PREISTORIA. Il nostro libro a 48 mani
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- Francesco Bianchi
- 10 anni fa
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1 PREISTORIA Il nostro libro a 48 mani A cura della 3 primaria a.s. 2009/2010
2 Indice Evoluzione: Che cos'è l'evoluzione?...3 Le epoche storiche...4 I dinosauri...5 L'estinzione dei dinosauri...6 Le condizioni ambientali...7 L'origine e l evoluzione dell uomo...8 Le scimmie antropomorfe Gli australopitechi Lucy Gli ominidi L'Homo habilis L Homo Erectus Homo sapiens L'uomo di Neanderthal Homo Sapiens sapiens di Cro Magnon Il paleolitico: la raccolta, la caccia e la pesca Il paleolitico: il fuoco Il paleolitico: la vita nel gruppo Il neolitico Il neolitico: la caccia e la pesca... 36
3 Evoluzione: Che cos'è l'evoluzione? Esseri Viventi O Lontani parenti Umani, che dalle 4 Zampe Iniziarono ad alzarsi e a Osservare il Nostro pianeta con Entusiasmo Ė il fenomeno del cambiamento che riguarda sia la specie umana sia quella animale
4 Le epoche storiche La storia della Terra e dell'uomo, è stata divisa in periodi più o meno lunghi. L'era è un periodo di tempo molto lungo e può durare anche miliardi di anni. La storia della Terra è divisa in 5 ERE: era arcaica: da circa 5 miliardi a 600 milioni di anni fa era primaria o paleozoica: da 600 a 250 milioni di anni fa era secondaria o mesozoica: da 250 milioni a 70 milioni di anni fa era terziaria o cenozoica: da 70 milioni a 2 milioni di anni fa era quaternaria o neozoica: da 2 milioni di anni fa Poi ci sono altri periodi, che sono molto più corto: il millennio: che dura 1000 anni il secolo: che dura 100 anni il decennio: che dura 10 anni il lustro: che dura 5 anni
5 I dinosauri Cosa significa dinosauro? La parola dinosauro significa terribile lucertola e fu data nel 1841 da un paleontologo inglese, R.Owen. Dove vivevano? I dinosauri vivevano nelle paludi perché si muovevano meglio nell'acqua che sulla terraferma. Riconoscere un dinosauro Milioni di anni fa, prima che l'uomo mettesse piede sulla Terra, c'erano i dinosauri che ne furono i dominatori. Certi dinosauri erano vegetali mentre altri erano predatori che utilizzavano denti taglienti. I dinosauri appartenevano ai rettili* e vivevano sulla terraferma. La maggior parte deponeva uova dal guscio. Avevano la pelle robusta e ricoperta scaglie. Avevano sangue freddo e facevano affidamento solo sulla temperatura esterna dell'aria per riscaldare o raffreddare il corpo. I dinosauri erano diversi dai rettili perchè possedevano zampe agili; alcuni camminavano anche solo sulle zampe posteriori. Alcuni dinosauri erano giganteschi come un edificio di quattro piani mentre altri erano piccoli come polli. I rettili (tra i quali gli attuali serpenti, coccodrilli e tartarughe) non possiedono un sistema di riscaldamento, cioè hanno il sangue freddo che riscaldano rimanendo al sole. * Cos'è un rettile? I rettili (tra i quali gli attuali serpenti, coccodrilli e tartarughe) non possiedono un sistema di riscaldamento, cioè hanno il sangue freddo che riscaldano rimanendo al sole.
6 L'estinzione dei dinosauri I dinosauri scomparvero circa 65 milioni di anni fa. Non è facile sapere quali sono state le cause, ma gli studiosi hanno fatto due ipotesi: 1. Il cambiamento del clima, a causa della Pangea che cominciava a dividersi, portò alla diminuzione della vegetazione, tanto che molti erbivori morirono. Anche i dinosauri, trovando meno prede, morirono. 2. La caduta di un meteorite sulla Terra provocò un grande cambiamento del clima e modificò l'equilibrio climatico.
7 Le condizioni ambientali Gli studiosi ritengono che, quando l'uomo fece la sua apparizione sulla terra, il nostro pianeta esistesse già. Sembra infatti che l'universo si sia formato a causa di una terribile esplosione verificatasi 15 o 20 miliardi di anni fa e che la terra ed il sistema solare risalgano a quattro o cinque miliardi di anni fa. Questo lungo periodo è stato suddiviso per comodità in quattro ere geologiche: primaria, secondaria, terziaria, e quaternaria. Quest'ultima, caratterizzata dalla comparsa dei primi esseri appartenenti alla specie umana, dura tuttora. Nell'era quaternaria, che iniziò circa tre milioni di anni fa, la terra subì bruschi cambiamenti di clima e fu colpita da quattro glaciazioni durante le quali le mutevoli condizioni ambientali costrinsero le specie viventi ad un continuo processo di adattamento a cui si adeguarono solo le più forti.
8 L'origine e l evoluzione dell uomo Gli scienziati reputano che la specie umana attuale si sia formata in seguito ad una evoluzione lenta e graduale. Questa teoria fu enunciata per la prima volta nel 1859 dal naturalista inglese Charles Darwin che, in un saggio intitolato: "L'origine delle specie", affermò che l'uomo non era comparso sulla terra dotato di caratteri fissi ed immutabili, ma che si era evoluto con il tempo. Grazie all'analisi dei fossili (resti di organismi animali e vegetali) rinvenuti negli strati superiori della superficie terrestre gli studiosi hanno scoperto che in varie parti del mondo esistevano creature simili all'uomo che, per questo, furono chiamate ominidi. Il più antico di essi, il Ramapithecus, visse in Africa circa quindici milioni di anni fa. Era un animale che probabilmente fu costretto, a causa di mutamenti climatici, ad abbandonare la vita sugli alberi per iniziarne una a terra che lo portò a sviluppare alcune caratteristiche come la bipedia, ovvero l'andatura su due piedi, l'uso della mano ed il cervello Circa quattro milioni di anni fa visse l'australopitecus che fu definito il primo vero ominide in quanto camminava in posizione eretta e sapeva utilizzare gli strumenti di pietra o di osso offerti dalla natura. Alto poco più di un metro, pesava circa venti o trenta chilogrammi ed aveva una capacità cranica modesta. Viveva in gruppi di venti o trenta individui e si procurava il cibo con la raccolta dei frutti spontanei della terra e con la caccia. Inoltre egli sapeva comunicare non solo con i gesti, ma anche con le parole. Un discendente dell'australopithecus fu l'homo habilis, vissuto circa due milioni di anni fa, i cui resti sono stati ritrovati in Tanzania. Era chiamato così perché in grado di costruire strumenti in pietra e modesti ripari, come le capanne strutturate in modo semplice che gli permettevano di difendersi e di sopravvivere meglio. Anche la capacità cranica era aumentata e raggiungeva i centimetri cubici.
9 Con la comparsa dell'homo erectus, vissuto circa un milione di anni fa, iniziò lo spostamento di questo ominide dall'africa fino all'asia ed all'europa. Egli aveva una capacità cranica sviluppata (1.000 c.c.) ed era in grado di produrre strumenti migliori, infatti cominciò a lavorare la pietra su entrambe le facce (cultura bifacciale). Viveva di caccia e conosceva anche l'uso del fuoco. Circa settantacinquemila anni fa in Europa, in un ambiente molto freddo in quanto coperto da ghiacci, fece la sua apparizione l'homo sapiens neanderthalensis dotato di una corporatura molto tozza e robusta che gli permise di adattarsi alle difficili condizioni climatiche. Egli aveva una notevole capacità cranica ( 1650 c.c. ) e presentava un cranio appiattito e mascelle enormi. Fu il primo a praticare i riti funebri ed il culto dei morti rivelando una sorta di religiosità. Si estinse circa venticinquemila anni fa per cause ancora sconosciute. Nello stesso periodo comparve l'homo sapiens sapiens, alla cui specie noi stessi apparteniamo, che aveva una media capacità cranica ( 1400 c.c. ) e caratteristiche tipicamente umane. Viveva in grotte ed era capace di fabbricare strumenti in pietra molto vari e raffinati. Con lui si ebbero le prime grandi manifestazioni artistiche come i rilievi, le pitture, le incisioni sulle pareti delle caverne e le piccole sculture. In tempi relativamente brevi l'homo sapiens sapiens si diffuse su gran parte delle terre emerse (durante il periodo glaciale i mari si erano notevolmente ritirati, facendo emergere uno stretto corridoio di terra che univa l'america all'asia) e, adattandosi ai climi delle regioni occupate e creando diversi modi di vita, diede origine alla differenziazione delle attuali razze umane.
10 Le scimmie antropomorfe 14 milioni di anni fa, nelle foreste africane, vivevano le scimmie antropomorfe. Stavano preferibilmente sugli alberi per difendersi dai predatori e si spostavano da un ramo all'altro con le loro mani prensili. Si nutrivano di frutti spontanei ma cacciavano anche piccoli insetti al suolo. Il loro muso era schiacciato: non avevano la mascella sporgente e i canini erano quasi assenti. Queste scimmie sono considerate nostre antenate perché alcune di loro cominciarono a spostarsi sulla terraferma. Circa 20 milioni di anni fa, in Africa, il clima cambiò e le foreste si diradarono; per raggiungere gli alberi a volte era necessario attraversare spazi molto estesi. La posizione eretta risultò quindi comoda sia per gli spostamenti che per trasportare cibo.
11 Gli australopitechi Sono i nostri antenati che, evolvendosi, hanno dato origine all'uomo, cioè a noi. Camminavano in posizione eretta, cioè su due gambe, e impararono perciò ad usare le mani mentre camminavano. Avevano un cervello piccolo e il muso era come quello delle scimmie. Erano vegetariani ma mangiavano anche piccoli insetti e piccoli pezzetti di carne che qualche predatore lasciava sul terreno. Un famoso australopiteco è stato scoperto in Etiopia nel Era una donna, alta 120 centimetri e aveva circa 20 anni. Fu chiamata Lucy, come il titolo della canzone che i paleontologi ascoltavano durante la ricerca. Ecco la ricostruzione del possibile volto.
12 Lucy Il 24 Dicembre 1974 il paleontologo statunitense Donald Johanson trovò lungo un assolato pendio di una valle dell'etiopia il frammento di un osso di braccio che spuntava dal suolo. "Il battito del mio polso stava aumentando" scrive Johanson, "perché mi trovavo di fronte a un antichissimo ominide". Altri frammenti erano sparsi lungo il pendio; pezzi di cranio, una mandibola, le ossa dei braccio, un femore e alcuni pezzi della gamba destra. Johanmson e il suo collaboratore Tom si misero a gridare e ballare e si abbracciarono per la gioia. Un antica progenitrice L'importanza di quel ritrovamento fu eccezionale nel mondo della paleoantropologia: non si possedevano di quell'individuo solo tre o quattro denti, o una parte della scatola cranica, come si era verificato per altri ritrovamenti, ma le ossa rappresentavano il 40% di un intero scheletro, cosicché si poteva stabilire che quell'essere camminava su due gambe, proprio come noi. Non era più una scimmia, ma era una minuscola femmina umana, alta poco più di un metro, di circa vent'anni e persino con qualche segno di artrosi. Quell'anno la radio del campo dove era avvenuta la scoperta trasmetteva una canzone dei Beatles, Lucy in the sky with diamonds, e fu per questo che, in tutto il mondo, la piccola donna della pianura di Afar divenne nota con il nome di Lucy, anche se il suo nome scientifico è Australopithecus afarensis. Ma chi è Lucy e che cosa rappresenta? Lucy, «sei meravigliosa» Fra gli antropologi non vi è un completo accordo. Johanson sostiene che Lucy è il capostipite dell'uomo, cioè l'inizio dell'albero genealogico umano, mentre altri, tra cui il famosissimo Richard Leakey, affermano che Lucy e altri ominidi a lei simili
13 non sono altro che «cugini», discendenti tutti da un antenato comune risalente a un passato più remoto, qualcosa come 6 o 7 milioni d'anni fa. Ma questo antenato non è mai stato trovato, mentre lo scheletro della piccola Lucy è lì che ci guarda con i suoi 3 milioni di anni. Quella piccola donna emoziona e incute rispetto e forse proprio per questo gli operai etiopi che lavoravano nell'afar le avevano dato un nome diverso da Lucy: Denkenesh, che significa "sei meravigliosa". NOME SPECIE PERIODO LUOGO ALTEZZA PESO ASPETTO FISICO ANDATURA CIBO LINGUAGGIO ABITAZIONE Lucy Australopiteco 3,5 milioni di anni fa savana, Africa (Etiopia) m 1,20 circa 25/30 kg fronte bassa, corpo coperto di peli,denti molto sviluppati bipede,camminava eretto ma sapeva anche arrampicarsi. erbe, frutti selvatici, bacche,semi. radici gesti e versi rami degli alberi
14 Gli ominidi In un punto dell'africa la terra si crepò e da quel momento quella zona si chiamò Rift Valley Tanto tempo fa in Africa comparvero i primi uomini, gli Ominidi. A est di quella spaccatura il clima cambiò, diventò arido e le foreste si diradarono. Per questo motivo gli Ominidi furono costretti a scendere dagli alberi per il cibo. Nello stesso tempo la vegetazione diminuì e gli Ominidi diventarono predatori di animali. Incominciarono ad usare il pollice per trascinare le prede al sicuro e per tutte le abilità fini.
15 L'Homo habilis L'essere umano che vive nel Paleolitico inferiore, ha caratteristiche ancora molto arcaiche. Il più antico esemplare della specie, vissuto solo in Africa, è l'homo habilis: ha postura eretta, è alto all'incirca 131 cm, ma il suo cranio assomiglia ancora molto a quello delle scimmie (ha una capacità cranica da 650 a 800 cc, poco meno della metà della dimensione di un cervello "moderno") è capace - habilis, appunto - di costruire utensili di pietra che utilizza per tagliare, squartare, sbriciolare (soprattutto ossa di animali da cui estrae il nutriente midollo). Suo diretto successore, nonché protagonista del Paleolitico inferiore, è l'homo erectus cui si deve la colonizzazione dell'europa e dell'asia: alto circa 180 cm, ha un cranio molto più sviluppato di quello del suo predecessore (vanta una capacità cranica pari al 74% della dimensione di un cervello "moderno").
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17 L Homo Erectus L'homo erectus si sviluppò in Africa circa un milione e mezzo di anni fa, a differenza dei suoi predecessori non visse stabilmente nei luoghi natii ma si spinse in esplorazione spostandosi in Asia e in Europa. L'Homo erectus viene così chiamato perchè finalmente la struttura del corpo ha assunto una forma eretta, avvicinandosi decisamente all'aspetto fisico degli uomini attuali. Come già fece l'homo habilis, utilizzò pietre e altri materiali per creare strumenti sempre più sofisticati, come le lame, le asce o le lance. Con l'homo erectus si assiste ad un grande passo in avanti nella civiltà in quanto si raggiungono degli obiettivi importantissimi: la scoperta del fuoco innanzi tutto. Con il fuoco a sua disposizione, l'homo erectus poteva difendersi, risiedere in zone più fredde, cuocere i cibi e migliorare la qualità della vita sociale. L'homo erectus, dotato tra l'altro di un cervello ancora più grande dei suoi predecessori (equivalente circa al 75% dei nostri) utilizzò il fuoco anche come strumento di caccia: bruciando infatti porzioni di foresta, creava artificialmente radure e spiazzi che attiravano i grandi erbivori di cui lui si nutriva, come i mammut e i cervi. Un'altra grande evoluzione sociale che l'homo erectus introdusse fu un vero e proprio schema di vita di gruppo, all'interno delle comunità ogni persona svolgeva le proprie mansioni, rendendo più facile la vita di tutti. L'homo erectus divenne cacciatore, introducendo la carne nella sua alimentazione e rendendola ancora più digeribile e nutriente grazie alla cottura. Il cambio di abitudini alimentari è
18 determinante nella conformazione fisica dell'homo erectus, che perde quindi gli aspetti tipici degli australopiteci abituati a dover masticare a lungo, e contribuisce alla crescita del cervello. La vita nelle comunità divenne più piacevole e facile, gli homo erectus vivevano, oltre che in grotte naturali, anche all'interno di capanne che iniziarono a costruirsi, si vestirono di pelli degli animali di cui mangiavano le carni, utilizzando anche le ossa come materiali di costruzione. L'homo erectus era nomade, ossia imparò a spostare la popria casa in base alle migrazioni degli animali, ma con l'introduzione del fuoco alternò anche dei periodi di stabilità geografica che gli permisero di perfezionare l'aspetto artigianale (produzione di strumenti) e anche sociale. Si crea una cultura che viene trasmessa da padre in figlio, l'homo erectus ha ben compreso il valore di essere uniti e la famiglia è il centro della società. Con l'homo erectus si assiste anche ad un altro importantissimo passo in avanti: l'evoluzione del linguaggio. Gli australopitechi non avevano una conformazione fisica che permettesse loro di "parlare", cosa invece possibile all'homo erectus. Le radici della comunicazione nascevano dall'esigenza di una vita di gruppo, il potersi esprimere con un linguaggio, pur molto semplice e rudimentale, poteva essere determinante per salvarsi da situazioni di pericolo, attraverso la comunicazione (verbale e gestuale) si poteva passare all'educazione, tramandando ai piccoli gli insegnamenti appresi dai grandi. Curioso è sapere che l'homo erectus aveva una voce simile a quella dei bambini odierni, nascendo con laringi molto alte, caratteristica che nei bambini piccoli di oggi si perde con la crescita e che nell'homo erectus veniva mantenuta anche nell'età adulta.
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20 Homo sapiens HOMO SAPIENS sembra comparire intorno ai anni fa, in Africa orientale. Presenta una morfologia molto particolare con scheletro più gracile rispetto a gli altri esseri Homo: faccia piccola rispetto al neurocranio, che ha nell'adulto una variabilità compresa tra i 1000 cc ed i 2000 cc. Il profilo si presenta con volta alta e breve, parietali espansi e occipite senza un toro evidente. La fronte è verticale, le arcate sovraorbitarie sono molto piccole o assenti ed il mento è prominente; la riduzione estrema del formato della mandibola ha ridotto la dentizione. in media i maschi potevano raggiungere 1,7-1,8 m. Dalle loro origini, gli esseri umani moderni dall'africa, orientale entrano in Medio Oriente, Europa, Asia del sud ed infine in ogni regione del mondo. Circa anni fa in Europa, in seguito all'apparizione della cultura dei Cro- Magnon (così vengono infatti indicati i sapiens europei, dal uno dei luoghi di ritrovamento Cro-Magnon in Francia), si ha un perfezionamento nella lavorazione della pietra che raggiunge il suo culmine nel Paleolitico Superiore: vengono realizzate le pitture parietali sulle grotte, le prime forme di addomesticazione, un bagaglio culturale sbalorditivo. L'origine dell'uomo moderno è un argomento particolarmente dibattuto sopratutto da due opposti schieramenti di specialisti: quelli che teorizzano una "Origine Africana Recente" e quelli che sostengono una "Evoluzione Multiregionale". La prima sostiene la comparsa dei sapiens in Africa fra i e come una nuova specie che si sarebbe poi dispersa su tutto il mondo sostituendo le popolazioni esistenti, la seconda considera che ciascuna delle popolazioni attuali sia discesa dalla rispettiva popolazione arcaica di quella stessa regione, a partire da Homo erectus, evolutasi in parallelo con le altre grazie ad incroci. Altre ipotesi sono state avanzate per cercare di far chiarezza su questo tema, molte delle quali sono una via di mezzo tra le due descritte prima, ma è ancora presto per mettere la parola fine in questa diatriba anche se recenti studi di antropologia molecolare sembrano dar torto all'ipotesi multiregionale. I resti più antichi di Homo sapiens mai trovati in Europa sono stati portati alla luce in un villaggio dei Carpazi. Si tratta della mascella di un maschio adulto e delle ossa di altre due persone, tra cui un adolescente, vissute nell'area dell'attuale Romania anni fa.
21 L'analisi della grandezza della mascella del maschio adulto ha mostrato misure notevoli, approssimativamente quanto altri reperti risalenti a anni fa. Questa caratteristica primitiva ha suggerito agli scopritori la possibilità di un incrocio tra Homo sapiens e gruppi umani ancor più arcaici come l'uomo di Neanderthal Lo scarso numero di esemplari trovati a Pestera cu Oase (che in rumeno significa «cava di ossa») induce alla prudenza, ma le ricerche confuterebbero la teoria dell'origine esclusivamente africana dell'homo sapiens supportata da studi genetici che escludono un contributo dell'uomo di Neanderthal al nostro attuale DNA. Questa scoperta giunge solo tre mesi dopo il rinvenimento a Herto, in Etiopia, dei più antichi crani di Homo sapiens mai trovati. Questi presentano caratteristiche moderne che, se possedute dall'uomo già anni fa, confuterebbero la possibilità di un'evoluzione a partire da incroci con altre specie, confermando l'ipotesi di un'evoluzione solo africana.
22 L'uomo di Neanderthal Già attorno ai anni fa, in Europa si vengono lentamente a definire i caratteri di un tipo umano assai particolare: l'uomo di Neanderthal. L'aspetto fisico I neandertaliani possedevano una massa cerebrale di dimensione analoga a quella dell'uomo moderno. Non erano particolarmente alti di statura, ma presentavano una corporatura assai robusta e muscolosa. Il loro cranio era schiacciato e allungato; avevano una fronte bassa e sfuggente, caratterizzata da un'arcata sopraccigliare piuttosto marcata ( simili all Homo Erectus). Le abitudini Erano nomadi e si spostavano seguendo gli animali da cacciare. Gli abitati erano costituiti da accampamenti all'aperto e in grotta. Gli uomini di Neanderthal praticavano la caccia. Accanto all'attività venatoria era inoltre praticata la raccolta di vegetali selvatici anche se scarseggiavano a causa del clima rigido. Le sepolture All'uomo di Neanderthal sono associate le più antiche sepolture intenzionali della storia umana. Questa preoccupazione di tipo spirituale si associa alle più antiche tracce di comportamenti simbolici, come incisioni su ossa. I manufatti I manufatti in pietra dell'uomo di Neanderthal erano scheggiati con metodi particolari. Tra i metodi di scheggiatura prevalgono quelli levallois (cioè viene staccata una sola grande scheggia laminare).
23 Gli strumenti sono costituiti da punte, ritoccate o no, raschiatoi, grattatoi e bulini (arnesi appuntiti). Gli ultimi neandertaliani Tra i 40 ei anni fa, contemporaneamente alla diffusione in Europa dell'uomo moderno, l Homo Sapiens, alcune comunità di Neandertaliani, poste in zone periferiche, daranno vita a nuovi aspetti culturali. I metodi di scheggiatura diventeranno esclusivi e compariranno elementi decorativi fatti con denti, ossa e conchiglie. Questi manufatti rappresenteranno l'ultima espressione culturale dei Neandertaliani, che si estingueranno del tutto attorno ai anni fa.
24 Homo Sapiens sapiens di Cro Magnon Con i primi Homo Sapiens sapiens di Cro Magnon, ancora dall'aspetto arcaico, inizia la grande avventura della nostra specie e, soprattutto, della nostra civiltà. Nel breve ed incompleto viaggio tra i nostri antenati compare un elemento quanto mai significativo proprio quando si comincia a parlare del genere Homo, vale a dire l'intelligenza. L'intelligenza, infatti, diviene sia spinta che frutto di quell'evoluzione giunta fino a noi. E certamente si tratta di un'intelligenza diversa da quella degli altri animali, perchè entra in campo la capacità di astrazione. Si tratta insomma di un'intelligenza molto versatile, che consente in un primo momento grandi capacità organizzative e viene utilizzata dal gruppo per organizzare la caccia, in un secondo momento si ripercuote sulla vita sociale che diviene via via più complessa. Nel tracciare l'evoluzione non è stata tralasciata l'indicazione del volume cerebrale, la cui crescita va di pari passo, anche se con alcune eccezioni, con lo sviluppo evolutivo e culturale. L'evoluzione, insomma, non si slega dall'intelligenza, intesa come capacità di elaborazione di informazioni e di trasmissione culturale capace di rendere il gruppo competitivo e interattivo nei confronti dell'ambiente. L'evoluzione, conquistato il bipedismo, procede a perfezionare il cervello e a mettere a punto un corpo che, ormai svincolato dal movimento quadrupede, può assumere posture diverse e soprattutto può avere arti meglio utilizzabili per la costruzione degli strumenti e per il loro trasporto. La costruzione e l'utilizzo degli strumenti sono stati sia causa che effetto dell'aumentata capacità intellettiva dell'uomo ed infatti le diverse fasi evolutive e i diversi momenti di crescita culturale sono segnati dalle industrie litiche. Da semplici strumenti ricavati scheggiando una pietra si giunge ad amigdale e choppers che meravigliano per la raffinatezza e l'accuratezza della lavorazione: sono le mani che lavorano meglio, è il cervello che le dirige meglio. E questa intelligenza così utile per costruire strumenti, cucire vestiti, amministrare il fuoco e trasmettere ai discendenti le conoscenze scopre poi
25 qualcosa di straordinario: scopre l'astrazione e riesce così a volgersi al di là della contingenza del modo fisico. E l'uomo scopre l'arte, il gusto del bello, il pensiero del futuro, la coscienza della vita e della morte: esce dall'eden del mondo naturale per arrivare a tentare di comprenderlo. pitture in grotte: l'uomo scopre l'arte e la coscienza della vita e della morte La specie Homo Sapiens Sapiens, cui tutti noi apparteniamo, si è svincolata dai meccanismi che regolano la distribuzione e l'evoluzione dei viventi sulla Terra grazie allo sviluppo di capacità, cultura e tecnologia. In una parola sola è l'intelligenza a fare la differenza per la nostra specie. La teoria della selezione naturale. L'uomo, al pari degli altri animali, è un prodotto della selezione naturale ma su di esso hanno giocato molte variabili. La selezione naturale agisce "premiando" i più adatti all'ambiente con la sopravvivenza e la possibilità di riprodursi, trasmettendo alla prole i loro geni "vincenti". All'interno di una popolazione, infatti, nessun individuo è identico ad un altro, perchè moltissime sono le possibilità di combinazione dei geni paterni e materni e perchè casualmente compaiono mutazioni genetiche che variano il corredo cromosomico.
26 Attraverso questo processo le specie si sono evolute, in relazione a mutamenti ambientali, e si sono indirizzate verso un migliore sfruttamento delle risorse. L'uomo, grazie all'intelligenza, è riuscito a svincolarsi a questa stretta dipendenza dall'ambiente, utilizzando l'intelligenza per fabbricare strumenti capaci di supplire a specifiche caratteristiche corporee. I primi Homo Sapiens si stabilirono in Sicilia circa anni fa lasciando reperti archeologici( che si trovano conservati presso alcuni Musei della Sicilia) quali raschiatoi, coltelli, lance, punteruoli, aghi, ecc. Sicuramente scavando grotte (anche nelle pareti a strapiombo di Pantalica e della Val d'anapo) e, perchè no?, scalzando via i loro "cugini" Neanderthaliani. In questo periodo (inizio del PALEOLITICO) l'homo Sapiens usa armi solamente in pietra, vive da nomade in caverne o grotte naturali o scavate e solamente di caccia e pesca. Nel periodo del Neolitico (a partire da anni fa) l' Homo Sapiens incomincia ad usare attrezzi anche in ferro, continua a vivere nelle grotte ma si dà alla pastorizia ed all' agricoltura ed usa la macina per i cereali. E' in questo periodo che l'homo Sapiens ha abbandonato la pietra ed ha incominciato a lavorare ed usare in successione il ferro, il rame ed il bronzo ed ha imparato a costruire capanne (STENTINELLO nei pressi di Siracusa), ad accendere il fuoco per cucinare i cibi e ad usare i forni per sciogliere i minerali. Dalla grotta Corruggi e del Fico, durante il periodo neolitico (8.000/2000 A.C.), l'uomo passò all'inizio a vivere nelle grotte di Calafarina e successivamente,.nel periodo del ferro e rame prima e del bronzo poi, fino all'arrivo dei Siculi, l'uomo si spostò nella vicina zona denominata " Cugni di Calafarina" creando villaggi e necropoli, un dolmen per i defunti ed un forno sotterraneo per la lavorazione dei metalli, i cui resti, portati alla luce da Paolo Orsi, sono tuttora ben visibili e discretamente conservati. In questo periodo l'uomo ha appreso il culto dei morti usando un dolmen per la loro sepoltura e quindi utilizzando delle tombe a forno di cui ne sono state portate alla luce fino adesso circa una trentina.
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28 Il paleolitico: la raccolta, la caccia e la pesca L'uomo del Paleolitico mangiava dapprima ciò che gli offriva la natura: bacche, frutti, tuberi, radici, uova, insetti e resti di animali. Diventò cacciatore anche se in una prima fase procurava solo piccole prede, grazie alle armi che stava imparando a costruire utilizzando pietre scheggiate. Nacquero le prime armi: asce e lance. Evolvendosi l'uomo imparò a costruire trappole e a cacciare in gruppo. Con il tempo perfezionò le tecniche di caccia e riuscì a uccidere perfino orsi, bisonti e mammut. La pesca, grazie alla produzione di ami fatti di ossa di animali, diventò utile per trovare altro cibo. L'uomo iniziò a rappresentare sulle pareti delle caverne scene di vita quotidiana. Sono stati ritrovati, infatti, molti resti di graffiti e pitture rupestri.
29 Gli attrezzi L'uomo, utilizzando la selce, fabbricava strumenti scheggiati e resi taglienti. La selce è una pietra molto dura che, scheggiata, serviva per costruire punte di lance, frecce e raschiatoi. Anche con il legno costruiva attrezzi utili per il lavoro, per la caccia e per la pesca. Aveva imparato a realizzare manici e archi e, dall'osso di animale, ricavava aghi per cucire e arpioni per la pesca.
30 Il paleolitico: il fuoco I Cro-Magnon, a differenza dei loro predecessori, badavano al fuoco perché non si spegnesse. Avevano imparato ad accendere il fuoco in diversi sistemi, per esempio sfregando la pietra focaia. Con l'uso del fuoco avevano migliorato il loro modo di cucinare: per esempio arrostivano le carni, cucinavano le minestre e gli stufati. L'Homo Erectus, l'homo di Neanderthal (homo sapiens ritrovato in una valle della Germania) e l'uomo di Cro- Magnon (homo sapiens sapiens ritrovato in un villaggio in Francia) vivevano di caccia e raccolta. L'IMPORTANZA DEL FUOCO Gli uomini, in fondo, conoscevano il fuoco da sempre: i vulcani incendiavano le foreste; i fulmini che si abbattevano sugli alberi bruciandoli. Gli uomini, quando scoprirono il fuoco, notarono che tutti gli animali avevano paura delle fiamme e potevano così rimanere più tranquilli se vicino a loro c'era un focolare acceso. Avevano scoperto anche che con il fuoco potevano fare la luce, potevano riscaldarsi e costruire le torce. Il fuoco serviva agli uomini per cucinare la carne e per farla diventare più saporita.
31 Unico problema era che il fuoco non doveva mai spegnersi perché l'uomo non sapeva ancora come fare per accenderlo. Per questo motivo c'erano degli incaricati che dovevano controllare che il fuoco rimanesse acceso. Questa era un incarico importante perchè la vita del gruppo dipendeva da loro. Col passare del tempo gli uomini impararono ad accendere il fuoco: strofinavano fra loro due legnetti secchi finchè si scaldavano e si incendiavano. Le scintille incendiavano le foglie secche che gli uomini avvicinavano premurosamente.
32 Il paleolitico: la vita nel gruppo Gli uomini primitivi vivevano in piccole tribù di 30-40, anche 100 persone; erano guidate da un capo e la collaborazione per sopravvivere c'era sempre da parte di tutti. Il lavoro principale consisteva nel cercare cibo e ciascuno aveva un preciso compito: gli uomini si dedicavano alla caccia di animali e alla pesca le donne cercavano e raccoglievano erbe, bacche, frutti, radici, insetti, uova... anche i bambini e gli anziani collaboravano come potevano soprattutto nella raccolta. Il cibo e la raccolta venivano sempre divisi nel gruppo e aumentò così la solidarietà e l'amicizia. L'uomo imparò a volersi bene e a vivere insieme non solo perchè nel gruppo poteva essere "più forte" ma anche perchè apprezzava la compagnia di altri.
33 Il neolitico Il neolitico è l'età della pietra nuova. Cominciò quando l'homo sapiens sapiens iniziò a produrre utensili sempre più raffinati, non di pietra scheggiata, ma di pietra levigata; infatti l'uomo inizia ad affinare il proprio lavoro e, in seguito, a modellare anche i metalli. Questo periodo cominciò circa anni fa, il clima cambiò: iniziò a fare più caldo e i ghiacciai sparirono. Anche in Europa le foreste si estesero e si estinsero i mammut e i rinoceronti lanosi. Il Neolitico e' il secondo periodo della storia più antica dell'uomo e dura qualche migliaio di anni. Neolitico vuol dire età della pietra nuova. La pietra che prima era grezza ora viene levigata, cioè lisciata con altre pietre e gli strumenti vengono perfezionati a seconda dell'uso. Le Scoperte In questo periodo avvennero cambiamenti e invenzioni che migliorarono la vita degli uomini primitivi. Un'importante scoperta fu l'arco che servì per cacciare animali veloci e la ruota che rese più agevoli gli spostamenti di carichi pesanti. Più tardi scoprirono che alcune rocce possedevano dei materiali nuovi e cercarono di estrarli e di lavorarli per produrre nuovi beni. Scoprirono così i metalli e il primo fu il rame seguito dallo stagno. Con il calore sciolsero il rame e lo stagno e formarono un nuovo materiale: il bronzo. Continuando nelle loro imprese diffusero rapidamente un nuovo materiale: il ferro. Esso era in abbondanza e si prestava a molti usi, nacque così il fabbro. Nel periodo dei metalli nacquero diversi lavori: chi estraeva il metallo, chi lo scioglieva, chi lo lavorava per fabbricare, vasi, utensili, barche, carri.
34 Questo tempo così importante per la storia dell'uomo, gli storici lo definiscono età dei metalli distinguendo l'età' del rame, l'età' del bronzo e l'età' del ferro. L agricoltura Le donne del neolitico scoprirono l'agricoltura, loro si dedicavano alla raccolta delle piante e dei frutti e un giorno scoprirono che dai semi piantati nella terra nascevano nuove piante. Nacque l'agricoltura, l'uomo diventò sedentario e s'insediò principalmente lungo i fiumi e i mari dove era più facile portare l'acqua ai campi e costruire canali d'irrigazione. Quidi l'uomo preistorico ebbe ben presto bisogno di una casa per il riparo. Usò caverne, costruì capanne con rami e paglia e fece tende con pelli di animali. Le palafitte furono le abitazioni più ingegnose che furono costruite sopra pali conficcati sulla riva del lago. Erano nate per il bisogno dell'acqua che l'uomo sfruttò per bere, pescare e navigare. La donna imparò ben presto a selezionare le piante e conservare i semi che potevano essere utilizzati per far nascere nuove piante, come l'orzo e il grano. Si sviluppò così l'agricoltura e apparvero le prime coltivazioni di cereali, legumi, olivi e viti. Per coltivare i terreni c'era bisogno di utensili più adatti e l'uomo costruì zappe, falci, aratri e anche grandi contenitori d' argilla che servivano a conservare i cibi.
35 L'uomo addomestica gli animali Osservando le abitudini di molti animali, l'uomo capì che potevano essere catturati vivi e allevati per ricavare prodotti necessari. L'uomo imparò a conoscere gli animali e cominciò ad addomesticare buoi, capre, asini e cavalli. Fu molto importante addomesticare anche i cani perchè facevano la guardia e fiutavano le prede. L'allevamento delle mucche e delle capre permise all'uomo di ricavare un nuovo e nutriente alimento: il latte, col quale preparava anche il burro e il formaggio. Gli animali più allevati erano le pecore, le capre, i buoi e i maiali mentre i cani e gli asini erano addomesticati perché erano utili nel lavoro. Nacque così l' allevamento e in ogni stagione dell' anno avevano il latte, la carne, la pelle e la lana. una pecora Con la fabbricazione di utensili sempre più precisi e raffinati e la produzione di alimenti nacque il baratto, cioè lo scambio di prodotti attraverso gli abitanti di altri villaggi. Il baratto fu la prima forma di commercio.
36 Il neolitico: la caccia e la pesca Quando le foreste si estesero la caccia diventò più difficile perché le prede si nascondevano tra le boscaglie. L'uomo imparò così a lavorare le armi perfezionandole sempre di più; proprio in questo periodo inventò l'arco e le frecce, leggere e maneggevoli. La pesca Anche il modo di pescare cambiò, si costruirono nuove armi, gli ami e gli arpioni. Costruirono anche delle barche che si chiamavano piroghe, che sono ricavate dal tronco di un albero svuotato riscaldandolo con il fuoco. La caccia Gli uomini primitivi cacciavano questi animali: mammut tigre dai denti a sciabola rinoceronte lanoso leone delle caverne orso delle caverne Gli uomini primitivi cacciavano insieme perché erano più forti. Mettevano delle trappole, facevano andare gli animali nella palude o giù dal dirupo e poi li uccidevano. Il mammut viveva quando sulla terra faceva molto freddo, nell'era glaciale. L'uomo lo cacciava per la sua pelliccia, per le sue zanne, per la sua carne.
37 Le 48 mani sono di: Belloni Alessio Bernazza Elonora Bonincontro Fabrizio Canale Sofia Cesarano Daniele Cianci Flavia Cittadini Francesca Corsi Carola Cricchi Simona Degli Abbati Debora Di Carlo Chiara Rosa Gazzè Francesca Giungato Giuditta Godino Alessandro Innocenzi Andrea Laruffa Cristiana Masala Fabiana Mercadante Raffaele Ombres Laura Piccioli Martina Pisacane Lorenzo Tolva Ludovica Supervisione storica: Maestra Carla Supervisione tecnica: Maestra Serena
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