Report Malattie infettive sintesi anno 2008

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1 Il 2009 si apre con una significativa novità nella sorveglianza delle malattie infettive: l attivazione di un portale nel quale tutte le segnalazioni di malattie infettiva pervenute, indagate ed inserite dalle ASL nel sistema MAINF, vengono riversate e rielaborate, prive naturalmente dei riferimenti anagrafici, secondo i principali parametri: numero di casi per patologia, per sesso e classe di età, per asl di residenza, per modalità di contagio, per fattori di rischio individuale e per ulteriori variabili specifiche per ciascuna patologia. Il portale è per il momento accessibile agli operatori delle ASL che gestiscono il sistema MAINF, ma a breve ne verrà consentito l accesso anche ad altri operatori del SSR cosicché possano disporre, in tempo reale (il portale aggiorna i dati provenienti da mainf con cadenza mensile e, a breve, settimanale) di dati epidemiologici utili ad orientare sia le diagnosi differenziali che la programmazione delle attività : Visione di insieme Nella Tabella troviamo una prima estrazione dei casi verificatisi nel 2008, per mese di inizio sintomi, delle principali malattie infettive. Si conferma l importanza quantitativa di : malattie esantematiche infantili - varicella, scarlattina - patologie gastrointestinali, sia trasmesse in prevalenza da alimenti salmonellosi - che per contagio interumano rotavirus - parassitosi, con particolare riferimento alla scabbia. Da un punto di vista qualitativo, ossia per l impegno clinico che comportano, malattia tubercolare, aids, legionellosi, epatite virale B e C, malattia invasiva pneumococcica costituiscono le principali patologie presenti nella nostra regione.

2 Relativamente alla gravità e quindi all esito guarigione, complicanze, decesso - della fase acuta (non sono conteggiati cioè gli esiti derivanti dalla cronicizzazione di alcune malattie infettive), le patologie con tasso di letalità più elevato risultano essere le malattie invasive da HIB e da meningococco ed il tetano (1 decesso sui cinque casi registrati nel 2008). Inizio Sintomi - Mese 2008 gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic totale 2008 VARICELLA SCARLATTINA DIARREA INFETTIVA SALMONELLOSI NON TIFOIDEE SCABBIA MORBILLO TUBERCOLOSI DERMATOFITOSI PAROTITE EPIDEMICA LEGIONELLOSI ROSOLIA AIDS INFEZ.,TOSSINFEZIONI E INTOSS. ALIM EPATITE A EPATITE B MALATTIA INVASIVA PNEUMOCOCCICA MENINGO ENCEFALITE VIRALE MALARIA MICOBATTERIOSI NON TUBERCOLARE SIFILIDE PARASSITOSI INTESTINALE E NON BLENORRAGIA MENINGITI BATTERICHE MALATTIA INVASIVA MENINGOCOCCICA LISTERIOSI GIARDIASI EPATITE C

3 Focus su principali malattie infettive Tubercolosi La malattia tubercolare conferma il suo trend, con una sostanziale stabilità del numero assoluto dei casi (nel 2008 si registra una flessione, con 838 casi rispetto ai 1100 dei tre anni precedenti, ma è presumibile un ritardo nella conferma dei casi diagnosticati negli ultimi mesi) ed un aumento relativo della percentuale a carico dei soggetti stranieri (rilevabile con precisione a partire dall entrata a regime del sistema MAINF, nel 2006, che registra il dato). Malattia invasiva meningococcica e pneumococcica L esame dei casi di m.i. meningococcica del periodo evidenzia un andamento in crescita negli anni ed un successivo calo e stabilizzazione. La malattia invasiva pneumococcica presenta un progressivo incremento a partire dal 2006, ma va considerato che da quell anno in regione Lombardia (con decreto direzione generale sanita n del Linee guida per la sorveglianza, prevenzione e controllo delle meningiti batteriche e malattie invasive da meningococco, emofilo) e dal successivo in tutta Italia (Protocollo per la sorveglianza nazionale delle malattie invasive da

4 meningococco, pneumococco ed emofilo in Italia 12/3/2007), viene introdotta la segnalazione non solo delle meningiti, ma anche delle altre forme invasive. Ed infatti il sostanziale incremento si registra a quasi totale carico di sepsi e polmoniti. Di ulteriore interesse è lo studio dei sierotipi, per la correlazione con gli interventi vaccinali, attivato nella nostra regione dal 2007, con l invio dei ceppi presso il laboratorio di Microbiologia della Fondazione Policlinico di Milano. Esaminando i tassi specifici per età, per la m.i. meningococcica, viene confermato il maggior interessamento della fascia 0-4 aa (che concorre in maniera sostanziale all incremento ) e di quella adolescenziale. Anche i più recenti casi verificatisi in età giovane-adulta, in termini di incidenza sulla popolazione di tale fascia non incidono sensibilmente.

5 Nel caso della m.i. pneumococcica invece si registrano i tassi più elevati tra 0 e 4 aa, subito seguiti dall età anziana. Confrontando il tasso di incidenza per anno x abitanti per le due patologie, oltre ai trend già evidenziati, si verifica nuovamente la sostanziale sovrapposizione tra le due tipologie sino al 2005, successivamente a cui la m.i. pneumococcica si incrementa (per l inserimento di polmoniti e sepsi) e quella meningococcica, dopo un innalzamento nel , ritorna ai livelli del Per quanto riguarda i siero gruppi di neisseria meningitidis, anche in Lombardia si è verificata, negli anni , l inversione del rapporto tra B e C, con prevalenza relativa di quest ultimo; ma nell ultimo triennio si è ritornati, come in parte prevedibile, ad un riequilibrio tra i due gruppi, non evidentemente attribuibile alla somministrazione del vaccino coniugato.

6 Nel grafico a fianco seguente la suddivisione per sierotipi dei casi testati, pari a circa il 60% del totale; si evidenzia che circa il 50% dei ceppi tipizzati risultava appartenere a sierotipi vaccinali (ossia solo la metà dei casi verificatisi era potenzialmente prevenibile se i bimbi fossero stati vaccinati). Di contro va riferito che tra i casi di malattia al di sotto dei quattro anni, nel biennio , nove soggetti risultavano aver ricevuto in precedenza vaccino eptavalente, ciononostante sviluppando un quadro clinico positivo, ma sempre da sierotipi non vaccinali. Per quanto riguarda gli esiti, la valutazione sul periodo , sui casi con diagnosi di meningite o sepsi meningococcica, evidenzia quanto noto in letteratura e cioè percentuali di letalità sino al 22% in caso di sepsi (il tasso complessivo nel triennio è del 15%). Per la m.i. pneumococcica il tasso di letalità medio del periodo è del 13%, senza significative variazioni tra i diversi quadri clinici.

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