Regole di buona scrittura

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1 Regole di buona scrittura Fondamenti della scrittura Questo documento non è completo né esaustivo riguardo i temi trattati e non contiene delle regole definitive ma solo dei punti cardine da cui partire per solidificare le proprie basi sui principali punti cardine della scrittura. Gli argomenti riguardanti lo scrivere e le regole di buona scrittura possono essere affrontati e trattati più o meno approfonditamente e attraverso i più svariati argomenti. In questo documento saranno trattati alcuni temi senza andare troppo nel dettaglio e senza addentrarci in esempi se non quelli puramente essenziali. Curatore: Michael Rigamonti Documento realizzato per il gruppo: Salotto letterario Virtuale Sito internet: Gruppo Facebook: Tutto il materiale contenuto in questo testo è di proprietà intellettuale dei rispettivi autori e della comunità "Salotto Letterario Virtuale". Tutto il suo contenuto viene distribuito tramite licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia. Sono consentite copie cartacee di questo testo per esclusivo uso personale, ogni altro utilizzo al di fuori dell'uso strettamente personale è da considerarsi vietato e perseguibile a norma di legge. Per ulteriori informazioni

2 Introduzione Questo manuale non si vuol certo porre a testo sacro per gli scrittori in cerca dell'acqua della Vita; sarebbe impresa troppo ardua. Ci sono consigli però e tecniche che permettono di riuscire a mettere su carta le nostre emozioni per trasmetterle al lettore. Perché non ci si deve mai dimenticare che si scrive anche perché qualcuno ci legga. Non sempre ma il più delle volte sì. Volete quindi accompagnarmi nel cammino sulla strada dal buono scrittore? Seguitemi e statemi ben vicini, ci sono strade luminose e sentieri impervi e bui, ma prometto che non vi lascerò indietro Le basi Direi che non si potrebbe aprire una guida che parla della scrittura se non cominciando con la base di una buona scrittura: la punteggiatura. La punteggiatura è fondamentale nell'uso della parola scritta; è l'insieme di tutti quei simboli grafici detti anche segni d'interpunzione che servono per rendere e- spressivo il testo permettendoci di riprodurre in un testo gli elementi verbali caratteristici della comunicazione orale. Risulta quindi essenziale conoscere ed apprendere le regole e i meccanismi che disciplinano la lingua scritta per evitare il più possibile che quello che noi scriviamo possa essere interpretato in altri modi. Tratteremo questa differenza interpretativa più avanti, per ora limitiamoci ad assimilare l importanza cruciale di una scrittura il più possibile comunicativa e allo stesso tempo univoca. I principali elementi comunicativi sono la pausa, l'espressività e la sintassi. Nella lingua italiana i principali segni di punteggiatura per esprimere questi elementi comunicativi sono: il punto (. ) la virgola (, ) il punto e virgola ( ; ) i due punti ( : )

3 i puntini di sospensione ( ) il punto esclamativo (! ) il punto interrogativo (? ) gli apici (' ') le virgolette (" ") le virgolette basse o caporali () la barra ( / ) le parentesi ( { } [] () ) le lineette ( - ~ ) Addentrandosi ulteriormente nel mondo della punteggiatura la prima cosa da dire è che sicuramente esistono delle regole generali che vanno assolutamente rispettate all'interno della composizione di un buon testo perché è essenziale che si tenga uno standard interpretativo dei testi. Occorre inoltre aggiungere che l'utilizzo della punteggiatura al di fuori di queste regole base è molto soggettivo perché le regole che disciplinano l uniformità espositiva dei testi sono fra le norme grammaticali meno rigide in assoluto. Per questo motivo molti scrittori ed editori hanno elaborato, in modo più o meno esplicito e riconosciuto, anche una serie di principi validi per cercare di rendere uniformi la gran parte delle pubblicazioni. Andiamo a vedere meglio come usare i quattro segni, che di fatto costituiscono la base della punteggiatura, maggiormente diffusi e senza dubbio conosciuti da tutti: 1. il PUNTO indica una pausa lunga e viene utilizzato alla fine di frasi o di periodi. Dopo il punto si usa la lettera maiuscola e si va a capo se l'argomento è concluso. 2. la VIRGOLA indica una pausa breve e viene utilizzato per dare ordine e staccare le frasi. È sicuramente il più soggettivo tra tutti i segni di punteggiatura. 3. il PUNTO E VIRGOLA indica una pausa a metà tra il punto e la virgola e viene utilizzato per separare due frasi collegate senza una pausa decisa come il punto. dopo il punto e virgola non va la lettera maiuscola. 4. i DUE PUNTI hanno la funzione di introdurre elenchi, spiegazioni, discorso diretto, esempi ecc.

4 Vediamo più nel dettaglio questi elementi principali che non sono per niente scontati anche se la maggior parte delle persone capaci di leggere e scrivere può ritenere vero il contrario. I segni fondamentali PUNTO Il punto fermo, chiamato semplicemente anche punto, indica una pausa lunga e si usa per concludere una frase di senso compiuto o un periodo (cioè un insieme di frasi). Dopo il punto, si deve usare la maiuscola e, quando l'argomento è concluso, si va anche a capo e si inizia un nuovo paragrafo. Il punto va usato frequentemente (le frasi brevi sono più leggibili) senza però cadere nell'errore comune di frasi troppo sintetiche e schematiche a meno che non si voglia ricreare una situazione ad hoc. LA VIRGOLA La virgola è l'elemento che ci permette di fare una molteplicità di cose incredibili ed essenziali per poter tradurre in modo fedele la lingua da parlata a scritta perdendo il minor numero di espressività. Proprio per questo però, se usata a sproposito, può causare una lettura difficile se non addirittura irritante. Anzitutto bisogna ricordarsi la funzione della virgola che, oltre a servire da pausa tra una frase e l'altra, viene utilizzata per inserire una frase subordinata di spiegazione, di approfondimento o di congiunzione all interno di un'altra frase; questo senza dover ricorrere ai connettivi come "e", "ma", "che", "né", "o", "oppure" ecc. Proprio per questo l'uso della virgola è da escludere o comunque fortemente sconsigliato se non motivato da forti giustificazioni nei seguenti casi: prima degli elementi congiuntivi; tra il soggetto e il verbo; tra il verbo e il primo complemento oggetto. I questi ultimi due casi è assolutamente vietato utilizzarla in quanto taglierebbe la frase a metà. Prima degli elementi di congiunzione invece può essere messa a patto

5 che ne venga fatto un utilizzo giustificato nei casi concessi, sporadico o per usi poetici o di scelta di stile specifica. È comunque concesso l'uso della virgola in rarissimi casi prima della "e" di congiunzione e solo quando la proposizione secondaria è strettamente legata a quella primaria. Anche qui però ci sono eccezioni. PUNTO E VIRGOLA Il punto e virgola è uno degli elementi della punteggiatura più sottovalutati degli scrittori in erba e sta a indicare una pausa più marcata della virgola e meno lunga del punto. Serve principalmente per dividere due frasi fortemente collegate tra di loro che altrimenti, se divise dal punto, risulterebbero troppo slegate. Si utilizza quindi quando il concetto della frase è terminato, ma nel periodo successivo il tema generale viene ripreso ed ulteriormente analizzato in modo significativamente legato alle frase precedente, se quest'ultimo non è un concetto minore. Spiegato così, in linea puramente teorica, il punto e virgola è ancora un mistero. Imparare a padroneggiarlo non è semplice ma dobbiamo sempre ricordarci che esiste. Probabilmente il miglior modo per imparare ad utilizzarlo è semplicemente apprendere dai testi scritti che ne fanno uso. DUE PUNTI I due punti corrispondono ad una pausa intermedia tra la virgola e il punto fermo, equivalente di fatto alla pausa del punto e virgola, e hanno una funzione ben precisa: introducono il discorso diretto, un elenco, una spiegazione, un esempio o una citazione; sostituiscono le congiunzioni causali come perché, poiché e simili. Gli altri segni

6 Una volta visti i quattro segni principali possiamo andare ad analizzare in dettaglio tutti gli altri. Non tratteremo i segni banali come il punto di domanda e il punto esclamativo per i quali è sufficiente dire che servono rispettivamente per porre una domanda o introdurre un affermazione e vanno utilizzato nel numero di uno soltanto (uniche eccezioni a questa regola sono le sceneggiature ed i copioni, ma questo manuale non si volge in quella direzione). Altro elemento che sorvoleremo, più che altro perché utilizzato con poca frequenza e solitamente senza regole ben definite, è la barra. PUNTINI DI SOSPENSIONE Servono,come dice la definizione stessa, a sospendere una frase, lasciando capire che c'è una parte di significato sottinteso. I puntini devono essere per forza di cose nel numero esatto di tre, non se ne possono usare quattro o più come talvolta si vede in testi poco curati ne tantomeno due. Dopo i tre puntini, occorre lasciare uno spazio bianco per poi riprendere con il nuovo testo. Quando si utilizza il punto esclamativo o interrogativo, l'esclamazione o la domanda devono precedere i tre puntini. ESEMPIO: «D'avvero?...». I puntini di sospensione devono essere dosati con cautela perché il ridicolo è sempre in agguato. VIRGOLETTE Esistono tre tipi di virgolette: i caporali (virgolette basse o francesi), le virgolette alte doppie " " (doppi apici o virgolette inglesi) e le virgolette alte semplici ' ' (singoli apici). Nella tastiera sono a disposizione solo le ultime due e quindi sono di più frequente utilizzo. Un buon testo, correttamente formattato e che si presenta bene, richiede però l'utilizzo dei caporali come virgolette "normali", in uso quindi per delimitare il discorso diretto e le citazioni. Gli altri due tipi di apici, quelli alti, vengono solitamente utilizzati per le parole/frasi gergali o quando si deve inserire una citazione dentro l'altra.

7 ESEMPIO: Paola disse: «Mi piace quando vengo chiamata "tesoro" da Michele». Principali regole di utilizzo: Quando si utilizzano le virgolette di qualsiasi tipo esse siano non bisogna lasciare alcun tipo di spazio tra di esse e il loro contenuto; Se la punteggiatura appartiene al testo riportato tra le virgolette allora va riportato al suo interno. ESEMPIO 1: claudia disse «Hai fame?» ESEMPIO 2: claudia ha detto «Ho fame»? Nel primo caso viene riportata o citata una domanda che rappresenta un discorso diretto, mentre nel secondo qualcuno pone una domanda utilizzando la citazione detta da altri. LINEETTE Le lineette possono sembrare segni ortografici a primo acchito banali, ma si suddividono in una notevole molteplicità di tipi cui corrispondono altrettanti significati e u- tilizzi: Trattino - Segno meno, Lineetta cifra e Lineetta enne Lineetta emme Lineetta di citazione Lineetta ondulata ~ Analizziamole in dettaglio. Trattino È stato introdotto con i caratteri mobili di Johannes Gutenberg. Spesso viene sostituito in modo errato dal segno meno ma il suo utilizzo è importante perché serve per collegare. Deve essere utilizzato per la sillabazione (quando ad esempio si va a capo in un testo) e la composizione delle parole. ESEMPIO: teorico-pratico

8 Segno meno È l'operatore matematico che rappresenta l'operazione differenza. Lineetta cifra Ha la stessa dimensione dei numeri e viene utilizzato con essi, ad esempio nei prefissi. Lineetta enne Viene utilizzata per rappresentare intervalli, ad esempio gennaio-febbraio oppure 2:00-3:00. Lineetta emme Corrisponde ad un tratto lungo il doppio di una lineetta enne e viene molto utilizzato, soprattutto in letteratura, per spezzare il discorso inserendo un cambio di concetto o un pensiero parallelo del tutto simile ad un concetto tra parentesi. Secondo i manuali di stile internazionale, la lineetta emme dovrebbe essere priva di spazi che la circondano; tuttavia è corretto anche un utilizzo secondo una sequenza "SPAZIO, LINEETTA EMME, SPAZIO". Lineetta di citazione Detta anche barra orizzontale viene utilizzata per introdurre una citazione. In alcune lingue viene anche utilizzata per segnalare i dialoghi (non in italiano). Lineetta ondulata Simile al grafema tilde (il tipico accento castigliano) ma più allungato, può essere utilizzato per separare delle alternative. SPAZIO Dopo aver ampiamente parlato della punteggiatura ci avviamo verso la conclusione del capitolo sintassi parlando degli spazi. Lo spazio nel mondo della scrittura è a tutti gli effetti un segno ortografico che rappresenta l'assenza di caratteri. Piuttosto banale diranno alcuni, ma è invece molto importante per separare parole, concetti, segni grafici ecc. Immaginate un testo senza spazi? Sarebbe il caos o quantomeno di ardua lettura. Può sembrare semplice l'utilizzo dello spazio e ridondante darne una spiegazione più approfondita. Tuttavia anch'esso è regolato da precise regole sul suo utilizzo o meno all interno del testo:

9 NON INSERIRE ALCUNO SPAZIO all'inizio dei paragrafi (è uno spazio piuttosto particolare e sarà trattato in modo più approfondito nel documento riguardante la Presentazione e formattazione di un testo ); tra un segno di punteggiatura (., : ;!?) e la parola che lo PRECEDE; tra l'apertura della parentesi e la parola che segue e tra la chiusura di una parentesi e la parola che precede; tra l'apertura di virgolette e la parola che segue e tra la chiusura delle virgolette e la parola che precede; dopo l'apostrofo (in cui ci sono però delle eccezioni come "Un po' di questo e po' di quello"); tra le lettere delle sigle. INSERIRE UN SOLO SPAZIO dopo OGNI segno di punteggiatura; tra l'apertura di una parentesi e la parola precedente e tra la chiusura di una parentesi e la parola che segue; tra l'apertura delle virgolette e la parola precedente e fra la chiusura delle virgolette e la parola che segue; subito prima e subito dopo i trattini usati nelle frasi incidentali (vedere il documento "lineette" alla dicitura "Lineetta emme"); fra il punto di pag. e il numero della pagina (Esempio: a pag. 3; alle pagg. 20 e 21). La e commerciale (&) va preceduta e seguita da uno spazio bianco.

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