Agnello delle Dolomiti Lucane
|
|
|
- Gabriela Ippolito
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 Agnello delle Dolomiti Lucane Disciplinare di produzione Art. 1 Denominazione e zona di produzione La denominazione Agnello delle Dolomiti Lucane è riservata esclusivamente agli agnelli nati e allevati nei territori dei Comuni ricadenti nel territorio regionale della Basilicata. Art. 2 Razza La carne di Agnello delle Dolomiti Lucane è prodotta da agnelli, maschi e femmine, nati da pecore e arieti di razza derivata merinos (merinizzata, gentile, sopravvisana) sottoposte a controlli funzionali e/o iscritte ai relativi LL.GG. (libri genealogici), nonchè allevati nel territorio di riferimento, come da art. 1, da Aziende seguite dai Piani di Assistenza Zootecnica dell Associazione Provinciale Allevatori. Art. 3 Allevamento L'allevamento delle pecore deve essere effettuato prevalentemente allo stato brado, con ricovero solo nel periodo invernale e nel corso della notte. Le strutture, gli impianti e l'organizzazione dell'allevamento devono rispettare i requisiti minimi di legge in materia di igiene e benessere degli animali e nel rispetto della compatibilità ambientale dell'attività zootecnica. In particolare: gli ambienti di allevamento devono essere sufficientemente spaziosi e ben organizzati, tali da consentire il regolare svolgimento delle operazioni di alimentazione, abbeverata e movimentazione, gli interventi sanitari, i controlli, la sorveglianza e le eventuali ispezioni, la pulizia, la disinfezione e disinfestazione delle attrezzature, dei pavimenti e delle pareti; i recinti, le strutture di contenimento ed ogni altra attrezzatura a contatto con gli animali devono essere tali da non arrecare loro danno e costruiti in materiale non nocivo; le pavimentazioni non devono essere sdrucciolevoli e tali da causare lesioni o sofferenze agli animali; gli ambienti di allevamento devono impedire, attraverso il ricambio d'aria, il ristagno di gas nocivi e polveri in tutto l'ambiente, ed assicurare una adeguata illuminazione naturale. L alimentazione delle madri deve soddisfare tutte le esigenze relative al mantenimento e alla produzione di latte per l agnello. Deve basarsi su pascolo, foraggi e materie prime (cereali e leguminose) prodotti in azienda o reperiti sul mercato. La composizione e la formulazione, nonché l origine della dieta deve essere riportata su appositi modelli di tracciabilità (Allegato 1). I trattamenti sanitari effettuati alle madri devono rispettare un programma di profilassi tale da evitare trattamenti sanitari 60 giorni prima del parto. Gli agnelli, in relazione al tipo di produzione (categoria B e C), di cui al reg. CEE n. 2137/92; n.461/93, devono essere alimentati esclusivamente con latte materno, foraggi e materie prime (cereali e leguminose) prodotti nell areale come da articolo 1 del presente disciplinare. La composizione e la formulazione, nonché l origine della dieta deve essere riportata su appositi modelli di tracciabilità (Allegato 1). 1
2 I soggetti dovranno essere identificati, alla nascita secondo la normativa dell anagrafe ovina. E prevista altresì la compilazione e l aggiornamento di un Registro di Stalla e l archiviazione delle copie degli Attestati di origine e macellazione. Verrà effettuata l analisi del DNA su tutti gli arieti presenti nelle aziende per la creazione di una banca dati periodicamente aggiornata e per la rintracciabilità del prodotto carne. Art.4 Categorie di agnello Gli agnelli con la denominazione Agnello delle Dolomiti Lucane sono distinti nelle seguenti categorie: a) Agnello delle Dolomiti Lucane categoria B (peso della carcassa fra 7,1 e 10 kg) alimentato con solo latte materno (allattamento naturale), foraggi e concentrati di provenienza nota, macellato a norma di legge e rispondente alle seguenti caratteristiche: peso carcassa rilevato entro un ora dalla macellazione (carcassa con testa, corata e estremità distali); colore della carne: rosa chiaro o rosa (il rilievo va fatto sul retto dell addome) (qualità 1); altro colore (qualità 2). da sottile copertura adiposa e muscoli quasi ovunque apparenti (tenore di grasso 2; qualità 1) a muscoli, salvo quelli del quarto posteriore e della spalla, quasi ovunque coperti di grasso e scarsi depositi di grasso all interno della cassa toracica (tenore di grasso 3; qualità 1); altro tenore di grasso (qualità 2) b) Agnello delle Dolomiti Lucane categoria C (peso della carcassa fra 10,1 e 13 kg) alimentato con latte materno (allattamento naturale), foraggi e concentrati di provenienza nota, macellato a norma di legge e rispondente alle seguenti caratteristiche: peso carcassa rilevato entro un ora dalla macellazione (carcassa senza testa, corata e estremità distali); colore della carne: rosa chiaro o rosa (il rilievo va fatto sul retto dell addome) (qualità 1); altro colore (qualità 2); da sottile copertura adiposa e muscoli quasi ovunque apparenti (tenore di grasso 2; qualità 1) a muscoli, salvo quelli del quarto posteriore e della spalla, quasi ovunque coperti di grasso e scarsi depositi di grasso all interno della cassa toracica (tenore di grasso 3; qualità 1); altro tenore di grasso (qualità 2). Art. 5 Macellazione La macellazione deve avvenire in mattatoi ubicati all interno del territorio della Regione Basilicata (marchio CEE). a) Invio dei capi al macello Al fine di evitare l'insorgere di fenomeni di stress, particolare cura va prestata al trasporto ed alla sosta prima della macellazione, evitando l'utilizzo di mezzi cruenti per il carico e lo scarico degli automezzi. Il detentore degli animali comunica (su richiesta del consorzio) al titolare e/o gestore del Marchio la data di invio alla macellazione, il numero di animali da macellare con le relative matricole. La comunicazione deve pervenire con un anticipo di almeno 72 ore sulla data di macellazione. 2
3 b) Macellazione Quando il lotto di agnelli arriva al macello viene identificato da un incaricato dell ente certificatore che prende visione della documentazione prevista e dell'appartenenza del soggetto al circuito dell Agnello delle Dolomiti Lucane. Tutti i dati identificativi del lotto, unitamente ad un numero progressivo ad esso assegnato, devono essere riportati nell Attestato di origine e macellazione (Allegato 2), che deve essere redatto dall incaricato dell ente certificatore. Ciò permette al singolo lotto di mantenere costantemente la propria identità ai fini identificativi e di rintracciabilità. Per l'attività di macellazione, ferma restando la normativa nazionale e comunitaria, dovrà essere seguita la seguente procedura: la macellazione deve avvenire entro 24 ore dal conferimento al mattatoio, previo stordimento e conseguente recisione netta della vena giugulare. Si procede poi alle consuete operazioni connesse alla macellazione sino all ottenimento della carcassa priva di testa, della corata e della parte distale degli arti. Le carcase degli agnelli devono essere contrassegnate con almeno due marchi ad inchiostro, ciascuno apposto su una mezzena. In alternativa al marchio è possibile utilizzare un etichetta o placchetta, purchè queste vengano impiegate una sola volta, riportante il logotipo di cui all articolo 7. La carcassa dopo un periodo di pre-refrigerazione (10-12 C), in relazione alla temperatura ambientale, viene posta in cella frigorifera (2-4 C). Art. 6 Caratteristiche al consumo L'agnello designato dalla denominazione Agnello delle Dolomiti Lucane, può essere immesso al consumo secondo le seguenti modalità: Agnello delle Dolomiti Lucane cat. B (7-10 kg) e Agnello delle Dolomiti Lucane cat. C kg) 1. intero, precisamente per la categoria B con testa e corata e per la categoria C al netto di testa e corata; 2. mezzena: ricavata mediante il taglio sagittale della carcassa in parti simmetriche; Se porzionizzato,ogni porzione commerciale deve riportare almeno un marchio ad inchiostro o attestato di origine. Art. 7 Logotipo A garanzia dell origine e dell identificazione del prodotto, le carcasse degli agnelli rispondenti ai requisiti previsti dal presente disciplinare, oltre ad essere contrassegnate dal marchio, vengono accompagnate dall Attestato di origine e macellazione (Allegato 2), su cui è riportato il logotipo Agnello delle Dolomiti Lucane. 3
4 Il marchio dovrà essere di forma ovale, delle dimensioni di almeno 6,5 cm di larghezza e 4,5 cm di altezza, riportante il logotipo e la dicitura Agnello delle Dolomiti Lucane. Ogni singolo carattere dovrà avere almento un altezza di 0,8 cm. Art. 8 Controlli da parte dell ente certificatore I controlli nella fase di allevamento e in quella di macellazione vengono realizzati da un ente terzo di controllo individuato dal detentore del Marchio. I controlli sulla conformità del prodotto al disciplinare sono realizzati da un ente terzo di controllo indicato nel regolamento d uso del marchio collettivo Agnello delle Dolomiti Lucane. Art. 9 Per quanto non espressamente previsto si rimanda alle normative previste in materia. 4
5 ALLEGATI ALLEGATO 1 Razione somministrata alle pecore in lattazione (materie prime utilizzate e loro origine) Alimenti somministrati agli agnelli 5
6 ALLEGATO 2 Attestato di Origine e di macellazione Attestato di origine e macellazione carne Agnello delle Dolomiti Lucane Numero univoco di identificazione del documento; estremi identificativi e/o logotipo del Marchio Agnello delle Dolomiti Lucane; denominazione, sede e codice ASL dell azienda di origine; macello (denominazione e sede); data di macellazione (a cura dell esperto qualificato dell Ente Certificatore); estremi identificativi dell Ente Certificatore. 6
CARNE BOVINA TERRA DI SAN MARINO
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE CARNE BOVINA TERRA DI SAN MARINO ARTICOLO 1 La denominazione Carne Bovina Terra di San Marino è riservata esclusivamente alla carne prodotta in aziende agricole e stabilimenti
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE I.G.P."AGNELLO DI SARDEGNA"
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE I.G.P."AGNELLO DI SARDEGNA" Art. l Denominazione L'Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) "Agnello di Sardegna" è riservata esclusivamente agli agnelli nati, allevati e macellati
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE CONIGLIO AL FIENO
Trattandosi di un semplice strumento di documentazione, esso non impegna la responsabilità delle istituzioni TESTO CONSOLIDATO (in vigore dal 12 gennaio 2018) Allegato F della Deliberazione della Giunta
AREV SERVICE. Carne bovina di Razza Valdostana DISCIPLINARE DI ETICHETTATURA. Reg. CE n. 1760/00 del 17/07/00
AREV SERVICE Carne bovina di Razza Valdostana DISCIPLINARE DI ETICHETTATURA Reg. CE n. 1760/00 del 17/07/00 QUADRO NORMATIVO Reg. (CE) n. 1760 del 17/7/2000 Etichettatura carni bovine e dei prodotti a
Data n. Azienda. Indirizzo Comune N telefono. N iscrizione CCIAA N fax. Non Conformità rilevate Gravi n Riferimento punto Piano di Controllo:
Ispettore Incaricato Verifica Ispettiva Cod. identificativo Azienda - Oppure INDICARE ISCRIZIONE Data n. Azienda Indirizzo Comune N telefono N iscrizione CCIAA N fax Referente Aziendale Qualifica Non Conformità
Legislazione e benessere vitello
Legislazione e benessere vitello Centro Veterinario S. Martino Dott. Marmiroli Mauro quindi... NASCITA in luogo pulito IMMEDIATA disinfezione RISCALDAMENTO IDENTIFICAZIONE VI RICORDO... CONDIZIONALITA
Carni avicole. Per le carni di pollame fresche, il termine minimo di conservazione è sostituito dalla data di scadenza.
Carni avicole Il Regolamento (CE) 543/2008, recante le modalità di applicazione del Regolamento (CE) 1234/2007 e s.m.i., ha stabilito le norme di commercializzazione per le carni di pollame (pollo, tacchino,
REGOLAMENTO DI PRODUZIONE DELLA CARNE DI RAZZA BOVINA PIEMONTESE DEL CONSORZIO MACELLAI TIPICI DI CUNEO
Pagina: 1 di 7 REGOLAMENTO DI PRODUZIONE DELLA CARNE DI RAZZA BOVINA DEL CONSORZIO MACELLAI TIPICI DI CUNEO Pagina: 2 di 7 Premessa Il Consorzio Macellai Tipici di Cuneo - Carnè promuove la realizzazione
DISCIPLINARI DI PRODUZIONE PRODOTTI ZOOTECNICI
giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATO F Dgr n. 1330 del 23 luglio 2013 pag. 1/19 DISCIPLINARI DI PRODUZIONE PRODOTTI ZOOTECNICI Legge Regionale 31 maggio 2001, n. 12 Tutela e valorizzazione dei prodotti
DI S AR DEG NA I.G.P.
AG NELLO DI S AR DEG NA I.G.P. E importante tutelare la qualità dell agnello sardo L apposizione del marchio IGP, Indicazione Geografica Protetta, sulle carni e sulle confezioni, attesta il legame tra
I principali aspetti legislativi del BA in allevamento
I principali aspetti legislativi del BA in allevamento Paolo Rossi, CRPA SpA di Reggio Emilia - SANA Salone Internazionale del Naturale EU Food-CT-2004-506508 BA, ambiente e strutture umidità velocità
Dipartimento di Prevenzione Servizio di Sanità Animale. L anagrafe zootecnica
L anagrafe zootecnica Anagrafe Bovina A livello nazionale gli strumenti normativi sono principalmente legati al DPR n. 317/96 "regolamento recante norme per l'attuazione delle Direttiva 92/102/CEE relativa
Francia, terra di allevamento
Francia, terra di allevamento La Francia è il paese che detiene la più grande superficie di pascoli in Europa (più di 13 milioni di ettari), che rappresentano la base essenziale dell alimentazione dei
RELAZIONE TECNICA (ai sensi art. 6 Reg. CE 852/2004 e della Determina della Regione Emilia Romagna n del 3 novembre 2013)
RELAZIONE TECNICA (ai sensi art. 6 Reg. CE 852/2004 e della Determina della Regione Emilia Romagna n. 14738 del 3 novembre 2013) ALLEVAMENTO SUINO NB: la compilazione delle parti evidenziate in grigio
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE VITELLONE/SCOTTONA AI CEREALI
Trattandosi di un semplice strumento di documentazione, esso non impegna la responsabilità delle istituzioni TESTO CONSOLIDATO (in vigore dal 10/04/2015) Allegato F della Deliberazione della Giunta regionale
Ambienti tipici di un allevamento a ciclo chiuso nei suini
Ambienti tipici di un allevamento a ciclo chiuso nei suini Disciplina: Produzioni animali Classe di concorso A052 Prof.ssa Marina Gentili SISTEMI DI ALLEVAMENTO: MAPPA CONCETTUALE SISTEMI DI ALLEVAMENTO
Nuove regole nell etichettatura delle carni: regole obbligatorie e facoltative per le varie specie animali
Nuove regole nell etichettatura delle carni: regole obbligatorie e facoltative per le varie specie animali 1 etichettatura carni BOVINE 2 Sistema obbligatorio di etichettatura informazioni obbligatorie
Tipologie e parametri dimensionali di cuccette per bovini da latte
SEMINARIO C.R.P.A. Stalle a cuccette per vacche da latte Reggio Emilia, 30 maggio 2007 Tipologie e parametri dimensionali di cuccette per bovini da latte Dott. Agr. Paolo Rossi Settore Edilizia Strutture
L anagrafe suina e la banca dati nazionale, strumenti alla base della programmazione, attuazione e verifica di piani di sorveglianza
L anagrafe suina e la banca dati nazionale, strumenti alla base della programmazione, attuazione e verifica di piani di sorveglianza GAETANO TREVISI AZIENDA USL DI FERRARA Direttiva 92/102/CEE del Consiglio
TATUAGGIO NEI SUINI MINISTERO DELLA SANITÀ Decreto 18 ottobre 1991 n. 427
Sanità Legislazione 3.11 07/1992 TATUAGGIO NEI SUINI MINISTERO DELLA SANITÀ Decreto 18 ottobre 1991 n. 427 di Ernesto Faravelli La normativa Nazionale prevede che tutti i suini siano contrassegnati con
PREMESSA. ANAGRAFE ZOOTECNICA Punti Cardine
ANAGRAFE ZOOTECNICA Punti Cardine Blandino G. Settore Veterinario - A.U.S.L. n. 7 RAGUSA RIASSUNTO : L autore evidenzia gli scopi e le finalità dell anagrafe zootecnica con particolare riferimento all
Anagrafe Caprina e Ovina
Anagrafe Caprina e Ovina Tutto quello che devono fare gli allevatori lombardi a partire dal mese di settembre 2008 www.agricoltura.regione.lombardia.it Sommario: Premessa 1 Registrazione dell allevamento
Disciplinare di Produzione della DOP Pecorino Romano
Disciplinare di Produzione della DOP Pecorino Romano A LLEGATO Art. 1 La zona di provenienza del latte destinato alla trasformazione del formaggio Pecorino Romano comprende l intero territorio delle regioni
Dr Franco Santachiara Dr Paolo Gandolfi Unità operativa B Ambito Sanità Pubblica Veterinaria AUSL di Bologna
Dr Franco Santachiara Dr Paolo Gandolfi Unità operativa B Ambito Sanità Pubblica Veterinaria AUSL di Bologna 30.3.2017 TUTTO PARTE DALLA CRISI BSE 1994 96 96 e 2000 Intento del legislatore: Assicurare
L informazione ai consumatori in materia di alimenti e bevande. Verona 19/06/2014
L informazione ai consumatori in materia di alimenti e bevande Verona 19/06/2014 Regolamento (CE) n. 767/2009 Regolamento (CE) n. 767/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, sull'immissione
L etichettatura della carne bovina. L esperienza della certificazione IGP Vitellone Bianco dell Appennino Centrale
L etichettatura della carne bovina. L esperienza della certificazione IGP Vitellone Bianco dell Appennino Centrale Dott. Giuseppe Abramo Doliana Perugia, 23 ottobre 2015 Origine dei regolamenti relativi
Relazione tecnica per rifugio animali
Rev. 1.0 del 01/01/2015 [spazio riservato all ente] Relazione tecnica per rifugio animali Classificazione meticci Provenienza/scopo dell allevamento animali allevati razze selezionate Razze allevate peso
CHECK-LIST INTEGRATA OVI-CAPRINI
CHECK-LIST INTEGRATA OVI-CAPRINI DATA / / Operatori. Tempistica. COD / / ASL PROPRIETARIO.. DETENTORE. Indirizzo. Tipologia allevamento: carne latte misto N capi presenti tot. N ovini Fascia N caprini
Bovini da latte e bufalini
PSR Lazio 2014/2020 - Misura 14 Benessere degli animali: possibili risposte alle criticità del settore zootecnico Impegni suddivisi per macroarea (Reg. 807/2014 art. 10) Gli impegni richiesti, in materia
L IMPORTANZA DEL CONTROLLO DI FILIERA NEL LATTE ALIMENTARE
L IMPORTANZA DEL CONTROLLO DI FILIERA NEL LATTE ALIMENTARE Dott. Olindo Mazzotti Centrale del Latte di Torino & C. S.p.A. Unità Operativa CLR Latte Tigullio GENOVA PALAZZO DUCALE, 5 NOVEMBRE 2014 IL LATTE
Istruzioni operative per aggiornamento della BDN
Istruzioni operative per aggiornamento della BDN Manuale operativo per la gestione della Anagrafe Bovina, di cui al decreto 31 Gennaio 2002 e successive modificazioni (ALLEGATO A dell Accordo tra il ministro
CHECK-LIST INTEGRATA SUINI
CHECK-LIST INTEGRATA SUINI DATA / / Operatori. Tempistica. COD / / ASL PROPRIETARIO DETENTORE Indirizzo.. Tipologia allevamento: riproduzione ciclo chiuso riproduzione ciclo aperto solo ingrasso altro
T B A. Tutela e Benessere Animale. A.A Corso integrato Strutture ed impianti per animali e allevamento. Dott. Alfredo Di Domenicantonio
Corso di Laurea in Tutela e Benessere Animale T B A A.A. 2015-2016 Corso integrato Strutture ed impianti per animali e allevamento Dott. Alfredo Di Domenicantonio Segue da presentazione 2_A_2016 8. Mangimi,
LATTE ALLEVAMENTO DI VACCHE DA LATTE INGRASSO. TORI >18 mesi TORELLI 6-18 mesi. VITELLI < 6 mesi VACCHE
ALLEVAMENTO DI VACCHE DA LATTE TORI >18 mesi TORELLI 6-18 mesi VACCHE VITELLI < 6 mesi MANZETTE 6-12 mesi MANZE 12-20 mesi GIOVENCHE (prima gravidanza) LATTE SCOTTONE 6-15 mesi VITELLONI 6-15 mesi VITELLI
INDICE. Capo 1. Specie animali allevate in azienda ai fini della macellazione. Capo 2. Quantità massime consentite
Allegato A LINEE GUIDA PER LA FORNITURA DI PICCOLI QUANTITATIVI DI CARNI, PROVENIENTI DA POLLAME E LAGOMORFI MACELLATI NELL AZIENDA AGRICOLA, DAL PRODUTTORE AL CONSUMATORE FINALE O AI LABORATORI ANNESSI
RELAZIONE TECNICA (ai sensi art. 6 Reg. CE 852/2004 e della Determina della Regione Emilia Romagna n del 3 novembre 2013)
RELAZIONE TECNICA (ai sensi art. 6 Reg. CE 852/2004 e della Determina della Regione Emilia Romagna n. 14738 del 3 novembre 2013) ALLEVAMENTO AVICOLO NB: la compilazione delle parti evidenziate in grigio
Zootecnia Biologica in Italia, problematiche, trend e prospettive del mercato dal punto di vista della certificazione
Convegno Prospettive delle produzioni biologiche nelle diverse specie zootecniche Venerdì 10 ottobre 2014 Ore 9,30 Sala Bertonazzi - Palazzo dell'agricoltura Via Cristoforo Colombo, 35 Piacenza Zootecnia
L ALLEVAMENTO OVINO E CAPRINO IN UMBRIA (Aggiornato al 31 dicembre 2015)
1 UMBRIA: ALLEVAMENTO OVINO E CAPRINO L ALLEVAMENTO OVINO E CAPRINO IN UMBRIA (Aggiornato al 31 dicembre 2015) Le aziende zootecniche in cui vengono allevati animali delle specie ovina e caprina ai sensi
BENESSERE ANIMALE nel Veneto
Riunione con i Referenti delle Aziende ULSS BENESSERE ANIMALE nel Veneto durante il trasporto al macello in allevamento Venezia, 9 marzo 5 In ALLEVAMENTO: NORMA ORIZZONTALE D.Lgs. 46/ Attuazione della
SERVIZIO DI IGIENE DEGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE (S.I.A.O.A.)
SERVIZIO DI IGIENE DEGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE (S.I.A.O.A.) RESPONSABILE Dott. Raffaele Piroddi ATTIVITA DI CONTROLLO UFFICIALE EFFETTUATE NELL ANNO 8 Le attività di controllo ufficiale - Anno 8
Esercitazione Team Ispezione degli Alimenti di Origine Animale
Nome xxxx xxxxx Data 07/10/2016 Matricola xxxxxx Team n 13 Ora di inizio attività 08.00 Veterinario Ufficiale (V.U.) Dr. xxxxx Macellazione BOVINI SUINI OVI-CAPRINI (cerchiare la specie che sarà oggetto
Capitolo. I AZIENDE BOVINE. Criteri di selezione per il controllo al latte di massa in aziende bovine da Latte o Misto
ALLEGATO Monitoraggio sulla presenza dell esaclorocicloesano nelle matrici di origine animale e destinate all alimentazione animale prodotte nella valle del fiume Sacco. Extrapiano regionale per l anno
Numero Modello 4 ( ) del / / DICHIARAZIONE DI PROVENIENZA E DI DESTINAZIONE DEGLI ANIMALI (Mod. 4) DELLA SPECIE
A LLEGATO DICHIARAZIONE DI PROVENIENZA E DI DESTINAZIONE DEGLI ANIMALI (Mod. 4) DELLA SPECIE REGIONE ASL A) IDENTIFICAZIONE I capi riportati in allegato provengono dall azienda identificata dal Codice
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE PER LA CONCESSIONE D USO DEL MARCHIO DEL PARCO NATURALE REGIONALE SIRENTE VELINO PRODOTTI CASEARI
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE PER LA CONCESSIONE D USO DEL MARCHIO DEL PARCO NATURALE REGIONALE SIRENTE VELINO PRODOTTI CASEARI Approvato con Delibera del Consiglio Direttivo n 74 del 23/09/2008 DISCIPLINARE
INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PER MALATTIA DI AUJESZKY DEL SUINO SIEROPOSITIVITA * CORRELAZIONE EPIDEMIOLOGICA SINTOMI CLINICI
INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PER MALATTIA DI AUJESZKY DEL SUINO L INFEZIONE E STATA DIAGNOSTICATA/SOSPETTATA IN SEGUITO A: SIEROPOSITIVITA * CORRELAZIONE EPIDEMIOLOGICA SINTOMI CLINICI * controllo eseguito
CHECK-LIST INTEGRATA BOVINI DA RIPRODUZIONE TIPOLOGIA LATTE
CHECK-LIST INTEGRATA BOVINI DA RIPRODUZIONE TIPOLOGIA LATTE DATA / / Operatori. Tempistica. COD / / ASL PROPRIETARIO DETENTORE. Indirizzo. Razza prevalente N capi presenti. Fascia 0-50 capi 50-150 capi
~ Barumini, Aprile 2018
RASSEGNA DEL SUD SARDEGNA DEGLI OVINI DI RAZZA SARDA ISCRITTI AL LIBRO GENEALOGICO ~ REGOLAMENTO GENERALE ~ ~ Barumini, 28-29 Aprile 2018 Art. 1 L Associazione Interprovinciale Allevatori di Cagliari,
