INDICATORI EPIDEMIOLOGICI...
|
|
|
- Benedetto Lillo
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1
2 INDICE 1 INDICATORI EPIDEMIOLOGICI DEMOGRAFIA MORTALITÀ INCIDENZA TUMORI PREVALENZA PATOLOGIE DA BANCA DATI ASSISTITO (BDA) MALATTIE INFETTIVE INCIDENTALITÀ STRADALE INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI SITUAZIONE ECONOMICA E SOCIO-CULTURALE ATTIVITÀ ECONOMICHE ED INSEDIAMENTI PRODUTTIVI ANDAMENTO OCCUPAZIONALE STILI ED ABITUDINI DI VITA INDICATORI DI DOMANDA SANITARIA CONSUMI SANITARI PRO-CAPITE DOMANDA SANITARIA DI RICOVERI OSPEDALIERI MOBILITÀ PASSIVA ED ATTIVA DOMANDA SANITARIA DI SPECIALISTICA AMBULATORIALE DOMANDA SANITARIA DI FARMACI DOMANDA DI PRESTAZIONI PSICHIATRICHE DOMANDA E OFFERTA SOCIO-SANITARIA TEMPI DI ATTESA INDICATORI DI OFFERTA SANITARIA OFFERTA OSPEDALIERA OFFERTA SPECIALISTICA OFFERTA DI ASSISTENZA PSICHIATRICA OFFERTA DI ASSISTENZA PRIMARIA E FARMACEUTICA
3 1 Indicatori epidemiologici 1.1 Demografia Il territorio provinciale è articolato in tre aree geografiche ben distinte tra loro: Lomellina, Oltrepo e Pavese. Previsione residenti totali al = Superficie Kmq = Densità media 187,1 Ab/Kmq Distretto Lomellina Residenti = 33,1% Sup Kmq 173,2 Ab/Kmq VIGEVANO Distretto Pavese Residenti = 41,0% Sup. 800 Kmq 283,6 Ab/Kmq PAVIA VOGHERA Distretto Oltrepo Residenti = 25,9% Sup Kmq 130,4 Ab/Kmq Il dato relativo ai residenti nei tre Distretti è una previsione al (fonte: anagrafi comunali) La Lomellina, completamente pianeggiante, è costituita da 51 comuni per una estensione territoriale di circa Kmq; l Oltrepo racchiude la parte collinare e montuosa della provincia, comprende 77 comuni e si estende per Kmq; il Pavese ha una estensione di 800 kmq, è completamente pianeggiante e comprende 61 Comuni. Le caratteristiche più importanti della provincia di Pavia possono essere così schematizzate: E la Provincia più a Sud della Lombardia E la terza Provincia per estensione (2.960 Kmq) = 12% del territorio regionale e per numero Comuni (189) Il territorio è pianeggiante per il 74%; montuoso / collinare per il restante 26% L Oltrepo ha la Comunità Montana con il più alto numero di Comuni della Lombardia (44) La popolazione residente o domiciliata è circa 1/20 della popolazione lombarda. Nelle pagine seguenti si riporta l elenco dei comuni suddivisi per area distrettuale con la popolazione residente al 31/12/2013. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 1 di 139
4 Distretto Lomellina ALAGNA 904 MORTARA ALBONESE 565 NICORVO 367 BORGO SAN SIRO OLEVANO DI LOMELLINA 748 BREME 822 OTTOBIANO CANDIA LOMELLINA PALESTRO CASSOLNOVO PARONA CASTELLO D'AGOGNA PIEVE ALBIGNOLA 890 CASTELNOVETTO 606 PIEVE DEL CAIRO CERETTO LOMELLINA 196 ROBBIO CERGNAGO 758 ROSASCO 616 CILAVEGNA SAN GIORGIO DI LOMELLINA CONFIENZA SANNAZZARO DE'BURGONDI COZZO 349 SANT'ANGELO LOMELLINA 867 DORNO SARTIRANA LOMELLINA FERRERA ERBOGNONE SCALDASOLE 969 FRASCAROLO SEMIANA 241 GALLIAVOLA 209 SUARDI 631 GAMBARANA 232 TORRE BERETTI E CASTELLARO 584 GAMBOLO' TROMELLO GARLASCO VALEGGIO 241 GRAVELLONA LOMELLINA VALLE LOMELLINA GROPELLO CAIROLI VELEZZO LOMELLINA 100 LANGOSCO 425 VIGEVANO LOMELLO VILLA BISCOSSI 73 MEDE ZEME LOMELLINA MEZZANA BIGLI Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 2 di 139
5 Distretto Oltrepo ALBAREDO ARNABOLDI 243 MONTESCANO 400 ARENA PO MONTESEGALE 296 BAGNARIA 694 MONTU' BECCARIA BARBIANELLO 891 MORNICO LOSANA 657 BASTIDA DE'DOSSI 173 OLIVA GESSI 173 BASTIDA PANCARANA PANCARANA 324 BORGO PRIOLO PIETRA DE'GIORGI 893 BORGORATTO MORMOROLO 421 PINAROLO PO BOSNASCO 630 PIZZALE 722 BRALLO DI PREGOLA 637 PONTE NIZZA 827 BRESSANA BOTTARONE PORTALBERA BRONI REA 432 CALVIGNANO 127 REDAVALLE CAMPOSPINOSO RETORBIDO CANEVINO 113 RIVANAZZANO CANNETO PAVESE ROBECCO PAVESE 556 CASANOVA LONATI 472 ROCCA DE'GIORGI 84 CASATISMA 898 ROCCA SUSELLA 253 CASEI GEROLA ROMAGNESE 692 CASTANA 732 ROVESCALA 909 CASTEGGIO RUINO 745 CASTELLETTO DI BRANDUZZO SAN CIPRIANO PO 492 CECIMA 235 SAN DAMIANO AL COLLE 699 CERVESINA SANTA GIULETTA CIGOGNOLA S.TA MARGHERITA DI STAFFORA 488 CODEVILLA SANTA MARIA DELLA VERSA CORANA 804 SILVANO PIETRA 676 CORNALE 712 STRADELLA CORVINO SAN QUIRICO TORRAZZA COSTE FORTUNAGO 383 TORRICELLA VERZATE 819 GODIASCO VAL DI NIZZA 644 GOLFERENZO 196 VALVERDE 312 LIRIO 130 VARZI LUNGAVILLA VERRETTO 402 MENCONICO 368 VERRUA PO MEZZANINO VOGHERA MONTALTO PAVESE 914 VOLPARA 137 MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA ZAVATTARELLO MONTECALVO VERSIGGIA 553 ZENEVREDO 473 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 3 di 139
6 Distretto Pavese ALBUZZANO MONTICELLI PAVESE 702 BADIA PAVESE 400 PAVIA BASCAPE' PIEVE PORTO MORONE BATTUDA 679 ROGNANO 647 BELGIOIOSO RONCARO BEREGUARDO SAN GENESIO ED UNITI BORGARELLO SAN MARTINO SICCOMARIO BORNASCO SANTA CRISTINA E BISSONE CARBONARA AL TICINO SANT'ALESSIO CON VIALONE 926 CASORATE PRIMO SAN ZENONE AL PO 612 CAVA MANARA SIZIANO CERANOVA SOMMO CERTOSA DI PAVIA SPESSA 613 CHIGNOLO PO TORRE D'ARESE 978 COPIANO TORRE DE'NEGRI 333 CORTEOLONA TORRE D'ISOLA COSTA DE'NOBILI 364 TORREVECCHIA PIA CURA CARPIGNANO TRAVACO' SICCOMARIO FILIGHERA 852 TRIVOLZIO GENZONE 359 TROVO GERENZAGO VALLE SALIMBENE GIUSSAGO VELLEZZO BELLINI INVERNO E MONTELEONE VIDIGULFO LANDRIANO VILLANOVA D'ARDENGHI 778 LARDIRAGO VILLANTERIO LINAROLO VISTARINO MAGHERNO ZECCONE MARCIGNAGO ZERBO 436 MARZANO ZERBOLO' MEZZANA RABATTONE 493 ZINASCO MIRADOLO TERME Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 4 di 139
7 La Tabella rappresenta la popolazione assistita in provincia di Pavia a novembre 2014, suddivisa per sesso e distretto di residenza, al netto dei deceduti in corso d anno. L ultima riga mostra l età media, che è molto alta nell Oltrepo. Tabella Popolazione assistita in provincia di Pavia a novembre 2014 Lomellina Oltrepo Pavese Totale Maschi Femmine Totale Età media 46,3 48,3 44,6 46,1 La Tabella evidenzia le differenze distrettuali nella distribuzione per fascia di età, in termini percentuali. Da sottolineare che in Provincia i bambini/ragazzi al di sotto dei 15 anni sono numericamente paragonabili alle persone di età superiore a 74 anni. Complessivamente quasi un cittadino su quattro della provincia ha più di 65 anni (in Oltrepo addirittura il 28,1%). Il confronto con la Regione Lombardia evidenzia le caratteristiche della popolazione provinciale, ovvero anzianità e scarsa fecondità. Tabella Distribuzione percentuale della popolazione residente per fascia d età. Suddivisione distrettuale e confronto con la Regione Lombardia Classe di età Lomellina Oltrepo Pavese Totale Regione ,6% 11,0% 13,5% 12,6% 14,3% ,4% 60,9% 64,7% 62,9% 64,3% ,8% 12,5% 10,5% 11,4% 10,9% oltre 74 13,3% 15,6% 11,3% 13,1% 10,5% Totale 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% Tabella Andamento pluriennale della popolazione residente (fonte: anagrafi comunali) Anno 0-14 anni Diff % anni Diff % ultra 65enni Diff % Popolazione totale Diff % ,73% ,74% ,78% ,21% ,49% ,82% ,42% ,15% ,17% ,71% ,55% ,62% ,83% ,43% ,58% ,41% ,36% ,32% ,80% ,34% ,99% ,90% ,21% ,78% ,46% ,25% ,60% ,48% ,49% ,25% ,61% ,60% ,39% ,89% ,63% ,68% Prev ,61% ,45% ,51% ,29% La Tabella evidenzia lo scostamento percentuale di ogni classe d'età sull'anno precedente in base ai dati rilevati attraverso le Anagrafi comunali. Nella tabella è rappresentata anche la previsione per l anno Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 5 di 139
8 2014. La crescita della popolazione provinciale si è arrestata nel 2012 e negli ultimi 2 anni si assiste ad una riduzione media di mezzo punto percentuale. Si sottolinea che il dato anagrafico comunale, a differenza di quanto riportato nella tabella 1.1.1, tiene conto anche dei domiciliati, dei temporaneamente presenti ecc. La Tabella riporta alcuni dei principali indicatori demografici (al 30 novembre 2014), confrontati tra i Distretti e con i valori della regione Lombardia (al ) Tabella Indicatori demografici - Confronto tra Distretti, provincia di Pavia e Lombardia Indicatori demografici e di saldo naturale Lomellina Oltrepo Pavese Provincia di Pavia Lombardia Tasso di Natalità 6,6 6,0 7,3 6,7 8,8 Indice di Fecondità 33,3 31,6 34,0 33,2 40,1 Indice di Vecchiaia 198,8 255,7 161,4 195,1 149,5 Indice di Invecchiamento 25,0 28,1 21,8 24,5 21,4 Il tasso di natalità rappresenta il rapporto tra nati vivi e popolazione totale (x 1000). L indice di fecondità è il rapporto tra nati vivi e donne in età feconda di età compresa tra 15 e 49 anni (x 1000). Entrambi questi indicatori, relativi alla propensione di fare figli, sono in provincia e nei distretti decisamente inferiori alla media regionale, specialmente in Oltrepo. L indice di vecchiaia è il rapporto tra le persone che hanno 65 anni e più rispetto ai bambini tra 0 e 14 anni (x 100). L indice di invecchiamento invece è la percentuale di ultrasessantaquattrenni, calcolato in rapporto con l intera popolazione (x 100). Questi ultimi due indicatori quindi misurano la popolazione in termini di vecchiaia e di rapporto con la popolazione più giovane (in provincia di Pavia per ogni bambino ci sono quasi due anziani, in Oltrepo per ogni bambino circa 2,5 anziani; rispetto alla popolazione generale è anziana quasi una persona su quattro). In Regione Lombardia i due indici sono più bassi (per ogni bambino ci sono 1,5 anziani e la percentuale degli ultrasessantaquattrenni supera di poco il 21%). Il Distretto Pavese è quello che più si avvicina alla media regionale, l Oltrepo quello che si allontana di più e la Lomellina è in una posizione intermedia. In conclusione gli indicatori demografici confermano le caratteristiche di anzianità e scarsa fecondità della popolazione della provincia di Pavia, già rilevate negli anni precedenti. La Tabella riporta due indicatori esemplificativi della situazione sociale locale: l indice di carico sociale e quello di ricambio. Entrambi gli indici sono confrontati sia a livello distrettuale (al ) che rispetto alla Regione Lombardia (al ). Tabella Indicatori sociali Confronto tra Distretti, provincia di Pavia e Lombardia Indicatori demografici e di saldo naturale Lomellina Oltrepo Pavese Provincia di Pavia Lombardia Indice di carico sociale 60,3 64,3 54,5 58,9 55,4 Indice di ricambio 155,6 183,1 147,8 158,8 133,4 L indice di carico sociale rappresenta il rapporto tra la somma della popolazione tra 0 e 14 anni (i bambini) più la popolazione con 65 anni e più (gli anziani) rispetto alla popolazione tra 15 e 64 anni (x 100). Il valore del rapporto indica la consistenza del carico sociale degli anziani e dei bambini rispetto alla teorica popolazione in età lavorativa. Valori più alti quindi indicano un maggior carico sociale. I dati provinciali Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 6 di 139
9 medio e dei distretti Lomellina e, soprattutto, Oltrepo sono superiori alla media regionale, mentre il Pavese è inferiore all indicatore lombardo. L indice di ricambio è il rapporto tra la popolazione tra 60 e 64 anni (teoricamente prossima all uscita dal mondo produttivo) e la popolazione tra 15 e 19 anni (teoricamente deputata a sostituire la fascia precedente). Anche in questo caso più alto è il valore, più difficile risulta il ricambio. In provincia di Pavia si riscontra un dato superiore alla media lombarda in tutti e tre i Distretti, soprattutto in Oltrepo. Questi due ulteriori indicatori evidenziano una situazione di disagio sociale più evidente in alcune zone della provincia, in particolare nell Oltrepo, mentre il Pavese, che ha la popolazione più giovane, soprattutto nella zona a nord al confine con la provincia di Milano, gode di una situazione più paragonabile alle medie regionali. Immigrazione straniera in provincia di Pavia Dai dati pubblicati nel decimo rapporto sull immigrazione straniera nella Provincia di Pavia dall Osservatorio Regionale per l integrazione e la multietnicità nel Novembre 2014 (vedi Tabella 1.1.6) si evince che dal Gennaio 2002 al Luglio 2013 il numero degli stranieri regolarmente iscritti alle anagrafi dei Comuni della provincia di Pavia è passato da circa residenti stranieri nel 2002 a circa nel luglio A questo dato vanno aggiunti gli stranieri in condizioni giuridiche di regolari non residenti e gli irregolari che si stima ammontino complessivamente a circa unità. In totale quindi la presenza degli immigrati in provincia di Pavia si aggira intorno a unità. Tabella Stima degli stranieri presenti in provincia di Pavia. Anni , valori in migliaia di unità Fonte dati: n. elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multi etnicità Novembre 2014 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 7 di 139
10 Grafico Stranieri presenti in provincia di Pavia divisi per residenti e non residenti (regolari e irregolari). Anni Stranieri presenti in provincia di Pavia anni Popolazione straniera in migliaia Irregolari Regolari non residenti Residenti dati: n. elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multi etnicità Novembre 2014 Fonte Grafico Stranieri presenti in provincia di Pavia divisi per residenti e non residenti (regolari e irregolari). Anni Valori in percentuale Fonte dati: n. elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multi etnicità Novembre 2014 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 8 di 139
11 Dai Grafici e (Stranieri nella provincia di Pavia), negli ultimi dodici mesi si nota che la presenza globale degli stranieri è lievemente diminuita e che tale diminuzione è prevalentemente a carico degli stranieri irregolari il cui numero risulta dimezzato. La percentuale degli stranieri residenti presenta un costante aumento negli anni. Bisogna però evidenziare che, negli ultimi anni, tale l incremento è rallentato (vedi tabella 1.1.6). Questi due fenomeni probabilmente sono legati alla difficoltà di trovare lavoro nella nostra provincia. La distribuzione per area geografica/cittadinanza di provenienza è: Grafico e Percentuale di stranieri nella Provincia di Pavia suddivisi per Area Geografica e Paesi di provenienza. Distribuzione per Area Geografica di provenienza Distribuzione per Principali Paesi di provenienza Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 9 di 139
12 Cina 4% Perù 3% Moldavia 2% Altra provenienza 13% Romania 31% Ecuador 5% Ucraina 7% Albania 16% Egitto 9% Marocco 10% Fonte dati: n. elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multi etnicità Novembre 2014 La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dall Est Europa (Romania in particolare) con il 53% degli stranieri presenti. Segue il Nord Africa con il 20% di presenze dei quali maggiormente rappresentati gli stranieri provenienti da Marocco ed Egitto. Nelle tabelle seguenti si può osservare che non si registra una sostanziale differenza di età e sesso tra gli immigrati. L età mediana registrata nel 2013 negli stranieri ultraquattordicenni è di 34 anni negli uomini e 32 anni nelle donne. La distribuzione per sesso è pressoché equivalente, 49.0% sono uomini e 51.0% donne. Tabella Età mediana degli immigrati stranieri ultraquattordicenni presenti in provincia di Pavia per genere. Anni Fonte dati: n. elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multi etnicità Novembre 2014 Tabella Stranieri presenti nella provincia di Pavia classificati secondo il genere. Valori percentuali, anni Genere Uomini 53,7 51,9 51,3 48,8 52,3 51,0 50,5 49,0 Donne 46,3 40,1 40,7 51,6 47,7 49,0 49,5 51,0 Totale 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Fonte dati: n. elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multi etnicità Novembre 2014 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 10 di 139
13 Altre caratteristiche strutturali della popolazione migrante della provincia di Pavia sono rappresentate nella Tabella che rappresenta il trend dell anzianità media della presenza in Italia. La tabella documenta, testimoniando una certa stabilità, il progressivo innalzamento solo nella residenza da più di 10 anni. Infatti si può osservare la forte diminuzione negli ultimi anni dei presenti nella fascia 5-10 anni. Nella Tabella si descrive la condizione lavorativa prevalente, dove si nota che il 27% è occupato regolare a tempo indeterminato, mentre i disoccupati sono diminuiti al 14,8%; nella stessa tabella si evidenzia il forte incremento di studenti rappresentato dal 12,1% della popolazione straniera. Nella Tabella si evidenzia la collocazione lavorativa degli stranieri nelle diverse provincie della Lombardia. Per la provincia di Pavia, come negli anni precedenti, i tre indicatori considerati hanno valori inferiori rispetto alla media regionale. Tabella Immigrati stranieri ultraquattordicenni presenti nella provincia di Pavia classificati secondo l anzianità della presenza in Italia. Valori percentuali, anni Anzianità presenza <5 anni 48,9 35,1 53,1 30,9 33,9 21,9 19,4 22, anni 30,6 49,3 34,5 45,3 42,3 50,5 50,1 41,0 >10 anni 20,4 15,6 12,4 23,8 23,9 27,6 30,5 36,7 Tiotale Fonte dati: n. elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multi etnicità Novembre 2014 Tabella Stranieri ultraquattordicenni presenti nella provincia di Pavia classificati secondo la condizione lavorativa prevalente. Valori percentuali, anni Condizione lavorativa Disoccupato 11,0 8,3 6,0 13,5 16,4 12,8 16,2 14,8 Studente 7,1 4,6 5,1 6,8 8,0 4,9 8,5 12,1 Casalinga 4,3 9,6 9,7 11,2 11,4 11,5 6,7 11,8 Occupato regolare tempo determinato 9,1 14,0 13,3 3,9 6,6 3,7 7,3 4,0 Occupato regolare tempo parziale 5,3 5,5 7,7 10,7 8,0 9,5 5,0 8,7 Occupato regolare tempo indeterminato 32,5 28,7 22,6 26,2 24,8 30,6 30,1 27,0 Occupato in cassa integrazione ,2 0,8 - In mobilità ,6 0,1 - Occupato in malattia/maternità/infortuni ,7 0,5 - Occupato irregolare stabile 13,3 8,8 16,6 4,8 4,6 7,0 6,4 1,3 Occupato irregolare precario 8,0 6,0 4,3 3,7 3,2 4,4 3,8 3,7 Lavoratore parasubordinato 2,0 0,5 0,7 3,7 2,9 0,3 2,5 - Autonomo regolare 6,1 9,1 9,3 7,1 6,3 5,3 5,5 12,3 Autonomo irregolare 1,2 2,9 1,2 1,5 1,5 0,9 1,7 1,7 Imprenditore - 0,4 1,3 2,0 0,6 1,2 1,8 0,3 Altra condizione non lavorativa - 0,3 0,5 0,8 1,6 0,6 0,7 1,2 Socio lavoratore di cooperativa - 1,2 1,6 1,5 2,5 2,0 0,8 0,8 Studente lavoratore ,4 1,7 2,8 1,8 0,4 Totale Fonte dati: n. elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multi etnicità Novembre 2014 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 11 di 139
14 Tabella Collocazione delle principali condizioni lavorative degli stranieri ultraquattordicenni nella provincia di Pavia e nelle altre province lombarde. Anno 2013, valori percentuali Province Regolari a tempo indeterminato Irregolari Disoccupati Varese 41,6 6,3 11,6 Como 33,2 9,8 14 Sondrio 30,8 3,5 14,5 Milano città 26, ,7 Altri comuni in provincia di Milano 26,5 16,1 13,8 Monza-Brianza 31,6 8,6 12,5 Bergamo 23,5 7,1 11,4 Brescia 34,5 5,9 18 Pavia 27,0 6,7 14,8 Cremona 40,8 7,1 10,7 Mantova 32,2 7,8 11,6 Lecco 30,5 2,2 24 Lodi 38,2 15,7 7 Totale 30,3 9,9 15,1 Fonte dati: n. elaborazioni su dati Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multi etnicità Novembre 2014 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 12 di 139
15 1.2 Mortalità I dati di mortalità vengono sempre più utilizzati, oltre che come indicatori dello stato di salute della popolazione, anche come strumento di programmazione, verifica e valutazione degli interventi di cura e di prevenzione. I dati pubblicati dall Istat nel 2014, ancorché riferiti agli anni di decesso , evidenziano che nella popolazione pavese i tassi di mortalità assumono ogni anno, in entrambi i sessi, valori superiori ai tassi delle popolazioni di confronto regionale e nazionale. Ancora nel 2011, infatti, il tasso di mortalità nei maschi pavesi è superiore del 14% a quello dei lombardi e del 10% a quello dei connazionali e quello delle femmine pavesi è superiore del 13% a quello delle lombarde e dell'8% a quello delle connazionali (Grafico 1.2.1). Questi stessi dati evidenziano, inoltre, che le cause di morte che maggiormente concorrono ad innalzare i tassi di mortalità nei pavesi oltre i valori di confronto regionali e nazionali, sono: i tumori, il cui tasso di mortalità nei maschi è superiore del 10% a quello dei lombardi e del 18% a quello dei connazionali e nelle femmine è superiore dell 11% a quello delle lombarde e del 19% a quello delle connazionali. In particolare: - il tumore del colon-retto, il cui tasso di mortalità nei maschi è superiore del 21% a quello dei lombardi e del 17% a quello dei connazionali e nelle femmine è superiore del 5% a quello delle lombarde e dell'11% a quello delle connazionali; - il tumore del polmone, il cui tasso di mortalità nei maschi é superiore del 11% a quello dei lombardi e del 19% a quello dei connazionali e nelle femmine é superiore del 4% a quello delle lombarde e del 13% a quello delle connazionali; - il tumore della mammella, il cui tasso di mortalità è superiore del 23% a quello delle lombarde e del 37% a quello delle connazionali; - il tumore dell utero, il cui tasso di mortalità è superiore del 15% a quello delle lombarde e dell'8% a quello delle connazionali; - il tumore della prostata, il cui tasso di mortalità è superiore del 6% a quello nei lombardi e pari a quello dei connazionali; - i tumori emolinfopoietici, il cui tasso di mortalità nei maschi è superiore del 4% a quello dei lombardi e del 15% a quello dei connazionali e nelle femmine é superiore del 35% a quello delle lombarde e del 44% a quello delle connazionali; le malattie del sistema circolatorio, il cui tasso di mortalità nei maschi è superiore del 6,9% a quello dei lombardi e del 4% a quello dei connazionali e nelle femmine è superiore del 9% a quello delle lombarde e dell 1% a quello delle connazionali. In particolare: - le cardiopatie ischemiche, il cui tasso nei maschi è superiore del 5% soltanto a quello dei lombardi e nelle femmine é superiore del 9% a quello delle lombarde e dell'1% a quello delle connazionali; - le cerebrovasculopatie, il cui tasso di mortalità nei maschi é superiore del 3,2% a quello dei lombardi e del 17% a quello nei connazionali e nelle femmine é superiore del 2,2% a quello delle lombarde e del 10% a quello delle connazionali; le malattie dell apparato respiratorio, il cui tasso di mortalità nei maschi è superiore del 16% a quello dei lombardi e del 25% a quello dei connazionali e nelle femmine è superiore del 14% a quello delle lombarde e del 26% a quello delle connazionali. In particolare: - le malattie polmonari cronico-ostruttive, il cui tasso di mortalità soltanto nei maschi é superiore del 7% a quello dei lombardi; le malattie dell apparato digerente, il cui tasso di mortalità nei maschi é superiore dell 1% soltanto a quello dei lombardi e nelle femmine é superiore del 14% a quello delle lombarde e del 7% a quello delle connazionali; i traumatismi ed avvelenamenti, il cui tasso di mortalità nei maschi é superiore del 20% a quello dei lombardi e dell 11% a quello dei connazionali e nelle femmine é superiore del 26% a quello delle lombarde e del 13% a quello delle connazionali. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 13 di 139
16 Un altra fonte a cui è possibile attingere informazioni più recenti sulla mortalità in provincia di Pavia è il Registro Nominativo delle Cause di Morte della nostra ASL. Dall analisi dei suoi dati, infatti, si evince che nel triennio (Grafici e 1.2.3): i tumori sono la prima causa di morte nei maschi (38% dei decessi) e la seconda nelle femmine (27% dei decessi), sono responsabili del decesso di 41 ogni maschi residenti e di 33 ogni femmine residenti. Il tasso di mortalità per tumore è superiore a quello provinciale del 3% nei maschi della Lomellina, del 7% in quelli dell Oltrepo e del 4% nelle femmine del Pavese. In particolare: - il tumore del polmone provoca il decesso di 11 ogni maschi residenti e di 4 ogni femmine residenti ed ha il tasso di mortalità superiore a quello provinciale del 5% nei maschi del Pavese, del 17% in quelli della Lomellina e del 6% nelle femmine del Pavese; - il tumore del colon-retto causa la morte di 4 ogni maschi residenti e di 3 ogni femmine residenti ed ha il tasso di mortalità superiore a quello provinciale del 18% nelle femmine del Pavese, del 4% nei maschi della Lomellina; - il tumore della mammella provoca il decesso di 4 ogni donne residenti ed ha il tasso di mortalità superiore a quello provinciale del 22% nelle femmine del Pavese, del 8% in quelle della Lomellina e del 19% in quelle dell Oltrepo; - il tumore dell utero causa la morte di 1 ogni donne residenti ed ha il tasso di mortalità superiore del 51% nelle femmine della Lomellina; - il tumore della prostata provoca il decesso di 3 ogni uomini residenti ed ha il tasso di mortalità superiore a quello provinciale del 49% nei maschi dell Oltrepo; le malattie del sistema circolatorio sono la seconda causa di morte nei maschi (32% dei decessi) e la prima nelle femmine (40% dei decessi), sono responsabili della morte di 35 ogni maschi residenti e di 47 ogni femmine residenti ed hanno il tasso di mortalità superiore a quello provinciale del 12% nei maschi e del 12% nelle femmine della Lomellina e del 9% nelle femmine dell Oltrepo. In particolare: - le cardiopatie ischemiche causano la morte di 13 ogni maschi residenti e di 13 ogni femmine residenti ed hanno il tasso di mortalità superiore a quello provinciale del 7% nei maschi del Pavese, del 9% in quelli della Lomellina e dell 8% nelle femmine del Pavese, del 17% in quelle della Lomellina e dell Oltrepo; - le cerebrovasculopatie determinano il decesso di 9 ogni maschi residenti e di 15 ogni femmine residenti ed hanno il tasso di mortalità superiore del 22% nei maschi della Lomellina, del 12% in quelli dell Oltrepo e del 10% nelle femmine della Lomellina e del 75% in quelle dell Oltrepo; le malattie dell apparato respiratorio sono la terza causa di morte in entrambi i generi (8% dei decessi nei maschi e 7% nelle femmine), provocano il decesso di 7 ogni maschi residenti e di 9 ogni femmine residenti ed hanno il tasso di mortalità superiore a quello provinciale del 25% nelle femmine della Lomellina. In particolare: - le malattie polmonari cronico ostruttive sono responsabili della morte di 4 ogni maschi residenti e di 2 ogni femmine residenti ed hanno il tasso di mortalità superiore del 5% nei maschi della Lomellina e del 51% nelle femmine dell Oltrepo; le malattie dell apparato digerente, sono la quarta causa di morte in entrambi i generi (4% dei decessi nei maschi e 5% nelle femmine), responsabili della morte 5 ogni maschi residenti e di 5 ogni femmine residenti ed hanno il tasso di mortalità superiore del 17% nei maschi dell Oltrepo, del 4% nelle femmine del Pavese e del 20% in quelle dell Oltrepo; i traumatismi e gli avvelenamenti sono la quinta causa di morte in entrambi i generi (4% dei decessi nei maschi e 3% nelle femmine), responsabili del decesso di 4 ogni maschi residenti e di 4 ogni femmine residenti ed hanno il tasso di mortalità superiore a quello provinciale del 5% nelle femmine del Pavese, del 37% in quelle dell Oltrepo, del 13% nei maschi della Lomellina e del 12% in quelli dell Oltrepo. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 14 di 139
17 Grafico CONFRONTO MORTALITA' PROVINCIA DI PAVIA - LOMBARDIA - ITALIA Tassi standardizzati per età (x residenti) (Fonte: ISTAT) MASCHI Provincia di Pavia MASCHI Regione Lombardia MASCHI Italia FEMMINE Provincia di Pavia FEMMINE Regione Lombardia FEMMINE Italia Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 15 di 139
18 Grafico PRINCIPALI CAUSE DI MORTE IN PROVINCIA DI PAVIA Percentuali di frequenza (Fonte: Registro Cause di Morte ASL) 14% MASCHI 4% 32% Mal. Sist. Circolatorio 4% Tumori 8% Mal. App. Respiratorio Mal. App. Digerente Traumatismi Altre Cause 38% 19% FEM MINE 3% 4% 40% Mal. Sist. Circolatorio Tumori Mal. App. Respiratorio 7% Mal. App. Digerente Traumatismi Altre Cause 27% Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 16 di 139
19 Grafico PRINCIPALI CAUSE DI MORTE IN PROVINCIA DI PAVIA Tassi di mortalità (x residenti) (Fonte: Registro Cause di Morte ASL) MASCHI Tasso x FEMMINE MAL. SIST. CIRCOLATORIO TUMORI MAL. SIST. CIRCOLATORIO TUMORI Mal. Cerebrovascolari 14 Mal. Ischemiche del cuore 13 Mal. Ischemiche del cuore 12 Tumore del polmone Mal. Cerebrovascolari MAL. APP. RESPIRATORIO 9 MAL. APP. RESPIRATORIO MAL. APP. DIGERENTE MAL. APP. DIGERENTE Tumore del colon-retto TRAUMATISMI Mal. Polmonari cronico ostruttive Tumore della prostata 5 Tumore della mammella TRAUMATISMI 4 3 Tumore del polmone Tumore del colon-retto 2 1 Mal. Polmonari cronico ostruttive Tumore dell'utero 0 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 17 di 139
20 1.3 Incidenza tumori La disponibilità di dati epidemiologici sui tumori aiuta a meglio comprendere e contrastare il fenomeno del cancro negli aspetti clinici di diagnosi e cura e in quelli socio-istituzionali di prevenzione. Il Registro Tumori della provincia di Pavia, attivo dal 2008 nell ASL di Pavia, ha iniziato la registrazione dei casi di tumore incidenti nei pavesi nel 2003 ed è giunto, in questi anni di attività, a completare la registrazione dei casi incidenti nel Dall analisi dei suoi dati si evince che in provincia di Pavia (Grafici e 1.3.2): i tumori: - insorgono nel 55% dei casi nei maschi e nel 45% nelle femmine; - riguardano, in media ogni anno, maschi e femmine; - hanno un incidenza di 132 maschi ogni residenti e di 101 femmine ogni residenti; i tumori più frequenti e a più alta incidenza nei maschi, sono: - il tumore del polmone, che costituisce il 17% dei tumori totali e interessa 20 pavesi ogni ; - il tumore della prostata, che analogamente costituisce il 17% dei tumori totali e interessa 20 pavesi ogni ; - il tumore del colon-retto, che costituisce il 13% dei tumori totali e interessa 15 pavesi ogni ; - il tumore della vescica, che costituisce il 9% dei tumori totali e interessa 10 pavesi ogni ; - i tumori del tessuto emolinfopoietico, che costituisce l 8% dei tumori totali e interessa 9 pavesi ogni ; - il tumore del fegato, che costituisce il 6% dei tumori totali e interessa 7 pavesi ogni ; - il tumore dello stomaco, che costituisce il 5% dei tumori totali e interessa 6 pavesi ogni ; - il tumore del rene, che costituisce il 4% dei tumori totali e interessa 5 pavesi ogni ; i tumori più frequenti e a più alta incidenza nelle femmine, sono: - il tumore della mammella, che costituisce il 30% dei tumori totali e interessa 27 pavesi ogni ; - il tumore del colon-retto, che costituisce il 14% dei tumori totali e interessa 12 pavesi ogni ; - i tumori del tessuto emolinfopoietico, che costituisce l 8% dei tumori totali e interessa 7 pavesi ogni ; - il tumore dell utero, che costituisce il 7% dei tumori totali e interessa 6 pavesi ogni ; - il tumore del polmone, che costituisce il 6% dei tumori totali e interessa 5 pavesi ogni ; - il tumore dello stomaco, che costituisce il 4% dei tumori totali e interessa 4 pavesi ogni ; - il tumore del fegato, che costituisce il 4% dei tumori totali e interessa 3 pavesi ogni ; - il tumore dell ovaio, che costituisce il 4% dei tumori totali e interessa 3 pavesi ogni ; - il tumore della vescica, che costituisce il 3% dei tumori totali e interessa 2 pavesi ogni ; - il tumore del rene, che costituisce il 2% dei tumori totali e interessa 2 pavesi ogni Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 18 di 139
21 Grafico PRINCIPALI TUMORI INCIDENTI IN PROVINCIA DI PAVIA Percentuali di frequenza (Fonte: Registro Tumori ASL) MASCHI 21% 17% Polmone Prostata Colon-retto 4% Vescica 17% Emolinfopoietico 5% Fegato 6% Stomaco Rene 8% 13% Altre sedi 9% FEMMINE 19% 2% 3% 3% 4% 4% 6% 7% 8% 30% 14% Mammella Colon-retto Emolinfopoietico Utero Polmone Fegato Stomaco Vescica Ovaio Rene Altre sedi Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 19 di 139
22 Grafico PRINCIPALI TUMORI INCIDENTI IN PROVINCIA DI PAVIA Tassi d'incidenza (x residenti) (Fonte: Registro Tumori ASL) Polmone Prostata Colon-retto Vescica Emolinfopoietico Fegato Stomaco Femmine Maschi Rene Mammella Utero Ovaio Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 20 di 139
23 1.4 Prevalenza patologie da Banca Dati Assistito (BDA) La possibilità di incrociare tutte le informazioni disponibili in ASL sugli eventi sanitari e socio-sanitari della popolazione provinciale oltre che delle sue caratteristiche individuali (anagrafica, esenzioni ecc.) consente, già da diversi anni, di mappare la situazione epidemiologica locale, attraverso lo strumento BDA (Banca Dati Assistiti). La Tabella rappresenta la caratterizzazione epidemiologica della popolazione pavese nell anno Tabella Caratterizzazione epidemiologica della popolazione provinciale BDA (Banca Dati Assistito) - Anno 2013 Categoria prioritaria Assistiti Età media Spesa totale Spesa pro-capite % di categoria 01 - Deceduto , ,97 1,2% 02 - Trapianto , ,40 0,1% 03 - Ins_renale , ,92 0,6% 04 - HIV , ,20 0,3% 05 - Neoplasia , ,44 5,0% 06 - Diabete , ,59 4,9% 07 - Cardiovasculopatia , ,73 16,0% 08 - Broncopneumopatia , ,82 1,4% 09 - Gastropatia , ,71 1,3% 10 - Neuropatia , ,91 0,7% 11 - Autoimmuni , ,11 0,8% 12 - Endocrinopatia , ,69 1,6% 13 - Malattie rare , ,47 0,4% 14 - Parto , ,70 0,6% 15 - Altro (Utente non consumatore) , ,0% 16 - Altro (Utente consumatore) , ,12 49,1% Totale , ,26 100,0% Sono ricompresi in tabella tutti gli assistiti deceduti nel corso dell anno (categoria 01- deceduto) Gli assistiti affetti da patologie croniche e/o degenerative sono rappresentati nelle categorie da 02 a 13. Ogni persona è conteggiata una sola volta attraverso la caratteristica patologica prevalente. I cardiovasculopatici sono la sottopopolazione più numerosa con circa pazienti. La seconda patologia più rappresentata in termini numerici è la neoplasia con assistiti affetti. Proseguendo in ordine di frequenza troviamo gli affetti da diabete che sono oltre Le altre patologie croniche e/o degenerative più diffuse sono la broncopatia, l endocrinopatia, la gastropatia, ciascuna delle quali colpisce tra e persone ciascuna. Complessivamente le patologie croniche principali interessano circa cittadini della provincia, pari al 33,1% della popolazione generale. Nella Tabella sono presenti ulteriori caratterizzazioni. La categoria 14 conteggia le donne che hanno partorito nel corso dell anno A conferma di quanto descritto nella parte demografica si segnala il basso numero di parti (3.160) specie rispetto al numero di decessi nel periodo (6.660). La categoria 15 - Altro Utente non consumatore, pari al 16% della popolazione generale, è rappresentata da coloro che nel corso dell anno 2013 non hanno avuto contatti con il sistema sanitario registrati nei data base amministrativi (ricoveri, visite specialistiche, prescrizioni farmacologiche a rimborso SSN). Infine, l ultima categoria 16 Altro Utente consumatore è residuale in quanto composta da tutti coloro che non rientrano nei criteri di inclusione precedenti. Sono poco meno della metà della popolazione (il 49,1%) e ricorrono a prestazioni sanitarie in modo saltuario e per problemi contingenti o acuti non conseguenti a patologie di tipo cronico. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 21 di 139
24 La colonna spesa totale riporta i valori al lordo delle prestazioni sanitarie effettuate (ricoveri ospedalieri, specialistica ambulatoriale, farmaceutica), per le quali l ASL remunera le strutture di erogazione. La spesa per i cardiovasculopatici è la più elevata (157 mln/euro) seguita dalla spesa per i neoplastici (121 mln/euro) che numericamente sono meno di un terzo rispetto alla categoria precedente ma necessitano di cure più complesse e costose. Al terzo posto nei consumi si trovano le persone collocate nella categoria residuale dei non cronici (113 mln/euro) che precedono i diabetici (64 mln/euro). Discorso a parte merita il consumo di risorse dedicato agli ultimi mesi di vita delle persone (voce 01 Deceduto) per un totale di circa 54 milioni di euro. Questa quota di costo è impiegata dall ASL a rimborso delle prestazioni sanitarie erogate in sei mesi alle persone decedute nel corso dell anno 2013, in particolare per i ricoveri ospedalieri (infatti, calcolando che i decessi avvengono durante tutto l anno possiamo con ragionevolezza approssimare che ogni persona trascorra in vita 6 mesi dell anno 2013). Complessivamente l assorbimento di risorse dedicato alla diagnosi, cura e riabilitazione delle persone affette da patologia cronica, che rappresentano il 33,1% della popolazione, ammonta al 72% del totale dei costi. Pertanto è evidente che gli sforzi dell ASL volti a garantire livelli di prestazioni omogenee ed appropriate sul territorio provinciale, debbano tenere conto in primo luogo dei percorsi assistenziali dei pazienti affetti da una o più patologie di tipo cronico, che, per definizione, di norma non guariscono, ma che possono essere efficacemente curate. La condizione che all anno assorbe più risorse sanitarie pro-capite ( euro circa) è quella del trapiantato d organo (cuore, fegato, rene ecc.) per la complessità dell assistenza e delle terapie necessarie. Seguono come consumo l insufficienza renale ( euro) e l HIV (9.700 euro), a causa del ricorso frequente e ripetuto a prestazioni e servizi sanitari di elevata complessità, nonché a farmaci ad alto costo. I neoplastici assorbono risorse sanitarie annuali pro-capite in provincia pari a circa euro. Il pro-capite medio dei diabetici è di poco inferiore ai euro. Per assistere un cardiopatico in media occorrono poco meno di euro. I due gruppi di patologie croniche collegati ad endocrinopatie ed autoimmunità assorbono risorse annuali molto prossime al valore medio indistinto pro-capite, pari a euro, e si caratterizzano quindi come forme patologiche mediamente meno complesse. I pazienti affetti da malattie rare necessitano ciascuno di circa euro di risorse sanitarie. E interessante notare che l età media al decesso è elevata, essendo pari a più di 80 anni. A parte le persone HIV positive o affette da AIDS, i trapiantati e gli autoimmuni l età media delle persone afflitte dalle cronicità più importanti è compresa tra 50 e 70 anni. Sorprende, in termini generali, l elevata età media al parto, che nel 2013 si attesta a 32,1 anni. Si tratta peraltro di un dato costante nel trend degli ultimi anni. La Tabella riporta la distribuzione percentuale per distretto e provinciale delle categorie epidemiologiche mappate nella precedente tabella. Le persone che non hanno avuto eventi sanitari nel corso dell anno (categoria 15) oscillano in provincia da un minimo in Oltrepo ad un massimo nel Pavese. Gli assistiti con scarsi contatti con le strutture sanitarie o comunque non affetti da malattie croniche e/o degenerative (categoria 16) sono percentualmente più bassi in Oltrepo che negli altri distretti. Nell ambito delle patologie cronico-degenerative i cardiopatici sono percentualmente più numerosi in Oltrepo rispetto al Pavese (17,3% verso 15,1%). La percentuale di diabetici invece è più elevata in Lomellina (5,3%) rispetto al Pavese (4,6%). Le neoplasie sono percentualmente un po più alte in Oltrepo. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 22 di 139
25 Complessivamente la percentuale di assistiti con patologia cronica in provincia di Pavia è del 33,1% (rispettivamente il 33,4% in Lomellina, il 35,2% in Oltrepo e 31,6% nel Pavese). Tabella Caratterizzazione epidemiologica della popolazione provinciale in termini percentuali e suddivisione distrettuale Anno 2013 Categoria prioritaria Lomellina Oltrepo Pavese Provincia 01 - Deceduto 1,3% 1,4% 1,0% 1,2% 02 - Trapianto 0,1% 0,1% 0,1% 0,1% 03 - Ins_renale 0,5% 0,7% 0,6% 0,6% 04 - HIV 0,3% 0,2% 0,3% 0,2% 05 - Neoplasia 5,0% 5,3% 4,9% 5,0% 06 - Diabete 5,3% 4,9% 4,6% 4,9% 07 - Cardiovasculopatia 16,3% 17,3% 15,1% 16,1% 08 - Broncopneumopatia 1,3% 1,7% 1,4% 1,4% 09 - Gastropatia 1,2% 1,4% 1,3% 1,3% 10 - Neuropatia 0,7% 0,8% 0,6% 0,7% 11 - Autoimmuni 0,5% 0,7% 1,0% 0,8% 12 - Endocrinopatia 1,9% 1,7% 1,4% 1,6% 13 - Malattie rare 0,4% 0,4% 0,5% 0,4% 14 - Parto 0,6% 0,5% 0,7% 0,6% 15 - Altro (Utente non consumatore) 15,8% 14,9% 16,6% 15,9% 16 - Altro (Utente consumatore) 48,9% 48,0% 50,1% 49,2% Totale 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% Il consumo pro-capite di risorse sanitarie degli assistiti dei tre distretti provinciali, rappresentato in Tabella 1.4.3, permette di effettuare alcune considerazioni, anche se questa analisi non tiene conto delle differenti distribuzioni di età dei tre ambiti. Il consumo medio provinciale di risorse sanitarie all anno è di euro pro-capite Nel distretto Oltrepo si riscontra la spesa media globale più alta (1.260 euro) e nel Pavese la più bassa (1.118 euro). Naturalmente, in questo caso, occorre tener conto che la popolazione dell Oltrepo è più anziana che quella del Pavese e quindi assorbe più risorse sanitarie. Alcune considerazioni sulle patologie cronico-degenerative, che non risentono se non in modo minore di differenti distribuzioni per età, possono però essere fatte. Gli ultimi mesi di vita (categoria 01 deceduto in corso d anno) assorbono più risorse nel Pavese che negli altri distretti. Il maggiore utilizzo dell ambiente ospedaliero, anche a causa di una offerta più ampia, è alla base di questa differenza. Occorrerebbe in ogni caso, a fronte del presumibile profondo disagio personale e familiare che precede il momento del decesso, ricercare forme di assistenza meno pesanti e psicologicamente più accettabili. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 23 di 139
26 Tabella Consumi della popolazione assistita distrettuale per ricoveri ospedalieri, specialistica ambulatoriale e farmaceutica convenzionata Valori pro-capite e confronto tra distretti Anno 2013 Categoria prioritaria Lomellina Oltrepo Pavese Provincia 01 - Deceduto 8.358, , , , Trapianto , , , , Ins_renale , , , , HIV 9.602, , , , Neoplasia 4.340, , , , Diabete 2.386, , , , Cardiovasculopatia 1.778, , , , Broncopneumopatia 1.534, , , , Gastropatia 1.572, , , , Neuropatia 2.841, , , , Autoimmuni 1.103, , , , Endocrinopatia 954,25 981, , , Malattie rare 2.248, , , , Parto 2.922, , , , Altro (Utente non consumatore) Altro (Utente consumatore) 419,94 451,99 419,11 433,53 Totale 1.146, , , ,14 Nella Tabella sono considerate, a livello percentuale, le risorse sanitarie dedicate all assistenza delle principali patologie croniche, per livello di erogazione di servizio. I dati presentati documentano che i ricoveri ospedalieri assorbono la quota maggiore di risorse, si avvicinano o superano il 50%, per tutte le principali categorie di patologia, tranne la neuropatia. In particolare, nei deceduti in corso d anno i ricoveri assorbono la quasi totalità delle risorse (81,2 a livello provinciale). Sembrerebbe, rispetto alla patologia sofferta, più logico sostenere che alti consumi percentuali di ricovero sono giustificabili nei neoplastici, in considerazione della complessità e delle necessità ingravescenti di prestazioni specialistiche. Di conseguenza appare fenomeno da approfondire l assorbimento di risorse per ricovero ospedaliero nel diabetico e nel cardiopatico. L episodio, o gli episodi, di ricovero, rappresentano, di norma, solo una limitata esperienza nel corso degli anni di presenza di una patologia cronica (il momento della diagnosi, gli episodi di aggravamento ecc.). Di conseguenza si comprendono i tentativi di questi ultimi anni, supportati dal progresso tecnologico e dei presidi terapeutici, di ridurre l impatto di tale livello di erogazione delle cure (da degenza ordinaria a day hospital e/o a prestazione ambulatoriale; da acuto a sub-acuto e riabilitazione, anche extraospedaliera); dall ospedale al territorio (es. CreG) nell ambito dei percorsi diagnostico terapeutico assistenziali che sempre più vengono condivisi a livello locale. Le prestazioni specialistiche variano in modo non molto rilevante tra patologie diverse, tranne la neoplasia in cui sono percentualmente più pesanti. Le prescrizioni farmaceutiche pesano per circa il 50% dei consumi nel neuropatico e del 28% nel neoplastico. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 24 di 139
27 Tabella Consumi della popolazione provinciale per le principali patologie croniche suddivisi percentualmente per ricoveri ospedalieri, specialistica ambulatoriale e farmaceutica convenzionata Anno 2013 Deceduto Neoplasia Diabete Cardiopatia/ Ipertensione Neuropatia Lomellina Oltrepo Pavese Provincia Ricoveri 82,8% 79,9% 80,7% 81,2% Specialistica 8,1% 9,8% 9,3% 9,0% Farmaceutica 9,1% 10,3% 10,1% 9,8% Ricoveri 43,8% 46,6% 45,0% 45,0% Specialistica 26,1% 25,8% 26,5% 26,2% Farmaceutica 30,1% 27,7% 28,6% 28,8% Ricoveri 51,7% 52,4% 48,5% 50,7% Specialistica 17,5% 17,2% 17,9% 17,6% Farmaceutica 30,8% 30,4% 33,5% 31,7% Ricoveri 56,3% 56,5% 53,9% 55,5% Specialistica 17,7% 17,7% 18,6% 18,0% Farmaceutica 26,0% 25,8% 27,5% 26,5% Ricoveri 38,9% 36,1% 32,6% 35,8% Specialistica 14,6% 14,9% 14,8% 14,8% Farmaceutica 46,5% 49,0% 52,6% 49,5% Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 25 di 139
28 1.5 Malattie infettive La sorveglianza, la prevenzione ed il controllo nei confronti delle malattie infettive e diffusive assumono una importanza strategica nell ambito del sistema sanitario. Un buon coordinamento degli interventi tra i diversi soggetti coinvolti (Dipartimento di Prevenzione Medico, Strutture Sanitarie, MMG, PLS) consente, infatti, di conoscere l andamento epidemiologico delle malattie, elemento indispensabile per una corretta programmazione degli interventi di Prevenzione primaria e secondaria. La corretta gestione del sistema informativo MAINF resta fondamentale per una buona sorveglianza sia locale che regionale. In questa ottica ha avuto inizio il sistema di segnalazione on line delle malattie infettive da parte dei MMG e PLS, l implementazione è positiva, sono pervenute con il nuovo sistema 448 segnalazioni, siamo in attesa dell estensione del sistema alle Strutture Ospedaliere. Particolare attenzione è stata posta all attivazione di processi integrati finalizzati ad un aumento delle competenze e dell accettazione consapevole degli interventi vaccinali, che restano il principale strumento per la prevenzione delle malattie infettive, nei cittadini /gruppi target Descrizione del fenomeno nel territorio provinciale in termini quantitativi Nella Tabella troviamo un estrazione dei casi delle principali malattie verificatesi nel biennio 2013/2014 divisi per sesso. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 26 di 139
29 Tabella Andamento delle principali malattie infettive in Provincia di Pavia anni INIZIO SINTOMI ANNO SESSO F M TOTALE F M TOTALE PATOLOGIA NUMERO NUMERO NUMERO NUMERO NUMERO NUMERO Aids Malattia invasiva da HIB Malattia invasiva meningococcica Malattia invasiva pneumococcica Morbillo Rosolia Rosolia congenita Rosolia gravidanza Tubercolosi Sifilide Salmonellosi non tifoidee Scabbia Diarrea infettiva Epatite A Epatite B Epatite E INFEZIONE HIV Encefalite da West Nile Virus TOTALE Dall analisi dei dati dell anno 2014 si evidenzia una netta diminuzione di alcune patologie: Malattie invasive da pneumococco: questo dato sembrerebbe confermare l efficacia della vaccinazione che ha raggiunto nel nostro territorio degli ottimi livelli di copertura nell infanzia e nelle categorie a rischio. L inserimento immediato su MAINF delle segnalazione delle Malattia Invasive e la completezza delle relative schede da parte delle ASL permettono alla Regione di effettuare il monitoraggio dei sierotipi responsabili e, quindi, di orientare e di aggiornare, quando necessario, la politica vaccinale. Morbillo: anche per questa malattia esiste un vaccino efficace e le buone coperture raggiunte hanno permesso il contenimento di alcune epidemie che si sono verificate con partenza da soggetti adulti mai vaccinati. Tubercolosi: il numero delle segnalazioni è diminuito, ma rimane invariato il target; anche nel 2014 i casi hanno riguardato giovani immigrati provenienti da aree endemiche ed anziani italiani. Diarree infettive: il numero di segnalazioni è diminuito, resta il dato che la quasi totalità di queste sono da attribuire agli agenti eziologici quali Clostridi ed Enterovirus in soggetti sottoposti a terapia antibiotica e ricoverati per tempi lunghi. Dal 15 Giugno 2014 è iniziata la Sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori con particolare riferimento alla Chikungunya, Dengue, Zika virus e West Nile Dise-ase - Giugno 2014 Sono stati segnalati 21 casi confermati di malattia neuro-invasiva da West Nile; i casi sono stati segnalati dalle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. La fascia di età con il maggior numero di casi è >75 anni Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 27 di 139
30 Nella provincia di Pavia sono stati segnalati 5 casi autoctoni. C è da sottolineare che il laboratorio di virologia dell IRCCS San Matteo è centro di riferimento regionale. A seguito delle segnalazioni di West Nile, in collaborazione con il Dipartimento Veterinario che è si è occupato della specifica sorveglianza entomologica, si sono presi contatti con i Sindaci dei comuni interessati per le misure di bonifiche previste. Si tratta per lo più di prescrizioni di igiene pubblica da adottare con tempestività per frenare l'infestazione e il conseguente propagarsi del virus. 1.6 Incidentalità stradale Nel 2013 gli incidenti stradali con lesioni a persone rilevati in Italia sono stati e hanno causato il decesso di persone, mentre altre sono rimaste ferite (Tabella 1.6.1). Ogni giorno, durante il 2013, si sono verificati in media 497 incidenti stradali, che hanno comportato lesioni alle persone e, in particolare, la morte di 9 individui e il ferimento di altri 705. Rispetto al 2012, si riscontra una diminuzione del numero di incidenti (-2,9%), feriti (-2,7%) e morti (-7,3%). (Dati ISTAT ACI Rapporto del 4 novembre 2014). Dal 2011 è stata inaugurata dall Assemblea Generale delle Nazioni Unite e dalla Commissione Europea la nuova decade d iniziative per la Sicurezza Stradale ; l obiettivo fissato per il 2020 consiste nell ulteriore dimezzamento dei morti sulle strade in Europa e nel mondo. In Italia continua il trend discendente del numero dei morti, già registrato nella precedente decade. Come rappresentato in Tabella n , tra il 2002 e il 2013 in Italia, gli incidenti stradali con lesioni a persone, sono passati da a , con un calo complessivo del -31,72%; i morti sono passati da a 3.385, con una riduzione del -51,50% e i feriti da a (-31,99%). Tabella Incidenti stradali, morti e feriti in Italia - Anni (valori assoluti, indice di mortalità e variazioni percentuali) Anni Incidenti Morti Feriti Indice di mortalità Variazione % annua numero morti Vs anno precedente Variazione % numero morti rispetto al , ,6-6 -6,0% ,5-6,7-12,3% , ,6% ,4-2,6-18,8% ,2-9,5-26,5% ,2-7,9-32,3% ,3% ,9-3,5-41,4% ,88-5,6-44,7% ,96-5,4-47,7% ,87-7,30-51,5% Elaborazione da dati ISTAT ACI Rapporto del 4 novembre 2014 su dati anno 2013 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 28 di 139
31 Tabella Incidenti stradali, morti e feriti in Italia Confronto anni Incidenti stradali e Valori assoluti persone coinvolte Variazione % Incidenti stradali ,94% Morti ,34% Feriti ,76% Elaborazione da dati ISTAT ACI Rapporto del 4 novembre 2014 su dati anno 2013 I dati riferiti alla Regione Lombardia e alle sue provincie nell anno 2013 possono essere osservati nella Tabella Tabella Incidenti stradali, morti e feriti in Regione Lombardia e nelle singole provincie e dettaglio sugli incidenti mortali Rilevazione anno 2013, valori assoluti ITALIA LOMBARDIA E PROVINCE Residenti dati ISTAT aggiornati al 01/01/2013 Valore assoluto Totale incidenti 2013 Di cui incidenti mortali Persone infortunate Valore Persone infortunate assoluto Morti Feriti Morti Feriti Bergamo Brescia Como Cremona Lecco Lodi Mantova Milano Monza e della Brianza Pavia Sondrio Varese Lombardia Italia Elaborazione da dati ISTAT ACI Rapporto del 4 novembre 2014 su dati anno 2013 In Lombardia, regione da sempre al primo posto nella graduatoria dell'incidentalità in Italia, l andamento degli incidenti stradali non si discosta rispetto ai dati nazionali. Nell anno 2013, si registrano: incidenti (-5,11% rispetto all anno 2012), feriti (-4,97% rispetto all anno 2012) 422 morti (-21,85% rispetto all anno 2012). In Provincia di Pavia, nell anno 2013, si registrano incidenti (-4,13% rispetto all anno 2012), feriti (-3,27% rispetto all anno 2012) e 37 morti (-9,76% rispetto all anno 2012). L analisi dettagliata dei dati contenuti nell ultimo rapporto ISTAT ACI Rapporto del 4 Novembre 2014 sui dati del 2013 evidenzia in sintesi che: gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane; si verificano più incidenti a Luglio, ma il picco di mortalità rimane nel mese di Agosto; la Domenica, il Sabato ed il Venerdì sono i giorni più pericolosi; si registrano tre picchi orari di incidentalità: tra le 8 e le 9 del mattino, intorno alle 13 e tra le 18 e le 19. Gli incidenti più gravi si verificano tra le 3 e le 6 del mattino; Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 29 di 139
32 gli incidenti di notte sono più gravi fuori città, la Domenica e il Lunedì; la tipologia di sinistro più frequente è lo scontro frontale-laterale; la distrazione, il non-rispetto della precedenza e la velocità elevata sono le prime cause di incidente; individui 20-29enni e 40-44enni sono le principali vittime di incidenti mortali; fra i conducenti calano morti e feriti, ma aumentano gli infortunati specie nella fascia d età anni; sono in aumento le vittime tra i ciclisti, soprattutto donne, gli incidenti in bicicletta sono più numerosi rispetto ai ciclomotori; sono gli anziani i pedoni più coinvolti negli incidenti, in aumento giovani e bambini; tra i passeggeri il maggior numero di vittime è fra i giovani, ma il trend è in discesa; si concentra nei grandi Comuni un terzo degli incidenti sulle strade urbane. Sul tema della sicurezza stradale e della prevenzione degli incidenti stradali il Dipartimento di Prevenzione Medico dell ASL agisce in sintonia al Piano Sanitario Nazionale, al Piano Nazionale e Regionale della Prevenzione che include tra i suoi obiettivi la necessità di intervenire con forza per ridurre, soprattutto nella fascia di età giovanile, il numero degli incidenti stradali e le menomazioni permanenti conseguenti a tali eventi. Si calcola che circa il 60-70% dei soggetti in riabilitazione per trauma cranico o spinale si trova in detta condizione in seguito ad incidente stradale. 1.7 Infortuni e malattie professionali Dati Epidemiologici Infortuni sul Lavoro Le informazioni di seguito riportate sono state estratte dalla Banca Dati Statistica dell'inail. Infortuni denunciati Gli infortuni sul lavoro denunciati nel triennio rappresentano il totale degli infortuni notificati a INAIL. Nel periodo considerato gli eventi presentano, come da tabella, la seguente distribuzione: nel 2011, nel 2012, nel Tabella Infortuni denunciati all INAIL nel triennio provincia di Pavia e Regione Lombardia Tutte le gestioni ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 VARIAZIONE % Totale Pavia ,67% di cui occorsi a stranieri ,53% Totale Lombardia ,53% di cui occorsi a stranieri ,24% Nel triennio si osserva una riduzione di 981 casi del numero di infortuni denunciati, con una diminuzione pari al 16,67%. Il calo del fenomeno infortunistico nel territorio pavese risulta maggiore rispetto al dato medio regionale (-14,53%). Si registra, inoltre, un decremento anche degli infortuni occorsi a lavoratori stranieri Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 30 di 139
33 (-20,53%); tali eventi rappresentano, nel 2013, il 16% del totale degli infortuni denunciati. La tabella seguente presenta i dati relativi ai casi denunciati per tipo di gestione INAIL e per anno evento: si evidenzia a fine triennio una diminuzione degli infortuni nei macrosettori Industria e Servizi e Agricoltura ed un aumento del 17% per Conto Stato. Tabella Infortuni denunciati all INAIL nel triennio provincia di Pavia per gestione e anno evento Gestione ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 VARIAZIONE % Industria e Servizi ,71% Agricoltura ,24% Conto Stato Dipendenti ,03% TOTALE ,67% Analizzando i dati relativi al macrocomparto Industria e Servizi si rileva che nel triennio i settori nei quali è stato registrato il maggior numero di infortuni denunciati sono Attività manifatturiere (2.568 casi), Sanità e Assistenza sociale (1.746 casi), Commercio (1.349 casi). Seguono Trasporti e magazzinaggio (1.303 casi) e Costruzioni (1.221 casi). Tabella Infortuni denunciati all INAIL nel triennio provincia di Pavia Industria e Servizi -Settori con maggior numero di casi denunciati ed anno evento Anche l analisi dei dati relativi ai casi definiti positivamente da INAIL evidenzia nel triennio un trend in discesa: la diminuzione degli eventi infortunistici è pari al -20,9% sul totale dei casi. Se pure i 101 casi del 2013, in corso di definizione, fossero tutti definiti positivamente, si otterrebbe comunque un calo del 18%. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 31 di 139
34 Tabella Infortuni avvenuti nel triennio e definiti positivamente-con e senza indennizzo- da INAIL per gestione e anno evento provincia di Pavia Infortuni in occasione di lavoro Gli infortuni in occasione di lavoro sono infortuni verificatisi in connessione con le condizioni in cui si svolge l'attività lavorativa comprese le attività prodromiche o strumentali nelle quali è insito un rischio di danno per il lavoratore (INAIL-2013), con esclusione degli infortuni in itinere (eventi accaduti nel percorso casa-lavoro-casa). Comprendono sia gli eventi avvenuti in ambienti di lavoro ordinario, senza coinvolgimento di mezzo di trasporto, sia gli infortuni occorsi a lavoratori operanti con uso di mezzi di trasporto. Tabella Infortuni avvenuti in occasione del lavoro e denunciati all'inail- Triennio provincia di Pavia Con riferimento al triennio i casi avvenuti in occasione di lavoro e indennizzati dall INAIL a tutto il sono stati complessivamente nel 2011, nel 2012, nel Il confronto dei dati del triennio rileva un trend in diminuzione nel 2013 sia per gli infortuni in ambiente di lavoro ordinario che per gli eventi collegati all uso di mezzo di trasporto. Tabella Infortuni avvenuti in occasione del lavoro e indennizzati da INAIL Triennio provincia di Pavia Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 32 di 139
35 Nelle seguenti tabelle gli infortuni in occasione di lavoro sono distribuiti rispettivamente nelle categorie Ambiente di lavoro ordinario e con mezzo di trasporto e suddivisi per gestione. Tabella Infortuni indennizzati da INAIL-per gestione-in occasione di lavoro- Ambiente di lavoro ordinario-triennio provincia di Pavia Tabella Infortuni indennizzati da INAIL-per gestione-in occasione di lavoro- Con mezzo di trasporto-triennio provincia di Pavia La tabella che segue presenta, nell ambito di Industria e Servizi, la distribuzione degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro ed in ambito di lavoro ordinario, suddivisi per settore di attività economica. In termini assoluti nel triennio il maggior numero di infortuni è attribuito all Industria Manifatturiera (1.765 casi); seguono Sanità e Servizi Sociali (903 casi), Costruzioni (818 casi), Trasporto e Magazzinaggio (800 casi) e Commercio (753 casi). Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 33 di 139
36 Tabella Infortuni indennizzati da INAIL-Industria e Servizi-per settore di attività economica-in occasione di lavoro Ambiente di lavoro ordinario Triennio provincia di Pavia All interno dell Industria Manifatturiera e in ambiente di lavoro ordinario risulta maggiore il contributo dei settori Fabbricazione prodotti in metallo (355 casi), Fabbricazione macchinari (346 casi), Industria Alimentare (207 casi). Seguono Industria Minerali non metalliferi (110 casi), Industria Gomma e plastica (102 casi), Industria Chimica (92 casi), Industria del legno (90 casi). Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 34 di 139
37 Tabella Infortuni indennizzati da INAIL per settore di attività economica Industria manifatturiera-in occasione di lavoro ambiente di lavoro ordinario Triennio provincia di Pavia Infortuni con morte o menomazioni permanenti Sono i casi definiti positivamente ed indennizzati da INAIL, avvenuti in occasione di lavoro, che abbiano determinato la morte o menomazioni permanenti. Tali eventi in ambiente di lavoro ordinario sono stati complessivamente 158 nel 2011; 169 nel 2012; 87 nel Gli infortuni avvenuti con mezzo di trasporto sono stati 17 nel 2011, 16 nel 2012, 8 nel Nel'ultimo periodo del triennio il numero dei casi mortali Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 35 di 139
38 (decessi denunciati all INAIL e avvenuti entro 180 giorni dalla data in cui si è verificato l infortunio) potrebbe essere maggiore a causa dei criteri e dei tempi tecnici di rilevazione. Tabella Infortuni con morte o menomazioni permanenti indennizzati da INAIL per tipo di conseguenza-in occasione di lavoro ambiente di lavoro ordinario - Triennio provincia di Pavia Tabella Infortuni con morte o menomazioni permanenti e indennizzati da INAIL per tipo di conseguenza-in occasione di lavoro con mezzi di trasporto - Triennio provincia di Pavia Di seguito sono riportati i numeri relativi agli infortuni mortali segnalati alla UOC Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro della ASL di Pavia ed inseriti nel "Registro infortuni mortali sul lavoro della Regione Lombardia". Tabella Infortuni mortali registrati e indagati da UOCPSAL ASL Pavia - per anno-provincia di Pavia Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 36 di 139
39 La tabella che segue indica i settori del gruppo Industria e Servizi in cui gli infortuni mortali e con menomazioni permanenti occorsi in ambiente di lavoro ordinario risultano più frequentemente rappresentati: Industria Manifatturiera (89 casi ) e Costruzioni (87 casi). Tabella Infortuni con morte o menomazioni permanenti indennizzati da INAIL Industria e Servizi- per settore di attività economica e tipo di conseguenza In occasione di lavoro -Ambiente di lavoro ordinario-triennio provincia di Pavia Analizzando i dati relativi all industria manifatturiera si rileva che il maggior numero di infortuni gravi in ambiente di lavoro ordinario si registra nei settori Fabbricazione prodotti in metallo e Fabbricazione macchinari. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 37 di 139
40 Tabella Infortuni con morte o menomazioni permanenti indennizzati da INAIL in occasione di lavoro ambiente di lavoro ordinario per settore di attività economica e tipo di conseguenza - Industria manifatturiera - Triennio provincia di Pavia Nelle successive tabelle sono indicati gli infortuni avvenuti nel comparto Agricoltura, in ambiente di lavoro ordinario e con mezzo di trasporto, che abbiano determinato morte o menomazioni permanenti. Tabella Infortuni con morte o menomazioni permanenti indennizzati da INAIL Agricoltura-per tipo di conseguenza-in occasione di lavoro ambiente di lavoro ordinario- Triennio provincia di Pavia Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 38 di 139
41 Tabella Infortuni con morte o menomazioni permanenti indennizzati da INAIL Agricoltura per tipo di conseguenza-in occasione di lavoro con mezzi di trasporto-triennio provincia di Pavia Modalità di accadimento La banca dati INAIL fornisce dati elaborati sulla base delle variabili ESAW, sistema europeo di codifica delle modalità di accadimento degli infortuni sul lavoro. Nelle tabelle di seguito riportate sono indicati, per gli infortuni accaduti in ambiente di lavoro ordinario, tre gruppi di variabili. L attività fisica specifica indica l azione che il lavoratore stava compiendo nel momento dell infortunio. Sia per Industria e Servizi che per Agricoltura le attività specifiche più rappresentate sono Movimenti, Manipolazione di oggetti e Lavoro con utensili a mano. Tabella Infortuni indennizzati Industria e Servizi-per tipo di attività fisica specifica a anno evento-in occasione di lavoro Ambiente di lavoro ordinario Triennio provincia di Pavia Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 39 di 139
42 Tabella Infortuni indennizzati -Agricoltura per tipo di attività fisica e anno evento-in occasione di lavoro-ambiente di lavoro ordinario- Triennio provincia di Pavia Analizzando i dati relativi alla variabile contatto in Industria e Servizi e in Agricoltura risultano più frequenti, come causa di lesione, il contatto con agente contundente e lo schiacciamento. Tabella Infortuni indennizzati Industria e Servizi-per tipo di contatto e anno evento Infortuni in occasione di lavoro-ambiente di lavoro ordinario- Triennio provincia di Pavia Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 40 di 139
43 Tabella Infortuni indennizzati -Agricoltura per tipo di contatto e anno evento-in occasione di lavoro-ambiente di lavoro ordinario-triennio provincia di Pavia La deviazione è una variabile che rappresenta lo scostamento dalla normalità ed assume particolare rilevanza ai fini dell individuazione delle misure preventive. Con maggiore frequenza si registrano la perdita di controllo e la caduta di persone. Tabella Infortuni indennizzati Industria e Servizi per tipo di deviazione e anno evento In occasione di lavoro-ambiente di lavoro ordinario-triennio provincia di Pavia Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 41 di 139
44 Tabella Infortuni indennizzati -Agricoltura per tipo di deviazione e anno evento In occasione di lavoro- Ambiente di lavoro ordinario Triennio provincia di Pavia Il grafico seguente riporta i dati relativi alle indagini svolte nell'anno 2014 dalla UO.C.PSAL-ASL di Pavia per infortunio lavorativo. I gruppi di settori economici nei quali è avvenuto il maggior numero di infortuni oggetto di indagine sono Coltivazioni, manutenzione del verde, allevamenti, piscicoltura, Cantieri Siderurgia e fonderia. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 42 di 139
45 Grafico 1.7.1: Indagini infortuni svolte da UOCPSAL ASL Pavia per gruppo di settore economico. Anno 2014 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 43 di 139
46 Dati epidemiologici sulle Malattie Professionali La tabella seguente riporta le malattie professionali denunciate all INAIL in provincia di Pavia nel periodo I dati rilevano un trend in aumento per il macrosettore Industria e Servizi. Tabella Malattie professionali manifestatesi nel triennio e denunciate all INAIL per gestione- Provincia di Pavia La distribuzione delle malattie professionali nella categoria Industria e Servizi, con suddivisione per settore di attività economica ed anno di evento, evidenzia che i settori maggiormente rappresentati sono le Costruzioni e le Attività manifatturiere. Tabella Malattie professionali manifestatesi nel triennio e riconosciute dall INAIL per settore di attività economica- Industria e Servizi- Provincia di Pavia Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 44 di 139
47 Relativamente alla distribuzione dei tipi di malattie definite, nella categoria Industria e Servizi risultano maggiormente rappresentate le patologie asbesto correlate (65 casi) e le ipoacusie da rumore (19). Tabella Malattie professionali manifestatesi nel periodo e definite positivamente per tipo di malattia-industria e Servizi -provincia di Pavia Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 45 di 139
48 In Agricoltura emergono le patologie correlabili a movimentazione manuale quali l ernia del disco. Tabella Malattie professionali manifestatesi nel periodo e riconosciute dall INAIL per tipo di malattia- Agricoltura - provincia di Pavia Tra le segnalazioni di malattia professionale pervenute nel 2014 alla UOCPSAL ASL Pavia- si registra un numero rilevante di patologie asbesto correlate (mesotelioma - 30 casi; asbestosi -2 casi; placche pleuriche -5 casi). Le ipoacusie continuano a rappresentare una quota significativa (22 casi). Rilevante è anche il numero dei casi attribuibili a movimentazione manuale e sovraccarico biomeccanico (discopatia 10 casi; malattie da sovraccarico biomeccanico arto superiore-2 casi). Appaiono in aumento le segnalazioni di mobbing e disturbi da adattamento/costrittivi). Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 46 di 139
49 Tabella Malattie professionali segnalate all ASL Pavia Triennio Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 47 di 139
50 2 Situazione economica e socio-culturale 2.1 Attività economiche ed insediamenti produttivi Dal Rapporto sull Economia Provinciale 2013, presentato dalla Camera di Commercio di Pavia in data 6 giugno 2014, sono state estratte informazioni utili all'analisi del tessuto produttivo pavese. In Provincia di Pavia alla fine del 2013 risultano inserite nel Registro Imprese Infocamere sedi di imprese di cui attive. Se a queste ultime si aggiungono le unità locali presenti nel territorio si ottiene un totale di attività. Le imprese individuali costituiscono il 61% del totale; l artigianato comprende il 30,8% delle imprese, pari a aziende. Il settore più rappresentato tra le imprese è il Commercio con unità, pari al 22,4% delle imprese registrate. E altresì rilevante il contributo del comparto Costruzioni con imprese (18,2%); l Agricoltura con unità (14,3%), le attività Manifatturiere con imprese (10,9%). I Servizi rappresentano il 15,6% delle imprese. Composizione settoriale tessuto imprenditoriale pavese al (valori percentuali settori prevalenti) - Estratto da Rapporto sull'economia Provinciale 2013 SETTORI VALORI PERCENTUALI Agricoltura, silvicoltura e pesca 14,3% Attività manifatturiere 10,9% Costruzioni 18,2% Commercio, riparazione auto 22,4% Servizi 15,6% Nell'artigianato i comparti più rappresentati sono quello edile (47,5%) e quello manifatturiero (21,2%). Tenuto conto della quote relative rispettivamente alle nuove imprese (3.241 iscrizioni) e a quelle cessate non d ufficio (3.530, con riferimento alla cancellazione d ufficio dal Registro delle Imprese di aziende non più operative da almeno tre anni), al termine del 2013 si è rilevato un calo di 289 imprese rispetto al 2012, pari a -0,6%. Anche il numero di posizioni attive si è ridotto di 709 unità (tasso di crescita pari a -1,6%). Rilevante è stata la flessione nel 2013 per i settori Commercio (-224 unità pari a 2%), Edilizia (-260 unità pari a -2,8%), Agricoltura (-285, pari a -3,9%), Manifatturiero (-107, pari a -1,9%). Osservando i dati relativi al comparto manifatturiero, si riscontra una generalizzata riduzione del numero di imprese in quasi tutte le attività, con particolare rilevanza per l industria tessile (-11,1%), la fabbricazione di mobili (-10,4%),la fabbricazione di altri mezzi di trasporto (-10%), articoli in pelle (-20 unità) e prodotti di metallo (- 24 unità). Si registra un andamento positivo del settore riparazione, installazione e manutenzione di macchinari(+0,6%); in aumento anche le attività di raccolta, trattamento e fornitura di acqua (+7,1%); in riduzione i servizi di gestione dei rifiuti (-7%). Nel comparto dei Servizi si segnala lo sviluppo delle attività ausiliarie dei Servizi finanziari e delle attività assicurative (+2,1%), delle attività creative,artistiche e di intrattenimento (+0,8%), delle attività di assistenza sociale residenziale (+4,8%), delle lotterie, scommesse e case da gioco (4,2%). In calo le attività di noleggio e leasing (-10%), servizi per vigilanza e investigazione (-5,3%), di assistenza sanitaria (-4,8%), servizi alla persona (-1,9%). Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 48 di 139
51 Tabella Andamento demografico delle imprese pavesi. Anno Fonte: elaborazione Ufficio Studi CCIAA Pavia- Dati Movimprese. (Estratto da : Rapporto sull Economia Provinciale 2013 ) A fine 2013 le imprese straniere (imprese in cui almeno la maggioranza assoluta delle cariche e/ o qualifiche è detenuta da stranieri) sono e risultano aumentate del 2,7% rispetto al Rappresentano il 9,06% del totale delle imprese della Provincia di Pavia. La quota di imprenditori immigrati di origine extracomunitaria è pari al 67%. Il settore nel quale si registra il maggior numero di imprese straniere con presenza imprenditoriale di origine extracomunitaria è quello delle Costruzioni con imprese (in questo settore il 32% delle imprese è condotto da imprenditori nati all'estero). Seguono Commercio (966 imprese), Alloggio e Ristorazione (500), Attività manifatturiere (406), quali, in particolare, la fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi i macchinari), l'industria alimentare e la confezione di articoli di abbigliamento e pelle. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 49 di 139
52 Tabella Distribuzione secondo l attività economica delle imprese con presenza imprenditoriale di origine extracomunitaria Pavia Anni Elaborazione Ufficio Studi CCIAA PV Fonte Infocamere Stockview. Estratto da Rapporto sull'economia Provinciale 2013" Le Scuole Statali e Paritarie presenti in Provincia di Pavia risultano essere 497 (Estratto dal sito on-line del Ministero Istruzione Università e Ricerca). Ad esse corrispondono 421 sedi suddivise in: 274 sedi di Scuole degli Istituti Comprensivi Statali (Scuole Infanzia, Primaria e Secondaria di I Grado), 31 sedi di Scuole Statali Secondarie di II Grado, 15 Scuole Statali Professionali e 101 Scuole Paritarie di ogni ordine e grado. Tabella Scuole per ordine in Provincia di Pavia Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 50 di 139
53 Il Rapporto sullo Stato dell Ambiente in Lombardia ARPA Lombardia- indica che gli stabilimenti sottoposti ad Autorizzazione Integrata Ambientale nel 2011 sono stati 119. Nello stesso anno risultavano attivi 9 impianti a biogas per la produzione di energia ed altri 8 erano in programmazione. Le aziende a rischio di incidente rilevante sono rispettivamente n. 7 soggette a Dichiarazione e n. 6 soggette a Rapporto (dati settembre 2014). 2.2 Andamento occupazionale Alla fine del 2013 il numero delle forze - lavoro in Provincia di Pavia è di unità, con una flessione, rispetto al 2012, pari allo 1,8% ( unità). Il numero degli occupati nel 2013 ha subito una contrazione del 1,7% ( unità rispetto all anno precedente). I dati indicano una rilevante diminuzione del numero degli occupati nei comparti dell'agricoltura (-35,3% dal 2009 al 2013), del Commercio (-5% rispetto al 2012), delle Costruzioni (-9% nel 2013). L osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Pavia analizza i dati relativi alle comunicazioni dei rapporti di lavoro effettuate dai datori di lavoro: permette di ricavare, quindi, informazioni sull andamento occupazionale nel territorio provinciale nel periodo considerato. Nel 2013 sono stati registrati complessivamente avviamenti al lavoro, con una riduzione di oltre il 10% rispetto a quanto rilevato nell anno precedente. I lavoratori assunti nello stesso anno sono stati : la differenza rispetto al numero degli avviamenti indica più rapporti di lavoro nell anno. Il 30% è rappresentato da lavoratori stranieri. Tabella Provincia di Pavia: Avviamenti e cessazioni di lavoro. Anni Fonte: Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Pavia. Estratto da Rapporto sull'economia Provinciale 2013 Analizzando i dati relativi alla tipologia contrattuale, si rileva che i rapporti di lavoro a tempo determinato, costituiscono il 74,6% degli avviamenti con il 16% di lavoro somministrato; i contratti a tempo indeterminato rappresentano il 15,6% del totale. Seguono i contratti di lavoro parasubordinato (5,6%), l apprendistato (1,8%) e il lavoro intermittente (0,1%). Altre tipologie contrattuali ( p.e. contratti di agenzia, lavoro a domicilio, lavoro occasionale) costituiscono il 2,3%. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 51 di 139
54 Tabella Provincia di Pavia: Avviamenti per tipologia contrattuale. Anno 2013 Estratto dal Rapporto sull'economia Provinciale Fonte: Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Pavia Rilevante è stato il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni: rispetto al 2012 si è registrato nel 2013 un aumento del 14,3%. 2.3 Stili ed abitudini di vita Dal 2009 l ASL di Pavia partecipa al sistema ministeriale di sorveglianza P.A.S.S.I Progressi nelle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia somministrando a un campione di pavesi, d età compresa tra 18 e 69 anni, un questionario sui comportamenti a rischio, sugli stili di vita, sulla percezione dello stato di salute e sulla partecipazione attiva alle iniziative di prevenzione. Poiché le persone intervistate rappresentano statisticamente la popolazione da cui sono state campionate, le loro dichiarazioni sulle condizioni sociali, sui comportamenti e sugli stili di vita sono attribuibili, con buon grado di attendibilità, all intera popolazione dei 18-69enni di appartenenza. Attività fisica Il 15% dei 18-69enni pavesi sono sedentari e il 40% svolge attività fisica in quantità inferiore a quanto raccomandato (30 minuti di attività moderata al giorno per almeno 5 giorni alla settimana, oppure 20 minuti di attività intensa per almeno 3 giorni alla settimana). A più di un terzo dei pavesi (37%) i medici e gli operatori sanitari chiedono il livello di attività fisica praticata e ad 1 su 3 consigliano di svolgere attività fisica. - Stato nutrizionale e abitudini alimentari Il 40% dei 18-69enni pavesi è in eccesso ponderale: il 27% per sovrappeso e il 13% per obesità. Di questi, 1 su 2 riceve dai medici o da altri operatori sanitari, il consiglio di perdere peso e il 47% si mette a dieta. Il 40% dei sovrappeso/obesi riceve dagli operatori sanitari il consiglio di praticare attività fisica con regolarità e 8 su 10 seguono il consiglio. Il consumo di frutta e verdura è abbastanza diffuso nella popolazione, anche se solo il 12% dei pavesi aderisce alle raccomandazioni internazionali di consumarne 5 porzioni al giorno. Consumo di alcol Oltre la metà dei 18-69enni pavesi (52%) fa abitualmente uso di bevande alcoliche; di questi 1 su 5 è bevitore a rischio (consumatore fuori pasto, bevitore di quantità elevate in una singola occasione) e oltre la metà ha tra i 18 e 24 anni. I medici e gli operatori sanitari pongono domande sul consumo di alcolici a enne ogni 10, ne consegue che soltanto il 7% dei bevitori a rischio riceve il consiglio di bere meno. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 52 di 139
55 Abitudine al fumo Il 31% dei 18-69enni pavesi è fumatore e il 16% ex fumatore. L abitudine al fumo è più diffusa tra i giovani di anni (40%) e tra gli adulti di anni (43%). I medici e gli operatori sanitari fanno domande sull abitudine al fumo ad 1 su 3 dei propri assistiti 18-69enni, ne consegue che consigliano di smettere soltanto alla metà dei fumatori (48%). Nell ultimo anno, 1 fumatore su 3 ha tentato di smettere: il 7% ci sta ancora provando, l 84% ha fallito e solo il 7% ci è riuscito, per lo più da solo (90%), l 8% con l aiuto dei farmaci e soltanto l 1% frequentando i centri di disassuefazione al fumo enni pavesi su 4 vietano il fumo nella propria abitazione, ma il 17% di coloro che hanno in casa minori o anziani fuma ugualmente. Quasi la totalità dei pavesi (96%) ha l impressione che il divieto di fumare nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro sia rispettato sempre o quasi sempre. Rischio cardiovascolare Nella nostra realtà, la carta del rischio cardiovascolare è ancora poco utilizzata dai medici e poco richiesta dagli assistiti. Soltanto 1 pavese su 6, d età compresa tra 35 e 69 anni, conosce il punteggio del proprio rischio cardiovascolare. Ipertensione arteriosa Il 7% dei 18-69enni pavesi non ha mai misurato la pressione arteriosa e il 5% l ha misurata più di due anni fa. Un quinto di coloro che hanno controllato la pressione ha ricevuto diagnosi di ipertensione; di questi 8 su 10 sono in trattamento farmacologico. Ipercolesterolemia Il 19% dei 18-69enni pavesi non ha mai misurato la colesterolemia e il 7% fa risalire l ultima misurazione a più di due anni fa. Un quarto (27%) di coloro che si sono sottoposti al controllo ha valori elevati di colesterolo; di questi, il 27% è in trattamento farmacologico, il 78% ha ricevuto consiglio dal medico di ridurre il peso corporeo, l 81% di praticare attività fisica con regolarità, il 90% di ridurre il consumo di carni rosse e formaggi e l 85% di aumentare quello di frutta e verdura. Infortuni domestici Nonostante il 4% dei 18-69enni pavesi ricorra ogni anno alle cure mediche per incidenti domestici, il 97% ritiene che questo rischio sia basso o inesistente. Sicurezza stradale Nei 18-69enni pavesi l uso dei dispositivi di sicurezza in automobile non è ancora del tutto soddisfacente; infatti, l 11% non utilizza in modo sistematico la cintura anteriore dell auto, il 71% non l allaccia quando siede sui sedili posteriori e il 18% ha difficoltà nell utilizzo delle protezioni per il trasporto dei bambini. Il 10% dei 18-69enni pavesi ammette di aver guidato sotto l effetto dell alcol e il 5% di essere stato trasportato da conducenti che avevano bevuto. Programmi di prevenzione individuali Diagnosi precoce del tumore della mammella L 83% delle donne pavesi, tra 50 e 69 anni, ha effettuato la mammografia negli ultimi due anni: il 63% aderendo al programma di screening organizzato dall A.S.L. e il 20% eseguendola di propria iniziativa. Il rimanente 17% di questo target non risulta coperto per quanto riguarda la diagnosi precoce del tumore della mammella e 1 donna su 2 di queste pensa di non aver bisogno di sottoporsi a questo tipo di accertamento. Diagnosi precoce del tumore del collo dell utero Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 53 di 139
56 Negli ultimi tre anni, l 86% delle pavesi, tra 25 e 64 anni, ha effettuato almeno una volta il Pap-Test: il 43% aderendo al programma di screening organizzato dall ASL ed il 43% eseguendolo di propria iniziativa. Il rimanente 14% di questo target non risulta coperto per quanto riguarda la diagnosi precoce del tumore del collo dell utero e 1 donna su 4 di queste pensa di non aver bisogno di sottoporsi a questo tipo di accertamento. Diagnosi precoce del tumore del colon-retto Il 63% dei pavesi tra 50 e 69 anni ha praticato la prevenzione del tumore del colon retto, sottoponendosi al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci negli ultimi due anni e/o effettuando una colonscopia negli ultimi cinque. Il rimanente 37% di questo target non risulta coperto per quanto riguarda la diagnosi precoce del tumore del colon-retto e 1 su 3 di queste persone pensa di non avere bisogno di sottoporsi a questo tipo di accertamento. Vaccinazione antinfluenzale Durante le ultime campagne vaccinali, si sono vaccinati soltanto il 28% dei pavesi che hanno tra 18 e 64 anni e sono a rischio di complicanze dell influenza per malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche o tumorali. Vaccinazione antirosolia Nelle pavesi in età fertile vi è ancora una scarsa consapevolezza del problema legato all infezione rubeolica in gravidanza. La quota di donne non vaccinate e con rubeotest negativo, suscettibili all infezione, può sembrare relativamente contenuta (2%), ma se a questa si aggiunge la quota di coloro che non sono a conoscenza del proprio stato immunitario nei confronti della rosolia (33%), le pavesi in età fertile potenzialmente a rischio di contrarre l infezione sono più di 1 su 3. Benessere Sintomi di depressione Il 3% dei 18-69enni pavesi ha avuto nelle due settimane precedenti l intervista, sintomi di depressione. La metà di questi si è rivolto a un medico, un quarto ad amici e familiari, ma il 22% non ha chiesto aiuto a nessuno. Percezione del proprio stato di salute Complessivamente, i 18-69enni pavesi ritengono il proprio stato di salute, buono o discreto; tuttavia, i più anziani, coloro che hanno una o più patologie croniche, le persone con basso livello d istruzione e quelle che dichiarano di avere difficoltà economiche hanno, 1 su 2, una percezione meno positiva della propria salute. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 54 di 139
57 3 Indicatori di domanda sanitaria 3.1 Consumi sanitari pro-capite La Tabella ed il Grafico a fianco riportano i consumi pro-capite per ricoveri, farmaceutica, specialistica ambulatoriale suddivisi per fascia di età e per sesso. (anno 2013). Tabella e Grafico Consumi pro-capite per fascia di età - Anno 2013 (fonte: BDA 2013) Classe di età Maschi Femmine ,35 530, ,35 252, ,24 304, ,57 325, ,57 452, ,03 587, ,38 749, ,53 776, ,81 701, ,01 764, ,39 902, , , , , , , , , , , , ,44 > , , > 84 Maschi Femmine I consumi sanitari pro-capite (primi anni di vita esclusi) crescono con gli anni, sia per i maschi che per le femmine, fino agli 80 anni, poi decrescono. A parte l età feconda, i consumi degli uomini sono sempre superiori a quelli delle donne, a documentare un bisogno assistenziale maggiore e/o una maggiore complessità delle patologie sofferte. La classe di età nella quale si verificano i maggiori consumi negli uomini è quella tra 80 e 84 anni con circa pro-capite. Anche per le donne la classe di età nella quale i consumi sono maggiori è quella tra 80 e 84 anni, ma con un pro-capite di circa La Tabella riporta invece i consumi pro-capite per ricoveri, farmaceutica, specialistica ambulatoriale suddivisi per fascia di età e per distretto, relativamente agli ultimi tre anni. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 55 di 139
58 Tabella Consumi pro-capite per fascia di età (fonte: BDA ) Classe di età 2011 Lomellina Oltrepo Pavese Lomellina Oltrepo Pavese Lomellina Oltrepo Pavese ,33 638,67 620,66 503,59 647,07 629,76 505,48 650,86 575, ,45 248,16 234,05 302,13 245,79 245,27 285,57 258,82 260, ,02 273,83 368,68 313,51 326,10 353,48 324,66 371,95 338, ,99 372,06 346,97 380,43 417,14 382,96 381,97 377,26 382, ,43 392,97 370,74 427,09 339,21 394,19 372,13 402,23 440, ,06 490,04 442,54 481,96 478,00 451,06 461,63 489,87 449, ,06 582,07 561,23 545,78 601,85 585,24 552,48 638,83 573, ,31 606,36 593,73 582,13 632,40 598,20 607,13 609,60 606, ,12 649,83 662,00 641,09 691,38 626,34 640,38 680,35 624, ,72 786,03 796,39 730,20 807,44 758,93 730,77 755,46 760, ,76 889,90 947,69 923,51 961,47 967,92 898,92 930, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,67 > , , , , , , , , ,84 Fino ai 49 anni di età, anche in considerazione del basso consumo pro-capite, non sembrano evidenziarsi né trend in deciso aumento, né sostanziali differenze tra distretti. Tra i 50 ed i 59 anni il costo pro-capite viaggia intorno al valore della quota sanitaria indistinta. Trai 60 e gli 84 anni il valore pro-capite aumenta progressivamente per classe di età, per tutti e tre i distretti. Oltre gli 84 anni il pro-capite diminuisce in tutti e tre i distretti Domanda sanitaria di ricoveri ospedalieri I Ricoveri Ospedalieri In sintesi, come evidenziato nei paragrafi precedenti, la spesa per ricoveri assorbe la quota maggiore di risorse. Diventa, quindi determinante una analisi del ricorso al ricovero ospedaliero. Il Grafico di seguito riportato rappresenta il trend storico del tasso grezzo di ospedalizzazione in degenza ordinaria (DO), negli ultimi dieci anni. (la colonna anno 2014 è una previsione a fine anno) Il tasso rappresenta il numero di ricoveri in degenza ordinaria (con esclusione del DRG 391 = neonato sano) per anno ed ogni mille abitanti. Dal 2005 il numero dei ricoveri diminuisce in modo costante. Complessivamente si è passati da 170,6 del 2005 al 143,4 consolidato del 2013, con un decremento di 27,2 punti percentuali in nove anni. Questo fenomeno è presente in tutte le realtà regionali e nazionali ed è dovuto al progressivo spostamento di attività mediche e chirurgiche verso altri regimi di assistenza (DH/DS, ambulatoriale, subacute, MAC, BIC ecc.) La previsione a fine 2014 è in ulteriore forte riduzione di 6,4 punti percentuali, a 137 per mille Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 56 di 139
59 Grafico Tasso grezzo di Ospedalizzazione (Solo Degenza ordinaria- con esclusione del DRG 391: neonato sano) Trend e previsione ,0 160,0 170,6 167,7 163,1 160,4 158,7 151,9 148,7 148,3 143,4 137,0 140,0 120,0 100,0 80,0 60,0 40,0 20,0 0, I Grafici e mostrano il trend pluriennale dei ricoveri ospedalieri, attraverso indicatori più specifici rispetto al precedente. Il Grafico 3.2.2, in particolare, illustra l andamento pluriennale dei ricoveri in degenza ordinaria suddivisi tra acuti (a sinistra) e riabilitativi (a destra). Come si può notare, ad una decisa diminuzione del ricorso a ricoveri in reparti per acuti, fa da contraltare un trend in aumento dei ricoveri nel post-acuto, o riabilitativi, che però marcano un andamento incostante negli ultimi anni. Questi ricoveri riabilitativi, in ogni caso, rappresentano una quota inferiore al 15% del totale. (si veda scala numerica assoluta sulla sinistra del grafico) Il Grafico 3.2.3, invece, mostra l andamento negli anni dei casi trattati in day hospital. A sinistra, i casi trattati in reparti per acuti sono ulteriormente suddivisi tra day hospital medici (diagnostici e terapeutici) e day hospital chirurgici. A destra si apprezzano i casi di day hospital erogati in reparti di riabilitazione. Nelle due fattispecie dei DH per acuti, negli anni dopo il 2006 si assiste ad una drastica e progressiva diminuzione, in conseguenza, come prima accennato, delle modifiche nei livelli di assistenza di numerose patologie, interventi ed approfondimenti diagnostici. Pesa molto, inoltre l avvento delle MAC (Macroattività Ambulatoriali ad Alta Complessità Assistenziale), della BIC (Chirurgia a bassa complessità operativa ed assistenziale) e dei ricoveri in sub-acuto. Il DH in riabilitazione è in costante diminuzione dopo il Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 57 di 139
60 Grafico Totale ricoveri in degenza ordinaria in reparti per acuti e di riabilitazione - Trend e previsione 2014 Casi DO - Reparti per acuti Casi DO - Reparti di riabilitazione Grafico Casi DH in reparti per acuti e di riabilitazione Trend e previsione 2014 Casi DH Reparti per acuti Casi DH Reparti di riabilitazione DRG medici DRG chirurgici Il Grafico rappresenta il trend storico del tasso grezzo di ospedalizzazione totale comprensivo dei casi di degenza ordinaria (DO), day hospital/surgery (DH/DS) e del DRG 391 (neonato sano). Nel corso di questi ultimi anni la forte diminuzione dei ricoveri per acuti, sia in degenza ordinaria che in day hospital, solo parzialmente controbilanciata dal maggior utilizzo del ricovero in riabilitazione, ha prodotto la situazione descritta nel suddetto grafico. Dall anno 2006 si è progressivamente concretizzato un trend in discesa che porterà ad un valore (stimato) per l anno 2014 di 172,1 per mille abitanti, in discesa di circa 3 punti rispetto al Complessivamente, negli otto anni che vanno dal 2006 all ultimo anno consolidato, ovvero il 2013, il tasso grezzo di ospedalizzazione totale è passato da 255,0 per mille residenti a 175,0, con un decremento nel periodo di 80 punti percentuali. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 58 di 139
61 Grafico Tasso grezzo di Ospedalizzazione Totale (DO + DH) - Trend e previsione ,0 255,0 245,7 250,0 200,0 227,1 221,4 216,0 204,4 192,6 175,0 172,1 150,0 100,0 50, Casi DO Casi DO - DRG 391 Casi DH Il Grafico analizza il trend pluriennale dei valori lordi di importo dei ricoveri ospedalieri, in degenza ordinaria e day hospital, suddivisi tra acuti e riabilitativi. Gli aspetti più importanti che si possono cogliere in questa rappresentazione riguardano la tendenza ad una lieve diminuzione negli ultimi anni degli importi dei ricoveri per acuti, di certo tuttavia non paragonabile alla riduzione degli accessi. Questo dato risente dei generali adeguamenti tariffari e più specifici per alcuni DRG, per far fronte all inflazione ed alle innovazioni tecnologiche. I costi per i ricoveri in riabilitazione hanno probabilmente anch essi raggiunto un livello costante o in leggera diminuzione e rappresentano quasi un quarto del valore totale (mentre il numero dei casi è meno del 15%). Il significato racchiuso in queste cifre è che, in un contesto economico-finanziario dalle risorse limitate, dalla tendenza ad una progressiva territorializzazione degli interventi diagnostici e terapeutici e del forte impatto dei ricoveri sui consumi sanitari, è inevitabile pensare, come le regole regionali degli ultimi anni recitano, ad ulteriori limature nei budget sottoscritti dagli erogatori di ricoveri ospedalieri, nonché alla ricerca di una migliore appropriatezza degli stessi. In questa direzione, per esempio, vanno le misure definite per l anno 2015 sui 108 DRG a forte rischio di inappropriatezza (riduzione del numero e delle tariffe in casi particolari). Sarà inevitabile, in questi anni, assistere perciò ad una profonda riorganizzazione della rete di offerta ospedaliera, a volte dolorosa, ma necessaria per una migliore qualità ed efficienza di tutto il sistema. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 59 di 139
62 Grafico Importi totali lordi ricoveri per Acuti e Riabilitazione - Trend e previsione Acuti Riabilitazione Ricoveri Ospedalieri Domanda soddisfatta in provincia I Grafici 3.2.6, e sono relativi alla domanda soddisfatta sul territorio provinciale per alcune importanti tipologie di prestazioni di particolare impegno professionale. Con questi dati si vuole rappresentare quanta parte di domanda, e per che tipologie di bisogno, venga soddisfatta localmente. Essendo presente, sul territorio provinciale, una offerta ampia ed articolata per tutte le branche specialistiche, anche ad alta complessità, l assunto di partenza è che tutti i cittadini della provincia potrebbero trovare risposta in loco al loro bisogno di salute. In realtà le cose non stanno così. Tutti i grafici sono ad istogrammi ed ogni elemento va letto in termini percentuali (esula quindi dal numero di casi). Il trend prende in considerazione 9 anni, dal 2006 al 2014 (dato stimato) Con diverse gradazioni di verde, rispetto al 100% della casistica, che percentuale viene trattata sul territorio provinciale; in regione o fuori regione?. Le proiezioni al 2014 hanno soltanto una diversa rappresentazione grafica, in quanto non definitive, ma contenuto identico. Nel Grafico sono visibili i trend relativi alla patologia acuta cerebrovascolare (Stroke) la cui domanda è soddisfatta localmente per più dell 80% della casistica. I ricoveri in Cardiochirurgia invece hanno subito negli anni una consistente fuga extraterritoriale, in prevalenza verso altre strutture della regione Lombardia, con una lieve inversione di tendenza dall anno Attualmente il livello di domanda soddisfatta localmente arriva intorno al 40% Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 60 di 139
63 Grafico Stroke e Cardiochirurgia Trend e previsione % 80% 60% 40% 20% 0% Stroke Cardiochirurgia ASL Extra ASL Extra regione Il Grafico riporta i numeri relativi ad Emodinamica che soddisfa gran parte della domanda locale, pari a più dell 80%, con inversione del trend discendente dall anno I ricoveri in Chirurgia Vascolare hanno un livello di risposta locale sempre compresi tra il 75 e l 80% circa. I ricoveri in Chirurgia Toracica effettuati in provincia, invece, si mantengono stabilmente sotto il 50% del totale. La domanda viene soddisfatta per il 50% in altre strutture regionali e per il 5% fuori regione. Per le considerazioni espresse all inizio del paragrafo, relativamente al livello di offerta provinciale, in particolare risulta preoccupante il dato relativo a Chirurgia Toracica. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 61 di 139
64 Grafico Emodinamica Chirurgia Vascolare Chirurgia Toracica - Trend e previsione % 80% 60% 40% 20% 0% Emodinamica Chirurgia vascolare Chirurgia toracica ASL Extra ASL Extra regione Il Grafico illustra che circa il 60% di cittadini pavesi, con dato in leggera diminuzione, utilizza strutture provinciali per ricoveri in Neurochirurgia; per il resto i pazienti si recano in regione (30%) e fuori (sotto il 10%). Infine, l Oncologia Chirurgica provinciale assorbe all incirca il 70% della casistica, in lieve ma costante crescita dal 2009 verso i valori iniziali del La parte rimanente della domanda si rivolge sostanzialmente ad altri erogatori in regione, in special modo alle grandi strutture dedicate del milanese; il ricorso a strutture extra-regionali è assolutamente residuale. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 62 di 139
65 Grafico Neurochirurgia Oncologia chirurgica - Trend e previsione % 80% 60% 40% 20% 0% Neurochirurgia Oncologia chirurgica ASL Extra ASL Extra regione A conclusione di questo paragrafo, in presenza di offerta provinciale adeguata per tutte le alte specialità, si ribadisce la preoccupazione per la situazione della domanda di alcune prestazioni ad alta complessità insufficientemente soddisfatta in provincia. Si può comunque sottolineare che la domanda che non si rivolge in provincia trova soddisfazione nelle altre struttura sanitarie lombarde. Il ricorso a erogatori extra-regionali è quasi sempre intorno o inferiore al 10%, tenuto anche conto che la provincia di Pavia è confinante con altre due regioni che possiedono, ai confini, una ricca offerta sanitaria. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 63 di 139
66 3.3 Mobilità passiva ed attiva Ricoveri ospedalieri Mobilità passiva Il Grafico illustra la situazione, relativa agli anni dal 2002 al 2013 (ultimo anno di cui al momento si dispone dei dati), dei ricoveri di residenti pavesi fuori regione (cosiddetta mobilità passiva ) dal punto di vista numerico Grafico Mobilità passiva Numero ricoveri in DO e DH anni Degenza ordinaria Day Hospital Nonostante l ampia offerta sanitaria ospedaliera provinciale, ogni anno si verificano circa episodi di ricovero di residenti in strutture ospedaliere extra-regionali, in buona parte determinati dalla particolare situazione geografica della provincia, stretta ad est ed a ovest tra Emilia Romagna e Piemonte. Il trend degli ultimi anni è tuttavia in leggera discesa. I DRG più diffusi dell anno 2013, ovvero la ragione principale del ricovero, sono descritti nella tabella 3.3.1, nella quale è anche presente la suddivisione percentuale per provenienza del paziente. Le prime 12 tipologie raggruppano circa il 23% del totale ed ai primi posti si trovano ricoveri ortopedici ed ostetrico/ginecologici. Gli altri DRG sono anch essi relativi a prestazioni di non particolare complessità come cicli di chemioterapia, psicosi e problemi di insufficienza cardiaca, nonché per interventi sul cristallino (cataratta). I residenti Lomellini sono quelli che usufruiscono maggiormente delle strutture extra-regionali. Stupisce tuttavia che un quarto dei casi totali provenga dal distretto Pavese, che ha una sola limitata zona confinante geograficamente con l Emilia Romagna, nonchè le più importanti strutture ospedaliere lombarde nella confinante provincia di Milano. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 64 di 139
67 Tabella Ricoveri di residenti pavesi fuori regione Suddivisione per distretto e per le principali tipologie di prestazioni Anno 2013 DRG Descrizione DRG Lomellina Oltrepo Pavese % su totale Totale casi 503 Interventi sul ginocchio senza diagnosi principale di infezione 38,1% 35,4% 26,5% 223 3,4% 430 Psicosi 57,6% 19,9% 22,5% 164 2,5% 391 Neonato normale 34,0% 46,5% 19,4% 151 2,3% Sostituzione di articolazioni maggiori o reimpianto degli arti 544 inferiori 61,2% 18,0% 20,9% 144 2,2% 373 Parto vaginale senza diagnosi complicanti 34,8% 27,4% 37,8% 139 2,1% 462 Riabilitazione 53,2% 29,8% 17,0% 119 1,8% 127 Insufficienza cardiaca e shock 37,9% 27,6% 34,5% 108 1,6% Interventi su utero e annessi non per neoplasie maligne senza 359 CC 50,4% 22,7% 26,9% 103 1,6% 039 Interventi sul cristallino con o senza vitrectomia 31,5% 20,4% 48,1% 94 1,4% Interventi su mano o polso eccetto interventi maggiori sulle 229 articolazioni, senza CC 80,9% 9,6% 9,6% 94 1,4% Chemioterapia non associata a diagnosi secondaria di leucemia 410 acuta 37,6% 12,9% 49,4% 87 1,3% 087 Edema polmonare e insufficienza respiratoria 50,5% 22,3% 27,2% 85 1,3% 999 Altro 43,8% 25,4% 30,7% ,1% Totale 44,4% 25,5% 30,1% ,0% Ricoveri ospedalieri Mobilità attiva Sul territorio provinciale sono ubicate strutture ospedaliere di elevatissima qualità e rinomanza a livello nazionale ed internazionale (si porta come esempio la presenza di quattro Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico IRCCS). In conseguenza a questa storica realtà pavese nel tempo si è consolidata una importante attrattività nei confronti di pazienti extraprovinciali ed extraregionali. Per di più la provincia di Pavia è vicina geograficamente ad altre regioni e questo fatto controbilancia il fenomeno della mobilità passiva, rilevato nelle pagine precedenti. Il combinato di questi due fattori fa sì che la Provincia di Pavia sia tra le zone a più alta attrazione, per ricoveri ospedalieri, d Italia, con bilancio tra attrazioni e fughe decisamente a favore delle prime. Il Grafico esemplifica il trend pluriennale del fenomeno (dal 2004 al 2013, con stima per il 2014). Ancora nel 2006 si erano verificati, in media, più di ricoveri di persone non residenti in provincia, con prevalenza extra-regionale. Da quell anno in poi però si è assistito ad una importante contrazione della domanda in entrata sia per i ricoveri di pazienti extra che intra-regione. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 65 di 139
68 Grafico Casi di ricoveri ospedalieri di pazienti extraprovinciali (Lombardi e non) Trend e previsione Stima 2014 Extra-Lombardo Lombardo Dal grafico si può chiaramente notare che la curva dell andamento dei ricoveri in attrazione, dall anno 2004, è in fase discendente. Nell anno 2004 complessivamente i ricoveri di assistiti di altre provincie lombarde e di altre regioni d Italia erano più di Già nel 2009 questo valore era sceso a meno di Le previsioni a fine 2014 sono pessimistiche e tendono ad un valore di ricoveri, ancora in diminuzione rispetto all anno precedente. La contrazione delle attrazioni riguarda sia i cittadini lombardi che del resto d Italia Sembra quindi un processo di erosione probabilmente irreversibile, almeno nel medio periodo. Di questa evidenza le strutture erogatrici della provincia devono tener conto. Il Grafico mostra la suddivisione percentuale, nell anno 2013, dei ricoveri di pazienti extraregionali, nelle principali strutture ospedaliere della provincia. Il 40% del totale è stato ricoverato nell IRCCS pubblico, il 18% in Azienda Ospedaliera, il 24% negli IRCCS privati ed infine il 18% presso gli altri erogatori privati. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 66 di 139
69 Grafico Ricoveri ospedalieri di pazienti extraregionali Anno 2013 Suddivisione per luogo di cura Extra-Lombardo 18% Casa di Cura 40% Azienda Ospedaliera IRCCS Privato IRCCS Pubblico 18% 24% Tipo casi Casa di Cura Azienda Ospedaliera IRCCS Privato IRCCS Pubblico Il Grafico evidenzia la suddivisione percentuale, sempre relativa all anno 2013, dei ricoveri di pazienti lombardi non pavesi. Il 47% del totale è stato ricoverato nell IRCCS pubblico, il 15% in Azienda Ospedaliera, il 20% negli IRCCS privati ed infine il 18% negli altri erogatori privati. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 67 di 139
70 Grafico Ricoveri ospedalieri di pazienti lombardi non pavesi Anno 2013 Suddivisione per luogo di cura Lombardo non Pavese Azienda Ospedaliera 15% Casa di Cura 47% 18% IRCCS Privato IRCCS Pubblico 20% Tipo casi Azienda Ospedaliera Casa di Cura IRCCS Privato IRCCS Pubblico La Tabella illustra i DRG più diffusi che hanno caratterizzato, nell anno 2013, i ricoveri dei pazienti attratti. I primi 9 DRG rappresentano circa il 20% del totale. Al primo posto della graduatoria sono posizionate le malattie degenerative del sistema nervoso seguite dall edema polmonare e insufficienza respiratoria, nonchè dalla chemioterapia antitumorale. Seguono, con almeno 700 casi, gli interventi su utero ed annessi e l insufficienza cardiaca e shock. Nella graduatoria dei DRG più diffusi ci sono anche affezioni dell apparato muscoloscheletrico. Il DRG 467 caratterizza i ricoveri riabilitativi presenti in grande numero. Tabella Ricoveri ospedalieri di pazienti extraprovinciali Anno 2013 Principali DRG in numero casi e percentuale Anno 2013 DRG Descrizione DRG Totale % su totale casi 012 Malattie degenerative del sistema nervoso 962 3,0% 087 Edema polmonare e insufficienza respiratoria 816 2,5% 410 Chemioterapia non associata a diagnosi secondaria di leucemia acuta 795 2,5% 127 Insufficienza cardiaca e shock 730 2,3% 359 Interventi su utero e annessi non per neoplasie maligne senza CC 727 2,3% 256 Altre diagnosi del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo 684 2,1% 391 Neonato normale 567 1,8% 467 Altri fattori che influenzano lo stato di salute 555 1,7% 544 Sostituzione di articolazioni maggiori o reimpianto degli arti inferiori 515 1,6% 999 Altro ,3% Totale ,0% Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 68 di 139
71 3.4 Domanda sanitaria di specialistica ambulatoriale Le prestazioni ambulatoriali specialistiche (visite, laboratorio, radiografie ecc.) rappresentano un importante attività sanitaria in termini di volumi e la terza voce di costo per l ASL, dopo i ricoveri ospedalieri e l assistenza farmaceutica. Il Grafico mostra l andamento pluriennale (2006 anno 2014 proiezione) del numero delle singole prestazioni specialistiche usufruite dagli assistiti della provincia dovunque sul territorio nazionale Grafico Attività specialistica ambulatoriale Numero prestazioni Trend e previsione , Come si può notare, il numero assoluto di prestazioni è andato sempre aumentando nel corso degli anni. Dall anno 2010 le prestazioni complessive hanno superato i 10 milioni, circa 20 per singolo assistito. Il Grafico rappresenta l importo complessivo (al lordo del ticket) delle prestazioni specialistiche che sono state erogate a favore di assistiti pavesi tra gli anni 2006 e 2014 (in quest ultimo caso si tratta di una previsione sulla base dei dati ad oggi noti). In tutti gli anni si è verificato un incremento di qualche milione di euro all anno. Attualmente l importo totale è quantificabile in circa 162 mln di. Una parte consistente della variazione di numeri ed importi che si sono manifestati dopo il 2006 è spiegabile con prestazioni ad elevato rimborso (es. cataratta, tunnel carpale, più di recente MAC, BIC ecc.) che prima venivano erogate in regime di ricovero. L incremento di questi ultimi anni si presenta comunque diffuso, ma con aumenti più consistenti nelle branche di diagnostica per immagini e per alcune prestazioni di medicina fisica e riabilitazione Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 69 di 139
72 Grafico Attività specialistica ambulatoriale Importo complessivo al lordo del ticket Trend e previsione , Il Grafico mostra la suddivisione, per numero prestazioni e per importo, della specialistica ambulatoriale a favore di assistiti pavesi, nelle varie strutture di erogazione, nell anno A sinistra si può apprezzare che circa un terzo del totale delle attività viene erogata dall Azienda Ospedaliera della provincia di Pavia (per un importo complessivo paragonabile come percentuale). Il 16% in volume ed il 22% in importi è eseguito dalla Fondazione IRCCS San Matteo. Il 46% delle prestazioni (per un importo del 36%) è garantito dal privato accreditato provinciale. Si tratta soprattutto delle analisi di laboratorio e delle prestazioni riabilitative. Gli assistiti pavesi si avvalgono relativamente poco di strutture extraprovinciali, per un 7% in numero ed un corrispondente 12% in importo. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 70 di 139
73 Grafico Attività specialistica ambulatoriale Suddivisione per i principali raggruppamenti di strutture sanitarie - Anno Numero Prestazioni Importo Complessivo 8% 12% 16% 46% 22% 36% 30% Altri in provincia Azienda Ospedaliera IRCCS San Matteo Altri fuori provincia 30% Si può quindi concludere che l offerta provinciale di strutture specialistiche ambulatoriali intercetta la quasi totalità della domanda. Le due grandi aziende pubbliche rispondono al 50% circa del bisogno complessivo. Le altre strutture provinciali, che fanno parte del privato accreditato, supportano in modo particolare la domanda di prestazioni di laboratorio, diagnostica per immagini e riabilitazione. La Tabella evidenzia il numero di prestazioni specialistiche pro-capite effettuate a favore di assistiti pavesi nell anno 2013 e viene rappresentata anche la situazione distrettuale. In provincia ogni cittadino usufruisce all anno di più di 19 singole prestazioni, di cui 13,9 sono analisi di laboratorio (il 70% circa del totale). E interessante notare che teoricamente ogni assistito (dagli 0 ai. 100 anni) in media riceve almeno una visita specialistica, una prestazione radiologica ed una riabilitativa all anno. In Oltrepo si trova il pro-capite di prestazioni più alto, specie per laboratorio e riabilitazione. Tabella Attività specialistica ambulatoriale Suddivisione per distretto e per le principali tipologie di prestazioni Prestazioni pro-capite - Anno 2013 Tipologia prestazioni Lomellina Oltrepo Pavese Provincia Visite 1,54 1,69 1,73 1,66 Laboratorio 13,60 15,11 13,34 13,89 Radiologia 1,12 1,19 1,17 1,16 Riabilitazione 1,31 1,44 0,72 1,10 Altro 1,84 1,87 1,69 1,79 Totale 19,41 21,30 18,66 19,59 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 71 di 139
74 La Tabella riporta il valore pro-capite delle prestazioni specialistiche per gli assistiti provinciali. Ogni cittadino consuma per circa 294 l anno. La voce più pesante è altro dove confluiscono ad esempio la radioterapia e le dialisi, che sono prestazioni complesse e costose. Le analisi di laboratorio invece sono mediamente più semplici e quindi tariffano meno. Tabella Attività specialistica ambulatoriale Suddivisione per distretto e per le principali tipologie di prestazioni Importi pro-capite Anno 2013 Tipologia prestazioni Lomellina Oltrepo Pavese Provincia Visite 34,06 36,54 37,22 35,99 Laboratorio 67,15 73,42 71,10 70,38 Radiologia 63,39 68,35 69,03 66,97 Riabilitazione 7,35 10,02 3,87 6,63 Altro 109,71 126,10 109,40 113,83 Totale 281,67 314,44 290,62 293, Domanda sanitaria di farmaci L assistenza farmaceutica rappresenta la seconda voce di spesa sanitaria per l ASL (se si considera il netto ticket, ovvero quanto va nel bilancio economico-finanziario; altrimenti al lordo del ticket, in questi ultimi anni, al secondo posto si posiziona la specialistica ambulatoriale). A partire dall anno 2011 la spesa lorda è in leggera diminuzione. Nel 2013, ultimo anno consolidato, si è posizionata a 110 mln di euro. Le due principali ragioni di questo recente andamento sono dovute all immissione sul mercato di molte molecole di farmaco generico, conseguenti alla perdita del brevetto di esclusività di alcuni tra i principi attivi più prescritti (farmaci per il sistema cardiovascolare, antibiotici, inibitori di pompa protonica, statine ecc.) ed alla politica dell ASL che in questi ultimi anni ha concordato con i medici di medicina generale, principali prescrittori, e con la medicina specialistica, obiettivi di appropriatezza clinica e di equilibrio economico. Tuttavia, In questi ultimi anni si è assistito all immissione in commercio o all incremento quantitativo di farmaci innovativi e ad alto costo che di fatto hanno neutralizzato l effetto favorevole sui costi del sistema sanitario dei farmaci generici. Inoltre si deve rimarcare il continuo incremento del numero di ricette prescritte, in parte dovuto all aumento della popolazione assistita. Farmaci biosimilari Contemporaneamente si sono affacciati sul mercato i farmaci biosimilari. I biosimilari sono farmaci ottenuti mediante processi di estrazione e purificazione a partire da substrati cellulari che hanno subito un procedimento di ingegnerizzazione (inserzione del gene di interesse) o modifica (fusione cellulare, linee continue, monoclonali) di varia entità. Tali farmaci hanno ampiamente migliorato il trattamento di diverse condizioni patologiche come neoplasie, diabete, epatiti, sclerosi multipla, artrite reumatoide e psoriasi. Numerosi brevetti concernenti queste molecole sono scaduti o stanno per scadere, aprendo la strada alla produzione di farmaci biosimilari, così come è successo per i generici di farmaci non biologici. Anche questi farmaci rappresentano quindi un opportunità per il sistema che con il loro utilizzo risparmia risorse che possono essere reinveste in farmaci innovativi. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 72 di 139
75 L ASL Pavia ha portato avanti un progetto per la corretta allocazione delle risorse in merito ai farmaci biosimilari, in particolare nell ambito oncologico e nefologico. Tale iniziativa ha coinvolto i medici specialisti delle Unità di Nefrologia e di Oncologia del territorio e i farmacisti ospedalieri che hanno partecipato ai tavoli di lavoro ASL. Gli incontri hanno portato alla stesura di due PDTA condivisi sull utilizzo dei biosimilari: PDTA biosimilari in Oncologia e PDTA biosimilari in Nefrologia (pubblicati sul sito dell ASL di Pavia) oltre che alla realizzazione di un corso formativo per la medicina di base del territorio. L ASL di Pavia, cosi come previsto dalle regole regionali, ha lavorato affinchè fossero raggiunti gli obiettivi di utilizzo dei farmaci biosimilari. A tal fine sono stati svolte alcune analisi sulle classi di farmaci che hanno al loro interno un farmaco biosimilare, prescritte dagli specialisti del territorio tramite il portale dei piani terapeutici on line. Il risultati delle analisi viene mostrato nei grafici di seguito riportati. Nel grafico viene riportato l andamento, nell anno 2014, di utilizzo del farmaco biosimilare e non sul territorio pavese, nel particolare la distribuzione complessiva dei farmaci biosimilari per le classi di farmaci: epoetine, fattori di crescita leucocitari e ormone della crescita sia per la totalità dei pazienti che un focus sui pazienti naive (nuovi alla terapia). Risulta evidente il maggior utilizzo dei biosimilari (49%) nei pazienti naive, grafico 3.5.2, in coerenza con ciò che è previsto dalle linee di indirizzo condivise. Grafico Andamento farmaci biosimilari e non per tutti i pazienti Anno 2014 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 73 di 139
76 Grafico Andamento farmaci biosimilari e non per i pazienti naive Anno 2014 Sono stati quindi indagati gli spostamenti (switch) di terapia dal farmaco biosimilare al non biosimilare e viceversa; i risultati sono mostrati in figura e sottolineano una alta percentuale di spostamenti di terapia. Switch da biosimilare a non biosimilare Anno 2014 Sono stati inoltre analizzati le prescrizioni di biosimilari mese per mese per l anno 2013 in confronto con l anno 2014, per le epoetine e per i fattori di crescita leucocitari, come esplicitato nei seguenti grafici, suddivisi per pazienti naive e non. Appare chiaro il maggior utilizzo di farmaci biosimilari durante il corso dell anno 2014 rispetto all anno Rappresentano l eccezione i mesi di agosto e settembre in cui gli andamenti risultano invertiti: ciò è la risultante della difficoltà di reperimento dei farmaci biosimilari Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 74 di 139
77 verificatasi sul territorio; criticità che è stata gestita e risolta con i grossisti che forniscono i farmaci alle farmacia territoriali. Grafico Epoetine - Monitoraggio dell andamento mensile dei biosimilari anno 2013 vs 2014 a sinistra tutti i pazienti - a destra solo i pazienti naive Grafico Fattori di crescita leucocitari Monitoraggio dell andamento mensile dei biosimilari anno 2013 vs 2014 a sinistra tutti i pazienti a destra solo i pazienti naive. Da una sottoanalisi in cui viene posto a confronto l utilizzo di epoetine long acting vs epoetine short acting dal 2012 al 2014 appare chiaro il risultato del lavoro posto in essere dall ASL. Come indicato in figura sul territorio pavese l utilizzo dei biosimilari all interno della classe delle epoetine passa dal 35% nel 2012 al 54% nel Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 75 di 139
78 Grafico Epoetine andamento biosimilari Ulteriori risultati delle azioni intraprese dall ASL nell anno 2014 per favorire l utilizzo dei farmaci biosimilari sono mostrati nel grafico sottoriportato in cui viene confrontato l utilizzo di fattori di crescita leucocitari: biosimilari (filgrastim) vs i non biosimilari (pegfilgrastim e lenograstim). Il confronto tra i vari anni evidenzia come nel 2012 si era agli albori delle iniziative di sensibilizzazione; infatti l utilizzo dei biosimilari in questa classe di farmaci era riservata al solo 26% dei pazienti in trattamento. In un solo anno (2013), grazie alle azioni congiunte tra medici specialisti - ASL -Medici di Medicina Generale- farmacisti ospedalieri, l utilizzo si è quasi triplicato, passando al 72%. Nell anno 2014 la formazione sul campo negli ospedali, oltre alla risoluzione di criticità di approvvigionamento dei biosimilari appartenenti alla classi dei fattori di crescita leucocitari sul territorio, ha portato al raggiungimento di un importante traguardo: l utilizzo dei farmaci biosimilari nella quasi totalità dei pazienti, ossia nel 95% dei casi. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 76 di 139
79 Grafico Fattori di crescita leucocitari biosimilari (filgrastim) vs non biosimilari (pegfilgrastim e lenograstim) anni Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 77 di 139
80 Farmaceutica convenzionata Il Grafico mostra la spesa farmaceutica convenzionata, al lordo del ticket, a favore di assistiti pavesi, negli anni che vanno dal 2006 al E inoltre presente, sulla base degli ultimi dati disponibili, una proiezione all intero anno 2014 Grafico Spesa farmaceutica convenzionata al lordo del ticket - Anni e previsione , Il Grafico evidenzia il consumo di ricette degli assistiti pavesi negli anni compresi tra il 2006 ed il 2013 e una proiezione all anno Come risulta in modo evidente il numero di ricette prescritte ogni anno è molto elevato (teoricamente quasi 10 all anno per ogni persona da zero a..100 anni). Dall anno 2006 in poi il numero di ricette (che contengono nella maggior parte dei casi due confezioni di farmaci) ha superato i 4 milioni e nell anno 2013 ha superato per la prima volta quota 5 milioni. La popolazione generale provinciale in questi ultimi anni, tranne gli ultimi due, ha avuto uno scostamento medio annuale dell 1,5%, in buona parte di immigrati che hanno però una bassa età media e presumibili meno bisogni di farmaci. Pertanto una parte dell incremento numerico delle prescrizioni farmaceutiche rimane sostanzialmente non spiegato, neanche dall invecchiamento progressivo e dalla concomitanza di più patologie. Forse proprio la maggiore disponibilità di farmaci genericati ha indotto livelli crescenti di prescrizione che si sono sommati, e non sostituiti, a quelli già in essere. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 78 di 139
81 Grafico Numero assoluto ricette di farmaceutica convenzionata - Anni e previsione Il Grafico si riferisce alla spesa farmaceutica convenzionata pro-capite, al lordo del ticket, negli anni tra il 2006 ed il 2013, con una proiezione al I valori pro-capite sono progressivamente diminuiti negli anni. Nel 2006 il valore era superiore a 220. Nel 2012 era sceso a 200 e probabilmente nel 2014 il valore finale consolidato sarà inferiore a questa soglia. La ragione di questo progressivo decremento è il frutto della genericazione di molti farmaci con i quali vengono trattate le principali patologie croniche. Per contro si assiste, come si vedrà a proposito del file F, ad un progressivo incremento di costi per i farmaci innovativi ed a alto costo di uso ospedaliero, sia nel corso dei ricoveri, che dispensati dalle strutture a cittadini non ricoverati Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 79 di 139
82 Grafico Spesa farmaceutica convenzionata pro-capite al lordo del ticket - Anni e previsione , ,61 217,86 214, ,34 210, ,05 203, , La Tabella presenta il valore per singolo mese del periodo Gennaio-Novembre 2014, relativamente alla percentuale di farmaco equivalente a brevetto scaduto, compresi i farmaci generici, sul totale delle prescrizioni, in termini di DDD (dosi definite giornaliere) prescritte. Come si può vedere, a gennaio 2014, la percentuale di farmaco equivalente era del 73,8%. Successivamente la percentuale si è progressivamente incrementata sino a raggiungere, nel mese di novembre 2014, il valore di 76,1 punti, superiore al target di riferimento fissato da Regione al 73%. E ormai raggiunto il traguardo di tre farmaci equivalenti su quattro prescrizioni effettuate. La lenta progressione della percentuale di DDD di farmaco equivalente nel corso dell anno testimonia che le opportunità di nuove genericazioni, dovranno sempre di più far parte dei percorsi assistenziali, in particolare dei nuovi pazienti affetti da cronicità. Tabella Assistenza farmaceutica Percentuale di DDD prescritte di farmaco equivalente Gennaio Novembre 2014 Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Lomellina 73,2% 73,0% 73,3% 74,0% 73,9% 74,2% 75,1% 75,9% 75,5% 75,2% 75,7% Oltrepo 72,8% 72,6% 73,1% 73,7% 73,7% 74,1% 75,1% 75,7% 76,0% 75,5% 75,6% Pavese 74,9% 74,7% 75,2% 75,1% 75,6% 75,8% 76,9% 77,0% 77,1% 76,9% 76,8% Provincia 73,8% 73,6% 74,0% 74,4% 74,5% 74,8% 75,8% 76,3% 76,3% 75,9% 76,1% Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 80 di 139
83 Nel Grafico , a torta, il costo per farmaci, globalmente considerato, viene suddiviso per categoria patologica di utilizzo. Grafico Assorbimento % dei costi farmaceutici per le principali categorie della BDA Anno % 22% 24% 13% 2% 3% 26% Neoplasia Diabete Cardiovasculopatia Broncopatia Malattie rare Altre cronicità Non cronici Come si può notare la fetta di costo più consistente è rappresentata dalla terapia per il paziente cardiovasculopatico (26%), seguita dalla terapia per il paziente neoplastico con il 22%. Il numero di pazienti cardiovasculopatici è di 4 volte maggiore rispetto a quello dei pazienti neoplastici, ma l intensità di cura ed il ricorso a farmaci innovativi e costosi di quest ultima categoria rende ragione dell assorbimento maggiore di risorse, anche in campo farmacologico. Al terzo posto nei costi per farmaci vengono i diabetici con il 13% del totale. L insieme delle persone che non hanno malattie croniche, cioè il 65% della popolazione, assorbe solo il 10% delle risorse farmaceutiche. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 81 di 139
84 Tabella Confronto numero assistiti 2013/2014 costo medio procapite per classi terapeutiche rilevanti per le patologie croniche Assistiti in cura Spesa totale Spesa pro-capite ATC gen-nov gen-nov gen-nov gen-nov gen-nov gen-nov % di scost. % di scost. % di scost A - Apparato gastrointestinale e metabolismo ,3% , ,63-1,4% 113,23 107,12-5,4% B - Sangue ed organi omopoietici ,0% , ,58-1,6% 79,98 90,40 13,0% C - Sistema cardiovascolare ,2% , ,05-3,5% 197,91 188,73-4,6% H - Preparati ormonali sistemici ,4% , ,56-27,8% 72,73 53,82-26,0% L - Farmaci antineoplastici ,0% , ,54-1,4% 550,01 537,10-2,3% N - Sistema nervoso ,8% , ,52-3,3% 203,29 189,36-6,9% TOTALE ,3% ,0% ,2% Dall analisi riportata nella Tabella si evince una riduzione della spesa farmaceutica convenzionata complessiva e pro-capite nelle classi terapeutiche a maggior impatto prescrittivo rispetto allo scorso anno. La riduzione degli assistiti in cura con farmaci della classe terapeutica B e la conseguente riduzione della spesa complessiva è dovuta alla diversa modalità erogativa adottata nel corso dell anno 2014 che prevedeva l erogazione diretta da parte delle strutture ospedaliere o della gestione per conto dell Asl di alcuni farmaci della suddetta classe (Epoetine e NAO), garantendo l accesso a cure innovative a costi piu contenuti. Per le restanti categorie si rileva un incremento della popolazione in cura a fronte di una sostanziale riduzione del costo terapia complessivo e pro-capite. Le azioni di governo clinico intraprese, in condivisione con la medicina del territorio e specialistica hanno evidentemente orientato, nel limite del possibile, i prescrittori verso scelte di farmaci a minor costo (brevetto scaduto) garantendo la qualità di trattamento ottimizzando al contempo le risorse del sistema. File F Il Grafico mostra l andamento pluriennale della spesa farmaceutica per file F. Appartengono a questa categoria i farmaci dispensati direttamente dagli ospedali in regime ambulatoriale e successivamente rimborsati dall ASL alle strutture di erogazione. Il grafico esemplifica la crescita esponenziale di tale modalità di distribuzione dei farmaci, a cui è conseguita una spesa crescente negli anni, da poco più di 22 mln di nel 2006 a circa 50 mln nel 2013 (ultimo anno consolidato). I farmaci che più incidono nel file F sono quelli destinati a pazienti HIV positivi e, soprattutto, a pazienti oncologici. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 82 di 139
85 Grafico Spesa farmaceutica per File F - Anni e previsione Domanda di prestazioni psichiatriche Assistenza Psichiatrica ambulatoriale, residenziale, semi-residenziale Nel corso del 2014 la Direzione Generale Salute di Regione Lombardia ha avviato un importante revisione dei sistemi informatici di rilevazione dell attività di psichiatria, con l ambizioso progetto di collegare tutte le UOP in rete, con l obiettivo di registrare tutti i dati relativi alle prestazioni erogate in tempo reale e permettere il monitoraggio ed il confronto costante fra i servizi coinvolti a livello regionale, pertanto non è ancora possibile produrre una stima dei dati a tutto il Dall analisi dei consumi psichiatrici relativi al triennio , si rileva che il numero dei pazienti residenti in provincia di Pavia, che si rivolgono alle strutture psichiatriche accreditate a contratto della Regione Lombardia, è in costante aumento, sia in numero assoluto, sia rapportato alla popolazione residente di età maggiore ai 14 anni, mentre si registra una lieve flessione nel Tabella Tassi sulla popolazione residente > 14 anni di pazienti trattati nelle strutture a contratto (tassi per abitanti) Sesso Maschi 102,41 112,59 114,36 116,79 Femmine 125,79 136,01 145,63 137,71 Totale 114,54 124,73 130,22 127,62 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 83 di 139
86 Come descritto nella tabella seguente, si conferma una netta prevalenza di diagnosi di Schizofrenia e sindromi deliranti, che sommate alla diagnosi di Sindromi Affettive, rappresentano più del 50% dei pazienti trattati. Tabella Distribuzione percentuale dei pazienti per gruppi diagnostici prevalenti DIAGNOSI ICD X Schizofrenia e sindromi deliranti Sindromi affettive Sindromi nevrotiche Disturbi personalità Ritardo mentale I bisogni assistenziali vengono soddisfatti per circa il 80% nell ambito del territorio provinciale, con un costo che rappresenta circa il 70 % di quello complessivo, e per il restante 20% vengono prevalentemente assorbiti da strutture residenziali ubicate nel territorio lombardo extra-asl. Tabella Consumi di residenti in strutture a contratto Importi Territorio ASL Regione Totale Nell anno 2013 sono stati potenziati complessivamente gli interventi territoriali residenziali/semiresidenziali, mentre si nota una deflessione nella curva che riflette i consumi presso le strutture territoriali ambulatoriali ( CPS -2,4%) e presso le Strutture private regionali ed extra-regionali, per le quali si osserva un trend tendenzialmente in discesa, con un 2,5% registrato nel Tabella Consumi di prestazioni per tipologia di struttura ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 ANNO 2013 Tipo struttura N. Prest. Costo N. Prest. Costo N. Prest. Costo N. Prest. Costo CPS CD RES. L CR-CP C. PRIV SPDC TOTALE Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 84 di 139
87 Assistenza Psichiatrica territoriale Programmi territoriali per la Salute Mentale La Direzione Generale Salute annualmente, con specifici decreti, assegna il finanziamento alle Asl per la realizzazione di Programmi Innovativi territoriali nell area della Salute Mentale a partire dal 2009, proposti e confermati negli anni successivi dall Azienda Ospedaliera di Pavia (TR64, TR65 e TR 93) e dalla Cooperativa Casa del Giovane (TR66). TR64 Intervento integrato di presa in carico di soggetti con esordio psicotico e con vulnerabilità clinica per disturbi psicotici TR65 Progetto Epoche, area territoriale: implementazione di un network provinciale per l inserimento lavorativo di persone con sofferenza mentale TR93 Disturbi di personalità: riconoscimento assesment trattamento TR66 Progetto diurno di riabilitazione integrata per soggetti con disturbi psichiatrici gravi Per il 2015 i suddetti programmi sono stati parzialmente rimodulati, in attuazione a quanto previsto dalla DGR 2313 del , e, a seguito di approvazione formale da parte dell OCSM (Organismo di Coordinamento per la Salute Mentale) in data , trasmessi alla DGS, come segue: TR64 Intervento integrato di presa in carico di soggetti con esordio psicotico e con vulnerabilità clinica per disturbi psicotici TR65 Progetto Epoche, area territoriale: implementazione di un network provinciale per l inserimento lavorativo di persone con sofferenza mentale TR93 Intervento integrato di presa in carico di soggetti con disturbi di personalità, con particolare riferimento al disturbo borderline. TR66 Progetto diurno di riabilitazione integrata per soggetti con disturbi psichiatrici gravi 3.7 Domanda e offerta socio-sanitaria La tabella che segue si riferisce al quadro della domanda socio-sanitaria di assistenza domiciliare integrata (voucher) e di consultori, ovvero di quella parte di prestazioni offerte ai cittadini che hanno, oltre all aspetto sanitario, anche un contenuto sociale. Tabella Domanda socio-sanitaria distinta per distretto 2014 Domanda socio-sanitaria Lomellina Oltrepo Pavese Provincia N. Pazienti in Voucher (al 31/12/2014) N. Voucher (al 31/12/2014) N. dimissioni protette (al 31/12/2014) N. utenti dei consultori ( 31/12/2014) N. prestazioni consultoriali ( 31/12/2014) Nella Tabella sono rappresentati sinteticamente alcuni dati significativi della domanda di prestazioni socio-sanitarie a favore di assistiti della provincia di Pavia nel corso dell anno Nell ambito del servizio di assistenza domiciliare integrata tramite voucher socio-sanitario, nel 2014 è Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 85 di 139
88 proseguita la sperimentazione del nuovo modello di erogazione del servizio, con l utilizzo, dal 1 luglio 2014, del nuovo strumento di valutazione del bisogno, InterRai Home care (VAOR): sono stati assistiti in totale pazienti, di cui presi in carico nel corso dell anno 2014, (nel 2013: totale paz. assistiti: 5.072, di cui presi in carico nel corso dell anno 4.470), in linea con i dati dell anno precedente; i voucher erogati sono stati (nel 2013: ), con un incremento pari al 5,8%, che ha riguardato tutte le tipologie di prestazioni: IP, FKT, miste. La media quindi di voucher per utente, risulta pari a 2,3 con un lieve incremento rispetto all anno precedente (2,2). La valutazione di tutti i pazienti con la nuova modalità, sia di quelli nuovi dal 1 luglio sia di quelli già in carico, è stata anche l occasione per una revisione di tutta la casistica, che ha permesso di reindirizzare alcune situazioni a forme assistenziali differenti e più adeguate, dando maggiore appropriatezza alle prestazioni erogate. L ASL di Pavia, sul territorio provinciale, conta attualmente la presenza di 11 sedi consultoriali pubbliche e 7 private accreditate, con una buona distribuzione territoriale che risponde adeguatamente ai bisogni di un territorio molto frazionato, comprensivo di Comunità Montana. Nel corso dell anno 2014 n utenti hanno avuto accesso ai Consultori Familiari pubblici dell ASL di Pavia, registrando un incremento, rispetto all anno precedente, pari al 13,87%. In particolare, l aumento di accessi ha riguardato le sedi consultoriali del distretto Pavese. Sono state erogate prestazioni a livello consultoriale; anche in questo caso si rileva un incremento rispetto all attività svolta nel corso dell anno 2013, pari al 0,30%. Attraverso la collaborazione e l integrazione tra le diverse risorse territoriali disponibili, l azione dei Consultori Familiari sul territorio persegue con continuità l obiettivo di promuovere, attraverso le proprie attività ostetrico-ginecologiche e psico-sociali, la tutela non solo della donna e del bambino ma di tutta la famiglia e dei suoi membri fragili, in un ottica di sostegno, sviluppo e attivazione delle risorse interne disponibili, prevenzione, informazione ed educazione alla salute, consulenza e orientamento relativamente alle difficoltà che la famiglia incontra durante il suo naturale ciclo di vita. CONSULTORI PUBBLICI Qualità del servizio Formazione e sperimentazione operativa di tutto il personale consultoriale sanitario e psicosociale relativa alla realizzazione ed utilizzo dell'agenda informatica per la gestione e l'espletamento dell'attività di competenza. Formazione sul campo rivolta al personale consultoriale addetto per quanto riguarda le seguenti linee di attività: adozione, tutela minorile, educazione all'affettività e sessualità. Stabilizzazione e Prosecuzione della Sperimentazione ex DGR 3239/2012 "Una Bussola per la Famiglia" che prevede l'accoglienza e l'eventuale presa in carico delle richieste relative ai bisogni della famiglia. Sperimentazione DGR 2513/2014 Progetto SOStengo per il supporto e sostegno dei genitori separati. Successiva stabilizzazione della suddetta sperimentazione con emanazione di Bando specifico. Prosecuzione degli Interventi a Tutela della Maternità, a favore della Natalità e per una corretta Alimentazione della mamma e del neonato nel primo anno di vita del bambino (Progetti regionali Nasko e Cresco) Sperimentazione sul campo della pratica relativa alla Formazione rivolta al personale sanitario ostetrico per quanto riguarda l'attività di "Counselling breve motivazionale" nell'attività di promozione di azioni preventive sanitarie (vaccinazione Hpv, tabagismo, screening pap test). Realizzazione di progetti in rete territoriale con Enti istituzionali: Progetto Promozione dell'allattamento Materno (A.O., IRCCS Policlinico S. Matteo, IRCCS Istituto Clinico Beato Matteo, MMG, Pediatri di base, III Settore); Progetto Percorso Nascita In rete territoriale provinciale (A.O., IRCCS Policlinico S. Matteo, IRCCS Istituto Clinico Beato Matteo, MMG, Pediatri di base); Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 86 di 139
89 Progetto "L'inserimento del bambino adottato in ambito scolastico" (Provveditorato provinciale); Progetto per l'affido Familiare Progetto Bagheera (Comune di Vigevano); Progetto PRO.TE.SE (Prefettura di Pavia,PZ, A.O.,Forze dell'ordine). CONSULTORI PRIVATI Qualità del servizio: Ciò che è interessante evidenziare dei Consultori Privati è l implementazione del personale in organico attraverso l introduzione di figure professionali aggiuntive, nello specifico: 2 Consultori su 6 attivi hanno il Neuropsichiatra Infantile 2 l avvocato 3 il mediatore familiare 2 il logopedista Si segnala inoltre la presenza sul Distretto dell Oltrepò, Ambito territoriale di Voghera, di un Consultorio Privato che ha incrementato, attraverso un progetto ex. DGR 3239, l assistenza a domicilio post partum. (Progetto SOS Mamma e papà gestito dall ASP Pezzani di Voghera - presi in carico 207 utenti). Il Progetto permette di rispondere al bisogno di sostegno al ruolo di genitori, previa richiesta specifica, con interventi di sostegno domiciliare nel periodo successivo al parto ALCUNE CARATTERISTICHE DELL UTENZA Attraverso l analisi dei flussi CON 1 e CON 2 è stato possibile individuare alcune differenze dell utenza che afferisce ai Consultori Pubblici e a quelli Privati. Tabella numero di utenti per tipologia di Consultorio, Pubblico Privato N consultori Età media Età minima Età massima DevStD Pubblici 14 41, ,9 Privati 6 34, ,0 In primo luogo si evidenzia che le persone che accedono ai Consultori Pubblici hanno un età media maggiore (41.9 anni) rispetto ai cittadini dei Consultori Privati (34.2 anni). Questa evidenza è presumibilmente da imputarsi al legame dei cittadini verso i Servizi Pubblici che da più tempo sono attivi. Anche la stratificazione per fascia di età evidenzia che nei Consultori Pubblici prevalgono i Giovani adulti e gli adulti, mentre sono meno frequentati dalle fasce più giovani che accedono ai Consultori Privati (Fig ) Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 87 di 139
90 Figura distribuzione entro fascia di età per tipo di Consultorio 75+ Anziani Giovani anziani 1,7 0,9 3, Adulti 22,2 40, Giovani adulti 43,7 46, Giovani 6, Adolescenti 1,7 5 <14 Preadolescenti 1,2 14, Consultori Pubblici Consultori Privati Un altro elemento distintivo (fig ) è la maggior proporzione di donne (circa il 95%) tra la popolazione dei Consultori Pubblici, come probabile conseguenza delle attività ostetrico-ginecologiche svolte. Figura stratificazione per genere entro tipo di Consultorio Se l analisi viene effettuata separatamente per le femmine e i maschi si evidenzia che tra le femmine che accedono ai Consultori Privati è maggiore la proporzione di femmine preadolescenti, circa l 8%, contro un valore trascurabile tra le femmine dei Consultori Pubblici (0.6); complessivamente l 8% delle femmine che accedono ai Consultori Pubblici e il 23,3% di quella dei Consultori privati hanno un età massima di 24 anni (Fig ) Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 88 di 139
91 Figura distribuzione delle femmine per fascia di età entro tipo di Consultorio Tale fenomeno è ancora più evidente per i maschi (Fig ): il 35.9 % dei maschi dei Consultori Privati sono preadolescenti e il 51% ha un età 24 anni contro valori significativamente più bassi tra i maschi dei Consultori pubblici (9.7% con età 14aa e 28,5 con meno di 25 anni) Figura distribuzione dei maschi per fascia di età entro tipo di Consultorio Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 89 di 139
92 AREA ANZIANI LE RESIDENZE SANITARIO ASSISTENZIALI PER ANZIANI (RSA) Qualità del servizio: Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento delle RSA con la copertura notturna da parte degli infermieri in luogo di OSS (conseguente all aumento della complessità degli ospiti) Tutte le RSA negli anni 2013 e 2014 hanno aderito ad un progetto ASL (progetto Risk Management dal 2014) in materia di gestione dei farmaci. Dal Nucleo protetto al Nucleo Alzheimer: nel 2012 sono stati riconosciuti n 6 nuovi nuclei Alzheimer che erano nati da attivazione in via spontanea da parte delle RSA di Nuclei protetti. Ad oggi ci sono complessivamente nuclei 14 Nuclei Alzheimer. OFFERTA TERRITORIALE RSA Presso il territorio della ASL di Pavia insistono 84 RSA e complessivamente posti letto autorizzati, di cui accreditati. Il 91,6% delle RSA (76) ha un contratto stipulato con la ASL e i posti letto a contratto al 31/12/2013 erano Nel 2014, in attuazione della DGR 1185/2013, i poti letto a contratto sono incrementati di 14 unità e ad oggi sono complessivamente (Tab ). Tabella Offerta territoriale, stratificazione per Ambito territoriale e Distretto Ambito territoriale/distretto N PL Contratto pop 75+ Pop di riferimento (27,31% pop. 75+) Offerta ogni 100 Pavia ,1 Corteolona Certosa PAVESE ,2 Voghera Casteggio Broni ,2 OLTREPO ,4 Vigevano Mortara Garlasco LOMELLINA ,9 PROVINCIA ,6 I posti letto contratto (il 91% sul totale dei Posti letto autorizzati) sono dislocati prevalentemente nel Distretto Lomellina (46,5%). Segue il Distretto Oltrepò, dove sono allocati posti letto a contratto (il 32,2% del totale provinciale) e quello Pavese, con 11 RSA a contratto e complessivamente posti letto a contratto (il 21,3% del totale provinciale). L offerta territoriale ogni 100 cittadini residenti che costituiscono la Popolazione di riferimento (Fig ) si differenzia in modo sostanziale confrontando i tre Distretti. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 90 di 139
93 Figura Offerta territoriale stratificata per Distretto; confronto col dato provinciale Nello specifico a livello provinciale si contano 29.6 PL a contratto ogni 100 residenti di riferimento; il valore più elevato è confermato in Lomellina (40.9 PL a contratto ogni 100 target), mentre l Oltrepò ha un valore molto simile al dato provinciale (30.2 vs 29.6). Il valore più basso si riscontra nel Pavese, dove sono presenti solo 18,2 PL a contratto ogni 100 residenti target (Fig ). Un ulteriore stratificazione per gli Ambiti territoriali di ciascuno dei tre Distretti evidenzia una situazione alquanto variabile (Fig ) Figura Offerta territoriale stratificata per Ambito territoriale; confronto col dato provinciale Gli Ambiti territoriali di Broni (32.2 PL ogni 100 residenti target), Voghera (36,4 PL ogni 100 residenti target) e Certosa (36.8 PL ogni 100 residenti 75+ target), presentano un offerta territoriale simile al dato provinciale, a differenza degli Ambiti territoriali di Pavia, Casteggio, Vigevano e Corteolona che hanno un indice di copertura inferiore al 29.6 provinciale (Fig ). Presso gli Ambiti territoriali di Mortara e Garlasco, entrambi afferenti al Distretto della Lomellina, si evidenzia invece un valore di circa il doppio rispetto al dato provinciale. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 91 di 139
94 PROVENIENZA DELL OSPITE RSA Per quanto attiene la provenienza degli ospiti che hanno occupato un Posto Letto a contratto si evidenzia che il circa 30% al momento dell inserimento è residente in una delle altre ASL, non ASL 312, della Regione Lombardia (Fig ). Figura distribuzione n ospiti RSA su PL a contratto per ASL di residenza La mobilità in entrata riguarda prevalentemente i cittadini che risiedono nelle ASL limitrofe alla ASL di Pavia: ASL Mi (15% degli ospiti su PL a contratto), ASL MI1 (7% degli ospiti su PL a contratto) e ASL MI 2 (5 % degli ospiti su PL a contratto). Soltanto il 2% degli ospiti proviene dalla ASL MB, mentre la provenienza dalle altre 10 ASL di Regione Lombardia interessa l 1% degli ospiti. Si tratta di un dato ormai consolidato, già evidenziato in analoghe elaborazioni riferite agli anni precedenti, e, presumibilmente, sembra essere legato all entità delle rette a carico dell ospite che sono più basse presso le U.d.O. del territorio della ASL di Pavia rispetto alle U.d.O. delle ASL limitrofe. Questa considerazione trova peraltro supporto dai risultati dell analisi delle Schede Struttura 2013 effettuata da Regione Lombardia: il costo medio a giornata erogata è in media di 103,9 a livello lombardo, le RSA della ASL di Pavia hanno un costo medio di 93, più alto solo rispetto al costo delle U.d.O. che insistono sulla ASL di Sondrio, pari a 88. Le ASL di MI1, MI2 e MI presentano i costi più elevati. E stata valutata anche la mobilità intra ASL, cioè l allontanamento dei cittadini residenti nella ASL di Pavia dal proprio Distretto di residenza per essere inseriti in una RSA. Come conseguenza del differente indice di copertura nei tre Distretti dalla ASL di Pavia, è evidente (Fig ), che in alcuni casi i cittadini sono inseriti in una RSA lontana dalla propria residenza e quindi dal contesto familiare e socio-relazionale di origine. Gli spostamenti maggiori riguardano i cittadini che risiedono in uno dei tre Ambiti territoriali del Distretto Pavese, che solo nel 76% dei casi sono inseriti in una struttura allocata nel Distretto di residenza: il 13,8% sono inseriti in una RSA situata nel Distretto dell Oltrepò e il 10,2% in Lomellina. Tale fenomeno migratorio è meno evidente per i cittadini residenti nel Distretto dell Oltrepò e in quello della Lomellina che rispettivamente nel 96,6% e nel 98,2% dei casi permangono nel proprio Distretto di origine. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 92 di 139
95 Figura mobilità intra ASL UTILIZZO DELLE RSA: IL TASSO DI SATURAZIONE A livello provinciale il tasso di saturazione è pari al 98.1%, e non si evidenziano differenze sostanziali tra i tre Distretti e tra questi e il dato provinciale (Tab ). Nello specifico le U.d.O. che insistono sul Distretto Pavese e su quello della Lomellina hanno complessivamente un tasso di saturazione dei posti letto a contratto rispettivamente del 98,1% e del 98,8 %, molto vicini al dato provinciale del 98,1%. Tabella tasso di saturazione Ambito territoriale/distretto Giornate di produzione (a carico FSR) Giornate Teoriche (su PL a contratto) % Saturazione Garlasco Mortara Vigevano LOMELLINA Broni Casteggio Voghera OLTREPO Certosa Corteolona Pavia PAVESE PROVINCIA Lievemente inferiore è il tasso di saturazione delle strutture dell Oltrepò (complessivamente del 97,6%) (Fig ), in contraddizione con gli indicatori demografici che evidenziano in tale territorio la maggior Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 93 di 139
96 concentrazione di residenti ultrasettantacinquenni (indice di invecchiamento 75+ =14,3 e indice di vecchiaia 238,7). Figura tasso di saturazione; stratificazione per Distretto e confronto col dato provinciale Nell Ambito territoriale di Casteggio l indice di saturazione è il più basso (Fig ; 94,8%), e questo presumibilmente è dovuto alle caratteristiche di tale territorio, di tipo collinare, e alla popolazione residente che, per abitudine, è più propensa ad attivare la rete sociale familiare e amicale, in un rapporto di auto mutuo aiuto. Figura tasso di saturazione; stratificazione per Ambito territoriale e confronto col dato provinciale La correlazione tra retta media ponderata e il tasso di saturazione ha fornito i seguenti risultati. - In provincia la saturazione e la retta media non sono correlate (p= , r= ); lo stesso si può dire per il Distretto della Lomellina (p=0.828, r= ). - Nel Distretto dell'oltrepò la correlazione è al limite della significatività (p=0.0552) con un indice di correlazione r= ; quindi, anche se la correlazione non raggiunge la significatività statistica, si può dire che si nota una lieve correlazione inversamente proporzionale tra la retta media e la saturazione (Aumenta la saturazione alla diminuzione della retta media). - Nel Distretto pavese, invece, si ha una buona correlazione inversamente proporzionale (r= ) ed è statisticamente significativa (p=0.0210). Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 94 di 139
97 LA COMPLESSITA DELL OSPITE DELLE RSA A livello provinciale il 19.2% degli ospiti delle RSA si trova in Classe 7 o 8 (Tab ). La prevalenza delle classi SOSIA più basse testimonia, in prima battuta, che la tipologia di ospiti delle RSA negli ultimi anni è cambiata: è mediamente più anziana, con un quadro clinico più complesso e spesso portatrice di pluripatologie e di disabilità funzionali. Distretto Tabella distribuzione % degli ospiti per Classe SOSIA di appartenenza N UdO n Nuclei Alzheimer. ALZHEIMER CL 1-2 CL 3-6 CL 7-8 Garlasco , Mortara , Vigevano , LOMELLINA , Broni , Casteggio , Voghera , OLTREPO , Certosa , Corteolona , Pavia PAVESE , PROVINCIA , Se si analizza la complessità dell ospite dopo aver stratificato per Distretto di allocazione delle RSA sembra che la complessità dell ospite sia inversamente proporzionale all offerta territoriale. È evidente (Fig ) che nel Distretto della Lomellina, che presenta un indice di offerta territoriale pari a 40.9 (il più alto tra i tre Distretti e rispetto al dato provinciale vedi Tabella Offerta territoriale, stratificazione per Distretto e Ambito), solo il 24.9% degli ospiti delle RSA sono in Classe 1 o 2, e per contro il 25.3% degli ospiti si trova nelle classi di minore fragilità (Classi 7-8). Le RSA che si trovano sul Distretto Pavese hanno invece la più alta percentuale di pazienti gravi, infatti il 52.9% dei pazienti sono in classe 1 o 2: si ricorda che il Distretto Pavese ha un indice di offerta territoriale pari a 18.2 il più basso sul territorio provinciale. Si evidenzia inoltre un alta proporzione di ospiti Alzheimer nell Oltrepò (9.7% degli ospiti) e nel Pavese (8.2% degli ospiti): sul territorio provinciale sono presenti 14 Nuclei Alzheimer con 365 Posti Letto a contratto, di cui 173 (47,4%) in Oltrepò, 100 in Lomellina e 92 nel Pavese. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 95 di 139
98 Figura distribuzione entro Distretto della % di ospiti per Classe SOSIA di appartenenza LISTE DI ATTESA RSA Premessa metodologica: gestione informatizzata delle liste di attesa RSA In capo alla ASL di Pavia vi è la gestione informatizzata delle liste di attesa per l inserimento in RSA. È stato predisposto un database che risiede nel server aziendale ed è accessibile via web alle RSA a contratto, che inseriscono autonomamente e in tempo reale le richieste presentate presso di loro. Il compito della ASL è di verificare la qualità dei dati inseriti (es CF esatti, cittadini duplicati all interno della stessa U.d.O.) e togliere dall elenco i cittadini deceduti. Questo permette di avere il numero esatto di cittadini in lista di attesa, oltre ad alcune caratteristiche relative alla fragilità del cittadino e all urgenza della richiesta. La ASL può pertanto verificare la corretta gestione delle liste di attesa da parte delle singole U.d.O. Le analisi effettuate mensilmente, già dal 2012, hanno evidenziato un dato pressoché stabile di cittadini in lista di attesa: com è evidente dalla tabella il dato si è stabilizzato a circa cittadini residenti e non ancora inserti in RSA (Tab ). Tabella persone in Lista di Attesa per l inserimento in RSA, stratificazione per urgenza della domanda. Cittadini in Lista d'attesa (*) ott-12 nov-12 dic-12 gen-13 feb-13 mar-13 apr-13 mag-13 Nov - 04 Urgente Normale Lungo termine Totale (*) Il numero totale delle domande in lista d'attesa è dato dalla scrematura delle domande effettuate da deceduti, da persone già collocate in RSA e dalle eventuali domande multiple effettuate da una singola persona. Inoltre per ciascun cittadino, nel caso avesse presentato più domande di inserimento con differente livello di urgenza, è stata contata solo la domanda effettuata con urgenza maggiore. L impatto delle liste di attesa sul territorio, a puro titolo esemplificativo ed epidemiologico, viene pertanto di seguito stimato sui dati riferiti al novembre 2014 (Tab ). Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 96 di 139
99 Tabella persone in Lista di Attesa (novembre 2014) Nr di cittadini in lista d'attesa Residenza del cittadino Pavese Lomellina Oltrepò No 312 Totale Non in RSA Già in RSA Totale A novembre 2014 si contano complessivamente cittadini in lista di attesa (Tab ): di questi (79.9%), dei quali residenti e 654 non residenti ASL 312, sono in attesa di essere inseriti in RSA, mentre 478 sono già ospiti di una RSA, ma hanno fatto richiesta di essere trasferiti in un altra UdO. La richiesta di trasferimento è effettuata, per la maggior parte, da cittadini residenti in uno dei tre Distretti della ASL di Pavia (399 persone su 508; 78,5%) e, presumibilmente, riflette il desiderio di essere ospitato in una RSA più vicina alla propria residenza anagrafica, e quindi al proprio contesto familiare e sociale. Tabella rilevanza della Lista di Attesa ogni 100 residenti 75+ (cittadini non in RSA) Distretto di residenza del cittadini Pop 75+ Cittadini in Lista Attesa Cittadini in Lista Attesa con domanda urgente Rilevanza L.A. (%) Rilevanza L.A. (%) urgente Pavese Lomellina Oltrepò Provincia I dati esposti nella tabella si riferiscono esclusivamente ai cittadini che hanno fatto domanda di inserimento in RSA, con esclusione delle richieste di trasferimento in altra U.d.O.: utilizzando questo criterio, senza tener contro dell urgenza della richiesta, si evidenzia che sia nel Pavese che in Oltrepò, ogni 100 residenti ultra75enni, circa 2 hanno fatto richiesta di inserimento in RSA. Il valore più elevato si evidenzia in Lomellina (2.11 cittadini in lista di attesa ogni 100) dove il bisogno potrebbe essere influenzato da un offerta maggiore (vedi Figura offerta territoriale, stratificazione per Distretto e confronto con dato provinciale). Tale ipotesi trova in parte supporto dall analisi delle Liste di Attesa Urgenti: il dato riferito ai residenti in Lomellina si abbatte a 0,25 mentre quello del Pavese e in Oltrepò permane più alto (0,7 ogni 100 residenti ultera75enni), superiore sia al dato della Lomellina che al dato provinciale. L INDIVIDUAZIONE DI FATTORI DI RISCHIO PER L INSORGENZA DI EVENTI SENTINELLA Vista la complessità assistenziale dell ospite e la frequenza dell occorrenza di eventi quali le cadute, le lesioni da decubito e la contenzione, la ASL di Pavia ha effettuato uno studio al fine valutare, attraverso l applicazione di tre modelli logistici, la relazione tra tali eventi sentinella occorsi nelle RSA nel 2012 (cadute, lesioni da decubito, contenzione) e ipotetici fattori di rischio (FR COVARIATE del modello logistico), legati all ospite, al personale, alla struttura. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 97 di 139
100 Legenda relativa alle covariante: Area abitativa: - Dimensione della RSA, misurata in numero posti letto (grande: 90; media: 89-40; piccola: 39 ). Personale: - Turnover: percentuale del cambio di personale nel 2012 (<30% vs 30%); - Incremento dell assistenza erogata agli ospiti espressa in minuti settimanali (min./sett per ospite 2012 vs 2011). Ospite: - Età; - genere; - classe SOSIA (grave: 4; lieve: >4); - ausili (uso bastone); - deambulazione autonoma (sì/no); - irrequietezza (sì/no) I risultati dell analisi sono i seguenti: Fattori di rischio legati all ospite: - l ospite in classe SOSIA 4 cade con minore probabilità (OR=0,37*), ma ha un rischio maggiore di sviluppare un decubito (OR=6,10*) e di essere contenuto (OR=7,33*); - Il rischio di cadere aumenta in pazienti con problemi di deambulazione (OR=1,87*) e di irrequietezza (OR=1,64*) e in chi utilizza il bastone (OR= 1,23). - L età avanzata è un fattore di rischio (cadute OR=1,53*, contenzione OR=1,48*, decubito OR=1,4), essere donna protegge nei confronti di tutti e tre gli eventi. Fattori di Rischio legati al personale: - un aumento complessivo del minutaggio riduce il rischio di decubito (OR=0,57*) e di contenzione (OR=0,71*); - cosi come un incremento dell infermiere professionale, dell OSS o del medico riducono il rischio di cadute (OR 0,62*, 0.72* e 0.58*) e la contenzione (OR 0,61*, 0.64* e 0.45*). - Il turnover del personale aumenta del 30% il rischio di contenzione (OR=1,29*). Fattori di Rischio legati alla struttura: l aumento delle dimensioni delle RSA. ha effetto negativo su tutti gli eventi sentinella (*p significativo). Di seguito vengono riportati i tre modelli di analisi logistica con i principali risultati. Legenda; Odd Ratio (OR) >1: la covariante aumenta il rischio di occorrenza dell evento <1: la covariante riveste un ruolo protettivo nell occorrenza dell evento Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 98 di 139
101 EVENTO SENTINELLA CADUTE OR P-value IC 95% COVARIATE (FR) Area abitativa Struttura media vs piccola 2,5 <0,001 1,71-3,62 Struttura grande vs piccola 2,21 <0,001 1,47-3,31 Incremento minutaggio IP 0,62 <0,001 0,49-0,77 Personale Incremento minutaggio OSS 0,72 0,01 0,56-0,92 Ospite Incremento minutaggio Medico 0,58 <0,001 0,42-0, aa vs <75aa 1,3 0,09 0,39-1,55 85aa vs <75aa 1,53 0,01 1,26-1,59 Genere (F vs M) 0,93 0,46 0,75-1,13 Classe SOSIA (grave vs lieve) 0,37 <0,001 0,30-0,44 Bastone (sì vs no) 1,23 0,05 0,99-1,52 Deambulazione autonoma (sì vs no) 1,87 <0,001 1,34-2,59 Irrequietezza (sì vs no) 1,64 <0,001 1,36-1,95 EVENTO SENTINELLA LESIONI DA PRESSIONE OR P-value IC 95% COVARIATE (FR) Struttura media vs piccola 1,52 0,05 1,00-2,28 Area abitativa Personale Ospite Struttura grande vs piccola 0,84 0,45 0,53-1,32 Incremento minutaggio complessivo di tutte le figure professionali 0,57 <0,001 0,42-0, aa vs <75aa 1,45 0,13 0,89-2,33 85aa vs <75aa 1,40 0,16 0,87-2,24 Genere (F vs M) 0,75 0,03 0,57-0,96 Classe SOSIA (grave vs lieve) 6,10 <0,001 4,18-8,81 EVENTO SENTINELLA CONTENZIONE OR P-value IC 95% COVARIATE (FR) Struttura media vs piccola 2,57 <0,001 1,87-3,50 Area abitativa Struttura grande vs piccola 3,04 <0,001 2,03-4,55 Turnover 1,29 0,01 1,06-1,57 Personale Ospite Incremento minutaggio complessivo di tutte le figure professionali 0,71 0,01 0,54-0,92 Incremento minutaggio IP 0,61 <0,001 0,50-0,74 Incremento minutaggio OSS 0,64 <0,001 0,49-0,81 Incremento minutaggio Medico 0,45 <0,001 0,34-0, aa vs <75aa 1,57 0,01 1,14-2,16 85aa vs <75aa 1,48 0,02 1,08-2,02 Genere (F vs M) 0,98 0,82 0,81-1,18 Classe SOSIA (grave vs lieve) 7,33 <0,001 5,96-9,01 In conclusione, nell ambito delle attività di controllo di appropriatezza e di vigilanza nelle RSA, funzioni istituzionalmente in capo all ASL, i fattori di rischio individuati rappresentano un importante strumento di verifica della qualità delle cure erogate. Nell ASL Pavia essi vengono mantenuti sotto costante ed attento monitoraggio con il duplice obiettivo di agire precocemente sul sistema dell offerta territoriale Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 99 di 139
102 (anche attraverso momenti di confronto con le RSA) e di orientare le attività di controllo nelle strutture a rischio maggiore nell ottica del miglioramento della qualità delle prestazioni erogate. I CENTRI DIURNI INTEGRATI Qualità del servizio: Nel tempo si è assistito ad una crescente estensione dell apertura sia in termini di orari, con l inclusione della cena, che di giornate, con apertura anche il sabato e festivi. Questo in risposta ai crescenti bisogni degli ospiti e dei familiari (es. assenza del care-giver familiare, isolamento sociale, e/o Bisogni Complessi) In alcuni CDI sono stati attivati servizi di accoglienza notturna al fine di far fronte a specifici bisogni dell utente e/o del care giver (per sue assenza) Molti CDI hanno attivato il trasporto con accompagnatore dal domicilio all UdO e viceversa OFFERTA TERRITORIALE CDI Presso il territorio della ASL di Pavia sono allocati complessivamente 27 CDI, di cui 26 CDI con Posti a contratto (Tab ) e 1 con Posti solo autorizzati nel 2014 : pur non essendoci una differenza importate del numero di UdO per Distretto (Pavese 38.5%, Oltrepò e Lomellina entrambi 30,8%) il numero maggiore di posti a contratto si trova nel Distretto Pavese, dove si contano 235 posti a contratto, il 41,2% del totale, mentre in Oltrepò sono allocati il 32,4% dei posti e in Lomellina 26,3%. Tabella CDI e tipologia posti per Distretto e Ambito territoriale, anno 2013 e 2014 Ambito territoriale/distretto N CDI POSTI AUT POSTI POSTI A CONT POSTI A ACCI 2013 CONT 2014 Garlasco Mortara Vigevano LOMELLINA Broni Voghera Casteggio OLTREPO Certosa Corteolona Pavia PAVESE PROVINCIA Nel 2014, in seguito all applicazione della DGR 1185/2013, sono stati contrattualizzati atri 5 posti in un CDI dell Ambito territoriale di Voghera, che ad oggi conta pertanto 100 posti a contratto. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 100 di 139
103 Figura indice di offerta 2014; stratificazione per Distretto L indice di offerta territoriale (Fig ), calcolato sulla popolazione anziana fragile (27,31% della popolazione 75+) risulta proporzionale al numero di posti a contratto: è più alto nel Pavese (3,78 ogni 100 target), in Oltrepò è pari a 3,31% ed è simile al dato provinciale (3,20%). Il valore più basso si evidenzia in Lomellina dove sono allocati 2,49 posti ogni 100 residenti target. La stratificazione dell indice di offerta per i 9 Ambiti territoriali (Tab ) evidenzia un situazione variabile, con valori significativamente superiori, rispetto al dato provinciale, nell Ambito di Broni (5.58%) e di Corteolona (5.14%) mentre l offerta nell Ambito territoriale di Vigevano risulta la più bassa (1.56%). Il confronto tra il 2013 e il 2014 non evidenzia differenze degne di nota. Tabella indice di offerta CDI 2013 vs 2014; stratificazione per Distretto e Ambito territoriale Ambito territoriale/distretto N CDI POSTI A CONTRATTO 2013 POSTI A CONTRATTO 2014 Popolazione riferimento (27,31% pop. over 75) Offerta territoriale ogni 100 (2013) Offerta territoriale ogni 100 (2014) Garlasco ,31 3,31 Mortara ,03 3,03 Vigevano ,56 1,56 LOMELLINA ,49 2,49 Broni ,58 5,58 Voghera ,54 3,73 Casteggio ,00 0,00 OLTREPO ,31 3,40 Certosa ,94 3,94 Corteolona ,14 5,14 Pavia ,22 3,22 PAVESE ,78 3,78 PROVINCIA ,20 3,23 UTILIZZO CDI: IL TASSO DI SATURAZIONE Il tasso di saturazione presenta una grande variabilità all interno di ogni singola UdO: valutando tale indicatore a livello di Distretto (Tab e Fig ) si evidenzia che nei Distretti dell Oltrepò e del Pavese la saturazione dei posti a contratto è superiore al 70% (77.9% in Oltrepò e 72,1% nel Pavese), ed entrambi sono superiori al dato provinciale (69.7%). Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 101 di 139
104 Tabella Tasso di saturazione CDI Ambito territoriale/distretto N CDI Giorni teorici giorni effettivi % Saturazione Garlasco ,2 Mortara ,7 Vigevano ,8 LOMELLINA ,9 Broni ,4 Voghera ,1 Casteggio OLTREPO ,9 Certosa ,5 Corteolona ,2 Pavia ,5 PAVESE ,1 PROVINCIA ,5 69,7 Si evidenzia invece che nel Distretto della Lomellina, dove sono allocati il maggior numero di RSA, sono utilizzati solo poco più della metà delle giornate disponibili su posti a contratto presenti nei CDI (53.9%). Figura tasso di saturazione entro Distretto Nello specifico (Fig ) il tasso di saturazione più basso interessa le strutture allocate sull Ambito di Garlasco (33,2%) che contestualmente presenta il più alto indice di copertura per posti letto nelle RSA (61,8 ogni 100 target), nell ambito di Certosa (34,5%) e in quello di Vigevano (56,8%). Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 102 di 139
105 Figura tasso di saturazione CDI entro Ambito territoriale GLI OSPITI DEI CDI: alcune caratteristiche Gli ospiti accolti nei CDI sono stati complessivamente 616, dei quali 53 (6,8%) classificati come utenza complessa, ex DGR n 7211/2011. Complessivamente, sui posti a contratto dei 26 CDI, sono stati accolti 746 persone e in tutte le UdO l età media è risultata >= 80 anni. I Bisogni Complessi sono stati attivati in 7 CDI per un numero complessivo di 81 ospiti: le figure professionali coinvolte, oltre a Medici, Infermieri, Fisioterapisti, Educatori e ASA/OSS, sono state anche quella dello Psicologo e del Massofisioterapista. I Bisogni Complessi hanno riguardato progetti di sostegno individuale per complessità assistenziale, oltre a estensione dell orario e/o ricovero notturno per fragilità sociale. Stratificando il numero di ospiti per classe di età (Tab ) si evidenzia che l 85% degli ospiti è ultra75enne. Tabella ospiti CDI 2013 per classe di età Classi età 2013 N ospiti % Adulti ,6 Giovani Anziani ,3 Anziani ,1 Totale AREA DISABILI LE RESIDENZE SANITARIO ASSISTENZAILI PER DISABILI (RSD) Qualità del servizio: A livello territoriale si segnala la presenza di 2 U.d.O. che si sono organizzate per dare risposte specifiche a persone con particolari disabilità: una RSD dedicata esclusivamente a ospiti con diagnosi di autismo, ed una RSD prevalentemente rivolta a persone con disabilità acquisita postraumatica, presso la quale è attivo anche un nucleo per SV. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 103 di 139
106 Area assistenziale Rispetto in tutte le RSD dei rapporti percentuali tra le diverse figure professionali stabilite dalla normativa di riferimento e progressiva riduzione del ricorso alle deroghe previste dalla stessa; Presenza dell infermiere per più delle 7 ore minime giornaliere fissate dalla d.g.r.12620/2003 nell 80% delle RSD con presenza di personale infermieristico 24 ore su 24 in n. 2 strutture Potenziamento dell attività di personale in possesso di qualifiche dell area riabilitativa delle professioni sanitarie con progressivo inserimento di operatori con qualifica di terapista occupazionale, tecnico della riabilitazione psichiatrica oltre che fisioterapista. Per tutti gli ospiti delle RSD è stata svolta dall equipe dell Unità di offerta una valutazione relativa alla presenza / necessità di forme di protezione giuridica. Area Organizzativa Progressivo aumento delle attività aperte a soggetti esterni attraverso l attivazione di reti formali con soggetti del territorio: associazioni, scuole, agenzie e istituti formativi e presenza di tirocinanti di professioni sociosanitarie. OFFERTA TERRITORIALE RSD Ad oggi presso il territorio della ASL di Pavia insistono 10 Residenze Sanitario Assistenziali per Disabili e complessivamente 255 posti letto tutti contrattualizzati, in attuazione della DGR 1185/2013, che ha permesso la contrattualizzazione nel 2014 di 15 posti letto accreditati; 12 nel Distretto Oltrepò e 3 nel Distretto Pavese. Tabella offerta residenziale area disabili, le Residenza Sanitario Assistenziali Disabili (2014) Ambito territoriale/distretto N RSD N RSD POSTI AUT POSTI ACC POSTI CONT Pavia Corteolona Certosa Pavese Voghera Casteggio Broni Oltrepò Vigevano Mortara Garlasco Lomellina Provincia Il numero maggiore di RSD è allocato nel Distretto dell Oltrepò (5 RSD e 160 PL a contratto), mentre sul Distretto Pavese si contano 2 RSD e 48 PL a contratto (18,8% sul totale del PL) e sul Distretto della Lomellina sono disponibili 47 PL a contratto (18,4%) e 3 RSD. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 104 di 139
107 Ambito territoriale/distr etto Tabella Offerta territoriale RSD, stratificazione per Ambito territoriale e Distretto PL contratto 2013 PL contratto 2014 POP POP TARGET COPERTURA 2013 COPERTURA 2014 Garlasco ,5 1,5 Vigevano ,6 1,6 Mortara ,1 3,1 LOMELLINA ,9 1,9 Broni ,4 3,6 Voghera ,2 11,2 Casteggio ,5 7,5 OLTREPO ,5 8,1 Pavia ,3 3,5 PAVESE ,6 1,7 PROVINCIA ,3 3,5 A livello provinciale (Tab ) sono disponibili 3,5 posti letto a contratto ogni 100 cittadini con disabilità, con una situazione molto differente tra i tre Distretti, come conseguenza della differente distribuzione del numero di PL a contratto. Nello specifico nel Distretto dell Oltrepò nel 2013 sono disponibili 7,5 PL a contratto ogni 100 residenti target, che aumentano a 8,1 nel 2014, in seguito alla nuova contrattualizzazione di 12 PL in una RSD dislocata sull ambito territoriale di Broni. Figura offerta territoriale RSD; stratificazione per Distretto (2014 vs 2013) L offerta territoriale calcolata sul Distretto Pavese sul Distretto Oltrepò è sovrapponibile ed è rispettivamente pari a 1,6 e 1,9 ogni 100 residenti target. Nel 2014 l indicatore aumenta dello 0,1% nel Pavese, a seguito della messa a contratto di ulteriori 3 PL (Fig ). Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 105 di 139
108 Figura offerta territoriale; stratificazione per Ambito territoriale (2014 vs 2013) La stratificazione per Ambito territoriale (Fig ) indica un indice di offerta significativamente più alta nell Ambito di Voghera (11,2%) e di Casteggio (7,5%), oltre ad un incremento nel 2014 nell Ambito di Broni (3.6%): tutti e tre gli Ambititi afferiscono al Distretto Oltrepò. UTILIZZO DELLE RSD : il TASSO DI SATURAZIONE Tabella tasso di saturazione RSD per Distretto e Ambito territoriale Ambito territoriale/distretto giornate effettive giornate teoriche % saturazione Garlasco ,8 Mortara ,0 Vigevano ,1 LOMELLINA ,7 Broni ,0 Casteggio ,2 Voghera ,3 OLTREPO ,6 Pavia ,4 PAVESE ,4 PROVINCIA ,6 Come è evidenziato della tabella e nella figura il tasso di saturazione a livello provinciale è vicino al 99% e non si evidenziano differenze sostanziali stratificando tale indicatore per i tre Distretti dove è stato calcolato un tasso di saturazione sovrapponibile al dato provinciale. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 106 di 139
109 Figura tasso di saturazione RSD; stratificazione per Distretto Anche aggregando le UdO per Ambito territoriale di allocazione non si evidenziano grossi scostamenti dal dato provinciale, con la sola eccezione di una UdO allocata sull Ambito di Garlasco che ha utilizzato circa il 96% delle giornate disponibili su PL a contratto. COMUNITA SOCIOSANITARIE PER DISABILI (CSS) Qualità del servizio: Area assistenziale La pianificazione assistenziale già ben strutturata dal punto di vista educativo è stata integrata con particolare riferimento all'area assistenziale rivolta ai bisogni di base; tutte le CSS hanno la consulenza stabile di figure dell area infermieristica (infermiere ed assistente sanitaria) al di là dell obbligo normativo che prevede accessi legati ai bisogni prevalentemente sanitari. Area Organizzativa Coinvolgimento del MMG per la prescrizione dell applicazione degli strumenti di protezione e tutela dell utente e della terapia farmacologica (presenza per entrambi di protocolli specifici). Avvio in n. 6 CSS di progetti di flessibilità in risposta a bisogni di singoli utenti attraverso il potenziamento dell assistenza da parte di alcune figure professionali ed in alcuni casi mediante l inserimento di operatori con qualifiche specifiche (Ospiti con Bisogni Complessi) Per tutti gli ospiti delle CSS è stata svolta dall equipe dell Unità di offerta una valutazione relativa alla presenza / necessità di forme di protezione giuridica. Avvio raccordi con altre UdO per il passaggio graduale quando gli utenti sono anziani (>= 65aa) OFFERTA TERRITORIALE CSS Nel 2014 sul territorio della ASL di Pavia insistono 12 CSS a contratto, di cui 1 localizzata nel Distretto della Lomellina, 6 nel Distretto dell Oltrepò e 5 nel Distretto Pavese. Rispetto all anno 2013 si è assistito ad un incremento di una unità per la contrattualizzazione di una CSS dislocata nell Ambito territoriale di Broni, come previste dalla DGR 1185/2013. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 107 di 139
110 Tabella distribuzione CSS entro Distretto e Ambito territoriale del n di UdO e dei PL Ambito territoriale/distretto N UdO POSTI AUTORIZZATI POSTI ACCREDITATI POSTI A CONTRATTO 2013 POSTI A CONTRATTO 2014 Vigevano Garlasco Mortara LOMELLINA Broni Voghera Casteggio OLTREPO Corteolona Pavia Certosa PAVESE PROVINCIA Nel 2014 rispetto al 2013, pertanto, vi è stato un incremento di 10 PL a contratto, che sono complessivamente 110 e presentano una distribuzione differente nei tre Distretti (Tab ). Il Distretto Oltrepò e il Distretto Pavese presentano il maggior numero di U.d.O., rispettivamente 6 e 5, e di conseguenza il maggior numero di PL a contratto (Pavese: 47 PL a contratto; Oltrepò: 43 nel 2013 e 53 nel 2014) Tabella indice di copertura CSS 2013 e 2014; stratificazione per Distretto e Ambito territoriale Distretto N UdO POP POP TARGET COPERTURA 2013 COPERTURA 2014 Garlasco ,0 0,0 Vigevano ,9 0,9 Mortara ,0 0,0 LOMELLINA ,4 0,4 Broni ,6 5,4 Voghera ,5 2,5 Casteggio ,0 0,0 OLTREPO ,2 2,7 Pavia ,7 2,7 Corteolona ,7 1,7 Certosa ,0 0,0 PAVESE ,6 1,6 PROVINCIA ,4 1,5 Dalla tabella è evidente che il Distretto delle Lomellina ha il minor numero di PL a contratto ogni 100 residenti target, il Distretto Pavese presenta un dato sovrapponibile a quello provinciale, mentre il Distretto dell Oltrepò, pur con un numero di PL a contratto sovrapponibili al Distretto Pavese, ha l indice Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 108 di 139
111 di copertura più alto (nel 2014 si contano 2,7 PL a contratto ogni 100 residenti target contro i 2,2 del 2013) (Fig ) Figura indice di copertura 2014 vs 2013: stratificazione per Distretto Nello specifico l Ambito territoriale di Broni già nel 2014 presentava il più alto indice di copertura (3,6%), che è ulteriormente incrementato nel 2014 (5,4%). UTILIZZO DELLE CSS: il TASSO DI SATURAZIONE Tabella tasso di saturazione CSS; stratificazione per Distretto e Ambito territoriale N UdO Territorio Ambito territoriale giornate effettive giornate teoriche % saturazione 1 Lomellina Vigevano , ,0 Broni ,0 4 Oltrepò ,7 5 Voghera , ,6 7 Corteolona , ,9 9 Pavese ,9 Pavia , ,9 Osservando il tasso di saturazione delle singole U.d.O. (Tab ) si osserva per la maggior parte dei casi un valore prossimo al 100%, con le sole eccezioni di due CSS allocate nel Distretto Pavese che presentano un tasso di saturazione vicino al 90%. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 109 di 139
112 Figura tasso di saturazione CSS, stratificazione per Distretto e confronto con provincia Considerando il tasso di saturazione entro Distretto di allocazione delle U.d.O. (Fig ) non si evidenziano differenze significative rispetto al dato provinciale, con valori prossimi al 100%. CENTRI DIURNI PER DISABILI (CDD) Qualità del servizio: Area assistenziale Tutte le U.d.O. hanno un équipe multi professionale composta, oltre che da figure dell area educativa, anche da operatori dell area riabilitativa ed infermieristica. Progressivo potenziamento dell assistenza infermieristica in n.9 CDD su 14 attivi in cui l infermiere è presente più giorni nella settimana con una media di 3h, 30 settimanali per CDD. Per tutti gli utenti dei CDD è stata svolta dall equipe dell Unità di offerta una valutazione relativa alla presenza / necessità di forme di protezione giuridica. Area Organizzativa Presenza di n 1 CDD organizzato per dare risposte specifiche a persone con particolari disabilità mediante l attivazione del progetto sperimentale ai sensi del 3239/2013 della Fondazione Il tiglio ONLUS per realizzazione di un CDD rivolto esclusivamente a giovani autistici; Presenza in tutti i CDD di procedure per la gestione dei farmaci e modalità di raccordo con i MMG degli utenti previo assenso dei familiari/tutori/ AdS (presenza costante della relativa prescrizione medica) Area Organizzativa Presenza di procedure per l applicazione degli strumenti di protezione e tutela prevedendo la relativa prescrizione dal MMG. La pianificazione assistenziale già ben strutturata dal punto di vista educativo è stata integrata con particolare riferimento all'area assistenziale rivolta ai bisogni di base. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 110 di 139
113 DIFFERENZIAZIONE DELLA TIPOLOGIA DI OFFERTA IN BASE AI BISOGNI UTENTE FAMIGLIA Avvio in n. 7 CDD di progetti di flessibilità in risposta a bisogni specifici di gruppi e singoli utenti e delle loro famiglie: prolungamento orario di apertura giornaliera, interventi educativi, assistenziali al domicilio inseriti nel progetto individuale e realizzati dalla stessa equipe del servizio semiresidenziale; Attivazione in n. 2 CDD di un servizio di accoglienza notturna temporanea al fine di far fronte a specifici bisogni dell utente e/o del care giver. Integrazione con l area sociale per l utilizzo di alloggi per la residenza di ospiti che frequentano un CDD, con la presenza di operatori OFFERTA TERRITORIALE CDD I CDD a contratto (Tab ) sono complessivamente 14 per un totale di 345 posti a contratto nel 2013 e nel 2014 sono aumentati a 370 in seguito alla nuova contrattualizzazione di posti in applicazione della DGR 1185/2013. Tabella offerta diurna area disabili, 2014 vs 2013 n POSTI A POSTI A POSTI POSTI Ambito territoriale/distretto UdO CONTRATTO CONTRATTO AUTORIZZATI ACCREDITATI Vigevano Garlasco Mortara LOMELLINA Voghera Broni Casteggio OLTREPO Pavia Certosa Corteolona PAVESE PROVINCIA La distribuzione nel numero di U.d.O. è differente nei tre Distretti (Tab ), nello specifico il Distretto Oltrepò presenta il minor numero di U.d.O. e di PL a contratto (rispettivamente 3 U.d.O., e 85 posti a contratto), mentre nel Distretto Pavese insistono 6 CDD con 165 posti a contratto, il 44,6% dei posti presenti sul territorio. Nel Distretto della Lomellina si contano 5 U.d.O. e si osserva un incremento dei posti a contratto che passano da 95 nel 2013 a 120 nel 2014 (32,4%) in seguito alla messa a contratto di una nuova UdO. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 111 di 139
114 Ambito territoriale/distretto Tabella indice di copertura CDD, 2014 vs 2013 POP POP TARGET COPERTURA 2013 COPERTURA 2014 Garlasco ,0 4,0 Vigevano ,1 5,3 Mortara ,2 5,2 LOMELLINA ,9 4,9 Broni ,4 5,4 Voghera ,9 5,9 Casteggio ,0 0,0 OLTREPO ,3 4,3 Pavia ,8 7,8 Corteolona ,0 5,0 Certosa ,3 3,3 PAVESE ,8 5,8 PROVINCIA ,7 5,1 L indice di copertura (Tab e Fig ) evidenzia alcune differenze tra i tre Distretti con un valore superiore al dato provinciale nel Pavese (5.8 ogni 100 target vs 5.1 in provincia), mentre i Distretti Lomellina e Oltrepò presentano valori simili tra di loro (rispettivamente 4.9 e 4.3 ogni 100 target) Figura indice di copertura CDD stratificato per Distretto (2014 vs 2013) 7,0 Valore % 6,0 5,0 4,0 3,0 3,9 4,9 4,3 4,3 4,7 5,1 5,8 5,8 2,0 1,0 0,0 LOMELLINA OLTREPO PROVINCIA PAVESE COPERTURA 2013 COPERTURA 2014 È evidente dalla figura come i posti disponibili ogni 100 residenti target sia maggiore nell Ambito territoriale di Pavia, dove si trovano 4 CDD e 105 posti a contratto, mentre nell Ambito territoriale di Vigevano l indice di copertura nel 2014 aumenta a 5,3 posto ogni 100 residenti target, superando il dato provinciale. Soltanto l Ambito territoriale di Casteggio non ha alcun CDD. Figura indice di copertura CDD stratificato per Ambito territoriale (2014 vs 2013) Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 112 di 139
115 Valore % 9,0 8,0 7,0 6,0 5,0 4,0 3,0 2,0 1,0 0,0 0,0 5,3 4,7 5,1 4,0 3,1 3,3 5,0 5,2 5,4 5,9 7,8 Casteggio Vigevano Certosa Garlasco PROVINCIA Corteolona Mortara Broni Voghera Pavia COPERTURA 2013 COPERTURA 2014 L UTILIZZO DEI CDD: IL TASSO DI SATURAZIONE La saturazione dei posti nel 2013 è differente nelle 13 U.d.O. del territorio (Tab ). Il dato provinciale è pari all 83,7% e solo il Distretto del Pavese presenta un indice di saturazione complessivo che è superiore a tale valore, infatti viene utilizzato il 92,3% delle giornate su posti a contratto (Fig ). Tabella tasso di saturazione CDD, stratificazione per Distretto e Ambito territoriale Territorio Lomellina Oltrepò Pavese Ambito Saturazione Giorni Teorici Giorni effettivi Distrettuale 2013 Vigevano , ,8 Garlasco ,1 Mortara ,5 Voghera , ,7 Broni , ,2 Pavia , , ,7 Corteolona ,7 Certosa ,5 Rimanendo sul Distretto Pavese si evidenzia comunque una differente saturazione dei CDD con valori prossimo al 100% nei CDD dell Ambito territoriale di Certosa e in quello di Corteolona (Tab ), mentre la maggior offerta sull ambito territoriale di Pavia determina una distribuzione del target e conseguentemente una variabilità dei tassi di saturazione; il più altro, pari al 92%, si trova nell unico CDD non dislocato nel Comune di Pavia, dove invece sono allocati gli altri 3 CDD. Contestualmente i tre CDD che si trovano nell Ambito territoriale di Voghera e in quello di Broni presentano un tasso di saturazione di circa il 90%. Figura tasso di saturazione CDD; stratificazione per Distretto Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 113 di 139
116 Tra i CDD degli Ambiti territoriali che afferiscono al Distretto della Lomellina si evidenziano tassi di saturazione di circa il 90% nei due CDD allocati nell ambito territoriale e nel Comune di Vigevano, e un valore superiore al 95% nell unico CDD dell Ambito territoriale di Mortara, mentre a Garlasco si nota il tasso di saturazione più basso in provincia (61,1). ISTITUTI DI RIABILITAZIONE E CURE INTERMEDIE (IDR) Qualità del servizio: Sul territorio provinciale è presente una UdO altamente specializzata nella cura di preadolescenti a adolescenti con disturbi della sfera Autistica e con altre gravi psicopatologie Presenza in una IDR di una piattaforma web oriented utilizzata per processare le richieste di ricovero, inserite dagli stakeholder del territorio (MMG, Ospedali) e contenenti dati clinici (scale valutative, diagnosi) e notizie riferite all ambito sociale, al fine di definire l area di ricovero più idonea. Presenza in una IDR di una piattaforma Intranet allestita per gli ordini dei farmaci e per le conseguenti verifiche da parte del Direttore Medico di Presidio, unitamente al responsabile della Farmacia, oltre che dai Responsabili di Reparto, con la possibilità di monitorare i consumi per periodo, per farmaco o per categoria. In un altra IDR si segnala la presenza di un sistema esperto utilizzato dagli operatori della UdO e creato ai fini di orientare l inserimento dei pazienti nel servizio più appropriato Altro Per tutte le strutture dell Area Riabilitative e Cure intermedie si evidenzia un importante Lista di attesa (descritta nel report). Presso il territorio della ASL di Pavia ci sono tre Istituti di Riabilitazione con posti a contratto, di cui 1, (IDR 2), si occupa storicamente di minori con disturbi psichici, in stretta collaborazione con la Neuropsichiatria Infantile. Tale istituto nel 2013 ha assistito 213 persone tra preadolescenti e adolescenti, con un età media di 11,8 anni (Tab ). Tabella età media dei pazienti per Istituto di Riabilitazione UdO N PAZIENTI età media età minima età massima DS IDR , ,9 IDR , ,7 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 114 di 139
117 IDR , ,6 La suddivisione per fascia di età (Tab ) evidenzia nel dettaglio come in tale Istituto la maggior parte dei pazienti sono preadolescenti (64.3%) e comunque non superano la giovane età (18-24 aa=6.6%), mente negli altri due IDR si ha una netta prevalenza di adulti, con la sola eccezione dell IDR 3 che ha avuto in cura un 30.8% di persone con età inferiore ai 24 anni. Tabella fascia di età per Istituto di Riabilitazione n pazienti per IDR Fascia di età IDR 1 IDR 2 IDR 3 <14 (Preadolescenti) 3 (0,1%) 137 (64,3%) 229 (27,0%) (Adolescenti) 3 (0,1%) 62 (29,1%) 29 (3,4%) (Giovani) 16 (0,7%) 14 (6,6%) 3 (0,4%) (Giovani adulti) 128 (6,0%) 19 (2,2%) (Adulti) 333 (15,5%) 102 (12,0%) (Giovani anziani) 393 (18,3%) 112 (13,2%) 75+ (anziani) (59,2%) 355 (41,8%) TOTALE (100%) 213 (100%) 849 (100%) Segue una sintetica descrizione per ognuno dei tre Centri di Riabilitazione IDR 2 L istituto è a contratto per le seguenti aree di intervento : - Specialistica residenziale: 15 posti - Specialistica DH: 5 posti - Diurno Continuo: 10 posti - Trattamento ambulatoriale; prestazioni I pazienti ricoverati in regime specialistico sono stati 31 (Tab ), di questi 12 in regione di DH e 20 in Specialistica (un paziente infatti ha usufruito di entrambi i moduli), per la maggior parte preadolescenti (26 con età <14 anni), mentre in 6 casi si trattava di adolescenti. Nel ciclo Diurno Continuo sono stati inseriti 12 pazienti, 207 hanno usufruito del regime ambulatoriale e hanno utilizzato più ambiti di intervento (165 hanno usufruito di prestazioni ambulatoriali indirette e 178 del Regime Ambulatoriale Individuale) Tabella numero di pazienti per area di intervento - IDR 2 F età AMBULATORIALE INDIRETTE MINORI AMBULATORIALE INDIVIDUALE MINORI AMBULATORIALE VISITA GENERALE (PRIMA VISITA) DIURNO CONTINUO INDIVIDUALE MINORI SPECIALISTICA RICOVERO SPECIALISTICA RICOVERO DH < Totale totale In sintesi i pazienti che accedono a tale Istituto afferiscono prevalentemente all Area Ambulatoriale (Fig ): il 36% dei casi per prestazioni indirette e il 38,8% dei casi per prestazioni individuali. La prima visita ambulatoriale riguarda il 15,7% dei pazienti. Il ciclo diurno continuo viene utilizzato dal 2,6% dei giovani pazienti, il ricovero specialistico solo dal 4,4% e il ricovero i DH dal 2,6%. Figura distribuzione dei pazienti per area di intervento - IDR 2 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 115 di 139
118 Se si analizza il numero di accessi per area di intervento (Tab ) si evidenzia che nell area Ambulatoriale sono stati effettuati complessivamente 457 accessi, oltre ai 76 accessi per una prima visita, nel Ciclo Diurno Continuo si contano complessivamente 20 accessi, mentre sono stati effettuati 31 ricoveri nell area specialistica e 20 in regime di DH. Tabella numero di accessi per area di intervento - IDR 2 F età AMBULATORIALE INDIRETTE MINORI AMBULATORIALE INDIVIDUALE MINORI AMBULATORIALE VISITA GENERALE (PRIMA VISITA) DIURNO CONTINUO INDIVIDUALE MINORI SPECIALISTICA RICOVERO SPECIALISTICA RICOVERO DH < Totale totale LISTA DI ATTESA Si segnala, al 1 giugno 2014, la presenza in lista di attesa di 98 bambini (Tab ), 21 femmine e 77 maschi, tutti in età preadolescenziale (<14 anni) tranne uno che ha 16 anni. Tabella IDR 2- numero di cittadini in lista di attesa SESSO n persone Età minima Età massima Età media DevStD F 21, ,38 3,58 M 77, ,64 3,32 Totale ,80 3,38 La richiesta di inserimento riguarda prevalentemente cittadini residenti nella ASL di Pavia (89; 91%), 3 provengono dalla ASL 310, 2 dalla 309, 1 dalla ASL 306 e 1 dalla ASL 305. Per due persone in lista di attesa non è stata indicata la ASL di provenienza. Considerando che una persona può far richiesta di presa in cura nelle diverse aree di intervento si evidenzia che la richiesta maggiore riguarda l area Ambulatoriale (82,9% delle richieste) e in minor misura l area residenziale e il Diurno Continuo (Tab ). Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 116 di 139
119 Tabella IDR 2- pazienti in lista di attesa, stratificazione per Area TIPOLOGIA DI AREA N richieste % Ambulatoriale 87 82,9 DH Specialistica 12 11,4 Diurno continuo 4 3,8 Residenziale Specialistica 2 1,9 TOTALE È importante segnalare inoltre che circa il 50% dei cittadini sono in lista di attesa da più di un anno (il 35.7% da più di un anno fino a 2 anni, e il 10% da oltre due anni) Figura IDR 2-tempo di attesa cittadini il LA IDR 1 Il Centro è a contratto per le seguenti aree di intervento: - Specialistica residenziale: 30 posti - Generale Geriatrica: 35 posti - Trattamento Domiciliare: prestazioni - Trattamento ambulatoriale; prestazioni I pazienti ricoverati in regime specialistico (Tab ) sono stati 273, per la maggior parte anziani (200; 73,2%); i ricoveri in Generale Geriatrica hanno riguardato 291 persone, 28 in area Generale e 263 in area Geriatrica, con una netta prevalenza in quest ultima di ultra75enni. La Domiciliarità ha invece interessato 147 persone, equamente distribuite tra adulti, giovani adulti e anziani, mentre i trattamenti ambulatoriali sono stati erogati a 318 persone, prevalentemente preadolescenti e adolescenti, che hanno usufruito di più aree specifiche (164 hanno avuto accesso nell area Ambulatoriale Indirette Minori e 257 in quella Ambulatoriale Individuale Minori) Soltanto 45 persone hanno avuto accesso all area Ambulatoriale Adulti. Tabella IDR 1- numero di pazienti per area di intervento Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 117 di 139
120 FASCIA ETA AMBU IND. MINORI AMB IND F AMBU MINORI INDIE amb 1^ visita DOMIC ADULTI GENERALE RIC GERIATRICA RIC SPEC RIC < TOT TOT È evidente (Fig ) che il centro è rivolto a tutta la popolazione; le persone che vi afferiscono sono distribuite equamente nelle specifiche aree di intervento: i minori maggiormente nell area ambulatoriale e gli adulti in quella residenziale specialistica o in regime di ricovero geriatrico. Figura IDR 1-distribuzione dei pazienti per area di intervento Nell Area Ambulatoriale (Tab ) sono stati effettuati complessivamente 579 accessi nell area minori e 64 nell Ambulatoriale individuale adulti, mentre gli accesi a domicilio sono stati complessivamente 435. Per quanto riguarda i ricoveri, sui 30 posti letto di Specialistica ci sono stati 288 ricoveri e sui 35 di generale e geriatrica si contano complessivamente 302 ricoveri. Tabella IDR 1-numero di accessi per area di intervento FASCIA ETA AMB IND MIN AMB IND F AMBU MINI IND amb 1^ visita DOM ADULTI GENERALE RIC GERIATRICA RIC SPEC RIC TOT < Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 118 di 139
121 TOT LISTE ATTESA IDR 1 I cittadini in lista di attesa al 01/06/2014 sono complessivamente 76, 44 maschi e 32 femmine. La fascia di età è di seguito rappresentata Tabella IDR 1-cittadini in lista di attesa, distribuzione per fascia di età Fascia di età Maschi Femmine Totale Preadolescenti (< 14 aa) Adolescenti (14-17 aa) 1 1 Giovani (18-24 aa) 6 6 Giovani adulti (24-44 aa) Adulti (45-64 aa) Giovani Anziani (64-74 aa) Anziani (75+) Non nota 1 1 Totale Per quanto riguarda la ASL di residenza per la maggior parte i cittadini in lista di attesa risiedono in uno dei 189 Comuni della ASL di Pavia (69; 90.8%); 3 provengono dalla ASL 308, 2 dalla 306, 1 dalla 310 e 1 dalla 314. La maggior parte hanno fatto richiesta per l area Residenziale Specialistica (47; 61,8%), 20 per la Residenzialità Generale Geriatrica (26,3%) e 9 per la Domiciliare (11,8%). Tabella IDR 1-tempi medi di attesa per l inserimento TIPOLOGIA DI AREA Tempo minimo Tempo massimo Tempo medio DevStD Domiciliare Generale Geriatrica ,7 54,5 Residenziale Generale Geriatrica ,2 23,3 Residenziale Specialistica ,5 57,5 I tempi medi di attesa sono lunghi per l area Domiciliare (in media 72,7 giorni di attesa) rispetto alla residenzialità Generale Geriatrica (24,2 giorni in media di attesa). L attesa per un ricovero in area Specialistica è in media di 52,2 giorni. Nessuno dei cittadini in Lista di attesa per tale IDR ha fatto richiesta di inserimento presso l IDR 2. IDR 3 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 119 di 139
122 L Istituto è a contratto per le seguenti aree di intervento: - Specialistica residenziale: 18 posti - Generale Geriatrica residenziale: 156 posti - Mantenimento: 18 posti - Specialistica DH e specialistica DH gen. geriatrica: 4 posti nel 2013 (2+2) trasformati nel 2014 in prestazioni - Diurno continuo: 15 posti - Trattamento ambulatoriale; prestazioni nel 2013, nel 2014 I pazienti ricoverati in regime specialistico (Tab ) sono stati 192 (31 in regine di DH, trasformato in prestazioni ambulatoriali nel 2014), per la maggior parte anziani (138; 72%); i ricoveri in Generale Geriatrica hanno riguardato 1103 persone, 43 sono stati accolti in area Generale e in area Geriatrica (in pochi casi il paziente è transitato in entrambi i regimi), con una prevalenza in quest ultima di ultra75enni (916; 86,2%), mentre l area residenziale Generale è stata dedicata ad adulti (29) e a giovani anziani (12). Il regime Diurno Continuo di gruppo è stato offerto a 24 persone e il Diurno Continuo Individuale a 213 persone, distribuite in tutte le fasce di età, dagli adolescenti (10 persone) agli Anziani (42 persone). I trattamenti ambulatoriali sono stati erogati a 776 persone che hanno usufruito sia di trattamenti di gruppo (35 persone) che di trattamento individuale: quest ultimo, in grande maggioranza di fascia 3, è stato offerto a 765 persone, di ogni fascia di età, ma con una prevalenza di adulti, giovani Anziani e anziani. Tabella IDR 3-numero di pazienti per area di intervento FASCIA ETA AMB GRP F3 AMB IND F DIURNO CONT GRUP F 3 DIURNO CONT IND F GENERALE RIC GENER/GER SV RIC GERIATRICA RIC MANT REINS ADULTI SPEC RIC DH Totale Totale Come è evidente dalla figura l area maggiormente utilizzata dai pazienti è quella Geriatrica di ricovero e l Ambulatoriale che sono utilizzate rispettivamente dal 43,3 % e dal 31,2% delle persone che accedono all Istituto. Figura IDR 3-distribuzione % dei pazienti per area di intervento Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 120 di 139
123 Per quanto riguarda il numero di accessi per Area (Tab ) si evidenzia che nell area di ricovero Geriatrico, nel 2013, sono stati effettuati ricoveri e solo 51 sono stati i ricoveri nell area Generale; ricoveri in Specialistica sono stati 163 mentre si contano 865 accessi nell Area Ambulatoriale Individuale e 60 in quella di Gruppo. Il Diurno Continuo ha avuto 228 accessi nell area individuale e 38 in quella di gruppo e l area del mantenimento reinserimento adulti conta 125 accessi. Tabella IDR 3-numero di accessi per area di intervento FASCIA ETA AMB GRP F3 AMB IND F DIURNO GRUP F 3 CONT DIURNO CONT IND F GENERALE RIC GENER/GER SV RIC GERIATRICA RIC MANT ADULTI REINS SPEC RIC DH Totale Totale LISTE ATTESA IDR 3 I cittadini in lista di attesa al giugno 2014 (Tab ) sono complessivamente 366, 126 maschi e 240 femmine, e sono distribuiti in tutte le fasce di età ma con una prevalenza di anziani (266, 72,6%). Tabella IDR 3- liste attesa Istituto Santa Margherita Fascia di età Maschi Femmine Totale Giovani adulti (24-44 aa) Adulti (45-64 aa) Giovani Anziani (64-74 aa) Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 121 di 139
124 Anziani (75+) non nota Totale Per quanto riguarda la provenienza delle persone in Lista di attesa si evince quanto di seguito rappresentato: - ASL 312, 341 persone (93,1%), - ASL 309, 14 persone (3,8%) - ASL 310, 10 persone (2,7%) - ASL 314, 1 persona (0,3%). Il tempo medio di attesa, per la aree definite nella Lista di attesa ricavata dalla Scheda Struttura 2013, sono di circa 100 giorni per l area Diurna e il doppio (212 giorni) per l area residenziale. Tabella IDR 3-tempo medio di attesa TIPOLOGIA DI AREA Tempo Attesa Minimo Tempo Attesa massino Tempo Attesa medio DevStD Diurna ,9 22,5 Residenziale ,9 136,1 LE UNITA DI OFFERTA PER PERSONE CON COMPORTAMENTI DI ADDICTION SERVIZI TERRITORIALI PER DIPENDENZE (SER.T.) Qualità del servizio: Utilizzo dei Modelli terapeutici specialistici avanzati inseriti nelle normali procedure: A) Terapia Cognitivo Comportamentale secondo il modello di Kathleen Carrol per la cura specialistica di pazienti con abuso primario di cocaina. B) Terapia Dialettico Comportamentale secondo il modello di Marsha Linnean per la cura specialistica di pazienti tossicodipendenti con patologie psichiatriche. C) Terapia Strategica Breve per l aggancio precoce dei soggetti segnalati dalla Prefettura D) Gruppi per gioco d azzardo: gruppi psicoeducativi di primo e secondo livello per pazienti affetti da gioco d azzardo patologico e gruppi informativi per familiari Prevenzione nelle scuole e nella popolazione secondo modelli validati Collaborazione coi Consultori Pubblici sul "Progetto Sperimentale Per la Riorganizzazione dei Consultori Famigliari al fine di Ampliare e Potenziare gli Interventi Specialistici a Favore di Soggetti Segnalati Ex Artt. 75 e 121 DPR 309/90 ( PROGETTO PREFETTURA - in ottemperanza con la DGR n del 22/10/2008 all.a). L osservatorio Territoriale del Dipartimento Dipendenze svolge studi scientifici di supporto alla programmazione Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 122 di 139
125 Negli ultimi quattro anni il numero degli utenti afferenti ai servizi per la diagnosi e cura della dipendenza si è stabilizzato. Nel 2014 gli utenti che si sono rivolti ai servizi territoriali per problematiche legate all uso di sostanze legali ed illegali o per interventi di prevenzione, sono state Si è trattato per lo più di maschi (circa l 83% dei pazienti totale), con un età media di 38,5 anni (±10,8), dato sovrapponibile a quello del sesso femminile (39,0 ±12,6 anni); si segnala che la differenza tra i due sessi non è statisticamente significativa; p=0,409. La fascia d età che maggiormente si è rivolta ai servizi è quella dei giovani adulti (dai 25 ai 44 anni), questa fascia rappresenta circa il 60% degli utenti dei Ser.T (Tab ); anche stratificando i soggetti per genere questa fascia d età rimane predominante (61% dei maschi e 51,2% circa delle femmine). Tabella Frequenze assolute e % degli utenti delle U.O.S. provinciali per genere e classi di età Anno 2014 F M M+F Classi di età N (%) N (%) N (%) <14 Pre-adolescenti 2 (0,4) 4 (0,2) 6 (0,2) Adolescenti 15 (2,9) 57 (2,2) 72 (2,4) Giovani 61 (11,6) 188 (7,4) 249 (8,1) Giovani adulti 268 (51,2) 1552 (61,0) 1820 (59,3) Adulti 167 (31,9) 717 (28,2) 884 (28,8) Giovani anziani 8 (1,5) 22 (0,9) 30 (1,0) 75+ Anziani 3 (0,6) 5 (0,2) 8 (0,3) Totale 524 (100,0) 2545 (100,0) 3069 (100,0) La distribuzione e la composizione degli utenti nelle tre sedi territoriali della provincia (Pavia, Voghera e Vigevano) rispecchia quella evidenziata a livello provinciale (Tab , e ). Tabella Frequenze assolute e % degli utenti del U.O.S. Pavese ed Oltrepò sede di Pavia - per genere e classi di età Anno 2014 F M M+F Classi di età N (%) N (%) N (%) <14 Pre-adolescenti 0 (0,0) 1 (0,1) 1 (0,1) Adolescenti 3 (1,1) 32 (2,5) 35 (2,3) Giovani 24 (9,2) 108 (8,4) 132 (8,5) Giovani adulti 129 (49,2) 792 (61,5) 921 (59,5) Adulti 99 (37,8) 341 (26,5) 440 (28,4) Giovani anziani 5 (1,9) 12 (0,9) 17 (1,1) 75+ Anziani 2 (0,8) 1 (0,1) 3 (0,2) Totale 262 (100,0) 1287 (100,0) 1549 (100,0) Tabella Frequenze assolute e % degli utenti del U.O.S. Pavese ed Oltrepò sede di Voghera - per genere e classi di età Anno 2014 F M M+F Classi di età N (%) N (%) N (%) <14 Pre-adolescenti 1 (1,2) 2 (0,4) 3 (0,5) Adolescenti 4 (4,8) 13 (2,8) 17 (3,1) Giovani 12 (14,3) 21 (4,5) 33 (6,0) Giovani adulti 45 (53,6) 247 (53,3) 292 (53,4) Adulti 21 (25,0) 174 (37,6) 195 (35,6) Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 123 di 139
126 65-74 Giovani anziani 0 (0,0) 5 (1,1) 5 (0,9) 75+ Anziani 1 (1,2) 1 (0,2) 2 (0,4) Totale 84 (100,0) 463 (100,0) 547 (100,0) Tabella Frequenze assolute e % degli utenti del U.O.S. Lomellina sede di Vigevano- per genere e classi di età Anno 2013 F M M+F Classi di età N (%) N (%) N (%) <14 Pre-adolescenti 1 (0,6) 1 (0,1) 2 (0,2) Adolescenti 8 (4,5) 12 (1,5) 20 (2,1) Giovani 25 (14,0) 59 (7,4) 84 (8,6) Giovani adulti 94 (52,8) 513 (64,5) 607 (62,4) Adulti 47 (26,4) 202 (25,4) 249 (25,6) Giovani anziani 3 (1,7) 5 (0,6) 8 (0,8) 75+ Anziani 0 (0,0) 3 (0,4) 3 (0,3) Totale 178 (100,0) 795 (100,0) 973 (100,0) LE SOSTANZE D ABUSO UTILIZZATE I soggetti che fanno uso/abuso di oppioidi sono circa il 49% di coloro che si rivolgono ai servizi territoriali (Fig ). I consumatori di cocaina e di alcol rappresentano, invece, circa il 40% degli utenti (20% alcol e 19% cocaina). La percentuale di pazienti con problematiche di gioco d azzardo (GAP) è pari al 4% circa degli utenti; dopo un trend in aumento negli ultimi tre anni, nell ultimo anno sembra che la presa in carico per questa patologia si sia stabilizzata. Nell anno 2014, infatti, si riscontra la stessa percentuale della presa in carico per GAP rispetto al 2013 (4% degli utenti nel 2013, 3,2% nel 2012 e 2,4% nel 2011). La percentuale, invece, dei pazienti che abusano di cannabis si è ridotta negli ultimi due anni, si è passati dal 10,5% del 2010 al 6,7% nel Figura Distribuzione % della sostanza primaria utilizzata dagli utenti delle sedi territoriali provinciali Irrilevante, invece, è la quota di soggetti che sono stati presi in cura per l abuso di farmaci e per utilizzo di altre sostanze cosiddette: nuove droghe (droghe naturali o sintetiche di nuova generazione). Considerando i servizi territoriali distinti per sede la situazione è sovrapponibile a quella provinciale. Le distribuzioni della dipendenza da cocaina/alcol e del GAP, invece, cambia leggermente sia tra le sedi territoriali sia rispetto alla situazione provinciale. Nel territorio della Lomellina la seconda sostanza d abuso maggiormente utilizzata è la cocaina (circa il 24% degli utenti) e la terza più abusata è l alcol Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 124 di 139
127 (poco più del 17% degli utenti), mentre la situazione è invertita a livello provinciale e nei territori del Pavese ed Oltrepò (sede di Pavia: 21,4% alcol e 16,4% cocaina, Sede di Voghera: 19,9% alcol e 17,1% cocaina). Per quanto riguarda la frequenza della dipendenza da GAP, si nota come nel territorio della sede di Pavia vi sia una situazione completamente diversa rispetto al territorio della sede di Voghera e al territorio della Lomellina. Nella sede di Pavia il 4,9% degli utenti presi in cura al servizio ha una diagnosi di GAP, nella sede di Vigevano 2,9% e nel vogherese il 2,1%. Distribuzione delle sostanze d abuso primario nelle diverse fasce d età Gli utenti dei Servizi per le Dipendenze coprono quasi tutte le fasce d età; i pazienti in cura sono adolescenti, adulti ed anziani ognuno dei quali con esigenze di cura e trattamento diverse, ovviamente legate sia alla tipologia di sostanza abusata (chimica e non chimica es. GAP), sia alle caratteristiche proprie della fascia d età d appartenenza. Come era prevedibile, la sostanza d abuso prediletta dagli adolescenti è la cannabis; infatti, quasi la totalità (100% meno di 14 anni e 90,2% tra i 14 e 17 anni) degli adolescenti in cura abusa di cannabis come sostanza primaria (Tab ). Per le fasce d età che vanno dai 18 agli 64 anni, invece, la sostanza d abuso primaria più frequente è l eroina con i suoi derivati (genericamente definiti come oppioidi) e quasi la metà degli utenti in queste fasce d età utilizza gli oppioidi (dal 45% circa al 53%). Tra i giovani però la seconda sostanza più utilizzata è la cannabis (circa il 27%) seguita dalla cocaina (circa 20%). Per i giovani adulti la cocaina è la seconda sostanza d abuso (23%), mentre gli alcolici sono utilizzati come sostanza primaria solo dal 16% circa. Tra gli adulti la frequenza d uso delle sostanze cocaina/alcol presenta un inversione. Il 32% circa degli adulti utilizza alcolici mentre e solo l 19% circa fa uso di cocaina. Quasi la metà dei giovani anziani abusa di alcolici (48,3%), mentre il 24,1% ha problemi legati alla dipendenza da GAP. Per gli anziani il problema della dipendenza è legato spesso all abuso di alcolici (72% circa vs 89% nel 2013), anche se nell ultimo anno si segnala che circa il 29% di anziani è stato preso in cura per problemi di GAP (aumentato rispetto al 2013: 11%). Tabella Distribuzione %, a livello provinciale, della sostanza d abuso entro fascia d età Classe d età Oppioidi Cocaina Alcool Cannabis Gambling Tabacco Farmaci Altro Totale <14 0,0 0,0 0,0 100,0 0,0 0,0 0,0 0,0 100, ,8 2,0 0,0 90,2 0,0 0,0 0,0 0,0 100, ,4 19,6 4,8 26,8 2,4 0,0 0,0 0,0 100, ,1 23,0 15,7 4,2 2,3 0,8 0,4 0,5 100, ,4 18,8 31,9 1,4 6,6 3,4 0,5 0,0 100, ,8 3,5 48,3 3,5 24,1 6,9 0,0 0,0 100, ,0 0,0 71,4 0,0 28,6 0,0 0,0 0,0 100,0 La situazione del poliabuso nel territorio Di tutti gli utenti dei Servizi territoriali per le dipendenze circa il 25% (735 soggetti) ha problemi di poliabuso. Il poliabuso è l utilizzo simultaneo di due o più sostanze; questa associazione può riguardare l uso di alcol abbinato a sostanze illegali, oppure l uso associato di droghe diverse. A livello provinciale si nota come i pazienti che utilizzano gli oppioidi sono spesso anche dei poliabusatori; infatti il 42,3% di chi fa uso di oppioidi sono poliabusatori. Risulta, invece, molto più bassa la frequenza dei poliabusatori tra coloro che abusano di altre sostanze, soprattutto di alcolici (Tab ). Tabella Distribuzione % dell essere poliabusatore entro sostanza primaria d abuso Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 125 di 139
128 Sostanza primaria Sì Poliabusatore No Totale Alcool 7,5 92,5 100,0 Cannabis 10,6 89,4 100,0 Cocaina 17,3 82,7 100,0 Oppioidi 42,3 57,7 100,0 Totale 27,7 72,3 100,0 Anche a livello dei tre territori la situazione è sovrapponibile a quella provinciale; infatti, tra coloro che fanno uso di oppioidi si ha la maggior percentuale (circa la metà) di soggetti poliabusatori. LE COMUNITÀ TERAPEUTICHE Sul territorio della ASL di Pavia insistono 2 U.d.O. semiresidenziali per un totale di 33 posti contratto, 10 allocati in una UdO del Distretto di Voghera e 23 in una struttura semiresidenziale del Distretto di Pavia. Le Comunità residenziali sono complessivamente 13, di cui 3 dislocate della Lomellina, 1 nel Distretto dell Oltrepò e 9 nel Distretto Pavese. L offerta complessiva è di 314 posti letto autorizzati di cui 299 a contratto suddivisi in moduli differenti a seconda della problematica emergente e del conseguente bisogno del cittadino. OFFERTA TERRITORIALE: L INDICE DI COPERTURA Nel dettaglio sono disponibili i seguenti posti letto a contratto: 159 di tipo Terapeutico Riabilitativo, prevalentemente nel Distretto Pavese (139; 87,4%); 66 di tipo Pedagogico Riabilitativo (69,7% nel Distretto della Lomellina e 30,3% nel Distretto Pavese); 3 PL di Accoglienza, tutti allocato nel Distretto Lomellina; 13 PL per Coppie, Nuclei famigliari, anche con figli, 8 in Lomellina e 5 nel Pavese; 33 PL per Alcolismo e Polidipendenza, 14 in Lomellina e 19 nel Pavese; 25 posti per pazienti con Comorbilità Psichiatrica, 10 in Oltrepò e 15 nel Pavese. Tabella Comunità Terapeutiche Residenziali, n PL a contratto per tipologia di modulo Ambito territoriale/distretto N UdO TERAP RIAB RESID PEDAG RIAB RESID ACCOGLIENZA RESID COPPIE SOGG CON FIGLI NUCLEI FAM ALCOL E POLIDIP COMORB PSICH RESID Garlasco Mortara Vigevano LOMELLINA Voghera OLTREPO Certosa Corteolona Pavia PAVESE Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 126 di 139
129 PROVINCIA L indice di copertura ha valori differenti nei tre Distretti: è più alto nel Distretto Pavese, dove si contano 1,56 posti a contratto ogni 1000 residenti di età compresa tra i 15 e i 65 anni. Nel Distretto della Lomellina e nel Distretto dell Oltrepò è stato calcolato un indice di copertura inferire al dato provinciale (rispettivamente 0.63 e 0.46 ogni 1000 target) Tabella offerta territoriale residenziale e semiresidenziale per le Dipendenze N PL contratto Indice di copertura per 1000 Residenti aa Residenziale Semiresidenziale Residenziale Semiresidenziale Totale Garlasco ,40 0,40 Mortara ,84 1,84 Vigevano ,15 0,15 LOMELLINA ,63 0,63 Broni ,00 0,00 Casteggio ,00 0,00 Voghera ,74 0,98 OLTREPO ,35 0,12 0,46 Certosa ,04 1,04 Corteolona ,95 2,95 Pavia ,95 1,31 PAVESE ,39 0,16 1,56 PROVINCIA ,87 0,97 L UTILIZZO DELLE COMUNITA TERAPEUTICHE: IL TASSO DI SATURAZIONE Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 127 di 139
130 Tabella tasso di saturazione per le 15 Comunità Terapeutiche Distretto Giorni disponibili Giorni utilizzati %saturazione Vigevano ,6 Garlasco ,6 Mortara ,2 LOMELLINA ,0 Voghera ,3 Voghera ,7 Corteolona ,6 Certosa ,4 Corteolona ,3 OLTREPO ,4 Pavia ,1 Pavia ,6 Pavia ,5 Pavia ,1 Pavia ,1 Certosa ,6 Corteolona ,5 PAVESE ,9 PROVINCIA ,9 Per quanto riguarda il tasso di saturazione si evidenziano valori molto differenti all interno delle singole UdO. (Tab ) e tale fenomeno è legato alle caratteristiche del target, a volte multiproblematico per la presenza contemporanea di disturbo di abuso/dipendenza da sostanze e disturbo psichiatrico. L accesso in Comunità terapeutica inoltre non viene spesso accettato di buon grado dai pazienti e circa il 20% di loro abbandona la residenzialità entro i primi tre mesi dall accesso. 3.8 Tempi di attesa Il problema dei lunghi tempi di attesa per ottenere una prestazione ambulatoriale specialistica o un ricovero ospedaliero è molto sentito dall opinione pubblica. Ha particolare rilevanza sia per l impatto che riveste nell organizzazione del servizio sanitario che sul diritto del cittadino all erogazione delle prestazioni, definite nell ambito dei livelli essenziali di assistenza, in un tempo congruo. Obiettivo della Regione e di conseguenza dell ASL è quindi quello di vigilare sul rispetto, da parte degli erogatori, delle indicazioni fornite dalla normativa, tendenti a ridurre o mantenere in intervalli congrui i tempi di attesa su alcune prestazioni considerate critiche. La Delibera di Giunta Regionale 1775/2011 ha recepito dall Intesa Stato Regioni del 2010 l'elenco delle prestazioni, erogate sia in ambito ambulatoriale sia in regime di ricovero, che sono oggetto di rilevazione mensile del tempo di attesa. La Regione Lombardia ha disposto la raccolta dei dati delle rilevazioni prospettiche mensili attraverso un portale web dedicato, messo a disposizione di tutti gli erogatori, adeguatamente formati, che accedono attraverso ID e Password. I soggetti tenuti alla rilevazione dei tempi di attesa sono tutti gli erogatori, pubblici o privati accreditati, che erogano prestazioni per conto e a carico del SSR, insistenti sul territorio dell ASL di Pavia. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 128 di 139
131 Si precisa inoltre che è in fase conclusiva il licenziamento da parte del ministero del Nuovo Piano Nazionale di Governo dei Tempi di Attesa. Pertanto l elenco delle prestazioni da rendicontare con il flusso prospettico, nella giornata indice scelta dal livello regionale, rispetto agli anni precedenti, potrebbe subire variazioni numeriche dei raggruppamenti delle prestazioni sanitarie (individuate come prestazioni di prima visita, di primo accesso diagnostico, di ricovero e di radioterapia). La normativa nazionale e regionale, inoltre, pone particolare attenzione al concetto di garanzia riferito al codice di priorità e al codice di rischio, ponendo in capo ai prescrittori il corretto utilizzo degli stessi (U - urgente, D - differibile, P - programmata, rischio oncologico, cardiovascolare, area geriatrica, area materno infantile). La codifica del campo classe di priorità all interno della prescrizione medica è obbligatoria per le prestazioni di prima visita/primo accesso; di conseguenza l'utilizzo di tali codici permette al prescrittore di definire/indicare il tempo massimo d'attesa entro il quale la struttura dovrà erogare la prestazione al paziente assicurando l appropriata priorità ai casi ritenuti più urgenti. Il mancato inserimento di qualsiasi codice di priorità/di rischio sull'impegnativa autorizzerà la struttura a non tenere conto dei tempi garantiti dalla DGR n. 1775/2011 e ad erogare la prestazione, pur essendo una prima visita/primo accesso diagnostico, tra 60 e 180 gg. A tal proposito, si specifica che dall analisi dei dati desunti dal flusso di rendicontazione retrospettivo (28/SAN) delle prestazioni ambulatoriali, oggetto di rilevazione mensile dei tempi di attesa riferiti all anno periodo gennaio novembre - si evidenzia che il codice di rischio e quello di priorità è scarsamente utilizzato dai medici prescrittori (MMG/PLS, specialisti interni alle strutture ospedaliere). Tale situazione si è confermata nel corso delle verifiche effettuate sul campo nel Il flusso retrospettivo della 28/san, seppur inteso dalle strutture con il solo fine di rendicontazione economica, se correttamente compilato permette di ottenere un grande quantitativo di informazioni da analizzare. Infatti se ne può dedurre anche il tempo di attesa delle prestazioni (con i limiti sopra detti); le prestazioni sono state (tipologie J, O, U, Z) di cui il 38,6% sono di tipo ordinario (O), il 3,7% sono urgenti (U), il 56,8% di controllo (Z) mentre il restante 0,9% è rappresentato dalla tipologia di prestazione J. L 83,3% delle prestazioni ordinarie è stato rendicontato come P (Programmate), lo 0,1% con una priorità di rischio (oncologico, cardiovascolare, area geriatrica, area materno-infantile), circa l 1,4% non ha alcuna indicazione della classe di priorità (campo non compilato). I dati dei tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali di tipo ordinario O (considerando visite specialistiche e diagnostica strumentale oggetto di monitoraggio) rilevano che complessivamente (senza distinzione di priorità/di rischio) il 57,93% ha tempi di erogazione di 16 giorni, il 74,90% di 30 giorni, l 82,13% di 40 giorni ed il 90,93% di 60 giorni con tempi differenti nei distretti, leggermente migliori nell Oltrepo. In particolare analizzando i dati aggregati in categorie (visite specialistiche, radiografie, ecc.), si può evincere che a livello di ASL i problemi maggiori si registrano soprattutto per le indagini di diagnostica strumentale in particolare Rx, MOC, RMN, Ecocolordoppler TSA-Distrettuale e gli accertamenti ecografici e per le visite specialistiche. Nel caso di ricoveri per interventi chirurgici dovuti a neoplasie, si è potuto apprezzare come in tempi adeguati (30 gg) le strutture ospedaliere abbiano soddisfatto la domanda di salute delle persone assistite. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 129 di 139
132 4 Indicatori di offerta sanitaria 4.1 Offerta ospedaliera La tabella offre un quadro complessivo, come da assetto accreditato, di tutta l offerta dei servizi sanitari provinciali, di tipo ospedaliero, ambulatoriale e di psichiatria. Tabella Contesto delle strutture accreditate nell ASL di Pavia Assetto accreditato a dicembre 2014 Tipologia Numero Stabilimenti ospedalieri, numero 18 Pronto Soccorso DEA, EAS, numero 7 Degenza ordinaria, posti letto numero Attività di Rianimazione e terapia intensiva, posti letto numero 100 Degenza diurna, posti letto numero 177 Posti letto degenza ordinaria/1000 Assistiti 6,07 Posti letto degenza diurna/1000 Assistiti 0,33 Degenza ordinaria Strutture pubbliche, posti letto numero Degenza diurna Strutture pubbliche, posti letto numero 105 Degenza ordinaria Strutture private accreditate, posti letto numero Degenza diurna Strutture private accreditate, posti letto numero 72 Strutture ambulatoriali extraospedaliere pubbliche, numero 10 Strutture ambulatoriali extraospedaliere private, numero 25 Servizi di medicina di laboratorio accreditati extraospedalieri pubblici, numero Servizi di medicina di laboratorio accreditati extraospedalieri privati, numero 4 9 Punti Prelievo 50 Strutture residenziali psichiatriche pubbliche, posti tecnici numero 93 Strutture residenziali psichiatriche private, posti tecnici numero 70 Strutture residenziali neuropsichiatriche private, posti tecnici numero Strutture semiresidenziali psichiatriche pubbliche, numero 2 Strutture semiresidenziali psichiatriche private, numero 6 Strutture semiresidenziali neuropsichiatriche private, numero 1 19 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 130 di 139
133 L offerta dei servizi sanitari provinciale è ampia ed articolata, soprattutto nel Pavese, ed anche in Oltrepo, se rapportata alla popolazione residente. Gli ospedali provinciali sono diventati 18, nel corso dell ultimo anno infatti l Istituto Clinico prof E. Morelli (costituita da n. 50 posti letto di Riabilitazione), la cui attività era peraltro già sospesa, ha ceduto detti posti letto ad altra Struttura di altra ASL e pertanto è stato chiuso. Delle Strutture di ricovero e cura n. 8 Presidi sono dell Azienda Ospedaliera della provincia di Pavia, 4 sono IRCCS (1 pubblico, la Fondazione Policlinico San Matteo e 3 privati, di cui 2 della Fondazione Maugeri e 1 della Fondazione Mondino). Gli altri ospedali sono Istituti clinici, Scientifici e Case di Cura accreditate. Le strutture ospedaliere più importanti per complessità organizzativa, specialità e dotazione di posti letto sono ubicate nel distretto Pavese ed in particolare nel capoluogo, dove si concentra la presenza degli IRCCS, fonte storica di attrazione per pazienti sia intra che extra-regionale. Dalla tabella sopra riportata si evince che la maggior parte dei posti letto di degenza ordinaria e diurna è inserito in strutture ospedaliere pubbliche. Nel corso di questi ultimi anni si è assistito ad una riduzione dei posti letto di degenza ordinaria e di degenza diurna; tale tendenza si conferma ulteriormente nel Le strutture ospedaliere provinciali hanno complessivamente un numero di posti letto accreditati superiore allo standard di riferimento, sia per acuti che per post-acuti, (6,07 per mille assistiti). I posti letto in day hospital sono 0,33 per mille assistiti ed anche questa offerta di ricovero è presente in modo più marcato nel territorio Pavese. I presidi di Pronto soccorso ad elevata specializzazione, così come i posti letto di rianimazione e terapia intensiva sono situati presso le strutture pubbliche. Anche l offerta specialistica sia ambulatoriale ospedaliera che extraospedaliera, pubblica e privata accreditata è ampiamente rappresentata sul nostro territorio. Diversamente da quanto accade per la degenza, le strutture ambulatoriali extraospedaliere sono concentrate soprattutto nel privato accreditato. I dettagli sono riportati nella tabella L offerta sanitaria comprende anche numerosi Servizi di medicina di laboratorio ospedalieri ed extraospedalieri pubblici e privati accreditati; ad essi fanno capo numerosi punti prelievo distribuiti ampiamente su tutto il territorio provinciale con 50 centri, la cui concentrazione risulta maggiore nel distretto Pavese. Corre l obbligo di precisare che alcuni punti prelievo, ubicati presso alcune case di cura o istituti clinici privati accreditati, sono prevalentemente utilizzati dai pazienti ricoverati in struttura. Anche l offerta inerente la salute mentale con strutture residenziali/semiresidenziali psichiatriche, è variamente rappresentata sia nel pubblico che nel privato nei tre Territori, mentre la residenzialità di neuropsichiatrica infantile è limitata ad una sola struttura privata accreditata nel distretto dell Oltrepo. I dettagli sono riportati nella tabella Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 131 di 139
134 Tabella Reparti di ricovero provinciali per branca specialistica Assetto accreditato al dicembre 2014 Reparto Posti letto degenza ordinaria Attività di Rianimazione e terapia intensiva Posti letto day hospital/day surgery Totale Anestesia e Rianimazione Angiologia Astanteria Cardiochirurgia Cardiologia Chirurgia generale di cui 1 solo autorizzato Chirurgia pediatrica Chirurgia vascolare Cure Palliative Dermatologia Ematologia Malattie infettive Medicina del lavoro Medicina generale Nefrologia Nefrologia (abilitazione trapianto rene) Neonatologia Neurochirurgia Neurologia Neuropsichiatria infantile Oculistica Odontoiatria e stomatologia Oncologia Ortopedia e traumatologia di cui 1 solo autorizzato Ostetricia e ginecologia Otorinolaringoiatria Pediatria Pneumologia Psichiatria Reumatologia Riabilitazione specialistica Riabilitazione generale e geriatrica Riabilitazione di mantenimento Terapia intensiva di cui 4 mai attivati Unità coronarica Urologia Totale Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 132 di 139 Note di cui non a contratto n.90 pl. di degenza ordinaria e n.21 pl. di degenza diurna
135 Gli ospedali pubblici e privati della provincia offrono, nell insieme, tutte le tipologie di ricovero, nei vari regimi di erogazione (degenza ordinaria e day hospital/surgery per acuti e post acuti,, reparti di lungodegenza e postazioni di hospice destinati alle cure palliative) e per specialità (di base, intermedia, alta) come si può apprezzare in tabella Le strutture ospedaliere più importanti per complessità organizzativa, specialità e dotazione di posti letto sono ubicate nel distretto Pavese ed in particolare nel capoluogo. Infine è da sottolineare la presenza tra i presidi ospedalieri di quattro IRCCS, con forte e storica vocazione all attrazione, sia intra che extra-regionale. Nella stessa tabella si evidenziano inoltre n. 90 posti letto di degenza ordinaria accreditati non a contratto di riabilitazione specialistica e n. 21 posti di day hospital accreditati non a contratto (riconducibili alle Strutture di ricovero e cura della Fondazione S. Maugeri ed alla Casa di Cura Villa Esperia). Grafico Percentuale di posti letto in DO e DH tra le principali strutture provinciali DH riabilitazione Do riabilitazione Rianimazione e terapia intensiva DH/DS DO acuti 100,0 14,4 85,6 70,0 26,0 4,0 40,4 29,1 30,5 42,8 38,6 18,6 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% Policlinico AO Altro I posti letto ospedalieri di degenza ordinaria per acuti (DO ordinari), grafico 4.1.1, sono suddivisi soprattutto tra le due grandi strutture ospedaliere pubbliche provinciali (il Policlinico San Matteo e l Azienda Ospedaliera) e rappresentano insieme la parte maggiore; alle altre strutture provinciali compete circa il 19% del totale. Per quanto riguarda i DH/DS per acuti la disponibilità maggiore, per circa il 40% del totale, è del Policlinico San Matteo. In merito ai posti letto di rianimazione e terapia intensiva sono distribuiti nelle strutture pubbliche, prevalentemente presso il Policlinico San Matteo (n. 4 permangono inattivi, presso una struttura privata accreditata del pavese). Di contro per quanto riguarda i posti letto di DO della riabilitazione, risultano per circa l 86%, appannaggio delle Strutture private accreditate, solo una quota pari a circa il 14% si trova presso l Azienda Ospedaliera; i posti letto diurni riabilitativi sono tutti disponibili presso Strutture private accreditate. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 133 di 139
136 Tabella Posti letto tecnici ospedalieri - Assetto accreditato al dicembre 2014 Macroattività Pavese Lomellina Oltrepo Totale posti letto tecnici Chirurgia a bassa complessità assistenziale Attività ambulatoriale ad alta complessità assistenziale Attività sub acuti Attività del nido Attività di dialisi Attività di dialisi ad assistenza limitata - CAL Hospice sanitario La tabella illustra i cosiddetti posti letto tecnici ospedalieri, destinati a promuovere ulteriormente la flessibilità organizzativa di erogazione di alcune tipologie di attività e la loro suddivisione territoriale. Si tratta della chirurgia a bassa complessità operativa ed assistenziale (BIC), della macroattività ambulatoriale ad alta complessità (MAC), delle cure per attività sub acute, delle postazioni per attività di dialisi, in reparto o presso i centri di assistenza limitati (C.A.L), delle postazioni di hospice sanitario all interno delle cure palliative e infine delle culle per i neonati. Negli ultimi anni, dunque, si è proceduto ad una riduzione dei posti letto di degenza ordinaria e di day hospital/day surgery con la trasformazione degli stessi in posti tecnici dedicati alla chirurgia a bassa complessità operativa ed assistenziale (BIC), alle Macroattività Ambulatoriali ad Alta Complessità Assistenziale (MAC) ed alle attività di cure sub acute. Si è proceduto nel corso del 2014, all attivazione di ulteriori posti tecnici per attività di cure sub acute nel pavese in una Struttura privata accreditata che vanno ad aggiungersi a quelli presenti nel territorio dell Oltrepo gestiti dall Azienda Ospedaliera e a quelli già attivi nel territorio pavese gestiti dal Policlinico San Matteo. Per quanto riguarda i posti tecnici dedicati alla BIC sono variamente distribuiti nei tre territori sia nel pubblico che nel privato, i posti tecnici dedicati alla MAC sono maggiormente rappresentati nel pavese. Infine si è assistito, all interno dei reparti di Cure Palliative alla trasformazione dei posti letto in postazioni hospice sanitario. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 134 di 139
137 4.2 Offerta specialistica La tabella mostra l offerta di ambulatori specialistici in provincia suddivisi per branche specialistiche e sedi di erogazione distrettuali. Tabella Specialistica ambulatoriale Assetto accreditato a dicembre 2014 Branca specialistica Pavese Lomellina Oltrepo Totale Anestesia Cardiologia Chirurgia generale Chirurgia plastica Chirurgia vascolare - Angiologia Dermosifilopatia Diagnostica per immagini Endocrinologia Gastroenterologia - Chirurgia ed endoscopia Malattie infettive Medicina del lavoro Medicina fisica e riabilitazione Nefrologia Neurochirurgia Neurologia Oculistica Odontostomatologia - Chirurgia maxillo facciale Oncologia Ortopedia e traumatologia Ostetricia e ginecologia Otorinolaringoiatria Pediatria Pneumologia Urologia Totale Attività di radioterapia Medicina nucleare Medicina dello sport Procreazione medicalmente assistita di II Livello L offerta ambulatoriale provinciale offre tutta la gamma di branche specialistiche, con un numero rilevante complessivo di punti di erogazione, in considerazione soprattutto della dislocazione dell attività svolta. Peraltro, come per i ricoveri ospedalieri, esiste una notevole sproporzione territoriale di offerta a favore del Pavese, per tutte le specialità. A margine della tabella sono rappresentate la medicina nucleare e la procreazione medicalmente assistita di 2 livello, presenti solo nel Pavese, le attività di radioterapia presenti nel Pavese e in Lomellina e la medicina dello sport, con 4 centri di cui uno in Lomellina e due nel Pavese e uno in Oltrepo. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 135 di 139
138 Nell ambito dell offerta ambulatoriale di radioterapia/medicina nucleare è da segnalare nella nostra ASL la presenza della Fondazione Centro Nazionale Adroterapia Oncologica (CNAO). La struttura sanitaria, unica nel suo genere con l apparecchio sincrotrone, fornisce trattamenti altamente specializzati per la cura dei tumori solidi con fasci di protoni e ioni carbonio. Inoltre, finalizzato al trattamento di adroterapia, effettua anche accertamenti diagnostici attraverso attività di diagnostica per immagine (Apparecchi RX, TAC e RM -3 Tesla), medicina nucleare (CT-PET) ed attività ambulatoriali specialistiche. 4.3 Offerta di assistenza psichiatrica Offerta di assistenza psichiatrica (ambulatoriale, residenziale, semi-residenziale) e neuropsichiatrica La tabella mostra la rete di offerta delle strutture psichiatriche accreditate, che si è diversificata nell arco degli ultimi anni con presidi residenziali e semi-residenziali, costituendo ora una rete abbastanza omogenea nelle tre aree geografiche del territorio provinciale. I CPS afferenti al DSM locale (afferente all AO provinciale) sono organizzati territorialmente con tre sedi principali a Pavia, Vigevano e Voghera e con ulteriori attività ambulatoriali decentrate localmente. Per quanto riguarda la semi-residenzialità, i Centri diurni accreditati hanno ampliato la disponibilità di assistenza, raggiungendo nel 2014 un totale di 135 posti/ospite a contratto; permane una parte di domanda non soddisfatta superiore ai posti disponibili in riferimento agli specifici bisogni già rilevati nell ambito dell attuale utenza in carico ai servizi. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 136 di 139
139 Tabella Rete dell offerta di Strutture di Psichiatria e Neuropsichiatria infantile sul territorio provinciale - assetto accreditato al dicembre 2014 Tipo di offerta Psichiatria Comunità Riabilitativa alta assistenza (CRA) Comunità Riabilitativa media assistenza (CRM) Comunità Protetta alta assistenza (CPA) Comunità Protetta media assistenza (CPM) Centro (CPS) Tipo di struttura: psichiatrica/ neuropsichiatrica Psico-Sociale // Centro Diurno (CD) Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) Pavese Lomellina Oltrepo Totale strutture Totale posti 135 posti tecnici DH psichiatrico Residenzialità leggera Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza Polo territoriale di neuropsichiatria infantile (UONPIA) DH di neuropsichiatria infantile (polo ospedaliero) residenziale di ricovero e cura( polo ospedaliero) // Centro Diurno NPI (CD) 1 1 Struttura residenziale terapeutico riabilitativa 20 posti tecnici La rete di offerta di neuropsichiatria infantile si compone di un reparto di degenza, presso l IRCCS Mondino, con 14 posti letto di degenza ordinaria e 1 di day hospital. A livello territoriale sono presenti 3 poli ambulatoriali, uno per distretto facenti capo all Azienda Ospedaliera provinciale. E presente inoltre una Struttura sanitaria privata accreditata di tipo residenziale, semiresidenziale ed ambulatoriale ubicata nel territorio dell Oltrepo (dotata di n. 19 posti letto, di n. 20 posti tecnici per attività diurna e di attività ambulatoriale). L area della salute mentale negli ultimi anni, si è arricchita di una nuova tipologia di offerta assistenziale, denominata programmi di residenzialità leggera in psichiatria. Tale offerta è gestita da strutture psichiatriche residenziali/semiresidenziali private accreditate (tre strutture psichiatriche in Oltrepo, due nel Pavese e due in Lomellina) ed è andata gradualmente ampliandosi. Attualmente l offerta potenziale sul nostro territorio è di n. 34 programmi di residenzialità leggera. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 137 di 139
140 4.4 Offerta di assistenza primaria e farmaceutica La consapevolezza di operare all interno di un sistema dove le scelte devono essere concordate e ormai patrimonio comune di chi si occupa di governance sanitaria; quando si parla di sistemi sanitari non si può quindi prescindere dalla partecipazione e dalla responsabilizzazione di tutti i professionisti che insieme ai pazienti devono condividere linee di indirizzo rivolte all erogazione di prestazioni efficaci e economicamente sostenibili. In quest ambito le Cure Primarie si dedicano ad ampie porzioni di popolazione, in un ambiente dove fenomeni quali l invecchiamento, l incremento della prevalenza delle malattie croniche e le emergenti diseguaglianze sociali stanno assumendo una pressante rilevanza e, in un momento storico nel quale risulta necessaria una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità economica. La tabella mostra l offerta di assistenza primaria in provincia con il dettaglio dei medici di medicina generale (MMG) e dei pediatri di libera scelta (PLS) suddivisi per distretto, il numero di assistiti in carico ai MMG ed ai PLS ed inoltre la situazione aggiornata delle forme associative degli stessi professionisti. A questo proposito si può notare che quasi l 80% dei PLS e più del 68% dei MMG sono associati. Il numero di assistiti per MMG medio provinciale è di 1.190, con un minimo in Oltrepo di scelte (n. massimo di assistiti per medico = 1.500). Il numero medio di bambini in carico a ciascun PLS è di 916, con un massimo nell Oltrepo (1.034) In termini generali si può affermare che l assistenza primaria garantisce un ottima copertura territoriale. Il Dipartimento Cure primarie dell ASL controlla l aderenza dell offerta della medicina generale e della Pediatria di Libera Scelta ai principi dei vigenti Accordi collettivi di lavoro, in particolare viene controllata l idoneità degli studi medici nonché i requisiti organizzativi, la congruenza tra il numero di assistiti e gli orari di ambulatorio, la compatibilità con la libera professione. Il Dipartimento Cure Primarie inoltre concorda e pianifica con la collaborazione dei rappresentanti dei medici di famiglia i corsi di formazione in linea con le indicazioni aziendali e regionali La progettualità relativa alla medicina di famiglia comporta obiettivi che vengono individuati e condivisi a livello dei Comitati Aziendali i cui risultati sono successivamente verificati dalla Direzione di Dipartimento. Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 138 di 139
141 Tabella Offerta di Assistenza Primaria situazione al dicembre 2014 Assistenza primaria Lomellina Oltrepo Pavese Totale N. Medici di Medicina Generale N. Assistiti in carico ai MMG N. medio Assistiti per MMG N. Pediatri di Libera Scelta N. Assistiti in carico ai PLS N. medio Assistiti per PLS N. associazioni di MMG ( in rete, di gruppo) N. Medici di Medicina Generale in associazione % di MMG in associazione 79,2% 57,9% 66,9% 68,2% N. associazioni di PLS ( in rete, di gruppo) N. Pediatri di Libera Scelta in associazione % di PLS in associazione 63,2% 100,0% 82,1% 79,7% Le farmacie convenzionate pubbliche e private del territorio provinciale sono complessivamente, al 31 dicembre 2014, 194; inoltre sono presenti 48 dispensari. (tabella 4.4.2). Il numero di farmacie ogni abitanti evidenzia una offerta maggiore in Oltrepo (4,37 per assistiti) rispetto alla Lomellina (3,75) ed al Pavese (3,04). Complessivamente il livello di copertura rispetto alla popolazione assistita sembra più che buono. Tabella Farmacie pubbliche e private convenzionate Farmacie Pavese Lomellina Oltrepo Totale Numero n./ residenti 3,04 3,75 4,37 3,62 Allegato 1 -Documento di Programmazione 2015 Pagina 139 di 139
Valori Agricoli Medi della provincia. Annualità 2015
REGIONE AGRARIA N : 1 REGIONE AGRARIA N : 2 ALTO STAFFORA Comuni di: BAGNARIA, BRALLO DI PREGOLA, MENCONICO, ROMAGNESE, SANTA MARGHERITA STAFFORA, VAL DI NIZZA, VALVERDE, VARZI, ZAVATTARELLO COLLINE SETTENTRIONALI
Due Valli Pubblicità S.r.l. - Via Leutelmonte 7-25040 Esine (BS) fax 0364-46135 - e-mail: [email protected] - www.duevallipubblicita.
DISPONIBILITÀ comunali di SPAZI per AFFISSIONI PROVINCIA COMUNE ABITANTI POSTER 6X3 100X140 70X100 PAVIA Alagna 906 --- 5 5 PAVIA Albaredo Arnaboldi 223 --- 5 5 PAVIA Albonese 567 --- 5 5 PAVIA Albuzzano
NOTA TERRITORIALE Andamento del mercato immobiliare nel I semestre 2014 Settore residenziale. PAVIA a cura dell Ufficio Statistiche e Studi
NOTA TERRITORIALE Andamento del mercato immobiliare nel I semestre 2014 Settore residenziale a cura dell Ufficio Statistiche e Studi data di pubblicazione: 28 novembre 2014 periodo di riferimento: primo
VOUCHER - SOGGETTI EROGATORI ACCREDITATI AMBITO TERRITORIALE DI RIFERIMENTO
1 RSA Pii Istituti Unificati Belgioioso Belgioioso 0382-960445 VOUCHER - SOGGETTI EROGATORI ACCREDITATI Corteolona 2 II. AA. RR. (S. Margherita - Pertusati -G. Emiliani) 0382-3811 3 Associazione per la
Direzione Regionale della Lombardia
Prot. 2010/11504 Direzione Regionale della Lombardia Attivazione della Direzione Provinciale di Competenza territoriale per la registrazione degli atti notarili e degli atti emessi dagli Ufficiali roganti
INDICE 2. SIMULAZIONE IDRAULICA DELLE RETI DI ACQUEDOTTO CON EPANET 3
INDICE 1. INTRODUZIONE 2 2. SIMULAZIONE IDRAULICA DELLE RETI DI ACQUEDOTTO CON EPANET 3 2.1 CRITERI METODOLOGICI 7 2.2 RISULTATI DELLE SIMULAZIONI 39 3. VERIFICA IDRAULICA DELLE RETI DI ACQUEDOTTO A SERVIZIO
Isola Sant'Antonio Dintorni
Isola Sant'Antonio Dintorni Localita vicine a Isola Sant'Antonio C Castelnuovo Scrivia D Cornale J Sale Lomellina: zone turistiche vicino a Isola Sant'Antonio La Lomellina è un vasto territorio della provincia
INDICE 1. ANALISI DEMOGRAFICA 2 2. LA POPOLAZIONE FLUTTUANTE: IL MOVIMENTO TURISTICO 50 3. CARATTERI STRUTTURALI DEL SETTORE AGRICOLO 79
INDICE 1. ANALISI DEMOGRAFICA 2 1.1 LA STRUTTURA E LA DINAMICA DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE 2 1.2 LA COMPONENTE MIGRATORIA 8 1.3 DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE 12 1.4 CALCOLO PREVISIONALE
VOUCHER - ELENCO COMUNI CON SOGGETTI EROGATORI ACCREDITATI
N. 1 Pavia DISTRETTO PAVESE - Ambito di Pavia COMUNE RR.SS.AA. ACCREDITATE VOUCHER ALTRI SOGGETTI EROGATORI ACCREDITATI VOUCHER FONDAZIONE CELLA; II.AA.RR PAVIA(S. MARGHERITA-PERTUSATI- G.EMILIANI); RESIDENZA
VOUCHER - ELENCO COMUNI CON SOGGETTI EROGATORI ACCREDITATI
N. DISTRETTO LOMELLINA - Ambito di Vigevano COMUNE RR.SS.AA. ACCREDITATE VOUCHER ALTRI SOGGETTI EROGATORI ACCREDITATI VOUCHER COOP. PUNTO SERVICE; ASS. LIFE; LA VISCONTEA CENTRO MED. SANIT. RO.PA.RI; MOSAICO
Questo documento rappresenta, sul nostro territorio provinciale, lo scenario di
Questo documento rappresenta, sul nostro territorio provinciale, lo scenario di riferimento contestuale delle principali problematiche di carattere sanitario e sociosanitario. Seguendo le linee guida di
METODI UTILIZZATI NEL SITO ATLANTEONLINE.ASLMI1.MI.IT
METODI UTILIZZATI NEL SITO ATLANTEONLINE.ASLMI1.MI.IT SOMMARIO Indicatori... 2 Residenti, indici demografici... 2 Ricoveri Ordinari... 2 Cronicità... 3 Tumori maligni... 3 Mortalità... 3 Tempi e distanze
SERVIZIO COLLOCAMENTO DISABILI Piazza Italia, Pavia Tel. 0382/597429/404 fax 0382/
Provincia di Pavia SERVIZIO COLLOCAMENTO DISABILI Piazza Italia, 5 27100 Pavia Tel. 0382/597429/404 fax 0382/597432 [email protected] PROT. N. AVVISO PUBBLICO DI PRE-SELEZIONE RISERVATO AI SOGGETTI
PIANO DI ZONA DISTRETTO DI VOGHERA
PIANO DI ZONA DISTRETTO DI VOGHERA ACCORDO DI PROGRAMMA TRA I COMUNI DI BAGNARIA, BRALLO DI PREGOLA, CASEI GEROLA, CECIMA, CODEVILLA, CORANA, CORNALE E BASTIDA, GODIASCO SALICE TERME, MENCONICO, MONTESEGALE,
ANALISI DELLE CARATTERISTICHE DEMOGRAFICHE DELLA POPOLAZIONE STRANIERA RESIDENTE NELL A.S.L. DI VARESE - ANNO 2014
ANALISI DELLE CARATTERISTICHE DEMOGRAFICHE DELLA POPOLAZIONE STRANIERA RESIDENTE NELL A.S.L. DI VARESE - ANNO 2014 A cura di: S. Speziali, D. Bonarrigo, S. Pisani Direzione Generale - U.O.C. Osservatorio
Le imprese cooperative in provincia di Pavia: competitività ed obiettivi sociali
Le imprese cooperative in provincia di Pavia: competitività ed obiettivi sociali Ricerca a cura di: Andrea Gramegna, Maurizio E. Maccarini, Pietro Previtali del Centro per la Governance e l Innovazione
LA DONNA IMMIGRATA IN ITALIA
Convegno: L interruzione volontaria di gravidanza tra le donne straniere ISS, Roma, 15 Dicembre 2005 LA DONNA IMMIGRATA IN ITALIA Giovanni Baglio UP Studio dei Fenomeni Migratori Agenzia di Sanità Pubblica
Osservatorio per le Politiche Sociali - Terzo Rapporto
1 STRUTTURA E DINAMICA DEMOGRAFICA Il capitolo si articola in due paragrafi. Nel primo sono riportati i dati e i commenti riguardanti la struttura demografica della popolazione della Valle d Aosta. Nel
LA POPOLAZIONE STRANIERA RESIDENTE AL 1 GENNAIO 2007 IN ITALIA ED A FAENZA UN CONFRONTO
COMUNE DI FAENZA SETTORE SVILUPPO ECONOMICO Servizio Aziende e Partecipazioni comunali LA POPOLAZIONE STRANIERA RESIDENTE AL 1 GENNAIO 2007 IN ITALIA ED A FAENZA UN CONFRONTO Edizione 1/ST/st/01.12.2007
ELENCO FARMACIE AUTORIZZATE
ELENCO FARMACIE AUTORIZZATE RagSoc Via Localita FARMACIA S.CARLO DOTT. PASQUALE TORLASCO VIA VITTORIO VENETO, 55 ALAGNA LOMELLINA FARMACIA S. MARIA DI NEGRI AMALIA VIA GIUSEPPE MAZZINI, 88 ALBUZZANO FARMACIA
INDICE 1. INQUADRAMENTO FISICO E AMMINISTRATIVO 2 2. CARATTERI NATURALI 13 3. CARATTERI ANTROPICI 22 4. ANALISI URBANISTICA 37
INDICE 1. INQUADRAMENTO FISICO E AMMINISTRATIVO 2 2. CARATTERI NATURALI 13 2.1 LE RISORSE NATURALI 13 2.2 I PARCHI E RISERVE NATURALISTICHE 16 2.3 AREE SENSIBILI 19 3. CARATTERI ANTROPICI 22 3.1 LE AREE
Pavia ed EXPO 2015 Il bando Distretti Attrattività e Il bando EXPO. Pavia 01/08/2014
Pavia ed EXPO 2015 Il bando Distretti Attrattività e Il bando EXPO Pavia 01/08/2014 1 Progetti della Provincia di Pavia in vista di Expo 2015 Progetto Itinerari Turistici della Provincia di Pavia Progetto
Gruppi di Cammino - Area Lomellina
Martedì, Giovedì, Sabato 8:45 Invernale 8:30 Estivo Parco Martinoli Lunedì, Mercoledì, Venerdì 18.20 Via Vittorini Mortara Lunedì, Giovedì,Venerdì 13.30 Parco Nuovi Nati Mercoledì 14.30 Via Mirabelli (Davanti
Mortalità generale nell ex AS 7 Anno 2007 A. Sutera Sardo, A. Mazzei, P. Mancuso, N. Sirianni,
Introduzione Mortalità generale nell ex AS 7 Anno 27 A. Sutera Sardo, A. Mazzei, P. Mancuso, N. Sirianni, Servizio Epidemiologia e Statistica Sanitaria Lo studio delle cause di morte che caratterizzano
VALUTAZIONE DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NELLE ZONE INDUSTRIALI DI OTTANA E MACOMER E NELLE ZONE DI NUORO, SINISCOLA E SORGONO.
VALUTAZIONE DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NELLE ZONE INDUSTRIALI DI OTTANA E MACOMER E NELLE ZONE DI NUORO, SINISCOLA E SORGONO. Analisi delle principali cause di morte nella ASL di
Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di PAVIA
Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di PAVIA Registro Imprese - VISURA ORDINARIA SOCIETA' DI CAPITALE BRONI-STRADELLA PUBBLICA S.R.L. KW69W5 Il QR Code consente di verificare la corrispondenza
LA MORTALITÀ PER CAUSA NELLE AZIENDE ULSS DEL VENETO,
LA MORTALITÀ PER CAUSA ELLE AZIEDE ULSS DEL VEETO, PERIODO 2007-2009 A cura del Sistema Epidemiologico Regionale-SER Direzione Controlli e Governo SSR LA MORTALITA PER CAUSA ELLE AZIEDE ULSS DEL VEETO,
Elenco delle Farmacie a Vigevano e comuni limitrofi
Elenco delle Farmacie a Vigevano e comuni limitrofi Farmacie a Vigevano Farmacia BELLAZZI corso Novara, 1/C - 27029 Vigevano (PV), tel. 038184169 Farmacia BERTAZZONI via del Carmine, 27/A - 27029 Vigevano
SINTESI DEI RISULTATI
Nell 22 in provincia di Modena sono stati diagnosticati 4138 nuovi casi di tumore, 2335 tra gli uomini e 183 tra le donne. Sempre nello stesso periodo sono deceduti per tumore 1159 uomini e 811 donne.
Epidemiologia della tubercolosi in Italia (anni )
Epidemiologia della tubercolosi in Italia (anni 1995 2005) Prefazione Il sistema di notifica della tubercolosi, elemento indispensabile al programma di controllo della malattia stessa, ha tra gli obiettivi
Report Malattie infettive sintesi anno 2008
Il 2009 si apre con una significativa novità nella sorveglianza delle malattie infettive: l attivazione di un portale nel quale tutte le segnalazioni di malattie infettiva pervenute, indagate ed inserite
- Valutare la qualità delle cure: come, quando, perché - Strumenti informativi e analisi dei dati: il CeDAP
Il percorso nascita nell ASL di Lecco tra territorio e ospedale 13 dicembre 2014 Indicatori di salute e percorso nascita - Valutare la qualità delle cure: come, quando, perché - Strumenti informativi e
La definizione dell anagrafe dei suscettibili: L esempio di Roma. Mariangela D Ovidio Dipartimento di Epidemiologia ASL RM/E
La definizione dell anagrafe dei suscettibili: L esempio di Roma Mariangela D Ovidio Dipartimento di Epidemiologia ASL RM/E Definizione dell anagrafe dei suscettibili: Introduzione Diversi studi hanno
La Relazione sullo Stato di salute della Popolazione: uno strumento per la programmazione sanitaria. Valeria Fano
Malattie croniche e telemedicina - 29 Novembre 2013 La Relazione sullo Stato di salute della Popolazione: uno strumento per la programmazione sanitaria Valeria Fano UOC Programmazione, Sistemi Informativi
Comunicato stampa. 14 Salute N. 0352-0903-10. Tassi di mortalità ancora in leggero calo. Cause di morte nel 2007. Embargo: 23.03.
Dipartimento federale dell'interno DFI Ufficio federale di statistica UST Comunicato stampa Embargo: 23.03.2009, 9:15 14 Salute N. 0352-0903-10 Cause di morte nel 2007 Tassi di mortalità ancora in leggero
U.O. Epidemiologia Registro Tumori ASL Lecce. Dati di incidenza e Mortalità
U.O. Epidemiologia Registro Tumori ASL Lecce Dati di incidenza e Mortalità Popolazione Provincia di Lecce Popolazione: 806.412 (ISTAT: 1/1/2014) Superficie: 2.759 km 2 Densità: 293 abitanti/km 2 Numero
COMUNE DI PAVIA STUDIO PER LA DEFINIZIONE DELLA COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
COMUNE DI PAVIA STUDIO PER LA DEFINIZIONE DELLA COMPONENTE GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA E SISMICA DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO (L.R. 11/03/2005, N.12; D.G.R. 28/05/2008, N.8/7374) APPENDICE C CARTOGRAFIA
La prevenzione degli infortuni stradali Report annuale 2011 sulle fonti di dati disponibili
[2011] La prevenzione degli infortuni stradali Report annuale 2011 sulle fonti di dati disponibili Unità Organizzativa Governo della Prevenzione e Tutela Sanitaria DG Sanità La prevenzione degli infortuni
Andamento della popolazione residente secondo la componente straniera e non
COMUNICATO STAMPA INDICATORI DEMOGRAFICI DEL COMUNE DI TERNI (Stima per l anno 2016) (a cura dei Servizi Statistici del Comune di Terni) Al primo gennaio 2017 si stima che a Terni la popolazione ammonti
RAPPORTO SULLA POPOLAZIONE RESIDENTE
popolazione residente Comune di Sassari 2002 - I residenti nel Comune di Sassari al 31/12/ sono pari a 128.700. Rispetto all'anno precedente è stata registrata una crescita poco significativa, pari a 149
LA SPESA SANITARIA IN VENETO
LA SPESA SANITARIA IN LUCA ROMANO Centro Culturale Altinate - San Gaetano 14 maggio 2016 IL QUADRO DEMOGRAFICO Struttura della popolazione residente 2015* Com. % Var. % '02 / '15 * Dati al 1 gennaio **
Popolazione. Dinamica della popolazione residente
AREA POPOLAZIONE I dati relativi alla Popolazione sono stati forniti dall Ufficio Anagrafe del Comune di Aosta, e dalla consultazione dell Annuario Statistico e dei Censimenti del 1981-1991-2001-2011.
Capitolo 5 La mortalità per malattie dell apparato respiratorio
Capitolo 5 La mortalità per malattie dell apparato respiratorio Le malattie dell apparato respiratorio sono il terzo settore nosologico come frequenza di causa di morte, dopo le malattie del sistema circolatorio
FARMACIE DI TURNO DAL 01/06/2016 AL 31/12/2016
FARMACIE DI TURNO DAL 01/06/2016 AL 31/12/2016 GIUGNO 1 Marzano Farmacia Marzano 2 Villanterio Farmacia Clerici 3 Vistarino Farmacia Paleari 4 Cura Carpignano Farmacia Barisonzi 5 Roncaro Farmacia di Roncaro
Il Quadro demografico della città di Messina
DIPARTIMENTO STATISTICA Il Quadro demografico della città di Messina Le principali caratteristiche demografiche 2011 A C U R A D E L DIPARTIMENTO DI STATISTICA Premessa L Istituto Nazionale di Statistica
SORVEGLIANZA E CONTROLLO DELLE MALATTIE INFETTIVE NELL ASL DI BRESCIA. - anno 2010 -
SORVEGLIANZA E CONTROLLO DELLE MALATTIE INFETTIVE NELL ASL DI BRESCIA - anno 2010 - Malattie infettive nell ASL di Brescia anno 2010- Pag. 1 MALATTIE INFETTIVE NELL ASL DI BRESCIA - ANNO 2009 - L attività
BILANCIO DEMOGRAFICO 2010 La popolazione del Piemonte nel 2010
BILANCIO DEMOGRAFICO 2010 La popolazione del Piemonte nel 2010 La pubblicazione presenta i dati dei bilanci demografici ISTAT anno 2010 suddivisi per comune, provincia, Asl, comunità montane, zone altimetriche
Il profilo di salute del Friuli Venezia Giulia
Il profilo di salute del Friuli Venezia Giulia Elena Clagnan Servizio di Epidemiologia Direzione Centrale di Salute, Integrazione Socio Sanitaria e Politiche Sociali 1 MORTALITA IN FVG MORTALITA EVITABILE
CONTESTO DEMOGRAFICO DEMOGAFIA
CONTESTO DEMOGRAFICO DEMOGAFIA In base agli ultimi dati ISTAT disponibili(*), nel biennio 2009-2010, l Italia presenta un saldo totale positivo (+4,8 ), anche se in diminuzione rispetto al biennio precedente.
La Salute raggiungibile per...
La Salute raggiungibile per... 79 Nota introduttiva per la lettura delle patologie La scelta di descrivere le patologie più frequenti attraverso l analisi dell andamento dei ricoveri ospedalieri è stata
Convegno Ambiente e Salute: attualità e prospettive di ricerca e di intervento nel territorio di Brindisi
Convegno Ambiente e Salute: attualità e prospettive di ricerca e di intervento nel territorio di Brindisi Convegno Ambiente e Salute: attualità e prospettive di ricerca e di intervento nel territorio di
Il calcolo dei costi assistenziali del nuovo modello organizzativo
Il calcolo dei costi assistenziali del nuovo modello organizzativo Marisa De Rosa 1 Congresso Nazionale SIFaCT Milano, 13 settembre 2013 CORE H24 per il riordino dell assistenza territoriale E un progetto
LA POPOLAZIONE. Tabella 1. Struttura della popolazione residente nella provincia di Torino per classi di età e sesso, anno 2000
LA POPOLAZIONE La struttura demografica di una popolazione rappresenta un importante determinante dello stato di salute atteso di una popolazione. Molte patologie sono correlate con l età ed hanno una
Osservatorio permanente Dati sulle nascite senza riconoscimento materno nelle province di Milano e Monza - Brianza
Osservatorio permanente Dati sulle nascite senza riconoscimento materno nelle province di Milano e Monza - Brianza La scarsità della documentazione sul fenomeno delle nascite senza riconoscimento e la
