Prevenzione generale delle malattie infettive
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- Riccardo Buono
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1 Prevenzione generale delle malattie infettive cos è la prevenzione la sorveglianza epidemiologica l indagine epidemiologica isolamento e contumacia disinfezione e sterilizzazione
2 Prevenzione: definizioni Prevenzione primaria obiettivo: mantenere lo stato di salute strumenti: educazione sanitaria, vaccinazioni, bonifica ambientale, ecc. Prevenzione secondaria obiettivo: limitare il danno di patologie già insorte, ma clinicamente non manifeste strumenti: diagnosi precoce, screening Prevenzione terziaria obiettivo: limitare i danni legati alle sequele delle malattie strumenti: tecniche riabilitative
3 Prevenzione primaria delle malattie infettive Strumenti aspecifici o poco specifici sorveglianza epidemiologica educazione sanitaria bonifica ambientale disinfezione e sterilizzazione Strumenti specifici immunoprofilassi chemioprofilassi
4 Sorveglianza epidemiologica: definizione La sorveglianza è l'osservazione continua della distribuzione e dell'andamento dell'incidenza di una malattia in una popolazione attraverso la raccolta sistematica, l'analisi e la valutazione dei dati di morbosità, di mortalità e di altri dati rilevanti, oltre alla divulgazione delle informazioni a tutti coloro che hanno contribuito al sistema e a tutti coloro che devono esserne a conoscenza
5 Elementi di un sistema di sorveglianza Raccolta sistematica dei dati Analisi ed interpretazione Diffusione tempestiva dei risultati
6 La piramide della sorveglianza casi notificati al sistema casi che si rivolgono al SSN casi sintomatici infezioni accertate totale infezioni
7 La notifica delle malattie infettive in Italia Decreto Ministeriale 15 dicembre 1990 Sistema informativo delle malattie infettive e diffusive Ha distinto le malattie infettive in 5 classi permane l'obbligo di notifica, da parte del medico, di tutti i casi di malattie diffusive pericolose per la salute pubblica; le unità sanitarie locali, a loro volta, sono tenute a comunicare le informazioni, ricevute dai medici, secondo le modalità di cui all'allegato medico > ASL > Regione/OER > Ministero della Sanità/ISS
8 Classe I Malattie per le quali si richiede segnalazione immediata o perché soggette al Regolamento sanitario internazionale o perché rivestono particolare interesse 1) colera; 2) febbre gialla; 3) febbre ricorrente epidemica; 4) febbri emorragiche virali (febbre di Lassa, Marburg, Ebola); 5) peste; 6) poliomielite; 7) tifo esantematico; 8) botulismo; 9) difterite; 10) influenza con isolamento virale; 11) rabbia; 12) tetano; 13) trichinosi segnalazione alla ASL entro 12h anche al solo sospetto
9 Classe II Malattie rilevanti perché ad elevata frequenza e/o passibili di interventi di controllo 14) blenorragia; 15) brucellosi; 16) diarree infettive non da salmonelle; 17) epatite virale A; 18) epatite virale B; 19) epatite virale NANB; 20) epatite virale non specificata; 21) febbre tifoide; 22) legionellosi; 23) leishmaniosi cutanea; 24) leishmaniosi viscerale; 25) leptospirosi; 26) listeriosi; 27) meningite ed encefalite acuta virale; 28) meningite meningococcica; 29) morbillo; 30) parotite; 31) pertosse; 32) rickettsiosi diversa da tifo esantematico; 33) rosolia; 34) salmonellosi non tifoidee; 35) scarlattina; 36) sifilide; 37) tularemia; 38) varicella segnalazione alla ASL entro due giorni dalla osservazione del caso
10 Classe III Malattie per le quali sono richieste particolari documentazioni 39) AIDS; 40) lebbra; 41) malaria; 42) micobatteriosi non tubercolare; 43) tubercolosi flussi di notifica differenziati
11 Classe IV Malattie per le quali alla segnalazione del singolo caso da parte del medico deve seguire la segnalazione dell'unità sanitaria locale solo quando si verificano focolai epidemici 44) dermatofitosi (tigna); 45) infezioni, tossinfezioni ed infestazioni di origine alimentare; 46) pediculosi; 47) scabbia segnalazione da medico a ASL entro 24 ore
12 Classe V Malattie infettive e diffusive notificate all'unità sanitaria locale e non comprese nelle classi precedenti, zoonosi indicate dal regolamento di polizia veterinaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, e non precedentemente menzionato per queste malattie le ASL compilano un riepilogo a fine anno
13 L indagine epidemiologica e gli accertamenti di laboratorio Obiettivi: individuare la fonte dell infezione evitare il propagarsi o il ripetersi dell epidemia individuare l agente eziologico Strumenti metodi di epidemiologia descrittiva metodi di epidemiologia analitica indagini laboratoristiche su campioni opportunamente raccolti
14 Isolamento Separazione di un soggetto affetto da una patologia infettiva contagiosa da tutte le altre persone, ad eccezione del personale sanitario di assistenza L isolamento deve essere mantenuto per il periodo di effettiva contagiosità del malato Previsto per malattie quali difterite, meningite meningococcica, tubercolosi, febbri emorragiche, ecc.
15 Isolamento stretto si applica in caso di agenti altamente infettivi o molto virulenti che possono essere trasmessi per via aerea o per contatto diretto. E richiesta una stanza separata per il paziente (pazienti con la stessa patologia possono essere ospitati nella stessa stanza), con sistema di ventilazione a pressione negativa, possibilmente dotata di anticamera, e con porte con chiusura a tenuta, nonché l uso di mezzi di barriera ed indumenti protettivi, comprese le maschere dotate di respiratori, per tutte le persone che entrano nella stanza.
16 Isolamento da contatto Isolamento da contatto: da applicare in caso di infezioni meno virulente, trasmesse per contatto diretto o semidiretto. E indicata una stanza separata (pazienti con la stessa patologia possono essere ospitati nella stessa stanza) e l uso di maschere per tutte le persone che vengono in contatto con il paziente; i guanti sono indicati nel caso di manipolazione o contatto con materiali contaminati e l uso di grembiuli in caso di possibilità di insudiciamento.
17 Isolamento respiratorio Isolamento respiratorio: per prevenire la trasmissione per via aerea a breve distanza sono richiesti una stanza separata per il paziente (pazienti con la stessa patologia possono essere ospitati nella stessa stanza) e l uso di mascherine per tutte le persone che vengono in contatto con il paziente. In caso di pazienti affetti da tubercolosi in fase contagiosa, è richiesto anche un sistema di ventilazione a pressione negativa e l uso di maschere dotate di respiratori per tutte le persone che entrano nella stanza.
18 Contumacia Obbligo di permanere in un determinato luogo (anche il proprio domicilio) per il periodo prescritto, osservando le necessarie prescrizioni igienico-sanitarie La contumacia può essere applicata anche a soggetti sani, contatti di soggetti malati
19 Misure di Profilassi per Esigenze di Sanità Pubblica Provvedimenti da adottare nei confronti di soggetti affetti da alcune malattie infettive e nei confronti di loro conviventi o contatti SALMONELLO SI NON TIFOIDE ICD Classe di notifica: II Periodo di incubazione Periodo di contagiosità Provvedimenti nei confronti del malato Provvedimenti nei confronti di conviventi e di contatti Ricerca attiva d i altri casi di malattia e della fonte di esposizione. Ricerca di c asi asintomatici di infezione median te esame delle feci nei sogg etti impegnati in attività che co mportino la manipolazione o distribuzione d i alimenti, l assistenza sanitaria o a sogget ti istituzional izzati, l assistenza all infanzia, con allontanamento dei sogg etti positivi fino a risultato negativo di due coprocolture consecutive esegui te secondo l a procedu ra preceden temen te descritta. Da 6 a 72 o re, abitualmente ore. Da alcuni g iorni prima a diverse settimane dopo la comparsa della sintomatologia clinica. L instaurarsi di uno stato di portatore cronico è p articolarmente frequente nei bambini e può essere favorito dalla somministrazione di an tibio tici. Precauzioni enteriche per i pazienti ospedalizzati. Allontanamen to dei sogge tti infetti sintomatici da tutte le attività che comportino la manipolazione o distribuzione di a limenti, l assistenza sanitaria a pazient i ospedalizzati o istituzional izzati, l assistenza alla infanzia. Riammissione alle suddette attività dopo risultato negativo di 2 cop rocolture consecutive, esegui te su camp ioni di feci prelevati a non meno di 24 o re di distanza e a non meno di 48 o re dalla sospensione di qualsiasi trattamento ant imicrobico. > malinf > normativa
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