Corso E Docente: Siniscalchi. Algebra di Boole
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- Vito Genovese
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1 Corso E Docente: Siniscalchi Algebra di Boole I circuiti logici sono componenti hardware che manipolano informazione binaria. I circuiti di base sono detti PORTE LOGICHE (logical gate). Allo scopo di descrivere i comportamenti dei circuiti digitali si può usare una algebra (notazione matematica) che specifica l operazione di ogni gate e permette di analizzare e sintetizzare (disegnare) il circuito. 1
2 Algebra di Boole L algebra che useremo è dovuta a Boole ed è detta ALGEBRA BOOLEANA. Le variabili di questa algebra sono binarie, possono assumere solo due valori (0,1). Le variabili si indicano con le lettere A,B,C,X,Y,W,Z. Le operazioni base sono AND ( ), OR ( + ),NOT ( ) Possiamo definire questi operatori tramite la tabella di verità 2
3 Algebra di Boole La Tabella di Verità AND,OR NOT. permette di definire gli operatori 3
4 Algebra di Boole Altra interpretazione che possiamo dare è quella dei CIRCUITI ELETTRONICI. Questi sistemi sono caratterizzati da grandezze fisiche (segnali) che assumono due gamme distinte di livelli logici H (alto) L (basso) ai quali è spontaneo far corrispondere i valori 0 e 1 detti stati logici la corrispondenza può essere secondo la logica positiva o secondo quella negativa. 4
5 Algebra di Boole Sono stati individuati e costruiti circuiti elettronici che realizzano le operazioni elementari, questi sono detti PORTE LOGICHE Le porte logiche sono circuiti che operano su più segnali di ingresso e producono un segnale di uscita. Rispondono a due valori di range di tensioni che associamo ai valori logico 0 e 1. Le porte logiche che rappresentano le operazioni AND OR e NOT sono di seguito riportate. 5
6 Algebra di Boole Porte Logiche Transizione 6
7 Algebra di Boole Funzioni booleane Le funzioni booleane sono quelle funzioni di variabile booleana che possono assumere soltanto i valori vero e falso (1,0). Esempio: F = X + YZ Possiamo rappresentare la funzione usando la tabella di verità. 7
8 Algebra di Boole Funzioni booleane Il circuito logico corrispondente è 8
9 Algebra di Boole Identità di base TEOREMI Duali 9
10 Algebra di Boole Identità di base Il principio di dualità afferma che data una eguaglianza se ne ottiene un altra sostituendo l operatore AND con l operatore OR, 1 con 0 e viceversa. Le relazioni 1 e 2 sono duali. I teoremi di DeMorgan sono molto importanti per ottenere il complemento di una espressione. 10
11 Algebra di Boole Teorema di DeMorgan Dimostrazione del Teorema di DeMorgan tramite tabella di Verità. 11
12 Algebra di Boole Il vantaggio dell algebra di Boole sta nel fatto di permettere la semplificazione dei circuiti digitali. F = XYZ + XYZ + XZ POSSIAMO SEMPLIFICARE LA FUNZIONE F = XYZ + XYZ + XZ = XY(Z + Z) + = XY 1+ XZ XZ (IDENTITA' 14) ( " 7) = XY + XZ ( " 2) 12
13 Algebra di Boole Le due funzioni sono equivalenti. Hanno la stessa tabella di verità ma la seconda funzione è realizzabile con un circuito più semplice. 13
14 Algebra di Boole 14
15 Algebra di Boole Il complemento di una funzione si ottiene applicando la seguente formula: F (a, b,c,..., +, ) = F(a, b, c,...,, + ) 15
16 Algebra di Boole consensus theorem Il teorema del consensus permette di semplificare una espressione Booleana: XY + XZ + YZ = XY + XZ Come si vede salta il terzo termine,yz, questo è ridondante e può essere eliminato. Si noti che Y e Z sono associati a X e X. Nei primi due termini e appaiono insieme nel termine che è eliminato. 16
17 17 consensus theorem Algebra di Boole Dimostrazione: Z). Y)(X (X Z) Z)(Y Y)(X (X DUALE : XZ. XY ) (1 X Z) XY(1 XYZ X XYZ XY XYZ XYZ X XY X) YZ(X XZ XY XZ XY YZ XZ XY + + = = = = = = + = + + Y Z Z Z
18 Analisi di reti Combinatorie Una rete combinatoria è una rete logica con n ingressi m uscite. Le uscite sono funzione degli ingressi, ma non del tempo: cambiano gli ingressi ed immediatamente cambiano le uscite (ovviamente è un modello). In un circuito logico le porte logiche viste sono combinate tra loro formando un circuito combinatorio. Le variabili sono combinate tramite le operazioni logiche. 18
19 Forme canoniche Abbiamo visto che è possibile esprimere le funzioni booleane tramite la sua espressione analitica oppure tramite la tabella di verità. Le funzioni booleane possono essere scritte in vari modi ma vi sono delle espressioni che vengono considerate standard. Per far ciò definiamo i mintermini e i maxtermini 19
20 Algebra di Boole Considerando una riga della tabella di verità si definisce mintermine il prodotto delle variabili booleane relative a tal riga prese in forma diretta o complementata a seconda se assumono valore 1 o 0. Si definisca maxtermine la somma delle variabili booleane prese in forma diretta o negata a seconda se assumono valore 0 o 1. Con n variabili abbiamo n 2 mintermini e maxtermini 20
21 Forme Standard Il pedice j del mintermine è dato dal equivalente decimale del numero binario che si ottiene dando valore 1 alla variabile in forma diretta, 0 per quella complementata. Per il maxtermine 1 per complemetata, 0 per diretta. 21
22 Forme Standard SOMMA DI PRODOTTI Possiamo ottenere la forma analitica di una funzione a partire dalla tabella di verità nel seguente modo: 1. Si individuano le righe per cui F ha valore 1; 2. Si scrivono tanti prodotti quante sono le righe individuate 3. Ogni prodotto è il mintermine relativo alla riga 4. Si sommano i prodotti. 22
23 Forme Standard SOMMA DI PRODOTTI a 0 b 0 F F = ab + ab
24 Forme Standard PRODOTTO DI SOMME Possiamo ottenere la forma analitica di una funzione a partire dalla tabella di verità nel seguente modo: 1. Si individuano le righe per cui F ha valore 0; 2. Si scrivono tante somme quante sono le righe individuate 3. Ogni somma è il maxtermine relativo alla riga 4. Si effettua il prodotto delle somme. 24
25 Forme Standard Il vantaggio delle forme standar è quello di permettere la realizzazione delle funzioni con circuiti a due livelli: AND-OR oppure OR-AND 25
26 Mappe di KARNAUGH Una funzione booleana può essere rappresentata, oltre che con la tabella di verità, con le mappe di KARNOUGH. Questa mappa è costituita da quadrati chiamati celle. Due lati del quadrato sono contrassegnati dai valori delle variabili. Le colonne e le righe presentano un ordine ciclico in modo che due celle adiacenti differiscano tra loro solo per il valore di un letterale. 26
27 K-Mappe Le celle corrispondono ai mintermini di una funzione ad n variabili. Tutta la mappa meno la cella i corrisponde al maxtermine i. Queste mappe sono utili per rappresentare le funzioni in forma standard, se si usano i mintermini si devono considerare le celle contenenti 1, se si usano i maxtermini quelle contenenti 0. Queste mappe sono molto utili per la semplificazione di una funzione. 27
28 Mappe di KARNAUGH Mappa per Due Variabili Rappresentazione di funzioni nella MAPPA 28
29 Mappa per Tre Variabili Mappe di KARNAUGH La mappa a tre variabili è lo sviluppo nel piano di un cilindro. Le celle 0-2, 4-6 sono adiacenti. 29
30 Mappa per Quattro Variabili Mappe di KARNAUGH La mappa a quattro variabili è lo sviluppo nel piano di un toroide. 30
31 K-Mappe Le K-mappe permettono la semplificazione delle funzioni booleane. Supponiamo di avere la funzione espressa come somma di mintermini : F= (4,5,6,12,13) Nella K-mappa la rappresentazione si ottiene mettendo 1 nella cella corrispondente al mintermine. a b 00 c d
32 K-Mappe I mintermini 4 e 5 sono adiacenti, risulta che: a bcd + abcd = abc Lo stesso per 12 e 13: ab cd + abcd = abc Abbiamo trasformato la somma di due prodotti di 4 variabili in un prodotto di di 3 variabili, è saltato un letterale. Queste coppie di caselle adiacenti in cui si trova 1 costituiscono un accoppiamento a due a b 00 c d
33 K-Mappe Questi due accoppiamenti sono contigui sommandoli salta un altro letterale: accoppiamento a quattro c d a bc + abc = bc a b F = bc + abcd 10 33
34 K-Mappe E possibile generare accoppiamenti a 2,4,., 2 i In un accoppiamento 2 si perdono i letterali. La ricerca deve partire dagli accoppiamenti più grandi si perde un maggior numero di letterali. In una tabella a 4 variabili gli accoppiamenti che si possono trovare sono a 2,4,8,16. i 34
35 K-Mappe Prodotto di Somme ESERCIZIO: Semplificare le seguenti funzioni: F= (0,1,2,4,5,6,8,9,12,13,14); 35
36 K-Mappe Somma di prodotti Se vogliamo scrivere la funzione come prodotto di somme, usando i maxtermini. Dobbiamo considerare le caselle conteneti 0, quindi accoppiare queste caselle, ottenendo la F Complementando otteniamo la F come prodotto di somme. 36
37 K-Mappe Somma di prodotti Supponiamo di avere la seguente funzione: F(A, B,C, D) = (0,1,2,5,8,9,10) Rappresentiamola tramite la mappa di Karnaugh: 37
38 K-Mappe Somma di prodotti Se si desidera esprimere la funzione come somma di prodotti, si devono considerare le celle contenenti 0 trovare gli accoppiamenti, ottenendo così la F Utilizzando la formula F = AB + CD + BD F (a, b,c,..., +, ) = F(a, b, c,...,, + ) Si ottiene F = (A + B)(C + D)(B + D) 38
39 Primi Implicati Un prodotto di termini implica una funzione quando per ogni combinazione delle variabili del termine per cui esso assume valore 1 anche la funzione f assume valore 1. Si dice Primo Implicante ( P ) della funzione f un prodotto di termini che implica f e tale che eliminando un qualunque letterale il prodotto rimanente non implica più f. Se un mintermine di una funzione è incluso solo in un primo implicante quest ultimo si dice primo implicante essenziale. 39
40 Primi Implicati Si noti che gli accoppiamenti costituiscono primi implicanti purché non siano completamente interni ad accoppiamenti di ordine superiore. AD AB BD 40
41 Primi Implicati PRIMI IMPLICANTIESSENZIALI SONO: AD BD LA FUNZIONEF PUO' ESSERE SCRITTACOMESOMMA DEI PRIMI IMPLICANTIESSENZIALI : F = AD + BD AB NON E' UN PRIMO IMPLICANTE ESSENZIALEPERCHE' NON CONTIENE MINTERMINI COPERTI ESCLUSIVAMENTE DA ESSO. 41
42 Primi Implicati ESERCIZIO Determinare i primi implicanti della funzione F= (0,1,2,4,5,10,11,13,15). Dire quali sono Essenziali. 42
43 Don t Care Condictions FUNZIONI NON COMPLETAMENTE SPECIFICATE Vi possono essere delle funzioni non completamente specificate Funzioni in cui, in corrispondenza a certi valori di ingresso, non si vuole un fissato valore di uscita, ovvero qualunque valore dell uscita è accettabile. Nella mappa si indicano con d (don t care) oppure X oppure. In fase di semplificazione di una funzione ad essi si può assegnare valore 1 oppure 0 a seconda se permettono di ottenere accoppiamenti più grandi e quindi maggiori semplificazioni. 43
44 Don t Care Condictions FUNZIONI NON COMPLETAMENTE SPECIFICATE Esempio: 44
45 NAND e NOR Gates Possiamo esprimere una funzione Booleana tramite i gate AND, OR e NOT. Vi sono però altri gate di particolare interesse e che da soli permettono di rappresentare la funzione come somma di prodotti (NAND) oppure come prodotto di somme (NOR). 45
46 Gates 46
47 NAND Il gate NAND ( / ) è detto universale perché perché ogni circuito digitale può essere implementato con i soli NAND. Una funzione espressa come somma di prodotti può essere rappresentata mediante dei NAND sostituendo a titti gli AND e OR dei NAND, e negando le variabili che compaiono da sole come addendi. Supponiamo di avere la seguente funzione somma di prodotti: F=AB+CD Il circuito logico che la realizza usando AND e OR: 47
48 Gate NAND Applicando DeMorgan alla funzione F si ottiene: Il NAND ( / ) è il NOT di un AND quindi possiamo scrivere Il circuito con i soli gate NAND è: F = (A/B)/(C/D) F = AB CD 48
49 NOR GATE Il gate NOR ( ) è detto universale perché perché ogni circuito digitale può essere implementato con i soli NOR. Una funzione espressa come prodotto di somme può essere rappresentata mediante dei NOR sostituendo a tutti gli AND e OR dei NOR, e negando le variabili che compaiono da sole come fattori. 49
50 Exclusive-OR GATE (XOR, ) L Or Esclusivo il cui simbolo è è l operazione logica che implementa la funzione X Y = XY + XY La funzione è vera se le variabili non sono contemporaneamente vere(1) o contemporaneamente False (0). L exclusive-nor è il complemento del XOR: X Y = XY + XY 50
51 Odd Function Funzione dispari L OXR di tre o più variabili ha valore 1 solo se le variabili che assumono valore 1 sono in numero dispari, per tal motivo è detta funzione dispari Considerando i mintermini che hanno un numero dispari di variabili in forma diretta, si vede che nelle K-mappe essi non sono adiacenti e differiscono al più per due letterali. Si dice che hanno distanza due l un dall altro. L funzione pari è il complemento della dispari. 51
52 Odd Function 52
53 Odd Function 53
54 Parity generation e Checking Il circuito che permette l aggiunta del bit di parità prende il nome di parity generetor. Il circuito che ne permette il controllo e il parity checher.usando la parità pari, avremo un errore se il parity checker da in uscita uno (perché un XOR di più variabili è 1 se il numero di bit 1 è dispari). I circuiti sono: 54
55 Circuiti Integrati I circuiti digitali sono costruiti come circuiti integrati (IC) scristalli di semiconduttori al silicio, detti informalmente chip, contenenti i componenti elettronici per i gate digitali. I gate sono interconnessi sul chip per formare il circuito integrato. A seconda del numero di gate che possono essere messi su un chip variano da pochi a migliaia di milioni. 55
56 Corso E Docente: Siniscalchi Circuiti Integrati A seconda del numero parleremo di: Small-scale integrated (SSI): diversi gate; Medium-scale integrated (MSI): ; Large-scale integrated (LSI) : da 100 a poche migliaia; Very large-scale integrated (VLSI): da parecchie migliaia a 100 milioni. 56
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