Contrasto al lavoro sommerso
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- Giacomo Mari
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1 Contrasto al lavoro sommerso Nell ambito della L.R. n.30 del 13/08/2007 Norme regionali per la sicurezza e la qualità del lavoro è stato finanziato il progetto regionale Contrasto al lavoro sommerso e promozione della qualità e regolarità del lavoro promosso dalle province liguri che ha avuto come obiettivo : - promuovere l occupazione con la creazione di lavoro di qualità; - evitare il rischio di esclusione; - diffondere la cultura della regolarità e della sicurezza sul lavoro; - favorire l emersione del lavoro non regolare. Il Progetto si è concluso a giugno Finalità e obiettivi Le Province liguri hanno individuato strategie comuni finalizzate al raggiungimento degli obiettivi dichiarati all interno della legge regionale, tenendo conto della necessità di declinare le stesse strategie con specifiche differenti a seconda del territorio in cui vengono inserite e delle modalità organizzative che contraddistinguono le reti dei servizi per l impiego attive su ciascuna provincia. Sono state individuate in particolare tre linee di intervento pianificate per rispondere ad altrettante finalità nell ambito del comune obiettivo finale sopra indicato: 1. avviare percorsi di sostegno rivolti a lavoratori che risultano maggiormente esposti al rischio di esclusione dal mercato del lavoro regolare per tipologia di contratti avviati, sulla base della breve durata dei contratti stessi, per il basso livello di professionalità svolta e per il fatto di operare in settori dove il rischio di marginalità è maggiormente presente;
2 2. sostenere e supportare il processo di crescita consapevole della cittadinanza sui temi della qualità e regolarità del lavoro, nonché su quelli inerenti la responsabilità sociale dei datori di lavoro, al fine di promuovere e diffondere sui territori una cultura della legalità che tocchi tutti gli aspetti del mercato del lavoro e favorisca il pieno sviluppo di diritti e doveri, sia dal lato dei lavoratori sia dal lato dei datori di lavoro. Nello specifico si propone la sperimentazione rispetto all utilizzo di un Patto di Servizio con le imprese: si tratta di uno strumento regolatore e contrattuale che codifica diritti e doveri nel rapporto tra servizi per l impiego e imprese beneficiarie di una prestazione di servizio. Il Patto si propone di responsabilizzare le parti e comporta per l impresa l impegno ad attivarsi a fronte dei servizi e degli strumenti predisposti in risposta ad una sua esigenza. All Ente richiede una responsabilità simmetrica che si esprime nella certezza e nella qualità del servizio erogato; 3. realizzare le azioni di supporto seguendo una logica di concertazione e governance con i soggetti attivi sul territorio, come previsto dal protocollo regionale sopra citato, al fine di sviluppare e rafforzare il modello di cooperazione della rete e tutelare maggiormente la cittadinanza sui risultati degli interventi messi in atto. Il progetto prevede momenti di condivisione e monitoraggio in sede di commissione tripartita provinciale. Identificazione dei destinatari Destinatari del progetto per la parte di promozione dell occupazione sono stati i lavoratori che risultavano maggiormente esposti al rischio di esclusione dal mercato del lavoro regolare per tipologia di contratti avviati, sulla base della breve durata dei contratti stessi, per il basso livello di professionalità svolta e per il fatto di operare in settori dove il rischio di marginalità è maggiormente presente. Sulla base di tali caratteristiche e dei dati a disposizione dall OML provinciale il target coinvolto nel progetto ha riguardato:
3 giovani in età compresa tra i 18 e i 29 anni, lavoratori con basso titolo di studio (licenza media e/o corsi di specializzazione professionale) a rischio di lavoro irregolare oppure che hanno avuto due o più contratti a termine nel corso dell ultimo anno solare, con particolare attenzione alle donne, ai lavoratori neoassunti, lavoratori immigrati e lavoratori occupati in settori produttivi a maggior rischio di infortuni; studenti, allievi della formazione professionale, allievi dei corsi serali; persone licenziate e precedentemente impiegate in situazione di irregolarità presso aziende verso le quali la DPL ha effettuato ispezione e ha verificato l irregolarità. Per quanto riguarda Imperia i destinatari sono stati individuati nell ambito delle persone assunte a seguito di verbale ispettivo della Direzione Provinciale del Lavoro e poi licenziate. Azioni previste dal progetto Le linee di intervento, nel loro complesso hanno messo in campo una pluralità di strumenti, con l obiettivo primario di promuovere la piena occupazione, la stabilizzazione delle condizioni di lavoro, l accompagnamento al lavoro delle fasce di persone che per diverse ragioni risultavano essere a maggior rischio di lavoro irregolare o ad esclusione dal mercato del lavoro, la qualità del lavoro, la sua regolarità e sicurezza, nonché azioni di promozione della responsabilità sociale delle imprese. Linea di intervento n. 1 Azione di sistema Il progetto ha previsto un azione di sistema finalizzata a supportare e rafforzare l azione di sensibilizzazione e informazione capillare già attivata dai servizi provinciali sul territorio verso il tema del contrasto al lavoro sommerso e della promozione del lavoro regolare, e ha implementato il modello di cooperazione e concertazione già avviato con gli altri soggetti del
4 territorio (ad esempio il protocollo di intesa sottoscritto tra Regione Liguria, URPL, ANCI e INPS relativo alla necessità di attivare in forma coordinata e congiunta iniziative di contrasto al fenomeno del lavoro sommerso e irregolare e a migliorare il livello dell interoperabilità delle rispettive banche dati; e il protocollo di intesa in materia di informazione/formazione sul tema della regolarità e qualità del lavoro rivolto a giovani e studenti che coinvolge Regione, MIUR, Università, DRL, INPS, INAIL, Province e OOSS, per: - contribuire a diffondere tra la cittadinanza una maggiore consapevolezza e conoscenza dei temi legati alla qualità e regolarità del lavoro, nonché sul principio della responsabilità sociale dei datori di lavoro; - promuovere e contribuire a diffondere una cultura della legalità che tocchi tutti gli aspetti del mercato del lavoro e favorisca il pieno sviluppo di diritti e doveri, sia dal lato dei lavoratori sia dal lato dei datori di lavoro; - attivare il progetto e sviluppare le azioni di sensibilizzazione sopra descritte seguendo una logica di concertazione e governance con i soggetti attivi sul territorio, al fine di sviluppare e rafforzare il modello di cooperazione della rete e garantire maggiormente la cittadinanza sui risultati degli interventi messi in atto; - promuovere all interno dei Centri per l Impiego provinciali uno specifico servizio di informazione dedicato alla promozione del lavoro regolare, che consenta di offrire all utenza un servizio qualificato di informazione e consulenza integrata sulla normativa contrattuale, sui diversi incentivi all assunzione e sulle conseguenze assicurative e previdenziali derivanti dalla applicazione delle diverse tipologie di lavoro che prevedono soluzioni contrattuali flessibili. Per la gestione del servizio sono stati individuati operatori esperti nell ambito dei Centri per l Impiego, coinvolti in attività formative specifiche, previste nell ambito
5 del progetto, per l approfondimento e l aggiornamento costante sui temi del contrasto al lavoro sommerso e alla promozione del lavoro regolare. Per questa attività è stato fondamentale il lavoro di rete con le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali, la Direzione Provinciale del Lavoro, INPS, INAIL, ecc. Nell ottica di collaborazione con i soggetti della rete irregolare si sottolinea il ruolo che i Centri per l Impiego che, per la loro presenza sul territorio e per il costante monitoraggio con chi opera nei mercati dei lavoro locali, hanno avuto come monitori di situazioni di irregolarità indirizzando sempre di più le loro segnalazioni non solo a situazioni di irregolarità formali, ma anche a casi di presunte situazioni di lavoro non regolare (lavoro nero, uso distorto di strumenti contrattuali non coincidenti con l effettiva prestazioni, licenziamenti effettuati senza procedure di rito etc), in stretta collaborazione con la DPL. - promuovere condivisione e monitoraggio del progetto all interno della Commissione Provinciale Tripartita; Linea di intervento n. 2 Verso i lavoratori Ha previsto l identificazione e la selezione dei lavoratori da accogliere nei percorsi di inserimento e supporto lavorativo realizzati presso i Centri per l Impiego. Ogni provincia ha individuato le modalità di individuazione dei beneficiari dei percorsi sulla base dello specifico contesto socio-economico di ciascuna provincia, tenendo in considerazione l obiettivo e la finalità specifica dell intervento ovvero il contrasto al lavoro sommerso e alla promozione del lavoro regolare. Sono stati pertanto selezionati quei lavoratori che, in base alle specifiche che ciascuna Provincia ha evidenziato, presentavano caratteristiche di maggior rischio di esclusione. In generale le persone sono state convocate presso il centro per l impiego di riferimento e gli operatori dedicati (orientatori e operatori specializzati
6 nell attività di placement e di marketing territoriale) hanno proceduto alla rilevazione del bisogno e alla strutturazione di una proposta personalizzata relativa ad un percorso di qualificazione professionale e di inserimento lavorativo, con l obiettivo specifico di intervenire sull empowerment del lavoratore a rischio di esclusione e l incremento della consapevolezza dei diritti e dei doveri di tutti i soggetti coinvolti. L adesione al percorso è avvenuta tramite la sottoscrizione di un patto fra CPI e utente, che definiva gli obblighi reciproci. Il patto prevedeva l erogazione di un sussidio alla persona di 450 euro al mese fino a un massimo di 8 mesi, condizionato al prender parte ad un percorso concordato e siglato attraverso il patto. Il percorso comprendeva le seguenti azioni: partecipazione a momenti di orientamento, tirocini (fino ad un massimo di sei mesi) monitorati dagli operatori in qualità di tutor dedicati, percorsi formativi, finanziati anche tramite buoni di partecipazione (definiti voucher) individuali, supporto nell attività di ricerca attiva di lavoro, partecipazione a colloqui di selezione presso aziende. L utilizzo da parte dei soggetti coinvolti di un ampia gamma di servizi di politica del lavoro è stata resa possibile grazie ad una programmazione integrata di finanziamenti provenienti da fonti diverse attivate dalle Province. Il sussidio al lavoratore è stato trasformato in incentivo all azienda disponibile ad assumere il lavoratore a tempo indeterminato, qualora la proposta di assunzione sia avvenuta entro la fine degli otto mesi di percorso previsti dal progetto. In questo caso la quota parte di sostegno al reddito residua è stata trasformata in incentivo occupazionale da erogare all aziende che ha assunto con contratto a tempo indeterminato Verso gli operatori dei CPI Di norma gli operatori coinvolti nel progetto erano orientatori e operatori specializzati in attività di placement e di marketing territoriale. Per facilitare l attività di analisi delle esigenze e dei bisogni dei lavoratori e definire
7 specifiche strategie di inserimento nel mercato sono stati proposti momenti di supervisione tra gli operatori coinvolti con un operatore senior in grado di contribuire alla definizione dei punti di forza e di debolezza delle strategie individuate per ciascun lavoratore a rischio di esclusione. Seguendo questa modalità si è sviluppato un percorso di auto apprendimento e formazione reciproca tra gli operatori coinvolti, che ha contribuito fortemente alla crescita del CPI nel suo complesso, spingendo verso la realizzazione di una comunità di apprendimento, alla quale hanno partecipato tutti gli operatori delle quattro province. La comunità di apprendimento cooperativo degli operatori è stata stimolata, animata e supervisionata da un animatore esperto (coaching), gli scambi fra gli operatori coinvolti sono avvenuti anche a distanza, tramite l utilizzo di un forum on line. In particolare la provincia di Genova ha messo a disposizione, a tale scopo, il sito per operatori spider.provincia.genova.it. Il percorso ha sottolineato quegli aspetti specifici della relazione con i soggetti a rischio di esclusione individuati dalle singole Province; il lavoro di condivisione delle esperienze e degli obiettivi del progetto è stato focalizzato in particolare sulla promozione del lavoro regolare, perché la cultura della qualità e regolarità del lavoro fosse condivisa e diffusa tra tutti i soggetti della rete provinciale e regionale. Linea di intervento n. 3 Patto di Servizio Il progetto prevedeva la sottoscrizione di un Patto di Servizio con le aziende al fine di sperimentare un applicazione concreta del loro coinvolgimento nell ambito delle tematiche legate alla responsabilità sociale delle imprese, riferito in particolare al contrasto al lavoro sommerso alla promozione del lavoro regolare. Sicurezza e regolarità del lavoro sono aspetti fortemente sinergici e correlati e, quindi, elementi integranti del concetto di Responsabilità Sociale, che questo progetto ha inteso promuovere, attraverso le sue azioni
8 specifiche e in particolar modo le azioni di sistema, nei confronti delle aziende coinvolte e, più in generale, dei datori di lavoro nel loro complesso. La responsabilità sociale delle imprese passa anche per la creazione di nuova e buona occupazione a favore dei cittadini a maggiore rischio di esclusione dal mercato del lavoro. La capacità di fare impresa, accompagnata dalla responsabilità sociale, costituisce un fattore di ricchezza della comunità ed è un grande volano di innovazione, trasformazione e miglioramento della società. L'assunzione di responsabilità sociale da parte delle imprese è un processo da costruire mediante processi condivisi dalle parti sociali e dalle amministrazioni pubbliche che promuovano un approccio globale al tema della qualità in cui assumono rilevanza non solo i fattori distintivi relativi al prodotto, ma anche alle modalità stesse in cui avviene la produzione, in termini di impatti sociali, etici ed ambientali. Con questa iniziativa progettuale si è inteso promuovere anche responsabilità sociale delle imprese intesa come creazione di nuova occupazione in favore di cittadini per diversi motivi più deboli sul mercato del lavoro come contributo concreto allo sviluppo, puntando sulla riattivazione delle risorse, umane e imprenditoriali per una nuova e buona occupazione. 1 la Il Patto di Servizio è uno strumento regolatore e contrattuale che codifica diritti e doveri nel rapporto tra servizi per l impiego (Ente) e imprese beneficiarie di una prestazione di servizio. Si è proposto di responsabilizzare le parti e per l impresa l impegno ad attivarsi a fronte dei servizi e degli strumenti predisposti in risposta ad una sua esigenza. All Ente richiede una responsabilità simmetrica che si esprime nella certezza e nella qualità del servizio erogato. Ad ambedue il Patto di Servizio consegna il diritto di esigere l attivazione della prestazione dell altro contraente e di interrompere la propria a fronte di inadempienza. All Ente il Patto dà inoltre la possibilità di applicare all inadempiente strumenti di sanzione/sospensione motivata del servizio. 1
9 Specificamente, si è richiesto che le imprese, a fronte del supporto offerto dai CPI per l attività di incrocio tra la domanda e l offerta di lavoro, si impegnassero a comunicare sia i dati relativi allo svolgimento dei colloqui di selezione (presentazione dei candidati, esito del colloquio) sia le specifiche delle offerte lavorative. A fronte di ciò i CPI si sono impegnati ad effettuare una pre-selezione, estraendo dalla banca dati dei Servizi per l Impiego candidati in possesso dei requisiti richiesti, e inviare in azienda per la selezione un numero congruo di candidati.
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