STUDIO DI SETTORE WD01U

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1 A L L E G AT O 10 NOTA TECNICA E METODOLOGICA STUDIO DI SETTORE WD01U P R O D U Z I O N E D O L C I A R I A

2 CRITERI PER L EVOLUZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE L'applicazione dello studio di settore attribuisce ai contribuenti un ricavo potenziale. Tale ricavo viene stimato tenendo conto sia di variabili contabili sia di variabili strutturali che influenzano il risultato economico di un impresa anche con riferimento al contesto territoriale in cui la stessa opera. L'applicazione dello studio consente, inoltre, di valutare la coerenza e la normalità economica della singola impresa in relazione al settore economico di appartenenza. A tale scopo, nell ambito dello studio, vengono individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell espletamento dell attività. L evoluzione dello studio di settore è finalizzata a cogliere eventuali cambiamenti strutturali, modifiche dei modelli organizzativi e variazioni di mercato all interno del settore economico e presuppone un attività di analisi e ricerca economica, che viene condotta attingendo a fonti informative pubbliche e non pubbliche. Le fonti pubbliche sono rappresentate da elaborazioni di enti o società che svolgono ricerche di tipo economicostatistico (Istat, Banca d Italia, Infocamere, ecc.) e che forniscono dati e informazioni sull andamento economico dei mercati, sulla struttura e la dimensione dei principali settori economici. Oltre alle fonti di carattere pubblico, che forniscono informazioni più generali, vengono utilizzate fonti specifiche settoriali (riviste specializzate, partecipazione a seminari e convegni specialistici, pubblicazioni dei principali istituti di ricerca, indagini campionarie, ecc.); si tratta di fonti che illustrano: l andamento della domanda, la struttura dell offerta, sia in termini di tipologie di attività imprenditoriali presenti che di modelli organizzativi adottati dagli operatori, i canali distributivi utilizzati, il livello di avanzamento tecnologico presente nei processi produttivi, ecc.. Un supporto più diretto e operativo proviene da una rete di tecnici costituita da istituti universitari, centri di ricerca, docenti e ricercatori, che opera anche tramite l utilizzo di panel di imprese. Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore WD01U, evoluzione dello studio VD01U. Le attività economiche oggetto dello studio di settore WD01U sono quelle relative ai seguenti codici ATECO 2007: Produzione di gelati senza vendita diretta al pubblico; Produzione di pasticceria fresca; Produzione di fette biscottate, biscotti; prodotti di pasticceria conservati; Produzione di cacao in polvere, cioccolato, caramelle e confetterie; Produzione di pizza confezionata. L evoluzione dello studio di settore è stata condotta analizzando le informazioni contenute nel modello VD01U per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore per il periodo d imposta 2011, trasmesso dai contribuenti quale allegato al modello UNICO Per permettere la corretta collocazione delle imprese che effettuano attività di produzione di pasticceria fresca e di gelati con vendita diretta al pubblico nello studio WG37U - Bar, gelaterie e pasticcerie è stata effettuata la migrazione di imprese, che svolgono detta attività, dal presente allo studio suddetto. Migrano inoltre, nello stesso studio, i soggetti appartenenti al codice Ateco Commercio al dettaglio di torte, dolciumi, confetteria. I contribuenti interessati sono risultati pari a Nella prima fase di analisi 661 posizioni sono state scartate in quanto non utilizzabili nelle successive fasi dell elaborazione dello studio di settore (casi di cessazione di attività, situazioni di non normale svolgimento dell attività, contribuenti forfetari, presenza di attività secondarie con un incidenza sui ricavi complessivi superiore al 30%, ricavi dichiarati ai fini dell applicazione degli studi di settore maggiori di euro).

3 Sui dati contenuti nei modelli studi di settore della restante platea sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute. Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione del campione dello studio, lo scarto di ulteriori posizioni. I motivi di scarto sono stati: quadro B (unità locali destinate all esercizio dell attività) non compilato; quadro C (modalità di svolgimento dell attività) non compilato; quadro D (elementi specifici dell'attività) non compilato; quadro F (elementi contabili) non compilato; comune del quadro B (unità locali destinate all esercizio dell attività) mancante o errato; errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia di attività o non inerenza con lo studio in oggetto (quadro C); errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia della clientela o non inerenza con lo studio in oggetto (quadro C); errata compilazione delle percentuali relative ai prodotti commercializzati (quadro D); errata compilazione delle percentuali relative alle vendite con scontrino o con emissione di fattura o non inerenza con lo studio in oggetto (quadro D); errata compilazione delle percentuali relative ai prodotti venduti e/o somministrati, altri servizi/prodotti offerti (quadro Z); incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili. A seguito degli scarti effettuati, il numero dei modelli oggetto delle successive analisi è stato pari a IDENTIFICAZIONE DEI GRUPPI OMOGENEI Per suddividere le imprese in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, è stata seguita una strategia di analisi che combina in sequenza due tecniche statistiche di tipo multivariato: un analisi fattoriale del tipo Analyse des données e nella fattispecie l Analisi in Componenti Principali; un procedimento di Cluster Analysis. L Analisi in Componenti Principali è una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie pur conservando gran parte dell informazione iniziale. A tal fine vengono identificate nuove variabili, dette componenti principali, tra loro ortogonali (linearmente indipendenti, incorrelate). Le variabili prese in esame nell Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri del modello ad eccezione delle variabili del quadro degli elementi contabili. Tale scelta nasce dall esigenza di caratterizzare i soggetti in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse modalità di svolgimento dell attività, ecc.; tale caratterizzazione è possibile solo utilizzando le informazioni relative alle strutture operative, al mercato di riferimento e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realtà economiche e produttive di una impresa. Nell applicazione dell Analisi in Componenti Principali è stata scelta la soluzione migliore in termini di significatività statistica ed economica. Pertanto, sono state scelte le componenti principali che riescono a spiegare la maggior parte della varianza iniziale e che consentono, sulla base del criterio dell interpretabilità, di rappresentare i diversi aspetti strutturali delle attività oggetto di studio. La tecnica statistica della Cluster Analysis, applicata ai risultati dell Analisi in Componenti Principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo è possibile raggruppare le imprese con caratteristiche strutturali ed organizzative simili 1. 1 Nella fase di Cluster Analysis, al fine di garantire la massima omogeneità dei soggetti appartenenti a ciascun gruppo, vengono classificate solo le osservazioni che presentano caratteristiche strutturali simili rispetto a quelle proprie di uno specifico gruppo omogeneo. Non vengono, invece, presi in considerazione, ai fini della classificazione, i soggetti che possiedono aspetti strutturali riferibili contemporaneamente a due o più gruppi omogenei. Ugualmente non vengono classificate le osservazioni che presentano un profilo strutturale molto dissimile rispetto all insieme dei cluster individuati.

4 L utilizzo combinato delle due tecniche è preferibile rispetto a un applicazione diretta della Cluster Analysis poiché, riducendo con l Analisi in Componenti Principali il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, l operazione di clustering risulta meno complessa e più precisa. I gruppi omogenei individuati sono valutati anche in termini di significatività economica per verificarne l aderenza alla concreta realtà imprenditoriale. Nel procedimento di clustering adottato, quindi, l omogeneità dei gruppi deve essere interpretata non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che concorrono a definire il profilo dei singoli gruppi. La descrizione dei gruppi omogenei è riportata nel Sub Allegato 10.A. DEFINIZIONE DELLA FUNZIONE DI RICAVO Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei è necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all andamento dei ricavi delle imprese appartenenti allo stesso gruppo. Per determinare tale funzione si è ricorso alla Regressione Lineare Multipla. La Regressione Lineare Multipla è una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti. La stima della funzione di ricavo è stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e i dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti). È opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione è stata effettuata un analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di coerenza dei dati nell esercizio dell attività e per scartare le imprese anomale; ciò si è reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della funzione di ricavo. A tal fine sono stati selezionati, in base alla loro capacità di individuare anomalie nella relazione tra le voci contabili esaminate, i seguenti indicatori di natura economico-contabile: Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili 2 ; Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi 3 ; Durata delle scorte 4 ; Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui ricavi 5 ; Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi 6. Le formule degli indicatori economico-contabili sono riportate nel Sub Allegato 10.C. Successivamente, ai fini della determinazione del campione di riferimento, sono state escluse le imprese che non rispettavano le condizioni di normalità economica 7 anche per un solo indicatore di quelli sopra citati. Così definito il campione di riferimento, si è proceduto alla definizione della funzione di ricavo per ciascun gruppo omogeneo. 2 L indicatore misura la plausibilità tra il valore dei beni strumentali mobili di proprietà ammortizzabili e il valore degli ammortamenti dei beni strumentali mobili. 3 L indicatore misura la plausibilità tra il valore dei beni strumentali mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria (in leasing) e i canoni di leasing. 4 L indicatore misura i giorni di permanenza media delle scorte in magazzino. 5 L indicatore verifica che la somma del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi non assuma valore negativo o uguale a zero. 6 L indicatore verifica che le voci di costo relative agli oneri diversi di gestione e alle altre componenti negative costituiscano una plausibile componente residuale di costo. 7 Vedi Analisi della Normalità Economica. Si fa presente che, ai soli fini indicati, per gli indicatori Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui ricavi e Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi si fa riferimento ai ricavi dichiarati, nel denominatore delle relative formule.

5 Per la determinazione della funzione di ricavo sono state utilizzate variabili contabili, variabili strutturali e variabili territoriali. La scelta delle variabili significative è stata effettuata con il metodo stepwise 8. Una volta selezionate le variabili, la determinazione della funzione di ricavo è ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l eventuale presenza di eteroschedasticità connessa alla variabilità legata ad aspetti dimensionali dell impresa. Nella definizione della funzione di ricavo si è tenuto conto delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell attività, in modo da individuare ulteriori differenze territoriali oltre a quelle già rilevate con la Cluster Analysis. A tale scopo sono stati utilizzati i risultati dello studio della Territorialità del livello delle retribuzioni definita su dati degli Studi di Settore riferiti al periodo d imposta che differenzia il territorio nazionale sulla base dei livelli retributivi per settore, provincia e classe di abitanti del comune. Nella definizione della funzione di ricavo il livello delle retribuzioni è stato rappresentato con una variabile standardizzata che varia da zero a uno ed è stata analizzata la sua interazione con la variabile Collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale e familiari diversi (percentuale di lavoro prestato diviso 100), Associati in partecipazione (percentuale di lavoro prestato diviso 100) e Soci (percentuale di lavoro prestato diviso 100) escluso il primo socio. Nel Sub Allegato 10.H vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti della funzione di ricavo. 8 Il metodo stepwise unisce due tecniche statistiche per la scelta del miglior modello di stima: la regressione forward ( in avanti ) e la regressione backward ( indietro ). La regressione forward prevede di partire da un modello senza variabili e di introdurre passo dopo passo la variabile più significativa, mentre la regressione backward inizia considerando nel modello tutte le variabili disponibili e rimuovendo passo per passo quelle non significative. Con il metodo stepwise, partendo da un modello di regressione senza variabili, si procede per passi successivi alternando due fasi: nella prima fase, si introduce la variabile maggiormente significativa fra quelle considerate; nella seconda, si riesamina l insieme delle variabili introdotte per verificare se è possibile eliminarne qualcuna non più significativa. Il processo continua fino a quando non è più possibile apportare alcuna modifica all insieme delle variabili, ovvero quando nessuna variabile può essere aggiunta oppure eliminata. 9 I criteri e le conclusioni dello studio sono riportati nell apposito Decreto Ministeriale.

6 APPLICAZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE In fase di applicazione dello studio di settore sono previste le seguenti fasi: Analisi Discriminante; Analisi della Coerenza; Analisi della Normalità Economica; Analisi della Congruità. ANALISI DISCRIMINANTE Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei è necessario determinare una regola di classificazione in grado di definire l appartenenza di ciascuna impresa ai gruppi omogenei individuati nella fase di Cluster Analysis; la descrizione dei gruppi omogenei è riportata nel Sub Allegato 10.A. Al riguardo, è stata utilizzata l analisi discriminante lineare di Fisher. Si tratta di una tecnica statistica multivariata utile per identificare quelle variabili che meglio discriminano i gruppi omogenei 10. Nell analisi discriminante lineare, per ogni gruppo omogeneo viene calcolata una funzione di classificazione come combinazione lineare delle variabili discriminanti 11. Sulla base dei punteggi discriminanti, ottenuti utilizzando tale funzione, viene determinata la probabilità di appartenenza ai gruppi omogenei 12. In tal modo è possibile associare ogni singola impresa ad uno o più gruppi omogenei definendo le relative probabilità di appartenenza. Nel Sub Allegato 10.B vengono riportate le variabili risultate significative nell analisi con i rispettivi pesi discriminanti individuati per ogni gruppo omogeneo. ANALISI DELLA COERENZA L analisi della coerenza permette di valutare l impresa sulla base di specifici indicatori economico-aziendali, calcolati come rapporto tra determinate variabili contabili e/o strutturali contenute nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore. Gli indicatori sono stati selezionati in base alla loro capacità di misurare l efficienza, la produttività e la redditività nello svolgimento dell attività economica. Con l analisi della coerenza, per ciascun soggetto, si valuta il posizionamento del valore di ogni singolo indicatore rispetto ad un intervallo, individuato come economicamente coerente sulla base dei valori soglia ammissibili. Gli indicatori utilizzati nell analisi della coerenza sono i seguenti: 10 Le variabili discriminanti vengono selezionate con il metodo stepwise partendo da quelle utilizzate nell Analisi in Componenti Principali. 11 La funzione di classificazione è definita nel seguente modo: w i = a i0 + a i1vardis 1 + a i2vardis a imvardis m dove: w i è il punteggio discriminante relativo al gruppo omogeneo i; a i0 è l intercetta; a ij sono i pesi discriminanti scelti in modo da rendere massima la separazione tra i gruppi; vardis j è la j-esima variabile discriminante. 12 La probabilità di appartenenza al gruppo omogeneo i è calcolata nel seguente modo: dove n è il numero complessivo di gruppi omogenei. Probi w e i e n k 1 Max w1,w2,..., wn wk Max w1,w2,..., wn

7 Durata delle scorte 13 ; Valore aggiunto lordo per addetto 14 ; Incidenza del Margine sui ricavi 15 ; Margine per addetto non dipendente 16 ; Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti 17 ; Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo 18. Le formule degli indicatori utilizzati sono riportate nel Sub Allegato 10.C. Ai fini della individuazione dei valori soglia che definiscono l intervallo di coerenza economica, per ciascuno degli indicatori utilizzati sono state esaminate preliminarmente, ad eccezione dell indicatore Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti, le relative distribuzioni ventiliche 19 differenziate per gruppo omogeneo; per gli indicatori Valore aggiunto lordo per addetto e Margine per addetto non dipendente anche sulla base della territorialità generale 20 a livello comunale; per l indicatore Incidenza del Margine sui ricavi anche sulla base della presenza/assenza del personale dipendente 21. I valori delle soglie dei diversi indicatori sono stati individuati, ad eccezione dell indicatore Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti, scegliendo quelli che possono ritenersi economicamente plausibili con riferimento alle pratiche osservabili nel settore, nel cluster specifico. Per gli indicatori Valore aggiunto lordo per addetto e Margine per addetto non dipendente si è inoltre tenuto conto dell area territoriale di appartenenza; per l indicatore Incidenza del Margine sui ricavi si è invece tenuto conto della presenza/assenza del personale dipendente. Le distribuzioni ventiliche degli indicatori di coerenza economica vengono riportate nel Sub Allegato 10.D. I valori soglia di coerenza ammissibili sono riportati nel Sub Allegato 10.E. Il soggetto risulta coerente per l indicatore Durata delle scorte se il valore dell indicatore si posiziona all interno dell intervallo individuato come economicamente coerente. Nel caso in cui l indicatore risulti non calcolabile 22 o indeterminato 23 il soggetto viene definito coerente. Il soggetto risulta coerente per l indicatore Valore aggiunto lordo per addetto se il valore dell indicatore si posiziona all interno dell intervallo individuato come economicamente coerente. Nel caso in cui il Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta risulti pari a zero il soggetto viene definito coerente. Il soggetto risulta coerente per l indicatore Incidenza del Margine sui ricavi se l indicatore è calcolabile e se il suo valore si posiziona all interno dell intervallo individuato come economicamente coerente. 13 L indicatore misura i giorni di permanenza media delle scorte in magazzino. 14 L indicatore misura la creazione del valore con riferimento al contributo di ciascun addetto. Il valore aggiunto lordo rappresenta infatti il valore che un azienda aggiunge, con l impiego dei fattori produttivi, al valore dei beni e dei servizi che acquisisce: consumi di materie prime e merci (acquisti più variazioni di rimanenze) e prestazioni di servizi (energia, servizi di pulizia, ecc.). Misura, quindi, la capacità dell impresa di remunerare quei fattori che contribuiscono a generare valore, ad esempio: il lavoro (sotto forma di salari, stipendi, contributi, indennità di fine rapporto), i finanziamenti di terzi (sotto forma di interessi), i finanziamenti di capitale di rischio (sotto forma di utili), ecc.. 15 L indicatore misura l incidenza del margine sui ricavi, il quale calcola la marginalità conseguita prima della copertura dei costi per gli ammortamenti, gli accantonamenti e per la gestione finanziaria e straordinaria. 16 L indicatore misura il contributo di ciascun addetto non dipendente alla creazione del margine, ovvero rappresenta la capacità dell impresa di remunerare, al lordo del costo per godimento di beni di terzi, degli ammortamenti, degli accantonamenti e dell eventuale risultato negativo della gestione finanziaria e straordinaria, il lavoro non dipendente. 17 L indicatore misura il grado di copertura dei principali costi per l utilizzo di beni strumentali all attività dell impresa mediante il Margine al netto della remunerazione, ritenuta economicamente plausibile, degli addetti non dipendenti. 18 L indicatore misura il contributo dei beni strumentali mobili alla creazione di valore. 19 Nella terminologia statistica, si definisce ventilica l insieme dei valori che suddividono le osservazioni, ordinate per valori crescenti dell indicatore, in 20 gruppi di uguale numerosità. Il primo ventile è il valore al di sotto del quale si posiziona il primo 5% delle osservazioni; il secondo ventile è il valore al di sotto del quale si posiziona il primo 10% delle osservazioni, e così via. 20 I criteri e le conclusioni dello studio sono riportati nell apposito Decreto Ministeriale. 21 La presenza/assenza di dipendenti viene valutata sulla base del totale giornate retribuite e del totale giornate di sospensione, cassa integrazione e istituti simili. 22 Un indicatore si definisce non calcolabile quando nel rapporto (numeratore diviso denominatore) il denominatore è pari a zero e il numeratore è diverso da zero. 23 Un indicatore si definisce indeterminato quando nel rapporto (numeratore diviso denominatore) il numeratore e il denominatore sono entrambi pari a zero.

8 Il soggetto risulta coerente per l indicatore Margine per addetto non dipendente se il valore dell indicatore si posiziona all interno dell intervallo individuato come economicamente coerente. Nel caso in cui il Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta risulti pari a zero il soggetto viene definito coerente. Nel caso in cui l indicatore risulti non calcolabile con il Margine maggiore di zero o l indicatore risulti indeterminato il soggetto viene definito coerente. Nel caso in cui l indicatore risulti non calcolabile con il Margine minore di zero il soggetto viene definito non coerente. Il soggetto risulta coerente per l indicatore Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti, se il valore dell indicatore è maggiore o uguale a 1. Nel caso in cui l indicatore risulti non calcolabile con il Margine netto maggiore di zero o l indicatore risulti indeterminato il soggetto viene definito coerente. Nel caso in cui l indicatore risulti non calcolabile con il Margine netto minore di zero il soggetto viene definito non coerente. Il soggetto risulta coerente per l indicatore Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo, se il valore dell indicatore si posiziona all interno dell intervallo individuato come economicamente coerente. Nel caso in cui il Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta risulti pari a zero il soggetto viene definito coerente. Nel caso in cui l indicatore risulti indeterminato il soggetto viene definito non coerente. Nel caso in cui l indicatore risulti non calcolabile con il Costo per il godimento di beni di terzi (canoni di locazione finanziaria e non finanziaria, di noleggio, ecc.) - di cui per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria e di noleggio maggiore di zero il soggetto è coerente. Nel caso in cui l indicatore risulti non calcolabile con il Costo per il godimento di beni di terzi (canoni di locazione finanziaria e non finanziaria, di noleggio, ecc.) - di cui per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria e di noleggio uguale a zero il soggetto è non coerente. In applicazione, per ogni singolo soggetto, i valori soglia di ciascun indicatore di coerenza economica sono ottenuti come media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei valori di riferimento individuati per gruppo omogeneo. Per gli indicatori Valore aggiunto lordo per addetto e Margine per addetto non dipendente tali valori soglia vengono ponderati anche sulla base della percentuale di appartenenza alle diverse aree territoriali. ANALISI DELLA NORMALITÀ ECONOMICA L analisi della normalità economica è mirata ad individuare la correttezza dei dati dichiarati. A tal fine, per ogni singolo soggetto vengono calcolati indicatori economico-contabili da confrontare con i valori di riferimento che individuano le condizioni di normalità economica. Gli indicatori di normalità economica sono stati, pertanto, selezionati in base alla loro capacità di individuare anomalie nella relazione tra le voci contabili esaminate. Gli indicatori di normalità economica individuati sono i seguenti: Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili 24 ; Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi 25 ; Durata delle scorte 26 ; Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui ricavi 27 ; Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi L indicatore misura la plausibilità tra il valore dei beni strumentali mobili di proprietà ammortizzabili e il valore degli ammortamenti dei beni strumentali mobili. 25 L indicatore misura la plausibilità tra il valore dei beni strumentali mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria (in leasing) e i canoni di leasing. 26 L indicatore misura i giorni di permanenza media delle scorte in magazzino. 27 L indicatore verifica che la somma del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi non assuma valore negativo o uguale a zero. 28 L indicatore verifica che le voci di costo relative agli oneri diversi di gestione e alle altre componenti negative costituiscano una plausibile componente residuale di costo.

9 Le formule degli indicatori utilizzati sono riportate nel Sub Allegato 10.C. Ai fini dell individuazione dei valori di riferimento per gli indicatori di normalità economica sono state esaminate preliminarmente, ad eccezione dell indicatore Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui ricavi, le relative distribuzioni ventiliche differenziate per gruppo omogeneo. I valori delle soglie dei diversi indicatori sono stati individuati scegliendo quelli che possono ritenersi economicamente plausibili con riferimento alle pratiche osservabili nel settore e nel cluster specifico. Per l Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui ricavi sono stati ritenuti normali i soggetti con valore positivo dell indicatore. Le distribuzioni ventiliche degli indicatori di normalità economica vengono riportate nel Sub Allegato 10.F. I valori soglia di normalità economica sono riportati nel Sub Allegato 10.G. In applicazione, per ogni singolo soggetto, i valori soglia di ciascun indicatore di normalità economica sono ottenuti come media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei valori di riferimento individuati per gruppo omogeneo. Ciascuno di questi indicatori, nell ordine di seguito riportato, può determinare maggiori ricavi che si sommano al ricavo puntuale e al ricavo minimo stimati con l analisi della congruità successivamente descritta. INCIDENZA DEGLI AMMORTAMENTI PER BENI STRUMENTALI MOBILI RISPETTO AL VALORE DEGLI STESSI BENI STRUMENTALI MOBILI AMMORTIZZABILI Per ogni contribuente, si determina il valore massimo ammissibile per la variabile Ammortamenti per beni mobili strumentali al netto dei beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro moltiplicando la soglia massima di normalità economica dell indicatore, divisa 100, per il Valore dei beni strumentali mobili in proprietà al netto dei beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro 29. Nel caso in cui il valore dichiarato degli Ammortamenti per beni mobili strumentali al netto dei beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro si posizioni al di sopra di detto valore massimo ammissibile, con Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diverso da zero, la parte degli ammortamenti eccedente tale valore costituisce parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica, calcolati moltiplicando tale parte eccedente per il relativo coefficiente (pari a 1,6041). Tale coefficiente è stato calcolato sulla base dei dati dichiarati dai soggetti che hanno contemporaneamente valorizzato la variabile Valore dei beni strumentali mobili in proprietà e la variabile Ammortamenti per beni mobili strumentali. In particolare, il coefficiente è stato individuato come rapporto tra la somma dei ricavi puntuali, calcolati applicando a tali soggetti le funzioni di ricavo con l utilizzo della sola variabile Valore dei beni strumentali mobili in proprietà, e la somma degli Ammortamenti per beni mobili strumentali. INCIDENZA DEI COSTI PER BENI MOBILI ACQUISITI IN DIPENDENZA DI CONTRATTI DI LOCAZIONE FINANZIARIA RISPETTO AL VALORE DEGLI STESSI Per ogni contribuente, si determina il valore massimo ammissibile per la variabile Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria, ad esclusione dei canoni fiscalmente deducibili oltre il periodo di durata del contratto moltiplicando la soglia massima di normalità economica dell indicatore, divisa 100, per il Valore dei beni strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria 29. Nel caso in cui il valore dichiarato dei Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria, ad esclusione dei canoni fiscalmente deducibili oltre il periodo di durata del contratto si posizioni al di sopra di detto valore massimo ammissibile, con Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diverso da zero, la parte dei canoni eccedente tale valore costituisce parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica, calcolati moltiplicando tale parte eccedente per il relativo coefficiente (pari a 0,4032). Tale coefficiente è stato calcolato sulla base dei dati dichiarati dai soggetti che hanno contemporaneamente valorizzato la variabile Valore dei beni strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria e la variabile Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria, ad esclusione dei canoni fiscalmente deducibili oltre il periodo di durata del contratto. In particolare, il coefficiente è stato individuato come rapporto tra la somma dei ricavi puntuali, calcolati applicando a tali 29 La variabile è rideterminata in base alla durata dell attività pari al numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12.

10 soggetti le funzioni di ricavo con l utilizzo della sola variabile Valore dei beni strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria, e la somma dei Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria, ad esclusione dei canoni fiscalmente deducibili oltre il periodo di durata del contratto. DURATA DELLE SCORTE In presenza di un valore dell indicatore Durata delle scorte non normale 30 viene applicata l analisi di normalità economica nella gestione del magazzino. In tale caso, il Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi è aumentato per un importo pari all incremento non normale del magazzino, calcolato come differenza tra le rimanenze finali e le esistenze iniziali ovvero, nel caso in cui il valore delle esistenze iniziali sia inferiore al valore normale di riferimento delle rimanenze finali 31, come differenza tra le rimanenze finali e tale valore normale di riferimento. Il nuovo Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi costituisce il parametro di riferimento per la riapplicazione dell analisi della congruità e per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica 32. INCIDENZA DEL COSTO DEL VENDUTO E DEL COSTO PER LA PRODUZIONE DI SERVIZI SUI RICAVI L indicatore risulta non normale quando è calcolabile e assume un valore negativo o uguale a zero. In tale caso, si determina il valore normale di riferimento del Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi, moltiplicando i Ricavi da congruità e da normalità 33 per il coefficiente di determinazione del nuovo Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi, diviso 100. Il coefficiente di determinazione del nuovo Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi è stato individuato, distintamente per gruppo omogeneo, selezionando il valore mediano dell indicatore, calcolato sulla base dei dati dichiarati dai soggetti normali per l indicatore in oggetto (vedi tabella 1). In applicazione, per ogni contribuente il coefficiente di determinazione del nuovo Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi è ottenuto come media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei coefficienti individuati per ogni gruppo omogeneo. Il nuovo Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi costituisce il parametro di riferimento per la riapplicazione dell analisi della congruità e per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica L indicatore Durata delle scorte risulta non normale quando è calcolabile e vengono contemporaneamente verificate le seguenti condizioni: Il valore calcolato dell indicatore è superiore alla soglia massima di normalità economica; Il valore delle rimanenze finali è superiore a quello delle esistenze iniziali. 31 Il valore normale di riferimento delle rimanenze finali è pari a: [2 x sogliamassima x ( Costodelvenduto Rimanenzefinali Costoper la produzionediservizi) - ( Esistenzeinizialix 365)] (2 x sogliamassima 365) 32 I maggiori ricavi da normalità economica correlati a tale indicatore sono calcolati come differenza tra il ricavo puntuale, derivante dalla riapplicazione dell analisi della congruità con il nuovo Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi, e il ricavo puntuale di partenza, calcolato sulla base dei dati dichiarati dal contribuente. 33 Ricavi da congruità e da normalità = Ricavo puntuale da analisi della congruità + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Durata delle scorte.

11 Tabella 1 Coefficienti di determinazione del nuovo Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi Cluster Valore mediano 1 47, , , , , ,49 INCIDENZA DEI COSTI RESIDUALI DI GESTIONE SUI RICAVI Per ogni contribuente, si determina il valore massimo ammissibile per la variabile Costi residuali di gestione moltiplicando la soglia massima di normalità economica dell indicatore, divisa 100, per i Ricavi da congruità e da normalità 34. Nel caso in cui il valore dichiarato dei Costi residuali di gestione si posizioni al di sopra di detto valore massimo ammissibile, la parte di costi eccedente tale valore costituisce parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica, calcolati moltiplicando tale parte eccedente per il relativo coefficiente. Tale coefficiente è stato individuato, distintamente per gruppo omogeneo (cluster), come rapporto tra la somma dei ricavi puntuali, calcolati applicando a tutti i soggetti del cluster la specifica funzione di ricavo con l utilizzo delle sole variabili contabili di costo, e la somma delle stesse variabili contabili di costo (vedi tabella 2). Tabella 2 Coefficienti di determinazione dei maggiori ricavi da applicarsi ai costi residuali di gestione Cluster Coefficiente 1 1, , , , , ,1062 In applicazione, per ogni contribuente il coefficiente di determinazione dei maggiori ricavi è ottenuto come media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei coefficienti individuati per ogni gruppo omogeneo. 34 Ricavi da congruità e da normalità = Ricavo puntuale da analisi della congruità + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Durata delle scorte + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui ricavi.

12 ANALISI DELLA CONGRUITÀ Per ciascun contribuente viene calcolato, per ogni gruppo omogeneo, il ricavo puntuale di cluster come somma dei prodotti fra le variabili individuate ai fini della definizione della funzione di ricavo ed i relativi coefficienti. Per tener conto della variabilità legata alla stima del ricavo puntuale del singolo contribuente viene calcolato, per ogni gruppo omogeneo, l intervallo di confidenza al livello del 99,99% 35. Il limite inferiore di tale intervallo di confidenza costituisce il ricavo minimo di cluster 36. La media ponderata con le relative probabilità di appartenenza dei ricavi puntuali di cluster, definiti per il contribuente in relazione a ciascun gruppo omogeneo, costituisce il ricavo puntuale del contribuente. La media ponderata con le relative probabilità di appartenenza dei ricavi minimi di cluster, definiti per il contribuente in relazione a ciascun gruppo omogeneo, costituisce il ricavo minimo del contribuente. Al ricavo puntuale e al ricavo minimo stimati con l analisi della congruità vengono aggiunti gli eventuali maggiori ricavi derivanti dall applicazione dell analisi della normalità economica. Nell Allegato 22 vengono riportate le modalità di applicazione del correttivo relativo agli apprendisti. Nell Allegato 23 vengono riportate le modalità di neutralizzazione delle variabili per la componente relativa all attività di vendita di beni soggetti ad aggio o ricavo fisso. Nel Sub Allegato 10.H vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti delle funzioni di ricavo. 35 Nella terminologia statistica, per intervallo di confidenza si intende un intervallo, centrato sul ricavo puntuale Å· e delimitato da due estremi (uno inferiore e l altro superiore), che include con un livello di probabilità prefissato il valore dell effettivo ricavo del contribuente. Il livello di probabilità prefissato (o livello di fiducia) viene generalmente indicato con la notazione (1 - α)%, dove α rappresenta la probabilità che l intervallo di confidenza non contenga l effettivo ricavo del contribuente. Per un livello di fiducia pari al 99,99% il valore corrispondente di α è pari a 0,01%. 36 Indicando con Å· il ricavo puntuale di cluster del generico contribuente, il corrispondente ricavo minimo di cluster è ottenuto attraverso la seguente formula: yˆ - 3, 92 * s dove: C è la matrice inversa della matrice data dalle somme dei quadrati e dei prodotti incrociati delle variabili indipendenti, opportunamente pesate per controllare l eventuale presenza di eteroschedasticità; s è la radice quadrata del Mean Square Error (RMSE); x è il vettore delle variabili indipendenti osservate per il generico contribuente; 3,92 è il valore di riferimento, al livello di probabilità prescelto, della t di Student che asintoticamente approssima una normale standardizzata. I valori relativi alla matrice C e al valore del RMSE, di ciascun cluster, vengono riportati nell Allegato 24. ' x C x

13 SUB ALLEGATI SUB ALLEGATO 10.A DESCRIZIONE DEI GRUPPI OMOGENEI I gruppi omogenei sono stati individuati sulla base del seguente fattore: specializzazione di prodotto. Sono state individuate le seguenti specializzazioni di prodotto: prodotti vari di confetteria (cluster 1); prodotti a base di cacao e cioccolato (cluster 2); gelati (cluster 3); biscotteria e pasticceria secca e salata (cluster 4); prodotti lievitati da forno (cluster 5); pasticceria fresca (cluster 6). Nelle successive descrizioni dei cluster emersi dall analisi, salvo segnalazione contraria, l indicazione di valori numerici riguarda valori medi. CLUSTER 1 - IMPRESE SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI PRODOTTI VARI DI CONFETTERIA NUMEROSITÀ: 153 Le imprese appartenenti al cluster sono in prevalenza società (di persone nel 34% dei casi e di capitali nel 31%), ma anche ditte individuali (35%), con una struttura composta da 6 addetti, di cui 5 dipendenti. Le superfici destinate allo svolgimento dell attività sono articolate in 396 mq di produzione, 307 mq di magazzino, 55 mq di uffici e 20 mq di vendita. Le imprese del cluster effettuano prevalentemente la produzione senza vendita diretta al dettaglio (70% dei ricavi) e talvolta quella con vendita diretta (24%). I prodotti vengono commercializzati prevalentemente con marchio proprio (75% dei ricavi); inoltre, nel 25% dei casi viene utilizzato il marchio del distributore (23%). La clientela è variegata e rappresentata da: commercianti al dettaglio (26% dei ricavi), commercianti all ingrosso (19%), privati (18%), grande e organizzata (16%) e industria/artigiani del comparto dolciario (12%). La vendita con emissione di fattura si attesta all 80% dei ricavi. L area di mercato si estende dall ambito comunale a quello nazionale. Le materie prime utilizzate sono in prevalenza zucchero e derivati (33% degli acquisti), frutta secca e trasformata (20%) e cacao e derivati (16%). I prodotti ottenuti sono principalmente torroni e torroncini (33% dei ricavi), caramelle, pastigliaggi e gomme da masticare (24%) e confetti (20%). La dotazione di beni strumentali è costituita da: 1 scioglitore, 3 bassine, 2 macchine o impianti di confezionamento, 9 scaffali, 3 mescolatori (33% dei casi), 1 raffinatrice (20%), 1 temperatrice (42%), 1 ricopritrice (35%), 4 cuocitori (40%), 1 stampatrice (26%), 2 bilance automatiche (37%), 1 armadio frigorifero (27%) e 2 impastatrici (43%); è inoltre presente 1 automezzo non refrigerato con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5t (46% dei casi). CLUSTER 2 - IMPRESE SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI PRODOTTI A BASE DI CACAO E CIOCCOLATO NUMEROSITÀ: 234 Le imprese appartenenti al cluster sono in prevalenza società (di persone nel 39% dei casi e di capitali nel 27%), ma anche ditte individuali (34%), con una struttura composta da 5 addetti, di cui 4 dipendenti.

14 Le superfici destinate allo svolgimento dell attività sono articolate in 255 mq di produzione, 183 mq di magazzino, 43 mq di uffici e 36 mq di vendita. Le imprese del cluster effettuano sia la produzione senza vendita diretta al dettaglio (53% dei ricavi) che quella con vendita diretta (41%). I prodotti vengono commercializzati prevalentemente con marchio proprio (70% dei ricavi); inoltre, nel 31% dei casi viene utilizzato il marchio del distributore (25%). La clientela è rappresentata soprattutto da privati (31% dei ricavi), commercianti al dettaglio (25%) e, in misura residuale, da commercianti all ingrosso (9%), industria/artigiani del comparto dolciario (9%) e grande e organizzata (8%). La vendita con emissione di fattura e quella con scontrino si attestano rispettivamente al 65% e al 35% dei ricavi. L area di mercato si estende dall ambito comunale a quello nazionale. Le materie prime utilizzate sono in prevalenza cacao e derivati (57% degli acquisti), frutta secca e trasformata (9%) e zucchero e derivati (8%). I prodotti ottenuti sono principalmente cioccolatini e praline (34% dei ricavi), altri prodotti a base di cacao (27%) e cioccolato in tavolette (16%). La dotazione di beni strumentali è costituita da: 2 temperatrici, 1 scioglitore, 1 bilancia automatica, 5 scaffali, 1 armadio frigorifero, 2 macchine o impianti di confezionamento, 1 mescolatore (30% dei casi), 1 raffinatrice (35%), 2 colatrici (36%), 1 ricopritrice (46%), 4 bassine (39%), 1 piastra riscaldante (23%), 2 banconi frigoriferi (32%) e 2 impastatrici (43%); è inoltre presente 1 automezzo non refrigerato con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5t (43% dei casi). CLUSTER 3 - IMPRESE SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI GELATI NUMEROSITÀ: 182 Le imprese appartenenti al cluster sono in prevalenza società (di capitali nel 37% dei casi e di persone nel 34%), ma anche ditte individuali (29%), con una struttura composta da 5 addetti, di cui 3 dipendenti. Le superfici destinate allo svolgimento dell attività sono articolate in 224 mq di produzione, 317 mq di magazzino, 60 mq di uffici e 35 mq di vendita (26% dei casi). Le imprese del cluster effettuano quasi esclusivamente la produzione senza vendita diretta al dettaglio (90% dei ricavi); i prodotti vengono commercializzati sia con marchio proprio (61% dei ricavi) che senza marchio (27%). La tipologia di clientela è rappresentata da: ristoranti e pubblici esercizi (49% dei ricavi), commercianti all ingrosso (17%), grande e organizzata (11%) e commercianti al dettaglio (11%). La vendita con emissione di fattura è nettamente prevalente (93% dei ricavi). L area di mercato si estende dall ambito comunale a quello nazionale. Le materie prime utilizzate sono soprattutto latte e derivati (30% degli acquisti), zucchero e derivati (21%) e semilavorati (15%). I prodotti ottenuti sono quasi esclusivamente gelati (84% dei ricavi) e, residualmente, torte, brioches ed altri prodotti di pasticceria e gelateria conservati nella catena del freddo (7%). La dotazione di beni strumentali è costituita da: 2 pastorizzatori, 2 freezer/mantecatori, 3 scaffali, 3 armadi frigoriferi, 1 omogeneizzatore (37% dei casi), 2 macchine combinate per gelateria (27%), 2 bilance automatiche (37%), 2 macchine o impianti di confezionamento (32%) e 4 banconi frigoriferi (45%); è inoltre presente 1 automezzo refrigerato con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5t. CLUSTER 4 - IMPRESE SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI BISCOTTERIA E PASTICCERIA SECCA E SALATA NUMEROSITÀ: Le imprese appartenenti al cluster sono prevalentemente ditte individuali (48% dei casi) e società di persone (30%), ma anche società di capitali (22%), con una struttura composta da 4 addetti, di cui 3 dipendenti. Le superfici destinate allo svolgimento dell attività sono articolate in 185 mq di produzione, 111 mq di magazzino, 27 mq di uffici e 28 mq di vendita (44% dei casi). Le imprese del cluster effettuano prevalentemente la produzione senza vendita diretta al dettaglio (63% dei ricavi), ma anche la vendita diretta (31%). I prodotti vengono commercializzati principalmente con marchio

15 proprio (55% dei ricavi), ma anche senza marchio (25%) e con marchio del distributore (37% dei ricavi nel 22% dei casi). La tipologia di clientela è rappresentata da: privati (28% dei ricavi), commercianti al dettaglio (24%), commercianti all ingrosso (16%) e grande e organizzata (11%). La vendita con emissione di fattura è prevalente (70% dei ricavi). L area di mercato si estende dall ambito comunale alle regioni limitrofe. Le principali materie prime utilizzate sono farina (32% degli acquisti), zucchero e derivati (12%) e oli e grassi animali e vegetali (11%). I prodotti ottenuti sono principalmente biscotteria (28% dei ricavi), pasticceria secca (18%) e pasticceria salata (7%), ma anche altri prodotti di produzione propria (18%). La dotazione di beni strumentali è costituita da: 1 impastatrice, 2 scaffali, 1 armadio frigorifero, 2 banconi frigoriferi (27% dei casi), 1 raffinatrice (25%), 1 colatrice (21%), 1 forno lineare (45%), 2 forni rotor (41%), 2 bilance automatiche (44%), 2 macchine o impianti di confezionamento (43%) e 1 sfogliatrice (42%); è inoltre presente un automezzo non refrigerato con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5t (40% dei casi). CLUSTER 5 - IMPRESE SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI PRODOTTI LIEVITATI DA FORNO NUMEROSITÀ: 676 Le imprese appartenenti al cluster sono sia ditte individuali (47% dei casi), sia società (di persone nel 35% dei casi e di capitali nel 18%), con una struttura composta da 5 addetti, di cui 3 dipendenti. Le superfici destinate allo svolgimento dell attività sono articolate in 196 mq di produzione, 114 mq di magazzino, 24 mq di uffici e 27 mq di vendita (33% dei casi). Le imprese del cluster effettuano quasi esclusivamente la produzione senza vendita diretta al dettaglio (88% dei ricavi); i prodotti vengono commercializzati principalmente senza marchio (58% dei ricavi), ma anche con marchio proprio (26%). La tipologia di clientela è rappresentata da: ristoranti e pubblici esercizi (52% dei ricavi), commercianti al dettaglio (15%), commercianti all ingrosso (10%) e privati (9%). La vendita con emissione di fattura è nettamente prevalente (90% dei ricavi). L area di mercato si estende dall ambito comunale alle regioni limitrofe. Le principali materie prime utilizzate sono farina (31% degli acquisti), oli e grassi animali e vegetali (14%) e zucchero e derivati (12%). I prodotti ottenuti sono principalmente prodotti lievitati da forno (70% dei ricavi) e, in misura residuale, pasticceria salata (9%) e pasticceria fresca (9%). La dotazione di beni strumentali è costituita da: 1 sfogliatrice, 1 forno lineare, 1 forno rotor, 2 impastatrici, 3 scaffali, 2 armadi frigoriferi, 1 mescolatore (22% dei casi), 1 raffinatrice (33%), 1 pastorizzatore (25%), 2 freezer/mantecatori (28%), 1 bilancia automatica (40%), 2 macchine o impianti di confezionamento (22%) e 2 banconi frigoriferi (41%); è inoltre presente un automezzo non refrigerato con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5t. CLUSTER 6 - IMPRESE SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI PASTICCERIA FRESCA NUMEROSITÀ: 637 Le imprese appartenenti al cluster sono in prevalenza ditte individuali (43% dei casi) e società di persone (37%), ma anche società di capitali (20%), con una struttura composta da 5 addetti, di cui 3 dipendenti. Le superfici sono articolate in 155 mq di produzione, 80 mq di magazzino, 23 mq di uffici e 38 mq di vendita (48% dei casi). Le imprese del cluster effettuano in prevalenza la produzione senza vendita diretta al dettaglio (77% dei ricavi); i prodotti vengono commercializzati sia senza marchio (49% dei ricavi) che con marchio proprio (36%). La tipologia di clientela è rappresentata prevalentemente da ristoranti e pubblici esercizi (34% dei ricavi), privati (20%) e commercianti al dettaglio (19%). La vendita con fattura è prevalente (79% dei ricavi). L area di mercato si estende dall ambito comunale a quello nazionale. Le principali materie prime utilizzate sono: farina (19% degli acquisti), semilavorati (16%), zucchero e derivati (12%), latte e derivati (10%) e oli e grassi animali e vegetali (10%).

16 I prodotti ottenuti sono principalmente pasticceria fresca (43% dei ricavi), prodotti lievitati da forno (13%), ed, in misura minore, pasticceria secca (10%), pasticceria salata (8%) e torte, brioches ed altri prodotti di pasticceria e gelateria conservati nella catena del freddo (6%). La dotazione di beni strumentali è costituita da: 1 sfogliatrice, 1 bilancia automatica, 1 forno lineare, 1 impastatrice, 4 scaffali, 2 armadi frigoriferi, 1 bancone frigorifero, 2 mescolatori (33% dei casi), 1 raffinatrice (43%), 1 temperatrice (22%), 1 cuocitore (26%), 1 pastorizzatore (35%), 1 freezer/mantecatore (35%), 2 macchine o impianti di confezionamento (29%) e 1 forno rotor (45%). Sono inoltre presenti un automezzo non refrigerato con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5t (39% dei casi) e 2 automezzi refrigerati con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5t (28%).

17 SUB ALLEGATO 10.B - PESI DELLE FUNZIONI DISCRIMINANTI VARIABILE CLUSTER 1 CLUSTER 2 CLUSTER 3 CLUSTER 4 CLUSTER 5 CLUSTER 6 Intercetta -78, , , , , , Materie prime e semilavorati impiegati nella produzione: Cacao e derivati Materie prime e semilavorati impiegati nella produzione: Latte e suoi derivati (latte in polvere, crema di latte, etc.) Materie prime e semilavorati impiegati nella produzione: Semilavorati per pasticceria e gelateria (creme, basi per torte, neutro, aromi, etc.) Prodotti commercializzati di produzione propria: Cioccolatini e praline Prodotti commercializzati di produzione propria: Cioccolato in tavolette Prodotti commercializzati di produzione propria: Altri prodotti a base di cacao 0, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , Prodotti commercializzati di produzione propria: Confetti 1, , , , , , Prodotti commercializzati di produzione propria: Caramelle, pastigliaggi e gomme da masticare Prodotti commercializzati di produzione propria: Torroni e torroncini 1, , , , , , , , , , , , Prodotti commercializzati di produzione propria: Biscotteria 0, , , , , , Prodotti commercializzati di produzione propria: Pasticceria secca Prodotti commercializzati di produzione propria: Prodotti lievitati da forno (cornetti, brioches, panettoni, pandori, etc.) Prodotti commercializzati di produzione propria: Prodotti di pasticceria fresca (torte, paste, pasta di mandorla e pistacchio, etc.) 0, , , , , , , , , , , , , , , , , , Prodotti commercializzati di produzione propria: Gelati 0, , , , , ,

18 SUB ALLEGATO 10.C FORMULE DEGLI INDICATORI Di seguito sono riportate le formule degli indicatori economico-contabili utilizzati in costruzione e/o applicazione dello studio di settore: Durata delle scorte = {[(Esistenze iniziali + Rimanenze finali)/2]*365}/(costo del venduto + Costo per la produzione di servizi); Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili = (Ammortamenti per beni mobili strumentali al netto dei beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro*100)/(valore dei beni strumentali mobili in proprietà al netto dei beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro 37 ); Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi = [Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria, ad esclusione dei canoni fiscalmente deducibili oltre il periodo di durata del contratto *100]/(Valore dei beni strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria 37 ); Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui ricavi = (Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi)*100/(ricavi dichiarati 38 ); Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi = (Costi residuali di gestione*100)/(ricavi dichiarati 39 ); Incidenza del Margine sui ricavi = (Margine*100)/(Ricavi dichiarati + Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso); Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti = (Margine netto) /(Costo per il godimento di beni di terzi + Ammortamenti); 37 La variabile è rideterminata in base alla durata dell attività pari al numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso In fase di applicazione dell'indicatore di normalità economica vengono utilizzati i: Ricavi da congruità e da normalità = Ricavo puntuale da analisi della congruità + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Durata delle scorte. 39 In fase di applicazione dell'indicatore di normalità economica vengono utilizzati i: Ricavi da congruità e da normalità = Ricavo puntuale da analisi della congruità + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Durata delle scorte + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui ricavi.

19 Margine per addetto non dipendente = (Margine/1.000)/(Numero Addetti non Dipendenti 40 ); Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo = (Valore aggiunto lordo)/(valore dei beni strumentali mobili 37 ); Valore aggiunto lordo per addetto = (Valore aggiunto lordo/1.000) /(Numero addetti 41 ). Dove: Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso = Ricavi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso - (Esistenze iniziali relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso - Rimanenze finali relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso + Costi per l acquisto di prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso - Beni soggetti ad aggio o ricavo fisso distrutti o sottratti) 42 ; Ammortamenti per beni mobili strumentali al netto dei beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro = Ammortamenti per beni mobili strumentali - Spese per l'acquisto di beni strumentali di costo unitario non superiore a 516,46 euro; Costi residuali di gestione = Oneri diversi di gestione - Abbonamenti a riviste e giornali, acquisto di libri, spese per cancelleria - Spese per omaggio a clienti ed articoli promozionali + Altri componenti negativi - Utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro; Costo del venduto = [Esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale (escluse quelle relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso) + Costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci (esclusi quelli relativi a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso) - Beni distrutti o sottratti (esclusi quelli soggetti ad 40 Di seguito viene riportato il calcolo del numero di addetti non dipendenti: Numero addetti non dipendenti = (ditte individuali) Titolare numero collaboratori dell impresa familiare e coniuge dell azienda coniugale + numero familiari diversi che prestano attività nell'impresa + numero associati in partecipazione Numero addetti non dipendenti = (società) Numero familiari diversi che prestano attività nell'impresa + numero associati in partecipazione numero soci amministratori numero soci non amministratori + numero amministratori non soci. Se il numero addetti non dipendenti è inferiore a Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12, allora il numero addetti non dipendenti è pari al valore massimo tra (numero addetti non dipendenti) e (titolare numero dipendenti). Il titolare è pari a uno. Il numero dipendenti è pari a: (Numero delle giornate retribuite - Numero delle giornate di sospensione, C.I.G. e simili del personale dipendente) diviso 312. Il numero collaboratori dell impresa familiare e coniuge dell azienda coniugale, il numero familiari diversi che prestano attività nell impresa, il numero associati in partecipazione, il numero soci amministratori e il numero soci non amministratori sono pari alla relativa percentuale di lavoro prestato diviso 100. Il numero degli amministratori non soci e il titolare sono rideterminati in base alla durata dell attività pari al numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso Di seguito viene riportato il calcolo del numero di addetti: Numero addetti = Titolare numero dipendenti + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività (ditte individuali) prevalentemente nell impresa + numero collaboratori dell impresa familiare e coniuge dell azienda coniugale + Numero addetti = (società) numero familiari diversi che prestano attività nell'impresa + numero associati in partecipazione Numero dipendenti + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell impresa + numero familiari diversi che prestano attività nell'impresa + numero associati in partecipazione numero soci amministratori numero soci non amministratori + numero amministratori non soci. Il titolare è pari a uno. Il numero dipendenti è pari a: (Numero delle giornate retribuite - Numero delle giornate di sospensione, C.I.G. e simili del personale dipendente) diviso 312. Il numero collaboratori dell impresa familiare e coniuge dell azienda coniugale, il numero familiari diversi che prestano attività nell impresa, il numero associati in partecipazione, il numero soci amministratori e il numero soci non amministratori sono pari alla relativa percentuale di lavoro prestato diviso 100. Il numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell impresa, il numero amministratori non soci e il titolare sono rideterminati in base alla durata dell attività pari al numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12. Il numero addetti non può essere inferiore a ( Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12). 42 Se la variabile è minore di zero, viene posta uguale a zero.

20 aggio o ricavo fisso)] + (Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR 43 - Beni distrutti o sottratti) - Rimanenze finali; Esistenze iniziali = Esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale (escluse quelle relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso) + Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR; Margine = Valore aggiunto lordo (Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attività dell'impresa - Compensi corrisposti ai soci per l attività di amministratore (società di persone)); Margine netto = Margine [(Soglia minima di coerenza dell indicatore Margine per addetto non dipendente ) * * (Numero addetti non Dipendenti)]; Ricavi dichiarati 44 = Ricavi di cui ai commi 1 (lett. a) e b)) e 2 dell art. 85 del TUIR (esclusi aggi o ricavi fissi) + (Altri proventi considerati ricavi - Altri proventi considerati ricavi di cui alla lettera f) dell'art. 85, comma 1, del TUIR) + (Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR) - (Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR); Rimanenze finali = Rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale (escluse quelle relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso) + Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR; Valore aggiunto lordo = (Ricavi dichiarati + Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso) - [(Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi) 42 + Spese per acquisti di servizi - Compensi corrisposti ai soci per l attività di amministratore (società ed enti soggetti all Ires) + Altri costi per servizi + Oneri diversi di gestione + Altri componenti negativi - Utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro]; Valore dei beni strumentali mobili = Valore dei beni strumentali - Valore relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria; Valore dei beni strumentali mobili in proprietà al netto dei beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro = Valore dei beni strumentali - Valore relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria - Valore relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria - Spese per l'acquisto di beni strumentali di costo unitario non superiore a 516,46 euro. 43 Il richiamo dell art. 93, comma 5 del TUIR, è riferito al testo vigente anteriormente all abrogazione della norma operata dall art. 1, comma 70 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (opere, forniture e servizi ultrannuali con inizio di esecuzione non successivo al periodo d imposta in corso alla data del 31 dicembre 2006). 44 Nella fase di costruzione i Ricavi dichiarati includono l Adeguamento da studi di settore.

21 SUB ALLEGATO 10.D DISTRIBUZIONI VENTILICHE INDICATORI DI COERENZA Cluster 1 - Imprese specializzate nella produzione di prodotti vari di confetteria Durata delle scorte (in giorni) Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo Tutti i soggetti 2,58 19,57 30,36 40,71 49,54 66,53 71,01 79,51 93,19 106,13 124,71 139,38 162,10 175,90 203,68 230,09 298,15 389,36 782,52 Tutti i soggetti 0,10 0,18 0,22 0,24 0,34 0,38 0,44 0,50 0,56 0,67 0,71 0,86 0,96 1,10 1,29 1,55 1,76 2,31 3,73 Margine per addetto non dipendente (in migliaia di euro) 2, 5 1, 3, 4-8,82 2,19 4,94 7,48 10,47 12,75 14,68 15,60 16,16 19,57 20,65 25,34 28,83 31,91 40,27 44,62 59,41 69,25 192,76-44,43 10,21 16,38 24,74 28,83 33,28 35,51 46,81 58,78 87,98 99,56 116,34 127,10 143,31 150,98 167,12 230,73 307,19 517,98 Valore aggiunto lordo per addetto (in migliaia di euro) 2, 5 1, 3, 4 3,53 5,78 8,28 10,47 14,16 15,67 17,43 20,61 22,79 23,71 24,67 27,46 29,61 32,04 34,97 39,82 40,58 47,84 69,51 7,93 16,52 21,12 26,28 28,54 30,95 32,18 33,10 34,30 35,95 39,93 42,01 47,48 50,56 55,14 57,98 60,73 61,98 78,16 Incidenza del Margine sui ricavi Imprese senza dipendenti Imprese con dipendenti 5,97 11,89 12,82 14,40 19,86 20,36 23,15 27,08 28,68 34,78 35,40 36,72 40,74 42,51 44,22 51,70 54,89 58,45 60,61-11,19 2,31 7,49 8,30 9,28 9,78 11,28 12,44 14,38 15,22 15,71 17,63 19,51 21,83 23,74 26,28 27,38 28,91 32,31

22 Cluster 2 - Imprese specializzate nella produzione di prodotti a base di cacao e cioccolato Durata delle scorte (in giorni) Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo Tutti i soggetti 1,40 7,47 19,00 38,15 47,56 57,18 68,76 83,87 96,53 112,13 122,05 132,34 146,34 175,07 194,38 224,45 291,61 372,84 471,72 Tutti i soggetti 0,05 0,20 0,27 0,31 0,37 0,43 0,48 0,55 0,59 0,66 0,71 0,76 0,87 0,95 1,15 1,27 1,48 2,19 2,65 Margine per addetto non dipendente (in migliaia di euro) 2, 5 1, 3, 4-39,64-4,07-0,66 6,29 11,07 23,04 23,54 25,39 25,70 28,15 35,61 38,12 52,38 57,96 99,23 121,97 183,66 253,64 506,42-3,85 8,91 12,95 15,67 22,04 25,62 27,34 31,67 39,92 42,99 48,51 51,57 56,28 63,56 71,24 82,89 96,24 134,18 193,03 Valore aggiunto lordo per addetto (in migliaia di euro) 2, 5 1, 3, 4-4,64-3,32 4,21 9,61 12,04 19,99 23,04 23,80 25,57 28,66 31,34 33,06 35,12 38,66 39,27 44,26 45,76 47,64 51,93 6,20 10,34 14,58 19,52 22,63 25,48 26,98 28,87 32,55 34,88 36,34 37,26 39,52 40,59 42,77 45,94 49,45 52,35 65,68 Incidenza del Margine sui ricavi Imprese senza dipendenti Imprese con dipendenti -100,39-14,41 18,29 21,21 30,03 32,58 34,73 37,80 38,26 40,64 42,20 42,43 44,86 46,26 47,46 48,90 54,19 56,42 66,94-14,93 1,56 8,92 11,43 12,78 14,48 15,59 17,00 18,97 19,88 21,32 22,72 25,18 26,21 28,40 29,45 33,73 38,23 43,88

23 Cluster 3 - Imprese specializzate nella produzione di gelati Durata delle scorte (in giorni) Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo Tutti i soggetti 0,00 8,60 16,13 23,99 30,58 34,74 42,90 64,13 72,21 83,72 96,32 108,41 119,38 131,58 151,02 163,88 238,74 327,56 434,28 Tutti i soggetti 0,06 0,16 0,24 0,26 0,28 0,31 0,35 0,38 0,40 0,47 0,50 0,53 0,58 0,67 0,76 0,88 1,05 1,43 3,55 Margine per addetto non dipendente (in migliaia di euro) 2, 5 1, 3, 4-210,54-2,06 1,18 2,19 5,06 12,27 13,56 15,99 17,82 27,38 32,41 37,49 45,37 61,88 90,05 119,97 140,66 270,03 477,23-3,56 4,56 11,65 14,52 17,14 19,96 22,21 25,03 27,03 30,15 33,17 44,45 51,72 65,63 77,09 109,09 125,44 161,52 202,94 Valore aggiunto lordo per addetto (in migliaia di euro) 2, 5 1, 3, 4-22,09 2,18 3,78 11,09 13,93 17,71 18,52 22,71 26,73 29,53 30,72 31,32 36,28 37,70 46,18 52,65 55,43 70,30 76,94 7,08 11,73 15,14 17,34 20,04 21,34 25,03 25,96 28,37 31,05 35,00 36,77 37,54 41,98 44,45 49,29 53,83 61,15 75,78 Incidenza del Margine sui ricavi Imprese senza dipendenti Imprese con dipendenti 13,04 15,71 21,59 28,40 29,73 31,29 32,99 35,20 36,99 38,46 39,74 41,80 42,71 48,07 49,19 49,38 52,05 57,66 61,08-17,86-0,73 5,05 8,30 10,98 12,56 14,32 16,27 17,82 18,34 19,21 19,70 21,81 22,52 24,97 27,06 28,73 31,56 35,22

24 Cluster 4 - Imprese specializzate nella produzione di biscotteria e pasticceria secca e salata Durata delle scorte (in giorni) Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo Tutti i soggetti 0,00 2,86 6,56 10,87 14,58 20,45 26,71 32,83 40,33 47,90 58,40 66,44 78,78 90,67 110,48 130,52 161,43 213,98 299,55 Tutti i soggetti 0,13 0,24 0,32 0,37 0,42 0,47 0,53 0,61 0,66 0,72 0,79 0,89 0,97 1,12 1,30 1,54 1,90 2,53 4,24 Margine per addetto non dipendente (in migliaia di euro) 2, 5 1, 3, 4 0,76 5,72 8,26 10,70 12,04 13,41 15,10 16,02 18,12 20,11 21,97 24,14 26,40 29,63 35,82 45,88 58,27 81,97 144,72-3,47 5,64 10,94 14,55 17,05 20,68 23,37 25,22 28,47 31,26 34,98 42,68 48,27 61,00 78,07 99,69 135,20 200,12 350,78 Valore aggiunto lordo per addetto (in migliaia di euro) 2, 5 1, 3, 4 4,20 7,70 10,12 11,80 13,15 15,21 16,43 18,18 19,90 21,15 22,49 23,77 25,78 27,80 29,83 32,84 36,92 42,02 52,14 3,97 10,26 14,36 17,11 20,08 22,18 23,78 25,35 27,08 28,72 30,48 32,01 34,73 37,58 40,16 45,34 50,19 58,12 68,20 Incidenza del Margine sui ricavi Imprese senza dipendenti Imprese con dipendenti 4,41 15,81 21,56 25,69 29,47 31,51 34,23 36,58 38,25 41,13 43,14 45,80 47,81 49,36 51,19 53,02 56,33 60,15 65,37-6,25 5,54 8,41 10,56 12,03 13,24 14,51 15,70 17,18 18,49 19,93 21,02 22,41 24,95 26,96 29,49 32,35 36,67 41,20

25 Cluster 5 - Imprese specializzate nella produzione di prodotti lievitati da forno Durata delle scorte (in giorni) Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo Tutti i soggetti 0,00 3,68 6,46 9,63 12,65 15,80 19,33 23,17 28,83 33,37 39,76 47,49 52,95 60,03 73,02 87,11 104,74 126,62 195,40 Tutti i soggetti 0,18 0,34 0,41 0,46 0,51 0,58 0,66 0,71 0,78 0,85 0,95 1,06 1,14 1,28 1,45 1,69 2,09 2,76 4,37 Margine per addetto non dipendente (in migliaia di euro) 2, 5 1, 3, 4 0,73 5,31 8,79 12,81 13,75 14,64 16,24 17,90 21,75 22,87 24,49 26,09 28,02 30,38 35,88 37,07 43,72 63,79 223,86-9,22 5,61 11,74 15,16 17,55 19,47 21,34 23,17 24,53 26,54 29,14 31,38 34,48 38,93 42,64 50,16 63,67 87,27 188,04 Valore aggiunto lordo per addetto (in migliaia di euro) 2, 5 1, 3, 4 4,17 9,25 12,90 14,08 15,27 17,14 17,80 19,84 21,67 22,45 23,89 25,30 26,87 27,78 29,31 31,56 36,14 41,72 47,55 8,10 13,20 16,75 18,17 20,02 21,40 23,09 24,00 25,10 26,34 27,50 28,77 30,22 31,72 33,19 35,28 38,15 42,28 53,08 Incidenza del Margine sui ricavi Imprese senza dipendenti Imprese con dipendenti -6,34 13,86 20,50 26,43 28,27 30,51 32,22 34,23 36,81 38,75 40,29 42,30 44,05 45,58 48,64 50,38 51,93 55,72 61,40-5,28 4,61 7,71 9,43 10,68 11,99 13,32 14,40 15,77 17,02 18,30 19,09 21,12 22,83 25,06 27,73 29,66 33,16 38,82

26 Cluster 6 - Imprese specializzate nella produzione di pasticceria fresca Durata delle scorte (in giorni) Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo Tutti i soggetti 0,00 4,35 7,34 11,14 14,83 20,35 24,93 30,00 35,30 40,04 47,77 57,70 68,72 78,49 93,32 112,71 131,43 171,25 238,56 Tutti i soggetti 0,14 0,26 0,34 0,40 0,47 0,54 0,60 0,67 0,73 0,80 0,88 0,99 1,07 1,22 1,37 1,61 2,01 2,77 5,83 Margine per addetto non dipendente (in migliaia di euro) 2, 5 1, 3, 4-5,06 2,97 10,45 12,80 14,27 16,46 17,45 19,09 20,47 22,55 24,49 25,14 27,52 31,41 37,62 42,24 55,70 76,56 112,90-1,17 6,64 11,98 16,22 18,39 20,41 22,81 24,49 26,26 28,37 30,79 33,37 38,17 44,45 51,67 59,31 74,12 115,35 218,89 Valore aggiunto lordo per addetto (in migliaia di euro) 2, 5 1, 3, 4 3,16 8,27 12,57 13,75 16,37 17,97 19,37 20,64 21,63 22,86 24,11 25,57 26,91 28,56 30,79 32,25 36,02 40,41 53,72 6,63 11,88 16,32 19,17 20,38 22,03 23,21 24,50 25,65 27,09 28,12 29,59 30,68 31,84 33,81 36,63 40,44 44,50 56,20 Incidenza del Margine sui ricavi Imprese senza dipendenti Imprese con dipendenti 7,16 16,11 24,53 27,26 32,24 34,49 37,14 38,57 41,15 43,45 44,95 46,40 47,51 48,95 49,95 51,36 54,50 58,31 60,97-7,25 2,78 7,79 9,16 10,95 12,18 13,64 14,87 15,82 17,43 18,95 20,88 22,76 24,51 26,60 28,16 31,75 35,49 38,58

27 SUB ALLEGATO 10.E - VALORI SOGLIA PER GLI INDICATORI DI COERENZA Cluster Incidenza del Margine sui ricavi Soglia minima Soglia massima Imprese senza dipendenti 20,36 85,00 Imprese con dipendenti 9,28 70,00 Imprese senza dipendenti 21,21 85,00 Imprese con dipendenti 11,43 70,00 Imprese senza dipendenti 21,59 85,00 Imprese con dipendenti 10,98 70,00 Imprese senza dipendenti 21,56 85,00 Imprese con dipendenti 10,56 70,00 Imprese senza dipendenti 20,50 85,00 Imprese con dipendenti 9,43 70,00 Imprese senza dipendenti 24,53 85,00 Imprese con dipendenti 10,95 70,00 Cluster Durata delle scorte (in giorni) Soglia minima Soglia massima Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo Soglia minima Soglia massima 1 Tutti i soggetti 0,00 300,00 0, ,00 2 Tutti i soggetti 0,00 220,00 0, ,00 3 Tutti i soggetti 0,00 180,00 0, ,00 4 Tutti i soggetti 0,00 320,00 0, ,00 5 Tutti i soggetti 0,00 120,00 0, ,00 6 Tutti i soggetti 0,00 120,00 0, ,00

28 Cluster Margine per addetto non dipendente (in migliaia di euro) Soglia minima Soglia massima Valore aggiunto lordo per addetto (in migliaia di euro) Soglia minima Soglia massima 2, 5 19, ,00 19,00 80,00 1, 3, 4 21, ,00 21,12 100,00 2, 5 20, ,00 20,00 80,00 1, 3, 4 22, ,00 22,63 100,00 2, 5 20, ,00 20,00 80,00 1, 3, 4 21, ,00 21,34 100,00 2, 5 18, ,00 18,18 80,00 1, 3, 4 20, ,00 20,08 100,00 2, 5 17, ,00 17,14 80,00 1, 3, 4 20, ,00 20,02 100,00 2, 5 17, ,00 17,97 80,00 1, 3, 4 20, ,00 20,38 100,00

29 SUB ALLEGATO 10.F DISTRIBUZIONI VENTILICHE INDICATORI DI NORMALITÀ ECONOMICA Cluster 1 - Imprese specializzate nella produzione di prodotti vari di confetteria Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili Tutti i soggetti 0,00 0,00 0,00 0,00 0,46 1,37 2,43 2,89 3,47 3,77 4,44 5,59 6,62 7,66 9,65 11,49 12,76 15,17 17,75 Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi Tutti i soggetti 0,00 0,00 0,00 5,89 5,89 8,65 11,43 14,98 18,71 19,67 20,70 21,61 21,89 25,95 27,94 27,94 34,96 37,71 40,65 Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi Tutti i soggetti 0,00 0,01 0,12 0,27 0,43 0,55 0,66 0,76 0,94 1,34 1,44 1,66 2,04 2,87 3,18 4,12 5,01 6,74 9,63 Durata delle scorte (in giorni) Tutti i soggetti 2,58 19,57 30,36 40,71 49,54 66,53 71,01 79,51 93,19 106,13 124,71 139,38 162,10 175,90 203,68 230,09 298,15 389,36 782,52

30 Cluster 2 - Imprese specializzate nella produzione di prodotti a base di cacao e cioccolato Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili Tutti i soggetti 0,00 0,00 0,55 1,82 2,61 3,80 4,73 5,77 6,15 6,62 7,20 7,96 8,51 9,41 10,57 11,50 12,46 14,33 17,00 Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi Tutti i soggetti 0,00 0,00 7,12 13,26 14,08 16,27 18,45 19,07 19,37 20,21 21,95 22,23 23,46 24,28 25,31 26,26 28,36 40,46 49,02 Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi Tutti i soggetti 0,07 0,26 0,40 0,57 0,70 0,89 1,07 1,21 1,44 1,69 1,99 2,29 2,85 3,60 4,21 4,57 5,44 6,37 10,95 Durata delle scorte (in giorni) Tutti i soggetti 1,40 7,47 19,00 38,15 47,56 57,18 68,76 83,87 96,53 112,13 122,05 132,34 146,34 175,07 194,38 224,45 291,61 372,84 471,72

31 Cluster 3 - Imprese specializzate nella produzione di gelati Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili Tutti i soggetti 0,00 0,00 0,14 1,12 2,48 3,29 4,76 4,97 5,52 6,52 7,39 8,00 8,89 10,99 11,59 13,17 13,54 15,52 16,84 Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi Tutti i soggetti 0,00 0,00 4,20 7,00 7,59 11,46 16,04 18,52 19,30 20,63 22,19 22,79 24,29 25,15 27,49 27,96 33,91 37,39 100,00 Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi Tutti i soggetti 0,03 0,20 0,32 0,45 0,61 0,70 0,87 1,09 1,32 1,64 1,87 2,28 2,54 2,79 3,47 4,41 5,60 6,65 10,77 Durata delle scorte (in giorni) Tutti i soggetti 0,00 8,60 16,13 23,99 30,58 34,74 42,90 64,13 72,21 83,72 96,32 108,41 119,38 131,58 151,02 163,88 238,74 327,56 434,28

32 Cluster 4 - Imprese specializzate nella produzione di biscotteria e pasticceria secca e salata Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili Tutti i soggetti 0,00 0,00 0,00 0,00 1,15 2,15 3,20 4,23 4,97 6,06 6,76 7,88 8,76 9,86 11,01 12,21 14,01 15,46 18,70 Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi Tutti i soggetti 0,00 2,66 6,83 9,46 13,11 15,70 17,38 18,40 19,52 21,13 21,57 22,40 22,94 23,66 25,08 26,39 28,04 36,13 80,86 Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi Tutti i soggetti 0,00 0,09 0,23 0,35 0,47 0,61 0,79 0,95 1,11 1,28 1,46 1,77 2,19 2,66 3,26 3,97 4,84 6,22 9,09 Durata delle scorte (in giorni) Tutti i soggetti 0,00 2,86 6,56 10,87 14,58 20,45 26,71 32,83 40,33 47,90 58,40 66,44 78,78 90,67 110,48 130,52 161,43 213,98 299,55

33 Cluster 5 - Imprese specializzate nella produzione di prodotti lievitati da forno Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili Tutti i soggetti 0,00 0,00 0,00 0,74 1,89 2,63 3,41 4,29 4,87 5,65 6,77 7,44 8,28 9,25 10,63 11,98 13,39 14,80 17,89 Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi Tutti i soggetti 0,00 0,38 7,19 11,08 13,52 16,07 17,57 18,78 20,15 20,84 22,16 23,00 23,38 24,10 26,00 28,02 29,35 31,73 43,33 Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi Tutti i soggetti 0,00 0,13 0,28 0,38 0,47 0,62 0,71 0,82 0,95 1,15 1,36 1,65 1,90 2,26 2,79 3,26 4,28 5,29 7,21 Durata delle scorte (in giorni) Tutti i soggetti 0,00 3,68 6,46 9,63 12,65 15,80 19,33 23,17 28,83 33,37 39,76 47,49 52,95 60,03 73,02 87,11 104,74 126,62 195,40

34 Cluster 6 - Imprese specializzate nella produzione di pasticceria fresca Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili Tutti i soggetti 0,00 0,00 0,00 0,59 1,39 2,31 3,25 4,08 4,95 5,64 6,35 7,16 8,21 9,65 10,71 11,99 13,72 15,52 18,54 Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi Tutti i soggetti 0,00 2,26 7,54 10,09 15,37 16,79 18,40 19,10 20,04 20,80 22,18 23,14 24,58 25,01 26,33 27,11 32,49 39,63 47,25 Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi Tutti i soggetti 0,00 0,13 0,23 0,34 0,43 0,58 0,70 0,83 0,96 1,14 1,39 1,61 1,89 2,15 2,48 3,01 3,98 5,07 6,96 Durata delle scorte (in giorni) Tutti i soggetti 0,00 4,35 7,34 11,14 14,83 20,35 24,93 30,00 35,30 40,04 47,77 57,70 68,72 78,49 93,32 112,71 131,43 171,25 238,56

35 SUB ALLEGATO 10.G - VALORI SOGLIA PER GLI INDICATORI DI NORMALITÀ ECONOMICA Cluster Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi beni strumentali mobili ammortizzabili Soglia massima Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi Soglia massima 1 Tutti i soggetti 25,00 50,00 2 Tutti i soggetti 25,00 50,00 3 Tutti i soggetti 25,00 50,00 4 Tutti i soggetti 25,00 50,00 5 Tutti i soggetti 25,00 50,00 6 Tutti i soggetti 25,00 50,00 Cluster Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi Soglia massima Durata delle scorte (in giorni) Soglia massima 1 Tutti i soggetti 3,50 300,00 2 Tutti i soggetti 4,00 220,00 3 Tutti i soggetti 4,00 180,00 4 Tutti i soggetti 3,50 320,00 5 Tutti i soggetti 3,00 120,00 6 Tutti i soggetti 3,00 120,00

36 SUB ALLEGATO 10.H - COEFFICIENTI DELLE FUNZIONI DI RICAVO VARIABILE CLUSTER 1 CLUSTER 2 CLUSTER 3 CLUSTER 4 CLUSTER 5 CLUSTER 6 Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attività dell'impresa - Compensi corrisposti ai soci per l'attività di amministratore (società di - 1, persone) COSTI TOTALI, quota fino a euro 0, Collaboratori dell impresa familiare e coniuge dell azienda coniugale e familiari diversi (percentuale di lavoro prestato diviso 100), Associati in partecipazione (percentuale di lavoro prestato diviso 100) e Soci (percentuale di lavoro prestato , , , ,6216 diviso 100) escluso il primo socio (*), differenziale relativo alla territorialità del livello delle retribuzioni COSTI TOTALI 1,0847-1,0839-1, COSTI TOTALI elevato a 0, ,2668-1,2688 COSTI INTERMEDI - 1, VBS elevato a 0,2 (*) ,3019 VBS elevato a 0,4 (*) , , VBS elevato a 0,5 (*) 64, VBS elevato a 0,7 (*) - - 6, VBS, quota fino a euro elevato a 0,8 (*) - 2, Dove: CVPROD = valore massimo tra (Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi) e 0; COSTI INTERMEDI = CVPROD + Spese per acquisti di servizi - Compensi corrisposti ai soci per l attività di amministratore (società ed enti soggetti all Ires) + Altri costi per servizi + Costo per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria e di noleggio + Abbonamenti a riviste e giornali, acquisto di libri, spese per cancelleria + Spese per omaggio a clienti ed articoli promozionali; COSTI TOTALI = COSTI INTERMEDI + Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l'attività dell'impresa - Compensi corrisposti ai soci per l'attività di amministratore (società di persone);

37 Valore beni strumentali mobili = Valore dei beni strumentali Valore dei beni strumentali relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria. VBS = valore massimo tra Valore beni strumentali mobili e Il differenziale territoriale riferito ad una variabile della funzione di ricavo è calcolato moltiplicando la variabile stessa per il valore dell indicatore relativo alla territorialità utilizzata. L indicatore assume valori non negativi e non superiori all unità. (*) La variabile viene rideterminata in base alla durata dell attività pari al numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12. Inoltre l'esclusione del primo socio è a capienza del totale dei soci. - Variabili contabili espresse in euro.

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