Esercizio sugli automi di Moore
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- Costanza Landi
- 9 anni fa
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1 Esercizio sugli automi di Moore 1. Realizzazione tramite MSF di una macchinetta del caffè Supponiamo di voler modellare tramite un automa astati finiti di Moore una macchinetta del caffè che rilascia un caffè quando l utente introduce monete per 30 centesimi e supponiamo che accetti in ingresso monete da e. Supponiamo che le transizioni dell automa si verifichino in corrispondenza dell inserimento delle monetine e supponiamo per semplicità che la generazione del caffè sia istantanea (non bisogna attende che la macchinetta abbia finito di fare il caffè per accettare nuove monete)., Hot Coffee NoCaffè, Caffè Machine moneta inserita Lo stato della macchina sarà in funzione della quantità di denaro inserito non ancora utilizzato e della necessità di generare in uscita il caffè richiesto. Esaminiamo la sequenza di stati possibili supponendo che la macchina parta dallo stato iniziale S 0 corrispondente a nessuna monetina inserita. 0c nocaffe nocaffe nocaffe nocaffe 0c Caffe 0c Caffe Caffe 0c Caffe Caffe nocaffe nocaffe nocaffe 0c Caffe
2 Dall analisi della successione degli stati si può dedurre che la macchina si può trovare in al più 5 stati possibili: Stato Descrizione S 0 Resto = 0c, nocaffe S 1 Resto =, nocaffe S 2 Resto =, nocaffe S 3 Resto = 0c, Caffe Resto =, Caffe S 4 Rappresentiamo le monete in ingresso attraverso un bit: assegnamo 0 alle monete da ed 1 alle monete da. Analogamente assegnamo 0 all uscita nocaffe ed 1 all uscita Caffe. Nota: la mappatura tra possibili ingressi e codice binario corrispondente in applicazioni reali è spesso decisa dai circuiti presenti alla periferia dell automa e quindi non è modificabile. Analogo discorso vale per la corrispondenza tra codice binario in uscita ed azione generata dal sistema. Diverso discorso vale per la mappatura tra stati interni e codice binario utilizzato all interno dei latch di memoria che possiamo decidere arbitrariamente. L STG dell automa quindi è il seguente: 0 0 S S S S S L STT dell automa quindi è il seguente: Stato I 0 =0 I 0 =1 O S 0 S 1 S 2 0 S 1 S 2 S 1 0 S 2 S 3 S 4 0 S 3 S 1 S 2 1 S 4 S 2 S 3 1 Il numero di latch necessari per memorizzare i cinque stati possibili è: 1 n.latch = ceil( log 2 5 ) = ceil( 2.32) = 3 Per sintetizzare il circuito logico corrispondente all automa dobiamo dare una mappatura tra gli stati possibili e le configurazioni del latch. Poichè 3 latch sono in grado di 1 ceil(x) = l intero più piccolo non inferiore a x. Es. ceil(3.1)=4, ceil(4)=4.
3 codificare 2 3 = 8 stati possibili, nel sistema in esame esisteranno 8-5 = 3 configurazioni che non verranno mai raggiunte. Per queste configurazioni le funzioni stato-prossimo e uscita non sono definite e possono essere settate a velori arbitrari (allo scopo di semplificarne la formula logica). Utilizziamo la seguente mappatura che semplicemente enumera gli stati: L STT risultante è la seguente: Stato Descrizione S 0 Resto = 0c, nocaffe 000 S 1 Resto =, nocaffe 001 S 2 Resto =, nocaffe 010 S 3 Resto = 0c, Caffe 011 S 4 Resto =, Caffe 100 Q 0 Q 1 I O Riscrivo la STT in forma tabellare separando le variabili Q 0 Q 1 Q 2 : I X X X 0110 X X X 0111 X X X X X X 1110 X X X 1111 X X X in cui le X rappresentano valori indefiniti delle funzioni (corrispondenti a configrazioni impossibili).
4 Uso le forme SOP per sintetizzare le funzioni logiche per le tre variabili e pongo tutti i valori indefiniti X a 0 (come nell esempio precedente uso per comodità di scrittura ABCD al posto di I 0 ): = A~BC~D = I 0 ~ ~ = ~A~B~CD + ( ~A~BC~D + ~AB~C~D ) + ( A~B~C~D + A~B~CD ) + A~BCD + AB~C~D = ~A~B~CD + A~BCD + (~BC + B~C) ~A ~D + A~B~C + AB~C~D = ~ (A C) ~BD + ( B C ) ~A ~D + A~C(~B + B~D ) = ~ (A C) ~BD + ( B C ) ~A ~D + A~C(~BD + ~B~D + B~D ) = ~ (A C) ~BD + ( B C ) ~A ~D + A~C(~BD + ~D) = ~ (A C) ~BD + ( B C ) ~A ~D + A~C(~BD + ~B~D + ~D) = ~ (A C) ~BD + ( B C ) ~A ~D + A~C(~B + ~D) = ~(I 0 ) ~ + ( ) ~I 0 ~ + I 0 ~ (~ + ~ ) = ~A~B~C~D + ( ~A~BC~D + ~A~BCD ) + (A~B~CD + AB~C~D) = ( ~A~B~C~D + ~A~BC ) + A~C (~BD + B~D) = ~A~B ( ~C~D + C ) + A~C (~BD + B~D) = ~A~B ( ~C~D + CD + C ) + A~C (~BD + B~D) = ~A~B ( ~D + C ) + A~C (~BD + B~D) = ~ I 0 ~ ( ~ + ) + I 0 ~ ( ) La funzione di uscita, sintetizzata con la forma SOP, sarà: O 0 = ~ + ~ ~ Il circuito fisico risultante sarà: Clk λ I 0 I 0 D 0 δ D 1 O 0 D 2
5 dove il quadrato tratteggiato δ rappresenta il circuito logico (omesso per brevità) che realizza la funzione stato prossimo in tre variabili. Le formule per e risultano alquanto complesse. E possibile tentare di ottenere un risultato più compatto scegliendo opportunamente i valori indefiniti. Riconsideriamo la STT precedente e proviamo un altra configurazione di 0 ed 1 per i valori indefiniti che aiuti nelle semplificazioni: I Calcoliamo ottimizzando i valori indeterminati per utilizzare le POS: pongo tutte le X della colonna a valore 1. La funzione ora ha solo 3 zeri e quindi solo tre max-termini: = (I ) (I 0 + +~ +~ ) ( ~I 0 + +~ + ) Applico DeMorgan: = ~ ( ~(I ) + ~(I 0 + +~ +~ ) + ~( ~I 0 + +~ + ) ) = ~ (~I 0 ~ ~ ~ + ~I 0 ~ + I 0 ~ ~ ) Raccolgo e semplifico: = ~ ( ~I 0 ~ (~ ~ + ) + I 0 ~ ~ ) = ~ ( ~I 0 ~ ~( ) + I 0 ~ ~ ) In maniera simile è possibile ottenere una funzione più semplice per. Alternativamente possiamo cercare di dedurre una funzione semplice per esaminando le caratteristiche topologiche della tabella. Possiamo notare, una volta risolte le indeterminazioni in maniera opportuna come riportato, che si comporta per come fosse un segnale di inversione di una funzione F( )definita su I 0, cioè: = F( I 0 )
6 dove F( ) è: I 0 F Analogamente si può notare che in F( ) I 0 si comporta come un segnale di inversione di una funzione G( ) definita sulle sole, cioè: dove G( ) è la funzione: F( I 0 ) = I 0 G( ) G( ) = + ~ Ne segue che può essere sintetizzata come: = I 0 ( + ~ ) ~ ( ~I 0 ~ ~( ) + I 0 ~ ~ ) Il circuito finale risulta quindi: δ I 0
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