparsa dei primi individui, in assenza di organismi utili, preferibilmente su piante giovani e verso sera. Il monitoraggio con trappole cromotropiche gialle (una ogni 100 metri quadrati) permette il tempestivo intervento non solo con metodi chimici ma anche biologici. Per il controllo degli stadi giovanili è possibile impiegare i regolatori di crescita buprofezin o pyriproxifen con soglia di 10 neanidi vitali per foglia. Date le caratteristiche dell insetto, è importante alternare sostanze attive con differente meccanismo d azione. RAGNETTO ROSSO Tetranychus urticae Le forme giovanili e adulte degli acari infestano la pagina inferiore delle foglie e provocano delle decolorazioni puntiformi dovute alla loro attività alimentare. Attacchi intensi possono portare all ingiallimento dell intera lamina fogliare con ripercussioni negative sulla fotosintesi e conseguente riduzione dello sviluppo, deperimento e disseccamento dell apparato vegetativo. Le condizioni di elevata temperatura che spesso si verificano in coltura protetta rendono assolutamente temibili gli attacchi di ragnetto rosso anche su pomodoro oltre che sulle altre solanacee (peperone e melanzana) e sulle cucurbitacee (melone, cocomero, ecc.). Su pomodoro, infatti, le infestazioni sono spesso localizzate e legate a squilibri dell entomofauna utile derivante da un impiego eccessivo di insetticidi ad ampio spettro d azione (es. piretrine di sintesi e naturali). In linea di principio, in sistemi caratterizzati da elevata biodiversità e da un buon equilibrio tra organismi utili e dannosi, il ragnetto rosso difficilmente raggiunge livelli di pericolosità. In coltura protetta, tuttavia, tale equilibrio è raramente presente e sono spesso necessarie misure d intervento dirette di carattere biologico o chimico. Tra le prime si ricordano: impiego di formulati microbiologici a base di Beauveria bassiana; interventi di lotta biologica con fitoseidi (Phytoseiulus persimilis). Quest ultimo viene introdotto con uno o più lanci, in ragione di 8-10 predatori per metro quadrato alla prima comparsa del fitofago. Su pomodoro questa tecnica risulta meno efficace che su altre colture a causa della tomentosità delle foglie. È necessario distanziare il lancio di almeno 10 giorni da un eventuale trattamento insetticida. La lotta chimica nei confronti di Tetranychus urticae è particolarmente difficile a causa della rapidità del ciclo biologico e della spiccata capacità di selezionare popolazioni resistenti agli acaricidi. Interventi specifici vanno effettuati solo in caso di attacchi precoci con 2-3 forme mobili per foglia. In caso d interventi ripetuti, è bene alternare sostanze attive dotate di differenti meccanismi d azione al fine di evitare l insorgere di fenomeni di resistenza. Gli acaricidi disponibili possono avere attività nei confronti delle uova oppure delle forme mobili (neanidi e adulti). I Disciplinari consentono un solo intervento acaricida all anno da effettuarsi preferibilmente sui focolai d infestazione con la miscela di un ovicida (exitiazox) e di un adulticida (abamectina, clofentezine o tebufenpirad). Interventi agronomici - Arieggiare la serra; - irrigazione per manichetta. - Impiego di seme sanoo disinfettato; - disinfezione dei semenzaicontaminati. Tab. 1 - Difesa del pomodoro da mensa in coltura protetta Interventi chimici Principi attivi e ausiliari Modalità d impiego CRITTOGAME Peronospora (Phytophthora infestans) Inizio dei trattamenti alla comparsa dei primi sintomi e Cimoxanil prosecuzione ad intervalli di 6-12 giorni in relazione al Azoxystrobin fungicida impiegato; i trattamenti preventivi sono Famoxadone consigliati solo su colture trapiantate in estate. Iprovalicarb Con Cimoxanil, Famoxodone e Iprovalicarb al massimo 3 interventi all anno. Con Azoxystrobin massimo 2 interventi all anno indipendentemente dall avversità. Indipendentemente dall'avversità Famoxadone e Azoxystrobin non possono essere complessivamente impiegati più di 3 volte in un anno. Alternariosi (Alternaria solani) Azoxystrobin Famoxadone Difenconazolo (*) I trattamenti vanno iniziati alla comparsa dei primi sintomi e proseguiti a cadenza di 8-10 giorni a seconda del fungicida impiegato. Con Azoxystrobin massimo 2 interventi all anno, con Famoxadone massimo 3 interventi. Indipendentemente dall'avversità Famoxadone e Azoxystrobin non possono essere complessivamente impiegati più di 3 volte in un anno. Al massimo 3 interventi all'anno con IBE(*), indipendentemente dall'avversità. Septoriosi (Septoria lycopersici) - Impiego di seme sano Prodotti Intervenire alla comparsa dei primi sintomi. Tracheomicosi (Fusarium oxysporum oxysporum f. sp. lycopersici, Verticillium dahliae, Verticillium albo-atrum) - Ampi avvicendamenti; - si consiglia l'utilizzo di cultivar resistenti e/o tolleranti; - raccolta e distruzione delle piante infette. Oidio (Erysiphe spp.) Zolfo Esaconazolo (*) Azoxystrobin Interventi chimici alla comparsa dei sintomi. Con Esaconazolo massimo 3 interventi all anno con IBE(*), indipendentemente dall avversità. Con Azoxystrobin massimo 2 interventi all anno; indipendentemente dall avversità Famoxadone e
5 - Arieggiamento degli ambienti; - irrigazione per manichetta evitando ristagni idrici; - può essere utile il riscaldamento notturno nei mesi primaverili; - utilizzo di varietà resistenti; - impiego di seme sano o conciato. - Arieggiamento della serra; - irrigazione per manichetta; - sesti d'impianto non troppo fitti. - É buona norma limitare le irrigazioni ed evitare i ristagni d'acqua; - favorire l'aerazione e l'illuminazione delle giovani piantine; - disinfezione dei semi. -Accurato drenaggio del suolo; -sesti d'impianto non troppo fitti. - Impiego di seme certificato per Prodotti X. campestris pv. vesicatoriae Acibenzolar- C. michiganensissub sp. michiganensis; conservare la documentazione; - ampie rotazioni colturali (almeno 4 anni); - concimazioni azotate e potassiche equilibrate; - eliminazione della vegetazione infetta, che non va comunque interrata; - è sconsigliato irrigare con acque provenienti da canali o bacini di raccolta i cui fondali non vengano periodicamente ripuliti da residui organici; - trapiantare solo piante non infette; - utilizzare varietà tolleranti. Azoxystrobin non possono essere complessivamente impiegati più di tre volte in un anno. Cladosporiosi (Cladosporium fulvum) Muffa grigia (Botrytis cinerea) Pirimetanil Interventi nel caso di andamento climatico particolarmente Fenexamid umido. Al massimo un intervento all'anno contro questa avversità. Moria delle piantine (Pythium spp. ) Propamocarb Intervenire con infezioni in atto. (Propamocarb+Fosetil) Sclerotinia ( Sclerotinia sclerotiorum Dicloran Al massimo 1 intervento all'anno. BATTERIOSI (Pseudomonas syringae pv. tomato, Xanthomonas campestris pv. vesicatoria, Clavibacter michiganensis, subsp. michiganensis, Pseudomonas corrugata) Acibenzolar-S-metile Interventi da effettuare dopo operazioni manuali o meccaniche che possono causare ferite sulle piante. Con Acibenzolar-S-metile al massimo 4 interventi all'anno indipendentemente dall'avversità. Avvizzimento batterico delle solanacee o marciume bruno (Ralstonia solanacearum) In applicazione del D. M. 23/02/2000 di lotta obbligatoria contro Ralstonia solanacearum, segnalare tempestivamente al Servizio Fitosanitario Regionale l'eventuale presenza di sintomi sospetti allo scopo di poter eseguire gli opportuni accertamenti di laboratorio. Per le virosi trasmesse da afidi in modo non persistente (virus del mosaico del cetriolo CMV, virus Y della patata PVY) valgono le stesse considerazioni generali di difesa. Per il trapianto usare piantine ottenute in semenzali prodotti in vivai con sicura protezione dagli afidi. Per le virosi trasmesse per contatto (virus del mosaico del pomodoro ToMV) è fondamentale l'impiego di seme esente dal virus o sottoposto a disinfezione mediante trattamenti fisici o chimici. VIROSI (CMV, PVY, ToMV) FITOFAGI Cimice verde (Nezara viridula) Estratto di piretro Soglia: presenza generalizzata. Intervenire sulle neanidi di 1a età. Impiegabile per trattamenti localizzati. Afidi (Myzus persicae, euphorbiae, Aphis gossypii) Macrosiphum euphorbiae, Pirimicarb Imidacloprid Thiamethoxan Acetamiprid Estratto di piretro Azadiractina Intervenire in caso di grave infestazione. Nel caso siano già stati effettuati dei lanci, l'eventuale trattamento aficida dovrà essere eseguito, in funzione dell'ausiliare introdotto: - intervenire dopo aver accertato la presenza di un buon livello di parassitizzazione degli Aleurodidi da parte di Encarsia; - intervenire 7-10 giorni dopo il lancio di Fitoseide. È comunque consigliabile, quando possibile, ricorrere a trattamenti localizzati che consentono un parziale rispetto dell'entomofauna utile. Se è previsto il lancio di Encarsia formosao di Fitoseide e si è in presenza di una infestazione particolarmente grave di afidi, è opportuno intervenire, prima di introdurre gli ausiliari. Il Pirimicarb ha ridotta efficacia su Aphis gossypii, è un prodotto caratterizzato da una buona selettività verso gli
6 Soglia per gli interventi biologici:presenza. Eseguire 4-6 lanci di 4-6 pupari/m2 a cadenza quindicinale nel periodo primaverile e settimanale nel periodo estivo. Una percentuale di parassitizzazione del 60-70% è sufficiente ad assicurare un buon controllo. eseguire 2-3 lanci di 1-2 individui nei cicli colturali della durata di almeno 4-5 mesi. Interventi biologici. - Introdurre con uno o più lanci, in relazione al livello d'infestazione, 8-10 predatori per metro quadrato; - distanziare il lancio di almeno 10 giorni da un eventuale trattamento insetticida. Soglia: 2 piante con presenza di uova o larve su 30 piante controllate per appezzamento. Si consiglia di controllare il volo contrappole a feromoni. I nematodi galligeni sono presenti nei terreni prevalentemente sabbiosi. Si consiglia l'utilizzo di cv. resistenti. Aleurodidi (Trialeurodes vaporariorum) Encarsia (Encarsia formosa) Macrolophus caliginosus Azadiractina Buprofezin Pyriproxifen Ragnetto rosso (Tetranychus urticae) Fitoseide ( Phytoseiulus persimilis) Beauvearia bassiana Clofentezine Exitiazox Abamectina Tebufenpirad Nottua gialla del pomodoro (Heliotis armigera) Bacillus thuringiensis Deltametrina (*) Zetacipermetrina (*) Bifentrin (*) Ciflutrin (*) Lufenuron Spinosad Indoxacarb Nematodi galligeni (Meloidogynespp. ) (Fenamifos + Oxamyl) (1) (Fosthiazate + Oxamyl) (1) (Oxamyl + Oxamyl) (1) Oxamyl (1) Azadiractina (1) Soluzioni alternative tra loro. In pieno campo ausiliari e tossico per gli stadi mobili di Fitoseidi e per E. formosa. Con Imidacloprid, Thiamethoxan e Acetamiprid al massimo 1 intervento all'anno. Soglia: 10 stadi giovanili vitali/foglia. Impiegare trappole cromotropiche (piatti gialli collati) per il monitoraggio (1 ogni 100 m2). Il Macrolophus caliginosus è impiegabile anche in combinazione con Encarsia formosa. Intervenire in caso di presenza generalizzata. È preferibile eseguire il trattamento acaricida solo sui focolai. Al massimo un intervento chimicoall'anno contro questa avversità L'Exitiazox presenta buona selettivitànei confronti dei fitoseidi. Indipendentemente dall'avversità al massimo un intervento all'anno con piretroidi (*). Con Lufenuron al massimo 1 intervento all anno. Con Spinosad massimo 2 interventi. Si consiglia l'utilizzo di Spinosad e Indoxacarb sulle uova, prima che schiudano. Interventi chimici ammessi solo in terreni sabbiosi. Nei singoli appezzamenti gli interventi sono ammessi solo ad anni alterni. I trattamenti devono essere autorizzati da un tecnico impegnato nei programmi di assistenza tecnica che verifichi l'effettiva necessità di eseguire interventi specifici. Le quantità massime di p.a ammesse nel rispetto delle etichette sono le seguenti: - in pre-semina Fenamifos granulare al 5% - 20 g/m2 + durante la coltura Oxamyl liquido al 10% - 20 l/ha; - in pre-semina: Fosthiazate granulare al 5% - 30 kg/ha + durante la coltura Oxamyl liquido al 10% - 20 l/ha; - in pre-semina 30 kg/ha di Oxamyl granulare al 5% + durante la coltura Oxamyl liquido al 10% - 20 l/ha; - durante la coltura utilizzare Oxamyl liquido al 10% - 30 l/ha; - è possibile utilizzare alternativamente Oxamyl granulare al 5% + Oxamyl liquido al 10% o solo Oxamil liquido al 10%. PERONOSPORA Phytophtora infestans La peronospora del pomodoro, causata dal fungo Phytophtora infestans, rappresenta un avversità estremamente pericolosa per la coltura poiché in annate favorevoli al patogeno può causare gravi danni alla produzione. Le condizioni climatiche predisponesti la malattia sono temperature comprese tra 10 e 25 C, con optimum tra 18 e 24 C, umidità relativa superiore al 90% e bagnatura della vegetazione di almeno 2-4 ore. I sintomi della malattia possono interessare tutti gli organi aerei della pianta. Sulle foglie essa si manifesta con la comparsa di macchie irregolari decolorate che successivamente imbruniscono. In condizioni favorevoli al fungo i sintomi si estendono all intera lamina fogliare e sulla pagina inferiore compare un efflorescenza grigiastra. Sul fusto e sui peduncoli fogliari possono manifestarsi delle striature longitudinali brune mentre sulle bacche ancora verdi possono formarsi delle macchie di colore verde scuro - bruno. I frutti colpiti vanno incontro a marcescenza e cadono con danni produttivi più o meno accentuati. Durante stagioni con decorso climatico particolarmente umido e piovoso, la malattia può assumere forma epidemica e provocare rapidamente il disseccamento dell intera coltura. Oltre che dalle condizioni meteo-climatiche, lo sviluppo della malattia è fortemente condizionato da alcuni fattori agronomici quali la vigoria della coltura e la sua gestione idrica, che influenzano i parametri microclimatici. La difesa del pomodoro dalla peronospora è basata essenzialmente su strategie di difesa diretta, tuttavia la buona pratica agronomica permette di limitare considerevolmente la diffusione e la gravità degli attacchi di P. infestans, soprattutto in annate non particolarmente piovose. Nello specifico, sono consigliati: adozione di ampi avvicendamenti colturali, importante poiché il patogeno si conserva nel terreno come micelio sui residui colturali; impiego di varietà poco suscettibili; concimazioni azotate e potassiche equilibrate; trapianto di piantine sane; densità d impianto non eccessive;
7 irrigazioni moderate con impianti a manichetta; accurato drenaggio. Le pratiche agronomiche di carattere preventivo, per quanto accurate, non permettono di garantire la sanità della coltura in caso di andamento climatico favorevole alla peronospora. Risulta perciò indispensabile adottare anche strategie di difesa di carattere chimico. Attualmente la difesa dalla peronospora si basa sull impiego in alternanza di prodotti antiperonosporici appartenenti a diverse famiglie chimiche (composti rameici, alcoilfosfonati, acilalanine, solfonanilidi, ossazolidinedioni, morfoline, acetammidi, strobilurine, guanidine, ecc.) con intervallo di 6-12 giorni in funzione dell andamento climatico e della persistenza dei formulati. Gli interventi devono essere iniziati tempestivamente, non appena si verifichino le condizioni termoigrometriche favorevoli all infezione e la coltura si trovi in uno stadio suscettibile all attacco, generalmente 2-3 settimane dopo il trapianto.tra le sostanze attive che possono essere impiegate per la difesa antiperonosporica vi sono: sali di rame, azoxystrobin, mancozeb, metiram, dodina, fosetyl-al, dimetomorf+rame, cimoxanil+rame, metalaxil+ rame, benalaxil+rame, fenamidone+rame, famoxadone+ cimoxanil e iprovalicarb+rame. Nella fase iniziale del ciclo colturale del pomodoro sono da privilegiare i prodotti rameici, attivi anche nei confronti delle batteriosi, o altre sostanze attive di copertura come dodina, mancozeb e metiram. Nella fase di maggiore rischio con coltura già ben sviluppata è da preferire l impiego di fungicidi sistemici o citotropici come dimetomorf,metalaxil o fenamidone in associazione a sali di rame. A fine ciclo colturale, in prossimità della raccolta, si devono utilizzare sostanze attive ad ampio spettro d azione ma caratterizzate da breve tempo di carenza,come ad esempio azoxystrobin o alcuni formulati a base di rame. Il numero di interventi fitosanitari e la scelta dei prodotti da impiegare viene operata sulla base di diverse considerazioni tra le quali: stadio fenologico e condizioni di sviluppo della coltura, andamento meteorologico, superficie aziendale, disponibilità di macchine irroratrici e caratteristiche dei fungicidi (efficacia, tossicità, residualità, costo, attività collaterale nei confronti di altri patogeni, ecc.). Nella pratica in pieno campo si effettuano anche 7-10 interventi a seconda delle condizioni agronomiche e climatiche. Al fine di preservare l efficacia dei prodotti attualmente disponibili è necessario alternare fungicidi con diverso meccanismo d azione. In annate eccezionalmente umide, come quella del 1988 o del 2002, si sono evidenziati i limiti dei mezzi a nostra disposizione per la difesa della coltura, tuttavia, se si analizzano i dati relativi ai danni che si sono verificati in campo nell ultimo ventennio, si può osservare che, in linea generale, condizioni reali di rischio si verificano solo ogni 4-5 anni. È quindi evidente che spesso molti interventi fungicidi sono effettuati senza che vi sia reale rischio per la coltura. La conoscenza della reale necessità di intervenire chimicamente sulla coltura rappresenta uno dei principi di base della produzione integrata. In tal senso, il servizio di previsione e avvertimento attivato dal Servizio fitosanitario regionale permette, ormai da parecchi anni, di razionalizzare le strategie di difesa antiperonosporica.la valutazione del rischio peronosporico è basato sul modello previsionale IPI (Indice Potenziale Infettivo), calcolato in funzione dei valori medi giornalieri di temperatura, pioggia e umidità, sul rilevamento degli sporangi per mezzo di captaspore e sul monitoraggio dei campi spia non trattati situati nelle aree a più alto rischio epidemico. Il modello IPI è del tipo a prognosi negativa in quanto non prevede la data di comparsa della malattia ma individua il periodo in cui è improbabile che si manifesti la malattia in campo, col vantaggio di ottenere anche un notevole risparmio nel numero di interventi sulla coltura. ALTERNARIOSI Alternaria porri f.sp. solani e A. alternata La pericolosità dell alternariosi è senza dubbio inferiore a quella della peronospora, benché la malattia sia in grado di causare perdite produttive anche consistenti soprattutto sugli impianti di pomodoro a ciclo più tardivo.negli ultimi anni, in particolare, la frequenza di questa malattia è aumentata probabilmente anche in seguito al verificarsi di condizioni climatiche favorevoli al patogeno. Alternaria porri f.sp. solani può infettare sia le piante adulte che le giovani piantine. Queste ultime possono essere colpite nella zona del colletto, con conseguente avvizzimento del semenzale, oppure a livello cotiledonare. Nelle piante adulte possono comparire lesioni bruno-nerastre sui fusti e da questi estendersi a foglie e frutti. Sulle foglie si manifestano macchie brune, circolari, con le tipiche anulature concentriche. Inizialmente le tacche necrotiche sono spesso delimitate da un alone clorotico. La confluenza di queste lesioni può produrre ampie aree necrotiche che fanno avvizzire e cadere prematuramente le foglie. Sulle bacche i sintomi, costituiti da macchie nerastre, depresse e concentriche, si manifestano frequentemente nella zona di inserzione del peduncolo. In condizioni ambientali favorevoli, sulle lesioni si forma un abbondante muffa aerea grigionerastra costituita dal micelio e dalle fruttificazioni conidiche del fungo che diffondono le infezioni nell ambiente. In prossimità della raccolta, i frutti possono essere colpiti anche da A. alternata con la comparsa di tipiche aree marcescenti più o meno depresse. Le infezioni di alternaria possono interessare anche i semi, che costituiscono un veicolo di diffusione della malattia oltre che un mezzo di conservazione invernale del patogeno. In campo, Alternaria spp. si conserva anche sui residui colturali delle piante infette e si diffonde attraverso l acqua piovana o d irrigazione. Le condizioni ottimali per lo sviluppo del patogeno sono costituite da temperature comprese tra 22 e 33 C, umidità elevate e bagnatura degli organi vegetali. In effetti, le infezioni di alternariosi in campo si manifestano in piena estate soprattutto in seguito a periodi piovosi e interessano prevalentemente gli impianti situati in zone poco arieggiate e caratterizzate da terreni soggetti a ristagno. Come per altre avversità del pomodoro, anche nei confronti di questa affezione si dimostrano efficaci tutte le pratiche agronomiche e colturali atte a mantenere le piante in buone condizioni vegetative. In particolare, per prevenire l avversità è opportuno: impiegare seme o piantine sane; adottare ampi avvicendamenti colturali; impiegare varietà tolleranti; limitare le irrigazioni; evitare i ristagni con un accurato drenaggio. Generalmente non sono necessari interventi specifici contro l alternariosi, poiché i fungicidi impiegati contro la peronospora presentano un certo grado di attività anche contro questa malattia.tuttavia, in zone particolarmente umide, è consigliabile un primo intervento in seguito alla comparsa dei sintomi della malattia e un secondo 8-10 giorni dopo con prodotti rameici, azoxystrobin o fenamidone+rame. In alternativa, è possibile impiegare il difenconazolo, che però, è bene ricordarlo, non è attivo nei confronti della peronospora.
8 VIROSI CMV, PVY Il pomodoro in pieno campo è soggetto a malattie virali causate principalmente dal virus del mosaico del cetriolo (CMV) e dal virus Y della patata (PVY). I sintomi sono molto diversificati in funzione dei virus e dei ceppi che determinano l infezione, della sensibilità varietale, dello stadio fenologico della coltura e delle condizioni climatiche. Le foglie possono presentare clorosi, mosaicature, striature, necrosi, bollosità e accartocciamenti. Sintomi altrettanto evidenti, come decolorazioni, maculature, anulature, striature necrotiche, deformazioni e imbrunimenti interni possono interessare anche i frutti. Le infezioni, in particolare se precoci, possono compromettere gravemente la produzione commerciale. Nei casi più gravi si può avere sviluppo fortemente ridotto e disseccamento delle piante. La trasmissione di CMV e PVY avviene con semplici punture di assaggio di afidi, primi fra tutti Aphis gossypii e Myzus persicae, ma un ruolo importante nella diffusione delle malattie virali è svolto anche dall impiego di semi e piantine infetti. La difesa delle colture in pieno campo nei confronti dei virus risulta particolarmente difficile in quanto non esiste alcun metodo di lotta diretta efficace. L attuazione di ampie rotazioni e l impiego di piantine ottenute da sementi sane certificate rappresentano pratiche preventive fondamentali. Un accurato controllo delle popolazioni afidiche, attraverso l impiego di insetticidi abbattenti, può contribuire a contenere i danni, ma non rappresenta un arma risolutiva in quanto CMV e PVY sono trasmessi in modo non persistente, ovvero attraverso semplici punture d assaggio. Alcuni risultati, seppur limitati, sono ottenibili attraverso l impianto di bordure vegetali o l irrorazione di film oleosi sulla coltura, con l obiettivo di impedire la trasmissione dei virus da parte degli agenti vettori. Difficilmente praticabile è l anticipo della produzione per evitare il periodo di massimo rischio infettivo. L eliminazione delle piante infestanti, potenziali fonti di inoculo, dai pressi della coltura, spesso indicata tra i metodi di lotta preventiva più efficaci nei confronti delle virosi, non è in realtà indenne da dubbi circa la sua effettiva validità nel limitare le infezioni in campo. L adozione di varietà tolleranti o resistenti rappresenta senza dubbio il metodo di difesa più affidabile. ELATERIDI Agriotes spp. Le specie di elateridi maggiormente diffuse in Emilia Romagna sono Agriotes litigiosus,a. sordidus e A. brevis. I danni consistono in erosioni alle radici o al colletto con conseguente morte delle piante e riduzione dell investimento. La suscettibilità delle piante è massima nella fase dell emergenza fino all altezza di 20 cm. Il pomodoro è una coltura particolarmente suscettibile in questa fase in cui gli attacchi da elateridi comportano un elevata pericolosità a causa dell alto costo delle piantine e, soprattutto, della riduzione dell investimento con perdite anche sensibili di produzione. Al fine di valutare i reali rischi per le colture, è necessario considerare le condizioni che favoriscono lo sviluppo degli elateridi: rotazioni strette con colture suscettibili, inerbimento continuo del terreno (prati, medicai, set-aside o doppie colture come frumentomais, orzo-mais, loiessa-mais, ecc.), elevato contenuto in sostanza organica, abbondanti fertilizzazioni organiche, cattivo drenaggio, irrigazioni o piogge abbondanti nel periodo estivo e attacchi di elateridi negli anni precedenti. In terreni che non presentano fattori di rischio è possibile procedere all impianto della nuova coltura senza adottare alcuna specifica tecnica di difesa chimica o agronomica nei confronti degli elateridi. In caso di individuazione di uno o più fattori favorenti è utile effettuare un campionamento dell appezzamento per stimare il livello della popolazione di elateridi. Il monitoraggio delle larve di questi coleotteri può essere effettuato per mezzo di vasi-trappola innescati con semi di orzo o frumento in germinazione oppure attraverso l esecuzione di carotaggi, prelevando campioni di 30 x 30 x 30 cm. Il metodo delle trappole attrattive è meno oneroso del carotaggio ma è efficace solo nei periodi dell anno in cui le larve sono attive, inoltre non evidenzia la presenza di larve giovani, potenzialmente dannose negli anni successivi, e di altri fitofagi ipogei. Il monitoraggio degli elateridi permette di individuare il momento della risalita delle larve negli strati più superficiali del terreno e di valutare l effettiva necessità del trattamento chimico alla semina o al trapianto della coltura. In un prossimo futuro l impiego di trappole a feromoni per la cattura degli adulti, attualmente ancora in fase sperimentale, potrebbe sostituire il monitoraggio delle larve nel terreno e rendere maggiormente accessibile l adozione di metodi di difesa dagli elateridi a minore impatto ambientale. In un ottica di difesa integrata dagli elateridi, assumono estrema importanza gli interventi di carattere agronomico che permettono di limitare il ricorso ai trattamenti chimici: ampie rotazioni colturali; evitare per 2-3 anni la coltura di pomodoro in successione a prati di medica o graminacee; accurato livellamento e drenaggio del terreno; ripetute sarchiature, che creano un ambiente sfavorevole alle larve (le lavorazioni superficiali nell interfila sono volte a favorire l approfondimento delle larve nel terreno in seguito alla riduzione dell umidità degli strati superficiali); incremento della densità di semina; localizzazione del fertilizzante. Accertata la presenza di larve nel terreno con vasi trappola, o in base a infestazioni rilevate nell anno precedente, può risultare necessario un intervento localizzato al trapianto con teflutrin, fipronil, benfuracarb, carbosulfan o clorpirifos etile. Nei casi di forte infestazione, i geodisinfestanti non sono sempre in grado di garantire un efficacia soddisfacente, in quanto possono presentare scarso potere abbattente o ridotta persistenza d azione, non impedendo la necessità di risemina. Ciò non toglie che, in caso di presenza di elateridi sotto la soglia economica d intervento, il ricorso a qualunque tipo di intervento chimico appare del tutto ingiustificato, sia dal punto di vista tecnico che economico e ambientale. NOTTUA GIALLA Helicoverpa (Heliotis) armigera La nottua gialla del pomodoro è un lepidottero nottuide in grado di determinare gravi danni produttivi alla coltura. Si tratta di una specie cosmopolita, tipica delle zone temperato-calde, e polifaga. Oltre al pomodoro infesta altre solanacee quali peperone e melanzana ma anche leguminose, cucurbitacee e numerose altre piante coltivate e spontanee. La gravità delle infestazioni di questo lepidottero è aumentata negli ultimi anni e in certe regioni è ormai considerato l insetto chiave della coltura. Gli attacchi di nottua gialla possono essere improvvisi, soprattutto quando derivano da migrazioni da altri Paesi. Accanto alla notevole polifagia e all elevato potenziale migratorio di H. armigera, altre caratteristiche che rendono l insetto un temibile parassita del pomodoro sono l elevata fecondità, il comportamento trofico delle larve e la propensione a sviluppare resistenza agli insetticidi. In Italia la nottua gialla com- pie da 2 a 4 generazioni all anno. Gli impianti di pomodoro a maggiore rischio di danno sono quelli più tardivi. Le larve della prima generazione, infatti, compiono erosioni solo su foglie, boccioli fiorali e fiori; nelle generazioni
9 successive, esse colpiscono direttamente i frutti penetrando e scavando gallerie al loro interno. Le bacche infestate vanno generalmente incontro a marcescenza e cadono al suolo. Una stessa larva può danneggiare numerose bacche e causare gravi danni economici non solo per l effettiva perdita di produzione,ma anche, qualora non si verifichi addirittura il rifiuto dell intera partita, per i maggiori oneri legati alla selezione dei frutti con segni di erosione. I numerosi nemici naturali di H. armigera, tra i quali sono stati segnalati principalmente parassitoidi Imenotteri della famiglia dei Braconidi, difficilmente riescono a contenere le infestazioni delle nottue al di sotto della soglia di danno economico. Tra i mezzi agronomici di difesa si consigliano sarchiature del terreno per uccidere le crisalidi; le lavorazioni invernali, in particolare, espongono larve e crisalidi all azione degli agenti atmosferici. Sembra che un accurato controllo delle malerbe contribuisca a contenere le popolazioni di nottua gialla grazie all eliminazione delle erbe spontanee su cui possono ovideporre le femmine del lepidottero. La difesa chimica risulta efficace solo se effettuata prima che le larve penetrino all interno delle bacche. Per tale motivo, è necessario un accurato monitoraggio della presenza del parassita che permetta di effettuare interventi tempestivi sulle uova o sulle giovani larve. Per individuare la presenza degli adulti e stimare i periodi di massima pullulazione del fitofago ci si può avvalere di trappole luminose o, in modo più pratico, di trappole a feromone sessuale. La cattura degli adulti, tuttavia, non permette di determinare una soglia di intervento in quanto la relazione tra numero di individui catturati e i danni alla coltura si è dimostrata spesso inaffidabile. Per tale motivo, al fine di evitare di effettuare interventi su infestazioni non significative è necessario compiere rilievi sulla coltura indirizzati all individuazione di uova, larve o frutti danneggiati. I trattamenti possono essere compiuti con formulati a base di Bacillus thuringiensis oppure di lufenuron, spinosad, indoxacarb e diverse altre sostanze attive appartenenti alla famiglia chimica dei piretroidi (bifentrin, ciflutrin, deltametrina, lambdacialotrina e zetacipermetrina). L impiego di questi ultimi deve essere limitato a un numero massimo di due all anno per evitare di favorire lo sviluppo del ragnetto rosso. Interventi agronomici Iniziare la difesa sulla base delle informazioni fornite dai Bollettini Provinciali settimanali. Tali Bollettini sono realizzati tenendo conto del modello previsionale I.P.I., e dei rilevamenti aerobiologici e sui campi spia. - Impiego di seme sano; - ampie rotazioni colturali; - evitare ristagni idrici e limitare le irrigazioni. - Impiego di seme certificato per X. campestrispv. Vesicatoria e C. michiganensissubs. michiganensis. Conservare la documentazione; - ampie rotazioni colturali (almeno 4 anni). - concimazioni azotate e potassiche equilibrate; - eliminazione della vegetazione infetta, che non va comunque interrata; - è sconsigliato irrigare con acque provenienti da canali o bacini di raccolta i cui fondali non vengano periodicamente ripuliti da residui organici; - trapiantare solo piante non infette dando preferenza a cv. tolleranti; -sarchiature Tab. 1 - Difesa del pomodoro da mensa in pieno campo Interventi chimici Principi attivi e ausiliari Modalità d impiego CRITTOGAME Peronospora (Phytophthora infestans) Dodina Fosetil Al Benalaxil Metalaxil Dimetomorf Cimoxanil Azoxystrobin Famoxadone Iprovalicarb Mancozeb Metiram Alternariosi (Alternaria alternata, Alternaria porri f.sp. solani) Antracnosi (Colletotrichum coccodes) Septoriosi (Septoria lycopersici) Azoxystrobin Famoxadone Difenconazolo BATTERIOSI Pseudomonas syringae pv.tomato Xanthomonas campestris pv.vesicatoria Clavibacter michiganensis subsp.michiganensis Pseudomonas corrugata Acibenzolar-S-metile Sono da privilegiare, soprattutto in fase iniziale, prodotti rameici che oltre a combattere la peronospora possiedono anche una certa azione batteriostatica. In condizioni di elevata umidità è opportuno ricorrere a prodotti sistemici mentre in prossimità della raccolta è preferibile impiegare prodotti a breve intervallo di sicurezza. Con Benalaxil e Metalaxil massimo 3 interventi all anno con formulazioni Xi. Con Dimetomorf, Cimoxanil, Famoxadone, Iprovalicarb, Mancozeb e Metiram massimo 3 interventi all anno. Con Azoxystrobin al massimo 2 interventi all anno. Indipendentemente dall avversità Famoxadone e Azoxystrobin possono essere utilizzati complessivamente non più di 3 volte all anno. Sospendere gli interventi con Mancozeb e Metiram 21 giorni prima della raccolta. Solitamente non sono necessari interventi specifici perché quelli antiperonosporici sono attivi anche verso queste malattie. Per attacchi gravi e in zone particolarmente umide è consigliabile un trattamento comparsa dei primi sintomi ed un secondo 8-10 giorni dopo. Con Famoxadone massimo 3 interventi all anno. Con Azoxystrobin al massimo 2 interventi all anno. Indipendentemente dall avversità Famoxadone e Azoxystrobin non possono essere impiegati complessivamente più di 3 volte all anno. Con Difenconazolo massimo 3 interventi all anno. Solo negli impianti ad alto rischio si può intervenire, prima della comparsa dei sintomi, al massimo 3 volte dopo la semina o il trapianto ad intervalli minimi di 6-7 giorni. Con Acibenzolar-S-metile massimo 4 interventi all anno.
10 Avvizzimento batterico delle solanacee o marciume bruno (Ralstonia solanacearum) In applicazione del D. M. 23/02/2000 di lotta obbligatoria contro Ralstonia solanacearum, segnalare tempestivamente al Servizio Fitosanitario Regionale l'eventuale presenza di sintomi sospetti allo scopo di poter eseguire gli opportuni accertamenti di laboratorio. VIROSI (CMV, PVY, ToMV) Per le virosi trasmesse da afidi in modo non persistente (virus del mosaico del cetriolo CMV, virus Y della patata PVY) valgono le considerazioni generali di difesa. Per il trapianto usare piantine ottenute in semenzali prodotti in vivai con sicura protezione dagli afidi. Per le virosi trasmesse per contatto (virus del mosaico del pomodoro ToMV) è fondamentale l'impiego di seme esente dal virus o sottoposto a disinfezione mediante trattamenti fisici o chimici. FITOFAGI Elateridi (Agriotesspp. ) - Evitare la coltura in successione ad erba medica per almeno due anni; - con infestazioni in atto effettuare lavorazioni superficiali nell'interfila, per modificare le condizioni igrometriche e per favorire l'approfondimento delle larve nel terreno. Teflutrin Fipronil Benfuracarb Carbosulfan Nematode galligeno (Meloidogyne spp. ) Sono presenti nei terreni prevalentemente sabbiosi; impiego di varietà resistenti (Nemador, Trajan) FITOFAGI OCCASIONALI Afidi (Myzus persicae, Macrosiphum euphorbiae) - In generale, le infestazioni afidiche si esauriscono nell'arco di 10 giorni e sono ben controllate dagli ausiliari presenti in natura. Imidacloprid Thiamethoxan Acetamiprid Fluvalinate (*) Nottue terricole (Agrotis ipsilon, Agrotis segetum) Alfametrina (*) Lambdacialotrina (*) Deltametrina (*) Bifentrin (*) Zetacipermetrina (*) Ciflutrin (*) Alfacipermetrina (*) Altica Deltametrina (*) Cimice verde (Nezara viridula) Estratto di piretro Dorifora (Leptinotarsa decemlineata Bacillus thuringiensis Ragnetto rosso (Tetranychus urticae) Clofentezine Exitiazox Abamectina Fenpiroximate Tebufenpirad Nottua gialla del pomodoro (Heliotis armigera) Bacillus thuringiensis Lambdacialotrina (*) Deltametrina (*) Zetacipermetrina (*) Bifentrin (*) Ciflutrin (*) Lufenuron Spinosad Indoxacarb - Distribuzione localizzata ove sia stata accertata la presenza di larve secondo le modalità riportate nel disciplinare o in base a infestazioni rilevate nell'anno precedente. Soglia: attendere che almeno il 10% delle piante siano infestate da colonie in accrescimento presenti in 4 o 5 metri lineari cadauno, lungo la diagonale dell'appezzamento e, in ogni caso, verificare la presenza di insetti utili. Con Imidacloprid, Thiamethoxan e Acetamiprid massimo 1 intervento all anno. Con piretroidi (*) indipendentemente dall avversità sono ammessi 2 interventi all anno. Ove possibile intervenire in modo localizzato sui bordi. Impiegabili contro M. persicaee nelle zone ove sono temibili attacchi di virosi. Soglia: 1 larva/5 m lineari di fila in 4 punti di 5 metri lineari cadauno lungo la diagonale dell'appezzamento, su piante all'inizio dello sviluppo. Intervenire in maniera localizzata su banda lungo la fila. Indipendentemente dall'avversità sono ammessi due interventi all'anno con piretroidi (*). Soglia: presenza su piante all'inizio dello sviluppo. Indipendentemente dall'avversità sono ammessi due interventi all'anno con piretroidi (*). Limitare l'intervento alle sole coltivazioni ove è stata rilevata una presenza diffusa e significativa di cimici. Limitare il trattamento alle fasce perimetrali dell'appezzamento, su quelle ai lati di fossi, cavedagne incolti. Soglia: infestazione generalizzata. Da impiegare, preferibilmente, contro larve giovani. L'intervento è giustificato solo in presenza di focolai precoci di infestazioni con evidenti aree decolorate delle foglie. Al massimo 1 intervento acaricida all'anno. Soglia: 2 piante con presenza di uova o larve su 30 piante controllate per appezzamento. Si consiglia di controllare il volo con trappole a feromoni. Con piretroidi massimo 2 interventi all anno (*). Con Lufenuron massimo 1 intervento all anno. Con Spinosad massimo 2 interventi all anno. Si consiglia l'utilizzo di Spinosad e Indoxacarb sulle uova, prima che schiudano.
11 Anche nel fuori suolo fondamentale la prevenzione Un alternativa interessante all impiego dei geodisinfestanti è costituita dalle colture fuori suolo, dove l utilizzo di substrati inerti per la coltivazione delle piante permette di evitare i problemi fitosanitari legati al terreno. Sotto l aspetto dell emissione di sostanze chimiche nell ambiente, i sistemi idroponici a ciclo chiuso, a differenza di quelli in cui la soluzione circolante non viene recuperata, possono essere senza dubbio considerati a impatto ambientale contenuto. In questi sistemi, tuttavia, il forte rischio di diffusione di patogeni radicali e vascolari ( Pythium, Fusarium, Verticillium, Agrobacterium, TMV, ecc.) attraverso la soluzione circolante impone la necessità di operare una disinfezione del liquido recuperato mediante diversi mezzi chimici o fisici: raggi UV, calore, acqua ossigenata, ozono, cloro. Oltre alla difficoltà di ottenere risultati sempre soddisfacenti, i suddetti metodi di sterilizzazione hanno in comune l inconveniente dell elevato costo e della creazione del vuoto biologico nella soluzione circolante. Maggiormente selettivo da questo punto di vista, in quanto basato su principi di natura non solo fisica ma anche biologica, è la tecnica della filtrazione lenta su substrati di diverso tipo (sabbia, pozzolana, lana di vetro e lana di roccia). Con tutta probabilità anche per le colture fuori suolo l approccio più valido per una razionale gestione della difesa è rappresentato dall integrazione di differenti metodi: filtrazione lenta, innesto erbaceo, impiego di microrganismi antagonisti e, soprattutto, oculata gestione della fertirrigazione e del clima della serra. Studi pluriennali dimostrano l importanza della gestione agronomica nei sistemi fuori suolo: limitando al massimo le alterazioni dell equilibrio ionico della soluzione circolante, oltre che gli stress idrici, termici e igrometrici, è possibile ridurre fortemente i problemi fitosanitari, spesso legati a condizioni ambientali che favoriscono lo sviluppo degli organismi dannosi e che rendono le piante più suscettibili alle avversità.
La gestione della difesa in orticoltura biologica
Roma, 16 ottobre 2007 La difesa delle colture in agricoltura biologica La gestione della difesa in orticoltura biologica Sergio Gengotti ASTRA - Innovazione e sviluppo CRPV Centro Ricerche Produzioni Vegetali
Bollettino di Difesa Integrata obbligatoria
del 24-06-2015 Provincia di BOLOGNA Bollettino di Integrata obbligatoria PREVISIONI DEL TEMPO (24/06/15) Un vasto promontorio anticiclonico, in espansione sull europa occidentale manterrà sulla nostra
Botrite e Sclerotinia: due crittogame delle orticole Raito (Salerno), 19 settembre 2013
Botrite e Sclerotinia: due crittogame delle orticole Raito (Salerno), 19 settembre 2013 Dott.ssa Flavia Grazia Tropiano Servizio Fitosanitario Regione Campania Le orticole in Campania in cifre Nel 2012
Avversità della patata. Filippini Paola Ortofrutticola Parma srl
Avversità della patata Filippini Paola Ortofrutticola Parma srl AVVERSITA PRINCIPALI PATATA Crittogame Peronospora Alternaria Rizoctonia Scabbie (argentea,comune, ecc) Fusarium Cancrena secca Nematodi
Alcune malattie fungine dell olivo
Alcune malattie fungine dell olivo Massimo Pilotti CRA- Centro di Ricerca per la Patologia Vegetale ROMA Malattia fungina nota già nel dopoguerra nelle zone di coltivazione meridionali. Segnalazioni del
(Hydrangea macrophylla) Phytophtora sp. - Pythium sp. (marciumi basali) Rhizoctonia solani. (mal del colletto) Famiglia: Saxifragaceae
Hydrangea macrophylla) Famiglia: Saxifragaceae Phytophtora sp. - Pythium sp. marciumi basali) Questi funghi determinano lo sviluppo di un marciume bruno-violaceo nella parte basale della pianta P Creare
Il pirodiserbo in frutti-viticultura:
Il pirodiserbo in frutti-viticultura: l innovazione tecnologica per favorire la sostenibilità ambientale. www.pirodiserbo.it La nuova Organizzazione Comune di Mercato per il settore ortofrutticolo (Reg.
Principali avversità e fisiopatie del pomodoro da industria
Principali avversità e fisiopatie del pomodoro da industria Edizione 2014 Insetti e acari Avversità Biologia e Sintomatologia Danni Elateridi Agriotes spp. Svernano come larva in differenti stadi o adulti
CEREALI (autunno-vernini) (frumento duro, frumento tenero, orzo, avena, farro e triticale)
CEREALI (autunno-vernini) (frumento duro, frumento tenero, orzo, avena, farro e triticale) Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti
IMPORTANZA DEL MONITORAGGIO DELLE COLTURE NELLA DIFESA INTEGRATA E I NUOVI ORIENTAMENTI DELLA NORMATIVA EUROPEA
IMPORTANZA DEL MONITORAGGIO DELLE COLTURE NELLA DIFESA INTEGRATA E I NUOVI ORIENTAMENTI DELLA NORMATIVA EUROPEA Dott.ssa Flavia Grazia Tropiano SeSIRCA Regione Campania Caserta 24 novembre 2011 La difesa
La rotazione delle colture
La rotazione delle colture Ultimi aggiornamenti: 2011 La rotazione delle colture è una tecnica colturale le cui origini si perdono nella notte dei tempi; trattasi sostanzialmente di una tecnica basata
COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA?
Cos è la Produzione Integrata (PI). Con questo scritto desidero fare una cronistoria sulla produzione integrata, un sistema di lotta iniziato negli anni 80, dove un ticinese nella persona del Dott. Mario
Progetto Miglioramento della Qualità della Produzione dell olio di oliva ed impatto ambientale
A G E A Agenzia per le erogazioni in agricoltura Progetto Miglioramento della Qualità della Produzione dell olio di oliva ed impatto ambientale Associazione Produttori Olivicoli C.N.O. aderente al Finanziato
VIROSI DEL PEPERONE E DEL POMODORO
VIROSI DEL PEPERONE E DEL POMODORO I virus che più comunemente colpiscono queste colture, e che negli ultimi anni hanno causato gravi perdite di prodotto commerciale, sono il virus del mosaico del cetriolo
Difesa Integrata di: Farro
Difesa Integrata di: Farro Carbone (Ustilago tritici) Carie (Tilletia spp.) Fusariosi (Fusarium spp.) Nerume (Alternaria spp., Cladosporium herbarum, Epicoccum nigrum) Oidio (Erysiphe graminis) Ruggini
Metodologie di difesa fitosanitaria
Metodologie di difesa fitosanitaria La difesa delle piante con prodotti fitosanitari ebbe inizio con la scoperta della proprietà fungicida del solfato di rame avvenuta oltre un secolo fa. Per molto tempo
Metodi di controllo di Cydalima perspectalis (Walker)
Metodi di controllo di Cydalima perspectalis (Walker) Dott. For. Daniele Benassai Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Firenze Giovedì 2 ottobre e Mercoledì 12 novembre 2014 Palazzo Vecchio
Le avversità delle piante ornamentali
Seminario Grottammare (AP) Le avversità delle piante ornamentali La gestione delle avversità in ambito urbano Luigi Delloste Per avversità ambientale si intende qualsiasi evento, sia di origine climatica
Schede colturali in agricoltura biologica Pomodoro da mensa
Schede colturali in agricoltura biologica Pomodoro da mensa La difesa fitosanitaria Afidi: Myzus persicae, Macrosiphum euphorbiae, Aphis gossypii Con le sue punture causano la sottrazione di linfa, ma
Anno 2014. Rapporto ambientale
Anno 2014 Rapporto ambientale 1 ANNO 2014 Nell anno 2005 la SITI TARGHE S.r.l. ha ottenuto la certificazione ambientale secondo la norma internazionale ISO 14001:2004, rinnovata nel 2008, nel 2011 e nel
Disciplina ambientale - Anno 2012
OCM (Reg. CE n. 1234/07 - Reg. CE n. 1580/07) Disciplina ambientale - Anno 2012 Villanova di Castenaso 22 marzo 2012 Attenzione: per l anno 2012 viene applicata la Disciplina Ambientale vigente nell anno
LA DISINFEZIONE CON IL CALORE: «Una tecnica che premia Produttori e Consumatori. Marco Mingozzi Giovanni Zambardi
LA DISINFEZIONE CON IL CALORE: «Una tecnica che premia Produttori e Consumatori Marco Mingozzi Giovanni Zambardi Le Officine Mingozzi si occupano della costruzione, sperimentazione ed espansione dei campi
(funghi, muffe e batteri) alle radici ed al colletto della pianta. Al contrario, la carenza d acqua, porta la pianta a stress da appassimento ed a
L ACQUA L elemento acqua è costituente degli esseri viventi, sia animali che vegetali, superando in alcuni casi anche il 90% della composizione. L acqua per le piante è un elemento indispensabile in quanto
Utilizzo dei prodotti fitosanitari nella coltivazione del mais Annata agraria 2006-2007
11 luglio 2008 Utilizzo dei prodotti fitosanitari nella coltivazione del mais Annata agraria 2006-2007 L Istat rende disponibili i principali risultati dell indagine campionaria sull utilizzo dei prodotti
RICCADONA OSCAR DANIELE Centro Forniture Giardinaggio
RICCADONA OSCAR DANIELE Centro Forniture Giardinaggio Via Volpare 104/B - 37069 Villafranca di Verona (VR) IT tel. / fax (+39) 045 6300192 - cell. (+39) 348 0069434 website: www.riccadona.it e-mail: [email protected]
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEL POMODORO DA INDUSTRIA CAMPGANA 2006-2007
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEL POMODORO DA INDUSTRIA CAMPGANA 2006-2007 PREMESSA Il presente disciplinare del pomodoro da industria è trasmesso a tutti i soci produttori e conferenti alla Cooperativa Ortofrutta
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI. Standard tecnico ai sensi dell art. 49 comma 2 lettera c) del D.
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI Standard tecnico ai sensi dell art. 49 comma 2 lettera c) del D.lgs 214/2005 Criteri di monitoraggio e di gestione delle infestazioni dell organismo
Allegato I. Parte A Obiettivi formativi
Allegato I Parte A Obiettivi formativi Tenuto conto dei contenuti formativi riportati nell Allegato I del decreto legislativo n. 150/2012, si riportano di seguito i contenuti comuni degli specifici corsi
Marina Barba Centro di ricerca per la Patologia Vegetale - Roma F. Campanile, B. Giuliano, F. Miracolo, A. Pentangelo, M.
Campagna 2014: Problematiche fitosanitarie del pomodoro Marina Barba Centro di ricerca per la Patologia Vegetale - Roma F. Campanile, B. Giuliano, F. Miracolo, A. Pentangelo, M. Tridentino Il 2014 è stato
NOVITà TERVIGO SC 1 efficace contro i nematodi dal trapianto alla raccolta
NOVITà TERVIGO SC 1 efficace contro i nematodi dal trapianto alla raccolta Da oggi anche su melone TERVIGO SC 1 il nuovo nematocida ad elevata efficacia TERVIGO SC 1 è il nuovo nematocida Syngenta a base
CONTROLLO DEI FITOFAGI: AZADIRACTINA
Sei in: coltivazioni biologiche>ortaggi>prodotti fitosanitari in orticoltura CONTROLLO DEI FITOFAGI: AZADIRACTINA Con le seguenti schede si vogliono illustrare i campi di azione, in orticoltura, di alcuni
Bollettino Agrometeorologico Viticoltura
Viale Bornata 11 25123 Brescia tel 3.362285-3677 [email protected] Bollettini e schede del Manuale di Viticoltura del CVP su: www.centrovitivinicoloprovinciale.it - BOLLETTINO
C E T R I O L O SOSTANZE ATTIVE E AUSILIARI. NOTE E LIMITAZIONE D USO (1) Al massimo 2 interventi all anno indipendentemente dall avversità
CRITTOGAME Peronospora (Peronospora cubensis) C E T R I O L O n serra e in pieno campo: intervenire quando sono presenti i sintomi e/o si instaurano le condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo del
Organismi Geneticamente. Vademecum sugli OGM Cosa sono e quali sono le loro caratteristiche ed effetti
Organismi Geneticamente Modificati Estratto da FederBio 2014 Vademecum sugli OGM Cosa sono e quali sono le loro caratteristiche ed effetti In Italia è vietata la coltivazione di OGM, anche se non ne è
LA MOSCA DELLE OLIVE Bactroceraoleae
LA MOSCA DELLE OLIVE Bactroceraoleae 1 LA MOSCA DELLE OLIVE Principale parassita dell olivo Numerodigenerazionida2-3finoa4-7/anno Latitudine Altitudine Andamento climatico Permanenza di olive sulle piante
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6
MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6 INDICE GESTIONE DELLE RISORSE Messa a disposizione delle risorse Competenza, consapevolezza, addestramento Infrastrutture Ambiente di lavoro MANUALE DELLA QUALITÀ Pag.
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DEL CECE
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DEL CECE AGGIORNAMENTO 2005 3A - PARCO TECNOLOGICO AGROALIMENTARE DELL UMBRIA PREMESSA Il metodo di produzione su cui si basa l agricoltura integrata prevede l utilizzo
Uso sostenibile dei fumiganti per il contenimento dei patogeni terricoli in orticoltura
Uso sostenibile dei fumiganti per il contenimento dei patogeni terricoli in orticoltura LIFE08 ENV/IT/00432 Paola Colla, M. Lodovica Gullino Centro di Competenza per l innovazione in campo agro-ambientale
Periodo di potature? Fate attenzione...
Periodo di potature? Fate attenzione... Gli alberi non sono tutti uguali e non si potano tutti allo stesso modo o con la stessa frequenza. La potatura delle specie arboree viene, infatti, effettuata per
7.2 Controlli e prove
7.2 Controlli e prove Lo scopo dei controlli e delle verifiche è quello di: assicurare che l ascensore sia stato installato in modo corretto e che il suo utilizzo avvenga in modo sicuro; tenere sotto controllo
REGIONE LAZIO DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA SERVIZIO FITOSANITARIO REGIONALE VAIOLATURA DELLE DRUPACEE O SHARKA
REGIONE LAZIO DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA SERVIZIO FITOSANITARIO REGIONALE VAIOLATURA DELLE DRUPACEE O SHARKA La sharka o vaiolatura delle drupacee è una grave malattia provocata da un virus, Plum
REGIONE EMILIA-ROMAGNA Atti amministrativi
REGIONE EMILIA-ROMAGNA Atti amministrativi GIUNTA REGIONALE Atto del Dirigente a firma unica: DETERMINAZIONE n 15648 del 30/10/2014 Proposta: DPG/2014/16302 del 30/10/2014 Struttura proponente: Oggetto:
Le principali problematiche da malattia degli orti e dei frutteti
Le principali problematiche da malattia degli orti e dei frutteti Foto.A.Tantardini Foto.A.Tantardini Foto.A.Tantardini Foto.A.Tantardini Foto.A.Tantardini Milano, 11 marzo 2013 A cura di: Beniamino Cavagna
si comporta come perenne grazie alla sua propagazione attraverso i tuberi
LA PATATA Famiglia delle solanacee Genere solanum Pianta erbacea coltivata come annuale ma che in natura si comporta come perenne grazie alla sua propagazione attraverso i tuberi I fiori sono riuniti a
I Controlli in campo alle coltivazioni destinate alla produzione di sementi ibride di girasole
Milano 18 marzo 2014 I Controlli in campo alle coltivazioni destinate alla produzione di sementi ibride di girasole Dott. Stefano Gualanduzzi Ricercatore CRA-SCS Sede di Bologna Percentuali di allogamia
Gestione integrata degli insetti nocivi della FRAGOLA: tripide e moscerino dei piccoli frutti. Aggiornamenti tecnici e normativi
Gestione integrata degli insetti nocivi della FRAGOLA: tripide e moscerino dei piccoli frutti. Aggiornamenti tecnici e normativi SOSTENIBILITA FORMAZIONE PROFESSIONALE PAN 26 novembre 2015 gli utilizzatori
Prove di contenimento della piralide mediante l impiego di Trichogramma brassicae
Prove di contenimento della piralide mediante l impiego di Trichogramma brassicae Esperienze realizzate presso l azienda sperimentale di Veneto Agricoltura Vallevecchia - Caorle (VE) anni 2010-2011 Mauro
La Septoriosi del frumento
La Septoriosi del frumento Angelo Sarti, ASTRA Innovazione e Sviluppo U.O. Mario Neri Imola (BO) [email protected] La Septoriosi del frumento è una malattia comunemente presente nei nostri
REGIONE LAZIO Direzione Regionale Agricoltura
REGIONE LAZIO Direzione Regionale Agricoltura AREA SERVIZI TECNICI E SCIENTIFICI, SERVIZIO FITOSANITARIO REGIONALE Tuta absoluta (Meyrick) minatrice fogliare del pomodoro (tomato leaf miner) Lista ALLERT
La valutazione del rischio chimico
La valutazione del rischio chimico Introduzione Per sua stessa definizione, l agente chimico è una sostanza o un preparato di natura chimica. L agente chimico può presentarsi sotto forma di gas, vapore,
PROGRAMMA Formazione e aggiornamento degli utilizzatori professionali e dei consulenti fitosanitari
PROGRAMMA Formazione e aggiornamento degli utilizzatori professionali e dei consulenti fitosanitari Tenuto conto dei contenuti formativi riportati nel PAN, nell Allegato I del decreto legislativo n. 150/2012,
Ammendante Compostato Misto
Ammendante Compostato Misto Cos è il Compost? Il Compost deriva da rifiuti, come buona parte dei fertilizzanti, dal letame alla farina di carne, dal cuoio idrolizzato al solfato ammonico. Il Compost non
DEUMIDIFICATORI PER CELLE FRIGO
DEUMIDIFICATORI PER CELLE FRIGO Tecnoklima s.r.l. Via Della Repubblica, 1 40050 Granarolo dell'emilia (BO) P. IVA 02608511206 Telefono 0516056846-0516066593 Fax 051761367 [email protected] Sulla base
Attivatore delle autodifese della pianta per la lotta contro il cancro batterico dell actinidia (PSA)
BION 50 WG Attivatore delle autodifese della pianta per la lotta contro il cancro batterico dell actinidia (PSA) BION 50 WG ha ottenuto la registrazione di emergenza fitosanitaria ai sensi dell art. 53,
ACARI CLASSIFICAZIONE. Regno:Animalia Phylum:Arthropoda Classe: Aracnida CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI ACARI
I PRINCIPALI NEMICI DELLE NOSTRE PIANTE ACARI CLASSIFICAZIONE Regno:Animalia Phylum:Arthropoda Classe: Aracnida CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI ACARI Gli Acari sono degli artropodi (dal greco "artros =
Strumenti della nuova PAC per l attuazione del Piano nazionale sull uso sostenibile dei prodotti fitosanitari
Strumenti della nuova PAC per l attuazione del Piano nazionale sull uso sostenibile dei prodotti fitosanitari Dr. Giuseppe CACOPARDI MIPAAF Direzione Generale Sviluppo Rurale PRIORITÀ DELL UNIONE IN MATERIA
Tecnica colturale della soia
Tecnica colturale della soia Modulo di sistemi foraggeri Andrea Onofri Perugia, A.A. 2009-2010 1 Contenuti Contents 1 Impianto 1 2 Fertilizzazione 2 3 Cure colturali 2 1 Impianto Scelta varietale 1. Le
ΕΡΓ. ΓΕΩΡΓΙΚΗΣ ΜΗΧΑΝΟΛΟΓΙΑΣ TEL.: (+30210)5294040 FAX: (+301)5294032 ΚΑΘ. Ν. ΣΥΓΡΙΜΗΣ email:[email protected], www.aua.gr/ns
ORTICOLE IN SERRA Preparazione del terreno Trapianto Post-Trapianto Inizio accrescimento vegetativo Accrescimento vegetativo Fioritura Allegagione Ingrossamento bacche frutti Invaiatura Maturazione Obiettivo/Problema
Prevenzione Formazione ed Informazione
Il Rischio Sismico Prevenzione Formazione ed Informazione Giuseppe Licata Esperto in Sistemi Informativi Territoriali e Telerilevamento. Laureando in Scienze Geologiche, curriculum rischi geologici Il
Pomodoro da industria
Pomodoro da industria La coltivazione del pomodoro da industria ben si adatta all agricoltura biologica e permette di ottenere buoni livelli produttivi e qualitativi. Il pomodoro è dotato di un apparato
Rapporto ambientale Anno 2012
Rapporto ambientale Anno 2012 Pagina 1 di 11 1 ANNO 2012 Nell anno 2005 la SITI TARGHE srl ha ottenuto la certificazione ambientale secondo la norma internazionale ISO 14001:2004, rinnovata nel 2008 e
COMUNE DI RAVENNA GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI)
COMUNE DI RAVENNA Il sistema di valutazione delle posizioni del personale dirigente GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI) Ravenna, Settembre 2004 SCHEMA DI SINTESI PER LA
LA SCELTA VARIETALE IN ASPARAGO È STRATEGICA. Agostino Falavigna [email protected]. www.entecra.it. Badoere di Morgano 20 settembre 2013
1 www.entecra.it LA SCELTA VARIETALE IN ASPARAGO È STRATEGICA Agostino Falavigna [email protected] Badoere di Morgano 20 settembre 2013 21/09/2013 CRA-Unità di Ricerca per l Orticoltura (Montanaso
Diffusione Xylella fastidiosa: EVITARE INUTILI ALLARMISMI!!!
Diffusione Xylella fastidiosa: EVITARE INUTILI ALLARMISMI!!! Stiamo purtroppo assistendo al diffondersi di un inutile quanto infondato ed incauto allarmismo, dovuto all ipotetica presenza nel comprensorio
Tasso di occupazione per fasce di età. Provincia di Piacenza, 2009 90,3 83,1 77,7 27,6 16,4. 15-24 anni. 25-34 anni. 45-54 anni.
La situazione occupazionale dei giovani in provincia di Piacenza Premessa Una categoria di soggetti particolarmente debole nel mercato del lavoro è rappresentata, di norma, dai lavoratori di età più giovane
Piano Sementiero Nazionale per l Agricoltura Biologica
Piano Sementiero Nazionale per l Agricoltura Biologica Presentazione dei risultati del secondo biennio di attività Linee guida e disciplinari per la produzione di sementi biologiche D.ssa Alessandra Sommovigo
Gestione della politica monetaria: strumenti e obiettivi corso PAS. Mishkin, Eakins, Istituzioni e mercati finanziari, 3/ed.
Gestione della politica monetaria: strumenti e obiettivi corso PAS 1 Anteprima Con il termine politica monetaria si intende la gestione dell offerta di moneta. Sebbene il concetto possa apparire semplice,
Codice Ambientale. Scopo e campo di applicazione. Definizioni
Codice Ambientale Scopo e campo di applicazione Il presente documento, regola le norme che il personale della Società Nava deve rispettare nell esecuzione dei servizi di pulizia in merito alle modalità
RIDURRE I COSTI ENERGETICI!
Otto sono le azioni indipendenti per raggiungere un unico obiettivo: RIDURRE I COSTI ENERGETICI! www.consulenzaenergetica.it 1 Controllo fatture Per gli utenti che sono o meno nel mercato libero il controllo
SEMINA DIRETTA (SENZA ARATURA) E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI GRANO TENERO: VANTAGGI AGRONOMICI ED ECONOMICI
SEMINA DIRETTA (SENZA ARATURA) E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI GRANO TENERO: VANTAGGI AGRONOMICI ED ECONOMICI Anno 2006/2007 A cura dell ufficio Agronomico Italpollina Spa OBIETTIVO
Innovazioni in campo energetico per le produzioni florovivaistiche in serra
Innovazioni in campo energetico per le produzioni florovivaistiche in serra Attività svolte dalla Comunità Montana Ponente Savonese Giacomo Roccaforte Descrizione Sperimentazione Presso il Vivaio Isolabella
SVILUPPO, CERTIFICAZIONE E MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA SECONDO LA NORMA BS OHSAS 18001:2007
Progettazione ed erogazione di servizi di consulenza e formazione M&IT Consulting s.r.l. Via Longhi 14/a 40128 Bologna tel. 051 6313773 - fax. 051 4154298 www.mitconsulting.it [email protected] SVILUPPO,
REGOLAMENTO SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
COMUNE DI VIANO PROVINCIA DI REGGIO EMILIA REGOLAMENTO SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI Approvato con deliberazione di G.C. n. 73 del 28.11.2000 INDICE TITOLO 1 ART. 1 ART. 2 ART. 3 ART. 4 ART. 5 ART.
I funghi hanno la funzione di decomporre le sostanze morte e così consentono alla sostanza organica di mettersi in circolo nel terreno.
I funghi hanno la funzione di decomporre le sostanze morte e così consentono alla sostanza organica di mettersi in circolo nel terreno. L eccesso di piogge (forze lunari) in presenza di calore, aumenta
Prevenzione e protezione incendi nelle attività industriali
Prevenzione e protezione incendi nelle attività industriali Scopo della prevenzione incendi è il conseguimento della sicurezza contro gli incendi mediante la determinazione degli strumenti idonei ad ottenere:
Città sostenibili. M. Bariselli
I carabidi delle ombrellifere M. Bariselli La situazione in campagna Agricoltori Cittadini Il gestore del terreno nel quale sia accertata dai tecnici dell AUSL la presenza di colture collegabili all
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2015 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > POMODORO A PIENO CAMPO
Regione EmiliaRomagna Disciplinari di produzione integrata 2015 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > POMODORO A PIENO CAMPO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione
MODULO DIFESA Programma dettagliato (8 CFU)
MODULO DIFESA Programma dettagliato (8 CFU) Titolo: Prodotti fitosanitari utilizzabili in Agricoltura biologica Docente: Renato Capasso Finalità. L'uso dei prodotti fitosanitari di origine naturale si
Oidio e black rot. Linea di protezione Syngenta
Oidio e black rot Linea di protezione Syngenta Il fungicida di ultima generazione contro l oidio Cidely è il nuovo antioidico di Syngenta dotato di caratteristiche uniche e innovative che lo rendono uno
ASPETTI TECNICI COLTURALI ED ECONOMICI DELL'IMPIANTO DI UNA TARTUFAIA DI TARTUFO NERO PREGIATO
ASPETTI TECNICI COLTURALI ED ECONOMICI DELL'IMPIANTO DI UNA TARTUFAIA DI TARTUFO NERO PREGIATO Progetto di valorizzazione del Tartufo della Marca di Camerino Dott.For. Emiliano Pompei 31 marzo 2009 LA
AMPLIGO, doppia azione insetticida contro i parassiti del mais
, doppia azione insetticida contro i parassiti del mais La soluzione di Syngenta per il controllo della piralide del mais Doppia efficacia insetticida è un prodotto insetticida con rapida efficacia e lunga
BOLLETTINO DI PRODUZIONE BIOLOGICA ED INTEGRATA N 17 DEL 29.07.2015
BOLLETTINO DI PRODUZIONE BIOLOGICA ED INTEGRATA N 17 DEL 29.07.2015 Le informazioni di seguito riportate fanno riferimento alle disposizioni relative ai Regolamenti CE sull Agricoltura Biologica n 834/2007
Linee guida per la rilevazione sistematica della customer satisfaction tramite emoticons
Allegato 1 Linee guida per la rilevazione sistematica della customer satisfaction tramite emoticons 1. Premessa La rilevazione della customer satisfaction è utilizzata da molte amministrazioni per misurare
batterica batterico Agente Causale Clavibacter michiganensis subsp. michiganensis
Cancro batterico Clavibacter michiganensis subsp. michiganensis Si osserva avvizzimento asimmetrico delle foglie e striature chiare lungo il rachide fogliare, i piccioli ed il fusto che, in seguito, si
L attuazione del PAN nel razionalizzare l applicazione dei prodotti fitosanitari. Piacenza 22 novembre 2013
L attuazione del PAN nel razionalizzare l applicazione dei prodotti fitosanitari Piacenza 22 novembre 2013 Obiettivo La 128/2009/CE istituisce un quadro per realizzare un uso sostenibile dei PF per: assicurare
Alto livello igienico
La separazione fra aree che necessitano livelli igienici diversi viene definita zoning. Lo studio del zoning diventa molto importante nella prevenzione contro l entrata di potenziali contaminanti in specifiche
Un po di statistica. Christian Ferrari. Laboratorio di Matematica
Un po di statistica Christian Ferrari Laboratorio di Matematica 1 Introduzione La statistica è una parte della matematica applicata che si occupa della raccolta, dell analisi e dell interpretazione di
Il rischio cancerogeno e mutageno
Il rischio cancerogeno e mutageno Le sostanze cancerogene Un cancerogeno è un agente capace di provocare l insorgenza del cancro o di aumentarne la frequenza in una popolazione esposta. Il cancro è caratterizzato
BS OHSAS 18001: 2007. Occupational. Health. Safety. Assesments. Series
BS OHSAS 18001: 2007 Occupational Health Safety Assesments Series Prefazione La Norma è stata sviluppata per essere compatibile con le Norme: ISO 9001:2000 (Qualità) ISO 14001:2004 (Ambiente) Dr.ssa Carlotta
Chi è il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS
Chi è il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS Definizione di RLS (Art 2, comma 1, lettera i) del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81) persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per
L ANALISI ABC PER LA GESTIONE DEL MAGAZZINO
L ANALISI ABC PER LA GESTIONE DEL MAGAZZINO È noto che la gestione del magazzino è uno dei costi nascosti più difficili da analizzare e, soprattutto, da contenere. Le nuove tecniche hanno, però, permesso
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > FARRO
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > FARRO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Superficie complessiva: ha 07.16.81, di cui in coltura pura 04.15.39 ha e in coltura consociata ha 03.01.42
Scheda operativa n.5 LE COLTIVAZIONE DELLE PIANTE OFFICINALI Superficie complessiva: ha 07.16.81, di cui in coltura pura 04.15.39 ha e in coltura consociata ha 03.01.42 Premessa Le piante officinali rappresentano
ALLEGATO H VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE DEI DIPENDENTI COMUNE DI CINISI Prov. Palermo
SCHEDA di 3 II Fattore di Valutazione: Comportamenti professionali e organizzativi e competenze Anno Settore Servizio Dipendente Categoria Profilo professionale Responsabilità assegnate DECLARATORIA DELLA
TICCHIOLATURA DEL MELO (Venturia inaequalis)
Schema TICCHIOLATURA DEL MELO () 1. classificazione 2. sintomi A. su foglie B. su fiori C. su frutti 3. ciclo (biologia ed epidemiologia) 4. lotta classificazione CLASSIFICAZIONE Ordine Ascomycetes foto
FITOPATOLOGIA METODI DI DIFESA DELLE PRODUZIONI AGRARIE
FITOPATOLOGIA METODI DI DIFESA DELLE PRODUZIONI AGRARIE PRINCIPI DI FITOPATOLOGIA DEFINIZIONE MALATTIA: insorgenza nelle pianta di processi fisiologici anormali di tipo persistente o semipersistente che
