La gestione dei rifiuti sanitari
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- Umberto Ferro
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1 I RIFIUTI SANITARI (NORMATIVA DI RIFERIMENTO E MODALITA DI APPLICAZIONE) Legnago Ottobre-Novembre 2014 La gestione dei rifiuti sanitari Dott.ssa Giuliana Bonizzato Direzione Medica Ospedaliera
2 il cambiamento PRIMA ORA ESSENZIALMENTE SMALTIMENTO DEL RIFIUTO GESTIONE DEL RIFIUTO Grande interesse pubblico FINALIZZATA alla salvaguardia della salute pubblica, della sicurezza e della tutela dell ambiente.
3 GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI - cosa sono i rifiuti sanitari - cosa si intende per gestione dei rifiuti sanitari - gli adempimenti normativi - ruoli e responsabilità - quali sono gli obiettivi
4 Principali normative di riferimento D.Lgs. 152/2006 Norme in materia ambientale - Parte IV Rifiuti e bonifica siti contaminati (come modificato dal D.Lgs. n.4/2008) D.P.R. n. 254/2003 Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell'art. 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179 (abroga decreto ministero dell Ambiente n. 219/2000, art 45 del D.Lgs n. 22/1997 ) D.Lgs n. 151 /2005 : attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/Ce e 2003/, 108/Ce, relative alla riduzione dell uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti. D.Lgs n. 22/1997: recante attuazione delle direttive, 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio e s.m.i
5 Rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l obbligo di disfarsi Rifiuto sanitario: rifiuto prodotto da strutture pubbliche e private che svolgono attività medica e veterinaria, di prevenzione, di diagnosi,di cura, di riabilitazione e di ricerca Produttore: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti (produttore iniziale) Detentore: il produttore dei rifiuti o il soggetto che li detiene (persona fisica o giuridica) Luogo di produzione dei rifiuti: uno o più edifici o stabilimenti, o siti infrastrutturali collegati tra loro all interno di un area delimitata in cui si svolgono le attività di produzione dalle quali originano i rifiuti.
6 I rifiuti sono classificati origine - Rifiuti urbani - Rifiuti speciali pericolosità - Rifiuti pericolosi - Rifiuti non pericolosi La corretta classificazione dei rifiuti è responsabilità del produttore degli stessi.
7 I rifiuti sono classificati secondo la pericolosità Rifiuti identificati come contenenti sostanze pericolose o potenzialmente contaminati da sostanze pericolose -Tipo di sostanza -Quantità di sostanza (schede di sicurezza del prodotto, certificazioni del produttore delle sostanze o preparati /miscele che hanno originato il rifiuto, analisi di laboratorio )
8 I rifiuti sono classificati secondo l origine Rifiuti urbani - I rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione - I rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi di cui alla lett. a) assimilati ai Rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'art.189 comma 2 lett. g) del D. Lgs 152/06; - I rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; - I rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o nelle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua; - I rifiuti vegetali da aree verdi....ecc. La raccolta e lo smaltimento spetta al Servizio pubblico di raccolta. Rifiuti speciali - rifiuti da attività agricole e agroindustriali; - i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, - nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo,fermo restante quanto disposto dall art. 186; - rifiuti da lavorazioni industriali; - rifiuti da lavorazioni artigianali; - rifiuti da attività commerciali; - i rifiuti derivanti da attività di servizio; -rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti,i fanghi dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque - i rifiuti derivanti da attività sanitarie; -i macchinari e le apparecchiature deteriorati e obsoleti; -i veicoli a motore rimorchi e simili fuori uso e loro parti;
9 Assimilati agli urbani Non pericolosi Pericolosi non a rischio infettivo Rifiuti soggetti a particolari forme di gestione Le cui caratteristiche qualitative e quantitative sono simili agli urbani, discarica per non pericolosi Non assimilabili agli urbani e privi di carat. di pericolosità, es. siringhe non utilizzate, non registrazione, conferiti a terzi autorizzati Caratteristiche di pericolosità diverse dal rischio infettivo es. irritante corrosivo ), registrati, conferiti a terzi autorizzati Farmaci scaduti ed inutilizzabili, medicinali citotossici e citostatici (incenerimento) - sostanze stupefacenti ( incenerimento), - organi e parti anatomiche non riconoscibili (pericolosi r. infettivo) Pericolosi a rischio infettivo Tali in quanto a contatto con agenti biologici. Alla movimentazione interna, deposito temporaneo, destinazione finale
10 L O.M.S. DEFINISCE INFETTI SOLO QUEI RIFIUTI CHE CONTENGONO AGENTI PATOGENI IN QUANTITA O CONCENTRAZIONE TALI CHE L ESPOSIZIONE AD ESSI POTREBBE PROVOCARE UNA MALATTIA SOLTANTO UN RIFIUTO CAPACE DI PRODURRE UNA MALATTIA INFETTIVA DOVREBBE ESSERE CONSIDERATO INFETTO TROPPO SPESSO SI CONSIDERANO INFETTI TUTTI I RIFIUTI SANITARI IL RISCHIO INFETTIVO INTRINSECO E BASSO MENTRE LA MANIPOLAZIONE SCORRETTA DEI RIFIUTI SANITARI CHE CONTENGONO AGENTI INFETTANTI E LA VERA CAUSA DI DIFFUSIONE DEI MICRORGANISMI TRA TUTTE LE TIPOLOGIE DI RIFIUTO, I TAGLIENTI SONO QUELLI CHE ABBISOGNANO DI MAGGIORI PRECAUZIONI
11 Gestione dei rifiuti sanitari Definizione : la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni DPR 254/2003 Art 1 comma 4: le strutture sanitarie devono provvedere alla gestione dei rifiuti prodotti secondo criteri di sicurezza, nel rispetto dei principi stabiliti dal decreto legislativo n. 22/1997 e s.m.i., e dal presente regolamento. Le strutture sanitarie pubbliche devono altresì provvedere alla gestione dei rifiuti prodotti secondo criteri di economicità
12 Gestione dei rifiuti sanitari La gestione di un rifiuto può essere intesa come una serie di operazioni, operazioni, fra di loro coordinate e consequenziali, volte alla tutela ambientale e al rispetto delle normative tecniche e legislative vigenti
13 FASI (1) 1 ) Produzione del rifiuto A ) NELL UNIT UNITÀ OPERATIVA 2) identificazione del rifiuto ( CODICE CER : codice numerico composto da sei numeri utilizzato per l identificazione dei rifiuti, identifica la fonte da cui origina il rifiuto e processo produttivo, rifiuti pericolosi hanno in aggiunta un asterisco ) 3) identificazione del contenitore adeguato e confezionamento - consente una corretta separazione e gestione dei rifiuti, - funzionali al rifiuto stesso, al deposito e al trasporto ( es. per i taglienti primo imballaggio è rigido), - primo imballaggio a perdere, secondo rigido anche recuperabile 4) area di raccolta interna
14 FASI (2) B) MOVIMENTAZIONE / CONFERIMENTO 4) ritiro dei rifiuti dalle UO e movimentazione interna 5) deposito temporaneo (esterno) - Rispettare precise condizioni di quantità, qualità, sicurezza, e - periodicità di allontanamento (mai più di un anno ) - rifiuti sanitari a rischio infettivo : 5 giorni dal momento della chiusura del contenitore; detto termine è esteso a 30 giorni solo per quantitativi inferiori a 200 litri nel rispetto dei requisiti di igiene e sicurezza e sotto la responsabilità del produttore - effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche 6) conferimento a terzi Ditta autorizzata 7) destinazione finale (smaltimento /recupero)
15 DESTINAZIONE FINALE Smaltimento: operazioni, quali l incenerimento, la discarica, il deposito permanente, la biodegradazione, ecc. alle quali viene sottoposto il rifiuto, effettuate senza pericolo per la salute dell uomo e senza recare pregiudizio per l ambientel ambiente. rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo che non hanno subito trattamento di sterilizzazione rifiuti sanitari pericolosi a solo rischio infettivo possono essere smaltiti termodistruzione in impianti autorizzati Impianti di incenerimento dedicati impianti di incenerimento di rifiuti urbani e impianti di incenerimento di rifiuti speciali
16 DA INCENTIVARE RACCOLTA DIFFERENZIATA: la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, destinata al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero di materia prima. RICICLO: le operazioni di ripristino dell oggetto per lo stesso uso RIUTILIZZO: le operazioni di utilizzo dello stesso oggetto RECUPERO: le operazioni di riutilizzazione ( o ogni altra azione intesa ad ottenere materie prime secondarie, nonché all uso dei rifiuti come fonte di energia )
17 Macro processo che interessa trasversalmente tutta l organizzazione sanitaria complessità elevata : - varietà delle tipologie di rifiuto - diversità e complessità della composizione dei rifiuti che richiedono attenzioni e gestioni diverse a seconda della tipologia del rifiuto stesso - rischio potenziale che la loro manipolazione può implicare - aspetti igienico-sanitari e di sicurezza - molteplicità degli attori, sia a livello locale che istituzionale, che esterni - molteplicità degli obblighi e degli adempimenti da ottemperare - Complessità della normativa da applicare inderogabilmente
18 Macro processo che interessa trasversalmente tutta l organizzazione sanitaria 1) igienico-sanitarie 2) organizzative 3) economiche con implicazioni :
19 Azienda sanitaria responsabilità produttore detentore Operatore aziendale Tutti i soggetti coinvolti nelle attività del processo ( cernita, raccolta, trasporto e smaltimento ) sono responsabili ciascuno per le proprie competenze e compiti assegnati ruoli Operatori ditte
20 FASE Produzione, identificazione rifiuto ed idoneo contenitore Confezionamento, area raccolta in UO RESPONSABILITA Produttore, operatore sanitario, degenti, visitatori Operatori interessati secondo procedure aziendali A D O T T A R E Trasporto interno Raccolta al deposito temporaneo, conferimento, smaltimento/recupero registrazioni Operatori interessati Operatori interessati o personale ditta Personale ditta P R O C E D U R E
21 FASE In Unità Operativa INDICAZIONI -Identificare i rifiuti - confezionare i rifiuti secondo la loro tipologia nei contenitori idonei -Compilazione dati sull etichetta -Chiudere ermeticamente i contenitori -Indossare i DPI Trasporto interno al deposito -Effettuato da personale autorizzato -Assicurarsi che Etichette compilate - assicurarsi che i contenitori siano chiusi -Utilizzare pti presa se presenti -Usare DPI adatti - utilizzare carrelli idonei - trasportare i rifiuti con la max precauzione
22 COMPITI DEL PRODUTTORE /DETENTORE gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi 1) Organizzare e sovrintendere tutte le attività relative alla gestione dei rifiuti speciali nel rispetto della normativa vigente 2) Provvedere alla corretta identificazione e gestione dei rifiuti speciali prodotti; 3) Predispone il MUD* (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale),(solo per produttori di rifiuti speciali pericolosi) (*) Comunicazione annuale (al Catasto Nazionale Rifiuti) delle quantità e caratteristiche qualitative dei rifiuti prodotti
23 COMPITI DEL PRODUTTORE /DETENTORE 4) Provvede al corretto smaltimento dei rifiuti speciali (la compilazione dei formulari dei rifiuti ) 5 ) Provvede alla tenuta e compilazione del Registro di Carico e Scarico dei Rifiuti (solo per i produttori di rifiuti speciali pericolosi); 6) Curare e sovrintendere la tenuta del deposito temporaneo. 7) Informare / formare gli operatori interessati sulle corrette procedure da adottare; 8) Vigilare sulla corretta gestione dei rifiuti speciali secondo disposizioni normative e procedure interne
24 REGISTRAZIONI 1) FORMULARIO DI ACCOMPAGNAMENTO 2) REGISTRO DI CARICO-SCARICO 3) MODELLO UNICO DI DICHIARAZIONE AMBIENTALE
25 Formulario di Identificazione Rifiuto (F.I.R.): D.Lgs 152/2006, DM ambiente 145/1998 -Documento che accompagna il trasporto del rifiuto dalla struttura sanitaria in cui è stato prodotto all impianto di smaltimento /recupero. - riporta i dati relativi: al produttore/detentore del rifiuto, al rifiuto (origine, tipologia, e quantità), al trasportatore e al destinatario. -Obbligatorio per tutti i rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi. Conservato per 5 anni. - Vidimato dalle Camere di Commercio, deve essere redatto in quattro esemplari, compilato, datato e firmato dal detentore dei rifiuti, e controfirmato dal trasportatore. Una copia del formulario (prima copia) deve rimanere presso la Struttura che ha prodotto il rifiuto mentre le altre tre seguono il rifiuto durante il trasporto. La quarta, a destinazione avvenuta, ritorna in sede di produzione entro tre mesi dal conferimento del rifiuto - La responsabilità circa la corretta individuazione del rifiuto e della presenza dei dati sul formulario restano a carico del produttore/detentore del rifiuto speciale. Verifica della completa compilazione
26 Figure coinvolte: -Produttore -Destinatario -trasportatore Dati del rifiuto firme Mezzo di trasporto destinatario
27 REGISTRO DI CARICO SCARICO D.Lgs 152/2006, DM Ambientale 148/1998 Riporta i flussi di produzione dei rifiuti (carico) e di allontanamento dalla struttura (scarico), nel rispetto dei tempi indicati dalla normativa Registrazioni di scarico = registrazione del formulario Produzione del rifiuto = carico Carico scarico = 0
28 REGISTRO DI CARICO SCARICO D.Lgs 152/2006, DM Ambientale 148/1998 Vidimato dalla Camera di Commercio competente per territorio. Obbligatorio per i pericolosi e i fanghi di trattamento delle acque reflue. Conservato per 5 anni. essere integrato con i formulari relativi al trasporto di rifiuti recare l indicazione della quantità di rifiuti prodotti all interno dell unità locale o presi in carico in Kg o litri o metri cubi Deve essere tenuto presso ciascun impianto di produzione. il carico del rifiuto deve avvenire entro 10 giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto. Lo scarico entro 10 giorni lavorativi da quando il rifiuto è stato prelevato dal trasportatore (data del formulario). I rifiuti infettivi devono essere registrati obbligatoriamente entro 5 giorni
29 Modello Unico di Dichiarazione Ambientale Documento che descrive i flussi qualitativi e quantitativi dei rifiuti prodotti in un anno solare: ogni anno le Imprese e gli Enti che producono rifiuti pericolosi derivanti da attività di servizio, debbano comunicare alle alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura competente per territorio. Obbligatorio per i rifiuti speciali pericolosi Conservato per 5 anni. Presentato entro il 30 aprile di ogni anno, il MUD 2013 e stato relativo alla movimentazione dei rifiuti effettuata nel 2012
30 LA GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI PUÒ ESSERE INFLUENZATA DA : crescente impiego di materiali monouso, giustificato dalla necessità di assicurare livelli elevati di sicurezza per l utente e il personale sanitario (Townend, 2005; Müller, 1992); Forte incremento delle attività diagnostiche e terapeutiche Alta intensità tecnologica, ed elevata produzione di materiali di scarto
31 LA GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI PUÒ ESSERE INFLUENZATA DA : separazione dei rifiuti pericolosi da quelli assimilati agli urbani (Tudor, 2007; Blenkharn, 2006; Monastero, 2004); al riguardo, si segnala che una parte dei rifiuti assimilati agli urbani viene normalmente smaltita con i rifiuti a rischio infettivo con conseguenze economiche anche rilevanti (Blenkharn, 2006; Mühlich, 2003). numero di posti letto e livello di specializzazione della struttura sanitaria : le strutture con un maggiore numero di posti letto e con un alto livello di specializzazione sono quelle che presentano una produzione di rifiuti proporzionalmente superiore (Milone, 2008). (Atti del convegno a Castelfranco Veneto 22 maggio 2012 )
32 GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI: OBBIETTIVI (1) 1) Migliorare l applicazione della normativa 2) Garantire una corretta gestione, efficace ed efficiente 3) Sensibilizzare e responsabilizzare gli attori coinvolti 4) Uniformare i comportamenti 5) Tutelare la sicurezza e la salute degli operatori; 6) Ridurre i costi COME?
33 GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI: OBBIETTIVI (2) 1. ridurre la quantità prodotta dei rifiuti sanitari ( di ogni tipologia, spt per i rifiuti pericolosi a favore di una più oculata differenziazione della frazione assimilabile agli urbani) 2. gestione finalizzata a diminuirne la pericolosita : ridurre il rischio per gli operatori (attenzione alla manipolazione, corretto uso DPI) 3. ottimizzare la gestione stessa di ogni fase (differenziare e separare i rifiuti, utilizzare i contenitori idonei, individuare le zone di raccolta interne ed i relativi percorsi più idonei, smistare le diverse tipologie di rifiuto nella zona identificata come deposito, )
34 GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI: OBBIETTIVI (2) 4.. formazione del personale per accrescerne la competenza e la consapevolezza 5. la diminuzione dei costi sostenuti per lo smaltimento dei rifiuti (migliore differenziazione del rifiuto alla nascita, diverse strategie : raccolta differenziata, capitolati di appalto ) 6. favorire il reimpiego, il riciclaggio e il recupero ( - ottimizzazione dei prodotti di approvvigionamento es. di reagenti, farmaci, delle derrate alimentari, - preferire prodotti a minor contenuto di sostanze pericolose)
35 l abbandono di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido e/o liquido in ambienti non idonei; la miscelazione di categorie diverse di rifiuti pericolosi; lo smaltimento di rifiuti speciali (pericolosi e non pericolosi), nei cassonetti adibiti alla raccolta dei rifiuti assimilati agli urbani. l abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo, l immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali e sotterranee; è vietato riversare rifiuti liquidi negli scarichi fognari;. GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI: DIVIETI
36 In Azienda n. posti letto totali 507 n. ricoveri ordinari n. ricoveri di day hospital n. accessi al Pronto Soccorso n. Prestazioni ambulatoriali per esterni n. prestazioni ambulatoriali complesse (PAC) Dati confermati al Personale di ruolo sanitario Personale di ruolo tecnico 291 Personale di ruoloamministrativo 216 Totale dipendenti Produzione media mensile smaltita come rifiuto a rischio infettivo: -Legnago : Kg Zevio : 500 Kg - Bovolone : Kg Nogara : 200 Kg
37 Sterilizzazione dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo Il processo di sterilizzazione permette: 1. di abbattere la carica microbica; 2. la triturazione e l'essiccamento ai fini della non riconoscibilità e maggiore efficacia del trattamento; 3. diminuzione di volume e di peso dei rifiuti stessi. Possono essere sterilizzati unicamente i rifiuti sanitari pericolosi a solo rischio infettivo.
38 rso * lordo anno 2009 anno 2010 anno 2011 legnago bovolone zevio nogara cerea sert porto
39 medicinali scaduti legnago bovolon zevio nogara cerea sert porto anno anno anno anno 2009 anno 2010 anno 2011
40 antiblastici * legnago bovolone 0 anno 2009 anno 2010 anno 2011 legnago bovolone
41 e per concludere La gestione dei rifiuti sanitari è innegabilmente un sistema complesso, e credo che gli obbiettivi ipotizzati si possano raggiungere con l aumento delle competenze, la responsabilizzazione, il confronto e la cooperazione di tutti gli operatori coinvolti, partendo dalla nascita del rifiuto con la sua corretta identificazione e suddivisione come inizio di una catena che poi procede a cascata. grazie per l attenzionel
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