Dalla tabella alla funzione canonica
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- Viviana Scala
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1 Dalla tabella alla funzione canonica La funzione canonica è la funzione logica associata alla tabella di verità del circuito che si vuole progettare. Essa è costituita da una somma di MinTerm con variabili a 0 negate, in cui ciascun MinTerm è associato ad un 1 della funzione d uscita della tabella della verità oppure da un prodotto di MaxTerm con variabili a 1 negate in cui ciascun MaxTerm è associato a uno 0 della funzione d uscita che si vuole realizzare. Naturalmente una tale funzione non è minima, ma può essere semplificata. La funzione minima si ottiene con il metodo di sintesi con le mappe di Karnaugh (che contiene tutti principi significativi legati alle adiacenze di MinTerm e MaxTerm). LA MAPPA DI KARNAUGH: Tra le proprietà dell algebra di Boole, le seguenti consentono di semplificare notevolmente le espressioni booleane: Le mappe di Karnaugh sono una particolare forma di tabella di verità, che consente di individuare immediatamente la possibilità di fare queste semplificazioni. Ad esempio, la seguente tabella di verità della funzione Y = Y(A,B,C) Dalla tabella di verità o dalla mappa di Karnaugh è immediato ottenere l espressione booleana della funzione Y come somma di prodotti, cioè come OR di tanti termini AND quante sono le caselle in cui la funzione vale 1; ciascuno di questi termini AND (detti minterm) è costituito dall AND delle variabili di ingresso, negate oppure no a seconda che il valore della variabile associato a quella casella sia 0 oppure 1. Nel caso di funzioni di 4 variabili, ad es. Z = Z(A,B,C,D), la mappa di Karnaugh ha 4 righe e quattro colonne:
2 Nelle mappe di Karnaugh i valori della funzione Y sono scritti dentro le caselle. I valori delle variabili A,B,C,D sono indicati come coordinate delle caselle. Esaminando queste coordinate, si constata che le coppie di valori di A e B (di C e D) associate alle colonne (alle righe) sono ordinate in modo che tra due caselle adiacenti (della medesima riga o della medesima colonna) cambia il valore di una sola delle variabili, mentre quello di tutte le altre rimane lo stesso; questa proprietà vale anche tra le caselle estreme di ciascuna riga e di ciascuna colonna (che, sotto questo aspetto, possono quindi essere considerate adiacenti, in senso circolare). Si osserva che, in virtù di questo fatto, a ciascuna coppia di caselle adiacenti contrassegnate con il valore 1 corrispondono, nella espressione booleana, due termini prodotto (minterm) nei quali una variabile è presente negata in uno e non negata nell altro, mentre tutte le altre variabili hanno lo stesso valore. E` allora possibile semplificare l espressione sostituendo quei due termini con un unico termine nel quale non è più presente la variabile che cambia valore. Ad esempio le ultime due caselle della seconda riga nella mappa della funzione Y portano alla seguente semplificazione: Allo stesso modo, quaterne di caselle adiacenti tutte con il valore 1 (sulla stessa riga o sulla stessa colonna) corrispondono a quattro termini che si riducono ad uno; ad esempio le quattro caselle della terza riga nella mappa della funzione Z portano alla seguente semplificazione: le quattro caselle della terza colonna nella mappa della funzione Z portano alla seguente semplificazione: Così pure quaterne adiacenti disposte secondo un quadrato producono un unico termine; ad esempio le quattro caselle in basso a sinistra nella mappa della funzione Z portano alla seguente semplificazione: Analogo discorso vale per gruppi di otto caselle adiacenti tutte con il valore 1. Per semplificare l espressione booleana di una funzione, si tratta dunque di individuare, nella relativa mappa di Karnaugh, i gruppi di (2 o 4 o 8) caselle adiacenti con il valore 1. Nel far ciò conviene tenere presente la proprietà A+A=A, che consente di utilizzare più volte la stessa casella (ovvero più volte lo stesso minterm nell espressione booleana), per formare gruppi diversi, al fine di operare il maggior numero di semplificazioni possibile. Individuando un insieme di gruppi (da 1, 2, 4 o 8) che copre tutte le caselle in cui compare il valore 1, si ottiene una espressione semplificata, costituita dall OR dei termini corrispondenti a ciascun gruppo. Riprendendo l esempio della funzione Z, si possono individuare i gruppi segnati in figura:
3 Con questi raggruppamenti si ottiene, immediatamente, l espressione semplificata di Z: Nell esempio si può osservare che si sono considerate adiacenti anche le caselle estreme delle righe o delle colonne. Si osserva che si possono individuare diversi raggruppamenti che coprono tutte le caselle in cui Z vale 1, ciascuno dei quali porta a diverse espressioni di Z equivalenti (più o meno semplificate). SINTESI DI UN ENCODER Si ricorda che il funzionamento di un encoder è basato sull ipotesi che, in ogni istante, una e una sola delle variabili di ingresso abbia il valore 1. Si consideri un telecomando di un cancello con 4 pulsanti quindi con 4 ingressi e due uscite: Le due funzioni d uscita Y0 ed Y1 sono, dunque, parzialmente definite perché le combinazioni di valori delle variabili d ingresso diverse da quelle in cui vi è un solo valore uguale ad 1 non si possono presentare mai (la rete logica a monte sarà tale da produrre valori di Xi che soddisfano questa ipotesi). Delle 16 righe della tabella di verità sono significative solo le 4 nelle quali Y0 ed Y1 sono definite:
4 La corrispondente mappa di Karnaugh per la funzione Y0 è: Sfruttando le condizioni di indifferenza presenti in questa mappa, si possono disegnare i due raggruppamenti da 8 caselle indicati in figura: E ottenere l espressione semplificata: Y0 = X1 + X3 Analogamente si può ottenere: Y1 = X2 + X3 Ora possiamo vedere un telecomando con 6 ingressi e 3 uscite: Procediamo a fare la tabella della verità:
5 A B C D E F Y0 Y1 Y2=Ci X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X In questa tabella sono rappresentate tutte le possibili combinazioni, nel nostro caso non servono tutte. Quindi selezioniamo 6 combinazioni a caso, noi abbiamo scelto quelle più evidenti: Una volta svolta la tabella possiamo iniziare a costruire le mappe K.
6 Costruiamo le mappe K, 4 mappe per ogni uscita cioè 4 X 3 mappe: F0 0 0 X 0 X X X X X X X X X X X X X X 1 0 X X X X Y0 F X X X 0 0 X X X X 0 1 X X X X X X X X X X X X 1 0 X X X X F0 0 0 X X X X X X X X X X X X X X X X 1 0 X X X X Y1 F X X X 0 0 X X X X 0 1 X X X X X X X X X X X X 1 0 X X X X
7 F0 0 0 X 1 X X X X X X X X X X X X X X 1 0 X X X X Y2=Ci X X X 0 0 X X X X 0 1 X X X X X X X X X X X X 1 0 X X X X Dopo aver fatto tutti i gruppi possibili possiamo trovare la funzione canonica: Y2=Ci= (D+E)(A+F)(E) Y1= DE+E Y0= (B+E)(A+F)(E) Ora possiamo creare lo schema elettrico:
8 Ora possiamo vedere come funzionano i sommatori binari (HALF ADDER, FULL ADDER) L'HALF ADDER, è un componente elettronico digitale che esegue la somma di due bit A e B e la presenta sull'uscita S; inoltre viene calcolato anche il riporto C, senza tener conto però di un riporto precedente. La somma binaria di due bit si calcola allo stesso modo della somma di due numeri decimali, per cui il riporto è generato se e solo se i due addendi sono pari a 1. L'insieme di due HALF ADDER e una porta logica OR, opportunamente collegati, restituisce un FULL ADDER. HALF ADDER Tabella di verità della somma di due numeri a e b ad 1 bit: Come si nota, il risultato di a+b si ottiene con lo XOR di a e b, mentre il resto (carry) con l'and: a+b = a XOR b carry = a AND b Il circuito logico è presentato nella seguente figura (input in blu e output in rosso): Tabella di verità della somma di due numeri a e b ad 1 bit: FULL ADDER Dato che in una CPU abbiamo bisogno di addizionare numeri composti da più bit, è necessario considerare una variante del precedente metodo, che consenta di sommare più bit tenendo conto del riporto della somma precedente. Prendiamo ad esempio la seguente somma: Abbiamo quindi bisogno di un addizionatore a 3 bit, detto "full adder".
9 La tabella seguente illustra i possibili stati degli input a b c e degli output somma e carry. Possiamo scomporre la somma in due semisomme, ovvero sommando a e b ed il risultato con c. Se una delle somme o entrambe hanno prodotto un riporto, allora il carry verrà settato a 1. Il circuito equivalente è mostrato nella seguente figura: Possiamo ora mettere in cascata più full-adder collegando l'uscita di carry ad una delle entrate per formare un addizionatore a più bit:
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