Conversione AD e DA. Fig Interfacce AD e DA fra sistema analogico e digitale.
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- Elisa Pasquali
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1 Conversione AD e DA - 1 Conversione AD e DA 1 - Campionamento e uantizzazione Generalità I segnali che nascono dalla maggior parte dei fenomeni fisici sono tipicamente variabili con continuità sia nel tempo che nelle ampiezze. Affinché uesti segnali possano essere elaborati dai sistemi digitali risultano necessarie opportune operazioni di conversione. In Fig.1.1 sono rappresentati i blocchi funzionali che consentono tali trasformazioni: il convertitore analogico-digitale (Analog to Digital Converter, ADC) e il convertitore digitaleanalogico (Digital to Analog Converter, DAC). Fig Interfacce AD e DA fra sistema analogico e digitale. La strumentazione di misura ricorre estensivamente all utilizzo dei segnali in forma numerica, al fine di conseguire i vantaggi tipici di uesto modo di rappresentare l informazione. Fra uesti ricordiamo una limitata sensibilità dei segnali digitali ai disturbi e alle interferenze, la facilità di trasmissione, la possibilità di programmazione delle apparecchiature e dei compiti di misura, le ampie facoltà di signal processing. Campionamento e uantizzazione Per passare da un segnale analogico, variabile con continuità nel tempo e nelle ampiezze, alla sua forma digitalizzata, si rendono necessarie due operazioni fondamentali: il campionamento e la uantizzazione. Fig.1. - Campionamento e uantizzazione di un segnale analogico. 010 Misure Elettroniche
2 Conversione AD e DA - Campionare un segnale s(t) continuo nel tempo significa considerarne i valori solo in corrispondenza a precisi istanti di tempo (it c ), detti istanti di campionamento. Si ottiene così la versione campionata s c (t), rappresentata in Fig.1.A, dove T c è l intervallo di campionamento, mentre f c =1/T c è la freuenza di campionamento. Per uanto riguarda le ampiezze, il segnale analogico può assumere in generale valori compresi fra un valore minimo ed uno massimo (Fig.1.B). Il campo dei possibili valori entro cui può variare il segnale analogico è detto anche full-scale range: = V max - V min. La uantizzazione delle ampiezze è ottenuta suddividendo il campo dei valori possibili in intervalli elementari o di uantizzazione di ampiezza. Tutti i valori analogici del segnale che cadono entro uno di uesti intervalli di uantizzazione si considerano indistinguibili l uno dall altro e ad essi viene attribuito un valore caratteristico dell intervallo, per esempio il valore centrale. Per uesto motivo l intervallo di uantizzazione viene anche chiamato intervallo di indifferenza, mentre al valore che lo caratterizza si dà il nome di livello di uantizzazione. La versione uantizzata del segnale, s (t), risulta così costituita solo da valori discreti delle ampiezze. Nota Sia il campionamento che la uantizzazione fanno perdere una parte dell informazione contenuta nel segnale analogico. 1) Con riferimento al tempo, si perde la conoscenza del segnale nell intervallo temporale compreso fra due successivi istanti di campionamento. ) Con riferimento alle ampiezze, si perde informazione sui valori del segnale compresi fra due livelli successivi di uantizzazione. La perdita di informazione è tuttavia differente nei due casi. Infatti si dimostra che, noti i campioni di un segnale, risulta possibile ricostruire in forma esatta il segnale originario purché i campioni siano presi con una freuenza superiore almeno al doppio della massima freuenza contenuta nel segnale (teorema del campionamento). Per contro, con riferimento alle ampiezze, il segnale uantizzato differisce tanto meno dal segnale originario, uanto più numerosi sono i livelli di discretizzazione. La differenza fra l ampiezza del segnale originario e il valore che lo approssima in forma discreta costituisce il disturbo di uantizzazione. Codifica in binario naturale Per rappresentare i livelli discreti che scaturiscono dalla uantizzazione si impiegano parole di codice ottenute tramite opportuna codifica. L obbiettivo è uello di stabilire una corrispondenza biunivoca fra i livelli di uantizzazione e le parole di codice. Il sistema di codifica più freuentemente adottato utilizza simboli binari (0 e 1). Ogni parola di codice è formata in generale con n simboli binari ordinati, cui corrisponde un dato peso: Bn-1... Bi... B1 B0 simboli binari : 0,1 (1.1) n-1 i pesi I simboli binari che costituiscono la parola di codice sono detti bit, contrazione di binary digit. Il valore decimale A che corrisponde alla parola di codice formata con i simboli B i risulta: n-1 i = Bi (1.) i= 0 A 010 Misure Elettroniche
3 Conversione AD e DA - 3 Il generico peso i contribuisce alla sommatoria solo se il corrispondente bit B i è pari a 1. B n-1 = MSB (Most Significant Bit) è il bit più significativo, associato al peso maggiore: n-1. B 0 = LSB (Least Significant Bit) è il bit meno significativo, associato al peso minore: 0. Disponendo di n bit si possono rappresentare n valori decimali compresi fra 0 e n -1. Si consideri l esempio seguente: Numero di bit: n = 3 Parola di codice: B B 1 B 0 Livelli possibili: L = 3 = 8 Valori decimali codificati: 0 7 La tabella di corrispondenza biunivoca fra i primi sette numeri decimali e le parole di codice in binario naturale risulta uindi: Il sistema di rappresentazione in binario naturale è strettamente affine al sistema di numerazione decimale. Infatti in tal caso sono ammessi solo 10 simboli (0 9) e ciascuna cifra indica uante volte deve essere considerato il peso corrispondente, secondo una regola posizionale. D 10 n-1... Di... D1 D simboli decimali : 0 n 1 0 i pesi 9 (1.3) Risoluzione dei convertitori La risoluzione di un convertitore è la più piccola variazione, nel valore della grandezza da misurare, che può essere apprezzata, cioè che causa una variazione dell indicazione in uscita. Essa si identifica pertanto con la uantità elementare: = (1.4) n Spesso la risoluzione è data in forma relativa, riferita al, come negli esempi seguenti: Numero di bit n Numero di livelli n Risoluzione 1/ n 3,9 10-3, , Per i convertitori si definisce la dinamica (Dinamic Range) in decibel: n DR = 0 log = 0log = 0n log = 6,0n (1.5) La dinamica si ottiene semplicemente moltiplicando il numero di bit per 6,0. Per esempio, un convertitore a 16 bit ha una dinamica di 96,3 db. Velocità di conversione I convertitori analogico-digitale (AD) trasformano una tensione analogica applicata in ingresso in un codice numerico. Durante l operazione di conversione, la tensione analogica in ingresso rimane costante e corrisponde al valore che è stato campionato. I circuiti di campionamento hanno appunto il compito di estrarre il campione dal segnale e mantenerlo costante per il tempo necessario alla conversione (sample&hold). Le operazioni di campionamento e della successiva conversione devono esaurirsi in un tempo totale minore dell intervallo di campionamento T c. In tal modo la seuenza di campioni può 010 Misure Elettroniche
4 Conversione AD e DA - 4 essere trasformata in una seuenza di numeri in modo regolare e continuo. La velocità con cui ciò accade è appunto la freuenza di campionamento f c = 1/T c. Analogamente i convertitori digitale-analogico (DA) trasformano un codice numerico applicato in ingresso in una tensione analogica il cui valore corrisponde al numero espresso dal codice. La tensione viene mantenuta in uscita per un tempo pari al tempo di campionamento T c e uindi viene aggiornata nel successivo intervallo T c. Anche in uesto caso si produce in uscita una tensione che ha l andamento di una spezzata e approssima l andamento desiderato, aggiornandolo con velocità pari a f c = 1/T c. - Diagrammi ingresso-uscita Codifica di segnali unipolari I convertitori AD e DA vengono di norma caratterizzati, da un punto di vista statico, mediante diagrammi che forniscono la corrispondenza biunivoca fra ingresso e uscita. Nella Fig..1A è riportata la caratteristica di un convertitore analogico-digitale (ADC) di tipo unipolare, cioè con i valori analogici tutti dello stesso segno. Il campo delle tensioni analogiche in ingresso è positivo ( = 0 V max ) e tutti i valori compresi nel generico intervallo di ampiezza vengono codificati con la stessa parola di codice. Questo codice, nel caso esaminato in Fig..1A, rappresenta in binario naturale il valore analogico dell estremo sinistro di tale intervallo. Fig..1 - Diagrammi ingresso-uscita unipolari per un ADC (A) e per un DAC (B). Nella Fig..1B è invece riportato il diagramma ingresso-uscita di un convertitore digitaleanalogico (DAC) unipolare. La conversione digitale-analogica consente di ottenere valori di tensione analogici, a partire da parole di codice binario. Normalmente il campo di variazione del segnale analogico in uscita viene stabilito mediante l impiego di un opportuno generatore di tensione di riferimento V ref che definisce l ampiezza del fondoscala: ( = 0 V ref ). Per entrambi i convertitori AD e DA, la caratteristica ideale è una retta che unisce i punti 010 Misure Elettroniche
5 Conversione AD e DA - 5 rappresentativi nel diagramma ingresso-uscita. Per un convertitore AD o DA con n bit, l intervallo analogico viene suddiviso in n intervalli elementari di uantizzazione con ampiezza costante: = (.1) n Negli esempi di Fig..1 A e B, dove n = 3 bit, si hanno 8 livelli di uantizzazione. Per un valore di fondoscala = 10 V, l intervallo di uantizzazione risulta di 1,5 V. La tensione analogica che corrisponde al codice binario (111) è perciò: 7x1,5 V = 8,75 V. Il disturbo di uantizzazione Il disturbo di uantizzazione è una conseguenza insita nella suddivisione di un intervallo continuo () in un numero finito di parti e nella necessità di adottare un set finito di numeri per rappresentarli. In un ADC l errore introdotto dalla uantizzazione può essere definito come la differenza fra il valore caratteristico v i dell intervallo di uantizzazione (valore misurato) e il valore attuale v della tensione: e = v i - v. Con riferimento alla Fig..1A vista in precedenza, si osserva che sono stati codificati i valori analogici in corrispondenza all estremo sinistro del generico intervallo di uantizzazione. In tal caso il modulo del disturbo di uantizzazione è contenuto, come rappresentato nella successiva Fig..A, entro il range 0 (o, come spesso si usa dire nella pratica, è inferiore a 1 LSB). In pratica si può ottenere una riduzione degli effetti associati al disturbo di uantizzazione, facendo in modo che l intervallo di indifferenza risulti centrato rispetto al livello nominale di uantizzazione v i. Questo caso è riportato nella Fig..B, dove si può notare che il disturbo di uantizzazione risulta contenuto entro una fascia simmetrica ± / (± 1/ LSB). Fig.. - Diagrammi ingresso-uscita di un ADC unipolare e disturbo di uantizzazione. 010 Misure Elettroniche
6 Conversione AD e DA - 6 Per rendersi conto dei vantaggi di uest ultima configurazione, si confrontino il valor medio, il valore massimo e il valore uadratico medio del disturbo di uantizzazione, valutato sulle caratteristiche ingresso-uscita, nei due casi. Si nota che il valor medio è diverso da zero nel caso esaminato in Fig..A, mentre è nullo per il caso di Fig..B. Quindi, centrare l intervallo di uantizzazione sul valore nominale comporta l assenza di componenti costanti e sistematiche per l errore di uantizzazione. Il valore massimo nella caratteristica di Fig..B risulta dimezzato rispetto a uello della caratteristica di Fig..A. Il valore uadratico medio (o potenza) P, la cui radice uadrata costituisce il valore efficace del disturbo di uantizzazione, può essere valutato nel seguente modo: 1 1 x A) ( x1 x) = (0 ) P = P = e 3 de x 1 1 B) ( x1 x) = ( ) P = 1 (.) Si vede che la scelta di centrare l intervallo di indifferenza rispetto al valore di riferimento comporta l ulteriore vantaggio di diminuire la potenza associata al disturbo di uantizzazione. Tale scelta risulta pertanto preferibile sotto tutti i punti di vista, e uindi nel seguito ad essa si farà riferimento. Da un punto di vista probabilistico il disturbo di uantizzazione può essere considerato come una variabile aleatoria continua Δ (rumore di uantizzazione) avente distribuzione uniforme nell intervallo ± / e uindi densità di probabilità definita da: p ( ) 1 per δ = 0 altrove δ (.3) I parametri statistici di uesta variabile aleatoria sono il valor medio μ, che risulta nullo, e la varianza σ : + 1 x σ = ( δ μ ) p( δ ) dδ = ( ) d = - δ μ δ (.4) x 1 1 I valori della varianza σ e della potenza P, esaminata precedentemente, coincidono nel caso particolare in cui si abbia valor medio nullo. Questa interpretazione in termini di varianza (e uindi di deviazione standard σ ) è utile, più in generale, uando si vuole determinare la propagazione degli effetti dell incertezza dovuta alla uantizzazione in un sistema digitale e la sua combinazione con le altre fonti di incertezza, così come richiesto dalla GUM. Bit effettivi Combinando le euazioni (.4) e (.1) si ottiene: 1 σ = = (.5) n 1 1 da cui si ricava il numero di bit n associato alla varianza σ. = 1 log n (.6) 1 σ 010 Misure Elettroniche
7 Conversione AD e DA - 7 Se alla varianza del rumore di uantizzazione σ si sostituisce uella del rumore totale del convertitore σ c, che include anche il rumore dei circuiti analogici, si ottiene una uantità che viene definita numero effettivo di bit del convertitore, EB: σ 1 σ 1 1 c EB = log = = log n log (.7) 1 σc 1 σ σc σ Pertanto il numero di bit effettivo coincide con uello nominale sol nel caso (teorico) in cui non sia presente altro rumore oltre a uello di uantizzazione, e uindi sia σ c = σ. Codifica di segnali bipolari Nel caso in cui le tensioni analogiche possano assumere valori sia positivi che negativi si ricorre a convertitori bipolari, di solito simmetrici rispetto allo zero. Con riferimento alla Fig..3A, consideriamo ancora l esempio di un convertitore AD che utilizza tre bit. Al primo livello di uantizzazione, corrispondente al valore analogico -/, si potrebbe assegnare il codice (000); mentre all ultimo livello, corrispondente al valore analogico +(/-), si potrebbe assegnare il codice (111). Tale procedura, detta offset binary, non è tuttavia freuente. Si preferisce una codifica diversa, detta complemento a due, rappresentata in Fig..3B, che prevede di rappresentare i valori positivi ancora in binario naturale. Per ottenere uesto risultato basta porre a zero l MSB per i livelli positivi. Per i livelli negativi, viceversa, si passa a uno l MSB, attribuendo a tale bit il significato di bit di segno. Si confrontino, a tale scopo, le ordinate di Fig..3A e Fig..3B. Fig..3 - Convertitore AD bipolare: A) offset binary; B) complemento a. Nel codice complemento a due, al bit di segno uguale ad uno è associato un peso pari a uello che avrebbe in binario naturale, ma cambiato di segno. A tale valore va sommato algebricamente il valore dei restanti bit della parola di codice, letti in binario naturale. Esempio: +3 => 011 => 0x + 1x 1 + 1x 0 = 3-3 => 101 => (-1x ) + 0x 1 + 1x 0 = Misure Elettroniche
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