Leggere l ambiente attraverso i licheni
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- Silvia Marini
- 9 anni fa
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1 PIANO ISS INSEGNARE SCIENZE SPERIMENTALI Presidio Udine 1 e Udine 2 Leggere l ambiente attraverso i licheni A cura di Daniela Novel
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9 Perché studiare i licheni? Sono viventi come noi se stanno bene loro stiamo bene anche noi
10 "qualità dell'aria" È collegata agli effetti di una serie di agenti inquinanti su diversi soggetti, tra cui l'uomo, altri animali, piante, e a volte persino oggetti inanimati, come ad esempio i monumenti in pietra. La stima della "qualità dell'aria" di un dato sito sarà quindi diversa per il medico, l'agronomo, l'addetto alla conservazione dei monumenti. Non esiste quindi una misura univoca della "qualità dell'aria", e la definizione di questo concetto dovrebbe venire affidata ad indici numerici che tengano in considerazione un altissimo numero di fattori.
11 "inquinamento atmosferico"??esprimi meglio?? Si intendono concentrazioni di determinate sostanze nell'atmosfera. La stima dell'inquinamento atmosferico di un dato sito può essere effettuata: sulla base di rilevazioni strumentali (centraline) mediante lo studio dei licheni (biomonitoraggio)
12 Rete di riferimento regionale della qualità dell aria (Arpa Fvg)
13 Centralina di rilevamento
14 Quali inquinanti? Le sostanze inquinanti immesse nell atmosfera sono numerosissime e ogni anno ne vengono sintetizzate di nuove dalle attività umane. Il monossido di carbonio Il biossido di zolfo (SO2) Biossido di azoto (NO2) Il benzene L'ozono Le polveri sottili Gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (benzo(a)pirene) Per queste sostanze esistono norme che ne fissano i limiti di accettabilità e stabiliscono gli standard di qualità dell aria per i valori di concentrazione sull arco di un intero anno di riferimento.
15 Perché i licheni? La loro efficacia e predittività è comprovata da una ricchissima letteratura a livello internazionale Le indagini richiedono bassi costi e tempi ridotti Il vantaggio principale risiede nel fatto che i licheni, organismi a crescita molto lenta, riflettono con elevato grado di precisione l'inquinamento medio di diversi anni a cui una certa area è sottoposta.
16 Confronto tra mortalità per cancro ai polmoni e IBL in Veneto (da Nimis, Skert)
17 Il biomonitoraggio Il monitoraggio dell'inquinamento mediante l'uso di organismi viventi prende il nome di biomonitoraggio. Esso si basa sulle variazioni ecologiche indotte dall'inquinamento sull'ambiente a tre livelli diversi: accumulo delle sostanze inquinanti negli organismi; modificazioni morfologiche o strutturali degli organismi; modificazioni nella composizione delle comunità animali e vegetali.
18 Cos è un bioindicatore? Viene definito "bioindicatore" un organismo che risponde con variazioni identificabili del suo stato a determinati livelli di sostanze inquinanti
19 LICHENI Organismi complessi risultanti dall unione (simbiosi mutualistica) tra un fungo (micobionte) ed un alga unicellulare (fotobionte) Il corpo del lichene, denominato tallo, è costituito prevalentemente dal fungo, i cui filamenti, detti ife, formano un intreccio al cui interno sono distribuite le cellule algali. I molteplici aspetti che i licheni assumono possono essere distinti in relazione a: Tipo di substrato Morfologia del tallo Anatomia del tallo Strutture superficiali
20 Struttura di un lichene SOREDI CORTEX superiore MEDULLA CORTEX inferiore STRATO ALGALE o gonidiale RIZINE
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23 TIPO DI SUBSTRATO RUPICOL I (LITICI) Rhizocarpon geographicum
24 TIPO DI SUBSTRATO EPIFITI (Corticicoli)
25 MORFOLOGIA DEL TALLO CROSTOSI Formano patine strettamente aderenti al substrato, continue o fessurate o costituite da placchette. Lecidella elaeochroma
26 MORFOLOGIA DEL TALLO FOGLIOSI Caratterizzati da lamine a sviluppo parallelo al substrato, in generale a struttura dorsoventrale. Il bordo può essere variamente inciso a formare strutture digitiformi di varie dimensioni (lobi). Parmelia tiliacea
27 MORFOLOGIA DEL TALLO FRUTTICOSI Hanno sviluppo tridimensionale con l aspetto di piccoli cespuglietti, attaccati al substrato con una piccola porzione basale. Possono essere eretti, prostrati o penduli. Usnea sp.
28 STRUTTURE SUPERFICIALI Organi riproduttivi (in cui si producono spore) APOTECI Lecanorino Physcia biziana Lecideino Lecidella elaeochroma
29 STRUTTURE SUPERFICIALI Moltiplicazione vegetativa ISIDI Piccole estroflessioni costituite da cortex e strato algale; possono assumere forme diverse (cilindrica, conica, ramificata,...) Sezione. trasversale Pseudevernia furfuracea SOREDI Piccole masserelle di ife contenenti alghe, di aspetto granuloso o pulveru lento, non rivestite da strato corticale. Possono trovarsi sparsi o costituire aggregazioni più o meno estese (sorali) Sezione. trasversale Physcia orbicularis (Soredi riuniti in sorali)
30 LICHENI COME BIOINDICATORI In situazioni di inquinamento presentano: riduzione della fotosintesi e della respirazione per danneggiamento della cloro riduzione della vitalità ed alterazione della forma e del colore del tallo; riduzione della fertilità; diminuzione della copertura delle specie; alterazione della comunità lichenica riduzione del numero totale di specie nel tempo; riduzione del numero totale di specie nello spazio.
31 LICHENI COME BIOINDICATORI I licheni, ed in particolare quelli epifiti, sono in grado di fornire ottime indicazioni sulla qualità dell ambiente, in quanto il loro metabolismo dipende essenzialmen dall atmosfera. Infatti possiedono: elevata capacità di assorbimento e di accumulo di sostanze prelevate dall atm resistenza agli stress ambientali sia idrico che termico; impossibilità di liberarsi periodicamente delle parti vecchie o intossicate; lento accrescimento e grande longevità; sensibilità agli agenti inquinanti. sensibilità alle sostanze inquinanti diversa da specie a specie
32 Come si determina l IBL(Indice Biodiversità Lichenica)? All interno dell area di studio vanno scelte più stazioni ognuna delle quali composta da due-quattro alberi distanti tra loro non più di 100 metri. L affidabilità del metodo si fonda sull omogeneità delle osservazioni e delle campionature e quindi prevede che gli alberi delle stazioni appartengano alla stessa specie, abbiano possibilmente la stessa età, il loro tronco abbia circonferenza non inferiore a centimetri, non abbiano malformazioni o manomissioni e la loro scorza non sia soggetta a desquamazione.
33 Il reticolo di campionamento
34 Tabella di riferimento della biodiversità lichenica
35 ma ora qualche riflessione sui curricoli
36 Scuola di base I processi di apprendimento delle scienze naturali e sperimentali procederanno attraverso percorsi, progressivi e ricorrenti, fatti di esperienze, riflessioni e formalizzazioni: percorsi progettati in modo da guidare i ragazzi dal pensiero spontaneo fino a forme di conoscenza sempre più coerenti e organizzate, di cui i ragazzi stessi possano verificare concretamente efficacia ed efficienza.
37 Scuola di base Per questo è importante che i ragazzi siano gradualmente avviati e aiutati a padroneggiare alcuni grandi organizzatori concettuali che si possono riconoscere in ogni contesto scientificamente significativo: le dimensioni spazio-temporali e le dimensioni materiali; la distinzione tra stati (come le cose sono) e trasformazioni (come le cose cambiano); le interazioni, relazioni, correlazioni tra parti di sistemi e/o tra proprietà variabili; la discriminazione fra casualità e causalità In questo modo si può giungere a far emergere esplicitamente, al termine della scuola di base, alcuni organizzatori cognitivi di grande impatto concettuale e culturale, quali energia, informazione, trasduzione e trasformazione, stabilità e instabilità di strutture e processi, e così via.
38 Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza di scuola primaria Osservare e sperimentare sul campo Osservare, descrivere, confrontare, correlare elementi della realtà circostante Riconoscere i diversi elementi di un ecosistema naturale o controllato Riconoscere la diversità dei viventi (intraspecifica e interspecifica), differenze/somiglianze tra piante, animali, altri organismi. Osservare e interpretare le trasformazioni ambientali sia di tipo stagionale, sia in seguito all azione modificatrice dell uomo.
39 Obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria Osservare e sperimentare sul campo Proseguire con osservazioni frequenti e regolari a occhio nudo, con la lente di ingrandimento e con lo stereomicroscopio, con i compagni e da solo di una porzione dell ambiente nel tempo: un albero, una siepe, una parte di giardino, per individuare elementi,connessioni e trasformazioni. Cogliere la diversità tra ecosistemi (naturali e antropizzati, locali e di altre aree geografiche). Individuare la diversità dei viventi (intraspecifica e interspecifica) e dei loro comportamenti (differenze / somiglianze tra piante, animali, funghi e batteri). Accedere alla classificazione come strumento interpretativo statico e dinamico delle somiglianze e delle diversità.
40 Obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado - Individuare la rete di relazioni e i processi di cambiamento del vivente - Individuare l unità e la diversità dei viventi, effettuando attività a scuola, in laboratorio, sul campo e in musei scientifico-naturalistici. Comprendere il senso delle grandi classificazioni. Comprendere la funzione fondamentale della biodiversità nei sistemi ambientali.
41 Competenze di base a conclusione dell obbligo di istruzione Osservare, descrivere ed analizzare fenomeni appartenenti alla realtà naturale e artificiale e riconoscere nelle sue varie forme i concetti di sistema e di complessità Raccogliere dati l osservazione diretta dei fenomeni naturali chimici, biologici, geologici,o degli oggetti artificiali o la consultazione di testi e manuali o media Individuare, con la guida del docente, una possibile interpretazione dei dati in base a semplici modelli Usare classificazioni generalizzazioni e/o schemi logici per riconoscere il modello di riferimento Riconoscere i principali aspetti di un ecosistema
42 Gli indicatori ISS I CONTESTI DI SENSO Il piano di ricerca delle relazioni tra i contenuti e lo studente Ricercare i CONTESTI DI SENSO dell azione didattica da parte del docente risponde all esigenza di collocare le informazioni-nozioni entro ambiti che diano significato ai contenuti e dunque sostengano la motivazione dell allievo e dello stesso docente. Ciò significa ricercare le connessioni tra contenuti e realtà quotidiana, ma anche tra i contenuti e le dinamiche di attesa e ascolto nelle quali si viene a collocare lo studente.
43 LA VERTICALITA Il termine VERTICALITA non si riferisce alla semplice progressione lineare dei livelli scolari (sviluppo progressivo per età). Ma tiene conto anche di due altri aspetti ricorsività rete curricolare
44 LA DIDATTICA LABORATORIALE Per laboratorio in ISS non si intende solamente il luogo ove si operi con le mani, bensì il contesto ove mente e corpo offrono il loro contributo complementare alla formazione di mentalità, atteggiamenti, linguaggi propri della esperienza vissuta Ruolo centrale degli studenti
45 I TRAGUARDI DI COMPETENZA Per COMPETENZA si intende la possibilità che gli studenti possano assumere responsabilità nell espletare dei compiti in piena coscienza del contesto di riferimento e richiamando conoscenze, concetti, esperienze, dunque saperi funzionali allo scopo.
46 Provate a pensare in classe 1) Come potreste applicare questo percorso in una vostra classe? 2) Quali riflessioni volete stimolare nei ragazzi con un esperienza di questo genere?
47 Quali organizzatori? Osservazione, comparazione Regole, modelli L evoluzione nello spazio e nel tempo delle comunità biologiche Le variazioni nelle comunità biologiche possono dare indicazioni su parametri ambientali Interpretazione della qualità dell aria attraverso lo studio di organismi viventi...
48 bibliografia Info sui licheni italiani (italic) ma/home.htm Siti web su licheni sito Arpa fvg eni/cosa_sono.htm Associazione scienze naturali html sito del Ministero con indicazioni sui nuovi curricola
49 Grazie per la cortese attenzione
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