Coding con bee bot, blue bot e cubetto.

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1 Sceneggiatura coding DOCENTE/I Angela Agosti,Catia Rossetti TITOLO UNITA DIDATTICA (termine generico per indicare un attività didattica omogenea e congruente, a scelta dei docenti può trattarsi di una singola unità, di più unità, di un modulo) DISCIPLINE COINVOLTE CLASSE Coding con bee bot, blue bot e cubetto. Gruppo bambini e bambine di cinque anni SEQUENZE DESCRIZIONE SINTETICA ATTIVITA DIDATTICA 1. La geometria del reticolo: un codice per orientarsi nello spazio. L introduzione del reticolo permette di orientarsi con assoluta precisione su di una superficie piana come il pavimento. Il reticolo suddivide la superficie in un numero definito di spazi uguali corrispondenti ad altrettanti passi che possono essere diretti, in sequenze misurabili verso tutte le direzioni : avanti e indietro, a destra e a sinistra. In un certo senso il reticolo è di ATTIVITÀ DEL DOCENTE Costruisce il reticolo e lo presenta ai bambini, ponendo domande sia per favorire un primo momento di libera interpretazione ( cosa vi sembra?), sia per aiutarli a riconoscerne la struttura. ATTIVITÀ DELLA CLASSE/DEI GRUPPI/DEI SINGOLI STUDENTI Osservano il reticolo e avanzano prime interpretazioni con similitudini: è come una rete, sembra come se ci fossero tante scale, i quadrati sono come quei buchi che si aprono e sotto si cade ( una botola). Un bambino osserva che in realtà è un grande quadrato formato da 25 quadrati piccoli. Per verificare misuriamo e contiamo: risultato TECNOLOGIE IMPIEGATE E FUNZIONI HARDWARE. SOFTWARE, AGGREGATO RE Ipad per documentare Mediatori tecnologici per l attività di coding: bee bot, blue bot e cubetto. EVENTUA LI LINK UTILIZZA TI (NEL CASO DI APP VA BENE ANCHE IL LINK A ITUNES) ASSET (FILE/MATERIALI UTILIZZATI O OTTENUTI) NOME DEL FILE, FORMATO 9h2Yeqw6zccHVz SjlaV2lmM0E/vie w?usp=sharing SPAZI/AMBIENTI IPUFF, MONDRIAN, LAB. DIRE FARE PENSARE. BIBLIOTECA OSVALDO, SALA DELLE COLONNE, LAB. GALILEIANA, BIBLIOTECA LA STANZA DEGLI AQUILONI, JONATHAN. Le attività si sono svolte in aula. Per avere uno spazio libero, abbastanza ampio, sono stati spostati e in parte rimossi alcuni arredi.

2 per sè un codice dello spazio. 2. Attività di orientamento spaziale individualmente e in un gioco cooperativo, con la guida di un compagno. 3. Rappresentazioni grafiche Rappresentiamo, in scala, il reticolo. Rappresentiamo, con frecce, alcuni dei percorso eseguiti e contrassegnati con oggetti. Spiega l attività. Assegna i ruoli di guida e viaggiatore. Si alterna con i bambini nella scelta del percorso, definito in base a criteri come la brevità. Ad esempio: dal punto di partenza bisogna scegliere la strada più breve per andare a salutare la compagna o il compagno seduto intorno al reticolo. Prepara il materiale: fogli di formato A4 e pennarello. Spiega l attività, fornisce modelli. Aiuta nelle fasi perfetto! Attività individuale: il bambino, avuta la consegna, esegue il percorso anticipando le sue scelte. Al termine le valuta e le discute con i compagni. Attività cooperativa: la guida dà il programma di viaggio al compagno che deve eseguire esattamente le sequenze di passi e direzioni indicate. Variante: nel frattempo la guida traccia il percorso collocando piccoli oggetti ( sassi, bottoni, tappi) nei vari spazi del reticolo attraversati. Questa attività permette la visione e la lettura del percorso, dopo che è stato eseguito. Il reticolo in scala (attività individuale): con l aiuto dell insegnante e in un contesto di costruzione collettiva di conoscenze,

3 preliminari di misurazione del foglio per capire quanti quadrati uguali può contenere. cercano di capire come tradurre in scala il reticolo più grande. Nasce un momento di ricerca con domande. Quanto dovranno misurare i quadrati da disegnare sul foglio, per riempirlo il più possibile? Visto che il foglio è rettangolare, come definire, al suo interno uno spazio quadrato a sua volta suddiviso in tanti quadrati di uguale misura? Codificare i percorsi: con frecce direzionali i bambini disegnano una sequenza da leggere e tradurre in un percorso sul reticolo grande. 4. Il mediatore tecnologico: incontriamo bee bot e blue bot. Prima proporre mediatori bambini, l insegnante di i ai ne Comunità di apprendimento e ricerca. I bambini osservano e descrivono i robot:

4 prova il funzionamento. Presentazione: con domande, l insegnante favorisce l osservazione dei componenti con particolare attenzione al significato dei codici, ossia delle frecce direzionali poste sul dorso delle api. Blue bot si presta anche ad una descrizione dei componenti interni, essendo trasparente. sono a forma di ape, hanno rotelle e frecce. Avanzano prime ipotesi in base alla familiarità con altri giocattoli costituti da meccanismi. Si soffermano sulle frecce: ne spiegano il significato. Compiono prime prove libere sul pavimento. Si accorgono che per muovere le api, non basta cliccare sulle frecce. Scoprono l importanza del tasto OK ( invio). Iniziano ad avvicinarsi all idea di programmazione. 5. Attività di coding individualmente e a coppia: definiamo le sequenze di un percorso e programmiamo le api robot. Introduce di nuovo il reticolo e ne spiega la funzione. Si alterna con i bambini nel definire una breve sequenza di comandi per programmare le api. Segue i Comunità di pratica: gli alunni fanno insieme in una pratica collaborativa. I bambini decidono insieme una sequenza di comandi cui dovrà corrispondere il percorso delle api. A turno programmano

5 6. Attività di coding: leggiamo una sequenza e programmiamo. 7. Discussione condivisa sugli errori costruttivi bambini nel loro procedere per tentativi ed errori. Concorda, con il gruppo una sequenza di comandi, la disegna con frecce direzionali. Facilita la discussione con osservazioni e domande. Modula gli interventi, favorendo la costruzione collettiva di conoscenze. Svolge ruolo di monitor per individuare gli aspetti metacognitivi delle riflessioni. le api e verificano l esattezza o meno della procedura. A coppie leggono la sequenza e programmano bee bot e blue bot. Comunità di ricerca. Si confrontano sull esperienza e discutono su dubbi ed errori. Si accorgono che le frecce direzionali verso sinistra o destra fanno compiere alle api una rotazione, ma non un movimento in avanti nella direzione prescelta, come ipotizzavano i bambini. Per far eseguire alle api un passo verso destra, ad esempio, occorre dare due comandi: cliccare prima la freccia a destra e

6 8. Introduciamo cubetto ( cubo robot) e il suo tappeto variopinto per viaggi al mare, in montagna, in città. Insieme ai bambini legge il breve manuale che spiega il funzionamento di cubetto,il robot va programmato attraverso un tablet formato da una tavola di legno con frecce di diverso colore. Spiega il significato del codice colore e delle aree del tablet in cui inserire le frecce. Si sofferma sul significato della freccia blu e del poi la freccia avanti. Discutono, inoltre, della funzione del tasto cancelletto, compresa dopo una serie di errori: per dare una nuova sequenza di comandi, occorre cancellare la sequenza precedente, altrimenti rimane in memoria. Ascoltano, osservano, pongono domande. Compiono prime prove, con l ausilio dell insegnante che, inizialmente, gestisce il tablet e lo programma secondo i suggerimenti dei bambini. Con l introduzione del reticolo/tappeto ricco di immagini, i bambini decidono viaggi sino alla caselle del mare, della nave, della montagna, della città. A turno, insieme all insegnante, provano a programmare cubetto

7 9. Discussione condivisa: l intelligenza artificiale. riquadro per disporre e mantenere una sequenza in memoria. Pone il tema: che differenza esiste tra la nostra intelligenza e quella dei robot? Durante la discussione facilita modula svolge ruolo di monitor. con il tablet. Comunità di ricerca. Si confrontano sull esperienza con domande, osservazioni, riflessioni. Scoprono che le persone imparano pensando, dubitando, facendo prove, errori, ritornando sui propri passi. I robot, invece, possono solo eseguire comandi. Se non vengono programmati bene, non sono in grado di prendere decisioni e correggersi da soli! per sequenze si intendono le fasi dell attività didattica. Se ci sono fasi preparatorie prima del lavoro in classe, includerle. il numero di 9 è indicativo descrivere operativamente che cosa si fa nella sequenza. Si ricorda che non è necessario che ogni singola sequenza sia tecnologica o digitale, ma che se si vuole utilizzare come materiale dialoghi, quaderni, appunti, letture, formule, descrivere che cosa fa (organizza gruppi, lezione trasmissiva, lezione dialogata, ecc.) Naturalmente può essere una sequenza in cui agisce solo lui o insieme agli studenti (in tal caso si riempie anche descrivere che cosa fanno (rispondono oralmente, vanno alla LIM, fanno esercizi interattivi, da soli o a schermo, compiti a casa, ricerca on line, costruiscono presentazioni, ecc.) Naturalmente può essere una sequenza in cui agisce solo loro o insieme al per aggregatore si intende lo strumento con cui si è deciso di mettere insieme tutti i file digitali dell unità didattica: software LIM, foglio di scrivere il titolo del link ed il link vero e proprio; nel caso di link alle pagine interne di un sito si raccomanda di riportare qui vanno solo elencati i file utilizzati o ottenuti nel corso della sequenza. Vanno elencati sinteticamente con 1) nome del file (uguale a quello del file che viene allegato) 2) formato (.zip,.doc,.xls,.wav,.flv, ecc.)

8 quella a lato destro) docente (in tal caso si riempie anche quella a lato sinistro) disegno digitale, pagina di un sito, ecc. descrivere anche le funzioni utilizzate, come nel caso della LIM NON il link alla home, ma quello alla pagina specifica! Conservate i file per eventuali altre integrazioni a questa scheda.

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