prof. arch. Giuseppe Guida
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- Angelina Rizzo
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1 Le Società di Trasformazione Urbana Le società di trasformazione urbana (STU) sono state introdotte nel nostro ordinamento dall'art. 17, comma 59, della legge n. 127/97 (la cosiddetta Bassanini-bis ) e disciplinate dall art. 120 del DLgs n. 267/00. Successivamente il D.M.06/6/2001 disciplina la promozione delle STU. Anche in questo caso si tratta di strumenti a disposizione degli enti locali per intervenire nelle aree urbane consolidate, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti. Alla costituzione delle STU, oltre alle Città Metropolitane ed ai Comuni, possono partecipare anche le Province e le Regioni nonché privati scelti tramite procedura di evidenza pubblica. Facoltà di Architettura LABORATORIO DI URBANISTICA prof. arch. Giuseppe Guida
2 Le Società di Trasformazione Urbana Le STU sono divenute uno strumento ordinario d intervento che si rivela estremamente utile per velocizzare e snellire tra l altro i processi di recupero delle aree industriali dimesse. Nuove funzioni urbane o nuovi utilizzi produttivi sono oggi possibili in aree degradate e sottoutilizzate. Compito delle STU, una volta acquisite le aree, è di trasformarle e commercializzarle. In termini operativi ciò significa che la società deve provvedere alle attività di progettazione e costruzione prevista dall'intervento di trasformazione urbana e, quindi, alla commercializzazione di quanto costruito. Nello svolgimento dell'attività di progettazione e costruzione la Stu può operare attraverso due modalità: - attrezzandosi con una propria organizzazione interna che provvede direttamente alla progettazione e alla costruzione - oppure rivolgendosi al mercato attraverso l'affidamento all'esterno di queste attività. Facoltà di Architettura LABORATORIO DI URBANISTICA prof. arch. Giuseppe Guida
3 Il Project Financing Il project financing ( o finanza di progetto) consiste in un operazione finanziaria attraverso la quale le pubbliche amministrazioni realizzano opere pubbliche il cui onere finanziario è parzialmente o totalmente a carico del privato, sulla base di un piano finanziario in grado di garantire l'autofinanziamento dell'operazione stessa. Il project financing è disciplinato dal CODICE DEGLI APPALTI (Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163) che ha riunito in un unico corpo le Leggi sulla contrattazione pubblica e, negli articoli da 153 a 160 riporta tutta la disciplina nazionale del project financing. Da un punto di vista urbanistico è importante perché è spesso utilizzato come modalità attuativa delle previsioni di piano. Facoltà di Architettura LABORATORIO DI URBANISTICA prof. arch. Giuseppe Guida
4 Il Project Financing Un project financing può essere proposto sia da un operatore privato che dall ente pubblico. In genere la proposta si articola nei seguenti passaggi, che si concludono con una gara aperta agli operatori in possesso degli specifici requisiti richiesti dal tipo di opera: a) lo studio di inquadramento urbanistico,territoriale e ambientale; b) lo studio di fattibilità; c) il progetto preliminare. d) la bozza di convenzione; e) il piano economico-finanziario; f) La valutazione della proposta; g) Indizione della gara; Facoltà di Architettura LABORATORIO DI URBANISTICA prof. arch. Giuseppe Guida
5 Il Project Financing L ampliamento del Centro Direzionale di Napoli Facoltà di Architettura LABORATORIO DI URBANISTICA prof. arch. Giuseppe Guida
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8 Art. 37 (Zona Db Nuovi insediamenti per la produzione di beni e servizi) 1. La zona Db identifica le parti della città destinate alla produzione di beni e servizi, per le quali è prevista la trasformazione urbanistica. 2. Le trasformazioni fisiche, ove non diversamente previsto dalla normativa d ambito, sono disciplinate come segue. Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e urbanistica. Gli interventi di ristrutturazione dovranno garantire l adeguamento del rapporto tra gli spazi destinati alla produzione di beni e servizi e gli spazi pubblici destinati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi, escluse le sedi viarie, nella misura prescritta dall articolo 5 del Dm 2 aprile 1968 n.1444 e dalla Lr 20 marzo 1982 n.14; nel caso in cui gli interventi a verde pubblico siano contigui alla viabilità primaria così come individuata nella tavola 10, questi devono contribuire alla formazione dei corridoi ecologici secondo quanto previsto dall articolo Per gli impianti produttivi manufatturieri attivi all atto della richiesta e compatibili con gli insediamenti urbani sono ammessi interventi finalizzati all adeguamento e al potenziamento delle attività presenti e dei relativi livelli occupazionali, con un incremento dei volumi preesistenti legittimamente realizzati, contenuto nel limite del 20%, anche mediante demolizione e ricostruzione sullo stesso lotto. Il rilascio del relativo permesso di costruire è subordinato alla stipula di una convenzione con la quale i soggetti operatori si obbligano alla cessione di un area per servizi e alla realizzazione delle relative opere di urbanizzazione in misura, almeno di 1 m per ogni 10 mc di volume aggiuntivo previsto. Qualora tali aree non siano reperibili nei lotti impegnati da tali impianti, o in aree che la presente variante destina ad opere di urbanizzazione primaria e secondaria, i soggetti operatori si obbligano al pagamento di un corrispettivo comprensivo sia del costo di acquisizione delle aree occorrenti valutate a prezzo di esproprio determinato dal competente ufficio tecnico erariale, sia della realizzazione delle relative opere di urbanizzazione. A garanzia dell adempimento degli obblighi scaturenti dalle citate convenzioni, i soggetti operatori devono prestare, alla stipula delle stesse, idonea fidejussione, nei modi di legge. All atto della richiesta del permesso di costruire il richiedente deve presentare idonea documentazione sulla effettiva capacità di valorizzazione produttiva e occupazionale che l intervento previsto è in grado di produrre. Facoltà di Architettura LABORATORIO DI URBANISTICA prof. arch. Giuseppe Guida
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10 70 ha Facoltà di Architettura LABORATORIO DI URBANISTICA prof. arch. Giuseppe Guida
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12 Il Comune di Napoli adotta una strategia doppia: 1. rinunciare a parte dei propri diritti edificatori, per far crescere lo spazio delle attrezzature pubbliche, con un duplice effetto positivo: la riduzione dell'intensità edilizia, e l'incremento della dotazione di servizi; 2. investire il valore di parte delle residue aree edificabili per la quasi completa realizzazione delle opere di urbanizzazione, e per dare luogo ai requisiti di qualità che possono determinare una soddisfacente realizzazione dell'insediamento Facoltà di Architettura LABORATORIO DI URBANISTICA prof. arch. Giuseppe Guida
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15 QUADRO RIEPILOGATIVO DELLE ATTREZZATURE SOCIALI PREVISTE (Nella colonna concessione è specificato se le opere sono oggetto di concessione di gestione) Facoltà di Architettura LABORATORIO DI URBANISTICA prof. arch. Giuseppe Guida
16 mq Facoltà di Architettura LABORATORIO DI URBANISTICA prof. arch. Giuseppe Guida
17 mq mq mq Totale mq Facoltà di Architettura LABORATORIO DI URBANISTICA prof. arch. Giuseppe Guida
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S.p.A. di trasformazione urbana (Stu)
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