Edoardo Semenza e la frana del Vaiont
|
|
|
- Uberto Caruso
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 Impossibile visualizzare visualizzata di nuovo la Edoardo Semenza e la frana del Vaiont Monica Ghirotti Università di Bologna
2 9 Ottobre 1963 Frana del Vaiont Il 9 Ottobre 2013 ricorrerà il 50 anniversario della tragedia. La frana del Vaiont è l esempio più tragico e meglio conosciuto di disastro naturale causato dall attività dell uomo.
3 3 Febbraio 1963 nasce l Ordine dei Geologi Art. 1 Legge n. 112 del 3 febbraio La professione del geologo è di preminente interesse pubblico e generale... In particolare il geologo si riconosce nei princìpi costituzionali di salvaguardia della salute e dell ambiente ed opera per la tutela ed integrità geologica del territorio, anche con azione di prevenzione e mitigazione dei rischi di dissesto, siano essi naturali o indotti da intervento antropico.
4
5
6 Semenza, 2010
7 Dal Piaz (1958) scriveva che nella zona di Pian della Pozza mancavano segni superficiali pei quali si potesse parlare di avvenuti movimenti franosi. Questo è l errore di omissione geologica fondamentale che ha impedito di bloccare il progetto in tempo utile. Semenza ( ) aveva scoperto che la massa sospetta situata in sinistra, affiorante su un area stimata allora di circa 1 km 2, e con un volume attorno ai 200 milioni di m 3, era ciò che restava di una paleofrana più grande, scesa dal versante settentrionale del Monte Toc fino a sbarrare e riempire un tratto dell antico solco fluviale del Torrente Vaiont, e da questo successivamente erosa. Aveva ottenuto dei risultati che potevano ancora bloccare il progetto. La carenza di uno studio geologico apposito e dettagliato dell area circostante il bacino artificiale, e non solo dell area di imposta, è stato il primo errore fondamentale dell opera. Se lo studio di Semenza e Giudici fosse stato fatto prima della progettazione di massima o di quella esecutiva, l intero progetto sarebbe stato abbandonato o almeno messo in seria discussione.
8 Ottobre 1960 Semenza, 2010
9 4 novembre 1960 Semenza, 2010
10 A fine Ottobre 1960 comparve la grande fessura perimetrale, lunga 2 km, a forma di M. Il 4 Novembre 1960, con l invaso a 650 m, una frana di circa m 3 si stacca dalla Punta del Toc e collassa nel lago sollevando un onda di 2 m di altezza, che si infrange contro la diga in costruzione raggiungendo una decina di m di altezza. Evidentemente, il collasso della massa franata era l effetto di un primo scivolamento dell intera antica frana riattivata in tutta la sua massa a partire dalla grande M. Quella diventava anche la seconda chiamata di allarme per sospendere o annullare l impresa. Perché non si decise in quel senso?
11 ü ipotesi di Müller: controllare i movimenti della frana variando il livello del lago
12 ü ipotesi di Müller: controllare i movimenti della frana variando il livello del lago
13 L errore di Müller fu la presunzione infondata, ma allora convincente, che attraverso quelle operazioni di invaso e svaso ripetute si potesse produrre uno slittamento controllato della frana. Questo fu il secondo errore fondamentale, ingegneristico, ma privo di basi scientifiche, che impedì di considerare l abbandono dell opera quando era ancora possibile.
14 Nel 1961 si avviò una serie di esperimenti su un modello fisico degli effetti idraulici di una frana in un serbatoio, costruito in scala 1:200. Ghetti: già la quota di 700 m può considerarsi di assoluta sicurezza nei riguardi anche del più catastrofico prevedibile evento di frana Ma le prove furono interrotte poco dopo la morte di Carlo Semenza il 30 Ottobre l E N E L s u b e n t r a a l l a S A D E nazionalizzata
15 Inizia il secondo lento invaso fino a q I movimenti dei capisaldi (velocità di 1,5 cm/g). Abbassamento del lago a q. 650 i movimenti si arrestano. Aprile 1963 inizio del 3 invaso (q. 700) e ripresa dei movimenti a 0,5 cm/giorno in Agosto. Inspiegabilmente, contro le esperienze precedenti e contro la relazione Ghetti, si porta il livello a q Le velocità dei capisaldi aumentano. Il 26 Settembre inizia lo svaso rapido (velocità a 5 cm/giorno il 4 Ottobre e a 30 cm/giorno il mattino del 9 Ottobre fatale). Ormai nessuno può arrestare la catastrofe E l ultimo errore fatale
16
17 1985: il lavoro di Hendron & Patton THE VAIONT SLIDE: A GEOTECHNICAL ANALYSIS BASED ON NEW GEOLOGICAL OBSERVATION OF THE FAILURE SURFACE OBIETTIVI: 1- GEOLOGIA? 2- PALEOFRANA? 3- ARGILLE? 4- ANALISI A RITROSO
18
19
20 2- LA PALEOFRANA?
21 3 - ARGILLE?
22 3 - ARGILLE?
23 4 - la ricostruzione del movimento
24 4 - la ricostruzione del movimento
25 L analisi di stabilità il livello del lago che avrebbe causato la FRANA ANCHE IN ASSENZA DI PIOGGE le precipitazioni che avrebbero portato alla FRANA ANCHE IN ASSENZA DEL LAGO
26 Modello idrogeologico
27 La frana più studiata al mondo ü Stabilità sponde di un invaso ü Presenza di antiche frane ü Ruolo sulla stabilità di invasi e svasi Ø Elevata velocità Ø Rischio di Rock Avalanches Ø Studi per la previsione temporale
28
29
30 Zirudèle: poesie umoristiche in versi ottonari con rima baciata, suddivisi in quartine, tipici della tradizione popolare dell Emilia orientale. Semenza le scriveva in italiano (ma anche in tedesco e latino italianizzati!),
31 Fondatore e coordinatore del primo e unico Dottorato di Ricerca in Geologia Applicata Consorzio: Ferrara, Milano Statale, Milano Politecnico e Padova
32 Grazie Monica Ghirotti Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali
33
34 L' Onu: il Vajont è la maglia nera dei disastri ambientali La tragedia del Vajont è al primo posto tra i 5 peggiori esempi di gestione del territorio e dell' ambiente in un documento Onu presentato in occasione dell' International Year of Planet Earth. «Il Vajont è un classico esempio del fallimento di ingegneri e geologi nel comprendere il problema che tentavano di risolvere», dice il documento indirizzato a governi ed esperti con il monito a non ripetere gli stessi errori. «Ma è tempo di crescere una nuova generazione di geologi esperti in grado di comprendere meglio i processi che hanno modellato l' ambiente terrestre e di preservarlo usando gli strumenti che oggi ci permettono di monitorare il nostro pianeta al suolo, nell' aria e dallo spazio soprastante». Eduardo de Mulder, direttore dell' Iype
35 Questa, come altre tragedie italiane, non devono essere dimenticate per far sì che non si ripetano e devono essere raccontate a chi non ne ha memoria. Che ruolo abbiamo oggi, come geologi, affinché non accadano più simili catastrofi? Quali sono stati gli errori fondamentali e che potevano essere evitati? Che cosa abbiamo realmente imparato? E cosa dovremmo insegnare ai futuri geologi? A cinquant anni dalla tragedia, come geologi, possiamo e dobbiamo dare delle risposte.
36 Vajont è il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso per confluire nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno (Italia). La storia di queste comunità venne sconvolta dalla costruzione della diga del Vajont, che determinò la frana del monte Toc nel lago artificiale. La sera del 9 ottobre 1963 si elevò un immane ondata, che seminò ovunque morte e desolazione. La stima più attendibile è, a tutt'oggi, di 1910 vittime. Sono stati commessi tre fondamentali errori umani che hanno portato alla strage: ü l'aver costruito la diga in una valle non idonea sotto il profilo geologico; ü l'aver innalzato la quota del lago artificiale oltre i margini di sicurezza; ü il non aver dato l'allarme la sera del 9 ottobre per attivare l'evacuazione in massa delle popolazioni residenti nelle zone a rischio di inondazione. Fu aperta un'inchiesta giudiziaria. Il processo venne celebrato nelle sue tre fasi dal 25 novembre 1968 al 25 marzo 1971 e si concluse con il riconoscimento di responsabilità penale per la previdibilità di inondazione e di frana e per omicidio colposo plurimo. Ora Longarone ed i paesi colpiti sono stati ricostruiti. La zona in cui si è verificato l'evento catastrofico continua a parlare alla coscienza di quanti la visitano attraverso la lezione, quanto mai attuale, che da esso si può apprendere. da:
37 I personaggi
38 Com era prima la Valle del Vaiont Foto tratte da: Semenza, 2010
39 La frana del Vaiont Volume: 270 Mm c Area: 2km 2 Spessore max: 250 m Velocità: m/sec Durata: 45 sec Selli et al.,1964
40 Longarone e la Valle del Piave 10 Ottobre 1963 La caduta della frana nel lago ha generato un onda enorme per poi dividersi in tre parti, a Sud, a Est e a Ovest sopra e oltre la diga. Almeno 25 milioni di m 3 di acqua hanno scavalcato la diga, distruggendo gran parte di Longarone e colpendo gruppi di case di altri paesi. Solo la diga ha resistito all onda. Il distacco della frana è iniziato alle 22h39 46 e la frana è durata meno di un minuto. L onda ha scavalcato la diga alle 22h40 ed in circa 12 minuti ha compiuto la catastrofe nella Valle del Piave.
41
il geologo che scoprì la grande frana preistorica quattro anni prima del disastro del 9 ottobre 1963
il geologo che scoprì la grande frana preistorica quattro anni prima del disastro del 9 ottobre 1963 Paolo Michele. Pietro Semenza Monica Ghirotti Francesco Maria Guadagno Giovanni Masè Firenze Roma La
Monica Ghirotti Università di Bologna. La frana del Vajont, insegnamenti
Monica Ghirotti Università di Bologna La frana del Vajont, insegnamenti 9 Ottobre 1963 Frana del Vaiont Il 9 Ottobre 2013 ricorrerà il 50 anniversario della tragedia. La frana del Vaiont è l esempio più
VAJONT, IL PERCHE DI UNA FRANA
VAJONT, IL PERCHE DI UNA FRANA Belluno 09 marzo 2013 1 La Paleofrana La prima ipotesi (1959) La seconda ipotesi (1960) Calcare del Vajont T.Massalezza Fonzaso-Soccher Calcare del Vajont Pian della Pozza
La frana del Vajont Un fenomeno naturale trasformato dall uomo in tragedia. di Alessandro Annovi
La frana del Vajont Un fenomeno naturale trasformato dall uomo in tragedia di Alessandro Annovi Un sasso è caduto in un bicchiere, l acqua è uscita sulla tovaglia. Tutto qua. Solo che il sasso era grande
Il disastro del Vajont successione cronologica dei principali eventi
Il Prof. Giorgio dal Piaz e l Ing. Carlo Semenza sono sicuramente i due personaggi più importanti per quanto concerne la realizzazione della diga del Vajont. Durante i lavori C.Semenza si consultò anche
VARIAZIONI MORFOLOGICHE E MODELLO DIGITALE DELLA GRANDE FRANA DEL VAJONT (PN, 9 OTTOBRE 1963)
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE FACOLTÀ DI INGEGNERIA Corso di Laurea in Ingegneria dell Ambiente e delle Risorse VARIAZIONI MORFOLOGICHE E MODELLO DIGITALE DELLA GRANDE FRANA DEL VAJONT (PN, 9 OTTOBRE
Corso di SCIENZE DELLA TERRA
Corso di SCIENZE DELLA TERRA Lezione Prima La tragedia del Vajont Dot. For. Zerbini Matteo LA TRAGEDIA DEL VAJONT Alle ore 22,39 del 9 ottobre 1963 una frana gigantesca provoca un'onda che cancella, in
USCITA DIDATTICA ALLA DIGA DEL VAJONT E ALLA CENTRALE IDROELETTRICA DI NOVE (7/04/2016)
USCITA DIDATTICA ALLA DIGA DEL VAJONT E ALLA CENTRALE IDROELETTRICA DI NOVE (7/04/2016) Il giorno 7 aprile, noi ragazzi di 4^H, accompagnati dalle prof.sse Boscaro e Gruarin, ci siamo recati presso la
OGGETTO: Memoria su Autorizzazione del piano di coltivazione della cava La Ratta posta in Comune di Stazzema, frazione di Pomezzana
Spett.le Parco Regionale Alpi Apuane Stazzema, li 16 marzo 2016 OGGETTO: Memoria su Autorizzazione del piano di coltivazione della cava La Ratta posta in Comune di Stazzema, frazione di Pomezzana Con Riferimento
VERONA. Roverè Veronese. Frana in più comuni. ex Cod. PAI. Nome. Autorità di bacino nazionale del Fiume Adige -Aree in dissesto da versante- VARIANTE
- 238 - Nome Cod. IFFI ex Cod. PAI P1 P2 P3 P4 Frana in più comuni VERONA Roverè Veronese Pissarotta 230073500 Nuova La Bettola 230073600 7.620 Autorità di bacino nazionale del Fiume Adige -Aree in dissesto
Qui abbiamo voluto ricordare alcuni dei terremoti catastrofici dell ultimo secolo
Qui abbiamo voluto ricordare alcuni dei terremoti catastrofici dell ultimo secolo 1908, Messina e Reggio Calabria Il terremoto di Messina è citato come il terremoto più catastrofico del XX secolo in Italia.
VAJONT La storia della frana del 9 ottobre 1963 Geol. Giovanni Maria Di Buduo
VAJONT La storia della frana del 9 ottobre 1963 Geol. Giovanni Maria Di Buduo La diga sul torrente Vajont vista da Longarone La sera del 9 ottobre 1963 una massa di oltre 260 milioni di metri cubi di rocce
LA FRANA DI TERMINI IMERESE CONTRADA FIGURELLA
REGIONE SICILIANA DIPARTIMENTO CORPO REGIONALE DELLE MINIERE SERVIZIO GEOLOGICO E GEOFISICO LA FRANA DI TERMINI IMERESE CONTRADA FIGURELLA I GEOLOGI: Dott.ssa - Daniela Alario Dott. Ambrogio Alfieri Dott.
Instabilità di versante nella città di Roma
Seminario tecnico Instabilità di versante nella città di Roma Il Piano Generale di Emergenza per la città di Roma Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma Parlamentino del Consiglio Superiore dei
RELAZIONE IDROLOGICA IDRAULICA
RELAZIONE IDROLOGICA IDRAULICA 1. PREMESSA In relazione ai lavori di realizzazione della nuova rotatoria sulla S.S. 16 Adriatica al km 326+040 in corrispondenza dell intersezione con la S.P. 24 Bellaluce
La Previsione delle Frane in Emilia-Romagna a breve e lungo termine
La Previsione delle Frane in Emilia-Romagna a breve e lungo termine Marco Pizziolo, Giampiero Gozza Regione Emilia-Romagna - Servizio Geologico, sismico e dei Suoli Alcuni dati riassuntivi: 70.000 frane
Piano Provinciale di Emergenza di Protezione Civile
PIANO DI EMERGENZA MODELLO DI INTERVENTO (D.g.r. 21 febbraio 2003) Frana di Pagnona Comune di Pagnona Località: Abitato e S.P. 67 Tipologia di Frana (secondo Varnes) : Tipologia crollo Stato di dissesto
IL MONITORAGGIO COME STRUMENTO DI PREVISIONE E MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO
IL MONITORAGGIO COME STRUMENTO DI PREVISIONE E MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO Dott. Roberto Oreficini Rosi http://www.protezionecivile.gov.it/ [email protected] Centro Funzionale
GESTIONE DEL CONSEGUENTE AI. da parte del sistema di allerta della Regione del Veneto
GESTIONE DEL RISCHIO METEO-IDROGEOLOGICO CONSEGUENTE AI TEMPORALI FORTI da parte del sistema di allerta della Regione del Veneto Giugno 2016 Dott. Vincenzo Sparacino LA SCALETTA Iter costitutivo CFD Veneto
Nuova zonazione sismica e procedure per la valutazione degli effetti sismici di sito nel territorio lombardo
Nuova zonazione sismica e procedure per la valutazione degli effetti sismici di sito nel territorio lombardo F. Pergalani, M. Compagnoni, M.P. Boni Politecnico di Milano - Dipartimento di Ingegneria Strutturale,
Romagna: l alluvione perfetta durante le 15 ore di acqua alta marina continua.
Romagna: l alluvione perfetta durante le 15 ore di acqua alta marina continua. Valerio Buonomo, borsista c/o CNR-ISAFOM. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, docente del Master in Pianificazione Comunale,
La sicurezza degli invasi artificiali e sviluppi idroelettrici in regione FVG Diga del Vajont
La sicurezza degli invasi artificiali e sviluppi idroelettrici in regione FVG Diga del Vajont Associazione Ingegneri e Architetti Provincia Pordenone Ing Paolo Chemello Responsabile Ingegneria Civile Idraulica
Perché le regole e come
Perché le regole e come Conseguenze sullo sviluppo umano Le norme ISO > http://www.sistemaambiente.net/form/it/iso/3_le_regole_internazionali.pdf Il sistema di gestione aiuta > http://www.sistemaambiente.net/form/it/iso/4_sistema_di_gestione.pdf
DALLA PREVISIONE METEOROLOGICA ALLA GESTIONE DELL ALLERTA METEO
DALLA PREVISIONE METEOROLOGICA ALLA GESTIONE DELL ALLERTA METEO Servizio Idrologico Regionale Centro Funzionale della Regione Toscana Alessandro Santucci GIORNATA DI FORMAZIONE IN PROTEZIONE CIVILE Gaiole
CRONACA DI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA
CRONACA DI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA L embrione di idea di costruire una diga nella valle del Vajont risale addirittura al 1928. Porta, infatti, questa data la prima relazione del geologo Giorgio Dal Piaz
Application: the Vajont Landslide
Application: the Vajont Landslide Extract from a meeting in Lecco about landslides By M. Papini www.engeology.eu VAJONT: 9 OTTOBRE 1963 Un sasso è caduto in un bicchiere, l acqua è uscita sulla tovaglia.
Comune di Petacciato (CB) VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA PIANO REGOLATORE GENERALE VARIANTE GENERALE RAPPORTO AMBIENTALE
Comune di Petacciato (CB) VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA PIANO REGOLATORE GENERALE VARIANTE GENERALE RAPPORTO AMBIENTALE RELAZIONE CONCLUSIVA E CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI Il Geologo : Dott. Vito
Pericolosità idraulica a valle delle dighe
Convegno nazionale Longarone (BL) 13 settembre 2013 Pericolosità idraulica a valle delle dighe L utilizzo delle dighe per la laminazione delle piene in Provincia di Trento ing. Roberto Bertoldi Dirigente
Cambiamento climatico e pericoli naturali: a che punto è la pianificazione territoriale?
Cambiamento climatico e pericoli naturali: a che punto è la pianificazione territoriale? Furio Dutto, Servizio Protezione Civile, Provincia di Torino Fabrizio Longo, Servizio Protezione Civile, Provincia
COMUNE DI PONTE DELL'OLIO Provincia di Piacenza
COMUNE DI PONTE DELL'OLIO Provincia di Piacenza COMUNE DI PONTE DELL'OLIO PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE RISCHIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO 1^ Edizione - Marzo 2012: Dott. Geol. Paolo Mancioppi Studio
PROVINCIA REGIONALE DI RAGUSA PROGETTO DEFINITIVO VERIFICHE IDROGEOLOGICHE. I e II TRATTO ING. MARIO ADDARIO ARCH. ORAZIA TRIBASTONE SCALA DATA
PROVINCIA REGIONALE DI RAGUSA PROGETTO: SISTEMAZIONE DELLA S.P. 45 "BUGILFEZZA - POZZALLO. TRATTI COMPRESI DAL KM 5+250 AL KM 5+550 E DAL KM 6+800 AL KM 7+000". PROGETTO DEFINITIVO TITOLO: VERIFICHE IDROGEOLOGICHE.
Dighe Serbatoi artificiali II Parte
VENEZIA febbraio luglio 2011 Università Iuav di Venezia Corso di perfezionamento Tutela e gestione del suolo e delle acque nella pianificazione di bacino Dighe Serbatoi artificiali II Parte 13 maggio 2011
LAVORI DI MITIGAZIONE DEL DISSESTO ESEGUITI E IN PROGETTO IN COMUNE DI TIZZANO VAL PARMA
COMUNE DI TIZZANO VAL PARMA SERVIZIO TECNICO DEI BACINI DEGLI AFFLUENTI DEL PO LAVORI DI MITIGAZIONE DEL DISSESTO ESEGUITI E IN PROGETTO IN COMUNE DI TIZZANO VAL PARMA Ing. Francesco Capuano Geol. Claudio
Analisi del rischio tsunami applicata ad un tratto della costa Ligure
Università degli Studi di Genova Facoltà di Ingegneria - DIMSET Analisi del rischio tsunami applicata ad un tratto della costa Ligure Bacino F., Poggi P., Cosso T., Federici B., Sguerso D., Rebaudengo
Corso di Laurea in Ingegneria per l Ambiente ed il Territorio. Corso di Costruzioni Idrauliche A.A
Corso di Laurea in Ingegneria per l Ambiente ed il Territorio Corso di Costruzioni Idrauliche A.A. 2004-05 www.dica.unict.it/users/costruzioni Le precipitazioni Ing. Antonino Cancelliere Dipartimento di
Comune di Ferentillo
Comune di Ferentillo VARIANTE P.R.G. Comune di Ferentillo STUDIO GEOLOGICO RELAZIONE GEOLOGICA Soggetto realizzatore Data Dott. Geol. Luca Latella MARZO 2014 1 PREMESSA Su commissione del Comune di Ferentillo
TERREMOTO CENTRO ITALIA: SEQUENZA SISMICA LUNGA RILIEVI SUL TERRENO E SULLE ACQUE COMPLESSI
L evoluzione della sequenza sismica in Italia centrale è complessa ed è sotto la lente di ingrandimento di sismologi, geologi ed esperti di remote sensing. Da oggi, 2 novembre 2016, Alessandro Michetti,
IMPORTANZA DELLE CASSE DI ESPANSIONE NEGLI EVENTI ALLUVIONALI E METEOROLOGICI. Stefano Castagnetti
IMPORTANZA DELLE CASSE DI ESPANSIONE NEGLI EVENTI ALLUVIONALI E METEOROLOGICI Stefano Castagnetti Esempio di intervento edilizio (scala locale) cantiere Dott. Stefano Castagnetti - 2 - Esempio di intervento
INTERVENTI DI RIORDINO IDRAULICO E MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL CENTRO ABITATO DI BULTEI (SS)
INTERVENTI DI RIORDINO IDRAULICO E MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL CENTRO ABITATO DI BULTEI (SS) F.Cambula(*), M. Pani (*), A.M. Lostia(**), D. Giannoni (*), F. Fois (***) (*) Libero professionista
Controlli del territorio e tecnologie spaziali
SERVIZI INTEGRATI PER LA RIQUALIFICAZIONE DEL TERRITORIO E PER L EDILIZIA: COME OPERARE IN FILIERA IMPRENDITORIALE PER PROMUOVERE LA COMPETITIVITÀ E L INTERNAZIONALIZZAZIONE Convegno OICE Confindustria
La frana del Vajont, insegnamenti. Monica Ghirotti Università di Bologna
La frana del Vajont, insegnamenti Monica Ghirotti Università di Bologna 9 Ottobre 1963 Frana del Vaiont Il 9 Ottobre 2013 ricorrerà il 50 anniversario della tragedia. La frana del Vaiont è l esempio più
Piano Provinciale di Emergenza di Protezione Civile
PIANO DI EMERGENZA MODELLO DI INTERVENTO (D.g.r. 21 febbraio 2003) Frana su SP 62 Bellano - Taceno Perledo Comuni di Taceno Bellano Parlasco Località: SP62 tra Bellano e Taceno Tipologia di Frana (secondo
IL RISCHIO IDROGEOLOGICO. Michele Gargantini Sede Territoriale di Bergamo
IL RISCHIO IDROGEOLOGICO STRUTTURA DELL INCONTRO Il Dissesto idrogeologico I fenomeni di dissesto in provincia di Bergamo Gli eventi storici L evento alluvionale del novembre 2002 La gestione del Rischio
Reggio Emilia, Parco Nazionale dell Appennino Tosco-Emiliano Via Comunale, Sassalbo di Fivizzano (MS)
GRUPPO SPELEOLOGICO PALETNOLOGICO GAETANO CHIERICI,, MEMBRO DELLA FEDERAZIONE SPELEOLOGICA REGIONALE DELL EMILIA ROMAGNA * AFFILIATO ALLA SOCIETÀ SPELEOLOGICA ITALIANA Reggio Emilia, 27.3.2017 Parco Nazionale
LEGGI O ASCOLTA IL TESTO POI ORGANIZZA IL CONTENUTO NELLA MAPPA IL LAGO E UNA GRANDE MASSA D'ACQUA DOLCE, RACCOLTA IN UNA CAVITÀ
LEGGI O ASCOLTA IL TESTO POI ORGANIZZA IL CONTENUTO NELLA MAPPA IL LAGO E UNA GRANDE MASSA D'ACQUA DOLCE, RACCOLTA IN UNA CAVITÀ DELLA TERRA. E ALIMENTATO DA FIUMI CHIAMATI IMMISSARI, DA SORGENTI, DA GHIACCIAI
Magnete in caduta in un tubo metallico
Magnete in caduta in un tubo metallico Progetto Lauree Scientifiche 2009 Laboratorio di Fisica Dipartimento di Fisica Università di Genova in collaborazione con il Liceo Leonardo da Vinci Genova - 25 novembre
Analisi suolo e sottosuolo
Analisi suolo e sottosuolo Atelier città paesaggio 2015/2016 Gruppo 02 Gruppo 16 Andrea Verzini Giacomo De Caro Niccolò Antonielli Pia Fleischer Simone Valbusa Anca Spiridon Alexia Brodu Matija Perić Rischio
I confini del bacino imbrifero Il bacino del fiume Chiese si estende per 409,94 km 2 di cui 408,63 km 2 compresi nella provincia di Trento.
I.6.2.4 Chiese I confini del bacino imbrifero Il bacino del fiume Chiese si estende per 409,94 km 2 di cui 408,63 km 2 compresi nella provincia di Trento. Figura I.6.51: Bacino del fiume Chiese: in verde
Eventi meteo pluviometrici in Italia negli ultimi 6 mesi: i casi più emblematici. Mario Barbani
Workshop / Delavnica: Evoluzione recente del clima tra Italia settentrionale e Slovenia / Nedavni trendi v ozračju med severno Italijo in Slovenijo Eventi meteo pluviometrici in Italia negli ultimi 6 mesi:
Rivisitazione del Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico del Bacino Idrografico del Fiume Sele
AUTORITA DI BACINO REGIONALE CAMPANIA SUD ED INTERREGIONALE PER IL BACINO IDROGRAFICO DEL FIUME SELE Rivisitazione del Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico del Bacino Idrografico del Fiume Sele Elaborato
Il LAMBRO è un FIUME non è un TORRENTE
Il LAMBRO è un FIUME non è un TORRENTE Il fiume è un corso d acqua a regime perenne, non secca mai, scorre di solito in superficie, ma può scorrere anche sotterraneo, può essere alimentato da: 1) falde
- gli orli individuati in corrispondenza dei cigli di scavo delle aree di cava sono di origine antropica;
Il presente elaborato viene redatto con riferimento al cap. Elementi geomorfologici della Deliberazione di Giunta Provinciale del 16.02.2010 della Provincia di Milano in merito alla valutazione di compatibilità
Autorità di Bacino del Fiume Tevere. Scheda Tecnica Interventi P.S. 5. Codice ABT : Aniene Intervento Ambientale 1 (ANIA 01);
Autorità di Bacino del Fiume Tevere Scheda Tecnica Interventi P.S. 5 Codice ABT : Aniene Intervento Ambientale 1 (ANIA 01); Sottobacino : Aniene Asta fluviale: Aniene Tratto oggetto dell'intervento : Fiume
Il Sistema di Allertamento Nazionale e Previsioni per l estate 2016 Luca Delli Passeri
Il Sistema di Allertamento Nazionale e Previsioni per l estate 2016 Luca Delli Passeri Il Sistema di Allertamento Nazionale 2 Sarno 98 Soverato 2000 Direttiva 27.02.2004 Legge 100 2012 Centro Funzionale
Procedure di Gestione della Diga di Ridracoli
Procedure di Gestione della Diga di Ridracoli Masera Alberto (Enel.Hydro ISMES Division) Cortezzi Fabrizio (Romagna Acque) ITCOLD - Giornata di informazione dei Gruppi di Lavoro Gestione delle dighe in
STUDI E CONSULENZE GEOLOGICHE
STUDI E CONSULENZE GEOLOGICHE I soci fondatori, il direttore di laboratorio in sito ed alcuni collaboratori della società Geologia e perforazioni, sono professionisti geologi, specializzati nella geologia
IL RUOLO DEL GEOLOGO NEI PROCESSI DI VALUTAZIONE AMBIENTALE
IL RUOLO DEL GEOLOGO NEI PROCESSI DI VALUTAZIONE AMBIENTALE Corso di Aggiornamento Professionale Viterbo, 24 maggio 2010 - Palazzo della Provincia Prima Sessione Le componenti geologiche nello SIA: ambiente
\\Server\archivio principale\lavori\lavori 2013\1308\Testi\Relazioni\ _consorziodibonifica.rti.doc 1
PIANO DI LOTTIZZAZIONE MANDRIOLA - VIA SAN BELLINO - STRALCIO 1 ZONA C2/6 IN MANDRIOLA DI ALBIGNASEGO- PADOVA RELAZIONE SULLA SITUAZIONE IDRAULICA DEL SITO E SUL VOLUME DI INVASO DI PROGETTO \\Server\archivio
