I Programmi Complessi
|
|
|
- Massimo Amato
- 8 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 Università Mediterranea di Reggio Calabria Corso di Laurea Architettura UE Diritto Urbanistico dott. Pasquale Romeo I Programmi Complessi
2 I Programmi Complessi Il termine «Programma» può essere sostanzialmente ricondotto: - Alla prevalenza di finanziamenti pubblici specifici - Alla prevalenza delle ragioni proprie della fattibilità - Ad un orizzonte temporale di breve medio termine
3 I Programmi Complessi Nuova politica del territorio - Coinvolgimento di soggetti privati sin dalla fase di elaborazione del programma - Flessibilità degli strumenti urbanistici - Accelerazione e semplificazione delle procedure sulla base di principi di sussidiarietà e di cooperazione
4 I Programmi Complessi Perché? - Risposta alle esigenze di maggiore operatività - Procedure innovative finalizzate al governo delle nuove trasformazioni urbane e del territorio - Risposta alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche disponibili
5 I Programmi Complessi sono... sono degli strumenti di governo territoriale introdotti per: v risolvere i problemi di carattere amministrativo-gestionale - reperire i finanziamenti per le opere di urbanizzazione v riguardano interventi diretti sul territorio che coinvolgono, fin dalla fase di programmazione, le capacità dei privati dal punto di vista: economico; imprenditoriale: esecutivo; gestionale; attuativo.
6 Le caratteristiche o Integrazione di risorse pubbliche e private o Pluralità di funzioni e di soggetti Superamento della monofunzionalità per singole zone o Forme concertative e/o di paternariato o Snellezza o agevolazioni amministrative per la definizione dell iter procedurale o Accesso ai fondi pubblici a seguito di concorsi o selezioni sulla base di avvisi pubblici o Durata relativamente breve rispetto al tempo del piano
7 I Programmi Complessi Apparsi per la prima volta nella legge 179/92 art. 16 (legge Ferrarini-Botta) strumenti operativi nati con l'obiettivo: rimediare alle rigidità del piano tradizionale, rispondere alla sempre più complessa configurazione dei problemi della città, delle politiche urbane, dei processi decisionali. Rispondere alle esigenze di maggiore operatività Rispondere alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche disponibili l'uso della parola programma è riconducibile alla presenza di finanziamenti pubblici specifici, alla prevalenza delle ragioni della fattibilità, ad un orizzonte temporale di breve-medio termine.
8 I Programmi Complessi Esistono programmi complessi di livello europeo e nazionale: - Programmi di riqualificazione urbana - I contratti di quartiere - I PRUSST E i programmi complessi di livello regionale: - I programmi integrati di intervento (ex art. 16 L. 179/92) - I programmi di recupero urbano (ex art 11 L. 493/1993)
9 I Programmi Complessi All interno dei Programmi Complessi un altro aspetto è quello dell integrazione delle diverse politiche. I Programmi Complessi a livello regionale restano legati ad una dimensione per lo più edilizia o di recupero urbanistico tradizionalmente inteso. I Programmi Complessi di livello europeo e nazionale sono molto più poliedrici e multidisciplinari anche grazie alla ricchezza di strumenti, alle dimensioni economiche maggiori.
10 I Programmi Complessi Inoltre Non sono più comune o regione (o provincia) a valutare opportunità, conformità e compatibilità o coerenza delle trasformazioni attese qualora necessitino di una variante urbanistica per aver corso, ma al tavolo partecipa anche lo Stato, con le sue valutazioni e con il peso delle proprie capacità di spesa e di influenza tramiti istituti di concertazione pubblico-pubblico e pubblico-privata.
11 Gli obiettivi Risanamento di siti dismessi Recupero nei centri storici e negli ambiti di degrado fisico (programmi di riqualificazione urbana) Integrazione locale, start-up d impresa e lotta al degrado sociale (Urban) Cooperazione transfronatliera (interreg) Qualità ambientale della residenza (contratti di quartiere) Adeguamento infrastrutturale, promozione economica e sviluppo sostenibile di territori ampi (PRUSST)
12 Nuova politica del territorio Coinvolgimento di soggetti privati sin dalla fase di elaborazione del programma Flessibilità degli strumenti urbanistici Accelerazione e semplificazione delle procedure sulla base di principi di sussidiarietà e di cooperazione
13 Gli obiettivi Negoziazione Le parti che negoziano partecipano direttamente al momento decisionale attraverso: Forme cooperative o integrative di negoziazione volte a convincere Forme cooperative o distributive volte a far vincere un idea e gli attori che la professano Forme miste Concertazione forma di comunicazione bilaterale in cui le parti che intervengono ( ) apportano opinioni utili alla preparazione della decisione
14 Riferimenti normativi Ø art.18 della legge 203/91 compare per la prima volta il termine programma integrato Ø legge 179/1992 cospicua produzione legislativa regionale alcune regioni hanno semplicemente recepito la legge Lombardia (LRL n.9 del ), la Toscana o l'umbria hanno avviato una sperimentazione di più ampio respiro allargando il campo di attività e le modalità di formazione dei programmi prefigurando un nuovo rapporto tra il piano regolatore e gli strumenti operativi.
15 due famiglie gli strumenti indirizzati alla attuazione di interventi integrati per la promozione dello sviluppo locale (patti territoriali, contratti d'area, programmi LEADER ); gli strumenti per la programmazione complessa di interventi di riqualificazione urbana a prevalente connotazione edilizia Programmi Urbani: - Programmi di riqualificazione urbana PRU - Programmi recupero urbano PQU - Programmi integrati di intervento PII - Contratti di Quartiere - Programmi Urban Programmi territoriali: - Programmi recupero urbano e sviluppo sostenibile del territorio PRUSST -Programmi integrati territoriali - Programmi di sviluppo territoriale - Programma Leader
16 Programmi di riqualificazione urbana L. 79/92 DMLLPP 21/12/94 PQU gli ambiti urbani interessati dai Programmi sono individuati in relazione al degrado edilizio, urbanistico, ambientale, economico e sociale, al raggio di influenza delle opere di urbanizzazione previste, al ruolo strategico del programma rispetto al contesto urbano e metropolitano. prevedono un insieme sistematico e coordinato di interventi e finanziamenti pubblici e privati in regime di convenzione. tipi di intervento previsti: acquisizione di immobili da destinare a servizi o residenza pubblica; realizzazione di urbanizzazioni e riqualificazione di spazi pubblici; realizzazione, ampliamento, manutenzione, restauro e risanamento, ristrutturazione, di edifici residenziali e non; la ristrutturazione urbanistica.
17 PRU I Programmi di Recupero Urbano L.493/93 e successivi emendamenti obiettivo e' la riqualificazione degli insediamenti di edilizia residenziale pubblica attraverso la realizzazione, manutenzione e ammodernamento delle urbanizzazioni (servizi pubblici, impianti, servizi a rete, ecc.), la nuova edificazione di completamento e integrazione, la cura dell'arredo urbano, la manutenzione, il restauro e risanamento, la ristrutturazione degli edifici esistenti.
18 PRU
19
20
21
22
23 I Contratti di Quartiere Decreto del 22 ottobre 1997, costituiscono, all interno dei comuni, dei piani di recupero riservati a quei quartieri dove è presente: CdQ un diffuso degrado: - dell'ambiente urbano; - delle costruzioni; una carenza di servizi; una scarsa coesione sociale; un marcato disagio abitativo. l obiettivo principale dei contratti di quartiere è il raggiungimento di più elevati standard di vivibilità dei quartieri residenziali. innescare processi di trasformazione in quegli ambiti non interessati da operazioni di ristrutturazione urbanistica attraverso una pluralità di azioni in settori diversi che vanno dal sociale alle trasformazioni urbane ed edilizie.
24 CdQ
25
26
27
28
LIVELLI DI PIANIFICAZIONE E TIPI DI PIANO
LIVELLI DI PIANIFICAZIONE E TIPI DI PIANO Legge n. 1150/1942 Legge urbanistica fondamentale D.P.R. n. 616/1977 In attuazione della Legge n. 382/1975 Legge di delega alle Regioni delle funzioni legislative
RIQUALIFICAZIONE DELLE PERIFERIE. Bando Relitti Urbani
RIQUALIFICAZIONE DELLE PERIFERIE Bando Relitti Urbani Bando per la sostituzione di aree, edifici degradati o dismessi (Relitti Urbani) RIQUALIFICAZIONE DELLE PERIFERIE Il Campidoglio ha assunto numerosi
Comune di Nicosia Provincia di Enna 1 Servizio - Ufficio del Piano e del Centro Storico
Studio di dettaglio per l individuazione delle tipologie edilizie del Centro Storico di Nicosia approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 49 del 07/06/2016 e con delibera del Consiglio Comunale
TITOLO I - NORME GENERALI
TITOLO I - NORME GENERALI - CAPO I - GENERALITÀ Art. 1 - Natura, scopi, contenuti e riferimenti del PRG pag. 1 Art. 2 - Modalità generali di attuazione, piani attuativi pag. 1 Art. 3 - Effetti e cogenza
S.p.A. di trasformazione urbana (Stu)
Segnalazioni Settore Attività amministrative e finanziarie per il Governo del territorio novembre 2005 S.p.A. di trasformazione urbana (Stu) le Società di trasformazione urbana (STU) sono SpA, costituite
l.p. 4 agosto 2015, n. 15 legge provinciale per il governo del territorio
l.p. 4 agosto 2015, n. 15 legge provinciale per il governo del territorio step 19 aprile 2016 Recupero del patrimonio edilizio esistente Riduzione del consumo di suolo Valorizzazione del paesaggio Ridefinizione
TITOLO I - NORME GENERALI
TITOLO I - NORME GENERALI - CAPO I - GENERALITÀ Art. 1 - Natura, scopi, contenuti e riferimenti del PRG pag. 1 Art. 2 - Modalità generali di attuazione, piani attuativi pag. 1 Art. 3 - Effetti e cogenza
PROGRAMMI INTEGRATI DI SVILUPPO URBANO PUC3 destinati ai Comuni con popolazione non superiore a abitanti
REGIONE UMBRIA GIUNTA REGIONALE DIREZIONE PROGRAMMAZIONE INNOVAZIONE COMPETITIVITA DELL UMBRIA SERVIZIO POLITICHE DELLA CASA E RIQUALIFICAZIONE URBANA SEZIONE RIQUALIFICAZIONE URBANA PROGRAMMI INTEGRATI
Legge Regionale n. 13 Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio urbanistico della Lombardia
Piano Legge Regionale n. 13 Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio urbanistico della Lombardia Il Comune di Brescia con delibera n. 196 del 12 ottobre 2009 ha
I Programmi territoriali integrati della Regione Piemonte
I Programmi territoriali integrati della Regione Piemonte Alfonso Facco, Tommaso Leporati, Valentina Torta Direzione Risorse Finanziarie Patrimonio Settore Programmazione Negoziata PTI e programmazione
Accordo Territoriale. Bologna, 18 Luglio Comune di Bologna. Comune di Bologna
Accordo Territoriale relativo agli assetti territoriali, urbanistici, infrastrutturali della Nuova Stazione Ferroviaria di Bologna ai sensi dell art. 15. L.R. 20/2000 Bologna, 18 Luglio 2006 Obiettivi
Uno sguardo all estero: L esperienza di Marsiglia
Uno sguardo all estero: L esperienza di Marsiglia Romain Bocognani ANCE - Direzione Affari Economici e Centro Studi 9 ottobre 2017 Indice - Introduzione - La visione dell Ance - L esperienza francese:
PERUGIA EUROPA
Seminario di Studio Il ruolo delle assemblee elettive nei processi di pianificazione strategica 2003- Strumenti ed esperienze di pianificazione strategica PIANIFICAZIONE STRATEGICA Nuova modalità di programmazione
Scheda di Sintesi Intervento
COMUNE DI CASERTA DOCUMENTO DI ORIENTAMENTO STRATEGICO ALLEGATO 5) Scheda di Sintesi Intervento Codice dell intervento : HS 2.4 SEZIONE I: IDENTIFICAZIONE DELL INTERVENTO TITOLO PROGETTO: PROGRAMMA REGIONALE
PIANO REGOLATORE GENERALE
REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI TORINO CITTA' DI SAN MAURO TORINESE L.R. 5 DICEMBRE 1977 N.56 E S.M.I. PIANO REGOLATORE GENERALE APPROVATO CON DELIBERAZIONE GIUNTA REGIONALE 142-3494 DEL 18/O2/1986 VARIANTE
ART. 17 bis - Ambito di trasformazione Accordo di Programma Alfa Romeo 2015
PARTICOM UNO SPA OMISSIS ART. 17 bis - Ambito di trasformazione Accordo di Programma Alfa Romeo 2015 L ambito comprende le aree per la riqualificazione e la reindustrializzazione dell insediamento ex Alfa
Piano Regolatore Generale
Comune di San Giuliano Terme Provincia di Pisa Piano Regolatore Generale Regolamento Urbanistico ADEGUAMENTO AL 31 DICEMBRE 2009 - Piano Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari dell Ente Variante al Regolamento
PIANO REGOLATORE GENERALE
COMUNE DI PADOVA Settore Pianificazione Urbanistica PIANO REGOLATORE GENERALE VARIANTE adottata ai sensi della lettera l del 4 comma dell art.50 della L.R. 61/85 così come previsto dall art.48 della L.R.11/2004.
Presidenza del Consiglio dei Ministri
FAQ del 23 giugno 2016 In riferimento all Art. 3 comma 2) del bando ed all art. 7: l attuazione di progetti infrastrutturali anche da parte di soggetti privati e la loro eventuale partecipazione al finanziamento
Piano esecutivo per il recupero urbanistico del nucleo di edilizia ex abusiva n Pian Saccoccia
Piano esecutivo per il recupero urbanistico del nucleo di edilizia ex abusiva n. 19.11 Pian Saccoccia La manovra di recupero dei nuclei di edilizia ex abusiva L Amministrazione di Roma Capitale, fin dalla
Piano del Governo del Territorio Attività per la formazione del nuovo COMUNE DI STEZZANO. UrbanStudio
COMUNE DI STEZZANO Attività per la formazione del nuovo Piano del Governo del Territorio 2007 UN PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO? ASPETTI METODOLOGICI Il PGT è articolato in tre strumenti: - il documento
INCONTRI DI URBANISTICA. Dal Piano regolatore generale al nuovo Piano urbanistico comunale 1. Dal PRG al PSC
INCONTRI DI URBANISTICA Dal Piano regolatore generale al nuovo Piano urbanistico comunale Comune di Sant Ilario d Enza 1. Dal PRG al PSC Percorso di partecipazione Ascoltare il territorio Assessorato all
COMUNE DI GENOVA Direzione Programmi di Riqualificazione Urbana e Politiche della Casa
CONTRATTI DI QUARTIERE II (ex D.M. 27.12.2001) I Contratti di Quartiere sono programmi di riqualificazione complessi finalizzati alla rivitalizzazione di ambiti urbani in situazione di forte degrado, comprensivi
Norme Tecniche Operative Variante adeguata alla D.C.C. n. 12 del 02/05/2013
Norme Tecniche Operative Variante adeguata alla D.C.C. n. 12 del 02/05/2013 1 Maggio 2013 I N D I C E (in rosso gli articoli e gli allegati variati o aggiunti) ART. 1 - DEFINIZIONE ED AMBITO DI APPLICAZIONE
INDICE PARTE PRIMA PRINCIPI, FUNZIONI, SOGGETTI. pag. Prefazione alla Sesta edizione. Prefazioni alle precedenti edizioni. Principali abbreviazioni
INDICE Prefazione alla Sesta edizione Prefazioni alle precedenti edizioni Principali abbreviazioni XIII XV XXV PARTE PRIMA PRINCIPI, FUNZIONI, SOGGETTI CAPITOLO I NOZIONI GENERALI 1. Cosa si intende per
Progetto 1 Abitare in Borgo
Progetto 1 Abitare in Borgo Modello innovativo per la riqualificazione urbana e la risposta ai bisogni abitativi. Recupero e adeguamento impiantistico su immobili inagibili del patrimonio comunale al fine
Le fasi di formazione della pianificazione comunale. Legge del 1865 «Sulle espropriazioni per pubblica utilità»
Le fasi di formazione della pianificazione comunale Legge del 1865 «Sulle espropriazioni per pubblica utilità» Piano regolatore del nucleo urbano esistente; piano regolatore di ampliamento; norme per l
La pianificazione urbanistica in Toscana: Il Piano di indirizzo territoriale PIT
Università di Pisa Facoltà di Ingegneria AA 2014/2015 CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA EDILE-ARCHITETTURA Luisa Santini TECNICA URBANISTICA I La pianificazione urbanistica in Toscana: Il Piano di indirizzo
Progetto CVT (Centri Valutativi Territoriali)
PROGRAMMA INTERREG IIIB MEDOCC Progetto CVT (Centri Valutativi Territoriali) Il progetto CVT (Centri Valutativi Territoriali) nasce con l'obiettivo di promuovere la realizzazione di centri locali di supporto
Laboratorio di Urbanistica. Introduzione alle lezioni frontali. Prof. Ignazio Vinci
Università di Palermo - Scuola Politecnica Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura Anno accademico 2013-2014 Laboratorio di Urbanistica Prof. Ignazio Vinci Introduzione alle lezioni frontali Il
L ATTUAZIONE DEL PIANO
L ATTUAZIONE DEL PIANO La disciplina urbanistica s interessa in genere della trasformazione e dell assetto del territorio e si attua a mezzo di piani che ne regolano e coordinano le attività sia sotto
Roma settembre 2011 ARCHITETTO STANISLAO MASSIMO COCCHIA CURRICULUM VITAE. Stanislao Massimo Cocchia Architetto
Roma settembre 2011 ARCHITETTO STANISLAO MASSIMO COCCHIA CURRICULUM VITAE Informazioni personali Nome Cognome( Data di nascita Profilo professionale Amministrazione struttura Stanislao Massimo Cocchia
COMUNE DI SESTO S. GIOVANNI PROVINCIA DI MILANO
COMUNE DI SESTO S. GIOVANNI PROVINCIA DI MILANO PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO - LEGGE REGIONALE 11 MAR- ZO 2005, N 12 AREA TRIAKIS DI VIA MAZZINI ANGOLO VIA FALCK NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE La proprietà
SCHEDA DI SINTESI DELLE LINEE STRATEGICHE E DELLA RELATIVA DOTAZIONE FINANZIARIA
SCHEDA DI SINTESI DELLE LINEE STRATEGICHE E DELLA RELATIVA DOTAZIONE FINANZIARIA A. Promozione di nuovi prodotti turistici LS 1 : CREAZIONI DELLE DESTINAZIONI E DEI PRODOTTI TURISTICI SOSTENIBILI AZIONI
IL P.U.C. DI MODENA (Piano Urbanistico Comunale)
MODELLO DATI PER GLI STRUMENTI URBANISTICI COMUNALI IN FORMATO DIGITALE (LR 20/2000) Regione Emilia Romagna IL P.U.C. DI MODENA (Piano Urbanistico Comunale) LA CARTOGRAFIA DI BASE Cartografia catastale
Regione Campania Programma Operativo FESR Asse 6 Obiettivo Operativo 6.1 Programma PIU Europa
Allegato G Regione Campania Programma Operativo FESR 20072013 Asse 6 Obiettivo Operativo 6.1 Programma PIU Europa SCHEDA DI SINTESI INTERVENTI AUTORITÀ CITTADINA DI ERCOLANO Lavori di Riqualificazione
REGIONE EMILIA ROMAGNA COMUNE DI LIGONCHIO (RE)
REGIONE EMILIA ROMAGNA COMUNE DI LIGONCHIO (RE) RICHIESTA DI CONCESSIONE DI DERIVAZIONE IDROELETTRICA DAL TORRENTE ROSSENDOLA IN COMUNE DI LIGONCHIO (RE) procedimento unico ai sensi dell'art. 12 del Dlgs
PSN e PSR in Italia I LEADER. Dott.ssa Chiara Mazzocchi Corso PSR Università degli studi Milano-Bicocca
PSN e PSR in Italia I LEADER Dott.ssa Chiara Mazzocchi Corso PSR 2010-2011 Università degli studi Milano-Bicocca PSN Ciascuno Stato membro elabora un piano strategico nazionale dopo l'adozione degli orientamenti
prof. arch. Giuseppe Guida
Le Società di Trasformazione Urbana Le società di trasformazione urbana (STU) sono state introdotte nel nostro ordinamento dall'art. 17, comma 59, della legge n. 127/97 (la cosiddetta Bassanini-bis ) e
22/02/10 Esperienze di housing Ferrara. Due casi a confronto: quartiere Malborghetto e quartiere ForoBoario
Università degli studi di Ferrara Facoltà di Architettura Corso di Laurea in Architettura Laboratorio di sintesi finale D Marco Cenacchi_Progettazione urbanistica 22/02/10 Esperienze di housing Ferrara.
PARCO DELLA SALUTE, DELLA RICERCA E DELL'INNOVAZIONE DELLA CITTÀ DI TORINO IL PROGETTO
IL PROGETTO IL PROGETTO OGGETTO DEL PRESENTE STUDIO DI FATTIBILITÀ (SDF) RIGUARDA LA REALIZZAZIONE DEL PARCO DELLA SALUTE, DELLA RICERCA E DELL INNOVAZIONE DI TORINO (PSRI) SECONDO UN MODELLO STRUTTURALE
Economia sociale e crescita condivisa L esperienza di Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo
Economia sociale e crescita condivisa L esperienza di Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo Renato Galliano Direttore Generale Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo LA MISSIONE Marketing territoriale promozione
Graduazione degli incentivi
Le opportunità e le modalità di applicazione della legge regionale 10 giugno 2008, n. 13 Norme per l abitare sostenibile Seminario organizzato da REGIONE PUGLIA Area politiche per la mobilità e la qualità
VARIANTE URBANISTICA. Norme Tecniche di Attuazione. Zona di Decentramento n. 8
DIREZIONE CENTRALE SVILUPPO DEL TERRITORIO Settore Pianificazione Urbanistica Attuativa e Strategica ATTO INTEGRATIVO ALL ACCORDO DI PROGRAMMA, PROMOSSO DAL COMUNE DI MILANO, AI SENSI DELL ART. 34 D.LGS.
PIANO URBANO DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE DI MILANO Il percorso di formazione del Piano
1 PIANO URBANO DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE DI MILANO Il percorso di formazione del Piano PUMS: il processo di partecipazione e condivisione Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile introduce un cambiamento
LE POLITICHE DI SVILUPPO LOCALE. Dalle politiche di sviluppo topdown alle politiche di sviluppo bottom-up Dalla programmazione negoziata ai PIT/PISL
LE POLITICHE DI SVILUPPO LOCALE Dalle politiche di sviluppo topdown alle politiche di sviluppo bottom-up Dalla programmazione negoziata ai PIT/PISL Lo sviluppo bottom-up Il ruolo delle ricerche sullo sviluppo
PIANO D AREA DELL AEROPORTO G.D ANNUNZIO DI MONTICHIARI BS
PIANO D AREA DELL AEROPORTO G.D ANNUNZIO DI MONTICHIARI BS La Provincia di Brescia si è dotata del proprio P.T.C.P. PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE approvato il 21/04/2004 con Delibera
- Comparto D2.7 A - Comparto D2.7 B - Piano Particolareggiato 4
La VARIANTE interessa i seguenti Comparti: - Comparto D2.7 A - Comparto D2.7 B - Piano Particolareggiato 4 Per questi comparti è prevista la modifica sia della parte di testo che della parte grafica. Si
EDILIZIA SOSTENIBILE: Strumenti e strategie
Firenze, 11 maggio 2012 AUDITORIUM CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE EDILIZIA SOSTENIBILE: Strumenti e strategie Cinzia Gandolfi Regione Toscana Settore Pianificazione del territorio La Legge Regionale 24.02.2005
PROGETTO PRELIMINARE
IMPEGNATE E DELLE RELATIVE (art. 3 D. Lgs n 190/02) pagina 1 di 5 1 RIFERIMENTI LEGISLATIVI E FINALITÀ DELL ELABORATO Il Decreto Legislativo n. 190 del 20 agosto 2002 Attuazione della Legge 21 dicembre
Comune di Caldogno (VI) Programma integrato per la riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale Caldogno parco urbano
Venezia, 10-20 novembre 2004 Catalogo della Mostra Comune di Caldogno (VI) Programma integrato per la riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale Caldogno parco urbano Il programma interessa un
AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE REGGIO CALABRIA U.O.C. Ufficio Attività Tecniche e Patrimonio Direttore: Ing. Massimo ROMEO FILOCAMO
AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE REGGIO CALABRIA U.O.C. Ufficio Attività Tecniche e Patrimonio Direttore: Ing. Massimo ROMEO FILOCAMO Allegata al Prot.2894 / UT del 24.10.2011 PROGRAMMA TRIENNALE DELLE OPERE
NORME DI ATTUAZIONE DEL PIANO PER IL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA
1 NORME DI ATTUAZIONE DEL PIANO PER IL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA ADEGUATE ALLA DELIBERA DEL CONSIGLIO REGIONALE DELL ABRUZZO, N.122/2 IN DATA 30 DICEMBRE 2008, DI APPROVAZIONE DEL PIANO TITOLO I DISPOSIZIONI
Curriculum vitae di Solange SIGNORINI - Architetto
Pagina 2 di 5 Date 06/2011-07/2015 Responsabile Unico Procedimento Tipo di attività o settore Ristrutturazione edilizia Descrizione Incarico di Responsabile del Procedimento dei lavori Opere Complementari
COMUNE DI MARCELLINA (Prov. di Roma)
COMUNE DI MARCELLINA (Prov. di Roma) Piazza C. Battisti, 14-00010 Marcellina Rm tel. 0774/427037 fax 0774/426075 Cod. Fisc. 86002050580 Partita IVA 02146041005 COSTO DI COSTRUZIONE ONERI CONCESSORI Diritti
