Studio delle Migrazioni e Inanellamento degli Uccelli
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- Franco Fabiani
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1 18 18 maggio 2008 C.R.A.S. Vanzago Studio delle Migrazioni e Inanellamento degli Uccelli Ruolo dei Centri di Recupero Guido Romagnoli * Stazione Ornitologica Lago BOSCACCIO
2 Al volo Dalla cura
3 Temi trattati: Migrazioni: Perché gli uccelli si spostano? Come lo fanno, cosa li spinge? E lungo quali percorsi? Inanellamento: Cos è? Perché è così importante? Come si svolge e dove? C.R.A.S. I centri di recupero, il loro ruolo e contributo nella conoscenza ornitologica, e nella conservazione.
4 Di chi parliamo? Alcune parole chiave
5 Uccelli: macchine per il volo Struttura leggera Ossa cave Penne e piume Sacche aeree Adattamenti muscolari Muscoli pettorali Adattamenti fisiologici Ingrassamento Adattamenti aerodinamici Forma dell ala Coda
6 Breve storia inanellamento: L uomo ha marcato uccelli da tempi immemori. Gli albori dell inanellamento: 1595 si ha il primo caso di marcatura metallica apposta alla zampa di un Falco Pellegrino, appartenente al Re Enrico IV di Francia, perso mentre inseguiva uno Sparviero. Fu avvistato dopo più di 24 ore a Malta, a più di 1350 miglia di distanza in Nord America, John James Audubon, uno dei fondatori dell ornitologia americana, legò dei nastri di argento alle zampe di giovani di Fibi (Sayornis phoebe) vicino a Philadelphia e fu in grado di identificarne due al loro ritorno nell area l anno seguente.
7 Breve storia inanellamento: 1889 in Danimarca Hans Daniel Mortensen cattura e libera alcuni Storni con anelli metallo, con scritto il suo nome e l indirizzo: inizio dell inanellamento moderno in Italia prof. Alessandro Ghigi, costituisce l Osservatorio Ornitologico del Garda Vietata l uccellagione (coesistenza di tecniche diverse di inanellamento, catture per richiami vivi e catture standardizzate) 1977 Legge n 968/77, regolamenta l attività di inanellamento a scopo scientifico, necessità di permessi e autorizzazioni Regionali o Provinciali 1992 Legge n 157/92 art.4, ribadisce il ruolo di coordinamento delle attività da parte dell Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS)
8 I.N.F.S.: L Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (Centro Nazionale Inanellamento): effettua gli esami di per diventare inanellatori (permesso C - B - A ) rilascia i permessi di inanellamento trasmette parere vincolante alle Amministrazioni Locali competenti per il rilascio della delibera Regionale o Provinciale per la cattura scopo scientifico coordina tutti gli inanellatori italiani fornisce anelli a tutti gli inanellatori attivi raccoglie semestralmente, conserva e gestisce tutti i dati di catture effettuate dagli inanellatori italiani collabora con l EURING trasmettendo e ricevendo dati di catture e ricatture da e di altre nazioni europee Si veda sito: o o
9 L inanellamento a scopo scientifico: Tecnica di ricerca basata su: - Cattura temporanea - Identificazione specifica e Marcaggio individuale - Rilevamento di dati biometrici, muta, età, sesso - e successivo rilascio degli uccelli. I dati raccolti sulle diverse specie: cattura/ricattura, localizzazione spaziale, e/o temporale, numerosità, presenza e/o assenza, Ci aiutano a dare risposte sulla migrazione, intervenire nella gestione e pianificazione territoriale
10 Tecniche di cattura: - Mist-nets (diffuso e standardizzato) - Trappole a nassa/gabbia (anatidi) - Prodina (acquatici) - Cannon-nets - Nido - Colonia -
11 Marcaggio individuale: - Anelli metallici: alluminio, leghe acciaio - Anelli plastica colorati (progetti specifici, es: fenicottero ) - Collari (oche, cigni) - Altre tecniche ( poncho, marche alari, decolorazione penne, telemetria satellitare, data logger e trasmittenti )
12 Anelli: a ogni zampa il suo Anelli metallici: - varie taglie e tipologie per le diverse specie - C.I.: Lettera taglia (A-L M), N progressivo univoco (A86433), Indirizzo: Ozzano dell Emilia (BO) Italy - a vita (inamovibili, Beccaccia di mare, dopo 36 anni) - leggeri (da 0,2 g a 1-2 g) - sicuri (in alluminio e leghe acciaio) - necessarie catture ripetute (non leggibili a distanza) Anelli plastica colorati: - visibili a grandi distanze - progetti specifici (Fenicottero, Laridi) - errori lettura, deteriorano colori nel tempo
13 Rilevamenti biometrici e : - Misurazioni con righello (precisione mm o ½ mm): misura lunghezza corda massima, 3 remigante o P 8, lunghezza coda. - Misurazioni con calibro (precisione 1/10 mm): misure ossee, lunghezza del tarso, misura del becco (al cranio, alle piume, al nalospi, ). - Misurazione del peso (precisione 0,1 g): si pesa l animale subito prima della liberazione con bilancia elettronica o dinamometro. - Stima del grasso secondo una scala da Rilevazione muscolo secondo una scala da Rilevazione dello stato della muta dell animale: penne (ali, coda) e piumaggio (resto del corpo). - Registrazione dell età e sesso dove determinabile (dal piumaggio e/o da altri parametri: colorazione parti molli, ossificazione cranio )
14 Il Grasso secondo Kaiser (1983): Grasso e Muscolo: Il Muscolo: Sezione trasversale all altezza dello sterno
15 Codifiche Euring: Sesso: 1 = maschio 2 = femmina 0 = indeterminato Sesso ed Età: Età: 0 = età sconosciuta 1 = pullus, non in grado di volare 2 = individuo completamente sviluppato, in grado di volare, età sconosciuta 3 = individuo nato nell anno solare in corso 4 = individuo nato prima dell anno solare in corso, anno di nascita sconosciuto 5 = individuo nato nell anno solare precedente 6 = individuo nato prima dell anno solare precedente, anno di nascita sconosciuto 7, 8, 9, A, B (5 anni certi), C, D, E,
16 Fasi dell inanellamento: 2. Estrazione 1. Cattura 3. Identificazione 4. Marcatura 5. Misura ala 6. Misura 3 7. Misura tarso 8. Grasso, Muscolo 9. Età, sesso e muta 10. Peso 11. Liberazione Un esempio:
17 L inanellamento in Italia ed Europa: In Italia operano più di 400 inanellatori dei differenti permessi A-B e C (in Europa più di ). In Italia ogni anno vengono inanellati circa esemplari di 250 specie differenti, (in Europa circa 4-5 milioni) La percentuale di ricattura varia dall 1% nei piccoli Passeriformi a oltre il 50% nella Cicogna bianca L INFS, presenta una banca dati di milioni di anelli, l EURING Data Bank custodisce ad oggi più di un milione dati di ricattura.
18 L inanellamento importanza di raccogliere i dati: A partire dai milioni di dati raccolti negli anni in Italia ed Europa, sono stati studiati: Tassi di sopravvivenza: Attraverso l analisi delle catture-ricatture, nei diversi anni di alcune specie è possibile monitorare i tassi di sopravvivenza e correlare questi con cause ambientali (siccità, scomparsa habitat, scarsità cibo ) e/o antropiche (disturbo, caccia, ) Proporre quindi interventi mirati di tipo gestionali passivo (protezione habitat) o pianificazione attiva (creazione habitat). Es: Progetto Rondine, Storno, Prisco, Fenicottero, Laridi
19 L inanellamento importanza di raccogliere i dati: Andamento delle popolazioni e indici di dispersione: Analizzando le numerosità specifiche di anno in anno e monitorando le posizioni di ricattura delle differenti specie si hanno misure dell andamento delle diverse popolazioni e gli indici di dispersione post-natale. Indici fondamentali per capire lo stato di benessere di una data specie in una regione. Ad esempio attraverso il progetto Fenicottero, si stanno avendo grandi risultati, potendo monitorare tutte le fasi di nuove colonizzazioni anche grazie alla facilità di osservazione e ricattura e alle analisi parentali del DNA.
20 L inanellamento importanza di raccogliere i dati: Strategie di migrazione: Attraverso l analisi delle catture e ricatture della rete di stazioni europee si è potuto rispondere a molti interrogativi sulle rotte migratorie: Progetti coordinati quale il PPI (Progetto Piccole Isole), hanno permesso di scoprire rotte differenziali all interno di popolazioni differenti della stessa specie (es: la Capinera, dall analisi delle biometrie alari e i siti di nidificazione) o migrazioni ad arco (Beccafico) o adattamenti ai cambiamenti climatici o fenomeni di migrazione contraria (es: Fraticello, laguna di Venezia, Isola Bella).
21 L inanellamento importanza di raccogliere i dati: Strategie di migrazione: Anche queste informazioni sono essenziali per interventi politici, in quanto queste informazioni hanno permesso di dare indicazioni sulle aree italiane da proteggere ad esempio: quelle maggiormente interessate dalle rotte migratorie (siti di sosta e foraggiamento), o aree frequentate da specie molto elusive e difficilmente avvistabili
22 Principali Migrazioni Migrazione di Ritorno (periodo primaverile) dai Quartieri di Svernamento, coincide di norma con: gli Stimoli Ormonali del periodo riproduttivo la modifica del Foto-periodo Migrazione Autunnale verso i Quartieri di Svernamento per lo più coincide con: le fasi conclusive della Muta del piumaggio la riduzione del Foto-periodo
23 Perché Migrano? Fattori Endocrini Fase Riproduttiva Disponibilità Alimentare Condizioni Climatiche
24
25 Dimmi che ali hai Ti dirò dove vai! Ali lunghe ed appuntite Migratori a volo battuto a lungo raggio (rondine, usignolo, ) Ali lunghe, larghe ed arrotondate Migratori veleggiatori a lungo raggio (cicogne, rapaci, ) Ali corte, ed arrotondate Migratori a corto raggio e sedentari (pettirosso, scricciolo, )
26 Fattori ed adattamenti Aerodinamici Ali lunghe ed appuntite Minore resistenza all aria Produzione di vortici d aria più favorevoli Ali lunghe, larghe ed arrotondate Superficie alare ampia consente il veleggiamento senza consumo di energia Ali corte ed arrotondate Maggiore manovrabilità nel folto della vegetazione
27 Corto o lungo? Lungo! Piovanello pancianera (Calidris alpina)
28 Fattori Limitanti Condizioni Meteo Barriere Ecologiche Presenza Predatori Assenza aree idonee per la sosta e l alimentazione
29 Condizioni Meteorologiche Intensità e direzione del Vento Altitudine di Volo Perturbazioni Meteorologiche
30 Le Barriere Ecologiche: Le Catene Montuose
31 Mari
32 Deserti
33 Rondine (Hirundo rustica) Strategie di Migrazione Migratore tran-sahariano: la Rondine Influenza delle condizioni meteo Barriere ecologiche (Mediterraneo e Sahara) Predatori Aree stop-over
34 Il caso della Rondine... La Rondine è un migratore a lunga distanza, che trascorre l'inverno nell'africa equatoriale. Essendo una specie esclusivamente insettivora, per le rondini nidificanti in Europa sarebbe difficile riuscire a trascorrere l'inverno nelle aree riproduttive. Fattore limitante: meteorologico-stagionale Per raggiungere le aree di svernamento, durante la migrazione autunnale le rondini devono superare estese barriere ecologiche, quali il Mar Mediterraneo e il deserto del Sahara Fattore limitante: barriere ecologiche Lungo questo percorso le rondini possono incorrere in predatori quali rapaci (es. lodolaio, falco della regina) Fattore limitante: predatori La presenza/assenza di aree di sosta come rifugio, lungo la rotta migratoria, presenta un ruolo vantaggioso/svantaggioso Fattore limitante: carenza aree sosta e alimentazione
35 Ingrassamento e barriere ecologiche Per superare le barriere ecologiche, che non permettono alle rondini di nutrirsi né di sostare durante il viaggio, esse devono migrare con considerevoli riserve energetiche. La principale fonte di energia durante la migrazione è il grasso, che viene accumulato dalle rondini durante la fase di preparazione al volo, spesso ininterrotto, di superamento delle barriere. Le rondini, prima della migrazione autunnale, aumentano il loro peso in media del 30% rispetto alla massa magra, ad indicare un accumulo medio di 6 g di grasso. Con modelli di aerodinamica del volo, si può calcolare che questi 6 g di grasso consentono teoricamente un volo ininterrotto di oltre 3000 km in condizioni ottimali.
36 Principali rotte migratorie della Rondine in Europa Occidentale Attraverso la Spagna Attraverso l Italia Mediterranean Sea S a h a r a D e s e r t Lake Chad
37 Quanta strada ancora?
38 Strategie di Migrazione I rapaci I grandi veleggiatori Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus) Cicogna bianca (Ciconia ciconia) Albanella minore (Circus pygargus)
39 Importanti Punti di Transito nel Paleartico Occidentale Stretto Messina Canale di Sicilia Stretto di Gibilterra Bosforo Altri
40 Principali Rotte di Migrazione della Cicogna Bianca (Ciconia ciconia)
41 Reintroduzione Capovaccaio (Neophron percnopterus)
42 Stetto di Messina Stretto di Gibilterra
43 Strategie di Migrazione Migratori a corto raggio Intrapaleartici Pettirosso (Erithacus rubecula)
44 Tordo Bottaccio (Turdus philomelus)
45 Cesena (Turdus pilaris)
46 Fiorrancino (Regulus ignicapillus)
47 Strategie di Migrazione Luì Grosso (Phylloscopus trochilus) Migratori a Lungo Raggio (Trans sahariani)
48 Sterpazzola (Sylvia communis)
49 Canapino (Hippolais polyglotta)
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