Collusione in giochi ripetuti
|
|
|
- Norberto Visconti
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Collusione in giochi ripetuti equilibri perfetti nei sottogiochi (SPE) Appunti a cura di Fioravante PARONE versione del: 29 marzo 2007 Indice 1 Collusione in SPE 2 2 Approfondimenti Altri payoff, verso l involucro convesso Riconciliazione Osservabilità parziale ibliografia 10 Queste brevi note vogliono essere una semplice introduzione al problema della collusione in giochi ripetuti, analizzando in particolare se essa possa corrispondere non solo ad equilibri di Nash, ma anche ad equilibri perfetti nei sottogiochi (che indicherò brevemente come SPE, usando l acronimo inglese... ). Fioravante PARONE homepage Dipartimento di Ingegneria della web teaching Produzione, ermoenergetica e web server CIG odelli atematici web page del gruppo P.le Kennedy - Pad D Scaλλywag Genova - IALY [email protected] Decisori (razionali) interagenti
2 Collusione in giochi ripetuti: SPE c Fioravante Patrone 2 1 Collusione in SPE Nel mio libro, Patrone (2006), è mostrato come il dilemma del prigioniero, ripetuto due volte, abbia molti equilibri di Nash (16), e tuttavia il payoff per ciascuno di questi equilibri è identico al payoff che i giocatori otterrebbero se giocassero ad ogni turno l equilibrio di Nash del gioco costituente (il che corrisponde all unico SPE del gioco ripetuto due volte). Queste cose sono direttamente verificabili sulla tabella completa che si trova in rete, nella pagina web associata al libro. Nel libro si considera un gioco diverso dal dilemma del prigioniero e viene fatto vedere come, per questo gioco finitamente ripetuto, si possano avere equilibri di Nash che danno ai giocatori payoff diversi (migliori, in particolare) da quelli che otterrebbero dall uso delle strategie d equilibrio ad ogni turno. Possiamo modificare convenientemente i payoff del gioco proposto nel libro per ottenere un gioco per il quale si ottiene questo interessante risultato già con soli due turni: I \ \ II L R Z (9, 9) (1, 10) (0, 0) (10, 1) (2, 2) (0, 0) W (0, 0) (0, 0) ( 1, 1) L equilibrio prevede che I giochi nel primo turno e, nel secondo: se II ha giocato L, W altrimenti. La strategia per II è la gemella di questa. Che si tratti di un equilibrio è evidente: se II gioca la sua strategia componente dell equilibrio a I non conviene deviare al secondo turno, visto che II giocherà R e (, R) è equilibrio del gioco costituente; non conviene deviare neppure al primo turno, visto che otterrebbe un payoff minore o uguale a 10, mentre se non devia ha un payoff di uttavia, l equilibrio non è perfetto nei sottogiochi. In effetti, è impossibile avere un equilibrio perfetto nei sottogiochi che non comporti altro che le scelte d equilibrio in ogni circostanza, quando si ha a che fare con un gioco costituente il quale ha un solo equilibrio di Nash (come succede in questo 1 Qui, come nel libro, non sto considerando il fattore di sconto. Se le preferenze di I lo richiedessero, avremmo un payoff pari a 9 + 2δ, che resta ancora migliore di 10 purché il fattore di sconto di I non sia troppo basso.
3 Collusione in giochi ripetuti: SPE c Fioravante Patrone 3 gioco e nel dilemma del prigioniero). Per il dilemma del prigioniero ripetuto due volte questo fatto è evidenziato nella tabella già citata, ma è facile convincersene in generale: nel secondo stadio, la condizione di perfezione nei sottogiochi obbliga i giocatori a giocare l equilibrio del gioco componente. A questo punto, essi non hanno più scampo neanche nel primo stadio, nel quale sono quindi obbligati a giocare le strategie d equilibrio del gioco one-shot (altro modo per indicare il gioco componente...). Se però il gioco costituente avesse due equilibri di Nash, qualche speranza c è. Senza entrare nei dettagli tecnici di un risultato di carattere generale (per il quale rinvio a manuali classici come Osborne e Rubinstein, per esempio), mi limiterò a far vedere con un esempio cosa si possa ottenere in un gioco ripetuto due volte. Anche in questo caso, facciamo una piccola modifica al dilemma del prigioniero. Consideriamo il gioco seguente: I \ \ II (5, 5) (1, 6) (0, 0) (6, 1) (2, 2) (0, 0) (0, 0) (0, 0) (4, 4) Esso ha due equilibri di Nash, (, C) e (, R), uno dei quali domina l altro. Inoltre, vi è una coppia di payoff, non di equilibrio, che dominano a loro volta entrambi gli equilibri. Possiamo allora ottenere uno SPE il quale (questa è la cosa più interessante) prevede che al primo stadio i giocatori giochino strategie che non non sono d equilibrio per il gioco costituente; inoltre, questo SPE dà un payoff migliore di quello che otterrebbero se giocassero l equilibrio più bello ad ogni stadio. L equilibrio, perfetto nei sottogiochi, è dato da una trigger strategy, simile a quella già vista nel libro. Vi è tuttavia una importante differenza che si rende necessaria per ottenere un equilibrio di Nash perfetto nei sottogiochi. La strategia (per I) prevede che I giochi nel primo turno e, nel secondo: se anche II ha giocato L, altrimenti. Attenzione, però: questo altrimenti è da intendere nel modo seguente: I giocherà (la strategia di punizione ) non solo nel caso in cui egli osservi una deviazione da parte di II, ma anche qualora vi sia stata una deviazione da parte di I stesso! Questa precisazione è essenziale per poter provare che si ha uno SPE: ad esempio, ci garantisce che quanto previsto al secondo turno, nel sottogioco che parte dal nodo individuato dalla scelta (, L) al primo turno, sia un equilibrio (per la
4 Collusione in giochi ripetuti: SPE c Fioravante Patrone 4 precisione, sarà: (, C)). Costruiremo poi un albero per verificare quanto asserito. La strategia per II è la gemella di questa. La coppia di strategie descritta dà ai giocatori un payoff pari a 9, quindi migliore di 8 (che corrisponde a giocare (, R) in ogni stadio), Che sia un SPE lo si verifica agevolmente: nel secondo stadio prevede che i giocatori giochino un equilibrio di Nash e quindi nessun problema. D altronde, I non ha interesse a deviare al primo turno (naturalmente stiamo assumendo, al solito, che II non devii): se lo facesse, otterrebbe al più 8, meno del payoff che ha se non devia che è 9. Anche questo risultato si estende al caso in cui i payoff siano scontati, purché il fattore di sconto non sia troppo piccolo. Come si vede, l idea è abbastanza semplice: avendo un equilibrio di Nash inferiore, questo può essere usato come minaccia credibile (credibile proprio perché associata ad un equilibrio di Nash del gioco costituente e quindi ad un equilibrio di Nash nei sottogiochi che si hanno nel secondo stadio). Nella pagina seguente vi sono due rappresentazioni non standard del gioco a due stadi qui descritto. Per semplificare la rappresentazione, il secondo stadio è indicato con una matrice. Questa matrice ci ricorda che i giocatori al secondo stadio devono giocare (come al primo, d altronde) il gioco in forma strategica descritto. In tali tabelle viene usato un asterisco 2 per evidenziare quali sono le scelte dei due giocatori che prevede, in ognuno dei nodi del secondo stadio la trigger strategy. La prima figura descrive la trigger strategy che era indicata per l equilibrio di Nash, mentre la seconda riguarda quella che dà luogo allo SPE. Come si può facilmente vedere, in questo caso l asterisco si trova in una cella corrispondente ad un equilibrio del gioco costituente (cioè, (, C) o (, R)). Il che non avviene (in quattro casi) se viene usata la trigger strategy che garantiva solo l equilibrio di Nash per il gioco ripetuto. 2 Ringrazio Anna orre per avermi segnalato che, nella precedente versione, gli asterischi erano messi nel posto sbagliato...
5 Collusione in giochi ripetuti: SPE c Fioravante Patrone 5 I II L C R L C R L C R I II L C R L C R L C R
6 Collusione in giochi ripetuti: SPE c Fioravante Patrone 6 Per quanto riguarda i SPE nei giochi infinitamente ripetuti, cominciamo a vedere cosa avviene per il dilemma del prigioniero, ovvero il gioco seguente: I \ \ II L R (3, 3) (1, 4) (4, 1) (2, 2) E agevole mostrare che le trigger strategies (descrivo, al solito, quella per I; per II è la strategia gemella): - I gioca nel primo turno - I continua a giocare finché non vi sia stata una deviazione (ovvero: II gioca R, o I gioca ). Altrimenti, passa a giocare (per sempre) non solo sono un equilibrio di Nash purché il fattore di sconto non sia troppo piccolo 3, ma sono anche un SPE. La differenza rispetto alle trigger strategies descritte nel libro (che ci garantiscono un equilibrio di Nash) è che la punizione deve scattare dopo una qualsiasi deviazione, anche da parte del giocatore stesso! Come già avevamo notato, d altronde, nel caso visto poco sopra di un gioco ripetuto due volte. Prendiamo infatti un qualunque sottogioco proprio del gioco dato. Se questo sottogioco ha il nodo iniziale sul percorso di equilibrio, è evidente che le trigger strategies danno un equilibrio di Nash per questo sottogioco (per le stesse identiche ragioni e sotto le stesse identiche condizioni, rispetto al fattore di sconto, per cui esse sono equilibrio di Nash per il gioco globale). Se invece il nodo iniziale non è sul percorso di equilibrio, le strategie date prevedono che in ogni insieme di informazione di questo gioco i giocatori giochino la loro strategia 4 di equilibrio per il gioco costituente, il che corrisponde a un equilibrio di questo gioco infinitamente ripetuto. Questo risultato non vale solo per il dilemma del prigioniero, ma si generalizza agevolmente: ogni coppia di strategie che generi una coppia di payoff (nel gioco costituente) la quale domini i payoff di un equilibrio di Nash (sempre nel gioco costituente), induce un SPE che produce tale coppia di payoff ad ogni stadio. Le trigger strategies permettono di ottenere questo risultato. 3 La condizione sul fattore di sconto è che il guadagno ottenuto deviando in un turno, ovvero (4 3)δ n = δ n se siamo al turno n-esimo, non superi quanto si perde per via della punizione successiva, che è pari ad almeno k=n+1 (3 2)δk = k=n+1 δk = δ n+1 k=0 δk = δn+1 1 δ. Quindi la condizione è: δn δn+1 1 δ, ovvero 1 δ 1 δ, cioè δ 1/2. 4 i permetto di usare il termine, pericoloso, strategia di equilibrio in quanto il gioco costituente ha un unico equilibrio di Nash.
7 Collusione in giochi ripetuti: SPE c Fioravante Patrone 7 Questo fatto vale anche per il duopolio 5 di Cournot. Se il gioco è infinitamente ripetuto, una strategia che preveda di produrre, per ciascuno, la metà della quantità ottima di monopolio può generare un SPE usando la minaccia che, in caso di defezione, si passa a produrre la quantità di equilibrio. Naturalmente ci saranno le solite condizioni sul fattore di sconto. Visto che il fattore di sconto ha a che fare, oltre che con la struttura delle preferenze intertemporali dei giocatori, anche con l intervallo di tempo che passa fra un turno ed un altro, ci aspettiamo che questa collusione implicita possa essere più facile da sostenere in casi in cui la frequenza di osservazione delle mosse fatte dai giocatori sia più elevata, come sembra essere avvalorato dall osservazione empirica. 2 Approfondimenti 2.1 Altri payoff, verso l involucro convesso La prima osservazione è che le trigger strategies non devono necessariamente prevedere che la collusione corrisponda sempre ed unicamente ad una coppia fissata di strategie. Ad esempio, nel gioco: I \ \ II L R (3, 3) (1, 6) (6, 1) (2, 2) ad entrambi i giocatori converrebbe alternare (, L) e (, R) anziché giocare sempre (, L), per lo meno se guardiamo ai payoff del gioco costituente. Questo non è un problema. Lo stesso tipo di trigger strategies funziona, per il gioco infinitamente ripetuto. Chiaramente, la fase collusiva prevede l alternanza di (, L) e (, R). Le verifiche, i calcoli, le condizioni, sono dello stesso tipo. C è una cosa di cui però dobbiamo tenere conto: la presenza del tasso di sconto. Allora, i payoff significativi (quelli che intervengono nella serie 5 Vedasi gli appunti sul duopolio, per i dettagli: patrone/decisori_razionali_interagenti/duopolio/duopolio.pdf. In sintesi, qui mi riferisco al modello descritto dal gioco (X, Y, f, g) con X = Y = [0, + [ e con f(x, y) = P (x + y) x cx, g(x, y) = P (x + y) y cy, essendo P (t) = a t se 0 t a e P (t) = 0 se t > a. L equilibrio di Nash è unico ed è dato da ( x, ȳ) = ( a c 3, a c 3 ). Il risultato è però inefficiente per i giocatori, ai quali converrebbe produrre entrambi a c 4, che equivale a spartirsi il profitto di monopolio.
8 Collusione in giochi ripetuti: SPE c Fioravante Patrone 8 geometrica 6 da usare per trovare i payoff) saranno: 6 + δ 1 = 6 + δ per I e 1 + δ 6 = 1 + 6δ. a 6 + δ > 1 + 6δ se e solo se δ < 1. Quindi, qualunque sia il fattore di sconto, il giocatore I preferirà l accordo collusivo che prevede di cominciare l alternanza con (, L), mentre il secondo preferirebbe cominciare con (, R) (e lo stesso succede anche se i due giocatori avessero diversi fattori di sconto). Notiamo ancora che, naturalmente, l accordo collusivo su (, L) individua anch esso un SPE per il gioco ripetuto. Il che mostra come il gioco ripetuto possa avere SPE dei quali l uno domina l altro, anche se ci restringiamo alla classe particolare degli equilibri collusivi che sono sostenuto dall uso di trigger strategies. Dovrebbe essere chiaro che l idea di alternarsi può essere generalizzata. Si può mostrare che grosso modo 7 tutti i payoff che stanno nell involucro convesso dei payoff del gioco costituente possono essere ottenuti come payoff di equilibrio per il gioco infinitamente ripetuto, purché tali payoff siano maggiori del payoff di minimax. 2.2 Riconciliazione Uno potrebbe chiedersi se sia necessaria una simile punizione indefettibile, come abbiamo visto finora e se non sia possibile avere un periodo (sufficientemente lungo) di punizione per poi ritornare alla collaborazione. Si noti che questo non risponde solo ad una curiosità tecnica sui SPE in giochi infinitamente ripetuti. Corrisponde anche alla verifica se pattern di comportamento che vengono comunemente osservati possano essere giustificati dalle assunzioni di razionalità sottostanti l idea di SPE. La risposta è positiva. Si tratta solo di fare i necessari calcoli. Calcoli che sono lasciati al lettore... Osservo solo che interverranno quattro parametri, da regolare opportunamente: - il guadagno nel caso di defezione - la perdita dovuta alla punizione - la lunghezza del periodo di punizione - il fattore di sconto dei due giocatori 6 Il payoff per I è 6 + δ + 6δ 2 + δ = (6 + δ)(1 + δ 2 + δ ) = 6+δ 1 δ. Per II 2 abbiamo: 1 + 6δ + 1δ 2 + 6δ = (1 + 6δ)(1 + δ 2 + δ ) = 1+6δ 1 δ. 2 7 Quanto sia grosso questo grosso modo dipende dal valore del fattore di sconto per i due giocatori.
9 Collusione in giochi ripetuti: SPE c Fioravante Patrone Osservabilità parziale Un ultima considerazione. E possibile avere un SPE in cui si realizzi una qualche forma di collusione nel caso in cui i giocatori non siano in grado di osservare perfettamente le scelte fatte allo stadio precedente? Naturalmente qui c è spazio per una gran varietà di modelli, ma per tenere il più basso possibile la complessità descriverò solo un paio di esempi. Immaginiamo di avere il solito dilemma del prigioniero. I payoff tuttavia non siano deterministici, ma stocastici. Interpretiamo cioè payoff indicati in matrice come valori medi dei payoff 8. Per fare un esempio, possiamo allora immaginare che i payoff per I siano i seguenti (nelle caselle metto la probabilità che il payoff sia quello indicato nella intestazione delle colonne): coppie di strategie \ \ payoff Oppure, potrebbe essere 9 : (, R) 9/10 1/ /10 (, R) 8/10 0 1/ /10 (, L) 7/ /2 0 3/10 (, L) 6/ /2 4/10 8 Noto che, nella ipotesi (standard) che i payoff rappresentino valori di funzioni di utilità di von Neumann e orgenstern, l uso di valori attesi è del tutto coerente con l interpretazione. 9 Questa situazione potrebbe corrispondere ad una game form con la seguente struttura: gli esiti del gioco costituente sono del tipo (x, y). Dove x {E 1, E 2 }, mentre y è un esito standard del DP (ad esempio: a se (, L), b se (, R), c se (, L), d se (, R)). Sarà sufficiente assumere che la coordinata x sia E 1 o E 2 con le seguenti probabilità: coppie di strategie \ \ payoff E 1 E 2 (, R) 4/5 1/5 (, R) 3/5 2/5 (, L) 2/5 3/5 (, L) 1/5 4/5 si tratta poi di assumere che I possa osservare solo la coordinata x dell esito, e II osservi solo la y. E che le funzioni di utilità dei due giocatori assumano i seguenti valori: u I (E 1 ) = 0, u I (E 2 ) = 5; u II (a) = 3, u II (b) = 4, u II (c) = 1 e u II (d) = 2.
10 Collusione in giochi ripetuti: SPE c Fioravante Patrone 10 coppie di strategie \ \ payoff 0 5 (, R) 4/5 1/5 (, R) 3/5 2/5 (, L) 2/5 3/5 (, L) 1/5 4/5 In questo paio di esempi la differenza di pattern è evidente. Nel primo caso c è qualche chance di poter dedurre dal payoff la strategia adottata dai giocatori, in quanto alcuni payoff possono derivare solo da particolari coppie di strategie. Vediamo molto rapidamente cosa si possa fare nel secondo caso (che sembra essere il meno facile da trattare). Anche qui si può usare una trigger strategy. Il giocatore I gioca fintantoché il payoff medio osservato è maggiore o uguale ad α (α = 2.5, ad esempio). Se scende sotto, passa a giocare per k stadi, dopo di che ritorna a giocare. Questo tipo di strategie (trigger strategy a soglia) può dare luogo ad un equilibrio nel gioco ripetuto, purché i soliti parametri siano convenientemente aggiustati. L interessante osservazione da fare in questo caso è che c è una tensione fra il potere di deterrenza (ovvero, la facilità con cui scatta la punizione) e l efficienza del risultato (per il quale sarebbe opportuno che la punizione scattasse il meno possibile). Chi fosse interessato a qualche dettaglio in più, può utilmente consultare Dutta (1999). In particolare, il capitolo ibliografia Dutta, Prajit K.: Strategies and Games - heory and Practice, I Press, Cambridge (A, USA), 1999 yerson, Roger.: Game heory: Analysis of Conflict, Harvard University Press, Cambridge (A, USA), Osborne, artin e Ariel Rubinstein: A course in Game heory, I Press, Cambridge (A, USA), Patrone, Fioravante: Decisori (razionali) interagenti, Edizioni PLUS, Pisa, 2006.
MATEMATICA PER LO STUDIO DELLE INTERAZIONI STRATEGICHE: TEORIA DEI GIOCHI. Anna TORRE
MATEMATICA PER LO STUDIO DELLE INTERAZIONI STRATEGICHE: TEORIA DEI GIOCHI Anna TORRE Dipartimento di Matematica, Università di Pavia, Via Ferrata 1, 27100, Pavia, Italy. E-mail: [email protected] 1 GIOCHI
Teoria dei Giochi. Anna Torre
Teoria dei Giochi Anna Torre Almo Collegio Borromeo 4 aprile 2017 email: [email protected] sito web del corso:www-dimat.unipv.it/atorre/borromeo2017.html Giochi ripetuti GIOCHI RIPETUTI: COLLUSIONE Sorgere
Teoria dei Giochi. Anna Torre
Teoria dei Giochi Anna Torre Almo Collegio Borromeo 16 marzo 2010 email: [email protected] sito web del corso:www-dimat.unipv.it/atorre/borromeo2010.html GIOCHI RIPETUTI: COLLUSIONE GIOCHI RIPETUTI:
Lezione 5 - Giochi Ripetuti
Lezione 5 - Giochi Ripetuti Simone D Alessandro Università di Pisa Università di Pisa Pisa, 6 marzo 2013 Matching Pennies Matching pennies è famoso perché mostra che in strategie pure anche in un gioco
Esempio 1 Si consideri il seguente gioco in forma estesa:
Best reply: strategie pure e miste c Fioravante Patrone Esempio Si consideri il seguente gioco in forma estesa: 5 T L R L R 4 4 B T B a) scriverne la forma strategica; b) determinarne gli equilibri di
PRICE FIXING E GIOCHI RIPETUTI
PRICE FIXING E GIOCHI RIPETUTI Economia industriale A.A. 2010/2011 Docente : Gianmaria Martini Alessandro Motta 1012958 Ilaria Maspero 1013101 Marco Pilis 1012965 Paolo Pellegrinelli 44580 FISSAZIONE DEL
La Teoria dei Giochi. (Game Theory)
La Teoria dei Giochi. (Game Theory) Giochi simultanei, Giochi sequenziali, Giochi cooperativi. Mario Sportelli Dipartimento di Matematica Università degli Studi di Bari Via E. Orabona, 4 I-70125 Bari (Italy)
Teoria dei giochi e comportamento strategico
Capitolo 13 Teoria dei giochi e comportamento strategico Soluzioni dei Problemi 13.1 L equilibrio di Nash è: il Giocatore 1 sceglie Alto mentre il Giocatore 2 sceglie Sinistra. 13.2 Il Giocatore 1 ha una
INTRODUZIONE ALLA TEORIA DEI GIOCHI
Corso di Identificazione dei Modelli e Controllo Ottimo Prof. Franco Garofalo INTRODUZIONE ALLA TEORIA DEI GIOCHI A cura di Elena Napoletano [email protected] Teoria dei Giochi Disciplina che studia
Una prima distinzione nell ambito della teoria dei giochi è quella tra: Giochi cooperativi (si possono fare accordi vincolanti)
Una prima distinzione nell ambito della teoria dei giochi è quella tra: Giochi cooperativi (si possono fare accordi vincolanti) Giochi non cooperativi (non si possono fare accordi vincolanti) Ci occuperemo
Economia Industriale
Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro Facoltà di Economia A.A. 2005/2006 Economia Industriale Dott. Massimiliano Piacenza Lezione 2 L impresa come rapporto principale-agente (cenni, Cabral
Capitolo 13 Concorrenza imperfetta: un approccio basato sulla teoria dei giochi
Capitolo 13 Concorrenza imperfetta: un approccio basato sulla teoria dei giochi INTRODUZIONE ALLA TEORIA DEI GIOCHI Gli elementi caratterizzanti un gioco sono: i giocatori partecipanti al gioco le strategie
Teoria dei giochi e comportamento strategico
Capitolo 14 Teoria dei giochi e comportamento strategico Soluzioni delle Domande di ripasso 1. Un equilibrio di Nash in un gioco si verifica quando ogni giocatore sceglie una strategia che gli fornisce
Esercizi per seconda prova parziale: impresa, oligopolio, monopolio, giochi
Esercizi per seconda prova parziale: impresa, oligopolio, monopolio, giochi 1b. Un impresa concorrenziale ha una tecnologia con rendimenti di scala costanti. Ciò implica che il costo medio (AC) e marginale
ASPE SOLUZIONI Esame di Gennaio 2012 Prof. Chairini
SPE SOUZIONI Esame di Gennaio 0 Prof. Chairini ) Si consideri il seguente gioco: R N R, 0, 5 N 5, 0 5, 5 Pensate ad una situazione dove il giocatore I gioca R nei turni dispari e N nei turni pari, mentre
Elementi di Economia I
Elementi di Economia I 10. Teoria dei giochi e oligopolio Giuseppe Vittucci Marzetti 1 Corso di laurea in Sociologia Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università degli Studi di Milano-Bicocca
Esercitazione 10 maggio 2016 (Viki Nellas)
Esercitazione 10 maggio 2016 (Viki Nellas) Esercizio 1 Si consideri un duopolio in cui le imprese sono caratterizzate dalla seguente funzione di costo totale (identica per entrambe) Esse offrono un prodotto
TEORIA DEI GIOCHI SU RETI
TEORA DE GOCH SU RET Molti problemi reali di tipo tecnico-economico si risolvono mediante una ottimizzazione associata ai flussi su una rete. n queste lezioni vedremo una particolare forma di ottimizzazione,
CONCORRENZA DINAMICA E COLLUSIONE. ECONOMIA DELL INNOVAZIONE UNIVERSITA Liuc
NRRENZA INAMICA E LLUSIONE ENOMIA ELL INNOVAZIONE UNIVERSITA Liuc Christian Garavaglia - Ottobre 004 Contesto e concetti Una delle ipotesi che portano al paradosso di Bertrand è che la competizione di
= 1. Dall equazione 8.4. z = z = 4 3
Esercizio 8.1 L equazione 8. definisce che il prezzo di vendita del prodotto è dato dal prodotto tra mark-up e costo marginale nel caso del duopolio. Nel caso dell esercizio, possiamo agevolmente calcolare
Lezione 19: Il duopolio di Cournot ed equilibrio di Nash
Corso di Economia Politica prof. S. Papa Lezione 19: Il duopolio di Cournot ed equilibrio di Nash Facoltà di Economia Università di Roma La Sapienza Il duopolio di Cournot 202 Le imprese della lezione
Oligopolio e applicazioni della teoria dei giochi. G. Pignataro Microeconomia SPOSI
Oligopolio e applicazioni della teoria dei giochi 1 Oligopolio Ciò che conta è che poche imprese sono titolari della maggior parte o della totalità della produzione. Nei mercati oligopolistici i prodotti
MATEMATICA PER LO STUDIO DELLE INTERAZIONI STRATEGICHE: TEORIA DEI GIOCHI. Anna TORRE
MATEMATICA PER LO STUDIO DELLE INTERAZIONI STRATEGICHE: TEORIA DEI GIOCHI Anna TORRE Dipartimento di Matematica, Università di Pavia, Via Ferrata 1, 27100, Pavia, Italy. E-mail: [email protected] GIOCHI
Teoria dei Giochi. Anna Torre
Teoria dei Giochi Anna Torre Almo Collegio Borromeo 17 marzo 2015 email: [email protected] sito web del corso:www-dimat.unipv.it/atorre/borromeo2015.html SOMMA ZERO Un gioco non cooperativo a due giocatori
Indice. Microeconomia e mercati 1. La scelta del consumatore 49. Prefazione alla terza edizione. pag. Capitolo 1
Prefazione alla terza edizione XI Capitolo 1 Microeconomia e mercati 1 1. Introduzione 1 1.1. Perché scegliere 1 1.2. La scelta nei regimi di mercato 6 1.3. Cosa avviene in un regime di mercato 14 2. La
MATEMATICA PER LO STUDIO DELLE INTERAZIONI STRATEGICHE: TEORIA DEI GIOCHI. Anna TORRE
MATEMATICA PER LO STUDIO DELLE INTERAZIONI STRATEGICHE: TEORIA DEI GIOCHI Anna TORRE Dipartimento di Matematica, Università di Pavia, Via Ferrata 1, 27100, Pavia, Italy. E-mail: [email protected] 1 SOLUZIONI:
Introduzione teoria dei giochi pt. 2. Corso di Scienza Politica 10/11 Luca Pinto
Introduzione teoria dei giochi pt. 2 Corso di Scienza Politica 10/11 Luca Pinto Soluzioni es. 1 (2, 1), (B, A) Soluzioni es. 2 1, (A, A), (sx, dx) Es. 3: ordinamento preferenze Terroristi: violenza 3 negoziazione,
Fissazione del prezzo e giochi ripetuti. Capitolo 13: Fissazione del Prezzo e Giochi Ripetuti
Fissazione del prezzo e giochi ripetuti 1 Collusione e cartelli Che cos è un cartello? tentativo di imporre disciplina al mercato e di ridurre la competizione tra un gruppo di produttori i membri del cartello
Il Dilemma del Prigioniero
TEORIA DEI GIOCHI La teoria dei giochi studia come gli individui si comportano in situazioni strategiche. Le decisioni strategiche implicano il tenere conto di come il comportamento degli altri possa influire
ESEMPI DI DOMANDE per la prova scritta dell esame di Istituzioni di Economia.
ESEMPI DI DOMANDE per la prova scritta dell esame di Istituzioni di Economia. La prova scritta consta di dodici domande, formulate come test a risposta multipla. Una sola delle cinque risposte fornite
CONCORRENZA OLIGOPOLISTICA INTRODUZIONE E MODELLO DI BERTRAND Prof. Fabrizio Pompei Dipartimento di Economia
Università degli Studi di Perugia A.A. 2016-2017 ECONOMIA INDUSTRIALE CONCORRENZA OLIGOPOLISTICA INTRODUZIONE E MODELLO DI BERTRAND Prof. Fabrizio Pompei ([email protected]) Dipartimento di Economia
Strutture/forme di mercato. Concorrenza perfetta Monopolio Oligopolio à la Cournot Stackelberg Bertrand - Collusione
trutture/forme di mercato oncorrenza perfetta Monopolio Oligopolio à la ournot tackelberg Bertrand - ollusione 1 truttura di mercato 2 (Nash) Equilibrio nell oligopolio Un mkt oligopolistico è in equilibrio
Concetti di soluzione in giochi statici a informazione completa in strategie pure (LEZIONE 2)
Economia Industriale (teoria dei giochi) Concetti di soluzione in giochi statici a informazione completa in strategie pure (LEZIONE 2) Valerio Sterzi [email protected] Università di Bergamo
Principi di Economia I
Principi di Economia I 11. Teoria dei giochi e oligopolio Giuseppe Vittucci Marzetti 1 Corso di laurea in Sociologia Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università degli Studi di Milano-Bicocca
ESERCITAZIONE 6: CONCORRENZA MONOPOLISTICA E OLIGOPOLIO
MICROECONOMIA CLEA A.A. 003-004 ESERCITAZIONE 6: CONCORRENZA MONOPOLISTICA E OLIGOPOLIO Esercizio : Concorrenza monopolistica Si consideri un impresa che opera in un mercato di concorrenza monopolistica
Economia Politica I. 10. Teoria dei giochi e oligopolio. Giuseppe Vittucci Marzetti 1
Economia Politica I 10. Teoria dei giochi e oligopolio Giuseppe Vittucci Marzetti 1 Corso di laurea in Scienze dell Organizzazione Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università degli Studi di
Esame di MICROECONOMIA del
COGNOME E NOME (in stampatello): CORSO DI LAUREA: NUMERO DI MATRICOLA: FIRMA: Esame di MICROECONOMIA del 6.6.2008 Raccomandazioni generali: 1. I compiti senza nome, cognome, numero di matricola e firma
a 10,10 3,9 b 9,3 6,6
ESERCIZI Teoria dei Giochi 1. Si consideri l interazione tra due giocatori descritta nella seguente forma normale: a 10,10 3,9 b 9,3 6,6 a) Cosa succede nel gioco precedente se i giocatori scelgono simultaneamente?
Cos è la teoria dei giochi
Cos è la teoria dei giochi Teoria matematica che intende descrivere la scelta razionale dei giocatori (individui, famiglie, imprese, ) in situazioni di interazione strategica, cioè in situazioni in cui
Concorrenza imperfetta: un approccio basato sulla teoria dei giochi (Frank, Capitolo 13)
Concorrenza imperfetta: un approccio basato sulla teoria dei giochi (Frank, Capitolo 13) INTRODUZIONE ALLA TEORIA DEI GIOCHI Gli elementi caratterizzanti un gioco sono: i giocatori partecipanti al gioco
Economia della Concorrenza e dei Mercati Lezione 11
Economia della Concorrenza e dei Mercati Lezione 11 Corso di laurea Consulente del Lavoro e Giurista d'impresa UNIBS, a.a. 2014-2015 Prof.ssa Chiara Dalle Nogare Il modello di Cournot: ipotesi. 1.Due imprese,
Cos è la teoria dei giochi e come può esservi utile
Cos è la teoria dei giochi e come può esservi utile Giulia Bernardi Politecnico di Milano 4 novembre 2015 Giulia Bernardi (Politecnico di Milano) Cos è la teoria dei giochi 4 novembre 2015 1 / 21 Introduzione
