Domande a scelta multipla 1
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- Cornelio Rizzo
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1 Domande a scelta multipla Domande a scelta multipla 1 Rispondete alle domande seguenti, scegliendo tra le alternative proposte. Cercate di consultare i suggerimenti solo in caso di difficoltà. Dopo l elenco di domande troverete una tabella con le soluzioni. 1. Nella teoria economica, un gioco è definito come: a. una serie di decisioni di produzione tra imprese che conducono a profitti sempre più alti. b. una situazione in cui le imprese prendono decisioni che tengono conto delle reciproche azioni e reazioni. c. una situazione in cui le imprese prendono decisioni che massimizzeranno i loro profitti a spese dei profitti di altre imprese. d. una situazione in cui le imprese prendono decisioni che minimizzano il costo totale e massimizzano i livelli di produzione. 2. Nella teoria economica, i payoff sono: a. risultati che generano ricompense o benefici per imprese che partecipano a un gioco. b. i profitti più alti per le imprese che derivano da strategie implementate quando si partecipa a un gioco. c. risultati che massimizzano ricompense e benefici per tutte le imprese che partecipano a un gioco. d. tutte le risposte precedenti sono vere. 3. Nella teoria economica, un giocatore razionale è un giocatore che: a. cerca di generare una sequenza di reazioni irrazionali da parte dei rivali. b. fa una mossa strategica soltanto dopo aver osservato le prime mosse dei rivali. c. agisce per massimizzare i propri payoff. d. tutte le risposte precedenti sono vere. 4. Nella teoria economica, la strategia ottimale dell impresa è: a. una regola o piano d azione per giocare il gioco che massimizza il payoff atteso. b. una che fornisce i massimi profitti per tutti i giocatori coinvolti. c. una regola pratica che minimizza la necessità di analizzare tutte le possibili mosse dei rivali. d. sono vere entrambe le risposte a e b. Si ha un equilibrio di Nash quando entrambi i giocatori si comportano ciascuno nel modo migliore possibile dato il comportamento dell altro.
2 2 R. S. Pindyck, D. L. Rubinfeld Microeconomia Capitolo Un gioco cooperativo si gioca quando: a. i giocatori si accordano a livello informale su una strategia, poiché non sono possibili accordi vincolanti. b. i giocatori possono negoziare accordi vincolanti che consentono loro di pianificare strategie congiunte. c. i giocatori si accordano a livello informale su una strategia che massimizzerà i profitti per tutti i giocatori coinvolti. d. i giocatori si accordano illegalmente su una strategia, poiché gli accordi vincolanti violano le leggi antitrust. 6. Nella teoria dei giochi, una strategia dominante è: a. una strategia che porta risultati ottimali a prescindere da ciò che fanno le imprese rivali. b. un caso speciale dell equilibrio di Nash. c. una strategia che fornisce i massimi profitti per un giocatore e profitti ridotti per tutti i rivali. d. sono vere entrambe le risposte a e b. 7. Nella teoria economica, si ha equilibrio in strategie dominanti quando: a. ogni impresa ha una strategia dominante, e il risultato per ciascuna impresa dipende dal fatto che le imprese rivali implementino una loro strategia dominante. b. ogni impresa ha una strategia dominante che le altre devono seguire, e il risultato per ciascuna impresa è il migliore possibile data la posizione dell impresa dominante. c. ogni impresa ha una strategia dominante, e il risultato per ciascuna impresa è il migliore a prescindere da ciò che vanno le rivali. d. un impresa ha una strategia dominante che le altre devono seguire, e perciò è possibile soltanto un insieme di payoff. 8. Le imprese A e B sono due rivali che devono scegliere una strategia di prezzo. Se entrambe scelgono un prezzo alto, il profitto dell impresa A è 75 e quello dell impresa B è 75. Se scelgono un prezzo basso, il profitto dell impresa A è 15 e quello dell impresa B è 15. Se A sceglie un prezzo basso e B uno alto, il profitto di A è - 75 (una perdita) e quello di B è 150. Se A sceglie un prezzo alto e B uno basso, il profitto di A è 150 e quello di B è - 75 (una perdita). Qual è la strategia dominante per l impresa A? a. l impresa A non ha una strategia dominante. b. la strategia dominante dell impresa A è quella di applicare un prezzo basso. c. la strategia dominante dell impresa A è quella di applicare un prezzo alto. d. la strategia dominante dell impresa A è quella di applicare un prezzo alto e incoraggiare l impresa B a fare altrettanto.
3 Domande a scelta multipla 3 9. Le imprese A e B sono due rivali che devono scegliere una strategia di prezzo. Se entrambe scelgono un prezzo alto, il profitto dell impresa A è 75 e quello dell impresa B è 75. Se scelgono un prezzo basso, il profitto dell impresa A è 15 e quello dell impresa B è 15. Se A sceglie un prezzo basso e B uno alto, il profitto di A è - 75 (una perdita) e quello di B è 150. Se A sceglie un prezzo alto e B uno basso, il profitto di A è 150 e quello di B è - 75 (una perdita). Qual è la strategia dominante per l impresa B? a. la strategia dominante dell impresa B è quella di applicare un prezzo alto e incoraggiare l impresa A a fare altrettanto. b. la strategia dominante dell impresa B è quella di applicare un prezzo alto. c. la strategia dominante dell impresa B è quella di applicare un prezzo basso. d. l impresa B non ha una strategia dominante. 10. Le imprese A e B sono due rivali che devono scegliere una strategia di prezzo. Se entrambe scelgono un prezzo alto, il profitto dell impresa A è 75 e quello dell impresa B è 75. Se scelgono un prezzo basso, il profitto dell impresa A è 15 e quello dell impresa B è 15. Se A sceglie un prezzo basso e B uno alto, il profitto di A è - 75 (una perdita) e quello di B è 150. Se A sceglie un prezzo alto e B uno basso, il profitto di A è 150 e quello di B è - 75 (una perdita). Se l impresa A e l impresa B potessero firmare un accordo vincolante: a. la strategia ottimale sarebbe per entrambe le imprese l applicazione di prezzi bassi. b. l impresa A applicherebbe un prezzo basso per ottenere un profitto di 150. c. l impresa A e l impresa B applicherebbero entrambe prezzi più alti. d. nessuna delle risposte precedenti è vera. 11. Le imprese A e B sono due rivali che devono scegliere una strategia di prezzo. Se entrambe scelgono un prezzo alto, il profitto dell impresa A è 75 e quello dell impresa B è 75. Se scelgono un prezzo basso, il profitto dell impresa A è 15 e quello dell impresa B è 15. Se A sceglie un prezzo basso e B uno alto, il profitto di A è - 75 (una perdita) e quello di B è 150. Se A sceglie un prezzo alto e B uno basso, il profitto di A è 150 e quello di B è - 75 (una perdita). Se è illegale la sottoscrizione di un accordo vincolante tra A e B, ma il gioco fosse ripetuto: a. l impresa A e l impresa B applicherebbero entrambe prezzi più alti. b. l impresa A applicherebbe un prezzo basso per ottenere un profitto di 150. c. la strategia ottimale sarebbe per entrambe le imprese l applicazione di prezzi bassi. d. le due imprese continuerebbero a perseguire le loro strategie dominanti poiché non vi è opportunità di profitti più elevati con l apprendimento dai risultati ripetuti.
4 4 R. S. Pindyck, D. L. Rubinfeld Microeconomia Capitolo Quando un impresa massimizza il payoff atteso delle strategie possibili: a. tiene conto del fatto che non tutti i partecipanti al gioco sono razionali e perciò massimizza i profitti perseguendo la strategia meno rischiosa. b. si assegnano delle probabilità a ciascuna delle possibili strategie dell impresa rivale e si calcola un valore atteso in base ai risultati data la matrice di payoff. Viene perseguita la strategia con il risultato atteso dal valore più alto. c. tiene conto del fatto che non tutti i partecipanti al gioco sono razionali e perciò ipotizza che l impresa rivale perseguirà la strategia meno redditizia. d. tiene conto del fatto che non tutti i partecipanti al gioco sono prevedibili e perciò sviluppa la propria strategia ipotizzando che il rivale persegua l opzione con la più alta probabilità assegnata. Un impresa ha un vantaggio della prima mossa se, con la sua entrata, rende non redditizia l entrata delle altre. 13. L impresa A sta calcolando il beneficio atteso di investire in un nuovo standard per le tecnologie delle comunicazioni. Vi è una probabilità del 30% che anche impresa B investirà nella tecnologia, e una probabilità del 70% che l impresa B non investirà. Se entrambe le imprese A e B scelgono di investire, i profitti saranno di 500 per ognuna. Se nessuna delle due investe, i profitti saranno di 250 per ciascuna. Se l impresa A sceglie di investire e l impresa B non investe, il profitto di A è e quello di B è 200. Se l impresa A non investe e l impresa B investe, il profitto dell impresa A è 200 e quello dell impresa B è Il beneficio atteso dell investimento per l impresa A è. a. 200 b. 80 c. 110 d. 500 Il valore atteso è calcolato sommando il prodotto di ciascuna delle probabilità e del valore atteso associato. 14. L impresa A sta calcolando il beneficio atteso di investire in un nuovo standard per le tecnologie delle comunicazioni. Vi è una probabilità del 30% che anche impresa B investirà nella tecnologia, e una probabilità del 70% che l impresa B non investirà. Se entrambe le imprese A e B scelgono di investire, i profitti saranno di 500 per ognuna. Se nessuna delle due investe, i profitti saranno di 250 per ciascuna. Se l impresa A sceglie di investire e l impresa B non investe, il profitto di A è e quello di B è 200. Se l impresa A non investe e l impresa B investe, il profitto dell impresa A è 200 e quello dell impresa B è Il beneficio atteso di non effettuare l investimento per l impresa A è. a. 225 b. 145 c. 235 d. 75
5 Domande a scelta multipla L impresa A sta calcolando il beneficio atteso di investire in un nuovo standard per le tecnologie delle comunicazioni. Vi è una probabilità del 30% che anche impresa B investirà nella tecnologia, e una probabilità del 70% che l impresa B non investirà. Se entrambe le imprese A e B scelgono di investire, i profitti saranno di 500 per ognuna. Se nessuna delle due investe, i profitti saranno di 250 per ciascuna. Se l impresa A sceglie di investire e l impresa B non investe, il profitto di A è e quello di B è 200. Se l impresa A non investe e l impresa B investe, il profitto dell impresa A è 200 e quello dell impresa B è La strategia ottimale per l impresa A è: a. investire. b. non investire. c. investire o non investire, poiché non esiste una chiara strategia dominante. d. le informazioni fornite non sono sufficienti per conoscere la strategia ottimale per l impresa A. 16. Una strategia dell occhio per occhio è: a. una strategia di gioco ripetuto in cui le imprese utilizzano sempre strategie cooperative per massimizzare i payoff. b. una strategia di gioco sequenziale in cui chi fa la seconda mossa copia la strategia di chi ha fatto la prima mossa, chi fa la terza mossa copia la strategia di chi ha fatto la seconda e così via. c. una strategia di gioco sequenziale in cui chi fa la prima mossa decide su una strategia di produzione e le imprese rivali si dividono il mercato che rimane. d. una strategia di gioco ripetuto che favorisce il comportamento cooperativo con strategie cooperanti e sfavorisce le strategie non cooperative. 17. Quando si effettua un azione per ottenere il vantaggio della prima mossa in un mercato, a. è fondamentale che l impresa prenda un impegno credibile per una strategia, che vincoli il suo comportamento futuro. b. è fondamentale che l impresa agisca rapidamente, prima che i rivali abbiano una possibilità di agire. c. è fondamentale che chi fa la prima mossa cooperi con le imprese rivali per minimizzare il comportamento competitivo e massimizzare il payoff atteso. d. tutte le risposte precedenti sono vere. 18. Poiché le barriere all entrata sono importanti fonti di potere monopolistico e profitti, un impresa incombente potrebbe: a. convincere qualsiasi potenziale concorrente che l entrata non è redditizia aumentando la capacità produttiva e riducendo il prezzo. b. ridurre la produzione e aumentare il prezzo per massimizzare i profitti prima che la concorrenza entri nel mercato. c. sviluppare una reputazione di irrazionalità in modo che risultino credibili le sue minacce di aumentare la produzione e scatenare una guerra di prezzo. d. sono vere entrambe le risposte a e c.
6 6 R. S. Pindyck, D. L. Rubinfeld Microeconomia Capitolo L impresa 1 attualmente gode di un monopolio, ma l impresa 2 sta considerando l idea di entrare nel mercato. Se l impresa 2 entra e l impresa 1 mantiene bassa la produzione e alti i prezzi, i suoi profitti scenderanno della metà e l impresa 2 godrà di un profitto modesto. L impresa 1 minaccia di aumentare la capacità produttiva e la produzione, il che farà abbassare i prezzi e i suoi profitti, e causerà una perdita per l impresa 2. In risposta alla minaccia di prezzi bassi dell impresa 1, l impresa 2: a. non entrerà nel mercato, perché capisce che quando l impresa 1 aumenterà la capacità produttiva, l impresa 2 subirà una perdita. b. entrerà nel mercato, sapendo che la minaccia dell impresa 1 di investire in capacità produttiva e produzione aggiuntiva non è credibile. c. non entrerà nel mercato se l impresa 1 investe immediatamente in ulteriore capacità produttiva, perciò l impresa 1 diventa redditizia soltanto quando produce a livelli elevati e prezzi bassi prima che l impresa 2 entri nel mercato. d. sono vere entrambe le risposte b e c. 20. In un asta all inglese (orale), l offerta vincente per un bene è uguale a: a. il prezzo di riserva medio di tutti gli offerenti. b. il prezzo di riserva della persona che attribuisce al mene il maggior valore. c. il prezzo di riserva del venditore. d. il prezzo di riserva della seconda offerta più alta.
7 Domande a scelta multipla 7 Soluzioni delle domande a scelta multipla Capitolo b. 2. a. 3. c. 4. a. 5. b. 6. d. 7. c. 8. b. 9. c. 10. c. 11. a. 12. b. 13. b. 14. c. 15. a. 16. d. 17. a. 18. d. 19. d. 20. d.
8 8 R. S. Pindyck, D. L. Rubinfeld Microeconomia Capitolo 13 Domande aperte Rispondete liberamente alle domande seguenti, cercando di consultare i suggerimenti solo in caso di difficoltà. Dopo l elenco delle domande troverete le rispettive soluzioni. 1. I giochi delle imprese possono essere cooperativi o non cooperativi. Spiegate. 2. Definite e spiegate la differenza tra strategie pure e strategie miste. 3. Definite e spiegate la strategia dell occhio per occhio. 4. Descrivete l impatto di una minaccia non credibile. Leggete il paragrafo 13.1 nel testo: Giochi e decisioni strategiche. Leggete il paragrafo 13.3 nel testo: L equilibrio di Nash rivisitato. Leggete il paragrafo 13.4 nel testo: Giochi ripetuti. Leggete il paragrafo 13.6 nel testo: Minacce, impegni e credibilità.
9 Domande aperte 9 Soluzioni delle domande aperte Capitolo Un gioco cooperativo è un gioco in cui i partecipanti possono negoziare contratti vincolanti che consentono loro di pianificare strategie congiunte. Un gioco noncooperativo è un gioco in cui trattativa e imposizione di contratti vincolanti tra i giocatori non sono possibili. La differenza fondamentale tra i due tipi di giochi sta nelle possibilità di accordo. 2. Una strategia pura è una strategia in cui un giocatore fa una scelta specifica o intraprende un azione specifica. Una strategia mista è una strategia in cui un giocatore fa una scelta casuale tra due o più possibili azioni, in base a un insieme di probabilità scelte. Alcuni giochi non hanno equilibri di Nash in strategie pure ma ne anno uno o più in strategie miste. 3 Una strategia occhio per occhio è una strategia di gioco ripetuto in un giocatore risponde alla mossa dell avversario cooperando con avversari cooperativi e combattendo contro quelli non cooperativi. A seconda del numero di ripetizioni, una strategia occhio per occhio può essere ottimale per il dilemma del prigioniero ripetuto. 4 Una minaccia non credibile è una minaccia fatta da qualcuno che non è incentivato a darle seguito. Se gli avversari sono razionali, le minacce non credibili non hanno valore. Per rendere una minaccia credibile, talvolta è necessario attuare una mossa strategica per limitare il proprio stesso comportamento in modo da ridurre il payoff. In altre parole, attuando una mossa strategica che sembra causare una posizione di svantaggio, si può migliorare il risultato del gioco.
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