C N E T N RA R L A E E SE S R E I R E

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1 NUOVO SISTEMA ANTINCENDIO FAP500 ()

2 CENTRALI FAP500 Il nuovo sistema differisce dai precedenti per le innovazioni software e hardware, che ne ottimizzano la trasmissione dei dati, e permettono una migliore flessibilità di programmazione in modo da poter supportare al meglio le molteplici esigenze installative. Tutti i modelli sono contenuti all interno della stessa carpenteria composta da un coperchio in ABS bianco, dove posizionata la scheda CPU e il display di visualizzazione, ed un fondo metallico, dove è alloggiata la scheda comando e il modulo backplane che consente la modularità della centrale da un minimo di 1 loop, fino a un massimo di 16 loop. è CENTRALE SERIE FAP500

3 CENTRALI FAP500 Le nuove centrali sono di tipo modulare, cioè si presentano di base con una configurazione standard che offre la possibilità di espansione di periferiche e funzioni. Versione a 1 loop (FAP 541) Versione a 2 loop espandibile. a 4 (FAP 544) Versione a 4 loop espandibile. a 8 (FAP 548) CENTRALI SERIE FAP500 Versione a 8 loop espandibile. a 16 (FAP 5416) I nuovi modelli soddisfano interamente le normative: EN54 parte 2 (centrale di controllo e segnalazione), EN54 parte 4 (apparecchiature di alimentazione).

4 SISTEMA FAP500

5 CENTRALI SISTEMA FAP500 CENTRALI FAP500 Modulo di Linea FA128 Il modulo di linea FA128, consente l acquisizione ed il controllo di una linea di rivelazione di tipo loop/aperta sulla quale possono essere connessi un massimo di 128 dispositivi. Pannello Remoto FKP500 Il Pannello Remoto risulta utile per la ripetizione degli eventi di tutte le centrali serie FAP500, Ad ogni centrale possono essere connessi un numero 16 pannelli remoti massimo, Scheda RS232/485 per connessione PANNELLI REMOTI - STAMPANTE Configurazione centrali MASTER/SLAVE Interfacciamento PC SOFT/FAP500 Tutte le centrali sono equipaggiate con una porta USB che offre la possibilità di programmazione tramite PC via SOFT/FAP500

6 DISPOSITIVI SISTEMA FAP500 DISPOSITIVI SISTEMA FAP500 RIVELATORE OTTICO DI FUMO FDO500 RIVELATORE OTTICO/TERMICO FDOT500 RIVELATORE TERMICO FDT500 RIVELATORE TERMOVELOCIMETRICO FDTD500 BASE STANDARD SD500 Isolatore di Corto Circuito integrato nel dispositivo

7 RIVELATORE OTTICO DI FUMO AD EFFETTO TYNDALL FDO500 INDICATO CONTROINDICATO Ambienti dove si prevede incendio con Ambienti con umidità relativa superiori al 95% sviluppo di fumo visibile/o chiaro, Ambienti con notevoli correnti d aria Esempi: C.E.D. Centrale telefonica Sala controllo Sala quadri elettrici Locali fotocopie,fax,ecc.. Cunicoli cavi Vano ascensori Sale macchina Cabine elettriche e di trasformazione Contro soffitti e sottopavimenti con passaggio cavi Camere di albergo con numerose utenze elettriche Ambienti dove si realizzano lavorazioni con emissioni di fumo, polvere o vapori acquei o grassi Autorimesse Cucine Ambienti con riscaldamento ad olio, kerosene, carbone o legna Ambienti con alto tasso di polvere in sospensione Piscine coperte Sauna e similari Bagni di club e palestre (vapori delle docce)

8 RIVELATORE OTTICO DI FUMO AD EFFETTO TYNDALL FDO500 Distribuzione dei rivelatori puntiformi di fumo Soffitti piani o con α<20, senza elementi sporgenti Altezza (h) dei locali (m) h 6 6 < h 8 8 < h < h 16 Tecnologia rivelazione Rivelatori puntiformi di fumo (UNI EN 54-7) Raggio di copertura (m) 6,5 6,5 6,5 AS AS = Speciali previste in ambienti particolari dove è ipotizzabile l'utilizzo della tecnologia dei rivelatori di fumo, solo ed esclusivamente, se l'efficacia del sistema viene dimostrata con metodi pratici quali, per esempio, quelli riportati nel punto 8 (verifica dei sistemi) oppure mediante l'installazione di rivelatori a piani intermedi.

9 RIVELATORE OTTICO DI FUMO AD EFFETTO TYNDALL FDO500 Distribuzione dei rivelatori puntiformi di fumo Soffitti piani o con α<20, senza elementi sporgenti Altezza (h) dei locali (m) h 6 6 < h 8 8 < h < h 16 Inclinazione Raggio di copertura (m) 20 α AS α>45 7,5 7,5 7,5 AS AS = Speciali previste in ambienti particolari dove è ipotizzabile l'utilizzo della tecnologia dei rivelatori di fumo, solo ed esclusivamente, se l'efficacia del sistema viene dimostrata con metodi pratici quali, per esempio, quelli riportati nel punto 8 (verifica dei sistemi) oppure mediante l'installazione di rivelatori a piani intermedi.

10 RIVELATORE OTTICO DI FUMO AD EFFETTO TYNDALL FDO500 Esempi di copertura rivelatori puntiformi di fumo

11 RIVELATORE TERMICO FDT500 RIVELATORE TERMOVELOCIMETRICO FDTD500 INDICATO Ambienti dove si svolgono processi lavorativi con sviluppo di fumo ma non di calore Depositi di materiale infiammabile con temperatura ambiente poco variabile Autorimesse CONTROINDICATO Ambienti con altezza superiore a 8 m Ambienti con sviluppi istantanei ed intensi di vapore (TERMOVELOCIMETRICO) Esempi: Magazzini di stoccaggio capi d abbigliamento in fibra poliammidica Laboratori di chimica e fisica Depositi di alcolici Ripostigli con articoli per pulizia infiammabili

12 TEMPERATURE CLASSIFICAZIONE DEI RIVELATORI Classe del rivelatore Temperatura normale di esercizio C Temperatura Temperatura di Temperatura di massima di risposta statica risposta statica esercizio C minima C massima C A A B C D E F G I rivelatori Elkron si collocano tutti in classe A1 o superiori

13 RIVELATORE TERMICO FDT500 RIVELATORE TERMOVELOCIMETRICO FDTD500 Distribuzione dei rivelatori puntiformi di calore Altezza (h) dei locali (m) h 6 6 < h 8 8 < h < h 16 Tecnologia rivelazione Rivelatori puntiformi di calore (UNI EN 54-5) Raggio di copertura (m) 4,5 4,5 NU NU NU = Non Utilizzabile

14 RIVELATORE TERMICO FDT500 RIVELATORE TERMOVELOCIMETRICO FDTD500 Esempi di copertura rivelatori puntiformi di calore

15 Esempio di dimensionamento e distribuzione rivelatori fumo e calore secondo la Norma UNI 9795:2010 Capannone piano terra

16 RIVELATORE LINEARE DI FUMO Modelli: S/2-100, SF-100 INDICATO Ambienti con soffitti molto irregolari (travi molto fitte, dente di sega, ecc ) Incendi con sviluppo di fumo scuro Ambienti con soffitti di valore artistico Ambienti dove per esigenze estetiche non si possono installare i rivelatori puntiformi Ambienti dove per la forma e/o altezza del soffitto risulti più economica l installazione e/o manutenzione in confronto ai rivelatori puntiformi Cunicoli cavi Corridoi e gallerie Open space Capannoni Ambienti con correnti d aria Hall di stazioni ferroviarie, Aeroporti, Centri Commerciali CONTROINDICATO Ambienti dove il raggio può essere interrotto (da carrelli elevatori, gru, mezzi di trasporto, ecc ) Autorimesse Ambienti dove si realizzano lavorazioni con permanente emissioni di fumi e polveri Ambienti in cui ci possono essere disturbi di altri raggi infrarossi, oppure di rifrazioni impropie (soprattutto per sistemi a riflessione). Modelli: ES 25/50/80

17 RIVELATORE LINEARE DI FUMO Modelli: S/2-100, SF-100 Rivelatori ottici lineari di fumo Devono essere conformi alla Norma UNI EN Per rivelatore ottico lineare di fumo si intende un dispositivo di rivelazione incendio che utilizza l attenuazione e/o i cambiamenti di uno o più raggi ottici. Il rivelatore consiste di almeno un trasmettitore e di uno o più ricevitori. Area specifica di copertura: max 1600 m 2 Larghezza dell area specifica di copertura: max 15 m

18 RIVELATORE LINEARE DI FUMO Modelli: S/2-100, SF-100 Soffitti con copertura piana Rivelatori ottici lineari di fumo Posizionamento rispetto al piano di copertura compreso entro il 10% dell altezza totale del locale da terra: indicazioni soggette a variazione discrezionale del progettista in funzione delle reali condizioni d uso e ambientali dell area h h = 10% H H Prescrizione base: posizionamento h<=10% H

19 SISTEMA DI ASPIRAZIONE Modello: ASD CARATTERISTICHE Sistema di rivelazione fumi ad aspirazione Lunghezza massima tubazione 100 mt. Cartucce filtrazione aria all interno Velocità dell aspirazione e gestione flussi regolabili Rilevatori: 2 max. Alimentazione: 24 Vcc. INDICATO Alberghi Banche Ospedali Stalle Prigioni Stazione metropolitana Ambienti ove è richiesto un basso impatto estetico Ambienti con atmosfera inquinata o impraticabile Aree inaccessibili

20 RIV. TERMICO LINEARE A CAVO TERMOSENSIBILE: RLB/1, RLB/2 INDICATO Passerelle cavi (aperte e chiuse) Cunicoli cavi e cavedi vari Nastri trasportatori Serbatoi a tetto galleggiante Trasformatori all intemperie Pensiline di carico di depositi combustibili CONTROINDICATO Protezione ambientali se non studiate specificatamente Protezione di oggetti su scaffalature di stoccaggio di liquidi altamente infiammabili Cabine di verniciatura Autorimesse Gallerie Ambienti angusti con notevole sporcizia

21 RIVELATORE DI FIAMMA INDICATO Ambienti con materiale altamente infiammabile e di altezze fino a 6 m Protezione d oggetti di materiale infiammabile CONTROINDICATO Rivelazione in incendi a sviluppo lento Ambienti con possibilità di insudiciamento continuo della lente Rivelazione incendi con sviluppo di fiamma e molto fumo molto denso Ambienti dove si effettuano lavorazioni con fiamme (anche temporanee) Ambienti soggetti a vibrazioni Ambienti con fattori di perturbazione quali luce solare diretta o riflessa, archi elettrici di saldatura, ecc Rivelatore di Fiamma Rivelatore di fiamma UV Angolo di lettura 90 a a cono Tensione di funzionamento da 12 a 30 Vdc Modello: RU/205

22 Pulsanti Manuali FM500 FM 500R Lunghezza massima del percorso utile per raggiungere un punto di segnalazione manuale: -max.30mt.(perattivitàarischiobassoemedio) -max.15mt.(perattivitàarischioelevato). Obbligo di un Pulsante in prossimità di ciascuna Uscita di Sicurezza. Minimo n 2 punti di segnalazione manuale per zona. Obbligo di un Cartello Segnalatore secondo pittogramma conforme alla UNI in prossimità di ciascun Pulsante. Altezza di installazione del Pulsante (tra 1 e 1,60 mt.).

23 Dispositivi di Allarme Acustici e Luminosi TM24 (monofacciale) TB24 (bifacciale) Il livello acustico percepibile deve essere di 5 db(a) al di sopra del rumore ambientale. Il livello Acustico percepito dagli occupanti deve essere comunque compreso tra 65 db(a) e 120 db(a). Nel caso di occupanti che dormono il Livello Acustico alla testata letto deve essere garantito a 75 db(a).

24 ELEMENTI DI CONNESSIONE - CAVI I cavi devono essere del tipo utilizzato per gli impianti elettrici. Caratteristiche come indicate dal fabbricante. Conduttore alimentazione dei componenti (rivelatori, punti manuali,ecc) sezione minima 0,5 mm 2. I cavi utilizzati nel sistema rivelazione incendio devono essere: - resistenti al fuoco per almeno 30 min secondo la CEI EN a bassa emissione di fumo -zero alogeni o comunque protetti per tale periodo. La CEI (pubblicata in data 1 agosto 2011) è la norma di prodotto per i cavi da utilizzare nei sistemi di rivelazione incendi.

25 ELEMENTI DI CONNESSIONE - CAVI Nei casi in cui venga utilizzato un sistema di connessione ad anello chiuso, (più zone o più di 32 punti sul medesimo circuito) il percorso dei cavi deve essere realizzato in modo tale che possa essere danneggiato un solo ramo dell anello. Per uno stesso anello il percorso cavi in uscita dalla centrale deve essere differenziato rispetto al percorso di ritorno in modo tale che il danneggiamento (per esempio fuoco) di uno dei due rami non coinvolga anche l altro ramo.

26 DISPOSITIVI SISTEMA FAP500 PULSANTE A RIARMO FM500 PULSANTE A ROTTURA FM500 R MODULO POLIVALENTE 1 IN 1 OUT IO 500 MODULO POLIVALENTE 4 IN 4 OUT IOM 500 RIPETITORI OTTICI FUORI PORTA LR500SI LR500

27 TARGA OTTICO/ACUSTICA TB 24 - TARGA BIFACCIALE TM24 - TARGA MONOFACCIALE Disponibili per tutte le targhe i pittogrammi: - Allarme Incendio, - Evacuare il locale, - Spegnimento in corso, - Allarme gas, - Fire Alarm.

28 CENTRALE DI SPEGNIMENTO CDS La centrale di spegnimento CDS, è una centrale monoloop, che condivide tutti i dispositivi del sistema FAP , con in più al suo interno un modulo di spegnimento con possibilità di espansione a 2. La CSD è progettata nel pieno rispetto della normativa UNI EN e delle norme CE. La centrale integra queste principali funzionalità: - Configurazione dei dispositivi tramite centrale o autoindirizzamento sia per linea chiusa che per linea aperta - Linea indirizzata da 128 dispositivi - Completamente programmabile da tastiera - Comunicazione con il sistema FAP500 mediante linea RS485 in modalità MASTER/SLAVE - Uscita sirena evacuazione dedicata

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30 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Presentazione di alcuni progetti e relative soluzioni tecniche adottate 1 - Struttura alberghiera 2 - Capannone industriale

31 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 IL CONTESTO NORMATIVO PRINCIPALI DISPOSIZIONI NORMATIVE IN TEMA DI PREVENZIONE INCENDI INERENTI LE ATTIVITÀ RICETTIVE TURISTICO ALBERGHIERE ATTO TITOLO G.U. CONTENUTO D.M. 9/04/94 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l esercizio delle attività ricettive turistico alberghiere. n. 95 del 26/04/94 Rappresenta il testo di base per la costruzione e l esercizio delle attività ricettive turistico alberghiere allo scopo di tutelare l incolumità delle persone e la salvaguardia dei beni contro i rischi di incendio. Regolamenta: - le attività di nuova costruzione (titolo II, parte I) e le attività esistenti (titolo II, parte II) con oltre 25 posti letto; - le attività fino a 25 posti letto (titolo III); - i rifugi alpini (titolo IV). Per le attività esistenti i tempi di adeguamento sono fissati dal punto 21.2 in: a) 2 anni per le disposizioni gestionali (non più prorogati); b) 5 anni per le restanti disposizioni; c) 8 anni per l adeguamento dei materiali all interno delle camere. D.M. 7/04/99 Modificazioni dell allegato al D.M. 9/04/94 recante l approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l esercizio delle attività ricettive turistico alberghiere. n. 91 del 20/04/99 Procrastina al 31/12/99 il termine previsto al punto 21.2, lettera b), del D.M. 9/4/94 per l adeguamento delle attività esistenti. Legge n. 140 del 11/05/99 Norme in materia di attività produttive. n. 117 del 21/05/99 Al comma 10 dell art. 6 dispone che le attività ricettive esistenti possono completare gli adeguamenti alle norme transitorie di cui alla lettera b) del punto 21.2 del D.M. 9/4/94, entro 8 anni come previsto alla lettera c) del medesimo punto, previa acquisizione entro il 31/12/99, termine introdotto dal D.M. 7/4/99, del parere di conformità sui progetti.

32 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 ATTO PRINCIPALI DISPOSIZIONI NORMATIVE IN TEMA DI PREVENZIONE INCENDI INERENTI LE ATTIVITÀ RICETTIVE TURISTICO ALBERGHIERE TITOLO G.U. CONTENUTO Legge n. 463 del 31/12/01 Conversione in legge, con modificazioni del decreto-legge 23/11/01, n. 411, recante proroghe e differimenti di termini n. 7 del 9/01/02 Stabilisce che le attività ricettive con oltre 25 posti letto possano completare le opere di adeguamento entro il 31/12/2004 e che il Ministro dell interno provveda ad aggiornare le disposizioni di prevenzione incendi per le strutture esistenti con proprio decreto. D.M. 6/10/03 Approvazione della regola tecnica recante l aggiornamento delle disposizioni di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico-aberghiere esistenti di cui al D.M. 9/04/94. n. 239 del 14/10/03 In ottemperanza a quanto stabilito dalla legge n. 463/01 prevede misure di sicurezza alternative ed integrative rispetto a quelle contenute nell allegato al D.M. 9/04/94 applicabili alle attività esistenti. Legge n /12/04 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9/11/04, n. 266, recante proroga o differimento di termini previsti da disposizioni legislative. n. 302 del 27/12/04 Fissa al 31/12/05 il termine ultimo per il completamento dei lavori di adeguamento presso le attività ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto preesistenti alla data di entrata in vigore del D.M. 9/04/94, previa acquisizione, entro il 30/06/05, del parere di conformità sul progetto ai sensi dell art. 2 del D.P.R. n. 37/98. Legge n. 51 del 23/02/2006 Conversione in legge, con modificazioni, del decretolegge 30/12/05, n. 273, recante Definizione e proroga di termini, nonché conseguenti disposizioni urgenti. Proroga di termini relativi all esercizio di deleghe legislative. n. 49 del 28/02/06 Proroga ulteriormente il termine introdotto dalla Legge n. 306/04 per il completamento delle opere di adeguamento delle attività ricettive esistenti al 31 dicembre Legge n. 17 del 26/02/2007 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28/12/2006, n. 300, recante proroga dei termini previsti da disposizioni legislative. n. 47 del 26/02/07 L art. 3, comma 4, prevede l ulteriore proroga al 31 dicembre 2007 del termine introdotto dalla Legge n. 306/04 per il completamento delle opere di adeguamento delle attività ricettive esistenti con oltre 25 posti letto che abbiamo presentato richiesta di parere al Comando VVF entro il 30 giugno 2005.

33 IL CONTESTO NORMATIVO Struttura alberghiera Estratto dai D.M. del 9 aprile 1994 e D.M. del 6 ottobre 2003 Omissis ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP IMPIANTI DI RIVELAZIONE E SEGNALAZIONE DEGLI INCENDI 12.1 Generalità Nelle attività ricettive con capienza superiore a 100 posti letto deve essere prevista l installazione di un impianto fisso di rivelazione e segnalazione automatica degli incendi in grado di rivelare e segnalare a distanza un principio d incendio che possa verificarsi nell ambito dell attività. Nei locali deposito, indipendentemente dal numero di posti letto, devono essere comunque installati tali impianti, come previsto dal precedente punto Caratteristiche L impianto deve essere progettato e realizzato a regola d arte. La segnalazione di allarme proveniente da uno qualsiasi dei rivelatori utilizzati dovrà sempre determinare una segnalazione ottica ed acustica di allarme incendio nella centrale di controllo e segnalazione, la quale deve essere ubicata in ambiente presidiato Omissis

34 Inoltre, nelle attività ricettive con oltre 300 posti letto o con numero superiore a 100 posti letto ubicate all interno di edifici di altezza superiore a 24 m, dovranno essere installati dispositivi ottici di ripetizione di allarme lungo il corridoio, per i rivelatori ubicati nelle camere e nei depositi. Tali ripetitori, inoltre, dovranno essere previsti per quei rivelatori che sorvegliano aree non direttamente visibili Omissis ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 IL CONTESTO NORMATIVO Struttura alberghiera Estratto dai D.M. del 9 aprile 1994 e D.M. del 6 ottobre 2003 Omissis l impianto di rivelazione dovrà consentire l attivazione automatica di una o più delle seguenti azioni: - chiusura automatica di eventuali porte tagliafuoco, normalmente aperte, appartenenti al compartimento antincendio da cui è pervenuta la segnalazione, tramite l attivazione degli appositi dispositivi di chiusura; - disattivazione elettrica dell eventuale impianto di ventilazione o condizionamento esistente; - attivazione degli eventuali filtri in sovrappressione; - chiusura di eventuali serrande tagliafuoco esistenti poste nelle canalizzazioni degli impianti di ventilazione o condizionamento, riferite al compartimento da cui proviene la segnalazione; - eventuale trasmissione a distanza delle segnalazioni di allarme in posti predeterminati in un piano operativo interno di emergenza.

35 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Struttura alberghiera (piano tipo)

36 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Struttura alberghiera (particolare)

37 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Capannone industriale piano terra

38 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Capannone industriale piano primo

39 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Capannone industriale sezioni

40 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 CRITERI DI INSTALLAZIONE RILEVATORI PUNTIFORMI DI FUMO ELKRON FDO500 Prospetto 3 Distribuzione dei rivelatori puntiformi di fumo Soffitti piani o con α<20, senza elementi sporgenti Altezza (h) dei locali (m) h 6 6 < h 8 8 < h 12 Raggio Copertura 6,5 m

41 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 ESTENSIONE DELLA SORVEGLIANZA All interno di un area sorvegliata, devono essere direttamente sorvegliate dai rivelatori anche le seguenti parti : - locali tecnici di elevatori, ascensori e montacarichi, condotti di trasporto e comunicazione, nonché vani corsa degli elevatori, ascensori e montacarichi; -cortili interni coperti; -cunicoli, cavedi e passerelle per cavi elettrici; -condotti di condizionamento dell aria, e condotti di aerazione e di ventilazione; - spazi nascosti sopra i controsoffitti e sotto i pavimenti sopraelevati.

42 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 ESTENSIONE DELLA SORVEGLIANZA Possono non essere direttamente sorvegliate dai rivelatori le seguenti parti, qualora non contengano sostanze infiammabili, rifiuti, materiali combustibili e cavi elettrici ad eccezione, per questi ultimi, di quelli strettamente indispensabili all utilizzazione delle parti medesime: [ ] spazi nascosti, compresi quelli sopra i controsoffitti e sotto i pavimenti sopraelevati, che: - abbiano altezza minore di 800 mm, e - abbiano superficie non maggiore di 100 mq, e - abbiano dimensioni lineari non maggiori di 25 m, e - siano totalmente rivestiti all interno con materiale incombustibile di classe A1, e -non contengano cavi che abbiano a che fare con sistemi di emergenza (a meno che i cavi non siano resistenti al fuoco per almeno 30 min)

43 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 ESTENSIONE DELLA SORVEGLIANZA I rivelatori installati in spazi nascosti (sotto i pavimenti sopraelevati, sopra i controsoffitti, nei cunicoli e nelle canalette per cavi elettrici, nelle condotte di condizionamento dell aria, di aerazione e di ventilazione, ecc.) devono appartenere a zone distinte. Deve inoltre essere possibile individuare in modo semplice e senza incertezze dove i rivelatori sono intervenuti. Si deve prevedere localmente una segnalazione luminosa visibile. Ad integrazione di quanto specificato nel punto 5.2.6, se i rivelatori non sono direttamente visibili (per esempio: rivelatori sopra il controsoffitto, nei canali di condizionamento, all interno dei macchinari, ecc.), si deve prevedere una segnalazione luminosa in posizione visibile in modo che possa immediatamente essere individuato il punto da cui proviene l eventuale allarme.

44 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Testo coordinato del D.M. 9 APRILE 1994 con il D.M. 6 OTTOBRE 2003 (G.U. N. 239 del 14 OTTOBRE 2003) Omissis Inoltre, nelle attività ricettive con oltre 300 posti letto o con numero superiore a 100 posti letto ubicate all interno di edifici di altezza superiore a 24 m, dovranno essere installati dispositivi ottici di ripetizione di allarme lungo il corridoio, per i rivelatori ubicati nelle camere e nei depositi. Tali ripetitori, inoltre, dovranno essere previsti per quei rivelatori che sorvegliano aree non direttamente visibili. Omissis Progettazione secondo la norma UNI 9795 Struttura alberghiera (piano tipo)

45 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 Capannone industriale piano terra

46 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 Capannone industriale piano primo

47 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 CRITERI DI INSTALLAZIONE RILEVATORE OTTICI LINEARI DI FUMO I rivelatori ottici lineari di fumo devono essere conformi alla UNI EN L area a pavimento massima sorvegliata da un rivelatore trasmettitore-ricevitore o trasmittente/ricevente e riflettore/i non può essere maggiore di 1600 mq. La larghezza dell area coperta indicata convenzionalmente come massima non deve essere maggiore di 15 m Nel caso di soffitto con copertura piana, la collocazione dei rivelatori ottici lineari rispetto al piano di copertura deve essere compresa entro il 10% dell altezza del locale da proteggere. [ ] Capannone industriale: esempio di installazione Riv. Lineari tipo Elkron ES 25/50/80 o S/2-100 o SF-100

48 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 CRITERI DI INSTALLAZIONE RILEVATORE OTTICI LINEARI DI FUMO Nel caso di soffitto con coperture a falde inclinate o a shed, i rivelatori ottici lineari possono essere installati in senso parallelo all andamento dello shed o della copertura a doppia falda oppure in senso trasversale. La soluzione adottata, quando possibile, deve privilegiare soluzioni che prevedano l installazione delle unità di rivelazione prossime alla linea di falda o di colmo del tetto e parallele alla linea di colmo. [ ] Nel caso di soffitto con coperture con elementi sporgenti, devono applicarsi i criteri installativi previsti nel punto

49 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 Capannone industriale: esempio di installazione Riv. Lineari tipo Elkron ES 25/50/80 o S/2-100 o SF-100

50 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Capannone industriale: esempio di installazione Riv. Lineari tipo linea ES 25/50/80 o S/2-100 o SF-100 Distanza massima dal soffitto 10%

51 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 SISTEMI FISSI DI SEGNALAZIONE MANUALE I sistemi fissi automatici di rivelazione d incendio devono essere completati con un sistema di segnalazione manuale costituito da punti di segnalazione manuale In ciascuna zona deve essere installato un numero di punti di segnalazione manuale tale che almeno uno possa essere raggiunto da ogni parte della zona stessa con un percorso non maggiore di 30 m (attività a rischio basso o medio) 15 m /attività a rischio elevato). In ogni caso i punti di segnalazione manuale devono essere almeno due per zona e devono essere posizionati in prossimità di tutte le uscite di sicurezza.

52 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 DISPOSITIVI DI ALLARME ACUSTICI E LUMINOSI Ai fini della presente norma, i dispositivi di allarme vengono distinti in: a) [ ] b) Dispositivi di allarme di incendio acustici e luminosi distribuiti qualora necessari, ai fini della sicurezza, all interno e/o all esterno dell area sorvegliata c) [ ] I dispositivi di allarme devono essere costruiti con componenti aventi caratteristiche adeguate all ambiente in cui si trovano ad operare. I dispositivi acustici devono inoltre essere conformi alla UNI EN [ ] Le segnalazioni acustiche e luminose dei dispositivi di allarme di incendio devono essere chiaramente riconoscibili come tali e non confuse con altre Il sistema di segnalazione di allarme deve essere concepito in modo da evitare rischi indebiti di panico. Esempio: targhe ottico acustiche Elkron modelli TM24/220 o TB24/224

53 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 SUDDIVISIONE DELL AREA IN ZONE Se una medesima linea di rivelazione serve più zone o più di 32 punti, la linea deve essere ad anello chiuso e dotata di opportuni dispositivi di isolamento in grado di assicurare che un corto circuito o una interruzione della linea medesima, non impedisca la segnalazione di allarme incendio per più di una zona.

54 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 Struttura alberghiera (piano tipo)

55 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 Struttura alberghiera (particolare)

56 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 Capannone industriale piano terra

57 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 Capannone industriale piano primo

58 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 APPENDICE A DOCUMENTAZIONE DI PROGETTO La documentazione di progetto deve essere come indicato nell appendice A. A1) Generalità Nella redazione del progetto, si deve tener conto di tutte le condizioni, che possono influenzare la prestazione dell impianto di rivelazione. Si deve tenere conto altresì delle possibili interazioni tra l impianto di rivelazione e le altre misure di protezione previste.

59 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 APPENDICE A DOCUMENTAZIONE DI PROGETTO A2) Fase preliminare (progetto preliminare e/o di massima) Devono essere forniti almeno i seguenti elaborati: a) una relazione tecnico-descrittiva sulla tipologia e consistenza degli impianti, comprensiva dello schema a blocchi; b) un insieme di tavole grafiche del fabbricato che illustri: 1) il tipo di installazione e la classe di pericolo; 2) l estensione del sistema con l indicazione di ogni area non protetta; 3) la destinazione d uso delle aree da proteggere; 4) una sezione trasversale dell intera altezza dell edificio con la posizione dei rivelatori; Un elaborato che rappresenta un esempio di situazione di montaggio per ogni caso specifico di posa (locale, area, piano, ecc.) è considerato sufficiente. c) la dichiarazione che il progetto preliminare e/o di massima, si basa sulla conformità dell impianto di rivelazione alla norma UNI 9795, oppure che fornisca le informazioni di ogni scostamento dai requisiti della stessa e le relative motivazioni, sulla base delle informazioni disponibili.

60 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 APPENDICE A DOCUMENTAZIONE DI PROGETTO A. 3 Fase successiva (progetto definitivo e/o esecutivo) A. 3.1 Generalità Le informazioni fornite devono comprendere una scheda riassuntiva, la relazione tecnicodescrittiva dell impianto, lo schema a blocchi dell impianto, i disegni completi dell impianto ed i dati dettagliati dell alimentazione. A. 3.2 Scheda riassuntiva La scheda riassuntiva deve fornire le seguenti informazioni: a) il nome del progetto e del progettista; b) i numeri di riferimento di tutti i disegni o documenti; c) i numeri di emissione di tutti i disegni o documenti; d) le date di emissione di tutti i disegni o documenti; e) i titoli di tutti i disegni o documenti; f) il tipo(i) di impianto(i) e il tipo di centrale(i) di controllo e segnalazione; g) il numero o i riferimenti di ogni centrale(i) di controllo del sistema; k) la dichiarazione che l impianto è stato progettato e sarà installato in conformità alla norma UNI 9795 oppure che fornisca le informazioni di ogni scostamento dai requisiti della stessa e le relative motivazioni, sulla base delle informazioni disponibili; i) un elenco dei componenti inclusi nel sistema, con le relative specifiche.

61 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 APPENDICE A DOCUMENTAZIONE DI PROGETTO A. 3.3 Relazione tecnico-descrittiva La relazione tecnico-descrittiva deve fornire le seguenti informazioni: - consistenza dell impianto ed identificazione delle zone in cui è stata eventualmente suddivisa ciascuna area sorvegliata e dei relativi sensori ad esse associati; - criterio di scelta dei dispositivi; - dimensionamento; - calcolo delle autonomie; - definizione dei limiti dell applicazione specifica; - normativa e legislazione applicabile; - dimensionamento cavi; in particolare deve contenere un calcolo relativo ai cavi principali dell impianto di rivelazione: - linee di rivelazione e/o loop, - linee degli avvisatori di allarme, - linee di alimentazione primaria e secondaria. Deve altresì essere fornita una indicazione tecnica precisa circa la tipologia di cavi ammessi per ciascun tipo di collegamento, tenendo conto anche di quanto previsto dalle norme in materia di impianti elettrici e dalle disposizioni legislative vigenti.

62 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 APPENDICE A DOCUMENTAZIONE DI PROGETTO A. 3.4 Schema a blocchi Lo schema a blocchi deve rappresentare: - tutte le tipologie di apparati impiegati; - la loro interconnessione logica; - la funzionalità complessiva del sistema. Inoltre deve essere implementato con lo schema funzionale particolareggiato del sistema (tabelle causa-effetto). A. 3.5 Disegni di layout (Elaborati grafici) dell impianto I disegni di layout devono includere le seguenti informazioni: a) orientamento della planimetria; b) caratteristiche di pavimenti, soffitti, tetti, muri esterni e pareti di separazione delle aree protette con impianto da quelle non protette; c) sezioni verticali di ogni piano di ciascun edificio, con l indicazione della distanza dei rivelatori da soffitti, elementi strutturali, ecc. che influenzano la loro collocazione; d) la posizione e la dimensione degli spazi nascosti di coperture, soffitti o pavimenti di ambienti e altri vani chiusi ; e) indicazione di condotti, passerelle, piattaforme, macchinari, ecc., che possono influenzare la distribuzione dei componenti (rivelatori, pulsanti, ecc.); f) tipologia e ubicazione di tutti i componenti costituenti il sistema; g) tipologia e l ubicazione delle connessioni tra i componenti dell impianto; h) la posizione e le caratteristiche di ogni collegamento; i) una legenda dei simboli utilizzati.

63 ESEMPI REALIZZATIVI - Sistema FAP500 Progettazione secondo la norma UNI 9795 APPENDICE A DOCUMENTAZIONE DI PROGETTO A. 3.6 Alimentazione elettrica A Disegni dell alimentazione elettrica primaria I disegni devono raffigurare la posizione dell origine dell alimentazione primaria e il collegamento fino alla(e) centrale(i) di controllo e segnalazione e a tutte le eventuali stazioni ausiliarie di alimentazione. Devono essere indicati anche la posizione e il tipo dei dispositivi di sezionamento e delle protezioni. Deve essere inclusa una legenda dei simboli. A Disegni dell alimentazione elettrica secondaria I disegni devono raffigurare le modalità e tipologia di alimentazione secondaria e il collegamento fino alla(e) centrale(i) di controllo e segnalazione e a tutte le eventuali stazioni ausiliarie di alimentazione.

64 CONTATTI Sede Centrale : Via Bologna, 188/C TORINO Tel Fax Sede di Milano : Via Gadames, MILANO Tel Fax [email protected]

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