ASSISTENZA SOCIALE PER LE DONNE MALTRATTATE
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1 ASSISTENZA SOCIALE PER LE DONNE MALTRATTATE Relatrice: Prof.ssa Olivia Bonardi Tesi di Laurea di: Francesca Savoldini
2 ABSTRACT La violenza nei confronti delle donne è un problema sociale diffuso ed importante anche nel nostro Paese. A ricordarcelo sono da un lato le istituzioni internazionali come l Onu e l Unione Europea e dall altro le molte Associazioni e Ong che lavorano da anni per la prevenzione e il contrasto di queste forme di violenza, nonché per la protezione e la sicurezza delle donne che ne sono vittime. Nel mio elaborato ho voluto porre l attenzione sul fenomeno del femminicidio, sulla sua rilevanza sociale ma soprattutto sui bisogni che esso crea nelle donne che ne sono vittime. L obiettivo era quello di evidenziare l esigenza di un ripensamento delle politiche che riguardano la lotta alla violenza di genere e in particolare di quelle finalizzate alla tutela vittime. Nella stesura di questo elaborato ho seguito un percorso ben preciso, che ha avuto inizio dall analisi dell Assistenza Sociale come Diritto garantito dalla nostra Costituzione ed è terminato nella descrizione del più importante strumento di assistenza per le donne maltrattate ovvero i Centri Antiviolenza. L analisi svolta nel primo capitolo mostra come il sistema di assistenza sociale, in Italia, presenti ancora numerose lacune ed inefficienze. Inoltre, la marcata differenziazione regionale cominciata negli anni Sessanta invece di riassorbirsi si è aggravata, creando una cittadinanza sociale frammentata in cui bisogni uguali trovano risposte diverse a seconda dell area di residenza. La libertà dal bisogno rappresenta l obiettivo primario dei moderni ordinamenti anche quanto, come nella nostra Carta costituzionale, questo non viene esplicitato. Diritti quali il diritto alla salute, alla previdenza e all assistenza sociale trovano la loro giustificazione proprio in questo principio. La libertà dal bisogno si collega direttamente anche al principio di uguaglianza sostanziale e cioè alla pretesa di raggiungimento del pieno sviluppo della persona umana e all effettiva partecipazione di ciascuno all organizzazione politica, economica e sociale del paese. La base giuridica su cui si fonda l assistenza sociale è l articolo 38 della Costituzione in cui è formalizzato il diritto al mantenimento e all assistenza sociale per ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere. L aspetto fondamentale di questo articolo non è costituito dalle categorie alle quali garantisce la tutela ma il principio su cui si basa per garantirla e cioè il principio di libertà dal bisogno. Ciò significa che la tutela alle categorie esplicitate è necessaria e indiscutibile ma questa può essere estesa, a discrezione del legislatore ordinario, a qualsiasi soggetto o categoria che necessiti dell intervento pubblico per far fronte ad una situazione di bisogno. Nel secondo capitolo ho individuato le fonti legislative e i documenti internazionali, nazionali e regionali in materia di violenza di genere analizzando, nello specifico, come viene trattato il tema dell assistenza alle vittime. L Italia ha ratificato diversi trattati e convenzioni (ultima quella di Istanbul) ma il quadro legislativo nazionale, in materia, risulta ancora vago e frammentario.
3 L articolo 117 Cost. attribuisce la competenza in materia di assistenza sociale alle Regioni e agli Enti Locali, incaricati di mettere a punto politiche e strumenti concreti basandosi sulle indicazioni generali fornite dallo Stato. Per molto tempo però, le indicazioni generali per quanto riguarda l assistenza alle donne vittime di violenza sono mancate e con loro anche interventi concreti da parte delle Istituzioni. Non si può dire lo stesso per quanto riguarda le Associazioni e le Ong che hanno creato e messo a disposizione numerosi servizi e strutture che si occupano del sostegno (psicologico, economico e legale), della salute e della protezione delle donne vittime di violenza. Sono state le Associazioni a creare i primi Centri Antiviolenza e le prime case rifugio e tutt ora, dopo trent anni dalla loro nascita, la maggior parte di queste sono ancora gestite da Associazioni autofinanziate o finanziate da privati. Il reperimento di risorse per poter continuare le attività di informazione, sostegno e protezione è un problema all ordine del giorno per i Centri Antiviolenza e infatti molti di questi rischiano di chiudere o di dover ridurre al minimo la propria capacità di assistenza. L attenzione mediatica che negli ultimi anni ha interessato il fenomeno sembrava aver acuito la sensibilità politica nei confronti del tema tanto da spingere il Parlamento a ratificare la Convenzione di Istanbul e a varare la Legge sul Femminicidio. Come è avvenuto a livello centrale, anche a livello regionale e locale si sono mossi dei passi in direzione di un miglioramento dell assistenza offerta alle donne, nonché di politiche di sensibilizzazione e contrasto alla violenza di genere. Secondo le Associazioni però tutto questo non è sufficiente. E vero che è stato creato un Piano Nazionale per il contrasto alla violenza di genere e che molte regioni hanno emanato leggi o Piani Regionali in materia ma è altresì vero che i fondi promessi dallo Stato e dalle Regioni molto spesso non arrivano a destinazione. Un ulteriore problema è la disomogeneità della copertura assistenziale a livello regionale che, di fatto crea una cittadinanza sociale frammentata. Ci sono donne che vivono in alcune aree del Paese, soprattutto nel Centro Sud, che non possono accedere, pur avendone formalmente diritto, all assistenza perché lì certe strutture e certi servizi non esistono. Secondo l art. 117 Cost. la responsabilità di garantire a queste donne l accesso ad un loro diritto costituzionale spetta alle Regioni ma è pur vero che lo Stato ad occuparsi della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Inoltre lo Stato, secondo l art. 3, comma 2, Cost. ha il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e quindi ha il dovere di intervenire in quelle situazioni in cui la condizione di bisogno non può essere superata in autonomia dal singolo. I dati relativi alle violenza nei confronti delle donne sono preoccupanti ma per fortuna, grazie ad una nuova presa di coscienza del fenomeno e alle campagne d informazione e sensibilizzazione, il numero di donne che decide di uscire da un contesto di violenza e di rivolgersi ai servizi di assistenza è in costante aumento.
4 La rilevanza sociale del fenomeno e l esigenza di risposte sempre più concrete e diffuse dovrebbe far riflettere sull opportunità di formalizzare a livello Costituzionale la tutela per le donne vittime di violenza, in modo da rafforzare le basi per l esigibilità del diritto all assistenza sociale. Inoltre, vista l imponenza del problema, è necessario che lo Stato si assuma la responsabilità, al di là delle competenze previste dalla Costituzione, di fornire misure di sostegno e tutela per le donne maltrattare. La violenza nei confronti delle donne è una piaga sociale che è rimasta per troppo tempo ignorata, è giunto il momento che le Istituzioni, la società ed ogni cittadino si assumano la responsabilità d intervenire a sostegno delle donne, non solo nella prevenzione e nel contrasto alla violenza, ma anche nella tutela delle molte, troppe, donne che ne sono vittima. INDICE Introduzione Capitolo I L Assistenza Sociale 1. Alle origini dello stato sociale 1.1. I Diritti Sociali nella Costituzione italiana 1.2. L assistenza sociale: struttura 1.2. L assistenza sociale: evoluzione storica 1.3. L assistenza sociale in Italia: le origini e il periodo giolittiano 1.4. Il ventennio fascista 1.5. La Costituzione Repubblicana 1.6. Gli anni d oro del Welfare 1.7. La beneficenza pubblica 1.8. Distorsioni nell espansione del Welfare 1.9. Gli anni Novanta 1.10.La Commissione Onofri 1.11.I primi segni di modernizzazione: la legislazione di centro sinistra ( ) 1.12.La legislatura di Centro Destra ( ) 1.13.Il breve Governo Prodi ( ) 1.14.Il Governo Berlusconi IV 1.15.Un bilancio degli ultimi quindici anni: frammentazione, lacune ed arretratezza 1.16.La costruzione dei sistemi regionali di assistenza sociale
5 Capitolo II L assistenza alle donne vittime di violenza: legislazione e servizi 2. La violenza nei confronti delle donne e l assistenza alle donne vittime di violenza 2.1. In Italia 2.2. I risultati 2.3. La legislazione regionale: il caso lombardo 2.4. Il tavolo Regionale permanente antiviolenza 2.5. I servizi di assistenza per le donne vittime di violenza Telefono Rosa Pangeaprogettoitalia L App Siamo sicure! 2.6. La Rete dei Centri Antiviolenza 2.7. In Lombardia Capitolo III I Centri Antiviolenza 3. Nascita e diffusione dei Centri Antiviolenza 3.1. Presupposti teorici e principi dei Centri Antiviolenza 3.2. A chi si rivolgono i Centri Antiviolenza? 3.3. Gli obiettivi dei Centri Antiviolenza 3.4. Requisiti per la realizzazione di un Centro Antiviolenza 3.5. I servizi offerti dai Centri Antiviolenza 3.6. L importanza di fare Rete Conclusioni Bibliografia Sitografia
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