Relazione Tecnica Generale

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2 Relazione Tecnica Generale Progetto per la sostituzione rete idrica vetusta e/o in cattivo stato di conservazione del Comune di Priolo Rifacimento della rete idrica secondaria e terziaria del quartiere San Focà alto e sostituzione di condotte in eternit del Comune di Priolo. Codice Progetto : ATO 8 SR 036

3 INDICE 1. PREMESSA STATO ATTUALE ANALISI DEL SISTEMA E DEFINIZIONE DELLE PROBLEMATICHE E DELLE CRITICITÀ INTERVENTI CRITERI PROGETTUALI TRACCIAMENTO DELLA RETE E DEFINIZIONE DELLO SCHEMA IDRAULICO DETERMINAZIONE DELLA PORTATA DI PROGETTO DIMENSIONAMENTO E VERIFICHE IDRAULICHE RISULTATI DELLE VERIFICHE IDRAULICHE Scenario di Massimo Consumo (ora di punta ore 12:00)...30 Scenario di Minimo Consumo (ore 02:00)...36 Scenario di Rottura di un tratto della condotta c.34 (nodo n.1- nodo n.6) (ore 12:00) MATERIALI MANUFATTI ED APPARECCHIATURE POSA DELLE CONDOTTE E RIPRISTINI STRADALI ALLACCI UTENZE... 49

4 1. PREMESSA Nell ambito del progetto di "rifacimento di rete idrica vetusta e/o in cattivo stato di conservazione del Comune di Priolo ", la presente relazione tecnica ha come oggetto l'intervento di sostituzione della rete secondaria e terziaria a servizio della parte alta del quartiere "San Focà" del comune di Priolo e la sostituzione di alcuni tratti di condotte in eternit attualmente in esercizio nella rete di distribuzione idrica. Tale intervento progettuale, pianificato alla luce di un attenta valutazione tecnico-economica, si inquadra nel piano ancor più generale di sostituzione di tutti quei tratti di condotta che presentano uno stato di conservazione o uno stato funzionale che risulti insufficiente o la cui età funzionale sia maggiore di cinquant anni. In tal modo, l obiettivo perseguito è quello di migliorare la funzionalità della rete acquedottistica e di limitare le perdite di una risorsa preziosa come quella idrica. Di seguito dopo un attenta analisi dello stato attuale del sistema di distribuzione idrica a servizio del comune di Priolo, verranno esposte le motivazioni che hanno spinto a dare priorità al suddetto intervento, di cui verrà eseguita una descrizione dettagliata e verranno riportati i criteri progettuali e la relazione di calcolo. 1

5 2. STATO ATTUALE La popolazione complessiva del comune di Priolo, di circa abitanti ( abitanti al 31 Dicembre 2006 secondo il "Bilancio Demografico e popolazione residente per sesso" - Fonte: ISTAT), è servita da due reti di distribuzione: la rete Priolo Centro e la rete Priolo Sud che appunto serve la zona sud del comune. La rete idrica di distribuzione all abitato del Comune di Priolo è suddivisa tra zona Alta servita dal serbatoio San Focà e zona Bassa servita dal serbatoio ex Feudo. La rete presenta una rilevante eterogeneità nei materiali con cui sono costituite le condotte. Si hanno infatti tubazioni in Eternit del DN 100 e 125 mm, in Acciaio dal DN 250 mm al DN 80 mm, in PEAD dal DE 250 mm e da tubi in ferro zincato dal 1 ½ al 2. Malgrado esista tecnicamente la suddivisione distributiva accennata, dovuta alle diverse quote dei due serbatoi, nella rete cittadina sono stati effettuati alcuni collegamenti, forse pensando di rinforzare le utenze con qualche problema di approvvigionamento, creando così problematiche di gestione della rete ogni qual volta siano necessarie operazioni di sezionamento o di intercettazione dell acqua in distribuzione. Il sistema idrico attualmente a sevizio del comune di Priolo, la cui età di costruzione risale a più di cinquanta anni fa, si articola nelle seguenti opere (vedi elaborato grafico D02): - impianti di attingimento da due pozzi ubicati in località ex Feudo, un pozzo in C/da San Focà, un pozzo in località Del Feudo (Marotta), pozzo Lombardo 2

6 e oltre nuovi pozzi realizzati dalla Syndial. dislocati in un'ampia zona circostante il centro abitato; Caratteristiche tecniche dei Pozzi Pozzo S. Focà Pozzo profondo circa 500 metri ma con la pompa posta ad una profondità di circa 40 metri dal piano campagna. Il pozzo può alimentare contemporaneamente o separatamente la rete idrica di Priolo o il serbatoio San Focà che a sua volta alimenta la rete idrica di Priolo. Il pozzo è attrezzato con una pompa PANELLI tipo REC2 con una potenza nominale pari a 37 kw. Dal pozzo viene emunta una portata di circa 20 l/s Pozzo Lombardo - Non sono stati comunicati dati relativi alla profondità del pozzo e della pompa di sollevamento. Il pozzo alimenta il serbatoio EX FEUDO. Il pozzo è attrezzato con una pompa ATURIA tipo AS.B 185/125 con una potenza nominale pari a 55 kw. Dal pozzo viene emunta una portata di circa 30 l/s. Nelle vicinanze ci sono altri due pozzi privati dotati di gruppo elettrogeno di emergenza Pozzo n 1 e Pozzo n 2 Sono distanti circa 300 metri e alimentano entrambi il serbatoio EX FEUDO. Sulla bocca di entrambi i pozzi vi è uno stacco valvolato e relativa tubazione di mandata che alimentava un altro serbatoio di accumulo attualmente dismesso. Le pompe dei pozzi sono installate a circa 80 metri dal piano campagna e sono di tipo ATURIA 3

7 AS.B 185/125 con una potenza nominale pari a 55 kw. Per tali emungimenti non vengono segnalati problemi di falda. Pozzo Solonia Il pozzo è di proprietà privata e alimenta il serbatoio EX FEUDO con una portata di circa 15 l/s. Vista la natura privata del pozzo, non si hanno dati relativi al tipo di pompa installata. Pozzo Marotta Il pozzo è di proprietà privata e alimenta il serbatoio EX FEUDO con una portata di circa 18 l/s. Vista la natura privata del pozzo, non si hanno dati relativi al tipo di pompa installata. Dai pozzi sopra descritti, vengono emunti complessivamente circa 130 l/s a fronte di una popolazione di circa abitanti (si ha quindi una d.i.p. pari a 936 l/abd estremamente elevata che fa pensare a perdite in rete maggiori del 70%. Dalla scheda monografica dei soggetti gestori risulta emunto dai pozzi e immesso in rete un volume pari a mc/anno e un volume erogato di mc che porta ad avere perdite in rete pari al 36 %. 4

8 - condotte di adduzione ai serbatoi di accumulo. Lo sviluppo totale della rete delle condotte adduttrici è di 2 Km, alcune delle quali sono state realizzate prima degli anni 50; - serbatoi di accumulo. Sono presenti n 2 serbatoi di circa 700 mc/cad che alimentano reti separate con sviluppo ad albero. Entrambi i serbatoi sono dotati di disinfezione mediante dosaggio di ipoclorito di sodio (Serbatoio + pompa elettronica con regolazione manuale) I serbatoi sono posti circa alla stessa quota altimetrica e a circa 50 metri di dislivello dal centro abitato. Serbatoio S. Focà Riceve le acque dai pozzi S. Focà e Salonia con una portata complessiva pari a circa 35 l/s. Non ci sono misuratori di portata ne sulle condotte di arrivo ne su quelle in uscita. Il manufatto del serbatoio è costituito da una vasca seminterrata da mc 700,che si trova alla periferia superiore OVEST dell abitato di Priolo. Il livello minimo nel serbatoio presenta una quota di 87 m sul livello del mare, mentre il livello massimo ovvero la quota di sfioro è posto ad una quota di 92 m. Il serbatoio sorge in un area di circa mq. 3,500, sulla quale è stato installato l impianto di filtri a carboni attivi, ed è raggiungibile facilmente tramite una strada asfaltata. 5

9 Il manufatto riceve le acque dai pozzi S. Focà e Salonia con una portata complessiva pari a circa 35 l/s. Si pensa che la costruzione del manufatto esistente sia stata realizzata e predisposta per un eventuale raddoppio della sua capienza, potendo la camera di manovra già esistente essere utilizzata anche dalla eventuale nuova struttura che raddoppierebbe l accumulo idrico. Nella camera di manovra del serbatoio di San Focà sono già state posate, ma ancora non in servizio, le nuove tubazioni in PEAD DE 315, provenienti dai nuovi pozzi perforati in località Cava Sorciaro dalla Syndial spa, anch essi non in servizio. Sempre nella camera di manovra esiste un impianto di rilancio, del tipo autoclave, che dovrebbe servire per la sottostante zona P. I. P. ( Piani Insediamenti Produttivi ), composto da : n 3 elettropompe orizzontali Calpeda V HP 22 Q/mch. 46 a H/mt. 132 n serbatoio in acciaio da lt/ 1500 n 1 compressore elettrico per la rigenerazione dell aria pressostati e quadri elettrici Serbatoio ex Feudo Il manufatto in oggetto è costituito da due vasche da mc 700 ciascuna posti ad una quota di sfioro di 87 m s.l.m. Esso si trova ubicato nella zona NORD-OVEST dell abitato di Priolo ed è stato edificato in un area di circa mq. nella quale esiste anche il vecchio serbatoio ormai dismesso. Sempre nell area interessata sono 6

10 stati perforati i pozzi di ex Feudo n 1 e n 2 ed è stata installata la batteria di otto filtri a carboni attivi al fine di provvedere agli opportuni filtraggi dell acqua estratta prima di essere accumulata e successivamente distribuita alle utenze Comunali. Il serbatoio riceve le acque dal pozzo EX LOMBARDO, dal pozzo N 1, dal pozzo N 2 e dal pozzo MAROTTA che complessivamente possono erogare una portata di circa 108 l/s. Esso alimenta tre condotte delle quali la principale va ad alimentare parte della rete di distribuzione del paese, la seconda va ad alimentare, mediante autoclave (n 2 pompe LOWARA tipo LM 132 B 14 S2/3110 Portata 51 mc/h; Prevalenza 43.5 m; 11 kw; 2900 r.p.m.), una zona residenziale posta nelle vicinanze che utilizza l acqua in modo incontrollato per numerose piscine, la terza alimenta altri due serbatoi che mediante un gruppo di spinta, portano l acqua alla zona delle Case Popolari. Nella camera interrata del manufatto è ancora presente un impiantistica del DN 600 mm. che nel passato forse avrebbe dovuto approvvigionare non solo la zona abitativa del Comune, ma anche le industrie. Detta impiantistica è ormai totalmente in disuso. Nella camera di arrivo, sito al piano superiore del manufatto, è già stata realizzata un impiantistica in PEAD del DE 250 mm che dovrebbe convogliare in vasca l acqua proveniente dai nuovi pozzi di Cava Sorciaro, sempre previo passaggio attraverso i filtri a carboni attivi. Nella camera sotterranea del serbatoio è installato l impianto di clorazione. 7

11 - rete di distribuzione. L impianto idrico che approvvigiona in modo pressoché totale il Comune di Priolo è composto sostanzialmente da due circuiti che si distanziano dalla Via dell Immacolata originando il servizio alle utenze della zona Alta e di quella Bassa, anche se purtroppo esistono tra di loro collegamenti di rete. Il serbatoio di San Focà Alto serve le utenze della zona Alta, mentre quelle della zona Bassa sono servite dal serbatoio di ex Feudo (deniminato nuovo anche se costruito nel 1955 ) nel quale si immettono le produzioni idriche dei pozzi ex Feudo n 1 e n 2, siti nella stessa area del manufatto, e del pozzo Lombardo. Sia nel serbatoio di San Focà che nell impianto del pozzo Lombardo sono presenti e installati due impianti di autoclave per servire le utenze poste a quote più alte, ma non sono funzionanti, contrariamente al sollevamento installato nell altro serbatoio di ex Feudo (denominato vecchio e non più utilizzato come accumulo idrico, sito nelle e vicinanze di quello nuovo ). La lunghezza complessiva delle due reti di distribuzione comunale è di circa 34,5 Km. Tali reti, molto vetuste, realizzate con materiali eterogenei come l acciaio, l Eternit ed in alcuni tratti in PeAD, oltre ad essere sottodimensionate, in atto determinano delle perdite che si possono stimare superiori al 65% del volume totale immesso in rete. 3. ANALISI DEL SISTEMA E DEFINIZIONE DELLE PROBLEMATICHE E DELLE CRITICITÀ La rete di distribuzione e le adduttrici sono in condizioni precarie, ciò fa sì che le perdite ammontino a circa il 65% del volume totale, rendendo scarsa la funzionalità 8

12 dell acquedotto, inoltre pessime sono le condizioni generali. Sull attuale sistema di approvvigionamento incidono notevolmente i costi per l emungimento dai pozzi, nonché per il sollevamento necessario per mantenere la rete di distribuzione in pressione. Inoltre si evidenzia la presenza di diverse condotte in Eternit attualmente in esercizio. Durante gli incontri tecnici con l amministrazione comunale ed in accordo a quanto previsto dal Piano d'ambito, è stata evidenziata l esigenza del rifacimento della rete di distribuzione per la parte alta del quartiere San Focà, in quanto risalente a più di 50 anni fa ed affetta da cospicue perdite idriche, nonché la sostituzione di alcuni tratti di condotte in Eternit DN 100 e 125 per una lunghezza di circa 1200 m nella rete bassa di Priolo. La priorità da assegnare a tali scelte progettuali è stata frutto di una concertazione tra Saceccav e il Comune di Priolo conclusasi con l incontro del (vedi verbale allegato) in occasione del quale è emersa la volontà dell Assessore ai Lavori Pubblici del comune di Priolo Rocco Toro e del Geometra Marchetti (Responsabile del servizio idrico nell Uff. Tecnico del Comune di Priolo ) di dare priorità a quegli interventi che permetteranno di ottenere una più omogenea ridistribuzione della risorsa idrica tra gli utenti e di abbattere nel contempo le perdite idriche in rete. Alla luce di ciò, pertanto è stata data priorità all intervento di rifacimento della rete di distribuzione a servizio della parte alta del quartire San Focà. Tale rete di distribuzione idrica, infatti, è costituita da vecchie condotte, risalenti a più di 50 anni fa, che si sviluppano nel quartiere con diametri del tutto inadeguati alle richieste delle utenze e disordinatamente, al punto tale che in caso di guasto si hanno difficoltà ad intervenire 9

13 perché si sconoscono le provenienze della rete, inoltre, da quanto affermano i rappresentati del Comune, si registrano elevate percentuali di perdite in rete imputabili principalmente alle condizioni molto deteriorate in cui si trova la rete capillare terziaria. L ottimizzazione di un siffatto sistema di distribuzione idrica si potrà pertanto ottenere mediante la realizzazione di tutte le interconnessioni di rete per la chiusura delle maglie e il potenziamento di alcuni tratti con l aumento dei diametri, in modo tale da ottimizzare il regime di pressioni del sistema di distribuzione e di abbattere notevolmente le perdite in rete. Tale intervento progettuale, pianificato alla luce di un attenta valutazione tecnicoeconomica, si inquadra nel piano ancor più generale di sostituzione di tutti quei tratti di condotta che presentano uno stato di conservazione o uno stato funzionale che risulti insufficiente o la cui età funzionale sia maggiore di cinquant anni. In tal modo, l obiettivo perseguito è quello di migliorare la funzionalità della rete acquedottistica e di limitare le perdite di una risorsa preziosa come quella idrica. Inoltre l intervento comporterà la sostituzione di un tratto di condotta principale in Eternit DN 125 che percorre via Salso per un tratto lungo circa 180 m. Di seguito dopo si riportano i criteri progettuali adottati unitamente ai tabulati di calcolo ottenuti dal software di verifica delle reti di distribuzione per ciascun scenario di verifica considerato. Infine, un ulteriore intervento previsto sarà la sostituzione di alcuni tratti di condotte in Eternit attualmente in esercizio nella rete di distribuzione idrica del comune di Priolo 10

14 per i quali sarà prevista la rimozione, con trasporto in discarica autorizzata, e la sostituzione con condotte in Pead 4. INTERVENTI Relativamente alla sostituzione dei tratti di condotte in Eternit nella rete a servizio della zona bassa del Paese, non è stato possibile effettuare una qualsiasi verifica idraulica delle condotte attualmente in esercizio data l impossibilità di effettuare un rilevamento organico e completo della stessa a causa della presenza di numerose interconnessioni non localizzabili tra la rete della zona bassa alimentata dal serbatoio ex Feudo e la rete della zona alta che assieme al quartiere San Focà è, invece, alimentata dal serbatoio San Focà. L intervento di sostituzione di tratti di condotte in Eternit ha previsto pertanto la sola sostituzione delle condotte in eternit con delle condotte in PEAD di pari diametro o immediatamente superiore e comunque tenendo conto di un omogeneità di diametri con le condotte immediatamente a monte e a valle dei tratti che verranno sostituiti. Inoltre, come criterio di scelta delle condotte in Eternit da sostituire sarà data precedenza alle condotte con diametri maggiori. In particolare, l intervento prevede la sostituzione di condotte in Eternit DN 100 e 125 per una lunghezza stimata di circa 1700 m (tavola D07). Si è proceduto, pertanto, alla computazione dei vari tratti di condotta da sostituire e del numero di diramazioni ed allacci che dovranno essere effettuati tra le nuove condotte, la rete esistente e le utenze. 11

15 L intervento prevede la sostituzione di circa 1200 m di condotte con condotte in PEad PN16 DN 160mm. La sottorete San Focà alto effettua attualmente servizio di distribuzione ad una popolazione di circa abitanti con una fascia di servizio che si estende tra le quote 63 e 30 mt. s.l.m. (vedi Elaborato grafico D05). La maggior parte degli edifici presenti nella zona hanno in media 2 3 piani, fatta eccezione per un numero limitato di palazzi che presentano 6-7 piani. Tenuto conto di ciò, pertanto nel progetto e nella successiva verifica della rete è stata considerata un altezza media degli edifici di 12 mt. Come si può osservare dalla planimetria dello stato di fatto, riportata nell elaborato grafico D04, la rete di questo quartiere, risalenti a più di 50 anni fa, è costituita da un sistema di tubazioni in acciaio in prevalenza con diametri DN 50 tranne che per alcuni tratti con DN 100. La presenza di diametri piuttosto ridotti unita all assenza in alcune zone di percorsi chiusi comporta l insufficienza della rete in oggetto a soddisfacimento della domanda idrica delle utenze presenti nella zona, che lamentano la carenza del servizio di distribuzione. L alimentazione della rete avviene dall esistente serbatoio San Focà che dalla quota di fondo vasca di circa 88 mt. s.l.m. adduce le portate con una condotta in acciaio DN 200. Considerato l attuale stato di conservazione della rete, dove come detto si registrano enormi perdite, e data l insufficienza delle dimensioni delle condotte, si è ritenuto più opportuno effettuare un intervento di completo rifacimento, sostituendo tutte le condotte attualmente in funzionamento con condotte nuove, e prevedendo dei completamenti nelle zone dove la rete idrica non è presente. 12

16 5. CRITERI PROGETTUALI 5.1 TRACCIAMENTO DELLA RETE E DEFINIZIONE DELLO SCHEMA IDRAULICO Il tracciato della rete è stato determinato avendo presente che l opera in progetto ha lo scopo di distribuire a tutte le utenze esistenti e future un bene necessario come l acqua. La cartografia utilizzata, fornita dal Comune di Priolo, deriva da un rilievo aerofotogrammetrico a scala 1:2000 del Ulteriori aggiornamenti e puntualizzazioni si sono ottenuti dai sopralluoghi effettuati. La scelta dei percorsi ha tenuto conto della distribuzione delle utenze, del reticolo stradale, della larghezza della sede stradale, delle caratteristiche altimetriche dei percorsi. Passo preliminare alla scelta del tracciato da assegnare alla rete è stata l individuazione del sistema di adduzione che la dovrà alimentare. La rete oggetto del presente intervento progettuale, sarà sempre servita dal serbatoio San Focà. Dal serbatoio sino al nodo n.1 (tratto in acciaio con diametro DN 200) la condotta di avvicinamento svolgerà la sola funzione di trasporto della risorsa idrica convogliando una portata costante, mentre a valle del nodo n.1 assolverà oltre alla funzione di trasporto anche a quella di distribuzione della risorsa attraverso le derivazioni con la rete di distribuzione a servizio del quartiere San Focà alto che è l oggetto del presente intervento progettuale. In tal modo tale tratto di condotta svolge la funzione di ramo principale della rete in progetto. 13

17 Per la determinazione dello schema idraulico di progetto della rete sono state seguite le seguenti fasi: - il tracciamento dell intera rete facendo passare una condotta per ogni strada; - la delimitazione delle maglie, definite principali, suddividendo la superficie della rete da servire in zone di forma e dimensioni opportune, tenendo presente anche la larghezza e l importanza delle strade attraversate. Lo schema delle maglie, così determinato, è costituito da quattro maglie principali, numerate ed indicate nella Figura 1, e da 52 nodi idraulici. MAGLIE PRINCIPALI FIGURA 1: Schema idraulico delle maglie principali 14

18 - la verifica degli andamenti altimetrici, attraverso l esecuzione dei profili stradali, con l individuazione dei punti di installazione di scarichi e sfiati. A partire dalla suddivisione in maglie riportata precedentemente si è proceduto alla realizzazione dello schema idraulico della rete (Figura 2) da inserire come input nel software di calcolo e verifica delle reti idriche, Epanet2, che è stato utilizzato per il presente progetto. In particolare, l utilizzo di tale software, sviluppato dal Water Supply and Water Resources Division del U.S. Environmental Protection Agency's National Risk Management Research Laboratory, ha permesso di condurre i calcoli idraulici di dimensionamento e verifica della rete principale di progetto. E opportuno sottolineare che essendo la rete di progetto collegata idraulicamente con la rete che serve la zona bassa del quartiere San Focà, nei calcoli idraulici per tale zona si è inserita l attuale rete esistente e in esercizio. 15

19 n.17 n.26 n.27 n.9 n.36 n.47 n.28 n.8 n.15 n.46 n.14 n.29 n.37 n.45 n.35 n.30 n.10 n.44 n.7 n.48 n.38 n.13 n.43 n.52 n.31 n.39 n.49 n.42 n.51 n.40 n.34 n.32 n.6 n.50 n.41 n.11 n.12 n.33 Rete in progetto n.18 n.20 n.19 n.21 n.22 n.23 n.24 n.25 n.16 n.5 n.3 n.2 n.4 n.1 serbatoio_sanfocà FIGURA 2: Schema idraulico della rete principale inputato nel software Epanet 2 La numerazione dei principali nodi idraulici è riportata nelle planimetrie (Elab.Graf. D05). Le restanti condotte, non evidenziate in Figura 2, vengono a formare il sistema di distribuzione secondario e terziario. A queste condotte è affidato l onere della distribuzione alle utenze finali, mentre alle condotte delle maglie principali è affidato anche il compito del trasporto delle quantità d acqua occorrenti per il soddisfacimento delle richieste. 16

20 Queste condotte non rientrano nei calcoli idraulici di seguito allegati, in quanto si è ritenuto sufficiente e non pregiudizievole per il corretto funzionamento dell intero sistema la verifica dello schema formato dalle sole maglie principali DETERMINAZIONE DELLA PORTATA DI PROGETTO La ricerca e la localizzazione dei consumi che devono essere soddisfatti da una rete di distribuzione idrica è di primaria importanza al fine di garantire una corretta progettazione. D altro canto la quantificazione del consumo d acqua e la sua distribuzione nel tempo e nello spazio è certamente uno degli elementi più difficili da determinare nell intero studio e definizione di un acquedotto. I consumi d acqua, come è noto dipendono dal numero degli abitanti, dal tenore di vita, dagli usi e costumi della popolazione, dalle attività produttive che si svolgono nella zona che si intende servire. Inoltre bisogna considerare l evoluzione di questi fattori nell intero arco temporale di vita del sistema acquedottistico in progetto che generalmente si estende ad almeno 50 anni. Un calcolo preliminare sugli incrementi demografici deve tenere conto delle capacità di accoglienza del territorio e delle capacità di spesa prevedibile dall amministrazione comunale per l infrastrutturazione. Con riferimento al quartiere Sopra Fiera alto interessato dall intervento in oggetto, la popolazione attualmente residente è di circa abitanti. La verifica idraulica della rete in progetto prevede però di tener conto anche della rete a servizio della parte bassa 17

21 del quartiere San Focà, anche se questa rete non è oggetto del presente intervento progettuale. Pertanto, nella valutazione della popolazione da servire si è tenuto conto dell intero quartiere San Focà, per il quale la popolazione residente attualmente è di circa abitanti. La progettazione e le successive verifiche della rete in progetto sono state condotte con riferimento ad una popolazione servita pari a abitanti. Tale valore è stato stimato alla luce di diverse considerazioni: - le previsioni, redatte dall ISTAT, sulla popolazione residente dal 2001 al 2051 nella regione Sicilia evidenziano (figura 3) una progressiva diminuzione nel futuro della popolazione residente POpolazione residente Milioni y = x 2 + 1E+06x - 1E+09 R² = Tempo [anni] Popolazione residente Poli. (Popolazione residente) FIGURA 3: Previsioni della popolazione residente dal 2001 al 2051 nella regione Sicilia (ISTAT) 18

22 - i dati ISTAT sulla popolazione residente a Priolo Grgallo dal 1861 ad oggi (tabella 1) evidenziano un sostanziale aumento della popolazione residente sino al 1991, che però si è fortemente ridotto nell ultimo ventennio fino ad avere un valore medio di crescita della popolazione residente che si è attestato a circa il 0.4% (figura 4). Comune di Priolo (SR) Elaborazioni dati ISTAT Anno Popolazione residente TABELLA 1 : Dati ISTAT sulla popolazione residente nel comune di Priolo (SR) 19

23 14000 Popolazione Residente a Priolo (dati ISTAT) Popolazione Residente a Priolo (dati ISTAT) FIGURA 4 : Dati ISTAT sulla popolazione residente nel comune di Priolo (SR) Come è noto, i parametri rappresentativi della domanda in una rete di distribuzione per uso potabile sono: - la dotazione media annua pro-capite D [litri/ab x g], - il coefficiente di punta giornaliero Cg,relativo cioè al giorno di massimo consumo, dato dal rapporto tra la portata giornaliera del giorno di massimo consumo e la portata giornaliera media annua; - il coefficiente di punta orario Ch, relativo all ora di massimo consumo, dato dal rapporto tra la portata di punta oraria del giorno di massimo consumo e la portata giornaliera media del giorno di massimo consumo. Il progetto della rete oggetto del presente intervento è stato condotto tenendo conto di una dotazione media giornaliera pro-capite D = 200 l/ab x g, di un coefficiente di punta 20

24 giornaliero Cg=1,25 e quindi di una portata media del giorno di massimo consumo pari a Qm=250 litri/ab x g. Mentre per tener conto della variabilità oraria dei consumi ovvero della domanda idrica delle utenze è stata adottata la legge di variazione del coefficiente orario della domanda Ch= Qh/Qm espresso dal rapporto tra la portata media oraria Qh e la portata media giornaliera Qm del giorno di massimo consumo, riportata nella tabella 2 e nella figura 5. Ore Q h / Q m Ore Q h / Q m TABELLA 2 : Andamento del coefficiente orario della domanda idrica Ch 21

25 1.8 Andamento del coefficiente orario della domanda idrica Qh/ Qm Tempo [ore] FIGURA 5 : Andamento del coefficiente orario della domanda idrica Ch Per quanto riguarda l assegnazione delle portate distribuite lungo i lati, che per comodità di calcolo sono state ipotizzate concentrate ai nodi di estremità di ciascun lato, sono stati eseguite le seguenti fasi: - data la relativamente ristretta area oggetto di intervento, è stata ipotizzata una densità abitativa uniforme su tutta l area che è risultata pari a 220 abitanti per ettaro di superficie. - per ogni tratto di rete ovvero per ogni nodo di calcolo, si è valutata l area d influenza e quindi il numero di abitanti serviti e le relative portate richieste. La tabella 3 riporta, per ciascun nodo di calcolo, i corrispondenti valori della domanda media giornaliera del nodo, ottenuta come prodotto della portata media 22

26 giornaliera pro-capite del giorno di massimo consumo e la popolazione servita da ciascun nodo. 23

27 Nome nodo Quota [m s.l.m.] Domanda idrica media giornaliera [l/ s] n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n TABELLA 3 : Valori delle domanda idrica media corrispondente ai vari nodi di calcolo 24

28 5.3. DIMENSIONAMENTO E VERIFICHE IDRAULICHE Determinato lo schema plano-altimetrico della rete e le portate si è passati al progetto delle maglie principali. Come è noto, il problema di progetto di una rete chiusa si pone nei seguenti termini: definita la topologia della rete (lunghezza dei lati e quote topografiche dei nodi), assegnate le portate distribuite lungo i lati e le quote piezometriche nei punti di alimentazione, bisogna calcolare i diametri dei lati, le portate circolanti nelle maglie e le quote piezometriche nei nodi interni della rete. Il problema del dimensionamento, posto nei termini sopra definiti, risulta analiticamente indeterminato. E stato quindi necessario procedere ad un dimensionamento di massima delle reti trasformandole da strutture a maglie chiuse in corrispondenti strutture a maglie aperte. Ciò si è ottenuto supponendo la rete interrotta in vari punti. Ovviamente, nel fissare tali di punti di interruzione, si è tenuto conto della diversa importanza delle condotte così come è stata fissata nello schema generale, supponendo cioè che l acqua passi dalle condotte maestre nelle maglie secondarie e assicurandosi che i diametri delle condotte vadano diminuendo nel senso del cammino dell acqua. Si è determinata così una rete che dal serbatoio alle maglie più esterne presenta diametri che vanno dal DN 250 al DN 90 assumendo una struttura ad albero, dal punto di vista della grandezza dei diametri. 25

29 La configurazione della rete che così si è ottenuta è riportata in figura 6, mentre nelle tabelle 4 e 5 si riportano le caratteristiche dei nodi idraulici e delle condotte. n.17 n.26 n.9 n.27 n.18 n.20 n.19 n.21 n.22 n.23 n.24 n.14 n.29 n.35 n.30 n.13 n.31 n.34 n.32 n.12 n.33 n.36 n.47 n.15 n.46 n.37 n.45 n.10 n.38 n.39 n.40 n.11 n.44 n.43 n.42 n.41 n.28 n.8 n.7 n.48 n.52 n.51 n.49 n.6 n.50 n.25 n.16 n.5 n.3 n.2 n.4 n.1 serbatoio_sanfocà Diam eter mm Elevation m 26

30 FIGURA 6 : Distribuzione delle quote dei nodi e dei diametri delle condotte della rete inputata in Epanet

31 Nome nodo Quota [m s.l.m.] Caratteristiche nodi rete Domanda idrica media giornaliera [l/ s] n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n Serbatoio San Focà livello minimo livello massimo TABELLA 4 : Caratteristiche dei nodi della rete inputata in Epanet

32 Nome condotta Nodo di monte Nodo di valle Lunghezza [m] Caratteristiche condotte rete Materiale DN [mm] Diametro interno [mm] Scabrezza omogenea equivalente ε [mm] c.1 Serbatoio San Focà n Acciaio c.2 n.1 n Pead c.3 n.2 n Pead c.4 n.5 n Pead c.5 n.2 n Pead c.6 n.3 n Pead c.7 n.4 n Pead c.9 n.44 n Pead c.10 n.40 n Pead c.11 n.11 n Pead c.12 n.11 n Pead c.13 n.12 n Pead c.14 n.13 n Pead c.15 n.14 n Pead c.16 n.15 n Pead c.17 n.15 n Pead c.18 n.8 n.7 90 Pead c.19 n.12 n Pead c.20 n.8 n Pead c.21 n.9 n Ghisa c.22 n.17 n Acciaio c.23 n.18 n Pead c.24 n.19 n Acciaio c.25 n.18 n Eternit c.26 n.20 n Eternit c.27 n.21 n Eternit c.28 n.22 n Eternit c.29 n.23 n Eternit c.30 n.24 n Acciaio c.31 n.26 n Acciaio c.32 n.27 n Ghisa c.33 n.9 n Pead c.34 n.1 n Pead c.35 n.14 n Pead c.36 n.35 n Pead c.37 n.14 n Pead c.38 n.13 n Pead c.39 n.13 n Pead c.40 n.34 n Pead c.41 n.12 n Pead c.42 n.13 n Pead c.43 n.34 n Pead c.44 n.35 n Pead c.45 n.37 n Pead c.46 n.39 n Pead c.47 n.40 n Pead c.48 n.36 n Pead c.49 n.37 n Pead c.50 n.46 n Pead c.51 n.45 n Pead c.52 n.44 n.7 85 Pead c.53 n.47 n Pead c.54 n.36 n Pead c.55 n.46 n.8 85 Pead c.56 n.47 n Pead c.57 n.44 n Pead c.58 n.40 n Pead c.59 n.39 n Pead c.60 n.38 n Pead c.61 n.42 n Pead c.62 n.43 n Pead c.63 n.43 n Pead c.64 n.42 n Pead c.65 n.41 n.6 75 Pead c.66 n.7 n Pead c.67 n.51 n Pead c.68 n.49 n Pead c.69 n.6 n Pead c.70 n.50 n Pead c.71 n.6 n Pead c.72 n.51 n Pead c.73 n.52 n.7 45 Pead c.74 n.6 n Pead TABELLA 5 : Caratteristiche delle condotte della rete inputata in Epanet 2 29

33 Si osservi che per il tratto di condotta di avvicinamento che congiunge il serbatoio San Focà al nodo n.1 visto che non è stato previsto alcun intervento, si è ipotizzata una scabrezza omogenea relativa pari a mm al fine di tener conto del grado di usura della suddetta condotta che comporta certamente delle perdite di carico superiori a quelle che si avrebbero con una condotta nuova. Per le altre condotte, sebbene il progetto preveda che siano tutte nuove, si è ipotizzatata una scabrezza comunque elevata per tener conto del funzionamento della rete nella condizione di usura che presenterà alla fine della sua vita utile. Una volta effettuato il pre-dimansionamento della rete si è passati alla verifica della rete. Le verifiche che si sono effettuate riguardano il funzionamento della rete con la popolazione stimata pari a abitanti e per una dotazione media del giorno di massimo consumo pari a 250 l/ab x g. In particolare, è stato verificato il funzionamento della rete in condizioni: di massimo consumo, con il minimo livello idrico nel serbatoio corrispondente alla quota di 87 mt s.l.m; di minimo consumo, con il massimo livello idrico nel serbatoio corrispondente alla quota di 90 mt s.l.m; di rottura di una condotta in una delle maglie principali 6. RISULTATI DELLE VERIFICHE IDRAULICHE Scenario di Massimo Consumo (ora di punta ore 12:00) 30

34 Per la verifica della rete nello scenario di massimo consumo si è imposto nella simulazione che il livello idrico nel serbatoio San Focà fosse al minimo ovvero a 87 mt s.l.m. e che invece i consumi delle utenze corrispondessero a quelli dell ora di punta ovvero alle 12:00 a cui competono i massimi consumi delle utenze con un coefficiente di punta orario Ch pari a 1.6 (vedi tabella 2 e figura 5). Nelle nella figura 7 si riporta, per l ora di punta ovvero per le ore 12:00, la distribuzione delle altezze piezometriche ai nodi della rete calcolate rispetto alla loro quota stradale. Nelle tabelle 6 e 7 invece si riportano rispettivamente, per ciascun nodo e per ciascuna condotta, oltre ai valori delle grandezze geometriche significative quelli delle grandezze idrauliche ottenuti come output della simulazione della rete per lo scenario di massimo consumo nell ora di punta (ore 12:00). In particolare dall analisi della tabella 6, inclusa anche nella relazione di calcolo (Elab. A01), si evince che le altezze piezometriche ai nodi consentono il rispetto dei limiti di servizio indicati dai Regolamenti di attuazione della Legge Galli, riportando valori quasi sempre compresi tra 20 mt ed 75 mt ad eccezione del nodo 16 con h=19.36 mt che per la particolare posizione presentano dei valori di altezza piezometrica leggermente al di fuori del range ottimale, ma comunque sostanzialmente accettabili in vista di un efficiente funzionamento del servizio di distribuzione. Alla maggior parte dei nodi, inoltre, corrisponde un altezza piezometrica superiore ai 25 mt e quindi di 10 mt superiore all altezza media degli edifici presenti nell area d intervento che essendo costituiti da 3 4 piani è stata supposta pari a 15 mt. 31

35 Con riferimento alle verifiche da effettuare sulle massime velocità ammissibili in condotta, la tabella 7 evidenzia come tali velocità nell ora di punta assumano sempre valori inferiori al limite massimo di 2.5 m/s che generalmente si impone per evitare che le condotte ed i loro giunti siano sollecitate eccessivamente da eccessive vibrazioni conseguenti alle elevate velocità, nonché per contenere eventuali fenomeni di colpo d ariete che potrebbero innescarsi nella rete a seguito di manovre di brusche manovre di apertura e/o di chiusura degli organi di intercettazione presenti (quali valvole, saracinesche, ). In particolare la massima velocità in rete pari a 0.95 m/s per l ora di punta si registra in corrispondenza del tratto della condotta di avvicinamento c.1 compreso tra il serbatoio ed il nodo n.1. 32

36 n.17 n.26 n.14 n.29 n.35 n.30 n.13 n.31 n.34 n.32 n.12 n.33 n.27 n.9 n.47 n.28 n.36 n.8 n.15 n.46 n.37 n.45 n.7 n.48 n.10 n.44 n.38 n.43 n.52 n.39 n.51 n.49 n.40 n.42 n.6 n.50 n.41 n.11 n.18 n.20 n.19 n.21 n.22 n.23 n.24 n.25 n.16 n.5 n.3 n.2 n.4 n.1 Pressure serbatoio_sanfocà m FIGURA 6 : Distribuzione delle altezze piezometriche ai nodi ottenute dalla simulazione dello scenario di Massimo Consumo (ora di punta ore 12:00 con minimo livello nel serbatoio) 33

37 Scenario di Massimo Consumo - ore 12:00 con minimo livello nel serbatoio (87 m s.l.m.) Nome nodo Quota [m s.l.m.] Domanda idrica media giornaliera [l/ s] Domanda oraria [l/ s] Altezza piezometrica [m] n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n Serbatoio San Focà TABELLA 6: Altezze e quote piezometriche ai nodi ottenuti dalla simulazione dello scenario di Massimo Consumo (ora di punta ore 12:00) 34

38 Nome condotta Lunghezza [m] Caratteristiche condotte rete Scenario di Massimo Consumo - ore 12:00 Materiale DN [mm] Diametro interno [mm] Scabrezza omogenea equivalente ε [mm] Portata [l/ s] Velocità [m/ s] Cadente piezometrica [m/ km] Stato c Acciaio Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c.9 85 Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Ghisa Aperta c Acciaio Aperta c Pead Aperta c Acciaio Aperta c Eternit Aperta c Eternit Aperta c Eternit Aperta c Eternit Aperta c Eternit Aperta c Acciaio Aperta c Acciaio Aperta c Ghisa Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta TABELLA 7: Portate, velocità e cadenti piezometriche in condotta ottenute dalla simulazione dello scenario di Massimo Consumo (ore 12:00) 35

39 Scenario di Minimo Consumo (ore 02:00) Per la verifica della rete nello scenario di minimo consumo si è imposto nella simulazione che il livello idrico nel serbatoio San Focà fosse al massimo ovvero a 90 mt s.l.m. e che invece i consumi delle utenze corrispondessero a quelli dell ora di minimo consumo ovvero alle 02:00 a cui compete un coefficiente di punta orario Ch pari a 0.2 (vedi figura 5 e tabella 2). Nelle nella figura 8 si riporta, per l ora di minimo consumo ovvero per le ore 02:00, la distribuzione delle altezze piezometriche ai nodi della rete calcolate rispetto alla loro quota stradale. Nelle tabelle 8 e 9 invece si riportano rispettivamente, per ciascun nodo e per ciascuna condotta, oltre ai valori delle grandezze geometriche significative quelli delle grandezze idrauliche ottenuti come output della simulazione della rete per lo scenario di minimo consumo (ore 02:00). In particolare dall analisi della tabella 8, inclusa anche nella relazione di calcolo (Elab. A01), si evince che le altezze piezometriche ai nodi consentono il rispetto dei limiti di servizio indicati dai Regolamenti di attuazione della Legge Galli, riportando valori sempre compresi tra 20 mt ed 75 mt. 36

40 n.17 n.26 n.14 n.29 n.35 n.30 n.13 n.31 n.34 n.32 n.12 n.33 n.27 n.9 n.47 n.28 n.36 n.8 n.15 n.46 n.37 n.45 n.7 n.48 n.10 n.44 n.38 n.43 n.52 n.39 n.51 n.49 n.40 n.42 n.6 n.50 n.41 n.11 n.18 n.20 n.19 n.21 n.22 n.23 n.24 n.25 n.16 n.5 n.3 n.2 n.4 n.1 Pressure serbatoio_sanfocà m FIGURA 8: Distribuzione delle altezze piezometriche ai nodi ottenuti dalla simulazione dello scenario di Minimo Consumo (ore 2:00) 37

41 Scenario di Minimo Consumo - ore 2:00 con massimo livello nel serbatoio (90 m s.l.m.) Nome nodo Quota [m s.l.m.] Domanda idrica media giornaliera [l/ s] Domanda oraria [l/ s] Altezza piezometrica [m] n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n Serbatoio San Focà TABELLA 8: Altezze e quote piezometriche ai nodi ottenuti dalla simulazione dello scenario di Minimo Consumo (ore 02:00) 38

42 Nome condotta Lunghezza [m] Caratteristiche condotte rete Scenario di Minimo Consumo - ore 2:00 Materiale DN [mm] Diametro interno [mm] Scabrezza omogenea equivalente ε [mm] Portata [l/ s] Velocità [m/ s] Cadente piezometrica [m/ km] Stato c Acciaio Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c.9 85 Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Ghisa Aperta c Acciaio Aperta c Pead Aperta c Acciaio Aperta c Eternit Aperta c Eternit Aperta c Eternit Aperta c Eternit Aperta c Eternit Aperta c Acciaio Aperta c Acciaio Aperta c Ghisa Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta TABELLA 9: Portate, velocità e cadenti piezometriche in condotta ottenute dalla simulazione dello scenario di Minimo Consumo (ore 02:00) 39

43 Scenario di Rottura di un tratto della condotta c.34 (nodo n.1- nodo n.6) (ore 12:00) Per la verifica della rete nello scenario di Rottura di una condotta principale, si è ipotizzato che la condotta c.34 compresa tra i nodi n.1 ed n.6 fosse chiusa. Si è imposto, inoltre, nella simulazione che il livello idrico nel serbatoio San Focà fosse al minimo ovvero a 87 mt s.l.m. e che i consumi delle utenze corrispondessero al 50 % di quelli dell ora di punta (ore 12:00). L obiettivo della verifica idraulica era quello di assicurare che in tali condizioni in tutti i nodi della rete si avessero almeno 20 m di pressione rispetto al piano stradale. Nelle nella figura 9 si riporta, per l ora di punta ovvero per le ore 12:00, la distribuzione delle altezze piezometriche ai nodi della rete calcolate rispetto alla loro quota stradale. Nelle tabelle 10 e 11 invece si riportano rispettivamente, per ciascun nodo e per ciascuna condotta, oltre ai valori delle grandezze geometriche significative quelli delle grandezze idrauliche ottenuti come output della simulazione della rete per lo scenario di rottura della condotta c.34 nell ora di punta (ore 12:00). In particolare dall analisi della tabella 10, inclusa anche nella relazione di calcolo (Elab. A01), si evince che le altezze piezometriche ai nodi consentono il rispetto dei limiti di servizio indicati dai Regolamenti di attuazione della Legge Galli, riportando valori quasi sempre compresi tra 20 mt ed 75 mt ad eccezione del nodo 16 con h=19.86 che per la particolare posizione presenta dei valori di altezza piezometrica leggermente al di fuori del range ottimale, ma comunque sostanzialmente accettabili in vista di un efficiente funzionamento del servizio di distribuzione. 40

44 Con riferimento alle verifiche da effettuare sulle massime velocità ammissibili in condotta, la tabella 11 evidenzia come tali velocità nell ora di punta assumano quasi sempre valori inferiori al limite massimo di 2.5 m/s che generalmente si impone per evitare che le condotte ed i loro giunti siano sollecitate eccessivamente da eccessive vibrazioni conseguenti alle elevate velocità, nonché per contenere eventuali fenomeni di colpo d ariete che potrebbero innescarsi nella rete a seguito di manovre di brusche manovre di apertura e/o di chiusura degli organi di intercettazione presenti (quali valvole, saracinesche, ). 41

45 n.17 n.26 n.14 n.29 n.35 n.30 n.13 n.31 n.34 n.32 n.12 n.33 n.27 n.9 n.36 n.47 n.28 n.15 n.46 n.8 n.37 n.45 n.10 n.44 n.7 n.48 n.39 n.38 n.43 n.52 n.51 n.49 n.40 n.42 n.6 n.50 n.41 n.11 n.18 n.20 n.19 n.21 n.22 n.23 n.24 n.25 n.16 n.5 n.3 n.2 n.4 n.1 Pressure serbatoio_sanfocà m FIGURA 9 : Distribuzione delle altezze piezometriche ai nodi ottenuti dalla simulazione dello scenario di rottura della condotta c.34 (dal nodo n.1 al nodo n.6) e per l ora di punta (ore 12:00) 42

46 Scenario di Rottura della condotta c.34 (dal nodo n.1 al nodo n.6) nell'ora di massimo consumo - ore 12:00 con minimo livello nel serbatoio (87 m s.l.m.) Nome nodo Quota [m s.l.m.] Domanda idrica media giornaliera [l/ s] Domanda oraria [l/ s] Altezza piezometrica [m] n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n n Serbatoio San Focà TABELLA 10 : Altezze e quote piezometriche ai nodi ottenuti dalla simulazione dello scenario di rottura della condotta c.34 (dal nodo n.1 al nodo n.6) e per l ora di punta (ore 12:00) 43

47 Nome condotta Lunghezza [m] Caratteristiche condotte rete Scenario di Rottura - ore 12:00 Materiale DN [mm] Diametro interno [mm] Scabrezza omogenea equivalente ε [mm] Portata [l/ s] Velocità [m/ s] Cadente piezometrica [m/ km] Stato c Acciaio Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c.9 85 Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Ghisa Aperta c Acciaio Aperta c Pead Aperta c Acciaio Aperta c Eternit Aperta c Eternit Aperta c Eternit Aperta c Eternit Aperta c Eternit Aperta c Acciaio Aperta c Acciaio Aperta c Ghisa Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Chiusa c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta c Pead Aperta TABELLA 11: Portate, velocità e cadenti piezometriche in condotta ottenute dalla simulazione dello scenario di rottura della condotta c.34 (dal nodo n.1 al nodo n.6) e per l ora di punta (ore 12:00) 44

48 In conclusione, dall'esame dei tabulati ottenuti per i tre scenari di verifica riportati precedentemente, si può pertanto affermare che le altezze piezometriche consentono il rispetto dei limiti di servizio indicati dai Regolamenti di attuazione della Legge Galli, si eccettuano alcuni sporadici punti posti in posizione particolare, per i quali, comunque, l'altezza piezometrica risulta sempre superiore a 15 mt dalla quota stradale. 7. MATERIALI Per la realizzazione della rete si adotteranno tubazioni in PeAD PN16 con diametri De 160 per la rete secondaria e con De 90 per la rete terziaria. Le tubazioni in PEAD dovranno essere tipo PE 100 (sigma 80) serie PN 16, per acqua potabile, realizzati in conformità alla norma UNI EN I tubi saranno corrispondenti alle prescrizioni igienico-sanitarie del Ministero della Sanità (C. Ministeriale n 102 del e al DM ), verificati e certificati secondo la norma UNI EN Le tubazioni dovranno riportare la marcatura prevista dalle citate norme ed in particolare, la serie corrispondente alla PN pressione massima di esercizio, il marchio di qualità rilasciato da Ente di Certificazione accreditato secondo UNI-CEI-EN L utilizzo del PeAD è giustificato dalla constatazione che è un materiale che non risulta risentire delle correnti vaganti sempre presenti nel sottosuolo di un centro abitato (causa acceleratrice dei processi corrosivi a cui sono soggette le tubazioni che contengono materiali ferrosi), dalla maggiore velocità e facilità di posa, viste le particolari condizioni locali, dalla maggiore economicità a parità di prestazioni soprattutto per i piccoli diametri rispetto le tubazioni di altro materiale. Infine tale scelta si è operata anche perché le 45

49 modalità costruttive delle condotte in PeAD assicurano una maggiore continuità diminuendo le perdite d acqua dovute anche alle numerose prese delle singole utenze. 8. MANUFATTI ED APPARECCHIATURE I manufatti presenti nella rete consistono in: pozzetti prefabbricati in calcestruzzo vibrocompresso per il posizionamento degli scarichi e degli sfiati in rete, costituito da un elemento di base, eventuale elemento di prolunga e accessibili attraverso chiusini in ghisa sferoidale il cui numero e le cui dimensioni, stabilite in relazione alle apparecchiature montate all interno, sono state specificate nell elaborato grafico D09 relativo ai particolari costruttivi. pozzetti prefabbricati in PVC per l allaccio delle utenze alla rete idrica, di dimensioni interne 40x40x40 cm, compresi di coperchio rinforzato classe B125, da posizionare sul marciapiede destro e sinistro in corrispondenza di ciascuna presa di carico dalla rete. Tutte le apparecchiature, sono in ghisa sferoidale ad esclusione dei pezzi Gallo che sono previsti in PeAD. Le apparecchiature di sezionamento sono state poste in corrispondenza degli incroci nei nodi della rete secondaria (De 160) in corrispondenza delle diramazioni secondarie, per consentire in fase di manutenzione di isolare tratti di condotta o di rete di distribuzione. In particolare, tutte le saracinesche per il sezionamento delle reti secondarie, 46

50 sono state previste direttamente interrate e manovrabili dal piano stradale mediante aste di manovra protette da chiusini, campane e tubi in ghisa sferoidale. Le saracinesche adoperate sono a cuneo gommato a passaggio totale sul diametro nominale, con corpo e coperchio in ghisa sferoidale. Lo scarico delle condotte della rete è previsto attraverso diramazioni a T con diramazioni DN 160 in cui sono installate le saracinesche. Gli apparecchi di sfiato automatico sono a tripla funzione, con un doppio galleggiante in ghisa sferoidale adatto per il rientro e l evacuazione sia di grandi che di piccole quantità d aria. Anch essi sono collegati alla tubazione principale attraverso l inserimento di pezzi a T flangiati con diramazione DN 100. Le giunzioni tra le condotte e le apparecchiature avvengono attraverso l utilizzo di pezzi speciali flangiati o di adattatori a flange per i collegamenti fra materiali eterogenei (ghisa-pead). 9. POSA DELLE CONDOTTE E RIPRISTINI STRADALI Le sezioni tipo di scavo previste, per le varie pavimentazioni, sono due: - una per l alloggio di un singolo tubo, - una per l alloggio di due tubi. In entrambe le tipologie si è prestata molta cura nel determinare delle larghezze di scavo che fossero sufficienti per una corretta sistemazione del fondo ed un agevole collegamento dei diversi elementi delle tubazioni. A tal fine, le larghezze sono state calcolate in funzione del diametro dei tubi, oltre che della profondità. 47

51 In particolare, la sezione tipo per l alloggiamento di un solo tubo è stata prevista con una larghezza non inferiore a 40 cm + De e comunque non minore di 60 cm, mentre per la sezione a due tubi è stata prevista una larghezza data da un interasse minimo di 50 cm oltre i due mezzi diametri esterni. Prima della posa delle tubazioni, si prevede di stendere sul fondo dello scavo uno strato di materiale vagliato o sabbia per uno spessore minimo di almeno 20 cm sul quale verrà adagiata la tubazione. Con materiale dello stesso tipo verrà eseguito un rinfianco ed un ricoprimento sino ad almeno 10 cm dalla generatrice superiore del tubo. Successivamente, si prevede il posizionamento di idoneo nastro segnalatore e quindi il riempimento con i materiali provenienti dagli scavi sino alla profondità interessata dalla tipologia del ricoprimento stradale così come riportato negli allegati progettuali. La profondità di scavo dovrà garantire per tutte le condotte, indipendentemente dal diametro, un ricoprimento della generatrice superiore non inferiore ad un metro. Con riferimento alle tubazioni De 63 mm per gli allacci alle singole utenze, oltre alle disposizioni sopra esposte, per la posa si è previsto l inserimento di tali tubazioni all interno di una guaina passacavo mediante l utilizzo di cavidotto con marchio IMQ e CE costituito da tubo a doppia parete corrugato esternamente, liscia internamente in polietilene tipo medio, con resistenza allo schiacciamento pari a 450 N di diametro minimo 110 mm con tiracavi. In tal modo, dall ispezione dei pozzetti di allaccio, posizionati sui marciapiedi, sarà possibile individuare eventuali perdite delle suddette tubazioni. Le tipologie delle pavimentazioni esistenti risultano varie e talvolta sovrapposte. Esse possono così riassumersi: 48

52 - in conglomerato bituminoso; - in battuto di cemento; - in mattonelle; - in terra battuta; - in asfalto + mattonelle. Si è previsto il taglio delle pavimentazioni per una larghezza pari a quella della sezione di scavo, ed il ripristino delle stesse con le medesime tipologie esistenti. 10. ALLACCI UTENZE Dall analisi del tessuto urbano presente nell area di intervento si è osservato che le utenze sono piuttosto concentrate e che le case isolate sono molto poche. Pertanto sono stati previsti nella maggior parte delle strade degli allacci a quattro utenze (60%), predisponendo una singola diramazione dalla rete di distribuzione per allacciare due utenze a destra della carreggiata e due a sinistra, ovvero di utilizzare dei pezzi tipo Gallo, dove si ha un gran numero di utenze singole concentrate in brevi spazi. Gli allacci alle utenze sono stati previsti con diramazione in PeAD da 2 (De 63), attraverso un collare di presa, dalle condotte secondarie in PeAD De160 e De 90 secondo le diverse tipologie di seguito elencate: - per unica utenza; - per doppia utenza, espandibile a tre o quattro; - per collegamento a pezzo di tipo Gallo. Le diverse tipologie saranno adottate in funzione delle caratteristiche delle varie utenze che si incontrano. 49

53 La diramazione dalla condotta secondaria in PeAD del De 160 o De 90, avviene tramite il montaggio di un collare di presa con staffa in acciaio INOX (De 160 o 90) con raccordo a cui verrà allacciata le tubazioni in PeAD De 63 che a sua volta verrà allacciata attraverso pezzi speciali (riduzioni, Te, bout+flange, ecc. ) alla tubazione della rete preesistente a monte del contatore dell utenza. Il progetto, infatti, non prevede alcun intervento sui contatori o sulle condotte che ci sono a valle. Prima di tale allaccio, all interno di un pozzetto in PVC, allocato sul marciapiede, nella condotta è stato previsto una valvola di sezionamento che potrà essere agevolmente azionata dall ente gestore. Al fine di consentire un agevole controllo da parte dell ente gestore, di un eventuale perdita nelle diramazioni delle utenze, tali condotte in PeAd De 63 verranno inserite all interno di una guaina passacavo mediante l utilizzo di cavidotto con marchio IMQ e CE costituito da tubo a doppia parete corrugato esternamente, liscia internamente in polietilene tipo medio, con resistenza allo schiacciamento pari a 450 N di diametro minimo 110 mm con tiracavi. In tal modo, dall ispezione dei pozzetti di allaccio, sarà anche possibile individuare eventuali perdite delle suddette tubazioni. I particolari costruttivi sono stati riportati nell elaborato grafico D08. 50

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