Governare una barca a vela
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- Aurora Bettini
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1 1 Il timone Governare una barca a vela Per navigare in rotta controllate sempre il segnavento e l'angolo formato dalla direzione del vento con il vostro scafo. Per far girare la barca a dritta (destra) con la levetta destra del radiocomando, (quella che comanda il servo del timone), questa va spinta a destra e viceversa. Cambiando la direzione della barca rispetto al vento (cambiando l'angolo formato dal vento con l'asse longitudinale dello scafo) e aumentando o diminuendo l'angolo di incidenza che questo ha sulle vele (cazzando e lascando le vele) si cambia l'andatura. Le mure Al singolare ``mura''. Qualcuno dice che il nome derivi dal fatto che anticamente, nelle lunghe traversate, si erigevano delle mura vere in mattoni nel lato dove spirava il vento, per proteggere il carico e le persone. Non è vero, ma è un ottimo modo per ricordarsi cosa significhi ``mure a dritta'', significa che il vento spira da dritta. Viceversa se il vento viene da sinistra si dirà mure a sinistra. Il boma si porta sempre dal lato opposto da cui spira il vento. Nel caso di vento in poppa, dove il vento non spira ne da dritta ne da sinistra, si dice che la barca ha mure a dritta se il boma della Randa (la vela maestra) è a sinistra.
2 2 Accostare E' un cambio di direzione o correzione senza cambiare le mura con cui si sta navigando Abbattere E' un cambio di direzione cambiando le mura con cui si sta navigando Orzare e virare Orzare significa portare la prua verso la direzione del vento. Si dice anche stringere il vento. Se si continua a orzare a un certo momento il vento spirerà davanti e poi cambierà mure, in questo modo si sarà fatta una virata. Ecco cosa succede quando si fa una virata, (vedi il disegno): -Nell'esempio si è di bolina, mure a dritta -Le vele sventano (fileggiano) -La randa cambia mura -Il fiocco cambia mura. Ogni volta che si vuole mutare la direzione e per far questo, ci si trova per forza di cose a
3 3 passare nel letto del vento (cioè nelle condizioni limite di vento che viene esattamente da prua o esattamente da poppa), le mure della barca cambiano, ovvero le vele si spostano sul lato opposto di quello dove erano prima. Il cambiamento di mure può venir fatto in due modi diversi: orzando fino a compiere una virata in prua oppure poggiando fino alla virata in poppa. Puggiare e strambare Figure: La virata Puggiare o poggiare significa portare la prua lontana dal vento, se si era di bolina il vento si porta al traverso e poi di poppa, insistendo si cambiano mure facendo una strambata. Cambiando mure il boma si porta dalla parte opposta, con movimento ampio e veloce.
4 4 Figure: La strambata Cosa succede durante una strambata: (vedi disegno). Andatura di poppa, mura a dritta, vele a farfalla -La scotta della randa viene cazzata portando il boma al centro. -Il timoniere poggia leggermente, la randa sventa -La puggiata continua, la randa cambia mura, si allenta la scotta randa. -Il fiocco sventa, si molla la scotta di dritta e si recupera la scotta di sinistra -Timone al centro, si mette a segno la scotta sinistra del fiocco, la strambata è finita Cazzare la scotta Non mettetevi sguaiatamente a ridere quando il tattico vi dirà ``cazza la scotta'', significa semplicemente: ``tira fortemente verso di te la cima fissata alla vela in modo da portare verso poppa il boma della randa cosicché da tesarla. (Il linguaggio dei marinai ha la dote della concisione.). Il termine scotta deriva dal calore generato sulle mani dei marinai che facevano scorrere le corde. Bolina L'andatura più affascinante è quella di bolina, infatti si viaggia contro il vento, cosa in effetti un po' sorprendente, per questo viene detta andatura montante. Di bolina il vento che vi soffia in faccia è sempre elevato, infatti è la somma del vento reale più lo spostamento della barca. Ottimo in estate quando fa caldo. Però non si può andare proprio diritti contro il vento, si arriva a stringere circa rispetto il vento reale, a seconda della barca e del timoniere. Ma come è possibile che una barca senza motore vada contro il vento, che vada proprio nella direzione quasi opposta a quella da cui spira il vento? Il buon senso vorrebbe che la barca vada nella direzione in cui la spinge il vento, invece, contro ogni evidenza riesce ad andare contro il vento che la spinge, e senza motore. La spiegazione di questo potrebbe riempire molte pagine ma qui cercheremo di darvene una semplice e intuitiva. Il vento che soffia sulla vela, che come abbiamo già detto si comporta come un'ala, crea una spinta quasi perpendicolare alla vela, un poco spostata in avanti rispetto la barca, detta spinta aerodinamica.
5 5 La spinta aerodinamica ha una prima componente verso prua che spinge la barca in avanti, che è contrastata unicamente dalla resistenza all'avanzamento dello scafo in acqua. La spinta aerodinamica ha una seconda componente perpendicolare alla barca, che la spinge lateralmente, questo movimento laterale è sostanzialmente contrastato dal sistema scafo, chiglia e timone, per cui la barca si muove molto di più in avanti che lateralmente. Di quanto si sposti lateralmente e di quanto si sposti in avanti, dipende dal disegno dello scafo e delle appendici e dalla velocità della barca. Se si naviga al limite dell'angolo morto, cioè al limite del fileggiamento delle vele, si dice che la bolina è stretta. Se da questa posizione si poggia un pò, riportando poi la barra al centro subito prima di mettere la barca al traverso della direzione del vento, e quindi prima dell'andatura di traverso, la bolina diventa larga. Si devono quindi regolare le vele rispetto a questa nuova andatura. Cioè lascarle. Per mantenere la bolina larga si può usare lo stesso metodo di prima, perché se si orza senza cazzare le vele, mantenendole cioè come sono, queste cominciano a fileggiare come se si stesse entrando ancora nell'angolo morto. La via di mezzo fra la bolina larga e la bolina stretta è chiamata semplicemente bolina e, come si vedrà, è spesso tra le andature non portanti o strette, la più conveniente da tenere se si deve risalire il vento, ossia se si vuole dirigere verso una zona sopravvento. Navigando di bolina si nota subito che più si stringe il vento, ovvero si orza e si avvicina la prora all'angolo morto, e più la barca sbanda ovvero si inclina, sottovento. Se nelle prime prove la barca si inclina troppo e sembra schiacciata dalla forza del vento, si può uscire da questa situazione lascando le vele, in particolar modo la randa, e mollando il timone. In questo modo la barca si raddrizza automaticamente portandosi con la prua al vento.
6 6 Figure: Controvento Andature di traverso e di poppa L'andatura di traverso è in genere quella più veloce, il vento arriva perpendicolarmente alla barca. L'andatura di poppa è un'andatura lenta che necessita molta attenzione, con vento in poppa c'è il pericolo che a causa di leggere variazioni della direzione del vento il boma passi da una parte all'altra.
7 7 Figure: Andature montanti e portanti
8 8 Andature e manovre Figure: Le diverse andatura Contrariamente all'augurio popolare ''vento in poppa'', avere il vento in poppa non è l'andatura più veloce. Una barca infatti può andare a velocità superiori al vento reale se ha una andatura di traverso o di bolina. Infatti non è la velocità del vento che conta ma la forma della vela e la pressione su di questa. La vela non è una tenda sul quale il vento fa pressione, è piuttosto un'ala, segue le leggi della scienza aeronautica e quindi viene sospinta di lato, come l'ala di un aereo, solo che questa viene spinta in alto in quanto orizzontale mentre la vela è verticale e quindi viene spinta orizzontalmente, quasi perpendicolarmente a se stessa. Col vento in poppa non potete andare alla stessa velocità del vento in quanto il vento risultante che dovrebbe spingere la barca che viaggia alla stessa velocità del vento diventa ovviamente zero.
9 9 A seconda dell'angolo che il vento forma con l'asse longitudinale della barca possiamo definire le diverse andature, ovvero le rotte che scegliamo, non più rispetto alla meta che vogliamo raggiungere, ma solo rispetto alla direzione del vento. È abbastanza intuitivo che la barca a vela non può navigare controvento e, più esattamente, non può navigare in un certo settore, detto angolo morto, prossimo alla direzione del vento. Le vele, per quanto noi le cazziamo, si trovano in asse, o quasi, con la direzione del vento, senza riuscire a gonfiarsi.
10 10 Se siamo nell'angolo morto e, tenendo le vele cazzate, poggiamo un pò fino a far gonfiare le vele, la barca naviga di bolina. Se dall'andatura di bolina poggiamo ancora un pò, fino a mettere la fiancata della barca perpendicolare alla direzione del vento la barca naviga al traverso. E poggiando ancora abbiamo il lasco, e infine, quando il vento viene esattamente da
11 11 poppa, l'andatura di poppa. Se da questa andatura continuiamo a poggiare abbiamo un cambiamento di mure, ovvero le vele si spostano sull'altro lato. Da questo momento quindi, quello che prima era poggiare diventa orzare e, continuando a orzare, passiamo all'andatura di poppa, al lasco, al traverso, alla bolina per poi tornare a fermarci nell'angolo morto. Le andature portanti, sono i laschi (ce n'è più di uno) e la poppa. In queste andature è intuitivo capire perché la barca si muove. Il vento incontra le vele come un ostacolo, spinge su di esse e permette alla barca di navigare. Le andature montanti sono le boline ed il traverso.
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