Il Teorema di Kakutani
|
|
|
- Gregorio Martino
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Il Teorema di Kakutani Abbiamo visto, precedentemente, il seguente risultato: 1 Sia X uno spazio di Banach. Se X è separabile, la palla è debolmente compatta. B X = {x X x 1} Il Teorema di Kakutani è un risultato più preciso di questo, perché fornisce le condizioni necessarie e sufficienti per la debole compattezza della palla unitaria e senza nessuna ipotesi di separabilità. La dimostrazione si basa sul seguente Teorema di Banach-Alaoglu 2 (Banach-Alaoglu) Sia X uno spazio di Banach. La palla è -debolmente compatta. B X = {f X f 1} Si tratta di un risultato non banale, del quale omettiamo la dimostrazione. Ci limitiamo ad osservare che, se si suppone X separabile, si può dimostrare utilizzando la stessa tecnica che abbiamo usato per dimostrare il teorema 1, ossia il procedimento diagonale. Proponiamo al Lettore di scrivere tutti i dettagli. Riportiamo senza dimostrazione anche il seguente risultato, noto come Lemma di Goldstine 3 (Goldstine) Sia X uno spazio di Banach. L insieme J(B X ) è denso in B X rispetto alla topologia -debole di X. Dimostriamo il seguente lemma 4 Siano X e Y due spazi di Banach, e sia T B(X, Y ), ossia una trasformazione lineare e continua (rispetto alle topologie forti) da X in Y. Allora T è continuo anche rispetto alle topologie deboli. 1
2 Dim. Osserviamo che, se x n x in X, allora T x n T y in Y. Infatti, dato che f, x n f, x, f X, abbiamo ossia T g, x n T g, x, g Y, g, T x n g, T x, g Y. Abbiamo quindi dimostrato che T x n T x in Y. Se gli spazi X e Y muniti della topologia debole soddisfano il primo assioma di numerabilità, il Lemma è dimostrato. Ma in generale uno spazio di Banach munito della topologia debole non soddisfa questo assioma, e quindi quanto detto non è soddisfacente. La dimostrazione nel caso generale si ottiene o ragionando direttamente con gli intorni della topologia debole (proponiamo al lettore di scrivere esplicitamente i dettagli) oppure sostituendo nel ragionamento precedente le successioni con le cosiddette successioni generalizzate (cfr. l appendice). 5 (Kakutani) Sia X uno spazio di Banach. La palla B X = {x X x 1} è debolmente compatta se e solo se X è riflessivo. Dim. Supponiamo X riflessivo. Indichiamo con J : X X l applicazione canonica, ossia l applicazione che a x X associa il funzionale Jx del biduale X : Jx, f = f, x. Ricordiamo che la riflessività di X significa che J(X) = X. Essendo Jx = x, questo implica J(B X ) = B X, ossia B X = J 1 (B X ). (1) Per il Teorema di Banach-Alaoglu, B X è compatto nella topologia - debole di X. Se dimostriamo che J 1 : X X è continuo quando X è munito della topologia debole e X di quella -debole, la debole compattezza di B X segue dalla (1). 2
3 Essendo J : X X un isometria, J 1 risulta continuo rispetto alle topologie forti. Per il lemma 4, J 1 : X X risulta continuo anche quando X e X sono muniti delle rispettive topologie deboli. D altra parte, essendo X riflessivo, lo sarà anche X. Su X la topologia debole e quella -debole quindi coincidono e la debole compattezza di B X è dimostrata. Viceversa, supponiamo B X debolmente compatta. Osserviamo che dalla continuità di J : X Y (muniti delle topologie forti) segue la continuità di J anche quando X e Y sono muniti delle topologia deboli (Lemma 4). A fortiori J sarà continuo quando X è munito della topologia debole e X di quella -debole, essendo quest ultima più debole di quella debole. J(B X ) risulta dunque compatto e quindi chiuso nella topologia -debole di X. La tesi segue dalla densità di J(B X ) in B X (Lemma 3). 3
4 Appendice. Topologie e successioni generalizzate. Sia X uno spazio metrico. I seguenti enunciati sono ben noti: (i) sia E X; il punto x appartiene alla chiusura di E se e solo se esiste una successione di punti {x n } E tale che x n x; (ii) la funzione f : X R; è continua nel punto x 0 se e solo se per ogni successione {x n } X tale che x n x risulta f(x n ) f(x 0 ). Queste affermazioni sono ancora vere in uno spazio che soddisfi al primo assioma di numerabilità (ossia tale che per ogni punto esiste un sistema fondamentale di intorni numerabile). In spazi topologici più generali, però, queste affermazioni sono false. Per la (i) è vero in generale che se esiste una successione {x n } E, con x n x, allora x E, ma il viceversa è, in generale, falso. Analogo discorso si può fare per la (ii). Come controesempio, si consideri l intervallo [0, 1], munito della topologia per la quale gli aperti sono tutti e soli gli insiemi del tipo [0, 1] \ N, dove N è al più numerabile. Facciamo vedere che l affermazione (i) è falsa. Premettiamo un osservazione. Sia {x n } n N una successione convergente in questo spazio topologico ad un punto x 0 [0, 1]. Essa risulta definitivamente costante, ossia deve esistere un n 0 tale che x n = x 0 per ogni n n 0. Infatti, dire che x n x 0 significa che, per ogni intorno U di x 0 risulta x n U definitivamente. D altra parte, ([0, 1] \ {x n } n N ) {x 0 } è un intorno di x 0 e deve perciò contenere i punti x n definitivamente. E questo è possibile se e solo se x n = x 0 da un certo n 0 in poi. Consideriamo ora l insieme S = (0, 1]. Il punto {0} appartiene alla chiusura di S. Infatti, un qualsiasi suo intorno è del tipo [0, 1] \ N, dove N (0, 1] è al più numerabile. Supponiamo che (i) sia vera, ossia che esista una successione {x n } (0, 1] tale che x n 0. Consideriamo l intorno ([0, 1] \ {x n } n N ) {x 0 }. Essendo x n 0 (dato che {x n } (0, 1]) abbiamo che x n / U per ogni n, e questo contraddice il fatto che x n 0. Esempi analoghi mostrano che la (ii) è in generale falsa. Se, però, invece di considerare successioni consideriamo le successioni generalizzate, (i) e (ii) valgono in uno spazio topologico qualsiasi. Cosa sono le successioni generalizzate? Sappiamo che è possibile introdurre un concetto di limite su un qualsiasi insieme quasi ordinato (o insieme diretto). Ricordiamo che un insieme Λ si dice quasi-ordinato se esiste una legge che a ogni elemento u Λ associa un sottoinseme di Λ, detto degli 4
5 elementi seguenti u e che indichiamo con [u], in modo tale che (a) se u [v] allora [u] [v]; (b) [u] [v] per ogni u, v Λ. Se ϕ è una funzione definita su Λ a valori in uno spazio topologico X, diremo che lim Λ ϕ(u) = x (2) se per ogni intorno U di x esiste un v Λ tale che ϕ(u) U per ogni u [v]. Se non c è ambiguità, invece di (2) scriveremo ϕ(u) x. Le usuali proprietà dei limiti continuano a valere in questo ambito più generale. Notiamo solo che per avere l unicità del limite occorre supporre che X sia di Hausdorff. Una successione di punti in uno spazio X non è altro che una funzione ϕ : N X, dove N è ordinato nel modo usuale. Una successione generalizzata (o net) è una funzione ϕ : Λ X, dove Λ è un qualsiasi insieme quasi ordinato. Se sostituiamo la parola successione con successione generalizzata in (i) e (ii) otteniamo delle affermazioni vere in un qualsiasi spazio topologico: (i) sia E X; il punto x appartiene alla chiusura di E se e solo se esiste una successione generalizzata di punti {x α } X (α Λ, essendo Λ un insieme quasi ordinato) tale x α x; (ii) la funzione f : X Y (dove Y è un altro spazio topologico) è continua nel punto x 0 se e solo se per ogni successione generalizzata di punti {x α } X tale che x α x 0 risulta f(x α ) f(x 0 ). Dimostriamo la (i). Se x E vuol dire che U E per ogni intorno U di x. Prendiamo allora, come spazio Λ, lo spazio {U α } degli intorni di x (basterebbe considerare un sistema fondamentale di tali intorni) ordinato secondo l inclusione, ossia diciamo che V segue U (V [U] secondo la notazione precedente) se V U. Scegliamo un punto x α U α E in ognuno degli intorni di {U α }. Otteniamo in questo modo una successione generalizzata {x α } E tale che x α x. Viceversa, supponiamo che esista una successione generalizzata {x α } E tale che x α x. Questo vuol dire che, per ogni intorno U di x esiste un α 0 tale che x α U per ogni α [α 0 ]. In particolare, per ogni intorno U, abbiamo U E e questo significa che x E. Dimostriamo la (ii). Osserviamo che dire che f : X Y è continua in x 0 significa che per ogni intorno V Y di f(x 0 ) esiste un intorno U X di x 0 tale che f(u) V. Supponiamo f continua e sia x α x 0. Fissiamo un 5
6 intorno V di f(x 0 ); f 1 (V ) è un intorno di x 0 e dunque esiste un α 0 tale che per ogni α [α 0 ] si ha x α f 1 (V ). Ma questo vuol dire che f(x α ) V per ogni α [α 0 ]. L arbitrarietà di V mostra che f(x α ) f(x 0 ). Viceversa, supponiamo che f non sia continua in x 0. Deve esistere, allora, un intorno V Y di f(x 0 ) tale che f(u) V, per ogni intorno U X di x 0. Per ogni intorno U α di x 0 scegliamo un punto x α tale che f(x α ) / V. Ordinando gli U α mediante l inclusione, abbiamo che x α x 0. Ma, essendo f(x α ) / V per ogni α, f(x α ) non può tendere a f(x 0 ). Per approfondimenti su questo argomento, rimandiamo al Capitolo 4 del libro: S. Willard, General Topology, Addison-Wesley. Da quanto detto dovrebbe essere evidente come modificare la dimostrazione del Lemma 4 della sezione precedente. Basta sostituire alla successione {x n } una successione generalizzata {x α } e far vedere che se x α x (1) allora T x α T x. (1) Ovviamente x α x significa che lim Λ x α = x nella topologia debole di X. 6
Corso di Laurea in Matematica Geometria 2. Foglio di esercizi n. 1 a.a Soluzioni
Corso di Laurea in Matematica Geometria 2 Foglio di esercizi n. 1 a.a. 2015-16 Soluzioni Gli esercizi sono presi dal libro di Manetti. Per svolgere questi esercizi, studiare con cura i paragrafi 3.1, 3.2,
SOLUZIONI DELLA PRIMA PROVA IN ITINERE DEL CORSO GE220
SOLUZIONI DELLA PRIMA PROVA IN ITINERE DEL CORSO GE220 ESERCIZIO 1 (6 punti) Sia X uno spazio topologico. Dimostrare che: (i) (3 punti) X è uno spazio T 1 se e solo se per ogni x X l intersezione di tutti
Topologie deboli. Capitolo 5. Topologia debole
Capitolo 5 Topologie deboli Topologia debole Sia X uno spazio di Banach. La continuità delle applicazioni lineari f : X R, dipende, per definizione, dalla topologia che si considera su X. Abbiamo definito
Il teorema di Ascoli-Arzelà
Il teorema di Ascoli-Arzelà Alcuni risultati sugli spazi metrici Spazi metrici (e topologici) compatti Richiamiamo le definizioni di compattezza negli spazi metrici. Sia (X, d) una spazio metrico e sia
Corso di Laurea in Matematica Geometria 2. Foglio di esercizi n. 2 a.a Soluzioni
Corso di Laurea in Matematica Geometria 2 Foglio di esercizi n. 2 a.a. 2015-16 Soluzioni Gli esercizi sono presi dal libro di Manetti. Per svolgere questi esercizi, studiare con cura i paragrafi 3.5, 3.6,
APPUNTI DI TEORIA DEGLI INSIEMI. L assioma della scelta e il lemma di Zorn Sia {A i } i I
APPUNTI DI TEORIA DEGLI INSIEMI MAURIZIO CORNALBA L assioma della scelta e il lemma di Zorn Sia {A i } i I un insieme di insiemi. Il prodotto i I A i è l insieme di tutte le applicazioni α : I i I A i
Indice. 1 Nozioni di base 2. 2 I tre principi di Littlewood 5. 3 Il ``quarto'' principio di Littlewood 7
Indice 1 Nozioni di base 2 2 I tre principi di Littlewood 5 3 Il ``quarto'' principio di Littlewood 7 4 I principi di Littlewood in spazi di misura generici 10 1 Capitolo 1 Nozioni di base Denizione 1.
SPAZI TOPOLOGICI COMPATTI Note informali dalle lezioni
SPAZI TOPOLOGICI COMPATTI Note informali dalle lezioni Sia X un insieme. Un ricoprimento di X è una famiglia U = {U j } j J di sottoinsiemi di X tali che X = j J U j. Un ricoprimento U = {U j } j J si
Geometria Superiore Esercizi 1 (da consegnare entro... )
Geometria Superiore Esercizi 1 (da consegnare entro... ) In questi esercizi analizziamo il concetto di paracompattezza per uno spazio topologico e vediamo come questo implichi l esistenza di partizioni
Completezza e compattezza
1 Completezza e compattezza Spazi metrici completi Data una successione x : N X, j x j, una sua sottosuccessione è la composizione x ν, ove ν : N N è strettamente crescente. Data una successione (x j )
3. Successioni di insiemi.
3. Successioni di insiemi. Per evitare incongruenze supponiamo, in questo capitolo, che tutti gli insiemi considerati siano sottoinsiemi di un dato insieme S (l insieme ambiente ). Quando occorrerà considerare
COMPLETAMENTO DI SPAZI METRICI
COMPLETAMENTO DI SPAZI METRICI 1. Successioni di Cauchy e spazi metrici completi Definizione 1.1. Una successione x n n N a valori in uno spazio metrico X, d si dice di Cauchy se, per ogni ε > 0 esiste
SPAZI TOPOLOGICI. La nozione di spazio topologico è più generale di quella di spazio metrizzabile.
SPAZI TOPOLOGICI La nozione di spazio topologico è più generale di quella di spazio metrizzabile. Definizione 1 Uno spazio topologico (X, τ) è una coppia costituita da un insieme X e da una famiglia τ
Dispense sulla distanza di Hausdorff
Dispense sulla distanza di Hausdorff Fabio Ferri Giada Franz Federico Glaudo 23 aprile 2014 Sommario In questo documento studieremo le proprietà della distanza di Hausdorff, la naturale distanza indotta
MINITOPOLOGIA MARCO MANETTI
MINITOPOLOGIA MARCO MANETTI Sommario. Minicorso di topologia generale orientato allo studio delle varietà differenziabili. Per approfondimenti e maggiori dettagli rimandiamo alla monografia [1]. Indice
ALGEBRE DI BOOLE. (d) x, y X x y oppure y x.
ALGEBRE DI BOOLE Un insieme parzialmente ordinato è una coppia ordinata (X, ) dove X è un insieme non vuoto e " " è una relazione binaria definita su X tale che (a) x X x x (riflessività) (b) x, y, X se
I teoremi della funzione inversa e della funzione implicita
I teoremi della funzione inversa e della funzione implicita Appunti per il corso di Analisi Matematica 4 G. Mauceri Indice 1 Il teorema della funzione inversa 1 Il teorema della funzione implicita 3 1
Successioni, massimo e minimo limite e compattezza in R
Università di Roma Tor Vergata Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie per i Media Successioni, massimo e minimo limite e compattezza in R Massimo A. Picardello BOZZA 10.11.2011 21:24 i CAPITOLO 1 Successioni
1 IL LINGUAGGIO MATEMATICO
1 IL LINGUAGGIO MATEMATICO Il linguaggio matematico moderno è basato su due concetti fondamentali: la teoria degli insiemi e la logica delle proposizioni. La teoria degli insiemi ci assicura che gli oggetti
Corso di Laurea in Matematica Geometria 2. Foglio di esercizi n. 4 a.a Soluzioni
Corso di Laurea in Matematica Geometria 2 Foglio di esercizi n. 4 a.a. 2015-16 Soluzioni Gli esercizi sono presi dal libro di Manetti. Per svolgere questi esercizi, studiare con cura i paragrafi 5.2, 5.3
11. Misure con segno.
11. Misure con segno. 11.1. Misure con segno. Sia Ω un insieme non vuoto e sia A una σ-algebra in Ω. Definizione 11.1.1. (Misura con segno). Si chiama misura con segno su A ogni funzione ϕ : A R verificante
ANALISI 1 1 QUINTA LEZIONE
ANALISI 1 1 QUINTA LEZIONE 1 prof. Claudio Saccon, Dipartimento di Matematica Applicata, Via F. Buonarroti 1/C email: [email protected] web: http://www2.ing.unipi.it/ d6081/index.html Ricevimento:
Alcuni equivalenti dell Assioma della Scelta
Alcuni equivalenti dell Assioma della Scelta Giugno 2010 Gabriele Gullà Sommario Dimostreremo l equivalenza fra l assioma della scelta ed altri enunciati della matematica piú o meno noti. Enunciati: 1)
1 Richiami di logica matematica
Geometria e Topologia I 2006-mar-05 1 1 Richiami di logica matematica Definire cos è un enunciato, una proposizione (elemento primitivo della logica delle proposizioni). La definizione è data in termini
2. La misura secondo Peano-Jordan.
2. La misura secondo Peano-Jordan. La teoria della misura secondo Peano-Jordan è già nota agli studenti dai corsi di Analisi 1 e 2. Lo scopo principale di questo capitolo è quello di richiamarne le definizioni
Riassumiamo le proprietà dei numeri reali da noi utilizzate nel corso di Geometria.
Capitolo 2 Campi 2.1 Introduzione Studiamo ora i campi. Essi sono una generalizzazione dell insieme R dei numeri reali con le operazioni di addizione e di moltiplicazione. Nel secondo paragrafo ricordiamo
Corso di Laurea in Matematica Geometria 2. Esercizi di preparazione allo scritto a.a Topologia
Corso di Laurea in Matematica Geometria 2 Esercizi di preparazione allo scritto a.a. 2015-16 Esercizio 1. Dimostrare che Topologia 1. d(x, y) = max 1 i n x i y i definisce una distanza su R n. 2. d(x,
2. Fra tutti i rettangoli inscritti in una circonferenza, determinare quello di area massima.
2. Fra tutti i rettangoli inscritti in una circonferenza, determinare quello di area massima. 3. Fra tutti i cilindri a base rotonda inscritti in una sfera, determinare quello di volume massimo. 4. Dimostrare
8. Topologia degli spazi metrici, II
8. Topologia degli spazi metrici, II Compattezza Cominciamo con un esempio Sia E un sottoinsieme di R 2. Esisterà in E un punto x 0 che abbia massima distanza dall origine? Ovviamente E dovrà essere limitato,
Insiemi, Numeri, Terminologia. Prof. Simone Sbaraglia
Insiemi, Numeri, Terminologia Prof. Simone Sbaraglia Corso Rapido di Logica Matematica La logica formale definisce le regole cui deve obbedire qualsiasi teoria deduttiva. Una proposizione e` una affermazione
Spazi Vettoriali ed Applicazioni Lineari
Spazi Vettoriali ed Applicazioni Lineari 1. Sottospazi Definizione. Sia V uno spazio vettoriale sul corpo C. Un sottoinsieme non vuoto W di V è un sottospazio vettoriale di V se è chiuso rispetto alla
i) la somma e il prodotto godano delle proprietà associativa, commutativa e distributiva;
1 Spazi vettoriali 11 Definizioni ed assiomi Definizione 11 Un campo è un insieme K dotato di una operazione somma K K K, (x, y) x + y e di una operazione prodotto K K K, (x, y) xy tali che i) la somma
Capitolo 5 Campi finiti
Capitolo 5 Campi finiti Definizione 5.1. Un campo finito K (cioè composto da un numero finito di elementi) si dice campo di Galois. Il numero dei suoi elementi si dice ordine e si denota con K. Un campo
NOTE DI ALGEBRA LINEARE v = a 1 v a n v n, w = b 1 v b n v n
NOTE DI ALGEBRA LINEARE 2- MM 9 NOVEMBRE 2 Combinazioni lineari e generatori Sia K un campo e V uno spazio vettoriale su K Siano v,, v n vettori in V Definizione Un vettore v V si dice combinazione lineare
Premesse. Capitolo 1. 1.1 Spazi L p
Capitolo 1 Premesse 1.1 Spazi L p Indicheremo con un aperto misurabile di R N, con dx la misura di Lebesgue e con la misura di secondo Lebesgue. Siano f e g due funzioni misurabili su. Definiamo f ρ g
Esercizi sul Calcolo Proposizionale
Esercizi sul Calcolo Proposizionale Francesco Sborgia Matricola: 459245 December 7, 2015 1 Esercizio 1 Per ogni formula A dimostrare che ρ(a) = min{n A F n } Definizione 1. Ricordiamo che, dato un linguaggio
04 - Logica delle dimostrazioni
Università degli Studi di Palermo Facoltà di Economia CdS Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale Appunti del corso di Matematica 04 - Logica delle dimostrazioni Anno Accademico 013/014 D. Provenzano,
Massimo limite e minimo limite di una funzione
Massimo limite e minimo limite di una funzione Sia f : A R una funzione, e sia p DA). Per ogni r > 0, l insieme ) E f p r) = { fx) x A I r p) \ {p} } è non vuoto; inoltre E f p r ) E f p r ) se 0 < r r.
Equazioni differenziali Problema di Cauchy
Equazioni differenziali Problema di Cauch Primo esempio - Risolvere l equazione '( ) = g( ) con g( ) :[ a, b] R continua Teor. fondamentale del calcolo integrale ( ) = + g ( t )dt Primo esempio - Osserviamo
Esercizi di Geometria 2 in preparazione dello scritto. Prof. Fioresi
Esercizi di Geometria 2 in preparazione dello scritto. Prof. Fioresi Esercizi sugli spazi metrici e topologia 1. a) Si dia con chiarezza la definizione di spazio metrizzabile. b) Si dimostri che se f :
ANALISI 1 - Teoremi e dimostrazioni vari
ANALISI 1 - Teoremi e dimostrazioni vari Sommario Proprietà dell estremo superiore per R... 2 Definitivamente... 2 Successioni convergenti... 2 Successioni monotone... 2 Teorema di esistenza del limite
Numeri cardinali. Definizione 1.1 Due insiemi A e B, non vuoti, si dicono equipotenti, e si scrive A B, se esiste un applicazione f : A B biunivoca.
Numeri cardinali 1 Insiemi equipotenti e cardinalità Partiamo da un semplice esempio. Sia A = {a, b, c, d, e, f} l insieme delle prime sei lettere dell alfabeto. Che tipo di operazione facciamo per concludere
Esercizi per il corso di Analisi 6.
Esercizi per il corso di Analisi 6. 1. Si verifichi che uno spazio normato (X, ) è uno spazio vettoriale topologico con la topologia indotta dalla norma. Si verifichi poi che la norma è una funzione continua
LEZIONE 3. Typeset by AMS-TEX
LEZIONE 3 3 Risoluzione di sistemi Supponiamo che AX = B sia un sistema di equazioni lineari Ad esso associamo la sua matrice completa (A B Per la Proposizione 236 sappiamo di poter trasformare, con operazioni
8. Completamento di uno spazio di misura.
8. Completamento di uno spazio di misura. 8.1. Spazi di misura. Spazi di misura completi. Definizione 8.1.1. (Spazio misurabile). Si chiama spazio misurabile ogni coppia ordinata (Ω, A), dove Ω è un insieme
Elementi di Teoria degli Insiemi
Elementi di Teoria degli Insiemi 2016/17 Esercizi di Giacomo Bertolucci (matr. 519430) Lezioni 7-10 Lezione 7 Esercizio 1. Dimostrare che, se A R con A ℵ 0, allora R A è denso in R. Se così non fosse,
Complementi di Analisi Matematica Ia. Carlo Bardaro
Complementi di Analisi Matematica Ia Carlo Bardaro Capitolo 1 Elementi di topologia della retta reale 1.1 Intorni, punti di accumulazione e insiemi chiusi Sia x 0 IR un fissato punto di IR. Chiameremo
Introduciamo ora un altro campo, formato da un numero finito di elementi; il campo delle classi resto modulo n, con n numero primo.
Capitolo 3 Il campo Z n 31 Introduzione Introduciamo ora un altro campo, formato da un numero finito di elementi; il campo delle classi resto modulo n, con n numero primo 32 Le classi resto Definizione
Una semplice dimostrazione del teorema fondamentale dell algebra
Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Matematica Una semplice dimostrazione del teorema fondamentale dell algebra Relatore Prof. Andrea
