TUMORE DELLA CERVICE IN ITALIA
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- Filiberto Scotti
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2 TUMORE DELLA CERVICE IN ITALIA
3 INCIDENZA DEL TUMORE DELLA CERVICE NEL MONDO Incidenza correlata all esecuzione del pap test I paesi con l incidenza più alta sono quelli in cui non sono stati attivati programmi di screening
4 La prevenzione del tumore della cervice uterina mediante la diagnosi dei suoi precursori ha una lunga storia. Georgios Papanicolaou (Kymi Grecia New Jersey USA 1962) fu il primo a suggerire nel 1928 che il cancro della cervice uterina poteva essere diagnosticato con l analisi citologica delle cellule provenienti dalla cervice. La sua ricerca non fu presa in considerazione fino al A lui dobbiamo la creazione del test per lo screening del cancro della cervice, lo screening oncologico più diffuso al mondo, che ha ridotto drasticamente la mortalità di questo tumore. Test semplice, non invasivo, con elevata sensibilità.
5 TUMORE DEL CERVICE COLLO DELL UTERO UTERINA IN IN EUROPA Circa nuovi casi ogni anno Oltre morti ogni anno Tassi di mortalità: 13.7/ in Romania 10/ in Lituania 1.1/ in Finlandia
6 TUMORE CERVICE UTERINA IN ITALIA Incidenza: 7.7/ donne/anno Ogni anno vengono diagnosticati circa nuovi casi Rischio cumulativo di ammalarsi è di 1 donna su 163 Mortalità: circa decessi/anno
7 TUMORE CERVICE UTERINA Brescia Nord Ovest Pool Registri tumori TALIA AIRTUM-Associazione italiana Registri tumori 2014
8 TUMORE CERVICE UTERINA ASL BRESCIA Incidenza dei tumori maligni nei distretti dell ASL di Brescia Osservatorio Epidemiologico 2013 Tassi standardizzati popolazione italiana nei distretti dell ASL di Brescia
9 TUMORE DELLA CERVICE E HPV Il carcinoma cervicale è il primo cancro che l Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto come totalmente riconducibile a un infezione World Health Organization Agency for Research on cancer. IARC monographs on the evaluation of carcinogenic risks to humans. Human Papillomaviruses. Lyon: IARC Press, 2007:90.
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12 Epitelio normale Alterazioni Displasia lieve moderata grave Tumore localizzato Tumore invasivo La ripetizione periodica del pap test consente di individuare le lesioni quando sono curabili con interventi semplici
13 Razionale per l introduzione dello screening di popolazione per il carcinoma della cervice 1. Può individuare la malattia in fase asintomatica, quando è più probabile che questa sia in fase preinvasiva o all inizio della fase invasiva; 2. Consente di identificare non solo le lesioni tumorali molto precoci, ma anche quelle preneoplastiche. in grado di ridurre la mortalità per carcinoma, favorendone la diagnosi in una fase in cui il trattamento può essere efficace, e l incidenza della neoplasia invasiva, attraverso il trattamento delle forme preneoplastiche.
14 PROGRAMMA SCREENING CITOLOLOGICO Il programma garantisce tutte le fasi del percorso, dall invito per l esecuzione del pap test fino al trattamento, quando necessario, e al follow up delle lesioni riscontrate. Tutte le donne residenti nel territorio dell ASL di Brescia, con età compresa fra25 e 64 anni, vengono invitate ad eseguire un pap test ogni 3 anni. Circa donne/anno
15 AVVIO DEL PROGRAMMA SCREENING CITOLOGICO ASL BRESCIA 2004 distretti 2 e distretto 4 Restanti distretti entro ottobre 2008
16 STRUTTURE OSPEDALIERE CONVENZIONATE Spedali Civili Brescia Presidi Brescia-Gardone VT-Montichiari I.C. Città di Brescia A.O. Chiari Presidi Chiari-Iseo A.O. Desenzano Presidi Desenzano-Gavardo-Manerbio Fondazione Poliambulanza Brescia
17 Diagramma a flusso per l invito della popolazione CENTRO SCREENING ASL Elenco agende programmazione alle sedi di esecuzione pap test NO SPEDIZIONE INVITO Adesione SI SPEDIZIONE INVITO DI SOLLECITO Esecuzione pap test NO Adesione SI RICHIAMO AL ROUND SUCCESSIVO
18 SCREENING CITOLOGICO andamento adesione al pap test Da ottobre 2008 estensione inviti a tutto il territorio ASL
19 Esecuzione pap test 32 SEDI PRELIEVO 37 OSTETRICHE 4 SERVIZI CITOLOGIA
20 Pap test con cellule normali Donna riceve lettera con esito Normale e indicazione del richiamo a 3 anni
21 SCREENING CITOLOGICO esiti pap test in percentuale Indicatore GISCi desiderabile 55
22 Diagramma a flusso per la gestione dei referti REFERTO PAP TEST POSITIVO NEGATIVO INADEGUATO Contatto telefonico INVIO AL II LIVELLO SPEDIZIONE POSTALE LETTERA CON ESITO NORMALE RIPETIZIONE DOPO TERAPIA NUOVO APPUNTAMENTO PER RIPETIZIONE PAP TEST
23 Pap test con alterazioni da HPV Donna riceve telefonata dall ostetrica che ha eseguito il pap test per un colloquio Programmazione colposcopia
24 SCREENING CITOLOGICO primi inviti - anno Pap positivi = 3.4% donne invitate donne aderenti donne inviate al II livello
25 SCREENING CITOLOGICO diagnosi citologiche - anno 2013 HSIL=lesioni squamose intraepiteliali di alto grado LSIL= lesioni squamose intraepiteliali di basso grado ASCUS ASC-H=cellule squamose atipiche di significato indeterminato AGC=cellule ghiandolari atipiche di significato indeterminato
26 SCREENING CERVICE II livello: colposcopia La colposcopia riveste un ruolo chiave nell approfondimento diagnostico e nel successivo percorso terapeutico dello screening Individua la lesione, ne definisce i limiti topografici, esprime un grading, indica la sede per la/e biopsia/e mirata/e.
27 II LIVELLO SCREENING CITOLOGICO andamento adesione al II livello 100% Indicatore Gisci Desiderabile>90%
28 CITOLOGIA PAP TEST: Identificazione anomalie cellulari TUTTI I CASI DI PAP TEST ANOMALI VANNO VALUTATI CON LA COLPOSCOPIA COME INDAGINE DI SECONDO LIVELLO: L ACCURATEZZA DIAGNOSTICA DELLA COMBINAZIONE COLPOCITOLOGIA + COLPOSCOPIA CON ISTOLOGIA E VICINA AL 100% COLPOSCOPIA: Identificazione lesione sospetta ISTOLOGIA BIOPSIA (biopsia sotto guida colposcopica) diagnosi
29 La prevenzione della comparsa dei tumori invasivi viene garantita: dalla corretta individuazione delle lesioni pre-invasive nelle fasi di approfondimento diagnostico da un trattamento adeguato.
30 Trattamenti conservativi delle lesioni cervicali intraepiteliali Tecniche ablative: DTC Crioterapia Termocoagulazione Laservaporizzazione Tecniche escissionali: Conizzazione laser Conizzazione chirurgica Resezione con ansa/ago a radiofrequenza CONSERVATIVI/ANNO
31 Diagramma a flusso per la gestione degli esiti della colposcopia COLPOSCOPIA (+ BIOPSIA) POSITIVA Protocolli per il trattamento Colloquio con la donna INDICAZIONE A ULTERIORI CONTROLLI Le lesioni di basso grado che non richiedono un trattamento vengono controllate x 1-2 anni INTERVENTO CONTROLLI PERIODICI CON PAP TEST E COLPOSCOPIA PERSISTENZA SOLUZIONE RICHIAMI PAP A 3 ANNI RICHIAMI PERIODICI FOLLOW UP CON PAP TEST E COLPOSCOPIE Centro screening garantisce inviti e richiami
32 II LIVELLO SCREENING CITOLOGICO colposcopie eseguite nei 10 centri convenzionati per tipo di invito Follow up Controlli II livello dopo pap positivo Anno COLPOSCOPIE TOTALI
33 Requisiti del programma di screening: Sistema informativo Condivisione delle procedure e dei protocolli Monitoraggio delle diverse fasi del percorso Confronto periodico
34 ARCHITETTURA DEL SISTEMA INFORMATIVO Archivio anagrafico Archivio esiti I livello CENTRO SCREENING Software screening PAC Registro tumori Osservatorio Epidemiologico Archivio esiti II livello Sedi esecuzione test I livello Sedi esecuzione test II livello Servizi anatomia patologica Archivio dati esiti e trattamenti Flussi informativi Indicatori di verifica
35 ORGANIZZAZIONE PROGRAMMA DI SCREENING CERVICE Medici Medicina Generale AZIENDE OSPEDALIERE Servizi anatomia patologica ASL DGD Consultori Garanzia delle prestazioni ASL Registro tumori Osservatorio epidemiologico ASL Centro screening! comunicazione REGIONE AZIENDE OSPEDALIERE Servizi colposcopia AZIENDE OSPEDALIERE Reparti ginecologia
36 Elementi di forza dei programmi di screening organizzato : Razionalizzano la domanda e migliorano l appropriatezza Garantiscono maggior equità sociale Ottimizzano i percorsi sanitari Migliorano le condizioni di salute della popolazione Con un rapporto costi/benefici molto favorevole
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38 UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI GLI OPERATORI CHE PARTECIPANO ALLA REALIZZAZIONE DEI PROGRAMMI DI SCREENING
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